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3 gestione energia strumenti e buone pratiche per l energy management 2/2015 Direttore responsabile Giuseppe Tomassetti Comitato scienti co Cesare Boffa, Carlo Crea, Tullio Fanelli, Ugo Farinelli, Costantino Lato, Giovanni Lelli, Mauro Mallone Comitato tecnico Luca Castellazzi, Paolo De Pascali, Dario Di Santo, Daniele Forni, Wen Guo, Sandro Picchiolutto, Giuseppe Tomassetti, Andrea Tomiozzo Redazione Micaela Ancora Direzione FIRE Via Anguillarese Roma tel fax Redazione FIRE Via Anguillarese, S. Maria di Galeria (RM) tel fax re-italia.org Pubblicità e Comunicazione Cettina Siracusa tel Gra ca, impaginazione e stampa Arti Grafi che Lang srl - Genova Rivista trimestrale Anno II - N. 2/2015 Registrazione presso il Tribunale di Roma n 273/2014 del 04/12/2014 Foto cover: gentilmente concessa da Hera S.p.A. Manoscritti, fotografie e disegni non richiesti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Le opinioni e i giudizi pubblicati impegnano esclusivamente gli autori. Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione senza permesso scritto dell Editore. re-italia.org GESTIONE ENERGIA è un iniziativa editoriale maturata negli anni novanta all interno dell OPET (Organisations for the Promotion of Energy Technologies), rete delle organizzazioni interessate alla diffusione dell effi cienza energetica nei paesi dell Unione Europea, promossa dalla Commissione Europea. La rivista si è avvalsa fi n dall inizio dei contributi ENEA, ISNOVA e FIRE e del supporto di Fabiano Editore. Dal 2005 Gestione Energia diventa organo uffi - ciale di comunicazione della FIRE e dal 2012 si presenta con un progetto rinnovato con la società Gestione Energia srl. Indirizzata principalmente ai soggetti che operano nel campo della gestione dell energia, quali energy manager ed ESCo, Gestione Energia si rivolge anche a dirigenti e funzionari di aziende ed enti interessati all effi cienza energetica sia lato domanda sia lato offerta, produttori di tecnologie, aziende produttrici di elettricità e calore, università e organismi di ricerca e innovazione. Persegue una duplice fi nalità: da una parte intende essere uno strumento di informazione tecnica e tecnico-gestionale, dall altra vuole contribuire al dibattito sui temi generali di politica tecnica che interessano attualmente il settore energetico nel quadro più complessivo delle politiche economiche ed ambientali. I contenuti della rivista ne fanno un riferimento per chi opera nel settore e voglia essere informato sulle novità legislative e tecnologiche, leggere le opinioni di esperti del settore dell energia, seguire le dinamiche del mercato e seguire le attività della FIRE. FIRE (Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia) è un associazione tecnico-scientifi ca senza scopo di lucro per la promozione dell effi cienza energetica a vantaggio dell ambiente e degli utenti fi nali. La Federazione supporta attraverso le attività istituzionali e i servizi erogati chi opera nel settore e favorisce un evoluzione positiva del quadro legislativo e regolatorio collaborando con le principali istituzioni. La compagine associativa è uno dei punti di forza della Federazione, in quanto coinvolge esponenti di tutta la fi liera dell energia, dai produttori di vettori e tecnologie, alle società di servizi e ingegneria, dagli energy manager agli utenti fi nali di media e grande dimensione. La FIRE gestisce dal 1992, su incarico a titolo non oneroso del Ministero dello Sviluppo Economico, la rete degli energy manager individuati ai sensi della Legge 10/91, e nel 2008 ha avviato il Secem (www.secem.eu) accreditato AC- CREDIA per la certifi cazione degli EGE secondo la norma UNI Fra le attività svolte dalla Federazione si segnalano quelle di comunicazione e diffusione (anche su commessa), la formazione (anche in collaborazione con l ENEA, socio fondatore di FIRE), la rivista trimestrale Gestione Energia e la pubblicazione annuale I responsabili per l uso dell energia in Italia, studi di settore e di mercato, progetti nazionali e europei. Info: re-italia.org. FGE srl - Via XXV Aprile, Genova

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5 5 Contratti a garanzia di prestazioni Giuseppe Tomassetti FIRE PRIMA PAGINA 6 Diagnosi energetiche ed ESCO Intervista di Micaela Ancora ad Alessandro Pascucci Segretario Generale Federesco FORMAZIONE & PROFESSIONE 8 12 La ISO per migliorare l ef cienza energetica e rispettare gli obblighi di legge: il caso Hera SpA Claudio Artioli Responsabile Energy Management Gruppo Hera, Esperto in Gestione dell Energia certificato SECEM La gestione e l integrazione dei sistemi energetici per un maggior risparmio e ef cienza Massimo Marengo Amministratore delegato Albasolar/Albasystem TECNOLOGIE & INIZIATIVE 14 Servizi digitali: le novità nel settore Raffaele Villa Umpi Elettronica Sommario MERCATO & FINANZA OSSERVATORIO FOCUS Contratti EPC di effi cienza energetica 16 L Energy Performance Contract (EPC) Giulia Centi, Gaetano Fasano, Felice Furiani Università LUISS Roma Maria Giovanna Landi, Francesca Margiotta, Maria Chiara Novelli Università Tor Vergata Roma 18 L approccio Consip ai servizi energetici integrati Consip S.p.A. Area Energy 20 I sistemi ef cienti di utenza, ef cienza energetica e contratti di rendimento energetico Marco Pezzaglia Fonding Partner EfficiencyKNow Srl EGE Certificato SECEM UNI CEI Il punto sugli EPC in Italia Marcello Antinucci Ecuba srl 25 Energy Performance Contract nei processi industriali: un modello che funziona Davide Romano, Stefano Petrucci Yousave 28 Programma RIG.ENER.A. Riquali care alloggi popolari tramite contratti EPC Ufficio Comunicazione Habitec L importanza dell analisi dei rischi nei progetti di cogenerazione: sviluppo e applicazione di un modello per lo studio di fattibilità tecnico- nanziaria Dario Fusco Strutture & Energia e Luca Zanchi Fedabo EGE: ecco le novità introdotte dal decreto Valentina Bini FIRE POLITICHE, PROGRAMMI, NORMATIVE L Italia e il dif cile cammino verso l ef cienza energetica Maria Antonietta Giffoni Redazione Nextville.it BUILD UP SKILLS: l ef cienza energetica negli edi ci passa per la formazione! Anna Moreno ENEA e Micaela Di Gennaro AGCI NEWS RUBRICHE News: Il petrolio verde nei nostri boschi, è la biomassa legnosa - Redazione AdnKronos/Prometeo Fotovoltaico, energia solare doppiamente pulita con nuovi materiali - Redazione AdnKronos/Prometeo Nota informativa: Enermanagement 2015 News dalle Aziende: Bosch Energy and Building Solutions Italy Open Day Corticella - Una giornata dedicata all ef cienza energetica NonsoloLED. Risparmiare con la luce del Sole Heat&Power realizza l impianto di trigenerazione della Patheon nello stabilimento di Capua Le risposte ai Soci Normativa 48 Formazione FIRE

6 ABBONATI SUBITO! CEDOLA DI COMMISSIONE LIBRARIA Per inserzioni pubblicitarie: FIRE - Federazione italiana per l uso razionale dell energia Via Anguillarese, Roma (RM) - Tel Fax DESIDERO SOTTOSCRIVERE L ABBONAMENTO DELLA RIVISTA GESTIONE ENERGIA (trimestrale - 4 numeri anno 2015) Abbonamento annuale Italia 35,00 Abbonamento annuale estero 54,00 PAGAMENTO ANTICIPATO a mezzo bonifico bancario intestato a: FIRE - Federazione italiana per l uso razionale dell energia Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. IBAN: IT 26 N Causale: abbonamento rivista Gestione Energia Azienda Cognome Nome Indirizzo Cap Città Prov Tel. Fax Mail Cod. Fisc. e/o P.IVA AREE DI INTERESSE Cogenerazione Componentistica Effic. energetica Energia elettrica Energie rinnovab. Engineering Produttori apparecch. Produzione energia Telecontrollo-metering Altro INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI I dati comunicati in questa sede verranno trattati in conformità alle modalità previste dal Dlgs 196/2003 con le seguenti fi nalità: fornitura dei servizi e elaborazione delle risposte richieste; invio di comunicazioni e proposte commerciali da parte di FIRE riguardanti nuovi prodotti e servizi offerti direttamente o da propri partner commerciali; elaborazione di statistiche; invio di altre pubblicazioni di settore. I dati non saranno comunicati a terze parti, senza specifi ca autorizzazione. Titolare del trattamento è FIRE Via Anguillarese, Roma (RM) - Tel Fax Incaricati del trattamento saranno i membri della direzione e amministrazione, dell uffi cio commerciale, dell uffi cio marketing e dell uffi cio relazioni pubbliche. Potrà richiedere verifi ca, modifi ca, cancellazione dei suoi dati dai nostri archivi o l elenco aggiornato dei responsabili del trattamento contattando la segreteria FIRE, ai recapiti indicati in questa informativa. RICHIESTA DI CONSENSO Secondo i termini indicati nell informativa sopra riportata, La preghiamo di esprimere il Suo consenso al trattamento dei Suoi dati personali, ricordandole che in mancanza di consenso non sarà possibile erogare nessuno dei servizi richiesti. acconsento al trattamento dei miei dati personali non acconsento al trattamento dei miei dati personali Data Firma

7 Editoriale Contratti a garanzia di prestazioni Giuseppe Tomassetti Questo numero di Gestione Energia contiene vari documenti sul tema dei Contratti a Prestazioni Energetiche Garantite, non solo studi e proposte ma anche risultati di applicazioni, riferiti sia al settore civile che a quello industriale. In questo ultimo settore, specie per le attività energy intensive, i forti fattori di carico ed i consumi concentrati rendono tutto più facile: una Esco presenta un caso di successo di una realizzazione in una acciaieria, con recupero dell investimento in 5 anni; la tecnologia è quella dei bruciatori recuperativi per forni di mantenimento, ben validata e già presentata in manuali Enea dei primi anni 80. Si è partiti da una diagnosi energetica svolta dalla Esco, nel settore industriale è prassi utilizzare competenze ingegneristiche esterne specialistiche ma, in genere la committenza ha la capacità di valutare le proposte esterne. Più complessa e la rappresentazione di quanto realizzato nel settore civile,dove i fattori di carico generalmente più ridotti e la dispersione dei consumi rendono più lunghi e più difficilmente verificabili i tempi di ritorno del finanziamento tramite terzi e dove le amministrazioni non dispongono delle risorse e delle competenze necessarie per le diagnosi e lo svolgimento delle gare per l assegnazione degli appalti. Il documento Consip informa di come nelle Convenzioni per il servizio integrato energia siano stati inseriti obiettivi di riduzioni di consumi, pari a 5 tep ogni 10 M di transazioni nella prima convenzione, saliti a 300 tep nella seconda, ottenendo da 293 Amministrazioni riduzioni globali di 0,19 Mtep; nella convenzione in corso l obbiettivo è di ridurre del 25% i consumi di calore e del 20% quelli di elettricità. La Consip opera secondo il D. Lgs. 115 del 2008, mette a gara lotti di interventi per area geografica, cui le varie Amministrazioni possono aderire; la fornitura è integrata combustibile, gestione e manutenzione. L Assuntore prima di accettare e stipulare il contratto, valutandone la fattibilità, deve effettuare una diagnosi energetica e preparare proposte che il cliente deve accettare; questa soluzione fu accettata all epoca perché altrimenti non si sarebbe mai partiti, purtroppo in questi anni non è stato fatto quasi nulla per far crescere le capacità della P.A. di affrontare i temi energetici. Alcune soluzioni differenti sono state sperimentate dalle Amministrazioni di alcuni Enti Locali nei quali era stato possibile attivare percorsi di approfondimento e di formazione di competenze sul tema delle prestazioni energetiche degli edifici. La nota di M. Antinucci presenta queste esperienze ed analizza le principali differenze fra quanto avviene in Italia e negli altri paesi europei, specie riguardo alla copertura dei rischi. Sulla base di diagnosi disponibili in proprio si sono cercati ed ottenuti finanziamenti europei sia per le realizzazioni (BEI) sia per le attività di assistenza tecnica, legale ed amministrativa agli Enti(programma ELENA) per preparare le gare, assegnare gli appalti e gestire il contenzioso. In alcuni casi si è attivata una gestione centralizzata di più Comuni (Patto dei sindaci della provincia di Milano) mentre in altri casi si sono fatte gare decentrate (provincia di Modena) per ogni Comune. Si è voluto separare la fornitura dei combustibili dalla realizzazione degli interventi di risanamento anche delle strutture edili, per ridurre gli importi e sollecitare l interesse di imprese più interessate alle tecnologiche; purtroppo alcune gare sono andate deserte. Il comportamento della PA nel ritardato pagamento delle fatture ha creato una situazione per cui solo grandi imprese con forti collegamenti finanziari e politici, spesso multinazionali, possono accettare il rischio di questi ritardi; se la PA è percepita come inaffidabile la Esco deve garantire non solo la tecnologia ma anche la finanza! Altri articoli affondano la definizione dei contratti (Fasano ed altri), le inadempienze normative (Giffoni) o eventuali carenza professionali; si ha però l impressione che si tratti sostanzialmente di aspetti marginali rispetto alla questione principale: come strutturare e come implementare un percorso di riforma profonda della nostra PA, spesso inaffidabile nel rispetto dei tempi di pagamento, senza precise divisioni delle responsabilità e raramente dotata delle competenze specifiche, facendola divenire uno strumento di sviluppo e di efficienza, come negli altri paesi dell Unione con i quali ci è così difficile competere con un tale handicap. Prendendo infine riferimento ad un paese, la Francia, più vicino a noi di altri dell UE, dove il tema della garanzia dei risultati energetici e del relativo contenzioso tra fornitori e clienti è già trattato dai tribunali, il programma Grenelle indica che per edifici nuovi le prestazioni, da verificare ad edificio vuoto prima della consegna, siano passibili di obblighi di garanzia mentre per edifici esistenti si debba utilizzare un primo anno, dopo la consegna, per la messa a punto in collaborazione della gestione prevedendo solo delle penali per il mancato rispetto degli obbiettivi, infatti le variazioni del clima, le variazioni nelle destinazioni d uso degli spazi, il comportamento degli occupati possono rendere praticamente impossibile il vincolo di garanzia delle prestazioni. 2/2015 5

8 IMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA di Micaela Ancora Diagnosi energetiche ed ESCO Intervista ad Alessandro Pascucci Segretario Generale Federesco Cosa ne pensa delle implicazioni connesse al recepimento della Direttiva Europea 2012/27/UE? L obbligo di diagnosi energetica è secondo lei un opportunità o solo un impegno per le imprese? Sicuramente un opportunità. Attraverso la diagnosi energetica è possibile avere un quadro completo delle aree dove intervenire e raggiungere un miglioramento energetico e di conseguenza un risparmio economico. Grazie a questo strumento un azienda è in grado di capire dove operare per ottenere una riduzione del fabbisogno energetico. C è una forte spinta da parte delle Istituzioni e di Federesco per far comprendere un importante messaggio agli imprenditori: è necessario considerare l energia come un opportunità e non renderla un costo oneroso che pesa sull azienda in maniera considerevole. Rappresentando un largo bacino di ESCO, potrebbe tracciare un quadro di come attualmente le Energy service company sono inserite nel mercato dell efficienza energetica? Federesco ha come associati prevalentemente ESCO pure nel senso che non derivano da multiutility o da società di facility management o da soggetti che distribuiscono energia. Esse sono società che nascono da esperienze impiantistiche precedenti oppure dalla volontà imprenditoriale di fare efficienza a largo raggio. Questo è il primo elemento di caratterizzazione di Federesco rispetto ad altre associazioni di categoria. Molte Energy Service Company associate si sono sviluppate attraverso il meccanismo dei TEE, quindi dando prevalentemente più spazio a questo settore rispetto a quello della realizzazione degli interventi o della realizzazione delle diagnosi energetiche. Oggi l evolvere della normativa attribuisce un ruolo sempre più notevole alle ESCO. La norma UNICEI sarà obbligatoria a partire da metà luglio del 2016 e si riferisce proprio al settore dei Titoli di Efficienza Energetica e delle diagnosi energetiche; quindi le ESCO si stanno specializzando sempre più, stanno aumentando la propria competenza, lo dimostra il fatto che abbiamo un numero sempre più crescente di Associati che si certificano. Nello specifico, l obbligo normativo sulle diagnosi 6 gestione energia

9 PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGINA PRIMA PAGIN energetiche sta spingendo tutte le ESCO a svilupparsi anche in questo settore, cosa che veniva fatto anche prima ma solo da quelle più strutturate internamente. Molti dicono che per far decollare il mercato è necessario capitalizzare le Esco, in particolare per favorire il Finanziamento Tramite Terzi. È in atto una crescita del settore da questo punto di vista? Quali soluzioni proponete a questo problema? Come Associazione riteniamo da anni che l unica soluzione sia la creazione di un Fondo di garanzia per il Finanziamento Tramite Terzi. La ESCO ha un ruolo ben preciso e ha un unica responsabilità, che è quella tecnica: deve garantire la performance delle sue azioni, non deve assicurare la parte economicofinanziaria poiché quest ultima deve essere garantita dal soggetto che eroga denaro, ossia la banca. Questa, a sua volta, deve avere delle garanzie, poiché non rischia, quindi l unico modo per far funzionare il meccanismo è che ci sia un Fondo statale o regionale, che funzioni, che sia una assicurazione per la banca. Devono essere garantiti anche i fallimenti non dipendenti da funzioni tecniche (che sono responsabilità della ESCO). In tale ottica, promuovendo da sempre presso il legislatore questa ipotesi, auspichiamo che il Fondo previsto dal DLgs n. 102/2014 possa essere utile, poichè è stato strutturato anche per funzionare a come garanzia. Ci auguriamo che funzioni poiché dal momento che questo è l unico modo per garantire sicurezza ai fornitori di denaro. Infine, stiamo registrando negli ultimi anni un incremento dei fondi privati, che prima erano indirizzati sul fotovoltaico. Venendo meno questo settore sono indirizzati verso l efficienza energetica. Ha suggerimenti da proporre per intensificare il ruolo delle ESCO nello scenario energetico? In questo momento le ESCO sono, dal punto di vista tecnico, avviate, devono essere certificate, devono agire secondo normative ad hoc. L unico punto debole è proprio l aspetto finanziario. Una volta risolto questo aspetto, assieme a quello dei modelli contrattuali ed assicurativi, possono agire al meglio. 2/2015 7

10 FORMAZIONE & PROFESSIONE La ISO per migliorare l ef cienza energetica e rispettare gli obblighi di legge: il caso Hera SpA Claudio Artioli Responsabile Energy Management Gruppo Hera, Esperto in Gestione dell Energia - certifi cato SECEM Direttiva UE e Diagnosi Energetiche Tra le disposizioni della Direttiva DEE 1 - la CE ha introdotto l obbligo nelle grandi imprese di effettuare le diagnosi energetiche entro il 5 dicembre 2015, da ripetere ogni 4 anni (per le PMI è prevista la promozione e l incentivazione delle stesse). L Italia, nel recepire la DEE con il D.Lgs. 102/14, ha esteso tale obbligo anche alle aziende energivore inserite nell elenco della Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico CCSE e per queste vi è anche l obbligo di realizzare almeno uno degli interventi individuati. 2 L All. 2 al D.Lgs. fi ssa i criteri minimi della diagnosi energetica. Nella parte introduttiva della DEE il considerando al punto 24 specifi ca che gli audit energetici dovrebbero tener conto delle pertinenti norme europee o internazionali, quali EN ISO (sistemi di gestione dell energia- SGE), o EN (audit energetici) o, se includono un audit energetico, EN ISO (sistemi di gestione ambientale- SGA). Viene cioè indicato che l applicazione della norma ISO sui Sistemi di Gestione dell Energia (SGE) è equivalente alla specifi ca norma EN sugli audit energetici, per cui chi ottiene la certifi cazione ISO soddisfa l obbligo. Diverso è il caso della ISO in quanto per essa si deve comunque effettuare una diagnosi energetica, da includere nel SGA 3. Non appare chiaro cosa si debba fare per soddisfare detta inclusione. Di certo la diagnosi dovrà essere aggiornata almeno alla scadenza della certifi cazione, ogni tre anni anziché ogni quattro come invece prevede la DEE. La certificazione ISO in un azienda multisito HERA SpA ha ottenuto nel Dicembre 2014 la certifi cazione ISO 50001, rilasciata da ente accreditato ACCREDIA. Il perimetro oggetto di certifi cazione è esteso a tutte le attività svolte dalla società in oltre 180 comuni dell Emilia Romagna. Hera SpA ha istituito l unità di Energy Management nel 2005 per perseguire l effi cienza energetica e lo sviluppo 8 gestione energia

11 FORMAZIONE & PROFESSIONE Le principali criticità incontrate nel percorso ISO La prima e più importante criticità è stata la defi nizione del perimetro da certifi care. In altre parole di defi nire quali e quanti siti certifi care. La risposta appare semplice nel caso di uno stabilimento, dove esiste un perimetro fi sico facilmente individuabile. Il dubbio può nascere se si volesse certifi care solo una parte dello stabilimento (una linea di processo piuttosto che un singolo servizio, ecc.). Molto più complessa è la risposta per una multiutility dove la presenza di numerosi impianti e di reti distribuite rendono di fatto impossibile una delimitazione fi sica. Tale defi nizione poi ha dovuto confrontarsi con l abitudine, consolidata in altri sistemi di gestione, di attivare la certifi cazione su impianti fi sicamente ben defi niti, per estenderla poi ad altri impianti. Data la numerosità dei nostri impianti (oltre contatori) e la loro continua variabilità una tale metodologia sarebbe non solo poco praticabile ma soprattutto ineffi cace. Proprio per questo nei SGE, più che in altri contesti, non ha molto senso parlare di singolo impianto e occorre ragionare in termini di perimetri relativi all organizzazione che gestisce uno o più impianti o edifi ci, a prescindere dalla loro dislocazione fi sica. Per defi nire il sito da certifi care quindi occorre fare rifedelle fonti rinnovabili e per soddisfare i relativi obblighi di legge imposti ai distributori e ai produttori di energia (TEE, CV, ETS, Legge 10/91, ecc.). Già dal 2008 sono state redatte analisi energetiche globali e sono state effettuate le prime 7 diagnosi energetiche a livello di singolo impianto e proprio queste diagnosi puntuali hanno dimostrato che da sole non bastano a creare le condizioni per favorire la realizzazione degli interventi individuati. Da qui l esigenza di passare ad un SGE che vede coinvolta tutta l azienda; il maggiore punto di forza del SGE sta nel coinvolgimento diretto dell Alta Direzione Aziendale. I vantaggi della certificazione ISO Il complesso delle norme ISO si è dimostrato un ottimo strumento di lavoro in quanto non fi ssa imposizioni che rischierebbero di risultare inapplicabili e lascia ampi margini di adattamento ad ogni singola realtà. Si limita a fi ssare criteri generali che impongono di monitorare le performance degli usi energetici, pianifi care le opportunità di miglioramento, valutare la sostenibilità economica degli interventi, monitorare le attività di miglioramento, misurare i risultati ottenuti, fornire prescrizioni a tutti i soggetti coinvolti (dalla progettazione agli acquisti, nonché la manutenzione). Il SGE permette di conoscere e misurare quanta e da chi, dove e come l energia è consumata in un azienda e di mantenerne il monitoraggio. Promuove il coinvolgimento di tutti i servizi aziendali, compreso il personale e favorisce la formazione continua di tutti i dipendenti coinvolti. Esso non impone risultati obbligati ma richiede di fi ssare propri obiettivi e traguardi, commisurati alle proprie esigenze e comunque sempre in un ottica di sostenibilità economica. Il fi ne ultimo del SGE è quello di individuare i potenziali interventi di miglioramento, valutarne la sostenibilità economica, favorire un uso più effi ciente dell energia attraverso la conoscenza dei dati, la misurazione dei risultati ottenuti e favorendo il miglioramento continuo 4. Il fi ne corrisponde in buona sostanza al medesimo fi ne di un approfondita diagnosi energetica eseguita secondo la EN 16247, ma in più adotta altri strumenti che facilitano la realizzazione degli interventi. Strumenti utilizzati nella ISO I principali strumenti che sono stati utilizzati per implementare il SGE nel caso in esame, comprendono: la costituzione dell Energy Management Team e l individuazione del Rappresentante della Direzione, l adozione della politica energetica (comporta un diretto coinvolgimento ed impegno del Top Management), il Registro delle Opportunità (individua i potenziali interventi migliorativi), il Piano di Azione di Miglioramento (comprende gli interventi economicamente sostenibili che la Direzione ha deciso di attuare), l Analisi Energetica e il monitoraggio degli indicatori energetici EnPI, l individuazione dei Centri di Consumo più Signifi cativi CdCE. L analisi energetica determina la prestazione energetica globale basata su dati tali da portare ad identifi care le opportunità di miglioramento, valutando i consumi di tutto il perimetro gestito dall Organizzazione e permette di individuare il profi lo di consumo energetico: fornisce una prima indicazione sull andamento dell effi cienza energetica nei vari settori (indicatori EnPI). Il registro delle opportunità consente di mantenere documentati azioni ed interventi migliorativi e pianifi care studi di fattibilità al fi ne di valutare la sostenibilità economica. Nel piano d azione l Organizzazione defi nisce le Responsabilità e i responsabili devono essere investiti, riconosciuti e legittimati nel ruolo affi dato, indicando i riferimenti temporali e i mezzi utilizzati, il metodo di calcolo per verifi care il miglioramento energetico, la stima dei risultati attesi e la Misurazione dei risultati ottenuti. Sono stati oltre 50 gli interventi di miglioramento messi a piano di azione già nella prima fase di implementazione del SGE avvenuta nel corso del 2014, con un risparmio stimato in oltre tep/anno. Principali Servizi gestiti da Hera SpA: Distribuzione Gas Distribuzione En. Elettrica Acquedotto e Fognatura (Ciclo Idrico completo) Teleriscaldamento -TLR (Produzione, Distribuzione, Vendita) Raccolta Rifi uti (raccolta, spazzamento, isole ecologiche) Dimensioni del perimetro certificato: ~ 5000 POD elettrici ~ 800 POD gas naturale 186 Comuni serviti 5 Province Ricavi: 1,3 mld euro Dipendenti /2015 9

12 FORMAZIONE & PROFESSIONE rimento alle defi nizioni previste dalle norme tecniche in materia, che qui si riportano: ISO Confi ni: limiti fi sici o di sito e/o limiti organizzativi come defi niti dall organizzazione (un processo, un gruppo di processi, un sito, un intera organizzazione; siti multipli sotto il controllo di un organizzazione), ISO Annex B, Organizzazione multi-sito: organizzazione che ha identifi cato una funzione centrale (riferita alla sede centrale dell organizzazione medesima) e una rete di uffi ci locali o ad una serie di siti nei quali determinate attività sono pienamente o parzialmente gestite..., CEI UNI EN Sito: I processi compresi all interno del perimetro dell Organizzazione, e che si sposano perfettamente con la realtà in esame. Nel caso di specie, dove l azienda è organizzata verticalmente su tre servizi principali (Energia, Acqua, Ambiente) e due servizi generali trasversali a tutta l azienda (Facility Manag., per la gestione degli edifi ci, e Automezzi, per la gestione autovetture e mezzi operativi) si poteva pensare di certifi care anche uno solo di questi servizi. Si è invece ritenuto più utile certifi carli insieme in un perimetro comprendente tutta l azienda, dal momento che molte procedure e istruzioni operative sono comuni a più settori dell azienda. Pertanto il perimetro certifi cato è l intera organizzazione che ha identifi cato nella sede centrale dell organizzazione medesima la gestione di una serie di siti nei quali le attività operative sono di norma pienamente gestite. Questo sicuramente favorisce maggiori sinergie e maggiore effi cacia al sistema. - Gli Usi Signifi cativi Altro punto fondamentale è stato la individuazione dei Centri di Consumo di Energia CdCE più signifi cativi, classifi cando: 1) i CdCE puntuali, siti fi sici delimitabili (come gli impianti di potabilizzazione, depurazione, singoli o gruppi di edifi ci, ecc.), 2) i CdCE distribuiti, (come le reti gas, acqua, ecc.) dove non esiste una delimitazione fi sica, ottenuti come somma di tutti i consumi afferenti ad una determinata rete. I CdCE signifi cativi sono stati individuati in base a: a) Omogeneità Tecnologica (stessa tipologia di Servizio), b) Area organizzativa (stesso personale tecnico/operativo), c) Diagramma di Pareto (Analisi ABC). Rispetto l intero ammontare dei consumi globali aziendali, l obiettivo era di individuare un numero di CdCE tale da rappresentare almeno il 40-50% dei consumi globali, con il vincolo di rappresentare anche tutte le gestioni operative organizzate per aree geografi che, in modo che tutti i tecnici di area fossero coinvolti nel SGE. Sono stati così individuati oltre 80 CdCE signifi cativi pari a oltre il 70% del consumo globale aziendale, ben oltre il limite minimo prefi ssato. In Figura 1 è rappresentato il profi lo di consumo globale dove si osserva che tre di sei servizi individuati consumano il 3% o meno del globale, che si potevano tranquillamente escludere in quanto non signifi - cativi nel complesso, applicando il criterio del Diagramma di Pareto 5. Tuttavia è stato deciso di includere alcuni CdCE anche di questi servizi, per soddisfare il criterio che tutte le organizzazioni di gestione degli impianti/edifi ci dovessero essere inglobate. Per ogni CdCE signifi cativo è stato istituito un Catalogo dove sono indicati tutti i principali usi e il metering plan oltre ad un Registro che monitora i principali EnPI (2 livello), da confrontare con la baseline e con i consumi stimati. Eventuali scostamenti signifi cativi devono essere giustifi cati, in caso contrario il gestore è tenuto ad intervenire per ripristinare l effi cienza. Approfondimento dell analisi: la diagnosi energetica Dall analisi energetica di primo livello, comprendente l intero perimetro certifi cato, e dal monitoraggio mensile/annuale degli EnPI di CdCE signifi cativo di secondo livello possono emergere valori critici nei confronti con il benchmark non facilmente giustifi cabili. In questo caso si può decidere di effettuare una diagnosi energetica puntuale a livello di singolo impianto in cui è possibile esaminare le singole parti di impianto (linee di processo e singole apparecchiature) 6 e individuare gli EnPI di 3 livello in modo molto mirato. La diagnosi può essere eseguita secondo i criteri della EN UNI CEI e tanto più approfondita quanto più importante è la signifi catività dell impianto o edifi cio, tenuto conto che l azienda gestisce molti impianti similari per cui gli interventi individuati in uno sono poi facilmente estendibili ad altri impianti. L ultima diagnosi, eseguita su un impianto TLR, è stata molto approfondita e ha permesso di individuare 17 interventi di effi cientamento, con un risparmio energetico potenziale stimato in tep/anno (risparmio tra 600 e 800 k /anno). Sono occorsi oltre 6 mesi, ma i risultati ottenuti potranno essere estesi, almeno in parte, su altri 16 impianti similari. Figura 1. Suddivisione % dei consumi per UdB - Anno 2013 Conclusione e primi risultati dalla implementazione del SGE Nell articolo si è cercato di mettere in evidenza come un SGE ISO sia del tutto coerente con gli elementi costitutivi di una diagnosi energetica, redatta secondo la UNI EN Al contrario di quest ultima la ISO mette in campo una serie di strumenti che la rendono sicuramente più effi cace e con risultati che si mantengono e migliorano nel tempo, salvaguardando il concetto di effettuare interventi solo se economicamente sostenibili rispetto gli standard che ogni singola azienda adotta. Pertanto si nota che 10 gestione energia

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