Nuova economia a misura di uomo

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1 A PAGINA 3 Catania - anno XXXI - n. 9-8 Marzo Euro 0,60 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/ 2004 n o 46) art. 1, c. 1, DCB - Fil. di CT - Taxe perçue - Tassa riscossa - ISSN: settimanale regionale di attualità In caso di mancato recapito rinviare al CMP/CPO di Catania, per la restituzione al mittente previo addebito. Il mittente si impegna a pagare la tariffa vigente Papa Francesco incontra i membri della Confederazione cooperative italiane Nuova economia a misura di uomo Foto L Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR il denaro diventa un idolo, comanda le scelte Quando dell uomo. E allora rovina l uomo e lo condanna. Sono queste le parole di denuncia del capitalismo che Papa Francesco ha ripetuto con fermezza nell aula Paolo VI dinanzi a sette mila soci della Confederazione Cooperative Italiane, fondate e promosse da sacerdoti e parroci già nel XIX secolo, come cooperative agricole e di credito. Secondo Papa Bergoglio, infatti, il denaro a servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se, però è una cooperativa autentica, vera, dove non comanda il capitale sugli uomini, ma gli uomini sul capitale. La raccomandazione: Pagate giusti salari ai lavoratori, è risuonata come un monito alla giustizia e al diritto, specie nel difficile momento di crisi economica. Per realizzare una qualità nuova di economia, è necessario, far crescere le persone in tutte le loro potenzialità e mettere in interazione l economia con la giustizia sociale, con la dignità e il valore delle persone. Il circuito fatale dell egoismo ha introdotto un falso liberismo che si è limitato all assistenzialismo passivo e ad elargire le briciole della ricchezza accumulata senza produrre sviluppo e nuovo lavoro. Rileggendo anche i fatti di recente attualità, l appello del Pontefice è stato fermo e deciso nel contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione. Assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni del mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare. Il Papa ha inoltre suggerito di attivare una maggiore collaborazione tra le cooperative bancarie e le imprese, al fine di assicurare il pagamento di più giusti salari e di operare per far vivere con dignità le famiglie. Come ha già scritto papa Ratzinger, nell enciclica Caritas in veritate : Il mondo ha bisogno di un economia del dono e le cooperative costituiscono il motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle comunità locali e della società civile. La Giuseppe Adernò (segue a pag. 2) SALUTE e DISUGUAGLIANZE SOCIALI DEDICAZIONE DELLA CHIESA Ss. ZACCARIA ED ELISABETTA a pagina 7 Per una CULTURA DELL UNITÀ DI GIUSEPPE ZANCHÌ a pagina 11 La Cei rilancia il Prestito della Speranza : presso la Caritas diocesana le modalità di fruizione Una speranza oltre la crisi. Dal 2 marzo è stato rilanciato dalla Conferenza Episcopale Italiana il Prestito della Speranza 3.0 che offrirà la possibilità a famiglie e microimprese in difficoltà economica di accedere a prestiti bancari a tassi agevolati. Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, ha presentato l iniziativa di microcredito che consentirà l erogazione di 100 milioni di finanziamenti grazie a un fondo di garanzia della Cei di 25 milioni provenienti dall 8x1000 e che sarà gestito da Banca Prossima, la banca del gruppo Intesa San Paolo riservata al no profit laico e religioso. La presentazione è avvenuta nella Sala Marconi della Radio Vaticana; alla presenza del Card. Bagnasco, Presidente della Cei, di monsignor Luigi Bressan, Presidente della Caritas italiana, Marco Morganti, Amministratore delegato di Banca Prossima, Carlo Messina, Ceo di Intesa San Paolo e del Direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Il Presidente della Cei ha ripercorso le tappe che hanno segnato la storia del Prestito della Speranza, nato come progetto di microcredito sociale nel 2009 allo scopo di costruire un ponte per le famiglie in difficoltà, che permettesse loro di superare la crisi. E che in quattro anni ha permesso di erogare 26 milioni di euro attraverso micro finanziamenti, dei quali il 47,5% concessi da Intesa Sanpaolo e destinati esclusivamente ai nuclei familiari in difficoltà. Un lavoro capillare svolto dalle Caritas diocesane che hanno rappresentato il primo canale di accesso e di ascolto La solidarietà SOCCORRE nelle difficoltà nell individuazione dei destinatari ai prestiti. Campania, Puglia e Lombardia, le regioni che hanno usufruito maggiormente del prestito, stando ai dati emersi durante la presentazione. La nuova fase del progetto di microcredito ha esteso il finanziamento anche alle microimprese o per la formazione di nuove iniziative imprenditoriali. Il tutto grazie alla collaborazione con Intesa San Paolo, che attraverso Banca Prossima, ha garantito più credito a tassi molto contenuti a famiglie e persone in temporanea difficoltà, quadruplicando il fondo di garanzia della Cei, che ha toccato la soglia dei 100 milioni. Due le modalità di credito in questa nuova fase. Il Credito sociale, riservato alle famiglie disagiate, con la possibilità di usufruire fino ad un importo massimo di euro erogati in 6 rate bimensili di euro ciascuna come forma di sostegno al reddito. Ed il Credito fare impresa, destinato a microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova F.C (segue a pagina 2) IL COMITATO LIVATINO ALL'ISTITUTO KAROL WOJTYLA a pagina 12

2 2 Prospettive - 8 marzo 2015 sommario al n. 5 PRIMO PIANO Pastorale della Famiglia. Quale modello educativo per la famiglia di oggi? 3 Una riflessione di incoraggiamento: Il prete questo sconosciuto 5 INFORMADIOCESI Notizie in breve 6 Nota dell IDSC 6 Ufficio per l Animazione Missionaria 6 DIOCESI Presentato il libro del Card. Bertone 8 In ricordo di Padre Pierluigi Castorina 9 Indietro nel tempo intervistando Francesco d Aquino, principe di Caramanico 11 Al teatro Verga di Catania L importanza di chiamarsi Ernesto 12 Direzione amministrazione e redazione: via Etnea, Catania Redazione e amministrazione: tel fax Editrice ARCA s.r.l. via Etnea, Catania Iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) n Direttore responsabile Giuseppe Longo Grafica e impaginazione: Vera Cannavò Abbonamenti: ordinario Euro 40,00 ridotto (scuole, associazioni, confraternite, etc.) Euro 30,00 versamento su c/c postale n intestato a: ARCA s.r.l. via San Giuseppe al Duomo 2/ Catania Pubblicità: a mod. (1 colonna x 41mm). Commerciali Euro 27,11 a mod. Redazionali Euro 1,55 a mm Annunci immobiliari e R.P.Q. 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Negli ultimi giorni questi attacchi si sono intensificati al punto che su Twitter è stato lanciato un appello all uccisione dei dipendenti ed del fondatore Jack Dorsey. La vostra guerra virtuale contro di noi causerà una guerra reale contro di voi, si legge in un testo in arabo pubblicato da appartenenti all autoproclamato Stato islamico, con l immagine di Dorsey al centro di un mirino. Lo ha rivelato il sito americano di informazione Buzzfeed. Un messaggio chiaro e diretto in pieno stile Isis: Avete iniziato questa guerra fallimentare si legge online Vi avevamo detto dall inizio che non è la vostra guerra, ma non lo avete capito e avete continuato a chiudere i nostri account su Twitter, ma come vedete noi torniamo sempre. Ma quando i nostri leoni (uomini coraggiosi) verranno a togliervi il respiro, allora voi non resusciterete. A tutti i jihadisti individuali nel mondo è l appello contenuto nel testo -: colpite Twitter e i suoi interessi in ogni luogo, persona ed edificio, e non lasciate sopravvivere nessun ateo. Questo è solo l ultimo episodio di una guerra mediatica cominciata su Twitter già da mesi. Si stima che dal 2014 siano stati creati 60mila account Twitter di simpatizzanti dell Isis: stando ai numeri diffusi dalla società di web intelligence Recorded Future. Ma dopo l uccisione del giornalista americano James Foley avvenuta nell agosto (continua da pag. 1) NUOVA ECONOMIA... fondazione di nuove imprese cooperative, insieme allo sviluppo ulteriore di quelle esistenti, potrà meglio creare nuove possibilità di lavoro che oggi non ci sono. Le cooperative, costituiscono ancora un rimedio efficace al problema della disoccupazione e alle diverse forme di disagio sociale e diventano il motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle nostre comunità locali e della società civile. Mettere insieme con determinazione i mezzi buoni per realizzare opere buone, lottare per la cooperatività giusta sono i consigli del Papa che ha vissuto in Argentina il dramma della miseria e della povertà che oggi si fa sentire in maniera determinante in tutti i settori della società civile. Le iniziative, ha raccomandato, devono essere rivolte in particolare ai giovani, perché sappiamo che la disoccupazione giovanile, drammaticamente elevata, distrugge in loro la speranza, ed anche alle tante donne che hanno bisogno e volontà di inserirsi nel mondo del lavoro. La fame, spesso induce ad accettare qualsiasi lavoro, anche il lavoro nero e di ciò ne soffre la singola persona, mortificata nella sua dignità e la società intera, che amplifica la cultura dello scarto. (continua da pag. 1) LA SOLIDARIETÀ... del 2014 per mano dell Isis è cambiata anche la strategia di Twitter. Pertanto, molti di questi profili sono stati chiusi, il cui numero è stato dimezzato nel giro di un paio di mesi. Ed è proprio nell ultima settimana che Twitter avrebbe chiuso altri duemila profili scatenando le feroci invettive rivolte al fondatore del famoso social network. Numeri alla mano secondo uno studio presentato al Congresso americano e condotto dallo studioso J.M. Berger tra ottobre 2014 e gennaio 2015 sono stati cancellati 800 account di esplicita propaganda Isis. Mentre altri 18 mila account che in maniera indiretta inneggiavano all odio e alla guerra sono stati chiusi in maniera repentina e senza troppe spiegazioni. Ecco spiegato il motivo delle minacce esplicite di morte a Dorsey, numero uno di Twitter. Minacce che sono state estese anche ai familiari dei dipendenti: Come pensi di proteggere i tuoi miserabili dipendenti Jack, quando il loro collo diventerà bersaglio ufficiale per i combattenti dell Isis e i suoi sostenitori, cosa dirai alle loro famiglie e ai loro figli. Sei stato tu a coinvolgerli in questa guerra persa. La società con sede a San Francisco ha dichiarato di collaborare con le forze dell ordine per verificare e monitorare l entità delle minacce ricevute negli ultimi giorni. In una recente dichiarazione rilasciata alla Cnbc, Twitter ha affermato: Il nostro team di sicurezza sta indagando la veridicità di queste minacce con le pertinenti forze di polizia. L ultima presunta minaccia è apparsa su un sito web di pastebin (conosciuto anche come nopaste, è un applicazione web che permette agli Filo diretto con La coerenza della vita impegna a testimoniare i valori cristiani che appartengono a tutta la società, ma sono proprio i cristiani a renderli visibili e condivisi; la fede, infatti, non si salva rimanendo chiusi in se stessi, o nella ristretta cerchia dei fedeli, ma aprendosi agli altri e rendendo testimonianza al Vangelo, così da controbilanciare la dilagante cultura dello scarto. Globalizzare la solidarietà significa porre al centro dell economia mondiale, la dignità della persona umana e pensare all aumento vertiginoso dei disoccupati, alle lacrime incessanti dei poveri, alla necessità di riprendere uno sviluppo che sia un vero progresso integrale della persona che ha bisogno certamente di reddito, ma non soltanto del reddito, ma anche di un adeguato servizio per la salute e la scuola, che i sistemi di welfare tradizionale non riescono più utenti di inviare frammenti di testo - in gergo paste, dall inglese incollare -, di solito codice sorgente, per la visualizzazione pubblica) con sede in Polonia, secondo quanto riporta la Nbc. Del resto, la propaganda del moderno estremismo islamico è diventata una delle prerogative più importanti nella lotta alle forze occidentali. Come di recente hanno anche sottolineato due voci autorevoli, Scott Shane e Ben Hubbard in un articolo apparso sulle pagine del New York Times. Ecco come mettersi in contatto con noi: Inviare un all indirizzo Telefonare al numero o mandare un fax allo Per il numero che sarà in edicola e in parrocchia il 22 marzo 2015, vi preghiamo di inviare i vostri contributi entro venerdì 13 marzo Grazie! Maxwell a soddisfare. Lavoro e famiglia costituiscono i pilastri del vivere civile ed oggi queste due colonne sono sfaldate e corrose alla base. Ecco perché occorre intervenire prima che sia troppo tardi e costituire delle reti di solidarietà e di assistenza, tra gli enti, le associazioni e le parrocchie in risposta ai problemi emergenti. costituzione, con un prestito che verrà erogato in unica soluzione fino ad un massimo di 25mila euro: una modalità che verrà destinata prevalentemente ai giovani under 40. I tassi applicati ai prestiti che si avvalgono del funding Bce e della garanzia assicurata dalla Cei, sono fissi e pari al 2,50% per i prestiti erogati alle famiglie, con una rata mensile media indicativa di 138 euro e al 4,60% per le microimprese, con una rata/mese stimata in 468 euro. La durata del prestito è di complessivi 6 anni di cui 5 di ammortamento che decorre dopo 12 mesi dall erogazione. La Banca erogherà, quadruplicato, il fondo di garanzia da 25 milioni di euro messo a disposizione dalla Cei. Il Presidente di Caritas Italiana, mons. Luigi Bressan, a margine della presentazione, ha sottolineato l impegno delle Caritas diocesane nell educare alla solidarietà e alla coesione. Per questo motivo molte Caritas hanno chiesto di rinnovare questo prestito e hanno accolto con entusiasmo le condizioni attuali. La rete Caritas - ha aggiunto mons. Bressan - cerca di rispondere ai bisogni della nostra gente nei 5 mila Centri di ascolto offrendo tanti servizi essenziali. Anche nella nostra diocesi spetterà alla Caritas diocesana la prima accoglienza nel fornire il giusto consiglio alle famiglie che si rivolgeranno ai referenti del servizio. In generale, sono, di fatto, cinque incluso il Prestito della Speranza - gli strumenti di microcredito ai quali è possibile accedere rivolgendosi presso la sede della Caritas diocesana: Microcredito Etico-Sociale; Microcredito Regionale; Microcredito - Prestito della Speranza per le imprese; Microcredito Prestito della Speranza - per le famiglia; Microcredito per sovra indebitamento e antiusura. Un servizio, che nel corso degli anni, in ambito locale, ha permesso a numerose famiglie etnee di alleviare e prevenire possibili situazioni di disagio economico-sociale. Referenti: Dott. Giuseppe Ternullo (responsabile) e Dott. Salvatore Pappalardo (collaboratore). Per ulteriori e dettagliate informazioni sulle modalità di accesso al microcredito, rivolgersi presso la sede della Caritas diocesana in via Acquicella 104, il martedì mattina dalle ore 09:00 alle ore 12:00 e il giovedì pomeriggio dalle ore 17:30 alle ore 19:00. Oppure fissando un appuntamento scrivendo una mail a: caritascatania.it.

3 Prospettive - 8 marzo Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia. Giovani in relazione alla famiglia Da uno studio eseguito in Italia sulle disuguaglianze in ambito sanitario si osservano le ineguaglianze sociali nella salute a sfavore dei più svantaggiati. L analisi è stata condotta su un campione di circa 130 mila individui, rappresentativo della popolazione italiana non istituzionalizzata, intervistato nel e seguito per la mortalità fino al L analisi riguarda l ammalarsi, il rimanere nello stato di malattia, il morire a causa di una malattia e tutte le dimensioni della posizione sociale, sia quelle di carattere relazionale centrate sulla capacità di controllo delle risorse disponibili (classe sociale e credenziali educative), sia quelle di carattere distributivo delle risorse stesse, come il reddito e i beni posseduti. Per esempio, è stato stimato che l eliminazione delle diseguaglianze associate al livello d istruzione porterebbe, in Italia, a una riduzione di circa il 30% della mortalità generale maschile e quasi del 20% di quella femminile. Le disuguaglianze osservate riguardano sia indicatori obiettivi di disabilità, morbosità e mortalità sia indicatori di salute autoreferenziale i cui risultati vanno nella stessa direzione. Non possiamo negare che le disuguaglianze di salute sono sempre a vantaggio dei gruppi sociali più favoriti, i più ricchi. Le disuguaglianze di salute in Italia sembrano variare di intensità nelle varie aree del Paese. Tutti gli indicatori di salute (salute fisica, psichica, malattie croniche e disabilità) mostrano che le regioni del Mezzogiorno manifestano disuguaglianze sociali più pronunciate, come se il Quale modello educativo per la famiglia di oggi? Nei mesi di febbraio e marzo il II Vicariato dell Arcidiocesi di Catania, guidato dal Vicario foraneo P. Duilio Melissa, ha organizzato degli incontri per la formazione degli operatori di pastorale rivolti ai diaconi, ai ministri straordinari dell Eucarestia, ai catechisti, agli operatori Caritas, a quanti sono impegnati nella pastorale giovanile e della famiglia e nei vari movimenti ed associazioni laici ed ecclesiali. Obiettivo primario di tali incontri è la formazione di educatori capaci di ascoltare i bisogni e i desideri dei giovani, di accompagnarli e guidarli nelle traversate della vita per coltivare alti ideali morali che diano loro il coraggio di affrontare le sfide che la società contemporanea, ormai disincantata, pone lungo il loro cammino di crescita. Lunedì 23 febbraio presso la Parrocchia S. Maria Goretti di Catania l incontro ha affrontato il delicato tema dei Giovani in relazione alla Famiglia, tenuto dal Direttore dell Ufficio diocesano per la pastorale familiare Padre Salvatore Bucolo, con cui abbiamo avuto la gioia di condividere questo momento di riflessione e di confronto. Padre Bucolo ha evidenziato come oggi sia necessario considerare i giovani parte piena e integrante della famiglia, la quale ha il dovere di valorizzare l identità di coloro che bisogna riconoscere come figli, come frutto delle esperienze vissute in famiglia sin dalla nascita. A supportare la famiglia nel difficile ma affascinante compito educativo è chiamata ad intervenire la scuola, agenzia educativa che offre fondanti opportunità di crescita della coscienza civile, concretizzando nel giovane la piena consapevolezza di essere cittadino attivo e propositivo della società in cui vive. Ciò nondimeno oggi si avverte come la collaborazione scuola-famiglia stia venendo a mancare, sia perché scuola e famiglia vengono avvertiti come distinti e separati nei loro compiti educativi, sia per il mancato riconoscimento della fondamentale interrelazione tra famiglia e scuola per la crescita del proprio figlio. Ultimo punto affrontato, ma non per questo meno importante, ha Studio Teologico San Paolo contesto meridionale rendesse i poveri più vulnerabili sulla salute che nel resto del Paese, similmente a quanto osservato tra i Paesi dell Europa centro orientale a confronto con quelli dell Europa. È, dunque, possibile che la combinazione della particolare concentrazione di povertà individuale nel Mezzogiorno, unitamente alle minori capacità politiche di queste regioni di moderare le disuguaglianze sociali di salute, siano all origine del nuovo divario tra Nord e Sud. I rischi di mortalità per tutte le cause crescono regolarmente al decrescere del livello d istruzione e risultano significativamente più elevati tra le persone con bassa istruzione, rispetto ai più istruiti, sia negli uomini che nelle donne: gli uomini con istruzione elementare presentano un rischio di morte dell 80% circa superiore a quello dei più istruiti; tra le donne tale eccesso è di minore entità ma superiore del 60%. Di certo questi dati presentano una profonda tristezza. Le finanze e l istruzione, la localizzazione del riguardato il delicato ma imprescindibile compito dei genitori nella trasmissione della fede cristiana ai figli, su cui si basa la qualità e la grandezza della crescita e dell educazione del giovane. I genitori sono chiamati a farsi mediatori di una ricchezza che allarga e dà fondamento stesso all umanità del giovane, comprendendolo nella sua essenza, nella sua concretezza per spingerlo a volare in alto verso orizzonti che non avrebbe mai immaginato. Ai figli non può essere negato il diritto che esiste un infinito di amore che si è fatto carne, si è fatto prossimo al più sfortunato, ha condiviso tutto ciò che l uomo non vorrebbe mai vivere e sopportare. Se i genitori fanno memoria di questo immenso dono d amore per l umanità con i propri figli, nella propria casa, Chiesa domestica, allora il figlio si innamorerà della fede cristiana e costruirà i suoi sogni sulla roccia che non crolla mai Servizio di bioetica Dott. A. Cafaro Le disuguaglianze sociali e la salute domicilio influenzano la salute del corpo e ancor più dello spirito. La relazione fra salute e povertà costituisce l oggetto di un analisi che ha radici profonde nella tradizione delle scienze sociali ed epidemiologiche. I poveri godono di una salute peggiore di chi ha una sorte migliore? L aspetto economico è l unico fattore che determina tale peggioramento? I poveri tenderebbero alla malattia per una congenita gracilità, alla base di una salute cagionevole, se non profondamente compromessa. Questa condizione impedirebbe loro di frequentare con regolarità la scuola e di acquisire le credenziali educative che, si presume, dovrebbero costituire un assicurazione contro la povertà. Altra possibilità interpretativa è data dalla teoria della programmazione biologica che lega la povertà della madre, le deprivazioni cui è costretta, alla cattiva salute del figlio. Ancora, si considerino i luoghi di lavoro, i luoghi di vita, nei quali è possibile riconoscere, insieme ad altre relazioni sociali, anche fattori materiali responsabili del nesso fra povertà e cattiva salute, come i livelli di inquinamento ambientale, più elevati nei contesti caratterizzati da deprivazione economica. Il tipo di abitazione, il livello di igiene, sicurezza e comfort sono fattori che hanno uno stretto rapporto con lo stato di salute. Non occorre ricordare qui che le abitazioni dei poveri sono quelle più carenti sotto questo profilo. La riflessione sulla distribuzione territoriale delle risorse, buone e cattive, per un alimentazione sana conduce al tema degli stili e alla qualità della vita. Chi non ha soldi non può accedere facilmente alle cure di cui ha bisogno. Viviamo in un sistema in cui le continue privatizzazioni e tagli nella sanità porteranno ad un divario sempre più profondo tra ricchi e poveri anche nel mantenere la propria salute. Sembra che in ambito sanitario avremo la terribile sorte che la salute sarà un lusso solo per pochi. Eppure sappiamo che gli scopi propri della medicina rappresentano la risposta tipica della pratica medica all esperienza umana universale della malattia, ispirata dal bisogno di guarire, aiutare, assistere e curare, ed iniziata con il rapporto medico-paziente, sul quale la medicina mantiene e rafforza la propria vitalità. Quindi, pur nel riconoscimento del dovere di una maggior trasparenza riguardo sia ai limiti interni della medicina che ai condizionamenti culturali che essa riceve dall esterno, con le continue manovre economiche, resta necessario individuarne scopi e fini in funzione della sua intrinseca vocazione alla promozione e difesa della salute umana e alla tutela del paziente. Antonino Sapuppo Servizio di Bioetica, Studio Teologico S. Paolo Se desiderate avere chiarimenti su questioni di bioetica, potete contattarci inviando una vostra richiesta al seguente indirizzo di posta elettronica: e che conduce verso alte vette. Come credenti e genitori di due adolescenti, siamo stati invitati a dare la nostra testimonianza su alcuni aspetti fondamentali che caratterizzano la relazione fra genitori e figli. La genitorialità al maschile e al femminile possiede diverse sfaccettature che si completano vicendevolmente apparendo necessarie per una crescita equilibrata dei figli. Si può correre il rischio di desiderare egoisticamente dei figli a propria immagine e somiglianza, scoprendo come in realtà i limiti e le imperfezioni di tale approccio invitano i genitori a re-inventarsi quotidianamente scoprendo nel figlio un altro uomo con caratteristiche sue proprie, che lo rendono unico ed irripetibile. È stata sottolineata la necessità di vivere con coerenza anche i piccoli gesti quotidiani, perché i figli ascoltano con gli occhi e giudicano col cuore. I genitori, infatti, sono chiamati a generare affettivamente i loro figli, attraverso principi morali, regole e limiti, sono chiamati a essere rocce solide con un cuore tenero, genitori discreti in ascolto per abbracciare i loro limiti, per comprenderli senza giudicarli, per incoraggiarli ad affrontare le sfide della realtà, per entrare nel loro mondo in punta di piedi parlando il loro linguaggio d amore. Anche nella loro esperienza scolastica siamo chiamati a collaborare con la scuola, a cui abbiamo delegato il completamento della loro educazione, ponendoci in atteggiamento di ascolto e sostegno. I genitori devono avere la forza di accettare le difficoltà scolastiche dei figli come opportunità di crescita e maturazione. Riguardo all educazione alla fede dei figli, abbiamo appreso dalla nostra esperienza di credenti impegnati nella nostra comunità parrocchiale che i figli credono nella Parola di Dio se i genitori riescono ad esserne testimoni credibili. Affidandoci allo Spirito Santo, confidiamo che, nonostante i loro periodi di tiepidezza, il frutto della fede possa rinascere più rigoglioso che mai. Ai genitori spetta solamente rimanere saldi nella Parola che salva, testimoniandola. La comunità parrocchiale, guidata da P. Paolo Riccioli, è intervenuta copiosa, partecipando a un dibattito interessante e costruttivo che ha messo in evidenza come la Chiesa, gli operatori pastorali e la famiglia sono interpellati a collaborare fraternamente per la crescita responsabile del giovane, chiamato ad affrontare le innumerevoli sfide lanciate dalla società contemporanea e a riscoprire, come afferma San Giovanni Paolo II nella sua Lettera alle Famiglie, le testimonianze dell amore e della sollecitudine della Chiesa per la famiglia e il ruolo di una famiglia coerente con la norma morale, perché l uomo, che in essa nasce e si forma, intraprenda senza incertezze la strada del bene, inscritta pur sempre nel suo cuore. Giuseppe e Mariella Magrì

4 4 Prospettive - 8 marzo 2015

5 Prospettive - 8 marzo PRIMOPIANO Totalmente Soggettivo 5 Dicesi chierico il soggetto che, rivestito di sacri poteri, metti questi a totale ed esclusivo servizio del popolo a lui affidato. Dicesi clericale il soggetto che, rivestito di sacri poteri, utilizza questi a beneficio e utilità di se stesso e del proprio prestigio. Dicesi anticlericale colui il quale polemizza con quella parte di clero che trasforma gli adempimenti sacri in strumento di potere e di dominio sugli altri. Obiezione: le affermazioni appena enunciate sono molto scarne, sintetiche e piuttosto sbrigative. E allora aggiungiamo che il clericale è colui il quale, pur rivestito di compiti sacri, pretende d imporre la propria autorità non attraverso le personali qualità umane e l esemplarità dei comportamenti ma nel nome del proprio status istituzionale; come a dire: lei non sa chi sono io oppure qui non si muove foglia che io non voglia! E l anticlericale è colui il quale respinge quest agire autoritario, spesso supportato da affermazioni dogmatiche, le quali precludono ogni possibile punto di incontro e di Il chierico e il clericale dialogo con l interlocutore. A queste riflessioni totalmente soggettive, mi portano le tante affermazioni di Papa Francesco su alcune tematiche di vita ecclesiale ed ecclesiastica tra le quali anche quelle sul clericalismo. Non so quale estensione di contenuti Egli dia a questa parola; io sottovoce dico il mio pensiero. E lo dico perché, con l aria che tira, penso che Papa Francesco abbia sufficienti motivi che lo spingano a parlare chiaro. Dunque, stante il fatto che Papa Francesco evochi spesso comportamenti non proprio squisitamente evangelici di presbiteri, di religiosi, di religiose, non escluse le alte sfere vaticane, oso temerariamente anch io utilizzare qualche grammo di parole sull argomento del clericalismo, dichiarandomi anch io colpevole per non aver assorbito totalmente il famoso odore del gregge. Tuttavia appartengo alla generazione del Vaticano II e il mio cuore non si è staccato da quell avvenimento: questo è il punto di partenza della mia memoria e del mio dire. Si parlò allora di una Chiesa nata per servire, di una Chiesa che stava dalla parte degli ultimi, di una Chiesa che rinunciava ad onori e privilegi, di una Chiesa penitente e testimone del Regno. E oggi sembra che Papa Francesco debba ripartire da zero e sia necessitato a puntare il dito contro il clericalismo. Questo è il culto talmente eccessivo dell apparire e delle apparenze, diciamo pure del sacro narcisismo, da rompere, a volte, gli argini del buon senso nei comportamenti del clero. Volesse Iddio che dentro quel luccichio di sacri parati e di quei medaglioni sgargianti ci fossero delle ottime personalità. Clericalismo è anche trasformare il proprio status in un tribunale giudicante: chi non è con me è un reprobo, chi pensa come me è un servo fedele. Clericalismo è anche quello di certo laicato che diventa più clericale del clero sentendosi investito da potere divinizzante non appena gli venga consegnata la chiavetta di un ripostiglio parrocchiale. E a proposito di clericalismo non vorrei strattonare il Vangelo, ma una sbirciatina veloce veloce al capitolo 23 di Matteo la darei: impongono carichi pesanti sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito fanno tutto per l apparire amano i primi posti le prime file amano essere ossequiati ed essere chiamati maestri. E Marco aggiunge: divorano le case delle vedove e fanno finta di pregare a lungo. Insomma: il chierico cerca di guardare al Vangelo, il clericale si interessa molto all evangeliario; il chierico vive la liturgia come riverenza al Cristo, il clericale la usa come autoreferenzialità; il chierico ama le sue pecore, il clericale guarda alla loro lana e al profitto che ne potrà ricavare. Hermanos, con molta malinconia, adios. Giuseppe Bruno Una riflessione di incoraggiamento: Il prete questo sconosciuto on chiedo che tu li «Ntolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, [ ] consacrali nella verità. [ ] Come tu mi hai mandato nel mondo, anch io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch essi consacrati nella verità» (Gv 17, 15-19). Nell omelia della messa del crisma del Giovedì Santo del 5 aprile 2012, Benedetto XVI con amarezza ha esposto l appello alla disobbedienza di un gruppo di sacerdoti di un Paese europeo ponendo la seguente domanda: la disobbedienza è una via per rinnovare la Chiesa? Ebbene, Cristo nella sua vita ha cercato di frenare quelle abitudini umane che soffocavano la parola di Dio cercando di ridestare l obbedienza alla vera volontà di Dio contro l arbitrio umano: non la mia volontà, ma la tua volontà fino alla Croce. È chiaro come, oggi, la conformazione a Cristo diventi sempre più difficile anche per i sacerdoti ministri di Cristo e continuatori della Sua missione. Tuttavia, non si può dimenticare che ogni annuncio deve misurarsi sempre sulla Parola di Gesù Cristo: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato» (Gv 7, 16). Il problema sussiste quando, a volte, sia ministri che fedeli cristiani esplicitano teorie o opinioni personali, mentre la Chiesa è pervasa di fede e da oltre duemila anni diffonde e testimonia l autentico messaggio di Cristo. Ciò che preoccupa riguarda i luoghi comuni ai quali ormai siamo avvezzi e dai quali, direi, contagiati. Invece, Volgere lo sguardo al bene e distoglierlo dal benessere non è cosa semplice; occorre preghiera e condivisione una sana riflessione che scaturisca dall amore per la verità e dall esperienza concreta, ci deve far compiere il passaggio dai luoghi comuni al senso comune dove la condivisione comunitaria ci faccia distaccare dall io assoluto e personale che ci tormenta senza avere coscienza. Forse dovremmo imparare a vedere il bello e il bene che c è nella Chiesa; volgiamo troppo lo sguardo al benessere e allo sfarzo ma diventiamo ciechi quando c è qualcuno che aiuta, sostiene, supporta e si sporca le mani per aiutare chi soffre e chi è schiacciato dal dolore. Ma volgere lo sguardo al bene e distoglierlo dal benessere non è cosa semplice; Avviso ai lettori Archivio Prospettive È possibile consultare l archivio completo dei numeri precedenti di Prospettive inerenti all intero anno 2012, sul sito del settimanale diocesano ww.prospettiveonline.it. Mentre l acquisto di copie in archivio avviene solo nella sede del periodico. Inoltre l abbonamento può effettuarsi anche online. Eletti nell umiltà occorre preghiera e condivisione, ma queste mancano e non solo per colpa dei sacerdoti. I sacerdoti sono uomini come tanti che soffrono, lottano e sperano. Ogni giorno lottano per essere sempre di più uomini secondo il Cuore di Gesù e sempre meno bestie; che non offendono né feriscono ma che gradirebbero non essere offesi né feriti; che amano ma che vorrebbero essere amati; che donano il Cristo ma vorrebbero che i fedeli siano degni di riceverlo. I sacerdoti sono coloro che elargiscono misericordia e non condanne; sono coloro che abbracciano chi vive nel dolore e non fannulloni, accaparratori, assetati di potere e di guadagno, o peggio blindati nelle loro roccheforti che sono le parrocchie. No! I preti sono coloro che, sempre nel silenzio, pagano le bollette della luce a chi non arriva a fine mese, che consolano i parenti deprivati di un loro familiare, che organizzano i Grest per far vivere ai bambini un esperienza sana e toglierli dalla strada, che tengono pulito il sagrato della chiesa per accogliere i fedeli in modo decoroso. I sacerdoti non vogliono privilegi né desiderano imporre Cristo ad alcuno ma accolgono tutti, anche chi non crede o chi professa un altro credo. Allora, basta! Quasi quasi ci si stanca a sentirsi sempre attaccati o insultati attraverso i soliti luoghi comuni. E se le chiese sono vuote (o così si pensa che siano!), non è colpa solo dei preti che non sono disponibili ad ascoltare. Non è così! Se è vero che le Chiese sono vuote o meglio mezze piene è perché, magari, i nostri cuori (quelli di tutti!) si sono svuotati di Cristo. Questo è il dramma! Peral centro metteremo di nuovo la tanto, l identità cristiana si otterrà se nostra sensibilità per la verità; invitare la ragione a ricercare il vero, il bene e Dio e su questo cammino, stimolarla a «scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro» (Benedetto XVI, Discorso all Università La Sapienza, ). Solo attraverso un processo di riscoperta della fede in seno alla Chiesa, si Foto Siciliani-Gennari/SIR potrà lottare il nuovo inquisitore che attacca l uomo e lo porta ad un livello di non riflessione per la qualcosa, disorientato e plagiato, egli si fa travolgere dal virus dei luoghi comuni. L uomo non ha più bisogno di discorsi astratti o troppo ideologizzati; ha bisogno di una parola profetica; ha bisogno di modelli che non scendano a compromessi con una mentalità corrotta, ma che amino servire senza vanto e con amore, perché Gesù Cristo era riluttante nei confronti di quegli uomini che non si sporcavano le mani per aiutare il loro prossimo, come invece fece il buon Samaritano con quell uomo mezzo morto perché picchiato e spogliato dai briganti (Lc 10, 30). Gesù è colui che condanna gli scribi e i farisei perché «dicono e non fanno, impongono sulla gente pesanti fardelli e compiono opere per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattéri e allungano le frange» (cfr. Mt 23, 1-11). La Santa Madre Chiesa è coraggiosa non quando si oppone, quando grida con slogan o quando condanna puntando il dito sul pubblico peccatore; essa diventa strumento di santificazione lì dove fa la strada con i peccatori (con i pubblici peccatori) senza compromettersi, senza fuggire, senza snobbare, ma testimoniando con la presenza, con la parola, con la preghiera viva ed edificante. Occorre prendere le distanze da coloro i quali adottano un certo stile di comportamento (ad esempio, privilegiano attività meramente propagandistiche, tipo interviste da odience), anziché spendersi a riflettori spenti per trasmettere l amore per Dio a chi lotta e soffre quotidianamente. In poche parole confermare nella fede invece che allontanare o fomentare sentimenti anticristiani, anti-ecclesiali, anti-, anti-, anti-. Che tutti, e dico tutti, possiamo lasciarci sedurre dal Signore, che è l unica fonte della Verità e che, ancora oggi, trasmette il suo messaggio nella Chiesa fatta da uomini in cammino verso la santità. Fausto Grimaldi sacerdote

6 6 Prospettive - 8 marzo 2015 Notizie in breve dal 9 al 15 marzo Dall Agenda dell Arcivescovo Lunedì 9 Ore Catania, Chiesa Badia di S. Agata: prende parte al Convegno di Pastorale Scolastica. Martedì 10 Ore 9.30 Catania, Seminario: prende parte all incontro di Formazione permanente del Clero guidato da P. Tommaso Guadagno, S.J. Ore Tremestieri Etneo, parrocchia S. Maria delle Grazie: Visita pastorale. Mercoledì 11 Palermo: prende parte ai lavori della Conferenza Episcopale Siciliana. Giovedì 12 Palermo: prende parte ai lavori della Conferenza Episcopale Siciliana. Ore Catania, Chiesa S. Giuliano: assiste al Concerto di Quaresima organizzato dall Ordine del S. Sepolcro. Venerdì 13 Ore Curia, Salone dell Economato: presiede l incontro con i Vicari foranei. Ore Tremestieri Etneo, parrocchia S. Maria delle Grazie: Visita pastorale. Ore Nicolosi, parrocchia Spirito Santo: presiede un momento di preghiera organizzato dall Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile. Sabato 14 Ore Tremestieri Etneo, parrocchia S. Maria delle Grazie: Visita pastorale. Domenica 15 Ore Catania, parrocchia Nostra Signora del SS. Sacramento in Librino: celebra la S. Messa. Ore Tremestieri Etneo, parrocchia S. Marco: celebra la S. Messa per l inizio della Visita pastorale. IDISC NOTA PER TUTTI I SACERDOTI INSERITI NEL SISTEMA SOSTENTAMENTO CLERO Si porta a conoscenza dei sacerdoti inseriti nel Sistema Sostentamento Clero che la recente legge di stabilità ha confermato anche per l anno 2015 il bonus di 80,00. Si precisa che hanno diritto al bonus solo i titolari di redditi da lavoro dipendente od equiparato con esplicita esclusione dei pensionati. Pertanto il bonus verrà riconosciuto solo ai sacerdoti nel Sistema di Sostentamento, con l esclusione di coloro che sono nel Sistema di Previdenza Integrativa. Sostanzialmente non ci sono variazioni rispetto alle regole applicate nel periodo giugno-dicembre 2014, tranne che per l estensione del bonus all intero anno con conseguente aumento della cifra prevista che passa da 640,00 euro annue a 960,00 euro. Il sacerdote al quale non è stato riconosciuto il bonus nell anno 2014, potrà, nel corso del 2015, farne richiesta direttamente all IDSC compilando il relativo modulo. Gli uffici dell IDSC restano disponibili per ulteriori chiarimenti. Mons. Agatino Caruso Presidente IDSC Catania UFFICIO PER L ANIMAZIONE MISSIONARIA Giornata di preghiera e digiuno a ricordo dei missionari martiri Il 24 marzo 1980, mentre celebrava l Eucarestia, nella cappella dell ospedale della Divina Provvidenza, venne ucciso mons. Oscar A. Romero, Vescovo di San Salvador, nel piccolo Stato centroamericano di El Salvador. La celebrazione annuale di una giornata di preghiera e digiuno a ricordo dei missionari martiri prende ispirazione da quell evento, sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita, che è dono per tutti. Negli ultimi anni, come ha sottolineato Papa Francesco, agli elenchi provvisori stilati dall Agenzia Fides, deve essere sempre aggiunta una lunga lista di tanti, non solo religiosi, ma anche fedeli laici, di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta pagano con la vita la loro fede. Alle crocifissioni e decapitazioni dell ISIS in Siria e Iraq, al rapimento e alla riduzione in schiavitù sessuale di giovani ragazze e alla brutale uccisione dei maschi di ogni età in Nigeria da parte del movimento Boko Haram, seguono ora le inaudite crudeltà perpetrate dal non meno sinistro Al Shaba-ab, gruppo affiliato ad Al Qaeda in Kenya. Così, l Africa, continente di grandi speranze per la diffusione del Vangelo, si tinge del sangue dei cristiani. Nel mese di dicembre 2014, l inviato del Corriere della sera Michele Farina ha raccontato in più articoli di continue stragi: 36 operai cristiani che al rifiuto di recitare una preghiera islamica sono stati uccisi con un colpo alla nuca o con la decapitazione; 28 insegnanti che, costretti a scendere dall autobus in cui viaggiavano, al medesimo rifiuto, sono stati assassinati con simile procedura; 48 pescivendoli che, ugualmente, sono stati sgozzati o affogati con mani e piedi legati. L Agenzia vaticana Fides (7/10/2014) riferisce che nella sola diocesi di Maiduguri (Nigeria) vi sono stati 190mila sfollati e 185 Chiese bruciate. Davide Demichelis, dalle colonne di Vatican Insider (1/10/2014), riferisce che mons. Mamza, Vescovo di Yola (Nigeria), ha visto arrivare precipitosamente nella sua città 30mila fuggitivi dai villaggi della zona, presi di mira dai fondamentalisti. In Cattedrale ne ha ospitati 3mila, dando fondo a tutte le riserve di cibo, vestiti, medicinali. Altre migliaia hanno trovato rifugio nelle 10 parrocchie della città, altri ancora vivono in caverne o nelle foreste dei dintorni. Tuttavia, ci dice il Vescovo Mamza, le domeniche le Chiese sono affollate come sempre, sia a Maiduguri che a Yola. I fedeli non se ne sono mai andati, vogliono essere uniti contro il diavolo e i terroristi. Il presidente dei giovani dell Associazione cristiana di Nigeria afferma che non solo il governo nazionale, ma anche la comunità internazionale si sono dimenticati di loro; gli sfollati cristiani sono ormai 1 milione e 600mila e quelli uccisi oltre 11mila. Un noto editorialista del Corriere della sera, Pierluigi Battista, il 3 dicembre 2014, scrive che il mondo è indifferente alle persecuzioni che i cristiani stanno subendo per mano del fondamentalismo islamista, pur essendo informato che ogni giorno una suora viene ammazzata in Nigeria o una comunità massacrata, che quotidianamente in Pakistan i cristiani sono decapitati, torturati, umiliati. Solo nel mese scorso, in seguito alla decapitazione di 21 lavoratori egiziani copti ad opera dei miliziani dello Stato islamico in Libia, il mondo è apparso scosso, forse perché il triste episodio si è svolto alle porte di casa nostra. Occorre che i cattolici di tutto il mondo facciano il possibile per non lasciare perire la memoria di quanti hanno subito il martirio. Desideriamo pertanto che, attraverso la Giornata a ricordo dei missionari martiri, tutte le comunità parrocchiali e religiose entrino in comunione spirituale con i cristiani perseguitati sparsi in ogni angolo della Terra attraverso la preghiera, il digiuno, la solidarietà fraterna. Quest anno 2015 ricorre anche il 40esimo anniversario della morte di padre Santo Di Guardo, missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere), nato a San Giovanni Galermo e morto nel 1975 nelle Filippine, sua terra di missione. Per tale motivo la Diocesi di Catania ha scelto come sede per la Veglia missionaria di quest anno proprio San Giovanni Galermo e precisamente la Chiesa dei Ss. Zaccaria e Elisabetta. La Veglia sarà presieduta dall Arcivescovo S.E. Mons. S. Gristina e sarà celebrata alle ore 20 di martedì 24 marzo. Le comunità locali, le comunità di vita consacrata, il seminario e i noviziati sono invitati a partecipare. Per info rivolgersi a: p. Salvatore Cardile ; In Cristo, p. Salvatore Cardile per il CMD Economato Ai Sacerdoti in servizio in Diocesi Si porta a conoscenza che i Mod. PO1 relativi all anno 2015 devono essere ritirati presso l Ufficio Economato della Curia Arcivescovile e consegnati all I.D.S.C. insieme ai cedolini di eventuali stipendi (scuola, ospedali, altro). I titolari di pensione, insieme al modello PO1, devono consegnare copia della propria carta di identità valida.

7 Prospettive - 8 marzo Dedicazione della chiesa parrocchiale Santi Zaccaria ed Elisabetta I fedeli, pietre vive della Chiesa La sera di sabato 28 febbraio, tantissimi fedeli della vasta comunità parrocchiale S. Giovanni Battista di S. Giovanni di Galermo hanno partecipato lieti e commossi alla solenne liturgia della Dedicazione della nuova chiesa parrocchiale, capolavoro della fede e dell arte, una vera e propria cattedrale della periferia intitolata ai Santi Zaccaria ed Elisabetta. I fedeli della popolosa frazione ganormitana sono stati preparati in Matrice al grande evento religioso ed ecclesiale da un settenario caratterizzato dalla catechesi con cui il docente benedettino di liturgia, l abate dom Ildebrando Scicolone, ha dettato tre riflessioni su La chiesa edificio immagine della chiesa viva e luogo di incontro di Dio col suo popolo e sul rito della dedicazione: Dio abita nei cuori di chi lo accoglie. Il suggestivo rito è iniziato sul sagrato della Chiesa Madre del popoloso e periferico quartiere cittadino di Catania, presieduto da Mons. Giuseppe Malandrino, Vescovo emerito di Noto con accanto padre Scicolone che ha commentato magistralmente le varie fasi altamente simboliche della lunga liturgia, il Vicario generale mons. Salvatore Genchi, il parroco padre Giuseppe Catalfo, il cerimoniere arcivescovile padre Pasquale Munzone, l incaricato del servizio per la promozione al sostegno economico alla Chiesa padre Roberto Catalano, gli ex vice parroci di S. Giovanni Galermo padre Antonio Catalfo e padre Pio Guidolin, e i diaconi permanenti uxorati don Giuseppe Cannizzo, don Giuseppe Corvaia, don Giuseppe Licitra, don Santo Rizzo. Il Vescovo all inizio della processione stazionale introitale ha salutato il popolo con una monizione appropriata al momento così significativo per tutta la comunità. Successivamente in processione clero e popolo hanno raggiunto il sagrato della nuova chiesa, sulla cui soglia tutti si sono fermati. Davanti alla porta il direttore dei lavori ha consegnato le chiavi al Vescovo, che a sua volta le ha consegnate al parroco invitandolo ad aprire la porta dicendo: Sollevate o porte i vostri frontali: entra il Signore, il Re della gloria. Il Vescovo e i sacri ministri sono entrati nel tempio avvolto nella penombra, seguiti da migliaia di fedeli, che all ingresso della grande aula liturgica hanno potuto leggere una lapide posta a perpetua memoria dello storico evento. Sul lato sinistro dell unica navata era stato esposto alla pubblica venerazione il simulacro processionale dell amato Patrono San Giovanni Battista che l indomani sera, al termine della s. messa della II domenica di Quaresima, il devoto popolo giovanneo ha riportato festosamente e solennemente in Chiesa Madre per essere ricollocato, tra le acclamazioni della folla, nell apposita nicchia-custodia. A questo punto ha presieduto la liturgia l Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina che alquanto raffreddato già si trovava all interno del tempio. L Arcivescovo ha preso posto nella sede presidenziale dell artistico presbiterio con tutti i concelebranti, ai quali si sono uniti altri quattro sacerdoti: il confrate di San Giovanni Battista padre Giuseppe Marletta, il salesiano don Santo Muratore, il prof. avv. Giuseppe Putrino, il paolino don Amedeo Roscani. L ing. Santi Maria Cascone visibilmente commosso ha illustrato il lungo iter di progettazione e di costruzione, l arte e la funzionalità della chiesa, cuore del grande complesso parrocchiale polivalente, caratterizzata da tetti alti, grandi vetrate e una struttura a corpo unico. Finanziata con fondi regionali, la chiesa è stata progettata nel 1993 dallo studio dell ing. Carmelo Cascone e portata avanti dai suoi figli, tra cui Santi, presidente dell Ordine degli ingegneri di Catania, che ha ricordato l origine dell idea progettuale e la figura del padre. Il parroco, da parte sua, con tanta gioia ed emozione ha rivolto un caloroso saluto di ringraziamento ai tanti collaboratori, a tutti i presenti e alle autorità, fra cui il sindaco Enzo Bianco, il vice sindaco Marco Consoli, gli assessori della Giunta Municipale Luigi Bosco, Rosario D Agata, Giuseppe Girlando e Orazio Licandro, l europarlamentare Michela Giuffrida, il deputato nazionale Giuseppe Berretta, il deputato regionale Antonino D Asero, il presidente della Municipalità Emanuele Giacalone i consiglieri di quartiere, ecc.. Terminato il rito d ingresso Mons. Gristina con la preghiera di benedizione ha benedetto l acqua per aspergere il popolo in segno di penitenza e in ricordo del Battesimo ed anche le pareti e l altare. L arcivescovo che, 12 anni fa ha avuto la gioia di benedire la prima pietra e di porre con la pergamenaricordo anche il suo zucchetto episcopale, ha focalizzato come il significato liturgico ed ecclesiale del rito di Dedicazione di un edificio-chiesa corrisponda alla sua identità-finalità in cui anche la comunità parrocchiale di San Giovanni di Galermo avrà la gioia di riconoscersi Chiesa vivente che si riunisce nel tempio materiale, costituente presenza sul territorio dove risiede, una presenza per servire secondo lo stile proprio delle Chiese di Sicilia. Mons. Gristina ha lodato la catechesi svolta da padre Scicolone che ha fatto comprendere ai fedeli la differenza che esiste tra Chiesa vera, che è quella del popolo di Dio, e la chiesa-tempio di pietra racchiusa tra quattro mura. Il tempio di Dio, ha detto, il tempio spirituale siamo noi cristiani. Un altro punto di riflessione è stato l istituzione dell Eucaristìa alla vigilia della sua Passione e l episodio della pesca miracolosa raffigurata nello splendido mosaico realizzato nell abside da padre Marko Rupnik in cui Gesù invita Pietro e i discepoli alla sua sequela. Oggi nella Chiesa il Corpo di Cristo si rende visibile nella comunità di coloro che credono in Lui, i cristiani. Dopo la recita del Credo e le Litanie dei Santi, è seguita la preghiera di dedicazione che è stata elevata al cielo davanti all altare, stando in piedi a braccia allargate, dall Arcivescovo il quale, subito dopo, cinto un grembiule di lino, con i diaconi e gli altri ministri ha unto col Sacro Crisma la mensa dell altare al centro e ai quattro angoli. Il parroco e don Licitra hanno unto le 12 croci dedicatorie murate alle pareti della chiesa, simbolo degli apostoli. Sono seguite l accensione dell incenso, simbolo della preghiera, e l incensazione dell altare, dei concelebranti, del popolo e delle pareti. Quattro parrocchiane, simboleggianti le pie donne che si recarono al sepolcro di Cristo all alba della Pasqua di risurrezione, hanno asterso l altare e vi hanno steso un telo impermeabile e le tovaglie di lino e vi hanno disposto i candelieri. Non appena l Arcivescovo ha pronunciato la formula rituale Risplenda nella Chiesa la luce di Cristo e giunga a tutti i popoli la pienezza della verità, sono state accese le candele dell unzione e dell altare mentre dall assemblea si è levato un gioioso applauso. Dopo la Comunione sono seguiti la firma del verbale della celebrazione rituale da parte delle autorità ecclesiastiche e civili e un momento di commosso ringraziamento del parroco. Alla conclusione l Arcivescovo ha inaugurato con la benedizione del Signore, mediante l aspersione con l acqua benedetta, i locali del nuovo complesso parrocchiale, punto di riferimento e di incontro fra i vicini e i lontani, evidenziando che al centro c è la chiesa parrocchiale, casa di Dio in mezzo alle case degli uomini e cuore della comunità. Tutti hanno espresso un vivo ringraziamento al padre Giuseppe Catalfo, che nei 28 anni di parrocato ha restaurato la chiesa e i locali della Matrice, ha predisposto adeguati ambienti parrocchiali nel sito adiacente alla chiesa filiale dell Immacolata e ha reso realtà il sogno del nuovo complesso parrocchiale. Nel sottostante grande salone parrocchiale è seguito un lieto momento di fraternità. Nella fausta circostanza, il sindaco Bianco ha espresso gioia e soddisfazione per l opera che non solo ha un grande valore religioso ma anche un notevole valore sociale per il quartiere e rappresenta una festa per tutta la città di Catania. Negli ultimi mesi il Comune ha realizzato lavori di sistemazione per la recensione esterna e di una parte del mosaico. Antonino Blandini L Oratorio Salesiano Sacro Cuore di Barriera, chiede la vostra gentile collaborazione per una iniziativa di SOLIDA- RIETÀ del Centro di Aiuto alla vita <Domenico Savio> per sostenere <Mamme in attesa> e <Bambini a rischio vita> con l acquisto di un uovo di Pasqua, fornito dalla Ditta Gangemi, con queste modalità: Uova di 260 grammi a 5,00 uro (Cioccolato al latte); Uova di 260 grammi a 6,00 uro (Cioccolato fondente); Un UOVO x la VITA! Uova di 150 grammi a 3,00 uro (Cioccolato al latte). Necessario prenotare presso la Segreteria dell Oratorio, portando la quota indicata, entro sabato 7 marzo 2015, per poterle ordinare alla ditta Gangemi, e dare a ciascuno fanciullo e ragazzo entro la settimana seguente. Don Gaetano Urso Direttore dell Oratorio Salesiano

8 8 DIOCESI Prospettive - 8 marzo 2015 Nell aula magna del Rettorato dell Università presentato il libro del Card. Bertone La sera di venerdì 16 gennaio, il signor Cardinale Tarcisio Bertone Sdb, Segretario di Stato SCV emerito, è stato a Catania per presentare il suo libro La Diplomazia Pontificia in un mondo globalizzato (Libreria Editrice Vaticana) nell aula magna del Rettorato dell Università con la partecipazione del magnifico rettore prof. Giacomo Pignataro, del prof. Vincenzo Buonomo, ordinario di Diritto internazionale e Organizzazione internazionale nella Pontifica Università Lateranense e di Diritto diplomatico nella Pontificia Accademia Ecclesiastica nonché delegato della Santa Sede presso l ONU, la FAO ecc, e del prof. Rosario Sapienza, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e pontificato. La sua opacata e matura esperienza di servitore della Chiesa ha aiutato anche me, chiamato alla Sede di Pietro da un Paese lontano, nell avvio di un insieme di relazioni istituzionali doverose per un Pontefice. Sono tanti e pregnanti gli spunti di questo lavoro conclude il Papa che dimostra quanto il Cardinal Bertone abbia saputo presentare l annuncio evangelico, i valori e le grandi istanze della dottrina della Chiesa, in conformità con le linee portanti del magistero di Benedetto XVI, con quell equilibrio e quella sobrietà necessari a favorire una cultura del dialogo, propria della Santa Sede.La storia, la cui misura è la verità della croce, renderà evidente l intensa azione del Cardinale Bertone, che ha Il volume è articolato in 7 parti: La Santa Sede nella Comunità delle Nazioni; Diplomazia e diplomatici pontifici; costruire condizioni di pace; La dignità umana fondamento dei diritti; Una garanzia internazionale alla libertà religiosa; Solidale condivisione per lo sviluppo dei popoli; L Europa in cammino verso l unità. L opera è arricchita da due appendici: la prima contenente messaggi inviati a nome del Sommo Pontefice; la seconda alcuni scritti del professore salesiano don Tarcisio Bertone. Completano il lavoro diverse pagine dove sono elencati in ordine cronologico i testi contenuti nel volume. La Diplomazia Pontificia in un mondo globalizzato docente di Diritto Internazionale ed Europeo. Tra le tante illustri personalità del mondo accademico intervenute all evento culturale i docenti don Giuseppe Costa Sdb, direttore della LEV; don Giuseppe Ruta, ispettore dei Salesiani di Sicilia; mons. Gaetano Zito, vicario episcopale per la Cultura, anche in rappresentanza dell Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina, con alle spalle una consistente esperienza diplomatica in diverse nunziature apostoliche in Africa e in America, impegnato a Palermo nei lavori della conferenza episcopale siciliana, con il quale il cardinale si è incontrato successivamente. Il prof. Sapienza, moderatore ed organizzatore dell incontro, ha sottolineato l originale e particolare caratteristica pastorale della diplomazia pontificia che porta avanti la sua missione tra i popoli della terra col mettere al centro della propria azione il valore della persona. Il prof. Buonomo ha curato il volume che raccoglie l attività ufficiale internazionale svolta dal cardinale a servizio del Papa e della Sede Apostolica dal 2006 al 2013 nei confronti dei 180 Stati sovrani con i quali la Santa Sede intrattiene regolari rapporti diplomatici. Il volume s avvale della straordinaria e lunga prefazione di Sua Santità Papa Francesco che evidenzia come il card. Bertone abbia consegnato a coloro che sono impegnati nel servizio diplomatico della Santa Sede, e non solo, un abbondante serie di riflessioni sulle principali questioni che riguardano la vita della Comunità delle Nazioni e toccano da vicino le aspirazioni più profonde della famiglia umana: la pace, lo sviluppo, i diritti umani, la libertà religiosa, l integrazione sovranazionale. Per la diplomazia pontificia continua il Santo Padre si tratta di preziose indicazioni che consentono di coglierne l unicità, ad iniziare dalla figura del diplomatico, sacerdote e pastore, chiamato ad un azione che, pur mantenendo il rigoroso profilo istituzionale, è impregnata di afflato pastorale; azione che del card. Bertone ha caratterizzato il settennato di servizio come Segretario di Stato, a sostegno generoso e fedele del pontificato di Benedetto XVI. Il suo servizio al vertice, sia nella sfera più amministrativa della Curia Romana, sia in quella dei rapporti internazionali della Santa Sede, si è opportunamente prolungato durante i primi mesi del mio dimostrato anche di avere la tempra piemontese del gran lavoratore che non lesina nelle fatiche nel promuovere il bene della Chiesa, preparato culturalmente ed intellettualmente e animato da una serena forza interiore che ricorda la parola dell Apostolo delle genti: Di null altro mai ci glorieremo se non della Croce di Gesù Cristo, nostro Signore. Lo stesso cardinale ha voluto riferire ai presenti allo straordinario incontro la sua personale esperienza di responsabile della diplomazia vaticana con alcune testimonianze anche su Cuba e su alcuni recenti atti che hanno consentito il ripristino delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti dopo tanti anni di embargo. Nel congedarsi dalla sede storica dell Ateneo catanese, il cardinale ha ha rivolto un cordiale saluto a tutti presenti che lo hanno avvicinato per congratularsi con lui. L eminentissimo porporato, già primo collaboratore del Pontefice, massimo rappresentante della Santa Sede e capo della Curia Romana, infatti è molto legato a Catania, nota per il privilegio di essere città particolarmente salesiana. Sua eminenza Bertone, fiero di essere un consacrato sacerdote salesiano, sportivo e musicista come si conviene ai discepoli di Don Bosco, ha ricoperto tante alte cariche di grande rilievo tra cui quelle di rettore magnifico dell Università Pontificia Salesiana, di arcivescovo di Vercelli e Genova e di segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Tanti lo ricordano, non ancora segretario di Stato, a Catania in alcune circostanze: nell Istituto salesiano San Filippo Neri nuovo una conferenza sul codice di Diritto Canonico entrato in vigore nel 1983 e nell ex abbazia S. Nicolò l Arena una lectio magistralis, in occasione della presentazione dell enciclica Fides et Ratio di San Giovanni Paolo II. Concerto musiche tradizionali siciliane alla Civita Atmosfere e musiche isolane d altri tempi per uno straordinario ed inusuale concerto all insegna della riscoperta delle genuine tradizioni di una Sicilia bucolica, pastorale e contadina tra la fine dell Ottocento e l inizio del Novecento. Ciò è avvenuto grazie all esibizione del collaudato ed affiatato gruppo musicale civitoto con orchestrina U peri alivu davanti agli abitanti dello storico quartiere cittadino e a tanti appassionati di cultura, arte e religiosità popolare convenuti nella parrocchia San Francesco di Paola, sorella gemella di San Gaetano alla Marina, ospiti del giovane parroco sac. Giuseppe Scrivano, davanti all altare votivo di Sant Agata e all elegante candelora dei pescivendoli, la popolare bersagliera rientrata festosamente dalla Cattedrale nella bella chiesa del rione marinaro della Civita. Ad aprire la manifestazione musicale di qualitativo spessore culturale è stato il brano Annaca a cannalora scritto da Melo Zuccaro, fondatore 22 anni fa del gruppo formato da Salvo Pirrotta al violino, Alfio Leocata all organetto, Maurizio Zappalà (in arte Angelo Mauro) all organetto, Francesco ed Orazio Grasso alle chitarre. Lo scopo di questi eventi afferma Orazioè quello di tenere in vita le tradizioni della nostra Isola. Vedere persone commosse dai ricordi che restano indelebili nel loro cuore e nella loro mente e, allo stesso tempo, osservare tanti ragazzi completamente conquistati dai suoni e dalle armonie sviluppate rappresenta un attestato di stima che sprona a continuare in questo percorso culturale e sociale. U peri alivu, il cui nome ricorda u curtigghiu d Aliva di martogliana Blanc memoria nell atto unico della brillante e celebre commedia dialettale catanese Civitoti in pretura, si propone di conservare e tramandare canti e cunti della tradizione orale popolare siciliana con particolare riferimento per quelli di Catania e dell antico quartiere marinaro della Civita-Armisi. NOVENA DI S. GIUSEPPE 2015 Le Clarisse del Monastero S. Giuseppe sono liete di invitarvi in VIA PIAVE, 6 - c.tra Celza S. GREGORIO DI CATANIA- TEL che si terrà presso la Chiesa del Monastero Martedì 10 marzo Ore S. Messa insieme al gruppo degli Adoratori Mercoledì 11 marzo Ore S. Rosario e S. Messa celebrata da p. Aldo Mignemi partecipano i Cuori Nuovi Giovedì 12 marzo Ore S. Messa celebrata dai frati minori di Biancavilla Venerdì 13 marzo Ore 7.00 s. Messa cel. Da Don Mario Di Marco SdB Dalle ore 8.00 alle Adorazione Eucaristica Domenica 15 marzo Ore S. Rosario con il gruppo di Vera - Medjugorie Lunedì 16 marzo Ore S. Messa con Fra Lorenzo Ficano ofm e il Cenacolo di S. Giovanni La Punta A.B. Mercoledì 18 marzo Ore S. Messa celebrata da Mons. Pio Vigo segue Concerto del gruppo Onde Verdi Giovedì 19 marzo Ore S. Rosario Ore S. Messa celebrata da Don Paolo Cicala SdB

9 Prospettive - 8 marzo DIOCESI 9 In ricordo di Padre Pierluigi Castorina Nobile esempio di sacerdote e religioso francescano Il carissimo Padre Pierluigi, di anni 86, si è spento dopo lungo calvario causato da tragico investimento all Ospedale Vittorio, proprio davanti al suo convento, mentre rientrava dal conforto dato ai degenti nello stesso Ospedale. Un motorino lo ha travolto senza pietà scaraventandolo molto lontano. Ricoverato nel reparto di rianimazione, per 40 giorni, si è spento il 14 gennaio scorso. Avuta la salma i confratelli, dopo i consueti adempimenti di legge, i funerali sono stati celebrati nel Convento, il 22 gennaio, presieduti dal nostro Arcivescovo Mons. S. Gristina, con il Provinciale Fra Felice Cangelosi, molti confratelli, la sorella Sr Antonina Cappuccina del S. Cuore, un gruppo di consorelle. Purtroppo la supergrandinata di quel giorno ha impedito a molti di essere presenti. Per la dolorosa circostanza, il Provinciale ha pronunciato un profilo biografico dettagliato e ricco, da cui vorrei riportare alcune espressioni toccanti e significative: Padre Pier Luigi, (come Gesù), è diventato uno, davanti al quale ci si copre la faccia, talmente il suo corpo è stato brutalmente maltrattato e terribilmente sfigurato, veramente fu configurato a Cristo sofferente I frati abbiamo vissuto con intensa commozione la passione di P. Pier Luigi Il mio grazie va ai miei fratelli della comunità di Catania che assieme alla famiglia, hanno percorso con P. Pier Luigi una dolorosa Via Crucis. Prosegue: Nel mio ingresso al seminario di Randazzo, ancor ragazzino di 10 anni, in qualità di responsabile mi accolse teneramente Padre Pier Luigi. In quel giorno Padre Massimo assicurò i miei genitori dicendo: state tranquilli; Pier Luigi è una mamma per i seminaristi Ci voleva bene davvero, con intensità e delicatezza Il suo era un servizio di fede e di amore; lo bruciava la passione per le vocazioni; in lui c era un appassionato attaccamento alla vita cappuccina. Si faceva a pezzi, si prodigava instancabilmente, non sapeva cosa inventare per noi tuttavia, non faceva sconti nel presentare a noi le esigenze radicali della nostra vocazione In tutto aveva una motivazione fondamentale: innamorato di san Francesco e del suo carisma. Amava l Ordine! ha vissuto sino in fondo la sua appartenenza alla nostra Famiglia Dopo il Seminario, Padre Pier Luigi fu Cappellano stabile, in Roccalumera, nella Casa Madre delle Suore Cappuccine del S. Cuore, anche là, quante delicatezze per le suore anziane e ammalate! Il Provinciale, poi, sottolinea che, dal 1974 in poi, svolse il suo ministero a Catania, per 40 anni consecutivi, ora come superiore, ora come parroco, segue l OFS nella parrocchia e nella Chiesa S. Antonio, confessore per le suore stimato, confessore per le suore, sempre preciso e puntuale, ultimamente servizio in Ospedale. Non manca un grazie particolare, per il nostro Arcivescovo: Grazie, Eccellenza, per la sua presenza in mezzo a noi: espressione della partecipazione Sua e di tutta l Archidiocesi di Catania al dolore nostro e della Famiglia di P. Pier Luigi. La sua presenza è testimonianza di riconoscenza per questo nostro Fratello che ha lavorato tanto in questa Chiesa e, come parroco, ha fatto parte del presbiterio catanese. Conclude: Cosa resta a noi, oggi, di Padre Pierluigi? - Il ricordo di un fratello tanto amabile con una finezza di tratto non facilmente riscontrabili, un animo nobile e signorile, pieno di dignità, valori ereditati dalla sua famiglia Il tempo non cancella gli esempi di saggezza e di virtù che ci provengono da un passato impregnato di valori cristiani. - Il ricordo di un fratello umile e silenzioso, la modestia fu la sua caratteristica, mai ammalato di protagonismo. - Sempre viva la sua attenzione per le piccole cose, il suo dedicarsi ai servizi casalinghi, l attenzione ai confratelli ammalati. Signore, ti diciamo grazie anche noi, Suore Cappuccine, per la stima, l amore e la dedizione che, per noi, ha avuto P. Pier Luigi non solo perché tra noi vi è la sua sorella, ma perché ha amato veramente la vita consacrata, il nostro Istituto, ci ha sempre aiutato a capire il Carisma francescano. Da lui abbiamo ricevuto tanto come disponibilità per il ministero di sacerdote, convegni, urgenze varie, si faceva a pezzi anche noi! Nel suo relazionarsi non gli mancava mai la battuta umoristica, pur nelle difficoltà del linguaggio quando colpito da ictus fu un po danneggiato nel suo elegante e forbito stile espressivo, bello, profondo, incatenante. Grazie, Padre Pier Luigi, in quest Anno della Vita Consacrata, sei un bell esempio per tutti, possiamo imitarti in tante cose! Consacrati per svegliare il mondo i ripeto anche oggi Vquanto vi ho detto altre volte: svegliate il mondo! Svegliate il mondo! Queste parole di Papa Francesco, pronunciate il 30 novembre scorso, in occasione dell apertura dell anno della vita consacrata, suonano per tutte noi, consacrate o vocate alla consacrazione nell Ordo Virginum, come un richiamo forte alla responsabilità nei confronti del mondo. Dobbiamo considerare la centralità della natura profetica della vita consacrata, che non può essere vissuta in uno stato di marginalità, né in uno stato di autoreferenzialità, ma nella piena identità di chi è consapevole di appartenere a qualcuno. A Cristo prima di tutto, e poi alla Chiesa universale e ad una comunità. Consacrati non per se stessi, ma per servire qualcuno: Cristo, la Chiesa, i fratelli. Consacrate nell Ordo Virginum perchè abbiamo risposto sì al Vieni e seguimi! di Cristo Gesù, e in questa sequela c è la piena volontà di imitare Lui, lo Sposo, che si è abbassato, fino all annientamento e all umiliazione di se stesso (Fil 2 7,8). Questo è il lavoro interiore che ci attende lungo l arco di quest anno: riflettere sulla bellezza della vocazione alla consacrazione, fare memoria dello slancio del primo sì e, per quanto riguarda l Ordo Virginum, meditare le quattro immagini che la Chiesa ci ha fornito della vergine consacrata: madre, sorella, sposa e figlia (Nota pastorale CEI del 25 marzo 2014). Il modello cui riferirsi in questo cammino è la Vergine Maria, donna obbediente, che insegna l umiltà del servizio, l umiltà dell abbassamento. E se questo, da un lato, può sembrare difficoltoso in un mondo in cui l umiltà viene spesso contrabbandata per supina remissività, dall altro, è l atteggiamento che diventa viatico per ottenere la sapienza. Lo Spirito Santo, infatti, in virtù della docilità La scomparsa del diacono permannte Alberto Guido Sabato 21 marzo Sabato 25 luglio Sabato 21 novembre Sabato 25 aprile Sabato 22 agosto Sabato 26 dicembre Sabato 23 maggio Vivo cordoglio ha suscitato nella Chiesa catanese la scomparsa dopo lunga malattia, all età di 72 anni, del diacono permanente Alberto Guido molto conosciuto nel rione cittadino Sant Agata la Vetere dove è nato e cresciuto, ha lavorato presso l Ospedale Santa Marta, ha espletato gran parte del quasi ventennale ministero diaconale nella Casa di accoglienza per il Clero-pensionato diocesano San Francesco in Montevergine e, nella cui primaziale, è stata celebrata la s. messa esequiale presieduta dall Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina, con la partecipazione di diversi sacerdoti e diaconi dell arcidiocesi. Grazie alla generosità e alla carità cristiana del compianto diacono, molto devoto dei santi martiri concittadini Agata ed Euplio, nel sud-ovest della Tanzania (il più grande Stato dell Africa Orientale e uno dei più poveri del mondo, la cui popolazione è flagellata dalla malnutrizione e dalla cattiva salute) nella città Mbeya nell ex Tanganika capoluogo di regione e di diocesi, è in fase di avanzata costruzione un orfanotrofio intitolato al nostro santo compatrono, che ospiterà 30 bambini: un gesto esemplare sulla scia di quanto indicato da Papa Francesco che esorta ad avere cura di tutti con amore, specialmente dei bambini e per di più orfani, malati e poveri. Il suo era un servizio di fede e di amore; lo bruciava la passione per le vocazioni; in lui c'era un appassionato attaccamento alla vita cappuccina CALENDARIO delle Adorazioni Eucaristiche in Santa Caterina V.M. Sabato 26 settembre Sabato 30 gennaio 2016 Sabato 27 giugno Sabato 24 ottobre Ordo Virginum - Diocesi di Catania Suor Generosa Genchi Cappuccina del S. Cuore Il richiamo alla responsabilità delle consacrate nell Ordo Virginum nell Anno della Vita Consacrata dell uomo alla sua santa azione, è capace di cambiare l obbedienza in sapienza. E da questa sapienza del cuore, i consacrati possono ancora una volta trarre la gioia di appartenere a Cristo. L anno della vita consacrata si profila, quindi, come un occasione; per l Ordo Virginum si tratta di vivere la propria identità in maniera più incarnata ; e proprio perché le vergini consacrate vivono nel mondo, devono sentire forte la responsabilità di portare Cristo a tutti i fratelli in maniera profonda, convinta, testimoniandolo con la propria vita. Papa Francesco ci ha messo in guardia tante volte dal pericolo che la propria consacrazione possa essere vissuta in maniera light ; una consacrazione, cioè, in cui si attua una sequela senza rinunce, una preghiera senza incontro, una vita fraterna senza comunione, un obbedienza senza fiducia e una carità senza trascendenza (Omelia del 2 febbraio 2015). Dobbiamo, perciò, stare all erta ed evitare il rischio di vivere una consacrazione senza carne. E lo strumento necessario per vivere in pienezza quest anno della vita consacrata è sempre la preghiera. Ecco perché l Ordo Virginum della diocesi di Catania animerà l Adorazione Eucaristica ogni quarto sabato del mese, alle ore 17.30, presso la chiesa di Santa Caterina V.M. Un appuntamento in cui le consacrate pregheranno per più numerose vocazioni e testimonieranno la bellezza di appartenere a Gesù con lo spirito e con il corpo, nella ricerca costante di divenire artefici di quel progetto di comunione che sta al vertice della storia dell uomo secondo Dio.

10 10 DIOCESI Prospettive - 8 marzo 2015 Riflessioni sul Vangelo LE REGOLE III QUARESIMA / B - Es ; Sal 18/19,8-11: 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25 Le regole sono necessarie ed importanti per poter stare insieme ed evitare ogni forma di litigio. Devono avere però un punto forte di ancoraggio. Il libro dell Esodo assicura le regole e soprattutto l ancoraggio: Io sono il Signore tuo Dio che ti ho fatto uscire dalla terra d Egitto, dalla condizione servile. Si esclude quindi l idolatria, cioè gli dei fatti dall uomo, con la loro conseguente adorazione, il parlare invano di Dio. Passa subito alle regole sociali del lavoro: lavorerai sei giorni, ma il settimo è in onore del Signore perché il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha consacrato. Segue il rispetto per il padre e la madre, e per gli altri dal non uccidere al non rubare, a non fare falsa testimonianza, a non desiderare la donna e le cose altrui. Da queste regole scaturisce l azione di Gesù di scacciare fuori dal tempio i mercanti; infatti di una casa di preghiera si è fatto un mercato, dell incontro con Dio, una spelonca di ladri. L identificazione del tempio con il corpo di Gesù, che sarebbe risuscitato al terzo giorno, è l affermazione più vera della sacralità del nostro corpo destinato a contenere il Signore e ad essere tempio dello Spirito di Dio. La morte non ha potere definitivo sul nostro corpo essendo destinato alla risurrezione. Si giustifica così la concretezza di Paolo: mentre i Greci cercano la sapienza e i Giudei i segni, noi annunciamo Cristo crocifisso. Cioè noi annunciamo una persona concreta che ha dato la sua vita fino alla morte in croce. Non si tratta di andare dietro a favole, alla sapienza o ai segni, ma pensiamo alla concretezza di un uomo che offre se stesso in croce. L apostolato che siamo chiamati a fare è dimostrare nella vita pratica di tutti i giorni la nostra fede. Pertanto la quaresima ci ripropone il Cristo persona che si dona al di là dei segni o della sapienza. Cristo stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini. Leone Calambrogio San Paolo in briciole Gesù Cristo 1Tm 6,15-16 Sarà mostrato dal Padre al tempo stabilito, è qualificato come re dei re, unico sovrano, il Signore dei Signori. Il solo che possiede l immortalità e abita una luce inaccessibile: nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo. A lui onore e potenza per sempre. Sono poche battute ma tutte orientate a celebrare Nostro Signore Gesù Cristo come l unica creatura che raccoglie tutto ciò che è sommo: dall unicità della sua sovranità, all altissima Signoria e Regalità. Il solo che possiede l immortalità e abita in una luce inaccessibile e che nessuno fra gli uomini può vedere. A lui soltanto l onore e la potenza per sempre. L.C. Il gesto di Gesù non è rimasto senza effetto: i progetti, dove sono coinvolte le persone, valgono più del denaro Il gesto Probabilmente già un ora dopo i mercanti, recuperate le loro bestie, avevano ripreso possesso delle loro postazioni. Eppure il gesto di Gesù non è rimasto senza risultato. Qull evento è anora rivelatore dell autnetica fede del Vangelo. Gesù manifesta la sua capacità e volontà di comunicare agli uomini l amore del Padre anche attraverso un gesto simbolico. Egli mangia con i discepoli. L umile, quotidiano gesto del mangiare è ricco di potenzialità espressive. Può prestarsi ad esprimere la comunicazione di beni sempre più grandi e misteriosi, che approfondiscono il bene fisico del cibo e il bene psicologico della conversazione, scambiati durante il pasto comune. Gesù assume questo gesto umano e lo carica di prodigiose potenzialità. Il pasto descritto nel cap. 21 di S. Giovanni non risulta essere un convito propriamente eucaristico. Rievoca però il convito di Jahwe col popolo degli ultimi tempi, annunciato nell Antico Testamento. Si ricollega ai conviti messianici fatti da Gesù con i discepoli o con le folle. Allude all Ultima Cena o ad altri conviti di Gesù risorto, che hanno caratteri più propriamente e chiaramente eucaristici e comportano quindi il trapasso dal generico simbolismo conviviale nella reale comunione col Signore, che si rende presente trasformando il pane e il vino nella viva e misteriosa realtà del corpo donato e del sangue versato. Gesù porta l uomo sulla via del cuore Amore Questa comunicazione d amore attrae gli uomini a Cristo e costituisce la comunità di coloro che corrispondono all amore di Cristo. Nel dialogo che Gesù fa con Pietro dopo aver mangiato, si allude alla doppia modalità secondo la quale Gesù è il centro della comunità cristiana. Fondamentale è la modalità interiore: la Chiesa è la comunità di coloro che mettono Cristo al centro del loro amore, come fa Pietro con la triplice, sofferta, appassionata professione di amore. Ma c è anche una modalità esteriore, visibile, istituzionale: i ministeri pastorali provengono direttamente da Gesù e vengono svolti nel suo nome e con la sua autorità, come appare dall incarico di pascere il gregge, che Gesù affida a Pietro. I compiti ecclesiali, per il profondo rapporto che hanno con Cristo stesso, sono animati dallo stesso dinamismo di amorosa obbedienza al Padre, che ha ispirato tutta la vita di Gesù e, in particolare, il sacrificio pasquale. Proprio per questo diventano un servizio per i fratelli, una missione verso gli uomini. Sono una testimonianza. Il cap. 21 di Giovanni ricorda la testimonianza di Pietro, che si suggellerà con il martirio, e la testimonianza del discepolo prediletto, che si attuerà nel proclamare con le parole e con gli scritti evangelici i fatti riguardanti Gesù. In tutti e due i tipi di testimonianza è sottolineata la totale disponibilità: Pietro dovrà lasciarsi cingere e portare dagli altri e il discepolo prediletto dovrà accettare di fare quello che il Signore vorrà. Si ritorna in qualche modo all impotenza umana descritta nella pesca infruttuosa, da cui l episodio aveva preso l avvio. Ma là era una impotenza subita con rassegnazione o con disperazione. Qui è un impotenza capita e accettata come segno di obbedienza e di amore. Nella debolezza dell uomo si rivela la potenza di Dio. Rinunciando ai propri progetti, il discepolo di Cristo testimonia il progetto del Padre. La sua missione nel mondo consiste appunto nel proclamare agli uomini che le loro opere hanno senso e pienezza solo nella grande opera di Dio. Eucarestia Riprendiamo questi temi per riflettervi in relazione al mistero dell Eucaristia e al modo di annunciarlo all uomo d oggi. Seguiamo i cinque momenti del racconto di Gv 21: l uomo in ricerca nella notte; l incontro con il Cristo crocifisso e risorto; il pasto comune; la Chiesa e i ministeri; la missione e la testimonianza. Nella notte i discepoli si affaticano a pescare, ma non prendono nulla. Tuttavia la loro speranza rimane aperta, così da accogliere favorevolmente l invito misterioso, che giunge loro verso l alba, di ritentare ancora. Per comprendere l Eucaristia è indispensabile che l uomo superi la sua disaffezione ad aprirsi al mistero di Dio. La libertà non ha in se stessa il proprio bene, ma lo trova affidandosi. Considerando la dimensione contemplativa della vita posiamo cogliere l uomo come aperto al mistero, paradossale promontorio sporgente sull Assoluto, essere eccentrico e insoddisfatto, che soltanto in una incondizionata dedizione all imprevedibile piano di Dio trova le condizioni per realizzare la propria autenticità. Quando l uomo si apre così al mistero di Dio, scopre se stesso e tutto ciò che lo circonda come dono e si mette in un atteggiamento di gratitudine. Una certa dimensione eucaristica accompagna l esistenza dell uomo, che ha scoperto veramente se stesso: eucaristia vuol dire, appunto, rendimento di grazie. Tale atteggiamento si esprime, poi, come domanda di perdono, per tutte le volte che esso è stato rinnegato, e come richiesta di aiuto per poter usare responsabilmente i doni ricevuti. Questi atteggiamenti dell uomo verso Dio devono continuamente rinascere dalla libertà dell uomo; ma sono così importanti che non possono essere lasciati all improvvisazione del momento o a una totale spontaneità. Vengono allora in aiuto le tradizioni religiose proprie di ogni civiltà, le forme di celebrazione del mistero che coinvolgono anche la corporeità, i riti variamente espressivi delle diverse sensibilità culturali. Questi fatti danno una certa consistenza e stabilità alle espressioni religiose nelle quali l uomo dice il senso di tutta la propria esistenza. Il rito plasma i gesti religiosi; questi, a loro volta, esprimono l attitudine a celebrare il mistero. Padre Angelico Savarino

11 Prospettive - 8 marzo Presentazione del libro sul pensiero di Giuseppe Maria Zangh di Siracusa Presso lo Studio teologico San Paolo, per iniziativa del Movimento dei Focolari, il prof. Paolo Italia, docente presso l ISSR San Metodio di Siracusa ha presentato il volume Per una cultura dell Unità che raccoglie il pensiero del focolarino della prima ora, originario di Siracusa, Giuseppe Maria Zanghì, redattore di Città Nuova e delle riviste di cultura Ekklesia e Nuova Umanità, recentemente scomparso il 23 gennaio Il cammino spirituale di Peppuccio, come veniva chiamato dagli amici, lo vede fra gli iniziatori della prima Scuola dei focolarini a Grottaferrata (Roma). In seguito, docente all Istituto Mystici Corporis di Loppiano (Firenze). Nel maggio 1970, Chiara Lubich gli affidò la guida del Movimento Gen, e divenne formatore d intere generazioni di giovani. A 44 anni Peppuccio viene ordinato sacerdote. Dotato di una profonda interiorità e di una spiccata capacità di studio e di pensiero, ha posto i suoi talenti a servizio del carisma di Chiara Lubich, evidenziandone la dimensione culturale, dottrinale e profetica. Autentico testimone delle innovative intuizioni di Chiara, da fine intellettuale, ha saputo metterle in risalto mediante pubblicazioni e coinvolgenti conversazioni, diventando così un appassionato divulgatore del carisma dell unità. «Le pagine scritte da Giuseppe Zanghì sono dettate dall amore e intrise di sapienza, sgorgate d impeto dall obbedienza ad un compito, dall esercizio di una vocazione gioiosamente accolta scavalcando innumerevoli ostacoli, da una prossimità con Chiara intensamente vissuta e portata a frutto sino alla fine». Il volume condensa una ricca sintesi di valori teologici e formativi sul carisma dell unità che ha caratterizzato il Movimento dei Focolari secondo le intuizioni di Chiara Lubich, e che la Chiesa e il magistero hanno riconosciuto quale segno e presenza viva nella comunità ecclesiale. Il carisma di Chiara, che era una terziaria francescana, ha un legame con la spiritualità di San Francesco. Ella, infatti, che si chiamava Silvia, prese il nome di Chiara per sentirsi meglio assimilata allo spirito francescano. Pilastri del carisma dell unità, secondo Peppuccio sono: le categorie evangeliche dell Amore, della Trinità e del mistero dell incarnazione. Mentre Francesco accoglie la radicalità dalle parole evangeliche: Va, vendi quel che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi, incontrando madonna povertà, Chiara incentra la sua spiritualità e quindi indirizza il carisma del Movimento sul discorso di Gesù dopo l ultima cena (cap 17 del Vangelo di Giovanni) dove si condensa la teologia dell unità che diventa testamento del Cristo e regola di vita del movimento dei focolari centrato sull amore. La preghiera Ut unum sint ha animato intense azioni di missionarietà LA CULTURA DELL UNITÀ e di apostolato ecumenico che annunciano l amore del Padre verso il Figlio e quindi l azione dello Spirito che suscita una sempre nuova Pentecoste. La linfa dell unità nutre la pianta della presenza cristiana nel mondo e diventa ossigeno vitale che dà forza e sostanzia le azioni che ciascuno compie nel mettere in atto un progetto e un ideale di vita. Oggi, come ha ripetuto più volte Papa Francesco, l ecumenismo assume i connotati del sangue, anche per le tragiche morti che semina nel desiderio di restare fedeli al cristianesimo. La sofferenza che caratterizza l impegno della testimonianza cristiana sembra richiamare l abbandono di Dio, grido del Cristo-Uomo sulla croce: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? citazione del salmo 21. L evento di Gesù spinto sino all abbandono della croce, diventa nel pensiero di Zanghì la chiave di volta della storia dell Essere che è Amore e, pertanto, la via in cui confluiscono e da cui si dipartono le vie dell incontro tra Dio e la sua creatura, nell edificazione dell umana civiltà. La teologia spirituale dell unità l intervista Libertà, progresso, giustizia e pane, gridava la folla a Palermo, davanti al Palazzo del viceré, mentre le carrozze trainate da scattanti cavalli sfrecciavano mostrando dal finestrino qualche testa incipriata. Cari lettori non sto riportando qualche pagina di un romanzo letterario, ma vi sto riferendo un accadimento di vita vissuta dalla sottoscritta durante un escursione nel capoluogo siciliano volto alla visita delle dimore storiche. Improvvisamente noto che all asfalto delle strade subentra lo sterrato da cui si alza un gran polverone per via del passaggio dei mezzi da traino, dalle eleganti carrozze ai modesti carri da merce. Nobili imparruccati e vestiti con marsine e calzoni al ginocchio si alternano a dame dalle vistose scollature e vestite con abiti pendenti di merletti e trini. Nei vicoli maleodoranti la fame e la miseria sono accompagnati da un odore inconfondibile di lerciume e di urina. Intanto mi accorgo che per le strade c è aria di sommossa! Sento dei giovani bisbigliare: <<Sai quello che sta accadendo a Parigi? Si! La presa della Bastiglia! E la macchina della morte, la ghigliottina sta seminando teste mozzate!>> Aria di rivoluzione -mormoro-, poi penso che la folla quando è colta dal raptus di certi ideali demagogici non s incarna nella spiritualità teologica dell amore che si dona ai fratelli che, vuole tutti uniti e vicini alla Croce. L evento della redenzione è un evento trinitario, in quanto tutta la Trinità si apre per un mistero dell amore e supera le nostre capacità di comprensione, accogliendo dentro di sé la realtà creata e quindi redimerla per ricondurla allo stato di grazia del Paradiso perduto. Il mistero dell incarnazione che si completa con la croce e il grido dell abbandono, diventa ossigeno delle cellule che lo Spirito nutre e alimenta di amore. Il paradigma trinitario sta alla base della spiritualità del Movimento e vivifica il luogo teologico che rende possibile i segni dell unità e dell amore scambievole. Parlare di Dio secondo il modo di Dio diventa regola, messaggio e ideale di vita, perché il mondo creda. Ecco, quindi, che il pensiero si fonde con la vita concreta e le azioni riflettono e testimoniano i valori proclamati e annunciati. Come ha più volte ribadito Papa Francesco i segni di disunità tra i cristiani costituiscono delle pietre di scandalo e si contrappongono fortemente al messaggio evangelico. Il filosofo e teologo Giuseppe Maria Zanghì, consultore del Pontificio Indietro nel tempo intervistando Francesco d Aquino, principe di Caramanico riesce più a distinguere tra colpevoli e innocenti, quindi mi assale il timore di finire nella morsa del furor di popolo e il corpo acefalo. Così mi accingo ad allontanarmi da quella confusione, quando si avvicina a me un gentiluomo colto e raffinato. Si propone di farmi da guida nella città settecentesca e mi parla con una perfetta dizione di problemi sociali e di senso della giustizia e di uguaglianza. <<Il mio nome è Francesco d Aquino, principe di Caramanico, vicerè di Sicilia dal 1786>>. Che fatto straordinario! Stento a crederci! Sto parlando con un personaggio del secolo XVIII e addirittura delegato del sovrano! La prego- supplico il mio interlocutore-, mi parli di lei, della sua vicenda esistenziale, ma cosa sta succedendo in città, sento aria di rivolta? <<Figlia mia, i tempi sono sempre gli stessi! I deboli subiscono soprusi e gli oppressori esercitano prepotenze. Il popolo è stanco di angherie, la gente ha fame di giustizia oltre che di pane, chiede un miglioramento delle condizioni di vita!>> Lei mi sembra essere un uomo sensibile ai problemi della gente! <<Mi immedesimo nelle sofferenze di questa umanità! Ho abrogato le angherie subite dai contadini, parlo dei servigi imposti dai signori senza alcun corrispettivo, qualche anno dopo ho abolito la servitù della gleba nelle campagne, fenomeni tutti feudali! Nella Deputazione del regno bivaccavano dodici seggi riservati ai nobili, troppi organi in un apparato formale e così ridussi tutto a quattro. Ti ricordi cosa fosse la legge del maggiorascato?>> Certo! nelle famiglie nobiliari solo i figli primogeniti ricevevano l eredità, mentre i cadetti venivano chiusi in convento contro voglia e senza alcuna mozione alla vita religiosa. <<Bene! Ho abolito questa consuetudine che vessava le scelte di tanti giovani>>. Consiglio per il dialogo inter-religioso, ha sviluppato il paradigma trinitario, presente in ogni suo intervento e l ha reso visibile non soltanto negli aspetti simbolici, ma ancor più nell incarnazione nel reale vissuto e condiviso. Vita e pensiero, Pensiero e azione, motti ed espressione di sintesi della vita cristiana attualizzano il modello trinitario che incarna l amore e lo rende presente e visibile nei rapporti umani e nella società. La teologia, scienza di Dio, diventa strumento e guida per l uomo che cerca Dio e secondo il paradigma trinitario viene realizzato l ideale dell unità che per diventare cultura, comporta una capacità di profonda assimilazione, capace di produrre stili di comportamento e di azioni coerenti con il Vangelo, nel modo di pensare, di sentire e di agire. Ecco quindi il vero intellettuale che diventa capace di tradurre il Verbo nell azione, e di diventare segno visibile di amore e di unità. Essere intellettuale nel pensiero di Chiara significa, infatti, essere capaci di pensare, intuire secondo il pensiero di Gesù e quindi agire in maniera coerente. La ricerca e la lezione di Giuseppe Zanghi diventa prezioso documento per l avviata causa di beatificazione della fondatrice del Movimento dei focolari, che si auspica presto agli onori degli altari. Attenti al lupo travestito da agnello GiAd Principe, ricordo di aver letto anche di alcuni provvedimenti a carattere igienico-sanitario? <<Proprio così! L obbligo della vaccinazione contro il vaiolo>>. Come reagirono i nobili a queste disposizioni di legge? <<Con il boicottaggio, con la politica fatta di impedimenti e con la richiesta espressa al nostro sovrano di far tornare a Palermo il viceré Caracciolo. Io sono stato un personaggio scomodo, una sorta di guastafeste dei privilegi nobiliari! E ti lascio immaginare come mi fecero fuori!>> Coosa! Lei è stato assassinato? <<No cara! Avvelenato! L 8 gennaio 1795 vengo invitato a cena dalla principessa del Cassero in un elegante dimora di campagna in contrada Terre Rosse. La padrona di casa è gentile e famosa per le sue virtù diplomatiche. Dopo il pasto mi ritiro nella stanza riservata agli ospiti. Durante la notte ebbi delle fitte crescenti allo stomaco. L indomani alle 11,00 mi trovarono morto! Mia adorata Stefania, quando fai del bene, adoperati in prudenza e capacità di osservazione. Guardati dai nemici e dagli amici>>. Detto questo svanì. Palermo ritornava nella dimensione dell urbe siciliana del Stefania Bonifacio

12 12 RUBRICHE Prospettive - 8 marzo 2015 Il comitato Livatino incontra gli studenti dell Istituto Alberghiero Karol Wojtyla di Catania Legalità tra disagio giovanile e gioia di vivere Nell aula magna dell Istituto Alberghiero Karol Wojtyla di Catania - Lizio Bruno, si è tenuto un incontro con il comitato Livatino nell ambito del progetto Legalità, rivolto agli studenti, che hanno risposto positivamente al messaggio educativo. Gli alunni Maugeri Giovanni e Di Stefano Roberta hanno letto una lettera inviata dallo studente Giuseppe, tossicodipendente ristretto nel carcere minorile, dove frequenta il corso Alberghiero, che ha commosso la platea invitando i compagni a osservare le regole innamoriamoci anche della scuola, dello studio per coronare il nostro futuro! Dando magari qualche aiutino al prossimo, ai più deboli, in segno di solidarietà. Momento di riflessione a partire dalla legalità tra disagio giovanile e gioia di vivere. Il dirigente scolastico Daniela Di Piazza porge i saluti in apertura sottolineando l istruzione e la conoscenza debellano la mafia, che si combatte con le leggi e il L irresistibile pièce di Oscar Wilde L importanza di chiamarsi Ernesto... o di essere onesto? Debutta al Teatro Verga di Catania, la vis comica di quella che è stata definita la più bella commedia di tutti i tempi, anche se sono trascorsi 120 anni, e corre sul filo di questa ambiguità verbale con la brillante e briosa regia di Geppy Glejieses, interprete principale del ruolo evocato nel titolo, mentre l eclettica e deliziosa Marianella Bargilli veste i panni maschili di Algernon, e con la partecipazione dell ineguagliabile Lucia Poli. La traduzione è quella pluripremiata di Masolino D Amico. The Importance of Being Earnest è infatti basata su un gioco di parole, intraducibile nella nostra lingua: in inglese il nome proprio Ernest si pronuncia esattamente come l aggettivo earnest, onesto! The Importance debuttò al St. James s Theatre di Londra il 14 febbraio 1895; da quel momento la commedia non conoscerà crisi, nonostante le vicende legali in cui sarà coinvolto l autore. L Ernesto del titolo è John Worthing, che si fa chiamare così solo perché questo è il nome preferito della fanciulla che corteggia. Nel frattempo, anche il suo amico Algernon si inventa una nuova identità per conquistare la bella Cecily In un elegante salotto vittoriano in cui troneggia un enorme martirio di San Sebastiano di Guido Reni, Algernon Moncrieff attende l arrivo di sua cugina Gwendolen e di Lady Barcknell sua facoltosa zia, per il te delle cinque, quando viene interrotto dall arrivo dell amico Ernest alias Jack Worthing. Worthing dichiara coraggio delle persone; la nostra scuola vuole scommettersi sui valori della democrazia e della giustizia che Livatino, Saetta, Falcone e Borsellino, hanno trasmesso alla società, sacrificando le loro vite. Prende la parola il direttore della casa circondariale di Bicocca Giovanni Rizza, che risponde ad alcune domande poste dagli alunni, focalizzando alcune problematiche i detenuti che frequentano il corso alberghiero vengono selezionati insieme ai docenti su base giuridica, poiché secondo la condanna svolgono una fase di trattamento; ha titolo di preferenza chi ha una condanna definitiva, non viene trascurato l aspetto di pericolosità sociale, privilegiando chi può reinserirsi socialmente manifestando serietà nelle intenzioni. Di fronte ad altri quesiti degli studenti, se dopo il recupero troveranno lavoro? Rizza osserva: sono pochi, e alcuni si sono organizzati con efficacia. Abbiamo scelto la scuola alberghiera perché presenta all amico la sua ferma intenzione di fare la sua proposta di matrimonio all affascinante cugina di Algernon, Gwendolen. Mentre i due parlano delle possibilità che ciò accada, il campanello, suonato in maniera wagneriana, avverte i due dell arrivo dell irruenta Lady e la figlia. Dopo aver fatto la sua proposta di matrimonio, Jack dovrà confrontarsi con la terribile Lady che, taccuino alla mano, gli farà una serie di domande per vedere se inserirlo nel suo elenco dei possibili generi. Ma la tragica notizia dell assenza di entrambi i genitori unita al fatto di essere stato trovato in una borsa da viaggio lo rendono un partito indesiderabile. Soltanto grazie a una serie di fortuite quanto improbabili circostanze, potrà nel finale sposare la sua Gwendolen. Da qui, con un ritmo narrativo molto elevato, scaturiscono una serie di gag, soprattutto verbali, e arguzie letterarie che attraversano indenni il tempo che passa, con una graffiante critica sociale alla decadente società vittoriana mascherata da continui paradossi e tutti quei giochi di parole che sono il marchio di fabbrica di Oscar Wilde. La produzione realizzata da Glejieses, un fiore all occhiello del panorama teatrale italiano, nasconde sotto le tovaglie di merletti che sfiorano il pavimento tutto il marciume di quella società vittoriana, forse non tanto diversa dalla nostra, dove, con la crisi di valori, l opulenza e l indolenza, l apparire prevaleva sull essere. Il germe della crisi Glejieses lo semina: il S. Sebastiano di Reni, perfetto nelle sue forme è trafitto, il bosco della Manor House è un bosco in continuo movimento, inquietante, quasi sinistro. Una pièce all insegna della brillantezza e delle battute taglienti con un ottimo cast che dà vita ad un alchimia perfetta, ma anche le figure di contorno contribuiscono all affresco completo, come Miss Prism o l ineffabile maggiordomo insieme ad altri nomi di spicco come Renata Zamengo, Orazio Stracuzzi, Valeria Contadino e, ancora, Giordana Morandini e Luciano D Amico. Dall altra parte del Vecchio Continente, il genio di Oscar Wilde esaltava l importanza di non fare niente, sottotitolo del suo saggio The critic In scena al teatro Verga di Catania l affascinante commedia L importanza di chiamarsi Ernesto Graffiante critica alla decadente società vittoriana as artist. Siamo nell ostentata ricchezza in cui l unica preoccupazione è la decisiva importanza di un nome Earnest e la pigrizia è l unico divino frammento dell esistenza degli dei che il paradiso ha lasciato all uomo. Continua Geppy Glejieses da autore sociale che contrasta matrimonio, famiglia e proprietà privata ed esalta l arte come strumento di propaganda e di lotta, si passa alla totale noncuranza. Apprezzati i riusciti costumi di Adele Bargilli con uno sfavillio di merletti di veli leggiadri, cappelli, piume che si accostano con una elegia di forme in sinergia al contesto vittoriano: i corpi si perdono nelle stoffe tondeggianti, negli ombrelli con frange e pizzi, in un tripudio cromatico acceso da luci nette di Luigi Ascione e le curate musiche di Matteo D Amico. Il regista Geppy Glejieses punta su uno spazio costruito con eleganza in sinergia con i costumi dando risalto alla capacità degli attori di dare corpo alle situazioni attraverso la forza della parola. Secondo una tecnica lungamente affinata, i personaggi si descrivono e si commentano in prima persona, sorprendentemente Glejieses adotta dei toni comici intellettuali, in linea con l aforisma di Wilde Dovremmo trattare molto seriamente tutte le cose frivole e con sincera e studiata frivolezza tutte le cose serie della vita. Artemisia un vantaggio rispetto ad altri indirizzi, avendo spendibilità nel mercato del lavoro anche per contenuti culturali e operativi. Rizza continua: attualmente la scuola in carcere ha un costo, ci sono cose da apprendere ed è un occasione, noi formiamo gruppi classe di 15 persone e nei gruppi ci sono diversi gradi di impegno e comportamento, la scuola vive un contesto abbastanza libero, in carcere c è più rigore e c è una certa attenzione. Interviene Attilio Cavallaro, presidente comitato Livatino Saetta, rivolgendosi al direttore ne evidenzia l operosità portando all interno del carcere delle realtà esterne molto forti: Gianni Morandi, le reliquie di S. Pio da Pietrelcina. Rizza risponde: noi offriamo il meglio della società con rappresentazioni teatrali, piccoli artisti che fanno grandi cose, per dimostrare che lo Stato è presente e noi siamo in grado non solo di avere rapporti di forza, ma anche di partecipazione con la società dimostrando che è un canale di successo. L esperienza di S. Pio è stata molto forte, specchio della bellezza della realtà sociale. Il presidente Guardi Emiliano, commissario capo polizia penitenziaria, comandante Catania Bicocca rileva l importanza di dare una dignità ai carcerati; le attività sinergiche sono fondamentali per la ricostruzione del loro percorso di identità. Carmelo Cavallaro, componente comitato spontaneo antimafia Livatino-Saetta fa l elogio alla platea e ringrazia per l ascolto augurando un futuro che sia sempre roseo. Porta i saluti del già prefetto Claudio Savarese, presidente associazione Nazionale Polizia di Stato, e chiarisce i valori della legalità, con l esempio di questi magistrati trucidati, dalla mano efferata di individui, che non danno alcun valore alla vita, hanno trasmesso ai ragazzi un messaggio positivo. Interviene la prof. Margherita Arena, che invita ad una riflessione: studiare con competenze significa estirpare la mafia, i ragazzi debbono affrontare la società senza abbassare lo sguardo, ma andando avanti con meritocrazia. Viene chiesto dall alunno Pietro cosa vi spinge a fare questo lavoro? e Attilio Cavallaro ribadisce l amore verso la legalità, verso la vita, continua perché si fa del bene? Perché lo si sente dentro ed è importante recuperare queste persone allo Stato, sono nostri fratelli e bisogna salvarli. Interessanti ed apprezzati i due video che sono stati proiettati in occasione di questa giornata; uno dell associazione Actea, elaborato dagli studenti universitari catanesi, con le testimonianze di alcune istituzioni nostre territoriali insieme al sindaco Bianco. L altro video dallo stadio di Milanello, un flash sul premio con la testimonianza di Andrij Ševčenko, ex calciatore ucraino del Milan e testimonial per la solidarietà, con la presenza del grande giornalista sportivo Candido Cannavò. Emozionante il cerimoniale conclusivo: Attilio Cavallaro e Carmelo Cavallaro donano al dirigente due quadri, uno rappresenta Livatino magistrato di alte doti morali che ha dato la possibilità alla Sicilia di fare un salto di qualità, l altro Antonietta Labisi, immagine legata al premio internazionale, una donna che ha vissuto per l umanità sofferente, una figura positiva, ed entrambi legati dalla carità. Attilio Cavallaro ribadisce l eroismo di questi magistrati e la solidarietà della Prof. A. Labisi che si è spesa per la solidarietà ci possono aiutare a salire la china, in questo momento di forte crisi morale, un esempio per tutti gli italiani. Lella Battiato

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