1.1 L AREA DEL PERMESSO DI RICERCA

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2 INDICE 1 INTRODUZIONE L AREA DEL PERMESSO DI RICERCA MOTIVAZIONI DELLA RICHIESTA E CARATTERISTICHE DEL PROGETTO GEOTERMICO CARATTERISTICHE DEL PROGRAMMA DI LAVORO, TEMPI E COSTI COMPUTO ESTIMATIVO PER LA REMISSIONE IN PRISTINO DELLE AREE AL TERMINE DEI LAVORI Costi delle Remissione in Pristino delle Aree 6 2 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ OBIETTIVI PRIMARI DELL ESPLORAZIONE NELL AREA IN ISTANZA MODELLO GEOTERMICO DELL AREA DEL PERMESSO DI RICERCA ESPLORAZIONE DI SUPERFICIE MEDIANTE PROSPEZIONI GEOFISICHE Prospezione Elettromagnetica CSEM/TDEM Prospezione Sismica STIMA DELLE INTERFERENZE Atmosfera Ambiente Idrico Suolo e Sottosuolo Vegetazione, Flora e Fauna Rumore Paesaggio Vibrazioni Traffico Salute 20 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 21

3 1 INTRODUZIONE La presente relazione costituisce parte integrante del Programma Lavori allegato alla domanda di Permesso di Ricerca di risorse geotermiche denominato Boccea, ricadente nel territorio della Provincia di Roma (Regione Lazio), e contiene la descrizione delle operazioni e le caratteristiche tecniche dei lavori che si intende eseguire nell area dell istanza. 1.1 L AREA DEL PERMESSO DI RICERCA L area del Permesso di ricerca (di superficie pari a circa 100 km 2 ) interessa il territorio provinciale di Roma, in particolare i Comuni di Roma e Fiumicino (si veda Figura 1.1a). Tabella 1.1a Territori Comunali Interessati dall Area del Permesso di Ricerca Comune Provincia Superficie Interessata (km 2 ) % del Permesso Roma Roma Fiumicino Roma 2 2 La perimetrazione dell area del Permesso di Ricerca individuata risponde ai requisiti richiesti dall art. 9 comma 2 del D.P.R. 27/05/1991, n.395, secondo i quali la distanza tra i vertici estremi del Permesso non deve essere superiore a quattro volte la lunghezza media dell area, intesa come altezza del rettangolo equivalente avente per base tale distanza. In particolare la distanza massima tra i vertici risulta pari a circa 17,6 km, valore minore di quattro volte la lunghezza media dell area pari a 4 x 5,7 km. L area in oggetto interessa la zona ovest del quartiere Casalotti, della città di Roma, esternamente al Grande Raccordo Anulare. Il Permesso di Ricerca è così localizzato nella parte più meridionale dei Monti Sabatini. La zona è morfologicamente costituita da un vasto plateau vulcanico pianeggiante che degrada dolcemente da nord verso sud, da quote di poco superiori a 120 m s.l.m. fino a circa 30 m s.l.m.; al margine settentrionale dell area del Permesso, sono presenti le quote massime (Monte Contorto 126 m s.l.m., Monte Mariolo 124 m s.l.m. e Monte Proccio 125 m s.l.m.). Il plateau con morfologia dolcemente ondulata è solcato da importanti alvei torrentizi, ad andamento prevalente nord sud, che si innestano su una superficie 0 3

4 a pendenza generalmente modesta, localmente interrotta dai versanti acclivi presenti in prossimità delle incisioni di corsi d acqua minori. L area del Permesso di Ricerca è delimitata da una linea continua che congiunge i vertici, le cui coordinate geografiche (riferite a Monte Mario Roma), sono riportate nella seguente Tabella 1.1b (riferite a Monte Mario Roma). Tabella 1.1b Coordinate dei Vertici dell Area del Permesso di Ricerca (Monte Mario Roma) Coordinate Vertici (Monte Mario Roma) ID Longitudine Latitudine a b c d e f g h i l m n MOTIVAZIONI DELLA RICHIESTA E CARATTERISTICHE DEL PROGETTO GEOTERMICO Il progetto nasce dalla considerazione che l area in oggetto presenta caratteristiche geologiche favorevoli alla coltivazione della risorsa geotermica a media entalpia, con temperature attese del fluido geotermico di circa 150 C, a partire dalla profondità di m, fino a m. I miglioramenti dei rendimenti recentemente ottenuti dai costruttori di impianti a fluido intermedio (Ciclo Rankine), permettono di utilizzare tale risorsa per la produzione di energia elettrica con l estrazione di calore dal fluido geotermico e successiva re-iniezione a costi accettabili. L idea che sottende il presente progetto è quindi quella di identificare i siti potenzialmente adatti per lo sfruttamento delle risorse geotermiche a medio-alta entalpia (fluidi geotermici utilizzabili a scopi industriali), perforare pozzi produttivi con profondità di circa m, con l obiettivo di reperire fluidi geotermici con temperature maggiori di 150 C, sfruttare il calore del fluido in un ciclo Rankine e re-iniettare il fluido raffreddato di nuovo nel sottosuolo attraverso pozzi di reiniezione. In questa fase non è possibile classificare la risorsa geotermica presente nell area del Permesso, in accordo all art.1 del recente D.Lgs. n.22 del 11/02/2010 in quanto, ovviamente non ne sono note le caratteristiche chimico fisiche che potranno essere individuate solo dopo le perforazioni profonde; 0 4

5 pertanto lo schema sopra riportato deve considerarsi come l esito più probabile, alla luce delle attuali conoscenze bibliografiche disponibili. È per questo motivo che la presente richiesta mira ad accrescere tali conoscenze attraverso prospezioni geofisiche, prima dell eventuale proposta di perforazione di uno o più pozzi esplorativi, i cui esiti potranno determinare, in modo più dettagliato, le caratteristiche di un eventuale progetto di sviluppo geotermico. La perforazione di uno o più pozzi esplorativi profondi sarà quindi oggetto di una nuova istanza di autorizzazione, predisposta anche alla luce degli esiti delle attività descritte nel presente documento. L intero progetto, si suppone pertanto articolato nelle seguenti fasi: acquisizione del Permesso di Ricerca Boccea, per avviare le attività di studio di sintesi geostrutturale e termica e di prospezione geofisica di superficie (questa procedura); avvio della procedura di autorizzazione per pozzi esplorativi; acquisizione della successiva concessione di coltivazione per la produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario di potenza adeguata alla risorsa reperita (sistemi innovativi non tradizionali senza emissioni in atmosfera). 1.3 CARATTERISTICHE DEL PROGRAMMA DI LAVORO, TEMPI E COSTI Il Proponente intende svolgere nell area dell istanza di Permesso di Ricerca denominata Boccea un programma esplorativo per l individuazione e la successiva coltivazione di un serbatoio geotermico con fluidi orientativamente di temperatura maggiori di 150 C, ipotizzabile alla profondità di m. Nell area del Permesso di Ricerca Boccea è prevista la realizzazione di alcune prospezioni geofisiche per consentire una ricostruzione attendibile e di dettaglio delle varie strutture delle unità geologiche presenti nell area stessa. In particolare, sarà definito l andamento, sia areale sia in profondità, del tetto delle rocce calcareo dolomitiche mesozoiche della Serie Umbro-Sabina, che costituiscono il potenziale serbatoio geotermico regionale. Le prospezioni previste contribuiranno quindi ad indirizzare l esplorazione profonda che avrà l obiettivo di verificare la presenza di fluidi caldi nelle suddette rocce serbatoio. Nell ambito del Permesso di Ricerca verrà quindi svolto un programma che si articolerà come segue: fase preliminare per la raccolta di tutte le informazioni pubblicate per la redazione di uno studio di sintesi geostrutturale e termica, con particolare riguardo alla geologia e la gravimetria; fase di prospezione, per integrare ed ampliare le conoscenze termico strutturali già disponibili, consistente in: una prospezione elettromagnetica; 0 5

6 una prospezione sismica; successivamente, ed in funzione dei risultati delle prospezioni, verrà redatto un programma di ulteriori lavori (che saranno sottoposti ad una nuova procedura autorizzativa), per la perforazione dei pozzi esplorativi nei siti più favorevoli, per l esistenza della risorsa, e più idonei, sulla base dei vincoli ambientali e logistici. Sulla base del Programma Lavori, di cui la presente relazione costituisce allegato, si ritiene di completare i lavori del Permesso di Ricerca in circa 22 mesi, a partire dalla data di ottenimento del Permesso stesso. Il costo dei lavori previsti, nel presente Programma Lavori relativo alle prospezioni sopra indicate ammonta a circa euro. Scelta dei Contrattisti Oltre a quanto già previsto dalla legislazione vigente in materia di tutela ambientale e prevenzione degli infortuni sul lavoro, si ritiene opportuno sottolineare che, per uniformarsi ad una attenta politica ambientale e al fine di salvaguardare la propria immagine, Geothermics Italy Srl indirizzerà la scelta dei fornitori di servizi esterni verso aziende con comprovata esperienza nel settore geotermico e che abbiano dimostrato una particolare sensibilità verso le problematiche ambientali con l introduzione di particolari tecniche e procedure. In particolare si prevede la possibilità di utilizzare le competenze delle strutture di ricerca eventualmente presenti nel territorio. Tali procedure, alle quali tutto il personale tecnico si deve attenere, devono avere come scopo primario la riduzione al minimo dell impatto ambientale e garantire la sicurezza sul lavoro del personale addetto entro standard riconosciuti. 1.4 COMPUTO ESTIMATIVO PER LA REMISSIONE IN PRISTINO DELLE AREE AL TERMINE DEI LAVORI I lavori di prospezione previsti sono caratterizzati da infrastrutture di dimensioni modeste e di semplice costituzione, oltre che da limitata occupazione di suolo. Le caratteristiche sopra esposte consentono di asserire che, al termine delle attività minerarie relative alle prospezione indicate, gli interventi necessari per il ripristino dei luoghi di lavoro saranno di entità limitata, di tipologia non complessa e consentiranno di pervenire ad un rilascio dell'area nelle condizioni originarie Costi delle Remissione in Pristino delle Aree I costi di eventuali ripristini sono compresi in quelli indicati per le prospezioni illustrate. 0 6

7 2 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ 2.1 OBIETTIVI PRIMARI DELL ESPLORAZIONE NELL AREA IN ISTANZA Come ricordato nell Introduzione, il principale obiettivo minerario che si intende perseguire per l area del Permesso di Ricerca denominato Boccea, è avviare l attività di accertamento della risorsa geotermica. La zona risulta caratterizzata da una anomalia geotermica positiva (Flusso di circa 150 mw/m 2 ), in presenza di un assetto geologico strutturale del sottosuolo che, ricostruito solo sulla base di pochi dati indiretti, deve essere necessariamente indagato con ulteriori esplorazioni di superficie, prima della perforazione dei pozzi esplorativi. L attività prevista nell ambito del Permesso di Ricerca, con lo scopo di migliorare le conoscenze indirette del substrato, prevederà quindi, dopo una preliminare raccolta di tutte le informazioni pubblicate per la redazione di uno studio di sintesi geostrutturale e termica, una fase di prospezione, consistente nell esecuzione di un rilievo elettromagnetico e di un profilo sismico. 2.2 MODELLO GEOTERMICO DELL AREA DEL PERMESSO DI RICERCA La successione verticale delle unità tettonico stratigrafiche, insieme alle informazioni geofisiche disponibili e con i dati dei pozzi perforati nelle aree limitrofe (pozzi dell area di Cesano, Sabatini 9 e Sabatini 9dir, Roma 1 e 2 - la bibliografia di riferimento è riportata in calce al seguente rapporto) permette di confermare nell area in esame il modello geotermico regionale: il Complesso argilloso-sabbioso del neoautoctono del Plio-Pleistocene costituisce la base impermeabile dell acquifero superficiale ed assicura, insieme al Complesso calcareo-marnoso-argilloso delle successioni flyschoidi cretaceo-oligoceniche (Liguridi s.l., Flysch della Tolfa) una efficace copertura impermeabile al sottostante potenziale serbatoio geotermico costituito dalle rocce delle Formazioni della Successione Carbonatica Basale, che possono essere disarticolate dalla tettonica subita in strutture complesse e disomogenee. L interesse geotermico dell area deriva dalle conoscenze delle citate perforazioni profonde e dai documenti regionali di sintesi delle caratteristiche geotermiche della Regione Lazio. La ricostruzione regionale delle temperature al tetto del potenziale serbatoio geotermico mostra una interessante prosecuzione verso sud e sud-ovest dell anomalia termica centrata sul Lago di Bracciano. L area in esame presenta 0 7

8 una struttura del tetto del potenziale serbatoio geotermico che, sulla base dei dati disponibili, sembra approfondirsi nella parte centrale del Permesso fino ad oltre m di profondità. Solo nel settore più settentrionale ed in quello meridionale la profondità del serbatoio dovrebbe essere compresa tra e m. Dall integrazione delle prospezioni geologiche e geofisiche (anomalia gravimetrica, anomalia geotermica), l area si presenta favorevolmente indiziata per il rinvenimento di fluidi geotermici con temperature di circa 150 C al tetto del potenziale serbatoio. I numerosi dati pubblicati, e la loro interpretazione integrata, consentono di limitare le nuove attività di ricerca a soli due tipi di prospezioni geofisiche, per integrare ed ampliare le conoscenze termico strutturali già disponibili. Stante quanto sopra, l attività prevista nell ambito del Permesso di ricerca sarà articolata nelle seguenti fasi principali: fase preliminare per la raccolta di tutte le informazioni pubblicate per la redazione di uno studio di sintesi geostrutturale e termica, con particolare riguardo alla geologia e la gravimetria; saranno inoltre utilizzati i dati dei pozzi e delle linee sismiche esistenti nelle aree limitrofe. I lavori relativi a tale fase verranno svolti prevalentemente in ufficio e con eventuali sopralluoghi per l osservazione diretta, utilizzando le strade esistenti per l avvicinamento e le strade secondarie per l accesso a piedi; fase di prospezione (questa procedura autorizzativa), consistente nell esecuzione di una prospezione elettromagnetica e di una prospezione sismica, con lo scopo di migliorare le conoscenze indirette del substrato; fase di esplorazione profonda (nell ambito di una nuova procedura di autorizzazione), caratterizzata dalla perforazione di uno o due pozzi esplorativi e dalle relative prove di produzione, per accertare la presenza di fluidi geotermici, nelle rocce della Successione Carbonatica Basale (Serie Umbro-Sabina). 2.3 ESPLORAZIONE DI SUPERFICIE MEDIANTE PROSPEZIONI GEOFISICHE Nell area del Permesso di Ricerca Boccea è prevista la realizzazione di alcune prospezioni geofisiche per consentire una ricostruzione attendibile e di dettaglio delle varie strutture delle unità geologiche presenti nell area stessa. In particolare, sarà definito l andamento, sia areale sia in profondità, del tetto delle rocce calcareo dolomitiche mesozoiche della Serie Umbro-Sabina, che costituiscono il potenziale serbatoio geotermico regionale. Le prospezioni previste contribuiranno quindi ad indirizzare l esplorazione profonda che avrà l obiettivo di verificare la presenza di fluidi caldi nelle suddette rocce serbatoio. Ad oggi le conoscenze strutturali del tetto del potenziale serbatoio nell area in oggetto derivano da una ricostruzione eseguita essenzialmente su dati gravimetrici, mentre da un punto di vista termometrico il quadro delle temperature 0 8

9 al tetto del serbatoio (Buonasorte et al., 1995) è stato ricostruito sulla base dei vari pozzi e pozzetti eseguiti da Enel pochi km a nord est dell area in oggetto (area di Cesano e Monti Sabatini) e dei pozzi Roma 1 e Roma 2, ubicati immediatamente all esterno del limite occidentale del Permesso. Sulla base dei dati pubblicati è possibile limitare le nuove attività previste di prospezione a due sole metodologie geofisiche per integrare e ampliare le conoscenze termico-strutturali già disponibili. In particolare è prevista l esecuzione di: prospezione elettromagnetica; prospezione sismica. L ubicazione preliminare e di massima delle aree interessate da tali prospezioni geofisiche è mostrata in Figura 2.3a. Sarà inoltre verificata la consistenza del database gravimetrico disponibile per acquisire i dati necessari ad eseguire interpretazioni integrate con altre tipologie di dati geologici e geofisici. 0 9

10 Figura 2.3a Ubicazione dei Rilievi Geofisici LEGENDA Permesso di Ricerca Traccia del Profilo Sismico Traccia del Profilo del Rilievo CSEM/TDEM Prospezione Elettromagnetica CSEM/TDEM Il serbatoio, per la sua litologia carbonatica, è caratterizzato da un contrasto di resistività molto netto (più di 1-2 ordini di grandezza) rispetto ai terreni di copertura a matrice prevalentemente argillosa, fatta eccezione per la copertura vulcanica, spesso ad elevata resistività. Nell area del Permesso, comunque, le 0 10

11 vulcaniti possono raggiungere spessori di qualche decina di metri solo verso nord, mentre sono del tutto assenti nella parte meridionale. Tra le metodologie che consentono di individuare anomalie di resistività associabili al sistema geotermico e di ricostruire il top del potenziale serbatoio, una prospezione elettromagnetica è la più realisticamente eseguibile per le caratteristiche dell area in oggetto, che presenta elevati livelli di rumore elettromagnetico e disturbi antropici vari. In particolare, le emittenti di Radio Vaticana localizzate a pochi km di distanza dall area settentrionale del Permesso in oggetto, rendono improponibile sia il metodo geoelettrico standard con sondaggi elettrici verticali (SEV), sia un rilievo Magnetotellurico (MT). L impiego di SEV, infatti, per le profondità d investigazione previste (> m), richiederebbe stendimenti elettrodici di lunghezza fino a circa 10 km, difficilmente realizzabili in quest area. Un rilievo MT, d altro canto, utilizzando come sorgente di energia il campo EM naturale, sarebbe accecato dalle potenti emittenti radio locali e fortemente disturbato dalle varie linee ferroviarie regionali e nazionali presenti nelle vicinanze dell area. La prospezione elettromagnetica, invece, tanto più se eseguita in modalità controlled source (CSEM), assicura alti rapporti segnali/rumore e, con l impiego di adeguati generatori e specifici layout di acquisizione, garantisce la necessaria profondità d investigazione ( m). Per le condizioni di urbanizzazione dell area, disponibilità di accessi e sviluppo geometrico dell area del Permesso stesso, bisognerà optare tra due diverse tipologie di rilievi EM a sorgente controllata, CSEM (Controlled Sourse ElectroMagnetic) o TDEM (Time Domain ElectroMagnetic), verificando quale garantisce le migliori condizioni di acquisizione e di data quality, in funzione del target di investigazione. Per utilizzare al meglio la viabilità esistente, il rilievo si svilupperà comunque lungo 5 profili, la cui ubicazione di massima è illustrata in Figura 2.3a. Due profili, orientati circa N-S saranno lunghi circa 15 km (quello più occidentale) e circa 17 km (quello più orientale), mentre altri tre profili, orientati circa E-W, saranno lunghi 5-6 km, per una lunghezza complessiva di circa 50 km. L opzione rilevo CSEM sarà possibile solo se, specialmente per i profili corti E-W, potrà essere garantita la necessaria profondità di investigazione. Lungo i profili programmati sarà posizionata la linea dei dipoli di ricezione (R X ) e, adiacente ad essa, la linea dei dipoli di trasmissione (T X ). I dipoli di trasmissione/ricezione sono costituiti da picchetti di rame di cm. Uno schema del layout di acquisizione è illustrato in Figura 2.3.1a. Entrambi i dipoli R X e T X saranno lunghi 100 m, con uno spacing variabile da 200 a 500 m, sulla base della disponibilità di accesso e della rumorosità dei siti. Lo spacing da utilizzare verrà stabilito in fase esecutiva da uno scouting specifico e preliminare dell area. 0 11

12 Per ridurre ulteriormente l impatto sul territorio del rilievo, i profili potranno essere realizzati lungo percorsi curvilinei, adattandosi il più possibile alla viabilità ed agli accessi esistenti. L unità di trasmissione è automontata ed equipaggiata con generatore da circa 250 kw, in grado di energizzare simultaneamente un array di 4 dipoli T X. Le variazioni del campo elettrico immesso nel terreno da ogni singolo dipolo T X e del relativo campo magnetico indotto saranno registrate da un array di 5 dipoli R X, con offset tra dipoli T X e R X variabile tra e m. Ad ogni posizione successiva del trasmettitore i ricevitori saranno riposizionati lungo il profilo, spostando l intero array R X. Pertanto, la presenza di cavi sul territorio interesserà uno stesso sito per distanze lineari massime di m (lungo le linee dei dipoli) e per periodi di circa 3 ore (per un singolo dipolo T X la durata massima dello sweep di trasmissione è di 30 minuti). Figura 2.3.1a Schema di Layout di Acquisizione del Rilievo CSEM Unità automontata di trasmissione Array di trasmissione lungo la linea Dipoli Trasmettitori 100 m m Unità di registrazione RX 1 RX m m Array di registrazione lungo la linea Dipoli ricevitori L unità automontata di trasmissione, come illustrato in Figura 2.3.1a, è costituita da un mezzo fuoristrada leggero per il trasporto del trasmettitore e da un motoregeneratore. Tutte le operazioni di posizionamento e ritiro dei sistemi di trasmissione e ricezione EM (cavi ed elettrodi) saranno eseguite da personale appiedato (in particolare un sistema completo di ricezione pesa poco più di una ventina di kg e può, per brevi distanze, essere facilmente trasportato in zaini da due persone) o con autovetture a trazione integrale (4WD); inoltre tutti gli spostamenti di autovetture (4WD o mezzi furgonati leggeri) saranno eseguiti utilizzando esclusivamente la viabilità esistente (primaria, secondaria e poderale). Sulla base di quanto sopra esposto è possibile affermare che il rilievo CSEM presenti un impatto sul territorio assolutamente trascurabile se non nullo. Nel caso in cui i profili CSEM in direzione E-W non garantiranno la necessaria profondità di investigazione, bisognerà optare per un rilievo TDEM con sondaggi distribuiti lungo gli stessi profili CSEM. 0 12

13 Il metodo si basa sulla induzione nel terreno di correnti elettriche. In particolare, un loop elettrico trasmittente (LT) disposto sul terreno genera un campo magnetico primario che varia ad ogni interruzione di corrente, inducendo nel sottosuolo correnti parassite. Queste si diffondono verso il basso e lateralmente a LT e producono, a loro volta, un campo magnetico secondario la cui diminuzione viene rilevato da un loop ricevente (LR), generalmente localizzato all interno di LT. Le variazioni nel tempo delle intensità delle correnti parassite e il decadimento del campo magnetico secondario sono influenzate dalla resistività dei terreni. La misura di questa variazione in funzione del tempo (frequenza) fornisce quindi informazioni sulla variazione della resistività in funzione della profondità. Per garantire la necessaria profondità di investigazione, oltre alla registrazione di un range di frequenze adeguato (da 300 ad almeno 0,075 Hz), sarà necessario predisporre un loop di trasmissione di circa 1 km di lato. Uno schema di un sondaggio di questo tipo, definito Large Loop TDEM (LL-TDEM), e con configurazione centrale è illustrato in Figura 2.3.1b. Figura 2.3.1b Layout di un Sondaggio LL-TDEM con Configurazione Centrale TRASMETTITORE Tx G RICEVITORE Rx Loop Ricevente 1 km Loop Trasmittente Il loop trasmittente è collegato ad un gruppo elettrogeno (G) da almeno 30 kw, che può erogare corrente fino a 40 A, e ad un trasmettitore (Tx), che invia al loop la corrente alla frequenza fissata. Il loop ricevente (o strumentazioni più recenti che impiegano 3C-coil) è collegato ad un ricevitore (Rx) che rileva e registra i dati sotto forma di curve di decadimento del campo magnetico secondario e le converte in curve di resistività. I sondaggi LL-TDEM saranno distribuiti lungo i suddetti profili, a distanza di m l uno dall altro (Figura 2.3.1c), quindi con possibili piccoli overlap tra sondaggi contigui, per un totale di circa 60 sondaggi. 0 13

14 Figura 2.3.1c Esempio di Allineamento di Sondaggi LL-TDEM n Un sondaggio LL-TDEM può richiedere fino a circa 4 ore per stendere sul terreno il loop trasmittente (posizionamento manuale di circa m di cavo), ma solo 1 ora per la registrazione dei dati. L incidenza temporale su uno stesso sito è quindi modesto. Inoltre, tutte le operazioni di movimentazione e riposizionamento della strumentazione di trasmissione e ricezione/registrazione dati saranno eseguite da personale appiedato o che si sposta con autovetture leggere 4WD. Comunque tutti gli spostamenti di autovetture saranno eseguiti utilizzando esclusivamente la viabilità esistente primaria, secondaria e poderale. Si può pertanto affermare che anche il rilievo LL-TDEM presenta un impatto sul territorio assolutamente trascurabile se non nullo. Sia nel caso di un rilevo CSEM sia in quello di un rilievo LL-TDEM possono essere necessari fino a un massimo di 4 mesi per completare al meglio le attività acquisizione Prospezione Sismica I margini d errore interpretativi della geofisica possono essere significativamente ridotti mediante l integrazione di metodologie diverse. A tale scopo sarà eseguito un rilievo sismico 2D che dovrà fornire una immagine sismica di dettaglio del sottosuolo, fino a profondità di oltre m, consentendo l individuazione di orizzonti ad elevata riflettività, associabili alle formazioni carbonatiche del potenziale serbatoio geotermico. Ciò permetterà di ricostruirne l assetto strutturale e di caratterizzarne i segnali sismici corrispondenti in termini di anomalia d ampiezza, parametro ricollegabile anche alla presenza di orizzonti fratturati e permeabili, potenzialmente produttivi. 0 14

15 Il rilievo sarà eseguito con strumentazioni e soluzioni tecnologico-operative adeguate che consentano di minimizzare l impatto ambientale ed i tempi di esecuzione. Il rilievo utilizzerà pertanto la metodologia VIBROSEIS come sorgente di energia sismica, meno impattante rispetto alla metodologia ad esplosivo, e consisterà in un profilo (si veda Figura 2.3a) orientato circa N-S attraversando l intera area del Permesso di Ricerca lungo l asse di maggior sviluppo. Le aree a copertura vulcanica sono note per ridurre significativamente la qualità del segnale sismico. Pertanto, benché nell area in oggetto lo spessore delle vulcaniti sia ridotto ed interessi prevalentemente il settore settentrionale, sarà necessario effettuare un test preliminare di assorbimento dell energia e prevedere, comunque, una copertura massima nominale almeno 40 ma alla profondità del potenziale target e nel settore centrale di maggior interesse. La lunghezza complessiva del profilo sarà di circa 17 km. La traccia illustrata in Figura 2.3a è solo indicativa in quanto, per adattarsi ulteriormente alla viabilità esistente, potrà seguire percorsi ancora più curvilinei. Sarà necessario comunque garantire la massima sovrapponibilità tra profilo sismico e profilo elettromagnetico. Operazioni di Campagna Sono prevedibili 3-4 mesi per garantire il completamento delle singole fasi dei lavori di campagna del rilievo in oggetto, che sarà così articolato: permitting e picchettamento topografico; stendimento delle linee di geofoni; acquisizione. Tali fasi di attività non sono nettamente separate, ma presentano fasce temporali di sovrapposizione. Permitting e Picchettamento Topografico Contestualmente all attività di permitting, durante la quale sono avvisate le Autorità competenti sul territorio e contattati i proprietari dei terreni interessati dal rilievo, viene svolta anche l attività di picchettamento topografico. Squadre di topografi muniti di strumentazione leggera, anche GPS, segnano sul terreno, con picchetti di legno, le posizioni dei ricevitori (geofoni) e dei punti di vibrazione. Il picchettamento potrà richiedere di aprire passaggi pedonali nel sottobosco e ripristinare la percorribilità di carrarecce già esistenti e invase, per mancata manutenzione, da vegetazione spontanea di sottobosco. 0 15

16 L impatto sul territorio di questa fase è sostanzialmente nullo, in quanto eseguito da personale appiedato o, comunque, con impiego di pochi automezzi leggeri (fuoristrada) che circolano solo lungo la viabilità esistente. Stendimento delle Linee di Geofoni e Lay Out di Acquisizione La fase successiva è costituita dal posizionamento sul terreno delle linee di geofoni e dal relativo collegamento delle stazioni periferiche di ascolto al sistema elettronico di registrazione. Anche per tale attività sono utilizzati fuoristrada leggeri e squadre appiedate, con impatto sul territorio assolutamente trascurabile. La copertura nominale massima richiesta (40 ma ), considerando di impiegare i diffusi sistemi di acquisizione a 240 canali, sarà garantita da un lay-out di acquisizione costituito da group interval di geofoni distanziati 20 m l uno dall altro e punti di vibrazione ogni 60 m, come illustrato schematicamente nella Figura 2.3.2a. Figura 2.3.2a Schema Lay-Out di Acquisizione Acquisizione Durante questa fase di attività, il tecnico che attiva le registrazioni dal laboratorio mobile di registrazione, dopo aver effettuato tutti i test di funzionalità della strumentazione, ordina via radio lo start delle vibrazioni. L acquisizione sarà eseguita attivando in successione un numero di canali e di punti di vibrazione che incidono su superfici limitate di territorio fino a ricoprire l intera lunghezza del profilo. Considerando che, come tutte le attività di campagna, anche la fase di acquisizione sarà svolta in orario esclusivamente diurno (7:00 19:00) e che non si prevede la circolazione di mezzi pesanti al di fuori di strade idonee, l impatto dell intero lavoro è da considerare trascurabile. Ciò è tanto più vero se si considera che la rumorosità delle vibrazioni è limitata sia per entità sia per 0 16

17 incidenza temporale su un sito specifico, avendo ogni vibrata una durata massima di secondi. Per limitare ulteriormente l impatto sul territorio, saranno impiegati vibratori con forza di picco massimo non superiore a kg e, quindi, di dimensioni ridotte come del tipo illustrato in Figura 2.3.2b. Figura 2.3.2b Veicolo Vibroseis Attività di Bonifica Ambientale Già durante le operazioni di acquisizione dati, il territorio non più interessato dalle registrazioni sarà bonificato, rimovendo tutto il materiale lasciato sul terreno (nastri, picchetti di legno,etc.). 2.4 STIMA DELLE INTERFERENZE In considerazione di quanto riportato nel quadro di riferimento progettuale e delle misure di mitigazione adottate, nel seguito si fornisce un quadro sintetico delle interferenze ambientali Atmosfera Per le prospezioni proposte le interferenze ambientali potenziali possono essere connesse esclusivamente alle emissioni dei mezzi di trasporto (automezzi leggeri) che circoleranno lungo la viabilità esistente per posizionare l unità di trasmissione automontata, nel caso della prospezione elettromagnetica, ed effettuare il picchettamento topografico e lo stendimento delle linee di geofoni, nel caso della prospezione sismica. Dato il numero esiguo di mezzi necessari, si ritiene che l impatto sia del tutto trascurabile e dunque lo stato della qualità dell aria risulti inalterato. 0 17

18 2.4.2 Ambiente Idrico Le attività connesse alle prospezioni elettromagnetica e sismica in progetto (con l impiego della metodologia vibroseis) non prevedono interferenze di alcun genere con la componente in esame Suolo e Sottosuolo L attività in oggetto, assimilabile ad un cantiere temporaneo, non prevede la realizzazione di nessun tipo di opera che possa essere soggetta a rischio sismico od occupazione di suolo permanente. L occupazione di suolo sarà infatti temporanea e limitata a pochi giorni e l area completamente ripristinata a valle delle attività Vegetazione, Flora e Fauna In questa fase non sono previsti impatti, se si eccettua la potenziale eliminazione di modeste zone di vegetazione spontanea (anche di tipo ruderale) in prossimità delle strade e delle carrarecce. Eventuali interferenze connesse all inquinamento acustico, per le quali potrebbero risultare coinvolte alcune specie faunistiche, sono trattate nella componente rumore. L attuale utilizzo dei suoli non sarà in alcun modo alterato dalle attività previste dal Permesso di Ricerca Rumore La fase di acquisizione sarà svolta in orario diurno (7:00 19:00) sia per le prospezioni elettromagnetiche che per le prospezioni sismiche. Come indicato nella Figura 2.3a le attività di prospezione avverranno all esterno delle aree protette, corrispondenti alle Classi Acustiche I e II. Le prospezioni elettromagnetiche non comportano emissioni sonore diverse da quelle emesse dal passaggio dei mezzi che trasportano il materiale necessario per l esecuzione dei rilievi. Considerando che verranno usati non più di due mezzi al giorno l impatto sulla componente sarà decisamente trascurabile. Le prospezioni sismiche comportano l utilizzazione di vibroseis, mezzi, che da un punto di vista acustico sono assimilabili ad autocarri in manovra. Secondo il Comitato Territoriale Prevenzioni Infortuni e Ambiente di Lavoro di Torino e Provincia del 1994 il livello sonoro di Vibroseis a 3 m sarebbe di 79 db(a) e quindi addirittura inferiore a quello di autocarri in manovra. In fase di energizzazione, il livello di potenza sonora della massa battente, in via cautelativa, senza silenziatore, deve risultare inferiore al valore stabilito dal D.Lgs. n. 262 del 04/09/2002 e s.m.i. recante Attuazione della Direttiva 2000/14/CE concernente l'emissione acustica ambientale delle macchine ed 0 18

19 attrezzature destinate a funzionare all'aperto, che impone limiti di emissione, espressi in termini di potenza sonora per le macchine operatrici. Il vibroseis, indicato nel D.Lgs. 262/02 come mezzo di compattazione, ha una potenza sonora massima di log 10 P dove P è la potenza generata dal mezzo in kw. Se ne deduce che, anche ipotizzando un mezzo di potenza attorno a 500 kw, la potenza emessa sarà sempre inferiore a 110 db(a) e quindi con livelli sonori inferiori a 60 db(a) già a 100 m di distanza 1. La successione dei test sismici prevede lo stazionamento del vibroseis lungo il bordo delle strade che meglio approssimano il percorso degli stendimenti mostrato nella Figura 2.3a. Il vibroseis, per ogni punto di stazionamento, utilizza una piastra vibrante che, da una posizione sollevata, sotto il pianale del mezzo, viene spinta tramite martinetti idraulici contro il suolo per energizzarlo. L operazione dura circa s e viene ripetuta 4-5 volte per ogni punto di stazionamento. Se si considera che i vibroseis saranno posizionati lungo strade e comunque a distanze di diverse decine di metri da abitazioni, se ne deduce che il disturbo connesso al rumore è limitato nel tempo e di entità paragonabile a quella di un autocarro in transito. L impatto dell intero lavoro è quindi da considerarsi trascurabile, in quanto del tutto assimilabile e confondibile con quello prodotto da traffico stradale o da attività agricole potenzialmente presenti nelle zone oggetto dell intervento. La maggior parte del territorio interessato dagli interventi in progetto ricade in Classe III, in accordo con le sue caratteristiche agricole, pertanto con limiti di immissione relativi al periodo di riferimento diurno (06:00-22:00) pari a 60 db(a). Si ritiene pertanto che gli interventi in progetto non determinino delle variazioni apprezzabili al clima acustico della zona, rispettando tutti i limiti previsti dalla normativa vigente (limite di emissione, limite di immissione e criterio differenziale) relativamente al periodo diurno Paesaggio Le attività di prospezione geofisica non comporteranno alcun tipo di variazione al paesaggio delle zone interessate in quanto, in seguito alle attività di indagine, la zona sarà completamente ripristinata. 1 La propagazione di rumore in campo libero ed in assenza di ostacoli su suolo agricolo può essere stimata con la seguente espressione: L P=L W 20 log d - 11 Dove: L W è la potenza sonora, d la distanza della sorgente-ricettore, L P il livello sonoro al ricettore; se L W=110 db(a) e d=100 m, risulta L P=59dB(A) 0 19

20 2.4.7 Vibrazioni Emissioni di vibrazioni sono connesse esclusivamente all utilizzazione dei vibroseis per la realizzazione delle linee sismiche. Le vibrazioni emesse dai vibroseis durante gli spostamenti da un punto di stazionamento all altro sono del tutto assimilabili a quelle di un normale mezzo meccanico gommato e pertanto ininfluenti. Gli impulsi di onde elastiche emessi durante le fasi di energizzazione, anch essi classificabili come vibrazioni, sono di intensità molto ridotta e di breve durata temporale (15-20 s), per 4-5 volte ogni postazione, e la loro propagazione in superficie risulta limitata. Le perturbazioni attese si verificano infatti nell immediato sottosuolo entro una ventina di metri dal punto di eccitazione: L energia indispensabile per il rilievo sismico è infatti data dalla piastra vibrante del vibroseis attraverso un impulso ondulatorio di breve durata, avente un range di frequenza tra 8 e 100 Hz. Le linee sismiche saranno inoltre scelte in modo da mantenere le distanze di sicurezza da eventuali abitazioni, pertanto nessuna vibrazione significativa raggiungerà gli eventuali ricettori presenti Traffico Dato il carattere temporaneo delle operazioni e la scarsità di mezzi impiegati non si prevedono interferenze sul livello di servizio delle strade di accesso ai siti di interesse: l impatto è paragonabile al transito di macchine agricole Salute Le attività previste per lo svolgimento delle prospezioni geofisiche non comportano rischi specifici connessi alla tecnologia o alle sostanze impiegate. Rischi di incidenti a persone e cose sono, per natura e livello, assolutamente simili a quelli di un qualsiasi cantiere dove si eseguono lavori con impiego di macchinari di tipo elettromeccanico. 0 20

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