Il Piccolo 15 giugno 2015

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1 Il Piccolo 15 giugno 2015 Trieste cronaca pag. 15 Brevi Sanità. Incontro Ugl-Telesca su Burlo e appalti No al taglio dei finanziamenti al Burlo e sì alla definizione in tempi brevi di un nuovo sistema normativo per gli appalti in Fvg. Sono le richieste avanzate dal coordinatore regionale Ugl, Matteo Modica, insieme ai colleghi della segreteria regionale Roberto Salandra e Roberta Vlahov, durante un incontro con l assessore regionale Maria Sandra Telesca Trasloco di Cattinara, sindacati in allarme Cgil, Cisl e Uil temono tagli di posti letti e disagi con il trasferimento di cinque piani al Maggiore di Gianpaolo Sarti. Il maxitrasloco di cinque piani della torre medica di Cattinara, che i vertici aziendali intendono spostare al Maggiore e al Centro tumori di via Pietà, agita il fronte sindacale. L operazione era stata annunciata nei giorni scorsi dal commissario straordinario dell'azienda per l'assistenza sanitaria n.1 Triestina e dell Azienda Ospedaliero-universitaria Ospedali riuniti di Trieste, Nicola Delli Quadri. Il tutto, stando alle previsioni, avverrà entrò il 2016 e potrebbe interessare tra i centocinquanta e i duecento pazienti. Il passaggio temporaneo di struttura consentirà l avvio dei lavori di riqualificazione dell ospedale, ma Cgil, Cisl e Uil temono disagi. E, soprattutto, l inizio del percorso di riduzione di posti letto in corsia indicato dalla riforma sanitaria regionale sulla base dei decreti nazionali. «I lavori sono certamente da fare ammette Rossana Giacaz della Cgil-Funzione pubblica ma speriamo che questi spostamenti non siano il preludio ai tagli annunciati. Spesso spiega con le chiusure temporanee dei reparti si innescano anche altre manovre, come avvenuto per la sostituzione degli infissi. In quel caso sono stati tolti ben dieci letti. Questa è la nostra preoccupazione, dobbiamo stare molto attenti a quanto viene attuato. Perché il problema non sono tanto gli aspetti logistici, quanto piuttosto la diminuzione dei servizi ai pazienti». Una preoccupazione condivisa da Luca Tracanelli della Uil. «Gli spostamenti di cui parla la direzione erano annunciati ricorda il sindacalista purtroppo in passato si era visto che quando venivano fermati provvisoriamente i reparti per interventi di manutenzione o altro, poi qualcosa non si riattivava più. Certamente prosegue un trasloco del genere comporterà anche grosse difficoltà al personale e all utenza. Saranno settimane con grandi criticità, la Uil sarà attenta a segnalare tutti i disagi che dovessero presentarsi. In ogni caso conclude l iter che porterà al calo di posti letto dovrà essere accompagnato da nuovi modelli organizzativi in grado di assicurare nel tutto e per tutto l assistenza ai pazienti. Auspichiamo che l azienda sia in grado di fronteggiare al meglio il cambiamento». Massimo Bevilacqua, segretario della Cisl Funzione pubblica invita alla calma. «Il programma di riduzione dei posti letto era ampiamente noto. Ricordo il dato afferma un totale di 449. È chiaro che questo è già stato deciso dalla riforma e che quindi adesso non ha più senso contestare. Per ogni novità, come si sa, ci vuole un po di tempo per accettare e adeguarsi alle modifiche. Ciò che chiediamo rileva il sindacalista è che nell attuazione non si perda di vista l attenzione ai servizi. E che, soprattutto, il trasloco sia gestito nel miglior modo possibile, così da arginare disagi e problematiche. Non soltanto per i pazienti, ma anche per medici e infermieri». 1

2 L INTERVENTO DI Melegaro & Tirani Come scegliere bene i vacini da prendere La prevenzione delle malattie attraverso gli interventi di vaccinazione è comunemente ritenuta una delle maggiori conquiste di sanità pubblica del XX secolo. Ogni anno, più di 100 milioni di bambini vengono vaccinati in tutto il mondo, permettendo di evitare circa 2,5 milioni di morti. I programmi vaccinali hanno condotto all eradicazione del vaiolo, alla quasi raggiunta eradicazione della polio, alla riduzione del 75 per cento delle morti causate da morbillo. Tuttavia, stiamo assistendo a una nuova e profonda rivoluzione nel campo dell offerta vaccinale che merita di essere attentamente considerata. Nel prossimo decennio un numero sempre più elevato di vaccini sarà immesso sul mercato. Circa vaccini, contro malattie infettive e non di primaria importanza pubblica, si trovano, infatti, nelle diverse fasi dei trial clinici (es.: HIV, malaria, dengue, epatite C, Alzheimer, carcinoma pancreatico, cancro ovarico, melanoma). Questo porterà a una notevole pressione, da parte dei diversi portatori di interesse, delle aziende produttrici e degli stessi governi, per introdurli all interno dei piani vaccinali nazionali e regionali, determinando un impatto economico e organizzativo sul sistema sanitario nazionale non ancora completamente prevedibile, costringendo probabilmente a rivedere gli attuali calendari di somministrazione. La sfida maggiore all interno di un processo decisionale di questo tipo sarà sicuramente rappresentata dalle difficoltà di modulare le ristrettezze economiche odierne e i costi dei programmi di salute con i reali bisogni della popolazione. La produzione e la commercializzazione dei nuovi vaccini, infatti, anche in virtù delle nuove tecnologie utilizzate (per esempio, la reverse technology, metodica attraverso cui si sequenzia l intero genoma del microrganismo per selezionare gli antigeni migliori da includere nel vaccino), avverrà con costi nettamente superiori rispetto a quelli dei vaccini precedenti. Questo avrà effetti rilevanti sulle politiche vaccinali, costringendo a scelte sempre più accurate ed efficaci, nonché a una più attenta valutazione delle priorità degli investimenti. I decisori politici saranno chiamati sempre più a comportamenti responsabili, attenti e trasparenti nelle modalità di spesa del denaro pubblico e allocazione delle risorse. I nuovi vaccini dovrebbero essere sottoposti a valutazioni di Health Technology Assessment in cui vengano considerate, secondo le raccomandazioni ufficiali dei maggiori organi competenti (quali l Organizzazione mondiale della sanità), le condizioni epidemiologiche locali delle singole patologie, gli effetti diretti e indiretti dei programmi che si intendono introdurre, la loro costo-efficacia. È difficile prevedere se i servizi vaccinali (già ridotti al minimo per personale e risorse economiche) saranno in grado di reggere l aumento di carico. E c è anche da chiedersi quali saranno gli effetti sull adesione alle nuove offerte da parte della popolazione. *www.lavoce.info Go Monfalcone cronaca pag. 16 Rinnoviamo Cisint: «Il caso delle Terme? Responsabilità tutta politica» «Hanno ragione a essere molto preoccupati i gestori delle Terme Romane visto che fino ad ora hanno avuto solo promesse». Questo il commento del consigliere Anna Maria Cisint (Obiettivo: Rinnoviamo Monfalcone) sulla vicenda del polo curativo. «Il problema - sottolinea in una nota - non è soltanto ottenere l accreditamento ma soprattutto il convenzionamento economico dalla Regione, di 665mila euro all anno, pare che questo però sarà arduo. Il consigliere Ziberna e l'ex presidente Tondo, su nostra sollecitazione, si sono attivati in tal senso ma non hanno avuto rassicurazioni dalla Regione anche perché l assessore Telesca, che sta tagliando i fondi della sanità con il macete, è in imbarazzo e lo stesso direttore Marcolongo non ha avuto parole rassicuranti». «A dirla tutta su questo - prosegue Cisint -, c'è una grande responsabilità politica delle amministrazioni 2

3 comunali, sindaco in primis, visto che Tondo, dopo aver effettuato le verifiche con la sua segreteria, ci ha sottolineato con sorpresa che durante il suo mandato da presidente, e nemmeno nell'anno in cui è stato assessore alla Sanità, è stato mai investito a tal proposito. Ciò è molto grave visto che il comune nel piano finanziario approvato e che reggeva l investimento economico delle terme, basava proprio su questa entrata la possibilità di rimanere a galla». «Il rischio ora - conclude Cisint - è che le Terme Romane vengano restituite al Comune con una perdita di valore del bene costruito anche con soldi pubblici, con un problema grande come una casa nei confronti della società che ha creduto all ente e quindi si è indebitata, e soprattutto con l'impossibilità per la nostra comunità di utilizzare un servizio apprezzato e molto richiesto come testimoniano alcuni medici di base sentiti sul punto. Invece ora, prima che manchi definitivamente l'ossigeno, va spinto con determinazione il piede sull'acceleratore della Regione anche spiegando che, grazie ad una incisiva campagna promozionale con Federterme che ha già ampiamente riconosciuto il valore del servizio, probabilmente unico in Regione, il turismo sanitario potrebbe rappresentare un vantaggio ad ampio spettro». Gorizia provincia Anonimo dona 25mila euro per le cure oncologiche L importo servirà all acquisto di un attrezzatura all ospedale di Monfalcone. Raccolta di fondi a Cormons CORMONS. Un benefattore cormonese che ha voluto restare anonimo ha donato 25mila euro per l'acquisto di un macchinario per le cure oncologiche da destinare all'ospedale di Monfalcone. La donazione dello sconosciuto cormonese è una delle tante fatte dai cittadini sotto il Quarin nella raccolta fondi promossa da un'associazione che ha nel maresciallo dei Carabinieri di Cormons Paolo Capparelli il referente locale: «Si, stiamo raccogliendo la somma necessaria per donare all'ospedale monfalconese delle attrezzature da utilizzare in campo oncologico - conferma Capparelli - e abbiamo avuto la fortuna e l'onore di ricevere molto sostegno dai cormonesi, in particolare da un benefattore che ha voluto però restare anonimo». E a partecipare alla colletta è stato anche il consiglio comunale cormonese: l'ultima seduta infatti ha visto la proposta della vicesindaco Lucia Toros di devolvere il gettone di presenza a favore di questa iniziativa, in modo che anche la politica cormonese potesse dare un proprio contributo ad una causa così importante. Ed è proprio nel corso dell'assemblea civica che la Toros ha rivelato l'esistenza di un cormonese capace di destinare da solo ben 25 mila euro a questa iniziativa. «La persona, che ringraziamo calorosamente, ha voluto contribuire con una somma davvero molto importante - ha sottolineato la Toros - un esempio di come la comunità cormonese sia molto attenta alla solidarietà, all'aiuto verso gli altri chiunque essi siano ed in particolare nel caso in questione alla lotta contro ogni tipo di tumore». Due temi, quello della solidarietà e quello della salute, molto caldi in queste settimane a Cormons: da un lato infatti il fronte-profughi, con l'annunciato arrivo nella cittadina collinare di una quindicina di persone ospitate in appartamenti privati sotto la gestione dell'ics nell'ambito di un accordo che vede coinvolti anche Comune, Provincia e Prefettura. Dall'altro il caso della rimozione dell'amianto dall'ex caserma di Brazzano, tema sul quale maggioranza ed opposizione hanno battagliato aspramente proprio nell'ultimo consiglio con lo sferzante attacco dei capogruppo di Terra Cormonese Mario Riz: «Avete avviato la rimozione dell'amianto in ritardo solo dopo le nostre sollecitazioni ed il documento emanato dall'asl - ha sottolineato - perdendo così un mese e mezzo di tempo. Il sindaco Patat per giorni dopo la redazione del documento dell'asl ha continuato a dire che non c'era alcun pericolo». Piccata la risposta del sindaco: «Il giorno successivo all'emanazione del documento come giunta ci siamo attivati chiudendo il sito e predisponendo l'iter per la rimozione dell'amianto stesso. Come Riz sa la burocrazia ha i suoi tempi: oppure pensava che il giorno dopo avremmo potuto dare in mano le chiavi dell'ex caserma ad una ditta?». Intanto il Pd cormonese commenta: «Già in sede di bilancio avevamo chiesto perché non fossero stati destinati dei fondi alla messa in sicurezza dell'ex sito militare di Brazzano. L'urgenza dell'intervento era chiara fin da allora». Matteo Femia 3

4 Messaggero Veneto 15 giugno 2015 Regione Domani un convegno Anziani e disabili danno i voti alla sanità digitale UDINE. Il tema della digitalizzazione della sanità è al centro di un convegno che Federsanità Anci Fvg insieme a Regione, Ordine dei giornalisti, Azienda ospedaliero-universitaria di Udine e Ass 4 ha organizzato per domani, dalle 9.30, nell auditorium della Regione in via Sabbadini a Udine. In preparazione al convegno sono stati realizzati alcuni questionari dalla parte dei cittadini, proprio per conoscere e monitorare il reale utilizzo di alcune fasce di utenti ai servizi online attualmente disponibili. In particolare hanno partecipato al sondaggio persone anziane e disabili, nonché 350 famacie. «L obiettivo - illustrano i promotori - è quello di garantire una vera centralità di ogni cittadino, intorno al quale devono muoversi informazioni e prestazioni, con l attenzione posta alla salute, agendo in modo prioritario sui determinanti, dell ambiente e della popolazione, che interagiscono con la persona. È questo un impegno da rendere concreto, sia superando gli attuali modelli, che privilegiano l informazione come elemento proprio dei servizi e specifico delle attività di prestazione, prendendo atto che le informazioni sono del cittadino e per la salute». Go Cormonese Anonimo cormonese dona 25 mila euro per cure oncologiche Prosegue la raccolta fondi dell associazione di Capparelli Si acquisterà un macchinario per l ospedale di Monfalcone CORMÒNS. Un benefattore cormonese che ha voluto restare anonimo ha donato 25 mila euro per l'acquisto di un macchinario per le cure oncologiche da destinare all ospedale di Monfalcone. Questa donazione è una delle tante fatte dai cittadini sotto il Quarin nella raccolta fondi promossa da un associazione che ha nel maresciallo dei Carabinieri di Cormòns Paolo Capparelli il referente locale: «Sì, stiamo raccogliendo la somma necessaria per donare all ospedale monfalconese delle attrezzature da utilizzare in campo oncologico - conferma Capparelli - e abbiamo avuto la fortuna e l onore di ricevere molto sostegno dai cormonesi, in particolare da un benefattore che ha voluto però restare anonimo». A partecipare alla colletta è stato anche il consiglio comunale cormonese: l ultima seduta ha visto la proposta della vicesindaco Lucia Toros di devolvere il gettone di presenza a favore di questa iniziativa, in modo che anche la politica cormonese potesse dare un proprio contributo ad una causa così importante. Ed è proprio nel corso dell assemblea civica che la Toros ha rivelato l esistenza di un cormonese capace di destinare da solo ben 25 mila euro a questa iniziativa: «La persona, che ringraziamo calorosamente, ha voluto contribuire con una somma davvero molto importante - ha sottolineato la Toros -, un esempio di come la comunità cormonese sia molto attenta alla solidarietà, all aiuto verso gli altri chiunque essi siano e in particolare nel caso in questione alla lotta contro ogni tipo di tumore». Due temi, quello della solidarietà e quello della salute, molto caldi in queste settimane a Cormòns. Da un lato il fronte-profughi, con l annunciato arrivo nella cittadina collinare di una quindicina di persone ospitate in appartamenti privati sotto la gestione dell Ics, nell ambito di un accordo che vede coinvolti anche Comune, Provincia e Prefettura. Dall altro il caso della rimozione dell amianto dall ex caserma di Brazzano, tema sul quale maggioranza e opposizione hanno battagliato aspramente proprio nell ultimo consiglio con lo sferzante attacco dei capogruppo di Terra Cormonese Mario Riz: «Avete avviato la rimozione 4

5 dell amianto in ritardo solo dopo le nostre sollecitazioni e il documento emanato dall Asl - ha sottolineato -, perdendo così un mese e mezzo di tempo. Il sindaco Patat per giorni, dopo la redazione del documento dell Asl, ha continuato a dire che non c era alcun pericolo». Piccata la risposta del sindaco: «Il giorno successivo all emanazione del documento, come giunta ci siamo attivati chiudendo il sito e predisponendo l iter per la rimozione dell amianto stesso. Come Riz sa - spiega il sindaco -, la burocrazia ha i suoi tempi: oppure pensava che il giorno dopo avremmo potuto dare in mano le chiavi dell ex caserma a una ditta?». Intanto, il Pd cormonese commenta: «Già in sede di bilancio avevamo chiesto perché non fossero stati destinati dei fondi alla messa in sicurezza dell ex sito militare di Brazzano. L urgenza dell intervento era chiara fin da allora». Matteo Femia Cividale pag. 20 Autista e infermiere fanno nascere una bimba A Visinale a bordo di un ambulanza da Cividale, i due angeli custodi hanno aiutato la madre a dare alla luce la piccola in casa di Lucia Aviani. CIVIDALE. Di angeli custodi, lei, potrà ben dire quando sarà grande di averne avuti due, nel momento in cui è venuta al mondo. E mica convenzionali, concedete il termine: nessuna ostetrica, nessun ginecologo accanto alla sua mamma. A far nascere la piccina, sul lettone dei genitori, sono stati l autista di una delle due ambulanze in dotazione all ospedale di Cividale e l infermiere che prestava servizio sul mezzo nella notte fra sabato e domenica. Il medico, pur allertato tempestivamente dai due, è arrivato nell abitazione teatro dell avventura quando Visinale di Corno di Rosazzo, ormai, aveva un abitante in più. Ecco, dunque, lo scenario di questa storia a lieto fine, che s è conclusa con un gioioso fiocco rosa e rappresenta una chiara riprova dell importanza dei servizi sanitari (d emergenza, in primis) di prossimità. In altre parole, non ci fosse stata l ambulanza del pronto soccorso di Cividale, la madre della piccola avrebbe dovuto cavarsela da sola e chissà con quali esiti. Invece è andato tutto bene e quella che oggi si può raccontare è una vicenda che ha i tratti della favola. Erano le 4 meno un quarto quando il 118 ha raccolto la richiesta di aiuto di un uomo il padre della neonata trovatosi di fronte agli inequivocabili segnali di un parto imminente. Immediata la partenza di un mezzo dal pronto soccorso cividalese: l infermiere di turno, però, tutto si aspettava tranne che di diventare protagonista - di lì a poco, con l autista appunto di una nascita lampo. L idea era di raggiungere il posto, sincerarsi delle condizioni della donna e verificare se fosse possibile il trasporto a Udine. Nel frattempo è partita una chiamata cautelativa all ospedale di Udine, con la richiesta di un automedica a Visinale: il dottore, però, come detto, al suo arrivo ha trovato il lavoro bell e fatto. Giunti nell abitazione della coppia, che ha già altri tre figli, i due colleghi si sono resi conto che di margini d attesa non ce n erano. Sono tornate utili, a quel punto, le nozioni in tema parto che, per regolamento, sono impartite pure agli autisti di ambulanza. Ma, si capisce,fra teoria e pratica c è un abisso. La lucidità e la professionalità dei due operatori ha tuttavia colmato ogni lacuna ed evitato che partoriente e marito finissero in preda al panico. La signora è stata distesa sul letto matrimoniale appena in tempo per accogliere la creatura. Gli angeli custodi sono riusciti a farle emettere il primo vagito e solo allora, con l esserino fra le braccia, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. E pensare che la madre, la cui gravidanza era a termine, solo poche ore prima era stata rimandata a casa dall ospedale. 5

6 Lettere SANITÀ. Travolti dalla burocrazia La semplicazione dell'apparato burocratico è da sempre la promessa più demagogica e, nello stesso tempo, più utopistica di ogni governo. Demagogica perché risponde a un principio di giustizia sentito da tutti; utopistica, perché sembra un sogno in Italia, come mostra la recente indagine del commissario Cottarelli, che ha passato al setaccio i rami dell'amministrazione per metterne a nudo sprechi e doppioni. Prima ancora ci aveva provato, ma per semplice propaganda, il leghista Calderoli. Si ricorderà che nelle sue vesti di ministro per le riforme del governo Berlusconi aveva inscenato un "rogo" di cartacce burocratiche in piazza, per dimostrare alla pubblica opinione l'intenzione di fare sul serio. Il fatto è che Calderoli non ha fatto sul serio. Un caso esemplare di semplificazione amministrativa in negativo riguarda il sistema sanitario socio-assistenziale. Tutti avranno qualche anziano in casa, ora o in futuro. Ecco il percorso da seguire per prendersene cura. Numeriamo i passaggi burocratici, per semplificare. 1) L anziano si ammala, va in ospedale e passa alla non autosufficienza. 2) In attesa che i parenti si organizzino, viene parcheggiato. 3) Prima di uscire, il fisiatra ne prescrive gli ausili: stampelle, sedia a rotelle e quant'altro. 4) Ma per ottenerli bisogna rivolgersi all'asl. 5) Poi ci si reca di persona a ritirarli alla ditta convenzionata. 6) L'anziano torna a casa e non si sa che fare. L'assistenza domiciliare del Comune (sempre on demand) vacilla disperatamente tra un malato e l'altro. 7) Tramite passaparola ci si procura una badante, possibilmente "in nero". 8) Nel frattempo, il medico di famiglia compila un modulo per constatare la non autosufficienza del paziente. 9) Con il modulo precompilato il familiare va al Caaf più vicino, che inoltra la richiesta per l'accompagnatoria (circa 450 euro). 10) Passano settimane. L'anziano è convocato all'asl per la visita della Commissione: una specie di esame di maturità (on demand) dovrà attestarne la non autosufficienza per godere del sussidio. 11) Poi si torna a casa e si aspetta. Altri mesi. Se ci sono soldi in cassa (quindi non sei mai sicuro), ti arriva il sussidio. Altrimenti altre richieste all'asl (on demand) 12) Purtroppo la badante garantisce la sicurezza assistenziale, ma non quella sanitaria. Questo lo scopri solo vivendo, e più volte vai in pronto soccorso perché il tuo caro ha delle crisi. 13) Inizia l'odissea alla ricerca di una casa di riposo (on demand). C'è una banca dati regionale con le disponibilità di accoglienza? Un sogno. Qui Internet serve solo per i video giochi di Fantozzi. Il parente va in pellegrinaggio da casa in casa. In genere c'è sempre la lista d'attesa (on demand), e attendi. Poi, il miracolo: si apre un varco, diciamo così, e ottieni un posto letto. 14) Anche qui seguono scheda Bina, Cud, 730, impegnative scritte di copertura della retta. Diciamo dai 1800 ai 3000 euro mensili a seconda delle tasche. Ma per il tuo caro fai i salti mortali, come è giusto, fino alla deprivazione, per accudirlo. E' pur sempre tua madre o tuo padre, no? Ti ha accudito in fasce? Ti ha mantenuto negli studi? O)ra lo accudisci tu. Viene dal cuore, prima che dal senso del dovere. 15) Non ce la fai a integrare la retta abnorme e presenti al Comune il nuovo Isee, indicatore di redditi a punteggio, per un qualche contributo (on demand). 16) Ma per questo devi produrre altri quindici (15!) documenti (on demand). 17) Poi di nuovo sempre in lista d'attesa al Caaf. 18) Magari nel frattempo una qualche legge (di cui sei all'oscuro, ma "la legge non ammette ignoranza", offre (on demand) un sussidio uno tantum ai familiari. 19) Alla fine il parente, dopo "l'odissea on demand", e prima di finire pure lui all'ospedale (psichiatrico), scrive una lettera al giornale per chiedere se non ci sia spazio in Italia, come in Germania, per una qualche "Agenzia per la Terza età". Livio Braida Udine 6

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