PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE DELLABANCADI CREDITO COOPERATIVO

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1 Bilancio Sociale e di Missione 2011

2 PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE DELLABANCADI CREDITO COOPERATIVO La struttura dei nostri bilanci civilistici e fiscali non riesce da sola, se non opportunamente integrata da altre informazioni, a rendere appieno l'attività svolta dalla nostra Banca di Credito Cooperativo. C'è bisogno di altri elementi, non solo finanziari, spesso immateriali, che descrivano il significato reale e tangibile del fare banca cooperativa, del radicamento nel territorio, dell'appartenenza alla comunità locale, della partnership con le sue tante espressioni. E' d'altronde un'esigenza sempre più avvertita, e non solo all'interno del sistema BCC, quella di integrare con altre informazioni non finanziarie i sempre più complessi bilanci di esercizio. Per due buoni motivi. Il primo: non parlare soltanto agli addetti ai lavori. Il secondo: rispondere alle esigenze informative di quegli stessi addetti ai lavori, oggi particolarmente interessati agli aspetti connessi alla rendicontazione dell'immateriale. L'esigenza di dare conto dei beni societari intangibili, che non compaiono nello stato patrimoniale o nel conto economico, è ancora più elevata per una BCC, perché una banca di relazione vive dell'interazione con i portatori di interesse. E' per questa ragione che abbiamo redatto questo documento. Per parlare più direttamente con i nostri interlocutori, per valorizzare un patrimonio di informazioni qualitative e quantitative che è doveroso condensare e non disperdere, per tracciare un filo del nostro dialogo, dargli continuità, verificarne la coerenza. Nel bilancio sociale i soci potranno verificare tangibilmente ciò che vuol dire fare parte di un sistema a rete integrato, essere banca del territorionel senso più concreto, essere vicini alle famiglie e alle imprese anche in un contesto economico e sociale non facile. Lavoriamo anche per infondere ottimismo, fiducia e coraggio alle nuove generazioni: il coraggio delle nostre azioni che ci riempie di grande responsabilità verso di loro e verso le nostre comunità. Il presidente Ing. Florio Faccendi 1

3 INDICE Il bilancio sociale e di missione Cosa è e come si articola 3 4 L'identità delle BCC La competenza territoriale La destinazione degli utili Un modello a rete Il Credito Cooperativo in Europa I dati del sistema Banche di Credito Cooperativo I dati del sistema Banche di Credito Cooperativo toscane Le principali tappe della storia del credito cooperativo L'identità di Banca Cras Le principali tappe della nostra storia I Soci I soci nel credito cooperativo I soci di Banca Cras Il profilo dei soci Nuovi soci 2011 I vantaggi di essere socio Banca Cras Informazione Gli amministratori L'assetto istituzionale Il territorio L'assetto organizzativo delle BCC: sistema a rete La cooperazione tra cooperative L assetto organizzativo di Banca Cras Banca Cras Assicurazioni La rete di vendita I collaboratori 34 I collaboratori nelle BCC 34 I collaboratori di Banca Cras 35 La comunicazione interna 36 La sicurezza sul lavoro 37 I clienti 39 I nostri clienti 41 Canali distributivi 41 Attività si ricerca e di sviluppo 42 I rapporti con la clientela 42 Le azioni di prevenzione dell'usura Banca Cras per la Collettività L'azione di promozione sociale e culturale La Società di Mutuo Soccorso SMS Cras Banca Cras per i soci Banca Cras per l'ambiente Banca Cras per la formazione Per la responsabilità sociale Per la salute Per la cultura Per lo sport 49 Documenti di valore e valori 50 Carta dei Valori del Credito Cooperativo 52 Carta della Coesione del Credito Cooperativo 54 Carta della Finanza libera, forte e democratica. Come accedere ad ulteriori contenuti Banca Cras mette a disposizione degli interessati altri contenuti, anche multimediali, attraverso l'utilizzo dei Codici Quick Response (QR Codes), una sorta di codici a barre che possono essere letti facilmente tramite la fotocamera di un cellulare con un piccolo programma che decodifica l'immagine e ne legge i contenuti. Per sfruttare tale opportunità è necessario disporre di un dispositivo con fotocamera e con possibilità di connessione internet (smartphone o tablet) e installare il programma per la lettura dei codici QR (se non già presente), facilmente recuperabile gratuitamente su internet. Accedi da qui al bilancio sociale in versione digitale 2

4 Bilancio sociale e di Missione Banca di Credito Cooperativo Chianciano Terme-Costa Etrusca-Sovicille Una banca a responsabilità sociale ed eticamente orientata

5 Cosa è e come si articola Il Bilancio Sociale e di Missione è un documento informativo che intende fornire elementi di valutazione dell'aspetto sociale, dell'attività aziendale, di verifica della coerenza rispetto agli scopi statutari, di comunicazione del valore creato da un'impresa per i suoi portatori di interesse. Esso ha quindi lo scopo di fornire notizie in merito all'assetto istituzionale di un'azienda ed ai i suoi valori di riferimento, nonché ai collegamenti tra valori dichiarati, politiche e scelte compiute. È, inoltre, un mezzo di comunicazione che fornisce una chiara rendicontazione del valore creato dalla Banca verso i portatori di interessi che rappresenta un elemento essenziale per un'impresa di Credito Cooperativo. Requisiti essenziali sono: la chiarezza e la completezza delle informazioni, la comparabilità delle stesse, la competenza, la periodicità, la verificabilità. Perciò abbiamo definito questo rendiconto un Bilancio Sociale e di Missione, uno strumento che non focalizza la sua attenzione solo sulla dimensione economica e patrimoniale. Siamo infatti convinti, che i principi non vadano semplicemente affermati, ma soprattutto praticati. Andare a verificare, nel concreto se, come e quanto la nostra Banca ha dato attuazione ai valori fondamentali ai quali si ispira, aiuta a migliorarci. Per essere un'impresa sempre più utile, sempre più al servizio delle esigenze di soci, dei clienti e delle comunità locali e dei territori di riferimento. Un'impresa sempre più coerente con le proprie finalità etiche. Tradizione nei valori e grande capacità di innovazione per produrre valore. Il Bilancio Sociale e di Missione intende valutare, dunque, quali vantaggi ha prodotto l'attività della nostra Banca. Quale valore economico, ma anche sociale, relazionale, di coesione, di partecipazione, ha contribuito a fabbricare e ad accrescere, a beneficio dei soci, delle comunità locali, del territorio dal quale nascono ed appartengono integralmente. In questo senso, il Bilancio Sociale e di Missione 2011 si propone non soltanto obiettivi di analisi e di rendicontazione, ma anche di ricerca della coerenza tra identità e missione delle BCC e delle strategie e prassi seguite. L'ARTICOLAZIONE Il Bilancio Sociale e di Missione vuole cercare di descrivere l'attività sociale della Banca nei confronti dei suoi principali portatori di interessi e di valori. Esso è articolato in tre parti. Nella prima, viene descritta sinteticamente l'identità della Banca, nell'ambito del sistema del Credito Cooperativo, attraverso le finalità, i valori di riferimento, la storia, l'assetto istituzionale e organizzativo. Nella seconda, viene dato conto dell'attività sociale della Banca nei confronti dei suoi principali portatori di interessi: i soci gli amministratori i collaboratori il sistema delle BCC i clienti la collettività e la comunità locale La terza parte è rappresentata dal valore aggiunto, il contributo che la Banca fornisce alla creazione della ricchezza e la sua distribuzione tra i portatori di interessi. Questo schema, che risponde ai criteri generalmente adottati anche se non standardizzati e regolamentati, come avviene invece per il bilancio civilistico e fiscale, sembra il più adeguato a corrispondere alla fisionomia della Banca e al primo obiettivo di questo strumento: comunicare privilegiando la chiarezza e la leggibilità delle informazioni in esso contenute. 4

6 IDENTITA' DELLE BCC Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all'attenzione e alla promozione della persona. Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituite da persone che lavorano per le persone. Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano costituito dai soci, dai clienti, dai collaboratori per valorizzarlo stabilmente. (art. 1) Carta dei Valori del Credito Cooperativo

7 La normativa che riguarda la Banca di Credito Cooperativo è definita dal Testo Unico Bancario del 1993 e dalle disposizioni della Vigilanza emanate dalla Banca d'italia, nonché dalla normativa civilistica sulle società cooperative. Da tali prescrizioni si evince che la Banca di Credito Cooperativo è l'unica banca a mutualità prevalente presente nel mercato ed è tra le poche banche integralmente locali. In particolare, le specificità delle BCC riguardano: il reclutamento della compagine sociale (i soci debbono risiedere, avere sede o operare con carattere di continuità nell'ambito territoriale di attività della banca); i vincoli all'operatività con i soci (ovvero l'obbligo di realizzare almeno il 50% dell'attività creditizia con i soci); i limiti alla competenza territoriale e all'operatività fuori di tale competenza (il 95% del totale del credito deve essere obbligatoriamente erogato nel territorio); l'obbligo di destinazione degli utili e forti limiti alla distribuzione degli stessi (almeno il 70% degli utili deve andare a riserva, ovvero al rafforzamento del patrimonio. Ed è questo per la BCC, che non si capitalizza sui mercati finanziari, l'unico modo per costruire il proprio sviluppo). L'identità della Banca di Credito Cooperativo si fonda su tre caratteristiche fondamentali: il processo decisionale e la partecipazione democratica, che denotano la peculiare governance della BCC, sottolineando nel contempo, il carattere cooperativo della Banca; la mutualità, che è: interna (nella relazione sociale, l'obbligo ad orientare l'attività prevalentemente a favore dei soci e a non perseguire fini di speculazione privata ), esterna (nella relazione con gli altri portatori di interessi, ed in particolare con la comunità locale, come previsto dall'articolo 2 dello statuto tipo della BCC) di sistema (intesa come cooperazione di categoria, che implica la piena valorizzazione del modello a rete ); la territorialità, che si esprime: nella proprietà dell'impresa (i soci e gli amministratori di una BCC debbono essere espressione del territorio di insediamento dell'azienda); nell' operatività (il risparmio raccolto resta nel territorio per finanziare lo sviluppo dell'economia reale). L'identità della Banca di Credito Cooperativo affonda le sue radici in questo approccio multidimensionale. La BCC è banca. È cooperativa. È attore di territorio. È componente di una rete. Quattro caratteristiche distintive che ne rappresentano anche un unico fondamentale asset competitivo. E che perciò devono convivere, al meglio. Realizzarle separatamente sarebbe un errore strategico e operativo cruciale. Essere solo banca significherebbe infatti condannarsi a perdere nella competizione con i colossi della finanza globale. Essere solo cooperativa implicherebbe la quasi certezza di non essere adeguati alla grande sfida del fare banca ai tempi di Basilea 3. Essere solo attore di territorio potrebbe far rischiare derive autoreferenziali che portano a bassa efficienza e scarsa efficacia. Per questi motivi, al fine di meglio realizzare la pluridimensionalità strutturale di ogni BCC, diventa sempre più importante misurare l'andamento dell'azienda rispetto a tutte le sue dimensioni : bancaria, cooperativa e mutualistica, territoriale, di rete. 6 I principi su cui si basa l'azione delle Bcc sono enunciati nei documenti condivisi da tutto il sistema del credito cooperativo la Carta del Valori del Credito Cooperativo e la Carta della coesione del Credito Cooperativo a cui Banca Cras ha aggiunto anche il Codice Etico destinato a regolare i rapporti tra i soggetti con cui la Banca si relaziona

8 quotidianamente. Per un approfondimento consulta la sezione Documenti di valore e di valori di questo bilancio sociale. Il nome delle Banche di Credito Cooperativo esprime la loro identità: quella di essere banche con una spiccata vocazione a fare credito, e quindi a sostenere l'economia reale; adottare uno stile cooperativo, che è un modo di fare impresa improntato al coinvolgimento e al fare rete. Perciò le Banche di Credito Cooperativo sono: ۷ società cooperative: fatte di persone e non di capitali, regolate sul principio del voto capitario (una testa un voto), senza scopo di lucro (forti vincoli alla distribuzione dell'utile) e con obiettivi di utilità sociale; ۷ mutualistiche: banche deisoci, cheeroganoilcreditoprevalentementeaisoci; ۷ localistiche: operano in un preciso territorio e giocano un ruolo indispensabile nel sostegno alle famiglie e alle micro, piccole e medie imprese; ۷ solidali: promuovono l'aiuto reciproco dei soci e la crescita economica, sociale e culturale della propria comunità. Sono queste le ragioni per le quali le Banche di Credito Cooperativo sono intermediari differenti nell'ambito dell'industria bancaria. La specificità cooperativa implica la condivisione di quattro fattori, di quattro P : ۷ proprietà diffusa; ۷ partecipazione; ۷ partenariato, ovvero alleanza, nella base sociale e tra i portatori di interessi; ۷ proiezione sociale verso il territorio e la comunità locale. LA COMPETENZATERRITORIALE La responsabilità sociale della Banca di Credito Cooperativo è scritta non soltanto nello statuto, ma soprattutto nelle strategie e negli stili di gestione, nei comportamenti e nella prassi operativa. La ricchezza che viene creata dalla Banca di Credito Cooperativo resta nel territorio, non soltanto perché la quasi totalità degli investimenti per lo sviluppo dell'economia è rivolta alla comunità locale, ma anche perché il patrimonio dell'azienda è ed è destinato a rimanere un bene di tutta la comunità. La Banca di Credito Cooperativo investe inoltre consistenti risorse al sostegno degli organismi locali e per la realizzazione di attività nel campo dell'assistenza, dello sport, della cultura, dell'ambiente. In una parola, per il miglioramento della qualità della vita nel territorio. Pertanto la BCC garantisce continuità e reinvestimento delle risorse sul territorio di competenza. La competenza territoriale della BCC è stabilita dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d'italia deve essere specificata nello statuto. Essa comprende i Comuni nei quali la banca ha sede legale, le succursali e le zone limitrofe, in modo che ci sia continuità territoriale. Possono diventare soci le persone, le imprese, le associazioni che risiedono e hanno sede o svolgono la loro attività nella zona di competenza della BCC. Le Banche di Credito Cooperativo, infatti, sono supportate, da un lato, dal sistema associativo e, dall'altro, dal sistema imprenditoriale. Il primo, composto dalle Federazioni Locali e dalla Federazione Nazionale, svolge funzioni di coordinamento, assistenza tecnica, consulenza ed erogazione servizi a favore delle banche associate. Il sistema imprenditoriale si configura come complemento operativo della BCC per 7

9 quanto riguarda la fornitura di servizi e prodotti. Il localismo assume, nel caso delle Banche di Credito Cooperativo, una pregnanza particolare. Esse sono imprese del territorio: nascono e crescono grazie alla tenacia e all'ingegno di persone concrete che decidono di unire le energie, di cooperare. Sono nel territorio: lo abitano in via permanente e vi tengono non solo l'operatività, (il 97% degli impieghi delle BCC ricade nel loro territorio di competenza) ma appartengono al contesto locale al quale sono legate da un rapporto di reciprocità. Lavorano per il territorio: facendo banca in modo diverso, valorizzando l'attenzione alla persona, la conoscenza e la prossimità reale, l'inclusione nei circuiti economici degli operatori piccoli e piccolissimi; ma anche favorendo la crescita civile del territorio. Il risparmio raccolto sostiene e finanzia lo sviluppo dell'economia reale. In queste caratteristiche si fonda il modello operativo delle BCC, fatto di prossimità - fisica e relazionale -, di conoscenza diretta con i clienti, di familiarità, di personalizzazione dei prodotti e dei servizi, di sussidiarietà. LADESTINAZIONE DEGLI UTILI La differenza delle Banche di Credito Cooperativo è riconosciuta e sottolineata anche da una normativa peculiare. Per quanto riguarda la destinazione degli utili, il Testo Unico Bancario del 1993 stabilisce che: lebccdevonodestinarealmenoil70% degliutilinettiannuali ariservalegale; una quota degli utili netti annuali (il 3%) deve essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione; la quota di utili rimanenti, cioè di quella parte non usata per la rivalutazione delle azioni o assegnata ad altre riserve o distribuita ai soci, deve essere destinata a fini di beneficenza emutualità. La disciplina degli utili distribuiti ai soci, prevista dal Testo Unico Bancario, è integrata dalle disposizioni stabilite dal nuovo diritto societario, che per le BCC, in quanto cooperative a mutualità prevalente, fissa un limite alla distribuzione dei dividendi. Altrettanto rilevante nella riaffermazione dell'identità mutualistica delle Banche di Credito Cooperativo è la normativa sulla revisione cooperativa (Decreto legislativo n.220/2002), momento qualificante di verifica della corretta applicazione dei requisiti mutualistici e, quindi, della loro coerenza rispetto ai valori identitari, che connotano le aziende del sistema. Finalità della revisione cooperativa non è soltanto quella di accertare la natura mutualistica dell'ente verificandone la legittimazione a beneficiare del trattamento peculiare previsto dalla legge, ma anche quella di fornire agli organi di direzione e di amministrazione della BCC suggerimenti e consigli per migliorare la gestione e il livello di democrazia interna, al fine di promuovere la reale partecipazione dei soci alla vita sociale. La specifica normativa di cui le BCC sono destinatarie è riferita alla loro identità di banche cooperative, mutualistiche, locali. La natura cooperativa si esprime nella partecipazione diffusa dei soci, dunque nella democrazia economica, e nella pariteticità tra loro. Le BCC sono frutto di iniziative che nascono dal basso, sotto la spinta di un'idea di auto-aiuto e di auto-responsabilità. La mutualità significa per le BCC: 8 orientare la propria attività prevalentemente a favore dei soci, apportando loro vantaggi sia economici che metaeconomici (mutualità interna); non perseguire finalità di speculazione privata, ma avere lo scopo di assicurare vantaggi ai soci e al territorio, sostenendo lo sviluppo della comunità locale sotto il profilo morale, culturale ed economico, e accrescendone l'educazione al risparmio e la

10 coesione sociale (mutualità esterna); valorizzare la cooperazione tra le banche della categoria, per dare attuazione al modello a rete del Credito Cooperativo (mutualità di sistema). UN MODELLO A RETE Il sistema delle BCC è coordinato e assicurato da regole e meccanismi condivisi d'indirizzo strategico. In particolare, esso è: una rete di valori (la base valoriale alla quale fanno riferimento le BCC è la Carta dei Valori del Credito Cooperativo); una rete di strategia (la pianificazione strategica contiene obiettivi e riferimenti comuni); una rete di cultura (sono comuni l'approccio relazionale con i soci e i clienti e le linee progettuali riguardanti la formazione degli amministratori, dirigenti e collaboratori); una rete di comunicazione (una intranet, cioè un'infrastruttura tecnologica proprietaria di categoria, collega tutte le BCC, le società prodotto e gli organismi della categoria. Inoltre un'intensa vita associativa favorisce la diffusione della comunicazione interna); una rete operativa (rappresentata dalle BCC e dalle società-prodotto di proprietà del Credito Cooperativo che offrono servizi e prodotti competitivi alle singole banche). Attraverso questa rete, il localismo delle Banche di Credito Cooperativo trova una sintesi più alta e in grado di competere a tutti livelli. IL CREDITO COOPERATIVO IN EUROPA Nei Paesi dell'unione Europea la cooperazione di credito è diffusa capillarmente e rappresenta, complessivamente, circa il 20% del mercato continentale del credito (ma ci sono realtà nazionali nelle quali la quota supera il 30%), con più di banche locali, oltre sportelli, oltre 782 mila dipendenti, 181 milioni di clienti e 50 milioni di soci. Gli istituti cooperativi di credito europei sono raggruppati nell'associazione delle Banche Cooperative Europee, la Eacb-Groupement con sede a Bruxelles, che rappresenta e difende presso le istituzioni dell'unione europea gli interessi e le esigenze delle 28 banche cooperative socie e ne promuove la collaborazione attraverso il coordinamento delle differenti istanze nazionali. Nel 1970 La Federazione Italiana delle Bcc è stata tra i fondatori delleassociazioni delle Banche Cooperative della CEE. Nel 1977 le otto maggiori organizzazioni europee di Credito Cooperativo hanno fondato l'unico Banking Group, un'ulteriore associazione con sede a Bruxelles che si propone di acquisire maggior peso nel panorama bancario internazionale stimolando la collaborazione operativa tra i membri ed unendo know how e servizi integrati. Il Credito Cooperativo italiano vi partecipa attraverso il Gruppo Bancario Iccrea. Gli si affianca, sotto il profilo tecnico operativo, l'unico Banking Group anch'esso con sede a Bruxelles. Scopo dell'unico, di cui fanno parte, oltre all'iccrea per l'italia, il CERAbelga, il CréditAgricole francese, la DZ Bank tedesca, la ForeningsbankenAB svedese, la Okobank finlandese, la Rabobank olandese e la RZB austriaca, è quello di fornire una serie di servizi. Questi ultimi, integrati sui mercati finanziari, sono rivolti ad una clientela evoluta, soprattutto sul versante delle transazioni commerciali. 9

11 I DATI DEL SISTEMABANCHE DI CREDITO COOPERATIVO 10 A dicembre 2011 si registrano 412 BCC (pari al 54,4 per cento del totale delle banche operanti in Italia), con sportelli (pari al 13,1 per cento del sistema bancario). Anche nel corso del 2011 le dipendenze delle BCC-CR sono aumentate (+36 unità nel corso degli ultimi dodici mesi), a fronte di una leggera contrazione registrata nel sistema bancario complessivo (-0,4 per cento). A settembre 2011 le BCC-CR rappresentavano ancora l'unica presenza bancaria in 554 comuni italiani, mentre in altri 546 comuni avevano un solo concorrente. Alla stessa data le BCC operavano in 101 province. Il numero complessivo dei clienti delle BCC-CR approssimava a dicembre 2011 i 6,7 milioni (+17,5 per cento annuo). I dipendenti delle BCC-CR erano circa unità (+1,2 per cento annuo contro il -0,4 per cento registrato mediamente nel sistema bancario); ad essi vanno aggiunti gli oltre dipendenti di Federazioni Locali, società del GBI, Casse Centrali e organismi consortili. Il numero dei soci era pari a fine anno unità, con un incremento del 10 per cento negli ultimi dodici mesi. Nonostante l'acuirsi della fase economica avversa gli impieghi delle BCC-CR sono cresciuti nel corso dell'anno del 3,2 per cento a fronte dell'1,5 per cento del sistema bancario. Sul fronte del funding nel corso dell'anno sono emerse anche per la Categoria le criticità comuni a tutto il sistema bancario. La quota delle BCC-CR nel mercato degli impieghi e in quello della raccolta diretta si attestava a fine anno rispettivamente al 7,1 per cento e al 6,8 per cento. Gli impieghi lordi a clientela delle BCC-CR ammontavano a dicembre 2011 a 139,9 miliardi di euro. Considerando anche i finanziamenti erogati dalle banche di secondo livello, gli impieghi della Categoria approssimavano alla stessa data i 151,8 miliardi di euro, per una quota di mercato del 7,7 per cento. I mutui delle BCC-CR approssimavano a dicembre 2011 i 92 miliardi di euro, con una crescita annua del 5,5 per cento. La crescita complessiva degli impieghi a clientela delle BCC-CR è stata più sostenuta rispetto alla media del sistema bancario (3,2 per cento e l'1,5 per cento rispettivamente). Nell'ultimo trimestre dell'anno gli impieghi delle BCC-CR hanno continuato a crescere (+1 per cento nel periodo settembre-dicembre 2011) a fronte di una significativa contrazione rilevata nel sistema bancario complessivo (- 0,7 per cento). In relazione ai settori di destinazione del credito, le BCC risultano storicamente caratterizzate, com'è noto, da un'incidenza percentuale degli impieghi a famiglie produttrici e consumatrici significativamente superiore al sistema bancario. A dicembre 2011 l'incidenza percentuale deifinanziamenti aisuddetticompartisultotale degli impieghi era rispettivamente del 12,8 per cento per le BCC-CR e del 5,1 per cento per il sistema complessivo per le famiglie produttrici e 30,8 per cento e 25,7 per cento per le famiglie consumatrici. Con riguardo alla dinamica di crescita negli ultimi dodici mesi, si è registrato un significativo sviluppo dei finanziamenti erogati alle famiglie consumatrici (+4,9 per cento, in linea con il +4,8 per cento medio di sistema). La quota di mercato delle BCC- CR nel comparto era pari a dicembre all'8,5 per cento. Afronte di una sempre intensa attività di finanziamento, la qualità del credito erogato dalle banche della Categoria ha subito con maggiore incisività, nel corso dell'anno, gli effetti della perdurante crisi economica. I crediti in sofferenza delle BCC sono cresciuti a ritmi elevati, superiori a quelli degli impieghi (+24,5 per cento). Il rapporto sofferenze/impieghi è conseguentemente cresciuto e ha raggiunto il 5,2 per cento a dicembre 2011 dal 4,2 per cento dell'anno precedente. Ciononostante, il tasso di incremento dei crediti in sofferenza delle banche della categoria si è mantenuto nel corso dell'anno costantemente inferiore a quello registrato nella media di sistema.

12 Nel corso dell'anno si è progressivamente palesata anche nelle BCC-CR una difficoltà sul fronte del funding. La raccolta bancaria complessiva delle BCC ammontava a dicembre 2011 a 152,2 miliardi di euro, in crescita dello 0,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010 (+3 per cento nella media di sistema). Le obbligazioni emesse dalle BCC ammontavano a dicembre a 57,9 miliardi di euro, con una variazione annua pari al -1 per cento, contro il +13 per cento rilevato nel sistema bancario complessivo. Per quanto concerne la dotazione patrimoniale, a dicembre 2011 l'aggregato capitale e riserve ammontavaperle BCC-CR a 19,7 miliardi di euro, con un incremento del 3 per cento su base d'anno (+8,9 per cento nella media di sistema). SPORTELLI CLIENTI DIPENDENTI SOCI 2011 % su ,1% 6,7 milioni + 17,5% ,2% % I DATI DEL SISTEMABANCHE DI CREDITO COOPERATIVO TOSCANE I dati patrimoniali delle 30 BCC associate alla Federazione Toscana, che al gestivano 302 sportelli (+2,4 per cento), indicano, per quanto riguarda i dati di fine anno, un lieve incremento della raccolta diretta che si attesta a 11,03 miliardi di euro (+0,5 per cento), ed una crescita degli impieghi fino ad oltre 10,4 miliardi di euro (+2,8 per cento). Le quote di mercato delle nostre BCC nell'ambito della regione Toscana ammontano a circa il 9 per cento per quanto concerne la raccolta diretta ed all'8,2 per cento per quanto riguarda gli impieghi. A fine 2011 i soci superavano quota con un incremento a due cifre (+14,4 per cento) ed i dipendenti delle Associate erano 2472 (+0,8 per cento). SPORTELLI CLIENTI DIPENDENTI SOCI 2011 % su ,4% % ,8% ,4% 11

13 LE PRINCIPALI TAPPE DELLASTORIADEL CREDITO COOPERATIVO 1883 Nasce la prima Cassa Rurale a Loreggia, Padova, ad opera di Leone Wollemborg Grazie alla operosità di un giovane sacerdote, don Luigi Cerutti, nasce a Gambarare, in provincia di Venezia, la prima Cassa Rurale Cattolica L'enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII, sollecitando i cattolici all'azione sociale, a forme di tipo solidaristico per vincere la solitudine dei più poveri, diviene il manifesto dell'ampio, diffuso movimento Nasce a Roma, dopo diversi tentativi, la Federazione Italiana delle Casse Rurali con funzioni di rappresentanza e tutela del gruppo, di promozione e perfezionamento delle banche associate, con una struttura di supporto alle Casse di tipo sindacale, tecnico e finanziario Il regime fascista, che vuole controllare la cooperazione, crea l'ente Nazionale Fascista della Cooperazione Nasce l'ente Nazionale delle Casse Rurali Agrarie ed Enti Ausiliari (Encra). Viene varata la Legge Bancaria Entra in vigore il Testo Unico delle Casse Rurali e Artigiane Viene ricostituita dai cattolici la Confederazione Cooperative Italiane e dai cooperatori di altra ispirazione la Lega nazionale delle Cooperative e Mutue Viene ricostituita la Federazione Italiana delle Cassa Rurali e Artigiane Comincia una attività di riorganizzazione e rilancio del movimento e dell'operatività delle Casse. Si ricostituiscono le Federazioni locali e si ristrutturano quelle esistenti, conferendo loro funzioni di rappresentanza, tutela ed assistenza tecnica a livello regionale e interregionale delle Casse associate costituzione dell'istituto di Credito delle Casse Rurali e Artigiane (Iccrea) 1970 La Federazione Italiana è tra i membri fondatori dell'associazione delle Banche Cooperative della Cee, il Groupment des Cooperatives d'epargne et de Crédit, che ha lo scopo di promuovere e di tutelare gli interessi della categoria in sede comunitaria Federazione e Iccrea aderiscono inoltre all'unione Internazionale Raiffeisen, IRU Nascono le Casse Centrali di Bolzano e Trento Nasce Agrileasing, società che pone le Casse Rurali in condizione di effettuare operazioni di leasing immobiliare e mobiliare Viene creato il Fondo Centrale di Garanzia, primo strumento di tutela dell'industria bancaria italiana. Si tratta di un'iniziativa volontaria delle Casse Rurali, non disposta da normative Su iniziativa della Federazione Italiana nasce la Scuola Centrale del Credito Cooperativo, organismo per la formazione all'interno del Credito Cooperativo, l'attuale SEF Consulting Adesione della Federazione Italiana e di buona parte delle Casse Rurali all'associazione Bancaria Italiana ABI Iccrea costituisce una società per la gestione dei fondi comuni di investimento mobiliare, la Coogestioni (oggi Aureo Gestioni), che esordisce sul mercato lanciando il

14 Credito Cooperativo (FGD) Nell'ambito del XII Convegno Nazionale di Riva del Garda si approva la definizione del sistema a rete e si pubblica la Carta dei Valori del Credito Cooperativo La riforma del diritto societario riconosce e conferma alle BCC-CR la loro natura di cooperative a mutualità prevalente Nasce il Fondo Garanzia degli Obbligazionisti (FGO), strumento volontario esclusivo delle Banche di Credito Cooperativo che tutela i portatori di obbligazioni clienti delle BCC nell'ambito del XIII Convegno Nazionale tenutosi a Parma, si registra l'approvazione del Progetto di qualificazione del sistema a rete delle BCC che prevede la creazione di una forma di garanzia incrociata a protezione della clientela delle BCC e l'approvazione della Carta della Coesione Viene costituito il FGI Il Credito Cooperativo viene citato nell'enciclica Caritas in Veritate (n.65, p. 107) Durate il XIV Congresso Nazionale di Roma viene data notizia dell'approvazione da parte della Banca d'italia dello Statuto del FGI e viene pubblicato il 12 articolo della Carta dei Valori. Ne sono protagonisti i giovani. L'IDENTITA' DI BANCACRAS La missione della Banca è scritta nell'articolo 2 del nostro Statuto che ribadisce la missione della nostra Banca: favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali, ovvero assicurare convenienza; perseguire a vantaggio degli stessi un miglioramento complessivo, economico e metaeconomico (culturale, morale, sociale ), definibile come ricerca e diffusione del benessere; promuovere lo sviluppo della cooperazione, ovvero della partecipazione; incentivare la coesione; adoperarsi per il bene comune. La cooperazione non è per noi solo una formula giuridica, ma un metodo ed uno stile. Per promuovere l'interesse, dobbiamo stare insieme: sulla condivisione e la partecipazione si fonda la nostra azione. Il complesso di valori descritti nella Carta dei Valori del Credito Cooperativo e nel nostro statuto, ha ispirato l'identificazione della missione aziendale della nostra Banca, cioè del suo ruolo, della sua ragion d'essere. Noi abbiamo a cuore l'interesse dei nostri soci (mutualità), l'interesse del nostro territorio (ovvero la crescita economica, sociale e civile nella nostra area di insediamento e questo significa per noi "benessere", localismo, la coerenza costante e il continuo adeguamento ai tempi della identità sociale e non profit della nostra Banca, nonché la ricerca dell'eccellenza, attraverso il miglioramento continuo. Per promuovere l'interesse, occorre inter-esse, cioè - secondo l'etimologia della parola - "stare insieme". Sulla condivisione si fonda la nostra azione. Vogliamo comunicare e dimostrare nella nostra attività quotidiana come una Banca di Credito Cooperativo prende e dà al territorio in egual misura, come al centro dell'at 13

15 tività ci siano le persone e come nel disegnare la pianificazione strategica o i prodotti e servizi o i modelli organizzativi ci sia una coerenza profonda tra valori e valore. Dobbiamo essere capaci di produrre valore economico e finanziario per la banca, per i soci, per i clienti, per i territori di competenza e tutti gli stakeholders ma, nello stesso tempo, dobbiamo trasformare il valore in valori. I valori del mutualismo, dello sviluppo socio-culturale, dell'occupazione, della relazione, dello sviluppo culturale e della solidarietà cooperativistica. Crediamo nella responsabilità sociale d'impresa, che è insita nella nostra storia. Il modello complessivo nell'ottica del concetto valore/valori, ha come anima il concetto di responsabilità sociale di impresa. Tale concetto è altrettanto forte e radicato nel tempo nei confronti delle risorse umane, la relazione tra le persone crea i presupposti per formare una squadra coesa, competitiva, professionale e con una forte identità. Relazione come scelta competitiva imprescindibile, sia verso l'interno, sia verso l'esterno, ma anche come opportunità per monitorare, valutare, intervenire e correggere per migliorare il complesso delle nostre attività. LE PRINCIPALI TAPPE DELLANOSTRASTORIA 1964 Nasce la Cassa Rurale ed Artigiana di Sovicille. Ha 51 soci fondatori e la sua sede è nello storico Palazzo Bellucci Via Roma a Sovicille La Cras inaugura lo sportello di San Rocco a Pilli, inizialmente aperto al pubblico solo la mattina La Cassa Rurale di Sovicille si trasferisce nella sede di Viale Mazzini. L'edificio fu totalmente svuotato e per permettere alle casseforti di essere calate con la gru dal vano tetto La Cras apre la filiale di Monteroni d'arbia: Una presenza non casuale ma dettata dalla verifica delle necessità delle realtà sociali ed economiche di questo paese scrissero i quotidiani Presso la filiale di San Rocco viene installato il primo sportello Bancomat: nei primi dodici mesi vengono effettuare 275 operazioni per le 138 carte rilasciate La Cassa Rurale e Artigiana di Sovicille adotta il nuovo logo con la dicitura CRAS Con Suavis Locus Ille la Banca dà inizio alle pubblicazioni di volumi di approfondimento sulla storia, la cultura, l'antropologia e l'economia dei territori di competenza Nasce il Cral, Circolo Ricreativo Culturale dei dipendenti della Cras La Cras inaugura la filiale di Siena Su proposta della Cras e con il patrocinio dell'amministrazione locale le principali società sportive del Comune di Sovicille danno vita ad un unico grande vivaio di talenti creando la Polisportiva Comunale Cras Intercras che nel 1997 prenderà il nome di Polisportiva Comunale Cras Con l'apertura della filiale di Buonconvento la Banca di Sovicille rafforza la propria presenza in Val d'arbia Entra in vigore la nuova normativa bancaria e la denominazione della Cras si trasforma

16 in Banca di Credito Cooperativo Sovicille CRAS In occasione del trentennale della BCC Sovicille viene inaugurato il primo lotto della nuova sede in via del Crocino dove si trasferirono la filiale, i servizi tecnici e gli uffici del consiglio e del presidente. Gli uffici amministrativi rimasero nella sede di Viale Mazzini fino al Con l'intento di mantenere un contatto costante con i propri soci nasce il notiziario Il Punto destinato a pubblicizzare eventi, prodotti ed iniziative della Banca a favore della propria base sociale Banca Cras mette in campo la tecnologia: dopo le esperienze dei servizi di Phone Banking, propose la prima versione dell'home Banking dedicata soprattutto alle aziende. Due anni dopo la banca proporrà un servizio di connessione internet ai propri clienti. Nellostessoperiodonacque anchelacartaminipay Viene inaugurata la filiale della BCC Sovicille a Rosia La Banca prosegue il suo cammino e dalla Val d'arbia arriva in Val d'orcia aprendo una filiale a Montalcino La BCC Sovicille aderisce al fondo di garanzia dei depositanti. Nel 2004 aderirà anche al fondo di garanzia degli obbligazionisti La Banca, facendo seguito ai principi espressi nella Carta dei Valori approvata dal Credito Cooperativo nel 1999, presenta il suo primo bilancio sociale e di missione A distanza di pochi giorni la banca di Chianciano apre le tesorerie di Radicofani e di Castiglione d'orcia La Banca di Sovicille rafforza le proprie posizioni nella piazza di Siena aprendo l'agenzia 1 in viale Toselli Banca Cras apre la filiale di Chiusdino. L'anno dopo verrà inaugurata anche la filiale di Monticiano Banca Cras promuove la nascita della Società di Mutuo Soccorso Cras fornendo a soci e clienti uno strumento di assistenza dedicato ad assicurare un sussidio alle famiglie Banca Cras apre la filiale di Massa Marittima L'8 maggio le assemblee dei soci della BCC di Sovicille e della BCC di Chianciano Terme approvano la fusione tra i due istituti; il 1 giugno viene firmato l'atto di fusione, l'8 giugno la fusione è operativa. L'attività della Banca si estende in Valdichiana e Val d'orcia con le filiali di Chianciano e Chianciano Centro Storico, Abbadia San Salvatore, Pienza e San Quirico d'orcia A pochi giorni dalla fusione viene inaugurata la filiale di Follonica Il 2 Maggio viene inaugurata la nuova filiale di Rosia e la nuova sede della SMS Cras Il 3 maggio nasce la Puerto Seguro Onlus. l'associazione vede insieme dipendenti e amministratori impegnati in progetti di cooperazione internazionale e locale volta al sostegno delle fasce disagiate della società. 15

17 2010 Il 10 e l'11 Maggio vengono inaugurati i nuovi locali delle filiali di Castel del Piano e di Castiglione D'Orcia A Novembre le assemblee dei soci della BCC Chianciano Terme-Sovicille e della BCC della Costa Etrusca approvano la fusione tra i due istituti; il 2 Dicembre viene firmato l'atto di fusione, il 6 Dicembre la fusione è operativa con le filiali di Rosignano Solvay e Livorno Il 12 Dicembre vengono inaugurati i nuovi locali della filiale di Sovicille. 2011Nel mese di Maggio il presidente di Banca Cras Florio Faccendi viene eletto presidente della Federazione Toscana Bcc. 16

18 I SOCI Il Credito Cooperativo è legato alla comunità locale che lo esprime da un'alleanza durevole per lo sviluppo. Carta dei valori del Credito Cooperativo

19 I SOCI NEL CREDITO COOPERATIVO La centralità della relazione è scritta nel codice genetico delle Banche di Credito Cooperativo. Esse, infatti, fondano la loroorigine e la lorooperatività nella continuità e nella qualità delle relazioni. La relazione con i portatori di interesse assume dunque una valenza particolarmente strategica per la nostra Banca in quanto Banca di Credito Cooperativo. I portatori di interesse sono di due tipi: interni ed esterni. Portatori di interesse interni sono i soci, gli amministratori, i collaboratori, il sistema BCC. Portatori di interesse esterni sono i clienti, la collettività e la comunità locale. I Soci sono il primo Patrimonio della Banca. Nello stesso tempo essi sono: I proprietari dell'azienda (e come tali ne stabiliscono l'indirizzo strategico) Gli amministratori (e come tali sono responsabili della gestione) I primi clienti, in quanto la Banca opera in modo "prevalente" con essi per quanto riguarda l'erogazione del credito Essi contano per ciò che sono, non per il capitale che possiedono. Ogni socio, infatti, ha diritto ad un solo voto a prescindere dall'entità del capitale posseduto. Il Credito Cooperativo, banca di persone per le persone, è soprattutto un grande patrimonio professionale e umano. In Italia esso conta soci (+10% rispetto al 2010) e dipendenti (+0,4%). Il numero dei soci delle Banche di Credito Cooperativo era pari, a fine anno, a unità, con un incremento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Molti sono gli strumenti adottati dalle Banche di Credito Cooperativo per rafforzare il legame sociale e promuovere la partecipazione concreta e intensa dei soci alla vita aziendale. Si adottano politiche volte a fornire ai soci vantaggi reali in termini di cura della persona, di opportunità legate alla cultura e al tempo libero. La compagine sociale delle Banche di Credito Cooperativo risulta in evoluzione ed in trasformazione. I Soci di Banca Cras IL PROFILO DEI SOCI I soci della banca a fine 2011 erano 5.324, 105 in più rispetto all'anno precedente per un Capitale Sociale sottoscritto pari a Euro ,88. Nel corso dell'anno sono entrato 321 soci ed usciti 216 soci. L'evoluzione negli ultimi anni è la seguente:

20 Composizione della compagine sociale Sotto il profilo della composizione, venuti meno a suo tempo i vincoli che imponevano la prevalente presenza di artigiani ed agricoltori, la Compagine Sociale risulta oggi composta soprattutto da famiglieconsumatrici (oltreil72%) eda imprese. Famiglie consumatrici (72%) Rappresentanza territoriale della compagine sociale I nostri soci risiedono o svolgono la propria attività nella zona di competenza del nostro istituto e prevalentemente nei comuni nei quali la Banca è presente con le proprie filiali. Area Val di Merse Area Val d Arbia Area Siena Area Maremma Area Chianciano Area Costa Etrusca NUOVI SOCI 2011 Nel corso del 2011 sono state accolte n. 321 nuove domande di ammissione a socio, su un totale di 321 domande presentate. Sono state inoltre prese in esame domande di ammissione da parte di clienti depositanti e regolarmente accettate. Al fine di garantire il rispetto del rapporto degli impieghi con i soci, che per normativa di Vigilanza, deve essere superiore al 50%, sono state valutate con priorità le domande di ammissione di aziende e persone che ricorrono abitualmente all utilizzo del credito. In coerenza con gli obiettivi enunciati nel Piano Industriale ed in doveroso rispetto del principio di prevalenza, di cui all'art. 35 del Testo Unico Bancario, i soci ammessi nel corso dell'esercizio 2011 risultano così ripartiti per provenienza geografica: PROVENIENZA GEOGRAFICA NUOVI SOCI NEL

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