LINEA GUIDA REV.4 del Pag 1 di 16 LINEA GUIDA 20121

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LINEA GUIDA 20121 REV.4 del 23-07-2014 Pag 1 di 16 LINEA GUIDA 20121"

Transcript

1 Pag 1 di 16 LINEA GUIDA OBIETTIVI Obiettivo del presente documento è quello di fornire un istantanea su come la documentazione delle organizzazioni sia adeguata a sostenere i diversi step di valutazione previsti per la certificazione ISO di Certification Europe Italia. Questo documento potrà essere utilizzato dalle Organizzazioni per auto-valutare il proprio livello di maturità e la propria capacità di affrontare il processo certificativo. Per una analisi più approfondita e specifica, effettuata direttamente sulla documentazione prodotta dall organizzazione, Certification Europe Italia è disponibile a svolgere un servizio di Gap Analysis, che fornirà un quadro dettagliato attraverso il quale poter riconoscere e organizzare secondo una corretta priorità le aree su cui è maggiore la necessità di lavorare per poter affrontare il processo di certificazione. Infine, il presente documento potrà servire come supporto alle verifiche per gli auditor interni ed esterni. LE FASI DI VERIFICA Certification Europe Italia ha suddiviso le verifiche di Certificazione relative ai Sistemi di Gestione Sostenibile degli Eventi in tre differenti fasi, qui di seguito riassunte. PROGETTAZIONE ESECUZIONE PREPARAZIONE MONITORIAGGIO RIPRISTINO REPORTING L attività di progettazione sarà verificata nel corso delle Verifiche di Stage 1 e di Stage 2; quelle di monitoraggio e di reporting saranno oggetto delle verifiche di sorveglianza.

2 Pag 2 di 16 GLI STEP DI VERIFICA PER GLI EVENTI E LA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA Lo stage1 avrà la finalità di analizzare, a livello complessivo, l impostazione generale dell evento e verificare le condizioni di base relative all impostazione di un Sistema di Gestione Sostenibile conforme alla norma ISO Idealmente, lo stage 1 si potrà svolgere diversi mesi prima dell esecuzione dell evento. Al termine dello stage 1 verrà consegnato al cliente un rapporto contenente le risultanze dell audit e, eventualmente, i rilievi e le loro modalità di gestione. STAGE MODALITÀ DI GESTIONE: DURATA: 1 P.to NORMA AUDIT REMOTO / A DISTANZA VIA TELECONFERENZA EVIDENZE RICERCATE EVIDENZA STAKEHOLDERS: identificazione, valutazione di esigenze e aspettative SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE: Definizione dei confini di scopo e campo di applicazione del Sistema di Gestione (quali attività sono incluse) PRINCIPI DI SVILUPPO SOSTENIBILE: Definizione dei principi di sviluppo sostenibile e dichiarazione di intenti e di valori POLITICA: Definizione della Politica, conforme, disponibile agli stakeholders, coerente con 4.5 e rispettosa dei requisiti al punto 5.22 IDENTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI SIGNIFICATIVI: Identificazione e valutazione degli aspetti significativi per quanto riguarda gli ambiti Ambientale, Economico e Sociale (Riferimento ad Appendice C) COMUNICAZIONE: Valutazione delle modalità di comunicazione esterna e definizione modalità di comunicazione e rendicontazione futura MIN: ½ GIORNO TIPOLOGIA Procedura + Inoltre, in fase di stage 1 verrà verificato che l organizzazione abbia proceduto con: la definizione delle principali caratteristiche del progetto; la valutazione di punti di forza e/o di debolezza dei progetti (SWOT analysis); la pianificazione delle tempistiche per le proprie attività (timing, eventualmente attuabile attraverso un diagramma di Gantt); l assegnazione delle risorse necessarie alla prosecuzione del progetto. Verrà infine valutato come l organizzazione abbia predisposto la gestione e la tenuta sotto controllo delle informazioni documentate richieste dalla norma: a) Identificazione e impegno degli stakeholder (4.2). b) Determinazione dello scopo e campo di applicazione del sistema di gestione sostenibile degli eventi (4.3). c) Principi di sviluppo sostenibile, dichiarazione di intenti e valori (4.5). d) Politica (5.2). e) Ruoli dell'organizzazione, responsabilità e autorità (5.3). f) Identificazione e valutazione degli aspetti (6.1.2).

3 Pag 3 di 16 g) Obiettivi di sostenibilità degli eventi e loro perseguimento (6.2). h) Gestione della catena di fornitura (8.3). i) Monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione (9.2). j) Non conformità e azione correttiva (10.1). Lo stage 2, sempre basato sull attività di progettazione, dovrà essere pianificato quando il ciclo di progettazione sarà completo e saranno già state definite tutte le modalità operative di gestione, monitoraggio e rendicontazione dell evento. Durante lo stage 2 si verificherà inoltre l attività di verifica interna e di Riesame dell attività di Progettazione. Temporalmente, lo stage 2 troverà la sua migliore collocazione nelle settimane che precedono l evento. Se lo stage 1 viene sempre svolto in modalità remota ed a distanza, vista la maggior complessità delle evidenze riscontrabili nello Stage 2 potrà essere necessario che questo si svolga presso la sede del cliente oppure, se già disponibile, presso la sede che ospiterà l evento. La scelta di effettuare lo stage 2 in remoto e/o tramite comunicazione a distanza e videoconferenza potrà essere riservata per eventi di durata, portata e complessità minori. Così come per lo stage 1, al termine dello stage 2 verrà consegnato al cliente un rapporto contenente le risultanze dell audit e, eventualmente, i rilievi e le loro modalità di gestione. Al termine dello Stage 2, nel caso in cui gli esiti siano positivi ed a seguito di delibera del Comitato di Certificazione, verrà emesso e consegnato il Certificato, che avrà durata limitata alla durata dell evento cui si riferisce.

4 Pag 4 di 16 STAGE MODALITÀ DI GESTIONE: DURATA: 2 IN REMOTO / A DISTANZA VIA TELECONFERENZA oppure PRESSO IL CLIENTE MIN: ½ GIORNO P.to NORMA EVIDENZE RICERCATE EVIDENZA RUOLI, AUTORITÀ E RESPONSABILITÀ: Definizione ed assegnazione di ruoli, risorse, autorità da parte dell Alta Direzione per il funzionamento del Sistema di Gestione OBIETTIVI DI SOSTENIBILITÀ: Set degli obiettivi, coerenti con Principi e Politica, correttamente definiti e con piano di perseguimento (vedi requisiti norma) PRESCRIZIONI LEGALI E ALTRE PRESCRIZIONI: Identificazione e accesso a prescrizioni legali e ad altre prescrizioni volontarie alle quali l Organizzazione è sottoposta GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA: sulle modalità di gestione della catena di Fornitura (Rif. Appendice B) AUDIT INTERNI Pianificazione ed esecuzione di almeno un audit interno relativo alla progettazione RIESAME DELLA DIREZIONE Riesame della fase della progettazione del Sistema di Gestione per la Sostenibilità degli Eventi TIPOLOGIA Procedura + pianificazione e documentazione audit Riesame DOCUMENTAZIONE Così come evidenziato in Appendice A, la norma richiede che sia presente una documentazione, poiché essa è essenziale per la dimostrazione di trasparenza e responsabilità, nonché per consentire la possibilità di una verifica di terza parte. La documentazione tuttavia può essere proporzionata e appropriata al sistema di gestione sostenibile degli eventi e agli aspetti interessati. Bozze, e altre comunicazioni meno formali o meno attinenti al sistema di gestione spesso rappresentano una documentazione sufficiente. PROCEDURE Come definito nel punto 3.4 della norma ISO 9000:2005 e così come riportato in Appendice A, una procedura è un "metodo specificato di portare a termine un'attività o un processo". I processi possono includere procedure. Né i processi né le procedure necessitano di essere documentati, a meno che l'assenza di documentazione provochi un'attuazione non efficace del sistema di gestione. In alcune situazioni, procedure formalizzate e/o processi documentati sono importanti perché la loro assenza potrebbe portare a uno scostamento dallo scopo, dai valori, dalla politica di sviluppo sostenibile, dagli obiettivi e dai traguardi di un'organizzazione. Il valore del documentare una procedura è che si acquisiscono e immagazzinano conoscenze e si appronta un processo di fornitura comune. Ciò assicura che la procedura sarà eseguita nello stesso modo indipendentemente da chi la mette in pratica. Procedure eccessivamente prescrittive possono limitare la creatività e il pensiero innovativo quando si gestiscono eventi. Ove appropriato, i sistemi di gestione sostenibile degli eventi sviluppati per un evento possono essere condivisi, modificati, adattati e migliorati per l'applicazione in altri eventi, al fine di evitare la duplicazione degli sforzi all'inizio del ciclo di

5 Pag 5 di 16 Come output dello stage 2 il valutatore incaricato dovrà concordare con l organizzazione le modalità e i tempi di verifica sul campo da applicare alla fase 2 di certificazione, con la stesura dell audit plan di sorveglianza. Durante la fase di sorveglianza, i valutatori di Certification Europe Italia verificheranno l esecuzione dell evento nel momento in cui l evento si svolge. Saranno infatti valutati le sub-fasi di allestimento e preparazione, esecuzione e monitoraggio e ripristino del sito. L ultima fase, quella di reporting verrà valutata in modalità remota- al termine dell evento, concordando con l organizzazione i tempi per i quali l attività di reporting sarà completata e siano state effettuate le comunicazioni definite verso tutti i differenti stakeholders. SOCIETÀ ED EVENTI CHE POSSONO ESSERE SOTTOPOSTI A CERTIFICAZIONE Non solo certificazione di eventi: conformemente a quanto definito dalle istruzioni Accredia, Certification Europe Italia srl ha identificato tre tipologie di certificazione legate alla norma ISO In aggiunta a queste, Certification Europe Italia srl ha inserito una quarta categoria, relativa alle organizzazioni il cui Core Business non è legato all organizzazione di eventi ma che, con una elevata frequenza, organizzano eventi (interni o esterni). Sono inoltre presi in considerazioni gli eventi multipli che, a partire da una medesima organizzazione centrale si ripetono, in contemporanea o in un breve periodo di tempo, su differenti location. SOCIETÀ E ORGANIZZAZIONI SOCIETÀ DI EVENTI Per eventi singoli Per eventi con cadenza periodica Per eventi già svolti SOCIETÀ DI SERVIZI DI SUPPORTO Società di catering Lavoro interinale Hostess, sicurezza e stewardship Energia Pulizia e bagni chimici... LOCATION E STRUTTURE Quartieri fieristici Centri congressuali e hotel Stadi e palazzetti sportivi Aree e strutture di proprietà o gestione pubblica... ALTRE SOCIETÀ Società il cui scopo principale è diverso dall'organizzazion e degli eventi ma che dispongono di una struttura interna (marketing / commerciale) che organizza eventi

6 Pag 6 di 16 SOCIETÀ DI SERVIZI DI SUPPORTO La norma ISO richiede che le società e che gestiscono direttamente organizzazione degli eventi dispongano di un sistema per la gestione sostenibile degli eventi accompagnato da una procedura specifica per la progettazione e la loro conduzione. Questa tipologia di procedura è molto simile a quanto richiesto dalla norma ISO 9001 al punto 7.3 relativo alla progettazione del servizio. Per questo motivo, ogni volta che viene richiesto che sia inserita l attività di progettazione nello scopo del certificato che dovrà essere emesso, Certification Europe Italia richiederà alle società che organizzano eventi già in possesso di un Sistema di Gestione ISO 9001 (sia esso certificato o no) di fornire tra la documentazione da analizzare in Stage 1, la propria procedura di progettazione. Inoltre, sempre in Stage 1, verranno richieste le modalità attraverso le quali l organizzazione procede con le attività di monitoraggio degli eventi da essa progettati ed erogati. Se l organizzazione richiedente non è in possesso di un Sistema di Gestione per la qualità, Certification Europe Italia richiederà comunque, in fase iniziale, una procedura o delle istruzioni operative dettagliate circa le attività di progettazione e di gestione, monitoraggio e controllo delle attività legate agli eventi. FASE STAGE 1 STAGE 2 TIPOLOGIA DI VERIFICA REQUISITI DI SISTEMA PROCEDURA PROGETTAZIONE (se l attività di progettazione è compresa nello scopo richiesto in certificato) GESTIONE ATTIVITA MONITORAGGIO E CONTROLLO VERIFICA ATTIVITA DI PIANIFICAZIONE, PROGETTAZIONE E MONITORAGGIO APPLICATA AD UN EVENTO ORGANIZZATO DALL ORGANIZZAZIONE A seconda di quanto concordato, i certificati emessi da Certification Europe Italia potranno riportare o meno il riferimento ad un evento specifico. CERTIFICATO GENERICO Qualora non sia riportato alcun riferimento specifico ad eventi (certificato generico), i singoli eventi da essa organizzati non potranno essere chiamati Eventi Sostenibili se non a seguito di una ulteriore verifica da parte di Certification Europe Italia. CERTIFICATI SPECIFICI Perché uno o più eventi siano riportati nel certificato, sarà necessario che siano verificate direttamente in fase di audit tutte le relative attività di progettazione ed esecuzione. L organizzazione potrà ricevere un certificato riportante: Il riferimento ad un singolo evento; Il riferimento ad un evento periodico oppure multiplo;

7 NESSUN RIFERIMENTO AD EVENTI LINEA GUIDA REV.4 del Pag 7 di 16 Il riferimento a più eventi, non collegati tra di loro; Il riferimento ad un elenco controllato di eventi gestiti in maniera sostenibile che potrà essere richiesto all organizzazione Il riferimento ad una tipologia di eventi, ad esempio: eventi sportivi. In tal caso, solo questi eventi, o queste categorie di eventi, dovranno essere gestiti in maniera sostenibile, e almeno una fase di tutti gli eventi devono essere state verificate prime dell emissione del certificato. Infine, quando si certifica un soggetto responsabile del sistema sostenibile di vari eventi (per uno o più servizi), è possibile emettere dei certificati indipendenti specifici per il singolo evento, collegati però ad un certificato principale, sempre a condizione che tale evento sia stato verificato.

8 IL RIFERIMENTO AD UN EVENTO PERIODICO OPPURE MULTIPLO; IL RIFERIMENTO AD UN SINGOLO EVENTO LINEA GUIDA REV.4 del Pag 8 di 16

9 IL RIFERIMENTO AD UNA TIPOLOGIA DI EVENTI IL RIFERIMENTO AD UN ELENCO CONTROLLATO DI EVENTI GESTITI IN MANIERA SOSTENIBILE CHE POTRÀ ESSERE RICHIESTO ALL ORGANIZZAZIONE LINEA GUIDA REV.4 del Pag 9 di 16

10 CERTIFICATI INDIPENDENTI SPECIFICI PER IL SINGOLO EVENTO COLLEGATI AD UN CERTIFICATO PRINCIPALE LINEA GUIDA REV.4 del Pag 10 di 16 CERTIFICATO PRINCIPALE

11 Pag 11 di 16 EVENTI SINGOLI, CON CADENZA PERIODICA E MULTIPLI PROGETTAZIONE ESECUZIONE REPORTING EVENTO SINGOLO PROGETTAZIONE 1 ESECUZIONE REPORTING PROGETTAZIONE 2 ESECUZIONE REPORTING PROGETTAZIONE n ESECUZIONE REPORTING EVENTO CON CADENZA PERIODICA PROGETTAZIONE SERIE DI EVENTI ORGANIZZAZIONE CENTRALE ESECUZIONE SERIE DI EVENTI REPORTING PROG. 1 EVENTO ESECUZIONE 1 EVENTO REPORTING PROG. 2 EVENTO ESECUZIONE 2 EVENTO REPORTING PROG. n EVENTO ESECUZIONE n EVENTO REPORTING EVENTO MULTIPLO

12 Pag 12 di 16 COME SVILUPPARE UN SISTEMA DI GESTIONE SOSTENIBILE DEGLI EVENTI 1- CONOSCERE LO STANDARD In questa fase è necessario essersi procurati la norma UNI ISO 20121:2013 ed averla letta integralmente. Oltre alla lettura della norma, si consiglia una lettura approfondita delle appendici, che forniscono chiarimenti e strumenti utili per la costruzione di un Sistema di Gestione. 2- DEFINIRE LO SCOPO E IL CAMPO DI APPLICAZIONE DEL PROPRIO SISTEMA DI GESTIONE PER LA SOSTENIBILITÀ DEGLI EVENTI A quali attività si applica il Sistema di Gestione? Cosa viene preso in considerazione e cosa è escluso? 3- IDENTIFICARE GLI STAKEHOLDERS Come riportato in Appendice A, per identificare il gruppo di stakeholder, è importante considerare chi è influenzato o coinvolto nell'attività correlata all'evento. Ciò può includere visitatori, espositori, intrattenitori, residenti locali, polizia, autorità locale, fornitori e subappaltatori per l'evento. In seguito all identificazione degli stakeholders, è necessario identificare le modalità di comunicazione adottabili con ciascuno di essi e la definizione delle attività necessarie per il loro coinvolgimento e per l ascolto delle loro esigenze e aspettative riguardo alla gestione degli eventi. La norma richiede che sia definita una procedura per l individuazione degli stakeholders. La norma, inoltre, nel prospetto A.1 fornisce un elenco dei principali Stakeholders che andrebbero presi in considerazione per tutti gli eventi. 4- DEFINIRE I PROPRI PRINCIPI DI SVILUPPO SOSTENIBILE I principi di sviluppo sostenibile sono i principi ai quali l intera attività dell organizzazione si deve orientare. Per la definizione dei propri principi di sviluppo sostenibile, può essere utile fare riferimento ai principi di gestione, inclusività, integrità e trasparenza suggeriti dalla norma ed ai sette principi di responsabilità sociale espressi dalla linea guida ISO 26000: Responsabilità di render conto; Trasparenza; Comportamento etico; Rispetto degli interessi delle parti interessate; Rispetto del principio di legalità; Rispetto delle norme internazionali di comportamento; Rispetto dei diritti umani. 5- DEFINIRE LA PROPRIA POLITICA La politica di sostenibilità del vostro evento sarà il vostro impegno a rispettare tutti i requisiti di legalità e quelli volontari definiti dallo standard, a migliorare continuamente la vostra performance ed a raggiungere gli obiettivi che voi stessi vi darete.

13 Pag 13 di 16 La politica dovrà essere documentata e sottoscritta dall Alta Direzione della vostra organizzazione. Inoltre, sarà necessario che la politica prenda in considerazione tutti i requisiti definiti nei punti e della norma. Suggeriamo che, una volta definita la vostra politica di sostenibilità, questa venga resa disponibile al pubblico, ai media, alla comunità ed ai vostri fornitori. Condividere i propri sforzi sarà una delle chiavi del vostro successo! 6- DEFINIRE I RUOLI, LE RESPONSABILITÀ E L AUTORITÀ È necessario, secondo la norma, che l Alta Direzione assicuri che le responsabilità e le autorità per i ruoli riguardanti la gestione sostenibile degli eventi siano assegnate e rese note nell'ambito dell'organizzazione. In sostanza è necessario che, a seconda della tipologia e della complessità dell organizzazione, siano assegnate competenze ed autorità a uno o più individui circa il funzionamento del Sistema di Gestione e il perseguimento dei principi di sostenibilità e della Politica. 7- IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI DI SVILUPPO SIGNIFICATIVI Per sua natura, ciascun evento ha numerosi impatti ambientali, economici e sociali. Tali impatti possono essere diretti o indiretti, forti o deboli, negativi o positivi. È importante, in primo luogo che l organizzazione operi per poter identificare tutti gli aspetti sui quali può avere un influenza diretta o indiretta. Non tutti gli aspetti di sviluppo sostenibile hanno però la stessa importanza, poiché tra gli aspetti individuati ce ne saranno alcuni più forti, o più facilmente controllabili ed influenzabili. È importante che l Organizzazione, una volta identificati gli aspetti di sviluppo sostenibile che porta con sé, provveda ad una valutazione della loro significatività attraverso una metodologia stabilita e documentata al fine di dare una corretta priorità agli aspetti sui quali sarà necessario lavorare. I criteri utilizzati per la valutazione del significato devono essere documentati e devono includere una considerazione sui commenti di ritorno (feedback) gli stakeholder e l'identificazione di nuovi aspetti previsti. Gli esiti della procedura devono essere documentati, mantenuti aggiornati e condivisi con gli stakeholder. La norma ISO fornisce, in Appendice C, delle linee guida per l identificazione e la valutazione degli aspetti di sostenibilità e, con il prospetto C1, l elenco di aspetti che le organizzazioni devono considerare per l'identificazione e la valutazione degli aspetti. 8- IDENTIFICARE E VALUTARE LE PRESCRIZIONI LEGALI Per essere pienamente gestito in modo sostenibile, un evento deve essere costantemente conforme a tutte le prescrizioni legali alle quali è sottoposto. La mancata conformità a un obbligo di legge può comportare la sospensione dell evento, il ricevimento di una sanzione ed altre gravi conseguenze sui piani economico, sociale ed ambientale. Ecco perché la norma, al punto richiede che l'organizzazione assicuri che le prescrizioni di legge applicabili e atre prescrizioni alle quali aderisce (impegni volontari, vincoli da partner/clienti, ecc. ) sono tenute in considerazione e soddisfatte costantemente.

14 Pag 14 di 16 Per far ciò, è necessaria una procedura che permetta, sistematicamente, di identificare, accedere e verificare l aderenza dell organizzazione a queste prescrizioni. 9- STABILIRE GLI OBIETTIVI Per perseguire la politica e perseguire i principi di sostenibilità adottati, sarà necessario che, per ciascuno degli aspetti di sostenibilità già identificati come significativi e prioritari, siano assegnati degli obiettivi, al fine di avere uno strumento per organizzare le proprie azioni di miglioramento e valutarne le performance. La norma richiede di stabilire obiettivi chiari, specifici, misurabili, raggiungibili, ragionevoli e scadenzati. Tali obiettivi devono essere supportati da specifici traguardi e da azioni concrete e piani per il loro perseguimento. Qui di seguito si riporta una tabella esemplificativa di come può essere organizzato un obiettivo. Evento Principio di Sviluppo Sostenibile adottato Stralcio della politica di Sostenibilità Obiettivo Traguardo 1 Festival del Cinema Africano INCLUSIVITÀ [ ] L organizzazione si impegna a promuovere la partecipazione al Festival a tutte le persone con disabilità [ ] Permettere il pieno godimento di tutti gli eventi del Festival alle persone con disabilità motoria e uditiva Rendere tutte le sale di proiezione prive di barriere architettoniche Lamentele ricevute KPI (Key Performance circa la non Indicator) accessibilità delle sale = 0 Azione 1.1. Provvedere a installare pedane mobili all ingresso del Cinema Responsabile: Direttore Cinema Tempo di attuazione: 31 gennaio 2015 Risorse: euro a bilancio Azione 1.2. Verifica: una settimana prima del Festival Comunicare l impegno al superamento delle barriere architettoniche e istituire sistema di feedback Responsabile: Direttore Comunicazione Operatività il giorno della prima Tempo di attuazione: conferenza stampa di presentazione del festival 2015 Nessuna risorsa Risorse: aggiuntiva è necessaria Verifica: Al termine del festival

15 Pag 15 di 16 Traguardo 2 Azione 2.1. Sottotitolare almeno l 80% dei film proiettati KPI (Key Performance Indicator) (N di film sottotitolati / N di film totali) *100 Ingaggiare agenzia per inserimento sottotitoli Responsabile: Direttore Festival Tempo di attuazione: 31 gennaio 2015 Risorse: Verifica: euro a bilancio una settimana prima del festival 10- DETERMINARE LE COMPETENZE NECESSARIE E PROGRAMMARE LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE Un organizzazione è efficace quando tutti i suoi membri sono consapevoli di lavorare insieme per un obiettivo e riconoscono il proprio ruolo per il suo raggiungimento. L organizzazione deve inoltre conoscere, per ciascuno dei ruoli chiave definiti, le competenze necessarie per poter rispettare i principi di sostenibilità e la politica adottata e per poter concorrere al raggiungimento degli obiettivi. Definito il mansionario, viene richiesto dallo standard che siano effettuati degli interventi di formazione per colmare eventuali lacune evidenziate che non permetterebbero il buon funzionamento del Sistema di Gestione per la Sostenibilità degli Eventi. Ad esempio, se l Event Sustainability Manager definito non dispone delle conoscenze necessarie per garantire il funzionamento di un sistema di gestione, potrebbe essere necessario provvedere alla sua formazione specifica. Se necessario, Certification Europe Italia, insieme ai suoi partner commerciali, è in grado di fornire la necessaria formazione per soddisfare tali requisiti e per fornire all organizzazione le competenze di base per l implementazione, in autonomia, di un Sistema di Gestione. Allo stesso modo, se la persona incaricata di gestire la comunicazione dell evento non dispone delle conoscenze necessarie a comunicare adeguatamente le scelte dell organizzazione in ambito di Waste Management, potrebbe essere definito un momento di formazione interna o esterna per colmare il gap tra competenze richieste e competenze a disposizione. In alternativa, l incaricato alla comunicazione potrebbe essere affiancato, per quella specifica mansione, ad una figura in possesso delle competenze richieste. 11- DEFINIRE LE MODALITÀ DI COMUNICAZIONE INTERNA ED ESTERNA Al fine di una corretta gestione dell evento, l Organizzazione dovrà determinare preventivamente le proprie necessità di comunicazione interna ed esterna. Le modalità di comunicazione esterna dovranno definire come dovrà essere gestito il dialogo con i differenti stakeholders; quali comunicazioni dovranno essere inviate, con

16 Pag 16 di 16 quali modalità e tempistica e in che modo l organizzazione si prenderà carico dei feedback ricevuti. Per la gestione delle comunicazioni esterne, la norma richiede che sia presente una procedura specifica (un piano di comunicazione ben organizzato può rispondere in modo esaustivo alle richieste della norma). Tra le modalità di comunicazione adottabili, bisognerebbe tenere in considerazione anche tutta la reportistica post-evento. 12- GESTIRE CORRETTAMENTE LA PROPRIA CATENA DI FORNITURA Per poter essere sicuri di perseguire le proprie politiche di sostenibilità, ciascuna organizzazione che gestisce eventi, deve essere sicura che le proprie scelte in ambito di acquisti e forniture siano coerenti con i principi di sostenibilità adottati. I fornitori dovranno essere necessariamente ricompresi tra gli stakeholders identificati e, inoltre, la norma richiede che siano prese in considerazione gli aspetti dell'approvvigionamento sostenibile, coerentemente con la tipologia degli approvvigionamenti ricevuti e la loro valutazione degli impatti. 13- GESTIRE LE ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO, MISURAZIONE E ANALISI La norma richiede che siano stabilite procedure per le attività di monitoraggio, al fine di avvisare qualora vi sia un rischio elevato di non raggiungere un traguardo e per poter e controllare come lavora il sistema di gestione e assicurare che tutti gli insegnamenti appresi siano considerati nel successivo evento per migliorare la prestazione. Secondo la norma, infatti, l'organizzazione deve determinare: che cosa è necessario monitorare e misurare; i metodi di monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione, come applicabile, per assicurare risultati validi; quando il monitoraggio e la misurazione devono essere eseguite; quando i risultati del monitoraggio e della misurazione devono essere analizzati e valutati. 14- ORGANIZZARE LE ATTIVITÀ DI AUDIT, RIESAME DELLA DIREZIONE E GESTIONE DELLE NON CONFORMITÀ Quest ultimo punto è il più legato ai Sistemi di Gestione tradizionali. Infatti, viene richiesto che siano predisposti piani e programmi per le verifiche ispettive interne (audit interni) al fine di auto-valutare l adeguatezza del proprio sistema alla norma di riferimento e che sia effettuato, periodicamente, un Riesame del sistema da parte dell Alta Direzione. La norma, chiede inoltre che stabilita la metodologia per identificare le non conformità emerse dagli audit, dall attività di comunicazione e dalle attività di monitoraggio e per rispondere alle non conformità con adeguate azioni correttive. Il riesame, che deve prendere in considerazione tutti gli aspetti significativi emersi dal Sistema di Gestione (compresi i risultati dell audit interno) avrà la finalità di correggere eventuali errori di impostazione e di stabilire le nuove politiche e i nuovi obiettivi di miglioramento. Audit, gestione delle non conformità e Riesame della Direzione dovranno essere necessariamente documentati.

Vs. rif.: Ns. rif.: DC2013UTN076 Milano, 10/01/2014

Vs. rif.: Ns. rif.: DC2013UTN076 Milano, 10/01/2014 Att.: Tutti gli OdC accreditati Vs mail Vs. rif.: Ns. rif.: DC2013UTN076 Milano, 10/01/2014 Oggetto: Dipartimento Certificazione e Ispezione Accredia - Circolare N 01/2014 Informativa in merito all accreditamento

Dettagli

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 20 gennaio 2009 INDICE Sezione Contenuto 1. Il programma Responsible Care: scopo e campo di applicazione

Dettagli

UNI EN ISO 14001:2004 Sistemi di Gestione Ambientale: requisiti e guida per l uso

UNI EN ISO 14001:2004 Sistemi di Gestione Ambientale: requisiti e guida per l uso SORVEGLIANZA E CERTIFICAZIONI UNI EN ISO 14001:2004 Sistemi di Gestione Ambientale: requisiti e guida per l uso Pagina 1 di 11 INTRODUZIONE La Norma UNI EN ISO 14001:2004 fa parte delle norme Internazionali

Dettagli

Introduzione alla norma UNI EN CEI ISO 50001:2011

Introduzione alla norma UNI EN CEI ISO 50001:2011 Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma Seminario di introduzione alla norma ISO 50001 ed ai Sistemi di Gestione per l Energia Integrazione con la legislazione Roma, 16/03/2016 Introduzione alla

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 12

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 12 MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 12 INDICE RESPONSABILITÀ DELLA DIREZIONE Impegno della Direzione Attenzione focalizzata al cliente Politica della Qualità Obiettivi della Qualità Soddisfazione del cliente

Dettagli

UNI EN ISO 9001:2008 Sistemi di Gestione per la Qualità: requisiti e guida per l uso

UNI EN ISO 9001:2008 Sistemi di Gestione per la Qualità: requisiti e guida per l uso SORVEGLIANZA E CERTIFICAZIONI UNI EN ISO 9001:2008 Sistemi di Gestione per la Qualità: requisiti e guida per l uso Pagina 1 di 10 INTRODUZIONE La Norma UNI EN ISO 9001:2008 fa parte delle norme Internazionali

Dettagli

LA NORMA UNI EN ISO 9001: 2000 E LA CERTIFICAZIONE. C-La Norma UNI EN ISO 9001: 2000 e la certificazione 1

LA NORMA UNI EN ISO 9001: 2000 E LA CERTIFICAZIONE. C-La Norma UNI EN ISO 9001: 2000 e la certificazione 1 LA NORMA UNI EN ISO 9001: 2000 E LA CERTIFICAZIONE C-La Norma UNI EN ISO 9001: 2000 e la certificazione 1 LE NORME SERIE ISO 9000 Guidare e condurre con successo un'organizzazione richiede che questa sia

Dettagli

Sistema di Gestione Sicurezza e Salute sul Lavoro. Manuale del Sistema

Sistema di Gestione Sicurezza e Salute sul Lavoro. Manuale del Sistema Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi SpA Sede legale in Cuneo, Corso Nizza 9 acquedotto.langhe@acquambiente.it www.acquambiente.it SGSL Manuale del SGSL M Rev 01 del 10/06/2013 Sistema di Gestione Sicurezza

Dettagli

Milano, Giugno 2009 Claudia Strasserra CSR Market Developer

Milano, Giugno 2009 Claudia Strasserra CSR Market Developer Il valore aggiunto del sistema di gestione della responsabilità sociale Milano, Giugno 2009 Claudia Strasserra CSR Market Developer L azienda come luogo di incontro L azienda è il luogo in cui si confrontano

Dettagli

IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004)

IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004) Dott. Marco SALVIA IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004) Dr. Marco SALVIA 1 Perché gestire la variabile ambientale in azienda? 1. Perché rappresenta

Dettagli

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità 1 I modelli di gestione per la qualità I modelli normativi I modelli per l eccellenza Entrambi i modelli si basano sull applicazione degli otto principi del TQM 2 I modelli normativi I modelli normativi

Dettagli

2 PRINCIPI E VALORI CAP. 2.0 PRINCIPI E VALORI 2.1 SCOPO 2.2 PRINCIPI. 2.2.1 Inclusività

2 PRINCIPI E VALORI CAP. 2.0 PRINCIPI E VALORI 2.1 SCOPO 2.2 PRINCIPI. 2.2.1 Inclusività Pag. 24 / 69 2 2.1 SCOPO Formalizzare e rendere noti a tutte le parti interessate, i valori ed i principi che ispirano il modello EcoFesta Puglia a partire dalla sua ideazione. 2.2 PRINCIPI Il sistema

Dettagli

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 14001 (ed. 2004) 1/9 progetto Tecnico ISO 14001-2004

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 14001 (ed. 2004) 1/9 progetto Tecnico ISO 14001-2004 PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE IN CONFORMITÀ ALLA NORMA UNI EN ISO 14001 (ed. 2004) Rev. 01 del 30/09/06 1/9 progetto Tecnico ISO 14001-2004 La Norma Internazionale UNI EN ISO 14001 specifica

Dettagli

Programma di risparmio energetico

Programma di risparmio energetico Programma di risparmio energetico Ridurre gli sprechi per ottenere risparmi CO2save per UNI CEI EN ISO 50001 Premessa La norma ISO 50001 definisce gli standard internazionali per la gestione dell'energia

Dettagli

PSC 05I - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMA DI GESTIONE BS OHSAS 18001 REQUISITI ESSENZIALI

PSC 05I - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMA DI GESTIONE BS OHSAS 18001 REQUISITI ESSENZIALI INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 2. RISPETTO AI QUALI È RICHIESTA LA VALUTAZIONE 3. RELATIVI AL PROCESSO DI VALUTAZIONE 4. SOSPENSIONE, REVOCA O RIDUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE 5. USO DEL MARCHIO

Dettagli

La norma UNI EN ISO 14001:2004

La norma UNI EN ISO 14001:2004 La norma COS È UNA NORMA La normazione volontaria Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998: "norma" è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa

Dettagli

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. BS OHSAS 18001 (ed. 2007) 1/10 progetto Tecnico OHSAS 18001

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. BS OHSAS 18001 (ed. 2007) 1/10 progetto Tecnico OHSAS 18001 PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA BS OHSAS 18001 (ed. 2007) Rev. 0 del 13/01/09 1/10 progetto Tecnico OHSAS 18001 Premessa La norma OHSAS 18001 rappresenta uno

Dettagli

Nota informativa ISO/IEC 27001 Il processo di valutazione

Nota informativa ISO/IEC 27001 Il processo di valutazione Nota informativa ISO/IEC 27001 Il processo di valutazione Introduzione Questa nota informativa ha lo scopo di introdurre le fasi principali del processo di valutazione LRQA riferito al Sistema di Gestione

Dettagli

FORNITORE: SEDE: TELEFONO FAX INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO

FORNITORE: SEDE: TELEFONO FAX INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO FORNITORE: SEDE: TELEFONO FAX INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO L autovalutazione è una valutazione che fornisce un giudizio sull efficacia e sull efficienza dell Azienda e sul grado di

Dettagli

AZIENDA SANITARIA LOCALE TO1 - SC MEDICINA LEGALE - OBITORIO CIVICO

AZIENDA SANITARIA LOCALE TO1 - SC MEDICINA LEGALE - OBITORIO CIVICO AZIENDA SANITARIA LOCALE TO1 - SC MEDICINA LEGALE - OBITORIO CIVICO PROCEDURA PR02 - Audit Interni Edizione 1 Approvata dal Direttore della SC Medicina Legale Emessa dal Referente Aziendale per la Qualità

Dettagli

Dai modelli organizzativi e di gestione alla responsabilità sociale di impresa - La rendicontazione sociale: strumento di gestione e di accountability

Dai modelli organizzativi e di gestione alla responsabilità sociale di impresa - La rendicontazione sociale: strumento di gestione e di accountability Dai modelli organizzativi e di gestione alla responsabilità sociale di impresa - La rendicontazione sociale: strumento di gestione e di accountability Carlo Luison Segretario nazionale Managing director

Dettagli

Regolamento Q.C.B. Italia di certificazione dei Sistemi di Gestione

Regolamento Q.C.B. Italia di certificazione dei Sistemi di Gestione Regolamento Q.C.B. Italia di certificazione dei Sistemi di Gestione Revisione ITA4 Settembre 2010 Regolamento Q.C.B. Italia SG ITA4 Set 10- pag. 1/15 Contenuti ll presente regolamento si applica per la

Dettagli

MANUALE DI GESTIONE AMBIENTALE COMUNE DI OFFIDA

MANUALE DI GESTIONE AMBIENTALE COMUNE DI OFFIDA NOR DI RIFERIMENTO UNI EN ISO 14001:2004 Pagina 1 di 14 NUALE DI GESTIONE COMUNE DI OFFIDA COPIA CONTROLLATA N 01 COPIA NON CONTROLLATA Rev Data Descrizione Rif. Paragr. Rif. pagina Note 0 Mag.2005 Prima

Dettagli

Sistema di gestione UNI EN ISO 9001. C.so Garibaldi, n. 56-00195 Roma (RM) Tel. 0612345678 - Fax. 061234567 DEMO PROCEDURE WINPLE

Sistema di gestione UNI EN ISO 9001. C.so Garibaldi, n. 56-00195 Roma (RM) Tel. 0612345678 - Fax. 061234567 DEMO PROCEDURE WINPLE Sistema di gestione UNI EN ISO 9001 MANUALE DI QUALITÀ INTRODUZIONE MAN-00 Organizzazione AZIENDA s.p.a. C.so Garibaldi, n. 56-00195 Roma (RM) Tel. 0612345678 - Fax. 061234567 Web : www.nomeazienda.it

Dettagli

DALLERA BIGLIERI RECUPERI SRL

DALLERA BIGLIERI RECUPERI SRL Edizione nr. 02 Revisione nr. 01 Data: 26 / 08 / 2010 DALLERA BIGLIERI SRL MANUALE SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO PER LA QUALITÀ E L AMBIENTE DISTRIBUZIONE REDATTO IN CONFORMITÀ ALLE NORME UNI EN ISO 9001:2008

Dettagli

www.fire-italia.org Valentina Bini, FIRE INFODAY Regione Marche 18 febbraio 2013, Ancona

www.fire-italia.org Valentina Bini, FIRE INFODAY Regione Marche 18 febbraio 2013, Ancona La norma ISO 50001 Valentina Bini, FIRE INFODAY Regione Marche 18 febbraio 2013, Ancona I problemi dell energy management Fondamentalmente l EM è richiesto per risparmiare sui costi aziendali. Costi sempre

Dettagli

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA ing. Davide Musiani Modena- Mercoledì 8 Ottobre 2008 L art. 30 del D.Lgs 81/08 suggerisce due modelli organizzativi e di controllo considerati idonei ad avere efficacia

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 INDICE IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA QUALITÀ Requisiti generali Responsabilità Struttura del sistema documentale e requisiti relativi alla documentazione Struttura dei

Dettagli

PERCORSO FACILE CAF FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV E PDM. I.C. San Francesco di Paola Messina MEIC86500V

PERCORSO FACILE CAF FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV E PDM. I.C. San Francesco di Paola Messina MEIC86500V PERCORSO FACILE CAF FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV E PDM CODICE MECCANOGRAFICO SCUOLA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA* MEIC86500V I.C. San Francesco di Paola Messina (X ) COMPLETO - ( ) PARZIALE MARZO 2015 1

Dettagli

MANUALE DELSISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE

MANUALE DELSISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Osservatorio per il Settore Chimico Ministero dell Industria del Commercio e dell Artigianato MANUALE DELSISTEMA DI Responsabile: Aggiornamento: 2 di 49 NOME AZIENDA Manuale del sistema di Gestione Ambientale

Dettagli

INTERNATIONAL STANDARD ISO 29990 Prima Edizione 2010-09-01

INTERNATIONAL STANDARD ISO 29990 Prima Edizione 2010-09-01 Reference number ISO 29990:2010(E) ISO 2010 INTERNATIONAL STANDARD ISO 29990 Prima Edizione 2010-09-01 Servizi di formazione per l educazione e la formazione non formali Requisiti minimi per i fornitori

Dettagli

MANDATO DELLA FUNZIONE AUDIT. (Approvato dal Consiglio di Amministrazione di Enel Green Power il 12 marzo 2015)

MANDATO DELLA FUNZIONE AUDIT. (Approvato dal Consiglio di Amministrazione di Enel Green Power il 12 marzo 2015) MANDATO DELLA FUNZIONE AUDIT (Approvato dal Consiglio di Amministrazione di Enel Green Power il 12 marzo 2015) 1 INDICE DEI CONTENUTI 1. INTRODUZIONE E FINALITA DEL DOCUMENTO 2. MISSIONE 3. AMBITO 4. PROFESSIONALITA

Dettagli

ERAP DELLE MARCHE. SEZ 08 Rev.: 01 Data : 31-10-2013 Pag 1 di 11 INDICE

ERAP DELLE MARCHE. SEZ 08 Rev.: 01 Data : 31-10-2013 Pag 1 di 11 INDICE SEZ 08 Rev.: 01 Data : 31-10-2013 Pag 1 di 11 INDICE 1. GENERALITÀ... 2 2. MONITORAGGIO E MISURAZIONE... 2 2.1 SODDISFAZIONE DEL CLIENTE/UTENTE... 2 2.2. AUDIT INTERNI... 4 2.3 MONITORAGGIO E MISURAZIONE

Dettagli

A tutti gli Organismi di Certificazione accreditati e accreditandi nello schema SCR. Disposizione in materia di Accreditamento nello schema SCR

A tutti gli Organismi di Certificazione accreditati e accreditandi nello schema SCR. Disposizione in materia di Accreditamento nello schema SCR A tutti gli Organismi di Certificazione accreditati e accreditandi nello schema SCR A tutti gli ispettori A tutti i Soggetti interessati Loro sedi Milano 23 Febbraio 2010 Oggetto: Disposizione in materia

Dettagli

PSC 05H - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMI DI GESTIONE ISO 22000 - REQUISITI ESSENZIALI -

PSC 05H - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMI DI GESTIONE ISO 22000 - REQUISITI ESSENZIALI - INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE... 2 2. REQUISITI ESSENZIALI RISPETTO AI QUALI È RICHIESTA LA VALUTAZIONE... 2 3. REQUISITI ESSENZIALI RELATIVI AL PROCESSO DI VALUTAZIONE... 2 4. SOSPENSIONE, REVOCA

Dettagli

MANUALE SISTEMA GESTIONE AMBIENTALE

MANUALE SISTEMA GESTIONE AMBIENTALE Revisione 0.4 Emissione - Revisione Data Elaborato da Verificato da Approvato da Rev. 0.0 15.12.05 RSGA DIR PRES Rev. 0.1 25.03.06 RSGA DIR PRES Rev. 0.2 30.05.06 RSGA DIR PRES Rev. 0.3 15.01.07 RSGA DIR

Dettagli

PERCORSO CAF EDUCATION

PERCORSO CAF EDUCATION PERCORSO CAF EDUCATION FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV-PDM CODICE MECCANOGRAFICO SCUOLA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA* TPPPS11000A LICEO SCIENTIFICO STATALE M.CIPOLLA PIAZZALE PLACIDO RIZZOTTO - 91022 CASTELVETRANO

Dettagli

Principio 1 Organizzazione orientata al cliente. Principio 2 Leadership. Principio 3 - Coinvolgimento del personale

Principio 1 Organizzazione orientata al cliente. Principio 2 Leadership. Principio 3 - Coinvolgimento del personale Gli otto princìpi di gestione per la qualità possono fornire ai vertici aziendali una guida per migliorare le prestazioni della propria organizzazione. Questi princìpi, che nascono da esperienze collettive

Dettagli

MANUALE DELLA GESTIONE AMBIENTALE

MANUALE DELLA GESTIONE AMBIENTALE COPERTINA MGA rev. n.01 del 08-11-2007 AMI S.p.A. MANUALE DELLA GESTIONE SECONDO LA NORMA UNI EN ISO 14001 Emesso da: Responsabile gestione ambientale Approvato da: Direzione Generale Cap. 0 - Pag. 1 di

Dettagli

Stato del Sistema Qualità ISO 9001:2000 e pianificazione delle attività

Stato del Sistema Qualità ISO 9001:2000 e pianificazione delle attività Stato del Sistema Qualità ISO 9001:2000 e pianificazione delle attività data: 04/04/2014 sede: viale Duccio di Buoninsegna 8, Arezzo presenti: - Direttore generale Paolo Peruzzi - Presidente Grazia Faltoni

Dettagli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli L attività dell Internal Audit G.M. Mirabelli Milano 13 ottobre 2006 Obiettivi della presentazione Evidenziare i compiti che nel nuovo Codice di autodisciplina sono assegnati all Internal Auditing, se

Dettagli

Relazione integrata sull attività dell Internal Audit, dell Organismo di Vigilanza e Quality Management

Relazione integrata sull attività dell Internal Audit, dell Organismo di Vigilanza e Quality Management Relazione integrata sull attività dell Internal Audit, dell Organismo di Vigilanza e Quality Management Voce Controllo del Documento Informazioni Documento Informazione Identificativo documento DIR-IA

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA VERIFICA DELLE ASSERZIONI RELATIVE AI GAS GHG (GAS AD EFFETTO SERRA), IN ACCORDO ALLE NORME UNI ISO

REGOLAMENTO PER LA VERIFICA DELLE ASSERZIONI RELATIVE AI GAS GHG (GAS AD EFFETTO SERRA), IN ACCORDO ALLE NORME UNI ISO REG 14064 REGOLAMENTO PER LA VERIFICA DELLE ASSERZIONI RELATIVE AI GAS GHG (GAS AD EFFETTO SERRA), IN ACCORDO ALLE NORME UNI ISO 14064-1 2006 e 14064-3 1. DESCRIZIONE DELL'ISTITUTO CERTIQUALITY S.r.l.

Dettagli

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLA NORMA UNI EN ISO 9001:2008 IN ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI E OPERANO PER PROGETTI, PRATICHE O COMMESSE

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLA NORMA UNI EN ISO 9001:2008 IN ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI E OPERANO PER PROGETTI, PRATICHE O COMMESSE LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLA NORMA UNI EN ISO 9001:2008 IN ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI E OPERANO PER PROGETTI, PRATICHE O COMMESSE ottobre 2010 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Scopo delle

Dettagli

Matteo Locati. m.locati@certiquality.it 02 80 69 17 41 29 settembre, Ravenna

Matteo Locati. m.locati@certiquality.it 02 80 69 17 41 29 settembre, Ravenna I Sistemi di gestione dell energia: la nuova norma ISO 50001:11 Matteo Locati m.locati@certiquality.it 02 80 69 17 41 29 settembre, Ravenna QUALITY ENVIRONMENT SAFETY ENERGY PRODUCT INSPECTION TRAINING

Dettagli

Azione su un prodotto-servizio NC, per renderlo conforme ai requisiti

Azione su un prodotto-servizio NC, per renderlo conforme ai requisiti Partipilo dr. Valerio ODONTOIATRIA E SISTEMA QUALITA Data: 14-07-09 Pag. 4 di 5 Prodotto (Uni en iso Prodotto di proprietà dei cliente (documentazione della) (uni 10722-3:1999) (modifica della) (uni en

Dettagli

ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti)

ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti) ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti) Tra le novità della UNI EN ISO 9001: 2000 il più aggiornato standard di riferimento per la certificazione della qualità non sono tanto il monitoraggio

Dettagli

BILANCIO SOCIALE: CONTENUTI E METODI DI RENDICONTAZIONE. Claudia Strasserra Bureau Veritas Italia SpA

BILANCIO SOCIALE: CONTENUTI E METODI DI RENDICONTAZIONE. Claudia Strasserra Bureau Veritas Italia SpA BILANCIO SOCIALE: CONTENUTI E METODI DI RENDICONTAZIONE Claudia Strasserra Bureau Veritas Italia SpA I 3 elementi chiave: il prodotto, il processo, la cultura RESPONSABILITA SOCIALE ACCOUNTABILITY RENDICONTAZIONE

Dettagli

PSC 05A - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMI DI GESTIONE ISO 9001 - REQUISITI ESSENZIALI -

PSC 05A - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMI DI GESTIONE ISO 9001 - REQUISITI ESSENZIALI - INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE... 2 2. REQUISITI ESSENZIALI RISPETTO AI QUALI È RICHIESTA LA VALUTAZIONE... 2 3. REQUISITI ESSENZIALI RELATIVI AL PROCESSO DI VALUTAZIONE... 2 4. SOSPENSIONE, REVOCA

Dettagli

POLITICA PER LA QUALITÀ, L AMBIENTE, LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E LA RESPONSABILITA SOCIALE

POLITICA PER LA QUALITÀ, L AMBIENTE, LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E LA RESPONSABILITA SOCIALE POLITICA DEL SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO La Cooperativa sociale ITALCAPPA è consapevole dell importanza e della necessità di avvalersi di un Sistema di Gestione integrato per la qualità, l ambiente,

Dettagli

ALLEGATO GS1 LISTA DI CONTROLLO PER LA VALUTAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA

ALLEGATO GS1 LISTA DI CONTROLLO PER LA VALUTAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA Pag. 1 di 13 01 Emissione in allegato a procedura verifica GS 4 Maggio 2014 00 Prima emissione Luglio 2013 Revisione Motivo Data Nota: Lo sviluppo e l implementazione dell organizzazione e gestione della

Dettagli

Audit energetico, Certificazione 50001:2011, UNI EN ISO 14001 modalità di integrazione obblighi e opportunità di efficacia ed efficienza energetica

Audit energetico, Certificazione 50001:2011, UNI EN ISO 14001 modalità di integrazione obblighi e opportunità di efficacia ed efficienza energetica In collaborazione con Audit energetico, Certificazione 50001:2011, UNI EN ISO 14001 modalità di integrazione obblighi e opportunità di efficacia ed efficienza energetica Relatore: ing. M. Capuana Taomina,

Dettagli

D. Lgs.. 231/2001 e Sistema Gestione Qualità: quali integrazioni. M. Mengoli 5 giugno 2014

D. Lgs.. 231/2001 e Sistema Gestione Qualità: quali integrazioni. M. Mengoli 5 giugno 2014 D. Lgs.. 231/2001 e Sistema Gestione Qualità: quali integrazioni M. Mengoli 5 giugno 2014 Il D. Lgs. 231/01 introduce una nuova fattispecie di responsabilità da reato Reato nell organizzazione è imputabile

Dettagli

PERCORSO FACILE CAF FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV E PDM CODICE MECCANOGRAFICO SCUOLA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA*

PERCORSO FACILE CAF FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV E PDM CODICE MECCANOGRAFICO SCUOLA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA* PERCORSO FACILE CAF FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV E PDM CODICE MECCANOGRAFICO SCUOLA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA* CTEE06800N CIRCOLO DIDATTICO GIOVANNI XXIII PATERNÒ (CT) (X ) COMPLETO - ( ) PARZIALE MARZO

Dettagli

Bologna 8, 13 e 15 luglio 2015 ore 14:30 / 18:30

Bologna 8, 13 e 15 luglio 2015 ore 14:30 / 18:30 Bologna 8, 13 e 15 luglio 2015 ore 14:30 / 18:30 ANALISI, REVISIONE E IMPLEMENTAZIONE DI UN MODELLO ORGANIZZATIVO IN QUALITÀ NELLO STUDIO LEGALE ACEF Associazione Culturale Economia e Finanza è lieta di

Dettagli

AVVISO PUBBLICO Selezione di un progetto per la promozione turistica della DESTINAZIONE FIRENZE (Approvato con DD. 2015/4376)

AVVISO PUBBLICO Selezione di un progetto per la promozione turistica della DESTINAZIONE FIRENZE (Approvato con DD. 2015/4376) AVVISO PUBBLICO Selezione di un progetto per la promozione turistica della DESTINAZIONE FIRENZE (Approvato con DD. 2015/4376) Premessa Nell ambito del programma di mandato 2014-2019 La città delle opportunità,

Dettagli

5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC)

5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC) 5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC) F [2.A.3] Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono relativi alla comprensione del metodo, all utilizzo sistematico delle, alla progettazione di un controllo

Dettagli

Questa informativa sostituisce ed annulla la precedente Circolare ACCREDIA N 01/2014 rif. DC2013UTN076 del 10/01/2014.

Questa informativa sostituisce ed annulla la precedente Circolare ACCREDIA N 01/2014 rif. DC2013UTN076 del 10/01/2014. A tutti gli Organismi di Certificazione accreditati Loro e-mail Ns. rif.: DC2015SSV039 Milano, 26/02/2015 Oggetto: Dipartimento Certificazione e Ispezione Accredia - Circolare N 5/2015 Informativa in merito

Dettagli

Evoluzione della qualità

Evoluzione della qualità SOMMARIO Evoluzione della qualità ISO 9000 L evoluzione delle norme ISO 9000 (Vision 2000) Il Manuale della qualità secondo le ISO 9000 Il ciclo PDCA I punti del Sistema Qualità La Certificazione e i Marchi

Dettagli

RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE 2012 CRITERIO 3: PERSONALE

RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE 2012 CRITERIO 3: PERSONALE RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE 2012 CRITERIO 3: PERSONALE SOTTOCRITERIO 3.1 Pianificare, gestire e potenziare le risorse umane in modo trasparente in linea con le politiche e le strategie a) analizzare regolarmente

Dettagli

PROCEDURA ORGANIZZATIVA

PROCEDURA ORGANIZZATIVA PO.08 03 pag. 1 di 13 INDICE: 1. SCOPO 2. APPLICABILITÀ 3. CONFORMITÀ 4. RESPONSABILITÀ 5. DOCUMENTI DI RIFERIMENTO 6. ACRONIMI UTILIZZATI NELLA PROCEDURA 7. DESCRIZIONE DELLA PROCEDURA 8. MODULISTICA

Dettagli

PSC 05L - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMA DI GESTIONE ISO 27001 REQUISITI ESSENZIALI

PSC 05L - SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMA DI GESTIONE ISO 27001 REQUISITI ESSENZIALI INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 2 2. RISPETTO AI QUALI È RICHIESTA LA VALUTAZIONE 2 3. RELATIVI AL PROCESSO DI VALUTAZIONE 2 4. SOSPENSIONE, REVOCA O RIDUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE 4 5. USO DEL

Dettagli

CCAS 013 IT - TERMINI E CONDIZIONI PER LA CERTIFICAZIONE

CCAS 013 IT - TERMINI E CONDIZIONI PER LA CERTIFICAZIONE CCAS 013 IT - TERMINI E CONDIZIONI PER LA CERTIFICAZIONE Questi Termini e condizioni costituiscono l'accordo tra ACSQ/CCAS e la Società/Cliente richiedente 1. INTRODUZIONE ACSQ/CCAS segue i criteri specificati

Dettagli

Manuale della Qualità

Manuale della Qualità Manuale della Qualità Il presente Manuale della Qualità è stato redatto in conformità alla Norma Europea Sistemi di Gestione per la Qualità - Requisiti EDIZIONE MQ N 1 del 15.09.2003 DATA ULTIMA REVISIONE

Dettagli

LA NUOVA NORMA ISO 9001:2000 (VISION 2000)

LA NUOVA NORMA ISO 9001:2000 (VISION 2000) LA NUOVA NORMA ISO 9001:2000 (VISION 2000) INTRODUZIONE Il 15 dicembre 2000, come atteso, è entrata puntualmente in vigore la nuova norma relativa ai Sistemi di Gestione della Qualità ISO 9001:2000 (altrimenti

Dettagli

Corso EQDL 2013 soluzioni delle domande sui lucidi Modulo 2

Corso EQDL 2013 soluzioni delle domande sui lucidi Modulo 2 Lucidi prima parte 2.1.1.1 ~ 2.2.1.3 Corso EQDL 2013 soluzioni delle domande sui lucidi Modulo 2 Pag. 8 Quale è lo scopo principale della norma UNI EN ISO 9001:2000/2008? A. Garantire il controllo della

Dettagli

BILANCIARSI - Formazione e Consulenza per la legalità e la sostenibilità delle Organizzazioni

BILANCIARSI - Formazione e Consulenza per la legalità e la sostenibilità delle Organizzazioni INTRODUZIONE BilanciaRSI è una società di formazione e consulenza specializzata nei temi della Legalità, della Sostenibilità, della Responsabilità d Impresa e degli Asset Intangibili. Da più di 10 anni

Dettagli

Regolamento di Audit ALLEGATO 8 AL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE 231/2001

Regolamento di Audit ALLEGATO 8 AL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE 231/2001 ALLEGATO 8 AL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE 231/2001 Conforme alla Norma UNI EN ISO 9001:2008 Conforme alla Norma UNI EN ISO 14001:2004 Conforme al D.Lgs 231/01 Conforme a: L. 190/12; D.Lgs 33/2013; D.Lgs

Dettagli

Sistema di gestione della Responsabilità Sociale

Sistema di gestione della Responsabilità Sociale PGSA 05 Sistema di Gestione la Responsabilità PROCEDURA PGSA 05 Sistema di gestione la Responsabilità Rev. Data Oggetto Redatto da Approvato da 01 2 Prima emissione Resp. RSGSA Direzione 1 PGSA 05 Sistema

Dettagli

Approfondimento sulla ISO 29990

Approfondimento sulla ISO 29990 Approfondimento sulla ISO 29990 Lo standard ISO 29990 nasce da un progetto sul principio dell ISO 9001, volto alla creazione di uno standard dei servizi e dell organizzazione ed alla certificazione degli

Dettagli

MANUALE DI GESTIONE PER LA QUALITA

MANUALE DI GESTIONE PER LA QUALITA STUDIO 3A S.n.c. MANUALE DI GESTIONE PER LA QUALITA UNI EN ISO 90:2008 EDIZIONE 02 rev. 05.12.23 STUDIO 3A S.n.c. MANUALE DI GESTIONE PER LA QUALITA UNI EN ISO 90:2008 EDIZIONE 02 rev Il presente manuale

Dettagli

L IMPRESA SOSTENIBILE Il valore della sostenibilità per il Made In

L IMPRESA SOSTENIBILE Il valore della sostenibilità per il Made In L IMPRESA SOSTENIBILE Il valore della sostenibilità per il Made In Francesca Rulli 25 marzo 2015 - Dossobuono di Villafranca (Vr) DALLA DECISIONE STRATEGICA ALLA PIANIFICAZIONE OPERATIVA L impresa SOSTENIBILE

Dettagli

Regole per ottenere il riconoscimento IATF, 2 edizione, FAQ

Regole per ottenere il riconoscimento IATF, 2 edizione, FAQ Regole per ottenere il riconoscimento IATF, 2 edizione, FAQ Le Regole per ottenere il riconoscimento IATF, 2 edizione, sono state pubblicate nel 2004. Le seguenti FAQ sono state definite ed approvate da

Dettagli

Bologna 8, 13 e 15 luglio 2015 ore 14:30 / 18:30

Bologna 8, 13 e 15 luglio 2015 ore 14:30 / 18:30 Bologna 8, 13 e 15 luglio 2015 ore 14:30 / 18:30 ANALISI, REVISIONE E IMPLEMENTAZIONE DI UN MODELLO ORGANIZZATIVO IN QUALITÀ NELLO STUDIO LEGALE OBIETTIVI Master Breve di formazione personalizzata Il Master

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE DI SISTEMI DI GESTIONE NEL SETTORE AEROSPAZIO E DIFESA RG 02

REGOLAMENTO PER LA CERTIFICAZIONE DI SISTEMI DI GESTIONE NEL SETTORE AEROSPAZIO E DIFESA RG 02 STATO DELLE REVISIONI rev. n SINTESI DELLA MODIFICA DATA 1 Aggiornamento Logo UNAVIAcert 2014-02-18 0 Riedizione per modifiche sostanziali all impostazione del documento 2013-04-19 VERIFICA Direttore Qualità

Dettagli

CERTIQUALITY Istituto di Certificazione della Qualità Contenuti del disciplinare tecnico DT 76 Esempi e procedure

CERTIQUALITY Istituto di Certificazione della Qualità Contenuti del disciplinare tecnico DT 76 Esempi e procedure CERTIQUALITY Istituto di Certificazione della Qualità Contenuti del disciplinare tecnico DT 76 Esempi e procedure S.Balsotti 18 Maggio 2015 Contenuti 1. Introduzione 2. Descrizione del servizio 3. Scopo

Dettagli

Politica del Sistema di Gestione Salute, Sicurezza e Ambiente (Politica HSE)

Politica del Sistema di Gestione Salute, Sicurezza e Ambiente (Politica HSE) Procedura Politica del Sistema di Gestione Salute, Sicurezza e Ambiente (Politica HSE) TITOLO PROCEDURA TITOLO PRPOCEDURA TITOLO PROCEDURA MSG DI RIFERIMENTO: MSG HSE 1 Questo pro hse documento 009 eniservizi

Dettagli

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE Brugherio, 20 gennaio 2015 piomboleghe srl via eratostene, 1-20861 brugherio (mb) tel. 039289561, fax. 039880244 info@piomboleghe.it www.piomboleghe.it cap. soc. 1.300.000,00

Dettagli

REGOLAMENTO per la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità

REGOLAMENTO per la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità REGOLAMENTO per la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità Il presente documento, è stato approvato dal Direttore. L originale firmato è conservato presso la Segreteria. 0. STORIA Questa

Dettagli

SPECIFICA DI ASSICURAZIONE QUALITA

SPECIFICA DI ASSICURAZIONE QUALITA 1 di 8 1 PRESCRIZIONI PER LA GESTIONE DI SERVIZI DI PROGETTAZIONE SULLA BASE DI DOCUMENTI DI 2 Parte Titolo 3 PARTE I I.1 PREMESSA I.2 SCOPI I.3 PRESCRIZIONI RELATIVE ALL'ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA

Dettagli

La Certificazione ISO 9001:2008. Il Sistema di Gestione della Qualità

La Certificazione ISO 9001:2008. Il Sistema di Gestione della Qualità Il Sistema di Gestione della Qualità 2015 Summary Chi siamo Il modello operativo di Quality Solutions Introduzione La gestione del progetto Le interfacce La Certificazione 9001:2008 Referenze 2 Chi siamo

Dettagli

Feedback report ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE ISTITUTO TECNICO AGRARIO E PROFESSIONALE FIRENZE

Feedback report ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE ISTITUTO TECNICO AGRARIO E PROFESSIONALE FIRENZE Feedback report ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE ISTITUTO TECNICO AGRARIO E PROFESSIONALE FIRENZE 4 GIUGNO 2014 Feedback report Nome dell organizzazione: Indirizzo: Referente: ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE

Dettagli

PERCORSO CAF EDUCATION

PERCORSO CAF EDUCATION PERCORSO CAF EDUCATION FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV-PDM CODICE MECCANOGRAFICO MEIC851001 SCUOLA IC SALVO D ACQUISTO MESSINA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA* (X ) COMPLETO - ( ) PARZIALE GENNAIO 2014 1 PARTE

Dettagli

La norma ISO 50001 per il risparmio energetico delle aziende

La norma ISO 50001 per il risparmio energetico delle aziende La norma ISO 50001 per il risparmio energetico delle aziende La norma UNI CEI EN ISO 50001:2011 Sistemi di gestione dell energia Requisiti e linee guida per l uso è la versione ufficiale italiana della

Dettagli

REGOLAMENTO PARTICOLARE PER LA CERTIFICAZIONE AUTOMOTIVE ISO TS 16949 I & F BUREAU VERITAS ITALIA REGOLAMENTO PARTICOLARE

REGOLAMENTO PARTICOLARE PER LA CERTIFICAZIONE AUTOMOTIVE ISO TS 16949 I & F BUREAU VERITAS ITALIA REGOLAMENTO PARTICOLARE Emesso da Ufficio: REGOLAMENTO PARTICOLARE INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE... 2 2. GENERALITA... 2 3. RIFERIMENTI... 2 4. TERMINI E DEFINIZIONI... 2 5. ITER DI CERTIFICAZIONE... 2 5.1 RICHIESTA

Dettagli

Aree di impatto per considerazioni da parte del cliente Tratte dalle Regole per ottenere il riconoscimento IATF

Aree di impatto per considerazioni da parte del cliente Tratte dalle Regole per ottenere il riconoscimento IATF Regole 3 Edizione Aree di impatto per considerazioni da parte del cliente Aree di impatto per considerazioni da parte del cliente Tratte dalle Regole per ottenere il riconoscimento IATF 3 Edizione per

Dettagli

Preaudit Sicurezza / Ambiente. General Risk Assessment

Preaudit Sicurezza / Ambiente. General Risk Assessment General Risk Assessment Conduzione di un General Risk Assessment in coerenza con i requisiti ISO 9001:2015. nel 2015 verrà pubblicata la nuova UNI EN ISO 9001 che avrà sempre più un orientamento alla gestione

Dettagli

I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001

I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001 I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001 Percorsi di ampliamento dei campi di applicazione gestiti in modo

Dettagli

Studio legale: sicurezza e salute sul lavoro

Studio legale: sicurezza e salute sul lavoro Studio legale: sicurezza e salute sul lavoro Le politiche adottate a livello istituzionale, produttivo e dei servizi in tema di Sicurezza e salute del lavoro sono da tempo orientate verso l implementazione

Dettagli

MANUALE DI GESTIONE DELLA QUALITÀ

MANUALE DI GESTIONE DELLA QUALITÀ Pag. 1 / 9 MISURAZIONI, ANALISI E MIGLIORAMENTO Indice: 8.0 - Oggetto 8.1 - Pianificazione delle misurazioni 8.2 - Misurazione e monitoraggio delle prestazioni del sistema 8.3 - Controllo del prodotto/servizio

Dettagli

FAQ della 3 Edizione delle Regole per il Raggiungimento del Riconoscimento IATF

FAQ della 3 Edizione delle Regole per il Raggiungimento del Riconoscimento IATF FAQ della 3 Edizione delle Regole per il Raggiungimento del Riconoscimento IATF Le Regole per il Raggiungimento del Riconoscimento IATF, 3 Edizione sono state pubblicate nel 2008. In risposta alle domande

Dettagli

IL RUOLO DEL ORGANISMO DI CERTIFICAZIONE

IL RUOLO DEL ORGANISMO DI CERTIFICAZIONE IL RUOLO DEL ORGANISMO DI CERTIFICAZIONE IL SISTEMA delle CERTIFICAZIONI CON LA DENOMINAZIONE SISTEMA DELLE CERTIFICAZIONI SI INTENDE DEFINIRE L INSIEME DEGLI STRUMENTI (ISTITUZIONALI, ORGANIZZATIVI, NORMATIVI)

Dettagli

Sviluppo Sistemi Qualit à nella Cooperazione di Abitazione

Sviluppo Sistemi Qualit à nella Cooperazione di Abitazione Sviluppo Sistemi Qualit à nella Cooperazione di Abitazione 1. OBIETTIVI DEL PROGETTO Il presente Progetto è essenzialmente finalizzato a: diffondere i principi e i concetti della Qualità come strategia

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità. ! I modelli normativi. ! I modelli per l eccellenza

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità. ! I modelli normativi. ! I modelli per l eccellenza 1 I modelli di gestione per la qualità I modelli normativi I modelli per l eccellenza Entrambi i modelli si basano sull applicazione degli otto principi del TQM 2 I modelli normativi I modelli normativi

Dettagli

FAQ della 4 Edizione delle Regole per il Raggiungimento e il Mantenimento del Riconoscimento IATF

FAQ della 4 Edizione delle Regole per il Raggiungimento e il Mantenimento del Riconoscimento IATF FAQ della 4 Edizione delle per il Raggiungimento e il Mantenimento del Riconoscimento IATF Le per il raggiungimento e il mantenimento del Riconoscimento IATF, 4 Edizione per l ISO/TS 16949 ( 4 Edizione),

Dettagli

SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMA DI GESTIONE ISO 13485 REQUISITI ESSENZIALI - PSC 05M

SERVIZIO DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ: CERTIFICAZIONE SISTEMA DI GESTIONE ISO 13485 REQUISITI ESSENZIALI - PSC 05M INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 2. REQUISITI ESSENZIALI RISPETTO AI QUALI E' RICHIESTA LA VALUTAZIONE 3. REQUISITI ESSENZIALI RELATIVI AL PROCESSO DI VALUTAZIONE 4. SOSPENSIONE, REVOCA O RIDUZIONE

Dettagli

Enterprise Risk Management - ERM

Enterprise Risk Management - ERM Enterprise Risk Management - ERM ANALISI, VALUTAZIONE E GESTIONE DEI RISCHI La sopravvivenza di un azienda è assicurata dalla sua capacità di creare valore per i suoi stakeholders. Tutte le aziende devono

Dettagli

POLISTUDIO. Modulo 1

POLISTUDIO. Modulo 1 Modulo 1 TEORIA DEI MODELLI ORGANIZZATIVI E DI GESTIONE Sistemi di gestione: definizione Con tale termine si intendono tutti i sistemi di gestione organizzativi implementati nelle organizzazioni nei diversi

Dettagli