STUDIO TECNICO ASSOCIATO PROTERRA. PIANO AMBIENTALE del PARCO NATURALE DI PONTONCELLO

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1 PIANO AMBIENTALE del PARCO NATURALE DI PONTONCELLO area naturale protetta di interesse locale (L.r. 40/1984, art PTRC 1992 vigente) RAPPORTO AMBIENTALE (ai sensi del D.Lgs. 4/2008 Testo Unico Ambientale) Autorità procedenti: Comune di S. Giovanni Lupatoto Comune di S. Martino Buon Albergo Comune di Zevio Autorità competente Commissione Regionale V.A.S. TECNICI REDATTORI Marco Pietrobon (ing. ambiente e territorio) Francesco Vesentini (dott. forestale)

2 1. INTRODUZIONE PREMESSA INQUADRAMENTO TERRITORIALE ITER PROCEDURALE E RUOLO DELLA VAS ESITO DELLA CONSULTAZIONE CON LE AUTORITÀ AMBIENTALI CARATTERISTICHE DEL PIANO AMBIENTALE CONTENUTI E OBIETTIVI DEL PIANO AMBIENTALE RAPPORTO DEL PIANO AMBIENTALE CON ALTRI PIANI O PROGRAMMI CARATTERISTICHE DELL AMBIENTE FONTI CONSULTATE STATO ATTUALE DELL AMBIENTE Aria Clima Acqua Acque superficiali Suolo e sottosuolo Inquadramento litologico, geomorfologico e geopedologico Uso del suolo Cave attive e dismesse Discariche Elementi geologico-ambientali significativi Fattori di rischio idrogeologico e geologico Agenti fisici Radiazioni ionizzanti e non Rumore Inquinamento luminoso Biodiversità, flora e fauna Aree protette Aree a tutela speciale Patrimonio culturale, architettonico, archeologico e paesaggistico Popolazione Caratteristiche demografiche e anagrafiche Istruzione Situazione occupazionale Salute e sanità Sistema socio-economico Sistema insediativo Viabilità Servizi Attività industriali e commerciali Rifiuti Energia

3 Turismo EVOLUZIONE PROBABILE SENZA L ATTUAZIONE DEL PIANO QUESTIONI AMBIENTALI PERTINENTI AL PIANO AMBIENTALE OBIETTIVI DI PROTEZIONE AMBIENTALE DEL PIANO AMBIENTALE POSSIBILI IMPATTI SIGNIFICATIVI SULL AMBIENTE DEL PIANO AMBIENTALE ARIA CLIMA ACQUA SUOLO E SOTTOSUOLO AGENTI FISICI BIODIVERSITÀ, FLORA E FAUNA PATRIMONIO CULTURALE, ARCHITETTONICO, ARCHEOLOGICO E PAESAGGISTICO POPOLAZIONE SISTEMA SOCIO-ECONOMICO MATRICE RIASSUNTIVA DEGLI IMPATTI MISURE PREVISTE PER IMPEDIRE, RIDURRE E COMPENSARE GLI IMPATTI NEGATIVI SIGNIFICATIVI SULL AMBIENTE DELL ATTUAZIONE DEL PIANO O DEL PROGRAMMA SINTESI DELLE RAGIONI DELLA SCELTA MONITORAGGIO SCELTA DEGLI INDICATORI PROGRAMMA DI MONITORAGGIO SINTESI NON TECNICA CARATTERISTICHE DEL PIANO AMBIENTALE COERENZA ESTERNA DEL PIANO AMBIENTALE COERENZA DEL PIANO AMBIENTALE CON OBIETTIVI DI SOSTENIBILITÀ CARATTERISTICHE DELL AMBIENTE IMPATTI SIGNIFICATIVI E RELATIVE MISURE PREVISTE MONITORAGGIO CONCLUSIONI

4 1. INTRODUZIONE 1.1. Premessa I Comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio hanno di recente sottoscritto un Protocollo d Intesa per la costituzione del Parco naturale di Pontoncello con la finalità di adottare tutti i provvedimenti utili alla istituzione del parco in un area protetta lungo la fascia fluviale dell Adige ricadente nei tre comuni. A seguito del Protocollo d Intesa sottoscritto in data 12 marzo 2009 i singoli Comuni hanno istituito nel proprio territorio per l ambito di competenza il Parco naturale di Pontoncello ai sensi dell art. 27 L.R. 40/1984 ed in sintonia con quanto normato dal P.T.R.C. che nella tavola 2 individua l Ambito fluviale del Fiume Adige fra gli ambiti naturalistico-ambientali e paesaggistici di livello regionale ai sensi dell art. 36 delle Norme di Attuazione. I Comuni hanno quindi adottato le varianti ai rispettivi strumenti urbanistici generali vigenti con i seguenti provvedimenti: Comune di S.Giovanni Lupatoto: Deliberazione Consiglio Comunale n 13 del Delimitazione e istituzione Parco naturale di Pontoncello ; Deliberazione Consiglio Comunale n 27 del Adozione Variante Parziale al PRG n 40 per individuazione Parco naturale di Pontoncello Comune di S. Martino Buon Albergo: Deliberazione Consiglio Comunale n 29 del Delimitazione e istituzione Parco naturale di Pontoncello ed adozione Variante Parziale al PRG n 55 per individuazione P arco naturale di Pontoncello ; Comune di Zevio: Deliberazione Consiglio Comunale n 57 del Istituzione Parco naturale di Pontoncello ; Deliberazione Consiglio Comunale n 58 del Adozione Variante Parziale al PRG n 38 per individuazione Parco naturale di Pontoncello. Piano di Assetto Territoriale del Comune di S. Giovanni L. Nella Tav. 2 Carta delle Invarianti l area del Parco ricade: all interno dell Ambito naturalistico dell Adige nel quale costituiscono invariante da tutelare e valorizzare i caratteri naturalistici-ambientali; nell Ambito per la formazione dei parchi e delle riserve naturali di interesse comunale. Nella Tav. 3 Carte delle Trasformabilità l area del Parco ricade all interno del sistema ambientale A (art. 41) con caratteri dominanti del sistema paesaggistico-ambientale, nel sottosistema A1 - Ambito del fiume Adige e, nello specifico, nell ATO A.1.1 Parco dell Adige (art. 42). 4

5 Piano di Assetto Territoriale del Comune di S. Martino B.A. Nella Tav. 2 Carta delle Invarianti l area del Parco ricade nell Ambito di golena del Fiume Adige (art. 10 NTA), nel quale è prevista una particolare tutela dei valori ambientali risulta finalizzata alla piu generale conservazione degli elementi costitutivi del paesaggio naturale originario, esattamente come previsto nel P.A.. Nella Tav. 3 Carte delle Trasformabilità l area del Parco ricade all interno dell ATO A.2.2 (art NTA) e in particolare nell ambito del Parco di Pontoncello. Piano di Assetto Territoriale del Comune di Zevio Nella Tav. 2 Carta delle Invarianti l area del Parco ricade nelle invarianti individuate come da PTRC (art NTA). Nella Tav. 3 Carte delle Trasformabilità l area del Parco ricade all interno del sistema dei Valori e tutele naturali e nello specifico nell ambito del Parco di Pontoncello (art NTA). La superficie complessiva interessata dall istituzione del Parco naturale di Pontoncello è di circa 53,2 ha. Rispettivamente di 21,4 ettari per il comune di San Martino Buon Albergo, 18,4 ettari per il comune di San Giovanni Lupatoto, 13,4 ettari per il comune di Zevio. In seguito, ai sensi dell art 27 L.R. 40/1984 e s.m.i. e con i contenuti dell art. 9 della medesima legge, i Comuni hanno predisposto il Piano Ambientale, oggetto della valutazione del presente rapporto. L adozione del Piano Ambientale del Parco naturale di Pontoncello comporta l attivazione delle Misure temporanee di salvaguardia ai sensi dell art. 6 L.R. 16 agosto 1984, n. 40 "Nuove norme per la istituzione di parchi e riserve naturali regionali" e successive modificazioni. L area del Parco naturale di Pontoncello ricade interamente nel sito Natura 2000 SIC Fiume Adige tra Verona Est e Badia Polesine identificato con il codice IT Il Parco naturale di Pontoncello è stato istituito per conservare e valorizzare l ambiente e gli habitat già individuati nel tratto interessato del Sito di Importanza Comunitaria e per favorire la fruizione a fini scientifici, culturali e didattici che il parco stesso potrà offrire a livello locale e provinciale. L istituzione del Parco naturale di Pontoncello è vista dalle Amministrazioni come l inizio di un percorso condiviso e come primo passo verso una possibile istituzione di un parco fluviale lungo l intera asta dell Adige attraverso il coinvolgimento di altre Amministrazioni Comunali interessate. 5

6 1.2. Inquadramento territoriale L area interessata dal Parco Naturale di Pontoncello si colloca in un ansa del Fiume Adige al confine fra i tre Comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio, appena a valle dello sbarramento di Pontoncello (diga ENEL). In destra orografica da ovest verso est il Parco interessa prima il territorio del Comune di S. Giovanni L. e quindi il Comune di Zevio in località Pontoncello; sulla sinistra orografica, ovvero a nord dell ansa dell Adige, il Parco rientra nel territorio di San Martino B.A.. Dati generali dei Comuni San Giovanni Lupatoto coordinate: N E; altitudine: 42 m s.l.m.; superficie: 18,94 km2; n.ro abitanti: (al ); densità: 1276,2 ab./km²; frazioni: Camacici, Pozzo, Radon; comuni confinanti: Buttapietra, Oppeano, San Martino B. A., Verona, Zevio San Martino Buon Albergo coordinate: N E; altitudine: 45 m s.l.m.; 6

7 Zevio superficie: 35,3 km2; n.ro abitanti: (al ); densità: 403,9 ab./km²; frazioni: Casette, Marcellise, Mambrotta, Case Nuove, Ferrazze; comuni confinanti: Caldiero, Lavagno, Mezzane di S., S. Giovanni L., Verona, Zevio coordinate: N E; altitudine: 32 m s.l.m.; superficie: km2; n.ro abitanti: (al ); densità: 247 ab./km²; frazioni: Bosco, Campagnola, Perzacco, Santa Maria, Volon; comuni confinanti: Belfiore, Caldiero, Oppeano, Palù, Ronco all'adige, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo 1.3. Iter procedurale e ruolo della VAS La Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 Valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente definisce la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) come necessario strumento per l'integrazione di considerazioni di carattere ambientale nell'elaborazione di piani e programmi ai fini di garantire la sostenibilità delle scelte di pianificazione e programmazione; la VAS non si applica alle politiche, benché le politiche espresse nei piani vengano valutate e la procedura possa essere applicata alle politiche. Con l emanazione del Decreto Legislativo 16 gennaio 2008 n. 4 Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale si ha per lo Stato italiano il formale recepimento della Direttiva 2001/42/CE; a seguito della sua entrata in vigore il 13 febbraio 2008 ed entro 12 mesi le regioni hanno dovuto adeguarsi il proprio ordinamento. L autorità competente per i piani e i programmi la cui approvazione spetta ad organi statali è il Ministero dell Ambiente; per piani e programmi la cui approvazione non spetta ad organi statali, sono le Regioni o l Amministrazione da esse individuata. La Regione del Veneto ha provveduto all individuazione dell autorità competente, cui spetta l adozione del provvedimento di verifica di assoggettabilità nonché l elaborazione 7

8 del parere motivato di cui rispettivamente agli articoli 12 e 15 del Codice Ambiente, con l art. 14 della Legge Regionale n. 4/2008, entrata in vigore il 2 luglio 2008, identificandola nella Commissione Regionale VAS, nominata con DGR n. 3262/2006. La DGR 791/2009, Adeguamento delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica a seguito della modifica alla Parte Seconda del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, cd. "Codice Ambiente", apportata dal D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4. Indicazioni metodologiche e procedurali, sostituisce le precedenti e stabilisce le procedure di valutazione per piani o programmi di competenza regionale, per piani o programmi di competenza di altre Amministrazioni la cui approvazione compete alla Regione, per piani di assetto territoriale, comunale o intercomunale, redatti in copianificazione, per piani o programmi di competenza di altre Amministrazioni, per piani o programmi la cui iniziativa spetta alla Regione mentre l approvazione compete ad altra Amministrazione, per programmi transfrontalieri europei e per la verifica di assoggettabilità a VAS. In riferimento alla citata DGR 791/2009 il Piano Ambientale del Parco di Pontoncello segue la procedura individuata nell Allegato C della medesima delibera, in quanto piano di competenza di amministrazioni locali che esplica i propri effetti entro il territorio regionale: FASE 1: elaborazione del Documento Preliminare e del Rapporto Ambientale Preliminare. Il proponente o l autorità procedente elabora: un Documento Preliminare che contiene gli obiettivi generali che s intendono perseguire con il piano o programma e le scelte strategiche pertinenti al piano o programma stesso, nonché altri specifici contenuti previsti da eventuali leggi di riferimento quale, in particolare, la Legge Regionale 11/2004 nel caso dei piani territoriali; un Rapporto Ambientale Preliminare (già chiamato relazione ambientale nelle precedenti disposizioni amministrative) sui possibili impatti ambientali significativi derivanti dall attuazione del piano o programma redatto sulla base dei contenuti del documento preliminare. FASE 2: consultazione con i soggetti competenti in materia ambientale e la Commissione VAS Il proponente o l autorità procedente, al fine di definire i contenuti del rapporto ambientale ed il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel rapporto stesso, avvia una consultazione con l autorità competente, cioè la Commissione Regionale VAS e con i soggetti competenti in materia ambientale che possono essere interessati agli impatti sull ambiente dovuti all attuazione del piano o 8

9 programma, quali, a titolo esemplificativo, Enti Parco, Autorità di Bacino, Soprintendenze, Province, Comuni, ARPAV, ecc. La Commissione regionale VAS, tenuto conto dei pareri delle autorità ambientali consultate, si esprime sulla portata e sul livello di dettaglio delle informazioni da includere nel rapporto ambientale. Tale fase procedurale deve espletarsi nel termine massimo di novanta giorni dalla data di avvio delle consultazioni. FASE 3: elaborazione della proposta di piano o programma e della proposta di rapporto ambientale: Conclusa la fase della consultazione ed effettuata la concertazione, ove prevista dalle specifiche leggi di settore, il proponente o l autorità procedente: redige la proposta di piano o programma; redige la proposta di rapporto ambientale, che costituisce parte integrante del piano o del programma, sulla base delle indicazioni contenute all art. 13 comma 4 Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006 e secondo i criteri dell allegato VI del citato decreto; redige la Sintesi non Tecnica del Rapporto Ambientale. Successivamente, la struttura avvia la procedura necessaria per le finalità di conservazione proprie della Valutazione di incidenza (VINCA) ed acquisisce gli eventuali pareri tecnici previsti dalla normativa di settore. FASE 4: adozione Il proponente o l autorità procedente predispone l atto amministrativo per l'adozione da parte del proponente o dell autorità procedente del piano, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica. Da questo momento scatta l osservanza delle eventuali misure di salvaguardia. FASE 5: consultazione e partecipazione Successivamente, il proponente o l autorità procedente: provvede a porre in essere tutte le attività di consultazione sulla proposta di piano o programma e sulla proposta di rapporto ambientale previste dagli artt. 13 e 14 del D.Lgs. 152/2006 e dalle eventuali specifiche leggi di settore. In attuazione di quanto previsto dall art. 14, comma 4, circa il coordinamento delle procedure di deposito, pubblicità e partecipazione disposte dalle vigenti disposizioni di settore per specifici piani e programmi con quelle previste dal 9

10 procedimento di valutazione ambientale strategica, ove i termini siano diversi, si applica il termine più lungo; provvede al deposito della proposta di piano, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica presso gli uffici dell autorità competente, e presso gli uffici delle Province il cui territorio risulti anche soltanto parzialmente interessato dal piano o programma o dagli impatti derivanti dalla sua attuazione, dando di ciò avviso mediante pubblicazione in almeno due quotidiani a diffusione locale; qualora il piano o programma possa produrre effetti che interessino il territorio di Stati Membri, Regioni e Province confinanti, il proponente e/o l'autorità procedente provvede a dar loro informazione trasmettendo copia di tutta la documentazione sopra citata per il deposito presso i loro uffici, e acquisisce i pareri delle autorità competenti di tali regioni, degli enti locali territoriali interessati dagli impatti (art. 30 D.Lgs. 152/2006) nonché degli stati membri (art. 32 D.Lgs. 152/2006); provvede alla pubblicazione di un avviso dell avvenuto deposito della proposta del piano, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica, sul BUR e sul proprio portale web al fine di mettere il tutto a disposizione dei soggetti competenti in materia ambientale, già coinvolti nella fase di consultazione preliminare, e del pubblico. L avviso deve contenere: 1. il titolo della proposta di Piano o Programma; 2. l indicazione del proponente e dell autorità procedente; 3. l indicazione delle sedi ove può essere presa visione della proposta di Piano o Programma, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica; 4. l indicazione della denominazione ed indirizzo della autorità procedente presso la quale dovranno essere fatte pervenire le osservazioni ed i contributi conoscitivi e valutativi del caso. Entro il termine di sessanta giorni (ovvero entro il termine superiore se previsto dalla legge di settore) chiunque può prendere visione della proposta di piano o programma, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica depositati e presentare al proponente o all autorità procedente le proprie osservazioni anche fornendo nuovi o ulteriori contributi conoscitivi e valutativi. Il proponente o l autorità procedente trasmette, in concomitanza con la pubblicazione dell avviso, alla Commissione Regionale VAS, su supporto cartaceo e informatico, la proposta di piano o di programma, comprendente il rapporto 10

11 ambientale e la sintesi non tecnica dello stesso, per consentire l avvio dell esame istruttorio ai fini della espressione del parere motivato. FASE 6: parere motivato Conclusa la fase di deposito e di raccolta delle osservazioni, il proponente o l autorità procedente provvede a svolgere tutte le attività tecnico-istruttorie sulle osservazioni, obiezioni, suggerimenti pervenuti dal pubblico e dagli altri soggetti interessati, in collaborazione con la Struttura regionale di supporto alla Commissione Regionale VAS, per quelle aventi carattere ambientale. La Commissione regionale VAS si esprime anche sull eventuale VIncA avvalendosi del supporto tecnico-istruttorio del Servizio Reti ecologiche e biodiversità della Direzione regionale Pianificazione Territoriale e Parchi 1 per quanto concerne la documentazione prodotta nell ambito della valutazione di incidenza. Entro il termine di 90 giorni a decorrere dalla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni la Commissione Regionale VAS esprime il proprio parere motivato. In seguito al parere espresso dalla Commissione Regionale VAS, il proponente o l autorità procedente: provvede in collaborazione con la Commissione Regionale VAS (art. 15 comma 2 D.Lgs. 152/2006) alla revisione, ove necessario, del piano o programma in conformità al parere motivato espresso dalla Commissione stessa prima della presentazione del piano o programma per l'approvazione; redige la dichiarazione di sintesi; trasmette il piano o programma eventualmente rielaborato a seguito delle osservazioni alla struttura regionale competente per l acquisizione del parere tecnico e per la successiva fase di approvazione entro i termini e con le modalità della normativa di settore. FASE 7: approvazione Esaminati gli atti trasmessi, l organo competente per l approvazione provvede: 1. alla approvazione del piano o programma ai sensi della specifica legge di settore; 2. alla approvazione del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica; 3. alla pubblicazione nel BUR dell'atto di approvazione del piano o programma; 1 come da organigramma delle strutture regionali alla data di approvazione della DGR 11

12 4. all indicazione della sede presso cui può essere presa visione del piano o programma approvato e di tutta la documentazione oggetto di istruttoria (art. 17 D.Lgs. 152/2006). Il proponente o l autorità procedente provvede alla pubblicazione sul proprio sito web del piano o programma, del parere motivato espresso dall autorità competente, della dichiarazione di sintesi e delle misure adottate per il monitoraggio ambientale. Il processo di Valutazione Ambientale e Strategica per il Piano Ambientale del Parco di Pontoncello è stata propriamente efficace nella fase di consultazione con le autorità ambientali, così come individuate nel Rapporto Preliminare Ambientale, in quanto nel corso della elaborazione finale dello strumento stesso i singoli pareri hanno proposto utili apporti e approfondimenti Esito della consultazione con le autorità ambientali Si riportano qui di seguito l elenco delle autorità ambientali consultate: - Autorità di Bacino del Fiume Adige; - Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Fissero Tartaro - Canalbianco; - Corpo Forestale dello Stato Coordinamento Regionale Veneto; - Segreterie Regionali: Ambiente e Territorio, Settore Primario; - Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Verona, Vicenza e Rovigo; - Provincia di Verona; - Consorzio per lo sviluppo del Basso Veronese; - Consorzio di bonifica Veronese; - Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta; - ARPAV Dipartimento provinciale di Verona; - Genio Civile di Verona; - Comuni di: Belfiore, Buttapietra, Caldiero, Lavagno, Mezzane di Sotto, Oppeano, Palù, Ronco all'adige, Verona; - Azienda ULSS n. 20; - Azienda ULSS n. 21. A seguito della consultazione risulta opportuno in particolare: - integrare il Piano Ambientale del Parco di Pontoncello secondo quando indicato dalle linee guida presenti nello Studio per il recupero naturalistico e 12

13 morfologico del fiume Adige (Tratto pontoncello Tombazosana) dell Autorità di Bacino del Fiume Adige; - tenere in considerazione nelle analisi della componente acqua un area che comprenda anche la parte di bacino idrografico a monte della città di Verona; - esaminare le criticità relative alla presenza della diga ENEL di Pontoncello; - esaminare le criticità relative alla funzione idraulica del corso d acqua in ogni possibile situazione di portata; - esaminare le criticità relative alla gestione degli interventi di gestione ordinari e straordinari. 13

14 2. CARATTERISTICHE DEL PIANO AMBIENTALE 2.1. Contenuti e obiettivi del piano ambientale Il Piano Ambientale del Parco Naturale di Pontoncello è stato redatto ai sensi della L.R. 40/1984, art Parchi e riserve di interesse locale e, quindi, secondo quanto indicato dell art. 9 della legge stessa, prevede i seguenti contenuti principali: 1. l articolazione della zona in aree diverse, secondo la classificazione prevista dall art. 11 e seguenti; 2. gli interventi conservativi, riqualificativi, di recupero e di miglioramento da operarsi a cura dell ente gestore; 3. le aree che, dovendo accogliere attrezzature o infrastrutture per una utilizzazione collettiva dei beni, devono essere espropriate, e i relativi termini temporali; 4. i vincoli e le limitazioni che afferiscono alle diverse aree comprese nel parco o nella riserva, nonché la regolamentazione delle attività consentite, con particolare riguardo a quelle edilizie, alle opere di urbanizzazione, all impianto delle restanti infrastrutture e attrezzature alla circolazione e navigazione a motore; 5. i tempi e le modalità di cessazione delle attività antropiche incompatibili con la destinazione della zona a parco o a riserva; 6. i modi e le forme di utilizzazione sociale dei beni costituenti il parco o la riserva e le norme principali per la loro regolazione; 7. le attività produttive silvo-pastorali e agricole compatibili. Il piano ambientale è costituito da: 1. una relazione illustrativa degli obiettivi da conseguirsi e dei criteri da adottare nell attuazione del piano; 2. una o più rappresentazioni grafiche, in scala non inferiore a 1: atte a determinare la suddivisione della zona in aree distinte, nonchè l assetto urbanistico, agricolo, forestale della zona; 3. le norme di attuazione contenenti la specificazione dei vincoli e delle limitazioni di cui alla lettera d), nonchè la regolamentazione delle attività consentite e l utilizzazione sociale dei beni ambientali; 4. un programma finanziario di massima Gli obiettivi e le azioni del Piano ambientale sono: 14

15 1. zonizzazione del Parco Naturale; 2. tutela e valorizzazione del patrimonio botanico; 3. tutela e valorizzazione della fauna; 4. tutela e valorizzazione delle risorse culturali e storiche; 5. mantenimento e stabilizzazione dell equilibrio idrico e idrogeologico; 6. promozione di agricoltura ecocompatibile; 7. accessibilità e fruizione compatibili; 8. riduzione degli elementi detrattori esistenti Rapporto del piano ambientale con altri piani o programmi Il Piano Ambientale del Parco Naturale di Pontoncello è assimilato a un piano attuativo di iniziativa pubblica, ai sensi della L.R. 40/1984 e, quindi, può essere considerato la specificazione dello strumento di pianificazione urbanistica. Conseguentemente, il Piano Ambientale recepisce le indicazioni di ogni pianificazione sovraordinata e dettaglia le indicazioni delle pianificazioni urbanistiche con efficacia circoscritta al proprio perimetro. L area di interesse si trova, come precedentemente descritto, in un tratto del corso del Fiume Adige, e, quindi, in particolare: ricade interamente nel sito Natura 2000 SIC Fiume Adige tra Verona Est e Badia Polesine identificato con il codice IT ; è collocata in un ambito di competenza dell Autorità di bacino nazionale del Fiume Adige. Inoltre, sul territorio del Parco Naturale di Pontoncello hanno competenza: strumenti di pianificazione regionale (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, Piani di Area Quadrante Europa e Valli Grandi Veronesi); strumento di pianificazione provinciale (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale); strumenti di pianificazione urbanistica (Piani di assetto territoriale dei Comuni interessati). Rete Natura 2000 Il Piano ambientale è stato redatto ai sensi della L.R. 40/1984 che prevede all art. 1 (Finalità) la tutela dell ambiente naturale e al fine di assicurare la conservazione e la valorizzazione dell ambiente naturale nelle zone di particolare interesse paesaggistico, naturalistico ed ecologico. 15

16 Ai fini della zonizzazione del Parco sono state eseguite delle analisi relativamente agli aspetti faunistici e botanici dell area, ponendo anche particolare attenzione alle tipologie di habitat presenti. Inoltre, nella redazione della norme del Piano sono stati tenuti in considerazione gli aspetti relativi alla Rete Natura 2000, in quanto fanno riferimento a normative di rango europeo, e quindi sovraordinate, ma soprattutto in quanto concreti e utili riferimenti conoscitivi. Lo stesso Piano Ambientale è stato comunque valutato secondo quanto previsto dalle vigenti normative in tema di incidenza ambientale e ne sono risultati effetti nulli o addirittura positivi su habitat, specie e habitat di specie. Piano di Gestione dei Bacini delle Alpi Orientali Il Piano di bacino distrettuale ha valore di piano territoriale di settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione della acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato, ai sensi del comma 1 dell art Valore, finalità e contenuti del piano di bacino distrettuale del Testo unico ambientale D.Lgs. 152/2006. In data 24 febbraio 2010 è stato adottato il Piano di Gestione dei Bacini delle Alpi Orientali dai Comitati Istituzionali delle Autorità di Bacino dell'adige e dell'alto Adriatico, tuttavia, ai snsi dell art. 67 comma 1 del medesimo Decreto, nelle more dell'approvazione dei piani di bacino, le Autorità di bacino adottano, ai sensi dell'articolo 65, comma 8, piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI), che contengano in particolare l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico, la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia e la determinazione delle misure medesime. Ai sensi dell art. 10 Linee guida di settore delle Norme di Attuazione del Piano Stralcio per la Tutela del rischio idrogeologico, con Delibera 1/2008 l Autorità di bacino del Fiume Adige ha approvato le Linee guida per il recupero naturalistico e morfologico del fiume Adige tratto Pontoncello-Tombazosana. Il Piano Ambientale del Parco Naturale di Pontoncello ha previsto nelle analisi preliminari un approfondimento sugli aspetti idraulici e idrogeologici dell area di interesse e ha quindi tenuto conto anche delle citate linee guida specifiche per il tratto considerato. 16

17 Piano Territoriale Regionale di Coordinamento L area interessata dal Parco Naturale di Pontoncello è inserita in un ambito definito appunto come Area protetta di iniziativa locale in riferimento all art. 36 Direttive per i parchi e le riserve di iniziativa locale delle NTA del PTRC vigente della Regione Veneto. Il Piano ambientale del Parco recepisce, fa proprie e implementa le indicazioni di questo strumento di pianificazione territoriale sovraordinata e delle sue declinazioni a livello di piani di area. Piani di area Quadrante Europa Nell area del Parco il Piano di area Quadrante Europa individua, mutuandolo dal PTRC, un ambito di interesse paesistico-ambientale (art. 61 NTA) all interno del Sistema dei paesaggi aperti ed urbani e anche il Parco dell Adige (art. 93). Inoltre, viene individuato, all interno dell Ecosistema, un ambito prioritario per la protezione del suolo (art. 61 NTA), le cui indicazioni sono assolutamente in linea con quanto previsto dal Piano ambientale. Piano di area delle Valli Grandi Veronesi Nell area del Parco il Piano di area delle Valli Grandi Veronesi individua, mutuandolo dal PTRC, un area di rilevante interesse paesistico-ambientale (art. 13 NTA) all interno del Sistema dei paesaggi aperti ed urbani. Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale L area del Parco Naturale di Pontoncello è ricompresa nell ambito individuato per il Progetto di Valorizzazione Ambientale dell Asta centrale dell Adige (Progetto di qualificazione del corridoio biologico) previsto dal PTP della Provincia di Verona. Piano di Assetto Territoriale del Comune di S. Giovanni L. Nella Tav. 2 Carta delle Invarianti l area del Parco ricade: all interno dell Ambito naturalistico dell Adige nel quale costituiscono invariante da tutelare e valorizzare i caratteri naturalistici-ambientali; nell Ambito per la formazione dei parchi e delle riserve naturali di interesse comunale. Nella Tav. 3 Carte delle Trasformabilità l area del Parco ricade all interno del sistema ambientale A (art. 41) con caratteri dominanti del sistema paesaggistico-ambientale, nel sottosistema A1 - Ambito del fiume Adige e, nello specifico, nell ATO A.1.1 Parco dell Adige (art. 42). Piano di Assetto Territoriale del Comune di S. Martino B.A. Nella Tav. 2 Carta delle Invarianti l area del Parco ricade nell Ambito di golena del Fiume Adige (art. 10 NTA), nel quale è prevista una particolare tutela dei valori 17

18 ambientali risulta finalizzata alla piu generale conservazione degli elementi costitutivi del paesaggio naturale originario, esattamente come previsto nel P.A.. Nella Tav. 3 Carte delle Trasformabilità l area del Parco ricade all interno dell ATO A.2.2 (art NTA) e in particolare nell ambito del Parco di Pontoncello. Piano di Assetto Territoriale del Comune di Zevio Nella Tav. 2 Carta delle Invarianti l area del Parco ricade nelle invarianti individuate come da PTRC (art NTA). Nella Tav. 3 Carte delle Trasformabilità l area del Parco ricade all interno del sistema dei Valori e tutele naturali e nello specifico nell ambito del Parco di Pontoncello (art NTA). Per quanto fin qui esposto e analizzato il Piano ambientale risulta coerente con le pianificazioni sovraordinate. 18

19 3. CARATTERISTICHE DELL AMBIENTE 3.1. Fonti consultate Il presente Rapporto Ambientale Preliminare è stato redatto previa raccolta, selezione e consultazione di documenti riguardanti piani, progetti e interventi presenti e/o previsti sull area del Parco di Pontoncello, nonché di eventuali valutazioni e analisi ambientali esistenti relativamente al medesimo territorio. In particolare sono stati esaminati: Piano Territoriale Regionale di Coordinamento; Piano di Area Quadrante Europa ; Piano di Area delle Valli Grandi Veronesi; Relazione ambientale al Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento; PRG vigenti dei Comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio; PAT del Comune di San Giovanni Lupatoto; Rapporto ambientale della variante parziale al PAT del Comune di San Giovanni Lupatoto; Linee guida per il recupero naturalistico e morfologico del fiume Adige tratto Pontoncello-Tombazosana dell Autorità di bacino del Fiume Adige; Studio di impatto ambientale di un progetto di riordino idraulico; Valutazione di incidenza ambientale di un progetto di riordino idraulico; Studio preliminare ambientale di un progetto di forestazione; Valutazione di incidenza ambientale di un progetto di forestazione; Storia di San Giovanni Lupatoto - Giuseppe Lavorenti; Piani di Zona delle USLL n. 20 e 21; Sistema Statistico Regionale della Regione del Veneto; Rapporto sullo stato dell'ambiente della Provincia di Verona - Anno ; 3.2. Stato attuale dell ambiente Aria Nel riportare le analisi sullo stato dell atmosfera si evidenzia che le stazioni di rilevamento prossime alla zona del Parco di Pontoncello sono quelle di San Giovanni Lupatoto e di San Martino Buon Albergo. 2 più recente rapporto sullo stato dell ambiente per l area di interesse 19

20 Nel Rapporto sono analizzati gli andamenti delle concentrazioni dei principali inquinanti rilevati dalla rete di controllo della qualità dell aria in provincia di Verona nell anno I valori di concentrazione sono confrontati con i limiti previsti dall attuale normativa. Biossido di zolfo: non vengono superati né i limiti per la protezione della salute umana, né quelli previsti per la protezione degli ecosistemi. Vi è generalmente una diminuzione nei valori medi giornalieri nel periodo estivo e al sabato ed alla domenica. 20

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