Il D.M. 16 maggio 1987, n 246. Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

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1 Il D.M. 16 maggio 1987, n 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. 1

2 1.0. Scopo Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza antincendi da applicare agli edifici destinati a civile abitazione, con altezza antincendi uguale o superiore a 12 m Campo di applicazione Le presenti norme si applicano agli edifici di cui al punto 1.0 di nuova costruzione o agli edifici esistenti in caso di ristrutturazione che comportino modifiche sostanziali i cui progetti siano presentati agli organi competenti per le approvazioni previste dalle vigenti disposizioni dopo l'entrata in vigore del presente decreto. Si intendono per modifiche sostanziali lavori che comportino il rifacimento di oltre il 50% dei solai o il rifacimento strutturale delle scale o l'aumento di altezza. Per gli edifici esistenti si applicano le disposizioni contenute nel successivo punto 8. 2

3 2.0. Classificazione Gli edifici di cui al punto 1 vengono classificati in funzione della loro altezza antincendi secondo quanto indicato nella tabella A. 3

4 Tabella A Tipo di edificio Altezza antincendi Max superficie compartimento (mq) Massima superficie di competenza per ogni scala di piano Tipi dei vani scala e di almeno un vano ascensore Caratteristiche REI dei vani scala e ascensore, filtri, porte, elementi di suddivisione tra i compartimenti 500 Nessuna prescrizione 60 (**) a da 12 a 24 m Almeno protetto se non sono osservati i requisiti del punto b c d da oltre 24 a 32 m da oltre 32 a 54 m da oltre 54 a 80 m Almeno a prova di fumo interno A prova di fumo Nessuna prescrizione 60 (**) 500 Almeno a prova di fumo interno se non sono osservati i requisiti del punto Almeno a prova di fumo interno A prova di fumo Almeno a prova di fumo interno Almeno a prova di fumo interno 90 e oltre 80 m (*) Almeno a prova di fumo interno

5 2.1.1 Reazione al fuoco dei materiali Per la reazione al fuoco dei materiali, si fa riferimento al decreto ministeriale 26 giugno

6 Accesso all'area Gli accessi all'area ove sorgono gli edifici oggetto delle presenti norme devono avere i seguenti requisiti minimi: larghezza: 3,50 m; altezza libera: 4,00 m; raggio di volta: 13,00 m; pendenza: non superiore al 10%; resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull'asse anteriore e 12 sull'asse posteriore; passo 4,00 m). 6

7 Accostamento autoscale Per gli edifici di tipo «a» e «b» deve essere assicurata la possibilità di accostamento delle autoscale dei vigili del fuoco, sviluppate come da schema allegato, almeno ad una qualsiasi finestra o balcone di ogni piano. chiarimento: in presenza di un edificio con più vani scala, non comunicanti fra loro, l'accostamento dell'autoscala VV.F., deve essere garantito almeno ad una finestra o un balcone di ogni piano appartenente alla verticale servita da ciascun vano scala. Qualora tale requisito non sia soddisfatto gli edifici del tipo «a» devono essere dotati almeno di scale protette e gli edifici di tipo «b» almeno di scale a prova di fumo interna (vedi tabella A). 7

8 Misure per l evacuazione Scale di tipo aperto 8

9 Misure per l evacuazione Scale di tipo protetto 9

10 Misure per l evacuazione Scale a prova di fumo o scale esterne 10

11 2.3. Compartimentazione Gli edifici devono essere suddivisi in compartimenti anche costituiti da più piani, di superficie non eccedente quella indicata nella tabella A. Gli elementi costruttivi di suddivisione tra i compartimenti devono soddisfare i requisiti di resistenza al fuoco indicati in tabella A. 11

12 2.4. Scale Le caratteristiche di resistenza al fuoco dei vani scala sono quelle previste nella tabella A. Negli edifici di tipo «a», di tipo «b», di tipo «c», la larghezza minima delle scale deve essere di 1.05 m, negli edifici di tipo «d» e di tipo «e» la larghezza minima delle scale deve essere di 1.20 m. Le rampe devono preferibilmente essere rettilinee; sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno. 12

13 2.4. Scale Il vano scala deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1,0m2. Nel vano di aerazione è consentita l'installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici. Il tipo e il numero delle scale sono stabilite in funzione della superficie lorda di ogni piano e del tipo di edificio (vedi tabella A). 13

14 2.5. Ascensori Il vano di corsa dell'ascensore deve avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del vano scala (vedi tabella A) e deve essere conforme alle specifiche disposizioni vigenti ( DMI 15/9/2005 ) 14

15 2.6. Comunicazioni Per le comunicazioni con le aree a rischio specifico devono applicarsi le disposizioni emanate con le relative normative. Sono consentite le comunicazioni tra scale, ascensori e locali cantinati pertinenti le abitazioni dell'edificio secondo quanto indicato nella tabella B. 15

16 Tabella B Tipo di edificio Tipo di comunicazione a Diretta b Tramite disimpegno con pareti REI 60 e porte REI 60 c Tramite filtro a prova di fumo con pareti REI 60 e porte REI 60 d, e Accesso diretto esclusivamente da spazio scoperto 16

17 2.7. Scale, androni e passaggi comuni - Reazione al fuoco dei materiali Le scale ed i gradini per gli androni e passaggi comuni devono essere realizzati con materiali di classe 0. Sono ammessi materiali di rivestimento di classe 1, per androni e passaggi comuni e, limitatamente agli edifici di tipo «a» e di tipo «b», anche per i rivestimenti delle scale e gradini. Non sono soggetti a tali prescrizioni le scale e i passaggi ubicati all'interno della stessa unità immobiliare. 17

18 3. Aree a rischio specifico Per le aree a rischio specifico pertinenti gli edifici (autorimesse, locali di esposizione o vendita, depositi di materiali combustibili, ecc.) valgono le disposizioni in vigore. 18

19 4. Impianti di produzione di calore Per gli impianti di produzione di calore devono essere osservate le norme vigenti oltre a quanto indicato nella tabella C (vedi Lettera circolare n /4122 del 22/12/1987). 19

20 Lettera circolare n /4122 del 22/12/1987 si chiarisce che le disposizioni contenute nella tabella C dell'art. 4 del decreto sono riferite agli impianti di produzione di calore aventi potenzialità superiori a 35 KW 20

21 . Tipo di edificio Liquido o solido Tipo di combustibile Gas con densità rispetto all'aria < 0,8 Tabella C Gas con densità rispetto all'aria 0,8 a b c d e = divieto di installazione entro il volume degli edifici 2 = divieto di installazione entro il volume degli edifici ma ammessa sul terrazzo più elevato 21

22 5. Impianti elettrici Devono essere realizzati in conformità della legge 1 marzo 1968, n Negli edifici di tipo «c», «d», «e», deve essere installato un sistema di illuminazione di sicurezza, che deve garantire un'affidabile illuminazione e la segnalazione delle vie di esodo. Esso deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. 22

23 6. Impiego gas combustibili Le condutture principali dei gas combustibili devono essere esterne al fabbricato ed a vista. (lettera circolare del Ministero dell'interno n /4101 del 26 luglio 1988) Sono ammessi attraversamenti di locali purché le tubazioni siano poste in guaina metallica aperta alle due estremità comunicante con l'esterno e di diametro superiore di almeno 2 cm rispetto al diametro della tubazione interna. 23

24 Lettera circolare del Ministero dell'interno n /4101 del 26 luglio Si definiscono «condutture principali» le tubazioni al servizio comune delle utenze dell'edificio alimentato dall'impianto gas, cioè le sottocolonne e le colonne montanti. 3.2 E consentita l'installazione delle condutture principali all'interno dell'edificio in apposito alloggiamento il quale: 24

25 Lettera circolare del Ministero dell'interno n /4101 del 26 luglio 1988 a) sia ad esclusivo servizio dell'impianto gas; b) abbia le pareti impermeabili ai gas; c) sia permanentemente aerato con aperture alle due estremità, l'apertura di aerazione alla quota più bassa deve essere provvista di rete tagliafiamma e, nel caso di gas con densità superiore a 0,8, deve essere ubicata ad una quota superiore al piano di campagna ad una distanza, misurata orizzontalmente, di almeno 10 m da altre aperture alla stessa quota o quota inferiore; d) sia dotato, ad ogni piano, di sportello di ispezione a tenuta di gas e di resistenza al fuoco almeno REI 30. L'alloggiamento suddetto può essere destinato a contenere anche i misuratori per l'utenza dei vari piani del fabbricato 25

26 Lettera circolare del Ministero dell'interno n /4101 del 26 luglio

27 7. Impianti antincendi Gli edifici di tipo «b», «c», «d», «e», devono essere dotati di reti idranti conformi a quanto di seguito riportato. La rete idranti deve essere costituita da almeno una colonna montante in ciascun vano scala dell'edificio; da essa deve essere derivato ad ogni piano, sia fuori terra che interrato, almeno un idrante con attacco 45 UNI 804 a disposizione per eventuale collegamento di tubazione flessibile o attacco per naspo. 27

28 CHIARIMENTI INTERPRETATIVI DI PREVENZIONE INCENDI Edifici di civile abitazione..si ritiene che non possa essere consentito ridurre un livello di sicurezza già presente, per cui per gli edifici esistenti e dotati di tali impianti, sussiste l obbligo di mantenerli in esercizio e pienamente efficienti. Tuttavia in tali casi si ritiene che, ai fini dei controlli sull efficienza per impianti preesistenti, ci si potrà limitare alla verifica dei seguenti requisiti minimi: - prestazioni dell idrante più sfavorito: portata 120 l/min e pressione residua di 2bar, per un tempo di 30 ; - in caso di prestazioni insufficienti, potrà essere consentita la sostituzione degli idranti con naspi, con portata di 60 l/min e pressione residua di 2bar; - idoneità delle tubazioni flessibili (norma UNI 9487); - idoneità delle lance erogatrici (del tipo dotato di valvola che permette di regolare e dirigere il getto d acqua, in accordo con la norma UNI-EN 671/2); - segnalazione dell attacco motopompa, se presente; - buon funzionamento generale dell impianto (valvole, attacco motopompa se presente, ecc.); 28

29 7. Impianti antincendi Il naspo deve essere corredato di tubazione semirigida con diametro minimo di 25 mm e di lunghezza idonea ad assicurare l'intervento in tutte le aree del piano medesimo. Tale naspo deve essere installato nel locale filtro, qualora la scala sia a prova di fumo interna. 29

30 7. Impianti antincendi Al piede di ogni colonna montante deve essere installato un idoneo attacco di mandata per autopompa. L'impianto deve essere dimensionato per garantire una portata minima di 360 l/min per ogni colonna montante e, nel caso di più colonne, il funzionamento contemporaneo di 2. L'alimentazione idrica deve essere in grado di assicurare l'erogazione, ai 3 idranti idraulicamente più sfavoriti, di 120l/min cad., con una pressione residua al bocchello di bar 1,5 per un tempo di almeno 60 min. 30

31 7. Impianti antincendi Qualora l'acquedotto non garantisca le condizioni di cui al punto precedente dovrà essere installata idonea riserva idrica; questa può essere ubicata a qualsiasi piano e deve essere alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre fonti. Tale riserva deve essere mantenuta costantemente piena. Le elettropompe di alimentazione della rete antincendio devono essere collegate all'alimentazione elettrica dell'edificio tramite linea propria non utilizzata per altre utenze. 31

32 7. Impianti antincendi Negli edifici di tipo «d», «e», i gruppi di pompaggio della rete antincendio devono essere costituiti da due pompe, una di riserva all'altra, alimentate da fonti di energia indipendenti (ad esempio elettropompa e motopompa). L'avviamento dei gruppi di pompaggio deve essere automatico. Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete devono essere protette dal gelo, da urti e dal fuoco. Le colonne montanti possono correre, a giorno o incassate, nei vani scale oppure in appositi alloggiamenti resistenti al fuoco REI

33 8. Norme transitorie 8.0. Comunicazioni Negli edifici di tipo «b», «c», «d», «e», sono ammesse le comunicazioni di cui al secondo comma del punto 2.6 attraverso porte RE 30, anche senza disimpegno, filtro a prova di fumo o accesso diretto da spazio scoperto. 33

34 8. Norme transitorie 8.1. Illuminazione di sicurezza Negli edifici di tipo «c», «d», «e», deve essere installato un sistema di illuminazione di sicurezza in conformità con quanto specificato al punto 5. 34

35 8. Norme transitorie 8.2. Impianti antincendio Negli edifici di tipo «c», «d», «e», devono essere installati impianti antincendio fissi conformi al punto 7. Restano tuttavia validi di impianti già installati a condizione che siano sempre assicurate le prestazioni idrauliche di cui al punto 7. 35

36 8. Norme transitorie 8.2. Impianti antincendio Chiarimento: L'impianto antincendio va installato...unicamente nel caso in cui l impianto stesso sia stato espressamente previsto all atto dell approvazione del progetto o del rilascio del certificato di prevenzione incendi... Chiarimento espresso con Lettera Circolare P1362/4122 del 24/8/

37 Lettera Circolare P1362/4122 del 24/8/2004 Pervengono richieste di chiarimenti circa l obbligo di prevedere l impianto idrico antincendio fisso in edifici aventi altezza superiore a 24 metri e fino a 32 metri (edifici di tipo b ), preesistenti alla data di entrata in vigore del D.M. 16/5/1987, n Al riguardo si chiarisce che per i suddetti edifici sussiste l obbligo di protezione con impianto idrico antincendio unicamente nel caso in cui l impianto stesso sia stato espressamente previsto all atto dell approvazione del progetto o del rilascio del certificato di prevenzione incendi da parte del Comando provinciale VV.F.. In tale eventualità l impianto deve assicurare le prestazioni idrauliche risultanti dal progetto approvato o dal C.P.I. e deve essere mantenuto in efficienza secondo quanto previsto all articolo 5, commi 1 e 2, del D.P.R. n. 37/1998. Per gli edifici di tipo b, esistenti alla data di entrata in vigore del citato decreto ed esclusi dalla precedente fattispecie, non è quindi prescritta l installazione di impianti idrici antincendio di tipo fisso in quanto tale misura non è contemplata tra le norme di adeguamento di cui al punto 8 dell allegato al D.M. n. 246/

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