L approccio unitario alla programmazione dei Fondi Europei in Emilia-Romagna

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1 L approccio unitario alla programmazione dei Fondi Europei in Emilia-Romagna Caterina Brancaleoni Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici

2 Le novità della nuova programmazione contenute nei Regolamenti comunitari (1) Concentrazione su 11 obiettivi tematici nelle regioni sviluppate ed in OT1: Ricerca e innovazione OT2: ICT OT3: Competitività del sistema produttivo OT4: energia sostenibile OT5: clima e rischi ambientali OT6: valorizzazione risorse ambientali e culturali OT7: mobilità sostenibile OT8: occupazione OT9: inclusione sociale OT10: istruzione e formazione OT11: capacità amministrativa quelle in transizione 80% delle risorse FESR saranno allocate ad efficienza energetica, ict, innovazione e competitività delle PMI, di cui almeno il 20% dedicate al risparmio energetico; almeno un 20% delle risorse FSE a livello nazionale dovranno essere destinate all inclusione sociale 5% di risorse FESR in ciascuno SM destinate allo sviluppo urbano sostenibile

3 Le novità della nuova programmazione contenute nei Regolamenti comunitari (2) Programmazione strategica rafforzata Quadro Strategico Comune: definito dalla Commissione, fornisce orientamenti strategici per conseguire un approccio di sviluppo integrato utilizzando i fondi FESR, FSE, FEASR, FEMP e Fondo di Coesione un Accordo di Partenariato sottoscritto da ciascuno SM con la Commissione, indica gli OT e i risultati attesi, l elenco dei programmi e relativa allocazione finanziaria e descrive l approccio integrato allo sviluppo territoriale supportato dai Fondi Programmi operativi, definiscono per ciascun obiettivo tematico le priorità di investimento, le azioni previste e gli indicatori ad esse collegati, la distribuzione delle risorse derivanti dai Fondi Strutturali e dal cofinanziamento

4 Le novità della nuova programmazione contenute nei Regolamenti comunitari (2) Approccio territoriale integrato disegno e implementazione delle politiche place-based, articolato in cinque elementi chiave: analisi del potenziale di sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo valutazione delle principali sfide per lo sviluppo disegno delle politiche e definizione della scala territoriale definizione della governance multi-livello appropriata definizione ex ante degli indicatori per il monitoraggio e la valutazione delle politiche Orientamento ai risultati condizionalità, indicatori, e riserva di efficacia ed efficienza

5 Le novità del documento Metodi e obiettivi per la programmazione dei Fondi Comunitari Il documento (fine 2012) introduce 7 innovazioni di metodo, individua 3 opzioni strategiche territoriali legate a mezzogiorno, città ed aree interne e propone una strategia di intervento articolata in risultati attesi ed azioni da intraprendere per realizzarli. 1. definire gli obiettivi sotto forma di risultati attesi, in termini di qualità di vita delle persone e/o di opportunità delle imprese, 2. far discendere dai risultati attesi la definizione delle azioni con cui conseguirli, 3. associare ad ogni azione i tempi previsti di attuazione, tradotti in previsioni dei flussi di pagamento, 4. rendere disponibili tutte le informazioni con formati unificati, nazionali (opendata) 5. allargare il partenariato a tutti gli stakeholders e coinvolgerlo fino alla fase discendente 6. rafforzare la valutazione, mettendola maggiormente al servizio delle domande del partenariato e dei beneficiari finali 7. rafforzare il presidio del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica nelle funzioni di coordinamento e affiancamento dei programmi della politica di coesione (costituzione Agenzia Sviluppo e Coesione).

6 L approccio della Regione Emilia-Romagna all integrazione e coordinamento fondi SIE (1) Rafforzare l integrazione delle politiche promosse coi fondi comunitari Assicurare l integrazione territoriale delle politiche di sviluppo regionale Assicurare rafforzamento della capacità amministrativa lungo tutta la filiera istituzionale Costituzione del Comitato permanente per il coordinamento e l integrazione della programmazione (composto da Autorità di gestione dei POR e coadiuvato da strutture coinvolte nelle fasi di programmazione, attuazione, monitoraggio e controllo, con segreteria tecnica assicurata dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti pubblici) 6

7 L approccio della Regione Emilia-Romagna all integrazione e coordinamento fondi SIE (2) Quadro di contesto Documento Strategico Regionale Piano di Valutazione Unitario P.O. FESR P.S.R P.O. FSE Piano Rafforzamento Amministrativo CTE FSC Condizionalità ex-ante Funzioni del CP

8 La valutazione unitaria Obiettivo: sviluppare uno strumento di analisi e valutazione per orientare la programmazione delle politiche attuate attraverso i fondi SIE, nell arco del periodo di programmazione, condividendo tra i programmi: Approccio = analizzare gli effetti delle politiche alla scala territoriale definita dal DSR Metodi = diverse metodologie a seconda delle caratteristiche delle politiche messe in campo Ambiti valutativi (unitari e per i singoli Programmi) In linea con le indicazioni dell Accordo di partenariato, verrà sviluppato un programma di lavoro per la Valutazione Unitaria sulla base della strategia e dell approccio territoriale del DSR 8

9 Le condizionalità ex-ante generali (CEXA) Condizionalità ex-ante generali B1 Antidiscriminazione B2 Parità di genere B3 Disabilità B4 Appalti pubblici B5 Aiuti di Stato B6 Normativa ambientale B7 Sistemi statistici e indicatori di risultato Autovalutazione ad opera del Nucleo sulla base delle linee guida della CE; Verrà elaborato un programma di lavoro entro da attuare entro il Ipotesi di misure da attivare: interoperabilità BD, formazione e aggiornamento delle AdG e altri servizi regionali coinvolti Scambio di esperienze e buone prassi (eventualmente anche ricorrendo alle misure OT 11) Mettere a valore i risultati conseguiti con le esperienze maturate nel processo di ricostruzione dell area del sisma

10 Il Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) Obiettivo: innalzare la capacità di programmazione e di spesa dei fondi SIE. Per questo la Commissione Europea ha richiesto a ogni amministrazione statale e regionale responsabile dei Programmi Operativi di predisporre un programma di analisi del fabbisogno organizzativo, formativo e di semplificazione per mettere le AdG di tutte le amministrazioni (nazionali e regionali) nelle condizioni di migliorare le proprie performances in termini di efficienza ed efficacia (cfr. Position Paper). Il Nucleo di Valutazione ha svolto la prima fase di analisi e accompagnerà il percorso di sviluppo del Piano: Luglio 2014: 1 report analisi stato dell arte e fabbisogni Ottobre 2014: 2 report identificazione dei processi da semplificare Dicembre 2014: 3 report definizione e calendarizzazione delle azioni di rafforzamento amministrativo Entro dicembre 2016: completamento misure previste dal Piano (previsti monitoraggio quadrimestrale e verifiche intermedie). Il DPS e il DFP svolgono un ruolo di verifica e affiancamento alle amministrazioni responsabili dei PO. La commissione europea ha messo a disposizione un pool di esperti. 10

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