Gestione della creatività e dell innovazione nelle piccole e medie imprese

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1 Območna zbornica za severno Primorsko E.I.N.E. Gestione della creatività e dell innovazione nelle piccole e medie imprese A CURA DI REGIONAL DEVELOPMENT AGENCY OF NORTHERN PRIMORSKA LTD. NOVA GORICA

2 Questo manuale è pensato per i dirigenti delle piccole e medie imprese che vogliono padroneggiare con maggior successo i processi innovativi nella propria realtà imprenditoriale. Presenta diversi compiti innovativi nonché metodi e strumenti che rendono possibili la strutturazione e l attuazione di efficaci processi innovativi. L innovazione non deve essere considerata un fenomeno casuale bensì un processo costante e misurabile che genera idee e concetti competitivi a livello globale. Informest, aprile

3 Indice: 1. INTRODUZIONE INVENZIONE, INNOVAZIONE E CREATIVITÀ INNOVATIVA GESTIONE DEI PROCESSI INNOVATIVI MIGLIORAMENTO DEI PRODOTTI E PROCESSI ATTUALI SVILUPPO DI UN NUOVO PRODOTTO O PROCESSO GESTIONE DEI RISCHI NEI NUOVI SISTEMI O IN QUELLI ATTUALI ANALISI DEL MERCATO E DELLE TECNOLOGIE PROGETTAZIONE DELLE STRATEGIE PER LA GESTIONE DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE STRUMENTI E METODI CONCLUSIONI E CONSIGLI NOTE SULL AUTORE QUESTIONARIO SUL FABBISOGNO INNOVATIVO Informest, aprile

4 1. Introduzione Solo un impresa su dieci uscirà rinforzata dalla crisi economica. La recessione è uno dei periodi più ardui per l economia. La domanda di prodotti e servizi inizia a calare, la pressione sui prezzi di vendita è sempre più forte, il finanziamento dell impresa rincara e gli stati d insolvenza aumentano. In tali condizioni le imprese cercano di controllare l esercizio riducendo notevolmente le spese, il che dall altra parte rende impossibile l aumento delle entrate. C è bisogno di qualcosa di più. Almeno così la pensa l 85% dei dirigenti di imprese provenienti dall India, dalla Cina e dal Brasile che considera l acceleramento dell innovazione nelle imprese uno dei tre principali orientamenti strategici. Anche negli Stati Uniti il 58% delle direzioni aziendali è dello stesso parere. In una realtà imprenditoriale così dinamica si verificano continui cambiamenti sia all interno delle imprese sia nei bisogni e nel potere d acquisto dei clienti, con nuovi metodi che appaiono per soddisfare le loro esigenze. I cambiamenti sono così veloci che ancor prima di poter effettuare un accurata analisi della situazione, l ambiente economico non è più lo stesso. Per far fronte a una situazione talmente competitiva e ottenere vantaggi competitivi non basta solo investire nei processi innovativi. Esistono almeno altre otto buone prassi, rappresentate in Figura 1, che permettono agli operatori economici di conseguire vantaggi competitivi e la crescita degli affari. I modi in cui un impresa compone queste prassi in un insieme commerciale sono ovviamente molteplici e dipendono da numerosi fattori. Inoltre, sono i dettagli quelli che contano poiché la mera trasposizione delle buone prassi altrui non comporta i giusti risultati. Ovviamente non è da aspettarsi che ogni impresa saprà padroneggiare con maestria tutte le nove buone prassi: certe imprese, ad esempio, si orientano verso lo sviluppo tecnologico e l implementazione della produzione snella, mentre altre favoriscono il design dei prodotti, i servizi aggiuntivi per i clienti e la cura delle relazioni con gli ultimi. Le combinazioni sono davvero innumerevoli. L importante è che si instauri una combinazione di parassi tale da poter raggiungere gli obiettivi strategici e continuare la crescita dell impresa. Informest, aprile

5 Quali sono queste buone prassi imprenditoriali? 1. Investire nelle nuove tecnologie sia attraverso gli investimenti nello sviluppo sia attraverso l acquisto di tecnologie disponibili sul mercato. Lo sviluppo e la gestione delle tecnologie in proprio sono forse meno prevedibili, ma perciò più vantaggiosi a lungo termine. Se una certa tecnologia è presente sul mercato, la potete sì semplicemente comprare, ma il vostro concorrente può fare lo stesso. 2. Investire nell automazione e così ridurre i costi del lavoro. Il costo della manodopera in Slovenia e in Italia è notevolmente più alto del costo nei Paesi meno sviluppati perciò, se la produttività rimane la stessa, i conti non tornano. È quindi indispensabile mirare all eccellenza imprenditoriale. 3. La produzione snella nella produzione di massa sta diventando un presupposto indispensabile per garantire la migliore gestione dei processi di produzione, la giusta qualità dei prodotti e spese più basse durante l intero ciclo di vita del prodotto. Inoltre si sta sempre più affermando la metodologia Sei Sigma ovvero l aggiornamento della produzione snella. 4. La riprogettazione dei processi aziendali è un procedimento necessario sia in conseguenza del cambiamento dei bisogni dei clienti sia a causa dello sviluppo delle tecnologie di produzione o dell introduzione di nuove tecnologie informatiche o di telecomunicazione. Anche tali riprogettazioni hanno bisogno di approcci innovativi, non tanto nel senso di introdurre cambiamenti tecnologici quanto di ottimizzare i processi aziendali. 5. Collaborazione industriale e networking. La cooperazione orizzontale in forma di centri di eccellenza, cluster industriali, centri tecnologici ecc. è particolarmente interessante per le piccole e medie imprese (PMI). Le PMI possono compensare efficacemente le proprie proporzioni limitate con una maggiore flessibilità e la collaborazione con altre imprese. In questi casi è estremamente importante che l impresa si renda conto delle proprie competenze chiave e che le protegga adeguatamente. Informest, aprile

6 Figura 1 6. Con i servizi aggiuntivi per i clienti si intendono le attività offerte ai clienti prima, durante e dopo la vendita dei propri prodotti o servizi. I clienti ricordano bene il modo in cui abbiamo cercato di soddisfare i loro bisogni. Questi servizi possono essere forniti in modo semplice e veloce con l ausilio di strumenti informatici. Un feedback tempestivo da parte dei nostri clienti ci consente di apportare ai prodotti i cambiamenti necessari prima che i clienti vadano altrove. 7. Design come valore aggiunto è un approccio alla soddisfazione delle esigenze dei clienti che sta diventando sempre più pronunciato. Oltre alla funzionalità e ai prezzi ragionevoli, i clienti richiedono un prodotto estetico o una piacevole soddisfazione dei loro bisogni. In questa direzione si verificheranno in futuro i maggiori cambiamenti nel mondo degli affari con una notevole crescita di professioni creative. In poche parole: si venderanno storie, non più solo prodotti. 8. Educazione e formazione professionale. Gli investimenti nell educazione e nell aggiornamento professionale dei propri impiegati sono sempre stati molto importanti e lo saranno ancora di più nel futuro. L innovazione e la creatività nella realtà imprenditoriale non sono possibili senza una squadra di collaboratori istruiti. Informest, aprile

7 9. La customer relationship management (CRM) è una strategia sempre più diffusa per la gestione delle interazioni con i propri clienti, i soci in affari e le attività di vendita. Questi processi possono essere efficacemente organizzati e automatizzati attraverso l uso di tecnologie informatiche e di telecomunicazione, sincronizzando così i processi aziendali. Molte di queste buone prassi necessitano dell innovazione e della creatività che sono gli argomenti centrali di questa ricerca. Un introduzione così lunga solo per capire meglio che l innovazione non è un processo autonomo, separato dagli altri processi nell impresa, ma deve essere un attività attentamente integrata nell impresa che insieme alle altre ci permette di battere sia la concorrenza attuale sia quella futura. Le piccole e medie imprese hanno inoltre un organizzazione meno rigida e le diverse funzioni si spesso sovrappongono, il che però non vuol dire che non vengono svolte. Le direzioni di queste imprese devono perciò avere una visione più centralizzata delle singole fasi del processo decisionale. Uno dei principali errori spesso commessi dalle PMI è di copiare le forme organizzative delle aziende maggiori. Il risultato è un processo decisionale gerarchicamente troppo complesso con costi fissi relativamente elevati. In breve, il personale dirigente delle PMI deve essere integrato nei processi innovativi dell impresa non solo sul piano strategico ma anche su quello operativo. Non sono pochi i casi in cui il direttore di un impresa sia anche il direttore esecutivo nel campo delle innovazioni. L innovazione deve servire alla strategia dell impresa e non può essere considerata solo il risultato di avvenimenti fortuiti. Lo scopo della presente ricerca è di presentare ai dirigenti delle piccole e medie imprese in modo conciso l importanza dell innovazione, il modo in cui attuarla nella prassi quotidiana nonché le metodologie e gli strumenti per un efficace avviamento dei processi innovativi. La ricerca è composta da cinque capitoli. In questo primo capitolo introduttivo abbiamo cercato di collocare l innovazione all interno di un quadro strategico aziendale più ampio. Nel secondo capitolo ci soffermeremo sulle definizioni dell invenzione, dell innovazione e del processo creativo nonché sui compiti innovativi più ricorrenti nelle imprese in generale, mentre il terzo capitolo sarà dedicato ai diversi compiti innovativi nelle PMI. Nel quarto capitolo analizzeremo gli strumenti che abbiamo a disposizione per sollecitare l innovazione all interno di un impresa. Infine, il quinto e ultimo capitolo cercherà di ricapitolare i Informest, aprile

8 principiali suggerimenti per i dirigenti delle PMI in quanto alla gestione dei processi innovativi. Informest, aprile

9 2. Invenzione, innovazione e creatività innovativa Iniziamo con alcune definizioni che ci aiuteranno a comprendere i processi creativi e innovativi. Ci soffermeremo solo su qualche concetto di base, ad esempio l invenzione, l innovazione e la creatività innovativa. L invenzione si riferisce alla scoperta di una novità, ad esempio un apparecchio, un processo o un sistema. Un invenzione può essere qualcosa di radicalmente nuovo oppure può solamente introdurre in un modo diverso soluzioni già note o creare un nuovo bisogno sul mercato. Le invenzioni vengono spesso brevettate. In termini commerciali l invenzione rappresenta una spesa. Con la gestione dei processi innovativi cerchiamo di trasformare un invenzione in un investimento o di valorizzarla sul mercato. Il termine innovazione deriva dal verbo latino innovare che significa rinnovare o cambiare. È quindi chiaro già dal significato etimologico che l innovazione non si riferisce alla scoperta di qualcosa di nuovo. L innovazione è ciò che in un impresa genera nuove fonti di profitto e aumenta il suo vantaggio competitivo. La commercializzazione delle invenzioni attraverso l introduzione delle innovazioni rappresenta l obiettivo strategico e operativo dell impresa. Informest, aprile

10 Nikola Tesla, ad esempio, fu un brillante inventore, che però non seppe commercializzare le proprie invenzioni. Thomas Edison, dall altra parte, fu un ottimo innovatore in grado di riconoscere e sfruttare il potenziale di mercato delle proprie invenzioni. Un esempio contemporaneo potrebbe essere l Apple, che non è artefice di grandi invenzioni, è però abilissima a riconoscere e soddisfare i bisogni dei clienti. Nella letteratura si possono trovare diverse definizioni dell innovazione. Soffermiamoci su quelle che inquadrano l innovazione nel mondo dell imprenditoria: L innovazione è un idea sfruttata con successo che conferisce un nuovo valore all utente e un valore economico all autore dell innovazione. 1 L innovazione [ ] viene di solito intesa come una riuscita affermazione di una cosa o un metodo [ ]. L innovazione è l incarnazione, la combinazione o la sintesi delle conoscenze in nuovi prodotti, processi o servizi originali e rilevanti che hanno un valore. 2 L innovazione è un processo composto da più fasi in cui le imprese trasformano le idee in nuovi o migliori prodotti, processi o servizi con lo scopo di migliorare, competere e distinguersi dai concorrenti sul mercato. 3 Le innovazioni di solito includono la creatività, non sono però la stessa cosa. L innovazione potrebbe essere definita come la riuscita attuazione di idee creative nella 1 Beswick, C. e Gallagher, D. (2010) The Road to Innovation. LTB Publishing. UK. p Luecke, R. e Katz, R. (2003) 3 Baregheh A., Rowley J. e Sambrook S.(2009) Towards a multidisciplinary definition of innovation. Management decision. Vol. 47, n. 8, pp Informest, aprile

11 realtà imprenditoriale. La creatività di un individuo o un gruppo è il punto d inizio del processo innovativo; è un elemento necessario ma non sufficiente. Come descrivere un processo creativo? Figura Slika 23 Confronteremo il mito che le grandi idee vengono generate da menti geniali in un momento di particolare ispirazione con il fatto che nessun idea è fine a se stessa e che le invenzioni succedono al tempo giusto. Gli esperti in scienze cognitive e neuroscienze comprendono sempre di più i processi mentali che portano alle idee innovative: Dall analisi dei problemi e dalle associazioni tratte dalle conoscenze rilevanti nascono la sintesi e la creazione di una soluzione innovativa. 4 (Figura 2) Le capacità innovative si possono apprendere. Non addentrandoci troppo nei dettagli, vorremo presentare un fatto interessante. La maggioranza degli esistenti posti di lavoro richiede capacità analitiche e attenzione per i dettagli: tutti processi mentali che si verificano nell emisfero sinistro del cervello. Anche gli istituti di istruzione tendono a valorizzare tali abilità. Tuttavia, i processi creativi, la capacità di avere una visuale più 4 Todhunter, J. (2010) Driving Corporate Value Through Innovation. Invention Machine. Informest, aprile

12 ampia, l innovazione ecc. si svolgono nell emisfero destro del cervello. Per poter produrre un innovazione di successo è perciò necessario completare i processi mentali dell emisfero sinistro (pur sempre di massima importanza) con la creatività dell emisfero destro. 5 Inoltre, non si hanno soluzioni innovative di un problema senza le giuste conoscenze dalle quali si possono ricavare. Si può aumentare la probabilità di creare soluzioni innovative con l uso di metodi ripetibili per risolvere i problemi, la documentazione delle conoscenze interne ed esterne nonché una chiara visione aziendale. In questo modo si rafforzano le connessioni nervose tra l emisfero sinistro e quello destro e la creatività si sviluppa in un abilità sempre più pronunciata. I metodi educativi e formativi sia nelle università sia nell industria e in particolare negli USA e in Giappone stanno subendo profondi cambiamenti negli ultimi tempi poiché è in aumento la richiesta di posti di lavoro creativi. È conseguenza della globalizzazione anche il fatto che sempre più posti di lavoro che richiedono competenze analitiche vengono trasferiti nei Paesi con una manodopera più numerosa e meno costosa (Cina, India, Turchia, Brasile ecc.). In poche parole, i processi innovativi vanno integrati nella strategia dell impresa ed è compito del personale dirigente gestire questi processi, non solo a livello strategico ma anche operativo. Gli ingegneri, gli sviluppatori e i ricercatori devono conoscere perfettamente gli obiettivi innovativi e il modo in cui sono inseriti nella strategia dell impresa nonché i parametri di riferimento per i processi innovativi. Le innovazioni non devono essere avvenimenti isolati e occasionali. A causa delle nuove tecnologie, dei nuovi concorrenti e dei nuovi clienti e infine dei nuovi modelli di business, l impresa e il mercato sono in continuo cambiamento ed è perciò necessario che l innovazione diventi un processo costante all interno dell impresa. 5 Pink, D. H. (2006) A Whole New Mind. Penguin Books. Informest, aprile

13 3. Gestione dei processi innovativi Come mostra il quadrante viola, una tecnologia che conosciamo a fondo ed è competitiva a livello globale può servire da ottima base per la diversificazione dell impresa ovvero per il riuso di questa tecnologia sotto nuove forme. L identificazione e la realizzazione di un nuovo uso in modo innovativo sono indispensabili per il successo commerciale delle imprese in questo quadrante. Un nuovo uso comporta un nuovo mercato che però non conosciamo bene e sul quale c è già una forte concorrenza. Per adottare una decisione del genere abbiamo bisogno di attendibili ricerche del mercato e di sufficienti risorse finanziarie per le attività del marketing. L andamento temporale in questo segmento dipende fortemente dal tipo e dall uso della tecnologia in questione. Figura La situazione 4 ideale sarebbe riuscire a identificare un uso completamente nuovo della nostra tecnologia che soddisfa dei nuovi bisogni sul mercato. Il quadrante verde fa parte dello sviluppo tecnologico. Conosciamo il mercato e i bisogni dei clienti, siamo però costretti dalla concorrenza a perseguire lo sviluppo tecnologico per liberarci della pressione sui prezzi, diminuire le spese e guadagnare così tempo per dedicarci al miglioramento delle altre attività critiche nell impresa. Attraverso questo processo otteniamo prodotti, processi o servizi con un maggiore valore aggiunto. La creatività del Informest, aprile

14 processo innovativo e la gestione della proprietà intellettuale sono gli elementi chiave del successo commerciale in questo segmento. L ultimo quadrante, il quadrante blu, potrebbe essere chiamato il quadrante magico o blue heaven in inglese. Molti uomini d affari sono ossessionati dall idea di trovare la via più breve verso una soluzione tecnologica innovativa che nessuno ha ancora scoperto e allo stesso tempo identificare per primi un nuovo bisogno sul mercato. L idea è senza dubbio interessante, il problema è realizzarla. La probabilità di riscuotere successo nel diretto passaggio dal quadrante rosso in quello blu è minima. Dobbiamo intraprendere qualche decina di tali progetti killer per poter raggiungere il successo commerciale con uno solo di loro. Che situazione spietata! Si occupano di simili attività, con più o meno successo, i fondi di capitale di rischio, gli incubatori universitari e tecnologici o gli imprenditori idealistici che investono i mezzi della famiglia o degli amici. Al centro della Figura 3 si trova un rettangolo arancione più piccolo con un interessante affermazione: il 98% delle innovazioni si basa su fatti noti. Questo forse non vale per il vostro campo di specializzazione, è però una delle più importanti scoperte fatte negli anni Cinquanta del secolo scorso da Genrich Altshuller, autore della teoria TRIZ ovvero la teoria per la soluzione inventiva dei problemi. Troverete maggiori informazioni sul TRIZ e sui metodi che permettono di identificare il 98% dei fatti già noti nei seguenti due capitoli. Il pezzo forte, dunque, sta ancora per arrivare. In seguito dettaglieremo i più frequenti compiti innovativi intrapresei dalle aziende. Probabilmente conoscerete già la maggioranza di loro, sarà però forse nuova la classificazione di questi compiti in cinque categorie: Miglioramento dei prodotti e processi attuali Con i miglioramenti si mira a ottimizzare il modo attuale in cui si soddisfano i bisogni: Migliorare il prodotto con l intenzione di raggiungere un determinato obiettivo, ad esempio: Cambiare l attuale prodotto (o piattaforma) in modo che sia utile per un nuovo gruppo di clienti o che soddisfi nuovi bisogni. Probabilmente non è difficile decidere se cambiare un prodotto oppure abbassare il suo prezzo. Anche le grandi corporazioni, come l HP, cambiano l offerta dei propri computer ogni paio di mesi. I cambiamenti dei prodotti o dei Informest, aprile

15 processi sono spesso dettati da nuove misure ambientali o da regolamenti tecnici emendati. Aggiungere o rimuovere caratteristiche, elementi, processi. I bisogni e le esigenze dei clienti cambiano di continuo. I fornitori sviluppano nuovi e migliori componenti. Adeguarsi a tali cambiamenti è un attività innovativa indispensabile. Dalle analisi dei cambiamenti tecnologici risulta che le nuove versioni dei prodotti sono di solito composte da meno componenti e soddisfano meglio le esigenze dei clienti o che sono più accessibili. Sostituire i materiali attuali con alternative migliori. I nuovi materiali che appaiono sul mercato sono migliori e più convenienti o addirittura escludono l uso di altri materiali o processi che fanno parte del prodotto in questione. Se sostituiamo, ad esempio, il normale vetro per finestre con il vetro autopulente eliminiamo la necessità di pulire le finestre difficilmente accessibili. Riusare o usare più a lungo i materiali attuali. Anche se i materiali attuali vengono usati per prodotti pensati per un certo gruppo di clienti è tuttavia possibile che gli stessi materiali possano essere usati per altri scopi. Il processo di produzione ottimizzato per un determinato tipo di materiale può forse essere usato anche per altri materiali. Un produttore di parti meccaniche per l industria automobilistica può iniziare a produrre con gli stessi materiali elementi utili nella cantieristica, industria aerea ecc. Superare gli ostacoli e cercare compromessi. Ottenere vantaggi competitivi con nuovi approcci in modo da soddisfare i bisogni dei clienti. Spesso ci si trova di fronte a contraddizioni tecniche e fisiche: quando, ad esempio, la modifica di un parametro provoca un altro cambiamento non voluto o quando si vuole che un parametro abbia allo stesso tempo un valore alto e uno basso. Se, ad esempio, aumentiamo il numero dei passeggeri, aumentano per forza anche le misure del veicolo. Un altro esempio è un tazzone pieno di caffè bollente che rimane freddo sulla superficie per poterlo tenere nelle Informest, aprile

16 mani. Per tali contraddizioni spesso esistono soluzioni assai eleganti, delle quali parleremo più in dettaglio nel prossimo capitolo, dedicato al TRIZ. Riconoscere e correggere gli errori. Riconoscere le principali cause dell insuccesso di determinati prodotti o processi e generare soluzioni efficaci e durevoli. Quando vogliamo correggere i vizi presenti nei prodotti, siamo molto spesso soggetti a limitazioni di tempo, personale e mezzi finanziari. Ci accontentiamo in fretta delle soluzioni che rimuovono le cause puramente apparenti cosicché gli stessi problemi riappaiono dopo un certo periodo di tempo. La ricerca delle cause principali può essere un compito assai complesso che talvolta richiede un cambiamento nel modo di pensare: è infatti molto difficile risolvere un problema concepito all interno degli stessi orizzonti. Il raddoppiamento delle attività è un altra questione spinosa: almeno il 30% dei problemi è già stato risolto almeno una volta all interno dell impresa, non si sa però dove o da chi si possono trovare queste informazioni. Sviluppo di un nuovo prodotto o processo Creare prodotti o processi completamente nuovi: Soddisfare le richieste o ravvisare le opportunità sul mercato che attualmente non sono ancora sfruttate. Nel lasso di cinque anni, il 70% dei nostri prodotti sarà superato dal tempo: le esigenze dei clienti cambieranno oppure saremo battuti dalla concorrenza in un modo o nell altro. La capacità di sviluppare nuovi prodotti e processi è una delle principali competenze di ogni impresa. Questo sviluppo deve essere il più innovativo possibile e capace di offrire ai clienti qualcosa che gli altri non hanno. Al giorno d oggi, essere diverso e distinguersi dalla concorrenza è una delle condizioni fondamentali per conseguire il successo commerciale. Unire le migliori caratteristiche da due o più sistemi: Informest, aprile

17 Creare un nuovo sistema, comparando, scegliendo e combinando le caratteristiche da prodotti competitivi o da altre applicazioni sul mercato. Quando si concepiscono nuovi prodotti, si analizzano spesso le caratteristiche dei prodotti competitivi o si cerca comunque di utilizzare ragionevolmente nei propri prodotti le caratteristiche di altre applicazioni. Per un prodotto più complesso potrebbe essere sensato condurre un analisi del valore in cui si attribuisce un valore misurabile a ogni caratteristica e in merito a questi valori si cerca di ottimizzare il prodotto dal punto di vista funzionale. Sintetizzare le caratteristiche dei prodotti competitivi o di altre applicazioni. Una sintesi del genere può rivelare concetti molto interessati attraverso i quali si possono creare nuove linee di prodotti o nuovi modi di soddisfare i bisogni. Gestione dei rischi nei nuovi sistemi o in quelli attuali Identificare e determinare le priorità nell analisi dei rischi di guasto nei nuovi sistemi o in quelli attuali. Ogni industria ha le proprie metodologie standardizzate per analizzare i rischi, ad esempio FMEA, FMECA, HAZOP, HACCP ecc. Le analisi dei rischi stanno diventando indispensabili nella gestione della qualità dei prodotti e delle spese relative al loro ciclo di vita. Nelle fasi della concezione e dello sviluppo viene incorporato nel prodotto più del 70% dei vizi che impediscono di conseguire un accettabile tasso di guasto sia durante la produzione sia durante lo sfruttamento. Insomma, non basta che le soluzioni siano innovative, devono per forza garantire la massima qualità, evitando eventuali guasti. Nella produzione di massa sono sempre più frequenti i sistemi di garanzia di qualità, ad esempio la produzione snella e il Sei Sigma. Preparare progetti per la riduzione di rischi e di eventi imprevisti. Il mondo degli affari è pieno d imprevisti, alcuni dei quali possono avere conseguenze devastanti per l impresa. Le analisi dei rischi e la preparazione dei progetti per ridurli sono investimenti che convengono. Si possono così identificare le principali risorse necessarie per la gestione del rischio e anche i dipendenti Informest, aprile

18 sono più consapevoli dei potenziali rischi che cercano così di fronteggiare già nella fase dello sviluppo, spesso con soluzioni molto innovative. Analisi del mercato e delle tecnologie Identificare ed esaminare i bisogni, le opportunità e i pericoli. Riconoscere le tendenze tecnologiche. Comprendere la portata delle singole tecnologie e il loro potenziale di mercato. Una tecnologia può essere sfruttata in vari modi e scoprire una nuova modalità d uso può rappresentare una possibile strategia dell impresa. I dirigenti che la progettano si devono inoltre interessare di informazioni importanti, quali le tendenze nello sviluppo tecnologico, i partecipanti in questi processi e le attività dei concorrenti ecc. Progettare le tendenze dello sviluppo tecnologico e dei prodotti. Come si svilupperà il prodotto o la tecnologia? Lo sviluppo delle tecnologie o dei prodotti segue certi principi, dei quali ci occuperemo più in dettaglio nel prossimo capitolo, parlando del TRIZ e delle curve logistiche (dette anche curve a S) dell evoluzione dei sistemi. Conoscere il punto in cui si trova il nostro prodotto o la nostra tecnologia e saper prevedere in quale direzione si verificheranno i cambiamenti è indubbiamente un informazione molto utile per il corso degli affari. Come prevedere le nuove generazioni dei prodotti attuali? Se le tendenze dello sviluppo tecnologico vengono monitorate, si può decidere con più chiarezza quali tendenze sono importanti per l impresa. Con l aiuto di queste informazioni è possibile capire se un prodotto attuale abbia un sufficiente potenziale di mercato o se sia necessario passare a una nuova piattaforma tecnologica che aumenterà la sua competitività. Tutte queste sono informazioni assai importanti e molti dei vostri concorrenti se ne rendono conto. Riconoscere, monitorare e analizzare i partner, i fornitori, i concorrenti, i candidati per acquisti e fusioni. Informest, aprile

19 Quali sono le imprese leader in certi settori tecnologici o segmenti di mercato? La dinamica della nostra realtà imprenditoriale è caratterizzata da bruschi cambiamenti. Nuovi concorrenti nonché nuove tecnologie o nicchie di mercato alle quali non abbiamo prestato abbastanza attenzione possono apparire da un giorno all altro. Spesso le imprese decidono di acquistare o fondersi con altre aziende per creare così un effetto combinato, ottenere l accesso a determinate tecnologie o aumentare la quota di mercato. Progettazione delle strategie per la gestione della proprietà intellettuale Acquisire e tutelare le capacità di soddisfare i bisogni sul mercato. Questa è l ultima delle cinque categorie in cui abbiamo suddiviso i compiti innovativi ma non è affatto la meno importante. Al contrario, si tratta di una delle competenze chiave di un impresa che vuole essere presente sul mercato a lungo termine e offrire prodotti competitivi. La gestione della proprietà intellettuale deve diventare una delle principali attività dell impresa. I processi innovativi non possono essere solo un insieme di occasionali lampi di genio ma devono stimolare la competitività dell impresa. Identificare i settori inesplorati del mercato. Identificare le competenze tecniche e le nuove opportunità sul mercato alle quali le possiamo applicare. Per quali altri scopi si può usare la nostra tecnologia? Esistono brevetti che impediscono di usare le nostre soluzioni in nuove applicazioni? Dobbiamo ulteriormente sviluppare le nostre competenze tecniche e, se è così, in quale direzione? Quali sono le nostre soluzioni innovative? Queste domande probabilmente si trovano spesso sulle agende delle direzioni aziendali. Identificare le possibilità della vendita o dell acquisto della proprietà intellettuale. Verrà sviluppata interamente all interno dell impresa o sarà forse più conveniente e opportuno comprarla, almeno in parte, sul mercato? C è della proprietà intellettuale della quale l impresa non ha bisogno e si potrebbe cercare di venderla? Di cosa si tratta? A chi Informest, aprile

20 sarebbe adatta? In quest ambito ci sono probabilmente più domande che soddisfacenti immediate risposte. Identificare o creare soluzioni per superare o aggirare gli attuali ostacoli relativi alla tutela brevettuale. La proprietà intellettuale dei concorrenti spesso limita la libertà di introdurre qualsiasi soluzione nei propri prodotti o processi. Come procedere con gli impedimenti relativi al diritto di brevetto? Siamo capaci di trovare soluzioni più innovative di quelle attuali? Basta forse solo cambiare leggermente i brevetti degli altri? Intraprenderemo questa strada in modo proattivo o aspetteremo l eventuale esito giudiziario? A quali mercati dovremo rinunciare? Quali pene potranno essere inflitte? Frapporre ostacoli brevettuali intorno ad attuali o futuri prodotti o processi. Spesso le imprese fanno saliti di gioia quando ottengono un brevetto. Tuttavia, è possibile proteggere con questo brevetto l intero spazio innovativo e impedire ai concorrenti di eludere la tutela della nostra proprietà intellettuale con minimi cambiamenti? Che senso ha investire tanti mezzi per tutelare qualcosa che si può facilmente eludere? Si potrebbe tutelare l innovazione chiave in qualche altro modo, con un altro brevetto o sarebbe forse meglio del tutto rinunciare alla tutela brevettuale? Siamo finalmente giunti fino in fondo alle cinque categorie dei compiti innovativi. Come avete potuto notare, sono numerose le attività che necessitano di soluzioni innovative o della loro gestione. Tutte queste attività innovative rafforzano la competitività dell impresa, il che dovrebbe ulteriormente motivare le dirigenze delle imprese a non lasciare che l innovazione rimanga un avvenimento fortuito. Gli ingegneri, gli sviluppatori e i ricercatori devono conoscere perfettamente gli obiettivi innovativi e il modo in cui sono inseriti nella strategia dell impresa nonché i parametri di riferimento per i processi innovativi. In seguito alle nuove tecnologie, ai nuovi concorrenti, ai nuovi bisogni o clienti e infine ai nuovi modelli di business è necessario che l innovazione diventi un processo costante all interno dell impresa. Non tutti i compiti innovativi vengono intrapresi con la stessa frequenza all interno di un impresa. La Figura 4 mostra la stima dell autore riguardo alla frequenza dello svolgimento delle azioni innovative. Non è detto che la situazione sia identica in ogni realtà imprenditoriale: la vostra piramide potrebbe essere diversa. Cercate di tracciare la piramide Informest, aprile

21 dei compiti innovativi necessari nella vostra impresa: probabilmente scoprirete fatti interessanti, in particolare se assegnerete ai compiti il necessario personale e le risorse finanziarie. Alla presente ricerca è allegato un questionario che vi aiuterà a costruire la propria piramide innovativa. L analisi delle risposte dei vostri dipendenti mostrerà quali conoscenze sono ancora necessarie per rendere i vostri processi innovativi più efficaci. Figura 5 Frequenza dello svolgimento dei compiti innovativi Nel secondo capitolo abbiamo menzionato che dall analisi dei problemi e dalle associazioni tratte dalle conoscenze rilevanti nascono la sintesi e la creazione di una soluzione innovativa. Ognuno dei compiti innovativi sopraccitati ha bisogno di un contenuto diverso e di un approccio analitico per conseguire soluzioni innovative. Ciò ci fa pensare che l accesso alle conoscenze rilevanti sia indispensabile per un innovazione di successo. Maggiori informazioni a seguire. Informest, aprile

22 Figura Figura Strumenti e metodi Troppo spesso gli imprenditori pensano che l innovazione sia un avvenimento fortuito e difficile da prevedere, e che tutto ciò che la direzione di un impresa può fare per stimolare le innovazioni è aumentare il numero delle ore di ricerca per un determinato progetto. Nel capitolo precedente sono stati descritti i diversi compiti innovativi che influiscono sulla competitività dell impresa. È però troppo rischioso lasciare attività così importanti a processi casuali. Dall altro lato le imprese difficilmente si possono permettere di aumentare il numero dei dipendenti incaricati di creare idee innovative. Un metodo più efficace è organizzare i processi innovativi in modo da renderli più veloci e di migliore qualità, rilevanti, ripetibili e accordati con le necessità dell impresa. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi dell innovazione sostenibile abbiamo bisogno di strumenti e metodi per gestire i processi innovativi. È già stato menzionato un paio di volte che per le innovazioni di successo si devono avere il giusto personale e le rilevanti conoscenze. Come facilitare ai dipendenti l accesso alle conoscenze? Le conoscenze interne, cioè quelle dei dipendenti o quelle in forma cartacea o digitale, sono, a dire la verità, parecchie. Alcune ricerche hanno mostrato che il 30% dei problemi da affrontare urgentemente nell impresa era già stato risolto in precedenza. Se solo sapessimo dove o da chi trovare queste informazioni! Un altro tipo di conoscenze sono quelle che l impresa acquisisce da fonti esterne. Al giorno d oggi è molto attuale il mito che basti avere l accesso alla rete per trovare le Informest, aprile

23 necessarie conoscenze. Esaminiamo i risultati offerti da Google per il termine di ricerca innovation. Google copre solo il 5% del world wide web, eppure ci bombarda con 130 milioni di occorrenze: un numero impressionante che ci fa capire l importanza del tema innovazione. Abbiamo acquisito qualche nuova conoscenza? No, abbiamo solo trovato una montagna di dati, da cui dobbiamo estrarre le informazioni attraverso le quali poi sviluppiamo le adeguate conoscenze. Questo potrebbe essere un ragionevole impiego di tempo se vogliamo solo copiare i concetti, prodotti o processi già noti. E se vogliamo diventare o rimanere un impresa che offre prodotti o servizi competitivi a livello globale? Con la mera copiatura delle soluzioni note probabilmente non avremo successo. Abbiamo bisogno di conoscenze ben più approfondite, anche se allo stesso tempo c è il 98% di probabilità che la nostra innovazione si basi su soluzioni già conosciute al di fuori del nostro ambito professionale. Fa senso cercare queste informazioni in rete? Dubito che la vostra impresa possa permettersi abbastanza risorse umane, tempo e denaro da generare conoscenze rilevanti attraverso la ricerca online. Nemmeno le maggiori aziende mondiali possono permetterselo perché gli effetti di tali attività non sono sufficienti. Gli esperti che ci aiutano nella ricerca delle informazioni e delle soluzioni innovative si possono trovare anche al di fuori dell impresa. Un approccio del genere e particolarmente lecito nei casi in cui vogliamo applicare le proprie soluzioni tecnologiche a qualche altro ambito d uso o introdurre soluzioni alternative. Tali forme di collaborazione si basano sul concetto dell Open Innovation formatosi negli USA negli anni Sessanta del secolo scorso. L Open Innovation (innovazioni aperte) è un modello di generazione di idee assai diffuso. Ne parleremo di più in seguito, qui vorremo solo avvertire che copiare automaticamente i concetti altrui non si rivela mai produttivo. Con l inclusione degli Informest, aprile

24 esperti esterni si ha sicuramente un notevole aumento del numero delle soluzioni innovative all inizio della collaborazione. Tuttavia, se l impresa non possiede i giusti meccanismi per la gestione della proprietà intellettuale, anche in migliori approcci possono fallire. Spesso infatti succede che un impresa dipende sempre di più da conoscenze esterne e quando la direzione se ne accorge diventa assolutamente più prudente: inizia a cercare pareri da altri esperti esterni, sorgono dubbi sul conflitto d interessi, le decisioni vengono protratte. Dopo l euforia iniziale spesso segue il momento della verità. Quale sbaglio è stato commesso dalla direzione dell impresa? Le principali competenze tecnologiche e di mercato hanno iniziato a defluire dall impresa verso i collaboratori esterni. In questo modo non si possono compiere durevoli svolte nell innovazione. Le competenze chiave devono restare tra le mura dell impresa. Così arriviamo di nuovo al problema iniziale, cioè come facilitare ai propri esperti i processi innovativi e l accesso alle conoscenze interne ed esterne. Con lo sviluppo di programmi informatici per l estrazione di informazioni da database elettronici le imprese possono ridurre considerevolmente il tempo necessario per l identificazione delle conoscenze rilevanti. Gli avanzati strumenti di ricerca semantica rappresentano uno di questi approcci. La Figura 5 mostra il tipico elenco dei risultati di un web browser per i termini di ricerca alternative fuel. Il browser ha trovato documenti che contengono questa frase e sta a noi processare questa enorme quantità di dati. Guardiamo adesso l elenco della Figura 6 che risulta dall uso di avanzati strumenti di ricerca semantica i quali sono capaci di interpretare il significato tecnico del documento. Gli strumenti semantici sanno strutturare i dati in diverse categorie relative al contenuto che hanno già gli attributi della conoscenza e dalle quali è possibile trarre associazioni che corrispondono ai nostri obiettivi innovativi. Di quanto tempo avrebbero bisogno i vostri dipendenti per estrarre dai database queste conoscenze, solo leggendo articoli e facendo appunti? Informest, aprile

25 Lo strumento per la ricerca semantica mostrato in Figura 6 usa circa 40 criteri semantici che si basano prevalentemente sulla teoria per la soluzione inventiva dei problemi ovvero il TRIZ (Figura 7). La teoria venne elaborata negli anni Cinquanta del secolo scorso dallo scienziato russo Genrich Altshuller 6. Dopo aver analizzato migliaia di brevetti scoprì che le soluzioni dei problemi tecnici si potevano strutturare in logiche categorie. Iniziarono così a formasi una matrice delle contraddizioni tecniche e una serie di possibili soluzioni. Figura 8 Processo della soluzione dei problemi TRIZ Il TRIZ venne poi man mano aggiornato con strumenti più complessi, ad esempio l ARIZ. Con lo sviluppo dei programmi informatici per la ricerca semantica il TRIZ si ravvivò e diventò più facile da usare. La generalizzazione di un problema concreto non è semplice e spesso anche gli esperti del TRIZ non concordarono riguardo alla contraddizione tecnica chiave. Il TRIZ semantico per lo più elimina questo problema poiché l utente rimane al livello del problema 6 Preoccupato della situazione in cui si trovava la ricostruzione economica dell Unione sovietica nel secondo dopoguerra, Altshuller, assieme a un collega, scrisse a Stalin, sollecitandolo a iniziare a usare il TRIZ. Inoltre, la lettera criticava duramente la politica d innovazione nell Unione Sovietica. Altshuller fu arrestato e condannato a 25 anni di lavoro forzato. Fu rimesso in libertà nel 1953, dopo la morte di Stalin. Pubblicò il suo primo articolo sul TRIZ nel All università di Baku, Altshuller addestrò un gruppo di allievi che si sparse per il mondo dopo il crollo dell Unione Sovietica. Nel 1995 è stato fondato a Boston negli USA un istituto per la ricerca del TRIZ, che oggigiorno viene insegnato ad alcune delle più importanti università tecniche del mondo. Informest, aprile

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