GLI ALBERI IL BOSCO IL LEGNO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GLI ALBERI IL BOSCO IL LEGNO"

Transcript

1 PARTE PRIMA GLI ALBERI IL BOSCO IL LEGNO Gli alberi forestali della nostra Provincia Gli alberi che formano i boschi della nostra Provincia sono comuni a tutto l arco alpino, e non solo. In questo manuale compaiono le specie autoctone o naturalizzate, giudicate meritevoli di trattazione nei riguardi della loro diffusione, dell importanza economica e dell impiego del legno. Le specie trattate sono una trentina; quelle normalmente note nel mondo rurale, almeno col nome, sono circa al metà; quelle poi veramente conosciute, oltre che col nome, anche sotto l aspetto botanico, ecologico e dell impiego del legno sono veramente poche. Eppure camminando in un bosco con spirito osservatore, è facile incontrare in pochi minuti una decina di specie arboree diverse. Abete rosso, Larice, Castagno, Robinia sono tra le specie note a tutti, se non altro all impatto visivo; all atto dell utilizzazione, la maggior parte delle specie legnose finisce indistintamente nel calderone della legna da ardere, senza sapere che, con le dovute cure, un giovane albero può diventare, in qualche decennio, un fornitore di legname da lavoro di ottima qualità. All opposto, capita di vedere impianti forestali abbandonati o non correttamente curati, dai quali i proprietari si aspettano di ottenere ricavi decisamente spropositati rispetto le caratteristiche degli alberi presenti. Non è sufficiente piantare alberi di Noce per avere un reddito futuro: un cattivo Noce vale meno di una bella Betulla! La maggior parte delle specie trattate è autoctona, cioè sin dalla sua comparsa sulla Terra, si è diffusa anche sulle nostre montagne, subendo le vicissitudini sconvolgenti legate alle glaciazioni ed in generale ai cambiamenti climatici. Nei secoli l uomo ha favorito, consciamente o inconsciamente, certe specie a danno di altre, esercitando il taglio dei boschi, a volte anche in modo indiscriminato. Pensando al Castagno, è facile credere che la sua ampia diffusione sia stata sostenuta e favorita dall uomo, che per secoli lo ha coltivato. Alcune specie si sono diffuse in seguito all importazione da paesi lontani di pochi soggetti, all epoca sconosciuti; il clima ed i terreni ad esse adatte ne hanno permesso l inserimento stabile anche nei nostri boschi: pensiamo alla Robinia, che viene dagli Stati Uniti, all Ailanto e alla Buddleia, che vengono dalla Cina. Nel secolo scorso furono condotte sperimentazioni per migliorare i boschi italiani, introducendo specie esotiche dalle quali si sperava di ottenere buoni risultati in termini di produzione legnosa; ne 9

2 fu interessata anche la nostra provincia, con piantagioni di Douglasia, Cedri e Pini strobi. I risultati della sperimentazione non furono incoraggianti, e tuttora si possono osservare le piantagioni superstiti, ormai abbandonate alla libera evoluzione. La gestione del bosco I boschi in cui l uomo non esercita alcuna attività ( taglio o pascolo) o non arreca azioni di disturbo più o meno pesanti (come lo sono gli incendi), sono soggetti alla sola evoluzione naturale, o libera evoluzione. Perché si possano vedere i segni della libera evoluzione, tuttavia, è necessario che un bosco segua questo destino almeno per qualche decennio, se si tratta di bosco giovane, o tempi più prolungati in caso di boschi adulti. Molti boschi delle zone meno accessibili, come quelli dei pendii più ripidi, ostacolati dalle balze rocciose e difficili da percorrere sono attualmente soggetti alla libera evoluzione; il fatto che non sempre ospitino alberi secolari, può derivare dal fatto che il terreno fertile a disposizione sia limitato e non ne consenta la crescita, oppure che si trovino in una fase ancora giovanile. Chi osserva bene, infatti, potrà trovare qualche segno dei tagli eseguiti nel passato: ceppaie quasi decomposte, funi metalliche ( residui di vecchie teleferiche), aie carbonili ecc., testimoni dei tempi in cui lo sfruttamento del bosco era molto intenso. I boschi che periodicamente vengono tagliati, invece, sono sottoposti ad un regime selvicolturale. In seguito al taglio, lo spazio disponibile viene occupato da nuovi alberi, che si possono originare dalla germinazione dei semi, provenienti dalle piante rimaste in piedi o dalle stesse piante tagliate, quando ancora non lo erano, oppure possono originarsi dai ricacci delle gemme presenti sulla ceppaia delle piante tagliate. Inoltre, anche superfici che fino ad un determinato momento non erano bosco, possono trasformarsi in boschi, come è il caso di molti terreni agricoli abbandonati. Se nel bosco prevalgono nettamente le piante nate da seme, il bosco è una fustaia (foto 1); se prevalgono i ricacci delle ceppaie, detti polloni, il bosco è un ceduo (foto 2). Fustaia o ceduo determinano il governo del bosco. Naturalmente sono possibili, anzi sono assai frequenti, anche le situazioni miste, soprattutto quando i tagli riguardano superfici di limitata estensione e sono eseguiti in epoche diverse. Spesse volte, come sovente accade nei boschi frammentati secondo la proprietà, si susseguono su piccole superfici tratti di fustaia, di ceduo, di situazioni miste (ceduo matricinato, ceduo sotto fustaia). La scienza forestale che tratta il taglio e la cura dei boschi, cioè la selvicoltura, impartisce regole precise per la gestione dei diversi tipi di bosco; per contro, la gestione ordinaria dei boschi deriva da un mosaico di situazioni particolari, create da soggetti con competenze e finalità diverse. Il diritto di proprietà dei boschi non consente di esercitarvi qualsiasi attività. In tutte le civiltà e in tutti i paesi, gli ordinamenti giuridici riconoscono l utilità dei boschi, indipendentemente da chi ne sia il proprietario, a favore della collettività, e ne tutelano la conservazione. L ordinamento giuridico italiano fornisce le basi per la tutela dei nostri boschi già dal 1923; la legge più importante a tale riguardo era il Regio Decreto Legge 3267 del 1923, in seguito modificato ed integrato da varie leggi statali e regionali. Lo Stato Italiano inoltre ha demandato alle Regioni le funzioni amministrative che riguardano i boschi, e la Regione Lombardia, al pari delle altre, ha emanato a sua volta una serie di norme che riguardano il settore forestale. Particolare importanza assumono la legge regionale 8 del 05/04/1976 (in seguito modificata dalla L. R. 80 del 22/12/1989), che impartisce le linee della politica forestale in Lombardia, e il Regolamento Regionale 1 del 23/02/1993, che contiene le Prescrizioni di Massima e le Norme di Polizia Forestale. A chi esegue periodicamente attività selvicolturali nel bosco (tagli, ripuliture ecc.) si consiglia vivamente la lettura di queste ultime. Le fustaie possono essere coetanee, quando le piante hanno la stessa età, a meno di pochi anni di differenza. Le fustaie coetanee si possono originare a seguito di tagli che interessano tutte le piante presenti in un certo bosco: lo spazio rimasto vuoto viene occupato dalla rinnovazione naturale (foto 3), ossia dalle piantine che nascono dai semi che germogliano, e il taglio si chiama taglio raso. La rinnovazione naturale è il metodo migliore e più sicuro che permette la perpetuità dei boschi; le giovani piantine sono adatte al bosco in cui nascono, perché figlie delle piante preesistenti nello stesso luogo, che a loro volta vi si sono adattate. Le fustaie coetanee si originano anche a seguito dei tagli successivi: la rinnovazione naturale si insedia dopo dei tagli che si fanno ad intervalli. Essi consistono in taglio di preparazione, taglio di sementazione, tagli secondari, che favoriscono l illuminazione del suolo, la fruttificazione e la disseminazione delle piante mature e la nascita delle piantine, e taglio di sgombero, che elimina le rimanenti piante del vecchio ciclo quando le giovani piantine sono ormai affermate. A differenza del taglio raso, il trattamento dei tagli successivi man- 10

3 1) Fustaia di Abete rosso 4) Perticaia di Pino silvestre 2) Ceduo di Faggio 3) Rinnovazione naturale 11

4 tiene sempre una buona copertura del suolo, utile per la sua protezione. Quando si decide di impiantare un bosco nuovo, o quando la rinnovazione naturale tarda ad insediarsi, o non corrisponde alle specie desiderate, si può ricorrere alla piantagione di piantine nate nei vivai forestali. A questo riguardo è utile precisare che la provenienza del seme da cui sono nate le piantine non deve essere casuale: l abete rosso che proviene dalla Siberia può non essere adatto alle Alpi; sulla stessa catena alpina si susseguono zone con clima e terreno diversi, e l abete rosso di una zona può non essere adatto ad essere piantato in un altra. Naturalmente quanto detto per l abete rosso vale anche per tutte le altre specie. E facile intuire come le fustaie coetanee con rinnovazione naturale, nelle fasi iniziali, contengano un numero altissimo di giovani piante (foto 4), e man mano che le piante crescono, il loro numero diminuisce sensibilmente. Ciò che succede è la selezione naturale, che fa in modo che le piante superstiti siano le più vigorose e adatte al bosco in cui si trovano. Nelle fustaie coetanee sottoposte a regime selvicolturale è opportuno eseguire degli interventi che assecondino ed accelerino il processo di selezione naturale; questi interventi sono gli sfolli ed i diradamenti (foto 5), ed hanno lo scopo di eliminare le piante più deboli e di cattivo aspetto, regolando la densità del bosco a livelli ottimali. Quando la fustaia coetanea è matura si eseguono i tagli di utilizzazione, che corrispondono al taglio raso o ai tagli successivi, a seconda del trattamento adottato. Quando le piante della fustaia non hanno la stessa età, ma convivono sulla stessa superficie piante mature, piante giovani e rinnovazione naturale, si dice che la fustaia è disetanea. Durante le utilizzazioni i tagli che si eseguono riguardano piccole aree disposte a macchie sull intera superficie del bosco; il trattamento adottato è quello del taglio saltuario. Nelle aree di taglio si utilizzano poche piante mature e contigue, e all occorrenza si possono eseguire sfolli e diradi che riguardano le piante più giovani presenti in quella stessa area. La rinnovazione naturale si instaura solo nelle buche create a seguito del taglio delle piante mature. I tagli saltuari si possono eseguire ogni anni, e col tempo si percorre tutta la superficie del bosco; le buche create coi primi tagli ospiteranno piante mature, e le buche più recenti piante più giovani, determinando così il tipico aspetto della fustaia disetanea. Dalle fustaie si ricavano assortimenti legnosi di grandi dimensioni, che vengono impiegati come legname da lavoro. Il governo a ceduo può essere applicato solo a quei boschi formati da specie che hanno la capacità di riprodursi per via vegetativa, ossia che possono emettere polloni (foto 6). Abete rosso, Abete bianco, Larice e Pino silvestre, che formano gli estesi boschi di conifere delle nostre montagne, non hanno la capacità di riprodursi per via vegetativa, e per essi il governo a fustaia è l unico possibile. Al contrario la maggior parte delle latifoglie nostrane è in grado di riprodursi sia per seme che per via vegetativa: il governo scelto per i boschi di latifoglie può quindi essere sia il ceduo che la fustaia. Il taglio del bosco ceduo viene praticato durante il riposo vegetativo; le Prescrizioni di Massima stabiliscono le date di inizio e di termine del periodo di taglio, differenziate a seconda della quota del bosco. La rinnovazione avviene all inizio della stagione vegetativa successiva al taglio, grazie alle gemme presenti sulla ceppaia, che germogliano. I polloni che si originano crescono velocemente, se paragonati alle piantine nate da seme della stessa specie. Una piantina di Castagno di un anno raggiunge circa 10 cm di altezza, mentre un pollone, sempre di Castagno, al primo anno può superare il metro. I semi presenti in terra germogliano anche nel bosco ceduo, ma l ombra eccessiva proiettata dai polloni non permette lo sviluppo delle piantine, che presto deperiscono. Solo dove le ceppaie sono più rade, o dove una ceppaia perde la vitalità e non forma più polloni, le piantine si possono sviluppare ed affermarsi. La vitalità delle ceppaie dura per qualche ciclo, e poi comincia a decadere, e il selvicoltore deve fare in modo di rimpiazzare quelle esauste. I polloni, grazie alla loro rapida crescita, possono essere tagliati a intervalli piuttosto ravvicinati; il periodo di tempo che intercorre tra un taglio e l altro si chiama turno. All epoca del taglio, le piante nate da seme avranno dimensioni assai minori dei polloni nati lo stesso anno, e sarà opportuno risparmiarle; verranno tagliate nei turni successivi, quando potranno fornire gli assortimenti desiderati. Se appartengono ad una specie che può riprodursi per via vegetativa, formeranno nuove ceppaie. I semi da cui nascono le piantine possono essere prodotti sia dai polloni che dalle piante nate da seme; in entrambi i casi vengono considerate matricine. Per garantire una continua sostituzione delle ceppaie che di volta in volta si esauriscono, le Prescrizioni di Massima impongono, per certe specie, il rilascio al momento del taglio di un certo numero di matricine, che potranno essere tagliate nei turni successivi. Le matricine, oltre a produrre semi, hanno il compito di proteggere il suolo, che altrimenti subito dopo il taglio rimarrebbe scoperto. 12

5 Per questo motivo le matricine devono avere buone caratteristiche di stabilità, soprattutto nei confronti del vento e della neve. Il ceduo in cui non si allevano le matricine viene detto semplice, mentre nel caso opposto matricinato. Per le specie più vitali, come il Castagno e la Robinia, il riscoppio dei polloni dopo il taglio è molto rigoglioso: su una ceppaia sola si possono formare diverse decine di polloni. Questo numero è certamente eccessivo se si considerano i polloni che effettivamente possono raggiungere lo scadere del turno con un buon accrescimento ed una buona conformazione. Analogamente alle fustaie nelle fasi giovanili, anche per il giovane ceduo sono opportuni degli interventi di selezione dei polloni, con cui si eliminano quelli più deboli, male ancorati alla ceppaia, storti, ammalati ecc., per rilasciare solo quelli che possono raggiungere lo scadere del turno in buone condizioni (foto 7). Un particolare trattamento del ceduo è il ceduo a sterzo; in questo caso all epoca del taglio si preleva solo una parte dei polloni, scelti tra i più vecchi. Sulla ceppaia rimangono sempre dei polloni, più giovani di quelli tagliati, che garantiscono una buona protezione del suolo. Durante il taglio si esegue anche lo sfollo dei polloni più giovani in soprannumero; i tagli vengono ripetuti all incirca ogni 8-10 anni, e i polloni più vecchi raggiungono l età di anni. Questo trattamento è adatto alle specie che gradiscono l ombra, come il Faggio. Gli assortimenti legnosi che si ottengono dal ceduo sono di dimensioni inferiori a quelli delle fustaie mature; l assortimento principale oggigiorno è la legna da ardere e la paleria agricola o per bioingegneria; dalle matricine si può ottenere legno da lavoro. Caratteristiche del legno Fig. 1 - Schema dell accrescimento legnoso in sezione longitudinale (sinistra) e trasversale (destra). Le piante legnose presenti sul nostro territorio e che hanno significato per la produzione legnosa, si ripartiscono in conifere e latifoglie. Le prime prendono il nome dal frutto che producono, ossia la pigna, a forma di cono, ed hanno le foglie allungate, a forma di ago, e perciò sono dette anche aghifoglie. Le latifoglie prendono il nome dall avere la lamina fogliare più o meno espansa, e sono dette anche piante da foglia. Nel nostro clima gli alberi si accrescono secondo il ritmo delle stagioni, formando degli strati di legno che si dispongono uno sull altro, e che nelle sezioni trasversali dei tronchi appaiono come anelli (fig. 1). In primavera, quando il suolo ha una buona disponibilità di acqua, inizia l accrescimento dell anno, con la formazione, immediatamente sotto la corteccia, e quindi in posizione esterna rispetto agli altri strati, della prima parte del nuovo strato legnoso, ricco di canali che trasportano la linfa grezza dalle radici alle foglie. Il nuovo strato legnoso termina sui getti di accrescimento con la cacciata dell anno. Col progredire della stagione vegetativa prosegue l accumulo di legno, con canali di trasporto e materia di sostegno. In estate si completa l accrescimento, con accumulo di sostanza di sostegno più densa e spesso di colore più scuro. Questa successione è visibile nelle sezioni trasversali dei tronchi: la parte chiara dell anello corrisponde al legno primaverile, quella più scura o più densa al legno tardivo. Il legno delle conifere è composto soprattutto da elementi che hanno il compito di trasportare la linfa e di sostenere la pianta, che si chiamano tracheidi, 13

6 Fig. 2 - Legno di conifera in sezione radiale (ingrandito). e si sviluppano in direzione dell asse del fusto; si possono trovare inoltre i canali resiniferi, anch essi in direzione assiale, che trasportano la resina (fig. 2). Nel legno delle latifoglie il trasporto della linfa è svolto da canali detti vasi, mentre il sostegno della pianta spetta alle fibre. I raggi esistono sia nelle conifere che nelle latifoglie, e si sviluppano in senso trasversale, dal midollo verso l esterno, come i raggi di una ruota. In certi casi i canali resiniferi, i vasi ed i raggi possono essere visti a occhio nudo, o meglio con una semplice lente di ingrandimento. Per osservare il legno e riconoscere i suoi elementi, è necessario definire le direzioni e le corrispondenti sezioni fondamentali. Se si taglia un tronco lungo il proprio asse, come si fa comunemente per ricavare le tavole, si crea una sezione longitudinale; in particolare, se il taglio passa per il midollo, la sezione viene detta longitudinale radiale (fig. 3), mentre se non passa per il midollo la sezione si dice longitudinale tangenziale (fig. 4). Naturalmente il taglio radiale, su tutta la lunghezza di un tronco, a causa della non perfetta dirittezza di quest ultimo, Fig. 3 - Tronco in sezione radiale. Fig. 4 - Tronco in sezione tangenziale 14

7 Fig. 5 - Tavole in sezione trasversale. In alto: tavola radiale; in basso: tavole tangenziali. potrà non interessare sempre esattamente il midollo, ma la sezione nel complesso viene comunque detta radiale. Se il taglio del tronco viene fatto perpendicolarmente all asse, come quando si fa il taglio di abbattimento di una pianta, si ottiene una sezione trasversale (fig. 5). L osservazione del legno riesce più agevole se le superfici sono ben lisce: le sezioni longitudinali dovranno essere piallate, e la trasversale piallata o eseguita con una lama circolare di precisione. Il taglio con la motosega, a causa della superficie di taglio scabra che lascia, spesso non consente una buona osservazione. La successione degli anelli di accrescimento si osserva bene in sezione trasversale; si può inoltre rilevare la differenziazione tra alburno, che è la corona più esterna di legno, e durame, che è la parte più interna (foto 8). L alburno è di colore chiaro, mentre il durame, se è differenziato, è di colore più scuro; il limite tra le due zone può coincidere con un anello di accrescimento, oppure essere irregolare. Sempre in sezione trasversale si possono osservare la presenza di canali resiniferi, nel caso delle conifere, e la disposizione dei vasi nel caso delle latifoglie. Certe latifoglie come il Frassino e la Robinia formano i vasi con diametro maggiore nel legno primaverile, che di conseguenza risulta molto poroso, e quelli con diametro via via più piccolo nel legno tardivo, che di conseguenza risulta più compatto e denso. Questa particolare disposizione dei vasi nella cerchia annuale prende il nome di porosità anulare; quando invece i vasi si distribuiscono omogeneamente nella cerchia annuale, il legno risulta a porosità diffusa (fig. 6). Quando si prende in esame il legno di una certa specie ai fini delle lavorazioni, è importante riconoscere la tessitura e la venatura. La tessitura deriva dalla disposizione e dalle dimensioni degli elementi che costituiscono il legno: Frassino e querce, ad esempio, hanno tessitura grosso- lana, dovuta alla porosità anulare, mentre Acero e Ciliegio hanno tessitura fine. La tessitura può essere osservata sia in sezione trasversale che nelle sezioni longitudinali. La venatura è il disegno formato dalla successione delle cerchie di accrescimento annuali, ed è particolarmente evidente quando il passaggio da una cerchia a quella successiva è marcato da un cambiamento di colore, come avviene ad esempio nel Larice e nell Olmo. L effetto più appariscente della venatura si osserva nelle sezioni longitudinali: nella longitudinale radiale si ha la venatura a rigatino, mentre nella longitudinale tangenziale si ha la venatura fiammata (fig. 7). Le querce e il Faggio hanno i raggi ben visibili: in sezione trasversale appaiono piuttosto sottili e lunghi, mentre in sezione radiale appaiono come dei nastri alti qualche millimetro, che riflettono la luce in modo diverso dal restante legno. L effetto che determinano, molto evidente, sono le specchiature (foto pag. 65). Ci sono specie, come il Ciliegio, in cui i raggi sono visibili, ma molto piccoli, e l effetto delle specchiature risulta poco evidente. Le caratteristiche finora esaminate permettono di comprendere come il legno sia un materiale non omogeneo, ossia gli elementi che lo compongono hanno una ben precisa disposizione, che cambia a seconda della direzione considerata. Questo fatto influenza molte proprietà fisiche del legno: esse cambiano a seconda della direzione considerata. Ad esempio, un esperienza molto comune permette di osservare come, spaccando la legna da ardere, la resistenza allo spacco sia minore in senso assiale che in senso trasversale. La non omogeneità del legno si chiama più propriamente anisotropia. Allo stato fresco il legno ha un alto contenuto di umidità, che diminuisce lentamente dal momento in cui i fusti vengono abbattuti e seguono le successive lavorazioni; la perdita di umidità procede fin tanto che l umidità del legno si trova in equilibrio con l umidità dell ambiente in cui il legno si trova. Il processo di perdita di umidità si chiama stagionatura; è chiaro che la stagionatura dipende, nella fase finale, dall umidità ambientale: un ambiente molto secco favorirà la perdita di buona parte dell umidità del legno, e all opposto un ambiente umido favorirà il mantenimento dell umidità. Allo stato fresco, il peso di un campione di 1 m 3 di legno di Abete rosso in media si aggira attorno a 860 kg; parte di questo peso è dovuta all acqua contenuta. Se si potesse seccare completamente il campione di legno, si arriverebbe ad un peso pari a circa 390 kg, il che significa che 470 kg di peso originario erano dati dall acqua contenuta. In condizioni normali la perdita di umidità non si spinge 15

8 5) Pineta di Pino silvestre diradata 6) Ceppaia e polloni di Castagno 8) Differenziazione tra alburno e durame in un tronco di Larice 7) Giovane ceduo di Robinia dopo una ripulitura 16

9 Fig. 6 - Legno di latifoglia in sezione radiale (ingrandito). In alto: porosità diffusa; in basso: porosità anulare. sino al valore assoluto: il metro cubo di legno di Abete rosso correttamente stagionato avrà un peso di circa 440 kg, e senza dispositivi particolari è praticamente impossibile abbassare ulteriormente tale peso. Per quantificare il livello di umidità del legno, si usa rapportare il contenuto di acqua del campione col peso secco del campione, e lo si esprime in percento. Il peso di 440 kg del campione di Abete rosso di 1 m 3 corrisponde ad una umidità del 12%; questo valore, per convenzione, è detto umidità normale del legno, ed è il valore al quale corrisponde una buona stagionatura del legname da lavoro. Il legname da usare per falegnameria fine da interni dovrebbe avere un umidità ancora inferiore, attorno all 8-9%, che ne garantisce la stabilità, ed è ottenibile solo tramite gli essiccatoi. Se l umidità ambientale aumenta, il legno che si trovava in equilibrio con essa, tende a riassorbire parte dell umidità dell aria, fino a portarsi nuovamente in condizione di equilibrio, e questo accade anche in 17

10 Fig. 7 - A sinistra: venatura a rigatino in tavola radiale; a destra: venatura fiammata in tavola tangenziale. Fig. 8 - In alto: imbarcamento di una tavola radiale; in basso: trave fessurata contenente il midollo. Le frecce indicano il verso prevalente del ritiro. campioni di legno perfettamente stagionati. La possibilità di perdere o assorbire acqua è una caratteristica fondamentale del legno. Ad ogni perdita di umidità corrisponde una diminuzione delle dimensioni, detta ritiro (per l esattezza, il ritiro inizia quando l umidità del legno si abbassa sotto il 30 %; dallo stato fresco al 30% l acqua evapora senza causare ritiro); viceversa, ad ogni assorbimento di umidità corrisponde un aumento delle dimensioni, detto rigonfiamento. La componente del legno che più di tutte può scambiare acqua, assorbendola o cedendola, è la lignina. Il contenuto in lignina non è omogeneo nel legno: le zone dove più si accumula sono la parte tardiva degli anelli di accrescimento, cui conferisce il colore scuro, e i nodi. Le variazioni del contenuto di umidità del legno, perciò, sono più consistenti nei punti più ricchi di lignina, e ne consegue che le variazioni dimensionali non sono identiche in tutte le direzioni. Si usa esprimere il ritiro che subisce il legno durante la perdita di acqua, passando dallo stato fresco a quello perfettamente anidro, in percentuale rispetto allo stato fresco. Ciò che interessa in pratica è il ritiro dallo stato fresco allo stato di umidità normale del 12%, che varia dallo 0,2-0,3% in direzione longitudinale, dal 2-3% nella direzione radiale, e dal 4-5% nella direzione tangenziale. Come si vede, l entità del ritiro è diversa nelle tre direzioni fondamentali considerate. Una tavola segata allo stato fresco e lunga esattamente 1 m, subirà un accorciamento durante la stagionatura pari a 2-3 mm; nel caso di una tavola radiale larga 10 cm allo stato fresco, il ritiro nel senso della larghezza sarà pari a circa 2-3 mm; nel caso di una tavola tangenziale larga 10 cm allo stato fresco, il ritiro nel senso della larghezza sarà pari a circa 4-5 mm. Sulla tavola radiale il ritiro tangenziale agirà nel senso dello spessore; analogamente, sulla tavola tangenziale, il ritiro radiale agirà nel senso dello spessore. Sia il ritiro che il rigonfiamento hanno, come è facilmente intuibile, effetti deformanti sugli assortimenti legnosi. Uno dei primi segnali del ritiro compare già sulle teste dei tronchi pochi giorni dopo l abbattimento delle piante, con delle caratteristiche fratture che corrono in senso radiale (foto 9). Se il tronco non viene segato, le fratture possono interessare tutta la lunghezza del tronco. Nel caso di specie facilmente suscettibili allo spacco, come il Castagno, possono prendere il sopravvento 1 o poche fratture che si estendono su tutta la lunghezza del tronco, e raggiungono il midollo, con un apertura sulla superficie esterna di qualche cm. Se i tronchi allo stato fresco vengono prontamente segati, il ritiro interessa gli assortimenti ottenuti. L effetto più vistoso si ha sulle tavole tangenziali, che subiscono l imbarcamento, mentre le tavole che meno si deformano sono quelle radiali (fig. 8). Le travi contenenti il midollo sono destinate a spaccarsi, analogamente a quanto succede ai tronchi, con spaccature che vanno dal midollo verso l esterno, mentre le travi che non contengono il midollo risultano meno deformabili. La massa volumica, o densità, del legno è il peso di una unità di volume, e in pratica si esprime in kg per m 3. La massa volumica del legno non è un valore costante nel tempo, poiché dipende dalla 18

11 variazione del contenuto di acqua; per esprimere la massa volumica di un legno, è necessario specificare a quale contenuto di umidità si riferisce. La massa volumica varia inoltre da specie a specie: esistono legni molto leggeri, come il Pioppo e l Abete rosso, che hanno massa volumica ad umidità del 12% rispettivamente pari a 360 e 440 kg/ m 3, e legni decisamente più pesanti, come il Larice e il bosso, che hanno massa volumica ad umidità relativa del 12% rispettivamente pari a 660 e 990 kg/m 3. I valori espressi vanno considerati come medi di numerose prove eseguite; la massa volumica infatti, per una stessa specie e allo stesso contenuto di umidità, può variare a seconda dello spessore degli anelli di accrescimento o della porzione di fusto considerata (il legno verso la base del fusto è più pesante del restante). Per questo motivo i testi specifici possono riportare valori di massa volumica leggermente diversi tra loro. Di seguito si riporta una tabella con i valori medi di massa volumica delle specie nazionali, allo stato fresco e ad umidità relativa del 12%. 9) Spaccature radiali sulla testa di un tronco specie Massa volumica Kg/m 3 Stato fresco U = 12% Abete bianco Abete rosso Acero di monte Alloro Bagolaro Betulla Bosso Carpino Castagno Cembro Ciliegio Cipresso Faggio Frassino Gelso Ginepro Ippocastano Larice Leccio Maggiociondolo Noce Nocciolo Olivo Olmo Ontano Pino domestico Pino marittimo Pino mugo Pino nero Pino silvestre Pioppo Platano Robinia Rovere Salice Sorbo degli uccellatori Tasso Tiglio N.B. i valori di massa volumica riportati nella sezione relativa alla trattazione delle singole specie si intendono riferiti a U = 12%. 19

12 10) Taglio della tacca di direzione 11) Taglio di abbattimento 12) Inserimento del cuneo 13) Abbattimento avvenuto 14) Sramatura 20

13 Misurazione del legno Il legname viene comunemente misurato in peso o in volume. Il peso, espresso generalmente in quintali (simbolo: q), viene impiegato per misurare la legna da ardere già depezzata. Risulta comodo infatti pesare il carico dei mezzi impiegati per il trasporto; riguardo la legna da ardere giova ricordare che il peso, per una certa partita, è soggetto a calo, man mano che procede la perdita di umidità, e pertanto ha un valore momentaneo. A volte il peso viene usato per misurare il legname delle latifoglie, sia in tronco che in tavole, per il fatto che spesso i tronchi non hanno forma regolare, così come le tavole ottenute, che generalmente non vengono refilate, e di conseguenza risulta più impegnativo adottare misure volumetriche. La misura del volume viene riservata generalmente al legname delle conifere, che ha forma più regolare, ed ai segati ottenuti. In questo caso l unità adottata è il metro cubo (simbolo: m 3 ; abbreviazione: mc). Il volume viene impiegato nella misurazione sia del legname abbattuto, sia delle piante in piedi. Nel caso delle piante abbattute, queste risultano ispezionabili in ogni punto ed il reperimento delle misure non presenta problemi. Con l abbattimento (foto 10-14) si procede al taglio della pianta, che cade sul letto di caduta. Si procede quindi alla sramatura e al taglio del cimale, e ciò che rimane è il fusto da lavoro. I rami vengono tagliati il più possibile radente il fusto, mentre il cimale viene tagliato in corrispondenza di un diametro che oscilla attorno a 20 cm; nel caso in cui il taglio delle piante viene fatto a scopo commerciale, il contratto fissa, tra l altro, il diametro minimo in punta dei fusti. L operazione successiva dell allestimento è la sezionatura, con la quale si ottengono i tronchi (foto 15), preparati secondo le misure commerciali. Poiché le teste dei tronchi possono subire dei danneggiamenti durante l esbosco, è necessario lasciare il salvalegno, cioè cm di legno in più sulla lunghezza del tronco. I tronchi verranno poi intestati in segheria, eliminando il salvalegno, e con esso i residui di terra e sassi che può contenere. La misurazione del legname abbattuto può riguardare il fusto oppure i tronchi, e può essere fatta sul letto di caduta o sul piazzale di imposto. Il metodo usuale per la misurazione del fusto o del tronco consiste nel moltiplicare la sezione, rilevata a metà della lunghezza, per la lunghezza stessa (fig. 9) La sezione si ricava misurando il diametro con un Fig. 9 - Misurazione del diametro e della lunghezza. apposito calibro, chiamato cavalletto dendrometrico (foto 16). Il diametro si esprime in centimetri; può essere misurato sopra corteccia oppure sotto corteccia. In quest ultimo caso è necessario scortecciare un anello di fusto o di tronco nel punto in cui si inserisce il calibro. La misura viene approssimata per difetto al centimetro pieno: se ad esempio la misura reale è 35,7 cm, quella adottata è 35 cm. Nel caso il fusto o il tronco nel punto in cui si rileva il diametro abbiano sezione ovale, si misurano i diametri maggiore e minore, e si usa la media dei due valori, data dal rapporto D m = D 1 + D 2 2 con D m = diametro medio D 1 = diametro maggiore D 2 = diametro minore La sezione si ricava dalla nota formula S = R 2 π con S = sezione, in cm 2 R = raggio, in cm π = 3,14 Volendo operare col diametro, la formula diventa D 2 S = π 4 con D = diametro, in cm La lunghezza si rileva generalmente tramite una cordella metrica, e si esprime in metri. La misura viene approssimata per difetto al mezzo metro: se ad esempio la lunghezza reale è 13,80 m, quella adottata è 13,50 m. 21

14 Poiché il volume si esprime in metri cubi, è necessario convertire il valore della sezione in metri quadri. In sintesi la formula da applicare è la seguente: D 2 V = π L con V = volume, in m 3 D = diametro, in cm L = lunghezza, in m A seconda che il diametro venga misurato sopra corteccia o sotto corteccia, si ottiene rispettivamente il volume lordo o il volume netto. Conoscendo la massa volumica (densità) dei tronchi di una determinata specie legnosa di cui si è misurato il volume, è possibile calcolarne il peso. Esempio per un tronco di Larice fresco e scortecciato: D = 47 cm L = 5,50 m 47 2 V netto = x 3,14 x 5,50 = 0,95 m Massa volumica = 900 kg/m 3 Peso = 0,95 x 900 = 855 kg Nel caso in cui il legname misurato sia oggetto di compravendita, durante la misurazione si esaminano anche i difetti di ogni tronco che possono influire sulla qualità dei segati ottenibili. I tronchi misurati vengono quindi ripartiti in cataste distinte a seconda della specie legnosa e della qualità, o più propriamente della classe. E importante, onde evitare contestazioni, fare riferimento a norme precise che definiscono i difetti ammessi per ogni classe. La Raccolta Provinciale degli Usi, edita dalla Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Sondrio, nel capitolo relativo alla compravendita dei prodotti, tratta anche i prodotti della selvicoltura, tra cui il legname grezzo. Sono stabiliti degli sconti in percentuale da attribuire ad ogni tronco difettoso, in funzione della misura o dell intensità del difetto. Il volume così scontato è il volume nettissimo, ed è quello che viene adottato dalle parti per il calcolo del valore del lotto di legname. La Regione Lombardia ha predisposto un capitolato per la vendita dei lotti boschivi pubblici, ove tra l altro si trova una tabella con i difetti del legname e i relativi sconti in percentuale. Per il calcolo del volume sotto corteccia, o volume netto, di una partita di legname è possibile ricorrere all applicazione di riduzioni percentuali sul volume lordo. Le Tariffe del Trentino Alto Adige, di cui si dirà più avanti, forniscono i seguenti valori relativi alla corteccia, da togliere al volume lordo: Abete rosso e Abete bianco: 10% Larice: 20% Pino silvestre: 15% Cembro: 14% Questi valori rappresentano delle medie di numerose prove, e si riferiscono all intero fusto da lavoro; poiché lo spessore della corteccia diminuisce dalla base del fusto verso il cimale, non è corretto applicare le riduzioni percentuali solo a uno o pochi tronchi. Se ad esempio il volume lordo di una partita di legname composta da Abete rosso e Larice è stato così misurato: V L Abete rosso = 57,18 m 3 V L Larice = 79,46 m 3 V L totale = 136,64 m 3 il volume netto si ricava con i seguenti calcoli: V N Abete rosso = 57,18 57,18 x 10 = 51,46 m V N Larice = 79,46 79,46 x 20 = 63,57 m V N totale = 51, ,57 = 115,03 m 3 Perdita per corteccia = 136,64 115,03 = 21,61 m 3 = 16% del V L totale Anche la legna da ardere può essere misurata in volume; è questo il caso in cui si trova all imposto, pronta per essere caricata sugli autotreni, opportunamente accatastata. In questo caso si misura il volume della catasta intera, che deve avere forma squadrata e composta solitamente da tronchetti lunghi 1 m, comprensiva sia dello spazio occupato effettivamente dal legno, sia degli spazi vuoti tra un pezzo e l altro. Si ottiene così il volume sterico; un metro stero contiene legno ed aria, e la percentuale di legno sarà tanto maggiore quanto più ordinata sarà costruita la catasta. In condizioni normali, per la legna da ardere il valore medio della quota di legno oscilla dal 50% al 60%. I grossisti spesso acquistano la legna da ardere a metro stero, mentre la vendita al dettaglio, come già ricordato, avviene generalmente a peso. La misurazione delle piante in piedi presenta degli ostacoli dovuti al fatto che, in condizioni normali, il diametro a metà altezza e l altezza non sono accessibili all operatore. Un metodo per stimare il volume di una pianta in piedi consiste nel moltiplicare la sezione del fusto, rilevata a 1,3 m da terra, per l altezza della pianta, e dividendo il risultato per due (fig. 10). L altezza della pianta viene misurata indirettamente con degli appositi strumenti, detti ipsometri; in man- 22

15 canza, l altezza viene stimata a occhio. La formula che si applica è la seguente: D 2 1,30 V = x π X H x 0, con V = volume, in m 3 D 1,30 = diametro rilevato a 1,30, in cm H = altezza della pianta, in m Dovendo procedere alla misurazione del volume di molte piante in piedi, delle quali sia noto il diametro a 1,3 m da terra, è possibile impiegare apposite tabelle dette tavole di cubatura, che forniscono il volume, per una certa specie legnosa, in funzione del diametro, e a volte anche dell altezza. L operazione di rilevamento del diametro delle piante in piedi è detta cavallettamento (foto 17). Nella nostra provincia è molto diffusa l applicazione di particolari tavole di cubatura, le Tariffe del Trentino Alto Adige, adatte per Abete rosso, Abete bianco, Larice, Pino silvestre e Faggio. La corretta applicazione di dette tavole è riservata ai Tecnici Forestali. Fig Diametro e altezza di una pianta in piedi. Segagione e stagionatura Il legname tondo o tondame è costituito da fusti o tronchi, che possono essere utilizzati tali e quali, oppure destinati alla segagione. Il tondame viene usato tale e quale, a meno di trattamenti preservanti, per travature dei tetti, linee elettriche o telefoniche, recinzioni, paleria agricola ecc.. I tronchi migliori di molte specie possono essere destinati alla tranciatura o alla sfogliatura. La prima, effettuata dalla tranciatrice, consiste nel tagliare i tronchi longitudinalmente con una grossa lama senza denti, che agisce come uno scalpello; si ottengono i tranciati, con spessore generalmente di qualche decimo di millimetro. La sfogliatura consiste nel far girare il tronco sul proprio asse contro una lama, lunga come il tronco, che asporta un sottile spessore di legno lungo tutta la lunghezza del tronco. Analogamente ai tranciati, gli sfogliati hanno spessore di qualche decimo di millimetro. La differenza sostanziale tra i due processi sta nel fatto che la sfogliatura produce fogli larghi come il tronco e molto lunghi, con venatura a rigatino, mentre la tranciatura permette di ottenere disegni dal fiammato al rigatino man mano che procede dalla periferia verso il midollo del tronco, con fogli lunghi come il tronco e larghi al massimo quanto il diametro del tronco. Tranciati e sfogliati sono impiegati nell industria del mobile, e nella produzione di pavimenti e di compensati. Spesso il tronco da trancia o da sfogliatura rappresenta l assortimento tondo più remunerativo che può essere ricavato da un fusto. I tronchi scadenti possono essere sminuzzati e destinati alla produzione di energia, cellulosa, pannelli e compost. Quando il tronco è destinato ad essere trasformato in assortimenti segati, esso prende la denominazione di toppo da sega o tondame da sega (foto 18). Il tondame da sega viene segato preferibilmente allo stato fresco, risultando così più tenero, e di seguito avviato alla stagionatura (foto 19). Il legname segato serve per la produzione di travi e tavole. Esistono diverse classificazioni relative alla denominazione degli assortimenti segati in funzione delle dimensioni e delle caratteristiche. Le travi di gran lunga più impiegate sono a spigoli vivi e facce parallele (foto 20); in carpenteria trovano uso anche travi con spigoli smussati secondo la naturale rotondità del fusto, oppure con le facce non perfettamente parallele. In particolare si distinguono: travi uso Fiume, a facce parallele e smussi su tutta la lunghezza; 23

16 15) Tronchi di Larice 16) Cavalletto dendrometrico 17) Cavallettamento in fustaia 18) Tondame da sega di Abete rosso 24

17 Fig. 11 In alto: trave uso Fiume; al centro: trave uso Trieste; in basso: trave uso Cadore. travi uso Trieste, a facce parallele nel primo terzo della lunghezza, e poi con squadratura che segue la rastremazione del tronco; travi uso Cadore, con squadratura che segue la rastremazione del tronco per tutta la lunghezza (fig. 11). La parte di tronco che sta tra la periferia e la prima faccia della trave o della tavola si chiama sciavero. Le tavole possono essere refilate a spigoli paralleli, come è il caso delle tavole di conifere, oppure non refilate, come è il caso delle tavole di latifoglie per falegnameria. Un tempo si producevano pure tavole di conifere refilate, ma a spigoli non paralleli, seguenti la rastremazione del tronco, dette tavole refilate coniche, al fine di ridurre al minimo le perdite di lavorazione; venivano impiegate per lo più nella posa di pavimenti. La segagione di un tronco in tavole può avvenire secondo diversi schemi (fig. 12). Il taglio sul tronco è il più semplice e rapido da eseguire, ma più le tavole ottenute si allontanano dal midollo, più sono soggette a deformazione durante la stagionatura; il taglio di quarto è più laborioso, poiché richiede la movimentazione del tronco ad ogni taglio, ma le tavole ottenute sono più stabili. Eseguita la segagione, i segati devono essere correttamente stoccati per procedere alla stagionatura, ossia alla perdita di umidità. Sia le travi che le tavole devono essere disposte in cataste sollevate da terra e al riparo dalla pioggia, con i vari strati intervallati da listelli ordinatamente disposti, che permettano la circolazione dell aria all interno delle cataste (foto 21). Le tavole non refilate di latifoglie vengono generalmente disposte in modo da riprendere la posizione originaria che occupavano nel tronco, sempre intervallando ogni tavola con i listelli; ciò che si forma è la boule (foto 22). Le tavole di Castagno, a causa dell elevato contenuto in tannino, vengono disposte verticalmente a V rovesciata, con particolari sostegni, senza riparo dalla pioggia, che col tempo dilava i tannini. Fig. 12 Schemi di segagione. A sinistra taglio sul tronco; a destra: taglio sul quarto. 25

18 18) Segagione di un tronco di Abete rosso 20) Catasta di tavole listellata 19) Travi refilate di Abete rosso 21) Boules di Noce 26

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015.

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni favorevoli per il taglio di legname da costruzione e uso falegnameria. Gli alberi dai quali si ricava legname da costruzione e per la fabbricazione

Dettagli

Innesti e Tecniche di Riproduzione

Innesti e Tecniche di Riproduzione Data inizio: 7-11-2011 Alberi da frutto Innesti e Tecniche di Riproduzione Sommario Perché innestiamo? 1 Innesto a Spacco 2 Innesto a Corona 3 Innesto a Triangolo 4 Innesti a Occhio 5 Innesto a Spacco

Dettagli

Verifica - Conoscere le piante

Verifica - Conoscere le piante Collega con una linea nome, descrizione e disegno Verifica - Conoscere le piante Erbe Hanno il fusto legnoso che si ramifica vicino al terreno. Alberi Hanno il fusto legnoso e resistente che può raggiungere

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Le piante Le piante Piante senza fiori Piante con fiori La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Piante senza fiori Milioni di anni fa esistevano sulla Terra soltanto piante senza fiori

Dettagli

IL MONDO DELLE PIANTE

IL MONDO DELLE PIANTE PROVINCIA DI BERGAMO Settore Politiche Sociali e Salute IL MONDO DELLE PIANTE 2010 Realizzato dall Istruttore Educativo: Colella Anna 1 INDICE Classificazione delle piante pag. 3 Le parti della pianta

Dettagli

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO IL SUGHERO CHE COS È Il sughero è un prodotto naturale che si ricava dall estrazione della corteccia della Quercus suber L, la quercia da sughero. Questa pianta è una sempreverde, longeva, che cresce nelle

Dettagli

COMUNE DI TRAREGO VIGGIONA via Passo della Piazza,1 TRAREGO VIGGIONA

COMUNE DI TRAREGO VIGGIONA via Passo della Piazza,1 TRAREGO VIGGIONA COMUNE DI TRAREGO VIGGIONA via Passo della Piazza,1 TRAREGO VIGGIONA INCENTIVI PREVISTI DAL P.S.R. 2007-2013 REGIONE PIEMONTE REALIZZAZIONE DI INVESTIMENTI VOLTI AL MIGLIORAMENTO DELL AMBIENTE E DELLA

Dettagli

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Francesco Comiti, Daniela Campana Libera Università di Bolzano Sustainable use of biomass in South

Dettagli

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige)

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) Dott. Huber Josef Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) La pietra dei solstizi di Montevila é un blocco di granito con un volume di ca. 1,3 m³. Ha cinque fori con un diametro di ca. 3 cm

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio 1 Ambito della ricerca Nella primavera 2009 l Unità di Ricerca

Dettagli

IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME

IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME - CEREA, VERONA IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME DALL AGNELLO F.LLI & C. s.n.c. di Dall Agnello Luigi Via Muselle, 377-37050 ISOLA RIZZA (VR) Tel. +39 045 6970644 - +39 045 7135697 - Fax +39 045

Dettagli

Accuratezza di uno strumento

Accuratezza di uno strumento Accuratezza di uno strumento Come abbiamo già accennato la volta scora, il risultato della misurazione di una grandezza fisica, qualsiasi sia lo strumento utilizzato, non è mai un valore numerico X univocamente

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO ifesa delle oreste Dryocosmus kuriphilus Yat su matsu Hymenoptera Cynipidae Cos è il Cinipide galligeno del castagno? L imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu

Dettagli

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA OPERE PROVVISIONALI CRITERI GENERALI Le opere di pronto intervento hanno lo scopo di garantire condizioni di sicurezza nelle strutture oggetto

Dettagli

O5 - LE ABERRAZIONI delle LENTI

O5 - LE ABERRAZIONI delle LENTI O5 - LE ABERRAZIONI delle LENTI Per aberrazione intendiamo qualsiasi differenza fra le caratteristiche ottiche di un oggetto e quelle della sua immagine, creata da un sistema ottico. In altre parole, ogni

Dettagli

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento La funzione dei cuscinetti a strisciamento e a rotolamento è quella di interporsi tra organi di macchina in rotazione reciproca. Questi elementi possono essere

Dettagli

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche CEMENTO ARMATO METODO AGLI STATI LIMITE Il calcestruzzo cementizio, o cemento armato come normalmente viene definito in modo improprio, è un materiale artificiale eterogeneo costituito da conglomerato

Dettagli

E SE IL TUO SMARTPHONE INDOSSASSE GLI OCCHIALI?

E SE IL TUO SMARTPHONE INDOSSASSE GLI OCCHIALI? E SE IL TUO SMARTPHONE INDOSSASSE GLI OCCHIALI? Buona Caccia e Buon Volo, giovani amici di Eureka! Siete tra gli eletti che hanno deciso di passare al livello successivo: site pronti? Questo mese vi proponiamo

Dettagli

A COSA SERVONO LE FOGLIE?

A COSA SERVONO LE FOGLIE? A COSA SERVONO LE FOGLIE? Le foglie fabbricano il cibo della pianta, trasformando aria e acqua in glucosio (zucchero). Una foglia è formata da: Di solito la foglia è formata LAMINA da una parte appiattita

Dettagli

IL TEMPO METEOROLOGICO

IL TEMPO METEOROLOGICO VOLUME 1 CAPITOLO 4 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE IL TEMPO METEOROLOGICO 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: tempo... Sole... luce... caldo...

Dettagli

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI N. VOCE DESCRIZIONE LAVORAZIONE QUANTITA' PREZZO UNIT. TOTALE

Dettagli

SISTEMI DI MISURA ED EQUIVALENZE

SISTEMI DI MISURA ED EQUIVALENZE Corso di laurea: BIOLOGIA Tutor: Floris Marta; Max Artizzu PRECORSI DI MATEMATICA SISTEMI DI MISURA ED EQUIVALENZE Un tappezziere prende le misure di una stanza per acquistare il quantitativo di tappezzeria

Dettagli

Hawos Pegasus 230 Volt

Hawos Pegasus 230 Volt olt Pagina 2 Pagina 3 Pagina 3 Pagina 4 Pagina 5 Pagina 5 Pagina 6 Pagina 6/7 Pagina 7 Pagina 7 Pagina 8 Introduzione a Pegasus Scegliere le dimensioni della macinatura Iniziare e terminare il processo

Dettagli

Vediamo ora altre applicazioni dei prismi retti descritti in O1.

Vediamo ora altre applicazioni dei prismi retti descritti in O1. O2 - I PRISMI OTTICI S intende con prisma ottico un blocco di vetro ottico 8 limitato normalmente da superfici piane, di forma spesso prismatica. Un fascio di luce 9 può incidere su una o due delle sue

Dettagli

LAVORO, ENERGIA E POTENZA

LAVORO, ENERGIA E POTENZA LAVORO, ENERGIA E POTENZA Nel linguaggio comune, la parola lavoro è applicata a qualsiasi forma di attività, fisica o mentale, che sia in grado di produrre un risultato. In fisica la parola lavoro ha un

Dettagli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Nota bene: Questo documento rappresenta unicamente

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da

Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da CAPITOLO 20 Il recupero delle aree percorse dal fuoco con tecniche di Ingegneria Naturalistica U. Bruschini, P. Cornelini 20.1 Introduzione Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da tempo una drammatica

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente?

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Ognuno di noi ha espresso le proprie opinioni, poi la maestra le ha lette ad alta voce. Eravamo proprio curiosi di conoscere le idee ti tutti! Ecco tutti

Dettagli

OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI

OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI Cap. XIV OPERE PREFABBRICATE INDUSTRIALI PAG. 1 14.1 OPERE COMPIUTE Opere prefabbricate in cemento armato. Prezzi medi praticati dalle imprese specializzate del ramo per ordinazioni dirette (di media entità)

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

Originali Bosch! La prima livella laser

Originali Bosch! La prima livella laser Originali Bosch! La prima livella laser per superfici al mondo NOVITÀ! La livella laser per superfici GSL 2 Professional Finalmente è possibile rilevare con grande facilità le irregolarità su fondi in

Dettagli

3 m 3 m. 1 m. B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra. Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea del recinto

3 m 3 m. 1 m. B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra. Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea del recinto B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra 3 m 3 m 1 m Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea del recinto Il sistema di recinzione elettrico consiste di: A) un

Dettagli

63- Nel Sistema Internazionale SI, l unità di misura del calore latente di fusione è A) J / kg B) kcal / m 2 C) kcal / ( C) D) kcal * ( C) E) kj

63- Nel Sistema Internazionale SI, l unità di misura del calore latente di fusione è A) J / kg B) kcal / m 2 C) kcal / ( C) D) kcal * ( C) E) kj 61- Quand è che volumi uguali di gas perfetti diversi possono contenere lo stesso numero di molecole? A) Quando hanno uguale pressione e temperatura diversa B) Quando hanno uguale temperatura e pressione

Dettagli

I BOLLETTINI VALANGHE AINEVA e LA SCALA DI PERICOLO

I BOLLETTINI VALANGHE AINEVA e LA SCALA DI PERICOLO CENTRO NIVO METEOROLOGICO ARPA BORMIO I BOLLETTINI VALANGHE AINEVA e LA SCALA DI PERICOLO Corso 2 A- AINEVA Guide Alpine della Lombardia Bormio 25-29 gennaio 2010 A cura di Flavio Berbenni MARCATO FORTE

Dettagli

Svolgimento della prova

Svolgimento della prova Svolgimento della prova D1. Il seguente grafico rappresenta la distribuzione dei lavoratori precari in Italia suddivisi per età nell anno 2012. a. Quanti sono in totale i precari? A. Circa due milioni

Dettagli

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali -

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - (tratto dalla relazione di Martino Buzzi del 17.09.06) Lo stagno: un angolo di natura Avere uno stagno nel proprio

Dettagli

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA? Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario

Dettagli

A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI?

A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI? A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI? Dopo la fecondazione il fiore appassisce e i petali cadono. L ovulo fecondato si trasforma in SEME, mentre l ovario si ingrossa e si trasforma in FRUTTO. Il SEME ha il compito

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario

Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario Il lavoro sedentario può essere all origine di vari disturbi, soprattutto se il posto di lavoro è concepito secondo criteri non

Dettagli

NORMATIVA INTERNAZIONALE PER LE MISURE FITOSANITARIE. Revisione dell'ispm 15

NORMATIVA INTERNAZIONALE PER LE MISURE FITOSANITARIE. Revisione dell'ispm 15 Consultazione tra i membri (procedura regolare) - giugno 2008 Bozza 1/7 NORMATIVA INTERNAZIONALE PER LE MISURE FITOSANITARIE Revisione dell'ispm 15 [PARAGRAFO 1] REGOLAMENTAZIONE DEL MATERIALE DA IMBALLAGGIO

Dettagli

Struttura della foglia

Struttura della foglia Struttura della foglia La struttura delle foglie varia per grandezza e forma apice nervatura lamina fogliare base stipole picciolo Forma della lamina fogliare a squama ad ago lineare ellittica ovale lanceolata

Dettagli

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI

RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI Le lavorazioni oggetto della presente relazione sono rappresentate dalla demolizione di n 14 edifici costruiti tra gli anni 1978 ed il 1980

Dettagli

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali

LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali LA PROTEZIONE DA RISCHI DI CADUTA DAI LUCERNARI nelle coperture industriali MANUALE TECNICO APPLICATIVO A CURA DI ASSOCOPERTURE PERCHÈ PROTEGGERE I VUOTI Riteniamo necessario parlare ai tecnici del settore

Dettagli

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Come abbiamo visto nelle pagine precedenti il Sistema Solare è un insieme di molti corpi celesti, diversi fra loro. La sua forma complessiva è quella

Dettagli

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n. 3779 e 3790 SCHEDARIEPILOGATIVAINTERVENTO OPCMn.3779e3790 A)Caratteristicheedificio Esitodiagibilità: B-C (OPCM 3779) E (OPCM 3790) Superficielordacomplessivacoperta( 1 ) mqnum.dipiani Num.UnitàImmobiliaritotali B)Contributorichiestoaisensidi

Dettagli

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI pag. 2 Nr. 1 CHIUSURA MASSICCIATA STRADALE eseguita con fornitura e messa in opera di materiale D.0001.3 di saturazione formato esclusivamente con pietrisco minuto di cava dello spessore di mm 0-2, rispondente

Dettagli

Allegato I tipi forestali. Allegato I TIPI FORESTALI NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA MONTANA VALTELLINA DI MORBEGNO

Allegato I tipi forestali. Allegato I TIPI FORESTALI NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA MONTANA VALTELLINA DI MORBEGNO Allegato I TIPI FORESTALI NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA MONTANA VALTELLINA DI MORBEGNO 2 INDICE QUERCETI... 4 CASTAGNETI SU SUBSTRATI SCIOLTI... 6 CASTAGNETI SU SUBSTRATI SILICATICI... 8 ACERI-FRASSINETI

Dettagli

Moto sul piano inclinato (senza attrito)

Moto sul piano inclinato (senza attrito) Moto sul piano inclinato (senza attrito) Per studiare il moto di un oggetto (assimilabile a punto materiale) lungo un piano inclinato bisogna innanzitutto analizzare le forze che agiscono sull oggetto

Dettagli

Facciamoci due conti

Facciamoci due conti Facciamoci due conti Ma alla fine quanto si guadagna a coltivare canapa? la domanda sorge spontanea ed è più che legittima, specie considerando il panorama deprimente dell agricoltura in Italia ai giorni

Dettagli

23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIVERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO

23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIVERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO v 23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO Un campione di terreno viene considerato come un sistema multifase,

Dettagli

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI OPERE SPECIALI PREFABBRICATI (Circ. Min. 13/82) ISTRUZIONI SCRITTE (Articolo 21) Il fornitore dei prefabbricati e della ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza, sono tenuti

Dettagli

Tu ci metti i rifiuti La natura farà il resto CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

Tu ci metti i rifiuti La natura farà il resto CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL COMPOSTAGGIO DOMESTICO Tu ci metti i rifiuti La natura farà il resto CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL COMPOSTAGGIO DOMESTICO ndice 1 Fai come fa la Natura 2 Cosa ci metti per fare la terra? 3 Come funziona il Compostaggio 4 Le cose

Dettagli

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1)

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1) 10 - La voce umana Lo strumento a fiato senz altro più importante è la voce, ma è anche il più difficile da trattare in modo esauriente in queste brevi note, a causa della sua complessità. Vediamo innanzitutto

Dettagli

Schiumino tutt ala chiamatelo come volete, l importante è divertirsi!!!

Schiumino tutt ala chiamatelo come volete, l importante è divertirsi!!! SEZIONE PROGETTI AVAB Amici del Volo Aeromodellistico di Bovolone Schiumino tutt ala chiamatelo come volete, l importante è divertirsi!!! Di Federico Fracasso In questo articolo spiegherò a grandi passi

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo Le forze inorganiche creano sempre solo l inorganico. Mediante una forza superiore che agisce nel corpo vivente, al cui servizio sono le forze

Dettagli

Settimana dal 6 al 12 aprile 2015

Settimana dal 6 al 12 aprile 2015 np MONITORAGGIO AEROBIOLOGICO DEI POLLINI Stazioni di :,, e Lido di Camaiore IN PRIMO PIANO: prosegue la fioritura delle Urticacee (ortica e parietaria), delle Corylaceae (carpino nero), delle Platanaceae

Dettagli

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Linea 1 Nella linea 1 sono state impiantate due prove di confronto parcellare nei due siti sperimentali di Antria e Marciano. Il materiale

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo

Dettagli

Extatosoma tiaratum. Generalità

Extatosoma tiaratum. Generalità Extatosoma tiaratum Tassonomia Dominio: Eukaryota Regno: Animalia Sottoregno: Eumetazoa Ramo: Bilateria Phylum: Arthropoda Subphylum: Tracheata Superclasse: Hexapoda Classe: Insecta Sottoclasse: Pterygota

Dettagli

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi...

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi... GLI APPENNINI Gli Appennini sono una catena montuosa che si estende da Nord a Sud per circa 1400 chilometri lungo la penisola italiana. Le montagne degli Appennini sono montagne meno alte di quelle delle

Dettagli

pianeti terrestri pianeti gioviani migliaia di asteroidi (nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove)

pianeti terrestri pianeti gioviani migliaia di asteroidi (nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove) mappa 3. Il sistema solare IL SISTEMA SOLARE il Sole Mercurio pianeti terrestri Venere Terra Marte 8 pianeti Giove Il Sistema solare 69 satelliti principali pianeti gioviani Saturno Urano Nettuno migliaia

Dettagli

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO Comune di CORI (Lt) Assessorato all RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO pagina 1 SOMMARIO Premessa... 3 1 Principi generali: Cos è il Compostaggio... 4 2 Cosa mettere nella

Dettagli

Kangourou Italia Gara del 19 marzo 2015 Categoria Student Per studenti di quarta e quinta della secondaria di secondo grado

Kangourou Italia Gara del 19 marzo 2015 Categoria Student Per studenti di quarta e quinta della secondaria di secondo grado Kangourou Italia Gara del 19 marzo 2015 Categoria Student Per studenti di quarta e quinta della secondaria di secondo grado I quesiti dal N. 1 al N. 10 valgono 3 punti ciascuno 1. Angela è nata nel 1997,

Dettagli

per un fai da te di alta qualità

per un fai da te di alta qualità per un fai da te di alta qualità container su misura e programmati 4 anni insieme senza pensieri La garanzia copre tutto il territorio italiano. qualità tedesca 360 affidabilità Sistema di imballaggio

Dettagli

DECORAZIONE 03. Posare la carta da parati

DECORAZIONE 03. Posare la carta da parati DECORAZIONE 03 Posare la carta da parati 1 Scegliere la carta da parati Oltre ai criteri estetici, una carta da parati può essere scelta in funzione del luogo e dello stato dei muri. TIPO DI VANO CARTA

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

Meteo Varese Moti verticali dell aria

Meteo Varese Moti verticali dell aria Movimento verticale dell aria Le masse d aria si spostano prevalentemente lungo direzioni orizzontali a seguito delle variazioni della pressione atmosferica. I movimenti più importanti sono però quelli

Dettagli

Tegola portoghese in cotto AA OMEGA 10. Tegole e coppi in cotto. IMERYS Toiture PER VOI, LA SCELTA MIGLIORE.

Tegola portoghese in cotto AA OMEGA 10. Tegole e coppi in cotto. IMERYS Toiture PER VOI, LA SCELTA MIGLIORE. Tegola portoghese in cotto AA IMERYS Toiture PER VOI, LA SCELTA MIGLIORE. Tegola di punta nella gamma Imerys-copertura, la sua onda molto pronunciata offre un compromesso ideale per i clienti alla ricerca

Dettagli

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA

Dettagli

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO

Dettagli

Capitolo 9: PROPAGAZIONE DEGLI ERRORI

Capitolo 9: PROPAGAZIONE DEGLI ERRORI Capitolo 9: PROPAGAZIOE DEGLI ERRORI 9.1 Propagazione degli errori massimi ella maggior parte dei casi le grandezze fisiche vengono misurate per via indiretta. Il valore della grandezza viene cioè dedotto

Dettagli

/ * " 6 7 -" 1< " *,Ê ½, /, "6, /, Ê, 9Ê -" 1/ " - ÜÜÜ Ìi «V Ì

/ *  6 7 - 1<  *,Ê ½, /, 6, /, Ê, 9Ê - 1/  - ÜÜÜ Ìi «V Ì LA TRASMISSIONE DEL CALORE GENERALITÀ 16a Allorché si abbiano due corpi a differenti temperature, la temperatura del corpo più caldo diminuisce, mentre la temperatura di quello più freddo aumenta. La progressiva

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti,

Dettagli

Presentazione ed utilizzo di VitiMeteo-Plasmopara

Presentazione ed utilizzo di VitiMeteo-Plasmopara Presentazione ed utilizzo di VitiMeteo-Plasmopara VitiMeteo-Plasmopara consente di affinare la lotta contro la peronospora, senza tralasciare gli episodi d infezioni importanti e permette di evitare dei

Dettagli

CHE COS È IL CLIMA? Gli elementi del clima. Scopro le parole. 1 Voyager 4, pagina 159

CHE COS È IL CLIMA? Gli elementi del clima. Scopro le parole. 1 Voyager 4, pagina 159 CHE COS È IL CLIMA? L atmosfera: è l aria che circonda la Terra. Ti è capitato di vedere in televisione o su un giornale le previsioni del tempo? La persona che parla spiega che cosa succede nell aria

Dettagli

ESAME DI STATO 2002 SECONDA PROVA SCRITTA PER IL LICEO SCIENTIFICO DI ORDINAMENTO

ESAME DI STATO 2002 SECONDA PROVA SCRITTA PER IL LICEO SCIENTIFICO DI ORDINAMENTO ARCHIMEDE 4/ 97 ESAME DI STATO SECONDA PROVA SCRITTA PER IL LICEO SCIENTIFICO DI ORDINAMENTO Il candidato risolva uno dei due problemi e 5 dei quesiti in cui si articola il questionario. PROBLEMA In un

Dettagli

IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN CONTO ENERGIA

IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN CONTO ENERGIA IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN CONTO ENERGIA Un impianto solare fotovoltaico consente di trasformare l energia solare in energia elettrica. Non va confuso con un impianto solare termico, che è sostanzialmente

Dettagli

CS. Cinematica dei sistemi

CS. Cinematica dei sistemi CS. Cinematica dei sistemi Dopo aver esaminato la cinematica del punto e del corpo rigido, che sono gli schemi più semplificati con cui si possa rappresentare un corpo, ci occupiamo ora dei sistemi vincolati.

Dettagli

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Obiettivi: - evitare o ridurre il fenomeno della sciamatura - conservare le api nell alveare o nell apiario (sciamatura temporanea) I metodi sono diversi

Dettagli

Ecco come funziona un sistema di recinzione!

Ecco come funziona un sistema di recinzione! Ecco come funziona un sistema di recinzione! A) Recinto elettrico B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra 3 m 3 m 1 m Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea

Dettagli

Inizia presentazione

Inizia presentazione Inizia presentazione Che si misura in ampère può essere generata In simboli A da pile dal movimento di spire conduttrici all interno di campi magnetici come per esempio nelle dinamo e negli alternatori

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

9. Urti e conservazione della quantità di moto.

9. Urti e conservazione della quantità di moto. 9. Urti e conservazione della quantità di moto. 1 Conservazione dell impulso m1 v1 v2 m2 Prima Consideriamo due punti materiali di massa m 1 e m 2 che si muovono in una dimensione. Supponiamo che i due

Dettagli

Calettatori per attrito SIT-LOCK

Calettatori per attrito SIT-LOCK Calettatori per attrito INDICE Calettatori per attrito Pag. Vantaggi e prestazioni dei 107 Procedura di calcolo dei calettatori 107 Gamma disponibile dei calettatori Calettatori 1 - Non autocentranti 108-109

Dettagli

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Gli interventi di ripristino vegetazionale rappresentano la fase conclusiva dei lavori

Dettagli

Il concetto di valore medio in generale

Il concetto di valore medio in generale Il concetto di valore medio in generale Nella statistica descrittiva si distinguono solitamente due tipi di medie: - le medie analitiche, che soddisfano ad una condizione di invarianza e si calcolano tenendo

Dettagli

REOXTHENE TECHNOLOGY

REOXTHENE TECHNOLOGY REOXTHENE Patented REOXTHENE TECHNOLOGY MEMBRANE IMPERMEABILIZZANTI DALLA TECNOLOGIA RIVOLUZIONARIA INNOVATIVO COMPOUND BITUME POLIMERO INCREDIBILE LEGGEREZZA (fino a 4 mm = 38 kg) MAGGIORI PRESTAZIONI

Dettagli

Le graniglie sono classificabili, secondo il materiale di cui sono composte, come segue :

Le graniglie sono classificabili, secondo il materiale di cui sono composte, come segue : Cos è la graniglia? L utensile della granigliatrice : la graniglia La graniglia è praticamente l utensile della granigliatrice: si presenta come una polvere costituita da un gran numero di particelle aventi

Dettagli

Introduzione alla Teoria degli Errori

Introduzione alla Teoria degli Errori Introduzione alla Teoria degli Errori 1 Gli errori di misura sono inevitabili Una misura non ha significato se non viene accompagnata da una ragionevole stima dell errore ( Una scienza si dice esatta non

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli