P.R.G. Leverano PARTE SECONDA - NORME IGIENICO-SANITARIE E COSTRUTTIVE TITOLO I - PRESCRIZIONI IGIENICO-SANITARIE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "P.R.G. Leverano PARTE SECONDA - NORME IGIENICO-SANITARIE E COSTRUTTIVE TITOLO I - PRESCRIZIONI IGIENICO-SANITARIE"

Transcript

1 P.R.G. Leverano PARTE SECONDA - NORME IGIENICO-SANITARIE E COSTRUTTIVE TITOLO I - PRESCRIZIONI IGIENICO-SANITARIE Art. 42 Salubrità del terreno... " 93 Art Isolamento dall'umidità... " 94 Art Isolamento termico... " 96 Art Isolamento fonico... " 97 Art Classificazione delle acque... " 98 Art Modalità di scarico delle acque... " 99 Art Rifornimento idrico... " 102 Art Impianto elettrico... " 103 Art Deposito temporaneo di rifiuti solidi. " 104 Art Eliminazione di fumi, vapori ed esalazioni... " 105 Art Impianti speciali... " 107 Art Impianti per le lavorazioni insalubri.. " 108 TITOLO II - PRESCRIZIONI ANTINCENDIO Art Caratteristiche dei fabbricati di altezza inferiore a m 24,00... " 110 Art Centrali termiche... " 112 Art Autorimesse... " 116 Art Impianti idrici di difesa antincendi... " 117 IV

2 P.R.G. Leverano Art Nulla-osta dei vigili del fuoco... pag. 118 Art Criteri di sicurezza per impianti domestici di gas liquefatto... " 119 Art Criteri di sicurezza per impianti centralizzati di riscaldamento condizionamento... " 120 Art Rinvio a leggi particolari... " 121 TITOLO III - CARATTERISTICHE DEI LOCALI PER L'ABITABILITA' O L'AGIBILITA' Art Classificazione dei locali... " 122 Art Caratteristiche dei locali... " 124 Art Classificazione dei piani... " 130 Art Soffitti inclinabili e soppalchi... " 131 Art Piani interrati... " 132 Art Piani seminterrati... " 133 Art Sottotetti... " 134 Art Locali integrativi per la residenza... " 135 TITOLO IV - NORME RIGUARDANTI LA GODIBILITA' GENERALE DELLE ATTREZZATURE E DELLE STRUTTURE EDILIZIE Art Prescrizioni e norme riguardanti le eliminazione delle barriere architet- toniche... " 136 Art Percorsi pedonali... " 139 Art Parcheggi pubblici e/o di pertinenza delle costruzioni e posti macchina... " 141 Art Accessi... " 144 V

3 P.R.G. Leverano Art Piattaforma di distribuzione... pag. 145 Art Scale... " 146 Art Rampe... " 148 Art Ascensori... " 149 Art Corridoi e passaggi... " 152 Art Porte... " 153 Art Pavimenti... " 155 Art Locali igienici... " 156 Art Apparecchi elettrici di comando e di segnalazione... " 160 Art Impianti telefonici... " 161 Art Sale e luoghi per riunioni e spettacoli. " 163 TITOLO V - PRESCRIZIONI PER I MATERIALI DA COSTRUZIONE, PER I CARATTERI ESTERNI DEGLI EDIFICI E PER L'ARREDO URBANO Art Norme di buona costruzione... " 164 Art Zoccolatura... " 167 Art Elementi aggettanti... " 168 Art Allineamento degli edifici... " 171 Art Intercapedini... " 172 Art Coperture e volumi tecnici... " 173 Art Spazi scoperti interni agli edifici ed uso dei distacchi tra fabbricati... " 175 Art Uscita dalle autorimesse, rampe e passi carrabili... " 176 Art Marciapiedi e porticati... " 178 Art Recinzioni... " 179 VI

4 P.R.G. Leverano Art Cassette per la corrispondenza e contatori del gas, dell'energia elettrica e dell'acqua... pag. 180 Art Provvedimenti per le costruzioni che minacciano pericolo... " 181 Art Aspetto e manutenzione degli edifici... " 182 Art Tinteggiature e rivestimenti... " 184 Art Antenne radio-televisive... " 185 Art Decoro ed arredo urbano... " 186 Art Mostre, vetrine ed insegne in genere... " 187 Art Tabelle e numeri civici... " 191 Art Tende aggettanti su spazio pubblico... " 192 Art Esecuzione di opere su edifici di interesse monumentale, storico ed ambientale... " 194 Art Rinvenimento di opere di pregio artistico e storico... " 196 Art Zone verdi e parchi... " 197 Art Parcheggi... " 198 TITOLO VI - DISCIPLINA DELLA FABBRICAZIONE ED ATTREZZATURE RURALI Art Norme edilizie... " 199 Art Norme igieniche... " 201 Art Impianto di riscaldamento ad acqua calda... " 203 Art Manutenzione delle abitazioni rurali... " 204 VII

5 P.R.G. Leverano Art Collegamenti alla viabilità... pag. 205 Art Condizioni minime di abitabilità delle abitazioni rurali esistenti... " 206 Art Osservanza delle prescrizioni minime di abitabilità... " 207 Art Ispezioni del Dirigente di Igiene, sanzioni... " 208 Art Stalle e concimaie... " 209 Art. 116 bis Canali del demanio sstatale e comunale " 210 bis VIII

6 P A R T E S E C O N D A NORME IGIENICO-SANITARIE E COSTRUTTIVE 92

7 T I T O L O I PRESCRIZIONI IGIENICO- EDILIZIE Art.42 - SALUBRITA' DEL TERRENO E' vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano serviti come deposito di immondizie, letame o di altro materiale insalubre, che abbia comunque potuto inquinare il suolo, se non dopo aver completamente risanato il sottosuolo corrispondente. Se il terreno oggetto di edificazione è umido e/o soggetto ad infiltrazioni di acque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio. In ogni caso è fatto obbligo di adottare provvedimenti atti ad impedire che l' umidità pervenga alle murature e/o strutture sovrastanti. 93

8 Art ISOLAMENTO DALL'UMIDITA' Qualsiasi edificio deve essere isolato dall' umidità del suolo. I locali, classificati nel successivo Art.62 come A1 e S1, devono avere, indipendentemente dalla quota del pavimento nei confronti del terreno a sistemazione avvenuta, il piano di calpestio isolato mediante solaio distaccato dal terreno stesso a mezzo di intercapedine aereata. Nel caso di locali, classificati nel successivo Art.62, come A2, è sufficiente che il piano di calpestio poggi su vespazio aereato dello spessore minimo pari a 30 cm,indipendendentemente dalla quota del pavimento nei confronti del terreno circostante a sistemazione avvenuta. In entrambi i casi, qualora i suddetti locali (A1, A2 ed S1) risultino anche parzialmente al disotto della quota del terreno circostante, a sistemazione avvenuta, deve essere prevista un' efficiente intercapedine aereata che circondi i predetti locali per la parte interrata. Comunque il solaio deve essere posto ad un livello superiore alla falda freatica ed al livello di massima piena delle fognature di scarico, risultando ciò attraverso una relazione, con calcoli ed elaborati, da sottoporre al Comune unitamente alla richiesta di Concessione o Autorizzazione. Il Comune può concedere porzioni di terreno pubblico per la creazione di intercapedini, riservandosi la facoltà d' uso per il passaggio di tubazioni, cavi od altro e purch dette 94

9 intercapedini siano lasciate completamente libere. Le griglie di aereazione,eventualmente aperte sul marciapiede,devono pre sentare resistenza alla ruota di un automezzo ed avere caratteristiche tali da non costituire pericolo per i pedoni, per le carrozzine dei bambini e per le persone con ridotte o impedite capacità motorie. Per le altre caratteristiche delle intercapedini si richiama il successivo Art.89. Tutte le murature devono essere isolate da stratificazio- ni impermeabili continue poste al disotto del piano di calpestio interno. Tutti i pavimenti dei locali seminterrati o situati a livello del terreno, costruiti su vespaio, devono essere isolati mediante uno strato di materiale impermeabili. In caso di copertura piana di una costruzione o di parte di essa, la copertura medesima deve essere impermeabilizzata mediante stratificazioni impermeabili continue secondo le più moderne tecnologie. Per gli edifici del Centro Storico le predette norme si applicano, per quanto compatibili con le caratteristiche costruttive, con i materiali e le tecnologie tradizionali. 95

10 Art ISOLAMENTO TERMICO Tutte le costruzioni devono rispettare la legislazione vigente in materia di coibentazione e di consumo energetico. Qualora le destinazioni lo richiedano, le unità immobiliari devono essere dotate di impianto di riscaldamento. La temperatura di progetto dell'area interna deve rispettare quanto prescritto dalla legislazione vigente in materia e deve essere uguale in tutti i locali abitati e nei servizi, esclusi i ripostigli. Nelle condizioni di occupazione ed uso degli alloggi, le superfici interne delle parti opache delle pareti non devono presentare tracce di condensanzione permanente. Nel caso di nuove costruzioni o di ristrutturazioni di edifici esistenti, deve essere rispettata la rispondenza delle caratteristiche di isolamento termico previsto dalla Legge nø.10 del 09/01/1991 e dal D.P.R. nø 412 del 26/8/93. 96

11 Art ISOLAMENTO FONICO Negli edifici di nuova costruzione,nelle sopraelevazioni, negli ampliamenti o nelle ristrutturazioni di fabbricati esistenti, per tutti i locali classificati nel successivo Art.62 come A1-A2, devono essere adottati sistemi idonei ed adeguati per l' isolamento fonico. I materiali utilizzati per la costruzione e la loro messa in opera devono garantire un' adeguata protezione acustica ai locali di cui sopra per quanto concerne i rumori da calpestio, da impianti od apparecchi comunque installati nel fabbricato, da rumori e suoni aerei provenienti da locali attigui o da spazi destinati a servizi comuni, dal traffico veicolare, facendo riferimento alle disposizioni legislative vigenti e/o agli standars consigliati dal Ministero dei LL.PP. o da altri qualifica ti organi pubblici. In ogni caso, la soglia di rumorosità relativa ad ogni singolo locale non deve superare i 70 db per frequenze tra 100 e 3000 Hz misurate con metodi normalizzati. Per le pareti perimetrali di ogni singola unità immobiliare tale soglia non deve superare i 45 db. E' opportuno distaccare, mediante giunti elastici o simili,le strutture perimetrali del fabbricato dalle pavimentazioni stradali e da qualunque altra struttura rigida in contatto con l' esterno. 97

12 Art CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE In base ai contenuti della legislazione vigente (Legge 10/05/76, nø319 " Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento ", G.U. nø 141, del 29/05/76; e successive modifiche ed integrazioni, D.L. 10/08/76 nø 544 e Legge 8/10/76 nø 690) le acque di scarico sono distinte nelle seguenti categorie: - ACQUE METEORICHE comprendono le acque piovane e quelle derivanti dallo scioglimento delle nevi; - ACQUE NERE comprendono le acque degli scarichi dei lavandini, lavelli, vasche da bagno, docce, bidet ed ogni altro accessorio con analoga funzione e le acque non inquinanti provenienti da procedimenti di lavaggio, compiuti da imprese artigianali o commerciali; - ACQUE LURIDE sono gl i scarichi di natura organica dei vasi e delle latrine di qualsiasi tipo; - ACQUE INQUINANTI sono quelle di qualsiasi provenienza e considerate tali dalle vigenti normative in materia di inquinamenti. 98

13 Art MODALITA' DI SCARICO DELLE ACQUE Per il deflusso delle acque meteoriche, di cui al precedente Art.46, deve essere prevista apposita rete di tubazioni totalmente indipendente. Per il deflusso delle acque nere, di cui al precedente Art.46, deve essere prevista una rete di tubazione autonoma, opportunamente dimensionata, di materiale atto a resistere alle alte temperature e dotata di sistemi di aereazione con condotte di aspirazione sino alla copertura. Gli innesti di detta rete devono avvenire con l'impiego di sifoni ispezionabili. Le acque luride, di cui al precedente Art.46, devono essere convogliate in una fossa biologica dimensionata in rapporto alle caratteristiche della costruzione nonch alla volumetria abitativa. Detta fossa deve essere anche in grado di garantire la degradazione biologica delle materie organiche e deve essere ubicata all' esterno della costruzione su suolo privato, ad una distanza non inferiore a metri 1,00 (uno) dalle murature perimetrali e comunque secondo il Regolamento Regionale nø 4 del 3/11/89. Le acque luride,cos depositate,devono essere convogliate in apposito pozzo nero a tenuta stagna con le prescrizioni del citato Regolamento Regionale nø 4 del 3/11/89. Le acque meteoriche, quando defluiscono verso aree o spazi di uso pubblico o privato, devono essere condotte con tubi 99

14 verticali fino al suolo. I predetti tubi verticali, se appli- cati esternamente, devono essere costituiti da materiale re- sistente nella parte terminale di altezza non inferiore a m 2,50 dal suolo, posti incassati nella parete di supporto, in modo da non formare aggetto. L' allacciamento allo scarico generale delle acque nere e luride deve essere realizzato solo mediante sifone ispeziona- bile e a chiusura ermetica posto all'esterno della costruzio- ne, in conformità alle disposizioni legislative vigenti. Per le acque inquinanti,di cui al precedente Art.46, vale quanto disposto dalla relativa normativa legislativa e rego- lamentare. In mancanza di rete fognante,lo smaltimento dei liquami provenienti dall'interno degli edifici deve avvenire mediante la costruzione, a cura e spese dei concessionari, di appositi impianti, con l' osservanza dei criteri, metodi e norme tecniche stabilite a riguardo dalle norme vigenti ed in particolare dal Regolamento Regionale nø 4 del 3/11/89. Gli allacciamenti alle reti della pubblica fognatura, an- che se resi obbligatori dal Comune, sono costruiti a cura dell' Ente Autonomo Acquedotto Pugliese ed a spese dei proprietari degli edifici ai quali debbono servire. I condotti non dovranno avere nè aperture nè interruzioni di sorta nel loro percorso. Tutte le giunzioni dei tubi dovranno risultare perfetta- mente impermeabili. I proprietari delle case hanno l' obbligo di mantenere in 100

15 perfetto stato tanto i canali di gronda quanto i tubi di scarico. I tubi non debbono trovarsi in contatto con le pareti delle rispettive incassature. I tubi delle pluviali non potranno funzionare da esalatori delle tubazioni di fogna, nè si potrà immettere in essi alcun altro scarico all'infuori dell'acqua piovana proveniente dalle coperture degli stabili. Le acque dei cortili, degli spazi liberi, delle strade private e degli edifici stessi verrano raccolte in appositi pozzetti e guidate con tubature metalliche o di gres di diametro,proporzionato alle aree pubbliche di deflusso e con pendenza sufficiente. Nelle vie,ove manchi la fogna stradale, ma si trovino solamente cunette o fognoli laterali, potranno essere immessi in questi le sole acque meteoriche dei tetti e dei cortili. 101

16 Art RIFORNIMENTO IDRICO Qualunque costruzione deve essere provvista di acqua potabile proveniente dall' acquedotto E.A.A.P. ovvero da pozzo privato. In tale ultimo caso, la potabilità deve essere garantita da un certificato rilasciato dal Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi e l'uso deve essere consentito dal Dirigente di Igiene. L' impianto idrico deve essere progettato in modo da garantire un' adeguata e proporzionata distribuzione dell'acqua in ragione del numero degli utenti, secondo le prescrizioni legislative vigenti. Gli impianti per la distribuzione dell'acqua potabile internamente all' edificio devono essere costruiti a regola d' arte e nel caso di locali con pavimenti a quota tale che non possa essere garantita una regolare erogazione, deve provvedersi con apposito apparecchio di sollevamento. 102

17 Art IMPIANTO ELETTRICO Qualunque costruzione deve essere dotata di impianto e- lettrico realizzato secondo quanto stabilito dalla legislazione e dai regolamenti vigenti. In particolare tutte le unità immobiliari adibite ad abitazioni devono essere dotate di dispositivi di sicurezza in grado di salvaguardare l' incolumità degli utenti, ed essere conformi alla Legge nø 46/

18 Art DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI SOLIDI I fabbricati nuovi o ristrutturati, devono disporre di un deposito per contenere i recipienti delle immondizie dimensionati in rapporto alle caratteristiche volumetriche e funzionali dei fabbricati stessi. E'opportuno che detto deposito sia anche provvisto di due separati recipienti, uno per il recupero della carta pulita ed uno per contenere i rifiuti solidi riciclabili (lattine, bottiglie, etc.). Detto deposito deve essere ubicato in prossimità ed allo stesso livello della strada, preferibilmente nel fabbricato, purch con accesso ed aereazione diretta dall' esterno, facilmente raggiungibile dalle scale e/o ascensori. Se ubicato nel fabbricato, deve essere dotato anche di un sistema di ventilazione realizzato con tubazioni di sezione non inferiore a cmq 250, con sbocco sulla copertura; se ubicato all'esterno, il ricambio dell'aria deve essere assicura- to mediante apposita griglia con superficie minima di cmq Detto deposito deve avere pareti impermeabilizzate ed essere munito di presa d' acqua e di scarico sifonato. 104

19 Art ELIMINAZIONE DEI FUMI, VAPORI ED ESALAZIONI Gli impianti di riscaldamento relativi a singole unità immobiliari, gli apparecchi a fiamma libera, le stufe ed i camini devono essere muniti di canne fumarie indipendenti con scarico sulla copertura. Tutte le canne di scarico devono prolungarsi per almeno un metro al disopra del tetto o della terrazza e la fuoriuscita dei fumi deve avvenire a non meno di 10 m da qualsiasi finestra a quota uguale o superiore. Le canne fumarie, se esterne alle murature o tamponature, deveno essere studiate con opportuna soluzione architettoni- ca. Per i fumi che abbiano caratteristiche nocive all' igiene ed alla pulizia, occorre prevedere impianti di depurazione secondo le norme legislative vigenti (Legge 13/7/1966, nø 615 " Provvedimenti contro l' inquinamento atmosferico", G.U. nø 201 del 13/8/1966; e D.P.R. 24/10/1967, nø 1288 " Regolamento per l'esecuzione della Legge 13/7/1966, nø 615", limitatamen- te agli impianti termici, suppl. G.U. nø 6 del 9/1/1968. Tutti i locali classificati nel successivo Art.62 come A1 e destinati a cucine devono essere dotati di tubazioni di sfogo opportunamente dimensionate e con scarico sulla coper- tura del fabbricato. Il posto di cottura, eventualmente annesso al locale sog- giorno, deve comunicare ampiamente con quest'ultimo ed essere munito di adeguato impianto d'aspirazione forzata sui fornel- 105

20 li. Tutti i locali, classificati nel successivo Art.62 come S1, sprovvisti di aperture all'esterno devono essere dotati di impianto d'aspirazione forzata ossia con scarico sulla copertura. In tal caso in detti locali è proibita l' installazione di apparecchi a fiamma libera. 106

21 Art IMPIANTI SPECIALI Nei casi di adozione di impianti d' aereazione, oppure di aria condizionata,la cui realizzazione deve essere, comunque, affidata a ditte specializzate, l'amministrazione Comunale, su parere del Dirigente di Igiene, può, caso per caso, stabilire prescrizioni diverse dalle precedenti per i locali di categoria A ed S, di cui al successivo art. 62. Alla domanda di Concessione deve essere allegato uno schema dell' impianto. Invece, prima dell' effettivo rilascio della Concessione,deve essere presentato il progetto esecutivo dettagliato dell'impianto,firmato da un tecnico abilitato, unitamente ad una relazione illustrativa delle caratteristiche tecniche dello stesso. Il rilascio dell' autorizzazione di abitabilità e/o agibilità dei locali è subordinata al parere favorevole del Diri - gente di Igiene ed al collaudo dell'impianto effettuato da un tecnico abilitato. Su tali impianti deve essere richiesto un parere preven- tivo agli organi competenti. 107

22 Art IMPIANTI PER LE LAVORAZIONI INSALUBRI Gli impianti e le attrezzature per la produzione, la lavorazione ed il deposito di sostanze e prodotti riconosciuti insalubri, secondo la vigente legislazione (Artt. 216 e 217 del R.D. 27/7/1934 nø 1265, Suppl. G.U. del 9/8/1934 nø 196 "T.U. delle Leggi Sanitarie" e D.M. 23 / 12 / 1976 nø 9, relativo all'elenco dell'industrie insalubri), e iscritti alla prime classe, non possono essere ubicati nelle zone residenziali, ma soltanto nelle aree destinate dallo strumento urbanistico ad insediamenti industriali ed artigianali od in quelle in cui tale attività sono consentite e devono, in ogni caso, essere tenuti distanti dalle abitazioni. 108

23 T I T O L O II PRESCRIZIONI ANTINCENDIO Art CARATTERISTICHE DEI FABBRICATI DI ALTEZZA INFERIORE A M 24,00 Ai fini della prevenzione incendi nei fabbricati d'altez- za inferiore a m 24,00 devono essere rispettate le seguenti condizioni: 1) le gabbie delle scale e degli ascensori, dei relativi ac- cessi e disimpegni, non devono avere alcuna comunicazione con i magazzini, depositi, negozi e laboratori; 2) le rampe delle scale e dei pianerottoli devono avere strutture portanti in cemento armato ed altri materiali resistenti al fuoco ed all'urto. La larghezza minima delle rampe e dei pianerottoli delle scale che disimpegnano pi di una unità immobiliare non può essere inferiore a m 1,20, salvo che norme specifiche richiedano dimensioni maggiori (in particolare per l'eliminazione delle barriere architettoniche). Tale larghezza, se il fabbricato non è servito da ascensore, deve essere aumentata di 10 cm ogni due piani serviti, oltre ai primi due; 3) ogni scala può servire una superficie coperta non superio- re a mq 400; 4) le pareti delle gabbie delle scale e degli ascensori devo- no avere uno spessore minimo di cm 18,00 se in muratura di mattoni pieni, di cm 15,00 se in cemento armato e di 109

24 cm 30,00 se in muratura di tufo; 5) scale ed ascensori possono arrivare alle cantine solo attraverso zone scoperte e disimpegni provvisti di porta metallica, aereati direttamente dall' esterno con superficie minima di aereazione di mq 0,50; 6) tutti gli insediamenti,le cui unità abitative presentano i prospetti provvisti di vani non raggiungibili con autoscala aerea, ovvero, presentano gli androni delle scale e del cortile,non direttamente accessibili dalla via pubblica,e comunque condizionati da recinzioni, delimitazioni, e simili e non sono servite da scale a prova di fumo, devono essere raggiungibili tramite un passo carrabile, idoneo al transito degli automezzi di soccorso dei VV.FF. (dimensioni minime: larghezza ed altezza m 4,00). 110

25 Art CENTRALI TERMICHE A) - CENTRALE TERMICA A COMBUSTIBILE LIQUIDO: La centrale termica a combustibile liquido deve rispetta- re le seguenti condizioni: 1) le strutture dei locali devono avere le caratteristiche di resistenza al fuoco previste dalle vigenti disposi- zioni in materia; 2) il canale da fumo del camino,nonch la camera di raccol- ta, che per le caratteristiche costruttive, dimensiona- mento, etc. devono essere conformi a quanto richiesto dalle norme del regolamento antismog, non possono essere ubicati all'interno di locali autorimessa, magazzini,etc La separazione da detti locali,(ferma restando l' osser- vanza delle norme previste dal regolamento antismog),de- ve essere realizzata con strutture in cemento armato, prive d'aperture; 3) nella realizzazione degli impianti (caldaia, serbatoio, canale da fumo, camera di raccolta, etc.) devono essere osservate tutte le norme prescritte dalla legislazione vigente; 4) Qualora il deposito di olio combustibile o di gasolio superi i 25 mc deve essere richiesto alla prefettura il relativo decreto per l' autorizzazione all'esercizio del deposito stesso. B) - CENTRALE TERMICA A GAS DI RETE La centrale termica a gas di rete deve rispettare le se- 111

26 guenti condizioni: 1) le aperture di aereazione del locale caldaia devono risultare di superficie non inferiore a quella indicata nei dati caratteristici dell'impianto termico e comunque non inferiore a mq 0,50; 2) le strutture dei locali e dei relativi impianti devono essere realizzati con le caratteristiche previste dalle vigenti disposizioni; 3) il misuratore del gas deve essere installato all'esterno dello stabile; 4) tutti i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile devono essere realizzati in conformità alle leggi vigenti secondo le regole specifiche della buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza; 5) il locale dell' impianto termico non deve essere sottostante ad autorimesse, scuole, caserme, sale di riunione o comunque locali destinati a collettività. 112

27 Art AUTORIMESSE Sono denominate autorimesse gli spazi di parcheggio pubblico o privato con copertura permanente. In esse la superficie minima, destinata ad un posto macchina, è stabilita in 15,00 mq comprensivi degli spazi di sosta e manovra. 1) Il solaio di separazione con i sovrastanti o sottostanti locali deve essere in cemento armato ovvero in altri materiali incombustibili e resistenti al fuoco o resi tali. In quest' ultimo caso deve essere presentato, per la preventiva approvazione del Comando dei VV.FF., il progetto esecutivo delle strutture. 2) L'autorimessa non deve avere alcuna comunicazione diretta con le scale, ascensori ed altri locali non facenti parte dell' autorimessa. La separazione dell'autorimessa stessa deve essere eseguita con muro tagliafuoco dello spessore minimo di due teste di mattoni pieni. Intercapedini di aereazione devono essere ad uso esclusivo del locale. Le scale e gli ascensori devono condurre alle autorimesse solo attraverso zone protette con porte tagliafuoco. 3) Le rampe di accesso non possono avere pendenza superiore al 20% e devono avere larghezza tale da consentire il traffico contemporaneo di due veicoli nei due sensi e co- munque non inferiore a m 4,00. 4) L'altezza minima netta non può essere inferiore a m 2,50. 5) In posizione opposta all' ingresso devono essere realizzate una o più uscite di sicurezza per le persone. Tali uscite devono essere raggiungibili con percorsi non 113

28 superiori a 30,00 m. Le scale devono essere racchiuse in gabbie di muratura dotate al piede di porta metallica. Tali scale non possono terminare sotto grigliato o botola ed essere del tipo a piolo infisso nel muro, salvo diversa prescrizione dei VV.F. 6) Le grandi autorimesse, al piano terra,devono essere compartimentate con strutture di mattoni pieni a due teste in modo che ciascun compartimento non abbia superficie maggiore di mq Le autorimesse,al primo piano interrato,devono avere, invece, compartimenti di superficie non superiore a mq 1500 e quelle, al secondo piano interrato,compartimenti di superficie non superiore a mq 750. Tra le autorimesse del primo e secondo piano interrato non deve sussistere alcuna comunicazione e le intercapedini devono essere diaframmate in modo da rendere indipendente la aereazione di ogni piano. Ciascun compartimento deve essere servito da rampa di accesso indipendente. I compartimenti possono essere tra loro comunicanti mediante aperture, per il passaggio dei veicoli, munito di serramenti metallici a chiusura automatica. Per la suddivisione in compartimenti delle autorimesse deve essere presentato un progetto per la preventiva autorizzazione. 7) Gli impianti elettrici devono essere eseguiti a regola d' arte e conformi alle norme CEI. 8) Gli scarichi delle acque di lavaggio devono essere muni- 114

29 ti, prima del collegamento alla fognatura cittadina, di idoneo pozzetto a "trappola". 9) Nelle autorimesse interrate non si possono ricavare locali destinati ad officina con uso di fiamme libere o di verniciatura. 10) In prossimità di uno degli ingressi o al piede della ram- pa di ogni compartimento della autorimessa deve essere installata una bocca da incendio da mm 45 U.N.I.,derivata direttamente dall'acquedotto cittadino, posta in cassetta metallica con sportello munito di vetro frangibile e corredata di lancia e tubo di mandata di lunghezza tale da poter raggiungere ogni punto del locale. 11) Nelle autorimesse, poste al secondo piano interrato,deve essere installato un impianto di spegnimento automatico a pioggia,realizzato secondo le norme legislative vigenti in materia. Deve essere presentato un progetto dettaglia- to per la preventiva approvazione da parte del comando provinciale dei VV.F. 12) Devono essere installati nø 1 estintore a schiuma da li- tri 10 o di tipo equivalente e nø 2 secchielli con sabbia ogni 60,00 mq di superficie utile. 13) Qualora l'autorimessa sia prevista in aderenza ad edifici destinati a collettività (scuole, teatri, cinematografi, grandi empori, etc.) deve essere presentato un grafico riproducente l' esatta situazione dei luoghi. 14) L' autorimessa deve avere aperture di aereazione naturale non inferiori, a secondo dell' ubicazione e dell' altezza 115

30 dell'autorimessa stessa, a quelle indicate nella tabello in seguito riportata, integrate, per tutte le autorimesse ai piani interrati e per quelle al piano terra avente superficie di aereazione su un solo lato,da impianti di aereazione meccanica o da camini di aereazione sfocianti nell' atmosfera a quota superiore alla copertura del fabbricato. Le canalizzazioni di immissione e di estrazione dell'aria devono essere in lamiera.in caso di impianto ad estrazione dell' aria, le prese di aspirazione devono essere a cm dal pavimento ed il canale di espulsione deve terminare a un metro oltre la copertura del fabbricato sovrastante o adiacente l'autorimessa. La superficie di aereazione naturale, in nessun caso, può essere inferiore a 1/20 della superficie del pavimento. Una frazione della superficie dei vani di aereazione naturale deve essere completamente priva di serramenti con aperture create su almeno due pareti esterne in basso, in prossimità del pavimento ed in alto in prossimità dei soffitti dei locali. 116

31 Art IMPIANTI IDRICI DI DIFESA ANTINCENDIO Dovranno essere protetti mediante impianti idrici interni di difesa antincendio: a) gli edifici con altezza maggiore o uguale a metri 24,00; b) i fabbricati destinati alla collettività o con un discreto afflusso di pubblico quali: - alberghi, scuole, collegi, ospedali, case di cura, etc.; - grandi sale di riunione capaci di almeno 100 persone, sale da cinematografo, da ballo, per rappresentazioni, anche se sia ammesso pubblico non pagante, grandi magazzini, etc.; c) le costruzioni con particolari destinazioni d' uso quali: - depositi di combustibile, di legname, scuderie, autorimesse, etc.. Le caratteristiche di tali impianti dovranno corrispondere alle prescrizioni stabilite dal Comando Provinciale dei VV.F. 117

32 Art NULLA-OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO Il nulla-osta del Comando Provinciale dei VV.F. è e- spressamente richiesto per il rilascio del certificato di a- gibilità o di abitabilità, di cui al precedente Art. 36 del presente Regolamento nel caso di edifici di altezza superiore a m 24,00, di costruzioni industriali o di carattere speciale (ricettivi, ricreativi, culturali, commerciali, comunitari, etc.), di autorimesse, di centrali termiche e comunque per tutti i fabbricati destinati ad attività soggette ai con- trolli di prevenzione incendio in base alle disposizioni le- gislative vigenti. 118

IL MINISTRO DELL INTERNO

IL MINISTRO DELL INTERNO D.M. 16 maggio 1987, n. 246 (G.U. n. 148 del 27 giugno 1987) NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE IL MINISTRO DELL INTERNO Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570: Vista

Dettagli

5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF

5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF 5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti,

Dettagli

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida

Dettagli

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * *

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * * COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci ina 1 L Amministrazione comunale di Ronco Scrivia (provincia di Genova) intende integrare la dotazione

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli

Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche

Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche Comune di Parma Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche A vent anni dall entrata in vigore della più importante legge sull abbattimento delle barriere

Dettagli

06/09/2013. Gianfranco Tripi. Deroghe

06/09/2013. Gianfranco Tripi. Deroghe CORSO BASE DI SPECIALIZZAZIONE DI PREVENZIONE INCENDI Analisi di rischio e individuazione delle misure di sicurezza equivalenti. Individuazione delle misure di prevenzione e/o di protezione che permettono

Dettagli

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio.

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio. Milano lì Ns. Rif.: 13 novembre 2013 820038.309 Agli Ordini e Collegi aderenti al C.I.P.I. loro sedi K:\Ufficio\07 Documenti\CIPI\820038 Comitato interpr. prevenzione incendi\820038 corrispondenza dal

Dettagli

ELEMENTII DII TECNIICA DEL CONTROLLO AMBIIENTALE. ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA Laboratori di Progettazione Architettonica

ELEMENTII DII TECNIICA DEL CONTROLLO AMBIIENTALE. ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA Laboratori di Progettazione Architettonica ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA Laboratori di Progettazione Architettonica ELEMENTII DII TECNIICA DEL CONTROLLO AMBIIENTALE PROF.. GIIANCARLO ROSSII PARTE SECONDA 1 INTRODUZIONE TIPOLOGIE

Dettagli

DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE STRADE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO

DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE STRADE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO (articolo 70 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 articolo 64 della

Dettagli

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 L'edificio oggetto dell'intervento, si trova a Bolzano in via Dalmazia ai numeri 60, 60A e 62 E' stato costruito nei primi anni '50

Dettagli

Relazione tecnica. Interferenze

Relazione tecnica. Interferenze Relazione tecnica L autorimessa interrata di Via Camillo Corsanego, viene realizzata nel V Municipio ai sensi della Legge 122/89 art.9 comma 4 (Legge Tognoli). Il dimensionamento dell intervento è stato

Dettagli

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione).

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione). DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (pubblicato nella g. u. 16 aprile 1968, n. 97). Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi

Dettagli

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Innocenzo Mastronardi, Ingegnere Civile, professionista antincendio, PhD student in S.O.L.I.P.P. XXVI Ciclo Politecnico di Bari INTRODUZIONE Con l

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo

Dettagli

L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.

L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n. Spazio riservato al Servizio Urbanistica AGIBILITA' n del L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.160 ) l sottoscritt...

Dettagli

PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI

PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI Nel presente fascicolo verranno definiti e trattati i seguenti argomenti: a. Parametri Urbanistici; b. Edifici e parti di Edificio; c. Standard Residenziale per Abitante;

Dettagli

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23

Dettagli

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA LINEE GUIDA DI PREVENZIONE INCENDI DA APPLICARSI AGLI UFFICI INDIVIDUATI AL PUNTO 89 DELL ELENCO ALLEGATO AL D.M. 16.02.82. Punto 89) Aziende ed uffici nei

Dettagli

(omissis) ALLEGATO 5 - NORME TECNICHE GENERALI. (omissis)

(omissis) ALLEGATO 5 - NORME TECNICHE GENERALI. (omissis) Deliberazione Comitato per la tutela delle acque dall'inquinamento 04.02.1977 Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della legge 10 maggio 1976, n. 319,

Dettagli

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell

Dettagli

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA ai sensi degli articoli 41 e 42 L.R. 11.03.2005 n.12 e successive modifiche ed integrazioni

Dettagli

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO C O M U N E D I R O V E R B E L L A Via Solferino e San Martino, 1 46048 Roverbella Tel. 0376/6918220 Fax 0376/694515 PEC PROTOCOLLO : roverbella.mn@legalmail.it RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI

Dettagli

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA

Dettagli

Aiuto alla compilazione del modulo Caratteristiche dell edificio

Aiuto alla compilazione del modulo Caratteristiche dell edificio Aiuto alla compilazione del modulo Caratteristiche dell edificio Edificio Ai sensi dell art. 3 del ordinanza sul Registro federale degli edifici e delle abitazioni, l edificio è definito come segue: per

Dettagli

MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA

MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA 27/06/13 MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA Gruppo Interprofessionale Provincia di Cremona Seminario di aggiornamento ai sensi del D.M. 5 agosto 2011 27 giugno 2013

Dettagli

5 I COEFFICIENTI CORRETTIVI

5 I COEFFICIENTI CORRETTIVI 5 I COEFFICIENTI CORRETTIVI In questo capitolo, dopo aver definito il concetto di «coefficienti correttivi», verranno esaminati nel dettaglio i coefficienti di riduzione previsti dalla Circolare del Ministero

Dettagli

- - Visto l'art. 63 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773;

- - Visto l'art. 63 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773; Decreto Ministeriale del 12/09/2003 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacita' geometrica

Dettagli

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA PRESCRIZIONI TECNICHE INTEGRATIVE DELLA CIRCOLARE N. 75 DEL 3.07.67 E DELLA LETTERA CIRCOLARE N. 5210/4118/4 DEL 17.02.75, RELATIVE AI LOCALI ADIBITI AD ESPOSIZIONE

Dettagli

AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive

AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive Bollo 14,62 AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive ESERCIZIO DI COMMERCIO AL DETTAGLIO MEDIE STRUTTURE DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (COM 4A - D.A. 8/5/2001) Ai sensi della L.r.

Dettagli

ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico

ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico ALLEGATO A ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico A) SOPRALLUOGHI, VISITE TECNICHE, VERIFICHE DI IMPIANTI A.1) Sopralluogo ed esame

Dettagli

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997)

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) Progetto per la realizzazione di: Edificio residenziale Località: Ancona Indirizzo: via Menicucci, 3 Il tecnico competente Ancona, 20/09/2011

Dettagli

COMUNE DI NORMA. Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee. (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007)

COMUNE DI NORMA. Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee. (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007) COMUNE DI NORMA Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007) Articolo 1 SCOPI DEL REGOLAMENTO 1. L Amministrazione Comunale, in

Dettagli

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE PROVINCIA DI FIRENZE AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE Variante normativa al Regolamento Urbanistico vigente di adeguamento al "regolamento di attuazione dell'articolo 144 della L.R. n. 1/2005

Dettagli

Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano

Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano Comune di MILANO Provincia di MILANO Regione LOMBARDIA RELAZIONE TECNICA Rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico Deliberazione Giunta Regionale 22 dicembre 2008

Dettagli

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati

Dettagli

Indice. Parte Prima. Premessa... pag. 2. Contenuti e limiti previsti dal Piano Casa 2 3. Parte Seconda. A) Definizioni. pag. 9

Indice. Parte Prima. Premessa... pag. 2. Contenuti e limiti previsti dal Piano Casa 2 3. Parte Seconda. A) Definizioni. pag. 9 Indice Parte Prima Premessa... pag. 2 Contenuti e limiti previsti dal Piano Casa 2 3 Parte Seconda A) Definizioni. pag. 9 B) Disposizioni riguardanti aspetti generali. 10 C) Disposizioni in materia di

Dettagli

FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI)

FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI) FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI) Domande frequenti inerenti la Relazione Energetico - Ambientale e la conformità delle pratiche edilizie alla normativa di settore. Aggiornamento al

Dettagli

TARIFFA PROFESSIONALE INGEGNERIA ANTINCENDIO

TARIFFA PROFESSIONALE INGEGNERIA ANTINCENDIO TARIFFA PROFESSIONALE INGEGNERIA ANTINCENDIO La presente tariffa individua le prestazioni che il professionista è chiamato a fornire : A per la richiesta del parere di conformità B per il rilascio del

Dettagli

TESTO COORDINATO E COMMENTATO DEPOSITI BOMBOLE GPL

TESTO COORDINATO E COMMENTATO DEPOSITI BOMBOLE GPL TESTO COORDINATO E COMMENTATO DEPOSITI BOMBOLE GPL Circolare n. 74 del 20 settembre 1956 D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620 - Decentramento competenze al rilascio di concessioni per depositi di oli minerali

Dettagli

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO

Dettagli

La norma UNI-CIG 7129/08

La norma UNI-CIG 7129/08 1 2 3 Ossido carbonio 4 Normale Ordinamento Codice civile Codice Penale Leggi speciali Legge 1083/71 D.P.R. 412/93 -> D.Lgs. 192/05 DM 37/08 5 Premessa: L incontro ha lo scopo di illustrare le principali

Dettagli

IL MINISTRO DELL INTERNO

IL MINISTRO DELL INTERNO MINISTERO DELL INTERNO DECRETO MINISTERIALE 19 AGOSTO 1996 (S.O.G.U. n. 14 del 12 settembre 1996) Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio

Dettagli

Decreto Ministeriale n 236 del 14/06/1989

Decreto Ministeriale n 236 del 14/06/1989 Decreto Ministeriale n 236 del 14/06/1989 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata

Dettagli

RELAZIONE TECNICO DESCRITTIVA

RELAZIONE TECNICO DESCRITTIVA Comune della Spezia MARIO NIRO 5S a.s. 2013/2014 RELAZIONE TECNICO DESCRITTIVA RELATIVA AL PROGETTO DI ABITAZIONE UNIFAMILIARE DA EDIFICARE PRESSO IL COMUNE DELLA SPEZIA, VIA MONTALBANO CT FOGLIO 60, MAPPALE

Dettagli

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI Luca Menini, ARPAV Dipartimento di Vicenza via Spalato, 14-36100 VICENZA e-mail: fisica.arpav.vi@altavista.net 1. INTRODUZIONE La legge 447 del 26/10/95 Legge

Dettagli

RILEVAZIONE STATISTICA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE, DIA,EDILIZIA PUBBLICA (DPR 380/2001, art. 7) SISTEMA STATISTICO NAZIONALE

RILEVAZIONE STATISTICA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE, DIA,EDILIZIA PUBBLICA (DPR 380/2001, art. 7) SISTEMA STATISTICO NAZIONALE RILEVAZIONE STATISTICA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE, DIA,EDILIZIA PUBBLICA (DPR 380/2001, art. 7) SISTEMA STATISTICO NAZIONALE ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO ISTAT/PDC/NRE

Dettagli

Progettista(i) degli impianti termici e dell isolamento termico dell'edificio

Progettista(i) degli impianti termici e dell isolamento termico dell'edificio ALLEGATO E (Allegato I, comma 15) RELAZIONE TECNICA DI CUI ALL'ARTICOLO 28 DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 10, ATTESTANTE LA RISPONDENZA ALLE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI CONTENIMENTO DEL CONSUMO ENERGETICO

Dettagli

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco

NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco Ing. Marco Patruno Forum Prevenzione Incendi Milano : 1 ottobre 2014

Dettagli

COMUNE DI TROPEA (Provincia di Catanzaro)

COMUNE DI TROPEA (Provincia di Catanzaro) COMUNE DI TROPEA (Provincia di Catanzaro) PROGETTO DEFINITIVO-ESECUTIVO Comune di TROPEA Interventi manutentivi alla rete idrica comunale per fronteggiare l emergenza idrica sul territorio di Tropea Completamento,

Dettagli

Aprile 2007. Prevenzione dei rischi di caduta dall alto nei lavori di manutenzione in quota su pareti e coperture

Aprile 2007. Prevenzione dei rischi di caduta dall alto nei lavori di manutenzione in quota su pareti e coperture LINEE GUIDA RELATIVE ALLE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE DA PREDISPORRE NEGLI EDIFICI PER L ACCESSO, IL TRANSITO E L ESECUZIONE DEI LAVORI DI MANUTENZIONE IN QUOTA IN CONDIZIONI DI SICUREZZA Aprile 2007

Dettagli

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI Gli aggiornamenti più recenti Proroga dell agevolazione al 31 dicembre 2015 I quesiti più frequenti aggiornamento aprile 2015 ACQUISTI AGEVOLATI IMPORTO DETRAIBILE MODALITA

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO A l l e g a t o A COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO (ERRATA CORRIGE AL C.M.E. ALLEGATO ALLA GARA ED INSERITO SUL WEB) PROPRIETA ANCONAMBIENTE S.P.A. VIA DEL COMMERCIO 27, 60127 ANCONA OGGETTO OPERE

Dettagli

REGOLAMENTO STRUTTURE TEMPORANEE -

REGOLAMENTO STRUTTURE TEMPORANEE - REGOLAMENTO STRUTTURE TEMPORANEE - 1 2 Art. 1 - OGGETTO E DEFINIZIONI 1. Il presente regolamento disciplina la collocazione su suolo pubblico e privato delle strutture temporanee a servizio di locali ad

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata

Dettagli

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica VARIANTE CONNESSA A S.U.A. IN ZONA C3 DEL VIGENTE PRG RELAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE IL DIRIGENTE SETTORE TERRITORIO (Ing. Gian Paolo TRUCCHI) IL PROGETTISTA (Arch.

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti)

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) La zona è destinata ad accogliere attrezzature e servizi pubblici o ad uso pubblico di interesse generale su scala territoriale: uffici pubblici o privati di interesse

Dettagli

ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.)

ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.) Foglio n 1 di 6 ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.) Intervento su impianto gas portata termica (Q n )= 34,10. kw tot Impresa/Ditta: DATI INSTALLATORE Resp. Tecnico/Titolare:

Dettagli

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione).

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). (Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 OGGETTO: Linee guida per

Dettagli

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 TABELLA B RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 1 B1) Disponibilità dei locali B1.1) Scansione del documento di disponibilità esclusiva dei locali della sede operativa per almeno tre

Dettagli

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA (aggiornata a gennaio 2014) 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... pag. 3 IL PIANO CASA IN TOSCANA... pag. 4 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO....pag. 5 INTERVENTI DI DEMOLIZIONE

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO ALL AREA PEDONALE DEL COMUNE DI COURMAYEUR

REGOLAMENTO PER L ACCESSO ALL AREA PEDONALE DEL COMUNE DI COURMAYEUR REGOLAMENTO PER L ACCESSO ALL AREA PEDONALE DEL COMUNE DI COURMAYEUR Indice degli articoli Art. 1 Definizioni...2 Art. 2 Oggetto ed ambito di applicazione...2 Art. 3 Deroghe al divieto di circolazione

Dettagli

D.M. 20 MAGGIO 1992, n. 569

D.M. 20 MAGGIO 1992, n. 569 D.M. 20 MAGGIO 1992, n. 569 Preambolo Il Ministro per i beni culturali e ambientali, di concerto con il Ministro dell'interno: Vista la legge 1º giugno 1939, n. 1089 (Gazzetta Ufficiale 8 agosto 1939,

Dettagli

LA NORMA LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DEL LIBRETTO D IMPIANTO LA REGOLA

LA NORMA LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DEL LIBRETTO D IMPIANTO LA REGOLA LA NORMA LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DEL LIBRETTO D IMPIANTO LA REGOLA 2004 INDICE Libretto di impianto pag. 3 Scheda 1 4 Scheda 2 5 Scheda 3 6 Scheda 4 7 Scheda 5 9 Scheda 6 10 Scheda 7 11 Scheda

Dettagli

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI. Art. 1 Contenuto ed ambito del Regolamento Edilizio

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI. Art. 1 Contenuto ed ambito del Regolamento Edilizio TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Contenuto ed ambito del Regolamento Edilizio 1. Ogni attività che comporta trasformazione, anche temporanea, urbanistica ed edilizia del territorio comunale, è disciplinata

Dettagli

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO OGGETTO : PIANO ESECUTIVO CONVENZIONATO PER L AREA D1 DELLA ZONA P1.8 DEL P.R.G.C. RIF. CATASTALI : FOGLIO 26 MAPP.NN.232(ex36/a), 233(ex37/a, 112, 130, 136, 171,

Dettagli

AGGIORNAMENTO DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL S.U.A.

AGGIORNAMENTO DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL S.U.A. AGGIORNAMENTO DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL S.U.A. NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE P.R.G. VIGENTE In base alla tavola di Zonizzazione del P.R.G. vigente l area oggetto dell intervento è normata come

Dettagli

AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA

AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE TIPOLOGIA C " art. 3 c. 6 SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO

Dettagli

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA ARGOMENTI DA TRATTARE: DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

Dettagli

g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di cose;

g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di cose; articolo 7: Regolamentazione della circolazione nei centri abitati 1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: a) adottare i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1, 2 e 4; b)

Dettagli

Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee.

Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee. Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee. Sono definite temporanee tutte quelle manifestazioni quali Sagre, Feste Campestri ecc. aperte al pubblico, in cui,

Dettagli

ALLEGATO A) ALLA DELIBERAZIONE DI G.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 23.11.2005 N. 1178/45828 P.G.

ALLEGATO A) ALLA DELIBERAZIONE DI G.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 23.11.2005 N. 1178/45828 P.G. ALLEGATO A) ALLA DELIBERAZIONE DI G.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 23.11.2005 N. 1178/45828 P.G. CRITERI E PROCEDURA PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI DI OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO PER L INSTALLAZIONE DI

Dettagli

Nuova detrazione IRPEF del 50% per l acquisto di mobili ed elettrodomestici - Chiarimenti dell Agenzia delle Entrate

Nuova detrazione IRPEF del 50% per l acquisto di mobili ed elettrodomestici - Chiarimenti dell Agenzia delle Entrate Informativa ONB Nuova detrazione IRPEF del 50% per l acquisto di mobili ed elettrodomestici - Chiarimenti dell Agenzia delle Entrate INDICE 1 Premessa... 2 2 Soggetti beneficiari... 2 3 Ambito oggettivo

Dettagli

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA LINEE GUIDA DI PREVENZIONE INCENDI DA APPLICARSI ALLE OFFICINE E LABORATORI INDIVIDUATI AI PUNTI 8 E 21 DELL ELENCO ALLEGATO AL D.M. 16.02.82. Punto 8) Officine

Dettagli

ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI

ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI DELLA PROVINCIA DI CASERTA SETTORE TECNICO UFFICIO PROGETTAZIONE INTERVENTI E.R.S. E M.O. LAVORI DI MANUTENZIONE ORDINARIA EDILE ELENCO PREZZI UNITARI RESP. UFFICIO

Dettagli

Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici U.O. Condono Edilizio ROMA CAPITALE

Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici U.O. Condono Edilizio ROMA CAPITALE ROMA CAPITALE Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici Ufficio Condono Edilizio Ufficio Diritto di Accesso Agli Atti Mod. 10/E (10.06.2013 )

Dettagli

La pubblicazione del testo non ha carattere di ufficialita'

La pubblicazione del testo non ha carattere di ufficialita' Testo vigente LEGGE REGIONALE 20 aprile 2015, n. 17 Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia di edilizia ( B.U. 30 aprile 2015, n. 37 ) La pubblicazione del testo non ha carattere

Dettagli

TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI

TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI di Luigi Cenicola 1. Premessa. A decorrere dall anno 2014, per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e per i servizi indivisibili comunali, si pagheranno

Dettagli

Corso di Impianti Tecnici per l'edilizia - E. Moretti. Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO

Corso di Impianti Tecnici per l'edilizia - E. Moretti. Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO 1 Impianti di Climatizzazione e Condizionamento CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO Premessa Gli impianti sono realizzati con lo scopo di mantenere all interno degli ambienti confinati condizioni

Dettagli

Risposta esatta. Quesito

Risposta esatta. Quesito 1 2 Quesito Si definisce gas compresso: A) un gas conservato ad una pressione maggiore della pressione atmosferica; B) un gas liquefatto a temperatura ambiente mediante compressione; C) un gas conservato

Dettagli

per la durata di seguito indicata: nel periodo dal al nella/e giornata/e:

per la durata di seguito indicata: nel periodo dal al nella/e giornata/e: Marca da bollo 14,62 AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI BERTINORO OGGETTO: Richiesta licenza di spettacolo o trattenimento pubblici di cui all art. 68/ 69 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a carattere

Dettagli

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI ALLA LUCE DELL ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.Lgs. 9 aprile

Dettagli

Regolamento per l utilizzo dei parcheggi di proprietà comunale

Regolamento per l utilizzo dei parcheggi di proprietà comunale Comune di Lavis PROVINCIA DI TRENTO REGOLAMENTI COMUNALI Regolamento per l utilizzo dei parcheggi di proprietà comunale Approvato con deliberazione consiliare n. 57 di data 11/08/2011 1 ARTICOLO 1 OGGETTO

Dettagli

N.B. Le parti di testo abrogate o sostituite sono riportate tra [ ]. Le parti di testo inserite sono riportate in carattere corsivo.

N.B. Le parti di testo abrogate o sostituite sono riportate tra [ ]. Le parti di testo inserite sono riportate in carattere corsivo. Decreto Ministeriale 12 aprile 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi.

Dettagli

Note inerenti chiarimenti in materia di prevenzione incendi - Trasmissione per via informatica.

Note inerenti chiarimenti in materia di prevenzione incendi - Trasmissione per via informatica. DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA Prot. n P 810 / 4101 sott. 72/C.1 (21).4 Roma, 2 LUGLIO 2003 Allegati: n 1 -AI SIGG. ISPETTORI REGIONALI DEI VIGILI DEL FUOCO LORO SEDI -AI

Dettagli

TABELLA DELLE NUOVE MAGGIORANZE ASSEMBLEARI

TABELLA DELLE NUOVE MAGGIORANZE ASSEMBLEARI TABELLA DELLE NUOVE MAGGIORANZE ASSEMBLEARI AVVERTENZA Nella tabella viene usato il termine per fare riferimento ai partecipanti al condominio, mentre viene usato il termine per far riferimento ai partecipanti

Dettagli

TITOLO I Ambito di applicazione. TITOLO II Disposizioni generali.

TITOLO I Ambito di applicazione. TITOLO II Disposizioni generali. Regolamento d uso del verde Adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 17.7.1995 con deliberazione n. 173 di Reg. Esecutiva dal 26.10.1995. Sanzioni approvate dalla Giunta Comunale nella seduta del

Dettagli

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122 MINISTERO DELLA SALUTE UFFICIO GENERALE DELLE RISORSE DELL ORGANIZZAZIONE E DEL BILANCIO UFFICIO VIII EX DGPOB LOTTO 2. AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PULIZIA DELLA SEDE DEL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA

Dettagli

ANALISI DELLE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE

ANALISI DELLE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE ANALISI DELLE NOVITÀ IN EDILIZIA INTRODOTTE DAL DECRETO DEL FARE Il decreto legge 69/2013 ha introdotto significativi cambiamenti nel settore dell edilizia: nel presente dossier analizziamo le più importanti

Dettagli

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali Lettera Rischi Interferenziali Spett.le Ditta Appaltatrice Ditta Subappaltatrice Luogo, Data 2 OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali In relazione alla necessità di una possibile

Dettagli

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI Allegato 1 COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI REGOLAMENTO PER LA DOTAZIONE FINANZIARIA COMUNALE PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E DI FUNZIONAMENTO IN FAVORE DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE PRIMARIA

Dettagli

REGOLAMENTO EDILIZIO

REGOLAMENTO EDILIZIO IL REGOLAMENTO EDILIZIO APPROVATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N.182/2000 Modificato con delibera di Consiglio Comunale n.37/2007 Modificato con delibera di Consiglio Comunale n.16/2008 I INDICE

Dettagli

Circolare 26 MARZO 1966 N. 12480

Circolare 26 MARZO 1966 N. 12480 Circolare 26 MARZO 1966 N. 12480 Ministero dei lavori pubblici Direzione generale edilizia statale e sovvenzionata div. XVI-bis: Norme per i collaudi dei fabbricati costruiti da cooperative edilizie fruenti

Dettagli

AUTOCALCOLO ONERI RELATIVI ALLA PRATICA DI:

AUTOCALCOLO ONERI RELATIVI ALLA PRATICA DI: COMUNE DI FINALE EMILIA (Provincia di Modena) P.zza Verdi, 1 41034 Finale Emilia (Mo) Tel. 0535-788111 fa 0535-788130 Sito Internet: www.comunefinale.net SERVIZIO URBANISTICA E EDILIZIA PRIVATA AUTOCALCOLO

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

P.R.G. PIAZZOLA SUL BRENTA COMUNE DI NORME DI ATTUAZIONE PADOVA. Versione aggiornata AGOSTO 2009

P.R.G. PIAZZOLA SUL BRENTA COMUNE DI NORME DI ATTUAZIONE PADOVA. Versione aggiornata AGOSTO 2009 COMUNE DI PIAZZOLA SUL BRENTA P.R.G. PADOVA Versione aggiornata AGOSTO 2009 NORME DI ATTUAZIONE PROGETTAZIONE arch. Vasco Camporese arch. Piergiorgio Tombolan COLLABORATORI TECNICI arch. Italo Tussardi

Dettagli

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA E composta dalla sigla CE e, nel caso un Organismo Notificato debba intervenire nella fase del controllo della produzione, contiene anche il numero d identificazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE

REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE Etra S.p.A. Energia Territorio Risorse Ambiente REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE Approvato dall Assemblea di ATO Brenta il 26 aprile 2010 con deliberazione n. 2 INDICE TITOLO I Disposizioni generali...

Dettagli