La formulazione e la presentazione della strategia aziendale attraverso la redazione del piano industriale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La formulazione e la presentazione della strategia aziendale attraverso la redazione del piano industriale"

Transcript

1 Anno Accademico 2012/2013 CORSO DI STRATEGIA E POLITICA AZIENDALE Dispensa ad uso degli studenti La formulazione e la presentazione della strategia aziendale attraverso la redazione del piano industriale A cura di: Prof. Andrea Cardoni Dipartimento di Discipline Giuridiche ed Aziendali Università degli Studi di Perugia Novembre 2012

2 Sommario 1. Premessa Il piano industriale: aspetti introduttivi e definitori Le finalità e i contesti di redazione del piano industriale Il piano industriale come strumento di gestione strategica Le principali componenti del piano industriale Il piano economico e finanziario: schemi e logiche di elaborazione Principali riferimenti bibliografici...49 Per diventare strateghi di successo dovete vivere concretamente l esperienza. Dovete confrontarvi con l obiettivo specifico della vostra azienda, individuare delle differenze che contano, definire il vostro sistema di creazione del valore e mettere tutto assieme in una frase che sintetizza chiaramente la vostra strategia. C è un solo modo per iniziare correttamente: mettere per iscritto tutte queste cose. La formulazione scritta impone una disciplina che non è ipotizzabile nella forma orale: dà struttura al vostro pensiero. Vi obbliga a definire con parole accuratamente selezionate qual è la ragione d essere della vostra azienda e qual è il contributo di ogni componente allo sforzo complessivo. Cinthia A. Montgomery, Il ritorno della strategia, Rizzoli Etas, 2012

3 Il piano industriale 1 1. Premessa La presente dispensa rappresenta un supporto didattico per il corso di Strategia e Politica Aziendale tenuto alla Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Perugia. In essa vengono illustrati, in particolare, i principali elementi concettuali e di contenuto riferiti alla tematica del piano industriale, considerato e interpretato come insostituibile strumento di formulazione e presentazione della strategia aziendale. La dispensa ha utilizzato come fonti bibliografiche i principali testi di letteratura economico-aziendale e taluni riferimenti manualistici maturati in ambito professionale, ed ha come principale scopo quello di coadiuvare gli studenti nello studio delle problematiche di inquadramento e di redazione del piano industriale. 2. Il piano industriale: aspetti introduttivi e definitori A livello terminologico le espressioni business plan, piano industriale e piano economico e finanziario possono essere usate come sinonimi, pur essendo ravvisabili le seguenti differenze: - il termine business plan, nell accezione italiana, sembra essere riservato a iniziative di start-up; - il piano industriale enfatizza gli aspetti reali dell attività di impresa, considerando marginali le questioni di finanza; - il piano economico e finanziario mette in risalto gli aspetti numerici, dando per assodata la strategia e lo scenario di riferimento. In questa sede si decide di adottare il termine piano industriale per puntare l accento sulla necessaria completezza del documento, e considerando una ipotesi di azienda in funzionamento. In una prospettiva generale, il piano industriale può essere considerato come quello strumento informativo e di controllo che, partendo dalle caratteristiche strutturali e produttive dell azienda, consente di: A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

4 Formulazione e presentazione della strategia 2 - esplicitare la visione imprenditoriale del business nel medio-lungo termine e le intenzioni strategiche del management relative alle strategie competitive dell azienda; - identificare e fissare gli obiettivi e le priorità strategiche, in modo da condividere le finalità a tutti i livelli della struttura aziendale per favorire il coordinamento e l organizzazione; - elaborare le azioni che saranno realizzate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e l evoluzione dei key value driver e dei risultati attesi; - delineare il modello di business rispetto al quale l azienda intende tracciare il suo percorso di crescita e di sviluppo; - esprimere i valori previsionali in un orizzonte di medio/lungo termine, evidenziando i riflessi delle strategie che la stessa intende perseguire; - rendere misurabili gli obiettivi tramite la definizione di opportuni indicatori di alto livello, sia di tipo economico (fatturato, valore aggiunto, EBITDA, EBIT, ROI, ROE, ecc.), che di tipo finanziario (leva finanziaria, posizione finanziaria netta, ecc.); - favorire processi di benchmarking sulle performance economico-finanziarie attraverso il confronto con i principali competitors del settore; - analizzare preventivamente la dinamica finanziaria connessa allo sviluppo dell impresa per valutare la fattibilità e la sostenibilià del progetto strategico; - identificare un modello di pianificazione strategica entro il quale inserire il sistema di programmazione e controllo (budgeting e reporting) che parta dagli o- biettivi di lungo termine e tenga conto del business model che caratterizza l azienda. Nelle aziende caratterizzate da elevati livelli di complessità, con dimensioni mediograndi, il piano industriale riveste un ruolo vitale, risultando utile al management per la rappresentazione della propria visione imprenditoriale, permettendo ai componenti del consiglio di amministrazione di svolgere appieno il ruolo di indirizzo e controllo della società e consentendo all impresa di attirare risorse, umane e finanziarie, necessarie alla realizzazione del piano di azione (c.d. action plan). In questo contesto, sovente caratterizzato da una base azionaria non coincidente con l organo strategico-direzionale, il A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

5 Il piano industriale 3 principale obiettivo del piano è quello di definire in che modo l azienda intende accrescere il valore creato per gli azionisti, essendo strutturato in modo da permettere: - la focalizzazione sulla creazione di valore nell ambito di una visione di lungo periodo. Il piano industriale è infatti un momento privilegiato per focalizzarsi sulla definizione di strategie intenzionali che consentano di massimizzare la creazione di valore, considerando che spesso le esigenze operative di breve periodo non permettono ai responsabili della direzione aziendale di dedicare tempo all analisi delle dinamiche settoriali, ai comportamenti dei competitor e all individuazione di valide opportunità. E opinione diffusa che la sostenibilità del vantaggio competitivo può essere certamente favorita dall esistenza e dalla qualità del processo di elaborazione dei piani industriali, anche in considerazione dello stretto legame tra strategic planning e strategic thinking; - la creazione di una guida per la gestione dell attività aziendale. Il piano industriale, e più propriamente l action plan, rappresenta uno strumento che guida le principali scelte operative, quali: i) l entrata in nuovi mercati, ii) l introduzione di nuovi prodotti e servizi, iii) l utilizzo di nuovi canali distributivi, iv) l ampliamento del portafoglio clienti e il reperimento di tutte le risorse - finanziarie, umane, organizzative e tecnologiche - necessarie all implementazione degli obiettivi strategici; - lo sviluppo di un processo di apprendimento. Il processo di strutturazione del piano diventa uno strumento che consente di verificare la qualità di certe intuizioni manageriali e imprenditoriali, contenendo così i correlati rischi. Infatti, la redazione del piano industriale implica di solito un processo di learning by doing che porta ad un progressivo affinamento e dunque l elaborazione di successive versioni all interno di un percorso iterativo: gli assunti errati, le aree di debolezza e le incoerenze sono così progressivamente corretti, mentre gli stimoli e le intuizioni derivanti dall esame delle prime versioni di piano vengono recepiti, integrando e migliorando il progetto strategico originale. Si realizza così un processo di learning by doing coerente con un approccio alla gestione strategica; - un miglior livello di comunicazione con il sistema degli interlocutori finanziari. La redazione e il vaglio critico del piano industriale rappresentano un modo per A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

6 Formulazione e presentazione della strategia 4 prepararsi a spiegare e difendere le proprie scelte strategiche nei confronti degli interlocutori finanziari al fine di limitare il rischio che esse non siano adeguatamente comprese e, per questo solo fatto, non approvate. Ciò è importante sia nei momenti ordinari della vita aziendale che in particolari operazioni o cicli di sviluppo dell attività, quali operazioni straordinarie, quotazioni, cessioni ecc. Gli obiettivi che possono essere ricercati attraverso il piano industriale sono, peraltro, molteplici e le finalità perseguite dai destinatari di tale documento possono essere tra loro differenti. 3. Le finalità e i contesti di redazione del piano industriale Se nella prospettiva più generale e completa, il piano industriale riveste il ruolo sinteticamente descritto nel paragrafo precedente, non vi è dubbio che l utilità del documento si è nel corso del tempo estesa ad una ampia serie di contesti che ne condizionano le motivazioni e le specifiche finalità di redazione. Per delineare un quadro di riferimento utile a comprendere le varie declinazioni che il documento può assumere, è utile in primo luogo differenziare la motivazioni di fondo che spingono alla sua redazione, a seconda che siano riconducibili a: - motivazioni riferite alla volontà/necessità dell impresa stessa di redigere il documento, andando poi a distinguere se tale redazione avvenga per finalità interne o esterne; - motivazioni riferite all esigenza di terzi di conoscere il percorso strategico a- ziendale e di valutare in termini previsionali i riflessi delle strategie sulle performance e sugli equilibri economico-finanziari. In termini di impostazione del documento, possiamo inoltre considerare una ulteriore differenziazione in base al contesto in cui si colloca il documento, se riferito a: - contesto gestionale, ovvero il documento viene elaborato come supporto per l esplicitazione e la condivisione della vision imprenditoriale e dell action plan, attraverso la definizione di contenuti che saranno modellati di volta in volta in base alle esigenze strategiche e operative della direzione aziendale; A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

7 Il piano industriale 5 - contesto istituzionale, ovvero il documento è reso obbligatorio da determinate prescrizioni di legge e assume una valenza formale che, gioco forza, ne influenza il contenuto. Applicando la griglia di criteri appena considerati, è possibile delineare il seguente quadro di riferimento. Motivazioni legate alla volontà/necessità dell impresa In questo primo ambito, le logiche e i contesti di redazione del piano industriale possono essere ulteriormente distinti a seconda dei fini per i quali il documento viene elaborato. Tali fini possono essere: a) di carattere interno, legati a: 1) start-up dell impresa; 2) esigenze di pianificazione e controllo dello sviluppo aziendale; 3) definizione di un piano di incentivi per i manager. b) di carattere esterno, connessi alle seguenti circostanze: 1) partecipazioni a gare; 2) piani di ristrutturazione; 3) valutazione degli elementi dell attivo ; 4) procedimenti di quotazione (initial public offering - IPO); 5) operazioni straordinarie. Nel caso a) 1 (start-up) ci si trova in una fase in cui viene sviluppata una nuova idea d impresa (business idea), che vede come primo passo fondamentale il recepimento di un bisogno insoddisfatto o soddisfatto solo parzialmente da una offerta di prodotti/servizi. Il passo immediatamente successivo è rappresentato dall analisi strategica della concorrenza esistente e potenziale, che consiste nel chiedersi se al momento sul mercato vi siano già imprese che svolgano una medesima attività o che potrebbero accorpare, senza grandi difficoltà, la nuova offerta di prodotti/servizi. I motivi da cui può originare una idea di business possono essere diversi e sono riconducibili a: - scoperta di una nuova tecnologia; A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

8 Formulazione e presentazione della strategia 6 - espansione della domanda di un prodotto/servizio; - modificazione dei gusti dei consumatori; - successo di altre imprese; - individuazione di un bisogno del mercato. Da questa intuizione deve partire un processo organizzato di analisi e verifica dell'idea che deve portare alla redazione di un piano di fattibilità (o business plan) da cui devono emergere: - le caratteristiche tecniche del prodotto/servizio; - le tecnologie e le attrezzature necessarie; - il tipo di mercato di sbocco; - le politiche di marketing da attivare; - il capitale necessario per avviare e gestire l'impresa; - i soci/collaboratori da coinvolgere; - la forma giuridica più adeguata; - gli adempimenti burocratici da espletare. Al termine di questo processo di analisi/ricerca l'imprenditore sarà in grado di affacciarsi sul mercato con una adeguata nozione sulla realizzabilità del progetto, avendo identificato le principali azioni che saranno intraprese nel primo triennio, tenendo presente che il piano risente di una duplice problematica: - l assenza di una storia, che condiziona i rapporti con il mercato e con le banche; - l incertezza e la variabilità delle previsioni, legate sia ad eventi interni (tempi e costi connessi alla costruzione degli impianti, all ottenimento di un adeguato livello qualitativo del prodotto/servizi) che a quelli esterni (gradimento del prodotto/servizio, rapporti con la concorrenza, ritardi dei fornitori, inefficienze della rete distributiva). Nel caso a) 2 (pianificazione e controllo) il piano industriale è lo strumento con il quale il management esplicita e formalizza la sua attività di gestione strategica, potendo così ottenere una serie di importanti risultati conoscitivi e condizioni di controllo, quali: - valutazione dell impatto delle diverse strategie di crescita; - definizione e verifica del tasso di crescita sostenibile; A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

9 Il piano industriale 7 - valutazione dell impatto di specifici investimenti sulla redditività complessiva dell impresa; - analisi della relazione tra i driver del valore e la redditività attesa del business; - condivisione degli obiettivi strategici con la struttura organizzativa e impostazione del sistema di programmazione e controllo per l indirizzo dell attività a- ziendale. Tale finalità va considerata come quella che maggiormente rispecchia la filosofia del piano industriale come strumento per la formulazione e la presentazione della strategia. Un documento concepito e realizzato in tale prospettiva si presenta molto completo e in grado di soddisfare ulteriori e differenti finalità informative che potrebbero presentarsi in altri contesti. E per tale motivo che ai contenuti e alle modalità di redazione del piano industriale come strumento di gestione strategica verranno dedicati i paragrafi successivi Nel caso a) 3 (definizione di un piano di incentivi per i manager) si fa riferimento alle grandi realtà aziendali dotate di una tecnostruttura manageriale, il cui ruolo viene ritenuto sempre più strategico nell ambito di processi di creazione di valore dell impresa. In tali situazioni il piano industriale può costituire il presupposto indispensabile per definire un piano di incentivi a favore del management aziendale, attraverso il quale viene redistribuita ai dirigenti una parte del valore che gli stessi hanno contribuito a creare. Nel caso b) 1 (partecipazione a gare) si possono citare una serie di interventi legislativi nei quali viene richiesta la redazione del piano industriale. Tali formulazioni, riportate a titolo esemplificativo, si riferiscono a: - appalti pubblici di opere L art. 143 Decreto Legislativo 12 Aprile 2006, n. 163 (gara per la concessione dei lavori pubblici) disciplina quanto segue: L offerta e il contratto devono contenere il piano economico-finanziario di copertura degli investimenti e della connessa gestione per tutto l arco temporale prescelto e devono prevedere la specificazione del valore residuo al netto degli ammortamenti annuali, nonché l eventuale valore residuo dell investimento non ammortizzato al termine della concessione - gestione integrata del servizio idrico L art. 143 della lex 5 gennaio 1994, n. 36 (Legge Galli) prevede che: A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

10 Formulazione e presentazione della strategia 8 1.La Regione adotta una Convenzione tipo e relativa disciplina per regolare i rapporti tra gli enti locali. ed i soggetti gestori dei servizi idrici integrati e.. 2.La Convenzione prevede, in particolare: a) b) l obbligo del raggiungimento dell equilibrio economico e finanziario della gestione; c) d) i criteri per la redazione del piano economico e finanziario per la gestione integrata del servizio - concessione di finanziamento a fondo perduto Nello schema definito dalla legge n.488/92 (legge quadro per la concessione di agevolazioni finanziarie in conto investimenti) è previsto che la concessione delle agevolazioni venga effettuata sulla base di una graduatoria di merito, costruita attraverso indicatori predefiniti tratti dal business plan elaborato dall impresa con il supporto di un software appositamente predisposto. Nel caso b) 2 (piani di ristrutturazione) la previsione è sempre contenuta in interventi legislativi, questa volta riferiti al particolare contesto delle procedure concorsuali, dove il documento viene contemplato come strumento necessario a supportare alcuni interventi proposti per il superamento della crisi aziendale. In particolare si fa riferimento alle previsioni più recenti, quali: - art. 67 della Legge n. 267 del 16 marzo 1942 come modificate dal decreto legislativo 169/2007 (Piano attestato): Non sono soggetti ad azione revocatoria gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore purché posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria e la cui ragionevolezza sia attestata da un professionista iscritto nel registro dei revisori contabili e che abbia i requisiti previsti dall articolo 2501-bis, quarto comma, del codice civile ; - art. 182 bis R.D. 267 del 16 marzo 1942 come modificato dal Decreto legislativo 169/2007 (Accordi di Ristrutturazione): L imprenditore in stato di crisi può domandare, depositando la documentazione di cui all art. 161, l omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista in possesso dei requisiti di cui all art. 67, terzo comma, lettera d) sull attuabilità dell accordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

11 Il piano industriale 9 Nel caso b) 3 (valutazione degli elementi dell attivo) occorre considerare la profonda riforma intervenuta con il Decreto Legislativo 28 febbraio 2008, n. 38, il quale ha previsto per le maggiori imprese italiane (società quotate; società con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico; banche e altri intermediari finanziari regolati da Banca d Italia; imprese di assicurazione) l obbligo, a partire dal 1 giugno 2005, di redigere il bilancio consolidato con i principi contabili internazionali IAS-IFRS emessi dallo IASB ed omologati dall EU ai sensi del Regolamento comunitario n.1006/2002; per il bilancio di esercizio lo stesso obbligo decorreva dal 1 gennaio Secondo il mutato sistema di regole contabili, il nuovo framework impone il superamento del principio del costo storico nell iscrizione delle attività materiali ed immateriali nell attivo dello stato patrimoniale, a favore del principio del fair value, sottoponendo le attività stesse all impairment test come previsto dallo IAS 36. Se il test ha ad oggetto particolari categorie di immobilizzazioni quali avviamenti, partecipazioni e unità aziendali, l individuazione del valore deve avvenire sulla base dei flussi previsionali che tali entità sono in grado di produrre in un orizzonte temporale strategico. Secondo quanto previsto dagli standard citati, l applicazione dell impairment test richiede pertanto che l impresa acquisisca informazioni relative all evoluzione delle dinamiche economiche e finanziarie attraverso l analisi di piani pluriennali e budget, anche distinti secondo una logica di aree strategiche di affari, che in questo contesto diventano strumenti di supporto per i processi di valutazione ai fini della redazione del bilancio. Nel caso b) 4 (procedimenti di quotazione - IPO) il piano industriale costituisce uno dei documenti che deve essere predisposto dall impresa che si propone per la prima volta alla quotazione nei mercati regolamentati (IPO initial public offering). In tale contesto, infatti, l azienda che intende rivolgersi agli investitori e accedere ai mercati di Borsa, deve predisporre una ampia documentazione richiesta dalla Consob in cui vengono illustrate e rese pubbliche le caratteristiche fondamentali del suo business in termini di ambito competitivo, assetto strategico, organizzativo e gestionale al fine di informare adeguatamente il potenziale azionista circa le prospettive di rischio e di rendimento della partecipazione. A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

12 Formulazione e presentazione della strategia 10 Nel caso b) 5 (operazioni straordinarie) l esigenza di predisporre un documento previsionale di carattere strategico deriva dall art 2501 bis, che regola le fusioni a seguito di acquisizione con indebitamento, prevedendo ad un successivo articolo (Art quinquies) che la relazione degli amministratori indichi le ragioni che giustificano l operazione contenga un piano economico e finanziario con l indicazione della fonte delle risorse finanziarie e la descrizione degli obiettivi che si intende raggiungere. Motivazioni legate ad esigenze conoscitive esterne In questo ambito, i contesti in cui si fa presente la necessità di strutturare un piano industriale sono riconnessi principalmente ai fabbisogni informativi e professionali di: 1) investitori istituzionali per la valutazione di un investimento equity; 2) finanziatori dell impresa con capitale di debito; 3) professionisti nell ambito dell applicazione di procedimenti valutativi dell impresa. Nel caso sub 1) (investitori istituzionali per la valutazione di un investimento e- quity) va considerato che l accelerazione delle operazioni di acquisto del capitale di rischio ha favorito la diffusione di modelli di valutazione delle imprese in funzionamento semplificate quali, in particolare, il metodo empirico dei moltiplicatori. Tale modello semplifica e rende di facile applicazione il procedimento valutativo, ma non agevola il compito dell investitore istituzionale sulla qualità/fattibilità dell investimento. Se si a- dotta, infatti, un moltiplicatore di mercato riferito ad un indicatore di performance dell impresa (quale potrebbe essere ad esempio: fatturato, redditi, dividendi, EBITDA) è necessario valutare la dinamica nel tempo di quel particolare fondamentale e osservarne l evoluzione futura disponendo di un piano industriale. Nel caso sub 2) (finanziatori dell impresa con capitale di debito) l esigenza viene e- spressa dai tradizionali interlocutori del sistema bancario e finanziario che, nel valutare le possibilità di affidamento e di concessione del credito, intendono accertare la solvibilità dell impresa verificando le condizioni di sussistenza dell equilibrio finanziario nel breve e lungo termine. A questo fine il piano si pone come strumento fondamentale per fornire a tali interlocutori le informazioni sulla capacità strutturale dell impresa di rimborsare i finanziamenti contratti e da contrarre e per consentire una analisi di bancabili- A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

13 Il piano industriale 11 tà del piano, in cui può assumere particolare importanza l andamento di indicatori, quali: - leva finanziaria: rapporto tra patrimonio aziendale / posizione finanziaria netta, in grado di misurare la solidità della struttura finanziaria; - rapporto posizione finanziaria netta / EBITDA, espressivo della capacità teorica di rimborso dell indebitamento attraverso i flussi operativi potenziali; - rapporto tra oneri finanziari / EBITDA, che misura l incidenza del costo del debito sul margine operativo lordo. Nel caso sub 3 (professionisti nell ambito dell applicazione procedimenti valutativi dell impresa) l esigenza si riconnette alla necessità di individuare il valore economico dell impresa attraverso una stima dei flussi economici e/o finanziari futuri che, per essere ragionevolmente previsti e costituire fondamento del percorso estimativo, devono risultare da un processo di elaborazione strategica. Tenuto conto di tutti i differenti contesti in cui il piano industriale può essere utilmente elaborato e sviluppato, nella figura che segue (Fig. 1) vengono rappresentate le varie dimensioni, prospettive e valenze che possono essere attribuite allo strumento. A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

14 Formulazione e presentazione della strategia 12 Fig. 1 Le funzioni del piano industriale in relazione ai differenti contesti e prospettive di redazione Se il documento viene redatto nella prospettiva del professionista esterno al fine di supportare i procedimenti valutativi o previsionali utilizzati in atti e perizie che maturano in contesti giuridici e contrattuali, il piano industriale rappresenta uno strumento con una significativa valenza formale. Si tratta di una prospettiva che è facile riscontrare nelle vicende di cessione quote o operazioni straordinarie che riguardano una PMI. Nel caso in cui il piano viene elaborato dalla grande azienda che si pone in una prospettiva esterna e intende rendere visibile il suo percorso strategico agli stakeholders, il documento può assumere la veste di strumento di comunicazione. Se invece il piano viene utilizzato con prevalente finalità interna, con una forte valenza sostanziale, principalmente legata alla necessità di rendere misurabili ed oggettivi gli o- biettivi per guidare la gestione e monitorarne tempestivamente i risultati, esso si configura come insostituibile strumento di pianificazione e controllo. Infine, qualora il piano venga vissuto come momento fondamentale di elaborazione e formulazione della strategia da parte del management aziendale, fatto che tipicamente avviene nella grande impresa complessa dotata di tecnostruttura manageriale, lo stesso diventa a tutti gli effetti uno strumento di gestione strategica. A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

15 Il piano industriale 13 E importante sottolineare che tali prospettive sono in grado di influenzare le forme e i contenuti del documento e non necessariamente entrano in conflitto, dal momento che un piano ben elaborato può essere in grado di soddisfare allo stesso tempo diverse finalità. 4. Il piano industriale come strumento di gestione strategica Nella vita delle aziende spesso accade che la gestione di tipo operativo, caratterizzata da decisioni abituali e di breve termine, è privilegiata rispetto alla gestione di tipo strategico che, orientata al medio-lungo termine, è particolarmente attenta all evoluzione dell ambiente. Una siffatta impostazione rischia di compromettere la sopravvivenza aziendale, soprattutto alla luce della considerazione che l evoluzione dell ambiente genera opportunità ma anche rischi che, se non valutati tempestivamente, possono trasformarsi in vere e proprie minacce. Per l alta direzione la strategia rappresenta uno strumento indispensabile per rispondere efficacemente ai mutamenti dell ambiente esterno e a quelli che si producono all interno delle stesse imprese, evitando così che la cultura delle organizzazioni diventi rigida. Il compito dell alta direzione è proprio quello di armonizzare la struttura organizzativa con le opportunità e i rischi che i cambiamenti ambientali comportano. Da questo punto di vista, l alta direzione può assumere due atteggiamenti molto differenti: 1) atteggiamento di attesa, con il quale si attende passivamente il verificarsi degli eventi e dei fenomeni evolutivi per adottare le opportune modificazioni della gestione solo quando tali fenomeni si sono chiaramente affermati; 2) un atteggiamento anticipatorio e attivo, in cui si realizza uno sforzo costante di previsione dei fenomeni evolutivi allo scopo di poter realizzare modifiche nella gestione in via anticipata e tempestiva, promuovendo azioni tese ad influenzare l evoluzione dei fenomeni stessi. Nel primo caso si osserva la mancanza di un quadro strategico di sviluppo ed un orientamento scarsamente innovativo delle politiche di gestione. Questa è la situazione che A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

16 Formulazione e presentazione della strategia 14 caratterizza molte PMI, la cui gestione operativa viene condotta senza un disegno programmatico di ampio respiro e ricorrendo a modelli operativi di tipo ripetitivo; la gestione tende a identificarsi con le routine organizzative e si rinuncia ad intravvedere possibilità di cambiamento. Tuttavia, in presenza di eventi imprevisti, le routine organizzative si mostrano inadeguate a fronteggiare le emergenze che possono arrivare a determinare fenomeni di crisi. Molto diverso è il caso delle aziende che manifestano un atteggiamento anticipatorio e attivo nei confronti dello sviluppo degli eventi. Queste aziende sono di norma caratterizzate da una media e grande dimensione e agiscono con prospettive di più lunga durata, attraverso la formulazione di piani strategici. In questo caso il rapporto impresaambiente, che è alla base della definizione dello scenario strategico, non è di tipo adattivo o reattivo, ma tende ad essere innovativo e a scardinare le regole del gioco vigenti sia in campo competitivo che sociale. Adottare questo tipo di approccio significa implementare, in modo convinto ed esplicito, dei processi di gestione strategica, finalizzati ad analizzare costantemente l ambiente e- sterno, valutandone i rischi e le opportunità che vi provengono, osservare le logiche di gestione interna e il proprio modello di business al fine di individuarne punti di forza e di debolezza e infine delineare la strategia più opportuna per raggiungere il successo a- ziendale. Se dal punto di vista operativo i processi di gestione strategica tendono a seguire la logica sopra menzionata (analisi dell ambiente esterno, analisi dell ambiente interno e formulazione della strategia), molto più discussa è l interpretazione circa i differenti significati attribuiti al termine. Nella prospettiva teorica, infatti, sono stati notevoli gli approfondimenti effettuati sul significato della gestione strategica di una impresa, su come viene valutata la strategia realizzata, su come si definisca la strategia intenzionale e su quali siano le altre attività rilevanti nel processo di gestione strategica. Nella tradizione harvardiana (tra i principali autori è possibile citare Andrews e Ansoff) il processo di gestione strategica è di tipo analitico-razionale nella fase di formulazione e anche in quella di realizzazione (intesa essenzialmente come fase di progettazione e realizzazione di una struttura organizzativa, in senso lato, logicamente conseguente alle scelte di strategia). Tale impostazione è decisamente top-down e si basa su un ipotesi di A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

17 Il piano industriale 15 piena razionalità delle decisioni e consequenzialità logica delle realizzazioni. Già Normann mette in luce il fatto che il formarsi della business idea (ossia di una strategia o formula imprenditoriale di successo) nelle aziende è sempre un processo di learning-by-doing. Con Mintzberg si giunge ad eliminare la separazione tra pensiero e azione; la strategia è la risultante di un processo di apprendimento che procede su due gambe, quella di una strategia deliberata, che incarna il versante top-down, analitico-razionale della strategia, e quella di una strategia emergente, frutto di un processo per prova ed errore, in cui esiste una forte componente bottom-up. In seno a questo gruppo di contributi, che intendono la strategia come risultato di un processo di apprendimento continuo piuttosto che come risultato di un processo analitico ex-ante, può collocarsi anche il contributo di Quinn, che vede la strategia come un processo di incrementalismo logico in cui i leader aziendali incanalano flussi di attività ed eventi in strategie coscienti. Secondo quanto suggerito dalla letteratura aziendale le tre fasi principali del processo di gestione strategica sono rappresentate da: analisi strategica, scelta delle strategie e realizzazione delle strategia. I - ANALISI STRATEGICA Il processo di gestione strategica può iniziare in vari modi ma ben presto si pongono alcune domande. Quale impresa si vuole essere? Verso quali obiettivi muoversi? Quali capacità si intendono sviluppare? Qualsiasi scelta deve muovere dall analisi della situazione di partenza, cercare di prevedere la sua futura evoluzione e seguire continuamente l evolvere della situazione. L analisi strategica mira a: - capire quale sia e quale debba essere la posizione strategica dell organizzazione rispetto ai concorrenti e all ambiente; - comprendere quali cambiamenti sono in atto e come agiranno sull attività dell organizzazione; - decidere le azioni per raggiungere gli obiettivi e i tempi relativi; - scegliere tra le varie opzioni che si presentano; A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

18 Formulazione e presentazione della strategia 16 - individuare quali risorse e competenze possieda l organizzazione e come possano costituire dei vantaggi nello sfruttare le nuove opportunità. L analisi strategica ruota intorno a tre grandi concetti, rappresentati da ambiente, risorse e competenze e si articola nelle sotto-fasi approfondite qui di seguito. 1. Definizione della mission dell impresa e dei principali obiettivi di lungo termine Ogni processo di gestione strategica parte dalla definizione della mission e dei grandi obiettivi che l impresa intende raggiungere. La mission è un enunciazione molto ampia degli scopi che l impresa persegue e generalmente individua grandi aree di attività nel campo economico e sociale. La mission deve: - contenere l indicazione degli obiettivi attraverso i quali la mission stessa può essere raggiunta; - differenziare l impresa dai concorrenti; - definire il business o i business in cui l impresa intende operare; - incorporare le attese non soltanto degli azionisti e del management, ma anche degli altri stakeholders; - rappresentare una sfida da raccogliere; - incorporare i valori in cui crede l impresa e le norme di comportamento che la guidano. 2. Analisi dell ambiente esterno L ambiente esterno è per convenzione distinto in macroambiente, costituito da variabili sulle quali il management non può agire, e microambiente, costituito dalle variabili che interagiscono direttamente con l impresa: clienti, fornitori, concorrenti e relativi mercati. 2.a. - Analisi del macro-ambiente Per macro-ambiente si intende un campo di osservazione ampio, in cui devono essere presi in considerazione una serie di elementi che non sempre agiscono direttamente sull attività e sull economia dell impresa, ma scolpiscono il quadro di lungo termine in cui essa opera. Al fine di focalizzare l analisi sulle variabili più significative, la lettera- A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

19 Il piano industriale 17 tura ha suggerito diversi strumenti di analisi, tra i quali la PEST analysis e l analisi delle attese degli stakeholders. 2.a.1. - Analisi delle grandi variabili Per individuare quali variabili dell ambiente esterno abbiano il maggior impatto sul futuro di un impresa la tecnica di analisi più nota è la PEST analysis, che analizza le variabili della Politica, dell Economia, della Società e della Tecnologia. Nella scelta delle variabili e nella loro interpretazione molto dipende dalla natura del settore, dalla struttura della concorrenza, dalle strategie adottate e dalle capacità del management. L impresa deve capire come le variabili principali dell ambiente possono agire sul futuro del business, come cambiano e come interagiscono l una con l altra. Va infatti ricordato che le variabili non sono entità separate, ma interdipendenti: ad esempio, una importante processo di innovazione può mettere in crisi una parte dell economia, può creare disoccupazione, tensioni sociali e spingere il governo a varare nuove leggi in materia di mobilità del lavoro da un lato, e nuove discipline della concorrenza dall altro. Per citare a titolo esemplificativo le problematiche che è possibile approfondire nelle varie sezioni possiamo ricordare: - tra le variabili della Politica: stabilità del governo, pressione fiscale, protezione dell ambiente, deregulation, privatizzazione, barriere allo scambio internazionale, ecc.; - tra le variabili dell Economia: prodotto interno lordo (PIL), consumi privati, inflazione, salari/costo del lavoro, intervento dello Stato nell economia, ecc.; - tra le variabili della Società/cultura: demografia, stili di vita, sensibilità alla difesa dell ambiente, attitudini verso il lavoro e l imprenditorialità, valori della tradizione, ecc.; - tra le variabili della tecnologia: investimenti in R&S nei vari settori dell economia, protezione della proprietà intellettuale, innovazioni ICT, ecc. A. Cardoni Corso di Strategia e Politica Aziendale

20 Formulazione e presentazione della strategia 18 2.a.2. - Analisi delle attese degli stakehoders Le attese degli stakeholders hanno un forte peso nella definizione della mission e degli obiettivi di lungo termine. Partendo da questo presupposto, è importante approfondire questa prospettiva e porsi la seguente domanda: nell interesse di chi è gestita l impresa? Rispondere a questa domanda significa individuare quali vincoli e quali attese provenienti dall ambiente esterno possono agire sulle scelte strategiche. In questo ambito occorre perciò considerare le varie categorie di portatori di interesse e le principali attese da questi espresse (Tab. 2). Tab. 2 Analisi delle attese degli stakeholders Stakeholders Azionista Management Altri collaboratori Consumatori Distributori Fornitori Finanziatori Governo Società in generale Interesse principale Dividendi; aumento del valore di mercato degli investimenti in azioni; pagamenti dei dividendi; partnership Stabilità del ruolo; progressi di carriera; remunerazione; status; responsabilità nell organizzazione Remunerazione; condizioni di lavoro; stabilità del posto di lavoro; job satisfaction Qualità dei prodotti; prezzi convenienti; continuità nell assistenza postvendita; innovazione di prodotto Consegne tempestive; affidabilità dei programmi; immagine di marca (del produttore) Continuità degli ordini; pagamenti secondo i piani Restituzione del prestito; pagamento degli interessi Pagamento delle imposte e delle tasse; contributi all occupazione e alle esportazioni; difesa dell ambiente Responsabilità nei confronti della società; gli obiettivi dell impresa non dovrebbero essere in contrasto con quelli della società in generale A. Cardoni - Corso di Strategia e Politica Aziendale

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012 STUDIARE SVILUPPO SRL Sede legale: Via Vitorchiano, 123-00189 - Roma Capitale sociale 750.000 interamente versato Registro delle Imprese di Roma e Codice fiscale 07444831007 Partita IVA 07444831007 - R.E.A.

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ERRORI SIGNIFICATIVI

COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ERRORI SIGNIFICATIVI COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ERRORI SIGNIFICATIVI UNIVERSITA ROMA TRE FACOLTA DI ECONOMIA PROF. UGO MARINELLI Anno accademico 007-08 1 COMPRENSIONE DELL IMPRESA

Dettagli

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI

CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI COMMISSIONE PARITETICA PER I PRINCIPI DI REVISIONE LA COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI

Dettagli

I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value

I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE POSTE DI BILANCIO: una breve disamina sul fair value A cura Alessio D'Oca Premessa Nell ambito dei principi che orientano la valutazione del bilancio delle società uno dei

Dettagli

L IMPRESA: OBIETTIVI E CONTESTO

L IMPRESA: OBIETTIVI E CONTESTO DISPENSA 1 Economia ed Organizzazione Aziendale L IMPRESA: OBIETTIVI E CONTESTO - Parte I - Indice Impresa: definizioni e tipologie Proprietà e controllo Impresa: natura giuridica Sistema economico: consumatori,

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC Il bilancio con dati a scelta Classe V ITC Il metodo da seguire Premesso che per la costruzione di un bilancio con dati a scelta si possono seguire diversi metodi, tutti ugualmente validi, negli esempi

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

L analisi economico finanziaria dei progetti

L analisi economico finanziaria dei progetti PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone,

Dettagli

Il nuovo bilancio consolidato IFRS

Il nuovo bilancio consolidato IFRS S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Il nuovo bilancio consolidato IFRS La nuova informativa secondo IFRS 12 e le modifiche allo IAS 27 (Bilancio separato) e IAS 28 (Valutazione delle partecipazioni

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

Corso di Valutazioni d Azienda

Corso di Valutazioni d Azienda Andrea Cardoni Università degli Studi di Perugia Facoltà di Economia Dipartimento di Discipline Giuridiche e Aziendali Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management Aziendale Corso di Valutazioni

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

La Valutazione degli Asset Intangibili

La Valutazione degli Asset Intangibili La Valutazione degli Asset Intangibili Chiara Fratini Gli asset intangibili rappresentano il patrimonio di conoscenza di un organizzazione. In un accezione ampia del concetto di conoscenza, questo patrimonio

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

3 PASSI NELL IMPRESA E NEL LAVORO AUONOMO. Appunti di Finanza Aziendale Dott. Vulpinari Gianluigi

3 PASSI NELL IMPRESA E NEL LAVORO AUONOMO. Appunti di Finanza Aziendale Dott. Vulpinari Gianluigi 3 PASSI NELL IMPRESA E NEL LAVORO AUONOMO Gli elementi utili per aprire un attività imprenditoriale Rovigo, 14 maggio 2008 Appunti di Finanza Aziendale Dott. Vulpinari Gianluigi La scelta di intraprendere

Dettagli

La valutazione della formula imprenditoriale

La valutazione della formula imprenditoriale La valutazione della formula imprenditoriale Come si apprezza e si analizza il grado di successo di un impresa A cura di : Ddr Fabio Forlani Premessa Nel governo strategico delle imprese la valutazione

Dettagli

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD -

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ SOMMARIO: Capo I - Le competenze del servizio economico-finanziario Capo II - La programmazione

Dettagli

Il Project Financing. Introduzione

Il Project Financing. Introduzione Il Project Financing Introduzione Il Project Financing nasce nei paesi anglosassoni come tecnica finanziaria innovativa volta a rendere possibile il finanziamento di iniziative economiche sulla base della

Dettagli

ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE. Dott. Elbano De Nuccio

ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE. Dott. Elbano De Nuccio ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE Dott. Elbano De Nuccio L analisi di bilancio si propone di formulare un giudizio sull EQUILIBRIO ECONOMICO e FINANZIARIO/PATRIMONIALE della

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione 8.2.4 La gestione finanziaria La gestione finanziaria non dev essere confusa con la contabilità: quest ultima, infatti, ha come contenuto proprio le rilevazioni contabili e il reperimento dei dati finanziari,

Dettagli

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL. Business Plan

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL. Business Plan GUIDA ALLA REDAZIONE DEL Business Plan INDICE GENERALE 1. Il Business Plan 1.1 La funzione del Business Plan 1.2 Consigli per la predisposizione 2. L articolazione del Business Plan 2.1 L Executive summary

Dettagli

Formazione Su Misura

Formazione Su Misura Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi

Dettagli

Guida al Piano Industriale. Listing Guides

Guida al Piano Industriale. Listing Guides Guida al Piano Industriale Listing Guides Ai lavori hanno partecipato (Luglio 2003): BORSA ITALIANA (Luca Lombardo, Nunzio Visciano, Andrea Scremin) DELOITTE & TOUCHE CORPORATE FINANCE (Guido Vesin, Raffaella

Dettagli

DEL BUSINESS PLAN. A cura del Gruppo di Lavoro. Area Finanza Aziendale. Consigliere Delegato: Marcello Danisi

DEL BUSINESS PLAN. A cura del Gruppo di Lavoro. Area Finanza Aziendale. Consigliere Delegato: Marcello Danisi LINEE GUIDA ALLA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN A cura del Gruppo di Lavoro Area Finanza Aziendale Consigliere Delegato: Marcello Danisi Consiglieri Co Delegati: Giosuè Boldrini e Enrico Maria Guerra 1 SOMMARIO

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 1 L ASSETTO ORGANIZZATIVO, IL COMPORTAMENTO ORGANIZZATIVO In organizzazione il centro

Dettagli

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali Cos è un progetto? Un iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto o un servizio univoco (PMI - Project Management

Dettagli

IL BUDGET DEGLI INVESTIMENTI E IL BUDGET ECONOMICO. dott.ssa Annaluisa Palma 1

IL BUDGET DEGLI INVESTIMENTI E IL BUDGET ECONOMICO. dott.ssa Annaluisa Palma 1 IL BUDGET DEGLI INVESTIMENTI E IL BUDGET ECONOMICO dott.ssa Annaluisa Palma 1 Indice Il budget: documenti amministrativi in cui si estrinseca; Forma e contenuti del budget degli investimenti; Gli scopi

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

La valutazione della ricerca nell area dell Economia Aziendale. Alcune proposte.

La valutazione della ricerca nell area dell Economia Aziendale. Alcune proposte. 1. Premessa. La valutazione della ricerca nell area dell Economia Aziendale. Alcune proposte. La comunità dei docenti e ricercatori dell area di Economia Aziendale, rappresentata dalle società scientifiche

Dettagli

I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS

I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS IAS-IFRS E NON PERFORMING LOANS Verona, 9 giugno 2006 I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS Andrea Lionzo Università degli Studi di Verona andrea.lionzo@univr.it 1 Indice 1. I fondamenti

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE Modulo DATI INFORMATIVI FINANZIARI ANNUALI per gli emittenti industriali LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE Data : 03/05/2011 Versione : 1.3 1 Revisioni Data Versione Cap./ Modificati 03/05/2010 1.0-13/05/2010

Dettagli

IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI

IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI Cap. XII di R. Grant A cura di: Paola Bisaccioni INDICE Maturità e peculiarità dei settori maturi I fattori critici di successo L implementazione strategica

Dettagli

NOTA OPERATIVA N. 15/2014

NOTA OPERATIVA N. 15/2014 NOTA OPERATIVA N. 15/2014 OGGETTO: La crisi di impresa e le possibili soluzioni - Introduzione La crisi economica, che ha investito il nostro Paese, sta avendo effetti devastanti sulle imprese; la presente

Dettagli

I contributi pubblici nello IAS 20

I contributi pubblici nello IAS 20 I contributi pubblici nello IAS 20 di Paolo Moretti Il principio contabile internazionale IAS 20 fornisce le indicazioni in merito alle modalità di contabilizzazione ed informativa dei contributi pubblici,

Dettagli

I PRINCIPI CONTABILI PER GLI ENTI LOCALI

I PRINCIPI CONTABILI PER GLI ENTI LOCALI MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI DIREZIONE CENTRALE DELLA FINANZA LOCALE OSSERVATORIO PER LA FINANZA E LA CONTABILITÀ DEGLI ENTI LOCALI I PRINCIPI CONTABILI PER

Dettagli

Capo 1. Art.1 - (Definizione dell istituto dell indennità di posizione della categoria EP)

Capo 1. Art.1 - (Definizione dell istituto dell indennità di posizione della categoria EP) REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L APPLICAZIONE DEGLI ARTT.75 CONFERIMENTO E REVOCA DI INCARICHI AL PERSONALE DELLA CATEGORIA EP E 76 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E RETRIBUZIONE DI RISULTATO DEL CCNL 16.10.2008

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli

Dettagli

Lavori in corso su ordinazione

Lavori in corso su ordinazione OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Lavori in corso su ordinazione Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica

Dettagli

Ministero dell Interno

Ministero dell Interno Ministero dell Interno Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali FINALITA E POSTULATI DEI PRINCIPI CONTABILI DEGLI ENTI LOCALI Testo approvato dall Osservatorio il 12 marzo 2008 1

Dettagli

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni Pagamenti basati su azioni International Financial Reporting Standard 2 Pagamenti basati su azioni FINALITÀ 1 Il presente IRFS ha lo scopo di definire la rappresentazione in bilancio di una entità che

Dettagli

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco n. 2-2011 La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco Mariangela Franch, Umberto Martini, Maria Della Lucia Sommario: 1. Premessa - 2. L approccio

Dettagli

Orientamenti ABE in materia di. valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2

Orientamenti ABE in materia di. valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2 Orientamenti ABE in materia di valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2 Londra, 16.05.2012 1 Oggetto degli orientamenti 1. Il presente documento contiene una

Dettagli

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani AIM Italia Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani Perché AIM Italia I mercati di Borsa Italiana AIM Italia si aggiunge all offerta di mercati regolamentati di Borsa Italiana MTA MTF 3 Perché

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE Verbale n. 10 del 5 Novembre 2014 RIUNIONE Il giorno 5 Novembre 2014, alle ore 10.40, il Nucleo di Valutazione dell Università degli Studi del Sannio, si è riunito per discutere sugli argomenti iscritti

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE (In vigore per le revisioni contabili dei bilanci relativi ai periodi amministrativi che iniziano

Dettagli

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15)

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) La redazione del bilancio civilistico 2014 : le principali novità. La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) dott. Paolo Farinella

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

IL PRINCIPIO CONTABILE N. 10 RENDICONTO FINANZIARIO di Nicola Lucido

IL PRINCIPIO CONTABILE N. 10 RENDICONTO FINANZIARIO di Nicola Lucido IL PRINCIPIO CONTABILE N. 10 RENDICONTO FINANZIARIO di Nicola Lucido Sommario: 1. Il rendiconto finanziario 2. L OIC 10 ed il suo contenuto 3. La costruzione del rendiconto finanziario: il metodo diretto

Dettagli

Valutazione e valorizzazione di un sito web di una struttura alberghiera. Andrea Tiburzi Rimini, 9 marzo 2013

Valutazione e valorizzazione di un sito web di una struttura alberghiera. Andrea Tiburzi Rimini, 9 marzo 2013 Valutazione e valorizzazione di un sito web di una struttura alberghiera. Andrea Tiburzi Rimini, 9 marzo 2013 Introduzione Agenda La misura del valore: i fattori che influenzano il valore di un azienda

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE IL DIRETTORE GENERALE Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 marzo 2013, pubblicato nella Gazzetta

Dettagli

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Conti d ordine. Agosto 2014. Copyright OIC

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Conti d ordine. Agosto 2014. Copyright OIC OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Conti d ordine Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica di fondazione,

Dettagli

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018 IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI DIGITAL MAGICS APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DEL 2013 E IL PIANO INDUSTRIALE 2014-2018 Nel 2013 ingresso in 11 startup, di cui 6 startup innovative, una cessione, una

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA

Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA 1 LE SOCIETÀ UMANE E IL BENE COMUNE Ciascuna persona partecipa a più società umane di varia natura: famiglie, Stato, istituti pubblici

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Finalità La finalità del presente Principio è quella di definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito. L aspetto principale della

Dettagli

Rendiconto finanziario

Rendiconto finanziario OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Rendiconto finanziario Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica

Dettagli

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane CIRCOLARE N. 12 DEL 20 APRILE 2015 DIRITTO SOCIETARIO MERCATO DEI CAPITALI E SOCIETA QUOTATE L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane www.assonime.it ABSTRACT Nel corso del 2014 si è

Dettagli

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE Le piccole imprese sono la spina dorsale dell'economia europea. Esse sono una fonte primaria di posti di lavoro e un settore in cui fioriscono le idee commerciali.

Dettagli

PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE

PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE LINEE GUIDA PER UNA EFFICACE PRESENTAZIONE DI UN BUSINESS PLAN INTRODUZIONE ALLA GUIDA Questa breve guida vuole indicare in maniera chiara ed efficiente gli elementi salienti

Dettagli

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE Le immobilizzazioni immateriali sono caratterizzate dalla mancanza di tangibilità

Dettagli

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi La globalizzazione indica un fenomeno di progressivo allargamento della sfera delle relazioni sociali sino

Dettagli

IL GIUDIZIO SUL BILANCIO DEL REVISORE LEGALE

IL GIUDIZIO SUL BILANCIO DEL REVISORE LEGALE CAPITOLO 19 IL GIUDIZIO SUL BILANCIO DEL REVISORE LEGALE di Piero Pisoni, Fabrizio Bava, Donatella Busso e Alain Devalle 1. PREMESSA La relazione del revisore legale deve esprimere il giudizio sull attendibilità

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

ALLEGATO. DATA SCADENZA Definitivo STATO --- pubblico 1/9. Legenda

ALLEGATO. DATA SCADENZA Definitivo STATO --- pubblico 1/9. Legenda SERVIZI INGEGNERIA DI ALLEGATO C LINEAMENTI METODOLOGICI PER LA VALUTAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DEGLI OPERATORI ECONOMICI 25 novembre 21 Stato: Bozza, In Approvazione, Documento al documento 1/9 1. PRINCIPI

Dettagli

L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A

L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A L azienda può essere considerata come: Un insieme organizzato di beni e persone che svolgono attività economiche stabili e coordinate allo scopo di

Dettagli

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 Centralized control with decentralized responsibility (Johnson and Kaplan, 1987) 1. Dalla nascita fino al 1920 La General Motors,

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

MANUALE OPERATIVO INTRODUZIONE. Manuale Operativo

MANUALE OPERATIVO INTRODUZIONE. Manuale Operativo Pagina 1 di 24 INTRODUZIONE SEZ 0 Manuale Operativo DOCUMENTO TECNICO PER LA CERTIFICAZIONE DEL PROCESSO DI VENDITA DEGLI AGENTI E RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO OPERANTI PRESSO UN AGENZIA DI RAPPRESENTANZA:

Dettagli

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Patrimoni destinati ad uno specifico affare A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Riferimenti normativi D.Lgs. Numero 6 del 17 gennaio 2003 Introduce con gli articoli 2447-bis e seguenti del

Dettagli

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni

COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni COMUNE DI BRIGNANO GERA D'ADDA (c_b178) - Codice AOO: AOOBRIGNANOADDA - Reg. nr.0001628/2013 del 18/02/2013 ALLEGATO A alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 04.02.2013 COMUNE DI BRIGNANO GERA

Dettagli

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Francesco Clabot Responsabile erogazione servizi tecnici 1 francesco.clabot@netcom-srl.it Fondamenti di ITIL per la Gestione dei Servizi Informatici Il

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Adempimenti fiscali nel fallimento

Adempimenti fiscali nel fallimento ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI LECCO Adempimenti fiscali nel fallimento A cura della Commissione di studio in materia fallimentare e concorsuale Febbraio 2011 INDICE 1. Apertura

Dettagli

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese IBM Global Financing Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese Realizzata da IBM Global Financing ibm.com/financing/it Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese La gestione

Dettagli

Valutazione di intangibili e impairment

Valutazione di intangibili e impairment IMPAIRMENT EVIDENZE DAI MEDIA ITALIANI Valutazione di intangibili e impairment -Valutazione di attività immateriali in aziende editoriali -Valutazioni per impairment test 1 La valutazione di asset si ha

Dettagli

Una posta di bilancio che necessita particolare

Una posta di bilancio che necessita particolare Costi di ricerca e sviluppo: aspetti contabili e fiscali I principi contabili possono aiutare a interpretare correttamente le scarne istruzioni del legislatore in tema di deducibilità dei costi sostenuti

Dettagli

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di Gli indici per l analisi di bilancio Relazione di Giorgio Caprioli Gli indici di solidità Gli indici di solidità studiano il rapporto tra le parti alte dello Stato Patrimoniale, ossia tra Capitale proprio

Dettagli

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in

Dettagli

OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione

OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione Luca Bilancini (Commercialista, Pubblicista, coordinatore scientifico MAP) OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione 1 OIC 23 - Principali novità Non ci sono più i paragrafi relativi alle commesse in valuta

Dettagli