Seminario di studio 31 maggio TORTOLI' 1

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2 Edilizia scolastica e sicurezza nella scuola: lo stato degli adempimenti Le scuole statali sono dislocate in edifici ove studiano e lavorano oltre 10 milioni di persone. Come si sa, ai sensi dell art 15 della legge 265/1999, i proprietari degli immobili comuni e province - dovevano mettere a norma gli edifici scolastici entro il 31 dicembre 2004; mentre la medesima legge prescrive che gli obblighi sulla sicurezza posti a carico dei Dirigenti scolastici, in qualità di datori di lavoro, dovevano essere completati entro il 31dicembre del Per effetto di un ulteriore intervento legislativo (art. 9 del DL 266/2004) la data di scadenza della messa a norma degli edifici scolastici è stata prorogata al 31 dicembre 2005 per le sole opere di edilizia già programmate e finanziate dalle Regioni. 2

3 36,10% 57,00% non possiede il certificato di agibilità statica 36,10% non ha gli impianti elettrici a norma 70,33% non ha barriere architettoniche; 57,40% è privo del certificato di agibilità sanitaria 90,00% ha ingressi che non dispongono di standard di sicurezza adeguati 91,00% non ha l ingresso facilitato per disabili 70,00% dei casi non esistono gradini antiscivolo 64,00% non è stata installata la chiusura antipanico 0.20% le vie di fuga non sono adeguatamente segnalate 99,67% non possiede scale di sicurezza. 73,21% non è in possesso del certificato di prevenzione incendi (Nota: elaborazione FLC Cgil su dati del MIUR) Si va dal 36,10% di edifici che non ha impianti elettrici a norma al 73,21% delle scuole che non è in possesso del certificato di prevenzione incendi, per non considerare il problema delle barriere architettoniche e degli ingressi facilitati per i disabili che nel 91% dei casi non esistono. E' questa la situazione della sicurezza scolastica denunciata dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza, il sindacato di categoria della CGIL. 120,00% 100,00% 80,00% 60,00% 40,00% non possiede il certificato di agibilità statica non ha gli impianti elettrici a norma non ha barriere architettoniche; è privo del certificato di agibilità sanitaria 20,00% 0,00% ha ingressi che non dispongono di standard di sicurezza adeguati non ha l ingresso facilitato per disabili 3

4 A farne le spese sono bambini e insegnanti che vedono crescere il numero degli infortuni all'interno della struttura pubblica: per gli alunni si è passati dai casi denunciati all INAIL del 1999 ai infortuni censiti nel Ma anche per gli insegnanti il fenomeno infortunistico è in aumento, dai casi del 1999 ai nel

5 SICUREZZA NELLE SCUOLE UNA QUESTIONE SEMPRE APERTA Fonte: SCUOLA SNALS del 16 maggio 2013 Un emergenza che necessita di urgenti finanziamenti Più di un edificio su tre avrebbe bisogno di un intervento urgente. L ultimo rapporto di Lega ambiente ha osservato che la metà degli edifici non possiede la certificazione di agibilità e di prevenzione incendi. Insomma, le strutture scolastiche italiane sono vecchie e a rischio.. 5

6 Il segretario Generale dello SNALS- Confsal, è intervenuto in una trasmissione il 26 aprile u.s. affermando : che prima della modernizzazione delle scuole è necessario dapprima porre in sicurezza le scuole. La manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici non vengono aggiornate da anni. Le scuole, attualmente, sono tutte in pericolo ; nessuna ha un agibilità certificata. I finanziamenti dovrebbero essere finalizzati principalmente a mettere in sicurezza le scuole: questa è l emergenza prioritaria. 6

7 7

8 Normativa tecnica 8

9 Ai sensi del DPR 151/2011 (allegato I), sono soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi le scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti (attività n. 67 dell elenco). Cat. A: fino a 150 persone; Cat. B: oltre 150 e fino a 300 persone; Cat. C: oltre 300 persone. 9

10 Il riferimento normativo è il D.M. 26 agosto 1992 : Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica CLASSIFICAZIONE Le scuole vengono suddivise, in relazione alle presenze effettive contemporanee in esse prevedibili di alunni e di personale docente e non docente, nei seguenti tipi: tipo 0: presenze contemporanee fino a 100 persone; (cat A) tipo 1: presenze contemporanee da 101 a 300 persone;(cat. A / cat B) tipo 2: presenze contemporanee da 301 a 500 persone; (cat. C) tipo 3: presenze contemporanee da 501 a 800 persone; (cat. C) tipo 4: presenze contemporanee da 801 a persone;(cat. C) tipo 5: presenze contemporanee oltre le persone. (cat. C) 10

11 Il DPR 577/82 stabilisce che la PREVENZIONE INCENDI e un servizio di interesse pubblico finalizzato al conseguimento di obiettivi di sicurezza della vita umana e incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell ambiente E una materia di rilevanza interdisciplinare nel cui ambito vengono promossi, studiati, predisposti e sperimentati misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi ad evitare l insorgenza di un incendio e a limitarne le conseguenze. 11

12 IL CONTROLLO E LA GESTIONE DEL RISCHIO Impedimento del verificarsi dell incendio (Prevenzione ) e minimizzare i danni alle persone ed ai beni materiali provocati dall incendio. MISURE PRECAUZIONALI DI ESERCIZIO 12

13 PROTEZIONE PASSIVA E l insieme delle misure di protezione che non richiedono l azione dell uomo o l azionamento di un impianto, e sono quelle che hanno come obiettivo la limitazione degli effetti dell incendio nello spazio e nel tempo (garantire l incolumità dei lavoratori, limitare gli effetti nocivi dei prodotti della combustione, contenere i danni a strutture/macchinari/beni ). Si oppongono alla propagazione delle fiamme, del calore e dei fumi e quindi limitano la propagazione dell ìncendio 13

14 PROTEZIONE ATTIVA E l insieme delle misure di protezione che presuppongono l intervento diretto da parte di mezzi di estinzione e di allarme automatico il cui obiettivo è quello di ridurre le probabilità di insorgenza di un incendio cercando di rimuovere o neutralizzare le cause che lo possono determinare. 14

15 PROTEZIONE PASSIVA d.m. 26 agosto 1992: Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica 1. UBICAZIONE 2. SEPARAZIONE 3. COMPORTAMENTO AL FUOCO: resistenza al fuoco 3. SEZIONAMENTI : compartimentazione Scale Filtri antincendi ascensori e montacarichi 4. MISURE PER L EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA: 15

16 PROTEZIONE ATTIVA d.m. 26 agosto 1992: Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica 1. SISTEMI di ALLARME 1. MEZZI ed IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ed ESTINZIONE degli INCENDI: rete idranti estintori impianto rivelazione e/o di estinzione automatica degli incendi ; 3. Impianti di illuminazione di sicurezza 16

17 PREVENZIONE d.m. 26 agosto 1992: Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica 1.l adozione di impianti a regola d arte ; (DMSE 22/01/2008 n 37) 2. Il collegamento elettrico a terra di impianti, apparecchiature strutture, masse metalliche, ecc. 3. l installazione di idonei sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche; ( D.M.L.P. del 18/12/1975) 4. L impiego di materiali a basso grado di partecipazione alla combustione ; 5. Segnaletica di sicurezza 6. L adozione di dispositivi di sicurezza 7. La realizzazione di sistemi di ventilazione naturale o meccanica al fine di impedire la formazione di miscele infiammabili o esplosive; 8. L imposizione di norme di comportamento quali il divieto di usare fiamme libere, di eseguire operazioni con produzione di scintille, di fumare, ecc. ecc. 17

18 REQUISITI di ACCESSO ALL AREA 18

19 Verifica della possibilità di accostamento dell autoscala Per i locali siti ad altezza superiore a m 12 deve essere assicurata la possibilità di accostamento all'edificio delle autoscale Seminario dei di studio Vigili 31 del maggio fuoco, almeno ad una qualsiasi finestra 19 o balcone di ogni piano.

20 Qualora tale requisito non sia soddisfatto, gli edifici di altezza fino a 24 m devono essere dotati di scale protette e gli edifici di altezza superiore, di scale a prova di fumo. Scala racchiusa entro gabbia, costituita da pareti continue resistenti al fuoco ed avente accesso diretto al pianerottolo di ogni piano mediante porta resistente al fuoco Strutture e porte REI il valore dipende dall altezza dell edificio dotata in sommità di vano di aereazione non inferiore a 1 m 2 20

21 Qualora tale requisito non sia soddisfatto, gli edifici di altezza fino a 24 m devono essere dotati di scale protette e gli edifici di altezza superiore, di scale a prova di fumo. Scala protetta Scala ed ascensore protetti 21

22 Qualora tale requisito non sia soddisfatto, gli edifici di altezza fino a 24 m devono essere dotati di scale protette e gli edifici di altezza superiore, di scale a prova di fumo. Scala realizzata entro gabbia, costituita da pareti continue resistenti al fuoco ed avente accesso, per ogni piano, da balcone esterno o da disimpegno completamente aperto su spazio a cielo scoperto per almeno un lato da disimpegno aerato anche a mezzo di condotta di ventilazione o tenuto in sovrappressione filtro a prova di fumo 22

23 SCALA a PROVA DI FUMO SCALE A PROVA DI FUMO Sono costituite da una scala a cui si accede da un filtro a prova di fumo 23

24 COMPORTAMENTO AL FUOCO : RESISTENZA AL FUOCO EDIFICIFIO CON ALTEZZA ANTINCENDI FINO A 24m STRUTTURE PORTANTI STRUTTURE SEPARANTI Per le strutture di pertinenza delle aree a rischio specifico devono applicarsi le disposizioni emanate nelle relative normative. 24

25 COMPORTAMENTO AL FUOCO : RESISTENZA AL FUOCO EDIFICIFIO CON ALTEZZA ANTINCENDI > 24m STRUTTURE PORTANTI STRUTTURE SEPARANTI 25

26 COMPORTAMENTO AL FUOCO : REAZIONE AL FUOCO dei MATERIALI a) negli atrii, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, è consentito l'impiego dei materiali di classe 1 in ragione del 50% massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale). Per le restanti parti debbono essere impiegati materiali di classe 0; b) in tutti gli altri ambienti è consentito che le pavimentazioni compresi i relativi rivestimenti siano di classe 2 e che gli altri materiali di rivestimento siano di classe 1; oppure di classe 2 se in presenza di impianti di spegnimento automatico asserviti ad impianti di rivelazione incendi. I rivestimenti lignei possono essere mantenuti in opera, tranne che nelle vie di esodo e nei laboratori, a condizione che vengano opportunamente trattati con prodotti vernicianti omologati di classe 1 di reazione al fuoco, secondo le modalità e le indicazioni contenute nel decreto ministeriale 6 marzo 1992 ; c) i materiali di rivestimento combustibili, ammessi nelle varie classi di reazione al fuoco debbono essere posti in opera in aderenza agli elementi costruttivi, di classe 0 escludendo spazi vuoti o intercapedini; d) i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, ecc.) devono essere di classe di reazione al fuoco Seminario non superiore di studio 31 a 1. maggio 26

27 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA: AFFOLLAMENTO Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in: - aule: 26 persone/aula. Qualora le persone effettivamente presenti siano numericamente diverse dal valore desunto dal calcolo effettuato sulla base della densità di affollamento, l'indicazione del numero di persone deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare dell'attività; - aree destinate a servizi: persone effettivamente presenti + 20%; - refettori e palestre: densità di affollamento pari a 0,4 persone/m². 27

28 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA: CAPACITA di DEFLUSSO Capacità di deflusso La capacità di deflusso per gli edifici scolastici deve essere non superiore a 60 per ogni piano. Sistema di via di uscita Ogni scuola deve essere provvista di un sistema organizzato di vie di uscita dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile in funzione della capacità di deflusso ed essere dotata di almeno 2 uscite verso luogo sicuro. 28

29 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA: SISTEMA di via di uscita Eliminare la paura del vuoto con parapetto pieno alto almeno m 1,20 SCALA ESTERNA SOLO PER H antincendi < 24 m realizzata in materiale incombustibile porte REI a chiusura automatica; eventuali finestre nella zona di sicurezza dovranno essere fisse e di pari resistenza al fuoco muro REI 60 per una larghezza pari alla proiezione della scala incrementata di 2.5 m oppure Distaccarsi di 2.5 m Sistema di via di uscita Gli spazi frequentati dagli alunni o dal personale docente e non docente, qualora distribuiti su più piani, devono essere dotati, oltre che della scala che serve al normale deflusso, almeno di una scala di sicurezza esterna o di una scala a prova di fumo o a prova di fumo interna.. 29

30 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA: SISTEMA di via di uscita SCALE A PROVA DI FUMO Sono costituite da una scala a cui si accede da un filtro a prova di fumo Sistema di via di uscita Gli spazi frequentati dagli alunni o dal personale docente e non docente, qualora distribuiti su più piani, devono essere dotati, oltre che della scala che serve al normale deflusso, almeno di una scala di sicurezza esterna o di una scala a prova di fumo o a prova di fumo interna.. 30

31 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA: Larghezza delle vie di uscita La larghezza delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due modulo (m 1,20). La misurazione della larghezza delle singole uscite va eseguita nel punto più stretto della luce. Anche le porte dei locali frequentati dagli studenti devono avere, singolarmente, larghezza non inferiore a m 1,20. Lunghezza delle vie di uscita La lunghezza delle vie di uscita deve essere non superiore a 60 metri e deve essere misurata dal luogo sicuro alla porta più vicina allo stesso di ogni locale frequentato dagli studenti o del personale docente e non docente. 31

32 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA: Larghezza totale delle uscite di ogni piano La larghezza totale delle uscite di ogni piano è determinata dal rapporto fra il massimo affollamento ipotizzabile e la capacità di deflusso. Per le scuole che occupano più di tre piani fuori terra, la larghezza totale delle vie di uscita che immettono all'aperto, viene calcolata sommando il massimo affollamento ipotizzabile di due piani consecutivi, con riferimento a quelli aventi maggiore affollamento. Numero delle uscite Il numero delle uscite dai singoli piani dell'edificio non deve essere inferiore a due. Esse vanno poste in punti ragionevolmente contrapposti. Per ogni tipo di scuola i locali destinati ad uso collettivo (spazi per esercitazioni, spazi per l'informazione ed attività parascolastiche, mense, dormitori) devono essere dotati, oltre che della normale porta di accesso, anche di almeno una uscita di larghezza non inferiore a due moduli, apribile nel senso del deflusso, con sistema a semplice spinta, che adduca in luogo sicuro. Le aule didattiche con un numero di persone superiore a 25 devono avere la porta avente una larghezza almeno di 120 cm ed apribile nella direzione dell esodo 32

33 IMPIANTO ELETTRICO DI SICUREZZA Le scuole devono essere dotate di un impianto di sicurezza alimentato da apposita sorgente, distinta da quella ordinaria. L'impianto elettrico di sicurezza, deve alimentare le seguenti utilizzazioni, strettamente connesse con la sicurezza delle persone: a) illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux; b) impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme. Nessun'altra apparecchiatura può essere collegata all'impianto elettrico di sicurezza. L'alimentazione dell'impianto di sicurezza deve potersi inserire anche con comando a mano posto in posizione conosciuta dal personale. L'autonomia della sorgente di sicurezza non deve essere inferiore ai 30'. Sono ammesse singole lampade o gruppi di lampade con alimentazione autonoma. Il dispositivo di carica degli accumulatori, qualora impiegati, deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore.. 33

34 SISTEMI di ALLARME Le scuole devono essere munite di un sistema di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale presenti in caso di pericolo. Il sistema di allarme deve avere caratteristiche atte a segnalare il pericolo a tutti gli occupanti il complesso scolastico ed il suo comando deve essere posto in locale costantemente presidiato durante il funzionamento della scuola. Tipo di impianto Il sistema di allarme può essere costituito, per le scuole di tipo ( sino a 500 persone) dallo stesso impianto a campanelli usato normalmente per la scuola, purché venga convenuto un particolare suono. Per le scuole degli altri tipi deve essere invece previsto anche un impianto di altoparlanti. 34

35 MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI Le scuole di tipo , devono essere dotate di una rete di idranti costituita da una rete di tubazioni realizzata preferibilmente ad anello ed almeno una colonna montante in ciascun vano scala dell'edificio; da essa deve essere derivato ad ogni piano, sia fuori terra che interrato, almeno un idrante con attacco UNI 45 a disposizione per eventuale collegamento di tubazione flessibile o attacco per naspo. 35

36 MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI Per le scuole di tipo 1-2-3, può essere realizzato una rete antincendio a naspi DN 25; l alimentazione deve garantire ai tre naspi idraulicamente più sfavoriti una pressione al bocchello di almeno 1,5bar. NASPI Il naspo deve essere corredato di tubazione semirigida con diametro minimo di 25 mm e anch'esso di lunghezza idonea a consentire di raggiungere col getto ogni protetta. punto dell'area 36

37 MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI Nelle scuole di tipo 4-5, devono essere installati in ogni caso idranti DN 45. Tale idrante deve essere installato nel locale filtro, qualora la scala sia a prova di fumo interna. Al piede di ogni colonna montante per edifici con oltre 3 piani fuori terra, deve essere installato un idoneo attacco di mandata per autopompa. Per altri edifici è sufficiente un solo attacco per autopompa per tutto l'impianto. idrante 37

38 MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI L'impianto deve essere dimensionato per garantire una portata minima di 360 l/min per ogni colonna montante e, nel caso di più colonne, il funzionamento contemporaneo di almeno 2 colonne. riserva idrica ad uso esclusivo antincendio P elettropompa e/o motopompa L'alimentazione idrica deve essere in grado di assicurare l'erogazione ai 3 idranti idraulicamente più sfavoriti, di 120 l/min cad., con una pressione residua al bocchello di 1.5 bar per un tempo di almeno 60 min. attacco di spinta UNI 70 femmina Qualora l'acquedotto non garantisca le condizioni di cui al punto precedente dovrà essere installata una idonea riserva idrica alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre fonti. Tale riserva deve essere costantemente garantita. idrante Le Seminario elettropompe di studio di 31 alimentazione maggio della rete antincendio devono essere alimentate 2013 elettricamente - TORTOLI' da una propria linea preferenziale. 38

39 MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI L'impianto deve essere dimensionato per garantire una portata minima di 360 l/min per ogni colonna montante e, nel caso di più colonne, il funzionamento contemporaneo di almeno 2 colonne. L'alimentazione idrica deve essere in grado di assicurare l'erogazione ai 3 idranti idraulicamente più sfavoriti, di 120 l/min cad., con una pressione residua al bocchello di 1.5 bar per un tempo di almeno 60 min. Qualora l'acquedotto non garantisca le condizioni di cui al punto precedente dovrà essere installata una idonea riserva idrica alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre fonti. Tale riserva deve essere costantemente garantita. Le elettropompe di alimentazione della rete antincendio devono essere alimentate elettricamente da una propria linea preferenziale. 39

40 MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI Nelle scuole di tipo 4 e 5, i gruppi di pompaggio della rete antincendio, devono essere costituiti da due pompe, una di riserva all'altra, alimentate da fonti di energia indipendenti (ad esempio elettropompa e motopompa o due elettropompe). L'avviamento dei gruppi di pompaggio deve essere automatico. Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete devono essere protette dal gelo, da urti e dal fuoco. Le colonne montanti possono correre, a giorno o incassate, nei vani scale oppure in appositi alloggiamenti resistenti al fuoco REI

41 ESTINTORI Devono essere installati estintori portatili di capacità estinguente non inferiore 13 A, 89 B, C di tipo approvato dal Ministero dell'interno in ragione di almeno un estintore per ogni 200 m² di pavimento o frazione di detta superficie, con un minimo di due estintori per piano. IMPIANTI DI RILEVAZIONE E/O DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI Limitatamente agli ambienti o locali il cui carico d'incendio superi i 30 kg/m², deve essere installato un impianto di rivelazione automatica d'incendio, se fuori terra, o un impianto di estinzione ad attivazione automatica, se interrato. 41

42 SEGNALETICA DI SICUREZZA 42

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