Costruiamo insieme. un Business plan. CD Rom. Guarda nel. C l a s s e 5 ª

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1 C l a s s e 5 ª Costruiamo insieme un Business plan di Stefano Fontana Seconda e ultima tappa del nostro viaggio alla scoperta di come è fatto un Business plan. Dopo aver illustrato le competenze necessarie per preparare un piano di impresa, ti suggeriamo come, concretamente, redigerne le parti descrittiva e numerica. Come abbiamo visto nel precedente numero di Rivista, alcune delle più recenti prove di Economia aziendale per l Esame di Stato richiedono di affrontare l ipotesi di formulazione di un attività di impresa. Ciò implica che lo studio dell Economia aziendale deve essere finalizzato anche a sviluppare le capacità tipiche dell imprenditore e, soprattutto, di colui che ha l intenzione di diventare imprenditore, dando inizio a una nuova attività. Abbiamo già indicato le conoscenze e le competenze che, in linea generale, occorre dimostrare di aver acquisito per poter fare impresa in una prova d esame. Approfondiamo ora l argomento soffermandoci su due aspetti in particolare: come formulare un idea di impresa; in base a quali criteri sviluppare un Business plan nelle sue linee essenziali. Un progetto imprenditoriale non può nascere improvvisamente durante lo svolgimento della prova scritta di Economia aziendale: le poche ore a disposizione e la tensione emotiva del momento non favoriscono un ideazione che nella pratica richiede tempo e riflessione. È bene pertanto che lo studente, durante l anno scolastico, si prepari a formulare alcune ipotesi imprenditoriali. Al fine di rendere più agevole la preparazione sull argomento forniremo delle indicazioni utili per la realizzazione di un idea progettuale sia nella sua parte descrittiva (tipo di impresa, posizionamento ecc.) sia nella sua parte numerica. Relativamente a quest ultimo aspetto, è necessario evidenziare come le prove scritte di Economia aziendale richiedano generalmente di o- perare con dati opportunamente scelti. È per questo motivo che, anziché formulare un esempio numerico (che resterebbe uno tra gli innumerevoli altri esempi possibili), preferiamo indicare alcuni criteri in base ai quali scegliere i dati da inserire nel Business plan. Guarda nel CD Rom Nel Cd Rom troverai l indicazione di diversi criteri in base ai quali costruire un idea di impresa e un ipotesi di struttura del business plan diversa da quella presentata nel presente articolo RiViSTA n. 5 - Febbraio

2 Il piano di impresa Il Business plan (detto anche piano di impresa ) è un documento nel quale vengono sintetizzati i vari elementi del progetto imprenditoriale che si intende sviluppare. Non esiste una modalità unica per redigere il piano di impresa, per cui nella letteratura economico-aziendale è possibile trovare strutture di Business plan tra loro differenti, variamente articolate, ma comunque tutte finalizzate a: descrivere l idea imprenditoriale; formulare i preventivi patrimoniali, economici e finanziari. La tabella che segue, in funzione di quanto appena esposto, presenta una delle possibili strutture di un Business plan. Un ipotesi di struttura del Business plan Parte descrittiva Deve rappresentare la sintesi del progetto imprenditoriale e contenere i seguenti elementi essenziali: tipo di attività soggetti intenzionati a dare inizio all attività (esperienze passate, motivazioni, ruoli da svolgere nel progetto) analisi e descrizione del mercato analisi e descrizione della concorrenza posizionamento dell impresa e descrizione del prodotto/servizio ubicazione decisioni in merito alle leve di marketing e formulazione del piano di marketing Parte numerica Deve riportare le proiezioni economico-finanziarie relative all attività da intraprendere e può pertanto articolarsi come segue: piano degli investimenti piano economico e patrimoniale analisi dei flussi finanziari analisi del punto di pareggio ecc. 220 RiViSTA n. 5 - Febbraio 2003

3 La parte descrittiva In situazione d aula, lo sviluppo di un progetto di impresa può essere semplificato e avvenire attraverso le fasi indicate di seguito. 1) Decidere il tipo di attività È consigliabile che l idea imprenditoriale si riferisca a una piccola attività, che possa essere avviata e gestita da uno o più giovani, intenzionati a mettersi in proprio. Sarà opportuno che durante l anno ci si prepari a sviluppare progetti relativi ad attività appartenenti a settori differenti; si potrebbe pensare, a titolo di esempio, a singole iniziative rientranti nei seguenti settori: artigianato; commercio e servizi tradizionali; servizi innovativi. 2) Analizzare e descrivere il mercato La descrizione del mercato potenziale non deve essere il frutto di uno sforzo di fantasia, ma, pur essendo inventata al momento della prova, deve basarsi su concetti e terminologia ben precise. ESEMPI DI DESCRI- ZIONE DI UN MER- CATO La situazione del mercato potrebbe essere variamente esposta come segue: il mercato è in fase di espansione: si stanno aprendo ampi spazi di penetrazione del prodotto e di sviluppo in nuovi segmenti; dopo diversi anni di stasi o di calo (negli ultimi due anni si è registrato un calo di vendite complessive del 9%) nell ultimo anno si è registrata un inversione di tendenza, con una ripresa decisa del trend (+5%); il mercato è maturo e la concorrenza si basa ormai essenzialmente su un forte utilizzo delle leve di marketing; il settore era caratterizzato fino a poco tempo fa dalla prevalenza di prodotti in avanzata fase di maturità; le innovazioni proposte da molte imprese hanno rivitalizzato il mercato aprendo nuove opportunità a tutti i concorrenti; il mercato è condizionato da (indicare i fattori che possono condizionare, favorevolmente o meno, il settore; a titolo di esempio: la ripresa delle nascite oppure il calo della natalità; l aumento del numero degli anziani; la presenza in zona di clienti interessati al nostro prodotto o di pendolari cui offrire i nostri servizi ecc.). L analisi del mercato richiede anche la conoscenza della clientela cui ci rivolgiamo. È bene porsi alcuni interrogativi necessari per formulare risposte coerenti alla situazione in esame. A titolo esemplificativo suggeriamo: quali bisogni può soddisfare il nostro prodotto/servizio? chi saranno esattamente i nostri clienti? RiViSTA n. 5 - Febbraio

4 quali benefici ricercano i nostri clienti potenziali? quale prezzo sono disposti a pagare? presso quali concorrenti si servono attualmente? perché dovrebbero rivolgersi a noi? ESEMPIO DI DESCRIZIONE DI UNA SITUAZIO- NE DI MERCATO La decisione di aprire un agenzia pubblicitaria potrebbe discendere dalla situazione di mercato descritta di seguito. Negli ultimi anni nella nostra zona si è registrato un considerevole aumento del numero delle piccole imprese industriali e artigianali. La caratteristica della loro offerta, rivolta a un mercato locale (provinciale e regionale), ha determinato un aumento della domanda di servizi pubblicitari, rimasta insoddisfatta a causa della scarsità di operatori specializzati in materia.. ESEMPI DI DESCRIZIONE DELLA CLIENTELA POTENZIALE La clientela potenziale di un impresa artigiana che produce calze da uomo può essere così descritta: Il mercato cui ci rivolgiamo è costituito da persone dai 35 anni in su che indossano sempre scarpe comode e calze classiche, prevalentemente scure, oppure: La nostra offerta è indirizzata a teenager e ventenni, che vestono in maniera informale, indossando scarpe da ginnastica o da tempo libero: proponiamo a questo target calze di cotone spesso, bianche, nere o blu. 3) Analizzare e descrivere la concorrenza L analisi della concorrenza richiede di saper dare una risposta ai seguenti quesiti: chi saranno i nostri concorrenti? quale tipo di prodotto/servizio offrono? quali prezzi praticano? quali sono i loro punti di forza? quali i punti di debolezza? in che cosa il nostro prodotto/servizio può essere migliore? che cosa possiamo imparare e quali idee possiamo prendere dai nostri concorrenti? ESEMPIO DI DESCRIZIONE DELLA CONCOR- RENZA La situazione concorrenziale nel settore della produzione artigianale dello shampoo potrebbe essere così delineata: La competizione fra le imprese del settore è notevolmente aumentata: particolarmente intense sono le azioni promozionali (sconti e 3x2) che spostano frequentemente le quote dei diversi concorrenti. La nostra offerta si rivolge comunque a un target disposto a spendere per un prodotto qualitativamente elevato e con caratteristiche specifiche e attentamente comunicate: shampoo alle vitamine e shampoo a base di erbe con caratteristiche curative possono differenziare il posizionamento, attrarre il consumatore e coprire segmenti di mercato scarsamente sfruttati dalla concorrenza. 4) Decidere il posizionamento dell impresa Identificare il posizionamento vuol dire decidere quale ruolo si vuole far svolgere all impresa sul mercato con i suoi prodotti/servizi. ESEMPIO DI SCELTA DEL POSIZIONAMENTO Il posizionamento di un attività di ristorazione può essere effettuato scegliendo tra le seguenti alternative: ristorante di lusso, con offerta di cucina classica e prezzi elevati; fast food; ristorante con cucina tradizionale e tipica della zona; ristorante con cucina innovativa e di ricerca; trattoria con menu differenziati (ristorazione veloce a pranzo, offerta più raffinata e di prezzo più elevato a cena). 5) Decidere l ubicazione L ubicazione dell impresa va decisa facendo riferimento a parametri che lo studente apprende durante lo svolgimento del programma di Economia aziendale del quinto anno (vicinanza ai mercati di approvvigionamento e di sbocco, esistenza di infrastrutture ecc.). ESEMPI DI SCELTA DELLA LOCALIZZAZIONE Un piccolo calzaturificio a carattere artigianale effettuerà la scelta della propria localizzazione tenendo conto, tra l altro, della presenza in zona: 222 RiViSTA n. 5 - Febbraio 2003

5 di filiali dei più importanti vettori o spedizionieri; di imprese specializzate nella manutenzione e riparazione dei macchinari specifici per l attività di produzione di calzature; di fornitori di materiali di consumo, spesso necessari in quantità modeste e da acquistare al momento. Un impresa che fornisce servizi innovativi tramite Internet avrà minori problemi di localizzazione grazie al fatto che opera in rete. Ad esempio, un impresa specializzata nella fornitura di servizi commerciali in rete (legislazione commerciale, indirizzi di assessorati, numeri telefonici delle Camere di Commercio, agenda per convegni, fiere dei più svariati settori ecc.) avrà come preoccupazione principale l efficienza delle linee telefoniche più che il luogo in cui installare le attrezzature informatiche. 6) La scelta delle leve di marketing L argomento è stato affrontato nel primo numero di Rivista, al quale rimandiamo. La parte numerica del Business plan E la parte più complessa da elaborare. Occorre infatti precisare che nella realtà operativa molti degli elementi da inserire nel business plan sono reperibili in maniera oggettiva e relativamente semplice. Ad esempio, l imprenditore sa quali beni strumentali sono necessari per la sua attività e quali costi dovrà sostenere per la loro acquisizione, in quanto avrà a disposizione i preventivi dei potenziali fornitori. Lo studente che, durante la seconda prova scritta dell Esame di Stato, si trovi a dover redigere un piano degli investimenti di un laboratorio di pasticceria o di un calzaturificio o di un agenzia pubblicitaria, come farà a inventarsi (il termine è d obbligo!) le tipologie di beni strumentali necessarie nelle diverse ipotesi e i relativi costi di acquisizione? Nella tabella che segue ti proponiamo alcuni suggerimenti didattico-operativi utilizzabili in relazione al piano degli investimenti, al piano economico e a quello patrimoniale. Come costruire la parte numerica del Business plan Piano degli investimenti: utilizzare cifre tonde non entrare nel dettaglio delle immobilizzazioni se non si ha una conoscenza precisa del settore di cui si sta trattando; è meglio inserire voci generiche, come quelle che poi affluiscono nel bilancio d esercizio: impianti e macchinari, attrezzature ecc.; non dimenticarsi di inserire i costi di impianto; tra le immobilizzazioni inserire un importo per l acquisizione di software ed, eventualmente, costi di pubblicità a utilità pluriennale (che troveranno riscontro nel piano di marketing); utilizzare i coefficienti di ammortamento fiscali. Piano economico: ipotizzare ricavi crescenti nel corso degli esercizi presi in esame (in genere due o tre); ricordare (l osservazione non è superflua!) che le rimanenze finali di un esercizio costituiscono le esistenze iniziali dell esercizio successivo; inserire, per ogni esercizio, lo stesso importo di ammortamenti che risulta dal piano degli investimenti; se non sono previsti investimenti in fabbricati, inserire tra i costi un importo per canoni di locazione; per il personale di cui si preveda l assunzione, inserire un costo procapite tra i e i euro; se tra le fonti di finanziamento è previsto un mutuo, inserire i relativi interessi passivi; analoga operazione andrà effettuata se nel piano patrimoniale sarà previsto un c/c passivo bancario; ipotizzare utili crescenti nel tempo; il primo esercizio può anche chiudersi con una perdita. RiViSTA n. 5 - Febbraio

6 Piano patrimoniale: inserire i valori delle immobilizzazioni e dei relativi fondi ammortamento in coerenza con quanto previsto nel piano degli investimenti; se l attività è di tipo industriale, prevedere un importo di immobilizzazioni superiore a quello dell attivo circolante; per determinare gli importi dei crediti verso clienti e dei debiti verso fornitori, ipotizzare condizioni di pagamento semplici e uniformi (ad esempio, clienti a 30 giorni, fornitori a 60 giorni); termini di regolamento a più lunga scadenza potranno essere ipotizzati per gli acquisti di immobilizzazioni materiali; porre attenzione alla destinazione degli utili dei vari esercizi (costituzione delle riserve), evitando, se possibile, la loro distribuzione; verificare che il risultato di esercizio espresso nel piano economico e nel piano patrimoniale coincidano; ricordare che, a fine esercizio, devono essere iscritti debiti verso istituti previdenziali e debiti tributari (ritenute fiscali, Iva; nel primo esercizio si può anche verificare un credito Iva, se gli investimenti fissi sono molto elevati). Navigando in internet Un utile ricerca può essere effettuata utilizzando il motore di ricerca digitando business plan e cliccando su cerca nella categoria italiano. In ogni caso siti molto interessanti in materia sono i seguenti: www1.legacoop.it/fareimpresa/business.htm. 224 RiViSTA n. 5 - Febbraio 2003

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