CORSO DI LAUREA IN DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALE ORIENTAMENTO ARREDO SEDE DI COMO LABORATORIO DI SINTESI FINALE A.A. 2012/2013

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1 Analisi e Sviluppo di un Casco Protettivo dedicato al mondo Nautico. A cura di: Fabrizio Cimò Relatore: Danilo Morigi CORSO DI LAUREA IN DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALE ORIENTAMENTO ARREDO SEDE DI COMO LABORATORIO DI SINTESI FINALE A.A. 2012/2013 Docenti: Roberto Boni, Roberto de Paolis, Maria Rita Ferrara, Gabriele Fumagalli, Danilo Morigi Cultori: Giorgio Buratti, Luca Dellera, Emanuele Lupidi

2 Indice Premessa Analisi America s Cup Edizione 2013 Incidenti Gear Target Competitors Concept Progetto Ergonomia Colori Materiali Tecnologia Accessori Normative Costi e Ricavi Disegni Tecnici Bibliografia

3 Premessa Nel Settembre 2012, ho iniziato la mia prima collaborazione professionale come disegnatore e progettista presso l azienda IES - Industria Espansi Sinterizzati. IES è un azienda incentrata sulla realizzazione di prodotti in polipropilene espanso (EPP) e polistirene espanso (EPS). Il core business risiede nella produzione di caschi destinati a diversi settori sportivi, per i maggiori brand mondiali: Kask, Mango, Selev, Maro e LAS. La sezione Design, di cui faccio parte, invece, si occupa principalmente della progettazione di vassoi per la movimentazione di pezzi lungo la catena produttiva e della realizzazione di imballi e protezioni su misura per i prodotti finiti. Realizzare un casco risultava quindi essere una sfida piuttosto ambiziosa che avrebbe sicuramente richiesto molte energie per lo sviluppo. L inizio della mia collaborazione ha coinciso con le prime fasi di progetto: partendo dall idea sviluppata dai colleghi ho realizzato i primi concept. Nel secondo semestre scolastico, sono stato in grado di dedicare molto più tempo allo sviluppo dell idea. Grazie ai progressi del mio lavoro, ho ottenuto agli inizi di aprile la responsabilità del progetto e l incarico di sviluppare il concept del casco, di seguire le fasi di progettazione e verificare gli avanzamenti di prototipazione coadiuvato dal team IES e dai contatti con i partners aziendali. 4 5

4 Ad aprile inoltrato ottenni l approvazione ufficiale del nuovo soggetto della tesi, sia da parte dei miei superiori aziendali sia da parte del Politecnico di Milano. Nelle prossime pagine pertanto saranno analizzati gli elementi alla base del progetto e i punti chiave per lo sviluppo di questo casco dedicato alla vela. La prima parte dell elaborato sarà dedicata alla ricerca e all analisi di tutti gli elementi più caratterizzanti dell ambiente in cui il nostro casco sarà impiegato. La seconda parte, invece, sarà incentrata sullo sviluppo del progetto, dal concept alla produzione. La magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. [Marinetti] Besana, Italia 02/05/2013 Macchine EPS Caschi Mango [Fabrizio Cimò] 6 7

5 Analisi Prima di iniziare ad illustrare in maniera dettagliata il progetto, è necessario comprendere meglio quelli che saranno i contesti d uso e gli scenari del prodotto. Si avrà la possibilità di evidenziare le necessità e i problemi cui il nostro casco farà fronte e si risponderà al bisogno di una descrizione più emozionale, meno tecnica, del mondo che ruota attorno alla vela professionistica. Si tratta di una realtà distaccata dalla comune esperienza di tutti i giorni, una realtà che segue logiche e schemi esclusivamente appartenenti al mondo nautico. Tuttavia, da una prima analisi di tutte le categorie legate alle competizioni, sono emersi degli elementi che possono essere riassunti dall analisi dell America s Cup in quanto evento più importante a livello mondiale. Da questo primo incipit possiamo affermare che il nostro casco è destinato ad una fascia di utenti piuttosto ristretta, con problemi e necessità molto specifici. Questo non è uno sport per deboli di cuore. [Sir Peter Blake] Napoli, Italia 20/04/2013 ACWS AC45 Giorno 3 [Carlo Borlenghi] 8 9

6 There is no second. [Queen Victoria Attendant] America s Cup L America s Cup è in assoluto il trofeo più prestigioso nello sport della vela nonchè il più antico trofeo sportivo del mondo per cui si compete tuttora. In ordine cronologico, infatti, precede di molti anni le Ashes Series, la più antica competizione internazionale di cricket, istituita nel 1882; la Stanley Cup, trofeo di hockey su ghiaccio istituito nel 1892 e le moderne olimpiadi datate La coppa fu creata dalla compagnia londinese Garrard, la più antica orificeria al mondo e gioielleria reale dal 1735, che servì sei generazioni di Monarchi del Regno Unito, dalla Regina Vittoria in poi. La competizione è datata 22 Agosto 1851, data in cui si sfidarono sedici delle migliori imbarcazioni della flotta reale britannica: la Royal Yacht Squadron. Alla regata, che si tenne sulla Manica, con un percorso attorno all isola di Wight, partecipò anche una piccola goletta appartenente al New York Yacht Club. Alla gara assisteva, dal vascello reale ancorato nel Solent, la Regina Vittoria che avrebbe consegnato al vincitore il premio, una coppa costata ben cento Ghinee, cesellata con quattro chili di argento, realizzata per celebrare la Prima Esposizione Universale di Londra. L agguerritissima goletta America vinse con un distacco di ben otto minuti sulla seconda imbarcazione, la britannica Aurora. Questa competizione significò molto più di una semplice regata: la conquista della Coppa simboleggiava una grande vittoria per il nuovo sul vecchio mondo; un trionfo che tolse al Regno Unito il titolo di principale potenza marittima del mondo. L equipaggio donò il trofeo al New York Yacht Club che lo avrebbe nuovamente messo in palio per una successiva regata internazionale. Ispirata al nome della goletta America, nacque l America s Cup. Diciannove anni dopo, nel 1870, gli inglesi si presentarono con una nuova imbarcazione, il Cambria, a reclamare il loro diritto di sfida, tuttavia, nonostante la loro convinzione nella vittoria, furono battuti da ben nove barche che li precedettero. Le navi inglesi, infatti, non erano adatte a questo tipo di competizione in cui si richiedeva un elevata manovrabilità e alte velocità di navigazione; per esempio nel 1886, l inglese William Henn si presentò con Galatea, una pesante imbarcazione che all interno aveva camini in ghisa, depositi di legna, una scimmia, otto cani e pesanti tappeti orientali. Gli americani negli anni si divertirono ad umiliare i loro ex colonizzatori, con regate in bassi fondali, dove solo le loro barche con chiglia poco profonda si potevano destreggiare agilmente evitando di incagliarsi. L America s Cup andò avanti in questo modo, al limite della rissa, per una cinquantina d anni. Nel 1899 attraversò l Atlantico il primo dei cinque quadrifogli Shamrock armati da Thomas Lipton, facoltoso imprenditore del tè che, sebbene non abbia mai vinto l America s Cup, fu il primo ad introdurre le sponsorizzazioni nel mondo dello sport, che 10 11

7 gli garantirono ingenti entrate. Il mondo dello sport iniziava a trasformarsi in un business. La regata del 1934 fu l ultima che vide fronteggiarsi imponenti barche di oltre quaranta metri; nel 1939, infatti, quasi tutte queste imbarcazioni furono distrutte per recuperare l acciaio utile a supportare lo sforzo bellico della Seconda Guerra Mondiale. Nel dopoguerra, quando non c erano più lord disposti a scialacquare enormi patrimoni per amor di patria né tanto meno finanzieri in grado di sborsare grossi capitali per sfide veliche, si decise di regatare con imbarcazioni meno dispendiose: i dodici metri di stazza internazionale. Nel 1983 ci furono sei sfidanti per la coppa. Allo scopo di stabilire chi sarebbe stato il vero challenger, si tennero una serie di regate eliminatorie per le quali venne istituita come premio la Louis Vuitton Cup. A questa edizione risale anche la prima partecipazione di una barca italiana, Azzurra, schierata dallo Yacht Club Costa Smeralda. L imbarcazione si classificò terza tra gli sfidanti facendo conoscere così al grosso pubblico italiano l esistenza della competizione. Quell anno vinsero gli australiani che grazie alla particolare chiglia con bulbo rivoluzionario riuscirono finalmente a conquistare la gloria, strappando la coppa agli americani. Dopo ben 132 anni il prestigioso trofeo lasciava il New York Yacht Club. La tecnologia impiegata nella realizzazione delle imbarcazioni rivestiva ormai un ruolo fondamentale ed era in grado di favorire nettamente un equipaggio e influenzare così le sorti della competizione. Non solo iniziava l innovazione tecnica nelle forme e nelle strutture, ma cominciavano ad affacciarsi sulla scena materiali di nuova generazione, come la leggerissima fibra di vetro che garantiva un notevole risparmio di peso nella costruzione degli scafi. Ogni innovazione andava spesso ad inserirsi in parti vuote del regolamento, che non specificavano particolari norme restrittive in tal senso, creando così accesi dibattiti e battaglie legali. Nel 1988 infatti, il sindacato di Conner si presentò con un piccolo catamarano di 18 metri, grande la metà delle imbarcazioni avversarie, sfruttando una falla nel regolamento. Grazie alle caratteristiche idrodinamiche nettamente superiori agli avversari, gli americani riuscirono a sbaragliare gli sfidanti e ad aggiudicarsi la coppa. La competizione del 1988 testimonia ancora una volta come l America s Cup non si combatta solo in mare ma anche nelle aule di tribunale. Dopo il 1988, il comitato organizzatore decise di introdurre una nuova classe di barche, l America s Cup Class (IACC) e di emanare un regolamento molto più rigido e con meno libertà di modifica. Nel 1992 infatti tutte le nuove barche in gara erano molto simili tra loro anche dal punto di vista estetico. Quell anno gli Italiani, con il Moro di Venezia riuscirono a vincere la Louis Vuitton Cup conquistandosi così il titolo di challenger. Purtroppo però non riuscirono ad aggiudicarsi il trofeo tanto ambito difeso da America3. Nel marzo 1997, una persona si introdusse nella sede del Royal New Zealand Yacht Squadron danneggiando con un martello l America s Cup. Il danno causato fu così grave che si temette che la coppa fosse stata irrimediabilmente compromessa. La casa argentiera londinese Garrard, che aveva originariamente fabbricato la coppa del 1848, riuscì dopo tre mesi di faticosissimo lavoro, a riportare la coppa alle condizioni originali. Garrard si fece carico di tutti i costi di restauro: era la Coppa America

8 L arrivo del nuovo millennio ha visto la competizione più adrenalinica nella storia della coppa. Ricordiamo l agguerrita Prada Challenge, con Luna Rossa che sconfisse gli americani in un avvincente Louis Vuitton Cup. Nonostante tutto, Luna Rossa non fu in grado di portare a casa anche l America s Cup. La Louis Vuitton Cup del 2003, disputata in Nuova Zelanda, vide ben nove barche di sei distinte nazioni disputare oltre centoventi regate per la selezione del Challenger. Incredibilmente trionfò Alinghi, di nazionalità svizzera, che quell anno riuscì a dominare anche contro il Defender neozelandese, per la prima volta la Coppa America tornò in Europa. Elettrizzata dalla vittoria, la Société Nautique de Genève accettò subito la sfida del Golden Gate Yacht Club. Si dovettero risolvere diversi problemi, in primis, la mancanza di accesso diretto al mare. Bocciata l opzione svizzera di regatare all interno del Lac Léman, si introdusse nel regolamento la possibilità di selezionare un tratto di mare differente da quello di origine del vincitore. Venne abolita immediatamente anche la regola relativa alla nazionalità, concedendo così ai team di ingaggiare velisti indipendentemente dal loro passaporto. L aspetto più importante fu la creazione dell America s Cup Management, un organismo incaricato di sovraintendere a tutti gli aspetti relativi non solo alla America s Cup, ma anche alle Challenger Selection Series. L edizione del 2007 fu un successo eccezionale, il Comitato Organizzatore infatti riuscì a trasformare l evento in qualcosa di mai visto prima. Il programma di regate lungo quattro anni portò la Coppa America in diverse nazioni europee, facendo aumentare incredibilmente l interesse del pubblico, attirando sfidanti da Paesi come il Sud Africa e la Cina. Nonostante il grande numero di sfidanti, gli Svizzeri riuscirono ancora una volta a difendere la coppa, vincendo di un solo secondo la sfida decisiva contro i Neozelandesi. Un tale numero di imbarcazioni e di progetti innovativi sviluppati dai vari team, ha portato ad un incremento esponenziale delle prestazioni. A questa crescita non sono stati corrisposti adeguati sistemi di sicurezza in mare. L edizione del 2013 ha estremizzato questo trend con l obbiettivo di rendere l evento sportivo ancor più spettacolare al fine di catturare un pubblico televisivo sempre crescente. Pag14: Auckland, New Zealand 15/02/2003 America s Cup, Giorno 1 Alinghi Team [Th. Martinez] 14 15

9 Edizione 2013 L edizione di quest anno si disputerà nella baia di San Francisco, in California. Il Golden Gate Yacht Club, avendo riportato l America s Cup negli Stati Uniti nel 2010, dopo quindici anni di assenza, vestirà i panni del defender. Il Challenger of Record sarebbe dovuto essere il Club Nautico di Roma che lanciò la sfida con l imbarcazione Mascalzone Latino Audi Team. Tuttavia, nel maggio 2011 la squadra annunciò il ritiro dall America s Cup per motivi economici. Il nuovo sfidante sarebbe stato il Kungliga Svenska Segelsällskapet, rappresentato da Artemis Racing. Nel 2010 vennero introdotte diverse nuove norme. Alla prima conferenza stampa congiunta, Russell Coutts ha annunciato l intenzione di inserire molteplici novità, con il consenso di tutti i challenger, all insegna della spettacolarizzazione dell evento. Tra queste, significative sono l eliminazione del limite massimo di vento per le regate, l introduzione delle regate di selezione anche sul defender, la presenza di operatori televisi a bordo. La più importante riguarda il tipo di imbarcazione, con l utilizzo tassativo di catamarani ad ala rigida, simile a quella montata da BMW Oracle Racing nella scorsa edizione. San Francisco, California 01/01/2007 Baia di San Francisco Golden Gate Bridge [Rich Niewiroski Jr.] La nuova classe, denominata AC72, è caratteizzata da imbarcazioni lunghe circa 22 metri, larghe 14, con un imponente albero di 40 metri che garantisce una superficie velica di più di 300 metri quadrati

10 High Speed and High Risk. [The New York Times] Le manovre sono tornate ad essere interamente manuali e l equipaggio, che precedentemente nella classe IACC era costituito da 17 uomini, scende a soli 11 uomini. Queste modifiche al regolamento suscitarono molte perplessità nel mondo dello sport e si ritiene, ancora oggi, che la sicurezza sia passata in secondo piano. Ben presto tali preoccupazioni si sono rivelate fondate. San Francisco, California 10/04/2013 Selezioni Youth America s Cup [Gilles Martin Raget] 18 19

11 Tutto ciò che sappiamo è che la barca si è ribaltata e si è spaccata a metà. [Iain Murray] Incidenti La potenza e le velocità dei catamarani usati nell America s Cup attirarono forti critiche sin dall annuncio della nuova classe di imbarcazioni. Sir Keith Mills, ad esempio, annullò la partecipazione al trofeo per il suo team Origin già nel 2011 proprio a causa delle sue preoccupazioni legate alla sicurezza. Nell ottobre 2012, dopo solo otto giorni di navigazione, il team Oracle Racing scuffiò sotto il Golden Gate Bridge causando ingenti danni allo yacht: l ala rigida si distrusse ma l equipaggio fortunatamente subì traumi modesti. Infatti, al contrario delle precedenti imbarcazioni IACC, che avevano dei bulbi sommersi che rendevano praticamente impossibile il capovolgimento della nave in acqua, i nuovi AC72, molto più leggeri, con meno personale a bordo e in grado di catturare molto più vento, sono più facilmente soggetti al ribaltamento. Con il passare del tempo, ogni team riportò incidenti più o meno seri alle imbarcazioni. San Francisco, California 09/05/2013 Baia di San Francisco L AC72 di Artemis Racing si capovolge [Sander van der Borch] Il 9 Maggio 2013, l AC72 di Artemis Racing, mentre era impegnato negli allenamenti quotidiani, si capovolse e si spezzò in diverse parti. Questo incidente fu uno dei più gravi in tutta la storia della coppa e costò la vita a un membro dell equipaggio: Andrew James Simpson, campione olimpico. Simpson è rimasto intrappolato sotto la barca rovesciata, privo di sensi; ogni tentativo di soccorso sia in acqua sia a terra è stato vano

12 22 Questo incidente ricorda quante siano le insidie che devono affrontare tutti coloro che sono impegnati sull acqua, siano essi diportisti o professionisti. [Cpt. Matt Bliven USA Cost Guard] In seguito all accaduto, è stata subito istituita una squadra per indagare le cause dell incidente e per redigere un rapporto sulla sicurezza al fine di trovare raccomandazioni e nuove regole per rendere più sicure le regate con le nuove imbarcazioni. Nei giorni successivi alla tragedia, la stampa mise bene a fuoco il problema, il New York Times titolò: High-Speed and High Risk, mentre The Indipendent definì gli AC72 come trappole mortali. Stepheh Park, che comandava il team di vela olimpico inglese, commentò: They re very high powered and the loads on them are huge [...], these boats are untrodden waters for sailing. A lot of the loads and a lot of the equipment is new and there are a lot of unknowns and things being tested (Sono molto potenti e i carichi sono enormi, queste barche navigano in acque inesplorate per la vela. Molti dei carichi e la maggior parte degli equipaggiamenti sono nuovi e ci sono ancora molti punti di domanda e cose da testare). Quella di Simpson fu la terza morte durante gli allenamenti per l America s Cup. Il primo fu nel 1935 quando un assistente venne sbalzato fuori bordo e morì, il secondo fu nel 1999 quando il marinaio spagnolo Martin Wizner morì dopo essere stato colpito alla testa da un pezzo di equipaggiamento. Agli inizi di Giugno, fu annunciato che la scaletta di eventi per l America s Cup del 2013 sarebbe stata significativamente ridotta in risposta alla morte di Napoli, Italia 20/04/2013 ACWS AC45 Giorno 3 [Carlo Borlenghi] Simpson. Un mese dopo, una commissione appositamente istituita presentò a una giuria internazionale trentasette proposte di modifica al regolamento. Ad oggi non è stato definito niente di preciso e si stanno discutendo le nuove norme soprattutto in ambito di sicurezza. Analizzando le maggiori fonti di pericolo a bordo di un imbarcazione a vela, quelle che potenzialmente possono creare maggiori danni sono certamente i traumi alla testa e al collo. Questo tipo di infortuni, non solo derivano dalla presenza di organi in movimento quali alberi e vele, ma anche dall instabilità delle strutture causata all estrema variabilità del vento e del mare. L incidente del 1999 causò la morte del marinaio spagnolo proprio per un colpo alla nuca. A quel tempo infatti, nessuno aveva mai preso in considerazione la possibilità di introdurre l obbligo del casco o altri elementi di protezione individuale. Anche la morte di Simpson è collegabile ad un trauma alla testa che lo ha lasciato privo di sensi al di sotto dell imbarcazione. Nonostante l obbligo di utilizzo del casco sia entrato in vigore già da qualche anno, la maggior parte dei team lo utilizza in maniera sporadica durante gli allenamenti. Spesso inoltre si fa un uso scorretto del casco, andando a compromettere notevolmente l efficacia della protezione. Come è possibile verificare nelle numerose foto delle regate, quasi tutti i membri degli equipaggi sono soliti indossare l elmetto al di sopra di un cappellino con la visiera. Un tale comportamento, come andremo in seguito ad approfondire, causa diversi inconvenienti, come ad esempio l aumento degli ingombri della testa ed episodi di scalzamento per scarsa aderenza. 23

13 Questa imperizia nell uso di un così importante dispositivo di sicurezza personale è principalmente causata dall assenza sul mercato, come vedremo in seguito, di un valido prodotto specifico per il settore. Nonostante negli ultimi mesi alcune case abbiano messo in vendita prodotti pubblicizzati come specifici per la vela, come è facilmente verificabile dalle foto, i comportamenti scorretti citati non sono stati minimamente intaccati. In alto: San Francisco, California 10/02/2013 ETNZ con i vecchi caschi [Gilles Martin Raget] In basso: San Francisco, California 14/07/2013 ETNZ con i nuovi caschi poc [Gilles Martin Raget] 24 25

14 Gear Il recente dramma di Simpson ha provocato polemiche sulla sicurezza, portando il Regatta Director Iain Murray ad aggiornare il programma dell evento, tenendo conto dei suggerimenti espressi dalla commissione di inchiesta. Sono stati ridotti il numero dei turni preliminari da sette a cinque per permettere ai team, che già prima dell incidente si erano espressi in tal proposito, di disporre di maggior tempo per effettuare le manutenzioni. Tra le trentasette raccomandazioni espresse il 22 maggio per aumentare la sicurezza durante la Summer of Racing 2013 sono stati introdotti limiti di vento per poter regatare, compresi tra i 10 e i 23 nodi e accertamenti per le imbarcazioni in gara. La parte più importante del documento tuttavia, è rivolta ad aumentare la sicurezza personale dei velisti e riguarda proprio l equipaggiamento. Viene previsto infatti l impiego di giubbotti salvagente, protezioni rigide, dispositivi di localizzazione personali, apparati di respirazione e caschi ad alta visibilità. La restante parte delle norme si rivolge invece agli AC72, alle attrezzature di supporto e ai metodi di gestione della regata. In realtà secondo il comune buon senso si tratta di cautele assolutamente necessarie ma non sufficienti a garantire una sicurezza completa, impossibile su mezzi che possono superare i 70 chilometri orari e sollevarsi al di sopra dell acqua navigando con le sole derive, come gli aliscafi. Analizzeremo di seguito i principali componenti dell attrezzatura regolata dalle nuove norme

15 Imbragatura: si tratta di un insieme di corde e moschettoni che cingono il bacino, per forme e materiali è simile a quelle adoperate nelle escursioni in montagna. Il principale scopo di questa attrezzatura risiede nel facilitare i membri dell equipaggio nell appendersi alle reti o alle colonnine dei grinder in caso di cappottamento del catamarano impedendo ai velisti di cadere in acqua da altezze considerevoli. I moschettoni tipicamente sono a sgancio rapido per evitare di rimanere imbrigliati in situazioni pericolose. Apparato radio: grazie al microfono, l equipaggio non solo è in grado di acquisire un maggiore coordinamento in gara contrastando il rumore del mare, ma permette anche ai team di rimanere sempre in contatto con la terra ed ottenere informazioni riguardo previsioni metereologiche. In condizioni di pericolo permette di comunicare con i soccorsi coordinando al meglio i tentativi di recupero. La radio tipicamente viene alloggiata sul corpo, mentre alcuni team, tra cui i Kiwi, hanno preferito alloggiarla nella parte posteriore del casco, viste le ridotte dimensioni. Questo sistema permette però solo a quattro elementi del gruppo di parlare: i coordinatori. Occhiali: sono un elemento presente in qualunque livello dello sport, agonistico e non, che costituisce la principale protezione per gli occhi, sia dai raggi del sole che dagli spruzzi d acqua. Tipicamente si tratta di occhiali molto avvolgenti con lenti scure. Spesso però vengono accompagnati con un altro paio di occhiali con una differente gradazione di polarizzazione per un uso in altre condizioni di luce. Generalmente sono provvisti di un cordino che passa sotto la nuca, per evitare di perderli e per mantenerli ben aderenti al volto. Giubbetto: si tratta di un ausilio al galleggiamento, presenta degli inserti di materiale molto leggero con la duplice funzione di proteggere il corpo da traumi e di facilitare la risalita al di sopra dell acqua. Si tratta di un elemento fondamentale nell attrezzatura, in quanto deve assolvere le sue funzioni senza ostacolare i movimenti. Sono inoltre presenti numerose tasche accessorie per permettere ai membri dell equipaggio di riporre attrezzature individuali di piccole dimensioni, come i coltelli o le radio. Bombola d aria: questo componente deriva direttamente dall equipaggiamento per gli elicotteri di salvataggio. Ogni membro dell equipaggio ha dietro la schiena una bombola con 45 litri di ossigeno, ovvero un autonomia di circa 80 secondi. Questo lasso di tempo relativamente corto dovrebbe permettere al velista che rimane intrappolato nelle reti di liberarsi o di essere raggiunto dai compagni per i primi soccorsi. Cappellino: comune cappellino da baseball, insieme agli occhiali è l elemento in assoluto più diffuso a tutti i livelli della vela. La visiera rigida sporgente assolve alla duplice funzione di proteggere dagli spruzzi d acqua e riparare dai raggi solari. Purtroppo viene spesso utilizzato erroneamente insieme al casco, andandone ad inficiare pericolosamente le caratteristiche di sicurezza. Causa infatti una scarsa aderenza alla calotta cranica da parte del casco e porta a episodi di scalzamento

16 Casco: si tratta in assoluto del componente di protezione individuale più importante. Il suo compito infatti non è solo quello di garantire un elevato grado di sicurezza in caso di impatto, ma anche di soddisfare tutta una serie di requisiti di funzionalità e comfort. Deve infatti proteggere dagli spruzzi d acqua e dalle raffiche di vento, permettendo un accettabile grado di libertà nelle normali operazioni in mare. Come testimoniano le numerose foto riportate, al momento non esiste una soluzione definitiva adottata da tutti i team; anzi, addirittura all interno dello stesso equipaggio possiamo affermare esista parecchia confusione in merito alla soluzione migliore da scegliere. Come andremo ad approfondire nella sezione dedicata ai competitors infatti, al momento non esiste un casco dedicato alla vela. Per la maggior parte si tratta di prodotti riciclati da altri sport, principalmente dallo sci. A sinistra: San Francisco, California 03/07/2013 Allenamento [Carlo Borlenghi] Pagine precedenti: San Francisco, California 21/07/2013 Equipaggiamento [Carlo Borlenghi] 30 31

17 Target Il casco sviluppato non è stato progettato per andare ad attestarsi esclusivamente su una fascia di mercato molto ristretta come quella della competizione internazionale di più alto livello. Nonostante al momento esista un sostanziale buco nella gamma di prodotti disponibili destinati a questa categoria, prendere in considerazione come target population il solo livello top porterebbe ad un prodotto molto dispendioso da produrre, con una quota di vendita inferiore a quella che il mercato potrebbe assorbire. San Francisco, California 04/07/2013 Marco Montis Grinder Prada [Carlo Borlenghi] Esattamente come succede con i caschi destinati ad altri sport e ad altre categorie, si è deciso infatti di prendere in considerazione anche le aree di mercato adiacenti, caratterizzate da requisiti inferiori e situazioni d uso meno estreme. Tra questi potenziali settori di mercato limitrofi a cui estendersi troviamo tutte le competizioni velistiche in generale. In questa categoria non solo rientrano numerosi eventi sia a livello locale che a livello internazionale, ma appartengono anche numerose classi di imbarcazioni. Volendo riportare solo le maggiori competizioni per i Laser, troviamo ad esempio gli ISAF World Events, gli ILCA World Events, gli Euro Championships, le Euro Masters Series, le EUROSAF Regattas... Ognuno di questi eventi, essendo enormemente meno dispendioso della leggendaria America s Cup, attira centinaia di partecipanti. Se si considera inoltre che gli eventi qui riportati sono legati solo a una classe di imbarcazioni 32 33

18 (i Laser) e che esistono centinaia di classi, con altrettanti trofei, sono facilmente percepibili le potenziali dimensioni di questo mercato ancora inesplorato. Al fine di trovare una soluzione formale comune, è stato necessario quindi analizzare l ambiente della vela e trovare gli elementi caratterizzanti. Come strumento di indagine sono stati impiegati questionari ed interviste individuali che ci hanno permesso di analizzare i dati per stilare dei profili caratteristici. Il mondo della vela agonistica di alto livello è un ambiente che ha molto in comune con la maggior parte degli sport agonistici: è un ambiente ristrettissimo dove contano il risultato, le prestazioni e la competizione con gli avversari. Si tratta di un mondo prevalentemente maschile caratterizzato da segreti, tecnologia ed aggressività. Nel caso specifico del nostro prodotto, questo settore, essendo influenzato dalle nuove norme di sicurezza che impongono l utilizzo del casco, al momento ha un esplicito bisogno di un prodotto che possa soddisfare pienamente i requisiti. Per quanto riguarda il fattore prezzo, questo ambiente non lo considera come determinante nell adozione di un nuovo prodotto, è facilmente ipotizzabile che potrebbe venire concretamente considerato qualunque prezzo per un prodotto che soddisfi i bisogni irrisolti dello sport. Esiste tuttavia un altra componente, forse meno rilevante e meno visibile ma comunque importante relativa all immagine dell evento, allo stile. Come si intuisce dalle foto, infatti, lo sport della vela è tutt ora molto legato alla tradizione e alla storia; da sempre è presente un forte senso dell onore in mare, una forte appartenenza ai valori del passato. Non a caso infatti l America s Cup è rimasta sostanzialmente invariata da oltre un secolo. Questa commistione di aggressività e di tradizionalità dei valori permea sia l immagine che i team trasmettono di se stessi sia l organizzazione dell evento e la sua immagine coordinata. Per fare un esempio dove ciò non accade, in quanto non è presente questo sistema di valori, si potrebbe considerare quello che succede in un mondo completamente diverso, come ad esempio quello del windsurf. Anche in questo caso sono verificati tutti i punti elencati precedentemente relativi ad aggressività, prestazioni, tecnologia e innovazione. Tuttavia, analizzando le grafiche, gli spot pubblicitari e i prodotti di alta gamma dedicati, ci si accorge immediatamente dell assenza di un background paragonabile a quello della vela. Tutto ciò porta a grafiche molto rumorose, ironiche, sgargianti, caratteristiche che invece non sono presenti nel mondo nautico. Le forme del mondo nautico infatti risultano sempre molto più pacate, raffinate e poco ironiche. Anche quei rari elementi che non rispettano questi canoni formali quali i loghi di barche come Luna Rossa Piranha o Luna Rossa Swordfish, in realtà vanno sempre a contestualizzarsi nella tradizione. Nel caso specifico, ad esempio, riprendono concettualmente le polene delle barche pirata, il cui scopo era quello di intimidire gli avversari. Anche per l analisi del target più ampio, sono stati utilizzati come strumenti di inchiesta i questionari e le interviste. Di grande aiuto è stata inoltre l analisi dei prodotti e dei brand dedicati all abbigliamento. In questo frangente risulta ancora maggiormente evidenziata la componente storica della vela. Come possiamo vedere ad esempio dagli orologi Nautica (pag. seguente), è molto presente l innovazione e la tecnologia, sia nei materiali che nelle forme; ciò tuttavia non turba l equilibrio compositivo, per cui i prodotti risultano molto bilanciati esteticamente, con un alto grado di raffinatezza

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