GLI INCENTIVI PROPULSIVI DELLE INTRAPRESE ECONOMICHE (INNOVAZIONE, PMI, IMPRENDITORIA GIOVANILE E FEMMINILE)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GLI INCENTIVI PROPULSIVI DELLE INTRAPRESE ECONOMICHE (INNOVAZIONE, PMI, IMPRENDITORIA GIOVANILE E FEMMINILE)"

Transcript

1 LEGGI AGEVOLATIVE ALLO SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE PROF. MARIA ROSARIA NADDEO

2 Indice 1 GLI INCENTIVI PROPULSIVI DELLE INTRAPRESE ECONOMICHE (INNOVAZIONE, PMI, IMPRENDITORIA GIOVANILE E FEMMINILE) L ECONOMIA ASSISTITA PER AREE TERRITORIALI: L ESPERIENZA DEL MERIDIONALISMO E LA DEGENERAZIONE DEL MEZZOGIORNISMO NORMATIVE IN FAVORE DELLE AREE DEPRESSE DEL CENTRO-NORD E DELLE ZONE MONTANE LE ATTUALI POLITICHE NAZIONALI DI AUSILIO GENERALE E DI INCENTIVAZIONE ORDINARIA ALLE IMPRESE LEGGE 488/ GLI AIUTI ALLE IMPRESE COOPERATIVE E ARTIGIANE di 16

3 1 Gli incentivi propulsivi delle intraprese economiche (innovazione, PMI, imprenditoria giovanile e femminile) Gli stanziamenti per l innovazione tecnologica, disposti già dagli anni 60, ebbero una funzione accrescitiva alla competitività ed allo sviluppo delle imprese italiane, fino all istituzione del Fondo per la ricerca applicata presso l IMI (L. 1089/68). In questo modo si è cercato di raccordare la ricerca scientifica con le ricerche delle imprese, rifinanziato con la legge 46/82 anche con contratti pubblici di ricerca, e al contempo rafforzato dal Fondo speciale rotativo per l innovazione tecnologica, istituito da quest ultima legge, soprattutto per l introduzione di nuovi processi produttivi, come gestione fuori bilancio presso l allora Ministero dell Industria, con quote di riserva per la piccola e media industria, che ha avuto minori difficoltà ad attingervi. L attenzione all innovazione e alla ricerca applicata si è manifestata in modo crescente negli ultimi anni (L. 326/2003, art. 1, peraltro in forma di detassazione) fino alla citata finanziaria 2005, che nell unico articolo prevede esplicitamente, tra l altro, spese per la ricerca avanzata nei settori di rilevanza strategica (comma 251) e per la progettazione di processi innovativi nella distribuzione commerciale (comma 270). Considerevole si appalesa l approccio italiano ai benefits UE del sesto programma quadro per la ricerca , nel quale la Commissione Europea ha riservato ad un sesto del budget complessivo la quota destinata a sostenere i progetti e le iniziative di innovazione delle PMI. Le imprese medie e piccole furono di rado oggetto di veri e propri salvataggi, per cui le provvidenze in loro favore, succedutesi dal 1965, hanno di frequente assunto caratteristiche di stimolo e di impulso. Di tali norme si dà notizia solo della L. 5 ottobre 1991 n Alla piccola industria (scesa ora a 200 addetti) sono state concesse agevolazioni per l acquisizione di tecnologie esterne finanziate essenzialmente mediante automatici crediti d imposta e con più vasta gamma di possibilità. Si giunge infatti a finanziare l acquisizione di servizi reali destinati all aumento della produttività e alla ricerca di nuovi mercati, oltre che favorire l accesso al credito agevolato, rafforzando le forme di garanzia collettiva, ad esempio mediante i c.d. Confidi (consorzi di garanzia fidi, riorganizzati dall art. 13 della legge 24 novembre 2003 n. 326). Nello stesso senso sembrano andare sia la legge 8 agosto 1992 n. 359, nata per favorire la crescita imprenditoriale con una detassazione degli utili reinvestiti ottenuti mediante una riduzione 3 di 16

4 del reddito da assoggettare all imposta nella misura del 50 per cento della differenza con l anno precedente (l incremento deve essere almeno del 15 per cento), sia legge 489/94 (di conversione del cosiddetto decreto dei cento giorni ). Quella a favore dell imprenditoria giovanile (L. 28 febbraio 1986 n. 44), ancorché dedicata in origine, al Sud insieme alla L. 64/86, recò misure straordinarie proprio per la promozione e lo sviluppo di una nuova imprenditorialità sia pure nella sola area meridionale. La c.d. legge De Vito affiancò alle agevolazioni tradizionali l assistenza alla progettazione e la formazione professionale dell imprenditore. Questo complesso normativo, tuttavia introdusse fortissimi contributi in conto capitale per le spese di impianto e di gestione delle società detenute da giovani tra i 18 e i 29 anni e operanti nei territori meridionali, accanto a lunghi mutui a tassi ridotti a meno di un terzo del normale e ad altri contributi triennali decrescenti. Con la legge 11 agosto 1991 n. 275 e relativo regolamento si elevò a 35 anni l età dei beneficiari e a 10 anni il divieto di trasferimento inter vivos di azioni o quote delle società beneficiate. L intervento, modificato, riguarda adesso i giovani di tutto il territorio nazionale. L altra legge di ausilio all imprenditoria del 25 febbraio 1992 n. 215 (Azioni positive per l imprenditoria femminile) vuol promuovere l uguaglianza sostanziale e le pari opportunità per le donne nell attività economica. Sono ammesse ai benefici società di persone e cooperative costituite al 60 per cento da persone di sesso femminile; società di capitali partecipate e amministrate per almeno due terzi da donne; altri soggetti (associazioni, consorzi, enti, ecc.) che promuovano corsi o servizi riservati al 70 per cento alle donne. 4 di 16

5 2 L economia assistita per aree territoriali: l esperienza del meridionalismo e la degenerazione del Mezzogiornismo L impegno pubblico per lo sviluppo di zone geografiche determinate ha ormai perso di importanza per comprendere le attuali sfaccettature dell ausilio pubblico generalizzato: essa trova la sua massima espressione nel lungo intervento a favore del Meridione d Italia. L arretratezza socio-economica delle regioni meridionali e insulari preesisteva all Unità e dipendeva da vicende lontane: la mancanza dell esperienza comunale, la dominazione di monarchie straniere assecondate dalla nobiltà locale prima e dalla proprietà agraria poi e la mancata formazione di un alta borghesia, attiva e intraprendente. Estraneo, nel suo complesso, alla rivoluzione industriale, il Sud del Paese presentava un agricoltura arcaica (latifondo, monoculture) ed un terziario rimasto da secoli con dimensioni poco sviluppate. Coinvolto nell unità nazionale tramite la sostanziale annessione alla monarchia sabauda mediante i plebisciti èlitari, il Meridione non ebbe mai una vera rappresentanza di interessi nella politica nazionale. L abbandono dell idea federalista, pur dominante nel Risorgimento, segnò per le popolazioni del Sud il tramonto di ogni speranza di riscatto civile e di affrancamento dal bisogno. Neanche il primo suffragio universale consentì al popolo di designare una rappresentanza portatrice dei particolari problemi del Sud, che non riusciva così ad esprimere una classe dirigente collegata al tessuto sociale, al massimo rimettendosi ad una borghesia di modesto livello ma di elevata corrutibilità. Il quadro muta sensibilmente nel secondo dopoguerra. Il voto a tutti (1946) visualizza le popolazioni meridionali come il più vasto (all epoca) serbatoio del Paese ed impone alle nuove forze politiche un attenzione per l area del sottosviluppo interno, e cioè per i bassi livelli di occupazione, di reddito e di produttività, nonché per l assenza di capitali e di infrastrutture e per le carenze dell organizzazione amministrativa dello Stato, per ovviare ai quali fu profilato un intervento straordinario dello Stato. Con la legge n. 646/50 fu istituita (in Roma) la Cassa per opere straordinarie di pubblico interesse nell Italia meridionale, avente propria personalità giuridica. Alla c.d. Cassa per il Mezzogiorno, ente pubblico gestito di fatto da un comitato di ministri, venne rimesso il compito di 5 di 16

6 formulare alcuni piani pluriennali per l infrastrutturazione delle regioni meridionali, con l aggiunta di alcuni territori depressi dell Italia centrale. Con la seconda legge di proroga (1957), si aggiunse alle opere pubbliche (bonifiche, sistemazioni idrauliche, acquedotti, miglioramenti stradali, ecc.) il c.d. secondo tempo della politica meridionalistica, con l introduzione di incentivi per l industrializzazione dell area, avvalendosi prima delle Sezioni di Credito industriale dei Banchi meridionali e poi di enti creditizi speciali appositamente creati. Con la stessa legge 634/57 si obbligarono gli enti pubblici e le imprese partecipate dallo Stato a localizzare al Sud non meno del 60 per cento dei nuovi investimenti e del 40 per cento degli investimenti complessivi. La Cassa avrebbe dovuto individuare quattro poli di sviluppo (aree di Napoli, Bari, Catania e Porto Torres), da industrializzare con maggiori provvidenze: le spinte clientelari decuplicarono in breve tempo questi nuclei di industrializzazione. In tale direzione con la legge 717/65 ( terzo tempo ) venne prorogata fino al 1980 (e rifinanziata) la Cassa del Mezzogiorno e fu introdotto parallelamente all esperienza programmatoria nazionale un Piano di coordinamento degli interventi pubblici nel Mezzogiorno, soppresso nel Il Governo con DPR 153/67 approvò un testo unico recante norme di inventario e di classificazione dei moltissimi ausili, distinti tra quelle rivolte all industria e agli altri per l agricoltura e il turismo, nonché tra gli interventi infrastrutturali comuni a tutto il Sud e quelli specifici per talune regioni, province e comuni. Le dimensioni del fenomeno ausiliativo territoriale sono testimoniate dall istituzione di un nuovo Ministero per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, senza portafoglio autonomo. Con la legge 853/71 si attribuì al CIPE una posizione preminente di indirizzo e controllo delle politiche favoritive; si inserirono le regioni nei processi decisionali; si elevarono le quote riservate all investimento nel Meridione imposte all impresa pubblica; si introdusse la contrattazione programmata tra le grandi imprese, private e pubbliche, e lo Stato, per indurre le prime a localizzare le loro attività al Sud, pena la dissuasione ad ubicarsi in altre parti dell Italia o all estero. Il definitivo declino della colossale struttura muove dalla legge 651/83 (che non proroga la Cassa) e passa per la legge 64/86, che sostituisce trasformisticamente la quiescente Cassa con una Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno (AGENSUD), cui vengono trasferiti dipendenti della Cassa e attribuiti ingenti finanziamenti. 6 di 16

7 Dal 15 aprile 1993 la vecchia struttura (ministro compreso) pertanto non esiste più, mentre le provvidenze potenzialmente e sostanzialmente rimangono in altra forma, e comunque mediate da una gestione ordinaria in favore di qualsiasi area depressa dell intero territorio nazionale. 7 di 16

8 3 Normative in favore delle aree depresse del Centro-Nord e delle zone montane L attenzione del legislatore, dal dopoguerra, si indirizzò anche alle aree geografiche in ritardo economico diverse da quelle meridionali. L interessamento nasce con la legge Tupini (L. 589/49), che predisponeva sussidi e concorsi nelle spese per le opere pubbliche degli enti locali di tutto il territorio nazionale, aggiungendo però che le condizioni per l ottenimento dei benefici erano riferibili anche ai comuni non meridionali, a patto che per essi fosse accertata per decreto una situazione economica similare a quella del Mezzogiorno e delle isole. La parificazione fu concessa soltanto a poco più di duecento comuni minori, rispetto alle provvidenze generalizzate per tutti i municipi del Sud. Nello stesso giorno dell istituzione della Cassa per il Mezzogiorno (L. 646/50), il Parlamento approvava la L. 10 agosto 1950 n. 647, recante il titolo: Esecuzione di opere straordinarie di pubblico interesse nell Italia settentrionale e centrale, riferendosi alle località economicamente depresse. Solo con la legge 614/66 vennero previste più incisive forme di intervento e nuovi strumenti di promozione, ma soprattutto furono finalmente indicati i parametri di individuazione e graduazione delle zone sfavorite non più rimessi alla totale discrezionalità dell amministrazione (es.: esodo o senescenza dei residenti, basso reddito pro capite, basso livello di produttività, ecc.), poi precisati anche quantitativamente con il DPR 992/76 mediante indici di riferimento, insieme ai criteri di priorità e alla tipologia delle attività sostentabili e degli incentivi concedibili, con coinvolgimento degli organi regionali. La politica di sostegno delle aree non sviluppate del Centro-Nord ha perso le sue connotazioni residue al momento della sostanziale soppressione dell intervento straordinario per il Mezzogiorno. Attualmente le provvidenze per le aree economicamente svantaggiate riguardano l intero territorio nazionale in presenza di determinati requisiti negativi comuni. Di fatto le aree di insufficiente sviluppo centro-settentrionali erano andate via via riducendosi, fin quasi ad identificarsi con alcune limitate zone montane. La legge 614/66 conteneva molte disposizioni speciali per il territorio di montagna, scorporando dai benefici le località più ricche ed attrezzate; la legge 1102/71 recava nuove norme per lo sviluppo della montagna attraverso piani comunitari zonali affidati alle comunità montane, trasformate in enti pubblici per zone omogenee dal punto di vista non solo territoriale, 8 di 16

9 ma anche in base a criteri di unitarietà economico-sociale e storico-tradizionale, in ideale collegamento con le antiche regole o comunanze agrarie di vallata. La legge 142/90 ha però introdotto nuove disposizioni riguardanti la programmazione degli ausili alla montagna derivanti dal favor di cui all art. 44 Cost. L avvio dell ordinarietà degli interventi in generale nelle aree depresse di tutto il territorio nazionale è avvenuto fin dal DL. 4 gennaio 1994 n. 4, che ha fatto coincidere le zone assistibili con quelle ammesse agli interventi strutturali CEE, con strumenti di tipo programmatorio. Alle zone montane, invece, la importante legge quadro 97/94 (modificata a partire dalla L. 513/95 fino alla L. 309/2004) ha riconosciuto carattere di preminente interesse nazionale, definendo gli interventi speciali di salvaguardia territoriale e di valorizzazione economica e sociale da attuarsi mediante un nuovo Fondo nazionale per la montagna, introducendo meccanismi favoritivi anche nuovi ( proprietà contadina giovanile; gestione convenzionata delle foreste, patteggiamento fiscale). 9 di 16

10 4 Le attuali politiche nazionali di ausilio generale e di incentivazione ordinaria alle imprese Per solidarietà si intende un vincolo spontaneo di mutui vantaggi scambievoli tra alleati in caso di reciproca necessità. Al contrario il c.d. solidarismo, è un sistema che si è andato configurando in politica come adozione permanente di un soggetto diseredato addossata vincolativamente al soggetto più abbiente, fin tanto che questi non la percepisca come approfitto. Il tramonto dell ausilio pubblico straordinario è stato segnato dall adozione frettolosa di provvedimenti normativi tesi a scongiurare l effettuazione del referendum Giannini del 1993, abrogativo della disciplina organica per il Mezzogiorno. Il nuovo scenario agevolativo si fondava già sulla legge 16 dicembre 1992 n. 488, applicata però solo dal Per linee generali, soggetti destinatari sono le imprese ubicate nelle aree ammissibili ai benefici, individuate con i criteri di classificazione della UE (c.d. obiettivi ); iniziative agevolabili sono la costruzione o l ampliamento di un insediamento produttivo, ovvero il suo ammodernamento, ristrutturazione, riconversione, riattivazione o delocalizzazione. E sempre necessario un progetto dell impresa richiedente, perché l ausilio può essere concesso in misura percentuale (c.d. Equivalente Sovvenzione ) degli investimenti complessivi in esso previsti. L impresa dovrà trovarsi o nelle regioni dell ex Mezzogiorno (Obiettivo 1) ovvero in altre zone di declino industriale (Obiettivo 2) oppure in aree rurali da sviluppare (Obiettivo 5 b). L entità effettiva dell aiuto, onnicomprensivo di qualsiasi agevolazione, è graduata secondo l obiettivo e il comparto merceologico e inversamente alle dimensioni dell impresa. Trovano accoglienza prioritaria - per la limitatezza delle risorse disponibili solo i progetti più validi, collocati in una graduatoria in applicazione di parametri preventivi e trasparenti e finanziati, secondo lo stato di avanzamento degli investimenti realizzati, da banche concessionarie convenzionate con il Ministero delle attività produttive, mediante contributi senza restituzione. Tutt altro significato hanno assunto poi i cosiddetti incentivi automatici introdotti dalla legge 341/95, che prevedeva l assegnazione di contributi da usare mediante un bonus utilizzabile come sconto all atto del versamento delle imposte. Beneficiarie possono essere le stesse imprese individuate dalla L. 488/92 (escluse quelle fornitrici di servizi), per investimenti e spese ammissibili a domanda. 10 di 16

11 La misura del beneficio è variabile percentualmente e funziona come un credito di imposta, liquidabile dal Ministero suddetto dopo che sono stati effettuati gli investimenti da agevolare. E disciplinata da regolamenti CEE fin dal 1993, l utilizzazione dei Fondi strutturali della Comunità Europea recanti provvidenze particolari per le zone rurali comunitarie, per il sostegno del settore della pesca, ma soprattutto per il miglioramento dell occupazione (FSE) e per ridurre le disparità di sviluppo tra le regioni della Comunità (FESR). Tali fondi sovente non sono completamente utilizzati e talvolta sembrano gestiti con leggerezza e senza risultati effettivamente misurabili. Sono state trasferite dallo Stato alle regioni moltissime agevolazioni ed è stata decentrata la titolarità dei procedimenti di aggiudicazione, che vanno differenziandosi da regione a regione, mediante piani di utilizzazione soprattutto dei fondi di derivazione europea, denominati documento unico di programmazione (DocUP ; POR 2002/2013). In sede di revisione della L. 488/92 i contributi in conto capitale a fondo perduto saranno sostituiti gradualmente, mediante un fondo rotativo, con finanziamenti creditizi (da restituire) di pari entità complessiva, ma addossati al tasso di interesse agevolato soltanto per la metà, scontando per il resto il tasso di mercato praticato dalla banca erogante. La stretta comporta una maggiore responsabilità degli istituti di credito, coinvolti nella valutazione delle iniziative agevolabili, e delle stesse imprese richiedenti, dalle quali si vogliono non tentativi, ma risultati. Tramite Sviluppo Italia S.p.a. società a totale partecipazione pubblica preposta allo sviluppo delle imprese e al reperimento degli investimenti il Ministero dell economia ha concentrato dal 2005, con un action plan apposito, gli interventi per il sostegno ed il rilancio di aziende e distretti operanti in settori strategici o in aree a forte concentrazione industriale, che versino in crisi di competitività imputabili a fattori esterni (globalizzazione, falsificazione, delocalizzazione in paesi esteri a basso costo della forza lavoro). Le forme di ausilio conosciute non si limitano a quelle per le attività produttive interne: si ponga mente al considerevole sistema di stanziamenti pubblici per la cosiddetta cooperazione per lo sviluppo, che prevede trasferimenti ai Paesi in via di sviluppo (governi ed ONG Organizzazioni Non Governative) mediante elargizioni donative, interventi operativi (costruzione gratuita di opere) e da ultimo crediti di aiuto, i cui effetti recentemente il nostro Paese ha provveduto a rinviare o cancellare nei confronti di alcuni paesi in via di sviluppo (dell Africa, dell America latina e poi dell Asia sud-orientale), manifestamente impossibilitati ad estinguere il debito con noi contratto. 11 di 16

12 La prima disciplina del pesante accollo di questi ausili economici internazionale è ormai risalente agli anni 70 (L. 1222/71; L. 38/79; L. 49/87). 12 di 16

13 5 Legge 488/92 La legge 488 rappresenta il principale strumento agevolativo nazionale. Pubblicata nel 1992 ha iniziato ad operare soltanto alla fine del 1996 con l emanazione del primo bando riservato al settore industriale. Nel 1999, gli interventi della legge sono stati estesi al settore turistico e, successivamente, a quello commerciale. L impianto delle legge ha subito delle modifiche in relazione ai diversi settori produttivi ai quali si applica. E una norma piuttosto complessa e costituisce lo strumento mediante il quale il Ministero delle Attività Produttive mette a disposizione delle imprese che intendano promuovere programmi di investimento, nelle aree depresse, agevolazioni sotto forma di contributi in conto capitale ( a fondo perduto ), finanziando in tal modo piani di spesa di importo medio alto, disposti su più anni. Per aree depresse si intendono quelle individuate dalla Commissione Europea quali zone in ritardo di sviluppo - aree Obiettivo 1 (Regioni del Mezzogiorno: Sicilia; Sardegna; Puglia; Basilicata; Calabria; Campania) e zone in declino industriale - aree Obiettivo 2 (vari comuni del Centro-Nord, tra cui Molise ed Abruzzo) e aree fuori Obiettivo con deroga o a sostegno transitorio. Per poter accedere ai fondi strutturali (dei quali fa parte anche la L. 488/92) è necessario che l imprenditore abbia a disposizione almeno il 25% in capitale proprio dell ammontare dell investimento totale e, inoltre, che abbia ottenuto una delibera di finanziamento bancario il cui importo sia almeno equivalente a quello del finanziamento agevolato. Altro presupposto fondamentale ai fini della richiesta dell agevolazione è la predisposizione di un Business plan, piano d impresa in cui venga descritto dettagliatamente l investimento, l impresa ed il mercato in cui opera. Sono ammesse alle agevolazioni le piccole e medie imprese (comprese le cooperative) che: svolgano attività estrattive, manifatturiere, delle costruzioni e attività di servizi compresi nelle classificazioni Istat; siano in regime di contabilità ordinaria. La CEE ha fissato i requisiti numero di dipendenti, fatturato, indipendenza - un impresa deve possedere per poter essere considerata piccola o media per i diversi settori produttivi. Le tipologie di investimento previste dalla legge sono: 1. Nuovo impianto (realizzazione di un nuovo insediamento produttivo); 13 di 16 che

14 2. Ampliamento (aumento della capacità di produzione attraverso un incremento dell occupazione); 3. Ammodernamento (innovazioni finalizzate all aumento della produttività e/o miglioramento delle condizioni ecologiche); 4. Riattivazione (ripresa di insediamenti produttivi inattivi da almeno 8-10 mesi); 5. Riconversione (sostituzione dei prodotti esistenti con prodotti appartenenti a comparti merceologici diversi); 6. Ristrutturazione (riorganizzazione produttiva dell impresa); 7. Trasferimento ( diversa localizzazione degli impianti dettata da esigenze economiche o amministrative). Sono ammissibili le spese riguardanti: progettazione e studi di fattibilità per un ammontare massimo pari al 5% dell investimento; terreno e sue sistemazioni per un ammontare massimo pari al 10% dell investimento; opere murarie ed assimilate; macchinari, impianti ed attrezzature; software e brevetti; infrastrutture aziendali; mezzi mobili necessari al ciclo produttivo; costi per certificazioni ambientali e di qualità; quota di ingresso in franchising; Per poter usufruire delle agevolazioni è necessario presentare apposita domanda nei tempi e nei termini previsti dal relativo bando. Il bando fissa la data di apertura di presentazione delle domande, invece la data di chiusura può essere indicata nello stesso decreto o in un decreto successivo. Inoltre il decreto prevede anche l entità dei fondi riservati al bando, suddivisi per Regione. Le graduatorie, effettuate sempre su base regionale, vengono formate in relazione ad indicatori specifici. L ultimo bando relativo alla legge 488/92 per il settore artigianato si è chiuso il 30 settembre di 16

15 6 Gli aiuti alle imprese cooperative e artigiane E la stessa carta costituzionale a stabilire per la cooperazione e l artigianato un obbligo indefettibile di favor affidato alla normazione ordinaria (art. 45, rispettivamente c. 1 e 2). Soprattutto il loro trattamento fiscale è fortemente favoritivo, essendo giunto in passato a vere e proprie esenzioni per alcune forme cooperative ritenute più meritevoli di aiuto (L. 127/71; più estesamente il richiamato DPR 601/73). Non mancano tuttavia altre forme di incentivazione: il credito alla cooperazione è stato disciplinato dalla legge 27 febbraio 1985 n. 49 ( legge Marcora ), recante misure particolari mediante fondi di rotazione dedicati esclusivamente alle cooperative. Sempre alla promozione ed allo sviluppo del fenomeno cooperativo, che in alcune aree settentrionali del Paese ha radici e tradizioni assai lontane, ha mirato la legge 31 gennaio 1992 n. 59, attraverso la costituzione di fondi mutualistici nei quali confluiscono piccole quote degli utili netti di ciascuna cooperativa in attività, nonché i residui patrimoni di quelle poste in liquidazione. L obbligo ausiliativo costituzionalmente sancito appare rispettato appieno dal potere politico, che subordinatamente ad una forte vigilanza e ad un controllo secolare specie sulle cooperative di grandi od enormi dimensioni e di rilevante fatturato (L. 59/92) ha sempre mostrato un atteggiamento più che benevolo verso questa importante realtà imprenditoriale. Non si possono escludere intrecci tra economia della cooperazione e classe politica: molti la ravvisano nel dubbio carattere di mutualità della grandissima cooperativa, che talvolta ha le caratteristiche oggettive ed i profitti della grande impresa, peraltro fruendo di vantaggi e privilegi pensati per le cooperative minimali. La L. 311/2004 ha riordinato i c.d. regimi speciali delle società cooperative. Quanto invece all artigianato, nessuna caratteristica è richiesta alle imprese così classificate per essere ammesse alla benevolenza pubblica. La legge-quadro per l artigianato (L. 8 agosto 1985 n. 443) ha esteso il coinvolgimento diretto dell imprenditore all intero processo produttivo e non alla materiale lavorazione e produzione di beni e servizi. Anche gli ausili specifici per l artigianato sono dei tipi consueti, da ultimo anche con l uso dei contratti di solidarietà. Le provvidenze creditizie sono quelle della piccola impresa. Le sovvenzioni sono per lo più ripartite dalle Regioni, con opportune diversificazioni. Con il D.LGS. 15 di 16

16 31 marzo 1998, n. 112, sono state devolute agli enti locali tutte le competenze amministrative relative all artigianato, fatta eccezione per quelle espressamente conservate allo Stato. 16 di 16

La deduzione IRAP. DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012

La deduzione IRAP. DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012 DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012 LE DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 La quota forfetaria deducibile per ogni singolo lavoratore subordinato

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres.

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. Regolamento attuativo dell articolo 9, commi da 26 a 34 della

Dettagli

Istituto per il Credito Sportivo

Istituto per il Credito Sportivo Istituto per il Credito Sportivo REGOLAMENTO SPAZI SPORTIVI SCOLASTICI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI SUI MUTUI AGEVOLATI DELL ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO INDICE 1. Perché vengono concessi contributi

Dettagli

GESTIONE OPERATIVA DEI PROGETTI FINANZIATI CON FONDI EUROPEI. Dott. Nicola ZERBONI

GESTIONE OPERATIVA DEI PROGETTI FINANZIATI CON FONDI EUROPEI. Dott. Nicola ZERBONI GESTIONE OPERATIVA DEI PROGETTI FINANZIATI CON FONDI EUROPEI Dott. Nicola ZERBONI Dottore Commercialista in Milano Finanziamenti europei 2007/2013 e contrasto alle irregolarità e alle frodi nei fondi Diretta

Dettagli

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Dettagli

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Gruppo di Lavoro ITACA Regioni/Presidenza del Consiglio dei Ministri Aggiornamento 14 novembre 2011 Dipartimento

Dettagli

Art. 2. Soggetti beneficiari e misura massima consentita delle agevolazioni

Art. 2. Soggetti beneficiari e misura massima consentita delle agevolazioni Decreto ministeriale 20 ottobre 1995, n. 527 - Regolamento recante le modalità e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle attività produttive nelle aree depresse

Dettagli

Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013

Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013 Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013 Dipartimento 51 - Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico Direzione Generale 2 - Direzione Generale Sviluppo Economico e le Attività Produttive

Dettagli

COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA

COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA REGOLAMENTO PER LA EROGAZIONE DI CONTRIBUTI, SOVVENZIONI ED ALTRE AGEVOLAZIONI ART. 1 FINALITA 1. Con il presente Regolamento la Comunità della Valle di Cembra, nell esercizio

Dettagli

DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego

DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego DECRETO 28 maggio 2001, n.295 Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego Capo I Art. 1 Definizioni 1. Nel presente regolamento l'espressione: a)

Dettagli

D.L. 30 dicembre 2013, n. 151

D.L. 30 dicembre 2013, n. 151 D.L. 30 dicembre 2013, n. 151 Disposizioni di carattere finanziario indifferibili, finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE CULTURA e SVILUPPO FESR 2014-2020 Sintesi DICEMBRE 2014 1. Inquadramento e motivazioni Il Ministero dei Beni, delle

Dettagli

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 La circolare del dipartimento funzione pubblica esplicativa dell articolo 4 del Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito

Dettagli

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI Dall anno 2003 l Unione Province Piemontesi raccoglie, con la collaborazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE INDICE Art. 1 - Oggetto e finalità del regolamento Art. 2 - Requisiti di ammissibilità al contributo Art. 3 - Tipologie di spese ammissibili

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione Il presente Regolamento, emanato ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, disciplina, in armonia con i principi generali stabiliti dalla Carta Europea dei

Dettagli

Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96

Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96 Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96 Incontro formativo con gli operatori del territorio Lo stato dell arte del Fondo di Garanzia per le PMI Le attività di informazione e formazione operativa per

Dettagli

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI di Giulia Caminiti Sommario: 1. Premessa. 2. La politica di coesione. 3. Fondi a gestione diretta. 4. Fondi a gestione indiretta. 5. Conclusioni.

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Adam Asmundo POLITICHE PUBBLICHE Attraverso confronti interregionali si presenta una analisi sulle diverse tipologie di trattamenti pensionistici e sul possibile

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

CIRCOLARE N.3/E. Roma, 28 febbraio 2012

CIRCOLARE N.3/E. Roma, 28 febbraio 2012 CIRCOLARE N.3/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 febbraio 2012 OGGETTO: Articolo 24, comma 31, del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,

Dettagli

Bando speciale BORSE LAVORO 2015

Bando speciale BORSE LAVORO 2015 Bando speciale BORSE LAVORO 2015 PREMESSA La Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia considera la mancanza di occasioni di lavoro per i giovani, in misura non più conosciuta da decenni, come

Dettagli

2. L iscrizione nel Registro delle Imprese

2. L iscrizione nel Registro delle Imprese 2. L iscrizione nel Registro delle Imprese 2.1 Gli effetti dell iscrizione nel Registro delle Imprese L art. 2 del d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228 (in materia di orientamento e modernizzazione del settore

Dettagli

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015 CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Roma, 26 marzo 2015 OGGETTO: Articolo 1, comma 154, legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge stabilità 2015) Contributo del cinque per mille dell

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE Circolare 10 febbraio 2014, n. 4567 Termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l erogazione

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015 CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale

Dettagli

MILLE CANTIERI PER LO SPORT. 150 milioni di euro di finanziamenti a tasso zero per mettere a nuovo gli impianti sportivi di base

MILLE CANTIERI PER LO SPORT. 150 milioni di euro di finanziamenti a tasso zero per mettere a nuovo gli impianti sportivi di base 150 milioni di euro di finanziamenti a tasso zero per mettere a nuovo gli impianti sportivi di base 500 spazi sportivi scolastici e 500 impianti di base, pubblici e privati «1000 Cantieri per lo Sport»

Dettagli

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande 1. Quali sono le caratteristiche distintive dell impresa cooperativa? L impresa cooperativa è un impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della

Dettagli

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in

Dettagli

I trasferimenti ai Comuni in cifre

I trasferimenti ai Comuni in cifre I trasferimenti ai Comuni in cifre Dati quantitativi e parametri finanziari sulle attribuzioni ai Comuni (2012) Nel 2012 sono stati attribuiti ai Comuni sotto forma di trasferimenti, 9.519 milioni di euro,

Dettagli

PRIMI DATI SULLA SPERIMENTAZIONE DEL SOSTEGNO PER L INCLUSIONE ATTIVA (SIA) NEI GRANDI COMUNI

PRIMI DATI SULLA SPERIMENTAZIONE DEL SOSTEGNO PER L INCLUSIONE ATTIVA (SIA) NEI GRANDI COMUNI DIREZIONE GENERALE PER flash 29 L INCLUSIONE E LE POLITICHE SOCIALI PRIMI DATI SULLA SPERIMENTAZIONE DEL SOSTEGNO PER L INCLUSIONE ATTIVA (SIA) NEI GRANDI COMUNI Roma, 1 settembre 2014 Il punto di partenza:

Dettagli

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres.

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. LR 12/2006, articolo 6, commi da 82 a 89. Regolamento concernente i criteri

Dettagli

Chiarimenti in materia di rilascio di garanzie

Chiarimenti in materia di rilascio di garanzie Chiarimenti in materia di rilascio di garanzie L andamento del ciclo economico e le numerose norme che, a vario titolo, richiedono la presentazione di garanzie a supporto di obbligazioni assunte hanno

Dettagli

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale Protocollo N. del. Deliberazione N. del ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI Proposta N. 66 del 24/03/2015 SERVIZIO SERVIZI SOCIALI Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Dettagli

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013.

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013. REGIONE AUTONOMA DELLA LA SARDEGNA L Assessore Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività di informazione e promozione del PSR 2007/2013. Dotazione finanziaria Il fabbisogno

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI Tratto dalla rivista IPSOA Pratica Fiscale e Professionale n. 8 del 25 febbraio 2008 A cura di Marco Peirolo Gruppo di studio Eutekne L

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

Avviso Pubblico Giovani Attivi

Avviso Pubblico Giovani Attivi All. A Avviso Pubblico Giovani Attivi P.O.R. Campania FSE 2007-2013 Asse III Obiettivo Specifico: g) Sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale Giunta Regionale Direzione Generale delle Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità Area di Coordinamento Mobilità e Infrastrutture Settore Pianificazione del Sistema Integrato della Mobilità

Dettagli

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere ...... Le partecipate...... Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere le partecipate comunali in perdita, i Comuni italiani dispongono ancora di un portafoglio di partecipazioni molto rilevante,

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Maggio 2012 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 15

Dettagli

02/05/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 35. Regione Lazio

02/05/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 35. Regione Lazio Regione Lazio DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE Atti dirigenziali di Gestione Determinazione 23 aprile 2014, n. G06045 POR FESR LAZIO 2007-2013 ASSE I - Attività I.1 "Potenziamento e messa

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

Tabella di sintesi elaborata dagli uffici senza alcun valore normativo. COOPERATIVE SOCIALI iscritte alla sezione A dell Albo.

Tabella di sintesi elaborata dagli uffici senza alcun valore normativo. COOPERATIVE SOCIALI iscritte alla sezione A dell Albo. CAPO II INVESTIMENTI Acquisto, costruzione, ristrutturazione, ammodernamento ed ampliamento di immobili aziendali Art. 9 comma 1 200.000,00) 200.000,00) Fino al 50% 200.000,00) se LEASING: fino al 40%

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it Il nuovo incentivo per la progettazione Aggiornamento e tavolo aperto di discussione Lino BELLAGAMBA Prima stesura 4 ottobre 2014 Cfr. D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 13, comma 1, nella formulazione anteriore

Dettagli

TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI»

TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI» TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI» Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Avellino a cura del dr. Pasquale Trocchia Dirigente del Ministero dell Interno Responsabile delle

Dettagli

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 Identificativo Atto n. 191 DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO Oggetto APPROVAZIONE DELL AVVISO FORMAZIONE CONTINUA COMPETITIVITA EXPO E L'atto si compone

Dettagli

Le novità del DL n. 91/2014 (cd. decreto competitività) Credito d imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

Le novità del DL n. 91/2014 (cd. decreto competitività) Credito d imposta per investimenti in beni strumentali nuovi Le novità del DL n. 91/2014 (cd. decreto competitività) Credito d imposta per investimenti in beni strumentali nuovi Le informazioni fornite nel presente documento hanno esclusivamente scopo informativo

Dettagli

Divisione Studenti Divisione Studenti ciale Luigi Bocconi Università Commer Guida alla borsa di studio ISU Bocconi

Divisione Studenti Divisione Studenti ciale Luigi Bocconi Università Commer Guida alla borsa di studio ISU Bocconi Divisione Studenti Servizi agli Studenti Divisione Studenti ISU BOCCONI Università Commerciale Luigi Bocconi Guida alla borsa di studio ISU Bocconi Questo documento riassume le caratteristiche principali

Dettagli

AVVISO PUBBLICO BANDO 2014

AVVISO PUBBLICO BANDO 2014 ALLEGATO "A" Dipartimento politiche Abitative Direzione Interventi Alloggiativi AVVISO PUBBLICO Concessione del contributo integrativo di cui all art. 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e successive

Dettagli

RIDUZIONE CONTRIBUTO ORDINARIO A SEGUITO DEL PRESUNTO MAGGIOR GETTITO ICI FABBRICATI EX-RURALI, CAT. E, B

RIDUZIONE CONTRIBUTO ORDINARIO A SEGUITO DEL PRESUNTO MAGGIOR GETTITO ICI FABBRICATI EX-RURALI, CAT. E, B RIDUZIONE CONTRIBUTO ORDINARIO A SEGUITO DEL PRESUNTO MAGGIOR GETTITO ICI FABBRICATI EX-RURALI, CAT. E, B L articolo 2 commi da 39 a 46 del D.L. 262/2006 conv. L. 286/2006 aveva previsto per gli enti locali

Dettagli

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune 1 Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria DOP Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria

Dettagli

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2 CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2 La valutazione delle IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Prima lezione di Alberto Bertoni 1 IMMOBILIZZAZIONI Definizione Cod. Civ. art. 2424-bis, 1 c. Le immobilizzazioni sono

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014 14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28

Dettagli

COMUNE di VANZAGO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI A PERSONE ED ENTI PUBBLICI O PRIVATI

COMUNE di VANZAGO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI A PERSONE ED ENTI PUBBLICI O PRIVATI COMUNE di VANZAGO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI A PERSONE ED ENTI PUBBLICI O PRIVATI INDICE CAPO I - NORME GENERALI ART: 1 - FINALITA ART.

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA

ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA Società Consortile di Informatica delle Camere di Commercio Italiane per azioni ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA di CONDUCENTE Cognome Nome 1 a EMISSIONE RINNOVO Per scadenza

Dettagli

ASS.CO.FI. ASSOCIAZIONE SINDACALE DEI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA

ASS.CO.FI. ASSOCIAZIONE SINDACALE DEI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA PERDITE SU CREDITI: LE NUOVE DEDUCIBILITA 1. PREMESSA L art. 33, comma 5, del D.L. 22.6.2012, n. 83, così come modificato dalla legge di conversione 7.8.2012 n. 134, ha sostituito il comma 5 dell articolo

Dettagli

Comune di Grado Provincia di Gorizia

Comune di Grado Provincia di Gorizia Comune di Grado Provincia di Gorizia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE E LA REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI, AI SENSI DELL ART.11 DELLA LEGGE REGIONALE 31 MAGGIO 2002,

Dettagli

STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE (Sunto della C.M. n.31/2007)

STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE (Sunto della C.M. n.31/2007) STUDIO MINTO Associazione Professionale Commercialisti Revisori Contabili Consulenza del Lavoro Mirano (VE) Telefono 041/5701020 CIRCOLARE INFORMATIVA n. 16 Giugno 2007 STUDI DI SETTORE: LE INDICAZIONI

Dettagli

All Organismo Pagatore AGEA Via Palestro, 81 00185 ROMA. Via N. Tommaseo, 63-69 35131 PADOVA. Largo Caduti del Lavoro, 6 40122 BOLOGNA

All Organismo Pagatore AGEA Via Palestro, 81 00185 ROMA. Via N. Tommaseo, 63-69 35131 PADOVA. Largo Caduti del Lavoro, 6 40122 BOLOGNA AREA COORDINAMENTO Ufficio Rapporti Finanziari Via Salandra, 13 00187 Roma Tel. 06.49499.1 Fax 06.49499.770 Prot. N. ACIU.2015.140 (CITARE NELLA RISPOSTA) Roma li. 20 marzo 2015 Organismo Pagatore AGEA

Dettagli

Sviluppare le competenze per far crescere la competitività delle imprese e l occupazione nel Sud

Sviluppare le competenze per far crescere la competitività delle imprese e l occupazione nel Sud capitale umano, formato a misura dei fabbisogni delle imprese possa contribuire alla crescita delle imprese stesse e diventare così un reale fattore di sviluppo per il Mezzogiorno. Occorre, infatti, integrare

Dettagli

REGIME FORFETARIO 2015

REGIME FORFETARIO 2015 OGGETTO: Circolare 4.2015 Seregno, 19 gennaio 2015 REGIME FORFETARIO 2015 La Legge di Stabilità 2015, L. 190/2014 articolo 1 commi da 54 a 89, ha introdotto a partire dal 2015 un nuovo regime forfetario

Dettagli

Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo

Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo G ennaio 2015 L ACE L articolo 1 del decreto Salva Italia (D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni nella L. n. 214 del 2011) ha

Dettagli

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE Protocollo n. 195080/2008 Approvazione del formulario contenente i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d imposta di cui all articolo 1, commi da 280 a 283,

Dettagli

in collaborazione con BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO

in collaborazione con BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO in collaborazione con Il contesto di riferimento BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO L obiettivo fissato dall Unione Europea che si prefiggeva di raggiungere una ricettività del 33% dei nidi e in generale

Dettagli

Popolazione e famiglie

Popolazione e famiglie 23 dicembre 2013 Popolazione e famiglie L Istat diffonde oggi nuovi dati definitivi del 15 Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. In particolare vengono rese disponibili informazioni,

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE E L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA Roma 3 luglio 2014 PREMESSA La legge 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni

Dettagli

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della

Dettagli

IMMOBILI. Art.1. Art.2

IMMOBILI. Art.1. Art.2 Comune di Marta Provincia di Viterbo Piazza Umberto I n.1 010100 Marta (VT) Tel. 0769187381 Fax 0761873828 Sito web www..comune.marta.vt.it REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente

Dettagli

PRINCIPALI INTERVENTI NORMATIVI AGLI STRUMENTI NAZIONALI DI INCENTIVAZIONE ALLE IMPRESE

PRINCIPALI INTERVENTI NORMATIVI AGLI STRUMENTI NAZIONALI DI INCENTIVAZIONE ALLE IMPRESE CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME PRINCIPALI INTERVENTI NORMATIVI AGLI STRUMENTI NAZIONALI DI INCENTIVAZIONE ALLE IMPRESE Guida ragionata delle disposizioni normative Commissione Attività

Dettagli

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale 1 1 LEGGE REGIONALE 24 giugno 2002, n. 12 #LR-ER-2002-12# INTERVENTI REGIONALI PER LA COOPERAZIONE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E I PAESI IN VIA DI TRANSIZIONE, LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LA PROMOZIONE

Dettagli

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15)

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) La redazione del bilancio civilistico 2014 : le principali novità. La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) dott. Paolo Farinella

Dettagli

Avviso pubblico Fondo di promozione dell efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile

Avviso pubblico Fondo di promozione dell efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile POR FESR LAZIO 2007-2013 Avviso pubblico Fondo di promozione dell efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile FAQ Quesito n. 1 Il Bando PSOR al punto n delle premesse definisce impianti

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI.

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. Foglio notizie: APPROVATO con deliberazione di Consiglio Comunale n. 23 del 05.05.2009 MODIFICATO PUBBLICATO All Albo Pretorio per 15 giorni: - all adozione

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Visto l articolo 1, comma 845, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) e successive modificazioni e integrazioni, che prevede che il Ministro

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 46 che, all articolo 14, ha istituito il Fondo speciale rotativo per l innovazione tecnologica; Visto il decreto-legge 22 giugno

Dettagli

Una posta di bilancio che necessita particolare

Una posta di bilancio che necessita particolare Costi di ricerca e sviluppo: aspetti contabili e fiscali I principi contabili possono aiutare a interpretare correttamente le scarne istruzioni del legislatore in tema di deducibilità dei costi sostenuti

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014 SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI Bologna, 22 luglio 2014 INQUADRAMENTO NORMATIVO FISCALE La nuova disciplina sulle società tra professionisti non contiene alcuna norma in merito

Dettagli

I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1

I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1 I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1 A cura dell Avv. Laura Lunghi *** Nel corso del 2009, il Governo italiano ha continuato ad agire nell ambito di un azione concertata

Dettagli

Il federalismo fiscale in Italia dagli anni 90 a oggi

Il federalismo fiscale in Italia dagli anni 90 a oggi Agenzia della Regione Autonoma della Sardegna per le Entrate - - - - - * * * * - - - - - Il federalismo fiscale in Italia dagli anni 90 a oggi Per federalismo fiscale si intende l attribuzione della titolarità

Dettagli

COMUNE DI CIVITAVECCHIA Provincia di Roma SERVIZIO LAVORI PUBBLICI

COMUNE DI CIVITAVECCHIA Provincia di Roma SERVIZIO LAVORI PUBBLICI COMUNE DI CIVITAVECCHIA Provincia di Roma SERVIZIO LAVORI PUBBLICI AVVISO PUBBLICO PER L USO TEMPORANEO E SUPERFICIARIO DI UN AREA PUBBLICA SITA NEL PZ9 POLIGONO DEL GENIO Vista: IL DIRIGENTE la presenza

Dettagli

Sintesi modifiche apportate alle Disposizioni Attuative Specifiche della Mis. 123 - Accrescimento del valore aggiunto del settore agricolo e forestale

Sintesi modifiche apportate alle Disposizioni Attuative Specifiche della Mis. 123 - Accrescimento del valore aggiunto del settore agricolo e forestale REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO REGIONALE DELLE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI DIPARTIMENTO REGIONALE INTERVENTI STRUTTURALI Programma di Sviluppo Rurale Regione Sicilia 2007-2013 Reg.

Dettagli

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 maggio 2013 OGGETTO: Imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni

Dettagli