IL CONFERIMENTO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE NELLA LEGGE REGIONALE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL CONFERIMENTO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE NELLA LEGGE REGIONALE"

Transcript

1 Direzione Affari Istituzionali IL CONFERIMENTO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE NELLA LEGGE REGIONALE laboratorio giuridico

2 La qualità della normazione in ambito comunitario (accordo interistituzionale Legiferare meglio ) richiede anche il rispetto del criterio di sussidiarietà (accanto ai principi di semplicità, chiarezza, coerenza) 2

3 Nel senso di individuare quei procedimenti statali o regionali che è opportuno allocare presso gli Enti locali 3

4 Il protocollo del Trattato di Lisbona sull applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità (a garanzia che le decisioni siano prese il più possibile vicino ai cittadini dell UE) stabilisce che i progetti di atti legislativi siano motivati con riguardo ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità (scheda deve consentire di valutare il rispetto di tali principi) 4

5 A livello UE i parlamenti nazionali possono in sede di controllo ex ante o ex post bloccare il progetto per otto settimane (non può essere iscritto all odg del Consiglio dei Ministri) se non è stato rispettato il principio di sussidiarietà (ragioni che hanno portato a concludere che un obiettivo dell UE può essere conseguito meglio a livello di quest ultima) 5

6 RIORDINO DELLE FUNZIONI COME STRUMENTO DI SEMPLIFICAZIONE IL PIÚ RILEVANTE STRUMENTO DI SEMPLIFICAZIONE A DISPOSIZIONE DELLA REGIONE Corretta e razionale distribuzione delle funzioni amministrative tra i diversi livelli in applicazione dei principi di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, unicità e responsabilità (Cassese,Bassanini,Merloni); OBIETTIVO: Eliminazione di duplicazioni e sovrapposizioni organizzative, in tal senso è da leggere anche l obbligo dell adesione ad un unica forma associativa da parte di ciascun Comune tra quelle previste dal TUEL (art. 2, co. 28 l. 244/07). 6

7 Risponde all esigenza di certezza posta dagli utenti chi fa e che cosa, superando criticità spesso segnalate dai privati (es. scarsa armonizzazione tra Enti titolari delle funzioni, gestione scoordinata delle funzioni, sovrapposizione delle competenze), ecco il perché della ricostruzione del processo di decentramento ammin. effettuata dall Osservatorio sulla rif. Amm. e tenuta aggiornata dalla segreteria che trovate in rete. 7

8 Norma cardine per il conferimento riordino delle funzioni: L art. 118, co.1, Cost. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. (introduce elementi di flessibilità nel sistema) 8

9 Supera il principio di uniformità delle funzioni in base al quale tutti gli Enti di un medesimo tipo svolgevano integralmente le medesime attribuzioni, introducendo il principio di differenziazione consentendo che una funzione amministrativa, in un certo ambito territoriale, sia comunale e in un altro ambito venga svolta a livello provinciale e in un altro ancora possa essere mantenuta dalla Regione o dallo Stato (vedi disciplina differenziata per i piccoli comuni, autonomia differenziata della prov. VCO). (modello aperto e dinamico, delimitato solo dalla presenza dei principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza) I tre principi dovrebbero essere applicati secondo il seguente ordine: sussidiarietà:funzioni collocate al livello più vicino interess. differenziazione: tenendo conto delle diverse caratteristiche demografiche, territoriali, strutturali degli Enti riceventi; adeguatezza: valutando l idoneità organizzativa dell amministrazione ricevente a garantire l esercizio delle funzioni; 9

10 Si rileva che la verifica principale, sotto il profilo sostanziale, attiene alla sussistenza delle esigenze unitarie, che possono giustificare una ascensione delle funzioni amministrative a livello sovracomunale alla luce dei principi sopra indicati. l unitarietà di esercizio è giustificato per i seguenti motivi: buon andamento, efficienza o efficacia dell azione amministrativa, motivi funzionali o economici, esigenze di programmazione o di omogeneità territoriale (art.7, l. 131/03) 10

11 Analogamente a quanto avviene per le materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato, nelle quali la Corte ha stabilito che le funzioni amministrative spettano normalmente allo Stato, ma è necessaria una forma di leale collaborazione, si dovrebbe prevedere per le funzioni amministrative che la Regione ritiene di dover trattenere in capo ad essa a scapito degli EE.LL. una forma di concertazione (Conferenza Permanente Regione-Autonomie locali); Tutte le altre funzioni amministrative spettano ai Comuni che le esercitano in forma singola o associata, anche mediante le Comunità montane e le unioni di Comuni. 11

12 ILLUSORIO SPERARE DI REALIZZARE UNA EFFETTIVA SEMPLIFICAZIONE Se le funzioni continuano ad essere distribuite in modo irrazionale, con inutili duplicazioni o frammentazioni di competenze; 12

13 NELLA LOGICA DELLA SUSSIDIARIETÁ E DELLA UNICITÁ/RESPONSABILIT /RESPONSABILITÁ l attribuzione di funzioni di carattere operativo al livello regionale deve costituire l eccezione, motivata dall esistenza di interessi unitari non gestibili a livello locale; per non snaturare e meglio caratterizzare il ruolo complessivo della regione come Ente di legislazione, programmazione e coordinamento; 13

14 NELLA PROSPETTIVA DELLA SEMPLIFICAZIONE La distribuzione corretta delle funzioni a favore del Comune e della Provincia dovrà essere effettuata tenendo conto delle rispettive caratteristiche di base: Comune: come Ente di prossimità; Provincia: come Ente di area vasta (che diventa Ente di prossimità in un sistema regionale come il nostro caratterizzato da una polverizzazione comunale: circa 90% dei comuni < 5000 abitanti) (effetto: concentrare nei due livelli di governo locale la maggior parte delle funzioni amministrative di tipo operativo), non dimenticando le C.M. 14

15 Ente di area vasta: ente di pianificazione e programmazione di area vasta e gestione dei servizi di rete, ad es. tutela dell ambiente (accezione più ampia del termine, rifiuti, acqua, caccia, ecc ), protezione civile Anche ruolo sussidiario delle Province rispetto ai Comuni, che in concreto si presentano inadeguati a svolgere la maggior parte delle funzioni amministrative, nel caso non ricorrano alla gestione associata 15

16 FUNZIONI DELLE C.M. (ART. 4 L.R. 19/08) a seguito della razionalizzazione delle C.M. Funzioni relative alla gestione degli interventi per la montagna stabiliti dalla normativa UE, nazionale e regionale; Funzioni proprie ad esse attribuite da leggi reg (es. artigianato artistico e tipico, energia, patrimonio forestale, produzioni tipiche, turismo, usi civici) o statali; Funzioni conferite dalle Province e dalla Regione; Funzioni e servizi propri dei comuni ad esse attribuiti per delega; Funzioni per le quali la legge regionale dispone l esercizio obbligatorio in forma associata; Funzioni di consorzio di bonifica montana; Concorrono alla formazione del piano territoriale provinciale e del piano territoriale metropolitano; Potere più invasivo della R. in quanto la disciplina delle C.M. è competenza legislativa residuale Corte Cost. 244/

17 LA REGIONE COME GUIDA E MOTORE DEL SISTEMA REGIONALE-LOCALE LOCALE Nel senso che la Regione, a differenza, dei Comuni e Province, in un sistema federale europeo caratterizzato da istituzioni regionali forti in quanto dotate di funzioni legislative, non esercita solo funzioni legislative e amministrative adatte alla propria dimensione territoriale, ma deve esercitare anche funzioni nei confronti degli Enti locali del proprio territorio ( se le funzioni amministrative sono attribuite in via prioritaria ai livelli locali di governo, allora la legge regionale è legge sull esercizio di queste funzioni ferma restando l ambito di competenza riservata all autonomia statutaria e regolamentare di Comuni e Province art. 117, co. 6, cost. organizzazione e svolgimento delle funzioni loro attribuite e salva la potestà legislativa esclusiva dello Stato nell individuazione delle funzioni fondamentali degli Enti locali, lett. p), vedi a tale riguardo il TU sull ordinamento degli Enti locali che conferisce una serie di poteri di disciplina alle Regioni dell ordinamento degli Enti locali) 17

18 Il potere di disciplina delle funzioni amministrative degli EE.LL. riguarda le materie di competenza regionale (v. art. 2 l. 59/97 e Corte Cost. 43/2004, che distribuisce tra Stato e Regione tale potere a seconda della competenza nelle materie) nelle quali la disciplina potrà riguardare anche le modalità di esercizio delle funzioni (singola o associata, prevedendo per quest ultima la disciplina delle forme e modalità di associazionismo) 18

19 LIMITI COSTITUITI DALLA POTESTÀ REGOL. EE.LL. (art.117, co.6, cost.e art.7, TUEL) - senza dubbio vi è una riserva (assoluta) di competenza regolam. sulle funzioni proprie, in quanto queste sono funzioni di esclusiva competenza dell Ente, anche in assenza di specifica statuizione da parte del legislatore statale o regionale; - per le altre funzioni, poiché richiedono una specifica attribuzione legislativa, si ritiene che sono disciplinate dalla legge quanto all attribuzione dei poteri ai fini dell interesse pubblico da perseguire (disciplina sostanziale); sono disciplinate dai regolamenti locali per quanto attiene al procedimento amministrativo nell ambito dell ente locale competente all esercizio delle funzioni ( organizzazione, potestà regolamentare degli enti locali è esclusiva, salvo il rispetto dei principi costituzionali e delle leggi statali di disciplina degli organi di governo dell Ente). 19

20 GESTIONE ASSOCIATA POTERI DI DISCIPLINA: Salvo il potere dello Stato di prevedere una disciplina di principio delle modalità di esercizio delle funzioni fondamentali e sulle forme associative ispirata al criterio dell unificazione per livelli dimensionali ottimali (o ambiti territoriali omogenei) Alla R. spetta la disciplina delle forme e modalità di associazionismo comunale (stabilendo anche quando una funzione dovrà essere svolta in forma associata), nonché l eventuale esercizio in forma associata di alcune funzioni provinciali, previo accordo con le province, qualora sia ritenuto necessario per la dimensione ottimale dell esercizio delle funzioni, prevedendo che su un medesimo territorio possa configurarsi un solo livello plurifunzionale per l esercizio associato delle funzioni che i singoli comuni non sono in grado di svolgere singolarmente (al fine di razionalizzare e semplificare i livelli locali) (ddl. delega delle funzioni fondamentali) perché le Regioni, al fine di realizzare un efficiente sistema delle autonomie locali (art. 4 TUEL), individuano i livelli ottimali di esercizio delle funzioni, attraverso un programma concertato nelle apposite sedi, stabilendo forme di incentivazione dell esercizio associato delle funzioni (art.33tuel) 20

21 LA REGIONE SI LIBERA DI GRAN PARTE DELLE FUNZIONI OPERATIVE, ATTRIBUITE IN SUSSIDIARIETÁ AGLI EE.LL. MA SI VEDE RICONOSCERE DAGLI ENTI UN RUOLO DI GUIDA EFFETTIVA DELL INTERO SISTEMA 21

22 POTERI DI DISCIPLINA ORDINAMENTALE DEGLI EE.LL. Predisporre discipline sostanziali differenziate rispetto a quella statale CAMPI LASCIATI VUOTI DALLA LEGISLAZIONE STATALE: la distribuzione delle funzioni ulteriori rispetto a quelle fondamentali; la mappa territoriale; le verifiche sull attività degli EE.LL.; i poteri sostitutivi; la finanza locale; l assistenza tecnica e amministrativa agli EE.LL.; 22

23 PREDISPORRE DISCLIPLINE SOSTANZIALI DIFFERENZIATE RISPETTO A QUELLA STATALE Cioè volte ad adattare la definizione degli obiettivi e degli strumenti di azione regionale e locale alle particolari condizioni del territorio regionale; 23

24 LA DISTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI ULTERIORI RISPETTO A QUELLE FONDAMENTALI Individuate dallo Stato (tutte quelle funzioni legate alla realtà regionale); 24

25 LA MAPPA TERRITORIALE Comprende: circoscrizioni comunali e forme di cooperazione intercomunale 25

26 VERIFICA SULLA ATTIVITÁ DEGLI ENTI LOCALI Verifica dei risultati raggiunti in rapporto agli standard/livelli delle prestazioni fissati dalla legge ovvero in rapporto agli obiettivi che gli stessi enti locali si sono autonomamente dati; Effettività se cioè gli Enti locali svolgano o meno le funzioni loro attribuite, si pone soprattutto per i Comuni più piccoli nei quali il tasso di mancato esercizio è molto elevato; Efficienza se cioè gli Enti utilizzano al meglio le risorse messe a loro disposizione (art. 13 l.r. 34/98 prevede verifiche sull esercizio delle funzioni conferite e sui risultati conseguiti) FUNZIONALI A CONFIGURARE UNA FORMA DI COLLABORAZIONE REGIONE - AUTONOMIE LOCALI da un lato a favore degli stessi ee.ll. come strumento di cambiamento della propria azione e dall altro a favore dei cittadini come strumento di controllo democratico; 26

27 POTERI SOSTITUTIVI Che vengono attivati in caso di grave inerzia da parte degli EE.LL., a garanzia della effettività complessiva del sistema (in caso di difetto di esercizio della funzione ed anche nel trovare le soluzioni associative capaci di rendere adeguato il livello locale rispetto all esercizio delle funzioni fondamentali); anche a favore dello Stato qualora la Regione non adegui la sua legislazione di settore a quanto previsto in sede di individuazione delle funzioni fondamentali. 27

28 FINANZA LOCALE Nel quadro dei principi nazionali di coordinamento della finanza pubblica, conoscendo l effettiva distribuzione delle funzioni tra i diversi livelli di governo e le esigenze finanziarie relative (novità: il patto di stabilità regionale in corso di avvio), la Regione a garanzia dell autonomia finanziaria stanzia fondi regionali e interventi regionali aggiuntivi e straordinari rispetto a quelli statali (in tal senso devono essere lette le richieste avanzate in sede di Conferenza Regione-Autonomie locali). 28

29 ASSISTENZA TECNICA E AMMINISTRATIVA AGLI EE.LL. Formazione del personale soprattutto dirigenti, costruzione di strutture tecniche e operative al servizio di tutti gli Enti locali associati, organizzazione degli uffici intercomunali (ad es. gli incontri sul territorio prov. di approfondimento e scambio di esperienze sulla Conferenza di Servizi organizzati dall Osservatorio sulla Riforma Amministrativa); Funzione strategica in realtà regionali come la nostra caratterizzata da Comuni di ridotte dimensioni, al di sotto della dimensione che garantisce l effettivo ed efficiente/efficace esercizio delle funzioni attribuite (l art.2, co. 2 l.r.44/00 stabilisce che essa sia garantita anche attraverso le Province ed infatti, la l.r. 8/06, prevede un trasferimento regionale a favore delle Province di risorse finanziarie per incrementare l attività di assistenza tecnico provinciale a favore degli Enti locali soprattutto a favore di quelli di minore dimensione (l art. 19, d.lgs. 267/00); la Regione, inoltre, ha attivato un servizio di consulenza gratuito a favore degli Enti locali con priorità per i Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti nelle seguenti materie: giuridicoamministrativa; contabilità e finanza locale; urbanistica e pianificazione territoriale. 29

30 LA SUSSIDIARIETÀ È L ECCEZIONALITÀ DELLE FUNZIONI REGIONALI OPERATIVE ED IN QUANTO TALI DOVREBBERO ESSERE AFFIDATE PREFERIBILMENTE A STRUTTURE OPERATIVE NON COMPRESE NELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE IN SENSO STRETTO (enti strumentali, agenzie, ecc.) 30

31 ESEMPI DI MATERIE (che richiederebbero un esercizio unitario a livello regionale) 1) sanità (quasi totalmente affidata alle aziende sanitarie locali); 2) ricerca scientifica e istruzione universitaria più legate alle esigenze di sviluppo del territorio regionale (per definizione le altre dovrebbero essere riservate alle istituzioni scientifiche dotate di propria autonomia); 3) promozione delle attività economiche (agricoltura, commercio, industria) e dello sviluppo, da svolgersi in attiva cooperazione con Enti locali e forme rappresentative degli interessi; quindi un modello organizzativo di Regione che punta sull amministrazione di promozione e sostegno, più che di diretta gestione, con la conseguenza che la legislazione di distribuzione delle funzioni in sussidiarietà dovrebbe contenere la individuazione degli Enti regionali strumentali che vengono automaticamente soppressi; tesa ad esaltare le capacità strategiche (cioè tesa alla raccolta ed elaborazione di dati ed elementi conoscitivi per il supporto delle funzioni di tipo strategico). 31

32 NUOVO PATTO TRA REGIONE ED ENTI LOCALI Per la costruzione di un sistema regionale e locale più semplificato e coerente con la riforma del titolo V, sarebbe necessario chiarire da un lato il ruolo forte ed autonomo della regione, essenzialmente legislativo, di programmazione, di coordinamento e di supporto delle istituzioni locali, dall altro occorrerebbe realizzare un organico rafforzamento delle capacità operative di comuni (singoli e associati) e province come sedi precipue di gestione dell amministrazione in tutti i campi in cui è possibile realizzare in modo adeguato il principio di sussidiarietà; La Regione rinuncia a funzioni operative riconoscendole a favore degli EE.LL., ma si vede riconoscere dagli Enti locali un ruolo di guida effettiva dell intero sistema a tutela dell autonomia gestionale di comuni e province, mentre lo Stato viene riconosciuto quale interlocutore per la difesa dei principi fondamentali e di quelle parti dell ordinamento che la Costituzione ha ad esso riservato ai fini di uniformità; 32

33 COME SI FA LA SEMPLIFICAZIONE NELLA DISTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI LA SUSSIDIARIETÁ impone una rilettura di tutte le funzioni amministrative in vista di una loro attribuzione dal basso ( in base al testo della Costituzione, alla l. 59/97, carta europea delle autonomie locali); il d.lgs. 112/98 ha compiuto questa operazione utilizzando una determinata tecnica: 1) SUSSIDIARIETÁ E UNICITÁ; 2) STRUMENTI; 3) 3)UNIFORMITÁ/DIFFERENZIAZIONE 33

34 SUSSIDIARIETÀ E UNICITÀ l unicità è essenziale per la chiarezza della ripartizione, per la responsabilizzazione degli amministratori, per la ripartizione delle risorse finanziarie; esso è da intendersi implicitamente compreso in quello di sussidiarietà e impone che si lavori su vere funzioni, complessi coordinati di attività necessarie alla cura di interessi pubblici omogenei, evitando di distribuire solo pezzi di funzioni i quali annullano la responsabilità; 34

35 STRUMENTI: la legge statale di individuazione delle funzioni fondamentali dovrebbe contenere elenchi non troppo dettagliati (per non vanificare l intervento della legge regionale), ma neanche troppo generici (per non vanificare l esigenza di una garanzia unitaria del nocciolo minimo di funzioni che è alla base dell attribuzione di questo residuo potere ordinamentale allo Stato); nonché leggi statali e regionali che individuano ulteriori funzioni 35

36 La legge statale sulle funzioni fondamentali risponde ad esigenze di uniformità (tasso minimo essenziale di funzioni che corrisponde al ruolo fondamentale di ciascun livello): le altre leggi regionali e statali si pongono sul terreno della differenziazione possibile per lo Stato, inevitabile per la Regione in relazione alle caratteristiche territoriali e non dell Ente; 36

37 MODALITA DI DISTRIBUZIONE DELLE FUNZ. AMM. CONFERIMENTO (ART. 1, L. 59/97): si intende trasferimento, delega o attribuzione di funzioni e compiti, non fornisce una definizione dei titoli dei conferimenti. Il conferimento comprende anche le funzioni di organizzazione e le attività connesse e strumentali all esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti, quali tra gli altri quelli di programmazione, di vigilanza, di accesso al credito, di polizia amministrativa, nonché l adozione di provvedimenti contingibili e urgenti previsti dalla legge (art.1,co.2,d.lgs.112/98) 37

38 CONTENUTI ELABORATI DALLA DOTTRINA Trasferimento: definitiva dismissione della titolarità di funzioni amministrative; Delega: cessione a tempo determinato, revocabile e con mantenimento della titolarità, che consentirebbe un ruolo di indirizzo e di vigilanza sulla funzione delegata; Attribuzione: assegnazione di competenze nuove individuate, emerse, nel corso del processo di attuazione (riordino amministrativo) 38

39 A garanzia dell autonomia degli EE.LL. (funzioni proprie e di indirizzo politicoamministrativo espresso dalla propria comunità) (gli Enti territoriali pur nella diversità delle rispettive competenze, hanno pari dignità costituzionale, quali enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni. Art. 114 cost.) Il trasferimento (per le funzioni rientranti nella materie di competenza) e l attribuzione (per le nuove funzioni conferite alla Regione dallo Stato in attuazione dell art. 118 cost.) dovrebbero essere la modalità ordinaria di conferimento delle funzioni agli EE.LL., trattenendo solo quelle che richiedono l unitario esercizio a livello regionale o quelle che non potrebbero gli Enti esercitate in relazione alle loro dimensioni inadeguate (neanche nella forma associata). 39

40 PRIMI ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO IN PIEMONTE Griglia utilizzata per la valutazione / analisi del processo di decentramento, utilizzabile ai fini del RIORDINO / RAZIONALIZZAZIONE delle FUNZIONI AMMINISTRATIVE A cura del Comitato Tecnico dell Osservatorio sulla Riforma Amministrativa in collaborazione con il Formez MARZO

41 PRIMI ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DEL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO IN PIEMONTE Gli elementi sono stati costruiti in relazione ai principi introdotti dalla l. 59/ 97 e costituzionalizzati dalla riforma del Titolo V Cost. e raggruppati in tre ambiti di indagine: 1) l oggetto del decentramento; 2) i mutamenti nell organizzazione delle attività e nei mezzi necessari per lo svolgimento di funzioni e compiti decentrati; 3) gli strumenti diretti di semplificazione, individuati in occasione del decentramento. 41

42 I L OGGETTO DEL DECENTRAMENTO ELEMENTO DA CONSIDERARE INDICATORI STRUMENTI DI ANALISI OBIETTIVO/FINALITÁ 1 Aspetti generali della normativa che introduce il decentramento 1.1. Si tratta di legge: di rivisitazione organica e completa della disciplina della materia; di modifica parziale e puntuale della disciplina della materia; di riparto generale di funzioni e compiti, per una pluralità di materie La legge provvede ad abrogare quelle leggi o disposizioni in materia, non più operative o che hanno esaurito i loro effetti e utilità. Contenuto della legge che dispone per il decentramento. Ci si propone di verificare chiarezza e carattere innovativo delle disposizioni di decentramento ed in particolare la connessione tra la disciplina della dislocazione della funzione o del compito e quella del contenuto settoriale, proprio della materia considerata La legge regionale dispone il decentramento anche per funzioni e compiti diversi da quelli considerati dalle leggi statali di conferimento? 42

43 ELEMENTO DA CONSIDERARE INDICATORI STRUMENTI DI ANALISI OBIETTIVO/FINALITÁ 2. Contenuti dell oggetto del decentramento 2.1 Il conferimento riguarda la titolarità di: materia; funzione o compito; singolo atto o intervento in una fase del procedimento; singola attività materiale; altro. 2.2 Non è conferimento di titolarità, ma delega di esercizio. 2.3 È prevista autonomia finanziari/tributaria per l esercizio delle funzioni amministrative conferite? Contenuto delle norme che dispongono il decentramento e delle altre disposizioni in esse richiamate. Ci si propone di verificare se il decentramento ha considerato più l esigenza di attribuire compiti ad altri soggetti istituzionali, con attribuzione di pezzi di attività, rispetto a quella di portare l amministrazione più vicino al cittadino, assicurando l unicità del livello istituzionale responsabile della funzione o del compito. Occorre a tale scopo, delimitare convenzionalmente i concetti individuati per gli indicatori, in particolare quelli di materia e funzione e compito,, contrapposti a quelli di singolo atto o attività (1). 43

44 (1) In mancanza di definizioni legali e con riferimento alla dottrina a del diritto amministrativo, si richiamano i seguenti concetti: materia: tutta l attivitl attività che persegue un insieme di interessi pubblici omogenei raggruppati; ; si tratta di un ambito materiale di competenze (ad esempio quelli specificati nell art.117 Costituzione), da intendersi talora in senso tecnico, come sfera di competenza rigorosamente circoscritta e limitata, talora come valore costituzionalmente protetto che, in quanto tale,, delinea una sorta di materia trasversale,, in ordine alla quale si manifestano competenze diverse (Corte Costituzionale Sent.. 26 luglio 2002 n n 407); esempi: tutela dell ambiente, istruzione, sanità,, ecc.. funzione e compito: l attività che persegue un singolo aspetto organico di un dato interesse pubblico; ; mentre il termine funzione richiama un attivit attività della pubblica amministrazione che comporta l esplicazione l di pubbliche potestà,, contrapposta ad attività di ordine tecnico o materiale (servizio), il termine compito indica l obiettivo l concreto che l ordinamento assegna alla pubblica amministrazione o, semplicemente le consente di perseguire; l espressione congiunta funzione e compito sembra pertanto riferirsi ad una competenza organica, distinta rispetto al potere amministrativo di emanare un singolo atto o provvedimento ovvero di svolgere una singola attività materiale, entrambi parziali e strumentali; ciò anche in ottemperanza al principio di responsabilità ed unicità à dell amministrazione, che vuole siano attribuiti ad un unico soggetto anche funzioni e compiti connessi, strumentali e complementari (art. 3, c. 2, lett. e della legge , n n 59). 44

45 ELEMENTO DA CONSIDERARE INDICATORI STRUMENTI DI ANALISI OBIETTIVO/FINALITÁ 3. Modalità di individuazione e contenuti dei compiti e delle funzioni trattenute in capo alla Regione 3.1. La legge: ha indicato esplicitamente le sole funzioni o i soli compiti trattenuti in capo all ente conferente; ha trattenuto la generalità dei compiti e delle funzioni in capo all ente conferente, specificando solo quelli dei quali si dispone il passaggio ad altro ente Funzioni e compiti attribuiti alla Regione hanno contenuto: di programmazione e pianificazione; di indirizzo e coordinamento; di intervento sostitutivo; di amministrazione attiva (per i quali risulti la necessità di esercizio unitario regionale); di regolazione (in limiti coerenti con l autonomia regolamentare dell ente destinatario del conferimento); di monitoraggio e incentivazione delle attività conferite anche mediante attività di supporto e promozione. 3.3 La legge ha provveduto o no a conferire la generalità delle funzioni al livello comunale. Contenuto delle norme delle leggi regionali di riparto che attribuiscono compiti alla Regione e delle altre norme e degli atti in esse richiamati, ai fini di un analisi del contenuto effettivo dei compiti. Ci si propone di verificare se è stato applicato il principio di sussidiarietà (verticale) [art. 1, c. 2 e art. 3, c. 3, lett. a), legge 59/97], e quello di completezza [art. 3, c. 3, lett. b), legge 59/97] nonché quello di responsabilità e unicità [art. 3, c. 2, lett. e), legge 59/97], evitando anche che il decentramento frantumi eccessivamente responsabilità e attività, con pregiudizio per snellezza e semplificazione. Ci si propone inoltre di valutare, per i singoli compiti e funzioni, la necessità dell esercizio unitario a livello regionale. 45

46 TIPOLOGIE DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE concordate nell ambito del comitato tecnico dell osservatorio sulla riforma amm.va. In relazione alle caratteristiche prevalenti del loro contenuto, le funzioni amministrative possono essere convenzionalmente raggruppate nei seguenti tipi: 1) Programmazione e coordinamento: si tratta di funzioni che si esplicano nell assunzione di provvedimenti che costituiscono, per il loro contenuto, un limite all esercizio di altre funzioni amministrative (del medesimo o di altri enti) ovvero all attività di privati, in quanto definiscono obiettivi, delimitazioni, direttive, criteri, coordinamenti. 2) Gestione e regolazione di servizi pubblici: compiti che abbiano per oggetto la produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità, nonché il compimento di quelle funzioni dirette a consentire lo svolgimento di tali servizi pubblici da parte di soggetti privati, in seguito alla verifica della sussistenza dei requisiti; 3) Regolazione di attività private: funzioni che comportano l attività di disciplina e l attività contrattuale, l adozione di atti di concessione, autorizzazione, assenso, ecc., comprensive di diverse forme di controllo e vigilanza, volte a disciplinare i molteplici aspetti della produzione di beni e servizi, sia da parte di soggetti pubblici che svolgono attività private, sia da parte di soggetti privati, mediante lo svolgimento di attività che assumono rilevanza rispetto ad un interesse pubblico (ad esempio: sanitario, ambientale, ecc:) che si intende tutelare. 4) Supporto e promozione di attività: interventi di contribuzione, di sussidio ed ausilio finanziario, di attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere (compresa l assistenza tecnica) a favore di soggetti pubblici ovvero a favore di soggetti privati che svolgono attività di interesse generale. n.d.r. L esercizio del potere sostitutivo non comportando una titolarità della funzione amministrativa, nella ricognizione delle funzioni non è stato classificato in nessuna delle tipologie sopra descritte, in quanto potere normativamente previsto in capo ad un livello di governo di area più vasta non per modificare l assetto delle competenze ma per evitare conseguenze determinate dal mancato compimento di atti ritenuti fondamentali per la tutela del bene protetto da parte dell Ente astrattamente competente. 46

47 ESEMPI DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE NELLE VARIE TIPOLOGIE PROGRAMMAZIONE E COORDINAMENTO il piano regionale per le attività di bonifica ed irrigazione (art. 2, l.r. 21/99), il programma triennale regionale delle opere di bonifica (art. 3, l.r. 21/99), le istruzioni regionali per l applicazione della legge l.r 39/80 (art. 4, l.r. 39/80) GESTIONE E REGOLAZIONE DI SERVIZI PUBBLICI la prevenzione e la repressione statale delle frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti agroalimentari (art. 2 co.3 dlgs 143/97), l istituzione dell agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura (art. 1 l.r 16/02), l istituzione del servizio antisofisticazione vinicole ad opera delle province (art. 2 l.r 39/80) REGOLAZIONE DI ATTIVITÀ PRIVATE norme regionali per la concessione in gestione dei boschi degli enti pubblici (art. 5, co. 2 dlgs 227/ 01), i controlli dei servizi fitosanitari regionali sugli OGM (art. 22 co. 2, dlgs 227/01), il riconoscimento regionale delle organizzazioni dei produttori (art. 4 dlgs 102/05) SUPPORTO E PROMOZIONE DI ATTIVITÀ formazione professionale regionale degli addetti a vario titolo operanti nel settore forestale (art. 12 co. 2, dlgs 227/01), i contributi annuali regionali alle province per le attività di vigilanza (art. 2 l.r. 39/80), finanziamenti regionali dei programmi di informazione e promozione del consumo dei prodotti biologici ( art. 8 co. 1 l.r 13/99) 47

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE E L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA Roma 3 luglio 2014 PREMESSA La legge 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche la legge sulla riqualificazione urbana è un tassello

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012)

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) L art.19 del DL 95/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 9306 LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Dettagli

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in

Dettagli

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si

Dettagli

6.3.2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 10. 2014, n. 1 Abrogazioni

6.3.2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 10. 2014, n. 1 Abrogazioni 9 Lastri, De Robertis, Rossetti, Ruggeri, Remaschi, Boretti, Venturi, Bambagioni, Saccardi Proposta di legge della Giunta regionale 20 ottobre Art. 20 2014, n. 1 Abrogazioni divenuta Proposta di legge

Dettagli

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego Il decreto spiega tutte le possibilità e i limiti dell'eventuale cumulo Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego (Dm Funzione pubblica 331 del 29.7.1997) da CittadinoLex del 12/9/2002

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

Dall Unione alla fusione dei Comuni: il quadro giuridico

Dall Unione alla fusione dei Comuni: il quadro giuridico CONTRIBUTI 5 Dall Unione alla fusione dei Comuni: il quadro giuridico Fabrizio Politi Sommario 1. L Unione di Comuni: la disciplina (costituzionale e legislativa) statale 2. La fusione: le discipline legislative

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

di Francesco Verbaro 1

di Francesco Verbaro 1 IL LAVORO PUBBLICO TRA PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE E INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A P R O C E S S I D I R I O R G A N I Z Z A Z I O N E E I N N O V A Z I O N E

Dettagli

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali SEZIONE TERZA Le fonti degli enti locali 2.1. Presentazione di Edmondo Mostacci L insieme delle fonti endogene degli enti locali costituisce un sottoinsieme un microcosmo, secondo la efficace definizione

Dettagli

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 6232 LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 Semplificazioni del procedimento amministrativo. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell impatto ambientale),

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali?

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali? Domanda: Risposta (a cura di Maurizio Santoloci): Oggi un impresa edile che trasporta in proprio i rifiuti non pericolosi con proprio mezzo al contrario di quanto accadeva nella previdente disciplina deve

Dettagli

TESTO COORDINATO DEL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE E DEGLI ENTI REGIONALI

TESTO COORDINATO DEL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE E DEGLI ENTI REGIONALI TESTO COORDINATO DEL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE E DEGLI ENTI REGIONALI A cura della Direzione Generale Servizio organizzazione, formazione, valutazione e relazioni sindacali

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI dalla G.U. n. 59 del 12 marzo 2014 (s.o. n. 20) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2013 Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi

Dettagli

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE 6 PARTE PRIMA LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Sezione I LEGGI REGIONALI LEGGE REGIONALE 17 settembre 2013, n. 16. Norme in materia di prevenzione delle cadute dall alto. Il Consiglio

Dettagli

Circolare n. 64 del 15 gennaio 2014

Circolare n. 64 del 15 gennaio 2014 Circolare n. 64 del 15 gennaio 2014 Ordinativo informatico locale - Revisione e normalizzazione del protocollo sulle regole tecniche ed obbligatorietà dell utilizzo nei servizi di tesoreria PREMESSA L

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI La formazione delle classi e l assegnazione delle risorse di organico deve essere coerente: - con gli interventi

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI Dall anno 2003 l Unione Province Piemontesi raccoglie, con la collaborazione

Dettagli

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Settore Segreteria e Direzione generale Ufficio Trasparenza e Comunicazione PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Relazione anno 2014 a cura del Segretario Generale e della

Dettagli

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Anno XLI Repubblica Italiana BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Toscana Parte Prima n. 9 mercoledì, 17 febbraio 2010 Firenze Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Portineria

Dettagli

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGE 11 agosto 2014, n. 125. Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Dettagli

REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI. Aggiornamento al 31 dicembre 2013

REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI. Aggiornamento al 31 dicembre 2013 REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Aggiornamento al 31 dicembre 2013 Marzo 2014 REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Aggiornamento

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni

I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni di Filippo Lacava 1.Premessa; 2. Definizioni; 2.1 Il potere di indirizzo 2.2 Il coordinamento;

Dettagli

C O M U N E DI M O L I T E R N O

C O M U N E DI M O L I T E R N O C O M U N E DI M O L I T E R N O (Provincia di Potenza) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera consiliare n.05 del 6/02/2013 modificato con delibera consiliare n. 54 del 30/11/2013 Indice

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

Il federalismo fiscale in Italia dagli anni 90 a oggi

Il federalismo fiscale in Italia dagli anni 90 a oggi Agenzia della Regione Autonoma della Sardegna per le Entrate - - - - - * * * * - - - - - Il federalismo fiscale in Italia dagli anni 90 a oggi Per federalismo fiscale si intende l attribuzione della titolarità

Dettagli

IL PROCESSO DI ARMONIZZAZIONE CONTABILE DEGLI ENTI TERRITORIALI EX D.LGS. 118/2011. Elementi innovativi e principali impatti

IL PROCESSO DI ARMONIZZAZIONE CONTABILE DEGLI ENTI TERRITORIALI EX D.LGS. 118/2011. Elementi innovativi e principali impatti IL PROCESSO DI ARMONIZZAZIONE CONTABILE DEGLI ENTI TERRITORIALI EX D.LGS. 118/2011 Elementi innovativi e principali impatti Agenda 1. Il modello contabile previsto dal D.lgs 118/2011 Contesto normativo

Dettagli

ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10

ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10 ENTI LOCALI LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2014, N. 10 Disposizioni in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della Regione e degli enti a ordinamento regionale, nonché modifiche

Dettagli

Linee guida per una Riforma del Terzo Settore

Linee guida per una Riforma del Terzo Settore Linee guida per una Riforma del Terzo Settore Esiste un Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone. E l Italia del volontariato,

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME ART. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le procedure per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dei dipendenti

Dettagli

ACCORDO DI PARTENARIATO 2014 2020 ITALIA

ACCORDO DI PARTENARIATO 2014 2020 ITALIA ITALIA ALLEGATO III ELEMENTI SALIENTI DELLA PROPOSTA DI SI.GE.CO 2014 2020 SOMMARIO 1. Principi generali dei sistemi di gestione e controllo (FESR, FSE, FEAMP)... 3 1.1 Autorità di gestione... 3 1.1.1

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante approvazione del testo

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb//dispatcher?task=attocompleto&service=1&dat...

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb//dispatcher?task=attocompleto&service=1&dat... Atto Completo http://www.gazzettaufficiale.it/guridb//dispatcher?task=attocompleto&service=1&dat... Page 1 of 4 20/09/2010 DECRETO 10 settembre 2010 MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Linee guida per l'autorizzazione

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI»

TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI» TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI» Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Avellino a cura del dr. Pasquale Trocchia Dirigente del Ministero dell Interno Responsabile delle

Dettagli

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REPORT ANNUALE - 2011 - ITALIA (Aprile 2011) Prof. Alessandra PIOGGIA INDICE 1. LA PRIVATIZZAZIONE 2. LE COMPETENZE

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014 Tipologia: LAVORO Protocollo: 2006614 Data: 26 maggio 2014 Oggetto: Jobs Act: disposizioni Legge n. 78 del 16/05/2014 di conversione del D.L. n. 34 del 20/03/2014 Allegati: No JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE

Dettagli

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana Deliberazione n.119/2015/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2015 visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti,

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

di Claudio Facchini, dirigente del settore sviluppo economico del Comune di Faenza ARTICOLO PUBBLICATO NELLA RIVISTA AZIENDITALIA N.

di Claudio Facchini, dirigente del settore sviluppo economico del Comune di Faenza ARTICOLO PUBBLICATO NELLA RIVISTA AZIENDITALIA N. SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA E SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE A CONFRONTO Nell articolo vengono messe in luce le differenze radicali tra il procedimento disciplinato dal DPR 447/1998, per

Dettagli

F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE

F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE F.A.Q. SUL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO PER I SERVIZI AL LAVORO REGIONE PIEMONTE PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA 1. Quale è l indirizzo web per la presentazione della domanda di accreditamento? L indirizzo della

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE Quest Associazione apprezza la decisione dell ISVAP di avviare la procedura per la revisione del regolamento n.5/2006, sull attività degli intermediari

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE Circolare del 31 Marzo 2015 ABSTRACT Si fa seguito alla circolare FNC del 31 gennaio 2015 con la quale si sono offerte delle prime indicazioni

Dettagli

Guida per gli Amministratori Locali. Aggiornata alla Legge Delrio n. 56/2014

Guida per gli Amministratori Locali. Aggiornata alla Legge Delrio n. 56/2014 Guida per gli Amministratori Locali Aggiornata alla Legge Delrio n. 56/2014 La Guida per gli Amministratori Locali è a cura di Carlo Garofani (esperto di formazione) con la collaborazione di Amedeo Scarsella

Dettagli

INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 7. CAPO I - NORME GENERALI D ORGANIZZAZIONE... 7 Art. 1 Oggetto... 7 Art. 2 - Principi e criteri informatori...

INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 7. CAPO I - NORME GENERALI D ORGANIZZAZIONE... 7 Art. 1 Oggetto... 7 Art. 2 - Principi e criteri informatori... INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 7 CAPO I - NORME GENERALI D ORGANIZZAZIONE... 7 Art. 1 Oggetto.... 7 Art. 2 - Principi e criteri informatori.... 7 TITOLO II - STRUTTURA ORGANIZZATIVA E FUNZIONI DI

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. N. LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981,

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Comune di Castel San Pietro Terme Provincia di Bologna SERVIZIO RISORSE UMANE DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE GC. N. 159 IN DATA 4/11/2008 ART. 1 Oggetto Dipendenti

Dettagli

CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? Fabio Pammolli (Direttore CeRM)

CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? Fabio Pammolli (Direttore CeRM) Fabio Pammolli (Direttore CeRM) CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? 1 CeRM Competitività, Regole, Mercati Dopo anni di dibattito e anche qualche tentativo non riuscito,

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA SENATO DELLA REPUBBLICA Attesto che il Senato della Repubblica, l 8 luglio 2015, ha approvato, con modificazioni, il seguente disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante

Dettagli

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013.

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013. REGIONE AUTONOMA DELLA LA SARDEGNA L Assessore Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività di informazione e promozione del PSR 2007/2013. Dotazione finanziaria Il fabbisogno

Dettagli

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011

Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Contratto-tipo di cui all articolo 28, comma 1, lettera e), del Decreto legislativo n. 28/2011 Codice identificativo n. [numero progressivo da sistema] CONTRATTO per il riconoscimento degli incentivi per

Dettagli

Laboratorio di Urbanistica. Il piano regolatore nella legislazione italiana recente: ruolo, critica, innovazioni. Prof.

Laboratorio di Urbanistica. Il piano regolatore nella legislazione italiana recente: ruolo, critica, innovazioni. Prof. Laboratorio di Urbanistica Corso di Fondamenti di Urbanistica Il piano regolatore nella legislazione italiana recente: ruolo, critica, innovazioni Prof. Corinna Morandi 20 maggio 2008 1 Dalla iper-regolazione

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA Città di Medicina Via Libertà 103 40059 Medicina (BO) Partita I.V.A. 00508891207 Cod. Fisc.00421580374 Tel 0516979111 Fax 0516979222 personale@comune.medicina.bo.it DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO

Dettagli

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 La circolare del dipartimento funzione pubblica esplicativa dell articolo 4 del Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito

Dettagli

1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI

1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI 1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI La Provincia è un istituzione pubblica territoriale; gli organi di governo sono eletti dalla popolazione residente nel territorio e hanno il compito

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIPARTIMENTO PER L IMPRESA E L INTERNAZIONALIZZAZIONE DIREZIONE GENERALE PER IL MERCATO, LA CONCORRENZA, IL CONSUMATORE, LA VIGILANZA E LA NORMATIVA TECNICA Divisione

Dettagli

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. Art. 1 Personale richiedente il rapporto di lavoro a tempo parziale

REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. Art. 1 Personale richiedente il rapporto di lavoro a tempo parziale REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Art. 1 Personale richiedente il rapporto di lavoro a tempo parziale 1. I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati, a richiesta, nei

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA S U E Settore URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA Febbraio 2013 TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Art. 1 Definizioni... 3

Dettagli

DECRETI - ATTI DELLA REGIONE

DECRETI - ATTI DELLA REGIONE 404 PARTE PRIMA L E G G I - R E G O L A M E N T I DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Art. 2 (Finalità) 1. La Regione con la promozione della progettazione di qualità ed il ricorso alle procedure concorsuali,

Dettagli

2013-2018 ROMA CAPITALE

2013-2018 ROMA CAPITALE 2013-2018 ROMA CAPITALE Proposte per il governo della città Sintesi stampa IL VINCOLO DELLE RISORSE ECONOMICO-FINANZIARIE Il debito del Comune di Roma al 31/12/2011 ammonta a 12,1 miliardi di euro; di

Dettagli

COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO

COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO 6 Allegato 1 COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO Servizio Pianificazione e Programmazione del Territorio Via delle Torri n. 13 47100 Forlì Unità Segreteria mariateresa.babacci@comune.forli.fo.it

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015 CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale

Dettagli

L'anno duemiladieci, addì 30 del mese di aprile con la presente scrittura privata, da valere ad ogni effetto di legge, TRA

L'anno duemiladieci, addì 30 del mese di aprile con la presente scrittura privata, da valere ad ogni effetto di legge, TRA Repertorio Unione Terre di Pianura n. 7 del 30/04/2010 CONVENZIONE TRA I COMUNI DI BARICELLA, BUDRIO, GRANAROLO DELL EMILIA, MINERBIO E L UNIONE DI COMUNI TERRE DI PIANURA PER IL CONFERIMENTO DELLE FUNZIONI

Dettagli

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres.

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. Regolamento attuativo dell articolo 9, commi da 26 a 34 della

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli