IPOTESI DI RIASSETTO DELLA VITIVINICOLTURA

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1 IPOTESI DI RIASSETTO DELLA VITIVINICOLTURA COOPERATIVA TRENTINA PREMESSE VIGNETO TRENTINO STRUTTURE ESISTENTI PROPOSTA DI NUOVO ASSETTO SITUAZIONE VITIVINICOLA GENERALE DATI DI ESPORTAZIONE NEL 2009 TRENTO, 3 MAGGIO

2 PREMESSE 1. Come conclusione della disamina sulla situazione vitivinicola generale, si può affermare che le difficoltà per il nostro settore hanno assunto un carattere strutturale di medio periodo. 2. In questo contesto la vitivinicoltura trentina sta perdendo la propria capacità di generare valore aggiunto di cui ha fruito negli ultimi 15 anni e si trova oggi in diretta competizione con altre Regioni vitivinicole in Italia e nel mondo, con l inevitabile perdita di valore medio delle uve prodotte. 3. La presenza prevalente di vitigni internazionali in Trentino, da un lato assicura espansione di mercato, dall altro rende inevitabile la necessità di competizione. 4. RCA Consulting mette chiaramente in evidenza come in alcune realtà della cooperazione i tentativi di crescita abbiano portato ad uno sviluppo inefficiente sotto il profilo economico e squilibrato sotto il profilo finanziario. 5. RCA Consulting pone elementi di preoccupazione nello squilibrio finanziario del sistema cooperativo trentino, che in molti casi pregiudica anche l equilibrio economico, aggravando la prevedibile diminuzione del valore delle uve nei prossimi anni. 6. Il sistema cooperativo vitivinicolo trentino contiene nel suo insieme importanti possibilità di miglioramento della gestione corrente e della situazione patrimoniale, tali da risolvere le necessità di reddito e di riduzione dell indebitamento. 7. In pieno accordo con le conclusioni di RCA Consulting, si ritiene necessaria la condivisione solidale delle azioni da intraprendere e ricercare il massimo effetto complessivo del sistema cooperativo e non della singola cooperativa. 2

3 VIGNETO TRENTINO Di solito il vino è figlio del territorio. In Trentino, rovesciando il consueto rapporto, il territorio è figlio del vino, il vigneto sovrasta il terreno dandogli forma e figura di paesaggio. In altre parole il vigneto trentino va difeso a tutti i costi e con esso tutto il tessuto sociale che lo coltiva. In Trentino in prevalenza è viticoltura di montagna, di grande qualità, con un costo di produzione delle uve elevato. Una buona prevalenza del vino trentino imbottigliato e commercializzato è posizionato nella fascia media con un prezzo finale che non remunera i maggiori costi di produzione. Il 40% delle quantità di vino rivendicato DOC TRENTINO viene Declassato a IGT con spreco di costi e perdita di valore. E evidente l urgenza di trovare più corrispondenza di qualità, costo, prezzo, fra uve prodotte e vino commercializzato. E obiettivo condivisibile che le grandi aziende imbottigliatrici CAVIT NOSIO - CONCILIO siano impegnate a sviluppare il proprio Marchio, sviluppare le quantità nel segmento di mercato in cui sono posizionate, con la necessità di mantenere i costi in relazione al prezzo di vendita, acquistando, se necessario, vino a costo inferiore, fuori Regione e creando, in qualche caso, eccedenze nelle cantine trentine. Nel breve periodo si possono eliminare sprechi e trovare risorse con un migliore coordinamento fra qualità prodotta e qualità venduta. 3

4 Nel medio periodo serve un maggiore sforzo delle aziende trentine per vendere prodotti posizionati nel segmento più alto del mercato, ma sicuramente è necessaria una nuova progettualità commerciale, in grado di valorizzare e remunerare la Viticoltura costosa di montagna. Le normative ai disciplinari di produzione delle DOC Trentine sono aggiornate, flessibili, con possibilità sempre di scelte vendemmiali in vigneto e in cantina, in grado di soddisfare il variare delle esigenze commerciali. 4

5 STRUTTURE COOPERATIVE ATTUALI 10 Cantine Sociali consorziate in CAVIT. Cantina Sociale Trento (Socio Cavit) con il controllo di CONCILIO SpA. La Vis con il controllo di CASA GIRELLI CESARINI SFORZA ETHICA. MEZZACORONA con il controllo di NOSIO. CRITICITÀ: Assenza di dialogo e di sinergie. Dannosa competizione fra i gruppi. Incapacità di gestire eccedenze e orientare la produzione. Cantine Socie di CAVIT, senza garanzia di conferimento, senza concrete iniziative commerciali autonome. Investimenti sbagliati o inutili se considerati in ottica complessiva. Costi di gestione fuori controllo e non ottimizzabili. Affiancano le strutture cooperative il gruppo di vignaioli (circa 80 produttori imbottigliatori) e di imbottigliatori/privati. Nonostante la quantità percentualmente ridotta commercializzata dai vignaioli, è rilevante il loro ruolo nella costituzione di valore (prestigio ed immagine) per il vino trentino. E utile che questo ruolo sia rispettato e reso sinergico. 5

6 PROPOSTA DI NUOVO ASSETTO 1. I produttori trentini messi al centro del sistema economico, uniti in un nuovo organismo centrale (Istituto del Vino Trentino o altro) con rappresentatività in proporzione agli ettari di vigneto. Avrà lo scopo di sviluppare e difendere l attività tecnica ed economica dei Soci ed avere potere di: - coordinamento produttivo; - gestione delle produzioni/eccedenze; - proposta di aggiornamento normativo; - rapporto con gli Enti Pubblici; - orientamenti degli investimenti promo-pubblicitari. Potranno aderire, senza diritto di volto, i rappresentanti degli organismi di comparto esistenti. E essenziale che il Presidente sia persona di provata competenza e professionalità. 2. CAVIT diventa Società per Azioni, attraverso un percorso societario tale da far emergere importanti plusvalenze nelle Cantine Socie. Queste avranno la possibilità di vendere quote CAVIT, fino ad un massimo del 49% a terzi o Enti provinciali o di scambiare quote fra Cantine. I rapporti fra CAVIT e CANTINE SOCIE saranno regolati da PATTI PARASOCIALI e REGOLAMENTI VINCOLANTI. CAVIT, liberata da molti obblighi nei confronti delle Cantine socie, dovrà produrre utili da distribuire. 3. LA.VIS dovrà attuare il piano proposto e cedere tutte le società controllate per riequilibrare la situazione finanziaria. 6

7 LAVIS dovrà essere aiutata nelle dismissioni dal sistema cooperativo e dall Amministrazione Provinciale per ottenere nel contempo un rafforzamento complessivo provinciale. CAVIT potrà trovare interesse ed aggiungere sviluppo nelle attività di Casa Girelli e Cesarini Sforza. Mezzacorona potrà trovare sinergie industriali e di dimensione con il settore frutticolo di LA.VIS. Enti pubblici provinciali potranno rilevare gli immobili liberati per essere valorizzati da destinazioni urbanistiche diverse. E fondamentale condividere e rispettare i ruoli e la finalità solidale di questa proposta. LA.VIS potrà ritornare al ruolo ante 2005, per la valorizzazione della qualità della propria base sociale e potrà tornare, dopo un certo periodo, ad essere parte importante del nuovo progetto delle Cantine Socie di CAVIT. 4. Cantina Sociale di TRENTO: si ritiene molto difficile o improbabile realizzare uno sviluppo importante di CONCILIO, appiattita su posizionamenti simili a quelli di CAVIT e di NOSIO e con maggiori vincoli strutturali e finanziari. Sarà preferibile puntare sulle produzioni di qualità di Le Meridiane (meglio Cantina Sociale di Trento) con uso tattico della distribuzione di CONCILIO e restando all interno del nuovo progetto Cantine Socie di CAVIT. 5. Mezzacorona con NOSIO potrà proseguire nello sviluppo programmato,secondo il modello in atto. Potrà e dovrà partecipare attivamente per una migliore gestione e valorizzazione della produzione trentina, in forma condivisa. 7

8 6. Le Cantine Socie di CAVIT potranno fruire delle importanti plusvalenze derivate dal passaggio a Spa di CAVIT, potranno vendereparte di minoranza delle quote, trovando soluzione alle posizioni debitorie. Devono essere impegnate ad un processo di razionalizzazione, diminuzione di costi, oggi molto al di sopra delle medie nazionali. Questo potrà avvenire con la fusione delle Strutture produttive fra RIVA e TOBLINO e fra VIVALLIS NOMI e ALDENO e, forse, ISERA con MORI. E decisamente consigliabile la fusione societaria rispetto ad altre formule miste possibili. Le cantine risanate dal punto di vista finanziario e riorganizzate secondo criteri di efficienza, devono avviare la valorizzazione delle qualità specifiche delle zone migliori con i propri marchi. La realizzazione di quanto sopra potrà avvenire tramite una nuova Società, più o meno vicina a CAVIT, con lo scopo di fornire servizi o commercializzare le produzioni delle singole Cantine o con aggregazioni fra le Cantine più simili fra loro. 8

9 SITUAZIONE GENERALE DEL SETTORE VITIVINICOLO Nel corso del 2009 si sono manifestati gli effetti devastanti della crisi sull economia reale: il commercio mondiale è calato dell 11%; in Italia ed il PIL ha perso il 5%; la produzione industriale è tornata a livelli di 10 anni fa; il tasso di disoccupazione ha raggiunto l 8%; la redditività delle imprese è al minimo storico, con conseguente aumento di fabbisogno finanziario; le banche sono impegnati a ricostruire i propri coefficienti patrimoniali ed hanno ridotto le concessioni di credito; è crollata quasi interamente la domanda di investimenti ed in parte minore sono diminuiti i consumi. La crisi reale è conseguenza della crisi finanziaria, del sistema finanziario che avrebbe dovuto gestire i rischi ed invece ne ha creati di nuovi e sconosciuti ed ha preferito giocare con la finanza anziché sostenere gli impieghi produttivi, il lavoro, le idee delle persone. Possiamo subito riaffermare la validità del modello cooperativo, finalizzato alla costruzione di patrimoni intergenerazionali, che sono all opposto della logica di ricerca di profitto a breve termine che ci ha precipitati in questa situazione. L agricoltura paga un prezzo pesantissimo alla crisi e quasi sempre lo paga il produttore, se non è integrato in sistemi di filiera. I consumi dei prodotti agroalimentari tengono, o diminuiscono poco, ma i prezzi di cessione alla distribuzione e all esportazione sono calati in maniera rilevante; quasi tutte le filiere agricole sono in perdita. 9

10 Evidentemente la crisi ha fatto esplodere i mali strutturali dei settori agricoli, ha messo in risalto le disfunzioni della filiera, l impostazione culturale degli operatori; se è così, la crisi passerà e l agricoltura continuerà a soffrire. Il settore vitivinicolo evidenzia ancora oggi mercati stanchi, prezzi in flessione e pessimismo degli operatori, forse un po mitigato con il Vinitaly appena conclusosi. Dobbiamo però ricordare che gli ultimi 15 anni da un punto di vista storico sono stati completamente anomali: consumi di vini di qualità in costante aumento; prezzi quasi ogni anno in aumento; ciclo delle scorte positivo, tutti hanno comperato più di quanto hanno consumato; investimenti importanti in vigna ed in cantina; aumento di valore dei terreni vitati. Oggi il cambio di passo ci sembra fortissimo, ma nessuno pensa ai vantaggi esagerati di prima, sicuramente in molte zone fra cui il Trentino. Il quadro della situazione a fine 2009 evidenzia: il prezzo medio del vino all origine è diminuito mediamente del 18% sull annata precedente: -21% per vini non doc -14% per vini doc/igt (fonte Ismea) mercato del vino sfuso fermo, senza interesse. Si compra svogliatamente modesti quantitativi destinati al fabbisogno di breve termine. Indicatore del mercato all origine di BARI dove oggi ci compra a 1,65/1,75 /ettogrado!! = uva 10 centesimi al kg!! Prezzo del vino imbottigliato in costante diminuzione. Il prezzo medio del vino esportato nel 2009 è calato del 13,3% rispetto al Si esportano decine di milioni di bottiglie di vino a 60/70 centesimi l una, anche di vini doc, questo significa: 10

11 filiera fortemente negativa, uva pagata abbondantemente sotto il costo di produzione, margini nulli per l imbottigliatore/esportatore; una forte e grave perdita di valore del comparto, perdita di immagine e prestigio costruito a fatica negli ultimi anni; rendere banale un prodotto che di per sé non è banale, anzi è portatore di valore esigenza edonistica stile di vita; perdita di importanza delle denominazioni. Un Chianti a 0,90 vuol dire che il Chianti non vale unulla; un Brunello a 3 / 4 euro è la distruzione di un mito. Ancor peggio se a praticare prezzi impossibili delle bottiglie sono cantine sociali che essendo azienda di filiera serie, posizionano chiaramente il vino al prezzo da loro praticato. Vengono indicati i soliti motivi: maggiori giacenze; aumento della produzione complessiva; riduzione dell export; riduzione dei consumi interni; l incertezza legata al mutato scenario normativo comunitario con l entrata in vigore della nuova OCM che toglie gli aiuti alla produzione (stoccaggio distillazione arricchimento) ed introduce nuove norme sulle designazioni (d.o.p. i.g.p. vitigni senza indicazione dell origine). In verità le cose non stanno proprio così, le esportazioni globalmente tengono, il consumo mondiale di vino è pressoché costante. Il prospetto che segue dimostra chiaramente che il vino italiano nel canale moderno di Italia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti ha segnato una sostanziale tenuta. Ma la cosa 11

12 strana è che mentre i produttori si devono confrontare con la continua e preoccupante perdita di valore, il prezzo medio sugli scaffali è aumentato. A dimostrazione che le scelte miopi di molti produttori che pensano di battere la concorrenza con il prezzo non arrivano al consumatore. Totale Mercato Vino Confezionato - Totale Italia Iper+super+LSP ITALIA Vendite in Volume Var. % Vol. Vendite in Valore Var. % Val. Prezzo Medio Euro/litro Var. % Prezzo ANNO , ,5 2,45 2,4 GERMANIA Vendite in Volume GDO + DM incl ALDI e discounts Totale Vino Italiano Var. % Vol. Vendite in Valore Var. % Val. Prezzo Medio Euro/litro Var. % Prezzo ANNO , ,4 2,39 4,0 UK Vendite in Volume Totale Vino Italiano Var. % Vol. Vendite in Valore (sterline) Var. % Val. Prezzo Medio sterline/litro Var. % Prezzo ANNO , ,4 5,47 5,1 Totale Vino Italiano USA Vendite in Volume Var. % Vol. Vendite in Valore $ Var. % Val. TOTAL U.S. FOOD + TOTAL COMBINED SCANTRACK LIQUOR - WINE Prezzo Medio $/litro Var. % Prezzo ANNO ,5% ,1% 10,82 1,4% Il consumo di vino è in diminuzione nel fuori casa, i vini più costosi in tutto il mondo hanno riscontrato un consistente rallentamento. Il vino ha perso il sostegno della classe medica, demonizzato per l alcolismo giovanile, i controlli per la giuda in stato di ebbrezza, ma globalmente i fattori negativi non 12

13 giustificano un calo così forte delle quotazioni. I mercati e la crisi che li ha coinvolti non sono la causa diretta di reazioni così negative. Il comportamento confuso dei produttori, la mancanza culturale degli stessi verso il mercato e l internazionalizzazione hanno causato danni irreparabili. Credo che il mercato del vino abbia subito profonde evoluzioni, tali da ridisegnare lo scenario competitivo in cui le aziende devono operare. E cambiata la configurazione geografica della produzione di vino: si riduce il peso dell Europa (Vecchio Produttore) ed emergono Nuovi Paesi. E quasi raddoppiato il commercio mondiale, gli scambi di vino fra Regioni, Paesi, Continenti. Il mercato è globale, il nostro riferimento non è il Trentino, ma la California che produce più Pinot Grigio di noi. E cambiata la domanda. L evoluzione qualitativa del consumatore è cresciuta, la capacità di scelta, la volontà di confrontare, la volontà di comprare vini migliori al prezzo più conveniente. E cresciuta la domanda di qualità in termini assoluti ed in termini di valore / rapporto qualità/prezzo. Aumenta costantemente il potere della distribuzione (sempre più concentrata) contro un offerta sempre più frammentata e disordinata, con produttori piccoli e spesso culturalmente impreparati a dialogare con sistemi distributivi evoluti. Il quadro normativo in evoluzione con palese contrasto fra chi chiede continuità di rigore e controlli nella produzione e chi invoca più libertà, l eliminazione di vincoli e norme per essere più attuali con il mercato ed alla pari con i produttori del Nuovo Mondo. E cresciuta e cambiata la competizione anche per il vino di qualità. Sta crescendo l importanza della marca a vantaggio delle imprese più grandi perché in grado di sviluppare politiche di marca mentre le aziende più piccole sentono l esigenza di rafforzare i marchi collettivi, le denominazioni. 13

14 E cambiata la disciplina delle designazioni dei vini in etichetta. Per tutti questi cambiamenti significativi le imprese del settore dovranno pensare a nuove strategie e nuove forme di competitività. Anzitutto è evidente il vantaggio delle aziende di filiera che possono sommare i margini delle singole fasi. E evidente il ruolo strategico emergente della cooperazione, quella giusta, efficiente, manageriale, che può portare a sviluppo per via interna ed esterna, che può rappresentare un punto di coesione e compattezza in un sistema frammentato di aziende litigiose, senza capacità gestionali e senza etica nel comportamento. Oggi il concetto di etica ha assunto un ruolo sempre più importante nella qualificazione delle produzioni nelle relazioni con il consumatore ed i canali distributivi. Oggi il codice etico, oltre a tutelare i consumatori, garantisce la concorrenza leale tra i produttori ed in questa direzione l etica produttiva influisce sulla fissazione dei prezzi che devono tenere presente, oltre ai costi di garanzie e di qualità del prodotto, anche la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La cooperazione è dunque in primissimo piano. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati anche da importanti cambiamenti nella distribuzione e nella ripartizione dei flussi fra i diversi canali. Il forte aumento degli scambi di vino in ambito nazionale ed internazionale ha stimolato la nascita di nuovi assetti organizzativi di raccordo tra la produzione e la distribuzione. I produttori di vino raramente hanno avuto una partecipazione attiva, spesso hanno subito. Anche la distribuzione al dettaglio specializzato (enoteche) è stata sottoposta ad una pressione evolutiva per trovare risposte alla concorrenza della Distribuzione Moderna. All estero sono nati nuovi soggetti che gestiscono catene di enoteche, catene di ristoranti, con volumi di acquisto molto rilevanti e procedure di acquisto accurate che richiedono ai fornitori maggiore professionalità e capcità. 14

15 In conclusione, per la costruzione di valore, e quindi per essere competitivi, i produttori di vino devono essere molto più innovativi nell organizzazione della produzione, della distribuzione e della promozione. In altre parole la soluzione della crisi per il vino non passa tanto dal mercato, quanto da nuove capacità degli operatori per far evolvere le strutture aziendali. Anche in questo caso la cooperazione dispone di maggiori opportunità. LA NUOVA OCM VINO Le esigenze cui una nuova politica comunitaria del vino dovrebbe dare risposta si possono condensare nel consentire e favorire il recupero di competitività del sistema di produzione europea. In pratica lo sforzo finanziario comunitario, tende a perdere forza nel sostegno del mercato, per puntare sullo sviluppo di misure di ristrutturazione e di consolidamento del comparto, favorendo l ammodernamento della filiera. Sono incluse importanti misure per la promozione commerciale per i Consorzi, per le aziende. Certamente le imprese e le organizzazioni del comparto vitivinicolo dovranno sforzarsi per cogliere tutte le opportunità che le nuove politiche comunitarie possono offrire. Si potrà fare questo riuscendo ad accelerare il motore della creatività, dell innovazione, dell integrazione funzionale tra imprese e realizzare la razionalizzazione delle strutture di trasformazione e commercializzazione. 15

16 Milionidi Euro ANDAMENTO DELLE ESPORTAZIONI DEL VINO ITALIANO NEL 2009 Il dato complessivo del 2009 mostra una netta flessione dei valori che passano da a milioni di pari ad una contrazione del 6,1% rispetto al 2008; i volumi mostrano un opposta vivacità variando da 18,5 a 19,7 milioni di ettolitri + 6,2% rispetto al EXPORT VINO ITALIANO IN VALORE GENNAIO/DICEMBRE * 2007 Dic Dic Dic. Var Val 08/09 TOTALE VALORE ,1% TOTALE VOLUME ,2% PREZZO MEDIO 1,83 1,98 1,75-11,6% *Dati in milioni di, migliaia di ettolitri e VMU /litro Fonte Assoenologi (EVI Esportazione Vino Italiano by Assoenologi) La domanda per il vino italiano è ancora sostenuta ma i valori medi unitari risultano essere schiacciati verso il basso, erodendo sempre più la sostenibilità finanziaria delle imprese del settore. I valori medi passano da 1,98 a 1,75/litro con una flessione del - 11,6%. EXPORT VINO ITALIANO IN VALORE VOLUME PER MESI GENNAIO DICEMBRE gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Valore Volume Grafico n. 1 Fonte Assoenologi (EVI Esportazione Vino Italiano by Assoenologi) 16

17 EXPORT VINO ITALIANO VALORE PRINCIPALI AREE GENNAIO DICEMBRE * 2007 Dic Dic Dic. Var Val 08/09 UNIONE EUROPEA ,0% ALTRI PAESI EUROPEI ,0% NORD AFRICA 0, ,2% ALTRI PAESI AFRICANI ,6% NORD AMERICA ,7% SUD AMERICA ,4% MEDIO ORIENTE ,5% ASIA CENTRALE ,2% ASIA ,0% OCEANIA ,0% MONDO ,1% Milioni di Fonte Assoenologi (EVI Esportazione Vino Italiano by Assoenologi) EXPORT VINO ITALIANO VOLUME PRINCIPALI AREE GENNAIO DICEMBRE * 2007 Dic Dic Dic. Var Vol 08/09 UNIONE EUROPEA ,7% ALTRI PAESI EUROPEI ,4% NORD AFRICA ,4% ALTRI PAESI AFRICANI ,5% NORD AMERICA ,3% SUD AMERICA ,0% MEDIO ORIENTE ,0% ASIA CENTRALE ,2% ASIA ,6% OCEANIA ,6% MONDO ,2% *Migliaia di ettolitri Fonte Assoenologi (EVI Esportazione Vino Italiano by Assoenologi) EXPORT VINO ITALIANO VALORE MERCATI PRINCIPALI GEN. / DIC * 2007 Dic Dic Dic. Var Val 08/09 Germania ,1% Regno Unito ,4% Paesi Bassi ,9% Francia ,6% Austria ,2% Danimarca ,3% Svezia ,2% Svizzera ,2% Stati Uniti ,0% Canada ,4% Giappone ,9% Milioni di Fonte Assoenologi (EVI Esportazione Vino Italiano by Assoenologi) 17

18 EXPORT VINO ITALIANO VOLUME MERCATI PRINCIPALI GEN. / DIC * 2007 Dic Dic Dic. Var Val 08/09 Germania ,7% Regno Unito ,2% Paesi Bassi ,3% Francia ,2% Austria ,0% Danimarca ,7% Svezia ,3% Svizzera ,5% Stati Uniti ,7% Canada ,5% Giappone ,1% *Migliaia di ettolitri Fonte Assoenologi (EVI Esportazione Vino Italiano by Assoenologi) 18

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