UN SOGNO IN CANTIERE

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1 QUANTA VILLAGE NEWS 71 Settembre Dicembre 2014 Speciale SETTIMANA DELLO SPORT QVApp HCM24 - ews pubbl. trimestrale registrazione 267/2004 tribunale Milano Poste Italiane Spa - Sped. A. P. -70% - LO/MI N.1/ Anno X - N 71 -settembre-dicembre 2014 Nuova Area Fitness UN SOGNO IN CANTIERE

2 Quanta FisioMed Poliambulatorio Visite specialistiche SPORTIVA NON AGONISTICA SPORTIVA AGONISTICA ORTOPEDICA DIETOLOGICA OSTEOPATICA CARDIOLOGICA FISIATRICA ALLERGOLOGICA-IMMUNOLOGA TEST ALLERGOLOGICI Trattamenti riabilitativi in acqua, su sabbia e in palestra. Trattamenti TECAR LASER ULTRASUONI IONOFORESI ELETTROSTIMOLAZIONE MASSOTERAPIA MASSAGGIO SPORTIVO MASSAGGIO DECONTRATTURANTE LINFODRENAGGIO TRATTAMENTO DI RIABILITAZIONE TRATTAMENTO OSTEOPATICO Via Assietta, 19 - Milano (MM Affori FN) tel fax

3 IN QUESTO NUMERO P E N S I E R I. I N. L I B E R T À L I N T E R V I S T A W O R K S P E C I A L I S T S QUANTA VILLAGE parola di santo CONVEGNI Grandissime novità in arrivo al Quanta Village Santo Versace si racconta al Il calendario di eventi targati Quanta Italia EDITORIALE Facce di Bronzi 5 SPORT QUANTA ESTATE! 29 VILLAGE PEOPLE UN ATMOSFERA SPECIALE 42 A SOSTEGNO DELLO SPORT 31 DICONO DI NOI RASSEGNA STAMPA 11 UN ABBIATI SOTTO RETE 33 WEB NUOVI SITI QUANTA 44 TRIBUNA STAMPA ALLENATI A RESISTERE 12 HOCKEY L AVVENTURA CONTINUA 36 QVApp 45 AMARCORD INSEGNARE NON IMBRATTARE 14 SALUTE I TRAUMI DELLO SPORTIVO 38 AREA BIMBI IMPARIAMO L INGLESE 46 SETTIMANA DELLO SPORT IL PROGRAMMA 25 MUSICA nutrire lo spirito 40 AGENDA I PROSSIMI APPUNTAMENTI 48 3

4 e20da15anni la nostra esperienza al servizio della vostra azienda... CONVENTION Allestiamo in modo personalizzato le aree scelte in esclusiva per il vostro evento. Mettiamo a disposizione il miglior staff per accogliere e servire gli ospiti. Elaboriamo con voi l offerta catering personalizzata in base alla tipologia dell evento. Gli spazi convention: 2 aule formazione da 30 e 40 posti, munite di videoproiettore 3 uffici per colloqui individuali Sala convegni da 140 posti, oscurabile, dotata di videoproiettore e impianto audio di ultima generazione Aula informatica dotata di videoproiettore OUTDOOR TRAINING Organizziamo giornate di formazione in un contesto rilassante. Mettiamo a disposizione della vostra azienda gli spazi e i servizi del Quanta Village, fornendovi un assistenza completa. Varie soluzioni per il team building: cucina, hockey, football americano, beach volley, calcio, apnea e running sono alcune delle attività proposte per rendere affiatato e complice lo staff. CENE AZIENDALI Nell ampia Pizzeria, nelle sale Ristorante, nei tanti spazi all aperto possiamo ospitare pranzi e cene aziendali, incontri natalizi e di fine anno, anniversari, cene di gala e di rappresentanza. FAMILY DAY Eventi formato famiglia nell area riservata ai più piccoli (6000 mq), dove poter stare insieme e svolgere gare di sumo, tiro con l arco, mini calcio, mini beach volley, cooking. Il contesto più idoneo per rafforzare i rapporti umani tra colleghi. TORNEI AZIENDALI Ci occupiamo di tutte le fasi, dall organizzazione del tabellone all arbitraggio, alle premiazioni. Assicuriamo l assistenza e la sicurezza necessari, sapendo fornire anche tutti i confort necessari. Ospitiamo tornei di calcio, basket, beach volley, nuoto, tennis, hockey, running e le olimpiadi aziendali. Nel dettaglio: 16 campi da tennis di cui uno da 800 posti a sedere 5 campi da beach volley/beach tennis 2 piscine 2 campi da calcio a 7 campo da calcio a 5 campo da calcio a 3 sale fitness pista da roller pista di running SOLUTIONS Il Quanta Village è il luogo ideale per set fotografici e temporary shop. Disponiamo di spazi all interno della struttura per promuovere la vostra azienda. I servizi di comunicazione e consulenza grafica completano la nostra offerta. Quanta Village via Assietta Milano (Mi) tel anni

5 > Editoriale FACCE DI BRONZI Mentre i cantieri rallentano, gli appalti si fermano, il Seveso e il Lambro straripano, il governatore Roberto Maroni ormai padre-padrone dell EXPO non trova di meglio che affidare a Vittorio Sgarbi il non meglio precisato ruolo di ambasciatore per le belle arti per il mega evento del prossimo anno. Che ci fosse bisogno di una figura di questo genere è già discutibile; che ci fosse bisogno di chiamare per il ruolo Vittorio Sgarbi lo è ancora di più, e non certo per l incompetenza in materia (siamo i primi a riconoscere che è il numero uno), quanto perché come da DNA del personaggio un secondo dopo il suo insediamento aveva già scatenato il putiferio: Vogliamo i bronzi di Riace a Milano, sono un patrimonio di tutti. Gli ha risposto benissimo Marco Magnifico, direttore generale del FAI, dalle colonne del Corriere della Sera: In una città che ha la Pietà Rondanini, L ultima cena, i capolavori di Brera, del Castello, e poi il neo classico della Scala, la Galleria, Palazzo Reale, i palazzi di Portaluppi diamo tutto per scontato? Lo star system chiede di più? Ma per favore A noi milanesi tocca ora il compito di raccontare bene la nostra storia, con ciò che nei secoli ci ha lasciato e senza attingere altrove. Quello che stupisce non è tanto il fatto che il sommo Vittorio abbia approfittato di questa nuova opportunità per lanciare l ennesima provocazione, quanto che il lombardo, leghista e padano governatore abbia avuto bisogno del direttore del FAI per farsi ricordare quanto Milano (e la Lombardia più in generale) non abbia nulla da invidiare al resto d Italia per tesori e belle arti. Né tantomeno possano spostare l ago della bilancia i due bronzi calabresi, maltrattati questo sì dall incuria e insipienza di qualche sovrintendente locale, ma non certo indispensabili per il successo culturale di EXPO. Viene il sospetto che tutto questo sia servito, in questa fredda estate 2014, per spostare l attenzione dei nostri governanti lombardi da ben altri problemi: quello dei ritardi nei lavori, quello di una viabilità insostenibile, quello anche diciamocelo di una metropoli che al primo violento acquazzone viene inondata dalle acque di due fiumiciattoli quali il Seveso e il Lambro, problema di cui nessuno pare sembra venire a capo. Ora la domanda che viene spontanea è: ma se a Milano invece del Seveso e del Lambro ci fossero stati la Senna o il Tamigi cosa succederebbe ogni estate? Un esodo biblico? Avremmo parcheggiata in piazza Duomo l Arca di Noè per mettere in salvo uomini e bestie? Intanto dati dell ASL milanese ogni giorno viene chiuso un locale per cibi avariati e mancanza d igiene. E noi stiamo a parlare dei Bronzi, con una bella faccia di bronzo. Dario Colombo 5

6 > Pensieri in libertà Il Quanta Village scatenato Nei contesti recessivi del nostro settore ed in totale controtendenza rispetto ai nostri concorrenti, chiuderemo un 2014 con forti investimenti ed abbiamo programmato un 2015 con tanti sogni straordinari da realizzare Sarà contenta Chiara Bisconti Assessora allo Sport del Comune di Milano se una volta tanto non parlo (male) di lei e (malissimo) della sua Milano Sport S.p.A nei miei trimestrali Pensieri in libertà : ritengo infatti assai più interessante in questo numero farvi parte dei nostri sogni più prossimi che riguardano il Quanta Village, sogni straordinari per impegno finanziario e complessità realizzativa, ma che dovrebbero permettere tra otto mesi circa ai nostri Soci e Frequentatori di poter utilizzare nuove bellissime strutture, che, con quelle già esistenti, ci proietteranno al top qualitativo in Italia probabilmente secondi a nessuno. Con una dimensione di nuovi investimenti che saranno con ogni probabilità unici ed irripetibili per almeno diversi anni nello scenario delle strutture sportive pubbliche e private di Milano. di UMBERTO QUINTAVALLE Presidente Quanta Parto proprio da questo scenario: da diversi anni, un decennio circa, tutte le strutture sportive milanesi, con rarissime eccezioni, sono nel loro complesso sistematicamente in perdita, alcune anche con più di qualche affanno finanziario. Dalla lettura dei bilanci 2013 dei principali players del settore a Milano, in particolare dei due più importanti soggetti giuridici, uno pubblico (Milano Sport S.p.A.), l altro privato (l Harbour Club) si evince facilmente che la crisi, lungi dall essere superata, non lascia intravedere sbocchi né di breve né di medio periodo. E così, da anni e con rarissime eccezioni come la nostra, non c è alcun privato che investa più un Euro, mentre il Pubblico è solo affannato a cercare di ridurre le proprie vistose perdite ed a mettere toppe alle troppe carenze qualitative dei propri impianti: fare pianificazione pluriennale cercando di proiettarsi nel futuro con progetti seri, idee vincenti e qualche sogno importante di complessa realizzazione non è proprio tema per la più parte dei players del 6

7 Un prospetto della nuova palazzina in fase di costruzione. nostro settore. Lacrime e sangue dunque in prospettiva per le strutture e lo sport milanese in generale diretta derivazione di politiche comunali delle tre ultime Giunte, Albertini, Moratti e Pisapia assolutamente sbagliate, come da anni denunciamo inascoltati, prive di obiettivi chiari e strategie di ampio respiro, punitive per la libera concorrenza (ma in compenso punitive, e molto, per le casse comunali), di un populismo sfrontato finalizzato a raccogliere voti che ha finito per azzerare entusiasmi, imprenditorialità ed il tipico buon senso milanese. Come se non bastasse su un corpo già malato, si innestano, per quei rarissimi privati che volessero pensare di tornare ad investire, due ulteriori problemi non esattamente marginali di cui posso parlare con assoluta certezza avendoli vissuti sulla nostra pelle in tempi recentissimi. Il primo riguarda la montagna burocratica che si frappone alla realizzazione di un qualunque nuovo progetto: un diaframma, per chi come noi non ha corsie preferenziali o non accetta di fare o subire porcherie, totalmente incomprensibile, con regole ingarbugliate qualche volta contraddittorie corredate da una infinità di se, ma, nel caso in cui ecc, dalle tempistiche costose ed assolutamente incerte. La cui gestione è affidata per lo più a burocrati acefali, ora anche terrorizzati di finire sui giornali per marachelle commesse o solo ipotizzate: sottolineo per lo più perché dopo un numero incredibile di mesi da noi inutilmente persi prima per via del noto esproprio proletario poi per poter ottenere una cosa semplicissima come un autorizzazione a costruire nell ambito e nel rispetto totale di Leggi e PGT esistente, abbiamo trovato un Funzionario intelligente e preparato che, in tempi ragionevoli, ci ha pilotato fuori dalle...strutture, che, pastoie burocratiche facendoci finalmente intravedere il momento del go!. con quelle già esistenti, Il secondo riguarda l incredibile, assurda ci proietteranno al top pesantezza degli oneri di urbanizzazione dovuti al Comune di Milano per qualitativo in Italia poter costruire che nel nostro caso, ma immagino per tutti, gravano tra il 20% ed il 25% del totale dell investimento. Una enormità bloccante in un momento tra l altro in cui la liquidità dei privati scarseggia ovunque. Con queste zeppe, come sia possibile pensare di rilanciare non solo gli investimenti nelle strutture sportive milanesi, 7

8 > Pensieri in libertà ma tutta l edilizia meneghina, soprattutto nel dopo Expo, per me rappresenta un mistero. Ma finalmente, con un maxi investimento in totale controtendenza rispetto alle frenate a mano dei nostri competitors e della situazione generale, nella seconda metà di settembre dovremmo riuscire ad aprire il cantiere del nuovo sogno. Cantiere che in realtà dovrebbe alla fine permettere di realizzare in cascata non uno, ma ben sei sogni diversi, tutti importanti per noi, per chi vuole bene al Quanta Village frequentandoci a vario titolo e dulcis in fundo anche e finalmente per gli abitanti della Zona 9, incidentalmente la più popolosa di Milano. Vado con ordine cercando di ridurre al minimo l entusiasmo che questo progetto ha generato in tutti noi addetti ai lavori. Dalle notizie un po scappate in queste settimane ma soprattutto dalla copertina di questo, è confermato che andremo a costruire sul fronte occidentale della nostra Club House, lato pizzeria per intenderci, una nuova struttura di quattro livelli, 1700 mq circa complessivi, destinata ad ospitare per i nostri Soci e i nostri Frequentatori ai livelli +1 e +2 fitness, danza e corsistica varia. Al livello 0 ci sarà il nuovo ingresso Frequentatori con autonoma Reception, negozio articoli sportivi, bagni e collegato con la Pizzeria esistente un nuovo gradevole e soprattutto funzionale bar che d estate avrà tavolini anche all esterno fronte pineta. Al livello 1 ci saranno spogliatoi nuovi dedicati ai nostri Frequentatori fitness, danza e corsistica ed ai nostri Frequentatori tennis. Il tutto non so se sarà il più importante per dimensione a Milano, certo lo sarà per qualità: tutta la struttura infatti non solo sarà di una modernità però elegante, dotata dei migliori impianti, ma sarà anche immersa completamente nel nostro verde fatto da tanti alberi bellissimi per lo più sempreverdi che circonderanno tutta la nuova struttura di cui di fatto faranno parte. Struttura che per inciso coniugherà in modo non banale e credo con un effetto finale inaspettatamente gradevole, due diverse architetture, la prima bella ma datata della Club House attuale, la seconda che necessariamente ha bisogno di spazi, dimensioni, impianti e logiche un po diverse da quelle esistenti. L Architetto Ermanno Ranzani che già ha eccellentemente interpretato pensiero ed esigenze Quanta nel progettare il nostro bellissimo Head Quarter, mi sembra sia riuscito appunto a coniugare con semplicità ed eleganza situazioni all apparenza molto diverse. L investimento è di quelli importanti, molto importanti, almeno per noi, aggirandosi su poco meno di : meno di otto mesi per realizzarlo non sono tanti (soprattutto se comparati agli oltre tre anni che Milano Sport avrà bisogno per rifare il Pala Lido) e sono un impresa anche organizzativamente assai ardua. Contiamo, anzi dobbiamo, però farcela anche perché così facendo saremo pronti a maggio 2015 ad ospitare anche i visitors stranieri in concomitanza con l avvio di Expo. Un sogno straordinario che però, come dicevo sopra, in un colpo solo, permetterà una volta realizzato di materializzarne non uno ma altri cinque: mi spiego. Il nuovo fitness, libererà automaticamente l area oggi ad esso dedicata (l attuale tensostruttura) che è ridossata all area riservata ai bambini con le loro famiglie. Ciò permetterà il secondo sogno, quello cioè di ampliare la vasta area già oggi esistente (1.800 mq) ben attrezzata, ma tutta scoperta, con uno spazio di 350 mq coperto, dove tutto l anno e non solo quindi nei periodi caldi far scatenare i nostri ragazzi, senza una nuova struttura di quattro livelli, 1700 mq complessivi sovrapposizioni con le altre categorie di Soci e Frequentatori. Il terzo sogno deriva automaticamente dal poter spostare nella nuova costruzione gli spogliatoi maschili e femminili dei Frequentatori fitness dall attuale spogliatoio comune piscina-fitness, con ciò permettendo di lasciare ai soli Frequentatori piscina tutto l attuale spogliatoio. Considerando che nella nuova costruzione saranno previsti anche nuovi spogliatoi per i Frequentatori tennis, realizzeremo anche il quarto sogno e cioè quello di poter avere per ogni tipologia di sport e per ognuna delle due tipologie di nostri utenti, Soci e Frequentatori, spogliatoi assolutamente dedicati ed il più possibile vicini all area dove si praticherà lo sport preferito: così i Frequentatori della piscina avranno i loro spogliatoi dedicati, così come quelli del fitness, quelli del beach tennis e beach volley, idem per il pattinaggio, il calcio ed il tennis. Stesso discorso per i nostri Soci siano essi Sport o Gold che avranno, per il momento, gli attuali ottimi spogliatoi, in attesa in futuro di averne altri ancora migliori. Il quinto sogno che andremo a realizzare riguarderà proprio i nostri Soci che avranno ancora più spazi riservati: oltre 8

9 agli attuali già assai ampi, parcheggi e spogliatoi inclusi, avranno di fatto in esclusiva tutta la vecchia Club House con l eccezione della Pizzeria che potrà comunque essere da loro frequentata in ogni momento; in più avranno dal prossimo aprile-maggio una Reception e un bar con veranda a loro riservati come pure una pineta leisure in esclusiva così come i campi da tennis 13, 14, 15 e 16. Con lo spostamento del negozio e dell area corsi nella nuova costruzione, guadagneranno poi nuovi importanti spazi che vedremo nei prossimi mesi, sentendo anche il loro parere, come meglio utilizzare dal prossimo maggio....tutta la struttura sarà di una modernità però elegante, dotata dei migliori impianti Vengo ora a descrivere il sesto sogno che potremmo realizzare se la burocrazia non impiegherà i soliti anni luce a dare il necessario benestare, quello che finalmente farà felici non solo chi per raggiungere il Quanta Village utilizza la linea 3 MM o il trenino delle FN in partenza da Cadorna, ma anche una bella fetta degli abitanti di tutta la Zona 9. La normativa comunale dà infatti la possibilità di dirottare una parte degli oneri di urbanizzazione che si devono comunque pagare, per realizzare un investimento di pari importo ma di interesse sociale, con il gradimento ed il benestare della Presidenza della Zona dove tale investimento si andrebbe a realizzare. Ben sapendo da quanto tempo noi e numerosi abitanti della Zona 9 rappresentati dal combattivo Dottor Cesare Grossi chiediamo a gran voce e con migliaia di firme raccolte (sempre inascoltati) di avere un collegamento navetta o bus con la stazione di Milano Affori, abbiamo pensato di sottoporre alla Dottoressa Beatrice Uguccioni Presidente della nostra Zona un progetto che attraverso la costruzione di due pensiline, la modifica di alcuni tratti di marciapiedi, l abolizione di un isola spartitraffico, lo spostamento di due semafori ed un po di illuminazione in più, permetta ad un qualunque bus dell ATM in partenza dalla Stazione di Affori di collegare con una sorta di anello la Stazione stessa con la Via Assietta e la Via Litta Modigliani. Il progetto è molto piaciuto a tutti i nostri interlocutori (e ci mancava solo!), tecnicamente si può fare ed è finanziato da una parte degli oneri di urbanizzazione della Quanta. Il problema come detto si chiama quindi solo burocrazia milanese: noi con la seconda metà di settembre per poter partire con i lavori come dobbiamo fare per rispettare i tempi di consegna, dobbiamo aver pagato gli oneri. Sta al Comune ora fare un operazione semplicissima, autorizzativa nei tempi richiesti. Se non la farà sarebbe ignobile e 9

10 > Pensieri in libertà Ecco come apparirà la nuova palazzina vista dal solarium della piscina. ne risponderà insieme alla Presidenza della zona 9 agli elettori. Noi gli oneri in un modo o nell altro li dobbiamo comunque pagare, potendo scegliere sapremmo benissimo come ed a chi. Dal 2015 quindi sia per i nostri Soci che per i nostri Frequentatori ci dovrebbe essere un Quanta Village ancora più unico, un Quanta Village scatenato, appunto! Ed i sogni potrebbero non finire qui, ma avremo tempo nel prossimo quinquennio per provare a raccontarli e magari realizzarli anche se oggi a ragionarci freddamente mi appaiono un po come sogni dei matti! Per il momento invece vi racconto quelli che sono stati gli importanti investimenti di quest anno, alcuni dei quali sono in corso d opera altri già realizzati: per i Soci abbiamo prima finito di realizzare con gennaio 2014 e messo a regime i nuovi spogliatoi, poi abbiamo attrezzato in esclusiva per loro una intera pineta leisure tra la piscina ed il campo da tennis 13. Per chi pratica calcio a 5 abbiamo sostituito a fine luglio in un campo leggermente più grande del precedente, la vecchia erba sintetica con una di nuova generazione. Per gli amanti del tennis abbiamo acquistato tre nuovi palloni pressostatici di nuova generazione molto luminosi ed a risparmio energetico per i campi 3, 4 e 13. Per i nuotatori la nostra piscina avrà con metà settembre una nuova pressostruttura, molto bella e scenografica. Per tutti abbiamo quasi raddoppiato i nostri percorsi pedonali con asfalto rosso ed andremo a piantare a fine novembre altri 120 alberi sempreverdi. UN RINGRAZIAMENTO E Ofelè fa el to mesté Ringrazio i molti lettori che nelle varie forme hanno ritenuto di segnalarmi apprezzamento e condivisione per quanto da me scritto nell ultimo di giugno. Confermo però a tutti coloro che mi hanno sollecitato ad entrare nell agone politico, che è un passaggio che non farò mai ancorché mi sia stato già proposto in passato una mezza dozzina di volte. Per carattere, attitudini, decisionismo e scarsissima capacità di accettare compromessi e mediazioni sarei un pessimo rappresentante del popolo: nel mio piccolo però, senza voler appartenere alla casta, faccio anch io politica, a mio modo e dall esterno, incalzando i politici neghittosi e magari incapaci, denunciando senza peli sulla lingua quelli che mal gestiscono il bene pubblico e proponendo soluzioni alternative a quelle che vado a criticare. Cerco invece, nonostante l anagrafe, di fare bene un mestiere che conosco anche per tradizioni famigliari e mi appassiona molto che è quello dell imprenditore etico. Che tra l altro ha in pancia la mission morale di formare seriamente le giovani leve, insegnando loro principi sani e cercando alla fine di trovare loro un lavoro adatto che dia soddisfazione e futuro. In breve ritengo assolutamente applicabile anche a me l adagio milanese ofelè fa el to mesté : meglio se bene. Comunque grazie anche per questa espressione di stima. 10

11 >Dicono di Noi TENNIS Italiano dedica uno speciale al Quanta Village Il Sole24Ore Focus Speciale Canton Ticino Leather Luxury Articolo dedicato a Quanta Sistema Moda 11

12 >Tribuna Stampa Allenati a resistere di Oscar Eleni* Daniele Meucci Medaglia d Oro Europei 2014 Allenati, fino dalla nascita, se capiti nell ospedale sbagliato, a resistere a tutto, meno che alla tentazione di dare il giusto peso alla fatica, alle imprese di chi si guadagna il pane duramente, nello sport, nella vita. Campioni dello sport guardato, recitato, chiacchierato, restiamo spiazzati in estate quando vanno in scena gli sport dove non basta buttarla dentro, perché bisogna anche convincere il cronometro e i giudici che sei più bravo degli altri. L Europa che ci guarda sempre con sospetto ha scoperto la resistenza dei nostri corridori di fondo, il mondo che si è spesso convinto di trovarci in difficoltà quando bisogna nuotare controcorrente, si è reso conto che esiste una scuola italiana capace di lavorare bene. Campioni della fatica se vanno a piedi come l ingegner Meucci, campione di maratona, come la Straneo senza milza che ha trovato nella corsa il mondo nuovo portando sul podio continentale una squadra femminile di ragazze capaci di sfidare il muro della fatica. Siamo resistenti a tutto direbbe il nuotatore Paltrinieri navigando verso i primati europei dei 1500 metri nuotati a stile libero, avendo come scudiero il fedele Detti. Ma lui ha trovato l oro nell incanto di un velodromo. Nell acqua limacciosa del lago di Berlino c è stata una nuotatrice bolognese, Martina Grimaldi, che non ha potuto guardare il sole fino all ultima bracciata, ma poi si è vestita d oro. Siamo sbalorditi da come viaggiano forte le nostre donne dello sport, come si tuffano bene direbbe la Cagnotto. A Zurigo ci siamo fatti aiutare anche da una ragazza cubana che abbiamo mandato ad allenarsi negli Stati Uniti, ma a Berlino, europei di nuoto, è proprio tutta roba nostra, di un sistema dove il centralismo tecnico non ha tradito il grande seminatore Castagnetti che ha fatto nascere questa scuola. L atletica è stata meno esigente, sembra avere meno memoria se non riesce a portare nelle scuole di Formia e Tirrenia i suoi migliori talenti. Il nuoto, per fortuna, questa memoria l ha conservata. Difende il padre fondatore con la forza mai dimostrata da chi doveva pur sapere chi erano i maestri dei Mennea, delle Simeoni, dei grandi maratoneti, dei fondisti, degli ostacolisti quando c era calvesi, dei lanciatori. Il nuoto può già guardare verso le Olimpiadi a Rio nel 2016 anche se Federica Pellegrini, regina di un secolo, prima o poi, dirà di non poterne più dell acqua con tanto cloro. L atletica non sa ancora se le daranno il minimo per programmare in maniera rigorosa il biennio che ci porta verso i Giochi brasiliani. Perché guardare con allarme così lontano? Di certo nuoto e atletica non faranno peggio di quello che ci ha offerto il calcio familiare di una squadra dal codice di comportamento molto fragile, eppure sono con la mano testa. Perché lo avete visto bene come vengono trattati gli sport che gli ignoranti considerano minori pur sapendo che sono la base di qualsiasi disciplina, dello stessa vita sociale di ogni giorno. Saper correre, nuotare, camminare, saltare, cose naturali, ma faticose se fatte in una gara. Le prime pagine dei giornali sportivi si mangiano tutto lo spazio ascoltando il mal di pancia degli agenti che poi fanno il colpaccio. Difficile rubare una testata, un titolone anche se ti chiami Pellegrini, se fai capolavori come Paltrinieri, vuoi mettere l ultima bravata del miliardario infelice del pallone? Certo è difficile resistere a tutto questo, allenarsi un anno per due giorni di gloria, incassando un decimo di quello che va in tasca a qualsiasi tennista o golfista di medio livello, figurarsi i calciatori. Eppure anche davanti a giornate trionfali come quelle sotto i tigli di Berlino, nel velodromo diventato piscina, un miracolo che da noi manda in crisi affettiva chi non ha mai ricostruito il palasport di Milano, chi sta ancora litigando per sapere se si riuscirà a portare a San Siro-Meazza la finale della Champions, c è chi fa dell ironia. Atletica e nuoto vorrebbero un po di soldi in più da prendere al calcio. Ma come osano? Vero che gli stadi fanno schifo, che il campionato attira sempre meno, ma loro si sentono il motore. Voi che correte e nuotate, magari anche forte e anche bene, accontentatevi delle solite briciole, una settimana di gloria poi tornate nelle caselle anonime di una enigmistica sportiva che piange soltanto se ci mancano le medaglie, ma non sa mai dirti come fare per arrivarci. *Il Giornale 12

13 DA OLTRE 160 ANNI UNA STORIA FATTA DI SUCCESSI Qualità, tradizione e cultura sono la forza di Birra Menabrea. Una birra d èlite basata sul concetto di fatto a mano e che da oltre 160 anni continua a raccogliere premi internazionali. Riconoscenze che sono rintracciabili nella qualità delle acque biellesi, nella scelta del luppolo, del ceppo di lieviti, del malto e sicuramente nell amore che gli uomini, dal mastro birraio a chi si occupa degli altri processi di produzione, vi dedicano e vi hanno sempre dedicato. MENABREA 150 ANNIVERSARIO IN ONORE DELLA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DELLA FONDAZIONE DELLA SOCIETÀ 13

14 > Amarcord Insegnare non imbrattare Le zingarate estive nel nome dello sport ti fanno vedere le cose con più chiarezza. Passando da Montebelluna abbiamo scoperto che nella prima settimana di settembre ci sarà il 25 Palio del Mercato Vecchio. Carri di oltre 300 chili spinti per 2 chilometri dai fortissimi delle varie contrade. In quei giorni quel vulcano di Edo Cornuda porta ai piedi del Montello oltre cinquemila persone, arrivano in moltissimi anche dall estero. Uomini che spingono, niente animali perché, come dicono polemicamente gli organizzatori, agli esseri umani puoi fare di tutto, agli animali è vietato anche sorridere. Esagerazioni che, però, ci portano in un altro mercato franco dell esistenza, quello dove ai ragazzi che vogliono fare sport, che devono farlo, vengono assegnati istruttori passati per caso da quella palestra, quel campo di gioco. Ecco l aggancio con la mentalità paliesca di Montebelluna, ai ragazzini puoi fare di tutto, insegnare soprattutto male, basta che qualcuno paghi, ma non chi lavora sul campo, soltanto chi organizza, mentre è vietato avvicinarsi ad una tribuna, un campo sportivo, ai pochi campioni che superano selezioni difficili. Insomma se fai sport seriamente, se vuoi l eccellenza allora non puoi credere che nella stessa città dove fai fatica a trovare uno spazio verde, una palestra, vengano stanziati fondi per i geniali imbrattatori di muri che secondo Carmela Rozza, assessore ai lavori pubblici, e la sempre sorprendente Chiara Bisconti, Assessore allo sport e al tempo libero, risolveranno il problema delle tag e degli imbrattamenti dei muri da parte dei vandali. Potrebbero anche avere ragione se non partissero dal presupposto sbagliato di offrire pareti quasi intonse ad individui che già lavorano sotto la copertura della dea Maab, nelle loro notti insonni, ragazzi che avrebbero dovuto imparare a scuola come si convive, come si deve trattare il suolo e lo spazio pubblico. Se di TONI CAPPELLARI gli insegnanti di base fossero stati incentivati come ora si fa con i writers da muro torto di sicuro non ci troveremmo tanti sgorbi incancellabili su troppe case della Milano che non riuscirà a ripulirsi neppure per l EXPO come potremmo dimostrare dopo vani tentativi per liberare la targa del campetto di via Dezza dedicato a Mario Borella, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita all insegnamento dei fondamentali, quasi sempre quelli del basket dove era un campione, ma anche della vita dove ha guidato bene tante generazioni, tentando anche di portare lo sport all interno del carcere minorile Beccaria. Siamo arrabbiati, vorremmo urlarlo da ogni finestra come in quel famoso film, per questo abbiamo cercato di partire da molto lontano, dal palio, dai carri, per arrivare al muro davvero pulito dove vorremmo scolpire le famose leggi dello sport di base come ci ha suggerito, ci ha ordinato quasi, Fabio Capello, campione dello sport, grande allenatore, oggi guida della Russia nel calcio, ieri generale delle armate berlusconiane in tanti sport prima di guidare il Milan, prima di viaggiare verso altre terre benedette, Roma, Juventus, Real Madrid, campionato inglese e nazionale di Sua Maestà. Fabio il bisiacco, a cui certo piacerebbe vedere quel palio di Montebelluna, ha fatto una dichiarazione che condividiamo al mille per mille: Se scoprite un allenatore delle giovanili che passa più tempo ad insegnare la tattica invece dei fondamentali, beh allora dovete invadere il campo e farlo arrestare. Prima che sporchi ogni anima e ogni muro, non dopo. Abbiamo camminato per tanti sentieri del professionismo sportivo, nel basket, quando ci fu offerta l occasione di affiancare prima Cesare Rubini e poi continuare il suo straordinario lavoro con le Scarpette Rosse, imparammo dal caro Principe, a cui la città libera per gli imbrattatori non ha ancora dedicato un impianto, non lo farà con il Palachimera che ieri era il Palalido, che la prima squadra meritava ogni attenzione, ma una società vera doveva prima di tutto preoccuparsi delle fondamenta, delle giovanili. Assistemmo un giorno ad una selezione naturale sul campo. Non gli andava proprio di vedere allenatorini che tenevano i ragazzi al guinzaglio spiegando la tattica. Insegnare ai ragazzi, coltivare in loro la passione per lo sport che prima deve essere ludico e poi, per i più bravi, anche occasione professionale. Non puoi arrivare al vertice se ha i piedi dolci, se non hai lavorato sulla tecnica, sul dominio dell attrezzo e questo vale per tutti gli sport, dal tennis, alla pallanuoto, dall hockey on line a quello su ghiaccio. Non basta dire noi abbiamo trecento, cinquecento ragazzi nelle giovanili. Non basta organizzare le tapasciate per convincerci che abbiamo dirigenti con una grande vocazione sportiva. No. Lo diremo se prima ci farete vedere chi sono i vostri istruttori, quanto è il compenso, cosa fate per far conciliare sport e studio, come vi organizzate per rendere tutto armonico. Pagare poco e male gli istruttori delle giovanili è già una confessione di voler ingannare il prossimo, la gente, proprio come i muri da far riempire agli artisti di strada nella speranza che anche Milano trovi i suoi geni come è capitato a New York o, magari, a Detroit. Va tutto bene, ma prima vogliamo vedere impegno totale nella ricerca degli insegnanti, di chi merita uno stipendio per campare almeno decentemente prima di mettersi in campo dalla mattina alla sera. Avere settori giovanili curati bene vuol dire seminare per tutto lo sport. Non tutti diventano campioni, ma molti possono continuare come dirigenti, allenatori, con incarichi che siano certo più produttivi ed utili di quelli per dialogare di nascosto con i capi delle curve sportive che guadagnano milioni su tutto e mai darebbero un euro per pagare buoni insegnanti. 14

15 > Intervista Parola di Santo È presidente di una delle maison della moda più note al mondo. Ma anche politico impegnato, sportivo di razza, attivo nel sociale. Ed anche in questa intervista Santo Versace si conferma personaggio senza peli sulla lingua, durissimo verso il mondo della politica ma allo stesso tempo fiducioso in una ripresa del Paese e di Milano in particolare. di DARIO COLOMBO 15

16 > Intervista elenco delle cariche imprenditoriali, politiche, sportive riem- L pie da solo una pagina di Wikipedia e dà subito l idea di come il personaggio non sia solo un uomo-moda. Certo, chiamandosi Versace ed essendo presidente dell omonima maison, è evidente che il primo rimando è quello al mondo dell alta moda, delle passerelle, delle griffe esclusive. Ma andando un po oltre quella che ne viene fuori è una figura che assomiglia più a quelle dei principi rinascimentali che si occupavano con eguale passione di arte e di commerci, di politica e di urbanistica, di dame e cavalieri: insomma, una chiacchierata con Santo Versace non pone certo nell imbarazzo sulla scelta dei temi. Né mette l intervistatore nell imbarazzo (capita, capita ) di tirar fuori le parole con le tenaglie, come si usa dire: la domanda è ancora a metà che lui è già partito come un fiume in piena citando dati, leggi, interventi alla Camera e interviste. Senza peli sulla lingua e, soprattutto, con le idee ben chiare su quelli che sono i mali che affliggono questo Paese, a partire da quelle famose 3 P, che sono ormai diventate il suo cavallo di battaglia nella lotta verso quel malaffare e quel parassitismo di Stato che bloccano da anni la crescita dell Italia. Non è un caso che a marzo sia stato eletto presidente dell Assemblea di Fare per fermare il declino, il movimento politico attorno al quale si ritrovano economisti, studiosi e imprenditori impegnati nel trovare soluzioni agli eterni problemi del Paese. Presidente Versace, come va il Paese? Come va il Paese? Non va, punto e basta. Sono almeno anni, ad essere buoni, che non cresce più, che è fermo e senza prospettive. Soprattutto che non riesce a risolvere quello che io chiamo il colossale dramma delle 3 P. Ovvero? Ovvero l impossibile e nefasta coesistenza in Italia di tre categorie: i Produttori, i Prenditori e i Profittatori. Si spieghi meglio I Produttori sono gli imprenditori veri, quelli che si mettono in gioco ogni giorno con la loro creatività, le loro risorse, i loro investimenti. Gente che definisco dei veri eroi, tenuto conto della situazione in cui sono chiamati ad operare. Poi ci sono i Prenditori, ovvero tutti coloro che operano nel pubblico, dalla sanità alle amministrazioni e agli enti pubblici, dello Stato e del parastato, gente che ha gestito e gestisce la loro posizione di piccolo o grande potere a suo uso e consumo. Infine ci sono i Profittatori, ovvero quel milione e passa di individui che ruotano attorno al mondo della politica, con tenori di vita e redditi infinitamente superiori a quello che dichiarano. È evidente che le ultime due P non possono coesistere con la prima anzi, ne sono l ostacolo maggiore. S è fatto un idea di come sia maturata nel tempo questa realtà? Mi spiego: tutta colpa della politica o c è stato un concorso di colpa, più o meno grande, di tutte le componenti della società? Sono costretto a citarmi, e a citare in particolare un mio intervento alla Camera del 2011 quando indicai nelle Regioni delle vere e proprie associazioni criminali di stampo politico. Sarà un caso che fino alla nascita delle Regioni il debito pubblico era il 40,5% del Pil e adesso è stabil- 16

17 Qui sopra Lady Gaga durante una delle ultime campagne per la Maison. A sinistra Santo Versace in compagnia della sorella Donatella. mente oltre la soglia del 100%. Da questo punto di vista l arrivo di un personaggio come Renzi al governo potrebbe cambiare qualcosa? Mah, un conto è dire le cose un conto è farle. Renzi avrebbe la forza per abolire le Regioni? Ho i miei dubbi Ma ci rendiamo conto che siamo riusciti nell impresa quasi impossibile di fare dell Abruzzo e Molise due regioni, roba da 600 mila abitanti, ovvero quasi un terzo di Milano? O vogliamo parlare della Valle d Aosta? Non è forse che tutto questo sia stato voluto per creare posti su posti per le due P di cui parlavo prima?. Qualche idea in proposito? Dico sempre che se avessi per un giorno il potere di emanare tre leggi per prima cosa abolirei le Regioni, poi il Senato, infine per chi si appropria di denaro pubblico, corrotti e corruttori, introdurrei altro che il 41bis dei mafiosi, inventerei il 42bis, il 43bis, quella gente lì non deve più uscire di galera. Meglio alleggerire un po l atmosfera e passare al luccicante mondo della moda In un contesto come quello di cui abbiamo parlato sinora come va la moda italiana? Bene, bene, molto bene. Le esportazioni vanno a meraviglia e quando si esporta significa che gli imprenditori sono creativi, propositivi, fanno bene il loro mestiere, il mercato internazionale è un giudice severo che non perdona. Il nostro settore manifatturiero, in generale, è un modello per tutti, e se non ci fosse quello che io chiamo il socio criminale dell impresa italiana ovvero lo Stato anche le piccole e medie imprese avrebbero grande impulso sui mercati stranieri. Domanda: ma l impressione che la moda italiana sia ancora fatta dalla pattuglia di sempre, ovvero dai soliti Armani, Versace, Prada, Gucci è un impressione sbagliata o c è qualcosa di vero? Insomma, come stiamo a giovani generazioni? Ma scherziamo? Stiamo benissimo, eccome. Frida Giannini, Stefano Pilati, Antonio Marras sono tutti giovani italiani alla guida di maison leggendarie, e quindi dobbiamo solo essere orgogliosi di questi talenti. E non dimentichiamoci che quello della moda è un settore dove anche con zero investimenti puoi trovare subito un tuo spazio, se sei creativo e hai voglia di lavorare. Certo, per diventare Armani o Versace ci vuole tempo, nemmeno noi siamo diventati subito quello che siamo oggi. E non dimentichiamoci che ci dobbiamo confrontare con maison come Vuitton, fondata nel 1854, con Cartier nata nel 1847: Prada negli anni 70 era solo un negozio di borse a Milano. A proposito di amici-rivali: cosa ha provato vedendo Giorgio Armani sul podio ricevere lo scudetto del basket? È stato un momento fantastico. Il più bel regalo per gli 80 anni di Giorgio, la più bella ricompensa per tutti i sacrifici fatti per questa squadra, il più bel regalo per tutti noi tifosi dell Olimpia che ormai cominciavamo a pensare che a Milano lo scudetto non tornasse più. Già, perché il suo amore per il basket è storia lunga Ho vissuto l epopea della grande Milano degli anni 80, seguendo la squadra anche nelle trasferte, vivendo le emozioni delle coppe e degli scudetti. Senza dimenticare la mia Viola Reggio Calabria, dove avevo giocato e dove ho cercato per un po di dare una mano anche come presidente. Ma, insomma, questo di Milano è proprio uno scudetto che ci voleva. Milano, appunto: basterà uno scudetto per rilanciare la città? Personalmente vedo a Milano una voglia di ripartenza fortissima. Anche noi con il progetto Alta Gamma, con la Camera della Moda e con altre iniziative vogliamo fare di Milano la capitale mondiale della creatività. E non parlo solo di modo ma anche di design, di alimentare, di arte. L EXPO, con tutte le sue disavventure, riuscirà a far da volano per tutto questo? Io credo di sì. Basta mettere al bando imprenditori e politici che vedono nell EXPO solo un opportunità per arricchirsi. 17

18 18

19 >Work Specialists Osservatorio Lavoro e Impresa Quanta Italia in collaborazione con AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale) ha sottoposto un questionario a centinaia di HR manager e AD, che hanno così potuto esprimere la loro opinione su tematiche di attualità riferite alla riforma del lavoro. Il Professor Mario Mazzoleni ha analizzato e sintetizzato questi dati: saranno divulgati e commentati il 15 settembre a Milano, durante l evento Osservatorio Lavoro e Impresa.... Avremo così un quadro delle distanze tra Istituzioni e Paese reale. di MARIO MAZZOLENI Tratto dall introduzione alla pubblicazione dei risultati del Questionario Prof. Mario Mazzoleni - Università di Brescia mariobmazzoleni.blogspot.it La restituzione del questionario somministrato nel mese di luglio offre numerosi spunti di riflessione per il convegno del 15 settembre organizzato da Quanta in collaborazione con AIDP. Le risposte, infatti, risultano interessanti confermando alcune esigenze di approfondimento su temi caldi che sono stati toccati dal questionario (vi sono chiari segnali di contraddizioni tra alcune risposte dovute a mancata conoscenza a non adeguato approfondimento dei temi affrontati - e alcune sorprese che permetteranno di richiamare i temi nel dibattito organizzato). Vanno comunque fatte alcune premesse relative ai soggetti che hanno fornito risposte perché, per alcuni versi, l appartenenza professionale della maggioranza di chi ha risposto qualche influenza nei risultati è possibile che l abbia generata. Da questo punto di vista va, quindi sottolineato, che gli interlocutori rispondono abbastanza fedelmente alle aspettative per quanto riguarda la distribuzione di genere (prevalenza uomini ma in coerenza con i numeri a cui faceva riferimento il target), assoluta distribuzione tra industria e servizi (quasi il 90% delle risposte arrivano da questi settori), collocazione nel nord Italia e riferita ad aziende di medio/grandi e grandi dimensioni (per come vengono classificate nel mercato del lavoro italiano). Sempre da questo punto di vista è importante sottolineare come il 50% delle risposte provengano da direttori del personale, il che giustifica alcune visioni a volte controverse sul fronte strategico, mentre sorprende la sintonia per alcune risposte propriamente riferite a ciò che si sta vivendo (soprattutto oltre oceano) sul fronte risorse umane e partecipazione. Venendo al dettaglio degli spunti per la discussione viene confermata la lettura critica del carico normativo sul fronte lavoro che appare maggiormente rilevante anche in relazione alla ridondanza e inefficienza della nostra burocrazia. Interessante (sebbene da prendere con molta attenzione) la considerazione non estremamente critica sulla debolezza del sistema formativo e professionale. Questo punto è, per altro, in contraddizione con una successiva risposta che vede una pre- 19

20 >Work Specialists WORK SPECIALISTS Ciclo di eventi a cura di Quanta Italia 15 SETTEMBRE LAVORO E IMPRESA - Osservatorio su regole, competenze e sviluppo Sarà l evento principale del ciclo. L incontro analizzerà a fondo regole, competenze e lo sviluppo del sistema lavoro, coinvolgendo autorità politiche, imprenditori e responsabili delle risorse umane delle più importanti realtà italiane. Tra i relatori: Filippo Abramo Past President AIDP Stefano Blanco Direttore Generale della Fondazione Collegio delle Università Milanesi Gustavo Bracco Senior Advisor Risorse Umane Pirelli Pietro Colucci Presidente Kinexia Gianfausto Ferrari Presidente Superpartes Roberto Pagella Managing Director Business Accenture Analisi del primo Osservatorio Lavoro e Impresa a cura del Prof. Mario Mazzoleni Conduce e modera: Ferdinando Azzariti Presidente e Fondatore Salone d Impresa Sarà inoltre consegnato, durate la giornata, il Premio Quintavalle al giovane Filippo Valsorda. Per tutti i dettagli segui l hashtag #OsservaLI. 15 OTTOBRE ICT: NIENTE SARÀ PIÙ COME PRIMA Il mondo della formazione, lo sviluppo della banda larga, lo status quo e gli scenari futuri del settore, l importanza di rivolgersi a un partner specializzato che possa garantire il rispetto delle regole e la buona gestione del lavoro: questi i temi principali dell evento che coinvolgerà i maggiori player e personalità di spicco del settore ICT. Tutti dettagli sul sito quanta.com Primo evento del ciclo JOBS ACT E OIL&GAS A cura di Quanta Energie e ROCA, si è svolto a Ravenna il 27 giugno il workshop dedicato alle aziende del settore oil&gas, oltre 40 le aziende partecipanti. 20 valenza nella richiesta di un rilancio di un sistema formativo nazionale, ma è anche coerente laddove il campione delle risposte sostiene in modo risoluto la necessità di fare seguire alla formazione teorica una di tipo operativo. In sostanza possiamo sottolineare come la volontà di disboscare la giungla normativa sul fronte lavoro espressa dal primo ministro Renzi appaia in linea con le aspettative del nostro panel. In tema della flessibilità e delle forme di intervento orientate al sostegno dell affermazione di modelli di lavoro flessibili si registrano alcune risposte che possono meritare approfondimenti. In particolare va sottolineato il fatto che viene ribadito con chiarezza il legame che le imprese riconoscono tra l introduzione di logiche organizzative flessibili e capacità di affrontare con efficacia il dinamismo dei mercati. Il tema però appare critico in quanto gli elementi rilevanti in termini ostativi per l affermazione di logiche e metodi flessibili risulterebbero essere l eccessivo costo e la scarsa conoscenza delle modalità di realizzazione di approcci flessibili. Analogamente risulta dalle risposte fornite dal Panel (in questo caso va sottolineato come più del 50% dei risponditori siano professionisti della gestione delle risorse umane di medio grandi imprese) che il tema degli accordi di prossimità appaia come l araba fenice sebbene con qualche alibi legato a resistenze sindacali e a sistemi incentivanti in grado di sostenere questo modello di sviluppo. In sostanza la ricerca di forme innovative per rendere più efficace il funzionamento delle nostre imprese merita un maggiore approfondimento in quanto risulterebbe evidente un approccio resistente in termini culturali sufficiente a non offrire adeguate spinte alla conoscenza di metodi e strumenti (il forte richiamo al costo se riferito alla necessità di cambiamento per essere in grado di affrontare i mercati risulta come una barriera a prescindere ). Risultano molto interessanti le risposte fornite al gruppo di domande sul tema risorse umane e sulle leve su cui agire per rinforzarne il ruolo per la crescita e il consolidamento delle imprese. In sintesi (fatto salvo il richiamo ad un maggiore raccordo e sviluppo dei sistemi formativi nazionali già riportato precedentemente) appare chiara dall insieme delle risposte offerte dal Panel l esigenza di investire nel tempo sulle risorse umane sia attraverso processi continui (interni ed esterni ) di formazione, sia attraverso un forte richiamo alle logiche partecipative e di coinvolgimento. [...] Passando in modo più specifico al ruolo delle risorse umane (ancora una volta ricordando che la maggioranza delle risposte provengono da professionisti di questo settore) appare abbastanza chiara l esigenza di ripensare al ruolo sistemico di impresa e, in particolare, all esigenza di riportare la risorsa umana al centro del sistema di funzionamento dell azienda. Non deve sorprendere quanto emerso dalle risposte, la storia degli ultimi 30 anni del management ha visto alternarsi momenti di approccio a sistema con chiari periodi di dominanza di funzioni aziendali (si è passati dalla leadership delle funzioni di programmazione e controllo, a quelle delle funzioni commerciali per finire - drammaticamente al dominio snaturante della funzione finanziaria nello sviluppo delle attività di impresa), in periodo di crisi forte e persistente (e la tendenza ormai è già consolidata in prassi oltre oceano) il management tende a riconoscere come via d uscita alle proprie difficoltà un recupero sia della centralità delle persone sia di un approccio maggiormente orientato a visioni sistemiche e al coinvolgimento. [...] Nello specifico va sottolineato come sia rilevante dalle risposte ottenute riassegnare alla funzione personale sia una forte capacità di presidio professionale (selezione e sviluppo) sia una capacità di supportare il cammino aziendale generando fiducia. Su questo ultimo aspetto sarebbe interessante approfondire una riflessione su quali leve si potrebbero assegnare

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