Indice Introduzione I linguaggi di markup Il Markup ed il Web

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1 Indice 1 Introduzione Struttura del lavoro Il Web e la condivisione delle informazioni L avvento del Web Il problema dell information retrieval Il problema dell integrazione delle risorse Il panorama degli standard Conclusioni I linguaggi di markup Cos è un Markup Language? SGML: il padre dei metalinguaggi La storia Le caratteristiche La struttura astratta di un documento Il Document Type Definition I vantaggi della codifica SGML Conclusioni IlMarkupedilWeb HyperText Markup Language La storia Le caratteristiche I limiti L ultima versione del linguaggio i

2 ii INDICE 3.2 I metadati in HTML Il modello 2-tag Il modello Dublin Core Conclusioni I nuovi standard Il markup language XML Da HTML a XML Introduzione al linguaggio I documenti XML Le regole sintattiche Le dichiarazioni nei DTD Documenti ben formati e documenti validi Esempio di documento XML XML Namespace XML-related standard XLL: un modello per i link I fogli di stile per XML Extensible Stylesheet Language RDF: la rappresentazione dei metadati La definizione del modello La sintassi di serializzazione Conclusioni Case study: il sito Outreach L ambiente di sviluppo: il CERN Origine del progetto Outreach Esigenze e problematiche La prima versione del sito Web Le pagine di pubblico dominio Le pagine riservate ai membri Conclusioni Studio della reperibilità I motori di ricerca

3 INDICE iii 6.2 Le regole da seguire Le parole chiave Le immagini Il testo del documento L utilizzo dei meta tag Parametri e strategie di indicizzazione I frame Le image map Il site map La ricerca locale Tabelle riassuntive Il progetto sperimentale Introduzione dei metadati I parametri per l indicizzazione Setup di un motore di ricerca interno al sito Ulteriori aspetti implementativi Conclusioni: vantaggi e limiti L integrazione delle risorse L esigenza di un modello descrittivo delle risorse Definizione di un modello RDF per Outreach Le proprietàdelmodellodublincore Le proprietà definite per il progetto Outreach Il modello a triple Il modello a grafo La sintassi di serializzazione XML I namespace I documenti XML L interfaccia Web Conclusioni Possibili sviluppi futuri La sperimentazione di XML Il software di supporto Esempio 1: l indice delle risorse

4 iv INDICE La formattazione delle informazioni Esempio 2: l elenco degli istituti La conversione in HTML Conclusioni A L evoluzione del sito Outreach 161

5 Elenco delle figure 1.1 L espansione, negli anni, del WorldWideWeb Il panorama degli standard per il Web Un operazione di caratterizzazione manuale Il layout del testo caratterizzato La sintassi XML per la definizione di specifici linguaggi Rappresentazione grafica di uno Statement Un esempio di Statement Rappresentazione grafica di alcune proprietà Esempio di reification Esempio di Container definito per la proprietà Mirror La pagina principale del sito Outreach La struttura della home page pubblica del sito Outreach La prima versione della home page pubblica per Outreach L organizzazione della pagina Web dedicata a ciascun paese La prima versione della pagina Web nazionale per l Italia Interfaccia del programma per l introduzione automatica dei metadati nei documenti HTML Il site map del sito Outreach I metadati relativi alla risorsa Il modulo per la registrazione dei metadati L indice delle risorse organizzate per soggetto Visualizzazione di un documento XML con IE v

6 vi ELENCO DELLE FIGURE 8.2 La struttura ad albero di un documento XML Browsing di un documento secondo lo stylesheet associato L elenco degli istituti raggruppati per paese L elenco degli istituti raggruppati per città L elenco dei rappresentanti raggruppati per paese L elenco degli istituti del Belgio A.1 Statistiche mensili sugli accessi al sito Outreach A.2 Statistiche mensili sugli utenti del sito Outreach

7 Elenco delle tabelle 1.1 Gli XML-related standard Alcuni dei simboli utilizzati nella definizione di un DTD Gli elementi del modello Dublin Core per i metadati CSS versus XSL Criteri di visita delle URL Criteri di indicizzazione di una pagina Web Criteri di visualizzazione delle informazioni relative ad una pagina Web Criteri di penalizzazione nell indicizzazione di un documento o di un sito I metatag inseriti nei documenti HTML del sito Outreach Differenziazione dei path per aree geografiche Categorie informative dei contenuti Proprietà descrittive di ciascuna risorsa vii

8 viii ELENCO DELLE TABELLE

9 Sommario Questo lavoro rappresenta uno studio delle problematiche e delle metodologie relative alla pubblicazione di informazioni in ambiente World Wide Web e dedica particolare attenzione ai vantaggi ed ai miglioramenti qualitativi introdotti dai nuovi standard XML-related. Il caso di studio preso in esame si riferisce alla progettazione ed alla realizzazione del sito Web denominato Outreach [1]. Quest ultimo fa parte delle iniziative intraprese al CERN (il laboratorio per lo studio della fisica delle particelle che ha sede a Ginevra) dal gruppo di collaborazione EPPOG (European Particle Physics Outreach Group) che si occupa di favorire, secondo opportune metodologie, la diffusione delle conoscenze scientifiche ad un pubblico ampio ed eterogeneo. Si è focalizzata l attenzione, in particolare, sul problema della reperibilità delle informazioni e dell integrazione delle risorse distribuite. Basandosi principalmente sull impiego dei metadati per la descrizione dei contenuti semantici delle informazioni pubblicate sul Web, si èvistocome si possa favorire una corretta interpretazione dei documenti ed una loro migliore divulgazione. Infine, si è progettato un modello per i metadati personalizzato e strutturato che descrive le informazioni secondo lo standard RDF e che sfrutta la flessibilità di una implementazione basata sul linguaggio XML. Il risultato è un sistema informativo che raccoglie numerose risorse distribuite, organizzate ed interrogate agendo su una loro meta-rappresentazione strutturata piuttosto che sui loro contenuti effettivi. Il progetto finale propone, quindi, una soluzione non solamente efficiente, ma anche tecnologicamente interessante ed innovativa. 1

10 2 ELENCO DELLE TABELLE

11 Capitolo 1 Introduzione All interno del processo di evoluzione delle tecnologie 1 e delle applicazioni legate all ambiente WorldWideWeb, lo studio presentato in questo documento si colloca in un momento di cambiamento particolarmente significativo, forse il più innovativo dalla nascita del Web. In questo periodo, infatti, si sta sempre più affermando un nuovo linguaggio di markup per la strutturazione delle informazioni, XML, il quale, assieme agli standard ad esso correlati, sta cambiando radicalmente le metodologie e le potenzialità informative del Web. 1.1 Struttura del lavoro Prima di entrare nel dettaglio della trattazione, si fornisce una descrizione della struttura del presente documento. In questo capitolo sono contenuti alcuni paragrafi introduttivi al WWW che spiegano cosa questo sistema rappresenti per la divulgazione globale delle informazioni e puntano l attenzione su alcune problematiche, discusse ed attuali nel momento della stesura di questo documento. 1 Nella presente trattazione il termine tecnologie viene utilizzato con il significato esteso di tecniche, linguaggi e metodologie. 3

12 4 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE I capitoli successivi 2, 3 e 4 rappresentano uno studio degli standard utilizzati per la pubblicazione delle informazioni in ambiente WWW, i quali, come tutte le tecnologie correlate al Web, sono sempre in continua e rapida evoluzione. Viene affrontato l argomento dei Markup Language, evidenziando quali peculiarità contraddistinguano i linguaggi HTML ed XML e le due tipologie di documenti ed applicazioni che essi caratterizzano. Questi capitoli trattano, inoltre, il tema dei metadati come soluzione parziale al problema dell information retrieval tramite l associazione di una codifica machine-understandable dei contenuti alle informazioni; vengono prese in esame, infine, alcune proposte specifiche relative alla definizione di queste codifiche. Nel prosieguo, capitoli 5 e 6, viene introdotto il caso di studio in esame, spiegando quali siano le esigenze specifiche del sito Outreach e come esso sia stato strutturato. Dall analisi del problema del reperimento delle informazioni e dallo studio del funzionamento dei motori di ricerca, si è dedotto, ed attuato, un insieme di regole da utilizzare nella redazione di un sito Web che permettono di ottimizzare la reperibilità delle informazioni pubblicate. In questa parte del lavoro viene descritto il software prodotto per l inserimento automatico dei metadati nei documenti HTML. I capitoli che seguono aggiungono un contributo completamente nuovo ed originale allo studio svolto per il sito Outreach. Nel capitolo 7 si affronta il problema dell integrazione delle risorse; viene proposta una soluzione efficiente ed innovativa che nasce dall applicazione del nuovo standard RDF allo studio dei metadati specifici per Outreach, sviluppando un architettura per i metadati personalizzata e flessibile che sfrutta i vantaggi dell utilizzo della sintassi XML per la strutturazione delle informazioni. Il modello proposto definisce un infrastruttura per il Web in grado di descrivere, organizzare ed elaborare le informazioni preesistenti agendo sulla loro meta-rappresentazione ed offre, inoltre, le basi per una futura evoluzione del sito Outreach basata sui nuovi standard XML-related. Infine, nel capitolo 8, sono riportati alcuni esempi sperimentali dimostrativi che completano il lavoro svolto.

13 1.2. IL WEB E LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI Il World Wide Web e la condivisione delle informazioni Negli ultimi anni si è assistito ad una vera e propria esplosione di popolarità ed interesse per la rete globale Internet ed il WorldWideWeb.La straordinaria espansione di questo sistema ha accresciuto enormemente la capacità di distribuire con facilità documenti elettronici ad un pubblico internazionale. Da un po di tempo, però, si è cominciato a sperimentarne anche i limiti ed a sentire la necessità di nuove soluzioni L avvento del Web La comunicazione rappresenta certamente un esigenza primaria per l uomo, ma le potenzialità della sua diffusione sono strettamente legate alle innovazioni tecnologiche. L aumento della produzione di informazioni su scala mondiale ha messo sempre più in evidenza la necessità di immagazzinarle e di ricercarle in maniera condivisa ed in tempi ragionevolmente brevi. L avvento dei browser, l enorme diffusione di Internet, il successo di HTML e dell uso dell ipertesto come forma di organizzazione dei documenti, hanno generato una vera e propria rivoluzione nel modo di organizzare e di distribuire le informazioni elettroniche [2]. Il World Wide Web (abbreviato in WWW, W3 o semplicemente Web) fu ideato inizialmente solo con l intento di facilitare la comunicazione all interno di gruppi di lavoro distribuiti geograficamente. Successivamente, grazie alla sua struttura estremamente potente e duttile allo stesso tempo, è divenuto il mezzo di comunicazione ideale in campo telematico. La semplicità di HTML ha suscitato subito l interesse di nuovi autori causando, negli ultimi anni, una crescita esponenziale del numero di documenti pubblicati (Figura 1.1) [3]. Oggi, infatti, nel WWW è possibile trovare immagini, grafici, registrazioni, riviste, musei virtuali, infor-

14 6 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE Figura 1.1: L espansione, negli anni, del World Wide Web. mazioni meteorologiche, fototeche, notizie di borsa presentate in tempo reale, listini di prodotti, aggiornamenti software e molto di più. Dal punto di vista dei fornitori di informazione il Web rappresenta uno strumento per la diffusione telematica di documenti elettronici multimediali semplice da utilizzare, poco costoso e dotato del canale di comunicazione più vasto e ramificato del mondo: una soluzione certamente interessante. Dal momento che tali documenti stanno diventando sempre più capienti e complessi, comunque, si è cominciato a sperimentare anche i limiti delle ormai diffuse tecnologie che non richiedono né permettono particolare strutturazione, estensibilità e controllo dei dati pubblicati Il problema dell information retrieval La rete globale, connettendo tra loro un enorme quantità di risorse, permette di interrogare archivi e reperire documenti distribuiti in tutto il mondo; allo stesso tempo, però, essa offre uno scenario di informazioni poco coerente, di cui solo una minima parte è ben strutturata.

15 1.2. IL WEB E LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI 7 Le strategie di ricerca delle innumerevoli informazioni depositate nel WWW sono divenute sempre più importanti ed indispensabili per l effettivo utilizzo di queste stesse risorse. Chiunque abbia almeno una volta cercato delle informazioni utilizzando un motore di ricerca, per quanto efficiente, si è potuto rendere conto di quanto sia difficile riuscire ad individuare i documenti utili alle proprie esigenze. Spesso vengono restituiti centinaia di link a risorse di scarso interesse, dove i termini ricercati appaiono senza alcuna rilevanza per i contenuti del documento; altre volte i siti non sono costruiti in modo da facilitare il reperimento delle informazioni in essi contenute; infine, c è il rischio che un link, che sembra prospettare un sito ricco di contenuti interessanti, conduca semplicemente ad un messaggio di errore da parte del server. Diverse possono essere le cause di questo sfiduciante scenario, ma certo, a parte la competenza di chi si improvvisa editore, una grossa responsabilità è da attribuire ad alcuni limiti insiti nel linguaggio che ha fatto dilagare il Web, HTML. La sua semplicità e l assenza di un meccanismo di convalida sintattica, hanno favorito la rapida pubblicazione di un enorme quantità di informazioni, ma, allo stesso tempo, hanno permesso agli editori di concentrarsi unicamente sulle esigenze estetiche dei documenti che andavano a produrre. I tag sono stati sempre più spesso utilizzati con valenza di rappresentazione perdendo di vista il loro eventuale significato di gerarchia. Ecco che il Web è stato ampiamente nutrito di eleganti documenti privi di alcuna struttura semantica che permetta una loro classificazione intelligente. In questo modo si sono perse molte delle potenzialità dei motori di ricerca, costretti a compiere le loro analisi sull intero testo dei documenti attribuendo ad ogni vocabolo pari importanza, mentre la mole dei documenti immessi sulla rete è tale da richiedere dei meccanismi di ricerca più puntuali.

16 8 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE Una divisione corretta fra rappresentazione e struttura, prevedendo per quest ultima l effettuazione di un controllo formale, potrebbero invece garantire, a qualsiasi software che analizzi il documento, la capacità di meglio comprenderne i contenuti e la possibilità di stabilire la rilevanza di eventuali ricorrenze in base alla loro posizione nella gerarchia testuale Il problema dell integrazione delle risorse Il significato generale della parola integrazione può essere espresso brevemente come coordinazione organica e compiuta delle parti. Quello che si intende, in questa trattazione, è la capacità di creare un interazione coerente tra sistemi indipendenti allo scopo di ottenere un utilizzo semplice, efficiente e completo delle risorse a loro disposizione. Di fronte all ampio scenario di informazioni diversamente rappresentate che il World Wide Web raccoglie, è, almeno per il momento, impensabile una loro coesione in un unica base informativa integrata. Il Web è infatti popolato da innumerevoli siti e documenti diversamente strutturati e gestiti. Tuttavia, se si volesse cercare di realizzare un nuovo sistema informativo basato sulla tecnologia Web partendo da molteplici fonti di informazione indipendenti preesistenti, che fosse allo stesso tempo coerente e di facile utilizzo, bisognerebbe ricercare un metodo per integrare tali risorse. Nello sviluppo e nella manutenzione di siti distribuiti, cioè che fanno riferimento a numerose informazioni provenienti da altri siti, nasce quindi il problema della loro integrazione che comprende: la progettazione di un interfaccia che permetta di interagire con più risorse contemporaneamente ed in modo trasparente; la definizione di un understanding comune; la ricerca di una soluzione che garantisca la consistenza dell intero sistema nel tempo ed una certa dinamicità nella sua manutenzione.

17 1.3. IL PANORAMA DEGLI STANDARD Il panorama degli standard L evoluzione di Internet e del Web procede incessantemente sperimentando tecnologie e soluzioni innovative per far fronte alla costante richiesta di nuove potenzialità ed applicazioni. Se da una parte questo processo produce sviluppi disordinati, spesso determinati da singole aziende che cercano di trarre il massimo profitto dal diffondersi dell utilizzo di Internet, dall altra le organizzazioni indipendenti che gestiscono l evoluzione della Rete svolgono una continua attività di ricerca e di definizione di nuovi standard. L organizzazione ufficiale deputata allo sviluppo degli standard per la rete Internet è la IETF (Internet Engineering Task Force). Essa si occupa principalmente della definizione dei protocolli Internet; ha redatto ad esempio le specifiche IP, TCP, DNS e HTTP, in quest ultimo caso con la collaborazione del W3C (World Wide Web Consortium) di cui si parla dettagliatamente più avanti in questa trattazione. Nell organizzazione IETF il lavoro di studio e di definizione di uno standard èapertoachiunque voglia parteciparvi. Una proposta diviene uno standard solo dopo una rigorosa serie di fasi di sviluppo che termina con la produzione di un documento denominato RFC (Request for Comment); questo termine evidenzia come il procedimento di standardizzazione su Internet avvenga mediante un processo di consultazione non centralizzato. Una volta che un protocollo viene approvato come standard, esso può essere definito nei seguenti modi: Required: significa che lo standard deve essere incluso in ogni implementazione. Elective: lo standard è opzionale, cioè il suo inserimento in un certo applicativo avviene a discrezione di chi lo realizza. Recommended: lo standard non èrichiesto,maè altamente raccomandato, generalmente a causa del largo impiego che ne viene fatto.

18 10 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE Historic oppure information: queste definizioni compaiono raramente; historic indica uno standard ormai obsoleto, mentre information indica che il documento descrive alcuni aspetti dello standard stesso. Il World Wide Web Consortium (W3C), invece, è un consorzio di organizzazioni che raccoglie aziende e centri di ricerca interessati allo sviluppo delle tecnologie di rete. Il lavoro del W3C, articolato per commissioni e Working Group (gruppi di lavoro), si concentra sulla definizione delle tecnologie e delle metodologie correlate al Web, relative alla creazione, all accesso ed alla divulgazione delle informazioni pubblicate [4]. Anche in questo caso ogni proposta di standardizzazione è sottoposta ad un processo di verifica e revisione diviso in stadi: Note: è una qualsiasi proposta avanzata da un membro del consorzio oppure da un organizzazione esterna. Se ritenuta sufficientemente interessante, viene organizzato un Working Group incaricato di studiare la proposta per eventualmente riformularla, rifinirla e quindi passarla alla fase successiva. Working Draft: rappresenta un lavoro in fase di sviluppo. A questo stadio della sua evoluzione la proposta originale ha già raggiunto una formulazione chiara e strutturata, ma il W3C non offre nessuna garanzia circa i suoi possibili sviluppi futuri che potrebbero essere anche incompatibili con l attuale versione. Spesso accade che vengano prodotte diverse versioni di Working Draft prima di passare alla fase successiva. Proposed Recommendation: il lavoro ha raggiunto una versione quasi definitiva, concordata all interno del Working Group incaricato, e viene proposto ad un consiglio generale, l Advisory Committee, per la revisione finale. A questo stadio della sua definizione la proposta può comunque ancora essere scartata, rielaborata o riportata allo stadio di Working Draft. Recommendation: il lavoro ha avuto il consenso del W3C e viene proposto come raccomandazione per l evoluzione del World Wide

19 1.4. CONCLUSIONI 11 Web; il fatto che tutti i maggiori sviluppatori di tool e browser si basino su queste raccomandazioni, fa di esse degli standard a tutti gli effetti. Negli ultimi anni il W3C ha prodotto una serie di specifiche che sono divenute, o sono in procinto di diventare, degli standard ufficiali. La figura 1.2 [5] offre una panoramica sulle tecnologie attualmente utilizzate per la pubblicazione dei documenti nel World Wide Web. Ad ogni colore corrisponde un diverso stato di evoluzione delle relative specifiche, aggiornato al 15 giugno 1999: rosso per le Recommendation, rosa per le Proposed Recommendation, marrone per i Working Draft, azzurro per le Note e nero per le tecnologie che non fanno parte del lavoro del W3C. Per un maggiore approfondimento di queste tematiche si possono visitare i siti del W3C [6] e della IETF [7] dove è possibile reperire aggiornamenti costanti, documentazione e rapporti sull attività di standardizzazione. La tabella 1.1 riporta, in ordine cronologico, l elenco dei lavori svolti dalle varie organizzazioni sulle diverse tecnologie standard correlate ad XML [8]. 1.4 Conclusioni Internet ed il Web racchiudono la potenzialità di convogliare tutte le informazioni elettroniche in una rete di collegamenti globale accessibile in qualsiasi momento ed ovunque. Spesso, però, l utilizzo di questi mezzi si riduce ad un semplice strumento di accesso a testi ed immagini, mentre, per sfruttare appieno le loro potenzialità, bisognerebbe disporre di ricerche intelligenti, scambi di dati, presentazioni personalizzate ed adattabili. Ciò significa che essi dovranno andare oltre all applicazione di un metodo standard di accesso alle informazioni, arrivando ad un metodo standard di comprensione delle stesse informazioni allo scopo di poterne facilitare la manipolazione, la ricerca e l integrazione.

20 12 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE La continua evoluzione che caratterizza questo sistema informativo, trasforma la rete globale in un laboratorio dove si sperimentano continuamente tecnologie e soluzioni innovative.

21 1.4. CONCLUSIONI 13 Figura 1.2: Il panorama degli standard per il Web.

22 14 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE Nome Status Data Org. XML 1.0 Recommendation 10 Feb.1998 W3C MathML 1.0 Recommendation 7 Apr.1998 W3C HTML 4.0 Recommendation 24 Apr.1998 W3C XSL Requirements Working Draft 11 Mag.1998 W3C CSS2 Recommendation 12 Mag.1998 W3C PICS Recommendation 27 Mag.1998 W3C SMIL 1.0 Recommendation 15 Giu.1998 W3C MIME Multipart/Related RFC Lug.1998 IETF String Identity/Matching Working Draft 10 Lug.1998 W3C Architectural Form Definition 15 Lug.1998 ISO Requirements(AFDR) APPEL Working Draft 14 Ago.1998 W3C DOM Level 1 Recommendation 1 Ott.1998 W3C Scalable Vector Graphics (SVG) Working Draft 29 Ott.1998 W3C Requirements CSS1 Recommendation 11 Gen.1999 W3C Namespaces in XML Recommendation 14 Gen.1999 W3C WebCGM Profile Recommendation 21 Gen.1999 W3C WAI Authoring Tool Guidelines Working Draft 28 Gen.1999 W3C RDF Model and Syntax Recommendation 22 Feb.1999 W3C RDF Schema Proposed 3 Mar.1999 W3C Recommendation XML Canonicalization Note 7 Mar.1999 W3C Requirements Web Characterization Note 19 Mar.1999 W3C International Layout in CSS Working Draft 22 Mar.1999 W3C WAI User Agent Working Draft 31 Mar.1999 W3C P3P Harmonized Vocabulary Working Draft 7 Apr.1999 W3C ISO/IEC FCD 13250:1999 Approved 19 Apr.1999 ISO Topic Maps Extensible Stylesheet Language Working Draft 21 Apr.1999 W3C (XSL) Specification Web Content Accessibility Recommendation 5 Mag.1999 W3C Guidelines 1.0 XML Information Set Working Draft 17 Mag.1999 W3C

23 1.4. CONCLUSIONI 15 Nome Status Data Org. Associating Style Sheets Recommendation 29 Giu.1999 W3C with XML documents Ver.1.0 XML Fragment Interchange Working Draft 30 Giu.1999 W3C Mathematical Recommendation 7 Lug.1999 W3C Markup Language XML Pointer Language Working Draft 9 Lug.1999 W3C (XPointer) XLink Working Draft 26 Lug.1999 W3C Canonical XML Working Draft 29 Lug.1999 W3C SMIL Boston Working Draft 3 Ago.1999 W3C Scalable Vector Graphics Working Draft 12 Ago.1999 W3C XML Signature Working Draft 20 Ago.1999 IETF/W3C Requirements HTML 4.01 Proposed 24 Ago.1999 W3C Recommendation XHTML 1.0 Proposed 24 Ago.1999 W3C Recommendation Common Markup for Working Draft 25 Ago.1999 W3C micropayment per-fee-links P3P Working Draft 26 Ago.1999 W3C User Interface for CSS3 Working Draft 16 Set.1999 W3C DOM Level 2 Working Draft 23 Set.1999 W3C XMLSchemaPart1: Working Draft 24 Set.1999 W3C Structures Ruby Working Draft 24 Set.1999 W3C Unicode in XML and other Working Draft 28 Set.1999 Unicode Cons. Markup Languages W3C Paged Media Properties Working Draft 28 Set.1999 W3C for CSS3 XSL Transformations Proposed 8 Ott.1999 W3C Specification Ver.1.0 Recommendation XML Path Language Proposed 8 Ott.1999 W3C (XPath) Ver. 1.0 Recommendation Tabella 1.1: Gli XML-related standard.

24 16 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE

25 Capitolo 2 I linguaggi di markup Gli acronimi SGML, HTML e XML hanno tutti in comune la sigla ML che esprime come questi tre standard appartengano alla famiglia dei Markup Language. 2.1 Cos è un Markup Language? Fino a non molti anni fa, quando si consegnava un testo ad un tipografo per la composizione, si scrivevano a margine delle annotazioni per indicare come si voleva che il testo fosse composto: in che modo doveva essere giustificato, con che carattere, corpo, se in tondo, corsivo, neretto, etc. (figure 2.1 e 2.2). Un redattore italiano chiamerebbe questo lavoro caratterizzazione; gli anglosassoni usano il termine markup, e chiamano tag le annotazioni riportate a margine. Con l introduzione del word processing e del desktop publishing, questi concetti sono migrati non solo nel gergo informatico, ma anche nella stessa struttura dei dati: il termine markup è stato esteso fino a comprendere tutti quei codici da inserire all interno dei testi elettronici necessari per la formattazione e la stampa dei testi stessi. Molti di questi applicativi, infatti, generano file marcati con tag, nei quali il testo è intercalato da istruzioni che indicano come esso debba essere trattato. 17

26 18 CAPITOLO 2. I LINGUAGGI DI MARKUP Figura 2.1: Un operazione di caratterizzazione manuale Figura 2.2: Il layout del testo caratterizzato Ogni documento è costituito da un contenuto e da un sistema di contrassegni (markup). Il contenuto non è altro che l insieme di caratteri, immagini, suoni ed animazioni che, così strutturati, non generano alcun documento leggibile. Perché il contenuto sia leggibile è necessario che un sistema di contrassegno indichi delle informazioni che altrimenti non sarebbero deducibili. Le istruzioni che la procedura di contrassegno esegue assumono il nome di tag, e permettono di collegare particolari informazioni al contenuto del documento. Le informazioni che il sistema di markup assegna al contenuto possono, a loro volta, dividersi in struttura e formattazione. La struttura si riferisce alla suddivisione logica del documento e alla gerarchia che tale suddivisione deve rispettare (paragrafi e capitoli, per esempio). La formattazione si riferisce, invece, alla presentazione vera e propria (il layout).

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