Pistoni, bielle e motori: dove va la metalmeccanica lombarda. Analisi dell impatto della crisi.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Pistoni, bielle e motori: dove va la metalmeccanica lombarda. Analisi dell impatto della crisi."

Transcript

1 Pistoni, bielle e motori: dove va la metalmeccanica lombarda. Analisi dell impatto della crisi. Alessandro Santoro e Giacomo Servi con il contributo di Michele Dal Lago

2 Mirco Rota, segretario generale FIOM-CGIL Lombardia In occasione del congresso della Cgil ci è sembrato utile dare un contributo sia di analisi che di proposta ai delegati e alle strutture della FIOM-CGIL attraverso la promozione di una ricerca utile ad approfondire alcuni aspetti legati alla crisi e, nonostante il momento difficile, alle potenzialità di sviluppo del tessuto produttivo del territorio lombardo. Questa ricerca è il prodotto di quanto la FIOM-CGIL ha fatto in questi anni, soprattutto in Lombardia, al fine di avere una lettura più approfondita e specifica di quanto accaduto al livello produttivo, economico e occupazionale nel settore metalmeccanico dagli anni appena precedenti alla crisi fino ad oggi, in una dimensione sia regionale, che provinciale. In questi anni, e ancora oggi, si parla molto degli effetti e delle cause della recessione che ha colpito duramente il settore manifatturiero italiano (in particolar modo il settore metalmeccanico) anche nella nostra regione. Purtroppo però abbiamo rilevato che l approccio a questo importantissimo problema è spesso approssimativo con dati sommari, magari utilizzati in modo non sempre corretto e senza elementi analitici che potessero aiutare ragionamenti e valutazioni utili a soluzioni valide. Anche per questo riteniamo che questo lavoro possa risultare utile a delegati e sindacalisti che ormai quotidianamente sono immersi in un contesto ampiamente mutato e che presenta di volta in volta situazioni sempre più complicate. Questa ricerca vuole provare ad essere prima di tutto uno strumento per i quadri dirigenti sindacali, dai delegati nei luoghi di lavoro alle strutture sindacali, per cercare di cogliere le trasformazioni dell industria nella crisi e nella globalizzazione dei mercati arrivata a una fase più matura. Questa analisi non può non partire dalla Lombardia, regione che nonostante la crisi pesante oltre a rimanere il territorio più industrializzato del paese con una notevole concentrazione di imprese metalmeccaniche, industriali e artigiane, risulta anche all avanguardia per le tipologie di produzioni, molto spesso caratterizzati da un elevata innovazione di prodotto. Una regione, inoltre, caratterizzata dalla presenza di molteplicità di settori, dall e- 1

3 lettronica all informatica, a quelli più tradizionali come la siderurgia e la componentistica auto, l elettrodomestico e le lavorazioni meccaniche in conto terzi. Ma in Lombardia troviamo anche la grande varietà di classi dimensionali d azienda con specifiche caratteristiche territoriali: si va dalla grande concentrazione della medio-piccola manifattura nella Brianza, nel lecchese e nel bergamasco, a territori come il milanese dove è molto presente, anche se in contrazione, l informatica, alla grande impresa metalmeccanica classica nel mantovano e nel cremonese e nella provincia di Brescia, senza dimenticare alcune grandi realtà storiche ad alto contenuto tecnologico nel varesotto. Nel territorio lombardo, ma anche nelle stesse realtà provinciali, coesistono imprese metalmeccaniche non solo di diverse dimensioni, dalla grande impresa a quella artigiana, ma anche settori industriali con sbocchi molto differenziati: più spesso decisamente rivolti all esportazione, talvolta per il mercato interno. In questi anni alcuni settori, che erano assolutamente trainanti fino a qualche decennio fa, hanno registrato un notevole ridimensionamento, quasi fino alla loro scomparsa come la produzione dell elettrodomestico e buona parte della produzione di apparecchiature elettriche. Le ragioni di questo disinvestimento e di questo abbandono del nostro territorio da parte di una grande casistica di realtà produttive, che invece caratterizzavano positivamente la nostra realtà regionale, è avvenuto nel silenzio assordante delle istituzioni nazionali e spesso anche regionali, per i motivi più svariati. Si è andati dalla delocalizzazione in paesi con un costo del lavoro più basso, a ristrutturazioni di multinazionali che hanno privilegiato altre aree rispetto all Italia per i loro stabilimenti, a chiusure legate al crollo della domanda interna o della contrazione di quella estera, o alla delocalizzazione in altre aree della stessa Italia per speculazioni edilizie legate alla specificità del territorio lombardo, in alcune zone caratterizzato da una elevata densità abitativa. Questi settori, come altri, non hanno avuto nessun sostegno da parte delle politiche industriali che sia a livello nazionale che locale sono state praticamente inesistenti. Anzi, molto spesso favorendo indirettamente uno sviluppo molto legato alla logica speculativa finanziaria, edilizia e commerciale, hanno limitato fino a danneggiarla la vocazione produttiva che era il fiore all occhiello del nostro territorio. 2

4 Da questo punto di vista riteniamo che anche la nostra Regione debba concretamente mettere in atto un reale disegno industriale per rilanciare l economia partendo dal nostro sistema produttivo, oggi in difficoltà e senza prospettive di un reale sviluppo con un preciso piano che parta da un analisi corretta della realtà industriale attiva e preveda un mantenimento della stessa teso a un suo sviluppo che parta da un preciso impegno di mantenimento e crescita dell occupazione. Utilizzando per questo tutti gli strumenti necessari, che sono in capo per legge alla Regione che può e deve avere una funzione di controllo e regia di sviluppo del proprio patrimonio produttivo e di lavoro. Non è possibile che ci si accontenti di quanto fatto in questi anni per quanto riguarda l estensione degli ammortizzatori in deroga, seppur importanti e necessari, o della norma da noi richiesta per incentivare l applicazione dei contratti di solidarietà nelle situazioni di crisi. Serve cambiare passo e modo di affrontare la situazione per non essere costretti a rimanere ancora per anni prigionieri di basso sviluppo, elevato numero di licenziamenti, delocalizzazioni e chiusure aziendali. Rispetto a queste considerazioni, la ricerca mette in luce non solo l andamento dei licenziamenti per ogni provincia ma anche la tendenza rispetto alla mortalità delle imprese in relazione anche ad una classificazione sulla base della loro dimensione occupazionale. I rapporti tra la crisi, l occupazione, le dinamiche salariali, le specificità settoriali, dimensionali delle aziende possono dare una interessante chiave di lettura della situazione in cui ci troviamo in funzione di un intervento delle istituzioni per uscire dalla crisi valorizzando le nostre risorse e le buone pratiche industriali ad esse collegate. Ma riteniamo che una lettura approfondita e laica dell incontro di queste variabili sia utile anche per il gruppo dirigente sindacale per facilitare ai nostri quadri l approccio contrattuale in un momento storico in cui tanta è la confusione sotto il cielo e la contrattazione sviluppata sia difensiva che acquisitiva rischia di non essere adeguata alle necessità dei lavoratori, e di non rispondere al meglio all idea di percorso produttivo che vogliamo cercare di imprimere al nostro territorio. Una corretta analisi della congiuntura economica e del tessuto produttivo ci mette davanti a quesiti importanti a cui, come organizzazione sindacale con- 3

5 trattuale e democratica, dobbiamo provare a dare delle risposte partendo dalla comprensione di come si sta sviluppando la realtà produttiva in Italia nel nostro settore e di conseguenza di che tipo di azione contrattuale dobbiamo sviluppare per tutelare al meglio i lavoratori. Il tutto, quando il numero delle imprese cessate, di ogni classe dimensionale e di ogni settore, e quindi della perdita occupazionale è stata elevatissima negli anni della crisi e probabilmente la precedente risulta agli occhi di tutti una situazione a cui non si potrà più tornare. Ma questo dovrebbe far riflette ancora di più rispetto ad alcuni punti di fondo. Cosa si è fatto in questi anni per affrontare la crisi, stimolare la ripresa, difendere i livelli occupazionali? La ricerca mette in luce non solo un quadro che si sta deteriorando per quanto riguarda la situazione industriale della nostra regione e una sempre più diffusa difficoltà a rimanere all interno dei processi produttivi, ma anche che la crisi non ha colpito tutti nello stesso modo. Questo lavoro, allo stesso tempo, evidenzia anche situazioni di assoluta eccellenza imprenditoriale in diversi settori, aziende che hanno investito molto, hanno probabilmente fatto scelte industriali non solo legate al risparmio e alla riduzione dei costi, ma hanno scommesso su nuovi prodotti e standard di qualità elevati. Da questo punto di vista, ma non penso sia l unico, questa ricerca potrebbe risultare utilissima anche per chi vuole rappresentare le aziende nel nostro territorio. Questa fotografia della realtà lombarda aiuta a fare chiarezza sulla possibilità di fare impresa in Italia non solo comprimendo il costo del lavoro e tutele del lavoratori, allungandone l orario, provocando una evidente riduzione della produttività, ma mostra tra le righe quale può essere un modello realmente competitivo nel panorama del mercato globalizzato. Questa aziende potrebbero risultare come un riferimento per le politiche che la Regione dovrebbe promuovere per avanzare una sorta di stimolo legato a nuovi standard e a buone prassi a cui legare un sistema non solo formativo ma anche di sostegni economici. 4

6 In questa congiuntura drammatica per l economia internazionale e in particolar modo italiana, penso sia necessario una presa d atto laica della situazione con una strategia politica di mantenimento e sviluppo in cui tutti gli attori, rispettando ovviamente diversità di ruolo e di interessi, facciano la loro parte senza piegare l interpretazione della realtà a proprie finalità di respiro corto, che poi si rivelerebbero controproducenti. Questa strategia di sviluppo del nostro patrimonio produttivo non può non partire che dal mantenimento del tessuto industriale e occupazionale del nostro territorio, insieme ad una adeguata copertura salariale e di tutele, che non può essere in deroga rispetto a standard nazionali, anche per non creare ulteriori distorsioni di mercato e non replicare un modello di sviluppo che si è rivelato inadeguato per affrontare veramente la sfida della competizione internazionale. Un ulteriore taglio occupazionale e di tutele è evidente che renderebbe impossibile una ripresa adeguata. Ed è in questa direzione che la FIOM con la sua pratica contrattuale articolata sul territorio si sta muovendo. Ma non basta, la FIOM in Lombardia attraverso un aperto e puntuale confronto con il Consiglio regionale e con la Giunta negli assessorati deputati sta impegnandosi per indirizzare, cercando soluzioni alle crisi aziendali in atto o provando a prevenirne altre, la politica regionale verso una strategia che vada nella direzione che sopra segnalavo. Come FIOM faremo la nostra parte per provare a sviluppare un percorso produttivo che preservi lavoro, diritti e tutele sul nostro territorio, e con questa ricerca abbiamo voluto dare un contributo a questa strada. Pensiamo sia necessario che gli altri attori, le istituzioni e in primo luogo la Regione Lombardia e le imprese facciano la loro parte, che non può essere quella di cortissimo respiro messa in campo fino ad ora. 5

7 6

8 Il settore metalmeccanico in Lombardia dal 2004 al 2012: un analisi empirica sulle società di capitali di Giacomo Servi e Alessandro Santoro 1. Obiettivi, strumenti e principali risultati di questa ricerca 2. Le fonti dei dati 3. Analisi descrittiva 4. Le determinanti della sopravvivenza alla crisi 5. Considerazioni conclusive (...e nuove domande) 7

9 1. Obiettivi, strumenti e principali risultati di questa ricerca L obiettivo della ricerca è quello di analizzare empiricamente l andamento di una parte rilevante del settore metalmeccanico in Lombardia nel periodo compreso tra il 2004 e il In particolare, vorremmo rispondere alle due seguenti domande: 1) qual è stato l impatto della crisi sulle principali variabili di impresa e sull occupazione? 2) quali variabili hanno determinato le differenze di impatto della crisi tra le diverse imprese? La ricerca è organizzata in due parti. Nella prima vengono riportati gli andamenti di un insieme di variabili significative per il periodo compreso tra il 2004 e il In questa parte l analisi ha oggetto l insieme delle imprese metalmeccaniche osservabili con i database disponibili, ovvero quelle organizzate in forma di società di capitali (spa, srl e società in accomandita) e che operano in settori riconducibili all industria metalmeccanica. L aggregato selezionato comprende circa il 50% delle unità locali censite dall Istat (negli stessi settori) e circa il 90% degli occupati. L intento è quello di fornire una fotografia dei macro-andamenti, verificando se esistono delle diversità rilevanti a livello settoriale e territoriale. La seconda parte contiene invece un focus sull impatto della crisi sui livelli occupazionali. In particolare, verranno analizzate le imprese che avevano almeno un dipendente nell anno 2007, l ultimo prima della crisi, distinguendo tra quelle che sono sopravvissute alla crisi, ovvero hanno continuato ad avere almeno un dipendente fino al 2012, dalle altre. Inoltre, all interno delle imprese sopravvissute, vengono distinte quelle che hanno ridotto l occupazione da quelle che l hanno aumentata. L intento è quello di individuare le variabili che hanno influito sulla capacità delle imprese di resistere alla crisi mantenendo, o addirittura aumentando, l occupazione complessiva. In questa parte, la ricerca utilizzerà alcune semplici tecniche econometriche, volte a definire il nesso di causalità tra, da un lato, la probabilità di sopravvivenza alla crisi e, dall altro lato, le variabili rilevanti. 8

10 I principali risultati sono così sintetizzabili: 1) La crisi ha avuto un impatto visibile su tutti gli aspetti (redditività, occupazione, investimenti) ma differenziato per entità, tempistiche e relazioni tra impatti aggregati e disaggregati per territorio e per settore. 2) La riduzione di redditività si nota a partire dal 2008, si manifesta in modo molto forte fino al 2010, ed è poi seguita da una tendenziale ripresa nel triennio successivo. Tuttavia, alla fine del 2012 i livelli medi di redditività risultano nettamente inferiori rispetto al 2007 (riduzione dell EBITDA di poco meno del 30%, del ROE del 50%). Vi sono poche eccezioni tra i diversi settori e tra le diverse provincie. 3) Il livello dei salari (e del costo del personale) risulta, in aggregato, sostanzialmente costante (cioè con oscillazioni intorno ad un valore fisso) dal 2004 al 2012 e non sembra quindi influenzato particolarmente dalla crisi. D altronde, ciò consente anche di affermare che la caduta della redditività non è dipesa dall andamento dei salari, ma invece dalla riduzione del fatturato. 4) L impatto della crisi sull occupazione si registra a partire dal 2008 (quindi con un anno di ritardo rispetto all inizio della diminuzione di redditività), con una riduzione di poco meno del 10% degli occupati totali nel 2010 (da 450mila a poco più di 400mila). A partire dal 2010 si registra una ripresa dei livelli occupazionali e, a fine 2012, a livello aggregato, il numero degli occupati sembrerebbe essere in linea con quello di inizio Tuttavia il dato risente di alcuni margini di errore e si presenta molto disaggregato sia per settore sia per provincia. 5) In valore assoluto gli investimenti reali sono stati in crescita costante dal 2003 al 2009, e si sono poi ridotti di circa il 10% tra il 2010 e il Inoltre la quota di investimenti reali sul totale degli attivi d impresa è cresciuta fino al 2009, si è ridotta nel 2010, stabilizzata nel 2011 ed è tornata a crescere nel In questo contesto, la quota di brevetti sul totale degli investimenti, già irrisoria nel 2004, è da allora risultata in costante calo. 6) Le imprese metalmeccaniche lombarde sembrano caratterizzate, a partire dal 2006, da un processo di deleveraging (riduzione della quota di capitale a debito, 9

11 e quindi aumento della quota di capitale proprio) su cui la crisi non sembra avere avuto un particolare impatto. 7) Delle circa 17mila imprese metalmeccaniche esistenti in Lombardia nel 2007, 10 mila avevano almeno un dipendente. Di queste, il 10% non risulta più avere dipendenti (nel senso che potrebbe aver cessato l attività oppure avere perso tutti i dipendenti) nel Delle 9 mila che sono quindi sopravvissute occupazionalmente alla crisi, circa la metà risulta aver ridotto o mantenuto i livelli occupazionali del 2007, mentre l altra metà li ha aumentati. 8) La capacità di mantenimento, o addirittura di aumento, dei livelli occupazionali a seguito della crisi sembra legata positivamente alla dimensione e, anche se in modo meno chiaro, alla redditività e all appartenenza ai gruppi multinazionali. Essa invece non sembra essere legata in modo lineare né ai livelli degli investimenti né alla composizione degli stessi. Questi risultati suggeriscono, per certi versi, una lettura non convenzionale della crisi, che si cercherà di sviluppare nella parte finale di questo lavoro. 10

12 2. Le fonti dei dati I dati provengono dalla banca dati aziendale AIDA. Essa contiene un insieme di informazioni relativamente alle società di capitali attive, attingendo dalla documentazione depositata dalle aziende stesse presso le Camere di Commercio. Non sono quindi incluse le imprese che hanno forma diversa da società per azioni o a responsabilità limitata, come ad esempio le società in nome collettivo, ovvero le imprese individuali. Inoltre, non sono incluse le imprese che, per qualsivoglia ragione, non abbiano comunicato i dati di bilancio alle Camere di Commercio. Un ulteriore limitazione consiste nella necessità di selezionare le imprese sulla base dei codici ATECO Quelli qui considerati sono i seguenti: 24. Metallurgia 25. Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) 26. Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi 27. Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche 28. Fabbricazione di altri macchinari ed apparecchiature 29. Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 30. Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Le imprese qui considerate rappresentano poco meno del 50% di quelle censite nei codici ATECO suddetti nel Censimento Istat 2011, ma anche oltre il 90% degli occupati risultanti nella stessa fonte. Per ogni impresa sono disponibili: dati anagrafici (provincia, codice fiscale); dati di bilancio: alcuni dati strutturali non di bilancio (numero di dipendenti) 11

13 L informazione sul numero di dipendenti è quindi di carattere extracontabile e va utilizzata con cautela. Le imprese considerate in questo lavoro variano dalle 13mila e 500 del 2004, alle circa 18mila del 2008, alle 16mila e 500 del Pur con i limiti propri del database qui utilizzato, che non riesce per sua natura a rappresentare l intero universo delle imprese metalmeccaniche lombarde, questo andamento è già indicativo degli impatti della crisi, che vede ridursi il numero delle imprese (società di capitali) attive, di circa 1500 unità nei 4 anni compresi tra il 2008 e il Tabella 1: suddivisione delle imprese incluse nella ricerca per provincia di residenza fiscale Provincia MI BS BG CO LC MB VA LO PV CR MN SO Tutte A livello territoriale, l aumento del 2008 rispetto al 2004 è distribuito in modo sostanzialmente omogeneo tra le diverse provincie, con percentuali di incremento che si aggirano tra il 30 e il 40% (l aumento medio è del 34,5%). Invece, la riduzione del 2012 rispetto al 2008, che in aggregato è pari al 9%, è particolarmente forte in talune provincie e, tra quelle principali, a Milano (-15%). 12

14 Tabella 2: suddivisione delle imprese incluse nella ricerca per settore Settore Metallurgia Fabbricazione di prodotti in metallo Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche Fabbricazione di altri macchinari ed apparecchiature Fabbricazione di autoveicoli Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Tutti L incremento di imprese tra il 2008 e il 2004 è particolarmente forte nel settore della fabbricazione di altri mezzi di trasporto, che peraltro è quello che subisce il maggiore ridimensionamento dopo la crisi. Il settore con il maggior numero di imprese (fabbricazione di prodotti in metallo) è secondo per crescita tra il 2008 e il 2004 ed è invece quello che perde meno imprese dopo il

15 3. Analisi descrittiva Le direttrici seguite in questa parte della ricerca sono le seguenti: a) analisi dell evoluzione nel corso dell intero periodo e per tutte le imprese di: redditività, misurata da: EBITDA, ovvero margine operativo prima delle imposte, delle svalutazioni e degli ammortamenti; ROA, ovvero rendimento netto in quota sul valore totale degli attivi; ROE, ovvero rendimento netto in quota sul valore del patrimonio netto. I tre indicatori si riferiscono ad aspetti diversi, ma reciprocamente interrelati. In particolare, EBITDA riflette sia la redditività sia la dimensione dell impresa, mentre ROA e ROE esprimono, rispettivamente, la redditività per ogni euro investito e per ogni euro di capitale proprio. occupazione, misurata da; numero occupati 1 ; costo del lavoro e salario; composizione dell attivo e del passivo di bilancio: incidenza percentuale degli investimenti reali (immobilizzazioni materiali e immateriali) su attivi totali; incidenza valore brevetti sugli investimenti reali; leverage, ovvero rapporto tra indebitamento e totale dell attivo 2. b) analisi dell evoluzione delle stesse variabili nel corso dell intero periodo disaggregata per: provincie di residenza; settori principali 3 : 1 Questo dato va preso con una certa cautela, in quanto non viene inserito direttamente in bilancio, ma comunicato a parte. Inoltre, per questa variabile è stato escluso l anno 2003 che presentava alcune anomalie statistiche. 2 I l rapporto è in effetti calcolato come differenza tra l unità e il rapporto tra patrimonio netto e attivo; tuttavia, per avere dei dati coerenti, è stato necessario escludere tutti i casi in cui il patrimonio netto risultava negativo a causa delle perdite pregresse. 3 Selezionati in quanto presentano, nell arco dei dieci anni considerati, il numero massimo di dipendenti. 14

16 241-siderurgico; 282-fabbricazione di altre macchine di impiego generale (forni, sistemi di riscaldamento, impianti di sollevamento, macchine e attrezzature per ufficio, utensili, condizionatori); 256-trattamento e rivestimento dei metalli; lavori di meccanica generale 3.1. La redditività e l incidenza del costo del lavoro L analisi dell andamento del margine operativo nel corso del tempo consente di fornire una prima significativa fotografia della crisi. Il margine operativo medio per impresa risulta in drammatica riduzione dal 2007 al 2009, ed invece con un andamento altalenante tra il 2009 e il In ogni caso, i valori finali rimangono molto al di sotto dei livelli iniziali: circa 500 mila euro per impresa alla fine del 2012, un valore ridotto di poco meno del 40% rispetto a quello del 2007, che rappresenta il massimo osservato nel periodo considerato. Questi andamenti sono sostanzialmente confermati disaggregando il dato per provincie e per settori principali. Parziali eccezioni sono rappresentate dal settore della meccanica generale (dove la riduzione dell EBITDA rispetto al 2007 è di meno del 30%) e da alcune provincie (Como, Lodi, Pavia e Lecco) dove la perdita di margine operativo è contenuta se non inesistente. Come detto l EBITDA 15

17 dipende essenzialmente dalla differenza tra i ricavi e i costi operativi, tra cui hanno una particolare rilevanza i costi del lavoro. L analisi di questi ultimi è contenuta nella figura successiva In sintesi, il costo del lavoro per impresa è leggermente diminuito nel periodo , presumibilmente a causa di una ridotta entità della componente non salariale che è rimasta sostanzialmente stabile, il che significa che il crollo della redditività non è dovuto ad una aumentata incidenza di tale costo, ma invece ad una forte riduzione dei ricavi. Anche per il periodo successivo ( ) non sembra esserci una relazione inversa evidente tra margini operativi e costi del lavoro. Infatti, questi ultimi mostrano una timida tendenza all aumento, ma ciò non impedisce la ripresa dei margini operativi. Disaggregando per settori, si nota che nel siderurgico (ateco 241) vi è stata una più marcata riduzione del costo del lavoro sia tra il 2007 e il 2009 sia nel corso del Disaggregando per provincia, invece, la provincia di Milano è caratterizzata da un andamento diverso, perché i salari tendono ad aumentare nel periodo

18 Anche la redditività del capitale proprio, misurata dal ROE, è chiaramente influenzata dalla crisi. Nel primo periodo, ( ), la crisi ha ridotto la redditività del capitale proprio, riducendolo da valori superiori al 10% a valori negativi. Tali valori dipendono dal fatto che, mediamente, le imprese metalmeccaniche lombarde hanno 17

19 conseguito perdite nel La ripresa del triennio successivo ha consentito un recupero della redditività del capitale di circa il 50%, perché il ROE si attesta, nel 2012, a poco più del 5%. Questo tipo di andamento si riscontra nei settori e in tutte le provincie, a parte Sondrio, dove la ripresa nell ultimo triennio non traspare. Nella provincia di Brescia, ad esempio, nel 2009 il ROE precipita a -2,5%, ma la ripresa successiva è più marcata. Anche considerando il ROA l andamento è quello già rappresentato, per certi versi ancora più drammatici. 18

20 3.2 L occupazione L andamento dell occupazione, misurata dal numero dei dipendenti, sembra seguire quello degli indicatori di redditività con un ritardo temporale di un solo anno, cioè partendo dal 2009 anziché dal Implicitamente questo manifesta anche la forte flessibilità della variabile occupazione, presumibilmente favorita dal diffondersi delle forme di lavoro precarie. Il numero complessivo dei dipendenti, in forte ascesa nel periodo compreso tra il 2004 e il 2008, anno in cui supera le 400mila unità, si riduce nel biennio successivo, per poi aumentare fortemente nel 2011 e contrarsi nuovamente nel È interessante notare che, secondo questi dati, il livello di fine 2012 è sostanzialmente uguale a quello pre-crisi. Le oscillazioni in aumento e in diminuzione sembrano dunque essere state sostanzialmente assorbite, quantomeno a livello aggregato. Tuttavia, vi sono almeno tre considerazioni da fare. In primo luogo, come si è detto, la variabile dipendenti qui considerata è limitatamente affidabile, posto che si tratta di un dato comunicato dalla imprese ma non rientrante tra quelli strettamente contabili, e quindi non armonizzabile o controllabile con le altre informazioni fornite dalle imprese. Inoltre, il dato, anche se plausibile a livello aggregato, nasconde le diverse tipologie contrattuali, che qui 19

21 non sono visibili. È ad esempio possibile che il recupero occupazionale verificatosi nel 2011 sia attribuibile a forme di lavoro interinale o comunque precario. In secondo luogo, se è vero, come sembra, che il ciclo dell occupazione riflette quello della redditività, sebbene con un certo ritardo temporale, è possibile che nel 2013 si manifestino gli effetti delle ulteriori variazioni dei margini operativi verificatisi negli anni precedenti. Infine, in questo caso gli andamenti medi nascondono una forte variabilità sia a livello territoriale sia a livello settoriale. Dal primo punto di vista, è abbastanza illuminante il confronto tra l andamento dell occupazione nelle provincie di Milano, Bergamo e Brescia, ovvero le tre principali in termini di occupati totali. Per quanto riguarda la provincia capoluogo, seppure qualitativamente l andamento sia simile a quello osservato a livello aggregato, con una riduzione nel biennio , una ripresa nel 2011 e una nuova riduzione nel 2012, i livelli raggiunti alla fine del periodo sono molto inferiori a quelli pre crisi: circa 140 mila 20

22 dipendenti nel 2012 contro i circa 170 mila del 2008 con un arretramento dell occupazione ai livelli osservati nel Diversa, invece, la situazione osservata per le imprese delle provincie di Bergamo e Brescia 21

23 Nella provincia di Bergamo, il numero dei dipendenti alla fine del 2012 risulterebbe di poco inferiore alle 55mila unità, ovvero quasi 8mila in più rispetto ai livelli del 2008; ancora più marcata la differenza relativa alla provincia di Brescia, dove si passerebbe (il condizionale è d obbligo per la natura incerta dei dati) dai 65mila dipendenti del 2008 ai 70mila del 2012). Anche a livello settoriale si nota una certa eterogeneità degli andamenti. Infatti, il settore siderurgico mostra un andamento pressoché stabile fino al 2012, e poi una forte riduzione, con contrazione drammatica dei livelli occupazionali, da 25mila a circa 7500 unità. 22

24 Si pongono invece in netta controtendenza gli altri due settori qui considerati per la disaggregazione, ovvero la fabbricazione di macchine e la meccanica generale. 23

25 3.3: Le politiche di investimento e di finanziamento Le variabili considerate in precedenza, ed in particolare il ROA, si riferiscono all insieme degli attivi che comprende, da un lato, la somma delle attività finanziarie e del capitale circolante, dall altro lato, gli investimenti reali, ovvero le immobilizzazioni materiali ed immateriali. Per quanto riguarda il valore medio degli investimenti reali, esso mostra una tendenza ad aumentare nel periodo compreso tra il 2003 e il 2009 e poi a decrescere nel triennio successivo. In sostanza, è come se la crisi avesse avuto un impatto ritardato sugli investimenti (partendo dal 2009) ma, anche per questo ritardo, ancora in corso. Questo andamento è sostanzialmente omogeneo tra le diverse provincie. Una contrazione degli investimenti, nell ordine di circa il 10% tra il 2009 e il 2012, per quanto non auspicabile, è normale in un periodo di crisi e di scarsa liquidità. Tuttavia, oltre ai livelli assoluti è importante analizzare la composizione degli investimenti. Consideriamo di seguito due indicatori: 1) la quota di investimenti reali sul totale degli attivi; 2) la quota dei brevetti sul totale delle immobilizzazioni immateriali. 24

2 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi - Edizione 2014

2 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi - Edizione 2014 Indice 1 2 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi - Edizione 214 RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI EDIZIONE 214 ISBN 978-88-458-1784-7 214 Istituto nazionale di statistica

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

Stima delle presenze irregolari. Vari anni

Stima delle presenze irregolari. Vari anni Stima delle presenze irregolari. Vari anni Diciottesimo Rapporto sulle migrazioni (FrancoAngeli). Fondazione Ismu. Dicembre 2012 Capitolo 1.1: Gli aspetti statistici Tab. 1 - La presenza straniera in Italia.

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

5. Il contratto part-time

5. Il contratto part-time 5. Il contratto part-time di Elisa Lorenzi 1. L andamento dei contratti part-time Il part-time è una modalità contrattuale che in Italia, nonostante la positiva dinamica registrata negli ultimi anni, riveste

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012 STUDIARE SVILUPPO SRL Sede legale: Via Vitorchiano, 123-00189 - Roma Capitale sociale 750.000 interamente versato Registro delle Imprese di Roma e Codice fiscale 07444831007 Partita IVA 07444831007 - R.E.A.

Dettagli

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI

GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI 74/ 24 febbraio 2014 GLI INDICI DEI PREZZI ALL IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI L Istituto nazionale di statistica avvia la pubblicazione, con cadenza mensile, delle nuove serie degli indici dei prezzi

Dettagli

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di Gli indici per l analisi di bilancio Relazione di Giorgio Caprioli Gli indici di solidità Gli indici di solidità studiano il rapporto tra le parti alte dello Stato Patrimoniale, ossia tra Capitale proprio

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto?

Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto? Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto? di Anna de Angelini La maggior flessibilità in entrata introdotta dalla normativa sui rapporti di lavoro a partire seconda

Dettagli

OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977

OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977 24 aprile 2013 OCCUPATI E DISOCCUPATI DATI RICOSTRUITI DAL 1977 L Istat ha ricostruito le serie storiche trimestrali e di media annua dal 1977 ad oggi, dei principali aggregati del mercato del lavoro,

Dettagli

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali Calo degli esercizi commerciali in sede fissa. Nell ultimo decennio l intero comparto della distribuzione commerciale ha

Dettagli

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico

Dettagli

Economia e finanza dei distretti industriali. Rapporto annuale n. 7

Economia e finanza dei distretti industriali. Rapporto annuale n. 7 Rapporto annuale n. 7 Direzione Studi e Ricerche Dicembre 214 Dicembre 214 Executive Summary 3 Introduzione 5 1. I bilanci dei distretti industriali italiani nel quinquennio 28-13 19 2. Internazionalizzazione,

Dettagli

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC Il bilancio con dati a scelta Classe V ITC Il metodo da seguire Premesso che per la costruzione di un bilancio con dati a scelta si possono seguire diversi metodi, tutti ugualmente validi, negli esempi

Dettagli

1. La situazione economica e del mercato del lavoro

1. La situazione economica e del mercato del lavoro 1. La situazione economica e del mercato del lavoro Per la lettura dei dati non si può prescindere dal considerare l impatto dei molteplici fattori che hanno mutato radicalmente il mondo del lavoro a causa

Dettagli

COMUNICATO STAMPA N. 12 DEL 10 GIUGNO 2015

COMUNICATO STAMPA N. 12 DEL 10 GIUGNO 2015 COMUNICATO STAMPA N. 12 DEL 10 GIUGNO 2015 Presidenza Comm. Graziano Di Battista Positive anche le previsioni degli imprenditori per il futuro. Unico elemento negativo l occupazione che da gennaio alla

Dettagli

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014 UMBRIA Import - Export caratteri e dinamiche 2008-2014 ROADSHOW PER L INTERNAZIONALIZZAZIONE ITALIA PER LE IMPRESE Perugia, 18 dicembre 2014 1 Le imprese esportatrici umbre In questa sezione viene proposto

Dettagli

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza ADVISORY Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza Analisi dei bilanci bancari kpmg.com/it Indice Premessa 4 Executive Summary 6 Approccio metodologico 10 Principali trend 11

Dettagli

42 relazione sono esposti Principali cui Fiat S.p.A. e il Gruppo fiat sono esposti Si evidenziano qui di seguito i fattori di o o incertezze che possono condizionare in misura significativa l attività

Dettagli

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA PROGRAMMA EDUCATION INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA E PREVISIONI DI PENSIONAMENTO Anticipazioni per la stampa dal Rapporto 2009 sulla scuola in Italia della Fondazione Giovanni Agnelli (dicembre

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

La cooperazione italiana negli anni della crisi. 2 Rapporto Euricse

La cooperazione italiana negli anni della crisi. 2 Rapporto Euricse La cooperazione italiana negli anni della crisi 2 Rapporto Euricse 1 La cooperazione italiana negli anni della crisi Secondo Rapporto Euricse Introduzione 3 Carlo Borzaga Parte 1: Il quadro generale 9

Dettagli

Imprese individuali e società Le aziende possono essere distinte in: 1. aziende individuali, quando il soggetto giuridico è una persona fisica; 2.

Imprese individuali e società Le aziende possono essere distinte in: 1. aziende individuali, quando il soggetto giuridico è una persona fisica; 2. Imprese individuali e società Le aziende possono essere distinte in: 1. aziende individuali, quando il soggetto giuridico è una persona fisica; 2. aziende collettive, quando il soggetto giuridico è costituito

Dettagli

Lo scenario economico provinciale 2011-2014: il bilancio della crisi

Lo scenario economico provinciale 2011-2014: il bilancio della crisi 2011-2014: iill biillanciio delllla criisii 2011-2014: iill biillanciio delllla criisii . 2011-2014: il bilancio della crisi Il volume è stato realizzato a cura dell Ufficio Studi della Camera di Commercio

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE?

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? NOTA ISRIL ON LINE N 8-2013 LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? Presidente prof. Giuseppe Bianchi Via Piemonte, 101 00187 Roma gbianchi.isril@tiscali.it www.isril.it LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA

Dettagli

Detrazione Fiscale e Scambio sul Posto

Detrazione Fiscale e Scambio sul Posto Gentile Cliente, il momento storico della fine del Conto Energia in Italia è arrivato lo scorso 6 luglio ed ha rappresentato un punto di svolta per tutti gli operatori del solare. La tanto discussa grid

Dettagli

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Dettagli

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni Pagamenti basati su azioni International Financial Reporting Standard 2 Pagamenti basati su azioni FINALITÀ 1 Il presente IRFS ha lo scopo di definire la rappresentazione in bilancio di una entità che

Dettagli

Autorizzato frazionamento azioni ordinarie Amplifon S.p.A. nel rapporto di 1:10; il valore nominale passa da Euro 0,20 a Euro 0,02 per azione

Autorizzato frazionamento azioni ordinarie Amplifon S.p.A. nel rapporto di 1:10; il valore nominale passa da Euro 0,20 a Euro 0,02 per azione COMUNICATO STAMPA AMPLIFON S.p.A.: L Assemblea degli azionisti approva il Bilancio al 31.12.2005 e delibera la distribuzione di un dividendo pari a Euro 0,30 per azione (+25% rispetto al 2004) con pagamento

Dettagli

GRUPPO COFIDE: UTILE DEL TRIMESTRE A 13,6 MLN (PERDITA DI 2,3 MLN NEL 2014)

GRUPPO COFIDE: UTILE DEL TRIMESTRE A 13,6 MLN (PERDITA DI 2,3 MLN NEL 2014) COMUNICATO STAMPA Il Consiglio di Amministrazione approva i risultati al 31 marzo 2015 GRUPPO COFIDE: UTILE DEL TRIMESTRE A 13,6 MLN (PERDITA DI 2,3 MLN NEL 2014) Il risultato beneficia del positivo contributo

Dettagli

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time Decreto Part-time Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time ARTICOLO 1 Definizioni 1.Nel rapporto di lavoro subordinato l assunzione

Dettagli

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15)

La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) La redazione del bilancio civilistico 2014 : le principali novità. La composizione e gli schemi del bilancio d esercizio (OIC 12), le imposte sul reddito (OIC 25) e i crediti (OIC 15) dott. Paolo Farinella

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

TECO 13 Il Tavolo per la crescita

TECO 13 Il Tavolo per la crescita Componenti TECO 13 Il Tavolo per la crescita Assiot, Assofluid e Anie Automazione, in rappresentanza di un macro-settore che in Italia vale quasi 40 miliardi di euro, hanno deciso di fare un percorso comune

Dettagli

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE Circolare del 31 Marzo 2015 ABSTRACT Si fa seguito alla circolare FNC del 31 gennaio 2015 con la quale si sono offerte delle prime indicazioni

Dettagli

Redazione a cura della Direzione Generale della Programmazione unitaria e della Statistica regionale Via XXIX Novembre 1847, 23-09123 Cagliari

Redazione a cura della Direzione Generale della Programmazione unitaria e della Statistica regionale Via XXIX Novembre 1847, 23-09123 Cagliari 2011 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Redazione a cura della Direzione Generale della Programmazione unitaria e della Statistica regionale Via XXIX Novembre 1847, 23-09123 Cagliari Coordinamento generale:

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI Dall anno 2003 l Unione Province Piemontesi raccoglie, con la collaborazione

Dettagli

Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione

Il lavoro. 4.1 L attività e l inattività della popolazione Capitolo 4 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 4 Il lavoro Gli indicatori presentati in questo capitolo riguardano la condizione di occupazione.

Dettagli

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI SCENARI ENERGETICI AL 24 SINTESI Leggi la versione integrale degli Scenari Energetici o scaricane una copia: exxonmobil.com/energyoutlook Scenari Energetici al 24 Gli Scenari Energetici offrono una visione

Dettagli

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Convegno Associazione Italiana di Economia Sanitaria La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Giampaolo Vitali Ceris-CNR, Moncalieri Torino, 30 Settembre 2010 1 Agenda Caratteristiche

Dettagli

LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE NEL SETTORE PRIVATO DELL ECONOMIA

LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE NEL SETTORE PRIVATO DELL ECONOMIA DOCUMENTI 12 RAPPORTO LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE NEL SETTORE PRIVATO DELL ECONOMIA ROMA, GENNAIO 2002 Il Rapporto è stato curato dall Ufficio per l Informazione con la collaborazione di Monitor Lavoro.

Dettagli

La compilazione del quadro RF per gli interessi passivi. dott. Gianluca Odetto. Eutekne Tutti i diritti riservati

La compilazione del quadro RF per gli interessi passivi. dott. Gianluca Odetto. Eutekne Tutti i diritti riservati La compilazione del quadro RF per gli interessi passivi dott. Gianluca Odetto Eutekne Tutti i diritti riservati Interessi passivi soggetti a monitoraggio AMBITO OGGETTIVO Tutti gli interessi passivi sostenuti

Dettagli

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL'INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI. a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL'INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI. a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL'INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi Luglio 2014 L Osservatorio congiunturale sull industria delle costruzioni è curato dalla

Dettagli

Una posta di bilancio che necessita particolare

Una posta di bilancio che necessita particolare Costi di ricerca e sviluppo: aspetti contabili e fiscali I principi contabili possono aiutare a interpretare correttamente le scarne istruzioni del legislatore in tema di deducibilità dei costi sostenuti

Dettagli

RATEI E RISCONTI INTRODUZIONE

RATEI E RISCONTI INTRODUZIONE RATEI E RISCONTI INTRODUZIONE In fase di formazione del bilancio di esercizio spesso accade che l effetto economico delle operazioni e degli altri eventi posti in essere dall impresa, non si manifesti

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

Italia e Romania allo specchio: la percezione reciproca d immagine tra italiani e romeni

Italia e Romania allo specchio: la percezione reciproca d immagine tra italiani e romeni Convegno Romeni emergenti o emergenza Romania? Italia e Romania allo specchio: la percezione reciproca d immagine tra italiani e romeni Prof. Stefano Rolando Segretario generale delle e Direttore scientifico

Dettagli

CIRCOLARE N. 28/E. Roma, 17 luglio 2015. Oggetto: Studi di settore periodo di imposta 2014. Direzione Centrale Accertamento

CIRCOLARE N. 28/E. Roma, 17 luglio 2015. Oggetto: Studi di settore periodo di imposta 2014. Direzione Centrale Accertamento CIRCOLARE N. 28/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 17 luglio 2015 Oggetto: Studi di settore periodo di imposta 2014. 2 SOMMARIO 1. PREMESSA... 3 1.1 CAUSE DI INAPPLICABILITÀ... 5 2. PRINCIPALI NOVITÀ...

Dettagli

ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE. Dott. Elbano De Nuccio

ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE. Dott. Elbano De Nuccio ANALISI DI BILANCIO LA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA E FUNZIONALE Dott. Elbano De Nuccio L analisi di bilancio si propone di formulare un giudizio sull EQUILIBRIO ECONOMICO e FINANZIARIO/PATRIMONIALE della

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita CAPITOLO 3 Lavoro e conciliazione dei tempi di vita L importanza di una buona occupazione Un attività adeguatamente remunerata, ragionevolmente sicura e corrispondente alle competenze acquisite nel percorso

Dettagli

Documento su. Conferenza Stato Città Autonomie locali

Documento su. Conferenza Stato Città Autonomie locali Documento su Situazione finanziaria delle Province e valutazione sulla sostenibilità del concorso delle Province e Città metropolitane alla riduzione della spesa pubblica Analisi tecnica operata sulla

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ERRORI SIGNIFICATIVI

COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ERRORI SIGNIFICATIVI COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ERRORI SIGNIFICATIVI UNIVERSITA ROMA TRE FACOLTA DI ECONOMIA PROF. UGO MARINELLI Anno accademico 007-08 1 COMPRENSIONE DELL IMPRESA

Dettagli

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA L Italia è in crisi, una crisi profonda nonostante i timidi segnali di ripresa del Pil. Ma non è un paese senza futuro. Dobbiamo

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE

LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE Modulo DATI INFORMATIVI FINANZIARI ANNUALI per gli emittenti industriali LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE Data : 03/05/2011 Versione : 1.3 1 Revisioni Data Versione Cap./ Modificati 03/05/2010 1.0-13/05/2010

Dettagli

Gli stranieri: un valore economico per la società. Dati e considerazioni su una realtà in continua evoluzione

Gli stranieri: un valore economico per la società. Dati e considerazioni su una realtà in continua evoluzione Gli stranieri: un valore economico per la società. Dati e considerazioni su una realtà in continua evoluzione Con il patrocinio di e dal Ministero degli Affari Esteri Rapporto annuale sull economia dell

Dettagli

Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore

Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore IL CONTESTO L approvazione del Bilancio di previsione quest anno si pone esattamente a metà del mio mandato rettorale, iniziato tre anni fa,

Dettagli

Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo

Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo Aiuto alla crescita economica (ACE) e suo utilizzo G ennaio 2015 L ACE L articolo 1 del decreto Salva Italia (D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni nella L. n. 214 del 2011) ha

Dettagli

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 Nucleo di Valutazione RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 (ex art. 5, comma 21 della Legge 24 dicembre 1993 n. 537) - GIUGNO 2015 - DOC 07/15 Sommario: 1. Obiettivi e struttura

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013. Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO. Curatore Dott.

RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013. Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO. Curatore Dott. RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013 Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO Curatore Dott.ssa Elena MOGNONI Facciamo seguito all incarico conferitoci dalla Dott.ssa Elena MOGNONI

Dettagli

NOTE DI SINTESI AI DATI STATISTICI DEL MOVIMENTO TURISTICO REGISTRATO IN PROVINCIA DI BRESCIA NELL ANNO 2010 CON IL CONFRONTO 2009

NOTE DI SINTESI AI DATI STATISTICI DEL MOVIMENTO TURISTICO REGISTRATO IN PROVINCIA DI BRESCIA NELL ANNO 2010 CON IL CONFRONTO 2009 NOTE DI SINTESI AI DATI STATISTICI DEL MOVIMENTO TURISTICO REGISTRATO IN PROVINCIA DI BRESCIA NELL ANNO 2010 CON IL CONFRONTO 2009 Arrivi 2.016.536 Presenze 8.464.905 PROVINCIA IN COMPLESSO Arrivi: superata

Dettagli

più credito per la tua impresa

più credito per la tua impresa Sei un impresa che vuole acquistare nuovi macchinari, impianti o attrezzature? più credito per la tua impresa : Agevolazioni anche per i settori di pesca e agricoltura Beni strumentali, l agevolazione

Dettagli

TENDENZE RIGUARDANTI L ORARIO DI LAVOROL

TENDENZE RIGUARDANTI L ORARIO DI LAVOROL SCHEDA INFORMATIVA TENDENZE RIGUARDANTI L ORARIO DI LAVOROL EUROPEAN TRADE UNION CONFEDERATION (ETUC) SCHEDA INFORMATIVA TENDENZE RIGUARDANTI L ORARIO DI LAVORO 01 Tendenze generali riguardanti l orario

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Proposto un dividendo di 8 centesimi di euro per azione (6 centesimi nel 2013)

COMUNICATO STAMPA. Proposto un dividendo di 8 centesimi di euro per azione (6 centesimi nel 2013) COMUNICATO STAMPA Conferma della solida patrimonializzazione del Gruppo: Common Equity Tier 1 ratio phased in al 31 dicembre 2014: 12,33% 1 (13% al 30/09/2014) Common Equity Tier 1 ratio pro forma stimato

Dettagli

4. La dinamica occupazionale e il ricorso agli ammortizzatori sociali

4. La dinamica occupazionale e il ricorso agli ammortizzatori sociali 4. La dinamica occupazionale e il ricorso agli ammortizzatori sociali di Maurizio Gambuzza e Maurizio Rasera * La conclusione del 2011 ha portato con sé molte delusioni. La sua prima metà aveva fatto sperare

Dettagli

GUIDE Il lavoro part time

GUIDE Il lavoro part time Collana Le Guide Direttore: Raffaello Marchi Coordinatore: Annalisa Guidotti Testi: Iride Di Palma, Adolfo De Maltia Reporting: Gianni Boccia Progetto grafico: Peliti Associati Illustrazioni: Paolo Cardoni

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Maggio 2013. A cura di

Maggio 2013. A cura di DOSSIER SUI COMUNI DELL EMILIA ROMAGNA COLPITI DAL SISMA Maggio 2013 A cura di INDICE Premessa: il quadro attuale ad un anno dal terremoto 3 1. I Comuni colpiti dal sisma: alcuni dati 5 2. Analisi comparata

Dettagli

Condizioni generali di fornitura

Condizioni generali di fornitura Condizioni generali di fornitura 1) Responsabilità di trasporto Resa e imballo a ns. carico. 2) Custodia dopo consegna in cantiere Dopo la posa da parte ns. del materiale / macchine in cantiere la responsabilità

Dettagli

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune 1 Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria DOP Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria

Dettagli

1. non intraprendere trattative di affari con operatori senza prima aver raccolto informazioni sull esistenza e l affidabilita della controparte;

1. non intraprendere trattative di affari con operatori senza prima aver raccolto informazioni sull esistenza e l affidabilita della controparte; CAUTELE NELLE TRATTATIVE CON OPERATORI CINESI La Cina rappresenta in genere un partner commerciale ottimo ed affidabile come dimostrato dagli straordinari dati di interscambio di questo Paese con il resto

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

Tre Ires e tre progetti comuni

Tre Ires e tre progetti comuni IRESQUARE N.7 Tre Ires e tre progetti comuni Elaborazione: indagine tra i lavori cognitivi in Italia I distretti industriali e lo sviluppo locale I Servizi Pubblici Locali in -Romagna, Toscana e Veneto

Dettagli

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni CONTESTO Dal punto di vista della DOMANDA... Consumatore postmoderno: attivo, esigente,

Dettagli

Classificazioni dei sistemi di produzione

Classificazioni dei sistemi di produzione Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Aspetti economico-finanziari delle gestioni assicurative. Mario Parisi

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Aspetti economico-finanziari delle gestioni assicurative. Mario Parisi Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Aspetti economico-finanziari delle gestioni assicurative 1 aspetti economici * gestione assicurativa * gestione

Dettagli

VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE

VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE La contraffazione in cifre: NUOVA METODOLOGIA PER LA STIMA DEL VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE Roma, Giugno 2013 Giugno 2013-1 Il valore economico dei sequestri In questo Focus si approfondiscono alcune

Dettagli

Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica L origine della norma e l evoluzione della disciplina

Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica L origine della norma e l evoluzione della disciplina APPROCCIO PER COMPONENTI E SEPARAZIONE TERRENO- FABBRICATI NEI BILANCI REDATTI CON LE NORME CODICISTICHE ALLA LUCE DEI NUOVI PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI di Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica

Dettagli

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale Protocollo N. del. Deliberazione N. del ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI Proposta N. 66 del 24/03/2015 SERVIZIO SERVIZI SOCIALI Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Dettagli

Il consolidamento negli anni successivi al primo

Il consolidamento negli anni successivi al primo Il consolidamento negli anni successivi al primo Il rispetto del principio della continuità dei valori richiede necessariamente che il bilancio consolidato degli esercizi successivi sia strettamente dipendente

Dettagli

LE PMI ITALIANE: UN QUADRO INTRODUTTIVO (a cura di Cenciarini R.A., Dallocchio M., Dell Acqua A., Etro L.L.)

LE PMI ITALIANE: UN QUADRO INTRODUTTIVO (a cura di Cenciarini R.A., Dallocchio M., Dell Acqua A., Etro L.L.) cap 01 libro finanza 22-04-2005 11:22 Pagina 13 CAPITOLO PRIMO LE PMI ITALIANE: UN QUADRO INTRODUTTIVO (a cura di Cenciarini R.A., Dallocchio M., Dell Acqua A., Etro L.L.) INTRODUZIONE Le piccole e medie

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

CONCILIAZIONE NELLA POLITICA DELE PARTI SOCIALI Roma, 2 ottobre 2012

CONCILIAZIONE NELLA POLITICA DELE PARTI SOCIALI Roma, 2 ottobre 2012 CONCILIAZIONE NELLA POLITICA DELE PARTI SOCIALI Roma, 2 ottobre 2012 ACCORDI SINDACALI BITRON SpA IL CONTESTO Il Gruppo Bitron è presente nella provincia di Cuneo con due unità produttive In provincia

Dettagli

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa Le parti, nel ritenere che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere mezzo idoneo ad agevolare l incontro fra domanda e offerta di lavoro, ne confermano

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE

IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE IL MARCHIO E LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE Le immobilizzazioni immateriali sono caratterizzate dalla mancanza di tangibilità

Dettagli

Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due

Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due decenni più tardi, nel 2001, solo lo 0,98 per cento della popolazione del pianeta risiede ancora nel nostro Paese. La perdita

Dettagli

ZHEJIANG YUEJIN IMPORT & EXPORT CO. LTD - Cina. Data evasione. Rev. 1 Marzo 2010 FAC_COR098

ZHEJIANG YUEJIN IMPORT & EXPORT CO. LTD - Cina. Data evasione. Rev. 1 Marzo 2010 FAC_COR098 Vs. richiesta su ZHEJIANG YUEJIN IMPORT CO LTD - Cina Recte ZHEJIANG YUEJIN IMPORT & EXPORT CO. LTD - Cina Cliente ALFA SPA Data evasione Redattore E.L./FC Rev. 1 Marzo 2010 FAC_COR098 Zhejiang Yuejin

Dettagli