FORMAZIONE E. CERTIFICAZIONE 3.0 Modelli di apprendimento in rete. A cura del Centro Studi EIPASS

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1 FORMAZIONE E CERTIFICAZIONE 3.0 Modelli di apprendimento in rete A cura del Centro Studi EIPASS

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3 3 FORMAZIONE E CERTIFICAZIONE 3.0 Modelli di apprendimento in rete

4 4 Redazione Dott. Domenico Pontrandolfo Prof.ssa Emanuela Capodiferro Dott. Filippo Vasco Prof. Roberto Castaldo Dott.ssa Annie Pontrandolfo Redazione grafica Daniele Cacciapaglia Copyright 2014 Attribuzione - Non commerciale CC BY-NC Condividi, copia e distribuisci il documento con ogni mezzo e in ogni formato. Adatta, trasforma e rielabora il materiale citando l origine. Il materiale non può essere usato per fini commerciali.

5 5 Il Centro Studi EIPASS, da sempre protagonista delle istanze di rinnovamento nel settore delle competenze digitali in ambito formativo, dedica queste pagine a tutti gli insegnanti e i formatori che ogni giorno affrontano, con impegno e professionalità, la più grande rivoluzione culturale sperimentata dall umanità. Il presente lavoro nasce quale agile contributo volto a evidenziare le novità e le radicali trasformazioni in atto nel mondo della formazione. Centro Studi EIPASS

6 6 INDICE PREMESSA... 7 WEB LIFELONG LEARNING: EVOLUZIONE CONTINUA FORMAZIONE E SVILUPPO PROFESSIONALE DI DOCENTI E FORMATORI NUOVE COMPETENZE I FONDAMENTI DELLA FORMAZIONE COME CAMBIA IL MONDO DELLA FORMAZIONE TRA WEB 2.0 E INTRODUZIONE RICONOSCERE IL BISOGNO DI CAMBIAMENTO DEFINIRE L IDEA ANALIZZARE IL SISTEMA PIANIFICARE LE AZIONI ADOTTARE UN PROGETTO SVILUPPARE L EDUCAZIONE MONITORARE E AGGIORNARE CONCLUSIONE FORMAZIONE E CERTIFICAZIONE... 30

7 7 PREMESSA Il medium che si utilizza per comunicare, inevitabilmente, influenza non solo la comunicazione ma gli stessi contenuti e la visione degli uomini che lo utilizzano. Le teorie di Mc Luhan 1 sono illuminanti in questo senso, e famosa è la sua profetica affermazione apparsa nel 1964: Il medium è il messaggio L impiego delle tecnologie informatiche si è ormai diffuso a livelli impensabili fino a pochi anni fa, e ormai permea ogni ambito della nostra esistenza diventando, quello che sempre Mc Luhan aveva teorizzato, un escrescenza del nostro corpo e della nostra mente. L evoluzione del Web è particolarmente esplicativa da questo punto di vista, ha prodotto, sta producendo e produrrà modifiche sostanziali nel nostro approccio alla cultura 2, caratterizzate da una rapidità mai sperimentata dagli esseri umani che ci hanno preceduto. Gli effetti, soprattutto per le generazioni di mezzo, possono essere spiazzanti, nonostante ciò, l habitus tecnologico è entrato di prepotenza nelle nostre vite e solo l educazione può fornirci un supporto fondamentale per affrontare i radicali cambiamenti che caratterizzano il nostro presente. In questo breve saggio abbiamo introdotto il discorso con il concetto di Web 3.0, sulla cui struttura diventa imprescindibile costruire il sistema di Formazione 3.0. Abbiamo rilevato i caratteri salienti del rinnovamento della rete, individuandoli nell uniformità dei linguaggi, nell aumentata e migliorata possibilità di lavorare (e nel nostro caso apprendere e insegnare) in mobilità, e in ultimo, nell interazione, non solo degli utenti della rete, com è tipico nel Web 2.0, ma anche degli stessi contenuti, gestiti da software sempre più intelligenti, capaci non solo di ordinare i dati ma anche di interpretarli per noi. Successivamente abbiamo aperto il discorso alle necessità formative di chi si occupa di formare; il concetto fondamentale in questo ambito è sicuramente la necessità di formazione continua, espressa felicemente dall espressione lifelong learning. Ci è parso 1 Herbert Marshall McLuhan (Edmonton, 21 luglio 1911 Toronto, 31 dicembre 1980) è stato un sociologo canadese noto per le sue teorie sulla comunicazione e sulla società nella sua interezza ma anche sul comportamento individuale in relazione ai mezzi tecnologici. Per McLuhan essi sono in grado di determinare i caratteri costitutivi della comunicazione producendo effetti profondi sul modo di intendere il mondo e sulla personale forma mentis. 2 Qui cultura è intesa con l accezione più ampia del termine cioè come tutto quello che contribuisce alla formazione dell individuo sul piano intellettuale, morale e sociale.

8 8 importante evidenziare alcuni aspetti, in particolare l esigenza di far emergere le azioni formative rivolte a chi insegna, dagli stessi ambiti di lavoro. In modo che le azioni non appaiano come ingerenza esterna ma come bisogno consapevole. In questo senso si è detto anche delle nuove competenze richieste in ambito formativo, ponendo l accento sull inclusività, per meglio promuovere l integrazione degli allievi in ogni sistema scolastico e formativo, e, per quanto appartenenti ad un ambito diverso, si è posta in rilievo la necessità di mantenere aggiornate le competenze digitali, essenziali per sostenere le sfide continue poste da una realtà in repentina trasformazione. Una parte essenziale di questo sintetico saggio è sicuramente lo spazio dedicato ai processi formativi e alla loro rimodulazione, declinata secondo un sistema che promuove la partecipazione di tutti gli attori della formazione e che integra la realtà esterna in modo nuovo e propositivo. Le ultime pagine sono dedicate al tema della certificazione e della sua centralità nell ambito della Formazione 3.0 quale contributo sostanziale alla uniformazione dei linguaggi e delle competenze. Presidente CERTIPASS Dott. Domenico Pontrandolfo

9 9 WEB 3.0 Ci troviamo di fronte ad un eterogenea montagna di dati creati grazie all ampia disponibilità e all uso di personal computer, social media, dispositivi mobile, la cui crescita esponenziale è stata favorita dall accelerazione del progresso delle tecnologie web, delle infrastrutture di rete, della comunicazione senza fili e del Cloud Computing. L evoluzione comprende anche la democratizzazione della creazione dei contenuti; infatti, quando internet ha cominciato a diffondersi, la creazione dei contenuti era una prerogativa delle grandi organizzazioni e di pochi tecnici preparati e capaci di usare e condividere le risorse informatiche di solito per uso scientifico. Oggi, con l avvento del Web 2.0, ognuno può portare il proprio personale contributo alla rete: condividendo e scambiando dati, informazioni e opinioni. Ma anche la tipologia di contenuti è variata notevolmente, nella sostanza e nella forma, senza contare anche l aspetto quantitativo. Il traffico di dati è passato dagli iniziali pochi megabyte al mese dei primi anni 90 agli 84 miliardi di Gigabyte del 2000, generato dall accesso di circa 400 milioni di utenti, e oggi ormai tocca cifre che è difficile persino esprimere e coinvolge oltre 2 miliardi di utenti a livello globale. Oggi, con l avvento del Web 2.0, ognuno può portare il proprio personale contributo alla rete: condividendo e scambiando dati, informazioni e opinioni.

10 10 Per l aspetto sostanziale dell evoluzione del Web possiamo sinteticamente rappresentare lo sviluppo di internet nel seguente schema: Si rende necessario capire verso quale futuro internet sta andando, cercando di tendere sempre verso la giusta direzione, in modo da poter competere in un mondo in così rapida trasformazione. Anche nel settore della formazione è importante conoscere teorie ed esperienze che permettano di mantenere un livello ottimale e oggi non è più possibile fermarsi alle conoscenze acquisite durante il proprio percorso accademico, le nuove tecnologie da una parte ci pongono sempre davanti a nuove sfide, dall altra ci permettono di dare concretezza a tutte le più recenti teorie sull apprendimento. Il Web 2.0 si concentra nel termine condivisione, infatti il principale risultato di questa rivoluzione è stata la possibilità di scambiare in rete ogni genere di informazione, senza più la necessità di utilizzare complicati protocolli o procedimenti comprensibili solo per i tecnici dell informatica.

11 11 Oggi con i social media siamo ogni giorno online, esprimiamo i nostri pensieri e i nostri stati d animo, condividiamo i nostri gusti e partecipiamo alle vite dei nostri amici, dei nostri colleghi, dei conoscenti con una semplicità mai sperimentata prima d ora. Inoltre lo sviluppo inaspettato - almeno con questo tenore - della tecnologia mobile, ci permette di essere online anche fuori dalle nostre case e dai nostri uffici. Oggi con i social media siamo ogni giorno online, esprimiamo i nostri pensieri e i nostri stati d animo, condividiamo i nostri gusti e partecipiamo alle vite dei nostri amici, dei nostri colleghi, dei conoscenti con una semplicità mai sperimentata prima d ora. Applicazioni di ogni genere ci invitano a comunicare continuamente e con diverse modalità, offrendo alla curiosità di molti, informazioni sui nostri spostamenti e sui nostri viaggi, sui locali che amiamo frequentare e persino su quelli che ci hanno delusi. Volendo, possiamo raccontare a tutti dei nostri acquisti o di quello che prepariamo a cena, anche gli sconosciuti sanno quando partecipiamo a un dato evento o aderiamo ad un certo programma politico.

12 12 Per quanto possa piacerci o meno la nuova realtà, è con essa che dobbiamo fare i conti anche in veste di formatori e docenti. Non è possibile evitarla se non escludendosi dalla vita sociale, con l ulteriore risultato di allontanare l intero Sistema Scuola dagli allievi e dal loro mondo; ben più saggio è confrontarsi, conoscere e imparare a utilizzare le nuove tecnologie, con matura consapevolezza e seguendone l incalzante evoluzione. Evoluzione rapida che è una delle principali caratteristiche delle nuove tecnologie e della rivoluzione rappresentata dall ICT 3, il passaggio tra Web 1.0 e Web 2.0 è stato graduale così come non è immediatamente avvertibile l attuale passaggio verso il Web 3.0, che pure è in atto. Occorre dire che normalmente usiamo il web senza renderci conto delle tecniche con cui è sviluppato, per cui è opportuno capire quali sono le caratteristiche del Web 3.0 per provare a riconoscerlo. Nel Web 3.0 ogni utente trova una sorta di assistente personale che conosce, praticamente, ogni cosa sui suoi gusti e sulle sue abitudini di ricerca, può accedere a tutte le informazioni presenti su internet e fare qualsiasi tipo di domanda. Molti rappresentano il Web 3.0 come un gigantesco database; mentre il Web 2.0 usa Internet per: realizzare connessioni tra le persone, il Web 3.0 usa Internet per connettere tra loro le informazioni. Nel Web 3.0 ogni utente trova una sorta di assistente personale che conosce, praticamente, ogni cosa sui suoi gusti e sulle sue abitudini di ricerca, può accedere a tutte le informazioni presenti su internet e fare qualsiasi tipo di domanda. Cerchiamo di comprendere il funzionamento del Web 3.0 con un esempio: decidiamo di andare in vacanza in Sudafrica e abbiamo un budget di 3000 per il nostro viaggio. Vogliamo soggiornare in un bel posto ma il denaro che abbiamo a disposizione è limitato e abbiamo bisogno di prenotare un volo che rientri nelle nostre possibilità. Con le risorse Web attualmente disponibili, dovremmo fare molteplici ricerche per trovare le migliori opzioni per la nostra vacanza. Avremmo bisogno di ricercare potenziali destinazioni e decidere quella adeguata alle nostre aspettative e ai nostri bisogni. 3 ICT: Information and Communication Technology

13 13 Potremmo visitare due o tre siti Web di viaggi scontati e confrontare i prezzi per voli e camere d'albergo. Indubbiamente impiegheremo un mucchio di tempo per vagliare i risultati dei motori di ricerca. Con il Web 3.0 possiamo sederci e lasciare che Internet faccia tutto il lavoro di ricerca al posto nostro, possiamo non solo utilizzare il servizio di ricerca ma restringere i parametri di essa con dei filtri. È possibile raccogliere, analizzare e visualizzare i dati con assoluta semplicità, ed effettivamente alcune applicazioni di questo genere sono già presenti sulla rete, soprattutto nei settori legati al marketing, ma il sistema si amplierà perfezionandosi e allargandosi a tutti i settori di ricerca, in quanto la principale caratteristica del Web 3.0 è quella di comprendere le informazioni presenti in rete. Oggi, a meno di usare motori di ricerca specifici (pensiamo soprattutto a portali di ricerca per i viaggi), il motore non è in grado di capire realmente quello che stiamo cercando. La ricerca è semplicemente testuale e ci mostra le pagine Web che contengono le parole chiave inserite nei nostri termini di ricerca. Il motore di ricerca non può dire se la pagina Web è effettivamente rilevante per la nostra ricerca. Si può solo dire che sicuramente la parola chiave appare sulla pagina web, ma è facile che i risultati comprendano voci che non sono assolutamente di nostro interesse. È sempre difficile fare previsioni sui possibili sviluppi di una tecnologia, nel caso del Web 3.0, buona parte degli esperti Internet pensano che permetterà agli utenti un esperienza di navigazione più ricca. Molti ritengono che ogni utente di Internet avrà un unico profilo, basato sulla sua cronologia di navigazione. Il Web 3.0 userà questo profilo per adattare l esperienza di navigazione, basandola sulle peculiarità di ogni individuo. Questo significa che se due persone differenti faranno una stessa ricerca su Internet, otterranno risultati diversi in base alle proprie abitudini di ricerca. Qualcosa che parzialmente accade anche oggi, infatti se abbiamo un

14 14 profilo registrato su Google, spesso alla richiesta per esempio di ristoranti, i primi risultati sono quelli vicini alla nostra località, perché il nostro browser sa già dove siamo, inoltre se cerchiamo spesso alcuni termini, nelle ricerche successive quei termini emergono subito e sono posti in rilievo con un colore differente. Naturalmente questo è solo l inizio. Le tecnologie e i software richiesti per il Web 3.0 non sono ancora completamente sviluppate, anche se ci sono applicazioni che utilizzano impostazioni e modalità ad esso riconducibili: un esempio è Shazam che ci aiuta a capire quale musica vogliamo comprare e ascoltare, dove possiamo farlo, e ci suggerisce anche brani, autori e album che potremmo apprezzare in quanto affini ai gusti che abbiamo già espresso. Funzionano così numerosi siti web e portali, soprattutto quelli presenti su device mobile, l evoluzione del Web 3.0 consiste proprio nel far funzionare allo stesso modo i principali motori di ricerca. Teoricamente il nuovo sistema web è stato già prefigurato da Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web nell ormai lontano 1989, il primo ad ipotizzare e concretizzare quello che oggi è senza dubbio il media egemone. Berners-Lee ha - sin dall inizio pensato - ad una rete destinata a trasformarsi in Web semantico, anche se oggi la struttura del Web è ancora organizzata per essere interpretata e utilizzata dagli essere umani che link dopo link arrivano alle informazioni di loro interesse. I computer non sono ancora in grado di farlo perché i motori di ricerca possono solo eseguire scansioni delle parole chiave sulle pagine web, attraverso i cosiddetti tag che gli sviluppatori e gli stessi utenti lasciano per etichettare immagini, file di testo o multimediali, e rendere così ricercabili nella rete i contenuti pubblicati, ma non hanno la capacità di ricavare un senso logico dalla loro presenza in rete. Il Web semantico si basa sull ausilio l ausilio dei cosiddetti agenti semantici 4 ; essi hanno il compito di 4 Gli agenti semantici sono software che raccolgono, elaborano e scambiano informazioni e risultati con altri programmi.

15 15 percorrere il web alla ricerca di informazioni rilevanti e logicamente collegate tra loro, grazie alla presenza di informazioni strutturate gerarchicamente, denominate ontologie 5, che dovranno essere dettagliate e complete per aumentare l efficacia del meccanismo. Nella visione di Berners-Lee, le ontologie dovrebbero esistere sotto forma di metadati, cioè informazioni presenti nel codice delle pagine Web, invisibili agli esseri umani, ma interpretabili dai computer. La costruzione di ontologie richiede molto impegno, come si può immaginare, è probabilmente questo il maggiore ostacolo che non ha ancora permesso l affermazione del Web Semantico. D'altra parte tutti gli utenti sono ormai abituati ad assegnare tag ai contenuti che condividono sul web o alle immagini e ai vari file multimediali, quindi è naturale che gli stessi utenti stiano iniziando a contribuire alla costruzione del Web semantico. Tutti i blog prevedono di assegnare tag alle pagine pubblicate, rendendo più semplice classificare le varie voci sotto più argomenti specifici. Siti di condivisioni di immagini, come Flickr, permettono agli utenti di contrassegnare le foto con i tag. Secondo alcuni esperti, il Web 3.0 sarà in grado di associare logicamente tra loro i tag e le etichette, restituendo così risultati più utili e adatti all'utente. Probabilmente il Web 3.0 unirà il concetto di Berners-Lee del Web Semantico con i procedimenti di tagging del Web 2.0. Tutti gli utenti sono ormai abituati ad assegnare tag ai contenuti che condividono sul web o alle immagini e ai vari file multimediali, quindi è naturale che gli stessi utenti stiano iniziando a contribuire alla costruzione del Web semantico. 5 L ontologia in informatica è una definizione dei termini usati in un certo dominio e delle relazioni esistenti tra di loro.

16 16 LIFELONG LEARNING: EVOLUZIONE CONTINUA LIFELONG LEARNING Gli obiettivi primari dell Unione Europea sono legati allo sviluppo personale, della società e dell economia nei Paesi membri. L Educazione rappresenta, oggi più che in passato, un fattore fondamentale per il cambiamento sociale, in quanto la natura stessa del lavoro cambia e mutano soprattutto le competenze necessarie per lavorare in modo produttivo. Il Sistema formativo deve assicurare a tutti, e sempre, uguali possibilità e opportunità di partecipazione alla vita economica, senza subire negativamente i continui cambiamenti che caratterizzano i nostri tempi. I processi di insegnamento e apprendimento rappresentano un bisogno fondamentale e un diritto sancito dall Unione Europea 6, in quanto sono lo strumento per creare e impiegare le competenze che permettono di dominare efficacemente gli sviluppi tecnologici e la globalizzazione. Il Sistema formativo deve assicurare a tutti, e sempre, uguali possibilità e opportunità di partecipazione alla vita economica, senza subire negativamente i continui cambiamenti che caratterizzano i nostri tempi. 6 Competenze chiave per un mondo in trasformazione: <http://europa.eu/legislation_summaries/education_training_youth/general_framework/ef0020_it.htm>

17 17 Possiamo però andare oltre, e citando Lindman 7, ricordare che educazione e formazione, non sono solo preparazione alla vita, ma sono vita esse stesse. Un primo aspetto da considerare è la crescente sfiducia che la scuola ha generato attorno a sé nella nostra società. La cronaca riporta molto spesso fatti scabrosi ed esecrabili avvenuti tra le mura di una scuola, e non è raro che personaggi del mondo dello spettacolo o addirittura della cultura, evidenzino o addirittura sbandierino una precaria formazione scolastica, senza contare il modo in cui la scuola viene spesso intesa, più un ente assistenziale che un vero motore del progresso. Si tratta di un atteggiamento, se non addirittura di una moda, non responsabile e corretto. D altra parte esperienze educative e formative extra scolastiche sono nella prassi e anzi rispondono all esigenza di auto-educazione, un aspetto essenziale della maturazione dell individuo, tuttavia è evidente che non è possibile rinunciare all Istituzione Scuola quale centro propulsore delle pratiche formative, e per rendere efficace il suo ruolo non resta che curare la qualità, l efficienza e l efficacia delle sue azioni. In questo contesto resta fondante il concetto di lifelong learning ed in particolare di capacità di imparare ad imparare, competenza trasversale e fondamentale per proseguire il proprio percorso di crescita (personale e professionale) anche successivamente al periodo della formazione scolastica; quest ultima però non può limitarsi a fornire conoscenze modulate per le domande dei quiz di selezione ma deve concretizzarsi nell esercizio e sviluppo delle capacità di analisi, di compendio, di argomentazione e di risoluzione dei problemi. In questo contesto resta fondante il concetto di lifelong learning ed in particolare di capacità di imparare ad imparare, competenza trasversale e fondamentale per proseguire il proprio percorso di crescita (personale e professionale) anche successivamente al periodo della formazione scolastica. 7 Eduard C. Lindeman ( ) è un formatore americano noto per essere tra I primi ad occuparsi specificamente dell educazione degli adulti. Il suo contributo è affidato al suo libro The Meaning of Adult Education.

18 18 FORMAZIONE E SVILUPPO PROFESSIONALE DI DOCENTI E FORMATORI Durante la Conferenza di Lisbona del 2007, dedicata alle strategia per la crescita dei Paesi europei, uno degli assunti espressi con maggiore vigore fu quello di migliorare l istruzione e la formazione per insegnanti e formatori. La costruzione di coerenti percorsi di formazione iniziale e continua, che faccia riferimento allo sviluppo professionale del docente e al rapporto con l organizzazione scolastica, rappresenta una sfida comune ai sistemi formativi, soprattutto se si considera lo sfasamento tra le enfatiche affermazioni sul valore intrinseco della professione docente e l oggettivo declino del suo status sia sociale sia economico. L istruzione e la formazione sono i pilastri dell investimento sociale per lo Stato, uno strumento politico essenziale alla costruzione di un circolo virtuoso tra innovazione e competitività, da un lato, e coesione e capacità di accogliere dall altro. Non ci può essere una società del sapere senza un sistema di formazione in grado di rispondere alla sua continua trasformazione ed evoluzione. In sede Europea si sono stabiliti precisi obiettivi comuni e azioni di monitoraggio per migliorare i sistemi scolastici e fornire ai giovani i saperi e le competenze necessari. Le due questioni principali sono la volontà di creare una scuola realmente inclusiva, e quindi l adozione di sistemi pedagogici nuovi e modalità di lavoro che superino il modello scolastico unico, e quella messa in campo dall innovazione tecnologica. La seconda questione, che ha mutato completamente la realtà quotidiana, richiede approcci innovativi e specifiche competenze per i formatori, il cui ruolo resta insostituibile, a fronte della necessità di un continuo processo di aggiornamento per essere per essere pienamente funzionale alle rinnovate modalità e potenzialità di apprendimento. In sede Europea si sono stabiliti precisi obiettivi comuni e azioni di monitoraggio per migliorare i sistemi scolastici e fornire ai giovani i saperi e le competenze necessari. Le due questioni principali sono la volontà di creare una scuola realmente inclusiva, e quindi l adozione di sistemi pedagogici nuovi e modalità di lavoro che superino il modello scolastico unico, e quella messa in campo dall innovazione tecnologica.

19 19 Per i formatori è importante impiegare nuovi metodi di comunicazione basati su modalità intertestuali e crossmediali, che permettano l acquisizione di concetti e competenze tra loro integrati, capaci di potenziarsi a vicenda, esattamente come avviene nel campo dei media, della pubblicità e del marketing. Occorre dire che i risultati delle azioni per adeguare il livello di insegnanti e formatori non sono ancora del tutto soddisfacenti; probabilmente ciò dipende dal fatto che tali azioni non provengono sempre dal mondo della scuola e sono avvertite spesso come una sorta di indebita e pericolosa ingerenza. Una valida possibilità di successo è rappresentata dalla formazione fra pari, che permette di coinvolgere maggiormente formatori e docenti contribuendo all evoluzione della stessa dignità di chi insegna. Ostacoli da superare restano l individualismo della professione e la realizzazione di una reale autonomia limitata da un eccesso di burocrazia che, pur con le migliori intenzioni, ha provocato negli ultimi anni un eccessivo immobilismo. Per porre fine a questa situazione è importante dar vita a una concreta condivisione che preveda comunità di lavoro integrate che abbiano tra i loro fini la ricerca di nuove metodologie, l adozione dei processi di rinnovamento, lo scambio di idee sull insegnamento e l apprendimento. Qualsiasi riforma della scuola non può prescindere dal coinvolgimento degli stessi insegnanti, che vanno impegnati e resi protagonisti di qualsiasi tentativo di sviluppo e attuazione di azioni di rinnovamento. A questo riguardo, l apprendimento permanente andrebbe ripensato, costruendo i meccanismi di formazione in base alle necessità delle persone e della professione, e investendo nella realizzazione di reti di lavoro collettivo che siano di supporto a politiche della formazione fondate sulla condivisione e sul dialogo. Qualsiasi riforma della scuola non può prescindere dal coinvolgimento degli stessi insegnanti, che vanno impegnati e resi protagonisti di qualsiasi tentativo di sviluppo e attuazione di azioni di rinnovamento.

20 20 NUOVE COMPETENZE L apprendimento di qualità riveste importanza fondamentale nella vita di un individuo, non solo per la carriera professionale ma anche per il suo ruolo attivo nella società. Il sistema scolastico dell obbligo è in parte cambiato nella percezione dall esterno e nelle aspettative di famiglie e allievi. Infatti non si inizia a pensare come l Istituzione che permette di acquisire le nuove competenze chiave: se un tempo era necessario solo fare di conto, leggere e scrivere, oggi è indispensabile leggere e parlare fluentemente almeno una lingua straniera, le conoscenze e competenze informatiche non sono più deputate a tecnici e ingegneri ma diventano essenziali per tutti. In generale le competenze sociali, civiche e culturali aumentano e si evolvono in parallelo con la nostra società sempre più complessa. Tra le competenze che rivestono maggiore rilievo un ruolo fondamentale è quello di imparare ad imparare, abilità trasversale a qualsiasi disciplina e fondamento di qualsiasi creazione e accumulo di conoscenza, che rappresenta il presupposto essenziale dell apprendimento continuo. Per quanto l istruzione sia una necessità ed un obbligo, è evidente che l accesso e soprattutto l ottenimento di conoscenze e competenze di base, non sia garantito a tutti in ugual modo. Tra le competenze che rivestono maggiore rilievo un ruolo fondamentale è quello di imparare ad imparare, abilità trasversale a qualsiasi disciplina e fondamento di qualsiasi creazione e accumulo di conoscenza, che rappresenta il presupposto essenziale dell apprendimento continuo. Si rende indispensabile la lotta agli abbandoni scolastici e l impegno per limitare al massimo gli insuccessi scolastici, un aspetto da considerare attentamente anche nell ambito della formazione dei docenti. Altro fattore da prendere in considerazione è l eterogeneità del gruppo degli insegnanti, in quanto hanno formazione e competenze molto differenti tra loro.

21 21 I confini tra le diverse categorie devono necessariamente diventare osmotici e la formazione dei docenti deve comprendere i seguenti tre ambiti: l area delle conoscenze, delle informazioni e della tecnologia; l area della comunicazioni e dell operatività con allievi, colleghi e altri collaboratori; l area dei rapporti con il sociale. La prima area è abitualmente ritenuta il fulcro della professione. In base al profilo del docente sono necessarie conoscenze di vario tipo. Naturalmente è fondamentale un notevole livello di approfondimento delle proprie materie, ma a prescindere da questo, tutti i docenti dovrebbero essere in grado di ricercare, esaminare, schematizzare, dialogare, facilitare l acquisizione di conoscenze ed abilità, e infine determinare una valutazione, il tutto con l ausilio della tecnologia in genere e di quella informatica in particolare. Ogni docente o formatore deve essere capace di attuare delle scelte riguardo ai metodi organizzare l insegnamento e favorire l apprendimento in modo adeguato, identificando i differenti bisogni dei propri allievi e guidandoli e sostenendoli verso un apprendimento autonomo e permanente. Infine, deve imparare le pratiche di tipo riflessivo, cioè essere in grado di valutare analiticamente il proprio lavoro, soppesando successi e insuccessi, per perfezionare le proprie strategie e tecniche didattiche e nello stesso tempo accrescere e partecipare alla produzione di nuove idee nel campo dell educazione e della formazione. Le competenze fondamentali per la seconda area (comunicazione) confermano che il mestiere dell insegnante non può ricondursi a semplice trasmissione di dati e conoscenze; esso si basa sui valori dell inclusione sociale e dell attenzione allo sviluppo personale. Il lavoro dell insegnante richiede una buona capacità di comprensione delle capacità, degli interessi e delle necessità specifiche degli studenti di qualsiasi età.

22 22 Ogni insegnante deve sviluppare il potenziale di ciascun allievo. Ancora, una formazione di qualità deve sortire da un lavoro di squadra che coinvolga allievi, altri docenti e personale interno, ma anche soggetti che operano all esterno della scuola; di conseguenza l insegnante deve incrementare le proprie capacità di comunicazione e collaborazione, e sostenere un buon grado di fiducia nei rapporti con gli altri. Infine, la terza area (sociale) interessa il processo educativo in genere, al di là del singolo studente o della classe o dello stesso istituto scolastico. Concerne i rapporti che collegano l allievo, l insegnante e la scuola con l intera società. Aspetto fondamentale resta quello che docenti e formatori devono essere autonomi e, presupposto di ciò, è possedere adeguate conoscenze e competenze. Un insegnante che si comporta come un tecnico, occupandosi solo della trasmissione delle conoscenze, non è quello di cui la scuola ha bisogno. Per preparare i loro allievi a fronteggiare i diversi ruoli nella società, è necessario che sia chiara l importanza del ruolo dell educazione in termini di dinamiche sociali; il docente deve saper valutare la diversità delle culture e dei sistemi di valori dei loro allievi e determinare il processo di apprendimento di ciascuno in base al principi di uguaglianza sociale. Ogni insegnante deve sviluppare il potenziale di ciascun allievo. Ancora, una formazione di qualità deve sortire da un lavoro di squadra che coinvolga allievi, altri docenti e personale interno, ma anche soggetti che operano all esterno della scuola; di conseguenza l insegnante deve incrementare le proprie capacità di comunicazione e collaborazione, e sostenere un buon grado di fiducia nei rapporti con gli altri. In ogni caso, la riflessione sul lavoro e sulle competenze dell insegnante non può avvenire al di fuori del tempo e dello spazio reali. Come abbiamo già sottolineato, le nuove sfide non possono essere affrontate solo da pochi esperti che si dedicano professionalmente alla formazione degli insegnanti. Si tratta invece di processi che vanno radicati e connessi profondamente con i mutamenti e le esigenze della società, rilevanti per tutte le categorie interessate, e quindi, per tutti i cittadini. Una profonda riflessione su questo tema è oggi essenziale in tutti i paesi dell Unione Europea e a livello nazionale. Del resto, questo discorso deve fare riferimento anche al contesto più allargato, e non soltanto alle peculiarità e alle tradizioni nazionali; oggi come domani i sottosistemi scolastici dei singoli Paesi

23 23 non possono svilupparsi in modo efficiente, se non prendono in considerazione ciò che accade intorno, nel continente o nel mondo. I FONDAMENTI DELLA FORMAZIONE La formazione dei formatori oggi non può prescindere da due principi, evidenziati chiaramente anche in sede europea: aumentare il livello di formazione di chi insegna e le aspettative di un più elevato livello di conoscenze e competenze da parte dei docenti; assicurare ai docenti l apprendimento permanente, in quanto per la natura stessa del loro lavoro devono costantemente aggiornarsi, continuando ad incrementare il loro bagaglio di conoscenze. Analizzando il quadro attuale emergono alcune aree che richiedono un approfondimento. L aspetto caratteristico del ruolo dell insegnante risiede nel suo ruolo di co-protagonista e facilitatore nel processo di apprendimento. Non intendiamo con ciò rendere secondaria la figura del docente la cui azione non deve essere limitata dalle differenze sociali e culturali dei discenti; al contrario, è necessaria un azione ancora più coerente e differenziata, legata al contesto e fondata su conoscenze approfondite e aggiornate: il tutto, in funzione della materia insegnata, dei processi di apprendimento, del contesto degli studenti, degli insegnanti e delle scuole. Senza dimenticare la pertinenza e la motivazione delle strategie di lavoro da adeguare in base alla loro regolamentazione continua. In quanto abbiamo appena affermato sulla funzione dell insegnare - e in cui risiedono le stesse ragioni

24 24 dell esistenza della figura dell insegnante / formatore / docente - dobbiamo rintracciare le metodologie di acquisizione del sapere di un insegnante e il suo rapporto con la ricerca nel campo dell insegnamento e della formazione, in particolare con quella metodologia formativa nota come pratica riflessiva. Come detto precedentemente, il sapere specifico e distintivo richiesto per insegnare è di natura articolata ed eterogenea e non può ridursi alla conoscenza delle materie o delle aree di specializzazione dell insegnante; né d altronde può essere ricondotto al solo sapere esperienziale sebbene entrambi questi aspetti siano necessari. Quello che identifica le conoscenze professionali che rendono idoneo un formatore a insegnare, coincide con il continuo e consapevole processo di formazione ed aggiornamento, che di fatto permette il corretto sviluppo professionale di un docente. Solo così egli sarà in grado di offrire: Come detto precedentemente, il sapere specifico e distintivo richiesto per insegnare è di natura articolata ed eterogenea e non può ridursi alla conoscenza delle materie o delle aree di specializzazione dell insegnante; né d altronde può essere ricondotto al solo sapere esperienziale sebbene entrambi questi aspetti siano necessari. una prestazione didattica di qualità; la capacità di basare su regole e metodologie le proprie azioni; avere la padronanza degli strumenti e delle modalità che permettono di conseguire buoni esiti formativi. É utile dunque operare una destrutturazione dell idea del formatore sia come tecnico della formazione che come semplice portatore del sapere formalizzato. Il concetto di insegnamento legato a quello di esperienza, nella definizione che ne danno gli insegnanti e i formatori, ricorrente in innumerevoli studi e ricerche contemporanee, indirizza verso una cultura professionale che si dimostra rigidamente resistente alla rimodulazione dell attività dell insegnare, e in conclusione risulta incapace di riorientare l operato dei docenti nel senso di una organicità dell apprendimento da offrire a chi chiede formazione.

25 25 COME CAMBIA IL MONDO DELLA FORMAZIONE TRA WEB 2.0 E 3.0 INTRODUZIONE Il processo di cambiamento richiede dei passaggi così individuabili: Spesso si sorvola sulle modalità organizzative delle azioni formative, ma è facile comprendere come esse siano indispensabili per rendere efficaci gli interventi stessi.

26 26 RICONOSCERE IL BISOGNO DI CAMBIAMENTO Questo passo permette al formatore di interrogarsi su aspetti strategici come: Cos è la Formazione 3.0? Cosa comporta in pratica? Cosa è necessario fare per attivarsi? Chi dirige la scuola deve capire la natura delle trasformazioni nel campo della formazione e determinare se i suoi docenti sono pronti o meno. Spetta infatti al dirigente scolastico o a chi si occupa di gestire un ente di formazione il compito di evidenziare la necessità di rinnovamento dei processi formativi, e di motivare il personale docente mettendo nella giusta evidenza i capisaldi del nuovo sistema di Formazione nel suo contesto storico, mostrando altresì esempi concreti di quello che il cambiamento produce dal punto di vista degli studenti, delle famiglie e dei docenti. Durante questa fase la scuola dovrebbe iniziare a valutare i cambiamenti curriculari, tecnici e normativi indispensabili per favorire l approccio alla Formazione 3.0. DEFINIRE L IDEA In questa fase è importante che la scuola o l istituto che eroga formazione realizzi la visione progettuale di quello che significherà nella vita degli allievi l attuazione delle trasformazioni. In linea con le idee di Formazione 3.0 emerse all inizio del processo di cambiamento, chi si occupa di guidare il cambiamento deve quindi delineare un quadro delle prospettive formative nella propria scuola, basando il tutto sulle nuove forme di insegnamento e apprendimento, sull aggiornamento dei curricula, sulla revisione delle norme e sul ruolo centrale della rete tecnologica necessaria per la Formazione 3.0.

27 27 La comunità scolastica esaminerà quindi più da vicino le attività dei docenti e i bisogni formativi dei discenti, in piena ottica Formazione 3.0, raccogliendo le idee chiave e gli esempi più illuminanti sulle le novità evidenziate dagli sviluppi del nuovo corso formativo, e realizzerà una rappresentazione schematica o multimediale della giornata-tipo di uno studente nella sua scuola trasformata. L idea viene messa a punto da un gruppo di educatori che collaborano con studenti, genitori, consulenti scolastici e del mondo aziendale. Il risultato è una presentazione multimediale, oppure un testo ben strutturato, che possa documentare a tutti la progettazione di base per attuare il cambiamento. del nuovo sistema di Formazione nel suo contesto storico, mostrando altresì esempi concreti di quello che il cambiamento produce dal punto di vista degli studenti, delle famiglie e dei docenti. Durante questa fase la scuola dovrebbe iniziare a valutare i cambiamenti curriculari, tecnici e normativi indispensabili per favorire l approccio alla Formazione 3.0. ANALIZZARE IL SISTEMA È il momento di esaminare la scuola o l organizzazione del centro di formazione e compararla con l immagine di essa che abbiamo delineato per il futuro. La presentazione o il testo strutturato, possono essere accompagnati da una serie di sondaggi che contribuiscono a far evolvere positivamente questo processo. Docenti, studenti e, in generale, tutti gli attori facenti capo alla Comunità Scolastica prendono parte alla sua approfondita analisi, contribuendo nel suggerire buone pratiche, idee o opportunità e possibilità da sviluppare.

28 28 risorse in questa fase predispongono una sorta di elencazione per la Formazione 3.0, un analisi delle infrastrutture tecniche e un attenta osservazione dell organizzazione della Formazione attuale. PIANIFICARE LE AZIONI In questa fase la scuola o l organismo formativo si impegnano a realizzare un dettagliato progetto per trasformare l idea di partenza in realtà. Partendo dai risultati emersi dall analisi effettuata nella fase precedente, la scuola definisce i cambiamenti necessari nelle infrastrutture tecniche e nell organizzazione formativa necessari per il cambiamento. Il progetto viene definito da un gruppo formato da docenti, studenti, responsabili scolastici, esperti tecnici e membri della comunità. Gli strumenti per questa fase rendono necessario l adozione di un modello progettuale, che tenga adeguatamente conto anche delle altre realtà scolastiche che hanno già sperimentato il cambiamento o sono in una fase di sperimentazione più avanzata, e un azione di controllo sugli aspetti tecnologici di maggiore rilievo. Il progetto deve comprendere il piano economico, una programmazione temporale e l indicazione di una persona responsabile per ogni aspetto della trasformazione. ADOTTARE UN PROGETTO I dirigenti scolastici a questo punto devono comunicare il progetto, creare un gruppo di supporto, chiedere e ottenere l approvazione delle Istituzioni anche perché il tipo di trasformazione richiesto dalla Formazione 3.0 richiede investimenti pubblici di una certa rilevanza. Il gruppo di supporto, in questa fase, deve coadiuvare il dirigente nella realizzazione della relazione di accompagnamento e nella presentazione della stessa, magari avvalendosi di una presentazione multimediale.

29 29 SVILUPPARE L EDUCAZIONE 3.0 Infine è il momento di implementare la pianificazione: la scuola o l istituto formativo, ai fini della realizzazione del piano, devono intraprendere due percorsi distinti ma strettamente correlati tra loro: da una parte l adeguamento tecnologico, dall altra quello formativo. È bene evidenziare che nessun azione che punta all innovazione tecnologica può prescindere dalla fase progettuale (infrastruttura e didattica), il rischio è di investire ed acquisire strumentazioni senza aver preventivamente identificato attentamente le figure di riferimento, i loro compiti specifici e stabilito le metodologie didattiche da seguire. MONITORARE E AGGIORNARE In questa fase, che sarà necessariamente ripetuta e periodica, il gruppo di supporto costituito nella scuola o nell istituto formativo segue l evoluzione delle trasformazioni innescate dal processo, e aggiorna il programma in base ai bisogni che emergono. Inoltre pianifica e somministra una serie di sondaggi ed effettua analisi approfondite che permettono di supportare la scuola nel raggiungimento dell obiettivo iniziale, cioè il potenziamento e il miglioramento delle azioni educative e formative.

30 30 CONCLUSIONE FORMAZIONE E CERTIFICAZIONE I tempi della nostra società diventano sempre più rapidi e incalzanti, la necessità di fare bene e fare presto è un obbligo ormai in ogni settore, Scuola e formazione non possono tirarsi indietro. Un modo per rispondere all esigenza di rapidità è anche l acquisizione e il possesso di competenze certificate e aggiornate, volte a evitare frequenti prove attitudinali con dispendio di tempo e risorse. Occorre aggiungere ulteriori tasselli: la mobilità della figura dei formatori e la necessità che determinate abilità e competenze si uniformino a standard precisi per poter operare in qualsiasi contesto territoriale. Parlare con un unico linguaggio, operare con le medesime modalità sono requisiti ormai irrinunciabili, che permettono di operare in sinergia in un Europa che diviene sempre più villaggio globale. Una delle caratteristiche più rilevanti del Web 3.0, lo abbiamo visto nel primo capitolo, è il fatto di far comunicare device diversi tra loro e ovviamente con lo stesso linguaggio. Oggi comunicano tra loro non solo computer e tablet o smartphone ma anche frigoriferi e sistemi di allarme, televisori e lettori mp3, impianti di riscaldamento e robot da cucina, addirittura sono in sperimentazione abiti dotati di microchip e sistemi tecnologici che consentono di collegarsi in rete, di segnalare emergenze, di termoregolare o rispondere al telefono. Formazione 3.0 significa anche permettere ai formatori di comunicare tra loro in base a competenze e linguaggi finalmente condivisi. A questo proposito rappresentano una guida esemplare gli standard delineati dall UNESCO 8 per quanto concerne le competenze digitali dei docenti. Parlare con un unico linguaggio, operare con le medesime modalità sono requisiti ormai irrinunciabili, che permettono di operare in sinergia in un Europa che diviene sempre più villaggio globale. Formazione 3.0 significa anche permettere ai formatori di comunicare tra loro in base a competenze e linguaggi finalmente condivisi. 8 ICT Competency Standards for Teachers: <http://unesdoc.unesco.org/images/0015/001562/156207e.pdf>

31 31 Il quadro incrocia i tre approcci alla formazione basati sullo sviluppo delle capacità umane alfabetizzazione informatica; approfondimento delle conoscenze; creazione di nuove conoscenze. con i sei componenti del sistema educativo: visione e linee guida; curriculum e valutazione; pedagogia; ICT; organizzazione e amministrazione; sviluppo professionale dei docenti. Dall incontro dei precedenti elementi si ricavano dei moduli che rispondono a specifici obiettivi, necessari per affrontare le sfide educative poste ai docenti e ai formatori nell era del Web 3.0.

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