Il 99,9% dei siti web è obsoleto

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1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto 1 Una malattia affligge senza distinzioni di sorta quasi tutti i siti web, dalle singole pagine di un sito personale alle variegate sezioni del sito di un azienda multinazionale. Maliziosa e ingannevole, la malattia si nasconde facilmente perché la sua presenza è legata proprio alle regole che governano il settore. Molti imprenditori e manager non lo sanno ancora, ma ormai è conclamata: si chiama obsolescenza e ha contagiato il 99,9% dei siti.

2 4 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto I siti possono funzionare apparentemente in modo corretto se si utilizzano i browser principali e più diffusi, ma fuori dagli ambienti più efficienti è inevitabile che i primi sintomi della malattia inizino a manifestarsi. Nell versioni più recenti di Microsoft Internet Explorer, Opera, Safari, Google Chrome e Mozilla (il browser open source basato su Gecko, il cui codice determina il funzionamento di Firefox e Camino) i layout costruiti con dovizia di particolari e i comportamenti sofisticati smettono inspiegabilmente di funzionare. L evoluzione continua di questi browser non fa altro che peggiorare le prestazioni della navigazione. Molti siti non hanno mai funzionato e non lo faranno mai se si utilizzano browser diversi da quelli più diffusi, dispositivi di navigazione per persone con diverse abilità e telefoni cellulari, mentre altri siti riescono a essere visualizzati solo in parte. Gli obiettivi aziendali e il budget sono fattori che determinano la scelta di ignorare i problemi di navigazione di alcuni browser e di altri device poco diffusi; in alternativa si può adottare una soluzione che rilevi la presenza di determinati dispositivi e browser in modo da visualizzare un codice delle pagine personalizzato, analogo a quello mostrato quando si utilizzano i browser convenzionali. Per comprendere la superficialità di questa tecnica di programmazione dei siti e l incremento in termini di costi e di complessità che ne deriva occorre studiare in dettaglio le differenze che esistono tra i browser più recenti, conformi agli standard web, e i browser che si utilizzavano negli anni passati. Browser moderni e standard web In questo libro le espressioni browser moderni o conformi agli standard stanno a indicare le applicazioni per la navigazione in Internet che sono in grado di riconoscere e supportare le istruzioni HTML e XHTML, CSS (Cascading Style Sheet), ECMAScript (chiamate anche JavaScript standard ) e W3C DOM (Document Object Model). La loro combinazione definisce degli standard che permettono di superare il semplice markup di presentazione e i linguaggi di scripting incompatibili tra loro, allo scopo di evitare l obsolescenza endemica che queste soluzioni implicano. Tra i browser conformi agli standard si devono includere l open source Firefox 3.5+, Microsoft Internet Explorer 7, 8 e versioni successive per Windows, Apple Safari 3.0/4.0+ per Macintosh OS X, Google Chrome e Opera Software Opera 9 o 10+. Questo elenco non include tutti i browser conformi agli standard; qualsiasi tentativo di riportare un elenco esaustivo è destinato a rendere obsoleto questo stesso libro! Va inoltre ricordato che l espressione conforme agli standard non significa perfettamente conforme agli standard. L impossibilità di indicare un browser che soddisfi al 100% la conformità agli standard non implica l evitare a priori l adozione degli standard web. Ci sono milioni di utenti che utilizzano Internet Explorer 6 per Windows, un browser per il quale il supporto degli standard è decisamente inferiore a quello che si può riscontrare in IE7+, Firefox, Opera e Safari; questo comporta forse che se gli utenti di un deter-

3 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto 5 minato sito utilizzano IE6 conviene l adozione degli standard web? Significa forse che si debba costringere gli utenti IE6 a effettuare un upgrade per evitare di perderli definitivamente? La risposta a queste domande è ovviamente negativa. Progettazione e sviluppo web orientati agli standard non significano che la progettazione debba riguardare solo i browser più recenti. Analogamente, l utilizzo di istruzioni XHTML e CSS non deve obbligare gli utenti di browser meno recenti ad abbandonare la loro applicazione preferita per la navigazione in Internet. È probabile che un sito realizzato adottando gli standard web abbia in IE6 un aspetto completamente diverso da quello che viene visualizzato utilizzando browser più recenti. In effetti, a seconda del metodo di progettazione utilizzato, può essere proprio diverso, ma questo può essere un elemento positivo. A dire il vero, alcuni progettisti ritengono opportuno raccomandare la realizzazione di stili che in IE6 migliorano la leggibilità delle pagine senza tentare di emulare l aspetto che lo stesso sito assume quando è visualizzato con i browser moderni; per saperne di più su queste tecniche di progettazione si può consultare l articolo Universal Internet Explorer 6 CSS di Andy Clarke (http://www.forabeautifulweb.com/blog/about/universal_internet_explorer_6_css). Nuove istruzioni per nuove operazioni I browser moderni non sono semplicemente una versione rinnovata delle applicazioni da cui derivano, ma differiscono in modo significativo rispetto ai predecessori e in molti casi sono stati riprogettati completamente. Mozilla Firefox, Camino e altri browser basati su Gecko non sono versioni aggiornate di Netscape 4, Opera 10 non si basa sul codice delle versioni precedenti del browser Opera. Queste applicazioni sono state realizzate con un codice nuovo per svolgere compiti nuovi: in altre parole, per aderire quanto più possibile agli standard web che verranno illustrati in questo libro. Al contrario, i browser in voga negli anni Novanta si basavano su tecnologie proprietarie (solo per Netscape, solo per Microsoft e così via) e prestavano un attenzione minima nei confronti degli standard. I browser meno recenti ignoravano gli standard in quanto tali e per quanto possa sembrare strano questa mancanza di supporto non costituiva affatto un problema. Se per esempio un determinato browser non supportava lo standard grafico PNG (Portable Network Graphic), gli sviluppatori non facevano altro che evitare di utilizzare quel determinato formato per le immagini da inserire nel sito. Questa forma di supporto, disorganica e imprecisa, si manifestava anche nei confronti di elementi fondamentali quali le istruzioni HTML e comportava la creazione di un ambiente di sviluppo web praticamente ingestibile. Si consideri un paziente che soffre perché la sua appendice è infiammata: non è difficile pensare che occorra ricorrere alle mani di un chirurgo che esegua un appendicectomia. Cosa succede invece se la rimozione dell appendice viene affidata a un tirocinante per giunta ubriaco, che riesce solo a squartare l addome del paziente e dimentica perfino di ricucire le ferite al termine dell intervento? Questa metafora

4 6 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto un poco truce illustra il carattere che poteva avere il supporto degli standard per i browser meno recenti: era a dir poco incompleto e molto pericoloso per la salute stessa del sito web. Netscape 4 ignorava le regole CSS applicate all elemento body e aggiungeva una serie casuale di spazi bianchi a tutti gli elementi della struttura della pagina web. IE4 riconosceva l elemento body ma pasticciava con le impostazioni di spaziatura. In una situazione come questa, come si poteva utilizzare in modo appropriato le istruzioni CSS? Non erano pochi gli sviluppatori che decidevano di non scrivere istruzioni CSS, mentre altri impostavano un foglio stile solo per colmare i difetti di IE4 e un altro foglio stile per risolvere le magagne di Netscape 4. Gli sviluppatori erano abituati a fornire fogli stile differenti per ciascun sistema operativo, solo per ovviare all utilizzo di font tra piattaforme diverse e alle differenze di utilizzo dell interfaccia utente. I fogli stile CSS non rappresentavano l unica difficoltà da superare: i browser non concordavano nemmeno sull utilizzo delle istruzioni HTML, delle tabelle e dei linguaggi di scripting che venivano impiegati per rendere interattive le pagine web. Non esisteva una tecnica consolidata per strutturare il contenuto di una pagina, per progettarne il layout o per inserire un comportamento sofisticato in un sito web. L esigenza di superare incompatibilità di funzionamento sempre più evidenti faceva sì che progettisti e sviluppatori dovessero realizzare versioni personalizzate di codice e markup non standard per risolvere i difetti evidenti dei diversi browser. All epoca questa era l unica strategia di design che si potesse adottare per creare siti da visualizzare utilizzando più di un browser oppure più di un sistema operativo. Oggi questa tecnica è completamente superata, dato che i browser moderni supportano tutti i medesimi standard aperti. Nondimeno è ancora praticata diffusamente, il che comporta un inutile intasamento delle risorse hardware/software e una frammentazione del sito web tale da rendere spesso le pagine del sito inaccessibili e inutilizzabili. La questione della versione La creazione di più versioni di markup e di codice non standard rappresenta il motivo principale dell obsolescenza perenne che colpisce la maggior parte dei siti e dei loro amministratori. Questa tecnica di sviluppo è nonostante tutto ancora troppo diffusa, anche se è indubbiamente costosa, inutile e ingiustificata. Di fronte alla presenza di browser che supportano gli standard web sono ancora molti gli sviluppatori che non li considerano come tali. Di conseguenza, si continuano a scrivere script che intercettano IE6 e che lo impostano con un codice esclusivo per Microsoft, anche se IE6 è perfettamente in grado di gestire istruzioni standard Java- Script e DOM. Gli stessi sviluppatori si sentono ugualmente autorizzati a inserire script e codice distinti per le ultime versioni di browser Mozilla, anche questi in grado di gestire gli standard JavaScript e DOM.

5 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto 7 I rischi dello sniffing Tutti i browser sono dotati di una stringa UA (User Agent), ovvero di una breve stringa di testo che include nome, versione del browser e tipo di piattaforma; la stringa UA svolge la funzione di firma digitale del browser impiegato per visualizzare una determinata pagina. I server web registrano spesso la stringa UA di chi visita un sito, in modo da accumulare informazioni che permettano di conoscere meglio la tipologia di utente che visita un sito. In realtà però gli amministratori del sito utilizzano codice JavaScript o istruzioni lato server per esaminare la stringa UA allo scopo di far visualizzare un contenuto appropriato per la piattaforma o per la versione del browser utente. Il problema di questa forma di sniffing (tecnica di analisi del browser) è che la stringa UA è inaffidabile. Il livello di sicurezza del computer utente o le impostazioni di rete possono fare in modo che la stringa non venga trasmessa al server, il che comporta il fallimento dello script di sniffing; in conclusione, l utente non visualizza le pagine in modo adeguato. Si deve inoltre considerare che tutti i browser moderni permettono all utente di modificare la propria stringa UA, utilizzando apposite estensioni (Firefox) oppure sfruttando un componente nativo del browser (Safari e Opera). Prima della versione 8.02 l impostazione di default del browser Opera identificava se stesso come Internet Explorer, proprio per evitare il blocco di siti che escludevano l utilizzo di browser diversi da IE. La fallibilità dello sniffing è stata evidenziata a seguito del recente rilascio di Opera 10, la prima versione identificata da doppia cifra. Questa importante pietra miliare dei browser è stata corrotta durante la fase di beta release del browser, quando una serie di maldestri script di intercettazione del browser ha alterato la registrazione della seconda cifra del numero di versione di Opera 10, identificando l applicazione come Opera 1. Questo problema si è manifestato in modo così diffuso da costringere i progettisti del browser a modificare l identificazione della versione da Opera a Opera 9.80, valore che corrisponde all ultima versione in cifra singola (http://dev.opera.com/articles/view/operaua-string-changes). Sfortunatamente, questo millennium bug della versione è destinato a ripetersi per tutti i browser che raggiungeranno prima o poi il numero di versione a doppia cifra, a meno di abbandonare lo sniffing del browser e adottare una tecnica di sviluppo più vicina agli standard web. La presenza di più versioni dei browser comporta costi e problemi sempre più consistenti. I siti realizzati adottando regole di scripting proprietarie e relative a browser ormai superati non possono più funzionare se vengono visualizzati da browser e dispositivi di navigazione moderni. Per risolvere questa situazione è forse necessario investire altro denaro per realizzare una quinta o sesta versione del sito? Cosa succede se non si può destinare nuovo budget per una nuova versione del sito? Molti utenti potrebbero rimanere bloccati quando visualizzano il sito.

6 8 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto Progettisti e sviluppatori che perseverano nell adottare tecniche antiquate di progetto perdono di vista il punto fondamentale del problema anche quando decidono di introdurre tecnologie che fanno parte degli standard web, per esempio XHTML e CSS. Invece di utilizzare gli standard per evitare la presenza di più versioni del sito, molti sviluppatori della vecchia scuola creano più file CSS specifici per un determinato browser o piattaforma, realizzando così soluzioni fallimentari fin dalla nascita (Figure 1.1 e 1.2). Figura 1.1 Nel 1999 il sito MSN Game Zone (http://zone.msn.com/blog.asp) vantava la presenza di tre fogli stile esterni e nonostante questo non poteva essere visualizzato correttamente utilizzando i browser più moderni. Il sito includeva anche svariati script (la maggior parte dei quali inline), tra i quali ingombranti script per l intercettazione del browser: nemmeno questi funzionavano correttamente. È raro che definire più versioni di codice possa risolvere un problema di questo genere. Queste tecniche di sviluppo si traducono solo in una perdita di tempo e di denaro. Nessuna soluzione di questo tipo è mai risultata efficiente. La creazione di più versioni di un sito che nessuno è in grado di utilizzare appieno non giustifica lo spreco di tempo e risorse necessari: i siti risultano ancora imperfetti e gli utenti vengono ancora bloccati.

7 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto 9 Figura 1.2 La schermata della figura precedente risale a quattro anni fa. Oggi la medesima pagina web ha un aspetto perfino peggiore, nonostante un codice ancora massiccio. Sono passati sei anni da quando Microsoft ha presentato nel mercato informatico il primo browser conforme agli standard, e alcune parti del sito dell azienda continuano a ignorare i rudimenti della progettazione con gli standard web! La negligenza la fa da padrona È sufficiente scalfire la superficie dei più importanti siti commerciali, per esempio Amazon.com e ebay.com, per rendersi conto di quanto siano tortuose le istruzioni di markup non standard e contorte le parti di codice JavaScript (che includono spesso script di sniffing inconcludenti), per non parlare di come sia concepito male l utilizzo degli stili CSS. È perfino lecito chiedersi come sia possibile che siti di questo genere riescano a funzionare utilizzando un browser qualsiasi. I siti non conformi agli standard riescono il più delle volte a funzionare solo perché chi li ha realizzati ha investito significativamente in strumenti di publishing che hanno tenuto conto della presenza di browser diversi tra loro allo scopo di generare versioni multiple e non standard, appositamente costruite sulle esigenze di particolari browser e piattaforme, come illustrato in precedenza nel paragrafo dedicato al problema della versione. Le prime quattro generazioni di Netscape Navigator e di Microsoft Internet Explorer non si limitavano a tollerare la presenza di markup non standard e di codice specifico per un browser particolare, ma incoraggiavano a incrementare l utilizzo disordinato di istruzioni personalizzate e di scripting proprietari, allo scopo di conquistare un proprio spazio di navigazione tra i browser Internet. Markup: un primo problema Nel gergo informatico si usa spesso l espressione garbage in, garbage out (letteralmente, spazzatura entra, spazzatura esce ) il cui significato può essere riportato al motto Si raccoglie ciò che si semina. In altre parole, tra le prime cose che un grafico web

8 10 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto apprende è che la qualità del materiale originale determina l efficacia e l efficienza del prodotto finale su cui sta lavorando. Prendete una fotografia ad alta risoluzione e di alta qualità e potete sperare di ottenere una stampa altrettanto di qualità oppure un ottimo elemento grafico da inserire in una pagina web. Provate a realizzare lo stesso prodotto finale utilizzando un istantanea di bassa qualità oppure un immagine a bassa risoluzione: è quasi certo che il risultato finale sarà praticamente inguardabile. Insomma, si raccoglie ciò che si semina o se preferite garbage in, garbage out. Il funzionamento dei browser meno recenti è diverso. Negligenti come sono, leggono markup e link non corretti nei file sorgenti JavaScript senza intoppi, visualizzando nella maggior parte dei casi la pagine del sito come se fossero completamente corrette. Questa forma assurda di negligenza ha incoraggiato nel tempo progettisti e sviluppatori a coltivare abitudini altrettanto assurde, oltre a convincere gli sviluppatori di soluzioni middleware e backend del fatto che le tecnologie XHTML, CSS e JavaScript siano sostanzialmente primitive. È poco probabile che l impiego sconsiderato e negligente di un certo strumento di sviluppo possa portare a risultati corretti. Si prenda per esempio la porzione di codice riportata di seguito, che contiene istruzioni estratte dal sito di e-commerce di una famosa azienda leader nel proprio settore: <td width="100%"><ont face="verdana,helvetica,arial" size="+1" color="#cccc66"> <span class="header"><b>join now!</b></span> </ont></td> Il tag ont è privo di senso e rappresenta semplicemente un errore di trascrizione del tag deprecato font; questo errore di battitura del tag è ripetuto migliaia di volte nel sito, grazie all impiego di uno strumento di publishing altamente efficiente. A prescindere dall errore di trascrizione di questo caso particolare, il tag font è stato deprecato da tempo e può essere sostituito dal markup indicato di seguito: <h3>join now!</h3> La combinazione di questo markup con una definizione adeguata del foglio stile permette di ottenere esattamente le stesse funzioni svolte dal precedente markup, confuso e non standard, risparmiare risorse del server e utente, oltre a semplificare l operazione nel suo complesso e rendere più flessibile il sito grazie alla presenza di un markup più significativo dal punto di vista semantico, il che include la possibilità di avere un codice leggibile in modo automatico, per esempio codice strutturato nei microformati che verranno presentati più avanti in questo libro. Il sito di e-commerce dell esempio precedente include anche un link JavaScript incompleto: <script language=javascript1.1src="http://foo.com/params.richmedia=yes&etc"> </script> Tra gli svariati problemi inclusi in questa istruzione è evidente il fatto che l attributo del linguaggio, privo di virgolette, si combina con il tag sorgente; in altre parole, al browser è richiesto l utilizzo di un linguaggio di scripting che non esiste ("JavaScript1.1src"). Sarebbe lecito aspettarsi che una simile istruzione provochi il blocco del sito, in modo da segnalare agli sviluppatori web la presenza di un errore da correggere; al

9 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto 11 contrario, fino a poco tempo fa le istruzioni JavaScript di questo sito continuavano a funzionare senza segnalare difetti con la maggior parte dei browser più diffusi, confermando l ipotesi che molti siti vengono realizzati con troppa negligenza. Non c è quindi da meravigliarsi del fatto che i massimi esperti di programmazione vedano il lavoro di sviluppo front-end come un settore privo di razionalità che non merita rispetto o attenzione. I browser moderni si pongono quantomeno il problema dell adozione degli standard web e diventano sempre più intolleranti nei confronti di istruzioni e markup formalmente incompleti e non corretti. L espressione garbage in, garbage out sta perdendo presa nel mondo dei browser e la conoscenza degli standard web assume un importanza sempre più determinante per tutti coloro che si occupano della produzione e della realizzazione di siti web. I rischi a lungo termine del forking Sono parecchie le aziende che hanno investito milioni di dollari per realizzare un sistema CMS (Content Management System) che risulti complesso ma abbastanza semplice da utilizzare. Chi si occupa di questo genere di software giustifica in parte l impegno esorbitante focalizzando l attenzione sulla necessità di soddisfare le esigenze di svariate versioni di codice non standard. Oltre a prevedere un investimento economico spropositato, questa tecnica di sviluppo web intacca la trovabilità del sito inglobando buona parte del contenuto significativo in un oceano di tag privi di significato (Figura 1.3). È ancora più riprovevole il fatto che questo sistema metta a dura prova la pazienza dell utente che utilizza una connessione lenta o uno smartphone, dato che la trasmissione di dati è ostacolata da operazioni di forking, tabelle annidate, pixel e altri oggetti grafici di separazione, cui si aggiungono tag e attributi antiquati e non validi. Cosa si intende per forking del codice di programmazione? Con il termine codice si intendono tutte le istruzioni che i programmatori predispongono per creare prodotti software, sistemi operativi e altre soluzioni normalmente incluse nel mondo virtuale delle informazioni digitali. Quando un progetto software prevede la collaborazione di più di un gruppo di lavoro può succedere che il codice si biforchi (in inglese fork) in più versioni diverse e incompatibili tra loro. Questa situazione si verifica soprattutto quando i singoli gruppi di lavoro stanno sviluppando soluzioni che riguardano problemi differenti oppure devono rispondere a esigenze dettate da obiettivi particolari. In generale questa mancanza di coerenza e di controllo centralizzato è considerata un elemento negativo del lavoro di sviluppo web. In questo libro l espressione forking del codice indica la consuetudine di creare più versioni di codice, incompatibili tra loro, allo scopo di soddisfare le esigenze di browser che non supportano le tecnologie standard JavaScript e DOM.

10 12 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto Figura 1.3 È una sfida trovare rapidamente la stringa Information on Volkswagen models and services nel markup HTML contorto e non strutturato di questa pagina del sito Volkswagen.com. Attenzione: le medesime difficoltà devono essere superate anche dai dispositivi di navigazione e dai motori di ricerca (http://www.volkswagen.com). Il forking del codice corrisponde altresì a uno sperpero di risorse di banda e implica costi che perfino un esperto contabile ha paura a riportare in bilancio. La dimensione del sito comporta in modo direttamente proporzionale un volume di traffico elevato e di conseguenza un maggiore spreco di denaro in termini di chiamate del server, ridondanza delle operazioni dati, ingombro delle immagini e presenza di istruzioni complesse e superflue. È difficile quantificare il rapporto che esiste tra i vari elementi che misurano l efficienza di un sito ma si può affermare che in generale un sito che riduce del 35% il peso delle istruzioni di markup evidenzia una riduzione del 35% anche in termini di consumo di banda. Un azienda che spende ogni anno $2.500 per la trasmissione dati

11 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto 13 può arrivare a risparmiare fino a $875, mentre un azienda che spende per lo stesso motivo $ all anno può risparmiare $ Si prenda per esempio la pagina iniziale del sito Volkswagen.com (Figura 1.4). Nonostante lo stile diretto ed elegante, le istruzioni di markup della pagina sono appesantite dalla presenza di codice JavaScript, antiquato e basato sull uso di tabelle, e di istruzioni CSS inline. Va considerato che non si tratta di un sito amatoriale, ma del portale internazionale di una multinazionale di spicco nell industria automobilistica e di un sito che viene visitato ogni giorno da milioni di utenti. È sufficiente moltiplicare i singoli byte sprecati da istruzioni HTML antiquate per il numero di visite che ogni giorno coinvolgono anche solo la pagina iniziale del sito per comprendere l enormità di gigabyte di banda che vanno sprecati dai server di Volkswagen e i costi proibitivi che devono essere affrontati. Il costo della singola pagina potrebbe diminuire in modo consistente anche solo a condizione di sostituire i markup inefficienti ed esosi per il consumo di banda (Figure 1.3 e 1.5) con istruzioni HTML e CSS più leggere e significative dal punto di vista semantico; questa operazione di pulizia porterebbe sicuramente a un aumento dei profitti del sito aziendale. Figura 1.4 Il sito di Volkswagen (http://www.volkswagen.com) ha un aspetto austero, convincente, piacevole. A questo punto è lecito chiedersi perché Volkswagen non abbia ancora cambiato le cose. È probabile che l azienda voglia mantenere il medesimo aspetto anche per i browser meno recenti che non supportano gli standard CSS. L ironia è che altrettanto probabilmente a un utente che ancora utilizza un browser vecchio di dieci anni poco importa dell aspetto del sito di Volkswagen; è probabile altresì che all azienda non interessi confrontare l aspetto del proprio sito in IE5 rispetto a quello che appare quando si utilizza Firefox 3 oppure IE8. Da questo punto di vista la realizzazione delle

12 14 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto Figura 1.5 Il sito appare bello solo fino a quando non si va a vedere cosa c è dietro le quinte. È sufficiente sbirciare sotto la superficie utilizzando la funzione del browser che visualizza le istruzioni HTML per rendersi conto che il codice e il markup di questo sito sono assurdamente contorti. pagine nel rispetto delle tecniche illustrate in questo libro consentirebbe al team di sviluppo del sito di Volkswagen di mettere a disposizione un contenuto accessibile a tutti i device e browser anche se lo stesso può non valere per le raffinatezze del design. Il fatto che un azienda del calibro di Volkswagen trascuri la possibilità di adottare gli standard web la dice lunga sulla convinzione più che radicata che associa il Web a una qualsiasi altra forma di pubblicità editoriale e che vede gli sviluppatori web portare alle estreme conseguenze la necessità di garantire la compatibilità retroattiva delle loro soluzioni, a prescindere da qualsiasi logica di usabilità del prodotto e perfino di economia dei costi. I costi occulti del markup ridondante Si prenda una pagina web vecchio stile il cui codice è costituito da istruzioni e markup che occupano 60 KB e si supponga di sostituire gli antiquati tag font e altri comandi proprietari e di presentazione con una serie di regole CSS e di markup

13 Capitolo 1 Il 99,9% dei siti web è obsoleto 15 strutturati, in modo da ottenere un peso di pagina pari a 30 KB. A dire il vero, in genere si riesce a sostituire una pagina da 60 KB con una pagina che occupa anche meno di 22 KB, ma per l esempio che si sta considerando può essere sufficiente avere un risparmio di banda pari al 50%. Linea di trasmissione T1 Scenario: il sito web di un ente pubblico o privato (l host del sito è l ente stesso) viene utilizzato da una quota costante di utenti, da valutare intorno alle centinaia di utenti attivi in ogni istante della giornata. La riduzione a metà dell ingombro delle pagine del sito permette all ente di risparmiare mille dollari al mese. Come funziona: prima della riduzione d ingombro, l hosting del sito richiede quattro linee T1, ciascuna delle quali viene affittata al costo di $500 al mese, che corrisponde alla tariffa di noleggio di una linea T1 da 1,544 megabit al secondo. A seguito della riduzione a metà dell ingombro delle pagine, l ente può gestire l hosting del sito utilizzando due sole linee T1, risparmiando in questo modo $1.000 al mese per l affitto delle linee di trasmissione. Oltre a guadagnare in termini di consumo di banda, si registra anche una diminuzione delle spese hardware, cui si aggiunge una diminuzione delle spese di memorizzazione dati e di energia da imputare al data center, energia che si consuma per far funzionare le macchine e per garantire la temperatura corretta degli ambienti. Proprio così: gli standard web contribuiscono a salvare il pianeta anche da un punto di vista ambientale! La semplificazione del markup comporta una maggiore velocità di distribuzione delle istruzioni sul browser utente. A sua volta, una maggiore velocità implica un impegno inferiore da parte del server e una minore quantità di server da acquistare, mettere in funzione e sostituire periodicamente. Questo vale soprattutto per i server che devono gestire contenuto dinamico e database di informazioni, il che riguarda tutti i siti di e-commerce, la maggior parte dei siti moderni che offrono contenuti e perfino gran parte dei blog. Conteggio dei megabyte Scenario: l hosting del sito che sta crescendo in termini di popolarità comporta una serie di costi mensili legati al trasferimento di dati, la cui entità può superare il budget previsto per somme che vanno dalle centinaia alle migliaia di dollari. La riduzione a metà della dimensione dei file riporta i costi mensili a livelli accettabili. Come funziona: molti servizi di hosting assegnano ai propri clienti una quota fissa e mensile che comprende il trasferimento di una certa quantità di file, per esempio non superiore a 3 GB. Se le trasmissioni non superano questo limite non ci sono costi aggiuntivi, ma al superamento della quota fissa i costi aumentano in modo anche molto consistente. È noto il caso in cui una società di hosting rifilò al designer Al Sacui una fattura aggiuntiva di $ quando il suo sito, Nosepilot.com, superò la quota fissa mensile di traffico. È vero, si trattò di un caso eccezionale e Sacui poté evitare di pagare la cifra in questione dopo aver dimostrato che l host aveva modificato le condizioni del

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