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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLV n. 211 ( ) Città del Vaticano giovedì 17 settembre Francesco conclude le riflessioni sulla famiglia e invita a superare i luoghi comuni sulla donna Il nodo d o ro Prima del viaggio saluta i cubani e gli statunitensi e chiede ai ministri europei dell Ambiente scelte solidali La famiglia è la «comunità umana fondamentale e insostituibile»: lo ha ribadito Papa Francesco all udienza generale di mercoledì mattina, 16 settembre, in piazza San Pietro concludendo le riflessioni sul tema del matrimonio e della vita familiare, alla vigilia di due importanti appuntamenti a esso dedicati: l I n c o n t ro mondiale a Philadelphia e il Sinodo dei vescovi in Vaticano. Entrambi gli avvenimenti ha spiegato «hanno un respiro che corrisponde alla portata universale» della famiglia. E questo assume particolare rilevanza ha denunciato il Papa nell attuale passaggio di civiltà «segnato dagli effetti di una società amministrata dalla tecnocrazia economica» che subordina «l etica alla logica del profitto», disponendo «di mezzi ingenti e di appoggio mediatico enorme». Da qui l auspicio di «una nuova alleanza dell uomo e della donna», ritenuta «non solo necessaria», ma «anche strategica per l emancipazione dei popoli dalla colonizzazione del denaro». Un alleanza, ha detto, che «deve ritornare a orientare la politica, l economia e la convivenza La visita a Cuba Nel cuore delle persone con il Vangelo JAIME LUCAS ORTEGA Y ALAMINO A PA G I N A 8 civile». Del resto tale alleanza «decide l abitabilità della terra, la trasmissione del sentimento della vita, i legami della memoria e della speranza». E «di questa alleanza, la comunità coniugale-famigliare dell uomo Camilian Demetrescu, «Abbraccio cosmico» (2002, Città del Vaticano) e della donna è la grammatica generativa, il nodo d o ro». In proposito il Pontefice ha rimarcato come la famiglia attinga la fede «dalla sapienza della creazione di Dio», che ha affidato a marito e moglie «non la cura di un intimità fine a sé stessa, bensì l emozionante progetto di rendere domestico il mondo. Proprio la famiglia ha commentato è all inizio, alla base di questa cultura mondiale che ci salva; ci salva da tanti attacchi, tante distruzioni, tante colonizzazioni, come quella del denaro o delle ideologie che minacciano il mondo. La famiglia è la base per difendersi». In un successivo passaggio Francesco ha anche messo in guardia contro quei diffusi «luoghi comuni, a volte persino offensivi, sulla donna tentatrice che ispira al male». Invece, ha proseguito, «c è spazio per una teologia della donna che sia all altezza di questa benedizione di Dio per lei e per la generazione». Al termine dell udienza il Papa ha quindi chiesto ai presenti di accompagnarlo con la preghiera in occasione del viaggio apostolico a Cuba e negli Stati Uniti d America, che inizia sabato prossimo. «Una missione a cui mi accingo con grande speranza», ha detto nel salutare il popolo cubano e quello statunitense. In precedenza, nell auletta della Aula Paolo VI, il Pontefice aveva incontrato i ministri dell Ambiente dell Unione europea. In vista «degli importanti avvenimenti internazionali dei prossimi mesi», ovvero l adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile alla fine di questo mese e la successiva Conferenza sul clima a Parigi, ha chiesto loro di ispirarsi a tre principi fondamentali: «solidarietà, giustizia e partecipazione». PAGINE 7 E 8 Quaranta vittime dei bombardamenti ad Aleppo Parigi pronta a intervenire in Siria PARIGI, 16. La Francia è pronta a intervenire in Siria. Il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha annunciato oggi che i raid aerei contro le postazioni dei miliziani dello Stato islamico (Is) in territorio siriano partiranno «nelle prossime settimane». Lunedì il presidente François Hollande aveva confermato che, dopo i voli di ricognizione di questi giorni, ci sarebbero state incursioni aeree, giudicandole «necessarie». Le Drian ha spiegato che i caccia francesi passeranno all azione «appena avremo obiettivi ben identificati». Sull eventualità di un appoggio anti-is al presidente siriano Bashar Al Assad, Le Drian ha detto che questa «non è la soluzione; Assad se ne deve andare al più presto possibile, in Siria serve una soluzione politica. Il nostro nemico è l Is; Assad è il nemico del suo pop olo». E proprio nelle stesse ore è intervenuto il presidente siriano che in un intervista ha ribadito la sua volontà di restare al potere. Il presidente «assume il potere con il consenso del popolo attraverso le elezioni e se lascia lo fa su richiesta del popolo, non per decisione degli Stati Uniti, del Consiglio di sicurezza dell Onu, della Conferenza di Ginevra o del comunicato di Ginevra» ha detto Assad parlando ai media russi. «Se il popolo desidera che il presidente rimanga, lui rimane, altrimenti dovrebbe lasciare immediatamente: questa è la mia posizione di principio su questo tema» ha aggiunto Assad rispondendo a una domanda sulla sua disponibilità a rassegnare le dimissioni da capo dello Stato se necessario. Assad ha quindi dichiarato che «sin dall inizio della crisi» i media occidentali hanno erroneamente sostenuto la tesi che il vero, unico problema fosse il presidente: «Hanno tentato di dare l i m p re s - sione che il problema della Siria derivasse da una persona». Ciò nonostante, Damasco è pronta a cooperare con l Occidente: «ma non ci si può opporre ai terroristi e stare allo stesso tempo dalla loro parte». Intanto, mentre continuano i combattimenti ieri ad Aleppo quaranta persone sono morte il segretario di Stato americano, John Kerry, ha avuto ieri un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, per chiarire la natura della presenza militare di Mosca in Siria. Kerry, si legge in un comunicato del dipartimento di Stato, ha avvertito che il sostegno del Cremlino al presidente Assad «rischia di aggravare ed estendere il conflitto». Oltre a ribadire che «non esiste una soluzione militare» Kerry ha avvertito che il sostegno della Russia al regime siriano rischia di minare «il nostro obiettivo comune di combattere l estremismo, se non rimaniamo focalizzati sulla ricerca di una soluzione al conflitto in Siria attraverso una vera e propria transizione politica». Intervista al segretario di Cor unum Generazioni perdute PAGINA 3 y(7ha3j1*qsskkm( +\!"!;!=!/! BE R L I N O, 16. L Europa non può attendere. Di fronte alla sempre più grave emergenza dell immigrazione l Unione deve trovare una strada comune. Con questo intento, ieri, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è tornata a chiedere al Governo italiano e a quello greco la creazione in tempi brevi degli hotspot (i centri dove si identificano e registrano coloro che sbarcano per distinguere chi ha diritto all asilo e chi no) perché altrimenti «non potrà esserci la distribuzione equa dei migranti». Il tempo stringe, ha sottolineato il cancelliere, occorre raggiungere quanto prima un accordo globale sul ricollocamento dei rifugiati: si tratta ha ribadito Merkel in conferenza stampa, dopo l incontro con il premier austriaco Werner Faymann di «un problema per l Unione europea nel suo insieme» e per questo motivo è necessario un Consiglio Ue straordinario da organizzare già la prossima settimana. Il richiamo di Merkel arriva a poco più di 24 ore di distanza dal mancato accordo al vertice dei ministri degli Esteri e della Giustizia dei Paesi membri Ue sul ricollocamento di rifugiati. Il Governo italiano ha replicato a Merkel sottolineando che la condizione degli hotspot è il raggiungimento di un accordo in Europa. «Hotspot, redistribuzione e rimpatri devono viaggiare assieme per garantire il funzionamento del sistema» ha detto il ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano. Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia e Romania si oppongono nettamente al criterio, al centro della proposta discussa nel vertice, di quote permanenti e obbligatorie. In vista di un possibile vertice del Consiglio, i tecnici stanno continuando a esaminare proposte alternative e a sondarne le rispettive implicazioni legislative. E oggi il tema dell immigrazione è al centro della visita in Austria del presidente Pressing di Merkel per una soluzione globale dell emergenza immigrazione L Europa non può attendere della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. «Occorre un assunzione di responsabilità da parte dell Unione europea» ha detto al suo arrivo il titolare del Quirinale. Intanto, dagli Stati Uniti il presidente Barack Obama ha lanciato un nuovo appello: l emergenza immigrazione in Europa è peggiorata e per risolverla serve una collaborazione tra tutti i Paesi Ue. Washington intende contribuire a una soluzione efficace e globale del problema. La Casa Bianca ha già annunciato che accoglierà almeno diecimila migranti e rifugiati siriani. La situazione si fa di ora in ora sempre più grave, soprattutto nei Balcani e nell Europa dell est. All indomani della chiusura delle frontiere ai migranti decisa dalle autorità ungheresi, un primo gruppo di rifugiati a bordo di un autobus proveniente dalla Serbia meridionale ha raggiunto oggi il confine con la Croazia, nuova porta di ingresso nell Unione europea. «I migranti entrati nell Ue attraverso la Croazia saranno autorizzati a proseguire il cammino attraverso il Paese» ha detto il premier croato, Zoran Milanović, confermando che nella notte circa 150 persone hanno attraversato il confine dalla Serbia. «La Croazia è assolutamente pronta a ricevere queste persone o indirizzarle dove vogliono andare, ovvero ovviamente la Germania e i Paesi scandinavi» ha aggiunto. Alle 4.30 del mattino un primo autobus con a bordo migranti provenienti dal sud della Serbia è arrivato Sid, nei pressi della frontiera con la Croazia. Sulla storia del matrimonio Tra banalità e informazioni distorte LU C E T TA SCARAFFIA A PA G I N A 4 Profughi alla frontiera tra Serbia e Ungheria (Afp) Determinati a proseguire il viaggio verso il nord Europa, i migranti hanno deciso di aggirare l Ungheria. A conferma della gravità della situazione, questa mattina si sono verificati scontri a Horgos, al muro di confine tra Serbia e Ungheria. Gruppi di migranti esasperati hanno cercato di abbattere il filo spinato e hanno lanciato pietre contro i poliziotti. La polizia ha rafforzato il presidio indossando tenute antisommossa. Nell area è stato proclamato lo stato di emergenza dalle autorità ungheresi, che hanno dispiegato centinaia di militari e agenti di polizia per garantire il rispetto delle nuove dure leggi anti-migranti. La polizia ungherese ha annunciato oggi di aver arrestato 367 migranti che tentavano di entrare illegalmente nel Paese: lunedì, prima che le nuove norme entrassero in vigore persone sono entrate in Ungheria. Si conclude la riunione del Consiglio di cardinali Il Consiglio di cardinali ha presentato a Papa Francesco «una proposta orientata all attuazione del progetto per una nuova Congregazione chiamata indicativamente laici, famiglia e vita». Lo ha annunciato padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, nel briefing di mercoledì mattina, 16 settembre, sui lavori del consiglio che, iniziati lunedì 14, terminano nel pomeriggio di oggi. Alla undicesima riunione era assente, per motivi di salute, il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga. La prossima sessione è prevista dal 10 al 12 dicembre. Riguardo alla proposta della nuova Congregazione «è stato ascoltato il cardinale Dionigi Tettamanzi, incaricato dal Papa nei mesi scorsi per un approfondimento sulla fattibilità». E così, al termine delle riflessioni, il consiglio ha presentato al Papa una proposta e sarà lui ora a decidere. Inoltre, ha fatto presente Lombardi, «si sono riprese le considerazioni su una nuova Congregazione dedicata a carità, giustizia e pace, portando avanti la riflessione, ma senza avere ancora maturato una proposta». Si è anche discusso sulle procedure per la nomina dei nuovi vescovi, «specie sulle qualità e i requisiti dei candidati». Ma «il tema dovrà essere approfondito e sviluppato» ha aggiunto il direttore della Sala stampa della Santa Sede. Nei due giorni di lavoro ha avuto anche luogo una lunga audizione del prefetto della Segreteria per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Viganò, che ha riferito sui primi passi compiuti, tra cui la costituzione di un gruppo di lavoro per l elaborazione degli statuti della Segreteria composto da rappresentanti di diverse istituzioni competenti in materia, che ha già iniziato la sua attività. Lombardi ha precisato che gli statuti definiranno «la struttura del dicastero a re g i m e». Aggiungendo che «particolare attenzione sarà posta nel valutare gli aspetti giuridici e amministrativi delle attività di comunicazione della Santa Sede». Successivamente saranno elaborati ed emanati i regolamenti. Da parte dei cardinali consiglieri c è stato «apprezzamento unanime», con l indicazione che, «nonostante la progressione, si diano da subito linee precise di comportamento, affinché, come chiede il motuproprio, la riforma proceda con decisione verso una integrazione e gestione unitaria». Ma anche «le questioni attinenti gli abusi su minori» sono state trattate nella sessione. Soprattutto, ha spiegato padre Lombardi, «si è approfondito in quale modo passare all attuazione delle proposte fatte, in particolare anche per quanto riguarda la possibilità di una trattazione più rapida dei numerosi casi ancora pendenti». Infine è stata ripresa in considerazione una bozza di preambolo della nuova costituzione sulla riforma della Curia romana. NOSTRE INFORMAZIONI Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Cajazeiras (Brasile), presentata da Sua Eccellenza Monsignor José González Alonso, in conformità al Canone del Codice di Diritto Canonico.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO giovedì 17 settembre 2015 Il leader nordcoreano Kim Jong Un visita le truppe (Ansa) Allarme di Putin al vertice del Consiglio di sicurezza collettivo a Dushambé Situazione grave in Afghanistan dopo il ritiro della Nato E s e rc i t a z i o n i militari tra Cina e Pakistan ISLAMABAD, 16. Pakistan e Cina hanno concluso ieri una serie di esercitazioni militari congiunte anti-terrorismo nella provincia pakistana orientale del Punjab, al confine con l omonima regione indiana. Una attività militare, ha dichiarato il comandante in capo delle forze armate pakistane, generale Raheel Sharif, che porterà le relazioni fra i due Paesi «a livelli mai raggiunti prima». Sharif, si legge in un comunicato reso noto dall ufficio stampa dell esercito pakistano, ha visitato il distretto di Attock per assistere alla cerimonia di chiusura delle esercitazioni militari pakistano-cinesi denominate Warrior-III, in compagnia del generale Ly Fayi, in rappresentanza dell Esercito di liberazione del popolo cinese. Prendendo la parola, l alto ufficiale pakistano ha sottolineato che «le eterne relazioni bilaterali tra Islamabad e Pechino cresceranno come non mai, mentre i due Paesi continueranno a lavorare per l eliminazione del terrorismo in tutte le sue forme». Negli ultimi anni, Cina e Pakistan hanno svolto una serie di scambi e addestramenti militari congiunti ad alto livello. Durante le recenti celebrazioni a Pechino del settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, il presidente cinese, Xi Jinping, ha sottolineato che la Cina attribuisce grande importanza allo sviluppo delle relazioni con il Pakistan, considerandole come un aspetto prioritario della sua diplomazia. Il presidente russo Vladimir Putin (Afp) KAT H M A N D U, 16. Con l'approvazione, ieri, di importanti clausole della bozza di Costituzione diventata motivo dei recenti scontri nelle regioni meridionali del Nepal il Paese asiatico è entrato nella fase finale della promulgazione della nuova Carta, attesa da oltre sette anni. Dopo mesi di stallo, il cammino è stato ora facilitato dalla convergenza delle tre maggiori formazioni politiche (Partito del congresso nepalese, Partito comunista del Nepal-marxista-leninista unitario e Partito comunista unificato del Nepal-maoista), ma è prevedibile che la situazione di tensione delle regioni meridionali si aggravi ulteriormente. La componente etnica madeshi si è dotata negli ultimi anni di agguerrite rappresentanze politiche e non intende rinunciare a una propria provincia autonoma nel contesto federale indicato dalla nuova Costituzione. In due settimane, le proteste e le azioni di boicottaggio nella regione del Terai hanno provocato quasi quaranta vittime. Su 598 esponenti dell Assemblea costituente (che di deputati ne conta ufficialmente 601 e negli ultimi anni ha anche svolto funzione di Parlamento) sono 538 coloro che si sono impegnati nelle ultime fasi della stesura costituzionale, dato il boicottaggio dei lavori da parte dei DUSHAMBÉ, 16. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha lanciato l allarme sul «peggioramento della situazione in Afghanistan» dopo il ritiro della coalizione dell Isaf (la missione internazionale di assistenza alla sicurezza a guida Nato), «aggravato» a suo avviso dall influenza del cosiddetto Stato islamico (Is). «Purtroppo la situazione nel Paese si è degradata dopo il ritiro della parte principale dei contingenti stranieri: è emersa la reale minaccia dei gruppi terroristici ed estremisti che attraversano il confine di Stati con cui condividono la frontiera», ha detto Putin al summit dell O rganizzazione del consiglio di sicurezza collettivo (Csto) che si è svolto a Dushambé. «E questa minaccia è stata aggravata dal fatto che, a parte le note organizzazioni terroristiche, l influenza dell Is si è diffusa nei territori afghani», ha aggiunto. Nella capitale del Tadjikistan, Putin ha avuto una serie di contatti bilaterali con i leader dei Paesi del Csto, l organizzazione che raccoglie parte dello spazio ex Urss: Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakhstan, Kyrgyzstan e Tadjikistan. L Uzeb e- kistan ne ha invece sospeso l appartenenza nel dicembre del Oggi il leader del Cremlino si è recato a Soci per il Forum di cooperazione interregionale tra Russia e Kazakhstan. Venerdì, invece, Putin incontrerà il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko per la seconda riunione plenaria del Forum delle regione tra Russia e Bielorussia. La situazione in Afghanistan sta diventando sempre più complicata e le forze di Kabul incontrano numerose difficoltà a garantire la sicurezza sul territorio. Le azioni armate, soprattutto degli insorti talebani, si intensificano quotidianamente. Un attentatore suicida si è fatto esplodere oggi nella cittadina capoluogo del distretto di Paghman, in provincia di Kabul. Secondo quanto ha reso noto il capo della polizia della capitale, l attentatore suicida sarebbe riuscito a entrare nell edificio che ospita il governatore del distretto dove era in corso un meeting sulla sicurezza. L attacco, immediatamente rivendicato dai talebani, ha causato quattro morti e 41 feriti. E altre sette persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave, ieri sera nella provincia meridionale di Kandahar per lo scoppio di un ordigno attivato al passaggio di un gruppo di operatori sanitari impegnati in una campagna antipolio. L esplosione, ha reso noto il portavoce del Governo provinciale Samin Khplwak, è avvenuta nell a re a di Nalayek del distretto di Takhtay Pul. La stessa fonte ha infine detto che alcuni dei feriti sono in pericolo di vita. L attività dei team antipolio è contrastata dai talebani per il sospetto che accanto all azione sanitaria gli operatori ne svolgano anche una spionistica. Anche se permane il boicottaggio dell opp osizione Passi in avanti verso la nuova Costituzione nepalese Denunciati brogli elettorali in Guatemala CITTÀ DEL GUAT E M A L A, 16. Manuel Baldizón, candidato del partito di destra Libertad Democrática Renovada, si è ritirato dalla corsa alla presidenza del Guatemala, denunciando «una gestione opaca, sospetti di frodi e irregolarità» nello scrutinio del primo turno, il 6 settembre scorso. Il ballottaggio è in programma il 25 ottobre. Il primo turno è stato vinto da Jimmy Morales, seguito dalla ex first lady, Sandra Torres. Baldizón, a lungo considerato il favorito delle presidenziali, nelle sessanta rappresentati della politica madeshi. Il presidente del Congresso, Sushil Prasad Koirala, che è anche capo del Governo di transizione, ha espresso ieri la certezza che la nuova Costituzione sarà uno strumento essenziale per risolvere i problemi ultime settimane si è visto sorpassare nei sondaggi da Morales. Rispondendo alle domande dei giornalisti, l ex candidato ha escluso qualsiasi possibilità di accordo con un altro dei due candidati in lizza al ballottaggio. Le elezioni per la presidenza in Guatemala si svolgono in un contesto difficile, profondamente segnato dalle recenti dimissioni e dall incarcerazione dell ex presidente, il generale Otto Pérez, per una vicenda di corruzione e di frodi doganali. Proteste innescate dal dibattito sulla Costituzione (Reuters) del Paese, ma anche la preoccupazione che la diffusione di tensioni inter-etniche possa danneggiare un economia già in difficoltà, soprattutto dopo il devastante terremoto dell aprile scorso. Koirala ha così chiesto di riportare le rivendicazioni a un dialogo La strategia del leader Kim Jong Un Minaccia atomica n o rd c o re a n a PY O N G YA N G, 16. La Corea del Nord minaccia di usare il rafforzato potenziale nucleare contro Stati Uniti e Paesi ostili in qualsiasi momento. A stretto giro dall annuncio dei piani sul possibile lancio in orbita di satelliti con razzi a lunghissima gittata, il leader del regime comunista nordcoreano, Kim Jong Un, sfodera il secondo pilastro della sua strategia militare e negoziale: l arma atomica, con il riavvio degli impianti di Yongbyon per ottenere il combustibile necessario per confezionare gli ordigni. Nessuna sorpresa, era una mossa attesa e un copione scritto con l appuntamento del 10 ottobre alle porte. Ma la situazione è comunque da considerarsi seria, sostengono gli osservatori internazionali. L interpretazione è che il leader di Pyongyang stia preparando un altra dimostrazione di forza come prevedono Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone a poche settimane dal ciclo di celebrazioni dedicate ai 70 anni della fondazione del Partito dei lavoratori, che assumono questa volta i contorni più solenni nel settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Insomma, una festa della vittoria su misura per il leader Kim Jong Un. La struttura di Yongbyon, a poche decine di chilometri dalla capitale, «è tornata pienamente operativa», ha assicurato l agenzia ufficiale Kcna, con l intento di migliorare le armi nucleari in «qualità e quantità». Tutti gli impianti, tra cui le strutture di arricchimento dell uranio e il reattore da 5 megawatt, «sono stati riorganizzati, modificati o riadattati e hanno cominciato il loro funzionamento normale», ha spiegato il direttore dell Istituto per l energia atomica. Dalla rottura a fine 2008 del negoziato a sei (formato dalle due Coree, Stati Uniti, Giappone, Russia e Cina) sull abbandono delle ambizioni nucleari del regime in cambio di aiuti economici, Yongbyon è una grande incognita. La chiusura del 2007 e l abbattimento con l esplosivo a giugno del 2008 della torre di raffreddamento del reattore di fabbricazione sovietica avevano rilanciato le speranze della svolta. Invece, ad aprile 2013, con Kim Jong Un salito al potere, il ritorno al passato e l annuncio dei lavori di ristrutturazione e ampliamento per arrivare all op eratività piena, mai in realtà verificata dai servizi di intelligence occidentali se non con l esame di immagini satellitari, emissioni di calore e sostanze potenzialmente radioattive. La questione nordcoreana sarà in agenda nel summit di Washington del 25 settembre tra il presidente Obama e quello cinese, Xi Jinping. Mentre in California seicento case sono state distrutte dalle fiamme Quindici vittime per le alluvioni nello Utah aperto e costruttivo che faccia uscire il Paese dalla stasi. Il presidente del Congresso ha anche dichiarato la disponibilità ad ulteriori modifiche una volta che la Costituzione sarà promulgata e ha espresso fiducia nel fatto che la comunità internazionale approvi il documento. WASHINGTON, 16. Stati Uniti senza tregua devastati da alluvioni e incendi. Nello Stato sudoccidentale dello Utah si fa di ora in ora sempre più pesante il bilancio delle piogge torrenziali e delle alluvioni. Finora le vittime accertate sono quindici, ma si teme che possano essere molte di più. Lo hanno precisato alla stampa le autorità locali. Dodici vittime, tra cui sei bambini, facevano parte di due famiglie che, a bordo di automobili, sono state spazzate via dalle onde di fango e terra. Morti anche tre escursionisti, sorpresi dall inondazione in un canyon del Parco nazionale di Zion. Altre cinque persone risultano disp erse. Il servizio meteorologico nazionale ha parlato di nuove e violente precipitazioni e alluvioni per oggi sia nel Parco nazionale di Zion che nella zona di Hildale. Intanto, si aggrava la situazione degli incendi in California, soprattutto nella zona settentrionale. Secondo l ultimo aggiornamento, sono quasi seicento le abitazioni distrutte, mentre oltre novemila sono minacciate dalle fiamme. Le circostanze che hanno incrementato i roghi sono la lunga ondata di caldo, il forte vento e la siccità, che ormai da mesi hanno messo in ginocchio lo Stato nel sud della West Coast, dall a re a di Los Angeles a quella di San Francisco. E secondo dettagliate analisi dell università dell Arizona e della Nasa, la siccità che ha colpito la California è la più estesa da cinquecento anni e non migliorerà nei prossimi trent anni se non verranno drasticamente diminuite le emissioni di gas nocivi. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 giovedì 17 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Rifugiati siriani in un campo di accoglienza in Giordania (Reuters) Il Pontificio Consiglio Cor unum promuove il 17 settembre una riunione sulla crisi umanitaria siriana e irachena, che vedrà il coinvolgimento in particolare degli organismi di carità cattolici che operano nell a re a del Medio oriente e dei vescovi di quella regione. Si tratta del terzo appuntamento, dopo quelli del 2013 e del 2014, organizzato in Vaticano dallo scoppio della guerra in Siria. Il nostro giornale ne ha parlato con monsignor Giampietro Dal Toso, segretario di Cor unum. Quali sono gli obiettivi della riunione del 17 settembre? La riunione del 17 settembre nasce da diverse esigenze. La prima è quella di mettere a fuoco in maniera corretta la crisi in Medio oriente, che oggi non è più solo siriana o solo irachena, ma, pur considerando le specificità, si tratta di un unica crisi, nella quale le questioni spesso convergono e a volte si confondono. Nei media noi vediamo troppo spesso solo la punta dell iceberg: il problema del cosiddetto Stato islamico e delle conseguenze geopolitiche che questo crea, il coinvolgimento degli Stati Uniti e della Russia, gli aspetti militari della guerra e via dicendo. Ma così rischiamo di perdere di vista il cuore di quanto sta accadendo: l incidenza che il conflitto ha sulla vita delle persone. Vorrei dire che la crisi, prima di essere politica e diplomatica, è un emergenza umanitaria e umana: la più grave degli ultimi decenni. Al di là del dramma dei profughi, che è sotto gli occhi di tutti, le situazioni forse più gravi colpiscono i milioni di persone che sono rimaste e rimarranno in quei Paesi. In Siria secondo i dati Onu sono oltre 12 milioni quelli che hanno bisogno urgente di aiuto, in Iraq sono quasi 9 milioni. La maggior parte sono bambini e famiglie intere. Si tratta di numeri enormi: queste persone oggi necessitano di cibo, alloggi e cure mediche, ma domani saranno senza lavoro e i più giovani senza un adeguato livello di educazione. Potremo avere perciò delle vere e proprie generazioni perdute. Il primo obiettivo della riunione è quindi quello di capire come rafforzare la Il segretario di Cor unum alla vigilia della riunione sulla crisi umanitaria in Siria e Iraq Generazioni perdute risposta della Chiesa alla situazione umanitaria. Quest anno presenterete anche una indagine condotta tra le diverse entità ecclesiali che operano nel contesto del Medio oriente. Esatto. E questa è la seconda ragione dell incontro. Lo scorso anno, con alcune agenzie caritative, abbiamo istituito su questa crisi un servizio chiamato Humanitarian Focal Point basato a Cor unum. Abbiamo condotto una indagine sull aiuto umanitario nel contesto della crisi siro-irachena tra i diversi organismi di carità che operano nell area, le diocesi e le comunità religiose di Siria e Iraq. L indagine ha riguardato sette Paesi (Siria, Iraq, Libano, Giordania, Turchia, Egitto, Cipro) e coinvolto 55 entità ecclesiali. C è una questione di fondo: nei Paesi direttamente colpiti dal conflitto ci troviamo ancora di fronte a una fase di Prosegue l offensiva contro i ribelli huthi Le forze yemenite avanzano verso Sana a Palazzi distrutti dalle bombe a Homs (Ap) SANA A, 16. Le forze governative yemenite e i soldati della coalizione internazionale a guida saudita registrano progressi nel terzo giorno dell offensiva di terra contro i ribelli huthi. L obiettivo della missione è riconquistare la capitale Sana a. I soldati della coalizione, aiutati dai raid dell aviazione, hanno conquistato ieri due colline strategiche nei pressi di Sirwah, roccaforte dei ribelli sulla strada per Sana a, nella provincia di Marib. Colonne di fumo dicono i testimoni si alzano dalle colline bombardate a intermittenza dall aviazione della coalizione a guida saudita e dall artiglieria delle forze fedeli al presidente yemenita, Abd Rabbo Mansour Hadi. Secondo fonti militari, almeno quindici persone sono morte nelle fila dei ribelli e dei loro alleati, i miliziani dell ex presidente Ali Abdallah Saleh. L obiettivo di queste manovre è, come detto, quello di raggiungere la zona di Al Jafaniya in mano agli huthi in modo da tagliare le loro linee di rifornimento, per poi puntare verso la capitale. Le truppe alleate sono già riuscite nell intento di occupare l altura di Omran, passo necessario per arrivare a Sana a controllata da più di un anno dai ribelli. I progressi nell avanzata delle forze lealiste e della coalizione è rallentato dalla presenza di mine antiuomo. Nella parte meridionale dello Yemen, l aviazione della coalizione ha compiuto ieri nove raid aerei contro postazioni dei ribelli, in particolare ai confini con la provincia di Chabwa. prima emergenza. Tuttavia, dopo quattro anni dobbiamo iniziare a pensare seriamente anche al futuro per capire se e quali prospettive queste persone possano avere domani, non più oggi. E le prospettive, purtroppo, non sembrano essere rosee. Occorre essere realistici: questa guerra sembra voler durare a lungo. Ma se anche dovessero tacere presto le armi, cosa che tutti ci auguriamo e per la quale preghiamo e lavoriamo, tra l emergenza e la pacificazione definitiva, dovremo affrontare una terra di mezzo nella quale ci sarà molto da fare per ricostruire la persona e creare un clima di rispetto recipro co. Può anticipare qualche dato del rapporto? Sono emersi risultati molto importanti, sia in merito ai fondi stanziati sia in merito ai settori di intervento nei quali opera la Chiesa. Dalle risposte che abbiamo avuto, al di là dei fondi mobilitati, è importante sapere che i beneficiari diretti dell aiuto sono stati più di quattro milioni ogni anno. C è da dire però che i dati per il 2015 sono ancora provvisori e, quindi, destinati a crescere. Ma ciò che è importante, ed è quanto l indagine sottolinea, è la capillarità dell intervento della Chiesa e la sua multidimensionalità. I settori prioritari di intervento sono l aiuto alimentare, la fornitura di beni non alimentari, l istruzione, la sanità e il sostegno per gli alloggi. Infine, c è un ultimo aspetto, non numerico ma sostanziale, su cui saremo chiamati a riflettere il 17 settembre: anche nella Chiesa dobbiamo promuovere una maggiore collaborazione e sinergia tra le diverse istituzioni. Inoltre, come ha detto più volte Papa Francesco, ricordiamoci sempre che «dove ci sono persone che soffrono, là è presente Cristo». È a Lui che dobbiamo guardare, e attorno a Lui costruire una vera comunione. Ci sono altre novità che riguardano l incontro di quest anno? TEL AV I V, 16. Sale la tensione a Gerusalemme. Per il terzo giorno consecutivo ci sono stati scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane nell area intorno alla moschea di Al Aqsa. Il bilancio di oggi, secondo la polizia, è di cinque agenti feriti e almeno due arresti tra i dimostranti. I fatti di questi giorni, secondo gli analisti, rischiano di innescare una situazione ancora più grave. I palestinesi e il mondo arabo sono insorti accusando Israele di aver «assaltato» la moschea di Al-Aqsa (uno dei luoghi più sacri per l islam). Il re di Giordania Abdallah, custode dei luoghi sacri musulmani a Gerusalemme, ha criticato duramente il Governo israeliano. Hamas, il movimento che controlla la striscia di Gaza, ha definito gli interventi delle forze israeliane «una dichiarazione di guerra». Ce ne sono almeno altre due. Anzitutto affronteremo il tema delle comunità cristiane. È bene ribadire che la Chiesa aiuta tutti senza distinzione. Gli oltre operatori ecclesiali attivi nell area (tra professionisti e volontari) svolgono la loro missione, garantendo assistenza materiale e spirituale a tutti, cristiani e non cristiani, musulmani soprattutto. D altra parte, è evidente che la Chiesa nutre grande preoccupazione per le sorti delle comunità cristiane del Medio oriente e per la fuga di queste dalle loro case e dalle terre che storicamente e spiritualmente sono la culla del messaggio di Gesù. Dobbiamo chiederci, al di là dell appartenenza religiosa e senza pregiudizi ideologici: che Medio oriente sarebbe senza cristiani? La loro fuga, in un futuro prossimo, sarà un problema per tutta la società, anche per chi appartiene ad altre religioni, dato il ruolo storico di tali comunità. Ricordiamoci che moltissimi profughi che scappano dalla distruzione della guerra si aspettano di tornare a casa, finita l emergenza. Per questo, dobbiamo cercare di aiutarli a restare, ovviamente in situazioni di sicurezza, e di contribuire alla pace e alla riconciliazione. Un altra novità è che alla riunione ospiteremo il sottosegretario Onu per gli Affari umanitari, Stephen O Brien. Infatti sul terreno esistono già forme di collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite, e ci sembra opportuno ascoltarci per rafforzarle. Si tratta della prima volta in assoluto che Nazioni Unite, Santa Sede e organismi di carità si confrontano a questo livello in Vaticano sugli aspetti umanitari della crisi. Quali sono le prospettive dopo il 17 settembre per Cor unum? In merito alla crisi siriana e irachena il Papa, con la collaborazione di Cor unum e del Pontificio Consiglio della cultura, ha voluto che i fondi raccolti al padiglione Expo della Santa Sede, grazie alle offerte che lasciano i visitatori, servano a finanziare progetti educativi per i bambini profughi in Giordania. Saremo perciò subito impegnati nella realizzazione di questi progetti, e in generale continueremo a promuovere giorno per giorno la collaborazione tra tutte le entità ecclesiali, cercando assieme a loro di individuare via via le priorità e le criticità che vanno evidentemente cambiando. Ci avvarremo, nel nostro lavoro, anche di nuove realtà, che vanno aggiungendosi alla comunità ecclesiale e alle agenzie che fanno già riferimento al dicastero. In quest ottica mi fa piacere qui annunciare che già il giorno successivo alla riunione applicheremo per la prima volta l articolo 15 2 del motuproprio Intima Ecclesiae N a t u ra, che ci permette di attribuire la personalità giuridica canonica a organismi di carità internazionali. Il 18 settembre la riconosceremo a un agenzia che ha sede negli Stati Uniti e che opera in tutto il mondo in favore dei poveri. Nell area della moschea di Al Aqsa Terzo giorno di scontri a Gerusalemme Una fase degli scontri nell area di Gerusalemme est (Ap) La Lega araba esprime sostegno al processo di pace Accordo libico sempre più vicino TRIPOLI, 16. Un accordo sulla crisi libica è vicino, anche se permangono divergenze tra le parti in conflitto e in queste ore si intensificano i negoziati mediati dall inviato dell Onu, Bernardino León. Il Parlamento di Tobruk, riconosciuto internazionalmente, ha respinto ieri gli emendamenti e le modifiche alla bozza del piano di pace discusso a Skhirat, in Marocco, e ha richiamato la propria delegazione per consultazioni. Fonti diplomatiche contattate dall agenzia Ansa in Marocco hanno però ribadito che il dialogo tra le parti in causa continuerà per riuscire a trovare un intesa che soddisfi tutti. In una nota, il Parlamento di Tobruk ha dato il suo sostegno all accordo politico siglato nel luglio scorso non approvato dalla delegazione del Congresso nazionale generale di Tripoli e ha sottolineato la sua determinazione ad andare avanti per la realizzazione di una road-map che eviti al Paese di piombare nel caos. Domenica scorsa le delegazioni dei Governi O perazione antiterrorismo in Tunisia TUNISI, 16. Una grande caccia ai terroristi è in corso da ieri sulle montagne tunisine della Ouergha, nei pressi della cittadina di Sakiet Sidi Youssef, non lontano dal confine algerino. Le forze armate tunisine sono alla ricerca di jihadisti che operano nella zona e che sempre più frequentemente compiono attacchi contro la popolazione locale e le loro abitazioni in cerca di rifornimenti e cibo. È del 18 marzo di quest anno l attentato al museo nazionale del Bardo a Tunisi durante il quale sono morte 24 persone, tra cui 21 turisti, un agente delle forze dell ordine e due terroristi. Altre 45 persone sono rimaste ferite. Dopo appena tre mesi, il 26 giugno, un terrorista armato di kalashnikov sulla spiaggia di un resort di Sousse, la terza città del Paese considerata la capitale del turismo, ha ucciso altri 38 turisti, per la maggior parte britannici. Nello scorso luglio, dopo tre giorni di dibattito, il Parlamento tunisino ha approvato a stragrande maggioranza 174 voti a favore, dieci contrari e nessun astenuto una nuova legge antiterrorismo per rafforzare le misure necessarie a contrastare con maggior efficacia la minaccia jihadista. rivali di Tobruk e Tripoli, riuniti a Skhirat, avevano raggiunto un consenso generale sui principali punti di un accordo politico per dar vita a un Governo unitario. In quella occasione, León si era detto certo che entro il 20 settembre il testo verrà firmato da tutte le parti. Nel frattempo, il segretario generale della Lega araba, Nabil El Arabi, ha ribadito ieri la necessità di «offrire sostegno politico e militare alla Libia nella lotta contro lo Stato islamico». Parlando ai media arabi, il diplomatico egiziano ha spiegato che «dobbiamo assumere tutte le iniziative necessarie per far ritornare la pace e la stabilità in Libia e dare supporto politico e militare per proteggere l integrità della Libia e la sua sovranità nei confronti dei terroristi». Già lo scorso agosto, il segretario della Lega araba aveva esortato i Paesi membri dell o rg a n i z z a z i o n e a contribuire al processo di pace e a rispondere alle richieste di aiuto dei rappresentanti libici. «Sottolineiamo la necessità di prendere tutte le misure necessarie per ripristinare la sicurezza e la pace in Libia. I vertici arabi hanno quindi deciso di fornire sostegno politico e militare per preservare e proteggere la sovranità libica, sostenere l e s e rc i t o nazionale ed eliminare il terrorismo», aveva detto Al Arabi. Nel comunicato congiunto diffuso al termine della riunione tenuta ad agosto, i membri della Lega araba avevano sottolineato che data la difficile situazione, vi è un urgente bisogno di pianificare una strategia araba che agisca direttamente sul campo, che comprenda anche la relativa assistenza militare alla Libia per affrontare i miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is). In Libia è in vigore dal 2011 un embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. Tobruk ha più volte chiesto la revoca dell e m b a rg o, ottenendo lo scorso marzo il via libera da parte del Consiglio di sicurezza a una commissione incaricata di esaminare l eventuale rimozione delle restrizioni. Lib erate decine di ostaggi di Boko Haram ABUJA, 16. L esercito nigeriano ha reso noto di aver liberato decine di donne rapite e bambini tenuti prigionieri dal gruppo estremista islamico Boko Haram. In un comunicato diffuso ieri i vertici militari di Abuja hanno riferito di aver attaccato e sgomberato diversi accampamenti del gruppo terroristico nello Stato nordorientale di Borno, senza precisare dove i prigionieri erano tenuti e quali erano le loro condizioni. Centinaia sono stati gli ostaggi liberati quest anno dalle mani di Boko Haram. Tuttavia nessuna delle 219 ragazze rapite nell aprile 2014 da una scuola di Chibok si trova in questo gruppo. I miliziani di Boko Haram hanno utilizzato decine di donne e di ragazze in diversi attentati suicidi in Nigeria e nei vicini Ciad, Camerun e Niger. «Oltre alla bonifica di quattro campi, abbiamo messo in sicurezza un ponte strategico che collega nello Stato di Borno le città di Miyanti e Banki» ha affermato il colonnello Sani Usman, del dipartimento delle pubbliche relazioni dell esercito nigeriano, illustrando i particolari della missione. Soprattutto, ha aggiunto Usman, «sono state liberate molte persone, donne e bambini, tenute prigioniere da Boko Haram». Il colonnello, infine, ha aggiunto che presto altri campi di Boko Haram verranno liberati e che l azione dell e s e rc i t o, con l ausilio dei bombardamenti aerei, continuerà nella regione «fino alla sconfitta degli insorti». Di recente il presidente nigeriano Buhari si è recato a Parigi dove ha ottenuto il sostegno dell Eliseo nella lotta contro il terrorismo.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO giovedì 17 settembre 2015 Di fronte alla continua serie di affermazioni errate sul ruolo del cristianesimo e della Chiesa nei confronti della costruzione della famiglia moderna è sorprendente che nessuno nel mondo cattolico si muova per confutare le menzogne Stampa della pianta di Nagasaki A proposito di un libro sulla storia del matrimonio uscito in Francia Tra banalità e informazioni distorte di S LU C E T TA SCARAFFIA econdo l opinione comune, condivisa anche da persone che dovrebbero avere un minimo di competenza culturale sull argomento, il cristianesimo, ma in particolare la Chiesa cattolica, è il primo responsabile di tutti i difetti che si imputano alla famiglia tradizionale, cioè dell oppressione delle donne e di una visione repressiva della sessualità. Solo la secolarizzazione, secondo questa visione ampiamente diffusa, avrebbe permesso la nascita di un legame di amore nella coppia, e soprattutto avrebbe consentito l espressione erotica dei sentimenti che la uniscono. Una prova di quanto sia diffusa questa teoria è un libro uscito recen- temente in Francia, scritto da Laurence Caron-Verchave e Yves Ferroul, Le mariage d amour n a que 100 ans. Une histoire du couple (Paris, Odile Jacob, 2015, pagine 128, euro 17,90). Il testo consiste in un dialogo fra Ferroul, un esperto di sessuologia e storia della famiglia dalla preistoria a oggi, e una donna curiosa di imparare, che pone domande incentrate sul più vieto senso comune. Proprio per questo, naturalmente, il libro è molto interessante, anche perché costituisce uno dei tanti segnali di una crescente attenzione verso il tema della famiglia proprio alla vigilia del sino do. Ma prima di passare al contenuto del libro, occorre mettere in luce una grave carenza piuttosto diffusa nel mondo culturale cattolico: di fronte a questa continua serie di informazioni errate sul ruolo del cristianesimo e della Chiesa nei confronti della costruzione della famiglia moderna, nessuno si muove per rispondere, per confutare e precisare cercando di impedire il dilagare di errori offensivi. Viene perciò il sospetto che molti, soprattutto in ambienti ecclesiastici, sappiano ben poco della storia della famiglia, e tanto meno del ruolo svolto in proposito dalla Chiesa, e che quindi, in fondo in fondo, pensino che quanto si sente ripetere sia vero. Cercano allora di controbattere a questa brutta immagine sfoderando quello che teologia e pastorale dicono sulla famiglia. Polemica che non coglie nel bersaglio, perché non tocca la realtà, e soprattutto non pone rimedio alla sua manipolazione. Questa assenza di risposta è grave, perché si tratta di un attacco continuo alla Chiesa dello stesso tipo, e della stessa gravità, delle accuse ricorrenti sulla connivenza fra Pio XII e il nazismo, un attacco forse ancor più dannoso per i suoi effetti nella vita quotidiana di credenti e non credenti. Ma torniamo alle tesi del libro, in sintesi. Per un tempo molto lungo, secoli e secoli, il matrimonio riguardava solo il lignaggio e la trasmissione dei beni. Nessun interesse per la coppia, né per i figli e per i sentimenti che univano il nucleo familiare. L amore e l eros già dalla cultura classica venivano considerati esperienze esterne al matrimonio, anzi da tenere lontane dai rapporti familiari che si basavano su legami considerati come più seri e duraturi. Bisognerà aspettare la fine del XIX secolo perché gli uomini possano considerare le donne come loro eguali e quindi degne di amore. Secondo gli autori, anzi secondo l esp erto Ferroul, la Chiesa difende la famiglia e il matrimonio come elementi stabilizzatori della società, ed è contraria alle passioni che allontanano da Dio. Citazioni di Agostino e di qualche altro padre della Chiesa probabilmente di seconda mano e tutte orientate a provare la demonizzazione della sessualità operata dal cristianesimo non fanno che ribadire questo concetto, del resto ormai considerato ovvio. È nel dovere che consiste il legame fra gli sposi, sentimento incompatibile con l amore e con l amicizia. Anche se già a partire dal XII secolo si ricorda che la Chiesa richiede il consenso degli sposi perché il matrimonio sia valido, il fatto che permanga in proposito il potere del capofamiglia sulle scelte nuziali le Katie M. Berggren, «Like Minded» viene addebitato come colpa. Per di più, il concilio di Trento ha stabilito definitivamente lo statuto sacramentale del matrimonio: un evidente congiura contro la felicità. Secondo il nostro esperto, solo i poveri possono vivere il lusso di una scelta coniugale, e vivere una coesistenza amorosa. Arriva poi la rivoluzione francese, che permette sì il divorzio, ma continua a considerare il matrimonio una struttura stabile, indifferente ai desideri dell individuo. Dopo avere inspiegabilmente sorvolato su Rousseau il vero inventore dell amore romantico Fe r ro u l attribuisce ai medici e ai moralisti di metà Ottocento la prima apertura alle aspirazioni amorose ed erotiche dei coniugi. Mentre la Chiesa si oppone, i cambiamenti sociali e materiali, come la privatizzazione degli spazi nelle abitazioni, permettono finalmente alla coppia di amarsi. Ma la lotta si fa sempre più dura: la fine del potere temporale spinge la Chiesa a trasferire la sua sete di potere sul controllo della famiglia, per cui «tutto il resto diventa anormale, compresa l omosessualità». Alla Chiesa viene pure attribuita un enfasi eccessiva verso i figli e la procreazione, al solo fine di spegnere l erotismo nella coppia. A questo punto, accetta perfino il matrimonio d amore, a condizione che serva come antidoto all emancipazione delle donne. Nel Novecento secolarizzato la coppia finalmente si basa sull a m o re coniugale, ma i due dialoganti nel libro devono ammettere che essa è divenuta molto più vulnerabile. Perché sospettano nessuno è disposto a fare i sacrifici necessari a rendere duratura la famiglia. C è poi il problema dell allungamento della durata della vita: la convivenza passa da una media di nove anni a quella di decenni, e diventa più difficile. Si può rispondere a questa situazione proponendo impegni più tardivi, non più basati su contratti di lungo termine. Per esempio, si ipotizza una serie di impegni di coppia successivi: una coabitazione giovanile per ottenere l autonomia; un matrimonio adulto per avere dei figli; un matrimonio della maturità per la soddisfazione sessuale; una coppia al tempo della pensione per non essere soli. Per garantire una certa durata alla coppia attuale, sempre Ferroul propone un rimedio rivoluzionario: e cioè «introdurre la sessualità del bordello nella vita di coppia». Perché conclude ha «l i m p re s s i o n e che la specie umana si stia evolvendo in una direzione positiva» dal momento che ognuno ha «la possibilità di trovare il suo posto e la sua felicità». È evidente che quasi tutte le affermazioni di questo libro potrebbero essere smontate e confutate, e in primo luogo proprio dal punto di vista storico, cioè della realtà, ma il suo interesse consiste proprio nella sua banalità: leggendolo, si ha la misura esatta di cosa pensa la maggior parte delle persone almeno in Europa sulla famiglia. E di come quanto è stato elaborato sul tema da molta cultura cattolica non sia servito quasi a niente. Prima di affrontare la realtà della vita delle famiglie con un nuovo stile apostolico come si propone il sinodo non sarebbe il caso di rispondere a tono a queste tesi fallaci, a queste manipolazioni della storia, e a ridare alla Chiesa il suo onore? Se non lo si fa, il rischio di non essere neppure ascoltati è molto alto. Myriam Cortés Diéguez rettore della Pontificia di Salamanca Per la prima volta nella storia dell Università pontificia di Salamanca e per la seconda in quella delle università pontificie il rettore è una donna, Myriam Cortés Diéguez: la solenne cerimonia di presa di possesso si è svolta il 16 settembre alla presenza del gran cancelliere dell università, monsignor Carlos López Hernández, vescovo della città spagnola. Myriam Cortés Diéguez 51 anni, docente di diritto canonico, sposata e madre di quattro figli ha già ricoperto diversi incarichi interni: segretaria generale di ateneo e prima decano ( ) e vicedecano della facoltà di diritto, come spiega a José Beltrán, direttore del settimanale «Vida nueva» in un intervista intitolata La sensibilità della donna è necessaria fuori dalla sacrestia e uscita sull ultimo della rivista. Sono i segni dei tempi di cui parlava il Vaticano II, chiosa il rettore prendendo spunto dalla sua nomina. Raccontati dal fondo Marega della Biblioteca Vaticana Il Giappone e i cristiani nascosti di I CESARE PASINI l missionario salesiano don Mario Marega già nei primi anni dal suo arrivo in Giappone si diede a raccogliere documenti sui cristiani locali, oggi per la massima parte radunati nel fondo Marega, conservato nella biblioteca Vaticana e riscoperto nel marzo 2011 a opera di Delio Proverbio. Su di esso, la Vaticana, insieme a istituzioni giapponesi coordinate dai National Institutes for the Humanities of Japan, ha in corso un progetto di conservazione, digitalizzazione e studio, e a esso è stato dedicato il convegno Tra - cing Christianity in Early Modern Japan, tenutosi il 12 settembre a palazzo San Pio X. Nato a Mossa (oggi in provincia di Gorizia) nel 1902 e ordinato sacerdote nel 1927, Marega giunse in Giappone giovane Fu per compassione che il missionario salesiano s interessò ai fedeli di Bungo Si sentiva vicino ai martiri prete due anni dopo. Insegnante di filosofia a Miyazaki e Takanabe, sulla costa orientale dell isola meridionale di Kyushu, nel 1932 venne inviato nella prefettura di Oita, l antica provincia di Bungo, più a nord nella stessa isola: fu lì che sviluppò, accanto al lavoro pastorale, un attività di ricerca e studio sugli antichi cristiani di quelle località. Come ha ricordato Silvio Vita, già in una cartolina postale del febbraio 1933, don Marega scriveva di aver trovato vicino a Oita 185 tombe cristiane del tempo delle persecuzioni e di aver potuto acquistare molti antichi documenti sui martiri e su quanti avevano rinnegato la fede: migliaia di documenti che riempivano la sua stanza. Informava anche di aver pubblicato i risultati della sua ricerca su quotidiani locali e riconosceva che l autorità acquisita in questo modo in ambito accademico e culturale gli permetteva di penetrare meglio nella società locale proprio come missionario. Nella tavola rotonda al termine del convegno la domanda sul motivo più profondo che mosse il missionario a interessarsi degli antichi cristiani di Bungo, è stata posta dal gesuita Kawamura Shinzo della Sophia University di Tokyo, che ha suggerito una risposta molto limpida: don Marega fece quella scelta per compassione, perché si sentiva vicino ai martiri. Mi sento di confermare: nella visita a quelle località alcuni mesi fa insieme a Proverbio, la sensazione più forte che si percepisce è una vivissima commozione per coloro che lì hanno testimoniato la loro fede, hanno subito persecuzione, hanno trasmesso in modalità nascoste e impensabili, per quasi tre secoli di proibizione, una fede senza celebrazioni e senza segni esteriori. Se i primi martiri sono della fine Cinquecento, il ritorno alla luce dei cristiani nascosti è del Anche il cardinale Raffaele Farina, che ha facilitato i primi contatti con i salesiani giapponesi non appena riscop erto il fondo Marega in Biblioteca, ha ricordato la sua viva impressione davanti a quei documenti e ha riaffermato quella «compassione», che deve aver subito spinto don Marega a raccogliere e a studiare quelle carte. Il sottotitolo del convegno, La Collezione Marega nella Biblioteca Vaticana e il suo valore per la cooperazione internazionale, richiama un aspetto importante nel progetto in corso. Monsignor Jean-Louis Bruguès, bibliotecario di Santa Romana Chiesa, lo ha ricordato nel saluto ai convegnisti, sottolineando il «contesto di cooperazione istituzionale, scientifica e umana» che caratterizza questa impresa. Anche nel messaggio fatto pervenire per l occasione dal Papa, è stata espressa alle istituzioni coinvolte la gratitudine per «le loro iniziative a promozione di un dialogo culturale e accademico». L auspicio è che la riflessione comune su questi documenti permetta «non solo una migliore comprensione della persecuzione della comunità cristiana in Giappone a cominciare dal XVII Pagina di una relazione inviata nel 1661 dall amministrazione di Nagasaki al villaggio di Usuki in merito al controllo dei cristiani (dai documenti del fondo Marega) ti di Ohashi Yukihiro (Waseda University, Tokyo) e di Sato Akihiro (Antichi archivi storici della prefettura di Oita). Ohashi ha esposto la realtà del cristianesimo in Giappone tra XVI e XIX secolo, a partire dall arrivo di Francesco Saverio nel Il cristianesimo si diffuse a opera di missionari gesuiti e poi francescani e di altri ordini, raggiungendo in poco tempo l un per cento della popolazione, anche per mezzo di conversioni collettive delle popolazioni al seguito dei signori locali. Già alla fine del Cinquecento e poi sempre più fortemente nei primi decenni del Seicento, subentrò tuttavia la proibizione della nuova fede. Essa dovette essere provocata sia dalla chiusura al nuovo secolo, ma anche una visione più chiara di quanto tale persecuzione abbia toccato la più ampia società». In merito allo studio, vanno ricordati gli intervene allo straniero sia da preoccupazioni di ordine politico e dalla destabilizzazione che il cristianesimo recava a un ordine sociale fondato su rapporti di subordinazione feudale. Nonostante i severi sistemi di controllo, tuttavia, sopravvissero i cosiddetti cristiani nascosti, raccolti in raggruppamenti simili a confraternite. Sato si è soffermato sulla situazione nella provincia di Bungo, descrivendo come vi fossero applicati i sistemi di controllo sociale, con le prove richieste alle persone per dimostrare di non essere cristiane, notando come tutta questa organizzazione, col tempo, da forma di repressione religiosa passasse a diventare elemento costitutivo di uno Stato moderno e organizzato costituendo i primi nuclei di registrazioni anagrafiche. L ampia documentazione che possediamo nel fondo Marega permette, fra l altro, di avere una fotografia fedele dei villaggi, non solo per i cristiani ma anche per l intera popolazione. Ne viene l estremo interesse che un adeguata conservazione e organizzazione di questi documenti e la loro digitalizzazione e studio comp ortano. La relazione di Angela Nuñez Gaitán, responsabile del laboratorio di restauro della Vaticana, ha inteso raccontare la «storia pratica, molto pratica, di collaborazione tra due estremi del mondo», cioè «una collaborazione senza la quale sarebbe sta- to difficile affrontare la sistemazione del fondo e conseguentemente la sua consultazione e studio». Il lavoro comporta molte fasi: disinfestazione, inventariazione, una prima documentazione fotografica, la raccolta di informazioni di base; viene poi la verifica dei documenti e il loro restauro, infine la digitalizzazione. Nell esp o- sizione di Nuñez Gaitán è fortemente rimarcato, da un lato, l aspetto eccezionale di molti aspetti del lavoro, perché si tratta di materiali ben diversi da quelli usualmente trattati nella nostra Biblioteca, dall altra la positiva collaborazione instaurata. Riprendo in conclusione alcune frasi di Nuñez Gaitán, che possono essere estese all insieme dell impresa che vede coinvolta la biblioteca Vaticana e le istituzioni giapponesi: «Le parole chiave che vorrei rimanessero impresse (...) sono: conservazione, consultazione, interdisciplinarietà, ma soprattutto collaborazione. Perché nel progetto Marega questi elementi sono in simbiosi perfetta. Il progetto rende reale e concreto lo sforzo della Biblioteca Vaticana che (...) cerca di testimoniare l impegno di una Chiesa consapevole della Storia, premurosa degli studi, pronta a condividere le vestigia del suo passato e i tesori accumulati da cure secolari con tutti i ricercatori della Verità».

5 giovedì 17 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Appello dei presuli del Ccee riuniti in Terra santa Perché il mondo ascolti di FABRIZIO CONTESSA «Data la complessità delle situazioni e l ampiezza delle tragedie umanitarie, auspichiamo che anche l O nu prenda in decisa considerazione la situazione e giunga ad efficaci soluzioni non solo rispetto alla prima accoglienza ma anche ai Paesi di provenienza dei migranti, adottando misure adeguate per fermare la violenza e costruire la pace e lo sviluppo di tutti i popoli». È quanto si chiede nel documento finale dell assemblea del Consiglio delle Conferenze episcopali d Europa (Ccee), che si è svolta in Terra santa per sei giorni, alternata a pellegrinaggi e incontri con autorità politiche e religiose del luogo. I vescovi del vecchio continente osservano che «la pace in Medio oriente e nel nord Africa è vitale per l Europa, così come è decisivo che si arrivi al più presto ad una vera pace nel continente stesso, a cominciare dall Ucraina». Al Medio oriente, in particolare, è dedicato un capitolo del documento: «Questa terra», scrivono i presuli «ha bisogno di Accoglienza in Portogallo Quando alla porta bussa un rifugiato LISBONA, 16. «Cosa hai fatto a tuo fratello» è il titolo del documento diffuso dalla commissione nazionale di Giustizia e pace della Conferenza episcopale portoghese e dedicato all accoglienza dei profughi. Nel testo si ricorda che questi ultimi non sono, come la paura potrebbe suggerire, «potenziali terroristi» e che anzi «molti fuggono dalla violenza generata dal fondamentalismo: ci sono persone ricordano i vescovi che passano attraverso gravi sofferenze», ben più drammatiche delle difficoltà che «dobbiamo affrontare in Portogallo». Non si può, dunque, «reagire con indifferenza quando un rifugiato bussa alla porta. Questa è una sfida per l Europa in quanto comunità di valori come si vuole che sia, fedele alle radici cristiane» della sua cultura e della sua identità. E u ro p a, prima di tutto, «significa adottare comportamenti coerenti con un messaggio cristiano», spiegano i vescovi, avvertendo che tale non è il comportamento di chi, per esempio, ritiene che non si debba prestare aiuto ai profughi che non condividono la propria fede. I vescovi portoghesi ricordano ai fedeli e a tutte le persone di buona volontà che la «novità del cristianesimo sta nell amore universale che non esclude nessuno», per cui la difesa dell identità europea «non può essere un pretesto per distinguere tra profughi cristiani perseguitati e altri rifugiati. L Europa non può pretendere di essere un oasi di pace, protetta da confini o muri, in un mondo dove guerra e povertà prevalgono». Cosa i giovani cristiani possono fare insieme per accogliere i migranti? Questa è la domanda che ha spinto l Ecumenical Youth Council of Europe (Eyce) a organizzare, a Manchester dal 6 al 13 settembre, un incontro di formazione dal titolo «Faces of Poverty: training course addressing poverty in the context of migration». L incontro di Manchester, reso possibile anche dal sostegno del Consiglio d Europa e dall o rg a n i z - zazione Brot für die Welt, è stato pensato, mesi fa, nell ambito delle iniziative con le quali l Eyce si propone di formare cristiani di tradizione diversa a una cultura dell accoglienza e della condivisione come prima tappa fondamentale di un cammino per una testimonianza comune del Vangelo. È stata dunque una tappa nella quale si è cercato di rendere più immediata la comprensione dei profondi legami tra migrazione, esclusione sociale e povertà in Europa, dove pure esistono programmi e progetti, spesso condivisi a livello ecumenico, per superare la condizione di emarginazione dei migranti. Proprio il racconto di queste esperienze comuni, a cominciare da quelle attive in Gran Bretagna, ha costituito il momento principale dell incontro secondo una metodologia della formazione al dialogo che per l Eyce consiste nella condivisione, attraverso il racconto dei protagonisti, di cosa i giovani già fanno nelle comunità locali per superare le divisioni confessionali su un tema come quello dell accoglienza dei migranti. A Manchester si è riflettuto in particolare su cosa i giovani possono fare per combattere i pregiudizi nei confronti dei migranti. Inoltre, giustizia e di stabilità nelle diverse regioni e popoli». Per questo, «il dialogo e lo sviluppo sono il vero nome della pace. Garantendo l uguaglianza dei cittadini, i Paesi e le società mediorientali, ricchi dei propri patrimoni culturali e religiosi, potrebbero essere un esempio di convivenza per la comunità internazionale». In Terra santa poi, i cristiani contribuiscono «in modo del tutto speciale a costruire la pace, l intesa e la cultura del perdono, senza le quali non esiste coesione sociale». In quest ottica, si auspica che «la delicata situazione nella zona di Cremisan trovi un adeguata soluzione rispettosa dei diritti delle famiglie, delle loro proprietà, e delle due comunità religiose nonché della loro missione educativa». Guardando le gioie, le sofferenze e le sfide della Chiesa nei diversi Paesi, continuano i vescovi europei, «è emerso il grande movimento dei popoli: profughi, rifugiati, immigrati. La disperazione non ha confini. La complessità di questo esodo, con le sue inevitabili differenziazioni, richiede da parte dei singoli Stati, le cui situazioni sono radicalmente diverse, molta attenzione, al fine di rispondere tempestivamente alle necessità di aiuto immediato e di accoglienza di persone disperate a causa di guerra, persecuzione, miseria». Gli Stati, attraverso le istituzioni necessarie, «devono mantenere l ordine pubblico, garantire la giustizia per tutti e offrire una generosa disponibilità per chi ha veramente bisogno, nella prospettiva anche di una integrazione rispettosa e collaborativa». Su questo tema, osserva la Ccee, le Chiese d Europa stanno assicurando un «grande impegno», «seguendo le indicazioni del Santo Padre Francesco» e collaborando con gli Stati, i quali «sono i primi responsabili della vita sociale ed economica dei loro popoli». Fra i temi presi in considerazione nel messaggio finale figurano anche il rispetto della libertà di religione e della libertà di educazione: perché tale libertà sia possibile, scrivono i presuli, «è necessario che le scuole cattoliche possano svolgere il loro compito educativo a favore di tutta la società con ogni opportuno sostegno». Quindi un ampio capitolo sulla famiglia, della quale viene «ribadita la bellezza umana e cristiana e la sua universale realtà: papà, mamma, figli». A questo proposito i presuli esprimono una «particolare preoccupazione» per il calo demografico che si registra in quasi tutti i Paesi europei. A Nazareth, dove i vescovi nei giorni scorsi si sono recati in pellegrinaggio, i presidenti delle Conferenze episcopali, rende noto il documento finale, hanno pregato per il prossimo Sinodo assieme alle famiglie del luogo. Durante i lavori è emerso come «particolare preoccupazione» desti la cosiddetta teoria del gender : «un progetto del pensiero unico che tende a colonizzare anche l Europa e di cui ha parlato spesso Papa Francesco. La Chiesa non accetta la teoria del gender perché essa è espressione di una antropologia contraria alla vera e autentica valorizzazione della persona umana». Nei giorni scorsi sono stati numerosi gli interventi che si sono susseguiti su diversi temi all ordine del giorno. Fra questi il rapporto con l islam: «Siamo venuti dall E u ro p a per imparare, per incontrare la fede dei fratelli e per rinforzare i legami della comunione tra di noi» e per rilanciare un «dialogo sincero con il mondo islamico, un lungo cammino lungo il quale abbiamo fatto già molte esperienze nella stessa Europa», ha detto il cardinale arcivescovo di Esztergom-Budapest, Péter E rd ő, presidente del Ccee. Mercoledì mattina, giornata conclusiva dei lavori, si è registrato anche l intervento del presidente israeliano Reuven Rivlin, il quale ha detto che «gli ebrei sanno che significa dover nascondere la propria fede per paura della vita. Perfino oggi, in molti Paesi, gli ebrei non possono portare il loro copricapo in strada. Antisemitismo e antisionismo insieme con tutte le altre forme di odio e razzismo devono essere condannate da tutti». Il patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, ha reso noto che il capo di Stato israeliano ha dato assicurazioni di voler fare «il possibile per risolvere il problema delle scuole cristiane in Israele», che sono in sciopero dal 1 settembre per il taglio dei fondi statali. In una Chiesa missionaria L eso do è un dono Pubblichiamo stralci di un articolo tratto dall ultimo numero del quadrimestrale «Urbaniana University Journal». di MAU R I Z I O GRONCHI A Manchester un corso dell Ecumenical Youth Council of Europe Per vincere i pregiudizi verso i migranti ampio spazio è stato dedicato alla lettura della Parola di Dio per riaffermare le radici bibliche dell idea di solidarietà tra uomini e donne, al di là della loro appartenenza religiosa, in modo da combattere ogni forma di discriminazione, un fenomeno che, come è stato sottolineato, è lontano dall essere bandito anche in una cultura che si suppone evoluta come quella europea. Agli occhi dei giovani appare quanto mai necessario creare dei percorsi Risalta con indubbia evidenza la scelta di definire la Chiesa in modo estroverso «una Chiesa in uscita» da parte di papa Francesco nella sua prima esortazione apostolica. Quella che potrebbe sembrare soltanto una coerente risonanza conciliare «la Chiesa è missionaria per sua natura» (Ad gentes, 2) o p p u re una indicazione pastorale rivolta al rinnovamento della evangelizzazione nel mondo odierno, in realtà, rappresenta una prospettiva ecclesiologica fondamentale, in cui si configura un effettivo modello di Chiesa. Si tratta dell identità del soggetto storico del Popolo di Dio che ha radice biblica. Non si procede dal mistero trinitario, ma dalla costitutiva dimensione esodale che segna le origini d Israele e l evento di Cristo, dall incarnazione alla pasqua. Il dinamismo di uscita, infatti, percorre tutta la sacra Scrittura: Abramo, che consentano di conoscere e valorizzare i valori spirituali dei migranti che giungono nel continente. Naturalmente, gli avvenimenti delle ultime settimane hanno fatto assumere all incontro di formazione un significato che va ben oltre le intenzioni iniziali dell Eyce; nei giorni condivisi dai giovani ha pesato il dibattito che si è sviluppato in Europa e non sono mancanti riferimenti a cosa i cristiani stanno facendo, dopo le parole delle organizzazioni ecumeniche e delle Chiese, e cosa dovrebbero fare per accogliere coloro che cercano rifugio. A Manchester, dunque, l Ecumenical Youth Council of Europe ha confermato il suo impegno a sostenere i giovani cristiani per operare ecumenicamente nel presente quotidiano della società, ma soprattutto a formare i giovani per comprendere le radici profonde degli avvenimenti che accadono in questi tempi difficili. (riccardo burigana) Mosè, Geremia, nell Antico testamento; i settantadue discepoli, gli apostoli, la prima comunità, nel Nuovo testamento. Da questo movimento costante, verso cui il Dio di Gesù sospinge, nasce la gioia dei credenti, che «ha sempre la dinamica dell esodo e del dono, dell u s c i re da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre» (Evangelii gaudium, 21). Non si tratta di un semplice movimento fisico, ma della partecipazione all esistenza stessa di Gesù, uscito da Padre per abitare in mezzo a noi, senza una pietra ove posare il capo, nato nella periferia di Betlemme e morto fuori della porta di Gerusalemme. «L intimità della Chiesa con Gesù è un intimità itinerante» afferma l esortazione che domanda di rimanere con Lui, mentre ci si rivolge ai fratelli, «in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura» (Evangelii gaudium, 23). Dietro a un stile formalmente esortativo è custodita teologicamente la figura originaria della Chiesa, la sua costitutiva identità pasquale, che corrisponde al non esistere per sé, al morire per dare vita, grazie a Colui che la genera dal suo costato trafitto, dall uscita di acqua e sangue dal Crocifisso, che insieme al Padre dona lo Spirito. In tal modo, l esortazione apostolica collega l elemento misterico della Chiesa, ovvero l esodo di Dio nell incarnazione e nella pasqua di Gesù, con l elemento storico della risposta mediante la quale il Popolo di Dio è convocato, per divenire mediazione salvifica in mezzo ai popoli. «Si tratta certamente di un mistero che affonda le sue radici nella Trinità, ma che ha la sua concretezza storica in un popolo pellegrino ed evangelizzatore, che trascende sempre ogni pur necessaria espressione istituzionale» (Evangelii gaudium, 111). In verità, la dinamica dell eso do rivela qualcosa di più della originaria e costante ekstasis di Dio verso il mondo: l avvento di Dio si compie nell esodo di Gesù. Non si tratta di due movimenti successivi, poiché nello stesso evento storico di Gesù, nel «suo esodo che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme» (Luca, 9, 31) si realizza l avvento di Dio, mediante lo Spirito. La Chiesa nasce grazie a quest unico movimento di reciprocità trinitaria che ha luogo nell evento pasquale, che la conforma nella sua esodalità: nella Chiesa in uscita, Dio si dona al mondo, in Cristo, per lo Spirito. La Chiesa in uscita, estroflessa, missionaria, che si riconosce in continuità con la missio Dei, non si pensa davanti al mondo, ma al suo interno, in forza della rivelazione che ha il suo centro nel dono del Figlio che il Padre ha fatto al mondo. Pertanto, la Chiesa è quel Popolo che Dio si è formato tra coloro che, in mezzo ad Israele e nel mondo, hanno accolto il Figlio, i quali sono generati da Dio e non da carne e sangue (cfr. Giovanni, 1, 13). Ciò vale a stemperare una visione missionaria minacciata da resistenza e ostilità, muovendo il credente p ellegrino a camminare accanto, ad accompagnare come Gesù con i discepoli di Emmaus le tristezze e le speranze di coloro che ancora non riconoscono la presenza del Signore nella loro vita.

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO giovedì 17 settembre 2015 di JAIME LUCAS ORTEGA Y ALAMINO* Durante il Concistoro straordinario dello scorso febbraio, dopo il mio saluto a Papa Francesco e prima dell inizio della sessione d ap ertura, il Pontefice mi ha detto: «Mi sta venendo un idea: venire a Cuba». Io gli ho manifestato il mio entusiasmo al riguardo e ho suggerito d inserirla nel viaggio che avrebbe dovuto compiere a luglio in America latina per visitare Ecuador, Bolivia e Paraguay. Il Papa si è mostrato perplesso perché Cuba era lontana dall itinerario previsto e perché erano già diversi i Paesi inseriti in un solo percorso, che era già troppo lungo. Ha però aggiunto: «vedremo». Nella sessione del secondo giorno, nel pomeriggio, Papa Francesco mi ha fatto cenno di avvicinarmi al suo tavolo e mi ha detto sorridente: «Ho preso la decisione di venire a Cuba e ho già messo in moto monsignor Angelo Becciu. Cuba sarà unita al viaggio negli Stati Uniti di settembre». Gli ho risposto: «Santità, torno a Cuba con una grande gioia!» e l ho ringraziato profondamente commosso. Dopo quelle parole pronunciate da Papa Francesco, piene di affetto pastorale per la nostra Chiesa, ancora più grande è stata la mia emozione quando l ho sentito dire: «È il minimo che posso fare per voi». Ho la fortuna di essere l unico arcivescovo che avrà ricevuto nella stessa sede tre Papi. In quell ultimo pomeriggio del Concistoro, molti ri- cordi e considerazioni su questi tre Pontefici sono sfilati, in un rapido susseguirsi, nella mia mente, al punto da riuscire a seguire a stento gli interventi dei miei fratelli cardinali. Ho ricordato con profondi sentimenti filiali il viaggio a Cuba di Giovanni Paolo II, Pontefice che si era levato nell orizzonte vocazionale della mia vita come un faro saldo e luminoso, che mi aveva portato a diventare dapprima giovane vescovo a Pinar del Río (1978) e poi, tre anni dopo, arcivescovo all Avana (1981). Infine, nel Concistoro del 1994, fu lui a impormi la berretta cardinalizia. Che grande vicinanza e affetto paterno ho provato sempre, con il suo fermo sostegno in ogni momento, anche quando, al termine della sua preziosa vita, sembravano mancargli le forze! Per motivi economici e sociali, all inizio degli anni Novanta il Papa non aveva potuto accettare l invito a visitare il nostro Paese fattogli dai vescovi cubani vari anni prima, visita che desiderava tanto compiere perché interessato alla realtà della nostra Chiesa, che aveva vissuto situazioni simili a quelle della sua Polonia. Diversi anni trascorsero dal nostro invito alla sua decisa accettazione. Nel 1998, quasi alla fine del millennio, con meno forza di quella che aveva all epoca in cui glielo avevamo chiesto, Papa Wojtyła ha potuto finalmente compiere la sua emozionante visita a Cuba, che è stata un raggio di luce per la Chiesa nel nostro Paese e una pietra miliare nella sua storia e in quella del popolo cubano. La frase che, nel suo saluto iniziale rivolto a Cuba e al mondo, faceva riferimento all isolamento del nostro Paese nel contesto del continente americano e del mondo intero, e il suo invito a rompere tale isolamento «che Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e che il mondo si apra a Cuba» hanno avuto un eco immediata, eco che si sente ancora oggi e aumenta in ogni evento che sembra confermare l auspicio e la supplica di quel Santo Pastore, come è accaduto lo scorso 17 dicembre, quando i presidenti cubano e quello degli Stati Uniti hanno annunciato contemporaneamente il ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi con l apertura di ambasciate nelle rispettive capitali. È così iniziata una nuova tappa nelle relazioni diplomatiche tra queste due nazioni rimaste separate per oltre cinquant anni. Durante quello storico annuncio i due presidenti hanno ringraziato Papa Francesco per la sua partecipazione al processo Papa Francesco a Cuba Nel cuore delle persone con il Vangelo che ha portato a questo avvicinamento e che ha aperto nuove vie di convivenza e di dialogo. Dietro a quell accordo, in modo discreto ma efficace, c è la chiara convinzione di Papa Francesco che lo porta a generareeafavorire il dialogo come elemento indispensabile per superare le tensioni e risolvere i conflitti. Non è stata la prima volta che lo ha fatto nel suo Pontificato, anche se forse il perdurare della tesa e dolorosa situazione tra Cuba e Stati Uniti ha reso ancora più importante il suo silenzioso intervento. Il cammino del dialogo tra le diverse religioni, del dialogo della Chiesa con altre confessioni cristiane e con l ebraismo, con le diverse etnie e culture, con la modernità, con le strutture sociali e politiche, con il mondo, fu significativamente rafforzato da Giovanni XXIII con la convocazione del concilio Vaticano II, che fece entrare la Chiesa, in modo rinnovato, nella storia concreta dell umanità del ventesimo secolo. Quella proposta di dialogo fu accolta da Paolo VI, che la promosse ammirevolmente durante il suo Pontificato. L espressione migliore di ciò è contenuta in una frase breve, emblematica e decisiva di Papa Montini: «Dialogo è il nuovo nome dell amore». Il Pontefice illustrava con queste parole come si devono relazionare gli esseri umani tra loro e lo stile che deve prevalere nella Chiesa, tra i popoli, tra gruppi diversi della società e in ogni cristiano nei suoi rapporti con il mondo. Il porporato con Giovanni Paolo II durante la storica visita nel 1998 Giovanni Paolo II si è inserito in questo cammino di dialogo. Lui che aveva vissuto un dialogo difficile come vescovo nella sua Polonia, lo ha a sua volta promosso, anche quando sembrava sterile e all apparenza impossibile. I suoi orientamenti, i suoi insegnamenti, erano fedeli a quello spirito fondamentale del Vaticano II al quale aveva partecipato. Noi che abbiamo potuto conoscere tutto ciò da vicino, abbiamo trovato in Benedetto XVI una chiara continuità con questa linea d interazione della Chiesa con il mondo moderno nelle sue strutture, nel suo operato politico-sociale e nell ambito delle idee e delle concezioni che sottendono il pensiero attuale. Sebbene quest ultimo sia stato l ambito in cui Papa Benedetto si è espresso magistralmente, il suo contributo illuminante allo stile dialogale della Chiesa, i suoi contatti letterari e personali con la modernità e la formulazione del suo pensiero riguardo al dialogo nel campo interreligioso, sociale e politico, costituiscono un inestimabile tesoro nella comprensione del ruolo fondamentale del dialogo nella vita della Chiesa e di ogni cristiano. In un indimenticabile conversazione con l attuale Papa emerito, nel giugno 2012, dopo il suo viaggio a Cuba, dove era venuto come pellegrino durante il Giubileo che stavamo celebrando nel nostro Paese per i 400 anni dal ritrovamento, nelle acque del mare, della statuetta della Vergine della Carità, divenuta patrona di Cuba, Benedetto XVI si è mostrato soddisfatto e contento del suo viaggio, per il quale noi vescovi cubani gli siamo tanto grati e, tenendo presente Cuba e la sua recente visita, ha ricordato compiaciuto l accoglienza ufficiale e i gesti amichevoli e cordiali che gli erano stati riservati, e in quel contesto si è riferito al dialogo come cammino proprio della Chiesa. In diverse occasioni ho citato quelle parole di Papa Ratzinger, che mi hanno colpito per la convinzione con cui le ha pronunciate. In quell incontro mi ha detto: «Il dialogo è l unico cammino della Chiesa... La Chiesa non è nel mondo per cambiare governi, ma per penetrare con il Vangelo il cuore degli uomini». Benedetto XVI mi ha detto questo poco prima di lasciare la Sede di Pietro. Quando, alcuni mesi dopo, noi cardinali ci siamo riuniti per il conclave che avrebbe eletto in breve tempo Jorge Mario Bergoglio, ho avuto l opportunità di parlare dell America latina e di Cuba con il futuro Papa. In un dato momento della conversazione, nel fare allusione al dialogo e alla sua importanza nella congiuntura attuale di grandi trasformazioni nel continente latinoamericano, mi è venuto in mente quello che, nella mia ultima conversazione con Papa Benedetto, mi aveva apoditticamente detto riguardo al dialogo come unico cammino della Chiesa nel suo rapporto con le strutture politiche e, contestualizzandola, ho ripetuto la frase di Benedetto al futuro Papa Francesco, il quale alzando le braccia ha esclamato: «Questa frase andrebbe scritta su un cartello all entrata di tutte le città del mondo», e l ha ripetuta, parola per parola. Poi ha aggiunto: «Tutti i processi sociali e politici vanno accompagnati in un clima di dialogo». Quando, poche ore dopo il cardinale Bergoglio è stato eletto alla cattedra di Pietro, colmandoci di gioia perché avevamo un Papa latinoamericano, vicino a noi, che aveva trasmesso all Episcopato dell America Latina ad Aparecida, in Brasile, la convinzione che la Chiesa è missione di Cristo per i nostri popoli, affinché tutti, vescovi, sacerdoti e laici prendessimo coscienza di essere missionari, e vedendo che il nuovo Papa avrebbe comunicato sicuramente a tutta la Chiesa quello slancio evangelizzatore, non ho potuto non pensare a quello che mi aveva detto Benedetto XVI sulla missione della Chiesa: «La Chiesa è nel mondo per penetrare con il Vangelo il cuore degli uomini». Era questo che il nuovo Papa, facendosi eco di quelle parole, mi aveva ripetuto con profonda convinzione, e quello che sta animando ferventemente il suo Pontificato. Questo è Francesco, che ora ci visita a Cuba: un Papa missionario, che viene nel nostro piccolo paese, come a Sarajevo, come in Sri Lanka, come in Albania; che viene in un Paese che ha superato isolamenti e distanziamenti, grazie anche al dialogo che la Chiesa e i Papi del ventesimo secolo hanno promosso. Ed è stato proprio Francesco a suscitare e ad appoggiare il dialogo tra i popoli e i Governi di Cuba e Stati Uniti. Viene tra noi per riaffermare la condizione missionaria della Chiesa e la sua predilezione per i piccoli, i poveri. Viene come Missionario della m i s e r i c o rd i a e nessun altro motto potrebbe definirlo meglio dinanzi a questo nostro mondo fatto di durezza, di solitudine, di ogni sorta di povertà, di speranze sfumate e di vuoto di Dio, dove l amore si prende come un gioco in cui perdenti tristi e falsi vincitori recitano continuamente la propria parte senza riuscire a trovare il vero Amore. E ciò ha messo in crisi la famiglia, il cui ruolo è insostituibile nella formazione delle nuove generazioni e perciò è al centro della sollecitudine pastorale del Papa. C è un legame fondamentale tra la crisi della famiglia e le inquietudini e gli aneliti dei giovani, che Papa Francesco incontrerà all Avana. Quell incontro sarà perciò un momento molto speciale della sua visita. Il Dio che è amore sarà presentato a Cuba da Papa Francesco ai giovani, alle famiglie, ai sacerdoti, alle religiose e a tutti: il Dio misericordioso che comprende e perdona. A Plaza de la Revolución José Martí, di fronte all altare dove Papa Francesco presiederà l Eucaristia, ci sarà una gigantografia che ricoprirà gli oltre dieci piani della Biblioteca nazionale. Sarà l immagine del Cristo della misericordia. Il nostro popolo cubano, come tutti i popoli della terra, ha bisogno di sperimentare nel momento in cui viviamo che la misericordia non è commiserazione, né semplice condiscendenza, bensì comprensione del cuore umano nelle sue inquietudini e nei suoi limiti. Sentiremo l incoraggiamento di chi si china su di noi per sollevare il nostro animo con semplicità e umiltà, come saprà farlo Papa Francesco nella celebrazione della Santa Eucaristia, nel suo passaggio per le strade dell Avana, e soprattutto nell incontro con i giovani. Si può fare tutto ciò in così poco tempo, solo vedendo il Papa passare, da lontano? A volte bastano uno sguardo, un gesto, un sorriso, per sapere che Dio viene a noi e che, per mezzo del suo Vicario in terra, Cristo sta visitando il suo popolo. Così abbiamo ricevuto Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, e così aspettiamo Papa Francesco. Non è sempre lo stesso popolo: alcuni sono saliti da Dio Padre, molti sono emigrati. L emigrazione lascia tracce in tutte le famiglie cubane, è la tentazione perenne della nostra gioventù. L emigrazione dei più giovani e la bassa natalità fanno sì che la popolazione di Cuba stia rapidamente diminuendo e invecchiando, e questo ci preoccupa; ma abbiamo anche altre preoccupazioni al momento. Di fronte al nuovo cammino che sembra aprirsi ora al popolo cubano, con i suoi rischi e i suoi benefici, la nostra gente, in maggior parte credente, deve rivolgere il suo sguardo a Dio e mettere il proprio futuro nelle mani di Gesù misericordioso. Il Papa la inviterà a fare ciò. In questo consiste la speranza. Francesco verrà a seminare speranza tra noi, la quale non è altro che confidare nell azione di Dio misericordioso che ci aiuterà in un prossimo futuro a superare i rischi e a scoprire, anche con il Suo aiuto, che i benefici potranno essere maggiori dei rischi nel nuovo cammino che sembra aprirsi dinanzi a noi, se saremo capaci di dare spazio a Dio nella nostra vita. Questo deve liberare le nostre famiglie e la nostra gioventù dallo scetticismo paralizzante, che è estraneo alla fede cristiana e nel quale Dio non è presente. Il Papa viene a dirci qualcosa di nuovo in un momento nuovo della nostra storia. È certamente questa l intuizione del popolo di Cuba mentre attende Fr a n c e s c o. Sono sicuro che quanti lo riceveranno con un atteggiamento di fede come colui che viene nel nome del Signore, non vedranno le proprie aspettative deluse. È vero che il popolo cubano desidera che il paese progredisca e che la prosperità benefici in modo equo tutti, ma non è solo questo; nell ordine spirituale il nostro popolo anela a un amore stabile e duraturo nelle famiglie, alla pace nella convivenza familiare e nazionale, in poche parole, anela a godere di una vita riconciliata e felice. Non è un anelito smisurato se nel nostro cuore non dimentichiamo che Dio è il datore di ogni bene e che per Lui nulla è impossibile. Francesco viene proprio per questo, perché non ci dimentichiamo di ciò, perché non ci dimentichiamo di Dio, e sarà accolto da tutto il nostro popolo con devozione e affetto. Il suo passaggio per Cuba, ne sono certo, lascerà impronte indelebili. *Cardinale arcivescovo dell Av a n a Al via il primo incontro mondiale dei giovani consacrati In fuga dalla tentazione di Narciso «Ravvivare la fede e il dono della vocazione, che Dio ha depositato nel cuore di ognuno di noi», per vivere «in costante atteggiamento di gratitudine, conducendo una vita segnata dalla passione per Cristo e per l umanità, aperti sempre alla speranza». Lo ha chiesto l a rc i v e - scovo José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, alle migliaia di giovani che martedì sera, 15 settembre, hanno animato in piazza San Pietro la veglia di preghiera con cui si è aperto il primo incontro mondiale a loro dedicato. Ragazze e ragazzi di tutto il mondo, appartenenti all ordine delle vergini, istituti secolari, eremiti, monaci, monache, suore, frati, religiosi, membri delle società di vita apostolica e delle nuove comunità, sono stati salutati dapprima dal cardinale João Braz de Aviz, prefetto del dicastero organizzatore, che li ha esortati a riscoprire la gioia «dei Rilanciata dal cardinale Baldisseri a Sessa Aurunca L arte dell accompagnamento «La crisi della famiglia è dovuta anche alla latitanza della Chiesa» che è chiamata sempre più ad «ascoltare» e «accompagnare», «includere» piuttosto che «escludere», offrire i giusti strumenti affinché tutti possano riscoprire, vivere e testimoniare «la bellezza incomparabile del matrimonio». Perché la famiglia «non è solo un agglomerato di problemi», ma è soprattutto Vangelo, cioè una buona e bella notizia da annunciare. Nell immediata vigilia del Sinodo ordinario dei vescovi dedicato alla vocazione e alla missione della famiglia, il cardinale segretario generale Lorenzo Baldisseri parla chiaro. Intervenuto martedì pomeriggio, 15 settembre, al convegno pastorale della diocesi di Sessa Aurunca, ha tracciato una sintesi del percorso sinodale fin qui percorso a partire dall assemblea straordinaria dello scorso anno e ha evidenziato temi e aspettative relativi al lavoro che i quasi trecento vescovi di tutto il mondo porteranno avanti a partire dal 4 ottobre per tre settimane. Innanzitutto il porporato ha fatto emergere «sfide e fragilità della famiglia nel contesto odierno». Per poter annunciare al mondo la bellezza della famiglia, infatti, bisogna gettare luce sulle ombre che, purtroppo, non mancano in un epoca in cui «si diffonde con pervasività una mentalità anti-famiglia, propagandata come via di emancipazione». Tre le sfide particolarmente gravi e urgenti: quella dell «individualismo e della fragilità affettiva», quella della «mancanza di fede», e la sfida «della precarietà economica e dell esclusione sociale». Senza dimenticare, ha aggiunto il porporato, la «crisi ecologica» che è anche «umana». Di fronte a tutto ciò e il sinodo sarà chiamato a dare risposte «autorevoli e condivise» la Chiesa deve anzitutto riscoprire «l arte dell accompagnamento»: che coinvolga i fidanzati, le famiglie già costituite e quelle «ferite», che vivono, cioè, situazioni «irregolari». «Senza rinunciare ha spiegato il segretario generale del sinodo a proclamare secondo verità la dottrina cristiana sul matrimonio unico, fedele e indissolubile», la Chiesa deve «discernere tra le diverse situazioni» e «includere» piuttosto che «escludere». Al mondo intero la Chiesa non solo le gerarchie, ma l intero popolo di Dio deve mostrarsi come «madre dalle braccia aperte per tutti». Il mosaico dedicato all Immacolata nella cattedrale dell Av a n a Realizzato dal parroco romano don Giampiero Arabia è stato offerto dalla comunità parrocchiale dei Santi Aquila e Priscilla di cui il cardinale Ortega è titolare primi momenti della chiamata» nella fedeltà al carisma dei fondatori; poi hanno ascoltato la riflessione del presule francescano incentrata su tre parole: «Animo, siate forti! perseverate, siate fedeli! e portate frutto, risvegliate il mondo!». La prima, ha spiegato, è un inno alla generosità. «Non siate ha raccomandato Rodríguez Carballo vittime della pigrizia che porta a scegliere il cammino più comodo e facile. Non allineatevi al numero di coloro che udendo la Tromba dello Spirito (sant Agostino) non possono rispondere a causa del rumore e della dispersione o perché sono troppo attaccati ai propri piani e progetti. Non siate di quelli che davanti alla chiamata dicono domani, per domani rispondere lo stesso (Lope de Vega). Non siate di coloro che vivono un processo di discernimento vocazionale senza fine. Non formate parte di una certa aristocrazia dello Spirito che sentendosi chiamata dal Signore non si impegna mai a seguirlo». Quanto al secondo tema, quello della fedeltà, l arcivescovo segretario ha ricordato che si tratta della «tentazione a cui cedono tanti nel momento presente. Di fronte alle esigenze che comporta la vita consacrata decidono di lasciare, dimenticando la parola che un giorno hanno dato al Signore nella loro professione», prendendo i voti. «Forse ha osservato tutto è cominciato con piccole infedeltà che sono andate spegnendo la passione, che hanno portato a grandi e gravi infedeltà. Forse tutto è cominciato con una vita dominata dalla mediocrità, dalla rassegnazione e dalla mancanza di speranza, o da una vita non più alimentata da profonda comunione con Cristo». Analizzando le complesse cause di tutto ciò, ha rievocato Paolo VI, per il quale la fedeltà «non è la virtù del nostro tempo». Di conseguenza, «è necessario riaccendere costantemente il fuoco dell amore a Cristo», alimentando la fedeltà «con una vita forgiata secondo i sentimenti di Cristo, attraverso un progetto di vita ecologico nel quale abbiamo tempo per noi stessi, per gli altri e per Dio. Senza questo progetto, la tentazione di lasciare si farà sentire». Ecco allora l invito a rinnovare «la nostra fiducia in Lui» per sperimentare che la sua grazia in noi non sarà vana. Il modello è Maria. Infine, terzo tema: «Portate frutto, risvegliate il mondo». Perché, ha spiegato, «non siamo consacrati per noi stessi. Nemmeno possiamo chiuderci nelle nostre beghe di casa. Siamo consacrati per vivere secondo la logica del dono, donandoci, in libertà evangelica (obbedienza), senza nulla di proprio, assumendo la minorità come forma di vita (povertà), e con cuore indiviso (castità), a Cristo e agli altri». Per questo i giovani consacrati devono essere «padri e madri, non zitelli», fuggendo dalla tentazione di Narciso, della chiusura in interessi egoistici, piani e progetti personali. Infine monsignor Rodríguez Carballo ha esortato i presenti ad avere «il cuore pieno di Dio»: solo così «in esso entreranno tutti gli uomini e le donne che incontrerete»; solo così «il vostro cuore sarà casto e fecondo»; solo così «sarete Vangelo vivente, e darete frutti».

7 giovedì 17 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 Alla vigilia del viaggio il saluto del P0ntefice ai popoli cubano e statunitense Missione di speranza «Sabato partirò per il Viaggio apostolico a Cuba e negli Stati Uniti d America, una missione a cui mi accingo con grande speranza». Lo ha ricordato il Papa al termine dell udienza generale di mercoledì 16 settembre, salutando il popolo cubano e quello statunitense «che guidati dai loro Pastori si sono preparati spiritualmente» e chiedendo ai fedeli presenti in piazza San Pietro di accompagnarlo con la preghiera. Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. Care famiglie, vi invito a seminare intorno a voi la gioia che il Signore vi dona nella vostra vita coniugale e familiare, affinché tutti si sentano chiamati a vivere questa benedizione. Vi chiedo di pregare per me e per i lavori del prossimo Sinodo. Che Dio vi benedica! Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Malta, Croazia, Kenya, Sud Africa, Australia, Cina, Giappone, Malesia, Filippine, Canada e Stati Uniti d America. Su tutti voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace nel Signore. Dio vi benedica! Un saluto caloroso rivolgo ai pellegrini di lingua tedesca, in particolare al gruppo del Servizio ospedaliero dei Cavalieri di Malta in Austria. Preghiamo che le nostre famiglie possano essere veri fari di comunione e solidarietà nella nostra società. Dio vi benedica sul vostro cammino. Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Pidamos a Dios que avive nuestra fe en la promesa que hizo al hombre y a la mujer, y tomando conciencia de la importancia de esta alianza, que todas las familias de la tierra se sientan bendecidas por Dios y protegidas por su ternura y amor. Muchas gracias y que Dios los bendiga. Saluto i pellegrini di lingua portoghese presenti in questa Udienza, e tramite ognuno di voi, saluto tutte le famiglie dei vostri Paesi! Rivolgo un saluto particolare ai membri della Fondazione Fede e Cooperazione di Portogallo e ai gruppi di brasiliani. Lasciatevi guidare dalla tenerezza divina, perché possiate trasformare il mondo con la vostra fede. Dio vi b enedica. Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dalla Giordania e dalla Siria. L indeb olimento del legame coniugale tra uomo e donna porta inevitabilmente all indebolimento di tutti i legami umani; lavoriamo quindi per allontanare ogni forma che possa ridicolizzare il matrimonio; ogni forma di ingiustizia e di disuguaglianza, in particolare nei confronti della donna; operiamo per stabilire una nuova alleanza tra l uomo e la donna che si basi sul rispetto, sull uguaglianza e sull amore. Il Signore benedica tutte le famiglie e vi protegga dal maligno! Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Educare alla pienezza dell umanità è lo slogan della Settimana dell educazione che si svolge in questi giorni nel vostro paese. Facendo riferimento alla figura di san Giovanni Bosco, nel secondo centenario della nascita, i vescovi polacchi vogliono ricordare l attualità e l efficacia dei metodi educativi da lui usati. Possano le sue parole, spesso ripetute ai giovani, per voi vivo, per voi lavoro, per voi sono pronto a sacrificare la mia vita essere uno stimolo per tutti gli educatori: genitori, catechisti e insegnanti. Coloro che intraprendono la fatica dell educazione e voi tutti qui presenti benedico di cuore. Saluto con affetto i fedeli slovacchi, particolarmente i partecipanti al Decimo pellegrinaggio dell O rdinariato militare, guidati dal loro Vescovo Mons. František Rábek. Fratelli e sorelle, ieri la Slovacchia ha celebrato la festa della sua Patrona principale la Vergine Maria Addolorata. Gesù l ha data come madre ad ognuno di noi. Ella vi aiuti ad essere sempre suoi fedeli discepoli. Di cuore vi benedico tutti. Sabato prossimo partirò per il Viaggio apostolico a Cuba e negli Stati Uniti d America, una missione a cui mi accingo con grande speranza. Motivo principale del Viaggio è l Ottavo Incontro Mondiale delle Famiglie, che avrà luogo a Filadelfia. Mi recherò anche nella sede centrale dell ON U, nel 70 anniversario di tale istituzione. Fin da ora saluto con affetto il popolo cubano e quello statunitense, che, guidati dai loro Pastori, si sono preparati spiritualmente. Chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera, invocando la luce e la forza dello Spirito Santo e l intercessione di Maria Santissima, Patrona di Cuba quale Virgen de la Caridad del Cobre, e Patrona degli Stati Uniti d America quale Immacolata Concezione. Sempre sabato prossimo, a San Miniato, verrà proclamato beato Pio Alberto del Corona, Vescovo di quella Diocesi e fondatore delle Suore Domenicane dello Spirito Santo. Egli fu zelante guida e saggio maestro del popolo a lui affidato. Il suo esempio e la sua intercessione aiutino la Chiesa a camminare nello spirito del Vangelo, portando frutti di opere buone. Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Sono lieto di accogliere l AVIS delle Marche, accompagnata dall A rc i v e s c o v o di Ancona-Osimo, il Card. Edoardo Menichelli, e i fedeli di Spinazzola, con l A rc i v e - scovo di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti, Mons. Giovanni Ricchiuti, in occasione del quarto centenario della nascita di Papa Innocenzo XII. Saluto le Suore Francescane Immacolatine, che ricordano il primo centenario della morte del fondatore, Padre Lodovico Acernese; i giovani della Custodia di Terra Santa; i militari dell A e ro n a u t i c a Italiana e i professori e ri- cercatori partecipanti al Corso di aggiornamento promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce. La visita alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo alimenti in tutti la fede che si manifesta in concrete opere di carità. Porgo un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Ieri abbiamo celebrato la memoria liturgica della Beata Vergine Addolorata. Invocate la Madre di Dio, cari giovani, per sentire la dolcezza del suo amore materno; voi, cari ammalati, pregatela nei momenti della croce e della sofferenza; e voi, cari sposi novelli, guardate a Lei, come al modello del vostro cammino coniugale di dedizione e fedeltà. Al l udienza generale di mercoledì 16 settembre, in piazza San Pietro, erano presenti i seguenti gruppi: Da diversi Paesi: Missionari Salesiani; Missionari della Consolata; Suore Francescane Immacolatine; Giovani dalla Custodia di Terra Santa; Partecipanti al Corso promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce. Dall Italia: Pellegrini da Spinazzola, con l Arcivescovo Giovanni Ricchiuti: Gruppi di fedeli dalle Parrocchie: San Giorgio, in Castello Tesino; Santa Maria Assunta, in Muggia Vecchia; Santi Vito e Modesto, in Lusia; Beata Maria Vergine del Rosario, in Apricena; Santa Maria la Nova, in Pulsano; Maria Santissima del Rosario, in Patti; San Marco, in Tremestieri Etneo; Sant Antonio di Padova, in Gravina di Catania; Ufficiali e Militari dell XI Deposito centrale dell Aeronautica Militare Italiana, di Orte; Gruppo AVIS delle Marche, con l Arcivescovo di Ancona, Cardinale Edoardo Menichelli; Gruppi AV O, da Massa Carrara, Livorno, Ladispoli; Associazione ARDA, di Foggia; Associazione ADA, di Lucca; Associazione italiana protezione handicappati, di Brusciano; Associazione Amici del Gradenico, di Piove di Sacco; Associazione degli sfollati di Santa Maria; Associazione nazionale pavimentazioni continue; Associazione Marinai d Italia, di Amantea; Associazione Confeuro-Eurocoltivatori; Confraternita Pio Monte dei Morti, di Bomerano di Agerola; Corteo barocco Città di Noto; Gruppo EN A P, di Taranto; Gruppo UN I TA L S I ; Gruppo Villa Letizia, di Roma; Gruppo AP TA M I L, di Milano; Gruppo Lions club, di Foligno; Gruppo CISL, Regione Campania; Cooperativa Ramazzini, di Bologna; Club 42 insieme, di Casciago; Ospedale Sacro Cuore di Gesù, di Benevento; Accademia Kronos, di Ronciglione; Gruppo Semilleros Italia; Scuola Nuova Arcadia, di Casalbordino; Gruppo dell O pera della Chiesa; Partecipanti al Congresso «Aqua 2015»; gruppi delle Suore Maestre di Santa Dorotea; Figlie dei Sacri Cuori e delle Suore orsoline; gruppi di fedeli da Oristano, Mercato San Severino, Vicenza, Chignolo d Isola, Seclì. Dalla Svizzera: Associazione Giuseppe, di Bellinzona; Associazione ATTE, di Giubiasco. Coppie di sposi novelli. Gruppi di fedeli da: Repubblica Ceca; Repubblica Slovacca; Lituania. I polacchi: Pielgrzymi z parafii: św. Andrzeja Apostoła z Kamiennika, św. Jana Chrzciciela z Nałęczowa, św. Anny z Niedźwiedzia Wielkopolskiego, Najświętszej Maryi Panny Matki Gruppi di fedeli in piazza San Pietro Ko ścioła z Radomska, św. Marii Magdaleny z Koziegłów; pmk z Aschaffenburga z Niemiec; diecezjalna pielgrzymka pielęgniarek z diecezji radomskiej; mło dzież z Liceum Ogólnokształcącego z Ostrowa Wielkopolskiego; Zespół Szkół i Chór «Triole» z Kuropatnika; grupa producentów rolnych z Koźmina Wielkopolskiego; Starostwo Powiatowe z Sokółki; grupa pracowników pkp cargo z Warszawy; Związek Emerytów i Rencistów z Legnicy i Jawora; «Solidarność» kwk Ziemowit z Lędzin; członkowie i sympatycy Ochotniczej Straży Pożarnej z Rozwadzy; Polskie Towarzystwo Turystyczno-Krajoznawcze z Rzeszowa; grupy turystyczne: z Tarnobrzega, Łodzi, Opola, Prudnika, Poznania i Warszawy; pielgrzymi indywidualni. De France: groupe de pèlerins du diocèse de Luçon; Maison de la Parole, de Beaugency; Amicale des Retraités Neolía-Logissim, de Montbéliard. From various Countries: Participants in the International Catholic Charismatic Renewal Services VI Formation of Leaders Course. From Great Britain: Participants in the «Via Francigena Walk». From England: Pilgrims from Redhill Deanery, Diocese of Arundel and Brighton; Pilgrims from Our Lady and St Joseph Parish, London; Students and staff from The Campion School, Diocese of Brentwood. From Scotland: Pilgrims from the following parishes: St Anthony s Parish, Rutherglen, South Lanarkshire; St John Cantius and St Nicholas, Broxburn, West Lothian; St Philomena, Winchburg, West Lothian; Students and staff from: St Andrews and St Bride s High From Croatia: Students and staff from Zagreb Archdiocesan Classical School. From Cyprus: Members of the Association of Displaced Persons of Ayia Marina (Skyllouras). From Denmark: Students from Aarhus Business College. From Malta: The Musical Society Marija Bambina Victory Band, N a x x a r. From Norway: Students and staff from St Paul Catholic School, Bergen. From Kenya: A group of pilgrims. From South Africa: Priests from the Catholic Diocese of Umzimkulu. From Australia: Students and staff from Greensborough College, Victoria. From China: Pilgrims from the Diocese of Funing. From Japan: A delegation of Rissho Kosei-kai Buddhists. From Malaysia: Pilgrims from the Cathedral of the Holy Spirit, Penang. From The Philippines: Pilgrims from the Diocese of Balanga accompanied by Bishop Ruperto Cruz Santos. From Canada: Pilgrims from The John Paul II Center for Divine Mercy, O ttawa. From the United States of America: Pilgrims from: Archdiocese of Chicago, Illinois; Diocese of Pittsburgh, Pennsylvania; Diocese of Arlington, Virginia, accompanied by Bishop Paul Loverde; Pilgrims from the following parishes: Holy Family, Jacksonville, Florida; Saints Peter and Paul, Winterpark, Florida; St James, Rockford, Illinois; St Gabriel, Saddle River, New Jersey; St Rita, Webster, New York; Mount Saint Peter, New Kensington, Pennsylvania; St Patrick, Onalaska, Wisconsin; St Bronislava, Ployer, Wisconsin; St Anthony, Yonkers, New York; Organisers of the exhibition entitled: «A Blessing to One Another: Pope John Paul II and the Jewish People»; Students and professors from: Loyola University, Chicago, Illinois, Rome Campus; St John s University, Queens, School, East Kilbride, Glasgow; St Ninian s High School, Giffnock, G l a s g o w. New York; Walsh University, North Canton, Ohio, Castel From Ireland: Priests participating in: «Ongoing formation in prayer, preaching, Gandolfo Campus; Students and staff from Assumption call and service - A Time for Priests», at the Pontifical Irish College. Worcester, College, Massachusetts. Aus der Bundesrepublik Deutschland: Pilgergruppen aus den Pfarrgemeinden Mariä Lichtmess, Hildesheim; St. Bonifatius, Herne; St. Michael, Köln; Mariä Heimsuchung, Mainz; St. Trudpert, Münstertal; St. Jakobus und St. Ägidius, Niederkassel; St. Irmgardis, Rees; St. Michael, Wertheim; St. Gallus, Wurmlingen; Pilgergruppe aus dem Bistum Osnabrück; Pilgergruppen aus Augsburg; Erfurt; Hellenthal; Ohrnbach; Rottweil und Umgebung; Junge Ordensleute aus dem Erzbistum Bamberg; Päpstliches Missionswerk der Frauen, Erzbistum München und Freising; Evangelisch-Lutherische Kirchengemeinde aus Laar; Katholische Arbeitnehmer-Bewegung, Mannheim; Peter-Wust-Gesellschaft, Merzig; Schülerinnen, Schüler und Lehrer folgender Schulen: Marienschule der Ursulinen, Bielefeld; Gymnasium Brunsbüttel; Bonifatius-Schule II, Göttingen; Norbertusgymnasium, Magdeburg; Tilemannschule, Limburg; Sozialpflegeschule Franziskuswerk Schönbrunn, Markt Indersdorf; Berufliche Gymnasien Meppen; Jugendgruppe der Evangelischen Schule Berlin-Frohnau. Aus der Republik Österreich: Pilgergruppen aus den Pfarreien Jesus, der Auferstandene, Gmunden; Hl. Franziskus, Salzburg; Pilgergruppe aus Brixlegg; Damen des Sternkreuzordens; Malteser Hospitaldienst; Katholische Frauenbewegung und Seniorenbund aus der Diözese Graz-Seckau; Evangelikal- Episkopale Kirchengemeinde St. Paulus, Gmunden; Philippinische Gottes- dienstgemeinde, Wien; Schülerinnen, Schüler und Lehrer folgender Schulen: Gymnasium Hagenmüllergasse; Gymnasium Sacre-Coeur, Wien; Schule der Franziskanerinnen, Wien. Aus der Schweizerischen Eidgenossenschaft: Pilgergruppe aus der Pfarrei Maria Magdalena, Romoos; Pilger aus Allschwil. Uit het Koninkrijk der Nederlanden: Pelgrimsgroep uit de parochie van Sint Petrus, Maastricht. De España: Hermanas Josefinas de la Caridad; grupo de peregrinos de la Diócesis de Huesca; Parroquia de Sant Llorenç, de Sant Feliu de Llobregat. De Mexico: Parroquia El Divino Redentor, de Colonia Pensiones. De Costa Rica: grupo de peregrinos. De Colombia: grupo del Regnum Christi. De Uruguay: grupo Acordeones del Uruguay; Asociación cristiana de dirigentes de empresas. De Perú: grupo Semilleros San Martín de Porres. De Argentina: grupo New Holland Agricolture Argentina; Federación asociaciones Piemontesas de Argentina; Colectividad Scalota del Puerto, de Mar del Plata. De Portugal: Fundação Fé e Cooperação. Do Brasil: Missão Salesiana de Mato Grosso; Paróquia de Nossa Senhora da Conceição, em Itabuna; Filhas de São Pa u l o.

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO giovedì 17 settembre 2015 Janick Lederle «Famiglia peruviana» All udienza generale il Papa auspica una nuova alleanza dell uomo e della donna Il nodo d o ro La famiglia è strategica per l emancipazione dalla colonizzazione del denaro «L Incontro mondiale a Filadelfia e il Sinodo dei vescovi qui a Roma hanno un respiro che corrisponde alla portata universale di questa comunità umana fondamentale e insostituibile che è la famiglia». Lo ha detto Papa Francesco concludendo all udienza generale di mercoledì mattina, 16 settembre, in piazza San Pietro le riflessioni sul tema del matrimonio e della vita familiare, alla vigilia dei due importanti appuntamenti ad esso dedicati. Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Questa è la nostra riflessione conclusiva sul tema del matrimonio e della famiglia. Siamo alla vigilia di eventi belli e impegnativi, che sono direttamente legati a questo grande tema: l Incontro mondiale delle famiglie a Filadelfia e il Sinodo dei Vescovi qui a Roma. Entrambi hanno un respiro mondiale, che corrisponde alla dimensione universale del cristianesimo, ma anche alla portata universale di questa comunità umana fondamentale e insostituibile che è appunto la famiglia. L attuale passaggio di civiltà appare segnato dagli effetti a lungo termine di una società amministrata dalla tecnocrazia economica. La subordinazione dell etica alla logica del profitto dispone di mezzi ingenti e di appoggio mediatico enorme. In questo scenario, una nuova alleanza dell uomo e della donna diventa non solo necessaria, anche strategica per l emancipazione dei popoli dalla colonizzazione del denaro. Que- sta alleanza deve ritornare ad orientare la politica, l economia e la convivenza civile! Essa decide l abitabilità della terra, la trasmissione del sentimento della vita, i legami della memoria e della speranza. Di questa alleanza, la comunità coniugale-famigliare dell uomo e della donna è la grammatica generativa, il nodo d o ro, potremmo dire. La fede la attinge dalla sapienza della creazione di Dio: che ha affidato alla famiglia non la cura di un intimità fine a sé stessa, bensì l emozionante progetto di rendere domestico il mondo. Proprio la famiglia è all inizio, alla base di questa cultura mondiale che ci salva; ci salva da tanti, tanti attacchi, tante distruzioni, da tante colonizzazioni, come quella del denaro o delle ideologie che minacciano tanto il mondo. La famiglia è la base per difendersi! Proprio dalla Parola biblica della creazione abbiamo preso la nostra ispirazione fondamentale, nelle nostre brevi meditazioni del mercoledì sulla famiglia. A questa Parola possiamo e dobbiamo nuovamente attingere con ampiezza e profondità. È un grande lavoro, quello che ci aspetta, ma anche molto entusiasmante. La creazione di Dio non è una semplice premessa filosofica: è l orizzonte universale della vita e della fede! Non c è un disegno divino diverso dalla creazione e dalla sua salvezza. È per la salvezza della creatura di ogni creatura che Dio si è fatto uomo: «per noi uomini e per la nostra salvezza», come dice il C re d o. E Gesù risorto è «primogenito di ogni creatura» (Col 1, 15). Il mondo creato è affidato all uomo e alla donna: quello che accade tra loro dà l impronta a tutto. Il loro rifiuto della benedizione di Dio approda fatalmente ad un delirio di onnipotenza che rovina ogni cosa. È ciò che chiamiamo peccato originale. E tutti veniamo al mondo nell eredità di questa malattia. Nonostante ciò, non siamo maledetti, né abbandonati a noi stessi. L antico racconto del primo amore di Dio per l uomo e la donna, aveva già pagine scritte col fuoco, a questo riguardo! «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe» (Gn 3, 15a). Sono le parole che Dio rivolge al serpente ingannatore, incantatore. Mediante queste parole Dio segna la donna con una barriera protettiva contro il male, alla quale essa può ricorrere se vuole per ogni generazione. Vuol dire che la donna porta una segreta e speciale benedizione, per la difesa della sua creatura dal Maligno! Come la Donna dell Apocalisse, che corre a nascondere il figlio dal Drago. E Dio la protegge (cfr. Ap 12, 6). Pensate quale profondità si apre qui! Esistono molti luoghi comuni, a volte persino offensivi, sulla donna tentatrice che ispira al male. Invece c è spazio per una teologia della donna che sia all altezza di questa benedizione di Dio per lei e per la generazione! La misericordiosa protezione di Dio nei confronti dell uomo e della donna, in ogni caso, non viene mai meno per entrambi. Non dimentichiamo questo! Il linguaggio simbolico della Bibbia ci dice che prima di allontanarli dal giardino dell Eden, Dio fece all uomo e alla donna tuniche di pelle e li vestì (cfr. Gn 3, 21). Questo gesto di tenerezza significa che anche nelle dolorose conseguenze del nostro peccato, Dio non vuole che rimaniamo nudi e abbandonati al nostro destino di peccatori. Questa tenerezza divina, questa cura per noi, la vediamo incarnata in Gesù di Nazaret, figlio di Dio «nato da donna» (Gal 4, 4). E sempre san Paolo dice ancora: «mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5, 8). Cristo, nato da donna, da una donna. È la carezza di Dio sulle nostre piaghe, sui nostri sbagli, sui nostri peccati. Ma Dio ci ama come siamo e vuole portarci avanti con questo progetto, e la donna è quella più forte che porta avanti questo progetto. La promessa che Dio fa all uomo e alla donna, all origine della storia, include tutti gli esseri umani, sino alla fine della storia. Se abbiamo fede sufficiente, le famiglie dei popoli della terra si riconosceranno in questa benedizione. In ogni modo, chiunque si lascia commuovere da questa visione, a qualunque popolo, nazione, religione appartenga, si metta in cammino con noi. Sarà nostro fratello e nostra sorella, senza fare proselitismo. Camminiamo insieme sotto questa benedizione e sotto questo scopo di Dio di farci tutti fratelli nella vita in un mondo che va avanti e che nasce proprio dalla famiglia, dall unione dell uomo e la donna. Dio vi benedica, famiglie di ogni angolo della terra! Dio vi benedica tutti! A far da eco ai rintocchi di pace della famosa campana Maria dolens di Rovereto ci sarà, dal 4 ottobre, festa di san Francesco, una moderna rappresentazione in bronzo della pietà, opera dello scultore romano Luciano Capriotti. Stamane, al termine dell udienza in piazza San Pietro, il Papa ha benedetto l opera che gli è stata presentata dall arcivescovo di Trento, monsignor Luigi Bressan. Accompagnato dal reggente della fondazione della storica campana, Alberto Robol, con il vicereggente Lorenzo Saiani e un folta delegazione giunta dal Trentino e guidata da Morena Berti. Alta quattro metri, la statua della Madonna che tiene tra le braccia il Figlio, spiega lo scultore, «ha tante significative letture che richiamano il valore universale della pace». L opera deve la sua nascita in particolare all intuizione di Robol, il quale ha fortemente voluto che fosse l arte contemporanea a simboleggiare, prima in piazza San Pietro e poi nella sede di Rovereto, la vocazione alla pace della Fondazione opera campana dei caduti. Una vocazione che ha radici antiche. L evento di oggi, infatti, giunge a novanta anni dal primo rintocco di Maria dolens, e a cinquant anni da quando Paolo VI, il 31 ottobre 1965, benedì in piazza San Pietro la campana della pace. Ed è «un pellegrinaggio di pace» anche quello che stanno vivendo dieci giovani disabili di Betlemme, accompagnati dal francescano Ibrahim Faltas, della Custodia di Terra Santa, e accolti da monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto. «Due bambini del nostro Caritas baby hospital sono stati adottati da famiglie di San Marino» spiega il francescano, aggiungendo che i ragazzi hanno voluto «ricambiare la visita compiuta da Papa Francesco nel maggio 2014». Ai ministri europei dell Ambiente attesi da decisivi impegni internazionali Solidarietà giustizia e partecipazione Prima dell udienza generale di mercoledì 16 settembre, Papa Francesco ha incontrato nell auletta dell Aula Paolo VI i ministri dell Ambiente dell Unione europea. In vista «degli importanti avvenimenti internazionali dei prossimi mesi», ovvero l adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile alla fine di questo mese e la successiva Conferenza sul clima a Parigi, il Pontefice ha ricordato tre principi fondamentali: «solidarietà, giustizia e partecipazione». Signore e signori, buongiorno! Saluto cordialmente tutti voi Signori ministri dell Ambiente dell Unione Europea, il cui incarico negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza per la cura della casa comune. cune riflessioni, anche in vista degli importanti avvenimenti internazionali dei prossimi mesi: l adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile alla fine di questo mese e la Cop 21 di Pa r i g i. Vorrei soffermarmi su tre principi. In primo luogo, il principio di solidarietà, parola talvolta dimenticata, altre volte abusata in maniera sterile. Sappiamo che le persone più vulnerabili dal degrado ambientale sono i poveri, che ne patiscono le conseguenze più gravi. Solidarietà vuol dire allora mettere in atto strumenti efficaci, capaci di unire la lotta al degrado ambientale con quella alla povertà. Esistono numerose esperienze positive in tale direzione. Si tratta, ad esempio, di sviluppo e trasferimento di sti ultimi sono chiamati a contribuire, a risolvere questo debito dando il buon esempio, limitando in modo importante il consumo di energia non rinnovabile, apportando risorse ai Paesi più bisognosi per promuovere politiche e programmi di sviluppo sostenibile, adottando sistemi di gestione adeguata delle fore- Rinto cchi di pace Ora il gruppo partirà alla volta di Milano dove, sabato 19 settembre, parteciperà alla Giornata della Palestina nell ambito dell Exp o. A presentare al Pontefice la loro lunga storia c erano stamani all udienza, vestiti con i loro abiti tradizionali e con i loro antichi vessilli, anche i rappresentanti della Belenský asistentský spolok della parrocchia di Spišská Belá della diocesi slovacca di Spiš, accompagnati dal parroco don Peter Petrák. Fondata nel 1506, «quest associazione cattolica non è mai venuta meno all impegno di accompagnare le processioni del Corpus Domini e della Via Crucis, come ogni altro rito religioso, nonostante le persecuzioni e pagando anche di persona, come nel tempo della riforma». «Un viaggio attraverso il passato ma con uno sguardo verso il futuro»: ecco il senso della mostra nel Braccio di Carlo Magno «Una benedizione reciproca. Papa Giovanni Paolo II e il popolo ebraico» che chiude giovedì. A Francesco è stata illustrato il senso dell esposizione che «ripercorre attraverso fotografie, immagini, manufatti artistici e suoni, il rapporto tra Karol Wojtyła e la comunità ebraica». A spiegarlo il curatore William Madges. In precedenza la mostra era stata allestita anche a New York, Los Angeles, Chicago e Filadelfia. C è, poi, l attenzione a chi soffre al centro dell Anno innocenziano in corso nella diocesi pugliese di Altamura - Gravina - Acquaviva delle fonti. «I poveri sono mie nepoti» era un espressione cara ad Antonio Pignatelli, eletto Infatti, l ambiente è un bene collettivo, patrimonio dell intera umanità, e responsabilità di ognuno di noi. Una responsabilità che non può che essere trasversale e richiede una efficace collaborazione all interno dell intera comunità internazionale. Ringrazio vivamente per aver voluto questo incontro che mi offre l opportunità di condividere con voi, pur brevemente, al- tecnologie appropriate, capaci di utilizzare al meglio risorse umane, naturali, socioeconomiche, maggiormente accessibili a livello locale, in modo da garantire una loro sostenibilità anche nel lungo periodo. In secondo luogo, il principio di giustizia. Nell enciclica Laudato sì ho parlato di debito ecologico, soprattutto tra Nord e Sud, connesso a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ecologico, come pure all uso sproporzionato delle risorse naturali compiuto storicamente da alcuni Paesi. Dobbiamo onorare questo debito. Queste, del trasporto, dei rifiuti, affrontando seriamente il grave problema dello spreco del cibo, favorendo un modello circolare dell economia, incoraggiando nuovi atteggiamenti e stili di vita. In terzo luogo, il principio di partecipazione, che richiede il coinvolgimento di tutte le parti in causa, anche quelle che spesso rimangono al margine dei processi decisionali. Viviamo infatti in un momento storico molto interessante: da una parte la scienza e la tecnologia mettono nelle nostre mani un potere senza precedenti; dall altra, il corretto uso di tale potere presuppone l adozione di una visione più integrale e integrante. Ciò richiede di aprire le porte ad un dialogo, dialogo ispirato da tale visione radicata in quella ecologia integrale, che è oggetto dell enciclica Laudato si. Si tratta ovviamente di una grande sfida culturale, spirituale ed educativa. Solidarietà, giustizia e partecipazione per rispetto della nostra dignità e per rispetto del creato. Cari signori ministri, la Cop21 si avvicina velocemente e c è ancora tanta strada da fare per giungere ad un risultato capace di raccogliere positivamente i numerosi stimoli che sono stati offerti come contributo a questo importante processo. Vi incoraggio vivamente ad intensificare il vostro lavoro, insieme a quello dei vostri colleghi, affinché a Parigi si arrivi al risultato desiderato. Da parte mia e della Santa Sede non mancherà il sostegno per rispondere adeguatamente tanto al grido della Terra quanto al grido dei poveri. Grazie. Papa con il nome di Innocenzo XII nel 1691 e chiamato anche «padre dei poveri». A quattrocento anni dalla sua nascita, avvenuta il 13 marzo 1615 a Spinazzola, piccola città dell altopiano murgiano, si è voluto appunto rilanciare la testimonianza di Innocenzo XII con «un anno di carità e misericordia» che stamani è stato presentato a Papa Francesco. Tra gli argentini presenti all udienza, i giocatori della fondazione Rugby sin fronteras che stanno per volare a Londra per giocare nello stadio Richmond, il 21 settembre, una partita nel segno della riconciliazione dopo la guerra delle Malvinas. Al match parteciperanno anche alcuni veterani che hanno combattuto su fronti opposti in quel conflitto, insieme con atleti famosi come gli argentini Rodrigo Roncero, Felipe Contepomi, Pedro Ledesma e Nacho Fernández Lobbe, l uruguaiano Jorge Zerbino, l all black neozelandese Doug Howlet, gli irlandesi Ronan O Gara e Alan Quinlan. «Lo sport può essere la chiave per non ripetere errori del passato, per conoscerci, comprenderci superando tutte le possibili divisioni fino a creare uno spirito di amicizia e di solidarietà» spiega Juan Bautista Segonds, fondatore di Rugby sin fronteras, E aggiunge: «Quando abbiamo iniziato questo progetto, nove anni fa, giocare a rugby con gli inglesi sembrava impossibile ma oggi siamo diventati amici». Tra i presenti anche le delegazioni di operatori dell ospedale pediatrico Garrahan di Buenos Aires e della fondazione che si occupa dei bambini in difficoltà a Rosario. E Amalia Pironio, nipote dell indimenticato cardinale argentino, morto nel 1998, di cui è in corso la causa di beatificazione.

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