COMUNE DI CAORSO PROVINCIA DI PIACENZA. Progetto di trasformazione ex Cinema Fox in Centro Culturale Comunale CENTRO CIVICO CINE FOX

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1 COMUNE DI CAORSO PROVINCIA DI PIACENZA Progetto di trasformazione ex Cinema Fox in Centro Culturale Comunale CENTRO CIVICO CINE FOX PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA RELAZIONE DI VERIFICA STRUTTURALE RELAZIONE IMPATTO ACUSTICO RELAZIONE AUSL-ARPA RELAZIONE VIGILI DEL FUOCO RELAZIONE SOPRINTENDENZA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA QUADRO ECONOMICO Committente: COMUNE DI CAORSO Piazza Rocca, CAORSO (PC) Responsabile del Procedimento: Arch. Fanco Cavalli Piazza Rocca, CAORSO (PC) tel cell mail Progettista e coordinatore: Arch. Patrizio Losi Via Sant'Eufemia, 34 (Pc) tel cell mail Progettista strutture e impianti: Ing. Sergio Foppiani Via Anguissola, 7 - Roveleto di Cadeo (Pc) tel cell mail Tecnico competente in acustica: Ing. Luigi Montanari Via Panini 24/A (Pc) tel cell mail Collaboratori: Arch. Sabrina Brianti tel mail Ing. Lucrezia Scoccimarro tel mail

2 Contenuti della Relazione Illustrativa 1 - Premesse Il progetto prevede il mantenimento ed il recupero del fabbricato denominato Ex Cinema Fox di Caorso tramite l attuazione di un intervento edilizio sull immobile, un tempo destinato a sala cinematografica, al fine di una riqualificazione urbana dell area. Il fabbricato, attualmente in disuso, sarà recuperato per poter essere utilizzato dalla cittadinanza come sala polivalente per spettacoli, riunioni ed attività sociali, culturali e ricreative attraverso la realizzazione di un Centro Civico Comunale. Tale progetto è funzionale alla volontà dell Amministrazione Comunale di Caorso di rendere pubblico lo spazio dell Ex Cinema Fox in seguito alla sua acquisizione da privati. Tale acquisizione può essere sintetizzata nelle seguenti fasi amministrative: - Deliberazione n 4 del 07/01/2008 della Giunta Comunale che esprime la propria volontà di provvedere all acquisizione ed al recupero del fabbricato del Cinema Fox - Deliberazione n 20 del 26/06/2008 del Consiglio Comunale per l approvazione dell accordo preliminare di acquisto del fabbricato dell Ex Cinema Fox e di una porzione dell area cortilizia in adiacenza al fabbricato - Atto notarile di rogito per l acquisto dell immobile Ex Cinema Fox in data 30 giugno 2008 presso il notaio Manfredo Ferrerio di Piacenza 2 Ubicazione L immobile oggetto dell intervento risulta di proprietà del Comune di Caorso ed è identificato presso il Catasto Fabbricati del Comune di Caorso al Foglio n 31 particella n 747. L area è localizzata nel cuore funzionale dell abitato di Caorso, sul margine esterno del perimetro indicato dal PRG per il Centro Storico. La facciata principale del fabbricato e quella ad est, si affacciano direttamente sulla Piazza della Rocca, in cui si trova il Municipio, il lato ovest costeggia la Strada Comunale dei Sanguinelli, dove si trova la Casa di Riposo per anziani, mentre annessa alla facciata posteriore, è presente l Arena del Cinema estivo anch essa in disuso da anni. 3 Variante al PRG vigente L area su cui sorge il Cinema Fox e la sua Arena, sono classificati dal vigente PRG (adottato con DCC n 36 in data 6 giugno 1994 e approvato dalla DRG n 275 in data 12 novembre 1996)come Comparto Unitario CU. 1 e sono normati dall art. 64 delle NTA. La procedura per la Variante Urbanistica, attivata dal Comune di Caorso, propone la riclassificazione dell attuale comparto CU. 1. Ciò permetterà di rendere pubblico lo spazio del cinema per la creazione del Centro Civico Comunale e di stralciare dal Comparto Unitario l Arena che resterà di proprietà privata e manterrà gli indici previsti nell originario CU. 1 e i diritti edificatori con destinazione a prevalente funzione residenziale. In particolare, la variante prevede di rinominare l area dell Ex Arena come Zona B di completamento, specificandola come B3 ex CU. 1 e di trasferire i diritti edificatori relativi al Cinema Fox su tale aria. Mentre la zona del cinema resterà in CU. 1 con denominazione Centro Civico Comunale. La procedura sopra descritta è stata attivata mediante le seguenti fasi amministrative: - Apposita Variante Urbanistica, stipulata in data 9 giugno 2008 (ex art. 15 punto 4 comma a della L.R. n 47/80), al Comparto CU.1 del PRG vigente nella previsione della L.R. n 20/ Deliberazione n 27 del 30/07/2008 del Consiglio Comunale Variante al comparto CU.1 del PRG vigente. Adozione

3 Gli indici urbanistici previsti nel Comparto Unitario CU. 1 originario (soprattutto relativi alle dotazioni di parcheggi), saranno rispettati tenendo conto della sistemazione futura prevista nella Piazza della Rocca e nelle zone limitrofe oggetto di un successivo progetto dell Amministrazione Comunale. 4 Cenni storici Il Cinema Fox fu costruito per volere del Signor Ettore Fochi nel 1949 su progetto dell architetto Pietro Berzolla come il primo locale della Provincia appositamente progettato come sala cinematografica. Sebbene già dal 1938 e per dieci anni era presente nel Paese, grazie al Signor Giuseppe Baldini, un locale attrezzato alla buona per le proiezioni. Si trattava di un ex magazzino di vini nel quale erano state collocate qualche centinaio di sedie ed era stato montato uno schermo. Il cinema divenne ben presto l unico punto di ritrovo, di incontro, di socializzazione, prima ancora che di divertimento, per l intera cittadinanza. Purtroppo negli anni Settanta, con il largo diffondersi della televisione, si è avuta una fase calante dell utenza cinematografica, fino a che (la gestione era cambiata nel 1964 e poi nel 1975) il locale cessò ogni attività nel Agli atti sono presenti i seguenti documenti: - Richiesta del Signor Ettore Fochi per l autorizzazione a costruire un muretto di cinta alto 0.50 mt da terra in calcestruzzo di cemento, sormontato da rete metallica in lamiera stirata alta 1.00 mt, sorretta da paletti in ferro murati. Costruzione atta a chiudere la proprietà del richiedente in confine con il piazzale della Rocca di proprietà del Comune. Domanda presentata al Sindaco di Caorso in data 11 marzo 1947 con concessione rilasciata in data 18 marzo Nullaosta da parte del Ministero, su conforme parere della Commissione prevista dalla Legge 30/11/1939 n 2110, alla costruzione di una sala cinematografica, della capacità di 620 posti, da adibire anche a spettacoli misti, in Caorso Piazza della Rocca. In data 9 settembre Richiesta del Signor Ettore Fochi per l autorizzazione a costruire un fabbricato ad uso cinematografico sul fondo di sua proprietà posto in Piazza Rocca inoltrata al Sindaco di Caorso in data 23 settembre Richiesta del Signor Ettore Fochi per l autorizzazione a costruire una scala esterna al fabbricato destinato a cinema lungo la strada comunale di Zerbio. Concessione rilasciata dal Sindaco di Caorso in data 24 marzo 1949 n Verbale di collaudo in data 4 aprile 1949 da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo con parere favorevole. In tale circostanza la Commissione ha classificato il cinema alla 5 categoria, tenuto conto che detto cinema era situato nel capoluogo di un Comune con appena 2400 abitanti ed in zona rurale. - Parere favorevole in data 29 maggio 1950 della competente Commissione Ministeriale all apertura di un cinema estivo della capacità di 768 posti, annesso alla sala cinematografica permanente durante il periodo di chiusura della sala stessa. Rilascio del nulla osta con comunicazione alla Prefettura di Piacenza. - Richiesta del Signor Ettore Fochi per l autorizzazione a costruire due accessi pedonali colleganti la sua proprietà con la strada comunale Sanguinelli per consentire l accesso e lo sfollamento all arena del cinema estivo posta a nord del fabbricato adibito a Cinema Fox. Domanda presentata al Sindaco di Caorso in data 6 settembre 1950.

4 5 Biografia di Pietro Berzolla architetto progettista del Cinema Fox - Nasce a Pontenure (PC) il 5 febbraio Primi studi d arte presso l Istituto Gazzola di Piacenza con insegnanti Guidotti e Ghittoni - Nel 1913 si iscrive all Accademia di Belle Arti di Parma con insegnante Giuseppe Mancini - Dal 1915 al 1918 Campagna di guerra sul Carso - Genio Collegamenti dove si guadagna la Croce di Guerra al Merito. Mette a frutto le sue capacità di veloce disegnatore effettuando schizzi e rilievi delle zone di prima linea, segnalando le caratteristiche del terreno e le postazioni militari delle trincee e linee di fuoco nemiche - Nel 1920 licenza all Accademia di Belle Arti di Parma - Dal 1921 al 1923 fonda e dirige gratuitamente una scuola d arte per operai ed artigiani di Pontenure - Dal 1921 al 1958 insegna architettura e prospettiva presso l Istituto d Arte di Parma - Dal 1923 al 1927 compie una serie di viaggi di aggiornamento e studio in Olanda, Germania, Austria - Nel 1929 si iscrive all Albo degli Architetti di Bologna - Fino al 1972 svolge un intensa attività professionale prevalentemente a Piacenza e nel territorio provinciale progettando e restaurando una serie di chiese, scuole e case private. In particolare, progetta il quartiere Regina Margherita, la ferrovia Piacenza Bettola con tutte le sue stazioni e il ponte in curva a Ponte Dell Olio, piano regolatore di Piacenza e sistemazione urbanistica di Piazzale Roma, complesso AGIP a Cortemaggiore. Esegue il progetto del Cinema di Caorso, quello di Cortemaggiore, di Pianello e di Gropparello - Membro di numerose commissioni edilizie, urbanistiche e di tutela dei monumenti, collabora con riviste d arte e quotidiani - Muore a Piacenza il 29 dicembre Descrizione della struttura (stato di fatto) Si tratta di un fabbricato con struttura mista in cemento armato e muratura in laterizio costruito alla fine degli anni quaranta, costituito da un ampio volume interno della sala cinema teatro e del palcoscenico e comprensivo di galleria. Mediante una porta della luce pari a 2,20 mt circa, si accede nell atrio di ingresso principale dotato altresì di una porta di accesso laterale di dimensioni pari a 1,20 mt. Qui è situata la biglietteria. Attraverso due porte di luce pari a 1,5 mt, si accede alla sala che misura 26,87 X 13,70 mt ed è in lieve pendenza (circa 1%) per facilitare la visibilità al palco da parte degli spettatori. Questo ambiente è provvisto di n 5 porte di uscita di sicurezza della luce di 1,50 mt. Due di queste si aprono su Via Sanguinelli e tre nel cortile antistante la Rocca. In questo ambiente si affacciano i locali per i servizi igienici distinti per uomini e donne e provvisti entrambi di antibagno. Una scaletta permette di accedere al palco con pavimento in legno avente pendenza di circa 7%. I posti a sedere previsti in questa sala erano n 600. Dall atrio di ingresso, mediante una scala della luce di 1,50 mt, si accede alla galleria che ospitava n 250 posti a sedere. Qui è presente una scala che dà all esterno, su Via Sanguinelli di larghezza pari a 1,50 mt. Nella galleria, costituita da una gradinata in c.a., sono presenti sedie in legno saldamente fissate al suolo, aventi sedili del tipo a ribaltamento per gravità in discreto stato di conservazione. Dall atrio di ingresso del cinema si accede anche alla cabina di proiezione mediante una scaletta a rampe in muratura. Sul suo pianerottolo di accesso è presente una porta di dimensioni 0,70 mt che si apre sulla strada. La cabina, stessa, misura 3,50 X 3,00 mt ed è aerata verso l esterno tramite due grandi finestre che si affacciano lungo il prospetto principale. Nel sottopalco sono presenti n 4 camerini ed una serie di depositi e laboratori a servizio del teatro collegati da un corridoio di disimpegno dal quale è possibile accedere direttamente al palco tramite una scala in legno. Il sottopalco è dotato di proprie uscite dirette verso

5 l esterno. Dal palco si accede anche alla cabina di proiezione a servizio dell Arena anch essa aerata verso l esterno e dotata di anticabina. Il Cinema Fox era provvisto di bar, locale caldaia, servizi igienici, impianto di illuminazione sussidiaria, scritte luminose indicanti le uscite di sicurezza, altoparlanti, griglie a pavimento per il riscaldamento e speciali aspiratori che assicuravano un sufficiente ricambio d aria. Il piano di copertura dell immobile è rivestito con manto di tegole marsigliesi in cotto e solaio di copertura in latero cemento curvo con catene di contrasto in ferro, inoltre è presente un controsoffitto in fibre di legno e listarelle sostenute da tiranti in ferro. Le numerose aperture, garantiscono un ampia quota di accessibilità e ventilazione del fabbricato e un ottima base per la predisposizione di un sistema organizzato di vie di fuga in caso di incendio. 7 Descrizione dell intervento (progetto) 7.1 Premessa Tutte le scelte progettuali di seguito elencare e descritte sono state mirate alla preservazione dell esistente stato di fatto, da conservare in quanto testimonianza delle tecniche costruttive adottate nella metà del secolo scorso, epoca in cui è stato costruito il complesso edilizio in esame. In particolare, la ristrutturazione dell edificio mira a trovare un compromesso tra il rispetto delle caratteristiche dell involucro esistente e la necessità di recuperare l edificio per un suo impiego contemporaneo. I lavori saranno rivolti sia ad un recupero filologico dell edificio che ad un restauro e consolidamento in armonia con la vigente normativa sulla sicurezza e con le esigenze di adattamento alle condizioni di funzionalità e fruibilità. Le scelte progettuali sono state influenzate dalla necessità di creare vie d esodo, camerini, attrezzature di scena, blocchi dei servizi igienici per gli attori e per i fruitori del bene con particolare attenzione alle persone con ridotte capacità motorie e nel rispetto della Normativa sulla prevenzione incendi nei locali di pubblico spettacolo. Il progetto d intervento sulla struttura edilizia prevede il mantenimento dell involucro murario esterno esistente e pochissime demolizioni delle strutture interne ed esterne. In particolare, si manterranno i paramenti murari esterni esistenti che verranno sottoposti a semplice intervento manutentivo per il rifacimento di intonaci e tinteggiature ed il consolidamento delle parti a vista. La conservazione del contenitore esistente non andrà dunque ad alterare i rapporti dell edificio con i vicini fabbricati anche di valore monumentale. Infatti, sull area dell Ex Cinema Fox vige il vincolo indiretto dato dalla vicinanza con la Rocca posta a poche decine di metri in direzione nord-est. La Rocca è vincolata ai sensi della Legge 364/1909 con Decreto del 15 gennaio Nel progetto si terrà anche conto della vicinanza di una casa di cura per anziani come elemento di vulnerabilità per i lavori del cantiere e le attività del Centro Civico Comunale per ciò che concerne il rumore. A tal fine è stata predisposta una Relazione di Impatto Acustico. Ai sensi degli articoli del Decreto Legislativo 42/2004, è stata fatta richiesta di rilascio di Certificazione circa l esistenza di un formale riconoscimento dell interesse culturale, architettonico, artistico e storico dell edificio in questione da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza. La verifica d interesse è stata espressa positivamente in data 03/12/2008 con Prot. n Il Parere della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Province di Parma e Piacenza risulta in attesa di acquisizione.

6 In data 25 novembre 2008 è stata inoltrata presso l ARPA (Distretto Territoriale di Fiorenzuola D Arda) la Richiesta di Parere Preventivo con Parere favorevole rilasciato il prot Nella stessa data è stata fatta richiesta di Parere Igienico Sanitario presso la AUSL di Piacenza (Dipartimento U.O. Igiene Pubblica) con Parere favorevole rilasciato il prot In data 18 dicembre 2008 è stata inoltrata Richiesta di Parere di Conformità presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Piacenza (Pratica 30708) con Parere favorevole rilasciato il prot prat E stata infine inoltrata, in data 19 novembre 2008, la Richiesta di Convocazione per il rilascio di parere preventivo di fattibilità sul progetto presso la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Piacenza - con richiesta di parere da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di Piacenza e Parere favorevole rilasciato il prot Riferimenti Normativi Riferimenti normativi principali sono: - Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo - Decreto Ministeriale 14 giugno 1989 n 236 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche 7.3 Il progetto in generale L ingresso sarà riorganizzato mediante un unico spazio d accesso e raccolta del pubblico e l inserimento di un ripostiglio e di un servizio munito di antibagno. Qui verrà posizionato l accesso al blocco dei servizi per la sala principale comprensivo di un bagno per uomini ed uno misto per donne e persone con ridotte capacità motorie. La platea sarà percepita come un volume unitario e potrà ospitare 354 persone mediante l impiego temporaneo di sedie in metallo collegate rigidamente tra loro. La galleria invece conterrà 140 persone e saranno utilizzate sedie in legno (verranno recuperate, previa verifica della consistenza del materiale, quelle esistenti) saldamente fissate al suolo con sedile di tipo a ribaltamento per gravità. Tale ambiente sarà chiuso rispetto alla platea tramite una parete in cartongesso fonoassorbente in modo da creare un Auditorium indipendente dal resto della sala sottostante e sarà dotato di un blocco servizi comprensivo di guardaroba, ufficio e due bagni con antibagno. La sala potrà essere utilizzata per lo svolgimento di iniziative aventi finalità ricreativo -culturali come conferenze, convegni, congressi, incontri riunioni, dibattiti, assemblee di associazioni, consorzi, enti e sindacati. Nella zona del guardaroba sarà inserita una scala in ferro per accedere al solaio in laterocemento sovrastante la zona uffici dove saranno posizionate le macchine per gli impianti. La zona camerini sarà completamente ridistribuita per far fronte alle esigenze di sicurezza ed accessibilità degli ambienti. Verranno creati tre camerini, un corridoio di disimpegno ed un blocco servizi comprensivo di antibagno e due bagni di cui uno per diversamente abili. Verrà inserita una rampa per l accessibilità da parte dei diversamente abili agli ambienti dei camerini come da richiesta dell AUSL. Al posto della preesistente cabina di proiezione del cinema estivo, che verrà completamente demolita e ricostruita, verrà creato un magazzino di servizio in cui verrà inserita una porta esterna munita di scaletta retrattile per agevolare le manovre di carico e scarico dei materiali di scena. Sul tetto posto in

7 corrispondenza del palco saranno inseriti dei pannelli fotovoltaici con un impianto di potenza nominale pari a 1 kwp. Gli allacci alla fognatura, acqua e gas Comunale verranno eseguiti lungo la Strada dei Sanguinelli (attuale Via Fermi). 7.4 Descrizione degli interventi di ripristino e restauro Dall osservazione diretta, effettuata in fase di rilievo, si è evidenziata la presenza di numerosi fenomeni di degrado in atto e pregressi sia riguardanti le murature interne che quelle esterne con presenza di diffuse macchie di umidità, degrado e scollamento degli intonaci e lesioni superficiali sulle murature. Ciò è il risultato di anni di abbandono e mancati interventi manutentivi ordinari e straordinari da parte della proprietà. In particolare, si è evidenziato un marcato degrado delle superfici edilizie esterne con distacco dell intonaco e presenza di umidità dovuta a risalite capillari, un alterazione dei materiali lapidei in prossimità della facciata principale dell edificio, l esistenza di fessurrazioni e lesioni diffuse sulle murature esterne soprattutto lungo il prospetto posteriore, un forte degrado delle porte esterne in legno e degli infissi dovuta all esposizione agli agenti atmosferici, la presenza di fessure e lesioni diffuse sul marciapiede antistante l ingresso con completo degrado dei restanti marciapiedi, accentuati processi di degrado delle murature interne dovuti in gran parte alle infiltrazioni delle acque piovane provenienti dalla sovrastante copertura in tegole marsigliesi piuttosto dissestata, stato di completo abbandono delle reti di raccolta delle acque meteorico pluviali. Per tali ragioni, in progetto si prevede per la parte esterna il rifacimento dell intonaco a calce con tinteggiatura al quarzo, il ripristino del basamento in pietra della facciata principale mediante pulitura con acqua nebulizzata e prodotti idonei, il restauro della pensilina posta in prossimità dell ingresso principale con l inserimento di una copertina in lamiera di rame, il recupero dell insegna ed il riposizionamento dei neon posti in prossimità delle bacheche e della porta d ingresso, il ripristino delle cornici in cemento a coronamento della facciata principale, la ripassatura ed il rifacimento parziale della copertura in tegole marsigliesi, la sostituzione totale della lattoneria in rame, la sostituzione delle porte laterali d ingresso con uscite di sicurezza dotate di maniglione antipanico e rivestimento esterno in doghe di legno, la sostituzione della soglia di ingresso con una in marmo gres lavagna verde con dorso smussato a becco di civetta, inserimento all ingresso principale di una porta in vetro antisfondamento ed in alluminio con serranda metallica automatizzata. Per la parte interna dell edificio, è previsto l inserimento di una controparete a tutta altezza in cartongesso dello spessore di 1 cm con isolamento in polistirene dello spessore di 3 cm e tinteggiatura lavabile il tutto coronato da una veletta in cartogesso per il passaggio degli impianti di illuminazione e ventilazione, il ripristino dello scalone in marmo rivestito di tesserine di mosaico presente nell ingresso principale, il ripristino del bancone originario della biglietteria e del rivestimento in tesserine di mosaico delle pareti dell ambiente, la sostituzione dell attuale pavimento con una battuta di cemento colorato e spolvero al quarzo, la sostituzione dell attuale controsoffitto con uno fonoassorbente REI 60 (come da richiesta dei Vigili del Fuoco), la completa rimozione del palco in doghe di legno ed il suo rimpiazzo con uno dello stesso materiale. 7.5 Descrizione degli interventi per l adeguamento alle Normative vigenti Le scelte progettuali hanno dovuto soddisfare le due principali normative di riferimento: 1) Decreto Ministeriale 14 giugno 1989 n 236 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche

8 2) Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo Per il rispetto del D.M. 14 giugno 1989 sia nella zona della platea che in quella della galleria si sono creati spazi riservati e servizi igienici accessibili e si è garantita anche la fruibilità dei camerini e del palco mediante l inserimento di passerelle e di un servoscala. L ingresso lungo la facciata principale risulta facilmente individuabile ed accessibile a tutti, in quanto la soglia sarà sostituita con una nuova dotata di smusso a becco di civetta. Si è volutamente evitato che le persone con disabilità usassero l ingresso laterale come ingresso alternativo accessibile. Le sale saranno entrambe raggiungibili in modo agevole, la platea tramite un percorso continuo in piano e la galleria tramite l inserimento lungo il prospetto ovest di un elevatore esterno in struttura muratura di dimensioni interne pari a 144X114 cm utilizzabile anche da persone anziane, donne in stato di gravidanza e bambini. In particolare, nella galleria è stato previsto l inserimento di un luogo sicuro statico in corrispondenza di una delle due scale di emergenza per consentire la permanenza di persone con ridotte capacità motorie in attesa di soccorso nel caso di incendio (concordemente a quanto fissato nel DM 236/89, articolo 5.2). E stata consentita l accessibilità ai camerini tramite una rampa di pendenza minore dell 8% posta lungo il prospetto posteriore. Tutti i servizi saranno dotati di antibagno, presenteranno rivestimenti delle pareti in piastrelle di ceramica per un altezza pari a 2 mt, saranno dotati di aspirazione forzata di potenza 8 Vol/h e dimensionati in maniera tale da tener conto delle esigenze degli utenti con particolare riguardo per le persone su sedia a rotelle. Occorre precisare che i bagni posti in galleria non sono accessibili a persone con ridotte capacità motorie per la presenza della gradinata. Tuttavia l elevatore permetterà un rapido accesso al bagno del piano terra predisposto per essere accessibile a persone con tale disabilità. Per il rispetto del D.M. del 19 agosto 1996, l atrio d ingresso dovrà essere dotato di due porte REI 120 per compartimentare la zona; per cui le due porte esistenti di accesso alla platea dovranno essere sostituite con porte taglia fuoco REI(come da richiesta dei Vigili del Fuoco). A servizio della galleria saranno presenti due scale utilizzate come vie d esodo, saranno larghe 1,50 mt con pianerottoli di pari lunghezza, saranno dotate di gradini rettangolari di pedata 0,30 mt ed alzata 0,17 mt, ogni rampa avrà numero di gradini inferiore a 15. La scala di sicurezza che darà sul prospetto est sarà in ferro zincato a sbalzo con pedate in grigliato antitacco e parapetto in vetro. Invece, la scala che si affaccia sul prospetto ovest è già esistente, è in muratura e sarà rimodellata per permettere il rispetto della Normativa vigente. Le pareti esterne dell edificio su cui sono collocate le scale avranno requisiti di resistenza al fuoco pari a REI 60. Per consentire il raggiungimento di tali standard, saranno tamponate in muratura tutte le finestre presenti al secondo livello dei prospetti. La scena sarà dotata di un sistema di evacuazione fumi e calore, realizzato con un camino in diretto contatto con l esterno e privo di griglia. All interno dell edificio saranno predisposte delle luci cablate in emergenza, tutti i locali saranno dotati di estintori portatili con appositi cartelli segnalatori per facilitarne l individuazione anche a distanza e sarà predisposto un piano di cartellonistica indicante le uscite di sicurezza, i percorsi per raggiungere luogo sicuro, l ubicazione dei mezzi di estinzione incendi. In particolare, sulle porte delle uscite di sicurezza sarà installata una segnaletica di tipo luminosa, mantenuta sempre accesa durante l esercizio delle attività ed alimentata in emergenza. Infine, occorre precisare che il cortile di pertinenza lungo il prospetto est sarà chiuso tramite un cancello (di larghezza 2,40 mt ed altezza 1,80 m) accessibile ai mezzi di servizio per le attività della struttura. Sarà, inoltre, presente un accesso pedonale (di larghezza 0,90 mt ed altezza 1,80 mt) sempre aperto.

9 8. Relazione Di Verifica Strutturale In Ottemperanza Alla Normativa Sismica 8.1. Preambolo alla relazione di calcolo. In ottemperanza a quanto previsto dal D.M. 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI. Visto il D.M. 16/01/1996 Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche; tutti i Decreti antecedenti inerenti alle Norme Tecniche di Costruzione, attualmente vigenti; vista la classificazione sismica dettata dall Ordinanza del P.C.M del 20 marzo 2003, la quale classifica il Comune di Caorso (PC) in zona 4; Il sottoscritto Ing. Sergio Foppiani, con studio in Roveleto di Cadeo (PC) via Anguissola n.7, iscritto all Ordine degli Ingegneri della provincia di Piacenza al n. 852, ha redatto il progetto antisismico oggetto della presente trasformazione. L intervento in progetto riguarda principalmente l interno dell attuale fabbricato, mantenendo cubatura,sagoma esistenti e destinazione d uso. Esternamente l edificio sarà interessato dal solo ripasso del manto di copertura e dalla realizzazione di una scala di sicurezza antincendio. Gli interventi interni all edificio e sotto descritti, sono tali da rientrare nella casistica dei miglioramenti strutturali. Le opere riguardanti i singoli elementi strutturali dell edificio hanno infatti lo scopo di conseguire un maggior grado di sicurezza senza peraltro, modificarne in maniera sostanziale il comportamento globale Interventi In Progetto: Ristrutturazione zona galleria e uffici: - Realizzazione di parete divisoria con funzione non portante. Tale realizzazione non comporta aumento del carico permanente, in quanto i carichi permanenti che erano stati considerati per legge nella fase costruttiva dell immobile tenevano in debita considerazione i carichi che nell attuale progetto vengono aggiunti. Tale parete viene fissata nella parte superiore da un profilato metallico HEA 240; - Inserimento, nella zona uffici, di un nuovo solaio in laterocemento avente altezza strutturale 12+4 con inserimento di rete elettrosaldata ø 5/20x20 realizzando così piani infinitamente rigidi; - Realizzazione di due solette in c.a. dello spessore di 20 cm per la realizzazione di due pianerottoli interni in corrispondenza dello sbarco delle scale di sicurezza antincendio; Visti gli interventi di modeste entità sopra menzionati non si ritiene di dover approfondire ulteriormente l analisi statica ai fini sismici, in quanto l intervento stesso è riconducibile nella casistica dei miglioramenti. Ristrutturazione zona palco: - Realizzazione di fondazioni continue aventi altezza strutturale dello spessore di 50 cm realizzate su uno strato di magrone dello spessore di 5 cm avente funzione di livellamento; - Rinforzo delle fondazioni esistenti su cui insiste il muro perimetrale portante in laterizio, delimitante la zona palco, mediante creazione di una travatura continua affiancata alla base del muro portante e legata allo stesso con connettori ø 14 fissati con resina;

10 - Realizzazione di un tamponato in muratura portante in doppio uni, dello spessore di 25 cm, atto a delimitare la zona del cavedio e della centrale termica. Tale intervento rientra nella casistica dei miglioramenti strutturali in quanto permette di aumentare la sezione dei maschi murari reagenti. La nuova muratura portante presenta caratteristiche di resistenza al fuoco delle strutture REI 120; - L inserimento di tale paramento murario permette di posare in opera solai aventi luci ridotte; - Inserimento, di nuovo solaio a lastre tralicciate tipo predalles avente altezza strutturale 20+4 realizzato con inserimento di rete elettrosaldata ø 5/20x20 in grado di realizzare piani infinitamente rigidi. Tale solaio presenta caratteristiche di resistenza al fuoco REI120; Realizzazione di nuovo spazio da adibire a camerini di forma rettangolare e di modeste entità, tale da configurarsi come edificio regolare e semplice. La struttura consiste in: - Fondazioni continue aventi altezza strutturale dello spessore di 50 cm realizzate su uno strato di magrone dello spessore di 5 cm avente funzione di livellamento; - Realizzazione di muratura portante in doppio uni dello spessore di 25 cm; - La disposizione dei maschi murari garantisce un corretto comportamento della struttura in caso di evento sismico. I dettagli costruttivi rispettano le prescrizioni dettate in zona sismica. La muratura portante avente spessore 25 cm è formata con elementi semipieni con foratura < 45%. Gli elementi resistenti che compongono la muratura sono collegati tra di loro tramite malta cementizia di classe M2 che assicura il ricoprimento dei giunti orizzontali e di quelli verticali andando così a rispettare il punto C.5.1 del D.M. LL.PP. 16 gennaio 1996 Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche. Per una buona distribuzione dei carichi si dispone nella correa in c.a., che ha uno spessore pari a quello del muro, un armatura longitudinale composta da 2 ø 16 superiori e da 2 ø 16 inferiori e una staffa ø 8 con passo 25 cm. - La struttura è costituita da due impalcati realizzati con lastre tralicciate avente altezza strutturale 20+4 realizzati con soletta collaborante armata con inserimento di rete elettrosaldata ø 5/20x20 in grado di realizzare piani infinitamente rigidi. Il primo impalcato presenta altezza strutturale 20+4 cm mentre il secondo 16+4 cm. In ottemperanza al D.M. del 16 /01/1996, Norme tecniche per le costruzioni in zona sismica e la relativa, Circolare del 10/04/1997, istruzioni per l applicazione del decreto citato, la costruzione sopra descritta, in base al punto C.5.1 e C.5.2 edifici in muratura ordinaria, risulta classificata regolare e semplice, quindi non assoggettata alla verifica sismica ma alle semplici verifiche correnti dettate dal D.M. 20/11/87, e alla sola verifica a compressione dei muri applicando la semplice formula : N σ = < σ amm 0, 50 A con N = carico verticale totale alla base del piano di appoggio in oggetto; A = area totale, al netto delle aperture, della struttura oggetto di verifica; σ = tensione base ammissibile del materiale oggetto di verifica; che nel caso in fattispecie risulta ampiamente verificata. Verranno adottati tutti gli accorgimenti tecnici costruttivi dettati dal D.M. e relativa circolare attuativa. Viste le modeste dimensioni della struttura e sopratutto dei modestissimi carichi trasferiti sul terreno, si è ritenuto di non eseguire le prove geologiche come prescritto dalle

11 normative, ma di verificare la consistenza del terreno con saggio eseguito mediante escavatore. Scala di sicurezza antincendio L edificio presenta due scale esterne antincendio, una già esistente che verrà ripristinata e una di nuova realizzazione. La struttura in progetto è costituita da una scala antincendio composta da una sola rampa interrotta da idoneo pianerottolo atta a superare un dislivello di 4,98 mt. La rampa presenta larghezza pari a 2 moduli (120 cm) e viene realizzata addossata ad un muro esistente, in laterizio portante, privo di aperture. Su tutta la lunghezza della rampa sarà realizzato apposito parapetto di sicurezza di altezza non inferiore ad 1 mt. La struttura metallica, realizzata con profilati IPE200 atti a reggere i gradoni della scala, è sostenuta a sbalzo da profilati metallici tipo IPE 180 incastrati nel muro esistente per almeno 25 cm. La struttura viene appoggiata a terra su un cordolo di fondazione mediante una piastra metallica di ripartizione dei carichi aventi dimensioni 300x220x 8 mm e 4 tirafondi ø 12. I pianerottoli orizzontali sono supportati da arcarecci in profilo tubolare 50x50. Tale intervento, esterno all edificio, non comporta modifiche sostanziali al comportamento globale dell intera struttura. Da una analisi visiva, qualitativa delle strutture portanti, non sono state evidenziate cavillature, assestamenti, che possono allertare su eventuali dissesti pregiudicanti la stabilità dell edificio stesso e conseguentemente la sua rispondenza ad eventuali forze sismiche applicate alla struttura in oggetto. Visti gli interventi di modeste entità sopra menzionati non si ritiene di dover approfondire ulteriormente l analisi statica ai fini sismici, in quanto l intervento stesso è riconducibile nella casistica dei miglioramenti. Vista l analisi degli interventi, alla luce della normativa antisismica, si ritiene che le verifiche effettuate sia esaustive al merito. Il calcolo e le verifiche sono state condotte con il metodo delle Tensioni Ammissibili e delle prescrizioni dettate dal D.M. 16/01/1996 e relativa circolare del 10/04/ Relazione Illustrativa Sui Materiali Impiegati Materiali Per l'esecuzione delle strutture in c.a. intese quali consolidanti saranno eseguite con cls normale gettato in opera e verranno impiegati i seguenti materiali: - per le opere di correa e nervature pilastri sarà utilizzato per il getto calcestruzzo di classe Rck 30; - opere di fondazione sarà utilizzato per il getto calcestruzzo di classe Rck 25; - l'acciaio delle armature gettate in opera sarà del tipo Feb 44 K con tensione ammissibile 260 N/mmq.; Malta classe M2 fm = 8 Mpa; Laterizio semipieno con foratura < 45% ed f < 12 cm^2; resistenza parallela ai fori fk >10 Mpa; resistenza perpendicolare ai fori fk > 1,5 Mpa; Muratura fk = 5,3 Mpa; Muratura lapidea fk= 4 Mpa;

12 Il conglomerato cementizio, per tutte le classi di resistenza, sarà confezionato mediante dosatura a peso di inerti ben lavati, vagliati, di appropriata qualità e curva granolumetrica continua da 0 a 30 mm., acqua priva di sali dannosi alla presa e cemento nazionale del tipo 325/425. Il rapporto acqua-cemento non deve essere superiore a 0,5. La posa del calcestruzzo sarà accompagnata da vibrazione del getto fino alla fuoriuscita delle bolle d'aria Materiali Impiegati Per Realizzazione Scala Antincendio 1. MATERIALE BASE Per tutele membrature in acciaio il materiale utilizzato è l acciaio tipo Fe 430 grado B, secondo normativa UNI COLLEGAMENTI BULLONATI I giunti di forza e i collegamenti da effettuarsi in opera sono realizzati impiegando: bulloni zincati classe 8.8 UNI 5737 rosette UNI 6592 zincate 3. COLLEGAMENTI SALDATI Le saldature dovranno essere continue con lato uguale, spessore minimo da unire. Gli elettrodi e il materiale d apporto dovranno essere di tipo omologato ed avere caratteristiche compatibili con quelle del materiale base. In cantiere è ammessa soltanto la saldatura con elettrodo rivestito e procedimento manuale Norme D.M. LL.PP. 14/2/1992. Norme tecniche per l'esecuzione di opere in C.A. e per le strutture metalliche. D.M. 12/2/1992. Aggiornamento delle norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni, dei carichi e dei sovraccarichi". D.M. 09/01/1996 Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche. D.M. 16/01/1996 Norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni, dei carichi e dei sovraccarichi". D.M. 05/08/1999 Modificazioni al D.M. 09/01/1996. Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n del 24/5/1982. Istruzioni relative ai carichi, ai sovraccarichi ed ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni. Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n /STC del 24/6/1993. Istruzioni relative alle norme tecniche per l'esecuzione delle opere in C.A. normale e precompresso e per le strutture metalliche, di cui al D.M. 14/2/1992. D.M. 14/01/2008 Norme tecniche per le costruzioni". Ordinanza n 3274 come modificato dall OPCM 3431 del 03/05/2005.

13 9 Descrizione degli impianti tecnologici 9.1. Impianto di Riscaldamento L impianto di riscaldamento a servizio del fabbricato sarà composto essenzialmente da un generatore modulare a condensazione collocato all interno degli ambienti in idoneo locale tecnico rispondente ai requisiti richiesti dal D.M.12/04/96, impianto a pavimento radiante per i locali al piano terreno e impianto a tutt aria per la zona galleria. Il generatore, composto da tre moduli collegati in batteria per una potenza complessiva pari a 126kW, è del tipo a condensazione a tiraggio forzato con bruciatori premiscelati funzionanti a gas metano di rete ed opera senza l apporto di aria secondaria, ottenendo valori di NOx e CO inferiori a quelli previsti dalle norme europee UNI EN 297 EN 483. Il genearatore di calore sarà dotato di marchio CE conformemente alle direttive europee che regolano l'impiego delle apparecchiature a gas e sarà corredato di tutti i dispositivi di sicurezza, protezione e controllo previsti dalla normativa vigente, quali: vaso di espansione chiuso a membrana, valvola di sicurezza, termostato di sicurezza e di blocco, pressostato, termometro, manometro ecc. La caldaia sarà collegata al collettore centrale di distribuzione mediante tubazioni di diametro adeguato, opportunamente coibentato con guaina in elastomero espanso a cellule chiuse secondo quanto previsto dalla legge 10/91 e dall allegato B del D.P.R. 412/93 rivestite in lamierino di alluminio. Tra la caldaia e il collettore sarà interposto un separatore idraulico avente funzione di disareatore, defangatore e disgiuntore tra il circuito caldaia e il circuito secondario dell impianto. L impianto a pavimento radiante sarà costituito da pannelli isolanti preformati in poliestirene sinterizzato con spessore di 5,5cm e tubazioni in polietilene reticolato con barriera antiossigeno di diametro esterno di 17mm e spessore pari a 2mm. L impianto di riscaldamento sarà dotato di termostati ambiente ad incasso o esterni, agenti sulle valvole di zona installate sui collettori, per la gestione separata della temperatura delle zone aventi differente destinazione d uso. La zona sotto palco è riscaldata mediante radiatori in alluminio dotati di valvola termostatica con elemento sensibile a cera o liquido. La circolazione del fluido termovettore all interno dell impianto avverrà mediante l impiego di pompe a rotore bagnato di tipo gemellare. La zona galleria sarà riscaldata mediante un unità di trattamento aria collocata in idoneo vano tecnico sito nell intercapedine sottotetto della galleria stessa, la distribuzione dell aria avverrà tramite canali in lamiera zincata a sezione rettangolare o circolare opportunamente coibentati come prescritto dall allegato B del D.P.R. 412/93. Per la diffusione dell aria negli ambienti si utilizzeranno dei diffusori ad ugello orientabile opportunamente dimensionati per garantire il massimo comfort in ambiente sia in termini di velocità dell aria nelle zone occupate sia per i limiti di rumorosità consentiti considerando la destinazione d uso dei locali. Sulla canalizzazione di mandata saranno inseriti inoltre un silenziatore rettangolare in lamiera d acciaio zincata conforme alla norma ISO EN con adeguate caratteristiche di smorzamento ed attenuazione e una serranda di taratura per il bilanciamento dei condotti costituenti la rete di distribuzione.

14 9.2. Impianto Ricambio d aria L impianto per i rinnovi dell aria, a servizio delle zone platea e galleria del fabbricato, è stato dimensionato considerando le prescrizioni della norma UNI Impianti aeraulici al fini di benessere. Generalità classificazione e requisiti. Regole per la richiesta d'offerta, l'offerta, l'ordine e la fornitura e la tabella dell allegato C al D.P.R. 412/93 e s.m.i. In base alla destinazione d uso dei locali e al numero di posti massimo previsto all interno degli ambienti, la norma UNI prescrive un ricambio d aria pari a 20mc/h per persona. Sia l impianto a servizio della zona platea sia l impianto a servizio della galleria utilizzeranno un recuperatore di calore a flussi incrociati per recuperare il calore disperso dall estrazione dell aria, il recuperatore della galleria è integrato nell unità di trattamento aria. Il recuperatore di calore della zona platea sarà dotato di batteria di post riscaldamento per poter immettere l aria in ambiente ad una temperatura prestabilita tale da non creare fastidiose correnti d aria per gli occupanti. Per la diffusione dell aria negli ambienti si utilizzeranno dei diffusori ad ugello orientabile opportunamente dimensionati per garantire il massimo comfort in ambiente sia in termini di velocità dell aria nelle zone occupate sia per i limiti di rumorosità consentiti considerando la destinazione d uso dei locali. Sulla canalizzazione di mandata saranno inseriti inoltre un silenziatore rettangolare in lamiera d acciaio zincata conforme alla norma ISO EN con adeguate caratteristiche di smorzamento ed attenuazione e una serranda di taratura per il bilanciamento dei condotti costituenti la rete di distribuzione Impianto Idrico Sanitario L impianto di adduzione acqua sanitaria sarà dotato di gruppo di addolcimento secondo quanto previsto dalla norma UNI 8065 e D.M. 443/90 ed inoltre è prevista l installazione di un disconnettore a zona di pressione ridotta controllabile sulla linea di caricamento dell impianto di riscaldamento. La rete di distribuzione sarà realizzata con tubazioni in polipropilene con raccordi a saldare e sarà adeguatamente coibentata secondo quanto previsto dalle norme UNI EN 806, dalla norma UNI 9182/08 e dall allegato B del D.P.R. 412/93 La produzione dell acqua calda sanitaria sarà realizzata mediante bollitori elettrici ad accumulo installati direttamente nei locali ad uso servizio igienico. Dati di progetto: - Portate minime e pressioni dei rubinetti di erogazione per apparecchi sanitari: Apparecchio Portata minima (l/s) Pressione (kpa) lavabi 0,10 50 bidet 0,10 50 vasi cassetta 0,10 50 doccia 0,15 50 idrantini ø 1/2" 0, idrantini ø 3/4" 0, Unità di scarico dei singoli apparecchi: Apparecchio Unità di scarico DU [l/s] lavabi 0,5 vasi a cassetta 2,5 doccia 0,6

15 Pendenze minime delle tubazioni di scarico dei servizi igienici 2% Pendenze minime dei collettori di scarico 3% 9.4. Impianto Elettrico L impianto elettrico segue il progetto che suddivide lo spazio in varie zone con destinazioni diverse e/o complementari. A ciascuna di esse corrisponde una illuminazione specifica. Nella zona d ingresso troviamo apparecchi ad incasso che si abbinano a lampade a sospensione. I mosaici esistenti che costituiscono i rivestimenti delle pareti saranno illuminati da luci a led ad incasso. Nella sala adibita a teatro e/o polivalente troviamo la doppia illuminazione a parete e a sospensione, mentre nell altra sala al piano primo (ex galleria) l illuminazione è garantita da lampade ad incasso a soffitto. Sempre al piano primo i gradoni sono evidenziati da incassi a parete segna passo. Plafoniere sono presenti in tutte le zone di servizio. All esterno un illuminazione a parete combinata ad una a pavimento completa la funzione degli spazi laterali. Il fronte viene evidenziato con specifiche lampade a parete. Le opere da impiantista elettrico che formano l oggetto dell appalto possono riassumersi come appresso, salvo più precise indicazioni che all atto esecutivo potranno essere impartite dalla Direzione Lavori: dimensionamento Impianto: nel rispetto delle Norme CEI, avendo come base di partenza la potenza assorbita dai vari utilizzatori presenti nell edificio. In particolare, per quanto riguarda il dimensionamento delle condutture e degli interruttori, si è tenuto conto della potenza di progetto; quadri di sezionamento, manovra e protezione: tutti i componenti dovranno essere oggetto di una delle misure di protezione di seguito elencate; il criterio generale sarà quello di impedire la possibilità che tale contatto possa avvenire; impianti di terra, di illuminazione e prese: modo di collegamento a terra TT; s intende che l impianto di terra delle masse (costruito dall utente ) è separato dall impianto di terra del neutro ( previsto dal distributore di energia ). L impianto di terra di protezione delle masse è unico per l intero edificio. La resistenza di terra dell impianto soddisfa la seguente relazione.:ra x Idm 50; apparecchi di illuminazione: Possono essere installati apparecchi di illuminazione conformi alle relative norme di prodotto; non sono richiesti requisiti particolari. Tuttavia, gli apparecchi con lampade ad alogeni o ad alogenuri devono avere uno schermo di protezione, il quale impedisca la proiezione di materiale incandescente in caso di scoppio della lampada. Gli apparecchi che sviluppano calore devono essere installati lontano da materiali combustibili, come di seguito indicato: 0,5 m per apparecchi fino a 100 0,8 m per apparecchi da 100W a 300W 1m per apparecchi da 300W a 500W. Gli apparecchi soggetti a sollecitazioni meccaniche( ad esempio posti nei luoghi di transito sotto i 2,5m di altezza dal piano di calpestio ) dovranno essere protetti contro gli urti ed avere la lampada inaccessibile se non con l uso di attrezzi. impianti illuminazione di emergenza: per illuminazione di emergenza si intende l illuminazione necessaria per la sicurezza delle persone in caso di mancanza dell illuminazione ordinaria. L illuminazione di emergenza è obbligatoria ed espressamente richiesta dal DM 16/08/96, ai fini della prevenzione incendi. Sarà realizzato un impianto di illuminazione di emergenza in grado di garantire, lungo le vie di uscita un illuminamento di almeno 5 lx ( ad 1m di altezza dal piano di calpestio ), con autonomia di almeno 1 ora. L impianto sarà realizzato con apparecchi autoalimentati, quindi il circuito di sicurezza e all interno della lampada stessa. Saranno altresì montate apparecchi di illuminazione emergenza SA

16 autonomi, in prossimità delle uscite di sicurezza nella sala teatro, l alimentazione SA sarà disinseribile da luogo presidiato e tale situazione sarà indicata da segnalazione luminosa. impianto rilevazione incendi; Tale impianto costituisce una delle principali misure di protezione contro gli incendi. Sarà di tipo automatico/manuale ; costituito cioè da pulsanti a muro azionabili dal personale e da rivelatori lineari e puntiformi ottici. Controllerà l intera superficie, suddivisa in zone, in modo da localizzare rapidamente e con sicurezza il focolaio di incendio. Ogni singola zona non dovrà avere una superficie a pavimento superiore a 1600m2 o comunque: a)fino a 10 locali solo se contigui, affacciati sul medesimo disimpegno e di superficie fino a 600 m2. b)fino a 20 locali contigui, con superficie complessiva massima di 1000m2, se sono installati ripetitori ottici di allarme in prossimità degli accessi ai locali, in modo da consentire di individuare il locale da cui proviene l allarme. Sarà di tipo ad indirizzamento singolo, in modo che ad ogni allarme, attraverso il codice di identificazione trasmesso dal rilevatore e/o pulsante alla centrale, sarà possibile individuare in modo univoco la provenienza del segnale. opere accessorie necessarie all esecuzione degli impianti; Verifica della costruzione e identificazione Verifica del corretto cablaggio, del funzionamento meccanico ed elettrico. Efficienza del circuito di protezione. Prova della resistenza di isolamento. Verifica dei limiti di sovratemperatura prevenzioni incendi; rischio incendio tutti i locali in oggetto; classificazione locali Un luogo MARCIO e un luogo in cui il rischio relativo all incendio e maggiore rispetto ad un luogo ordinario. Il rischio relativo all incendio e il prodotto della probabilità che si inneschi un incendio per l entità media del danno prodotto dall incendio stesso. La norma non definisce con chiarezza quali sono i luoghi marci; il compito di tale valutazione e lasciato al committente il quale dovrebbe valutare tale rischio nell ambito della più vasta valutazione dei rischi. Detto questo, si ricorda che la norma identifica tre tipi di luoghi marci, in relazione alla causa che determina il maggior rischio. Per comodità, non avendo normativamente un nome, sono stati identificati con la lettera A-B-C, rifererendosi alle appendici A-B-C nei quali erano trattati nella quarta edizione della CEI 64-8 ( attualmente siamo giunti alla sesta edizione ). Luogo di tipo A: elevata densità di affollamento o elevato tempo di sfollamento in caso di incendio, oppure elevato danno ad animali e cose. Luogo di tipo B: strutture portanti combustibili ad esempio baite in legno. Luogo di tipo C: lavorazione,convogliamento,manipolazione o deposito di materiali infiammabili o combustibili. In relazione a quanto descritto, i locali in oggetto vengono classificati come LUOGHI MARCI TIPO A. riferimenti normativi - tutti i componenti elettrici utilizzati dovranno essere a regola d arte e idonei all ambiente di installazione. Il materiale elettrico soggetto alla direttiva bassa tensione, immesso sul mercato dopo il 1 Gennaio 1997, dovrà essere marcato CE. Per il materiale elettrico non soggetto alla direttiva basa tensione, ad esempio prese a spina ad uso domestico o similare, l installatore potrà ricorrere a prodotti con marchio di conformità alle norme, ad esempio l istituto italiano del marchio di qualità ( IMQ ). Mentre la marchiatura CE è obbligatoria, il marchio IMQ è volontario. Il marchio IMQ, che può accompagnare la mercatura CE, sta ad indicare che secondo l istituto italiano del marchio di qualità il prodotto è conforme alle norme relative, avendo in particolare superato la sequenza di prove previste. Per il materiale, non soggetto alla direttiva bassa tensione e quindi senza marcatura CE, privo di marchio di qualità sarà opportuno che l installatore richieda al costruttore, o al suo mandatario/importatore, la dichiarazione che è costruito a

17 regola d arte ai sensi dell art. 5 del DPR 447/91. Sarà sufficiente che tale dichiarazione compaia a catalogo Generalità L allaccio alle utenze, deve essere realizzato da un tecnico abilitato ai sensi del DM 37/08, seguendo le indicazioni fornite dal costruttore dell apparecchio; in ogni caso l utente è tenuto ad utilizzare l impianto nei limiti previsti dal progetto stesso. Si declina ogni responsabilità per ogni utilizzo improprio. In particolare si segnala che, nelle zone con particolari rischi, alcune prescrizioni sono applicate anche agli apparecchi utilizzatori sia fissi che mobili, il cui controllo non può che essere demandato all utente, il quale dovrà adottare adeguati provvedimenti. Il dimensionamento dell impianto elettrico in oggetto è stato eseguito applicando i criteri della buona tecnica nel rispetto delle Norme CEI, avendo come base di partenza la potenza assorbita dai vari utilizzatori presenti nell edificio. Le opere da impiantista elettrico che formano l oggetto dell appalto possono riassumersi come appresso, salvo più precise indicazioni che all atto esecutivo potranno essere impartite dalla Direzione Lavori: linee di alimentazione e di distribuzione; quadri di sezionamento, manovra e protezione impianti di terra, di illuminazione e prese impianti illuminazione di sicurezza assistenze murarie opere accessorie necessarie all esecuzione degli impianti. DATI ALIMENTAZIONE ELETTRICA Ente distributore ENEL Tensione (V) 400 Fattore di potenza 0,9 Fasi 3+N Sistema TT Categoria 1 Caduta di tensione max (%) luce/fm 4% Caduta di tensione max avviamento motori (%) 10% Corrente di corto circuito (KA) 10 Potenza impegnata (KW) 120

18 9.4.2 Normativa di riferimento CEI 0-2 Documentazione di progetto CEI Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica linee in cavo. CEI Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi di continuità collegati a reti di prima e seconda categoria. CEI 17-5 Apparecchiature a bassa tensione. Parte 2 : interruttori automatici. CEI Apparecchiature a bassa tensione. Parte 3 : interruttori di manovra, sezionatori,interruttori di manovra sezionatori e unità combinate con fusibili. CEI 17-13/1 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione ( Quadri BT)-Parte 1 : apparecchiature soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature parzialmente soggette a prove di tipo( ANS). CEI 17-13/2 Apparecchiature assiemate di protezione di manovra per bassa tensione Parte 2 : prescrizioni particolari per i condotti sbarre. CEI 17-13/3 Apparecchiature assiemate di protezione di manovra per bassa tensione- Parte 3 : prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate di protezione e di manovra destinate ad essere installate in luoghi dove personale non addestrato ha accesso al loro uso. CEI 17-17/1 Apparecchiatura industriale a tensione non superiore a 1000V in corrente alternata e 1200V in corrente continua.individuazione dei morsetti e numero caratteristico. Regole generali. CEI Apparecchiature a bassa tensione-parte 1: regole generali. CEI Interruttori di manovra e interruttori sezionatori combinati con fusibili ad alta tensione per corrente alternata. CEI Metodo per la determinazione della tenuta al corto circuito delle apparecchiature assiemate non di serie ( ANS ). CEI Apparecchiature ad alta tensione. Parte 102: sezionatori e sezionatori di terra a corrente alternata per alta tensione. CEI Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione ( quadri BT) Guida per la prova in condizioni d arco dovuto a un guasto interno. CEI 20-19/1 Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore a 450/750V. Parte 1 : prescrizioni generali. CEI 20-20/1 Cavi isolati con polivinilcloruro con tensione nominale non superiore a 450/750V. Parte 1 :prescrizioni generali. CEI Prove di incendio sui cavi elettrici. Parte 1: generalità e scopo. Parte 2: prove di non propagazione dell incendio. Parte 3: prove sui fili e cavi disposti in fascio. CEI Metodi di prova comuni per cavi in condizione di incendio. Prova di non propagazione della fiamma su singolo conduttore o cavo isolato. Parte 1: apparecchiature di prova. Parte 2-1: procedure di prova, fiamma di 1KW premiscelata. Parte 2-2: procedure di prova, fiamma diffusa. CEI Guida per l uso dei cavi in bassa tensione. CEI Guida per l uso dei cavi 0,6/1 KV. CEI Ottimizzazione economica delle sezioni dei conduttori dei cavi elettrici per energia. CEI Sistemi statici di continuità (UPS) Parte 1-2 : prescrizioni generali e di sicurezza per UPS utilizzati in aree con accesso limitato. CEI 23-3/1 Interruttori automatici per la protezione dalle sovracorrenti per impianti domestici o similari Parte 1: interruttori automatici per funzionamento in corrente alternata. CEI 23-12/1 Spine e prese per uso industriale. Parte 1: prescrizioni generali.

19 CEI Dispositivi di connessione per circuiti a bassa tensione per usi domestici e similari. Parte 1: prescrizioni generali. CEI 23-21Dispositivi di connessione per circuiti a bassa tensione per uso domestico e similare. Parte 2.1: prescrizioni particolari per i dispositivi di connessione come parti separate con unità di serraggio di tipo a vite. CEI Tubi per installazioni elettriche. CEI 23-31Sistemi di canali metallici e loro accessori ad uso portacavi e portapparecchi. CEI Sistemi di canali in materiale plastico isolante e loro accessori ad uso portacavi e portapparecchi per soffitto e parete. CEI Sistemi di tubi e accessori per installazioni elettriche. Parte 1: prescrizioni generali. CEI Interruttori differenziali senza sganciatore di sovracorrente incorporati per installazione domestiche e similari. Parte 1: prescrizioni generali. CEI Interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente incorporati per installazione domestiche e similari. Parte 1: prescrizioni generali. CEI Sistemi di canalizzazioni per cavi.sistemi di tubi Parte 2-4: Prescrizioni particolari per sistemi di tubi interrati.impianti di produzione,trasmissione e distribuzione di energia elettrica-linee in cavo. CEI Involucri per apparecchi per installazioni elettriche fisse per usi domestici e similari. Parte 2: prescrizioni particolari per involucri destinati a contenere dispositivi di protezione ed apparecchi che nell uso ordinario dissipano una potenza non trascurabile. CEI Prescrizioni per la realizzazione,le verifiche e le prove dei quadri di distribuzione per installazioni fisse per uso domestico e similare. CEI Sistemi di tubi e accessori per installazioni elettriche. Parte 2-1: prescrizioni particolari per sistemi di tubi rigidi e accessori. CEI Sistemi di tubi e accessori per installazioni elettriche. Parte 2-2: prescrizioni particolari per sistemi di tubi pieghevoli e accessori. CEI Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas. ( EN ) Parte 10: classificazione dei luoghi pericolosi. CEI Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas. ( EN )Parte 14: impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas ( diversi dalle miniere ). CEI Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza di gas.guida all applicazione della Norma CEI EN (CEI 31-30).Classificazione dei luoghi pericolosi. CEI Sistemi di alimentazione a binario elettrificato per apparecchi di illuminazione. CEI Apparecchi di illuminazione. Parte 1: prescrizioni generali e prove. CEI 64-8/1 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte 1: oggetto,scopo e principi fondamentali. CEI 64-8/2 Parte 2: definizioni. CEI 64-8/3 Parte 3: caratteristiche generali. CEI 64-8/4 Parte 4: prescrizioni per la sicurezza. CEI 64-8/5 Parte 5: scelta e installazione dei componenti elettrici. CEI 64-8/6 Parte 6: verifiche. CEI 64-8/7 Parte 7: ambienti e applicazioni particolari. CEI Impianti elettrici nei mobili CEI Guida per l esecuzione dell impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario. CEI Edilizia residenziale- Guida per l integrazione nell edificio degli impianti elettrici utilizzatori ausiliari e telefonici.

20 CEI 70-1 Grado di protezione degli involucri. CEI 79-3 Impianti antiefrazione, antiintrusione, antifurto e antiaggressione. CEI 81-10/1 Protezione contro i fulmini-parte 1 : principi generali CEI 81-10/2 Protezione contro i fulmini-parte 2 : valutazione del rischio CEI 81-10/3 Protezione contro i fulmini Parte 3: danno materiale alle strutture e pericolo per le persone. CEI 81-10/4 Protezione contro i fulmini Parte 4 : impianti elettrici ed elettronici nelle strutture. CEI 103-1/1 Impianti telefonici interni. Parte 1: generalità. CEI 103-1/13 Impianti telefonici interni. Parte 13: criteri di installazione e reti. CEI 103-1/14 Impianti telefonici interni. Parte 14: collegamento alla rete in servizio pubblico. CEI-UNELCavi per energia isolati in gomma o con materiale termoplastico aventi grado di Tab protezione non superiore a 4; cadute di tensione. CEI-UNEL Cavi elettrici isolati con materiale elastometrico o termoplastico per tensioni nominali Tab /1 non superiori a 1000V in corrente alternata e 1500V in corrente continua. Portata di corrente in regime permanente per posa in aria. CEI-UNEL Cavi elettrici isolati con materiale elastometrico o termoplastico per Tab tensioni nominali non superiori a 1000V in corrente alternata e 1500V in corrente continua. Portata di corrente in regime permanente per posa interrata. UNI EN 1838 Applicazione dell illuminotecnica-illuminazione di emergenza UNI EN Luce e illuminazione. Illuminazione dei luoghi di lavoro. Parte 1: luoghi di lavoro interni. UNI EN 54-1 Sistemi di rilevazione e di segnalazione incendio-introduzione UNI EN 54-2 Sistemi di rilevazione e di segnalazione incendio-centrale di controllo e di segnalazione. UNI EN 54-4 Sistemi di rilevazione e di segnalazione incendio-apparecchiature di alimentazione. UNI EN 54-7 Sistemi di rilevazione e di segnalazione incendio-rivelatori di fumo. Rivelatori puntiformi funzionanti secondo il principio della diffusione della luce, della trasmissione della luce e della ionizzazione. UNI EN sistemi di rilevazione e di segnalazione d incendio rilevatori di fumo Rivelatori lineari che utilizzano un raggio ottico luminoso Leggi e prescrizioni DPR 19/3/56 n 303: Norme generali per l igiene del lavoro. LEGGE 1/3/68 n 186: Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni ed impianti elettrici ed elettronici. LEGGE 18/10/77 n 791: Attuazione della direttiva del consiglio delle comunità europea relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione. DM 37/08: Regolamento concernente l attuazione dell art. 11 quaterdecies, comma 13, lettera a) della Legge 248 del 2 Dicembre 2005, recente riordino delle disposizioni in materia di attivita di installazione degli impianti elettrici degli edifici ( nuova L 46/90 ) DL 9/04/08 n 81: Attuazione dell articolo 1 della Legge 3 Agosto 2007, n 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ( testo unico sulla sicurezza ) DM 19/08/96: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo AMBIENTI SOGGETTI A NORMATIVA SPECIFICA CEI 64-8/7:presenza di locali contenenti bagni e/o docce

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