Luce su Luce Giornale di massoneria

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1 Giornale di massoneria R I S P E T T. L E L O G G I A D I S T U D I O E N R I C O C A T A L A N O N O R I E N T E D I C A T A N Z A R O L I D O ANNO 1, NUMERO P UBBLICAZIONE INTERNA D ISTRIBUZIONE GRATUITA Sommario: Tempi massonici E tempo di comunicare tra Fratelli in modo rapido, efficace, moderno. Abbiamo utilizzato il web, ed abbiamo a disposizione potenti strumenti di partecipazione implementati sulla rete. Che bisogno, allora, abbiamo di scrivere e leggere sulla carta? E la necessità di avere i tempi massonici, quei tempi, cioè, fatti di serenità, di ricordo, della volontà di portare con sè l odore della cultura della Massoneria. La Loggia di Studio Enrico Catalano augura a tutti coloro che avranno la pazienza di sedersi per un attimo e sfogliare queste pagine, una buona lettura. Il M.V. Nicola Diano e tutti i Fratelli di Loggia. Nel Comune di Girifalco (CZ), appena sei anni dopo la nascita di quella londinese: lo attesta inequivocabilmente un documento del 1845 di Rocco Ritorto LE DATE IN MASSONERIA Per datare secondo l Era massonica, occorre considerare che Marzo é il primo mese dell anno, e quindi Febbraio é l ultimo, proprio in accordo con le cadenze dello Zodiaco. Infatti al mese di Marzo corrisponde il primo segno dell Ariete, mentre a Febbraio cade l ultimo, ovvero quello dei Pesci. A titolo di esempio chiarificatore, sarà sufficiente annotare che: a) il 15 Febbraio 1946 E.V. è,secondo l Era massonica, il 15 giorno del 12 mese dell anno 5945 V.L., mentre b) il 10 Luglio 1998 E.V. corrisponde esattamente al 10 giorno del 5 mese dell anno 5998 V.L. In sintesi, per ottenere la data della Vera Luce muratoria, occorre tener valido il giorno, poi sottrarre il valore "2" al numero corrente del mese, considerato Dicembre = 12-2, cioè il 10 mese), I L T E M P I O considerare che Gennaio e Febbraio sono rispettivamente l 11 ed il 12 mese, ed infine aggiungere 4000 all anno normale. Da notare che l'antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim (un rito paramassonico) ha adottato il calendario egizio, facendo partire il tempo dall'anno 1292 a.c., anno dell'avvento al trono faraonico di Ramses II il Grande. L'anno viene calcolato aggiungendo a quello convenzionale cristiano il 1292; (continua a pag 15.) LA PRIMA LOGGIA MASSONICA D ITALIA FONDATA IN CALABRIA NEL 1723 Sembra inverosimile che il verbo della Massoneria speculativa o moderna, fondata a Londra il 24 giugno 1717, sul ceppo di quella le cui origini si perdono nella notte dei tempi, abbia avuto come primo approdo, oltre i confini della Gran Bretagna, Girifalco, in provincia di Catanzaro Eppure è inequivocabilmente documentato da cinque paginette scritte a penna, un secolo e mezzo fa, dai margini bruciacchiati, ma chiaramente leggibili. In tali paginette è tracciato il verbale del rinnovo delle cariche con relativo elenco dei votanti, risultato della votazione tre indicazioni, tra cui una cosiddetta frase com- (continua a pag 14.) Tempi massonici 1 Le date in Massoneria 1 Prima loggia d Italia 1 Massoneria in Calabria 2 Riflessioni sulla GLUDI 2 Sufi e Massoni 3 Un attimo di R+C 4 Ritualità Massonica 4 Obbedienza e Fratellanza 5 Kipling 6-7 Come ci vede.il Vaticano 8-9 L astronomia 10 Massoni Celebri 11 Sembra inverosimile che il verbo della Massoneria speculativa o moderna, fondata a Londra il 24 giugno 171sul ceppo di quella le cui origini si perdono nella notte dei tempi, abbia avuto come primo approdo, oltre i confini della Gran Bretagna, Girifalco, in provincia di Catanzaro.

2 .in Calabria non può considerarsi un elemento di continuità con tale Scuola, è certo che i Massoni calabresi si sentono molto vicini al filosofo e ciò lo denota il fatto che alcune Logge, in passato furono intitolate a Pitagora, ad esempio quella di Crotone. Massoneria in Calabria di Carmine Benincasa Massoneria in Calabria Un analisi dello sviluppo della Massoneria in Calabria non puo prescindere dalla Scuola Pitagorica, nata a Crotone, che, oltre ad essere un accademia di matematica e di filosofia, fu una vera scuola esoterica e iniziatica. Sono evidenti, infatti, sia le similitudini tra i gradi di apprendimento della scuola pitagorica e quelli della Massoneria, sia le analogie nella ritualità dell iniziazione, sia alcune "regole" tra gli iniziati quale, ad esempio, il silenzio degli apprendisti in Massoneria e dei neofiti nella scuola pitagorica. Anche se la presenza massonica in Calabria non può considerarsi un elemento di continuità con tale Scuola, è certo che i Massoni calabresi si sentono molto vicini al filosofo e ciò lo denota il fatto che alcune Logge, in passato furono intitolate a Pitagora, ad esempio quella di Crotone. Oltre alle origini remote, la Massoneria calabrese vanta il primato, non ancora riconosciuto formalmente, della costituzione della prima Loggia in Italia della cosiddetta Massoneria speculativa, che ebbe la sua origine a Londra nel Infatti, secondo un documento ritrovato in casa Tolone- Azzariti a Girifalco e sfuggito ad un incendio verificatosi nel 1921, nel 1845 si parla di una vecchia Loggia eretta nel 1723, sotto la direzione del duca di Girifalco, appartenente al nobile casato dei Caracciolo di Napoli.. Questo interessante precedente non deve, però, togliere il merito della diffusione della Massoneria in Calabria all abate Jerocades di Parghelia, iniziato a Marsiglia dove si era rifugiato a seguito di una condanna del tribunale di Napoli. (continua a pag 12 e 13) Riflessione sulla G.L.U.D.I. di Nicola Diano I Gran Maestri Roberto Imperio per la GLNLMI e Massimo Criscuoli Tortora per la SGLDI siglano l accordo per la costituzione della G.L.U.D.I. Il 2013 sembra essere l anno magico per i Massoni italiani. Si realizzano avvenimenti che sicuramente andranno ad occupare parte notevole degli studi dei futuri storici della Massoneria. L Arte Reale sembra rifiorire e nascere dalle acque stagnanti della palude in cui sembrava immersa per sempre. Cosa succede? La volontà di recuperare l armonioso significato d e l l a p a r o l a Universale di cui le Istituzioni Massoniche si fregiano, quasi sempre senza riscontro nella realtà. La universalità, infatti, della nostra Istituzione, non può essere soltanto un pensiero formale : deve c o m p r e n d e r e a n c h e l operatività. Nel 2013 sono avvenuti accadimenti importanti. Si è parlato di riunificazione. L impulso generatore di un nuovo modo di intendere la fratel- lanza è sempre più forte: arrivano conferme a livello nazionale italiano, a livello di stati esteri, a livello europeo, ed infine, a livello internazionale. Siamo al servizio degli ideali del buon gusto e buon senso, ma siamo anche dei guerrieri in difesa di un etica ormai in via d estinzione. L essere umano può definirsi NOBILE quando alla cosa qualsiasi antepone la cosa giusta, ed il presente raggiunge una tale concentrazione che il qui ed ora, appaiono più forti del sempre ed ovunque. Esistono esseri umani interessati alla comprensione delle cose quanto e più che a l l o r o p o s s e s s o. Di loro il mondo profano non si interessa, perché sono pochi ed inafferrabili. Poiché guardano alla qualità, sono nemici naturali di un tempo fondato sulla quantità. Isolati e combattuti, il numero degli Esseri Umani Nobili tende a scendere al di sotto della soglia in cui la loro cultura non p o trebbe riprod ursi. Per questo abbiamo sentito l esigenza di erigere una riserva naturale per questa specie minacciata, per questi individui che condividono pregi di cui non si parla e difetti che la società non vuole più accettare. Il nostro Lavoro segue dei metodi connessi tra di loro da un filo conduttore, dando così vita ad un sistema sempre in evoluzione, piuttosto che rappresentare una Maestria o un Insegnamento morti. Perciò salutiamo il nuovo corso della riunificazione con ottimismo e rispetto, con entusiasmo e sempre nella speranza che le nuove generazioni si trovino già inserite in quel vortice di conoscenza e spiritualità che oggi sembra sempre più affievolirsi. Nicola Diano Pagina 2 ANNO 1, NUMERO 0

3 Sufi e massoni di Gabriel Mandel Khan Luce su luce. Dio guida alla Sua luce chi Egli vuole. Dio propone agli uomini parabole. Dio conosce ogni cosa. Questa lampada si trova in case che Dio ha permesso d' innalzare; case ove il Suo nome è invocato, ove uomini celebrano le sue lodi all' alba e al crepuscolo. Nessun commercio, nessun affare li distraggono dal ricordo di Dio, dalla preghiera e dall' elemosina. Temono il Giorno in cui i cuori e gli sguardi saranno sconvolti, e, così, Dio li ricompenserà per le migliori fra le loro azioni, ed aumenterà loro la Sua grazia. Dio provvede senza lesinare ai loro bisogni, com' Egli vuole. Le azioni degli increduli sono simili a un miraggio nel deserto. Colui che ha sete crede di vedervi l' acqua, ma quando vi arriva non la trova; troverà Dio che gli salderà il conto. Dio è sollecito nei suoi conti. O sono paragonabili alle tenebre su un mare profondo: un' onda lo copre, sulla quale sale un' altra onda; e al disopra nuvole. Tenebre accumulate le une sulle altre. Se qualcuno tende una mano, può vederla appena. Colui al quale Dio non dà luce, non ha luce. Non ti accorgi che tutto ciò che si trova nei cieli e sulla terra, e gli uccelli che tendono le loro ali celebrano le lodi di Dio? Dio conosce la preghiera e le lodi di ciascuno d' essi. Dio sa perfettamente quel che fanno. Il dominio dei cieli e della terra appartiene a Dio: e tutto alla fine torna a Dio. Il cammino del sufi è dal buio alla luce, attraverso stati intermedi. Il sufi opera emblematicamente sul proprio io, che da pietra grezza diventa pietra levigata e squadrata, sino a giunger al grado di uomo perfetto : âlinsân âlkâmil, attraverso varie tappe, che in linea di massima sono trentatrè (ma vanno dalle sette alle cento a seconda delle Confraternite). Ciò non grazie alla morale, ma grazie all' etica. E così dunque qual tipo di etica è quello propugnato dal Sufismo? Con quale simbologia e con che tipo di iniziazione il concetto viene veicolato? Il sufi non impone la sua linea di condotta etica con la forza. Ciò sarebbe contrario all' indicazione coranica di "nessuna costrizione in fatto di religione". L' insegnamento del sufi risiede tutto nell' esempio fornito dal suo comportamento secondo il motto di base: "Nel mondo, ma non del mondo". Lo sforzo (il jihad, termine erroneamente tradotto in occidente con "guerra santa", quando il termine "guerra santa" âl- Harâm âlmuqâtala non è mai citato dal Corano, per il quale nessuna guerra è santa anche se fazioni sedicenti musulmane ne usano oggi per i loro scopi politici e assolutamente anticoranici), il jihad, dicevo, è sforzo dell' uomo per convertire se stesso da pietra grezza a pietra levigata. D' altronde l' etica dei Sufi come giustamente osserva il giudice Said âl Ashmawî, un grande giurista islamico contemporaneo, recita che la religione non può essere utilizzata come politica poiché la religione eleva mentre invece la politica corrompe, limita, divide, uccide. Non si può accettare una formula religiosa spinti dall' ignoranza, dalla paura o dal preconcetto. La vera religione nel nostro caso l' Islâm vero si basa su due principi: fede in Dio e rettitudine nei comportamenti. Ciò si consegue solo con la penetrazione dell' etica. L' etica del Sufismo è da secoli impegnata in questo conseguimento, e si propone come risoluzione della ricerca di identità dell' Islâm che nelle plurime e a volte perfino aberranti o inquinate manifestazioni oggi rischia di allontanarsi dai precetti coranici così come ne sono lontani (pur proclamandosi invece musulmani) vari capi di Stato del periodo attuale. Il sufismo avvicina l' uomo a Dio attraverso l' avvicinamento dell' uomo a tutti gli altri uomini, grazie alla tolleranza per ogni pensiero differente dal proprio, al rispetto per l' individuo ma anche per i suoi diritti e per il suo ambiente. Sin dal XII secolo i Sufi hanno propagandato il motto "libertà, eguaglianza, fratellanza". Questo nonostante le persecuzioni da parte di dittatori, ulema corrotti, teologi limitati. Persecuzioni che sono state esemplate dalla figura di âlhallaj, uno dei poeti mistici più eminenti dell' umanità tutta. "La dottrina sufi è offerta all' essere umano la cui mente è confusa, come una conoscenza teorica della struttura della realtà e della posizione che in essa l' essere umano occupa. pubblicato da: l'opinione Il jihad termine erroneamente tradotto in occidente con guerra santa" âlharâm âlmuqâtala non è mai citato dal Corano, per il quale nessuna guerra è santa anche se fazioni sedicenti musulmane ne usano oggi per i loro scopi politici e assolutamente anticoranici Pagina 3

4 Un attimo di Rosa+Croce L Intelligenza. Come possiamo definire questa nostra Qualità esclusiva? Intelligere significa capire, quindi essa è la facoltà di intendere, pensare, giudicare, ma anche la facoltà di proiettare il proprio essere verso l Assoluto. E la Coscienza. In noi non può esistere solo materia. E la percezione del nostro spirito attraverso la corporeità. E attraverso l Intelligenza che possiamo risalire sul Golgota e partecipare all unione divina e completare così l Atto Unico della nostra vita. Non è in contrasto l idea di Religione con quella di Ragione, quando qualcuno potrebbe osservare che l una e l altra sono inscindibili: è vero. Consideriamo, però, la sede della ragione che è la coscienza, e la coscienza è il nostro vissuto interiore. Non dobbiamo confondere il principio religioso con le formule umane attraverso cui esso è stato espresso. Le formule non tengono in nessuna considerazione la nostra coscienza, il nostro esserci, tanto caro agli esistenzialisti, ma anche base concreta della radice alchemica della Nostra Credenza. La Religione,dunque, vista come vita interiore è attività dell anima. Nicola Diano In noi non può esistere solo materia. E la percezione del nostro spirito attraverso la corporeità. E attraverso l Intelligenza che possiamo risalire sul Golgota e partecipare all unione divina e completare così l Atto Unico della nostra vita. Ritualità Massonica Lo studio della ritualità massonica non può effettuarsi se non ci si collega con lo studio della Tradizione, veicolo del sapere sacro, perché è tramite un complesso di miti e di riti che la conoscenza iniziatica si trasmette. Tradizione deriva, etimologicamente, dal latino trado, termine composto da due morfemi: il prefisso trans che implica un passaggio, e do = dare. Ciò che si tenta di trasmettere non è un insieme di dati teorici, ma un influenza spirituale, la quale agisce prendendo come supporto delle forme rituali. Questo tipo di trasmissione crea quel che si è soliti chiamare una catena iniziatica, il cui punto di artenza è al di fuo ri e al d i là dell umanità (Guénon). Tale trasmissione fa ricorso allo schema rituale, perché il rito (dal sanscrito rt che significa ciò che è conforme all'ordine ) permette di collocare gli avvenimenti in una sequenza che mette in risalto la loro portata simbolica. La presenza dei riti è caratteristica comune a tutte le istituzioni tradizionali, di qualsiasi ordine, esoteriche od essoteriche. I riti non dipendono dai singoli individui; non sono azioni decise volta per volta, bensì previste e sanzionate da una tradizione collettiva. Il comportamento rituale non viene dettato dalla coscienza razionale, sul piano della quale è manifestamente assurdo, ma da energie creatrici che fanno sì che il rito venga preso sul serio. Questa è una conseguenza dell elemento non umano presente, poiché si può dire che i riti abbiano sempre lo scopo di mettere I uomo in rapporto, direttamente o indirettamente, con qualcosa che supera la sua individualità e che appartiene ad altri stadi di coscienza. Loggia di Studio Pagina 4

5 Il possesso della conoscenza esoterica, che ad un tempo scaturisce e forma una comune fedeltà al segreto proprio e a quello altrui (anche se non conosciuto) rende giusto il significato di mutuo riconoscimento ed appoggio al fratello e dal fratello. E qui inizia il primo problema esistenziale di gruppo, perche da qui nascono i primi attriti con ciò o con chi non si riconosce come fratello, soprattutto quando appare che chi ufficialmente ed artificialmente si è posto a protezione del pensiero altrui, cerca di gestire anche l attuazione del pensiero stesso. Nasce allora il primo aspetto della ribellione. Ma per attuarla e poi sopirla consapevolmente, deve capire il che cosa lo tiene legato all altro e lo slega da altri e la fondamentale presenza attiva dei fratelli come guida. Occorrono l obbedienza ai propri principi ed il coraggio OBBEDIENZA e FRATELLANZA affinchè le singole relative verità possano trionfare. Una consapevolezza che è desunta da tutto un mondo di saggezza che gravita attorno alla Massoneria. E solo quando il Massone comprende la valenza del bene proprio o dell altrui nel coesistere e in ogni caso che chi o ciò si pone o è già posto sopra di lui, non lo deve essere per convenzione o per artificio ma per riconoscimento, solo allora è in grado di decidere e decide che può obbedire. La compostezza nel contenimento dei propri impulsi devono essere sempre mediati per conseguire un giusto coesistere. Dovrà essere forte la consapevolezza che il diritto di riunione è sacro e che dall urto delle idee contrastanti nasce e si sviluppa l intelligenza e si rivelano i reali interessi del popolo nel segno della obbedienza e della fratellanza nel cuore e nello spirito. Si dice che Pitagora sia stato il primo a chiamare se stesso filosofo, non limitandosi a introdurre questo nuovo nome, ma spiegandone l effettivo significato e ribadendo e sostenendo che per diventare filosofo occorre il tramite e la necessità dell obbedienza e della disciplina. Obbedienza è pertanto anche questa spinta di formazione spirituale, che contribuisce alla purificazione e alla Sapienza degli uomini.. a maggior ragione e senso del Massone. Valerio Ruberto La compostezza nel contenimento dei propri impulsi devono essere sempre mediati per conseguire un giusto coesistere. Pagina 5

6 Kipling di Mario Laporta Rudyard Kipling Joseph "Rudyard" Kipling, nasce a Bombay, in India, il 30 Dicembre 1865, da genitori inglesi ivi trasferitisi per motivi di lavoro. A 5 anni fu mandato in Inghilterra per ricevere un'istruzione adeguata; studiò a Londra e, successivamente, in un college del North Devon. Finito il college, Joseph ritornò finalmente in India - dove pur essendo giovanissimo, diventò vicedirettore di un importante notiziario informativo in lingua inglese. Tale incarico gli consentì di acquisire la fiducia di due colonnelli dell esercito inglese che gli fecero da garanti e pertanto consentirono il suo ingresso nell'istituzione massonica quando egli, ancora ventenne, non aveva conseguito la maggiore età. La scelta di essere iniziato Libero Muratore fu per lui forte e decisa poiché anche suo padre era massone - l'iniziazione avvenne nell Aprile del 1886 nella R.L. "Hope and Perseverance" n.782 all'oriente di Lhaore, loggia di cui fu subito segretario. Negli anni successivi, molti spostamenti per motivi di lavoro portarono Kipling a frequentare assiduamente diverse logge in tutta l'india. L'anno 1889 vide il suo definitivo ritorno in Inghilterra, paese in cui rimase fino al suo matrimonio che avvenne nel 1892 quando sposò Caroline Balestier. Cominciò a viaggiare come inviato di guerra in numerose nazioni tra cui il Sudafrica, l'italia e la Francia, continuando però nel frattempo a frequentare con devozione ed assiduità l'istituzione alla quale era così attaccato; nel 1900 entrò nella Società dei Rosacroce e nel 1910 fu tra i fondatori di una loggia, la"authors" n Avendo ricevuto, primo tra gli scrittori inglesi, nel 1907 il premio Nobel per la Letteratura, venne invitato a presenziare ai lavori di numerose logge di cui diverrà poi socio onorario. Lo sconforto per la ravvicinata perdita dei due figli lo fece fortemente tentennare ma, anche in questo caso, i Fratelli di Loggia furono con lui per sostenerlo dopo questo dolore immenso, aiutandolo a ritrovare la forza morale per continuare la professione e rinsaldare la sua profonda vocazione di massone. Kipling morì nel 1936, dopo una lunga malattia che strapperà al mondo letterario e soprattutto alla Fratellanza Universale uno dei suoi più grandi esponenti in senso assoluto. In alcune opere Kipling tratta esplicitamente argomenti massonici - rendendo evidente la propria appartenenza all obbedienza e propugnando in maniera esplicita - nei confronti dei fratelli ma anche del mondo profano - i suoi principi fondamentali. Per citarne alcuni: Al servizio dei fratelli (In the Interest of Brethern), breve storia ove si narrano i lavori svolti in una Loggia d'istruzione inglese all'epoca della guerra - lavori descritti con una profondità ed al tempo stesso una semplicità degni proprio di un maestro. "La Notte del Banchetto", poesia in cui l autore descrive un agape, non esprimendo opinioni o linee guida, ma spronando semplicemente il Fratello a dimenticare tutti i problemi che l assillano nel mondo profano ed a godere appieno della compagnia che lo circonda, beandosi di quella, esaltando la fratellanza non in senso prettamente esoterico, ma cogliendone maggiormente l aspetto quasi taumaturgico della compagnia dei fratelli, I principi classici della massoneria nell opera Kiplingiana sono espressi limpidamente anche nella poesia The Mother Lodge, scritta del 1896, nella quale un intero mondo con tutte le sue varie caratteristiche viene ritrovato nello stesso luogo, nello stesso istante, con le stesse finalità e lo stesso sentimento. Nella nostra epoca definita di globalizzazione, in cui i flussi migratori hanno ormai raggiunto livelli incontrollati e le razze, le culture, le storie dei popoli si mescolano come le onde di un mare in tempesta, il messaggio di Kipling e della sua madre loggia è quanto mai attuale ed innovativo: SE I POPOLI RIUSCISSERO A DIALOGARE TRA LORO CO- ME I FRATELLI DI UNA LOGGIA MADRE - PARLAN- DO OGNUNO DEL DIO CHE MEGLIO CONOSCE E RI- SPETTANDO PER QUESTO IL DIO DEGLI ALTRI - FORSE SUL NOSTRO PIANETA VI SAREBBERO MENO CON- FLITTI (Continua alla pagina successiva) Nella nostra epoca definita di globalizzazione, in cui i flussi migratori hanno ormai raggiunto livelli incontrollati e le razze, le culture, le storie dei popoli si mescolano come le onde di un mare in tempesta, il messaggio di Kipling e della sua madre loggia è quanto mai attuale ed innovativo: Pagina 6

7 Kipling di Mario Laporta (continua dalla pagina precedente) Altro monumento letterario vicino ai principi massonici è la famosa poesia IF ( Sé ), molto diffusa anche in ambiente profano per l apparente neutralità dei principi che esprime: le doti morali che Kipling elenca, raccomandando al figlio di praticarle per poter essere un uomo, sono comuni a tutti, iniziati e profani, e non c è padre che, leggendola, non l abbia voluta dedicare al proprio figlio. Ed infatti Kipling compose questa poesia per il figlio, dedicandogliela e leggendola durante la sua iniziazione massonica. Vi prego di prestare un attenzione particolare alla poesia che è proposta nel riquadro in basso. L inizio della poesia ne enuncia già l intero contenuto: riuscire, infatti, a mantenere il controllo quando non solo tutti lo perdono, ma te ne fanno anche una colpa, è una prova veramente difficile, che non tutti, forse, sia iniziati che profani, riusciremmo a superare, ma che si può provare ad affrontare solo alla luce della TOL- LERANZA, virtù principale del massone. In sintesi si "diventa davvero uomini" quando si raggiunge una stabilità tale da non perdere la calma anche quando chi ci circonda è in panico - oppure quando si imparano alcune "doti" come la parola il saper perdonare pensare amare -rischiare - non farci condizionare - resistere alle avversità - e credere sempre in noi stessi. (CONCLUSIONI) Questo mio - seppur breve intervento - non può giungere ad una vera conclusione, essendomi limitato ad affrontare superficialmente il pensiero di Kipling e l enorme consistenza del suo messaggio. In conclusione voglio dire che dobbiamo comprendere che in ciascuno di noi vi sono delle doti - delle unicità - che ci rendono diversi da tutti gli altri - e pertanto dobbiamo avvicinarci all altro come nuovo - diverso da noi. Dobbiamo guardare al fratello nostro - con gli occhi con i quali ha affrontato le difficoltà della vita - e dunque occhi aperti al contributo degli altri - alle indicazioni date da chi è maestro nella giungla della vita -ma anche occhi pieni di consapevolezza che ciascuno di noi può dare il proprio contributo alla conoscenza - può aggiungere al tempio il mattone che ha saputo squadrare con la propria esperienza. Se riesci a non perdere la testa quanto tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa; Se riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di tema a tenere nel giusto conto il loro dubitare; Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare o essendo calunniato a non rispondere con calunnie o essendo odiato a non abbandonarti all'odio pur non mostrandoti troppo buono ne' parlando troppo da saggio; Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni; Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine; Se riesci incontrando il successo e la sconfitta a trattare questi due impostori allo stesso modo; Se riesci a sopportare di sentire le verita' che tu hai detto, distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi, o vedere le cose per le quali hai dato la vita distrutte e umiliarti, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori; Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e rischiarle in un solo colpo a testa o croce e perdere e ricominciare da dove iniziasti, senza dire mai una parola su quello che hai perduto; Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi, a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti piu',ed a resistere quando ormai in te non c'e' piu' niente tranne la tua volonta' che ripete: resisti! Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onesta', o a passeggiare con i re senza perdere il senso comune; Se tanto nemici che amici non possono ferirti; Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo; Se riesci a colmare l'inesorabile minuto con un momento fatto di sessanta secondi, tua è la terra e tutto cio' che e' in essa, e quel che più conta sarai un uomo, figlio mio. Dobbiamo guardare al fratello nostro - con gli occhi con i quali ha affrontato le difficoltà della vita - e dunque occhi aperti al contributo degli altri - alle indicazioni date da chi è maestro nella giungla della vita - Pagina 7

8 Come ci vede...il Vaticano RIFLESSIONI SULLA DICHIARAZIONE DELLA CONGREGA- ZIONE PER LA DOT- TRINA DELLA FEDE INCONCILIABILITÀ TRA FEDE CRISTIANA E MASSONERIA Il 26 novembre 1983 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicava una dichiarazione sulle associazioni massoniche (cfr AAS LXXVI [1984] 300).A poco più di un anno di distanza dalla sua pubblicazione può essere utile illustrare brevemente il significato di questo documento. Da quando la Chiesa ha iniziato a pronunciarsi nei riguardi della massoneria il suo giudizio negativo è stato ispirato da molteplici ragioni, pratiche e dottrinali. Essa non ha giudicato la massoneria responsabile soltanto di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici in materia e in particolare nella a un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa. Nella sua Lettera al Popolo Italiano «Custodi» (8 dicembre 1892) egli scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all una significa separarsi dall altra». Non si poteva pertanto tralasciare di prendere in considerazione le posizioni della Massoneria dal punto di vista dottrinale, quando negli anni la S. Enciclica «Humanum Genus» di Leone XIII (20 aprile 1884), il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica. Per Leone XIII esse si riconducevano essenzialmente Congregazione era in corrispondenza con alcune Conferenze Episcopali particolarmente interessate a questo problema, a motivo del dialogo intrapreso da parte di personalità cattoliche con rappresentanti di alcune logge che si dichiaravano non ostili o perfino favorevoli alla Chiesa. Ora lo studio più approfondito ha condotto la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede a confermarsi nella convinzione dell inconciliabilità di fondo fra i principi della massoneria e quelli della fede cristiana. Prescindendo pertanto dalla considerazione dell atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del , ha inteso collocarsi al livello più profondo e d altra parte essenziale del problema: sul piano cioè dell inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali. A partire da questo punto di vista dottrinale, in continuità del resto con la posizione tradizionale della Chiesa, come testimoniano i documenti sopra citati di Leone XIII, derivano poi le necessarie conseguenze pratiche, che valgono per tutti quei fedeli che fossero eventualmente iscritti alla massoneria. A proposito dell affermazione sull inconciliabilità dei principi tuttavia si va ora da qualche parte obiettando che essenziale della massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun «principio», nel senso di una posizione filosofica o religiosa che sia vincolante per tutti i suoi aderenti, ma piuttosto di raccogliere insieme, al di là dei confini delle diverse religioni e visioni del mondo, uomini di buona volontà sulla base di valori umanistici comprensibili e accettabili da tutti. per tutti coloro che credo. La massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti coloro che credono nell Architetto dell Universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione, ma al contrario costituirebbe un incentivo ad aderirvi maggiormente. In questa sede non possono essere discussi i molteplici problemi storici e filosofici che si nascondono in tali affermazioni. Che anche la Chiesa cattolica spinga nel senso di una collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, non è certamente necessario sottolinearlo dopo il Concilio Vaticano II. L associarsi nella massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben più rilevante e determinante di questo. Innanzi tutto si deve ricordare che la comunità dei «liberi muratori» e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo. La rigida disciplina dell arcano che vi domina rafforza ulteriormente il peso dell interazione di segni e di idee. (continua pag. successiva) La massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti color che credono nell Architetto dell Universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione Pagina 8

9 Come ci vede...il Vaticano. Questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote. Anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma, tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale comunità morale-rituale lungi dal poter essere eliminato, risulta al contrario determinante. In tale contesto, le diverse comunità religiose, cui appartengono i singoli membri delle Logge, non possono essere considerate se non come semplici istituzionalizzazioni di una verità più ampia e inafferrabile. Il valore di queste istituzionalizzazioni appare, quindi, inevitabilmente relativo, rispetto a questa verità più ampia, la quale si manifesta invece piuttosto nella comunità della buona volontà, cioè nella fraternità massonica. Per un cristiano cattolico, tuttavia, non è possibile vivere la sua relazione con Dio in una duplice modalità, scindendola cioè in una forma umanitaria - sovraconfessionale e in una forma interna - cristiana. Egli non può coltivare relazioni di due specie con Dio, né e- sprimere il suo rapporto con il Creatore attraverso forme simboliche di due specie. Ciò sarebbe qualcosa di completamente diverso da quella collaborazione, che per lui è ovvia, con tutti coloro che sono impegnati nel compimento del bene, anche se a partire da principi diversi. D altronde un cristiano cattolico non può nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternità cristiana e, d altra parte, guardare al suo fratello cristiano, a partire dalla prospettiva massonica, come a un «profano». Anche quando, come già si è detto, non vi fosse un obbligazione e- splicita di professare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternità, per la sua stessa logica intrinseca ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell atto di fede in modo così radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano, «al quale cara è la sua fede» (Leone XIII). Questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell atto di fede si compie, inoltre, per lo più, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verità di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza a un istituzione, considerata come una forma espressiva particolare accanto ad altre forme espressive, più o meno altrettanto possibili e valide, dell orientarsi dell uomo all eterno. La tentazione ad andare in questa direzione è oggi tanto più forte, in quanto essa corrisponde pienamente a certe convinzioni prevalenti nella mentalità contemporanea. L opinione che la verità non possa essere conosciuta è caratteristica tipica della nostra epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale della sua crisi generale. Proprio considerando tutti questi elementi la Dichiarazione della S. Congregazione afferma che la Iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione». Con questa ultima espressione, la S. Congregazione indica ai fedeli che tale iscrizione costituisce obiettivamente un peccato grave e, precisando che gli aderenti a una associazione massonica non possono accedere alla Santa Comunione, essa vuole illuminare la coscienza dei fedeli su di una grave conseguenza che essi devono trarre dalla loro adesione a una loggia massonica. La S. Congregazione dichiara infine che «non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche, con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito». A questo proposito il testo fa anche riferimento alla Dichiarazione del 17 febbraio 1981, la quale già riservava alla Sede Apostolica ogni pronunciamento sulla natura di queste associazioni che avesse implicato deroghe alla legge canonica allora in vigore (can. 2335). Allo stesso modo il nuovo documento, emesso dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede nel novembre 1983, esprime identiche intenzioni di riserva relativamente a pronunciamenti che divergessero dal giudizio qui formulato sulla inconciliabilità dei principi della massoneria con la fede cattolica, sulla gravità dell atto di i- scriversi a una loggia e sulla conseguenza che ne deriva per l accesso alla Santa Comunione. Questa disposizione indica che, malgrado la diversità che può sussistere fra le obbedienze massoniche, in particolare nel loro atteggiamento dichiarato verso la Chiesa, la Sede A- postolica vi riscontra alcuni principi comuni, che richiedono una medesima valutazione da parte di tutte le au- torità ecclesiastiche. Nel fare questa Dichiarazione, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede non ha inteso disconoscere gli sforzi compiuti da coloro che, con la debita autorizzazione di questo Dicastero, hanno cercato di stabilire un dialogo con rappresentanti della Massoneria. Ma, dal momento che vi era la possibilità che si diffondesse fra i fedeli l errata opinione secondo cui ormai la adesione a una loggia massonica era lecita, essa ha ritenuto suo dovere far loro conoscere il pensiero autentico della Chiesa in proposito e metterli in guardia nei confronti di un appartenenza incompatibile con la fede cattolica. Solo Gesù Cristo è, infatti, il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli. Curato da Nicola Diano (pubblicato sul sito ufficiale del Vaticano) Solo Gesù Cristo è, infatti, il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli. Pagina 9

10 L astronomia nell istituzione massonica Di Cristiano Iorno L'astronomia, che etimologicamente significa legge delle stelle è una scienza certa e sublime che osserva e spiega gli eventi celesti. L origine è antichissima e molti popoli del tempo si affidavano ad essa perché nei moti degli astri riconoscevano il metodo più sicuro e certo di misurare lo scorrere del tempo. La civiltà egiziana, per esempio, costituisce il più antico osservatorio del mondo. L antico Egitto si basava su un tipo di astronomia di taglio pratico, costituita da strutture allineate col sole e le stelle, al fine di ottenere un calendario per regolare le attività di tutti i giorni. Per quanto possa sembrare strano, il sistema massonico è intimamente connesso al mondo dell astronomia. A cominciare dalla Loggia adornata da una volta stellata che rappresenta un diretto richiamo alla Grande Patria Cosmica della tradizione egizia e al Macrocosmo della tavola smeraldina. Il colore turchese della volta raffigura, inoltre, una particolare fase del giorno, l ikea, in cui il Sole penetra la notte, esattamente prima dell alba. Anche le costellazioni sono presenti all interno dell Officina, in rappresentanza dei due solstizi. In particolare la costellazione di Orione allo Zenit centrale del Tempio e quella dell Aquila, quasi all ingresso del Tempio, sopra alle due colonne. Il quadro astronomico è completo se pensiamo anche ai dodici Segni Zodiacali che sono raffigurati lungo la fascia superiore del Tempio, a significare la varietà polimorfa del cosmo che si condensa nella sintesi terrestre. Ma gli elementi più significativi legati alla sfera astrale, sono senz altro il Sole e la Luna. Poiché vengono associati ad una numerosa serie di valenze simboliche, mi limito solo a trattare l aspetto polare dei due simboli celesti. Sole e Luna spiegano, infatti, molto bene la condizione dell essere umano, rinviando continuamente alla dualità, alla lotta tra il bene ed il male, tra le tenebre e la luce, tra l essenza maschile e quella femminile. La convivenza tra i due corpi non è conflittuale ma espressione di bipolarismo complementare. Tale compenetrazione astrale rimanda ai riferimenti subliminali contenuti nella tavola di smeraldo attribuita ad Ermete Trismegisto. Un famosissimo stralcio di essa recita ciò che è in basso, è come ciò che è in alto, e ciò che è alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola. Dunque, la reciprocità complementare è finalizzata a compiere i prodigi di una cosa unica, ossia l applicazione e la estensione della legge suprema, in virtù della quale si compiono le armonie della creazione universale nella sua unità ammirevole. Tutti I Massoni lavorano interiormente per diffondere il messaggio universale della libera muratorìa e per far ciò devono forgiarsi nella polarità a- strale complementare. Infine, è opportuno ricordare che Il legame con l Istituzione massonica è esplicitamente rivelato anche nel rituale per il grado di Compagno di Mestiere. Sette sono infatti le scienze e le arti liberali che inquadrano il compagno. La settima è, per l appunto, l Astronomia, che istruisce alla conoscenza della Volta Celeste attraverso la contemplazione e la misurazione dei corpi celesti, proiettando la mente umana verso l infinito, l evoluzione spirituale, il tetto del mondo. Cristiano I o r n o La convivenza tra i due corpi non è conflittuale ma espressione di bipolarismo complementare. Pagina 10

11 Alcuni Massoni celebri Benjamin Franklin ( ), politico e inventore Carlo Goldoni ( ), autore teatrale Giacomo Casanova ( ), avventuriero George Washington ( ), generale e politico americano J.M. Montgolfier ( ), inventore della mongolfiera J.E. Montgolfier ( ), inventore della mongolfiera Wolfang Amadeus Mozart ( ), compositore P.S. Laplace ( ), matematico Horatio Nelson ( ), ammiraglio J.W.Goethe ( ), poeta e scrittore Arthur Wellesley I Duca di Wellington ( ), comandante dell esercito inglese vincitore a Waterloo Nicolò Paganini ( ), musicista Simon Bolivar ( ), combattente, eroe nazionale boliviano Sadi Carnot ( ), fisico Giuseppe Mazzini ( ), patriota Giuseppe Garibaldi ( ), generale e patriota Lemmi Adriano ( ), mazziniano, "il banchiere del risorgimento", fondatore della Loggia Propaganda Giosuè Carducci ( ), poeta Mark Twain ( ), scrittore Ernesto Nathan ( ), sindaco di Roma, Gran Maestro del Grande Oriente Italiano Lèon Victor Bougeois ( ), presidente della Società delle Nazioni (la prima versione dell ONU) Ludovico Lazaro Zamenhof ( ), oculista, ideatore dell esperanto Sir Arthur Conan Doyle ( ), scrittore Gabriele D Annunzio ( ), poeta e scrittore Henry Ford ( ), industriale Rudyard Kipling ( ), scrittore Duglas Mc Arthur ( ), comandante supremo delle Forze Alleate nel Pacifico meridionale Cesare Fregoni ( ), ideatore dell elettroshock Alexander Fleming ( ), medico, scopritore della penicillina Vittorio Valletta ( ), industriale, per circa cinquant anni ai vertici della Fiat Giovanni Pascoli ( ), poeta Earl Warren ( ), giudice, per 16 anni presidente della corte suprema degli Usa Roberto Farinacci ( ), giornalista e gerarca fascista Oliver Hardy ( ), attore Omar Bradley ( ), capo delle truppe alleate sbarcate in Normandia Giuseppe Bottai ( ), politico, tra i fondatori del fascismo John Eddgar Hoover ( ), per vari decenni capo dell Fbi Italo Balbo ( ), politico e aviatore, tra i fondatori del fascismo Ralph G. Albrecht ( ), pubblico accusatore dei criminali nazisti al processo di Norimberga Antonio De Curtis "Totò" ( ), attore Martin Luther King ( ), attivista politico Enrico Fermi ( ), fisico nucleare Walt Disney ( ), realizzatore e produttore di comics Salvatore Quasimodo ( ), poeta Gino Cervi ( ), attore John Wayne ( ), attore Salvator Allende Gossens ( ), presidente della Repubblica Cilena Nat "King" Cole ( ), cantante Ray "Sugar" Robinson ( ), pugile Pagina 11

12 Massoneria in Calabria di Carmine Benincasa (continua da pagina 2) Fu proprio per la sua opera di proselitismo che si costituirono numerose logge in Calabria ;egli stesso fondò la Loggia "La Buona Speranza" a Parghelia,"L amore di Patria" a Tropea, una Loggia a Maida, un altra a Filadelfia e contribuì alla costruzione di altre Logge a Catanzaro e Reggio Calabria. Le vicende della rivoluzione francese determinarono, in Calabria, la sospensione delle logge, con il conseguente inasprimento del clima nei confronti dei Massoni e dei componenti dei club giacobini, fino ad arrivare alla feroce reazione del 1799.La Massoneria, a questo punto, diveniva la mente di una Carboneria che agiva come braccio operativo e riusciva ad entusiasmare i giovani calabresi con le sue idee di patriottismo. Si costituirono le prime vendite carbonare, a partire da Altilia, fra le montagne della presila cosentina e poi a Cosenza, Catanzaro, Reggio, Parghelia, Aprigliano, Monteleone, Mesoraca, Maida ecc. ecc. A Napoli si insediava il governo murattiano, che, con animo protettivo verso la Massoneria, quale rappresentante del ceto elevato intellettuale, cercò di conquistare alla propria causa anche lacarboneria, quale associazione rappresentativa del popolo. Sotto il dominio napoleonico fu un fiorire di Logge tra cui ricordiamo "Filantropia Ipponese" di Vibo Valentia, "Filantropia Numestrana "a Nicastro, Gioacchino 1 a Cosenza, "Perfetta Armonia " a Reggio e "Umanità Liberale " a Catanzaro. A Pizzo "Alunni di Pitagora", a Rossano i" Figli del Silenzio" e cosi via. Con il ritorno dei Borboni, riprese la reazione violenta, ma questo fu anche il periodo dei Moti, e la borghesia calabrese, dopo essere stata nel 21 sulle barricate con il vibonese Michele Morelli e Guglielmo Pepe ed essere insorta nel 31 a Cosenza, aver sparato nel 44 con i Fratelli Bandiera, cominciò il Risorgimento con i Martiri di Reggio e di Gerace. A questi eroi saranno intitolate le prime Logge in Calabria dopo l Unità : dalla Loggia "I Cinque Martiri di Gerace", alla Michele Bello" di Siderno, alla Rocco Verduci di Brancaleone ecc. In quel periodo la Massoneria riuscì a penetrare in ogni luogo, grazie ad alcuni uomini che propagandavano le sue idee fra i quali, Domenico Mauro, Don Domenico Anghera, Francesco Stocco, Girolamo Arcoviti ed altri. L annessione della Calabria al Piemonte e quindi L Unità d Italia, avvennero anche grazie all opera di molti Massoni presenti nel territorio calabrese. Subito dopo l Unità, nell Ordine massonico regnava una certa confusione, in quanto vi erano una miriade di Obbedienze massoniche e la stessa Calabria rappresentava il punto d incontro di almeno tre Obbedienze presenti nel meridione. Si può dire che anche in Massoneria la Calabria fu terra di "conquista"; infatti qui si costituirono logge appartenenti a diverse obbedienze: Il consiglio dei 33 con sede a Palermo con Gran Maestro Giuseppe Garibaldi, il G.O.I e il Supremo consiglio dei 33 con sede a Napoli. Nel 1864 fu fondata a Catanzaro la Loggia Tommaso Campanella (Loggia Madre) con lo scopo di preparare la gioventù ad una nuova guerra contro l Austria per la conquista di Venezia. Così scriveva il Potentissimo Fr. Colao in una lettera datata maggio 1921, inviata ad Oreste Dito. Venerabile della Loggia fu Vito Doria e fra i collaboratori, Antonio Cannoni, Giuseppe Rossi, Vito Migliaccio, Marincola Pistoia e Antonio Greco. Fu proprio in casa di Giuseppe Rossi, sindaco di Catanzaro e Senatore del Regno, che il 17 novembre 1890 la T. Campanella, sciolta un decennio prima, fu ricostruita. l sette Fratelli fondatori furono Giuseppe Rossi, Giuseppe Falletti, Odoardo Squillace, Gregorio Cannoni, Filippo D Alessandra, Gaetano Palopoli, Giovanfrancesco Pugliese e Michele Martone. Alla Riunione partecipò anche Antonio Minniti- Ippolito, superstite dell antica loggia T. Campanella, che fu scelto come Venerabile. Mi sono soffermato sulla Loggia Madre perché abbiamo il piacere, la fortuna ed il privilegio di operare con Lei. L ubicazione delle Logge avvenne in luoghi in cui la Massoneria aveva già operato in passato, cioè dove il seme del libero pensiero poteva trovare un terreno fertile e fecondo soprattutto dove si erano costituite Logge del 700 oppure in località dove erano sorte nel periodo napoleonico o nei centri dove si erano costituite le vendite carbonare. La crescita della Massoneria dall Unità all avvento del fascismo fu lenta ma costante e si accentuò Venerabile della Loggia fu Vito Doria e fra i collaboratori, Antonio Cannoni, Giuseppe Rossi, Vito Migliaccio, Marincola Pistoia e Antonio Greco. Fu proprio in casa di Giuseppe Rossi, sindaco di Catanzaro e Senatore del Regno, che il 17 novembre 1890 la T. Campanella, sciolta un decennio prima, fu ricostruita. Pagina 12

13 Massoneria in Calabria di Carmine Benincasa soprattutto intorno all anno Da una analisi dei componenti delle varie Logge calabresi di questo periodo si rileva che una consistente percentuale apparteneva al ceto borghese (70 % degli aderenti), egemonizzato da una netta maggioranza impiegatizia e forte di un nucleo molto consistente di liberi professionisti. Da ciò scaturisce che la storia della Massoneria in Calabria non può prescindere dalla storia della sua borghesia. L appartenenza alla istituzione massonica in questo periodo rappresentava un fatto naturale, in quanto in quel momento il ceto medio era spinto verso il cambiamento radicale dei rapporti sociali e un miglioramento della vita. In questo periodo i Massoni ebbero un ruolo rilevante nella vita politica e sociale della Calabria, in quanto oltre al notevole contributo fornito da uomini illustri che appartenevano all istituzione Massonica, anche altri uomini meno noti ebbero un ruolo fondamentale nella vita sociale e politica della Calabria, influenzandone lo sviluppo. Infatti, fu grazie all opera di alcuni Massoni che si costituirono in Calabria, in ritardo rispetto al quadro nazionale, le prime associazioni di solidarietà e mutualistiche. Il ritardo era dovuto alle difficoltà culturali a recepire l idea di cooperazione e fu anche grazie all intervento di alcuni Massoni che si costituirono le prime Banche Popolari, come la Banca Popolare Vibonese e quella cosentina e altre ancora di alto prestigio, grazie alle quali si limitò il fenomeno dell usura.. Negli ultimi anni dell 800 e nei primi anni del 900 vi fù una netta identificazione tra borghesia liberale e Massoneria, che con il passar del tempo cominciò però ad affievolirsi. Le strutture del mondo liberale cominciarono a cedere e la classe dirigente non riuscì a comprendere in tempo i cambiamenti avvenuti nel tessuto sociale, tra la società risorgimentale e quella del dopoguerra. Dimostrazione ne fu l iniziale collaborazione tra Massoneria e Fascismo, che fu visto come il male minore, infatti, i Massoni inizialmente sostennero e incoraggiarono la nascita dei fasci (Zagarese e Guerrisi fondarono il fascio di S. Lucido). I Massoni pensavano che il fascismo sarebbe servito a liberare il paese dallo stato di confusione in cui era precipitate. Il 23 marzo del 1923 il governo presieduto da Mussolini proclamava la incompatibilità tra la iscrizione al partito fascista e l appartenenza alla massoneria. Il 22/11/1925 una legge del regime scioglie tutte le Logge massoniche d Italia dando inizio ad una clandestinità che durerà fino alla fine del secondo conflitto mondiale, momento in cui le Logge si ricostituirono riprendendo le loro originarie denominazioni. L ultima fase storica ho avuto la fortuna di viverla con la testimonianza diretta del mio povero papà, che mi raccontava come durante la clandestinità della Massoneria Italiana, era caratteristica la presenza nella nostra città di una grossa agenda su cui il M.V. Giuseppe Colao segnava i giorni in cui incontrava segretamente i Fratelli, incontri che avvenivano a Catanzaro o presso le pompe funebri del Fr. Valentini oggi di proprietà del Fr. Scaccia o presso lo studio dello stesso fr. Colao in via Poerio. Il seguito è stato vissuto da me personalmente e vi sarà raccontato in seguito. Questo è il mio e, spero, il vostro augurio. Che il G.A.U. ci assista. Catanzaro 2l giorno 5 mese anno 7009 V.L. del Fr. Valentini oggi di proprietà del Fr. Scaccia o presso lo studio dello stesso fr. Colao in via Poerio. Il seguito è stato vissuto da me personalmente e vi sarà raccontato in seguito. Questo è il mio e, spero, il vostro augurio. Pagina 13

14 Girifalco Continua da pag 1 mune : FIDELITAS, che si presume fosse l intestazione della Loggia. Tale rinnovo avvenne nell anno 1845 di numero centoventiduesimo dalla fondazione di essa a Girifalco ovvero l anno 1723 sotto degnissima direzzione di S. A. il Duca di Girifalco del nobilcasato de Caracciolo di Napoli. La fondazione di questa Loggia sorprende per una serie di motivi. Il primo è da ravvisare nel lasso di tempo (sei anni) intercorso tra la costituzione della Gran Loggia inglese e l erezione della Loggia girifalchese. Nella nostra epoca in cui si comunica da un continente all altro in tempo reale, sei anni di tempo sono un eternità. Ma per quell epoca era tutt altra cosa. Trattandosi, poi, non di notizie di cronaca, bensì di concezioni ideali proponenti scelte, modelli di vita, per maturare, venire assimilate, trovare accoglienza e proseliti, sei anni sono da considerarsi ancora oggi un periodo molto limitato, senza contare che la Loggia di via Maggio di Firenze, ritenuta la prima Loggia massonica d Italia, fu fondata dal duca irlandese Carlo Sackville di Meddlessex, dieci anni dopo quella di Girifalco. Sorprende il luogo, Girifalco, paese antico, ubicato nell entroterra della costa ionica catanzarese, nel tratto più agevole per valicare il dorsale montuoso della regione, essendo la parte più stretta e meno accidentata di cui, nei tempi andati, approfittarono carovane di commercianti ed eserciti, ma pur sempre con minori vocazioni esoteriche di tanti altri centri calabresi e d Italia, oltre che dell Europa. Sorprende, ancora, per lo stato di grande arretratezza non solo economica e strutturale, ma anche culturale, in cui stagnava la Calabria (e non era la sola), dopo secoli e secoli di dominazione straniera, aggravata dalla dinastia dei Borbone che, salvo qualche eccezione, si distinse per sciatteria ed ignoranza (uno di loro, Ferdinando II, disprezzava gli intellettuali che, spregiativamente, chiamava pennaruli ). Sorprende, infine, per il fatto che, come osservava il letterato massone Giovanni Giacomo Casanova, che ebbe modo di visitare questa parte della Penisola proprio nel 700, lasciandoci le sue impressioni, lo stato sociale della regione era degradato, i contadini erano oppressi dal potere feudale e soffocati da una economia arretrata. Al lento risorgimento del Mezzogiorno - scrive, infatti, Antonio Piromalli nella sua Letteratura Calabrese (vol. I, pp. 182/183) -, degli ultimi decenni del Seicento la Calabria non partecipa perché i mali tradizionali si perpetuano e sopravvivono nel primo Settecento. Anche quando la Calabria passa ai Borboni (1734) le grandi famiglie feudali continuano a mantenere il loro dominio pur se la crisi feudale ha indebolito il baronaggio. (...) Il popolo restava avvilito e ancora di lì a cento anni resterà avvilito e presterà voce all armata del cardinale Fabrizio Ruffo, la nobiltà rimaneva ancora incivile, il clero ignorante perché la miseria e la fame dominavano ma delle crepe si venivano aprendo nell ordine antico e cominciavano ad avere spicco per l individualità, sia pure bizzarra, spiriti vivaci e anticonformisti. E spiriti vivaci e anticonformisti, in qualche misura si può dire che furono i Caracciolo di Girifalco che tennero in feudo il paese per poco meno di due secoli ( ), impregnando l ambiente del loro modo di essere che, alla luce dei fatti, trascendeva lo stato di subalternità dei sottoposti, per porsi in una posizione di rispetto, oltre che di fiducia, della loro identità sociale ed umana, atteggiamento da considerare rivoluzionario per quel tempo, che dimostra proprio la fondazione della Loggia, considerato che i principi e le finalità della Libera Muratoria erano e sono l esatto contrario della visione etica e sociale dei padroni, per i quali esisteva ed esiste solo la propria libertà, o meglio, il proprio libero arbitrio, ritenendo l uguaglianza e la fratellanza un eresia. D altra parte, i Caracciolo si distinsero proprio per l assenza di sintonia con l apparato aristocratico del loro tempo, arroccato in una superiorità di classe netta, intoccabile, dogmatica. Lo dimostrò non soltanto quel Gennaro che introdusse la Massoneria nel suo feudo di Girifalco, ma, in particolare, quel Francesco ( ), Commodoro di re Ferdinando I di Borbone, notoriamente massone, finito appeso, nel porto di Napoli, all albero maestro della Minerva per ordine di Nelson, reo di avere sposato la causa repubblicana. Ed allora. E da riconoscere che, senza l atteggiamento anticonformista dei Caracciolo, difficilmente, a Girifalco, si sarebbe creata quella fascia di borghesia libertaria, solo marginalmente sostenuta dal cosiddetto popolo basso non in grado di percepire i valori libertari, borghesia che non si piegò alla tirannia nemmeno quando la forca del Borbone consumò l olocausto di alcuni suoi componenti di spicco: Raffaele Tolone, dottore fisico; Pier Antonio Maccaroni, notaio, Vincenzo Luigi Zaccone, notaio; D. Vitaliano Staglianò, sacerdote; Vincenzo Migliaccio, dottor chimico, impiccati in una piazza a Napoli nel 1801, per aver partecipato alla cacciata dei Borbone nel La storia di Girifalco è disseminata di atti libertari e patriottici che furono pagati a caro prezzo dalla famiglia Tolone in particolare che, a seguito dell impiccagione di Napoli di cui sopra, ebbe a subire la confisca dei beni e una serie di angherie, come racconta uno dei suoi membri, Rocco Tolone, che lasciò un documento scritto a memoria dei discendenti, da cui si apprende che la persecuzione fu talmente ferina contro questa famiglia, da ridurre l autore del racconto a dover fare lo scarparo per sopravvivere. Le tragedie e i drammi, però, non piegarono i Tolone che rimasero saldi nei loro principi ed ideali, tramandati da generazione in generazione, di cui l avv. Mario Tolone Azzariti, prestigioso discendente, ne è espressione vivente. (articolo di Rocco Ritorto) Pagina 14

15 LE DATE IN MASSONERIA per cui l'anno 1998 (E.V.) diventa l'anno 3290 della Luce d'egitto. Stagioni e Massoneria Stabilito come dato di fatto che la Libera Muratoria sia erede di tutte le Tradizioni esoteriche, avendo incorporato nella propria dottrina quanto di meglio l Umanità abbia saputo esprimere nel corso del sua epopea evolutiva, tra queste non può certo mancare uno stretto legame con la natura. Le stagioni annuali ed i loro limiti, costituiti a equinozi e solstizi, rappresentano indubbiamente la parte più importante delle leggi che (continua da pagina 1) le regolano. Se ne deduce che la Massoneria è strettamente legata a tali leggi. Ne consegue che l attività massonica non può che essere connessa con queste, e da queste in qualche modo dipendenti. Evidenziato il legame con i due solstizi, si può affermare che gli equinozi siano pure essi porte, ma a duplice direzione, ovvero di interscambio tra Creato e Creatore. Occorre qui sottolineare la sequenza degli eventi naturali che nel corso d ogni anno solare definiscono le fasi attive dell anno massonico. 1a) Equinozio di Primavera (21 marzo): avvio del risveglio della natura, spesso coincidente con la convocazione della Gran Loggia; 1b) Primavera: la natura incomincia a fiorire, e produce i suoi primi frutti i Liberi Muratori si liberano dei torpori invernali, escono dalle tenebre e, gradualmente, incrementano il loro impegno nelle Tornate di loggia; 2a) Solstizio d Estate (22-23 giugno): momento di massima elargizione dei prodotti della natura - i Massoni concludono l anno massonico (così è tuttora nell intero mondo massonico) e si concedono poi una pausa di riflessione durante un periodo di totale chiusura dei Lavori; 2b) Estate: esplosione della natura, stagione dei grandi raccolti, con il sole a picco che ristora e favorisce la riproduzione degli esseri viventi - per i Massoni momento di pausa, di ricupero energetico e di riflessione, per assorbire e fare proprio quanto appreso nel corso dell anno massonico trascorso; 3a) Equinozio d Autunno (23 settembre): avvio delle operazioni di vendemmia, ultimi raccolti, significativi poiché durevoli, conservabili, sfruttabili nella stagione fredda - i Liberi Muratori aprono il nuovo anno e riprendono i Lavori; -23 dicembre): predominano le tenebre e la natura gode del giusto riposo i Massoni si concedono una breve pausa, dopo aver celebrato la Festa della Luce. 4b) Inverno: le attività della natura sono ridotte al Estate: esplosione della natura, stagione dei grandi raccolti, con il sole a picco che ristora e favorisce la riproduzione degliesseri viventi - per i Massoni momento di pausa, di ricupero energetico e di riflessione, per assorbire e fare proprio quanto appreso nel corso dell anno massonico trascorso; 3b) Autunno: il frumento germoglia, e la natura si avvia lentamente verso il riposo invernale - i Massoni, con rinnovata forza e ritemprato vigore, intensificano le loro attività di Loggia; 4a) Solstizio d Inverno (22 minimo, pur tese a garantire la sopravvivenza i Liberi Muratori sfruttano al massimo le energie accumulate, e continuano a perseguire gli obiettivi fissati dall Istituzione. Nicola Diano Pagina 15

16 Loggia di Studio Enrico Catalano n. 123 M.V. N ICOLA DIANO Hanno collaborato con i loro articoli : Carmine Benincasa Rocco Ritorto Gabriel Mandel Khan Valerio Ruberto Mario Laporta Cristiano Iorno Nicola Diano LEGGE SULL EDITORIA In ottemperanza con la nuova legge sull editoria italiana, si segnala che il giornale non vuole essere un prodotto editoriale, ma una comunità virtuale, non rientrante nella categoria dell informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n.62. Gli aggiornamenti sono casuali e non periodici. Non essendo una testata giornalistica non esiste editore. Tutti i Logo e Trademarks in questo numero sono proprietà dei rispettivi possessori. Tutti i commenti sono a responsabilità dei rispettivi Autori. Tutto il resto è proprietà dell amministratore di Loggia. Siamo su Internet loggiacatalano.it

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