ENERGIA: CGIL, REGIONE IMPACCIATA CAMBI ROTTA SU ENERGIE RINNOVABILI, SPENDA I FONDI UE, SI ADOPERI PER LA MASSIMA TRASPARENZA E LA LEGALITA

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1 CGIL CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO SICILIA UFFICIO STAMPA COMUNICATO STAMPA ENERGIA: CGIL, REGIONE IMPACCIATA CAMBI ROTTA SU ENERGIE RINNOVABILI, SPENDA I FONDI UE, SI ADOPERI PER LA MASSIMA TRASPARENZA E LA LEGALITA Palermo, 4 ottobre I limiti della regione nella capacità di spesa dei Fondi europei vengono tutti a galla nel settore dell energia, che a causa delle continue rimodulazioni ha di fatto perso il 50% delle risorse a disposizione facendo venire meno il contributo della regione allo sviluppo di questo importante ambito. Lo sostiene la Cgil Sicilia che ha presentato oggi un dossier sull argomento. Dal documento si ricava anche che la gestione dirigistica nell ambito del Patto dei sindaci, rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l arrivo di Esco (Energy service company), società per la gestione dei piani, multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per far proliferare i cosiddetti affari. Il segretario generale Michele Pagliaro, lo ha detto chiaramente: Non possiamo permetterci di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea, bisogna che la regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Bisogna fare il necessario ha aggiunto per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi. Occorre superare, ha rilevato Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia, un paradosso che vede una regione al 7^ posto per produzione da fonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali con la crescita in questi ultimi anni anche del solare fotovoltaico, non avere sviluppato adeguatamente la filiera di un industria collegata, segnare il passo quanto a interventi su efficienza e sistemi di accumulo, avere problemi con le reti in assenza delle cosiddette rete intelligenti. Tutto questo, a causa dei mancati interventi, sostiene la Cgil, che sarebbero stati resi possibili da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. E invece il finanziamento della misura per le filiere ha affermato Pagliaro sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni peraltro non spesi e questo a causa di un bando farraginoso e poco credibile che è stato per questo disertato dalle imprese. Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al Dipartimento energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie (patto dei sindaci e patto delle isole) si è fatto di meglio. Hanno partecipato al bando nomi di spicco ha spiegato La Rosa ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto. Per la Cgil è dunque arrivato il momento di una inversione di rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un piano energetico condiviso e partecipato. Devono essere aggiornati gli obiettivi ha sostenuto Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil individuate le azioni, e costruito un sistema trasparente per le autorizzazioni e certo per i controlli. Il piano inoltre ha aggiunto deve essere oggetto di pubblica consultazione di tutti gli attori sociali e istituzionali. La Cgil propone anche la creazione di un distretto tecnologico, con l apporto di università ed enti di ricerca, e di una cabina di regia coordinando così le attività dei vari assessorati e la spesa europea in un settore come quello dell energia che di fatto si collega e si intreccia con tutti gli altri settori produttivi e con le problematiche dell ambiente e del territorio. Chiediamo alla regione ha concluso Pagliaro obiettivi chiari, azioni esigibili, tempestività della spesa e il massimo della trasparenza e della legalità per lo sviluppo di un settore che può dare molto alla Sicilia in termini economici e occupazionali dac Palermo Via Ercole Bernabei, 22 Tel Fax

2 5 ottobre 2013 Pagina 6 La Repubblica (ed. Palermo) Regione Siciliana Il dossierla Cgil denuncia lo scarso utilizzo dei finanziamenti europei. Bandi sbagliati, gare deserte. Lo spreco dei fondi per l' energia trecento milioni persi per strada BANDI ai quali nessuno riesce a partecipare e impacci burocratici negli uffici della Regione. Finanziamenti revocati e altri mai erogati. Il pasticcio nella gestione dei fondi europei sull' energia vale quasi 340 milioni di euro: un clamoroso spreco di risorse che avrebbero potuto spingere il boom delle rinnovabili in Sicilia e sviluppare l' efficienza energetica dell' Isola. Alla resa dei conti del Fesr , che deve assegnare gli ultimi finanziamenti entro il 31 dicembre, è questo il capitolo più penalizzato dall' incapacità della Regione di spendere e far spendere alle aziende la pioggia di risorse che arriva da Bruxelles. Rispetto alla programmazione iniziale, che prevedeva una dotazione complessiva di 675 milioni di euro, un taglio della metà. Soldi destinati altrove, ma spesso come quelli rimasti a disposizione svaniti tra delibere mai approvate e progetti rimasti nei cassetti. «È un paradosso accusa Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento Territorio e Ambiente della Cgil regionale, che ha raccolto le cifre in un dossier una regione al settimo posto per produzione dafonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali non è stata capace di sviluppare adeguatamente la filiera di un' industria collegata». Mentre i siciliani facevano da sé, installando sui propri tetti 34 mila impianti fotovoltaici per lo più di piccole dimensioni, la Sicilia lasciava sfumare risorse e opportunità. Già la prima rimodulazione dei fondi europei destinati all' energia, nel febbraio 2012, aveva portato a un taglio vicino al 15 per cento. Un anno dopo, con l' approssimarsi della scadenza, la riduzione ha superato il 40, salita poi fino alla metàdei fondi totali con l' ultima delibera, approvata dal governo Crocetta nel luglio scorso. Lo spreco più grande riguarda proprio la produzione di energia da fonti rinnovabili. Partito con oltre 370 milioni di euro, questo capitolo si è assottigliato progressivamente, scendendo fino a 72: un risultato frutto di bandi sbagliati e gare andate deserte. Il primo risale al 2010 e impegnava 130 milioni di euro per le filiere energetiche: soldi rimasti in cassa perché non era stato individuato l' organismo intermedio che avrebbe dovuto esaminare le domande. Un incarico assegnato solo un anno dopo a Banca Nuova per otto milioni Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress Continua > 1

3 5 ottobre 2013 Pagina 6 < Segue La Repubblica (ed. Palermo) Regione Siciliana di euro: quasi quanto quelli assegnati all' unica azienda che ha partecipato, la Meridionale impianti, gruppo milanese con sede a Catania che per il finanziamento da 12 milioni e mezzo aspetta ancora il via libera. Il secondo tentativo, con un budget aumentato fino a 200 milioni, arriva nell' agosto 2012, ma per questo bando bis non si presenta nessuno: troppo onerosi i criteri inseriti, che imponevano alle aziende un cofinanziamento dell' investimento con importi simili in progetti da 15 a 40 milioni di euro e la presenza di un' impresa capofila che da sola avrebbe dovuta garantirne almeno otto. Anche l' ultimo appello, che nel marzo scorso aveva messo sul piatto 25 milioni per le filiere energetiche, va a vuoto e viene revocato dalla Regione. Così, negli anni del boom del settore, per le aziende che investono nelle rinnovabili in Sicilia resta meno di un quinto delle risorse iniziali. Nel mirino della Cgil c' è anchel' utilizzo dei fondi effettivamente impegnati, come nel caso del Patto dei sindaci: «È una gestione dirigistica che rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l' arrivo di Esco (le società per la gestione dei piani) multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per la proliferazione degli affaristi», attacca il segretario regionale, Michele Pagliaro. Che punta il dito contro la nomina della cabina di regia voluta dal governatore Rosario Crocetta e sulla quale nei giorni scorsi si è consumato uno scontro con lo staff dell' assessore all' Energia, Nicolò Marino: «Hanno partecipato al bando 14 nomi di spicco, ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che non hann o prodotto nulla di concreto». Le critiche riguardano la destinazione dei 30 milioni investiti per l' intervento, oltre la metà dei quali rischiano di finire in consulenze per la redazione dei Paes, i Piani d' azione per l' energia sostenibile, e gli audit energetici: «Tutte cose che i Comuni potrebbero fare da sé se rispettassero l' obbligo di legge di avere un energy manager accusa La Rosa E poi, in molti casi basterebbe un geometra comunale». Sotto accusa c' è anche il fondo di garanzia da oltre 11 milioni di euro: «Un meccanismo di appalti ventennali che pare costruito per la grande rendita: dal 2008 in tutta Europa solo quattro Comuni hanno seguito questa strada per finanziare gli in vestimenti nelle rinnovabili». RIPRODUZIONE RISERVATAIl PalazzoPalazzo dei Normanni sede dell' Assemblea regionale: i dirigenti con gli stipendi più alti hanno ricevuto a fine settembre un cospicuo rimborso dopo il no della Corte costituzionale al contributo di solidarietà. CRISTOFORO SPINELLA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress

4 5 ottobre 2013 Pagina 13 La Sicilia Ambiente ed energia Energia, dossier Cgil Rinnovabili la Sicilia perde il 50% di risorse disponibili PALERMO. I limiti della Regione nella capacità di spesa dei fondi europei vengono tutti a galla nel settore dell energia che, a causa delle continue rimodulazioni, ha di fatto perso il 50% delle risorse disponibili. Lo rivela la Cgil Sicilia, che ieri ha presentato un dossier sulle storture che si sono venute a creare in questo ambito. Secondo il sindacato, «la gestione dirigistica del Patto dei sindaci rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l arrivo di Esco (Energy service company), società multinazionali per la gestione dei piani, e di creare le condizioni per far proliferare i comitati d affari». Spiega Michele Pagliaro, segretario generale: «Non possiamo permetterci di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea. La Regione deve definire presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti; così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Bisogna fare il necessario per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi». Intanto la Sicilia si conferma terra di paradossi anche in campo energetico: settima in Italia per produzione da fonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali e la crescita in questi ultimi anni anche del solare fotovoltaico la nostra Regione non ha sviluppato adeguatamente la filiera di un industria collegata. Inoltre, in assenza delle cosiddette reti intelligenti è rimasta indietro in quanto ad efficienza della rete e dei sistemi di accumulo. Tutto questo, sostiene la Cgil, a causa dei mancati interventi che potevano essere attivati da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. «Invece i finanziamenti per le filiere aggiunge Pagliaro sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni, peraltro non spesi a causa di un bando farraginoso e poco credibile, che è stato per questo disertato dalle imprese». Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al dipartimento Energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie ( Patto dei sindaci e Patto delle isole ) si è fatto di meglio. «Hanno partecipato al bando 14 nomi di spicco afferma Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento Territorio e ambiente della Cgil Sicilia ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni, che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto». Per la Cgil è dunque arrivato il momento di «un inversione di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress Continua > 3

5 5 ottobre 2013 Pagina 13 < Segue La Sicilia Ambiente ed energia rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un piano energetico condiviso e partecipato». «Devono essere aggiornati gli obiettivi, individuate le azioni e costruito un sistema trasparente per le autorizzazioni e certo per i controlli conclude Mimma Argurio, componente della segreteria regionale Cgil. Il piano energetico deve essere oggetto di pubblica consultazione di tutti gli attori sociali e istituzionali». A tal proposito, il sindacato suggerisce di creare per il comparto energia un distretto tecnologico, con l apporto di università, enti di ricerca e di una cabina di regia per coordinare le attività dei vari assessorati e la spesa europea. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress

6 5 ottobre 2013 Pagina 2 MF (Sicilia) Ambiente ed energia Dossier della Cgil sui fondi europei destinati alle rinnovabili. Poca spesa sull' energia I limiti della Regione nella capacità di spesa dei Fondi europei vengono tutti a galla nel settore dell' energia, che a causa delle continue rimodulazioni ha di fatto perso il 50% delle risorse a disposizione facendo venire meno il contributo regionale allo sviluppo di questo ambito. Questo quanto sostiene la Cgil Sicilia che ha presentato un dossier sull' argomento. Dal documento si ricava anche che «la gestione dirigistica nell' ambito del "Patto dei sindaci", rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l' arrivo di Esco (Energy service company), società per la gestione dei piani, multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per far proliferare i cosiddetti "affari"». Serve un cambio di rotta per il segretario regionale del sindacato, Michele Pagliaro. «Alla prossima programmazione europea, bisogna che la regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni», ha spiegato. «Bisogna fare il necessario», ha aggiunto, «per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi». «Occorre superare», ha rilevato Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia, «un paradosso che vede una regione al settimo posto per produzione da fonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali con la crescita in questi ultimi anni anche del solare fotovoltaico, non avere sviluppato adeguatamente la filiera di un' industria collegata, segnare il passo quanto a interventi su efficienza e sistemi di accumulo, avere problemi con le reti in assenza delle cosiddette "rete intelligenti"». Tutto questo, a causa dei mancati interventi, sostiene la Cgil, che sarebbero stati resi possibili da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. E invece «il finanziamento della misura per le filiere», ha affermato Pagliaro, «sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni peraltro non spesi e questo a causa di un bando farraginoso e poco credibile che è stato per questo disertato dalle imprese». Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al Dipartimento energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie (patto dei sindaci e patto delle isole) si è fatto di meglio. «Hanno partecipato al bando 14 nomi di spicco», ha spiegato La Rosa, «ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress Continua > 5

7 5 ottobre 2013 Pagina 2 < Segue MF (Sicilia) Ambiente ed energia Per la Cgil è dunque arrivato il momento di una «inversione di rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un piano energetico condiviso e partecipato». «Devono essere aggiornati gli obiettivi», ha sostenuto Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil, «individuate le azioni, e costruito un sistema trasparente per le autorizzazioni e certo per i controlli». «Il piano inoltre», ha aggiunto, «deve essere oggetto di pubblica consultazione di tutti gli attori sociali e istituzionali». La Cgil propone anche la creazione di un distretto tecnologico, con l' apporto di università ed enti di ricerca, e di una cabina di regia coordinando così le attività dei vari assessorati e la spesa europea in un settore come quello dell' energia che di fatto si collega e si intreccia con tutti gli altri settori produttivi e con le problematiche dell' ambiente e del territorio. «Chiediamo alla regione», ha concluso Pagliaro, «obiettivi chiari, azioni esigibili, tempestività della spesa e il massimo della trasparenza e della legalità per lo sviluppo di un settore che può dare molto alla Sicilia in termini economici e occupazionali». (riproduzione riservata) Antonio Giordano Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress

8 IL DOSSIER Patto dei sindaci, Cgil all'attacco. "Il governo favorisce gli affari" Venerdì 04 Ottobre :07 di Accursio Sabella Il sindacato punta il dito contro il governo Crocetta: "Gli interventi previsti favoriranno multinazionali straniere e ditte del Nord Italia. E apriranno a nuove speculazioni. La Regione, invece di affidarsi a 14 esperti già selezionati e pagati dall'europa, si affida a tre consulenti che finora non hanno prodotto nulla". PALERMO - La Sicilia nelle mani delle multinazionali straniere o delle aziende del Nord Italia. E un programma, il Patto dei sindaci, affidato alla gestione di consulenti esterni, al posto degli esperti, già selezionati, e pagati dall'europa. Un siluro, quello della Cgil, lanciato dritto contro il governo Crocetta, responsabile non solo di non aver invertito la rotta (che aveva già portato a risultati deludenti e alla perdita di milioni di euro di finanziamenti) tracciata dal precedente esecutivo, ma di aver persino aperto a nuovi affari che non riguarderanno i siciliani. Il sindacato, culturalmente vicino al presidente della Regione non risparmia quindi critiche feroci. E mette tutto nero su bianco, in un dossier sulla gestione dell'energia che non lascia spazio a molti dubbi. Siamo si legge nel dossier - alla politica degli annunci che si contrappone alla politica della serietà e dalla capacità politica di attuare scelte strategiche e capacità amministrativa di programmare, pianificare ed attuare azioni concrete. Chiacchiere, insomma. Fatti zero. 1

9 Non possiamo permetterci - l'attacco del segretario regionale Cgil Michele Pagliaro - di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea, bisogna che la regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Bisogna fare il necessario ha aggiunto- per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi. E il rischio di speculazioni e affari starebbe dietro il tanto decantato Patto dei sindaci. Un progetto di utilizzo delle energie rinnovabili in Sicilia che potrebbe portare nell'isola stando a varie dichiarazioni del presidente Crocetta qualcosa come cinque miliardi di euro. Una cifra che la Cgil non esita a definire fantomatica. E, anzi, il sindacato alza il velo sulle possibili conseguenze di una gestione poco attenta del Patto dei Sindaci. Un progetto, - scrive la Cgil - che da mesi è stato ampiamente annunciato e tante volte modificato intercalandolo con promesse di assunzioni di migliaia di giovani che contiene interventi per la redazione dei Piani di Azione per l Energia Sostenibile (PAES) e degli audit energetici, per l assistenza tecnica, per costituire un Fondo di garanzia per l accesso al credito per le Esco (Energy Service Company). Si corre il rischio si legge sempre nel dossier - con una gestione così dirigistica di produrre, da una parte Paes che rimangano carta straccia senza che le Amministrazioni siano in grado di sviluppare le azioni per raggiungere gli obiettivi europei, dall altra di favorire l arrivo di Esco multinazionali e/o non effettivamente siciliane e non consentendo l accesso al bando alle piccole ditte locali. Le Esco, per intenderci, sono società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l efficienza energetica, assumendo su di sé il rischio dell'iniziativa al posto del cliente finale (in questo caso i Comuni). Ma i bandi per la predisposizione dei Paes secondo la Cgil presuppongono interventi così costosi da escludere, di fatto, le piccole ditte locali. E aprendo quindi ad aziende multinazionali. E soprattutto del Nord Italia. Ma i dubbi sul Patto dei sindaci non si fermano qui. Secondo la Cgil, infatti, il governo Crocetta ha ignorato una selezione per 14 esperti nel settore, avviata addirittura più di due anni fa e già di fatto conclusa, per affidarsi invece ad alcuni consulenti esterni. Si tratta di fedelissimi del 2

10 governatore. Antonello Pezzini, Rosario Lanzafame e Salvatore Lupo, infatti, sono consulenti del governatore col compito proprio di occuparsi dell' elaborazione dei necessari indirizzi strategici per la corretta programmazione dell'utilizzo delle risorse economiche, provenienti dalla riprogrammazione delle dotazioni del Po Fesr Sicilia 2007/2013, destinate a finanziare l'iniziativa 'Patto dei Sindaci'. Consulenze via via rinnovate e prorogate. Hanno partecipato al bando 14 nomi di spicco - ha spiegato Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia - ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto. Tre consulenti inizialmente individuati come componenti della cabina di regia. Un'altra finzione, secondo la Cgil. L attuale Giunta regionale, in effetti, con deliberazione del 30 novembre 2012 si legge nel dossier - ha costituito finalmente una Cabina di regia composta da assessori regionali, o loro delegati, dai rami dell amministrazione regionale e che con successivo provvedimento ne saranno definite la composizione e le modalità di funzionamento ad oggi non esiste alcun provvedimento finalizzato a formalizzare la costituzione della Cabina di Regia. Invece, si continua ad utilizzare e prolungare le consulenze ad 'esperti esterni' all Amministrazione che sono diventati 'cabina di regia'. Per farla breve, la Regione rinuncia a 14 tra i migliori esperti sul campo, per di più pagati dall'europa sotto la voce assistenza tecnica, e preferisce rivolgersi ad esterni retribuiti con fondi regionali. Una cabina di regia che nulla ha a che vedere con quella individuata dalla Regione mesi fa e composta, sulla carta, da rappresentanti dei vari assessorati. Una vicenda, quella dei 14 esperti congelati dalla Regione, finita recentemente al centro di un'accesa polemica tra il presidente della Commissione attività produttive e deputato Pd Bruno Marziano e l'assessore all'energia Nicolò Marino. Il dirigente che stava per concludere l'iter ha raccontato Marino è stato trasferito per punizione all'ente minerario di Catania. La Regione preferisce i propri esperti. RIPRODUZIONE RISERVATA 3

11 Siluro della Cgil al Governo Crocetta: Dietro il Patto dei Sindaci ci sono solo affari & affaristi 04 ottobre 2013 Posted by Redazione L ORGANIZZAZIONE SINDACALE HA PRESENTATO OGGI UN DOSSIER SULLE ENERGIE ALTERNATIVE IN SICILIA. EMERGE UNO SFASCIO PRESSOCHE TOTALE. E UN ALTA BUROCRAZIA INCAPACE MA BEN RETRIBUITA. IN ALLEGATO IL TESTO DOSSIER DELL ORGANIZZAZIONE SINDACALE CON LE TABELLE Avere il PD all opposizione, per il Governo di Rosario Crocetta, non sarà senza conseguenze. Oggi, per esempio, è partito il siluro della Cgil siciliana su tutti gli inghippi anche appaltizi che stanno dietro le energie alternative. I limiti della Regione nella capacità di spesa dei Fondi europei vengono tutti a galla nel settore dell energia, che a causa delle continue rimodulazioni ha di fatto perso il 50% delle risorse a disposizione facendo venire meno il contributo della Regione allo sviluppo di questo importante ambito. Con questo incipit, tanto per gradire, l organizzazione sindacale ha presentato oggi un dossier sulla gestione di questo settore in Sicilia. Con denunce e affondi a trecentosessanta gradi. Dal documento si ricava, ad esempio, che la gestione dirigistica, nell ambito del Patto dei Sindaci, rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l arrivo di Esco (Energy service company) società per la gestione dei piani multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per far proliferare i cosiddetti affari. La botta è durissima. Per almeno due ragioni. In primo luogo, perché il presidente della Regione ha sempre presentato il Patto dei Sindaci come il fiore all occhiello della sua amministrazione. Ora la Cgil siciliana non solo contesta la filosofia e, soprattutto, la prassi che stanno dietro a quest operazione. Ma dice, a chiare lettere, quello che hanno capito tutti: e cioè che dietro questo Patto dei Sindaci, ammantato della solita antimafia delle chiacchiere, ci sono affari & affaristi. Il segretario generale Michele Pagliaro, l ha detto chiaramente: Non possiamo permetterci di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea, bisogna che la Regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni 1

12 conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Quindi un altra bordata pesantissima: Bisogna fare il necessario - ha aggiunto il segretario generale della Cgil siciliana - per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi. Mentre a Crocetta, al senatore Giuseppe Lumia e ai loro compari fischiano le orecchie, Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia, parla di un paradosso che vede una Regione al 7 posto per produzione da fonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali con la crescita, in questi ultimi anni, anche del solare fotovoltaico, che però non ha sviluppato adeguatamente la filiera di un industria collegata e che segna il passo quanto a interventi su efficienza e sistemi di accumulo. Con inevitabili problemi con le reti in assenza delle cosiddette reti intelligenti. Insomma, anche se Crocetta & company pensano di essere intelligenti, anche senza le reti intelligenti, stanno, in realtà, combinando solo dei grandi casini. Tutto questo sottolineano alla Cgil a causa dei mancati interventi che sarebbero stati resi possibili da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. E invece? Invece i finanziamenti della misura per le filiere - ha affermato Pagliaro - sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni, peraltro non spesi e questo a causa di un bando farraginoso e poco credibile che è stato per questo disertato dalle imprese. Insomma, al di là delle chiacchiere, con Crocetta la gestione dei Fondi europei, che in Sicilia, dal 2008 ad oggi non ha mai brillato, è oggi allo sfascio. Con l aggiunta che saranno Crocetta e i burocrati che si è scelto lo stesso presidente della Regione a gestire la Programmazione europea Con risultati che si annunciano non esaltanti. Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al Dipartimento energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie ( Patto dei Sindaci e Patto delle isole ) si è fatto di meglio. Hanno partecipato al bando nomi di spicco - ha spiegato La Rosa - ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che, di fatto, non hanno prodotto nulla di concreto (questo è ingiusto, perché di concreto avranno prodotto le remunerazioni per i consulenti ). Per la Cgil è dunque arrivato il momento di una inversione di rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un Piano energetico condiviso e partecipato. Devono essere aggiornati gli obiettivi - ha sostenuto Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil - individuate le azioni, e costruito un sistema trasparente per le autorizzazioni e certo per i controlli. Il piano inoltre - ha aggiunto - deve essere oggetto di pubblica consultazione di tutti gli attori sociali e istituzionali. La Cgil propone anche la creazione di un distretto tecnologico, con l apporto di università ed enti di ricerca, e di una cabina di regia coordinando così le attività dei vari assessorati e la spesa europea in un settore come quello dell energia che di fatto si collega e si intreccia con tutti gli altri settori produttivi e con le problematiche dell ambiente e del territorio. Chiediamo alla Regione - ha concluso Pagliaro - obiettivi chiari, azioni esigibili, tempestività della spesa e il massimo della trasparenza e della legalità per lo sviluppo di un settore che può dare molto alla Sicilia in termini economici e occupazionali. IL DOSSIER CGIL 2

13 IL SEGRETARIO PAGLIARO PRESENTA UN DOSSIER Energia, la denuncia della Cgil Invertire la rotta sui fondi europei 04 ottobre 2013 di Redazione I limiti della regione nella capacità di spesa dei Fondi europei vengono tutti a galla nel settore dell energia, che a causa delle continue rimodulazioni ha di fatto perso il 50% delle risorse a disposizione facendo venire meno il contributo della regione allo sviluppo di questo importante ambito. Lo sostiene la Cgil Sicilia che ha presentato un dossier sull argomento. Dal documento si ricava anche che la gestione dirigistica nell ambito del Patto dei sindaci, rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l arrivo di Esco (Energy service company), società per la gestione dei piani, multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per far proliferare i cosiddetti affari. Il segretario generale Michele Pagliaro, lo ha detto chiaramente: Non possiamo permetterci di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea, bisogna che la regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Bisogna fare il necessario - ha aggiunto - per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi. Occorre superare, ha rilevato Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia, un paradosso che vede una regione al 7^ posto per produzione da fonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali con la crescita in questi ultimi anni anche del solare fotovoltaico, non avere sviluppato adeguatamente la filiera di un industria collegata, segnare il passo quanto a interventi su efficienza e sistemi di accumulo, avere problemi con le reti in assenza delle cosiddette rete intelligenti. Tutto questo, a causa dei mancati interventi, sostiene la Cgil, che sarebbero stati resi possibili da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. E invece il finanziamento della misura per le filiere - ha affermato Pagliaro - sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni peraltro non spesi e questo a causa di un bando farraginoso e poco credibile che è stato per questo disertato dalle imprese. Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al Dipartimento energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie (patto dei sindaci e patto delle isole) si è fatto di meglio. Hanno partecipato al bando 14 nomi di spicco- ha spiegato La Rosa - ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto. Per la Cgil è dunque arrivato il momento di una inversione di rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un piano energetico condiviso e partecipato. Devono essere aggiornati gli obiettivi - ha sostenuto Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil - individuate le azioni, e costruito un sistema trasparente per le autorizzazioni e certo per i controlli. Il piano inoltre - ha aggiunto - deve essere oggetto di pubblica consultazione di tutti gli attori sociali e istituzionali. La Cgil propone anche la creazione di un distretto tecnologico, con l apporto di università ed enti di ricerca, e di una cabina di regia coordinando così le attività dei vari assessorati e la spesa europea in un settore come quello dell energia che di fatto si collega e si intreccia con tutti gli altri settori produttivi e con le problematiche dell ambiente e del territorio. Chiediamo alla regione - ha concluso Pagliaro - obiettivi chiari, azioni esigibili, tempestività della spesa e il massimo della trasparenza e della legalità per lo sviluppo di un settore che può dare molto alla Sicilia in termini economici e occupazionali.

14 Fondi Ue non spesi: perchè la Sicilia perde lavoro nelle rinnovabili La Regione Sicilia è indietro in fatto di energia da fonti rinnovabili e a metterlo in evidenza è un dossier della Cgil Sicilia che lamenta il mancato utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo di una filiera industriale capace di dare lavoro e autonomia energetica sostenibile all isola. I limiti della regione nella capacità di spesa dei Fondi soldi money salvadanaio rotto europei vengono tutti a galla nel settore dell energia, che a causa delle continue rimodulazioni ha di fatto perso il 50% delle risorse a disposizione facendo venire meno il contributo della regione allo sviluppo di questo importante ambito. Lo sostiene la Cgil Sicilia che ha presentato oggi un dossier sull argomento. Dal documento si ricava anche che la gestione dirigistica nell ambito del Patto dei sindaci, rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l arrivo di Esco (Energy service company), società per la gestione dei piani, multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per far proliferare i cosiddetti affari. Il segretario generale Michele Pagliaro, lo ha detto chiaramente: Non possiamo permetterci di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea, bisogna che la regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Bisogna fare il necessario ha aggiunto per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi. Nonostante la regione Sicilia sia in Italia al 7 posto per produzione di energia da fonti rinnovabili, grazie agli incentivi nazionali nel fotovoltaico e nel solare, non c è stato lo sviluppo di una filiera industriale delle rinnovabili o di interventi su efficienza e sistemi di accumulo e reti intelligenti. Tutto questo a causa a causa dei mancati interventi, sostiene Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia, che sarebbero stati resi possibili da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. I finanziamenti sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni e non sono nemmeno stati spesi a causa di un bando farraginoso e poco credibile che è stato per questo disertato dalle imprese. Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al Dipartimento energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie il Patto dei Sindaci e il Patto delle Isole si è fatto di meglio. Hanno partecipato al bando 14 nomi di spicco ha spiegato La Rosa ma la Regione ha preferito

15 fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto. Per la Cgil è dunque arrivato il momento di una inversione di rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un piano energetico condiviso e partecipato. La Cgil propone regole amministrative e autorizzative più chiare e flessibili,oltre alla creazione di un distretto tecnologico, con l apporto di università ed enti di ricerca, e di una cabina di regia che coordini le attività tra i vari settori in gioco. Chiediamo alla regione- ha concluso Pagliaroobiettivi chiari, azioni esigibili, tempestività della spesa e il massimo della trasparenza e della legalità per lo sviluppo di un settore che può dare molto alla Sicilia in termini economici e occupazionali.

16 Il Mattino di Sicilia Energia Cgil Sicilia: la Regione cambi rotta sulle energie rinnovabili, spenda i fondi Ue e punti su trasparenza e legalità ottobre 5, 2013 I limiti della regione nella capacità di spesa dei Fondi europei vengono tutti a galla nel settore dell energia, che a causa delle continue rimodulazioni ha di fatto perso il 50% delle risorse a disposizione facendo venire meno il contributo della regione allo sviluppo di questo importante ambito. Lo sostiene la Cgil Sicilia che ha presentato oggi un dossier sull argomento. Dal documento si ricava anche che la gestione dirigistica nell ambito del Patto dei sindaci, rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l arrivo di Esco (Energy service company), società per la gestione dei piani, multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per far proliferare i cosiddetti affari. Il segretario generale Michele Pagliaro, lo ha detto chiaramente: Non possiamo permetterci di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea, bisogna che la regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Bisogna fare il necessario - ha aggiunto - per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi. Occorre superare, ha rilevato Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia, un paradosso che vede una regione al 7^ posto per produzione da fonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali con la crescita in questi ultimi anni anche del solare fotovoltaico, non avere sviluppato adeguatamente la filiera di un industria collegata, segnare il passo quanto a interventi su efficienza e sistemi di accumulo, avere problemi con le reti in assenza delle cosiddette rete intelligenti. Tutto questo, a causa dei mancati interventi, sostiene la Cgil, che sarebbero stati resi possibili da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. E invece il finanziamento della misura per le filiere - ha affermato Pagliaro - sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni peraltro non spesi e questo a causa di un bando farraginoso e poco credibile che è stato per questo disertato dalle imprese. Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al Dipartimento energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie (patto dei sindaci e patto delle isole) si è fatto di meglio. Hanno partecipato al bando 14 nomi di spicco- ha spiegato La Rosa - ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto. Per la Cgil è dunque arrivato il momento di una inversione di rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un piano energetico condiviso e partecipato. Devono essere aggiornati gli obiettivi - ha sostenuto Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil - individuate le azioni, e costruito un sistema trasparente per le autorizzazioni e certo per i controlli. Il piano inoltre - ha aggiunto- deve essere oggetto di pubblica consultazione di tutti gli attori sociali e istituzionali. La Cgil propone anche la creazione di un distretto tecnologico, con l apporto di università ed enti di ricerca, e di una cabina di regia coordinando così le attività dei vari assessorati e la spesa europea in un settore come quello dell energia che di fatto si collega e si intreccia con tutti gli altri settori produttivi e con le problematiche dell ambiente e del territorio. Chiediamo alla regione- ha concluso Pagliaro - obiettivi chiari, azioni esigibili, tempestività della spesa e il massimo della trasparenza e della legalità per lo sviluppo di un settore che può dare molto alla Sicilia in termini economici e occupazionali.

17 Lavoro in Sicilia Restare informati per lavorare Cgil Sicilia, presentato Dossier su Energia I limiti della regione nella capacità di spesa dei Fondi europei vengono tutti a galla nel settore dell energia, che a causa delle continue rimodulazioni ha di fatto perso il 50% delle risorse a disposizione facendo venire meno il contributo della regione allo sviluppo di questo importante ambito. Lo sostiene la Cgil Sicilia che ha presentato oggi un dossier sull argomento. Dal documento si ricava anche che la gestione dirigistica nell ambito del Patto dei sindaci, rischia di produrre piani di azione che restano sulla carta, di favorire l arrivo di Esco (Energy service company), società per la gestione dei piani, multinazionali e non siciliane e di creare le condizioni per far proliferare i cosiddetti affari. Il segretario generale Michele Pagliaro, lo ha detto chiaramente: Non possiamo permetterci di andare con questi presupposti alla prossima programmazione europea, bisogna che la regione definisca presto in un nuovo Piano energetico obiettivi e azioni conseguenti, così come bisogna dare al settore delle energie rinnovabili regole certe e trasparenti, mettendo fine per questa strada ai contenziosi e alle polemiche sulle autorizzazioni. Bisogna fare il necessario ha aggiunto- per evitare che un ambito importante e di prospettiva come questo diventi terreno di speculazione e spazio libero per gli affaristi. Occorre superare, ha rilevato Alfio La Rosa, responsabile del dipartimento territorio e ambiente della Cgil Sicilia, un paradosso che vede una regione al 7^ posto per produzione da fonti rinnovabili grazie agli incentivi nazionali con la crescita in questi ultimi anni anche del solare fotovoltaico, non avere sviluppato adeguatamente la filiera di un industria collegata, segnare il passo quanto a interventi su efficienza e sistemi di accumulo, avere problemi con le reti in assenza delle cosiddette rete intelligenti. Tutto questo, a causa dei mancati interventi, sostiene la Cgil, che sarebbero stati resi possibili da un tempestivo e corretto utilizzo dei fondi europei. E invece il finanziamento della misura per le filiere- ha affermato Pagliaro - sono stati ridotti da 200 milioni a 25 milioni peraltro non spesi e questo a causa di un bando farraginoso e poco credibile che è stato per questo disertato dalle imprese. Neanche sul tema dei 14 esperti per il supporto al Dipartimento energia e il coordinamento delle iniziative comunitarie (patto dei sindaci e patto delle isole) si è fatto di meglio. Hanno partecipato al bando nomi di spicco- ha spiegato La Rosa - ma la Regione ha preferito fermare tutto e nominare tre consulenti esterni che di fatto non hanno prodotto nulla di concreto. Per la Cgil è dunque arrivato il momento di una inversione di rotta sulla spesa dei fondi europei, ma anche del varo di un piano energetico condiviso e partecipato. Devono essere aggiornati gli obiettivi- ha sostenuto Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil - individuate le azioni, e costruito un sistema trasparente per le autorizzazioni e certo per i controlli. Il piano inoltre- ha aggiunto- deve essere oggetto di pubblica consultazione di tutti gli attori sociali e istituzionali. La Cgil propone anche la creazione di un distretto tecnologico, con l apporto di università ed enti di ricerca, e di una cabina di regia coordinando così le attività dei vari assessorati e la spesa europea in un settore come quello dell energia che di fatto si collega e si intreccia con tutti gli altri settori produttivi e con le problematiche dell ambiente e del territorio. Chiediamo alla regione- ha concluso Pagliaro - obiettivi chiari, azioni esigibili, tempestività della spesa e il massimo della trasparenza e della legalità per lo sviluppo di un settore che può dare molto alla Sicilia in termini economici e occupazionali. Posted on ottobre 5, 2013 at 15:40

18 LA REPLICA DI MAURIZIO PIRILLO "Dalla Cgil accuse illogiche. Rimesso in moto l'assessorato" Lunedì 07 Ottobre :01 Il dirigente generale dell'energia: "Non è vero che, col Patto dei sindaci, favoriremo le multinazionali. Sui consulenti, il sindacato ha preso un abbaglio. Il dirigente "punito"? Nessuna punizione, ma quel dipartimento negli anni passati non ha speso un euro di Fondi Ue". Controreplica del sindacato: "Illogico è il comportamento dell'assessorato" PALERMO - Pochi giorni fa, come riportato da Live Sicilia, la Cgil ha sferrato un duro attacco al governo regionale sul tema dei progetti relativi alle energie alternative. Secondo il sindacato, l'assessorato all'energia avrebbe favorito, con i suoi atti, le speculazioni e gli affari di multinazionali straniere e comunque non siciliane. Abbiamo ricevuto una replica del dirigente generale all'energia Maurizio Pirillo, che pubblichiamo integralmente. "Nell articolo pubblicato sui vostri giornali si legge di una dissertazione della CGIL non solo destituita di fondamento ma anche illogica verosimilmente indotta dal signor Alfio La Rosa, che come sport preferito sembra conoscere bene quello della sparata nel mucchio! In particolare si afferma: Il sindacato punta il dito contro il governo Crocetta: 'Gli interventi previsti favoriranno multinazionali straniere e ditte del Nord Italia. E apriranno a nuove speculazioni. La Regione, invece di affidarsi a 14 esperti già selezionati e pagati dall'europa, si affida a tre consulenti che finora non hanno prodotto nulla'. Innanzi tutto sorprende il tempismo da orologio di precisione di queste esternazioni giusto il 4 ottobre alle 19,00 quando il dipartimento energia ha già firmato in mattinata - la prima trance di finanziamento per i comuni tutti i 390 comuni dell isola per la redazione dei piani di azione dell energia sostenibile, che andrà in pubblicazione il prossimo lunedì, quindi teoricamente non noto ai più. 1

19 Secondo cosa: cosa c entra il pool di esperti con lo start-up del patto dei sindaci voluto dal Governo Crocetta finanziato con le risorse del PAC III? Al fine di chiarire, almeno per l opinione pubblica, e non certo per chi dispensa perle di saggezza creando solo confusione proviamo a spiegare come stanno le cose. Il famigerato pool di esperti nasce come iniziativa del precedente governo nel 2011 come strumento centralizzato di supporto alla regione ed ai comuni per la redazione dei piani di azione (paes). Non a caso le risorse per il finanziamento ricadevano nell asse 7 assistenza tecnica del po fesr con un costo stimato per 14 esperti per due anni pari a circa 2,5 milioni di euro, all'epoca fino al 2015 quindi oltre 4 milioni di euro. Dal 2011 al 2012 due anni! - tranne una intensa corrispondenza fra la programmazione e l energia non si è fatto assolutamente nulla! Tranne emettere un avviso e acquisire i curriculum di 180 candidati. Proprio perché le idee sono sempre poche ma confuse la selezione è stata avviata, sospesa, riavviata, sospesa e riavviata. Quando viene riavviata speditamente per l'ultima volta? Quando il governo Crocetta delibera nel febbraio 2013 l assegnazione di risorse per lo start-up del patto dei sindaci. Per intenderci i 30 milioni di euro, che solo per 17,6 milioni si fa per dire sono destinati alla progettazione dei paes e della progettazione esecutiva da essi discendenti. Cosa significa? Il precedente governo, si è limitato a prevedere un supporto ai comuni con il pool di esperti il governo Crocetta invece ha deciso di finanziare direttamente i comuni per la redazione dei paes. È evidente che le due cose non si sommano ma si elidono a vicenda anzi la permanenza del pool di esperti avrebbe, questo si generato un danno erariale, ed il fatto che si tratti di fondi comunitari non vuol dire che sono gratis! La redazione dei paes per la prima volta nella storia del coverant of majors = patto dei sindaci viene direttamente finanziato dalla Regione a tutti i comuni e verrà pagato a risultato ovvero una primo acconto a presentazione del paes il saldo ad avvenuta verifica di coerenza da parte della commissione europea. La Sicilia per impegno finanziario e copertura totale dei comuni è l'unica Regione in Europa a fare questo. In questo caso si responsabilizzano - senza nessuna intermediazione o consulenze create ad hoc - i comuni a fare piani di azione adeguati alle esigenze territoriali, coerenti con le linee guida europee e tramite una capillare attività sul territorio aumentare la cultura dell energia sostenibile in sicilia. La regione 2

20 dal canto suo, se i comuni, come speriamo, sapranno usare questa opportunità al meglio, avrà a disposizione il migliore partenariato nella definizione delle azioni in materia di energia nella prossima programmazione ed evitare che siano i singoli tenutari del verbo che partecipano ai tavoli della programmazione a stabilire quali bandi fare. Per poi non assumersi la responsabilità dei fallimenti della programmazione , come evidenziato dalla CGIL. Infatti quando il signor La Rosa parla, per bocca della CGIL, dovrebbe ricordare a se stesso ed alla CGIL che i tre bandi di filiera (il primo di 120 milioni, il secondo di 200 milioni ed il terzo di 25 milioni), prevedendo soglie minime elevate, non andavano bene per il tessuto imprenditoriale siciliano! Perché allora il buon La Rosa lo pubblicizzava acriticamente come una grande opportunità sul sito di FRED SICILIA nell ottobre del 2012? Perché non dava indicazioni in sede di concertazione, come rappresentante del partenariato, quando con decreto assessoriale del 2009 si stabilivano questi criteri per i bandi, e già con il flop del primo bando del 2010 non chiedeva di modificare i criteri? Stiamo parlando di 4 anni fa! E facile parlare e dispensare lacrime di coccodrillo, quando il danno è fatto! Oggi ritengo inconsapevolmente la CGIL si fa paladino di una critica senza senso e si contraddice quando afferma che la nuova programmazione deve tenere conto delle reali esigenze del territorio, senza capire che il Governo Regionale sta facendo esattamente questo. Aiutare i comuni nella pianificazione energetica del proprio territorio è un reale supporto alla creazione di una cultura all interno delle amministrazioni comunali e della popolazione. Non è sufficiente, come nella programmazione che finirà quest anno, finanziare di tempo in tempo qualche intervento qua e la illudendosi di avere fatto pianificazione energetica, dispensando incarichetti utili al politico di turno secondo il modus operandi di una certa politica o creare luoghi di governo che orientino gli incarichi e non i risultati! In sintesi, saranno i Comuni con i propri uffici o esperti scelti con procedure di legge, a redigere i paes, a farli dichiarare coerenti dall'europa in adempimento al patto dei sindaci sottoscritto. Infine per buona pace della CGIL e di deputati delusi, con l ultima rimodulazione di ottobre 2012 del po fesr le sperate risorse per il pool di esperti non ci sono più da tempo proprio perché qualche buontempone che gestiva i fondi comunitari ha compromesso la spendibilità delle risorse destinate all energia. Con fatica ed impegno stiamo cercando di mettere una pezza e non riproporre più errori del genere nella nuova programmazione con la quale l energia 3

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