RELAZIONE VV.FF. APPROVATA

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL PIEMONTE ORIENTALE AMEDEO AVOGADRO Appalto Concorso per la fornitura di arredi, impianti e attrezzature per l allestimento dell Aula Magna della Università degli Studi del Piemonte Orientale presso la Facoltà di Scienze M.F.N. sita in Via Bellini, n. 25/g- Alessandria RELAZIONE VV.FF. APPROVATA Il Rettore Prof. Paolo Garbarino Il Responsabile del Procedimento Arch. Laura Gili Vercelli, maggio 2007 Via Duomo, Vercelli Tel. 0161/ Fax 0161/210729

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3 INDICE 0 Premesse. 1. Variante al Lotto A. 1.1 Elenco tavole. 1.2 Classificazione dell edificio e compartimentazione rispetto ad altre attività. 1.3 Accessi. 1.4 Separazioni. 1.5 Comportamento al fuoco delle strutture. 1.6 Materiali di rivestimento e arredo. 2. Sezionamenti. 2.1 Compartimentazioni. 2.2 Scale. 2.3 Ascensori e montacarichi. 3. Misure per l evacuazione in caso di emergenza. 3.1 Affollamento. 3.2 Capacità di deflusso. 3.3 Sistema di vie di esodo. 3.4 Lunghezza delle vie di esodo. 3.5 Larghezza totale delle uscite di ogni piano. 4. Spazi a rischio specifico. 4.1 Deposito. 4.2 Aula Magna. 5. Impianti elettrici. 5.1 Impianto elettrico d emergenza. 5.2 Sistemi di allarme. 6. Mezzi ed impianti fissi di protezione ed estinzione incendi. 6.1 Rete idranti. 6.2 Estintori. 6.3 Impianti fissi di rilevazione incendi e gas. 7. Segnaletica di sicurezza. 8. Norme di esercizio. 9. Leggi e norme di riferimento. 10. Parere di Conformità al Progetto Preliminare. Relazione VVFF 1

4 0. PREMESSE ALLA RICHIESTA DI PARERE DI CONFORMITA PER LA VARIANTE DI PROGETTO RELATIVA AL SOLO LOTTO A. La richiesta di parere per la sicurezza e prevenzione incendi discende dall applicazione dell art. 81. del D.P.R. n 616 del che recita al 2 comma: Per le opere da eseguirsi da Amministrazioni Statali omissis l accertamento della conformità alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi omissis è fatta dallo Stato d intesa con la Regione interessata, omissis che deve comunque sentire preventivamente gli Enti Locali nel cui territorio sono previsti gli interventi: in questo caso specifico Comune, ASL e VVF. Nel caso specifico il progetto definitivo dei tre Lotti venne approvato dal Comitato Tecnico Amministrativo in data con parere favorevole del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Alessandria, prot. 330 del 10/01/2000. L intervento previsto in 3 Lotti distinti A, B e C è attualmente in costruzione. In particolare sono in fase di realizzazione i Lotti B e C mentre il Lotto A è ancora da appaltare. Per la predisposizione del progetto esecutivo del Lotto A da appaltare, l Università ha richiesto alcune variazioni al progetto definitivo approvato e precisamente: - aumento della capienza dell Aula Magna da 250 a 450 persone e destinazione a locale di pubblico spettacolo (attività n 83 di cui al D.M. n. 098 del ); - riduzione dello spazio e del volume destinato al deposito libri che passa da mq 180 a mq 140 e da mc a mc 540; - formazione di un secondo alloggio custode. A causa di tali richieste l Università, in accordo con il Provveditorato per le Opere Pubbliche per il Piemonte e la Valle d Aosta, ha reputato di dover ripetere l iter approvativo del progetto definitivo per quanto attiene il Lotto A: perciò è necessario acquisire, prima della seduta del Comitato Tecnico Amministrativo, i pareri di tutti gli Enti chiamati a verificare che l intervento sia conforme alle norme urbanistiche, igienico-sanitarie e di sicurezza antincendio. L insediamento universitario in oggetto, realizzato in Alessandria nel quartiere denominato Orti ed ubicato nella periferia a settentrione del concentrico storico di Alessandria, occupa l area dell ex Foro Boario. Il lotto su cui avviene l edificazione è delimitato a nord da via Vinzaglio, a sud da viale Teresa Michel e piazza Perosi, ad ovest da via Bellini ed a est da via Rossini; ha forma rettangolare, ove il rapporto tra i lati è quasi 1 a 2; la superficie complessiva è di circa mq. L insediamento universitario, di cui è parte il lotto A, non è contiguo a nessuna diversa attività, occupa una superficie coperta di circa mq , con una capienza complessiva di 1730 persone, ed è destinato ad ospitare: LOTTO A: Presidenza e servizi generali di Facoltà., Aula Magna, Biblioteca di Facoltà; LOTTO B: spazi per la didattica (aule, laboratori didattica, locali di studio e per attività studentesche, aula magna); LOTTO C: spazi dipartimentali (studi, laboratori di ricerca, servizi generali di dipartimento). Relazione VVFF 2

5 1. VARIANTE AL LOTTO A. 1.1 Elenco tavole - Tav. 01: pianta piano terra - Tav. 02: pianta piano primo - Tav. 03: pianta piano secondo - Tav. 04: pianta piano terzo - Tav. 05: pianta piano tecnico - Tav. 06: sezioni Negli elaborati grafici di progetto, sono riportate le destinazioni d uso dei singoli o gruppi di locali. 1.2 Classificazione dell edificio e compartimentazione rispetto ad altre attività. L edificio è classificato quale edificio di tipo 5: scuole con numero di presenze contemporanee oltre le persone. Con riferimento alla scelta dell area non sono presenti nelle immediate vicinanze attività che comportino gravi rischi di incendio/esplosione. In linea generale rientra tra le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco di cui al D.M , quale attività n Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti ed in particolare per quanto attiene l Aula Magna quale attività n. 83 Locali di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore ai 100 posti. Premesso quanto sopra la variante al progetto è stata predisposta sulla base delle norme di sicurezza previste dal D. Min. Int. 26 agosto 1992 che integra e recepisce quanto previsto da: Legge , n. 1570; Legge , n. 469, art. 1-2; Legge , n. 966, art. 2; D.P.R , n. 577, art In particolare per l Aula Magna la variante al progetto recepisce il D.M. del La presente relazione viene pertanto redatta al fine di: a) illustrare tutte le principali misure e gli apprestamenti di sicurezza che si intendono adottare per la prevenzione degli incendi e la sicurezza delle persone; b) dimostrare che le misure, i provvedimenti e gli accorgimenti operativi di cui al precedente punto a) consentono di garantire un grado di sicurezza equivalente a quello richiesto dai criteri generali di prevenzione incendi di cui all art. 3 del D.P.R. m. 577/1982 e da altre norme specifiche di prevenzione incendi vigenti; c) rendere evidente che, oltre ciò, saranno garantiti i requisiti essenziali stabiliti per gli edifici e le opere di ingegneria civile all Allegato 1 della Direttiva 89/106 CEE relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli stati membri concernenti i prodotti da Relazione VVFF 3

6 costruzione, in particolare per quanto attiene al requisito sicurezza in caso di incendio oltrechè della circolare del Ministro dell Interno n. 91 del Data la complessità dell opera in progetto, nell ambito di una realizzazione che possa garantire in totale sicurezza eventuali futuri ampliamenti, trasformazioni e rilocalizzazioni delle attività, è doveroso, prima di illustrarne le caratteristiche, elencare ed evidenziare i principi ed i requisiti fondamentali di sicurezza che saranno conferiti ai vari ambienti costituenti l opera affinchè la medesima risulti fruibile in sicurezza e possieda, sia nelle sue singole parti che nell insieme, i requisiti di cui ai precedenti punti a), b) e c). Trattasi, in particolare: 1. della realizzazione di un sistema organizzato di vie di esodo dinamiche che consentono agevolmente di raggiungere luoghi sicuri da cui si accede alle scale a prova di fumo interne; 2. della costituzione dell organizzazione interna preposta alle attività di protezione e di prevenzione, richiesta dalla Legge 626/94, concernente l attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul posto di lavoro, anche ai fini di lotta antincendio e di evacuazione dei lavoratori, composta da un congruo numero di lavoratori appositamente addestrati ed equipaggiati; 3. dell impiego di materiale di arredo conformi al D.M ed al D.M e comunque con classe di reazione al fuoco non superiore alla classe 1; 4. della realizzazione, in accordo con la già citata Legge 626/94, di un affidabile piano di emergenza da attuare in presenza di un evento incidentale; 5. della realizzazione di un accurato programma di manutenzione degli impianti di sicurezza e di prevenzione. 1.3 Accessi. Dal parcheggio a piano terra, servito attraverso 4 accessi carrabili e pedonali situati sulle vie Bellini, Vinzaglio e Rossigni ed appartenenti ai lotti in fase di costruzione si accede ai piani del lotto A, in condizioni di ordinario funzionamento, a mezzo di scale ed ascensori dotati di filtri a prova di fumo, sfocianti in ulteriori zone calme separate dai corridoi di distribuzione da strutture REI 90. Su piazza Perosi è collocato l ingresso principale esclusivamente pedonale, da cui si raggiungono, attraverso una rampa elicoidale con pendenza minore 8%, la Presidenza, i Servizi Generali di Facoltà e l Aula Magna. Per i portatori di handicap è prevista una piattaforma elevatrice che consente loro di raggiungere la Presidenza, i Servizi Generali di Facoltà e l Aula Magna. L intervento dei mezzi dei Vigili del Fuoco è assicurato da un accesso (od uscita) situato sulla via Bellini, che consente di raggiungere i tre cortili centrali, presenti nei lotti A, B e C, garantendo così l accostamento delle autoscale a tutti i corpi di fabbrica, compresi quelli trasversali di collegamento. L uscita o l ingresso su via Bellini appartiene al sistema di accesso e di uscita dei mezzi dei VV.FF. previsto nel progetto generale. L accesso (uscita) ha i seguenti requisiti minimi: larghezza: 3.50 m. Relazione VVFF 4

7 altezza libera: 4 m. raggio di volta: 13 m. pendenza: non superiore al 10% resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull asse anteriore e 12 su quello posteriore); 1.4 Separazioni. Al fine di garantire la massima sicurezza sono realizzate zone sicure separate con strutture REI 90 in corrispondenza delle tre vie di esodo principali (scale a prova di fumo). Tutte le aperture occorrenti su queste separazioni per il passaggio di condutture, tubazioni e simili saranno dotate di serrande tagliafuoco ovvero di sistemi atti ad impedire la propagazione del fuoco e del fumo in caso di incendio. Gli alloggi per i custodi hanno accesso indipendente da area a cielo libero e sono separati dai locali pertinenti l attività scolastica con murature aventi caratteristiche R Comportamento al fuoco delle strutture. Avendo un altezza antincendio inferiore a m. 24, tutte le strutture portanti del Lotto A hanno resistenza al fuoco pari a R60 (orizzontamenti) e REI 60 (strutture separanti), fatta eccezione per il solaio sovrastante il parcheggio e il solaio di copertura del deposito libri che hanno resistenza al fuoco pari a R120 e per le murature delimitanti il deposito libri, pari a REI120. Le caratteristiche costruttive delle strutture relative a dimensionamenti delle medesime, ricoprimenti delle armature, eventuali intonaci protettivi, vernici intumescenti e quanto altro necessario per conferire e garantire alle strutture il sopraccitato tempo di resistenza, saranno oggetto di apposita documentazione tecnico-illustrativa che sarà fornita dai costruttori e prodotta in sede di sopralluogo di controllo. In particolare le verifiche sulla resistenza al fuoco delle strutture saranno effettuate seguendo le norme UNI VV.FF per le strutture in c.a. e le norme UNI VV.FF per quelle in acciaio. 1.6 Materiali di rivestimento e arredo. Per la classificazione di reazione al fuoco dei materiali si fa riferimento al D.M. 26 giugno 1984, per cui è previsto l impiego di materiali di classe I in ragione del 50% massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale) negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe in genere. Non essendo previsto impianto di spegnimento automatico in tutti gli altri ambienti sono utilizzati materiali di rivestimento di classe 1 indipendentemente che siano o meno suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce. Le caratteristiche dei materiali impiegati e le relative certificazioni di prova rilasciati dai tecnici installatori e/o produttori, saranno prodotti all atto del collaudo. Relazione VVFF 5

8 2. SEZIONAMENTI. 2.1 Compartimentazioni. I compartimenti sono di modeste dimensioni, con superfici massime non superiori a 500 mq. 2.2 Scale. Sono previste tre scale interne, a prova di fumo, che costituiscono compartimento antincendio, in quanto raggiungibili da ogni piano con un filtro a prova di fumo. Le strutture portanti avranno resistenza al fuoco pari a R90 e le strutture separanti REI90. La larghezza minima delle scale è pari a m. 1.20, le rampe sono rettilinee, non presentano restringimenti ed hanno non meno di 3 e non più di 15 gradini. I gradini sono a pianta rettangolare, con alzate e pedate costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm. e non inferiore a Ascensori e montacarichi. Le caratteristiche di resistenza al fuoco dei vani ascensori e montacarichi sono conformi a quelle previste per i vani scala. Gli ascensori rispettano le norme antincendio previste dal punto 2.5 del D.M , n Le porte di piano sono del tipo REI 60. Il vano corsa ha superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore al 3% dell area della sezione orizzontale del vano stesso e comunque non inferiore a 0.20 mq. Nel vano corsa non saranno messe in opera canne fumarie, condutture o tubazioni che non appartengono all impianto ascensore. 3. MISURE PER L EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA. 3.1 Affollamento. Così come indicato dal D.M , sarà necessaria l indicazione del numero di persone effettivamente presenti che dovrà risultare da apposita dichiarazione del titolare dell attività. Tuttavia, ai fini del calcolo del massimo affollamento ipotizzabile, sono state distinte 6 aree specifiche: Area 1 Deposito al piano terreno Area 2 Aula Magna, il cui uso potrà essere del tutto autonomo e non contemporaneo all uso delle rimanenti parti della struttura oppure con un massimo affollamento contemporaneo di 450 persone Area 3 Biblioteca e sala di lettura, affollamento massimo pari a 0,4 persone per mq. (mq. 400 x 0,4) e cioè pari a 160 persone Area 4 Segreteria studenti (1 piano), affollamento massimo pari a 0,4 persone per mq. (mq. 300 x 0,4) e cioè pari a 120 persone Area 5 Servizi (1 piano), affollamento massimo pari al n. delle persone effettivamente presenti maggiorato del 20% (20 persone x 1,2) e cioè pari a 24 persone Area 6 Presidenza e Direzione di Dipartimento (2 piano), affollamento massimo pari al n. delle persone effettivamente presenti maggiorato Relazione VVFF 6

9 del 20% (30 persone x 1,2) e cioè pari a 36 persone 3.2 Capacità di deflusso. La capacità di deflusso, presa a base dei calcoli, così come previsto al punto 5.1 del D.M.I. del , è stata assunta pari a 60 per le aree 2, 3, 4, 5 e 6 e pari a 37,5 per l area Sistema di vie di esodo. Il sistema delle vie di esodo è dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile per ogni singola area. Tutte le uscite sfoceranno all aperto e tutti gli spazi frequentati dagli studenti, dal personale docente e non docente, sono dotati di scale a prova di fumo interne. 3.4 Lunghezza dei percorsi di uscita. La lunghezza dei percorsi di uscita è inferiore a 60 m., misurata dal luogo sicuro alla porta più vicina allo stesso e 50 m per l Aula Magna. 3.5 Larghezza totale delle uscite di ogni piano. La larghezza totale delle uscite di ogni piano è stata determinata dal rapporto fra il massimo affollamento ipotizzabile per ciascuna area e la capacità di deflusso sopra indicata. Ne consegue pertanto il seguente conteggio: AREE PERSONE CAPACITA DI DEFLUSSO N. MODULI A NORMA N. MODULI DI PROGETTO , ,7 2 0,4 0, SPAZI A RISCHIO SPECIFICO. Gli spazi a rischio specifico sono: Deposito al piano terreno Aula Magna 4.1 Deposito. E prevista la realizzazione di un deposito di circa 422 mq. al piano terra del lotto A sottostante l Aula Magna e da questa separato tramite strutture orizzontali di resistenza al fuoco pari a R 120. Le murature a chiusura dello stesso sono realizzate con blocchi cavi di cls. certificati R 120. Il suddetto locale avrà aperture di aerazione pari ad 1/40 della superficie protette da griglie a maglia fitta. Il carico di incendio massimo consentito è pari a 30 Kg./mq. Ad uso del locale sono previsti tre estintori di tipo approvato di capacità estinguente pari a 21A. Relazione VVFF 7

10 4.2 Aula Magna. L Aula Magna occupa il lato sud-ovest del lotto A ed è situata al 1 piano fuori terra. Ha una capienza complessiva di 450 persone ed è destinata ad ospitare attività congressuali di vario genere: rientra tra le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco di cui al D.M , quale attività n. 83: Locali di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100 posti. Premesso quanto sopra, il progetto è stato realizzato sulla base delle norme di sicurezza previste dal D.M ACCESSI L accesso dell Aula Magna avviene dall ingresso principale del complesso universitario e raggiunge la quota 3,80 attraverso una rampa elicoidale con pendenza non superiore all 8%. La stessa rampa serve anche l accesso alla Segreteria Studenti. Gli accessi all Aula Magna e alla Segreteria Studenti sono separati tra loro e avvengono attraverso due distinti filtri a prova di fumo aerati naturalmente con canne di ventilazione tipo Shunt. STRUTTURE Le strutture portanti hanno una resistenza al fuoco pari a R 120 e le strutture separanti hanno resistenza al fuoco pari a REI 120. MATERIALI D ARREDO Per la classificazione di reazione al fuoco dei materiali si fa riferimento al D.M. 26 giugno USCITE E VIE DI ESODO Il numero e la larghezza delle uscite sono conformi a quanto previsto al Titolo IV, art. 4.1, 4.2, 4.3, 4.4 del D.M (vedi Tab. pag. 7, par. 3,5). In particolare il sistema di esodo è organizzato con 5 porte REI 120 (dimensioni 180x210), di cui n 2 con uscita diretta all esterno, piattaforma di accumulo per portatori di handicap e scala di discesa in acciaio, n 1 con uscita in una scala di sicurezza a prova di fumo, n 2 con uscita sulla rampa elicoidale attraverso il filtro. IMPIANTI DI SPEGNIMENTO L Aula Magna, così come il resto dell edificio, è dotata di impianti di spegnimento fissi e mobili. In particolare l area è protetta da una rete idrica antincendio comprendente idranti UNI 45 distribuiti in modo tale da poter battere con i getti tutti i punti interni. Saranno inoltre installati n. 4 estintori portatili in corrispondenza delle vie di fuga. 5. IMPIANTI ELETTRICI. Gli impianti elettrici del Lotto A, così come quelli del complesso Relazione VVFF 8

11 universitario, sono realizzati in conformità ai disposti di cui alla Legge 1 marzo 1968, n Sarà possibile, attraverso un interruttore generale posto in posizione segnalata, togliere tensione all impianto elettrico dell attività o di parte dell attività. Tale interruttore, munito di comando a distanza, sarà posto nella Control Room situata nella vicinanza dell ingresso principale in posizione presidiata. 5.1 Impianto elettrico d emergenza. Il Lotto A è asservito al gruppo elettrogeno a gas installato sulla copertura del Lotto B che alimenta le utenze privilegiate in caso di black-out elettrico e la stazione di continuità per le utenze sotto continuità assoluta. L impianto elettrico di sicurezza alimenta le seguenti utilizzazioni, strettamente connesse con la sicurezza delle persone: a) illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo e garantirà un livello di illuminazione non inferiore ai 5 lux; b) impianto di diffusione sonora e impianto d allarme. Nessun altra apparecchiatura verrà collegata con l impianto elettrico di sicurezza. L alimentazione dell impianto potrà essere inserita anche con comando a mano posto in posizione conosciuta dal personale. L autonomia della sorgente di sicurezza sarà superiore ai Sistemi di allarme. Il Lotto A è munito di un sistema di allarme atto ad avvertire tutti gli studenti ed il personale presenti in caso di pericolo. E previsto inoltre un impianto di diffusione sonora nei corridoi e nelle aule ed un posto centrale intercollegato con un centro di controllo per l invio automatico dei segnali di allarme. 6. MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI. 6.1 Rete idranti. In ciascun vano scala dell edificio viene predisposta una rete di idranti costituita da tubazioni e colonna montante da cui, ad ogni piano, compreso il piano piloties, vengono derivati degli idranti con attacco UNI 45 a disposizione per eventuale collegamento di tubazione flessibile. La tubazione flessibile sarà costituita da un tratto di tubo, di tipo approvato, con caratteristiche di lunghezza tali da consentire di raggiungere con il getto ogni punto dell area protetta. L idrante sarà installato nel locale filtro, laddove le scale saranno a prova di fumo interne. Al piano terra, in corrispondenza degli accessi dei mezzi di soccorso, sono Relazione VVFF 9

12 previsti 2 attacchi per autopompa oltreché 4 idranti UNI 70 a protezione delle zone parcheggio. L impianto sarà dimensionato per garantire una portata minima di 240 l/min. (UNI /b.23 area di rischio 1) per ogni colonna montante ed il funzionamento contemporaneo di almeno 2. L alimentazione idrica dovrà assicurare l erogazione di 2 idranti idraulicamente più sfavoriti di 120 l/min. cad., con una pressione residua al bocchello di 2.5 bar per un tempo di almeno 30 min. Qualora l acquedotto, al momento della realizzazione non garantisca le precedenti condizioni, dovrà essere installata una idonea riserva idrica alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre fonti. Tale riserva dovrà essere costantemente garantita. Le elettropompe di alimentazione della rete saranno alimentate elettricamente da una propria linea preferenziale, il gruppo di pompaggio sarà costituito da due pompe, una di riserva all altra alimentate da fonti di energia indipendenti; l avviamento sarà automatico. Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete saranno protette dal gelo e dagli urti. Correranno incassate in appositi alloggiamenti con resistenza al fuoco REI Estintori. Saranno installati estintori portatili di capacità estinguente del tipo BA, 89B, C di tipo approvato dal Ministero dell Interno, in ragione di almeno uno ogni 200 mq. di pavimento o frazione e comunque in tutti i locali a rischio specifico. 6.3 Impianti fissi di rilevazione incendi e gas. Il Lotto A è dotato, come tutti gli altri lotti, di un impianto di rilevazione incendi esteso a tappeto su tutta l area, con rilevatori ottici a diffusione della luce (effetto TYNDALL). I pulsanti di allarme sono sistemati lungo le vie di fuga. Gli impianti sono dotati di camere di analisi nei canali di distribuzione e serrande tagliafuoco sui canali aria. Tutti i rilevatori, le camere, i pulsanti, sono ad indirizzo singolo per consentire l immediata individuazione da parte del centro di controllo ed una continua verifica della funzionalità. 7. SEGNALETICA DI SICUREZZA. Per quanto riferito alla segnaletica di sicurezza, saranno applicate le vigenti disposizioni di cui al DPR , n NORME DI ESERCIZIO. In conclusione e per quanto riferito alle norme di esercizio, si riporta in forma integrale l art. 12 del D.M.I , contenente le norme cogenti per l esercizio del complesso universitario in oggetto: Relazione VVFF 10

13 A cura del titolare dell attività dovrà essere predisposto un registro dei controlli periodici ove sono annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi all efficienza degli impianti elettrici, dell illuminazione di sicurezza, dei presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, delle aree a rischio specifico e dell osservanza della limitazione dei carichi d incendio nei vari ambienti dell attività. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte dell autorità competente Deve essere predisposto un piano di emergenza e devono essere fatte prove di evacuazione, almeno due volte nel corso dell anno scolastico Le vie di uscita devono essere tenute costantemente sgombre da qualsiasi materiale E fatto divieto di compromettere la agevole apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite di sicurezza, durante i periodi di attività delle scuole, verificandone l efficienza prima dell inizio delle lezioni Le attrezzature e gli impianti di sicurezza devono essere controllati periodicamente in modo da assicurare la costante efficienza Nei locali ove vengono depositate o utilizzate sostanze infiammabili o facilmente combustibili è fatto divieto di fumare o fare uso di fiamme libere I travasi di liquidi infiammabili non possono essere effettuati se non in locali appositi e con recipienti e/o apparecchiature di tipo autorizzato Nei locali della scuola, non appositamente all uopo destinati, non possono essere depositati e/o utilizzati recipienti contenenti gas compressi e/o liquefatti. I liquidi infiammabili o facilmente combustibili e/o le sostanze che possono comunque emettere vapori o gas infiammabili, possono essere tenuti in quantità strettamente necessarie per esigenze igienico-sanitarie e per l attività didattica o di ricerca in corso come previsto al punto (6.2) Al termine dell attività didattica o di ricerca, l alimentazione centralizzata di apparecchiature o utensili con combustibili liquidi o gassosi deve essere interrotta azionando le saracinesche di intercettazione del combustibile, la cui ubicazione deve essere indicata mediante cartelli segnaletici facilmente visibili Negli archivi e depositi, i materiali devono essere depositati in modo da consentire una facile ispezionabilità, lasciando corridoi e passaggi di larghezza non inferiore a 0.90 m Eventuali scaffalature dovranno risultare a distanza non inferiore a m dall intradosso del solaio di copertura Il titolare dell attività deve provvedere affinchè nel corso della gestione non vengano alterate le condizioni di sicurezza. Egli può avvalersi per tale compito di un responsabile della sicurezza, in relazione alla complessità e capienza della struttura scolastica. (6.2) Per esigenze didattiche ed igienico-sanitarie è consentito detenere Relazione VVFF 11

14 complessivamente, all interno del volume dell edificio, in armadi metallici dotati di bacino di contenimento, 20 l. di liquidi infiammabili. 9. LEGGI E NORME DI RIFERIMENTO - L. 46/90 Norme per la sicurezza degli impianti - DPR 447/91 Regolamento di attuazione L. 46/90 - L. 10/91 Norme per il risparmio energetico - DPR 412/93 Regolamento di attuazione L. 10/91 - DM Sicurezza per apparecchiature contenenti liquidi caldi di pressione - DM 12/04/96 Regola tecnica di prevenzione incendi per impianti tecnici a gas - DM 19/08/96 - Norme UNI - L. 186/68 Norme per l esecuzione a regola d arte degli impianti elettrici - L. 46/90 Norme per la sicurezza degli impianti - Norme CEI - Circolare n. 31 del 31/08/ MISA (78)11 - Norme di sicurezza per l installazione di motori a combustione interna accoppiati a macchina generatrice elettrica. 10. PARERE DI CONFORMITA AL PROGETTO PRELIMINARE. Si allega il Parere favorevole al Progetto Preliminare del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Alessandria, pratica n , prot. n. 330 del ing. Vittorio Cappato Relazione VVFF 12

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