FONDI&SICAV. del previsto. CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 3 - Numero 25 - Novembre 2010

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1 FONDI&SICAV CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 3 - Numero 25 - Novembre 2010 I trend forti del momento Oro e valute, opportunità o bolla? Life settlement Un alternativa che cresce Consensus Europa Meglio Più forte del previsto

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3 EDITORIALE Oro e valute: speculazione o diversificazione? Il metallo giallo e le valute sembrano i temi dominanti degli investimenti degli ultimi mesi, ma, come sempre dopo una forte crescita, ci si comincia a chiedere se ci troviamo in una bolla speculativa. I pareri dei gestori sono discordi: chi crede che sia prossimo un ridimensionamento di queste asset class e chi, al contrario, vede l oro raggiungere dollari per oncia e il dollaro molto sopra 1,50. Solo a posteriori potremo dire chi avrà avuto ragione. Nel frattempo Fondi&Sicav ha cercato di analizzare nei dettagli la situazione e i possibili scenari futuri, facendo emergere potenzialità e rischi che, come sempre, sono insiti in ogni investimento. Di sicuro ricordiamo che la prima regola di ogni buon investimento è creare un portafoglio diversificato che risponda al livello di rischio che ognuno di noi è in grado di sopportare. Forti scommesse su un singolo tema lasciamole ai professionisti degli investimenti: la lezione della bolla internet del 2000 sembra spesso già dimenticata, mentre avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Però, come sempre, gli ottimi rendimenti attirano gli appetiti degli investitori. Solo che i dati del mercato insegnano che spesso questi appetiti si scatenano quando ormai si avvicina il momento dello storno. Non sarà bolla, ma di sicuro i mercati richiedono prudenza e razionalità. Che non vuole dire investire solo in pronti contro termine, ma analizzare bene gli scenari e costruire portafogli equilibrati che siano in grado di reggere a qualsiasi tempesta, prendendo in considerazione anche investimenti che al momento non accendono GIUSEPPE RICCARDI grandi entusiasmi, ma che potrebbero essere l oro e le valute dei prossimi mesi (con la differenza che se scelti per tempo possono consentire di beneficiare di tutto il possibile rialzo). Il bello del mondo degli investimenti è proprio il fatto che non esiste una regola perfetta per prevedere tutti i diversi momenti dei mercati, che il guru portato in trionfo oggi può diventare il paria di domani e viceversa. L importante è non avere la memoria troppo corta e investire con un obiettivo temporale, un controllo del rischio (soprattutto del proprio) e idee chiare su ciò che potrebbe succedere nei diversi scenari. Se poi si ha anche la fortuna di avere un buon consigliere al proprio fianco (sia esso promotore, private banker, addetto titoli o consulente) anche i non professionisti potranno vedere i risultati dei propri investimenti. Attenti al metallo giallo! Molto diversa è la questione delle valute da quella dell oro, anche se i due trend si sono svilup- tutto il mondo e che potrebbe avere conseguenze molto pe- uno scontro globale, che investe le politiche commerciali di pati in maniera molto forte in contemporanea. ricolose. In questo caso la speculazione ha un ruolo marginale Per quanto riguarda le valute, la discesa del dollaro e la conseguente risalita delle altre monete occidentali e dei paesi emergenti sono dovute a un fenomeno in fondo semplice: gli Stati uniti hanno immesso, o hanno promesso di immettere, enormi quantità di dollari sui mercati e di proseguire senza esitazioni nella politica del quantitative easing. Questo fatto ha reso ancora più evidente la sopravvalutazione di alcune valute emergenti con tasso di cambio semifisso, tenute finora artificiosamente basse e i protagonisti sono i governi e le banche centrali. Quanto all oro, si tratta di una materia prima che ha un uso industriale ed è un bene rifugio, che come tale non produce alcun reddito. Si acquista solo nella speranza di tenere protetti i propri capitali e, se va bene, di vederne incrementato il valore. Oggi la parte industriale dell oro non è certo la responsabile del decollo dei corsi, quindi a incidere sono operatori e risparmiatori che pensano di ricavare un vantaggio dal semplice fatto di detenere da alcuni governi, Cina in testa. Si tratta di ALESSANDRO SECCIANI oro. Se non è speculazione questa... FONDI&SICAV/Novembre

4 NOVEMBRE N 25 SOMMARIO S O M M 18 I trend forti: oro e valute IL METALLO GIALLO ALLE STELLE È stato soprattutto il timore che ritorni la crisi finanziaria e che alcune economie vadano in default a fare decollare le quotazioni di questo prezioso. Sul lungo periodo incide anche un aumento di richiesta da parte dell industria dei gioielli, ma non sembra pesare in maniera significativa. A questo punto resta da capire se le difficoltà dei mercati finanziari faranno salire ancora i prezzi o se siamo nel pieno di una bolla speculativa. I money manager sembrano molto divisi sulle risposte e persino sulle conseguenze sui corsi di uno scenario di futura inflazione i pareri non sono univoci 32 Life settlement UNA CRESCITA COSTANTE Secondo un ampia ricerca commissionata da Managing partners limited, una delle società leader del settore, questa asset class sta conquistando sempre più spazio nei portafogli dei principali investitori di tutto il mondo. L acquisto di polizze vita da risparmiatori che intendono liberarsene ha dato finora buoni rendimenti, soprattutto decorrelati dall andamento delle piazze finanziarie. E ciò attualmente sta destando un interesse crescente da parte degli operatori, anche se diversi problemi devono ancora essere risolti PROMOTORI & CONSULENTI FONDI&SICAV Novembre 2010 Andrea Cingoli di Banca Esperia: «Il banker non è un venditore» Sim consulenza I veri indipendenti siamo noi Gfk Eurisko Il pf è sempre più più consolidato Secondo l amministratore delegato della società di private banking di Mediolanum e Mediobanca, la preparazione tecnica, la specializzazione e le conoscenze interdisciplinari sono patrimonio indispensabile di ogni professionista, ma è necessario che alla base ci sia una struttura articolata. Il banker non può più lavorare da solo. I risultati sembrano dargli ragione: le masse in gestione sono infatti passate da 8,58 miliardi di euro del giugno 2009 a 12,4 del settembre scorso 44 Sim di consulenza NOI SIAMO DAVVERO INDIPENDENTI 40 Intervista ANDREA CINGOLI DI BANCA ESPERIA Le imprese create ad hoc per fornire consigli ai risparmiatori vantano una totale autonomia dalle società di gestione. Le strutture più importanti, più che sulle basse fee, puntano sulla capacità di generare utili alla clientela e di fornire un supporto su misura. Non a caso si rivolgono quasi tutte a una fascia di investitori alta, se non addirittura agli istituzionali. «L efficienza dei costi non si traduce direttamente in performance, a meno che anche il resto del servizio non sia professionale» fpa Italia La certificazione è in crescita Il curatore della tradizionale ricerca sui professionisti del risparmio racconta lo stato d animo di coloro che sono a contatto con gli investitori. E, dopo due anni difficili, è migliorato il livello di soddisfazione complessivo nei confronti delle società mandanti, «mentre l apprezzamento medio è aumentato addirittura del 21,7%». Multibrand e affidabilità dei gestori sono elementi sempre più importanti con i clienti, ma fondamentale resta la capacità dei money manager di ottenere performance super 50 Gfk Eurisko SEMPRE PIÙ CONSOLIDATI 4 FONDI&SICAV/ Novembre 2010

5 NOVEMBRE N 25 SOMMARIO A R I O Le performance realizzate nel breve e medio termine suscitano alcune perplessità sui risultati raggiunti da questa categoria di fondi, che in teoria dovrebbe fornire buone performance in ogni situazione di mercato e costituisce uno strumento di investimento simile agli hedge. Lo scenario cambia in meglio nel lungo termine. È comunque importantissimo scegliere il gestore giusto e la strategia vincente e gli scossoni degli ultimi tre anni hanno sicuramente selezionato i migliori professionisti Absolute return RENDIMENTI NON SEMPRE ASSOLUTI 58 I prodotti che puntano sull azionario del Vecchio continente e che sono disponibili sulla piattaforma di Borsa italiana sono 43. In questa situazione scegliere non è facile, anche perché i risultati finanziari non sono così allineati come si potrebbe pensare. Infatti, se si considera solo l area euro o si ha una visione paneuropea, gli indici di riferimento cambiano molto. Pesano anche i diversi costi o l eventuale specializzazione in small cap o in titoli growth o value. È stata così realizzata una selezione dei più performanti sulla base delle performance a un anno Etf in Europa CON I PIÙ BRAVI 66 Abbastanza a sorpresa ottobre è stato borsisticamente positivo per quasi tutte le piazze finanziarie del Vecchio continente e c è chi ha guadagnato anche il 15% rispetto ai minimi estivi. Ciò nonostante non mancano le contraddizioni: se da una parte sembrano perdere forza i catastrofismi di chi vedeva un forte ritorno della recessione, magari innescato da qualche default di paesi periferici, dall altra parte c è ancora una pesante fragilità, soprattutto sul piano occupazionale. Ma c è chi contesta anche questi dati e sostiene che nella realtà non sono così tragici Consensus sull Europa PER ORA TUTTO BENE 72 Coloro che hanno un contratto a progetto o vivono fornendo consulenze sono circa un milione e mezzo e rappresentano una categoria in continua crescita. Le ritenute sul loro fatturato sono aumentate fino a livelli paragonabili a quelli del lavoro dipendente e oggi arrivano al 26%. Le recenti riforme hanno molto peggiorato le prestazioni pensionistiche e il tenore di vita raggiungibile, anche in presenza di un forte investimento in prodotti complementari, rimane talora a livelli di sussistenza Pensione PERCORSO DIFFICILE PER I PARASUBORDINATI 80 3 Editoriale 6 Radar finanziario 8 Il portafoglio di Mc gestioni 14 Notizie in breve 84 My life, My style Rubriche FONDI&SICAV/ Novembre

6 RADAR Moody s potrebbe abbassare il rating dell Irlanda. Moody s ha annunciato che potrebbe ridurre ulteriormente il rating irlandese a causa delle previsioni sul deficit che potrebbe aumentare vertiginosamente a causa dell azione del governo nel salvataggio del settore finanziario, un intervento da 50 miliardi di euro. I fondi Sri sempre più popolari in Europa. L attrazione per fondi verdi, sociali ed etici sta considerevolmente aumentando in Europa, nonostante il difficile clima economico. Secondo la ricerca annuale di Vigeo, società di rating di corporate social responsability, il numero dei Social responsible investment è aumentato di quasi il 30% e gli asset cresciuti del 41% in 12 mesi. «Vediamo una crescente consapevolezza sugli investimenti sostenibili soprattutto in Francia, Belgio, Svizzera e Germania, dove i ricchi investitori cominciano a cogliere valore in questi strumenti», afferma Davide Dal Maso, a capo degli Sri in Vigeo in Italy. Nonostante ciò, gli Sri rappresentano ancora solo il 6,3% degli asset totali investiti nel mondo (dato al 2009). Aumento dell esposizione azionaria per i gestori Usa. In ottobre Merril Lynch ha pubblicato una ricerca nella quale si evidenzia che 194 gestori hanno aumentato il livello di rischio nei loro portafogli, triplicando il peso azionario e mantenendo basso quello obbligazionario. La ricerca evidenzia che le aree che producono più possibilità di reddito sono quelle dei paesi emergenti, mentre prevede una crescita limitata nelle aree Ue, Usa e Giappone. Il Cile in crescita nel 2010 e nel Le prospettive di crescita del paese sud americano sono aumentate dal 5,2% al 5,3% nel 2010 e dal 5,9% al 6% nel Ma il dato migliore è quello della crescita del Pil del 7,6% in agosto, una delle più alte in quattro anni. Inoltre il Latin forum forecast prevede una diminuzione del tasso di inflazione al 3,2% nel Ma, nonostante questi dati, Brasile, Argentina, Perù, Uruguay e Paraguay continuano a mantenere tassi di crescita superiori per il 2010, vicini al 7%. Il Brasile aumenta la tassazione sui capitali esteri al 4%. Nell ambito di quella che è stata definita la guerra delle divise tra le principali economie mondiali, il Brasile ha imposto un aumento della tassazione dal 2% al 4% per i capitali stranieri che entrano nel paese investendo in obbligazioni e titoli di stato. Questa misura, per molti simbolica più che realmente efficace, è volta a prevenire un ulteriore apprezzamento del real sul dollaro. 6 FONDI&SICAV/Novembre 2010

7 FINANZIARIO L Unione Europea accorda regole più severe per gli hedge fund. Dopo mesi di trattative, i ministri economici dell Unione Europea hanno approvato il tanto atteso piano di regolamentazione per hedge fund e fondi di private equity e hanno introdotto regole severe in questo settore ritenuto colpevole di avere accentuato la recente crisi. Verrà istituito un passaporto europeo nel 2015 per i fondi dei 27 paesi membri e nel 2018 per quelli terzi, che permetterà la vendita di questi prodotti nel territorio dell Unione. L approvazione del Parlamento europeo è attesa per i primi di novembre. La Banca centrale giapponese sorprende tutti tagliando i tassi. La Boj ha tagliato i tassi a breve quasi allo 0% per la prima volta in quattro anni, nel tentativo di portare il paese fuori dalla deflazione. La Banca centrale ha anche annunciato un piano di iniezione di liquidità nel sistema tramite la sottoscrizione di obbligazioni, titoli di stato, Etf, fondi immobiliari, titoli di credito per una valore complessivo di 5 mila miliardi di yen (59,7 miliardi di dollari)

8 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI Clima di incertezza Un anno di DJ Eurostoxx Un anno di S&P500 Occhi puntati sulle elezioni di mid term in Usa, riunione del Fomc ed elezioni politiche in Brasile: novembre può rappresentare una tappa molto importante per le sorti dei mercati finanziari a livello globale. Specialmente dalla riunione dei vertici della Fed dipenderà il varo di ulteriori incentivi per l economia Usa. Il consensus di mercato sconta una possibile iniezione di 500 miliardi di dollari nei prossimi sei mesi (da definire la Novembre sarà cruciale soprattutto per la riunione del Fomc, che dovrebbe stabilire una possibile iniezione nel sistema di 500 miliardi di dollari. Da questa decisione tutti si aspettano una significativa spinta ai mercati. I quali, peraltro, sembrano smaltire molto in fretta le buone notizie e, dopo una fiammata, ritornano in una fase di lateralità modalità di erogazione). Un quantitativo più elevato potrebbe significare un nuovo importante stimolo, viceversa un aiuto inferiore potrebbe portare gli investitori ad alleggerire le posizioni più rischiose in portafoglio. All interno del Fomc non mancano comunque le perplessità sul proseguimento delle politiche monetarie accomodanti, che durano ormai da oltre due anni. La crescita dei mercati azionari sembra così indotta e ne sono un significativo esempio i movimenti intraday rilevati nelle ore successive il rilascio di dati aziendali sensibili. Ci tro- viamo a novembre nel pieno del periodo in cui le aziende rilasciano i dati trimestrali. Pur sorprendendo al rialzo le attese nella maggior parte dei casi, la fase di rialzo dei titoli che battono le stime dura infatti poche ore, per poi essere seguita da azioni di vendita o sostanziale lateralità. Gli investitori sembrano quindi non credere completamente in questa ripresa. Eppure l indice rappresentativo del mercato azionario mondiale, con un ridottissimo livello di volatilità, ha raggiunto nell ultimo mese un rendimento del 2,77%, attestandosi da inizio anno a +2,69%. Viceversa l indice dei mercati obbligazionari ha perso a ottobre lo 0,52%, ma si è mantenuto ben positivo da inizio anno a +4,41%. Permane dunque il clima di incertezza e riteniamo che la situazione non sia mutata particolarmente, rispetto al mese precedente. Tatticamente abbiamo puntato sull area americana, sui titoli growth a elevata capitalizzazione e sui ciclici. Continua il buon momento dei mercati asiatici ex Giappone: la manovra cinese, volta a incrementare i consumi interni e la domanda, legata a una rivalutazione dello yuan potrebbe favorire l area di Hong Kong, punto di snodo del commercio del Far east. Questa area può essere considerata la trading idea del mese. Sulla componente obbligazionaria valgono le stesse regole prudenziali con preferenza per le medie scadenze in Europa (3-5 anni) e le emissioni dei paesi delle aree emergenti in valuta locale. 8 FONDI&SICAV/Novembre 2010

9 Dodici prodotti per attaccare Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Bnp Paribas High Dividend Usa Eur Ist H Eur Azionario America Nord America Blend 12 Ubs (Lux) Equity Fund - Canada B Acc Cad Azionario America Nord America Blend 5 Bnp Paribas L1 Eq Smll Caps Usa Acc Usd Azionario America Nord America Small cap 5 Parvest Australia P Aud Aud Azionario Asia Australia Generico 7 Nordea Emerging Consumer Fund Eur Ist Eur Azionario Emergenti Globale Generico 6 Invesco Pan European Equity Fund C Ist Acc Eur Azionario Europa Globale Blend 12 Threadneedle European Quantitative Equities Ie Eur Eur Azionario Europa Globale Blend 7 Lemanik Sicav - World Portfolio Equities Cap Ist Eur Acc Eur Azionario Mondiale Globale Blend 10 Aviva Investors European Reit Fund Ist Eur Azionario Settoriale Real estate Europa 8 Etf St Msci Europe Cons Discretionary Eur Azionario Settoriale Consumer discretionary Generico 4 Etf Db Iboxx Euro Sovereigns Eurozone 3-5 Total Return Index Etf Eur Obbligazionario Governativo Europa Medium term 12 Etf I-Share E Government Bond 1-3 Eur Obbligazionario Governativo Europa Short term 12 La visione dinamica Meno small cap Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio-alto: l obiettivo è la crescita del capitale nel medio periodo. L esposizione è pari al 76% sull azionario e al 24% sui titoli obbligazionari. A livello geografico manteniamo sostanzialmente neutrale il peso delle principali aree, sovrappesando leggermente l America e l Asia piuttosto che l Europa. Il mese precedente era cominciato con un buon movimento rialzista delle aziende a piccola capitalizzazione su scala globale ex-japan tuttora in corso. Tuttavia i rischi su questo comparto rimangono vivi: sono stati infatti pubblicati alcuni studi che denotano le difficoltà di accesso al credito per le imprese a piccola capitalizzazione. Proprio per questi motivi prendiamo profitto, alleggerendo la posizione, a vantaggio di titoli a larga capitalizzazione. La componente small cap resta in ogni caso in portafoglio, così come quella emergente globale. Sul mercato americano continuiamo a preferire le grandi capitalizzazioni e i titoli growth in termini di stile; riteniamo inoltre che la componente canadese debba continuare ad avere Come suddividere i pesi Etf I-Share E Government Bond 1-3 Eur Etf Db Iboxx Euro Sovereigns Eurozone 7-10 Total Return Index Etf Eur Etf St Msci Europe Cons Discretionary Eur Aviva Investors European Reit Fund Ist Eur 4% 12% 8% Lemanik Sicav - World Portfolio Equities Cap Ist Eur Acc Eur 10% peso neutrale, mentre la parte emergente debba avere un peso ridotto dopo le elezioni brasiliane che potrebbero stravolgere lo scenario. In Europa riteniamo si debba avere peso neutrale, rispetto al benchmark, su Germania e Regno Unito e che sia opportuno essere presenti sulla parte emergente stando fuori dagli altri paesi dell area. Proprio in Germania ha destato stupore, ma non particolare preoccupazione, la pubblicazione dell indice di fiducia Zew, al di sotto delle attese degli analisti, ma ancora in territorio positivo. In Asia riteniamo che si debba essere presenti sull area ex Giappone, rimanendo in sottopeso sul Giappone stesso a causa della crisi dei consumi interni e della domanda che risente del rafforzamento dello yen; valutiamo con attenzione i paesi emergenti, prestando particolare attenzione a India e Thailandia, che hanno mostrato un ottima crescita guidata da esportazioni e consumi interni. Sulla parte emergente riteniamo debbano rimanere a benchmark le tre macroaree, con preferenza per la Turchia in Europa, nonostante il lieve storno. e la Thailandia per l Asia, selezionando le piccole capitalizzazioni. 12% 7% 12% Bnp Paribas High Dividend Usa Eur Ist H Eur 12% 5% Ubs (Lux) Equity Fund - Canada B Acc Cad 6% 5% 7% Bnp Paribas L1 Eq Smll Caps Usa Acc Usd Parvest Australia P Aud Aud Nordea Emerging Consumer Fund Eur Ist Eur Invesco Pan European Equity Fund C Ist Acc Eur Threadneedle European Quantitative Equities Ie Eur Eur FONDI&SICAV/Novembre

10 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI La visione moderata Buone garanzie dal Come suddividere i pesi Etf Db Iboxx Euro Sovereigns Eurozone 3-5 Total Return Index Etf Eur Etf I-Share E Government Bond 1-3 Eur Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur Mc Fdf High Yield Eur 11% 4% Parvest Euro Government Bond P Eur Eur 7% Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medioalto: l esposizione è il 50% sull azionario, il 42% sull obbligazionario e l 8% sul flessibile. Rispetto al mese precedente aumentiamo il peso della componente flessibile e, di conseguenza, la delega gestionale di breve periodo. La volatilità sui comparti azionari americani ed europei sui minimi, ben al di sotto delle medie stori- 10% 10% 7% 8% 10% che, gli spread in pericoloso ampliamento su alcuni titoli periferici dell area euro, e l esito ancora incerto della riunione del Fomc sull entità degli aiuti potrebbero portare le azioni a leggeri scrolloni a novembre. A livello tattico vale quindi la pena posizionarsi su un prodotto absolute, che può penalizzare nelle fasi di salita con minori guadagni, ma che riesce a guadagnare nelle fasi di discesa, Caam Usa Acc Ist Usd Janus Us All Cap 6% Growth I Eur Acc Ist Eur 6% Bnp Paribas L1 Eq 4% Smll Caps Usa Acc Ist Usd Parvest Australia P Aud Aud 4% Aberdeen Emerging Markets 5% Smaller Companies Usd I Acc. Ist Usd 8% Mc Fdf Megatrend Wide Eur Henderson Pan European Equity I2 Eur Threadneedle European Quantitative Equities Ie Eur Eur proteggendo il portafoglio. A livello strategico una linea bilanciata può offrire invece buone garanzie: i titoli monetari hanno ancora rendimenti prossimi allo 0% e appare lontana e incerta la data di inversione delle politiche accomodanti di Fed e Bce. I rendimenti sui decennali americani ed europei stazionano anch essi sui minimi, mentre i mercati azionari sono sorretti da iniezioni di liquidità con aiuti governativi e regolamentari. I rischi sono in pratica presenti su tutte queste asset class, ma l azionario può rivelarsi in un orizzonte di due-tre anni il più remunerativo. I tassi bassi di rifinanziamento hanno infatti favorito quelle imprese che hanno utilizzato la liquidità per portare migliorie strutturali e che potranno cercare di trarre profitto e vantaggi competitivi da questi investimenti. Le large cap danno quindi più affidabilità, ma le piccole capitalizzazioni creano l extraperformance di breve. Un buon mix di mercati maturi e in via di sviluppo può addirittura ridurre il rischio sistematico di portafoglio. Quattordici prodotti per ogni scenario Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Caam Usa Acc Ist Usd Azionario America Nord America Blend 6 Janus Us All Cap Growth I Eur Acc Ist Eur Azionario America Nord America Growth 6 Bnp Paribas L1 Eq Smll Caps Usa Acc Ist Usd Azionario America Nord America Small cap 4 Parvest Australia P Aud Aud Azionario Asia Australia Generico 4 Aberdeen Emerging Markets Smaller Companies Usd I Acc. Ist Usd Azionario Emergenti Globale Generico 5 Henderson Pan European Equity I2 Eur Azionario Europa Globale Blend 8 Threadneedle European Quantitative Equities Ie Eur Eur Azionario Europa Globale Blend 7 Mc Fdf Megatrend Wide Eur Azionario Mondiale Globale Blend 10 Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Flessibile Mondiale Generico Generico 8 Parvest Euro Government Bond P Eur Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 10 Mc Fdf High Yield Eur Obbligazionario Emergenti Globale Generico 4 Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa Generico 11 Etf I-Share E Government Bond 1-3 Eur Obbligazionario Governativo Europa Short term 7 Etf Db Iboxx Euro Sovereigns Eurozone 3-5 Total Return Index Etf Eur Obbligazionario Governativo Europa Medium term FONDI&SICAV/Novembre 2010

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12 Tredici prodotti per difendersi Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Threadneedle Us Equities Ieh Eur Eur Azionario America Nord America Blend 6 Invesco Pan European Equity Fund C Ist Acc Eur Azionario Europa Globale Blend 6 Lemanik Sicav - World Portfolio Equities Cap Ist Eur Acc Eur Azionario Mondiale Globale Blend 10 Etf Ishares I Boxx E Liquid Corporates Eur Obbligazionario Corporate Europa Generico 4 Parvest Euro Bond P Eur Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 9 Parvest Euro Government Bond P Eur Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 12 Fortis L Fund Bond Long Euro Acc Ist Eur Obbligazionario Diversificati Europa Long term 10 Schroder Emerging Markets Debt Usd C Ist Acc. Usd Obbligazionario Emergenti Globale Generico 6 Mc Fdf High Yield Eur Obbligazionario Emergenti Globale Generico 5 Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa Generico 10 Pictet Eur Government Bonds Eur I Eur Obbligazionario Governativo Europa Generico 12 Mc Fdf Global Bond Eur Obbligazionario Governativo Globale Generico 5 Parvest Euro Inflation Link Bond P Eur Eur Obbligazionario Inflation linked Europa Generico 5 La visione prudente Alta diversificazione Come suddividere i pesi Pictet Eur Government Bonds Eur I Eur Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur Parvest Euro Inflation Link Bond P Eur Eur Mc Fdf Global Bond Eur 10% 12% 5% 5% Mc Fdf High Yield Eur 6% Schroder Emerging Markets Debt Usd C Ist Acc. Usd Fortis L Fund Bond Long Euro Acc Ist Eur 5% 10% 12% Threadneedle Us Equities Ieh Eur Eur Invesco Pan European 6% Equity Fund C Ist Acc Eur 6% Lemanik Sicav - World Portfolio 10% Equities Cap Ist Eur Acc Eur 9% 4% Etf Ishares I Boxx E Liquid Corporates Eur Parvest Euro Bond P Eur Eur Parvest Euro Government Bond P Eur Eur Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio mediobasso: l obiettivo è la crescita del capitale in un orizzonte temporale almeno superiore all anno. L esposizione è il 78% sull obbligazionario con il rimanente 22% sull azionario. Il comparto governativo Emu ha registrato un andamento negativo a ottobre con una perdita dello 0,53%, mentre si confermano premianti le emissioni dei paesi emergenti che hanno erogato un +1.82%. Le emissioni più rischiose continuano quindi a remunerare maggiormente dei titoli governativi area euro con rating elevato, celando comunque rischi di drawdown considerevoli. Il mercato obbligazionario, nei suoi diversi segmenti, segue in pratica l andamento del mercato azionario in termini di appetito per il rischio e pertanto valgono le stesse strategie gestionali basate sulla prudenza. Il nostro portafoglio consigliato non muta dal mese precedente adottando un alta diversificazione in un contesto di incertezza e in attesa dell esito della riunione del Fomc. Continuiamo a mantenere l esposizione sul mercato tedesco, almeno fino a quando la volatilità tra i mercati periferici non mostrerà ulteriori segnali distensivi. Lo spread Btp Bund ha subito infatti un restringimento dai 160 punto base di fine settembre a 142 di fine ottobre, ma la sensibilità alle notizie macro rimane elevata. A differenza dello spread tra Italia e Germania, il differenziale di tasso tra Irlanda e Germania ha raggiunto il suo massimo dall introduzione dell euro con 460 punti. Pesano in questo caso i timori sulla creazione di un fondo permanente anticrisi con la partecipazione del settore privato. Per gli emergenti si registra una ripresa della componente in valuta locale, penalizzata nel corso del mese dall apprezzamento dell euro contro il dollaro. La componente high yield continua ad apprezzarsi in termini relativi, tuttavia questo movimento non è tale da giustificare una modifica della struttura del portafoglio. Permangono i timori sulle obbligazioni societarie, che continuano a perdere forza relativa rispetto alle altre asset class rischiose: ribadiamo come sul mercato europeo una quota rilevante sia costituita da emissioni di banche, e come tale componente potrebbe soffrire qualora le voci sulle probabili necessità di ricapitalizzazione di alcuni player si rivelassero fondate. 12 FONDI&SICAV/Novembre 2010

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14 NOTIZIE IN BREVE Belgio È qui la crisi Cina L agricoltura è ancora un problema Nonostante la grande capacità della Cina di crescere sul piano industriale, ci sono importanti problemi da risolvere nel settore agricolo, che impiega ancora la maggioranza della popolazione. È stata riportata su un quotidiano cinese online la dichiarazione di Zhang Ping, ministro cinese dello sviluppo nazionale e responsabile della Commissione per le riforme, secondo cui «l acuta Per un trimestre il Belgio è rimasto senza governo, il debito pubblico è vicino al 100% del Pil e il differenziale dei rendimenti dei titoli di stato a dieci anni rispetto al Bund di pari durata si è triplicato nel corso del Si tratta di fattori che lasciano ipotizzare a qualche esperto che il paese centroeuropeo possa essere la prossima vittima della crisi del debito sovrano. Nelle elezioni dello scorso giugno, i separatisti della Nuova alleanza fiamminga (Nva) sono emersi come il partito più forte nelle Fiandre, mentre nella francofona Vallonia i socialisti hanno conservato il primato. Nelle negoziazioni seguite alla tornata elettorale e necessarie per dare vita a una coalizione di governo, l Nva si è posta come obiettivo principale la realizzazione di una riforma federale. Il risultato è una stagnazione politica che rischia di continuare a paralizzare il sistema ancora per molti mesi. Gli esperti hanno delineato quattro differenti scenari per immaginare il futuro del paese. Il primo scenario si basa sullo status quo e viene considerato poco probabile. Nel secondo scenario i partiti potrebbero concedere un livello minimo di trasferimento delle competenze alle regioni: un totale di milioni di euro. Nel terzo scenario, l ammontare delle spese trasferite sarebbe lo stesso dello scenario precedente, tuttavia la magnitudine del trasferimento delle imposte sui redditi sarebbe più grande e molto più vicina alle pretese dell Nva, con pesanti conseguenze per il debito pubblico e il deficit. Secondo gli analisti, entrambi gli scenari sono fondamentalmente insostenibili, perché piloterebbero lo stato centrale o le amministrazioni periferiche verso una carenza di risorse necessarie a coprire le rispettive spese. Lo scenario quattro è quello catastrofico: la disintegrazione del paese. carenza di terreno agricolo e di risorse idriche rappresenta il maggiore ostacolo all autosufficienza alimentare del paese». Mentre continuano a circolare voci sulla capacità del governo cinese di mantenere la produzione alimentare, è difficile valutare se le consegne di 1,2 milioni di tonnellate metriche di granoturco (con un incremento di 100 mila tonnellate) ammesse quest anno siano un fenomeno temporaneo o indichino un mutamento di lungo corso, perché l autosufficienza cerealicola è un segreto di stato. Il nesso evidente fra urbanizzazione e aumento del tasso di desertificazione in Cina implicherebbe logicamente un ulteriore diminuzione della terra coltivabile, che ammonta attualmente a 122 milioni di ettari. Inoltre, le recenti turbolenze climatiche pregiudicano la resa delle colture sul breve termine e ciò è stato confermato dai pattern commerciali più recenti, ad esempio l esportazione mondiale di mais alla Cina 14 FONDI&SICAV/Novembre 2010

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16 NOTIZIE IN BREVE Europa Periferia ancora in difficoltà Dopo un periodo di sollievo, i premium risk dei paesi periferici dell Eurozona tornano a destare preoccupazione. In questo contesto il tema più inquietante è la rottura delle negoziazioni tra il governo portoghese guidato dal socialista Josè Socrates e l opposizione. L esecutivo è in minoranza e dipende dall appoggio del Partito socialdemocratico, o almeno dalla sua astensione, per approvare il fabbisogno fiscale per il Si tratta di un piano di vitale importanza per centrare l obiettivo della riduzione del deficit, perché include misure di austerity giudicate indispensabili per ratificare gli impegni presi con i mercati e gli investitori internazionali. Inoltre, la rottura del dialogo e la crescita delle probabilità che l opposizione esprima un voto contrario alla manovra, minaccia di scatenare una crisi politica che aggravi quella finanziaria. Sulla scia di queste notizie, il trend che evidenziava un recupero dei differenziali di rendimento rispetto ai Bund decennali ha invertito la rotta ed è andato a 328 punti base, comunque ancora lontani dal picco di 426 punti raggiunto nello scorso settembre. Poi è stata la Grecia ad accusare il contraccolpo più rilevante in termini di ampliamento degli spread. L annuncio del ministro delle finanze di Atene ha messo fine alla disputa sulla reale entità del deficit greco nel 2009, che non è inferiore al 15% del Pil, ben al di sopra del 13,8% fino a questo momento dichiarato. L annuncio non è piaciuto agli investitori che, dopo avere premiato i bond ellenici con un netto recupero delle quotazioni durante le ultime settimane, hanno venduto titoli di stato di Atene fino a riportare lo spread con i Bund decennali a quota 780 punti base. L Irlanda, infine, ha comunicato di volere duplicare le cifre necessarie a mettere in moto la correzione che dovrebbe riportare il deficit al 3% del Pil entro il Dopo avere annunciato una chiusura del 2010 che necessita una raccolta di risorse per un ammontare pari al 32% del Pil, tocca ora stringere la cinghia. I mercati non conoscono i dettagli che dovrebbero consentire risparmi così elevati. Le incertezze e i dubbi hanno riportato in alto il premium risk dei titoli irlandesi, che però resta ancora lontano dai picchi toccati a metà settembre.

17 India Decollo con problemi Nel secondo trimestre dell anno in corso, l India ha sperimentato una crescita su base annua del Pil dell 8,8%. Si tratta del migliore dato registrato dal dicembre del 2007 e sembra l ulteriore conferma che il paese asiatico si sia lasciato ormai alle spalle il periodo più negativo della crisi. Le cifre confermano anche le previsioni formulate dalla Banca centrale indiana, che indicano una crescita dell 8,8% per l anno fiscale Un recente studio realizzato dalla società di consulenza PriceWaterhouseCoopers prevede che nel 2014 il paese ospiterà un numero di multinazionali superiore a quello localizzato in Cina, con imprese. Le chiavi del successo non sono nuove: un inesauribile forza lavoro produttiva ben formata, una classe media di almeno 200 milioni di persone, un tessuto industriale consolidato e arricchito dalla presenza di imprese straniere. I dati dell ultimo trimestre confermano questo trend e riflettono una crescita della produzione manifatturiera del 12,4% e un incremento, nello stesso periodo, del 7,5% nel settore delle costruzioni. Durante la crisi finanziaria internazionale, l India ha visto rallentare la crescita fino al 6%, pregiudicata dalle piogge che hanno distrutto i raccolti agricoli dell anno scorso e hanno paralizzato un settore che assorbe la maggior parte della forza produttiva del paese. Nonostante ciò, l economia indiana ha retto bene all urto della crisi, grazie agli aiuti pubblici e alla sua ridotta dipendenza dall estero (il commercio con l estero rappresenta solo il 20% dell economia indiana). Ma il quadro generale non è permeato solo da buone notizie. Il paese continua a soffrire l inflazione cronica che l esecutivo non sembra in grado di controllare. Questo indicatore è cresciuto al 10,2% nell ultimo esercizio ( ), alimentato dagli elevati prezzi degli alimenti, sostenuti a loro volta dalla bassa produzione agricola. Nell agosto di quest anno, i prezzi hanno subito un incremento del 9,6%, dopo avere registrato un impennata dell 11,04% a marzo del L inflazione non è il solo indicatore a presentare problemi. Il crescente deficit pubblico, arrivato all 11,8% del Pil nel 2009 (triplicando il dato del 2007), ha reso necessario un piano di riequilibrio che potrebbe rallentare la crescita economica.

18 I TREND FORTI: ORO E VALUTE IL METALLO GIALLO ALLE STELLE Spinto dalla paura di Boris Secciani, analisi di Luca Brambilla è stato probabilmente l asset uscito davvero vincitore L oro nell ultimo decennio e in maniera ancora più netta negli ultimi due anni. Nel corso dell ultimo decennio, È stato soprattutto il timore che ritorni la crisi finanziaria e che alcune economie vadano in default a fare decollare le quotazioni di questo prezioso. Sul lungo periodo incide anche un aumento di richiesta da parte dell industria dei gioielli, ma non sembra pesare in maniera significativa. A questo punto resta da capire se le difficoltà dei mercati finanziari faranno salire ancora i prezzi o se siamo nel pieno di una bolla speculativa. I money manager sembrano molto divisi sulle risposte e persino sulle conseguenze sui corsi di uno scenario di futura inflazione i pareri non sono univoci infatti, il metallo giallo ha cominciato a guadagnare in maniera robusta, dopo venti anni di quotazioni in termini reali in forte calo, in calo o stagnanti. Alla base di questa crescita vi sono stati diversi fattori, che continuano a essere presenti. Da una parte l ascesa dei mercati emergenti, che sono forti acquirenti di oro fisico sotto forma di gioielli (soprattutto India e Cina), e che comunque hanno dato un contributo fondamentale al risveglio delle materie prime negli ultimi anni. Dall altra parte il forte indebolimento del dollaro, già piagato prima della crisi finanziaria da elevati deficit di bilancio e di partite correnti. Il dispiegarsi delle global inbalance, che continuano a essere uno dei temi centrali del mondo di oggi, ha dato un contributo fondamentale al rafforzamento del prezioso. Infatti il mercato rialzista dell oro è profondamente legato alla progressiva diminuzione del ruolo del biglietto verde come valuta di riserva del mondo e all incapacità di altre divise colpite da problemi strutturali altrettanto pesanti, come l euro, di costituire una valida alternativa. Lo 18 FONDI&SICAV/Novembre 2010

19 INVESTIRE IN CINA scoppio della crisi finanziaria nel 2008 non ha cambiato il quadro di riferimento, anzi ha probabilmente esacerbato la situazione: dopo un rapido crollo delle quotazioni a fine 2008, periodo di caos in cui sostanzialmente è stata liquidata qualsiasi asset class che non fossero titoli di stato a breve di emittenti sicuri, l oro ha ripreso rapidamente a salire, tornando sopra quota dollari per oncia sul mercato future di New York e toccando nel mese di ottobre un nuovo massimo sopra dollari. munque, i confini non sono così chiari, visto che in molte realtà dell Asia e del Medio Oriente anche i monili hanno caratteristiche di investimento. Ad ogni modo da questo punto di vista il quadro sembra apparire abbastanza ambiguo. La domanda di oro per gioielli si è indubbiamente ripresa dai giorni più duri, senza però per questo sembrare particolarmente entusiasmante. Ciò induce Marco Dall Ava, analista di Xtb (X-Trade brokers) a pensare che il rischio di una bolla sia in effetti reale: «Possiamo notare, prendendo un grafico di lungo periodo (timeframe weekly) che ben rappresenta l andamento dell oro nel corso degli ultimi anni, che fino a due anni or sono il percorso è stato sempre rialzista, ma con un trend sano; viceversa negli ultimi 24 mesi questo trend ha assunto una ripidità incredibile, mostrandoci la presenza, su questa commodity, di una bolla speculativa. Ciò è visibile anche dal fatto che l oro nell ultimo periodo ha perso qualsiasi tipo di correlazione rispetto ai mercati finanziari assumendo una sola direzione: il rialzo. Inoltre è importante sottolineare come questa poderosa crescita dell oro non abbia nessuna natura di tipo fondamentale, in quanto la domanda di gioielli (mercato chiave per l oro) si era rivelata già Confronto tra oro e inflazione Usa UN QUADRO AMBIGUO La politica dei tassi a zero ed enormi iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali del mondo sviluppato, di cui stiamo vedendo attualmente i nuovi sviluppi, la sistematica politica americana del dollaro debole, le incertezze circa l andamento futuro dell economia, nonché la dinamica dei prezzi hanno convinto sempre più investitori in giro per il pianeta, sia istituzionali sia privati, a riversare fiumi di liquidità sul mercato dell oro. Qui sorge spontaneo un primo quesito: quali sono i fondamentali, in meri termini di domanda e offerta, per questo asset? La risposta non è semplice, a causa della duplice natura del prezioso: da una parte si tratta di un bene intrinsecamente finanziario, che alcuni vedono come alternativa alle valute, che però non paga cedole né dividendi né produce una stringa di profitti. Dall altra parte si tratta di una risorsa fisica, il cui utilizzo trova un importante sbocco nella produzione di gioielleria. Proprio da quest ultimo segmento del mercato dell oro vale probabilmente la pena partire, in quanto rappresenta una domanda core, meno volatile della porzione di domanda di oro fisico che viene assorbita da Etc e investimenti più o meno speculativi in lingotti. Ovviamente, codebole quando l oro si trovava a 800 dollari l oncia e non c è motivo di vedere un aumento ai prezzi attuali». ABBONDANZA DI OFFERTA Un parere invece diametralmente opposto viene da Jeremy Baker, senior commodity analyst del Vontobel fund Belvista commodity, che invece sottolinea come la domanda di oro fisico non sia particolarmente determinata dall andamento del segmento dei monili: «L oro è scambiato soprattutto come se fosse una valuta e dunque la rilevanza del rapporto domanda/offerta è minore, rispetto ad altre commodity. Ciò è dovuto anche al fatto che vi è abbondanza di offerta e la domanda dei consumatori è pari a una modesta percentuale del totale delle scorte. Inoltre, rispetto ad altre materie prime, il costo di stoccaggio è molto contenuto, elemento che rende l oro uno strumento adeguato come bene rifugio. Con il rischio all orizzonte di una guerra valutaria e crescenti dubbi circa l affidabilità delle valute fiat (non ancorate ad alcun bene reale, n.d.r.), la domanda di oro fisico probabilmente crescerà dagli attuali livelli. Dall altra parte l offerta sta rallentando. La produzione mineraria è stagnante e le banche centrali hanno diminuito di molto le proprie vendite di oro». FONDI&SICAV/Novembre

20 I TREND FORTI: ORO E VALUTE IL METALLO GIALLO ALLE STELLE I grafici parlano Si fa presto a dire correlazione... Q uanto si è aspettato perché l oro potesse dare una qualche soddisfazione! Il metallo giallo è stato a lungo considerato dagli investitori come una valida protezione contro la svalutazione monetaria, sia internamente (cioè rispetto all inflazione) sia esternamente (rispetto alle altre valute). In quest ultimo caso, l oro è ampiamente considerato come una copertura particolarmente efficace contro le fluttuazioni del dollaro statunitense, la principale valuta di scambio mondiale; e ciò almeno dal Uno studio recente della società di consulenza metallifera Gfms ltd. ha esaminato l intensità del legame tra 22 tipologie di materie prime e il dollaro statunitense. I risultati hanno chiaramente suggerito che l oro non è solo una protezione più potente contro il dollaro statunitense rispetto ad altre merci, ma fornisce anche protezione quando ciò è maggiormente necessario, cioè quando il dollaro sta perdendo valore, con un mancato rialzo relativamente contenuto durante i periodi di rivalutazione del dollaro. Naturalmente, da bravi cittadini europei, abbiamo sempre pensato al tasso di cambio dollaro/euro; ma è proprio così? Dai grafici si può notare che, mentre nel quinquennio esiste una certa correlazione (inversa) tra oro e dollaro/euro che non continua negli anni recenti, negli ultimi cinque anni, invece, occorre guardare a dollaro/yen, che resta il tasso di cambio principale dei mercati valutari; anche se si guardasse a dollaro/franco svizzero, la musica non cambierebbe; l oro viene visto quindi come bene rifugio in un periodo di crisi. Così non è stato in passato nei confronti dell inflazione; un risparmiatore americano che avesse investito 100 dollari statunitensi più di 15 anni fa (precisamente nel marzo del 1994) non si sarebbe potuto tutelare dall erosione da parte del tasso d inflazione fino alla fine del 2005; più di dieci anni di apnea! Poi, negli ultimi cinque anni, avrebbe realizzato una performance spettacolare, circa il 150%! Che ci stesse già dicendo cinque anni fa qualcosa sulla crisi odierna? Se i fondamentali dell oro, per ragioni legate all instabilità del quadro economico e finanziario, sembrano ancora solidi, la questione si fa più complessa se si tenta di prevedere a quale evoluzione i prezzi del metallo giallo, notoriamente volatili, andranno incontro. In questo caso una certa cautela sembra prevalere, dopo una crescita a rotta di collo negli ultimi due anni. Ad esempio per Hervé Lievore, strategist di Axa investment managers, «la questione delle quotazioni è difficile da affrontare, in quan- to la risposta dipende da quale scenario di rischio sottostante si adotta. Assumendo uno scenario neutro, cioè un processo di quantitative easing in linea con le aspettative e un rallentamento economico limitato nel 2011, allora il prezzo medio dell oro nel 2011 potrebbe assestarsi su dollari per oncia». Un po più ottimista, anche Alfredo Granata, responsabile gestioni di Banca Finnat: «La soglia di potrebbe essere raggiunta, ma attenzione agli storni bruschi che potreb- Confronto tra oro e inflazione europea bero riportare i prezzi anche a 1.250». Non manca anche chi è invece più radicalmente rialzista. Frederic Lasserre, global head of commodities research di Société générale, afferma: «Prevediamo che l oro scambi in media per il prossimo anno intorno a dollari per oncia con un possibile test della soglia di durante il quarto trimestre del prossimo anno». Positivo anche Mauro Giangrande, responsabile dell X markets di Deutsche Bank in Italia: «È difficile parlare di target. Di certo il livello attuale non può essere considerato estremo, soprattutto in ragione del fatto che sono stati toccati i massimi di sempre in termini nominali e non reali. Considerando infatti gli effetti del tasso d inflazione, in particolare dell indice dei prezzi al consumo americano (Cpi), si può facilmente osservare che a cavallo tra la fine degli anni 70 e l inizio degli anni 80 l oro ha raggiunto livelli che corrispondono a dollari attuali». Infine un quadro in rosa anche da Ugo Borgheresi, direttore area finanza 20 FONDI&SICAV/Novembre 2010

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