Il Patrimonio culturale un opportunità per superare la crisi

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1 Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure Il Patrimonio culturale un opportunità per superare la crisi Forum P.A. 20^ Mostra Convegno dell Innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni e nei Sistemi Territoriali ROMA Maggio 2009 Nuova Fiera di Roma Via Portuense, 1455 Ingresso Porta Nord Edizioni MP MIRABILIA

2 Il Patrimonio culturale un opportunità per superare la crisi Forum P.A. 20^ Mostra Convegno dell Innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni e nei Sistemi Territoriali ROMA Maggio 2009 Nuova Fiera di Roma Via Portuense, 1455 Ingresso Porta Nord

3 Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure Direttore Generale Maddalena Ragni FORUM P.A. XX Mostra Convegno dell innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni e nei Sistemi Territoriali Il programma di partecipazione, progettazione e realizzazione opuscolo, materiali grafici e stand, organizzazione convegno e incontri allo stand, è stato organizzato dal: Servizio IV - Comunicazione e Promozione Responsabile Antonella Mosca con Costanza Barbi, Monica Bartocci, Antonella Corona, Francesca D Onofrio, Rossella Flenghi, Maria Cristina Manzetti, Anna Napoleoni, Maria Tiziana Natale, Amedeo Natoli, Simona Pantella, Susanna Puccio, Maria Siciliano Rapporti con i media Vassili Casula Comunicazione multimediale Alberto Bruni, Renzo De Simone, Francesca Lo Forte, Emilio Volpe Amministrazione Laura Petracci Supporto operativo allo stand Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici de Lazio Referente Anna Maria Romano

4 Sommario Presentazione Maddalena Ragni Le Pubblicazioni degli Archivi di Stato: l Agenda 2009 Elena Lume, Maria Teresa Piano Mortari La banca dati delle rappresentazioni teatrali nel periodo fascista Antonella Ottai, Carla Maria Ricci con Maria Angela Arceri, Gianni Pingue e Gilda Signoretti Archiviazione, protocollo informatico e conservazione del digitale: un laboratorio didattico Paolo Franzese L attività didattica negli Istituti archivistici: il progetto Cinema e archivi presso l Archivio di Stato di Roma Michele Di Sivo, Elvira Grantaliano con Emanuela Pistilli, Patrizio Scopino Archeologia Subacquea e Archeologia Preventiva Luigi Fozzati, Claudio Moccheggiani Carpano Concorso fotografico - Strade, Piazze e Monumenti Isabella Cianfarani Percorsi di ricerca fra i capolavori delle gallerie fiorentine. Nuove modalità di fruizione Maria Sframeli, con la collaborazione di Parallelo sas di Filippo Fineschi Valorizzazione e fruizione del patrimonio Adriana Martinoli, Alfredo Esposito La promozione culturale in tempo di crisi nell esperienza della Biblioteca nazionale centrale di Roma Angelina De Salvo Banca dati: Immagini della Grande Guerra Stefania Murianni I progetti dell Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche Rosa Caffo Progetti Europei. I musei europei in rete: il progetto ATHENA Marzia Piccininno MICHAEL Giuliana De Francesco Attività di Programmazione del Ministero per I Beni e le Attività Culturali per l anno 2008 Paolo D Angeli Indagine sui Servizi Culturali Pubblici. Il MiBAC dialoga con il cittadino: un iniziativa di qualità Mariantonietta Leone Indagine sui Servizi Culturali Pubblici. Metti le ali alla Comunicazione Antonio Piscitelli, Angelina Travaglini Indagine sui Servizi Culturali Pubblici. Qualità e soddisfazione dell utenza Anna Maria Stramondo Indagine sui Servizi Culturali Pubblici. Una sinergia di intenti Maria Laura Bacci, Antonio Guglielmi Indagine sui Servizi Culturali Pubblici. Progettazione ed elaborazione questionari per archivi, biblioteche e musei/monumenti/aree archeologiche Stefania Mileto, Nadia Tamasi Indagine sui Servizi Culturali Pubblici. Giornata nazionale di formazione per la rilevazione sul campo Anna Maria Trimarchi Progetto Cultura a Porte Aperte Antonella Mosca 2012: l Innovazione Tecnologica come leva per la Gestione, Fruizione e Conservazione dei Beni Culturali Antonia Pasqua Recchia Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d Italia Misura 1.3 Tecnologie per la tutela delle risorse culturali e ambientali Maria Concetta Cassata, Gabriella Cetorelli Schivo

5 URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico: Continuità ed innovazione Gaspare Carlini CulturaItalia, un patrimonio da esplorare Sara Di Giorgio Museo & Web: l esperienza del Progetto MINERVA per i musei e le altre istituzioni culturali Maria Teresa Natale Aperti al territorio. VADEMECUM Fabio De Chirico La collezione dei dipinti della Banca Carime: dal caveau alla Galleria Nazionale di Cosenza Giuseppina Mari Parla con noi I nuovi strumenti di comunità della Biblioteca Universitaria di Napoli Raffaele De Magistris Concorso nazionale Premiamo i risultati. Progetto Estensione dei Circoli d Ascolto Organizzativo a tutte le sedi dell Amministrazione. Idee progetto per recuperare efficienza Stefania Ugatti, Sara Roberto Progetto di Valorizzazione del Museo Naborre Campanini e del Castello di Canossa (RE) Lorella Alderighi Il futuro dei Beni Culturali: comunicare e promuovere Luciano Marchetti Al Forum P.A. in mostra una città per tutti: MILANO SULLE DITA Cristina Ambrosini, Manuela Rossi Navigare in Sias e nel Mediterraneo On-Line Pamela Galeazzi Cantieri Aperti Emilio Izzo Il patrimonio culturale, un opportunità per superare la crisi Marco Carassi Rassegna prospettiva delle mostre istituzionali Clara Vitulo CCTPC - Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Call Center ALES - Arte Lavoro e Servizi S.p.A. Cofathec Servizi S.p.A. PIS n Progetto

6 La crisi economica mondiale che stiamo attraversando chiede a tutti, e in particolare alle Pubbliche Amministrazioni, di mettere in campo nuove ed efficaci strategie per far fronte alle difficoltà del momento con una progettualità che guardi al futuro. L edizione 2009 di FORUM P.A. raccoglie con coraggio la sfida puntando sull unica carta sempre vincente nei momenti di crisi: la forza delle idee. Il tema di quest anno, infatti, si propone di mettere in luce come la PA e i sistemi territoriali possano recuperare efficienza attraverso le idee e l innovazione per una pubblica amministrazione che funzioni meglio e costi meno. Già l edizione dello scorso anno aveva messo in evidenza alcune criticità della P.A. e aveva annunciato una serie di cambiamenti possibili. Oggi è necessario fare il punto su quanto è stato realizzato e quanto c è ancora da fare, dando conto delle iniziative annunciate e del loro stato di avanzamento. Il MiBAC partecipa quest anno con lo slogan Il patrimonio culturale un opportunità per superare la crisi nella convinzione che il Patrimonio culturale costituisca un inestimabile ricchezza che può rappresentare la fonte principale di una crescita sociale ed economica diffusa. La cultura, infatti, è un fattore fondamentale di coesione e di integrazione sociale: le attività culturali stimolano l economia e le attività produttive, con ricadute positive su scambi, redditi e occupazione. Tuttavia, l attuale periodo di crisi e i pesanti tagli che le risorse destinate alla cultura hanno subito, rendono indispensabili alcune azioni rapide ed efficaci che possano affiancarsi a quelle già sperimentate. E importante puntare l attenzione su alcuni criteri sui quali è necessario lavorare per una migliore gestione e fruizione del Patrimonio: dall impiego delle nuove tecnologie e di abilità professionali elevate e certificate, al coinvolgimento delle Università nelle attività didattiche e di ricerca e nella definizione di profili professionali, percorsi formativi e forme di accreditamento degli addetti del comparto; dal riordino dei processi di crescita territoriale e nazionale, alla qualificazione delle risorse umane impegnate nel settore; dalla riorganizzazione delle relazioni amministrative, all introduzione di incentivi fiscali e al rafforzamento delle relazioni con le imprese private. Nell ottica dunque di migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione per renderla sempre più al servizio del cittadino, quale fruitore di beni e servizi, e per testimoniare come le amministrazioni possano essere orientate verso comportamenti più trasparenti, in grado di instaurare rapporti fiduciari con gli utenti, il MiBAC ha avviato una serie di progetti. Tra questi si segnala Cultura a porte aperte, che è nato con il duplice intento di dare la massima trasparenza all organizzazione istituzionale del MiBAC in sette regioni del Mezzogiorno e di creare un momento di confronto-incontro con le istituzioni pubbliche e private che operano nel settore dei beni culturali per la loro tutela, conservazione e valorizzazione. In un ottica simile va letta la partecipazione del MiBAC a Premiamo i Risultati, concorso promosso dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l Innovazione - Dipartimento della Funzione Pubblica, finalizzato a premiare i risultati e a valorizzare gli esempi di buona amministrazione. Il MiBAC concorre con il progetto Indagine sui servizi culturali pubblici. Il progetto conduce la prima indagine nazionale sulla soddisfazione dell utenza nei luoghi statali della cultura e ha come obiettivo il miglioramento della qualità dell offerta dei servizi culturali, attraverso la conoscenza delle differenti tipologie di utenza e la maggiore attenzione alle loro richieste diversificate. La ricerca si svolge con la partecipazione della Facoltà di Sociologia dell Università La Sapienza di Roma e l Ufficio di Statistica del MiBAC. L indagine sulla rilevazione della soddisfazione degli utenti negli Istituti territoriali aperti al pubblico rappresenta un importante momento di verifica dell operato della pubblica amministrazione e nasce da un esigenza di confronto con l utenza, sempre più consapevole del suo ruolo di stimolo all efficacia dell azione amministrativa. Va, infine, ricordato che le potenzialità economiche e occupazionali offerte dall industria del tempo libero e del turismo appaiono ancora in parte inespresse e richiedono la messa a punto di

7 una strategia in grado di integrare i settori cultura, ambiente e turismo anche attraverso la concertazione degli interventi tra tutte le componenti che concorrono al governo del territorio: Stato, Regioni e Enti locali. A questa va comunque affiancato il sostegno che può offrire il mondo del privato, con la consapevolezza che la cultura non può essere considerata avulsa dal sistema socio-economico, di cui, anzi, le risorse culturali sono una specifica potenzialità di sviluppo. Il messaggio che il MiBAC vuole, quindi, lanciare al FORUM P.A è che, pur in un periodo di crisi economica generale nel quale viene avvertita, in maniera sempre più pressante, la necessità di contenere i costi pubblici, non bisogna dimenticare che investire sul Patrimonio culturale rimane una scelta vincente, in quanto portatrice di notevoli potenzialità economiche e sociali. Maddalena Ragni Direttore Generale per i bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure

8 Le Pubblicazioni degli Archivi di Stato: l Agenda 2009 Elena Lume, Maria Teresa Piano Mortari La Direzione Generale per gli archivi cura l edizione della «Rassegna degli Archivi di Stato», periodico quadrimestrale nato nel 1955 in prosecuzione delle «Notizie degli Archivi di Stato», il cui primo numero risale al 1941; attende pure alla pubblicazione di sei collane: Strumenti, Saggi, Fonti, Sussidi, Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, Archivi italiani, e anche di volumi Fuori collana. Il catalogo delle edizioni è giunto a contare circa 600 titoli relativi a inventari di fondi archivistici, guide di archivi, edizioni di fonti, regesti, cataloghi di mostre documentarie, scritti di archivistica e saggi di storia istituzionale. Dal 2007 è stata avviata la pubblicazione on line, a testo pieno e scaricabile gratuitamente, dei volumi editi nelle collane degli Archivi di Stato e dei fascicoli della «Rassegna degli Archivi di Stato». Attualmente sono inseriti in linea i testi editi a partire del 2000, ma si intende rendere consultabile l intera produzione editoriale (www.archivi.beniculturali.it/pubblicazioni-free.html). Su una via intermedia tra Collane degli Archivi di Stato e volumi fuori collana, ha preso il via dal 1989 la pubblicazione dell Agenda degli Archivi di Stato, con fini promozionali e divulgativi. L iniziativa editoriale costituisce ormai un appuntamento fisso per i collezionisti e per una vasta utenza. Risponde a un duplice intento: promuovere la conoscenza dell attività istituzionale svolta a livello centrale e periferico dall Amministrazione archivistica (fornendo anche una serie di informazioni pratiche, come indirizzi e numeri di telefono) ed esemplificare, attraverso le immagini dei documenti tratti dagli Archivi di Stato - dedicate ogni anno ad un tema specifico - le inesauribili potenzialità del patrimonio archivistico italiano. Per l ampiezza dell indagine e per la varietà degli argomenti di volta in volta trattati, le Agende si sono gradualmente trasformate nel corso del tempo in strumenti autonomi di ricerca, delineando con le immagini e relative didascalie percorsi spesso imprevedibili e dimostrando come il documento, anche quando si caratterizza per una forma dimessa, priva di qualsiasi fascino estetico, o per un contenuto apparentemente anonimo, riesce a schiudere - a chi sappia leggerlo con la dovuta attenzione - prospettive inedite e interessanti. DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI Servizio III - Valorizzazione, promozione, formazione e rapporti internazionali Direzione Generale per gli Archivi Direttore Generale: Luciano Scala Coordinamento per la comunicazione: Patrizia Ferrara Via Gaeta 8/A ROMA Tel Fax Servizio III - Valorizzazione, promozione, formazione e rapporti internazionali Dirigente: Patrizia Ferrara Tel Fax

9 8 I temi trattati dalle 20 edizioni passate hanno riguardato argomenti sia di tipo strettamente archivistico, come la cartografia, l iconografia araldica, la sigillografia, la miniatura, sia storici e sociali come la scoperta del Nuovo Mondo, la II guerra mondiale, lo sport, la donna, la musica, l acqua; senza tralasciare quello, sempre attuale, della nascita e formazione dell Europa unita. Il tema prescelto per l anno 2009 è stato quello dell infanzia: ancora oggi uno degli ambiti di maggiore criticità in tutto il mondo, come attesta il Rapporto Unicef redatto sull infanzia nel Nella documentazione conservata dagli Archivi di Stato i fanciulli sono poco presenti, con la sola eccezione del periodo fascista, quando le organizzazioni giovanili rappresentano un pilastro del sistema politico, educativo e sociale del regime. Per i figli delle elite politico-culturali ed economiche la documentazione presente negli archivi privati di famiglie e persone contribuisce ad evidenziare i più vari aspetti della loro esistenza; per i bambini della piccola e media borghesia e delle classi disagiate sussistono invece tracce nella sola documentazione pubblica per lo più inerente a criticità sociali, quali abbandono, emigrazione, problemi sanitari, sfruttamento del lavoro minorile. Lungo e impegnativo, pertanto, il lavoro di ricerca per tracciare un quadro equilibrato tra criticità e normalità dell infanzia. Sono state individuate, nelle fonti archivistiche più disparate, immagini e documenti dello stesso genere per ceti sociali diversi e utilizzate cartoline d epoca, illustrazioni tratte dall editoria scolastica e di svago, fotografie, immagini pubblicitarie, materiale preparatorio per cartoni animati, disegni realizzati da bambini, modelli e marchi di fabbrica e molto altro ancora. La ricerca ha coinvolto tutti gli Istituti archivistici, i cui funzionari hanno saputo con sensibilità individuare e costruire i percorsi di ricerca più interessanti e significativi per avvicinare, ancora una volta, il pubblico - non solo di addetti ai lavori - alla scoperta della storia raccontata in modo leggero e scientifico grazie alla multiforme potenzialità della documentazione archivistica.

10 La banca dati delle rappresentazioni teatrali nel periodo fascista Antonella Ottai, Carla Maria Ricci, con Maria Angela Arceri, Gianni Pingue e Gilda Signoretti Il progetto, frutto di una convenzione fra Direzione Generale per gli Archivi (DGA) e Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo dell Università Sapienza di Roma, nasce dall elaborazione di due database già esistenti eseguiti dall Archivio centrale dello Stato (ACS) e dal Dipartimento appena citato. Il primo - relativo ai copioni sottoposti al nulla osta per la rappresentazione e per la trasmissione via radio, tratti dall archivio dell Ufficio Censura Teatrale (conservato presso l ACS) - fornisce dati inerenti a: nomi degli autori e delle opere, dei registi, dei riduttori, dei traduttori, dei musicisti; destinazione (T/R); compagnie teatrali, anno e luogo di rappresentazione. Va detto che i copioni teatrali e radiofonici cui è riferito il database sono , rispetto ai originari per una dispersione avvenuta prima dell acquisizione da parte dell ACS. Il secondo database, invece, implementato con i dati tratti dallo spoglio delle riviste Il Dramma e Radiocorriere e dal quotidiano Il Messaggero, riunisce, in particolare, i dati relativi a: nomi degli autori e delle opere pubblicate, nomi e biografie dei relativi attori, nomi degli autori e titoli delle recensioni sulle opere, saggi critici, analisi drammaturgica delle opere e trame dei lavori; date e orari delle trasmissione su reti radiofoniche locali e nazionali e della rappresentazione nei teatri romani. Fine primario del progetto è stato quello di produrre un unica banca dati, ricca degli elementi forniti da entrambi i database appena illustrati, integrando le informazioni e moltiplicando le prestazioni. Ad esempio la banca dati dell Università va a colmare le lacune dei circa 5000 fascicoli mancanti nella banca dati ACS, fornisce il riassunto della trama di tutti i lavori e le biografie degli attori e così via, mentre quella dell ACS fornisce i dati sui copioni respinti, dunque non pubblicati, o rimanda ai testi nella stesura pre-censura (che non compare nelle riviste), fornisce i dati sulle compagnie teatrali che hanno interpretato i copioni e così via. Il progetto si è articolato in due fasi. La prima ha comportato: correzione e implementazione della banca dati dell ACS con relativa ricerca archivistica presso l Istituto correzione e implementazione della banca dati dell Università con ricerche e riscontri bibliografici ulteriore spoglio di testate giornalistiche per arricchire i dati già esistenti nella banca dati dell Università creazione di un software per la ricerca e per la possibilità di incrociare i dati delle due banche dati e per la loro conservazione ottimizzazione per la pubblicazione delle banche dati sui siti della Direzione Generale per gli Archivi e dell Università DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI Servizio III - Valorizzazione, promozione, formazione e rapporti internazionali Direzione Generale per gli Archivi Direttore Generale: Luciano Scala Coordinamento per la comunicazione: Patrizia Ferrara Via Gaeta 8/A ROMA Tel Fax Servizio III - Valorizzazione, promozione, formazione e rapporti internazionali Dirigente: Patrizia Ferrara Tel Fax Archivio centrale dello Stato Soprintendente: Aldo G. Ricci Piazzale degli Archivi, 27 A Roma Tel Fax È stato così prodotto un primo database che raccoglieva e metteva a disposizione i dati relativi al periodo , quali risultano dalle seguenti fonti: 1) Ufficio Censura Teatrale del Ministero della Cultura Popolare presso l Archivio centrale dello Stato (oltre occorrenze) 2) Programmazione teatrale romana rilevata dal quotidiano Il Messaggero (oltre occorrenze) 3) Programmazione della prosa radiofonica, rilevata dal Radiocorriere (oltre 3000 occorrenze) 4) Opere pubblicate nella rivista specializzata quindicinale Il Dramma (550 titoli) 9

11 Si trattava di archivi testuali tra loro connessi attraverso i nomi degli autori e i titoli delle opere, che rendevano possibili le seguenti interrogazioni: Anagrafica degli autori (suddivisa in categorie: autori e tipologie dei collaboratori, più la categoria Compagnia, che indica i nomi degli attori e gli eventuali cast delle opere rappresentate e radiotrasmesse. Titolo delle singole opere Anno e, dove possibile, giorno di presentazione delle opere all Ufficio Censura, di pubblicazione, di rappresentazione o di radiotrasmissione A complemento dei dati e della loro nuda ossatura, si è prodotto un primo corpo testuale, che lavorava intorno a due delle tre tipologie di interrogazione e che ha costituito una prima modellizzazione di quello che sarebbe diventato il database nella seconda fase di lavoro: - Titolo delle singole opere: a partire dal titolo delle singole opere era possibile, per le opere pubblicate nella rivista Il Dramma, consultarne le trame e per le più importanti, anche le recensioni. Era possibile inoltre sapere quali di questi titoli fossero presenti in video negli archivi della Rai, in edizioni videoregistrate negli anni della televisione. - Anno di presentazione delle opere alla Ufficio censura, di pubblicazione, di rappresentazione o di radiotrasmissione: A partire dai singoli anni presenti nel database era possibile consultare le tavole sinottiche relative agli eventi politici, culturali, teatrali e cinematografici in Italia e nel mondo. Proprio l esigenza di allestire un corpo consistente che attestasse la vita dello spettacolo negli anni presi in considerazione e che ne restituisse al meglio la cultura e la storia, in un ottica di archeologia della vita quotidiana non solo del teatro, ma della società italiana di quegli anni, ha portato ad integrare - sempre in regime di convenzione tra DGA e Università - la struttura appena descritta procedendo, nella seconda fase del progetto, all acquisizione ulteriore dei seguenti elementi: Iconografia relativa agli autori, alle opere e agli attori presente nelle diverse riviste dell epoca, teatrali e non. Abstract di tutti gli articoli delle riviste specializzate, in modo da restituire i temi del dibattito e le notizie teatrali ( Scenario e Il Dramma ) Ritratti degli attori, non solo nell iconografia, ma nei saggi che la critica del tempo ha loro dedicato (articoli integrali, formato immagine) Aneddotica di autori e attori (tratti dalla rubrica Termocauterio, regolarmente pubblicata su Il Dramma, articoli integrali, formato immagine) Biografie degli autori, tratte dalla comparazione di diverse pubblicazioni. Si è inoltre provveduto, sulla base di queste ulteriori acquisizioni, ad istituire una nuova e diversa consultazione per soggetti tematici, correlata e corredata dalla possibilità di istituire alcuni Forum sugli argomenti maggiormente dibattuti (nascita del radiodramma; la regia; i rapporti fra cinema e teatro, ecc..) nei quali immettere gli articoli integrali che li trattano acquisiti dalle diverse fonti (formato immagine). Tutto questo consentirà, in un momento successivo caldamente auspicabile, un rapporto di scambio e di reciproca integrazione con gli archivi della stessa tipologia di altre istituzioni (Istituto Luce, Rai, archivi privati, ecc..) in un modello comune rete informativa. Dal punto di vista della progettazione informatica, lo sviluppo di base è continuato in ambiente Access, con la possibilità di migrazione verso un sistema di database con pagine web dinamiche. 10

12 Archiviazione, protocollo informatico e conservazione del digitale: un laboratorio didattico Paolo Franzese Registrare e classificare i documenti in arrivo e in partenza è un attività di grande importanza e delicatezza dalla quale possono dipendere il buon funzionamento e l efficienza degli uffici e la qualità e la rapidità dei procedimenti amministrativi e quindi i servizi resi al cittadino utente. A queste operazioni infatti sono legate sia la possibilità di accertarsi che i documenti siano arrivati o partiti, sia l effettiva disponibilità dei fascicoli necessari per svolgere le attività e per supportare le decisioni. Quanti problemi e ritardi possono derivare dalle difficoltà di identificare e di ritrovare agevolmente un fascicolo o un documento necessario per stabilire il rilascio di un autorizzazione, per sviluppare un progetto, per attribuire un incarico o per versare contributi! Strumento indispensabile per evitare il verificarsi di queste quotidiane emergenze e garantire efficienza e speditezza al disbrigo dei procedimenti amministrativi, il registro di protocollo, in uso presso le pubbliche amministrazioni sin dal secolo XIX, è spesso corredato da titolari di classificazione che permettono di inquadrare tutta la documentazione di competenza di un ufficio o di un area di uffici in un sistema logico di categorie e di classi. I documenti, registrati con la rilevazione dell oggetto che ne sintetizza il contenuto, del nome del mittente o del destinatario e della data dell arrivo o della partenza, entrano a far parte dell archivio, ma hanno un loro posto determinato e rintracciabile solo se sono anche classificati. L adozione del protocollo informatico, che ha segnato il non facile passaggio dalle tradizionali procedure cartacee e quindi manuali a modalità di lavoro fondate sull uso di apparati tecnologici, ha condizionato il pieno utilizzo delle funzionalità offerte dall informatica all applicazione di nuovi criteri con cui affrontare i problemi legati all attività di protocollazione. Ampliando infatti la possibilità di condividere le informazioni e di accedervi, il protocollo informatico ha integrato le attività di registrazione dei documenti in un sistema in cui diventa indispensabile applicare e rispettare gli standard della descrizione archivistica e regole di comportamento conformi a schemi predefiniti. Difformità, errori e particolarismi non solo sono enfatizzati dai nuovi strumenti, ma comportano seri rischi di malfunzionamento dell intero sistema, a cui è affidato il delicato compito di gestire i documenti e i flussi documentali fra aree e fra titolari di responsabilità. Le risorse informative che contiene il protocollo vanno anche attentamente tutelate e quindi conservate secondo criteri e procedure via via standardizzate. Questi temi intende mettere a fuoco il seminario-laboratorio organizzato dalla Direzione Generale per gli archivi del Ministero per i beni e le attività culturali in occasione del Forum della Pubblica Amministrazione L iniziativa ha anche la finalità di incontrare operatori e responsabili della gestione documentale, prospettando loro adeguate soluzioni e suscitando un positivo scambio e confronto di esperienze. DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI Servizio II - Tutela e conservazione Direzione Generale per gli Archivi Direttore Generale: Luciano Scala Coordinamento per la comunicazione: Patrizia Ferrara Via Gaeta 8/A Roma Tel Fax Servizio II Tutela e conservazione Dirigente: Maria Grazia Pastura Tel Fax

13 DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI Archivio di Stato di Roma Direzione Generale per gli Archivi Direttore Generale: Luciano Scala Coordinamento per la comunicazione: Patrizia Ferrara Via Gaeta 8/A Roma Tel Fax Archivio di Stato di Roma Dirigente: Anna Pia Bidolli Corso del Rinascimento, Roma Tel Fax RM/index.html L attività didattica negli Istituti archivistici: il progetto Cinema e archivi presso l Archivio di Stato di Roma Michele Di Sivo, Elvira Grantaliano, con Emanuela Pistilli, Patrizio Scopino L iniziativa è nata nell ambito della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell Archivio di Stato di Roma (cattedre di Istituzioni del periodo giacobino e della restaurazione e Tribunali pontifici di antico regime) nel corso del biennio Partendo dalla visione del film Nell anno del Signore, realizzato nel 1969 da Luigi Magni, è stato ricostruito il contesto e le vicende storico-istituzionali che fanno da sfondo alla storia narrata dall opera cinematografica, analizzando la documentazione archivistica corrispondente al tema e al periodo, conservata dall Istituto. Si è guardato in particolare al processo ai carbonari Angelo Targhini e Leonida Montanari protagonisti nel film - condannati alla decapitazione nel 1825, consultando il fascicolo processuale, il diario del conforto ai condannati a morte, gli editti e i bandi. Si è guardato, inoltre, ai temi della condizione della minoranza ebraica nello Stato pontificio, dell amministrazione della giustizia, della leggendaria maschera di Pasquino. Il progetto didattico, che ha anche prodotto una video-intervista al regista Luigi Magni sulle curiosità, vicende e modalità realizzative del film, è articolato in due parti la prima: la storia nel film, dedicata agli eventi e ai personaggi rappresentati nell opera, affronta il rapporto tra fonte, tradizione e invenzione artistica attraverso la presentazione, la lettura e il commento di brani tratti dalla documentazione. In particolare, vengono associate alcune scene del film molto significative, alla presentazione e alla lettura di brani tratti dalla documentazione storica, offrendo spunti di riflessione sui diversi piani di lettura degli eventi: dall interpretazione cinematografica alla verità rilevabile nei documenti originali. La seconda parte: la storia del film, ripercorre le tappe del progetto cinematografico, dall elaborazione della sceneggiatura, alla messa a punto del cast, alla scelta dei protagonisti, all ambientazione in esterno e in interno, alla retribuzione degli autori e del personale tecnico fino alla completa realizzazione, basandosi sulla documentazione dei fascicoli cinematografici conservati dall Archivio centrale dello Stato. 12

14 Archeologia Subacquea e Archeologia Preventiva Luigi Fozzati, Claudio Moccheggiani Carpano 1. L introduzione delle norme sull archeologia preventiva ha sancito di fatto quella che era già prassi consolidata nella maggior parte delle Soprintendenze per i Beni Archeologici: il controllo preventivo sul tracciato e nelle aree d intervento delle grandi opere pubbliche programmate. Si trattava di autostrade, ferrovie, linee tranviarie, metropolitane, aeroporti, etc. In qualche caso, anche aree sommerse: nuovi porti o manutenzione straordinaria di quelli esistenti, grandi opere come il MOSE a Venezia, dragaggio di corsi d acqua, opere idrauliche per la messa in sicurezza del territorio, etc. Le nuove norme, espressamente riprese nel Decreto Legislativo n.42 del 2004 (Codice dei Beni Culturali), hanno pertanto consolidato una linea dettata dal buon senso e dalla cultura -è il caso di dirlo- di numerosi dirigenti della pubblica amministrazione: posti davanti all esigenza di tutelare la propria azienda dall incognita rappresentata dalla scoperta archeologica, hanno spesso anticipato lo stesso desiderio dei funzionari delle Soprintendenze territoriali in continua apprensione per un territorio vieppiù aggredito e digerito da infrastrutture di ogni tipo. La valutazione dell impatto archeologico con l individuazione delle aree critiche immediatamente sottoposte a verifica e l assistenza specializzata a tutte le opere movimento terra hanno per alcuni decenni risolto nella pratica il problema della tutela archeologica di tipo preventivo. 2. L approvazione di norme specifiche in materia di archeologia preventiva non ha pertanto colto di sorpresa il variegato mondo delle pubbliche amministrazioni né il settore privato più sensibile, bensì il mondo dell archeologia italiana: sia i funzionari delle Soprintendenze sia le Università. I primi hanno sorriso, gradendo un iniziativa che si ricordava stranamente di loro e del loro oscuro operato; i secondi hanno colto solo l aspetto economico dell innovazione normativa, trascurando il lato più importante: quello della formazione accademica, tuttora, perlopiù, disattesa. Pertanto, nelle more che vengano stabilite nuove regole in relazione a chi possa professionalmente procedere ad effettuare validazioni procedurali su progetti di varia entità territoriale, tutto continua utilizzando il buon senso, come dimostra la recentissima avventura del Consorzio Galsi per la posa del gasdotto dall Algeria alla Toscana. Questo progetto mediterraneo ha saggiamente dato luogo in prima battuta ad una serie di verifiche del tracciato sottomarino: le moderne tecnologie hanno consentito di scoprire il relitto dell incrociatore francese Danton della Seconda Guerra Mondiale, naufragato su attacco tedesco a sud della Sardegna. DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHEOLOGICI Sezione Tecnica per l Archeologia Subacquea Direzione Generale per i Beni Archeologici Direttore Generale: Stefano De Caro Via di San Michele, Roma Tel Fax Sezione Tecnica per l Archeologia Subacquea Via di San Michele, Roma Tel /4769/4767 Fax

15 3. Proprio l archeologia subacquea italiana sembra dover godere dei maggiori risultati positivi dall approvazione delle nuove norme sull archeologia preventiva. Infatti, porti industriali e porti turistici, modifiche alla linea di costa, posa di condutture e reti tecnologiche, etc., sono oggi sistematicamente sottoposti a valutazione di impatto archeologico: ciò vale per mari, lagune, fiumi, laghi. O, meglio, dovrebbe valere, perché in realtà quello che spesso manca è il metodo della ricerca preventiva. Il Progetto Archeomar ha messo a punto in proposito un metodo che può funzionare. Il Mar Mediterraneo è un immenso museo subacqueo: migliaia e migliaia di relitti, dalla preistoria alla modernità; strutture portuali; abitati, ville, peschiere, cave. La storia dell uomo che ha scelto il mare come luogo del proprio vivere, lavorare e commerciare ha trovato nell acqua salata del Mare nostrum quell ambiente favorevole alla conservazione delle proprie vestigia che oggi ritroviamo sotto l acqua delle nostre coste e dei nostri fondali. Se l avventura dell archeologia subacquea è cominciata già nel XV secolo con i vari tentativi di recupero delle famose navi romane del Lago di Nemi vicino a Roma, è solo dall ultimo dopoguerra in poi che si è via via affermata con l invenzione dell autorespiratore ad aria la moderna e attuale archeologia subacquea o archeologia delle acque con le sue varie articolazioni ambientali: archeologia marina, archeologia lacustre, archeologia lagunare, archeologia fluviale, archeologia ipogeica e archeologia navale. Da sempre messa in crisi dai numerosi clandestini, l archeologia subacquea ha bisogno di precisi strumenti per la tutela dei siti sommersi. La tutela archeologica presuppone la conoscenza del territorio. Nonostante l ovvietà di questa affermazione, l Italia non possiede una mappa dei propri siti sommersi. L autunno del 2002 ha quindi riservato una sorpresa per l archeologia subacquea italiana: i mari italiani avranno la prima cartografia scientifica dei siti archeologici sommersi, operazione per la quale è stato varato il Progetto Archeomar. Archeomar scaturisce dalla legge n. 264 dell 8 novembre 2002, che all articolo 13 recita: Censimento dei beni archeologici sommersi nei fondali marini. È autorizzata la spesa di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004 a favore del Ministero per i beni e le attività culturali per la realizzazione del censimento dei beni archeologici sommersi nei fondali marini delle coste delle regioni Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. La legge 264 stabilisce pertanto una priorità chiara e precisa: la necessità di realizzare un censimento. Poiché ogni censimento, secondo i moderni criteri topografici, ha come sede naturale di destinazione la cartografia archeologica, il progetto Archeomar è stato concepito con questa specifica funzione pratica. In altre parole, l obiettivo del progetto consiste nel superamento della scoperta casuale mirando alla ricerca programmata, attraverso una metodologia interdisciplinare finalizzata a realizzare una moderna cartografia vettoriale e una banca dati. 4.-Per un archeologia preventiva in archeologia subacquea: il metodo Archeomar Il metodo Archeomar prevede quattro fasi distinte di attuazione. La prima consiste nella raccolta dei dati informativi derivati da progetti vari sviluppati precedentemente: Rilevamento dei reperti archeologici e altri beni giacenti sul fondo marino prospiciente la costa calabra e Maratea ( ); Porti e approdi nell antichità dalla preistoria all alto medioevo (I Fase 1990); Porti e approdi nell antichità dalla preistoria all alto medioevo (II Fase ); Siti e relitti antichi sommersi nei mari italiani ( ). La raccolta attingerà inoltre a tutti i dati utili reperibili nelle più diverse sedi; non solo ovviamente le di- 14

16 verse Soprintendenze coinvolte nel territorio, ma anche altre amministrazioni, nonché privati cittadini come pescatori e operatori di diving centers. Per questa prima riorganizzazione è stata studiata una "scheda di sito archeologico subacqueo". I materiali, attentamente verificati, serviranno anche come orientamento per la ricerca in acqua. La seconda fase riguarda l acquisizione di dati geomorfologici (ricostruzione delle linee di costa per il mare, delle linee di costa e del livello dell acqua per i laghi, delle aste fluviali per i corsi d acqua di superficie, della dinamica morfologica per le lagune), di dati dalla letteratura greca e latina e di dati archivistici (per le epoche post-classiche) La terza fase, più impegnativa, comprende prospezioni e rilevamenti subacquei, con l impiego di archeologi subacquei e navali e di sofisticate attrezzature. Occorre disporre di una appropriata piccola flotta composta da navi oceanografiche, attrezzate con laboratori in grado di effettuare analisi di geologia marina e apparecchiature per la prospezione strumentale (Side Scan Sonar, Sub-bottom Profiler, magnetometri e ecoscandagli tipo MULTIBEAM; sistemi topografici satellitari DGPS; 3 ROV filoguidati e eventualmente imbarcazioni minori di appoggio). Inoltre è consigliato l impiego di mini sommergibili di ultima generazione, che consentono agli archeologi la prospezione fino a 500 metri di profondità. La quarta fase è mirata all interpretazione finale dei dati, alla schedatura e all eventuale nuova documentazione (recupero di reperti). I risultati vengono raccolti in un database territoriale integrato, organizzato su una piattaforma informatica GIS (Sistema Informativo Territoriale), utile anche per la messa a punto di piani di tutela. Questa quarta fase consente di fornire una valutazione d impatto archeologico molto attendibile, sulla quale monitorare le opere in progetto, orientando le eventuali scelte territoriali da compiere in fase definitiva e pre-esecutiva. Resta sempre, comunque, nella fase esecutiva, la possibilità di richiedere un assistenza specializzata durante l intervento per una garanzia ottimale di rispetto di aree potenzialmente a rischio archeologico. Quali sono gli handicap di questo rigoroso metodo? L interdisciplinarietà dell èquipe di ricerca, i costi e, soprattutto, i tempi, che comunque sono relativi all estensione del territorio interessato: non meno di 6 mesi. 15

17 DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHITETTONICI, STORICO ARTISTICI ED ETNOANTROPOLOGICI Direzione Generale per i Beni Architettonici, Storico Artistici ed Etnoantropologici Direttore Generale: Roberto Cecchi Coordinatore per la comunicazione: Isabella Cianfarani Via di S. Michele, Roma Tel Fax Concorso fotografico - Strade, Piazze e Monumenti Isabella Cianfarani Tra le finalità condivise da questa Direzione Generale e il mondo della scuola vi è essenzialmente quella di educare alla frequentazione e alla conoscenza del patrimonio culturale aumentandone le occasioni di godimento, accrescendo le facoltà critiche dei giovani per abituarli ad una consapevolezza del valore e dei significati del Bene Culturale patrimonio collettivo da tutelare e conservare, forma di comunicazione e di espressione, strumento essenziale per la decodificazione di una realtà sempre più variegata e multiforme. È nato da queste considerazioni il concorso fotografico: Strade, piazze e monumenti, giunto alla sua quarta edizione, che ha dimostrato ancora una volta come una stretta collaborazione con il Ministero dell istruzione, dell Università della Ricerca (Agenzia Nazionale Autonomia Scolastica) riesca a produrre risultati molto interessanti e a suggerire dei percorsi didattici inusuali e ricchi di prospettive innovative sia per la nostra missione istituzionale che si fonda sulla valorizzazione dei beni culturali, patrimonio collettivo da tutelare e conservare, sia per l attivazione di nuove forme di conoscenza finalizzate al raggiungimento di una percezione più mirata e consapevole del Patrimonio Architettonico, Storico, Artistico ed Etnoantropologico. Il concorso fotografico ha visto quest anno la partecipazione di 29 scuole di ogni ordine e grado, evidenziando un percorso di educazione al patrimonio oramai consolidato e che a pieno titolo fa parte dei piani di offerta formativa, inserendolo in itinerari didattici, secondo una prospettiva interculturale finalizzata ad una analisi o artistica o antropologica di ciò che veniva proposto dalla fotografia. Infatti il linguaggio fotografico è uno strumento efficace per educare lo sguardo, per sviluppare le capacità di osservazione e per imparare a selezionare criticamente sia l oggetto da fotografare, sia il punto di vista dell osservatore. Altro elemento interessante, emerso dalla selezione dei contributi fotografici che hanno partecipato al concorso e tratto comune a tutte le scuole è la evidente potenzialtà immaginativa, espressiva e creativa che è stata maieuticamente evocata dal rapporto con un nuovo strumento espressivo. Nella scuola e nella società multiculturale nella quale operiamo,la pedagogia al patrimonio assume una nuova centralità: Impegnarsi nell educazione ad una fruizione più diretta del bene culturale significa agire non solo sui contenuti didattici ma anche sulle emozioni e motivazioni, sulle relazioni, sui significati e sui valori contribuendo a formare una consapevolezza della propria identità culturale e allo stesso tempo abituare alla comprensione della diversità. Gli stili e le tecniche fotografiche, che si possono ammirare nel DVD che abbiamo realizzato, sono variegate, ma comunque è impossibile non farsi catturare dal fascino magnetico di queste fotografie che ci raccontano di piazze, di palazzi di chiese, di mercati, di caseggiati, ma anche di scene di vita quotidiana e di persone la cui storia è colta nella sintesi dell immagine fotografica. L entusiasmo dimostrato da coloro che hanno partecipato a questa iniziativa (allievi e docenti) ha mostrato come sia possibile creare un approccio al bene culturale più attento e consapevole differenziando le categorie dei fruitori. Occorre infatti modulare delle occasioni multiformi per avvicinare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo al nostro Patrimonio anche utilizzando strumenti inusuali o sperimentali. 16

18 Percorsi di ricerca fra i capolavori delle gallerie fiorentine. Nuove modalità di fruizione Maria Sframeli, con la collaborazione di Parallelo sas di Filippo Fineschi Le Gallerie Fiorentine possiedono oltre opere conservate nei musei che costituiscono il Polo Museale (dagli Uffizi all Accademia, dalla Palatina a San Marco, dal Bargello ai Cenacoli e alle Ville medicee), nei depositi degli Uffizi, di San Salvi e di Pitti, oltre una consistente parte dislocata in chiese e istituzioni statali (Camera e Senato, Prefetture e Ambasciate) in Italia e all estero. A offrire una completa documentazione storica e iconografica delle opere d arte delle Gallerie è l Ufficio Ricerche della Soprintendenza che conserva i principali inventari, tiene la documentazione cartacea e fotografica delle opere, ne registra la movimentazione, riceve e dà informazioni a studiosi di tutto il mondo. L avvio dei processi di informatizzazione delle opere d arte ha reso necessario un processo di aggiornamento nelle modalità di lavoro dell Ufficio. Allo scopo di una migliore tutela, conoscenza e gestione del patrimonio, l Ufficio Ricerche ha già realizzato il catalogo elettronico delle opere contenute nell Inventario Generale dei dipinti, universalmente conosciuto come Inventario 1890 ( opere inventariate), che comprende la maggioranza dei dipinti che si trovano nei musei del Polo, strumento indispensabile per le ricerche sulle opere delle Gallerie Fiorentine e frequentemente consultato da studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Successivamente è stata completata l informatizzazione delle opere dell inventario della Galleria Palatina (887 voci), dell inventario delle Sculture, 1914 (1779 opere fra le quali i capolavori archeologici della Galleria degli Uffizi), dell Inventario delle Robbiane (95 opere) del Museo del Bargello e di quello delle Gemme (2753 voci che spaziano dagli antichi tesori di Casa Medici vasi, cammei e gioielli fino alle recenti acquisizione del Museo dei gioielli contemporanei). Con questo progetto si è inteso creare uno strumento nuovo per la gestione del patrimonio. La conversione in uno strumento informatico degli inventari e degli altri documenti dell Ufficio semplifica e arricchisce le possibilità delle ricerche e facilita il confronto tra le opere d arte e la documentazione di riferimento, ag- DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHITETTONICI, STORICO ARTISTICI ED ETNOANTROPOLOGICI Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze Direzione Generale per i Beni Architettonici, Storico Artistici ed Etnoantropologici Direttore Generale: Roberto Cecchi Coordinatore per la comunicazione: Isabella Cianfarani Via di S. Michele, Roma Tel Fax Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze Soprintendente: Cristina Acidini Ufficio Catalogo, Ufficio Ricerche e Archivio Storico Direttrice: Maria Sframeli Via della Ninna Firenze Tel Fax

19 giungendo nuove informazioni relative alle attribuzioni più recenti, ai passaggi di collocazione, ai restauri, ai precedenti inventari, alle mostre (dal 1865 ad oggi) e naturalmente alla documentazione fotografica digitale: è dunque una importante occasione di aggiornamento e verifica dei dati e delle conoscenze su ognuna delle opere. L opportunità di utilizzare le tecnologie offerte dall informatica è stata colta senza dimenticare l importanza degli inventari originali che sono stati completamente digitalizzati per permettere il confronto tra la voce inventariale e la sua nuova rappresentazione elettronica sfruttando tutte le potenzialità dell ipertestualità e aprendosi anche al di fuori degli uffici istituzionali per essere consultabile sul sito internet del Polo Museale Fiorentino. Attualmente l Ufficio sta procedendo all informatizzazione degli altri inventari delle Gallerie fiorentine, e in particolare degli Inventari delle Sculture, delle Maioliche e delle Medaglie del Museo del Bargello, dell Inventario San Marco e Cenacoli, San Marco e Comune, e dell Inventario degli Arazzi. Per quanto riguarda l Archivio Storico delle Gallerie Fiorentine sono già consultabili sul sito della nostra Soprintendenza gli indici delle filze che contengono il materiale documentario relativo alle opere e all amministrazione granducale prima, poi sabauda e infine dello Stato Italiano e i documenti prodotti da tutti gli Uffici e Istituzioni del Polo. Gli indici delle filze dal 1738 al 1940 possono essere quindi consultati in rete attraverso due modalità: la prima per anno, con una struttura ad albero, la seconda mediante ricerca libera sui termini presenti negli indici. Terminata questa fase di completamento degli indici, verrà avviata l informatizzazione dei contenuti dei fascicoli, che permetterà anche il collegamento con gli altri database (Inventari, Catalogo, Archivio Fotografico). 18

20 Valorizzazione e fruizione del patrimonio Adriana Martinoli, Alfredo Esposito La Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d Autore promuove e aderisce al progetto relativo alla Valorizzazione degli itinerari storici, culturali e religiosi. Tra i programmi ed i progetti in corso, quello inerente la Via Francigena riveste un ruolo determinante in termini di recupero storico, culturale e religioso nonché un ruolo strategico nella promozione turistico-culturale. La Via Francigena, che collega Canterbury con Roma, dichiarata dal Consiglio d Europa Grande Itinerario Culturale, si estende in cinque stati Europei ovvero Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Italia e Stato Vaticano e rappresenta un modello di riferimento nell ambito del progetto riguardante la Valorizzazione degli itinerari storici, culturali e religiosi. La Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d Autore, nell ambito delle attività connesse a tale progetto ha incaricato l azienda ItinerAria di effettuare il rilevamento dei dati cartografici e la messa appunto del percorso pedonale della via Francigena. Il 31 luglio 2008 i pellegrini sono stati accolti e ricevuti presso la sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal Ministro, Sen. Sandro Bondi per testimoniare l autentico valore di tale iniziativa che rientra a pieno titolo nell obiettivo di valorizzazione degli itinerari storici, culturali e religiosi. Per l occasione è stato realizzato un video multimediale con immagini significative del percorso: DIREZIONE GENERALE PER I BENI LIBRARI, GLI ISTITUTI CULTURALI ED IL DIRITTO D AUTORE Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d Autore Direttore: Maurizio Fallace Via Michele Mercati, Roma Tel Fax Il progetto ha alla base le premesse di voler: stabilire e seguire una metodologia comune nelle linee di intervento; valorizzare le proprie risorse e competenze tecnico-scientifiche acquisite nell ambito delle tecnologie per i beni culturali, della ricerca bibliografica ed archivistica, della catalogazione, delle applicazioni multimediali e della tecnologia digitale; incentivare nuove soluzioni ICT (Information, Communication & Technology) per la valorizzazione del patrimonio culturale per il marketing turistico-territoriale; rivolgere l attenzione ai giovani Europei; diffondere la conoscenza sugli Itinerari Culturali del Consiglio d Europa. E si prefigge molteplici obiettivi tra i quali: stendere la mappatura dei beni culturali nei luoghi interessati dal percorso, che, con continuità storica e attraverso un tracciato articolato, ha unito l Europa alla capitale della cristianità ed è stato riconosciuto dal Consiglio d Europa nel 2004, Grande Itinerario al pari del Cammino di Santiago; coinvolgere Regioni, Enti pubblici locali, associazioni, operatori sul territorio, Diocesi, Consiglio d Europa, anche per ciò che attiene all offerta culturale e turistica nei luoghi di interesse (ricettività, enogastronomia, feste e ricorrenze religiose, folklore, tradizioni popolari, ecc.); 19

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