PDD Developer Guide. Versione 1.0 del 25/08/2009

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1 PDD Developer Guide Versione 1.0 del 25/08/2009

2 Sommario 1 Introduzione Contesto Obiettivo Riferimenti Porta di Dominio Porta di Dominio Spicca Porte delegate Configurazione Trattamenti Porte applicative Configurazione Impostazione proprietà associate Trattamenti OpenPDD Porta delegata Profili simmetrici Profili asimmetrici Porta applicativa I messaggi scambiati dalle Porte Di Dominio Eccezioni IProxy EProxy Gestione trattamenti (Handlers) Creazione nuovo trattamento Configurazione Configurazione Piattaforma Servizi Registro SPICCA Utilizzo Servizio SicaInquiryOperations Utilizzo Servizio SicaPublishOperations RegSPICCA Type PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 2

3 IL CONTENUTO DEL PRESENTE DOCUMENTO PUÒ ESSERE RIPRODOTTO, IN TOTO O IN PARTE, PER TUTTI GLI SCOPI FUNZIONALI ALL ADESIONE AL SISTEMA SPICCA DI REGIONE CAMPANIA ED È ESCLUSO L UTILIZZO A FINI DI LUCRO. PER L UTILIZZO DI QUANTO DI SEGUITO RIPORTATO SI DOVRÀ, IN TUTTI I CASI, CITARE COME FONTE IL PRESENTE DOCUMENTO. PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 3

4 1 Introduzione Questo documento descrive come sviluppare e configurare servizi nell ambito della Porta di Dominio Spicca (di seguito PDD). Il medesimo è stato realizzato in collaborazione con Vitrociset S.p.a. in quanto ditta aggiudicataria dell appalto concorso per la realizzazione del Sistema Regionale per la Cooperazione Applicativa in Sicurezza della Regione Campania. 1.1 Contesto Il presente documento si inserisce nell ambito della documentazione relativa al progetto PDD e costituisce la guida per lo sviluppatore in ambito Porta di Dominio. Per una descrizione dettagliata dell architettura della Porta di Dominio vedi [1]. 1.2 Obiettivo Obiettivo del presente documento è quello di mettere a disposizione dello sviluppatore le informazioni per garantire al medesimo le conoscenze della PDD al fine di realizzare l interfacciamento tra essa ed il SIL (Sistema Informativo Locale). 1.3 Riferimenti [1] PDD SPICCA: Architettura del software [2] PDD SPICCA: Manuale di installazione e configurazione 1.4 Porta di Dominio La PDD Spicca, così come previsto nel modello SPCoop, é un componente software che funge da adattatore fra due reti: il SPC e la rete di Regione Campania. Mentre SPC, di seguito indicata come rete nazionale, interconnette tutti gli enti pubblici, la rete regionale raggruppa sistemi server, PC, servizi e, più in generale, risorse interne. PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 4

5 Una generica PDD, così come previsto dal modello SPCoop, consente ad una PA che espone i propri servizi di comunicare con altre PA condividendo ed adottando gli stessi protocolli (in primis busta e Gov). Ogni ente é in grado di fungere sia da «erogatore» che da «fruitore» di uno specifico servizio. É quindi facile comprendere che la PDD è un componente a due facce: quella esterna deve aderire ad un set di standard per consentire l'interoperabilità con le PDD di altre PA (busta e Gov), mentre quella interna é dipendente dalle modalità di interconnessione con le risorse interne A seconda che una data PDD svolga il ruolo di «erogatore» o di «fruitore» viene chiamata, rispettivamente «Porta Applicativa» o «Porta Delegata». Seguendo un paradigma meglio noto al lettore tecnico, la PDD viene chiamata Porta Delegata quando agisce come client e Porta Applicativa come server. Le comunicazioni attraverso la rete nazionale avvengono sempre fra Porte Delegate e Porte Applicative. La «Cooperazione Applicativa» (la logica che abilita applicazioni e infrastrutture diverse ad interagire) prevede che ogni Porta Di Dominio sia logicamente suddivisa in una componente di «Cooperazione» ed una di «Integrazione»: la prima, rivolta verso l'esterno della PDD, é incaricata delle comunicazioni fra Porte Di Dominio, mentre la seconda interagisce con la logica e l'architettura dell'infrastruttura che deve servire. 2 Porta di Dominio Spicca La PDD Spicca, così come indicato in precedenza, permette la comunicazione tra servizi web secondo determinate modalità. Le componenti principali che entrano in gioco sono la porta delegata ed una controparte applicativa. Nei paragrafi che seguono sono descritte in dettaglio le modalità di creazione e configurazione di questi componenti. Sebbene tali informazioni non siano di stretto interesse per lo PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 5

6 sviluppatore, per esaustività del documento, si ritiene utile riportare quanto segue al fine di dimostrare le potenzialità della PDD Spicca. Si sottolinea che le azioni descritte saranno di competenza dell Amministratore della PDD Spicca. 2.1 Porte delegate La porta delegata è il componente client che usufruisce di un servizio web interagendo con una porta applicativa secondo le specifiche emanate dal CNIPA Configurazione Per poter istanziare una porta delegata è necessario configurarla opportunamente nel configuratore della PDD SPICCA, come di seguito sintetizzato. Una volta effettuato l accesso al configuratore della PDD Spicca cliccare sulla voce del menu orizzontale Porte>>Porte Delegate (Figura 1). La creazione di una nuova porta Delegata prevede i seguenti passi: 1. cliccare sul pulsante add new in basso a sinistra. 2. valorizzare i campi presenti nella Figura 2, dove: Nome Servizio: nome della porta delegata Profilo: profilo di comunicazione utilizzato dalla porta delegata. Tipo: il tipo di porta, Delegata. Invoker: invoker da utilizzare (vedi rif. [1] par. 4.8). descrizione: eventuale descrizione della porta creata. 3. cliccare sul pulsante aggiungi (Figura 3). 4. cliccare sul pulsante dettagli (Figura 4). 5. aggiungere i campi utilizzando il pulsante add new (Figura 5): EndPoint: endpoint del EProxy (vedi rif. [1] par. 4.5) Class: classe che implementa la porta che si sta creando operationname: azione servizionome: nome servizio serviziotipo: tipo di servizio le specifiche impongono il valore: SPC patype: le specifiche impongono il valore: SPC pacode: PAGenerica patelematicaddress: indirizzo telematico PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 6

7 Figura 1 Porta Delegata 1 Figura 2 Porta Delegata 2 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 7

8 Figura 3 Porta Delegata 3 Figura 4 Porta Delegata 4 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 8

9 Figura 5 Porta Delegata 5 Figura 6 Porta Delegata 6 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 9

10 2.1.2 Trattamenti La porta delegata può avere la necessità di utilizzare dei Trattamenti da applicare ai messaggi in ingresso o in uscita (vedi [1]), tali trattamenti vanno configurati utilizzando il configuratore per PDD. Una volta effettuato l accesso al configuratore per PDD cliccare sulla voce del menu orizzontale Porte>>Porte Delegate (Figura 1). Per aggiungere un trattamento seguire i seguenti passi: 1. cliccare sul pulsante trattamenti associati alla porta (Figura 7) 2. cliccare sul pulsante Add New (Figura 8) 3. valorizzare i campi (Figura 9): Porta: nome della porta delegata a cui associare il trattamento Componente: trattamento da associare Contesto: contesto di riferimento (client o server) Flusso: flusso di riferimento (Request o Response) Ordinamento: nel caso siano configurati più trattamenti Abilitato: indica se il trattamento è abilitato o meno Figura 7 Porta Delegata 7 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 10

11 Figura 8 Porta Delegata 8 Figura 9 Porta Delegata Porte applicative La Porta Applicativa è la componente server di una PDD ed è interrogata dalle componenti Porta Delegata di altri domini. Una Porta Applicativa consente ad un sistema informativo risiedente in un altro dominio di usufruire di un servizio erogato da un SIL interno ad un dominio. Essa, fondamentalmente, contiene le informazioni necessarie alla Porta di Dominio per individuare il SIL interno al dominio cui inoltrare una busta e Gov ricevuta. PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 11

12 2.2.1 Configurazione Per poter richiamare una porta applicativa è necessario configurarla opportunamente nel configuratore per PDD. Dopo aver avuto accesso all applicazione, cliccare su Porte>>Porte Applicative. Figura 10 Porta Applicativa 1 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 12

13 Cliccare sul pulsante relativo alla funzione 'Aggiungi Nuovo' Impostare i campi della form riportati di seguito: Figura 11 Porta Applicativa 2 Figura 12 Porta Applicativa 3 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 13

14 La porta a cui è destinata la busta in ricezione viene identificata attraverso le informazioni contenute nell'intestazione della stessa busta, ovvero Servizio ed Azione. É importante al tal fine impostare come Nome Servizio della porta applicativa la concatenazione del nome del servizio con il nome dell'azione separate dal carattere '_'. Ad esempio, ad una richiesta fatta da una porta delegata contenente le seguenti intestazioni: <egov_it:servizio tipo="spc">qualificazionepdd</egov_it:servizio> <egov_it:azione>testsincrono</egov_it:azione> corrisponderà la ricerca di una porta applicativa con nome: QualificazionePDD_testSincrono. Selezionare quindi il tipo di porta APPLICATIVA dalla relativa casella a tendina. É necessario inoltre scegliere uno dei quattro profili di collaborazione disponibili e l'invoker associato: IntegrationManager se di tipo sincrono (OneWay e Sincrono), ASAPIntegrationManager se asincrono (sia simmetrico che asimmetrico) Impostazione proprietà associate Per ogni porta è necessario specificare un insieme di proprietà obbligatorie che definiscono la natura della porta, elencate di seguito: class definisce la classe che implementa il profilo di collaborazione, le implementazioni attualmente disponibili sono le seguenti: com.enterpriseda.pdd.level2.pddportaapplicativaoneway com.enterpriseda.pdd.level2.pddportaapplicativasincrona com.enterpriseda.pdd.level2.pddportaapplicativaasincronasimmetrica com.enterpriseda.pdd.level2.pddportaapplicativaasincronaasimmetrica endpoint l'indirizzo del servizio interno da richiamare. servizio.nome rappresenta il nome del servizio interno operationname rappresenta il nome del metodo esposto dal servizio interno Trattamenti La porta applicativa può avere la necessità di utilizzare dei Trattamenti da applicare ai messaggi in ingresso o in uscita (vedi [1]), tali trattamenti vanno configurati utilizzando il configuratore per PDD. Una volta effettuato l accesso al configuratore per PDD cliccare sulla voce del menu orizzontale Porte>>Porte Applicative (Figura 13). Per aggiungere un trattamento seguire i seguenti passi: PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 14

15 1. cliccare sul pulsante trattamenti associati alla porta (Figura 14) 2. cliccare sul pulsante Add New (Figura 15) 3. valorizzare i campi(figura 16): Porta: nome della porta applicativa a cui associare il trattamento Componente: trattamento da associare Contesto: contesto di riferimento (client o server) Flusso: flusso di riferimento (Request o Response) Ordinamento: nel caso siano configurati più trattamenti Abilitato: indica se il trattamento è abilitato o meno Figura 13 Porta Applicativa 4 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 15

16 Figura 14 Porta Applicativa 5 Figura 15 Porta Applicativa 6 PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 16

17 3 OpenPDD Figura 16 Porta Applicativa 7 La PDD Spicca supporta, quale modalità di integrazione verso i SIL interni alla Regione Campania, le interfacce OpenPDD, ovvero un set di API, interfacce e classi astratte che normalizza e standardizza l accesso dei SIL ai servizi della PDD. Per mezzo delle API di OpenPDD i SIL accedono alle PDD in maniera snella e semplificata potendo concentrarsi sui contenuti applicativi e potendo ignorare la complessità derivante dalla Porta Di Dominio e dalla Busta di e Gov. In un ottica semplificata OpenPDD definisce sia l interfaccia tra i SIL che usufruiscono della Porta di Dominio e la Porta di Dominio stessa, consentendo di svincolare i primi dalla seconda, sia l interfaccia posta tra la Porta di Dominio ed il sistema di trasporto dei messaggi XML utilizzato dalla Porta di Dominio. OpenPDD Livello 2 é una libreria di interfaccia fra le Porte Di Dominio intese come implementazione dei servizi di Integrazione e Cooperazione ed i SIL che per essere abilitati alla Cooperazione Applicativa necessitano dei servizi della Porta Di Dominio stessa, sia come Porta Delegata che come Porta Applicativa. In particolare OpenPDD L2 é uno strato di astrazione posto fra i SIL e la componente di Integrazione della Porta Di Dominio. OpenPDD Livello 1 é invece una libreria che puo' essere utilizzata dagli implementatori di Porte Di Dominio al fine di realizzare un prodotto scalare e ulteriormente estendibile da parte degli sviluppatori di applicazioni e servizi. Le librerie di livello 1 sono interamente basate su standard aperti e librerie liberamente disponibili su internet quali quelle contenute nel Java web Services Developer Pack 1.3. (SAAJ, JAXB, JAX RPC). Si sottolinea che nello specifico degli sviluppatori di SIL risulta di primario interesse solo OpenPDD Livello 2. PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 17

18 Figura 17 OpenPDD 3.1 Porta delegata Impiegare una Porta Delegata con le interfacce OpenPDD é estremamente semplice. Vediamolo con alcuni esempi: Profili simmetrici Esempio di utilizzo di Porta delegata con profilo sincrono PDDPortaDelegataBuilder pdb = PDDPortaDelegataBuilderFactory.newInstance(). newportadelegatabuilder(); PortaDelegata portadelegata = pdb.newportadelegata(id_porta,(object)"test" ); Richiesta richiesta = portadelegata.newrichiesta(); String contenutoapplicativo = InputStream contenutoapplicativo = new StringBufferInputStream( contenuto_applicativo); Contenuto body = richiesta.("body", "application/xml", contenutoapplicativo); Risposta r = portadelegata.send(richiesta); Contenuto[] contenuti = r.getcontenuti(); for (int i = 0; i < contenuti.length; i++) { InputStream is = contenuti[i].getinputstream(); byte[] inbuff = new byte[is.available()]; is.read(inbuff); //interpretazione del contenuto applicativo PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 18

19 }... Tramite la factory PDDPortaDelegataBuilder si ottiene una istanza della porta delegata specificata,da questa si ricava un oggetto Richiesta e lo si arricchisce con il contenuto applicativo. Il metodo send della PortaDelegata contiene tutta la logica per l'invio della richiesta e la ricezione della risposta dalla relativa porta applicativa. Esempio di utilizzo di Porta delegata con profilo one way PDDPortaDelegataBuilder pdb = PDDPortaDelegataBuilderFactory.newInstance(). newportadelegatabuilder(); PortaDelegata portadelegata = pdb.newportadelegata(id_porta,(object) "test"); Richiesta richiesta = portadelegata.newrichiesta(); String contenutoapplicativo = InputStream contenutoapplicativo = new StringBufferInputStream( contenuto_applicativo); Contenuto body = richiesta.addcontenuto("body", "application/xml", contenutoapplicativo); Risposta r = null; portadelegata.send(richiesta); In quest'ultimo esempio, ovviamente, non è necessario interpretare il contenuto applicativo. Nel caso si utilizzi una porta delegata da un client java da console, è necessario inizializzare manualmente il configuratore come illustrato di seguito, (pddconfpath contiene il percorso dove è presente il file con le informazioni necessarie al collegamento al database) Properties proprieta = new Properties(); File file = new File(pddConfPath); FileInputStream fis = new FileInputStream(file); proprieta.load(fis); Configurator configurator = Configurator.getInstance(proprieta); try { configurator.loadall(); } catch (Exception ex) { throw new ConfiguratorException("Impossibile inizializzare il configuratore: " + ex); } finally { if (fis!= null) { fis.close(); PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 19

20 } } Profili asimmetrici Esempio di utilizzo di Porta delegata con profilo asincrono asimmetrico import org.openpdd.level2.portadelegata; import org.openpdd.level2.portadelegatabuilder; import org.openpdd.level2.portadelegatabuilderfactory; import org.openpdd.level2.messages.contenuto; import org.openpdd.level2.messages.richiesta; import org.openpdd.level2.messages.risposta; import java.io.bytearrayinputstream; import java.io.inputstream; public void testportaasincronaasimmetrica() throws java.lang.exception { PortaDelegataBuilder builder = PortaDelegataBuilderFactory.newInstance().newPortaDelegataBuilder(); PortaDelegata pd = builder.newportadelegata("myportadelegata"); //istanziazione di una nuova richiesta Richiesta richiesta = pd.newrichiesta(); //popolazione della richiesta richiesta.addcontenuto(id, mimetype, new ByteArrayInputStream(...)); Risposta risposta = pd.send(richiesta); //invia richieste di stato fino a quando non si riceve la risposta definitiva while (risposta.hasricevuta()) { richiesta = pd.newrichiesta(risposta); risposta = pd.send(richiesta); } Contenuto[] contenuti = risposta.getcontenuti(); for (int i = 0; i < contenuti.length; i++) { InputStream is = contenuti[i].getinputstream(); byte[] inbuff = new byte[is.available()]; is.read(inbuff); //interpretazione del contenuto applicativo... PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 20

21 } } In questo esempio, una volta inviata la prima richiesta ed ottenuta la risposta, si avvia un ciclo che invia richieste di stato fino a quando non si riceve una risposta applicativa. Ovviamente, in un caso reale, sara' bene distanziare le richieste di stato in maniera opportuna onde non sovraccaricare la rete e la Porta Applicativa remota. Esempio di utilizzo di Porta delegata con profilo asincrono simmetrico import org.openpdd.level2.portadelegata; import org.openpdd.level2.portadelegatabuilder; import org.openpdd.level2.portadelegatabuilderfactory; import org.openpdd.level2.messages.contenuto; import org.openpdd.level2.messages.richiesta; import org.openpdd.level2.messages.risposta; import java.io.bytearrayinputstream; import java.io.inputstream; public void testportaasincronasimmetrica() throws java.lang.exception { PortaDelegataBuilder builder = PortaDelegataBuilderFactory.newInstance().newPortaDelegataBuilder(); PortaDelegata pd = builder.newportadelegata("myportadelegata"); //istanziazione di una nuova richiesta Richiesta richiesta = pd.newrichiesta(); //popolazione della richiesta richiesta.addcontenuto(id, mimetype, new ByteArrayInputStream(...)); //istanziazione della porta applicativa di callback e attivazione PortaApplicativaCallback pcb = new PortaApplicativaCallback(); Risposta risposta = pd.send(richiesta, pcb); //la risposta ottenuta é una ricevuta. La risposta applicativa arrivera' su PortaApplicativaCallback } Nel profilo di collaborazione asincrono simmetrico, come si può vedere é necessaria la coppia Porta Applicativa Delegata su entrambi i fronti. Non affronteremo qui' gli argomenti legati all'implementazione di una Porta Applicativa (ampiamente descritti nella sezione successiva), ma ci concentriamo sul fatto che per inviare una richiesta é necessario avere prima istanziato una Porta Applicativa e passarne il riferimento al metodo send. Questo metodo produrra' come risposta una semplice ricevuta, mentre la risposta applicativa vera e propria verra' ottenuta, in un secondo momento, dalla Porta Applicativa sopra istanziata (nell'esempio PortaApplicativaCallback). PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 21

22 3.2 Porta applicativa La realizzazione di un servizio applicativo e la sua «esposizione» al mondo esterno ruotano attorno all'implementazione di una interfaccia: org.openpdd.level2.portaapplicativa. Questa interfaccia definisce il contratto con cui la Porta Di Dominio interagisce con la Porta Applicativa in maniera semplificata ma efficace. PortaApplicativa definisce essenzialmente: costanti; metodi che forniscono le «meta informazioni» della porta (getid, getprofilodicollaborazione), utilizzati dalla Porta Di Dominio per conoscere le informazioni di base della Porta Applicativa; metodi «amministrativi» (bind, rebind, unbind), utilizzati cioé per le fasi di gestione della porta da parte della Porta Di Dominio (attivazione e disattivazione); metodi «operativi» (receive), utilizzati per servire le richieste vere e proprie. Per esporre un servizio attraverso una porta applicativa, non è strettamente necessario sviluppare una classe che veicoli i messaggi, basta configurare opportunamente la Porta Di Dominio, che eseguirà il dispatching delle richieste provenienti da porte remote alla Porta Applicativa appropriata. In senso contrario, la Porta Applicativa, una volta ricevuta e interpretata la richiesta, produce la risposta istanziandola per mezzo dell'oggetto PABinding e la rende al driver il quale si incaricherà, sfruttando i servizi della Porta Di Dominio, di inviarla alla porta remota. In particolare per ogni profilo di collaborazione esiste una implementazione concreta della porta applicativa che implementa i metodi dell'interfaccia PortaApplicativa, nel caso di porta applicativa è di interesse il metodo receive: receive(richiesta richiesta, Risposta risposta) Questo metodo deve essere invocato dal driver per i Profili Di Collaborazione Sincrono, One Way e Asincrono Asimmetrico e la Porta Applicativa (eccetto che per il profilo one way) produce una risposta come valore di ritorno del metodo. receive(richiesta richiesta, Risposta risposta, PortaDelegata portadelegata) Questo metodo deve essere invocato dal driver per il Profilo Di Collaborazione Asincrono Simmetrico e la Porta Applicativa produce una conferma di ricezione come valore di ritorno del metodo oltre ad utilizzare la Porta Delegata fornita come parametro per l'invio differito della risposta. La porta delegata deve essere istanziata dal driver e puo' essere anche di tipo «usa e getta», nel senso che puo' essere una porta effimera utilizzata soltanto nell'ambito della collaborazione attiva. Le politiche di istanziazione e configurazione delle Porte Delegate cosi' istanziate dipendono dal driver e dalla Porta Di Dominio. In entrambi i casi, la Porta Applicativa che riceve la chiamata puo' sollevare due eccezioni: una java.lang.illegalstateexception se il Profilo di Collaborazione della porta non ammette la chiamata al metodo o una org.openpdd.level2.malformedmessageexception se il messaggio non appare ben formato. 3.3 I messaggi scambiati dalle Porte Di Dominio L'essenza della Porta Applicativa sta nella sua capacita' di interpretare le richieste e fornire le risposte adeguate. A seconda del profilo di collaborazione supportato il metodo di interesse é uno dei receive. Attraverso questo metodo la Porta Di Dominio, ricevendo una richiesta da una Porta Delegata, «attiva» la Porta Applicativa passandole il messaggio di richiesta e aspettandosi un messaggio di risposta. I messaggi PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 22

23 così' come sono modellati dalle interfacce org.openpdd.level2.messages.richiesta e org.openpdd.level2.messages.risposta altro non sono che involucri che consentono di accedere, oltre che ad informazioni di alto livello, ai contenuti applicativi veri e propri modellati da org.openpdd.level2.messages.contenuto. Quest'ultima interfaccia in particolare consente di trasportare dati nel senso piu' generico e quindi non tipizzato. I messaggi possono avere contenuti applicativi o meno. In caso affermativo questi possono essere uno o piu' di uno, altrimenti la parte significativa del messaggio risiedera' non nei contenuti applicativi da esso trasportati ma dalle informazioni fornite a corredo inerenti, ad esempio, eventuali eccezioni, identificativi di ricevuta o di richiesta stato ecc. Come già visto negli esempi, per popolare i messaggi con contenuti applicativi é possibile invocare il metodo addcontenuto degli oggetti Richiesta e Risposta, mentre per recuperare i contenuti applicativi é disponibile il metodo getcontenuti. Si riportano alcune informazioni sui metodi da utilizzare, rimandando i dettagli alle specifiche standard di OpenPDD: hasfeature É il metodo invocato dalle applicazioni per verificare se il driver supporta una data feature. La documentazione Javadoc riporta le costanti che indicano le feature previste. Se la feature passata come argomento non é fra quelle previste il driver deve sollevare una java.lang.illegalargumentexception. getenvelope Se il driver fornisce supporto per le classi del package org.openpdd.level2.envelope (in tal caso deve ritornare true all'invocazione di getenvelope(feature_egov_envelope)) questo metodo deve ritornare un oggetto org.openpdd.level2.envelope.envelope che a sua volta fornisce accesso, direttamente o indirettamente, a tutti gli oggetti modellati dalle interfacce del package org.openpdd.level2.envelope. validate Consente alle applicazioni di livello 3 di validare il messaggio e verificare se può essere inviato senza sollevare eccezioni dovute al contenuto del messaggio stesso. Non vi é alcuna garanzia che le applicazioni invochino questo metodo prima di inviare il messaggio. Se il messaggio risulta non essere valido deve essere sollevata una org.openpdd.level2.malformedmessageexception che riporti nel miglior dettaglio possibile il motivo del fallimento della validazione. isreadonly Indica se il messaggio é disponibile alle applicazioni di livello 3 in sola lettura. In tal caso ogni tentativo di modifica e alterazione del messaggio deve sollevare una java.lang.illegalstateexception. Nella maggior parte dei casi i messaggi in sola lettura sono quelli ricevuti, mentre quelli istanziati ma non ancora inviati devono essere disponibili per la modifica. I messaggi istanziati per l'invio devono mutare il loro stato in read only una volta inviati. PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 23

24 getprevious Consente di accedere al messaggio precedente nella collaborazione del messaggio corrente. A partire dall'ultimo messaggio della collaborazione attraverso questo metodo invocato ciclicamente é possibile ricostruire l'intera catena dei messaggi. Ogni messaggio di risposta deve avere un messaggio precedente che rappresenta la richiesta da cui é stato originato. Un messaggio di richiesta avrà dei messaggi precedenti nel caso di collaborazioni complesse e di comunicazioni asincrone. getmaxcontentsize Definisce il numero massimo di contenuti applicativi ammessi per un dato messaggio. Questo valore può dipendere dal messaggio stesso (es. le ricevute di ricezione possono non ammettere contenuti applicativi) o dal driver stesso (es. le Porte Di Dominio che non supportano gli attachment alla busta di egov ritorneranno un valore massimo di 1 e trasporteranno tutti i contenuti applicativi nel body della busta). getcontenuti Consente di recuperare i contenuti applicativi legati al messaggio. Se non vi sono contenuti il risultato puo' essere null. addcontenuto Imposta un contenuto del messaggio fornendone il corpo. Il driver deve costruire un oggetto org.openpdd.level2.messages.contenuto e fornirlo come risultato in maniera tale che l'applicazione possa impostare gli attributi del contenuto. L'invocazione del metodo sollevera' una org.openpdd.level2.messages.contentsizeexceededexception se il messaggio non puo' accettare ulteriori contenuti (vedi getmaxcontentsize) o una java.lang.illegalstateexception se il messaggio é in sola lettura. hascollaborazione e getcollaborazione Consentono di accedere ai dati della collaborazione cui eventualmente appartiene il messaggio. hasrichiestastato e getrichiestastato (solo Richiesta) Se il messaggio é una richiesta di stato questi metodi consentono l'accesso ai particolari relativi. hasricevuta e getricevuta (solo Risposta) Se il messaggio é una ricevuta di ricezione questi metodi consentono l'accesso ai particolari relativi. haseccezioni e geteccezioni (solo Risposta) Se il messaggio contiene una o piu' eccezioni questi metodi consentono l'accesso ai particolari relativi. addeccezione (solo Risposta) Consente di aggiungere i dati di una eccezione ad una risposta. Se il messaggio é in sola lettura questo metodo deve sollevare una java.lang.illegalstateexception. PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 24

25 3.3.1 Eccezioni I messaggi di risposta possono contenere delle eccezioni, non necessariamente critiche o bloccanti. Applicativamente é possibile impostare e consultare le eccezioni attraverso i metodi haseccezioni(), geteccezioni() e addeccezione(string codice, String messaggio, rilevanza) degli oggetti Risposta. Quando vengono ricevute le risposte attraverso le Porte Delegate é bene, prima di tutto, consultare l'eventuale lista di eccezioni della risposta stessa in quanto potenzialmente pregiudicante il contenuto della risposta stessa. PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 25

26 4 IProxy Un ulteriore metodo per garantire l intrfacciamento dei SIL alla PDD Spicca è dato dall utilizzo del componente IProxy con cui è possibile istanziare una porta delegata. L idea di base è quella di mascherare la complessità dei protocolli e degli standard definiti dal Cnipa, implementati dalla PDD Spicca, attraverso una componente software intermedia, l IProxy, che commuta una richiesta di servizio ad un web service puro in messaggi e Gov, senza che il SIL abbia la consapevolezza di stare invocando un servizio di Porta Delegata. In pratica il SIL deve conoscere solo il wsdl del servizio da invocare lasciando all IProxy la responsabilità di istanziare e comunicare con la porta delegata, così come schematizzato nell immagine seguente: Figura 18 Flusso client da attore interno al dominio della PA la modalità descritta è da considerarsi come uno strumento che, fatta salva la conoscenza delle tecnologie standard associate ai web service puri,consente ai SIL interni alla Regione Campania di effettuare cooperazione applicativa SPCoop sfruttando la PDD SPICCA regionale. Essendo l IProxy stesso un client OpenPDDL2, non è in alcun modo legato alla capacità della PDD SPICCA di poter emettere e/o ricevere messaggi e Gov PDD: Developer Guide v.1.0 del 25/08/2009 Pagina 26

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