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1 controllo ACQUISIRE il uno strumentario per PARLAMENTARI con cui RIPORTARE la BEI SUL GIUSTO BINARIO

2 La mission di Counter Balance: challenging the EIB consiste nel trasformare la Banca europea per gli investimenti in un istituzione aperta e progressista che persegua obiettivi di sviluppo sostenibile dell UE dando voce e autorità alle popolazioni che ne subiscono l operato. Indice generale La campagna è sostenuta da: Redatto da: Greig Aitkin Progettato da: Joke Lamon June Un gigante nell ombr 3 2. Dove ha sbagliato la BEI? Quando la trasparenza diventa invisibile Sviluppo alla rovescia Sostenere l insostenibile Responsabilità della BEI: NON ci si può ANCORA contare Riportare la BEI sul giusto binario Che cosa potrebbero fare i membri del Parlamento europeo Che cosa potrebbero fare i membri dei parlamenti nazionali 23 Questo documento è stato realizzato con l aiuto finanziario della Comunità europea. CEE Bankwatch Network si assume la responsabilità esclusiva dei suoi contenuti, che pertanto non esprimono in nessun caso le posizioni dell Unione europea.

3 3 4 Un 1. GiGANTE nell ombra La Banca europea per gli investimenti (BEI) esiste da oltre 50 anni. Eppure quando ne parli ti sembra di entrare in un mondo segreto, parallelo. Ma eccolo, il segreto: la BEI è il più grande prestatore del mondo. Lo sapevate che il suo secondo nome è Banca dell Unione europea o che i suoi azionisti sono i 27 stati membri dell UE? Se non lo sapevate, saprete senz altro che negli ultimi anni il Parlamento europeo ha visto crescere l importanza del proprio ruolo di controllo e definizione delle sue politiche future. i riflettori sull istituzione finanziaria dell UE a beneficio dei parlamentari di tutta Europa. Forse la BEI è davvero il maggior prestatore pubblico del mondo, ma non è affatto il più responsabile né il più sostenibile e nemmeno il più trasparente. È anche una delle istituzioni finanziarie internazionali meno conosciute. Crediamo ci sia un nesso tra la scarsità di dati sulla BEI in questi domini e il suo basso profilo pubblico. Perciò è cruciale estendere al massimo il controllo democratico sulla BEI e indurla a migliori comportamenti nell interesse di noi tutti. E chi meglio di voi, membri di un parlamento nazionale e del parlamento europeo, potrebbe mai rimediare a questo deficit democratico? In qualità di azionisti, gli stati membri dell UE hanno un grande impatto sulla strategia a lungo termine della BEI e sulla sua approvazione e sostegno di progetti concreti. I parlamentari nazionali possono influenzare gli atteggiamenti nazionali perché hanno rappresentanza nel consiglio di amministrazione della BEI, di solito attraverso il loro ministro delle finanze e il suo ministero. Il Parlamento europeo è direttamente coinvolto in alcuni processi politici che interessano la banca e gli eurodeputati hanno la possibilità di interrogare direttamente i suoi dipendenti su specifici progetti o redigere rapporti su temi correlati. Le occasioni di rafforzare il controllo democratico sulla BEI e sul suo funzionamento sono numerose. Questo strumentario illustrerà in breve i principali aspetti nei quali la BEI va migliorata e fornirà mezzi per influenzarne la politica potenziandone le prestazioni nei vari settori di attività. Fin troppo facile affermare che raramente una classe politica trascurerebbe istituzioni con un bilancio annuo di 61 miliardi di euro (2011); eppure nel caso della BEI la risposta alle due domande è fin troppo spesso un incredibile no. Con il presente strumentario si cerca di modificare la tendenza puntando LA BEI SARÀ PURE IL MAGGIOR PRESTATORE PUBBLICO DEL MONDO MA NON È AFFATTO IL PIÙ RESPONSABILE NÉ IL PIÙ SOSTENIBILE E NEPPURE IL PIÙ TRASPARENTE.

4 5 Un lungo cammino Attenzione in crescita 6 La BEI ha un lungo cammino alle spalle. Da quando operava esclusivamente nei sei paesi fondatori della Comunità economica europea (1958) sì è evoluta fino a diventare l odierno soggetto globale con un bilancio di 61 miliardi di dollari (2011). Negli ultimi anni bilancio e campo d azione della banca sono cresciuti con continuità ma il controllo democratico è rimasto indietro. La BEI sembra compiacersi del suo basso profilo. Un profilo che le permette di agire piuttosto liberamente. L ambiguità che le deriva dall essere una banca, avere carattere pubblico e non avere scopo di lucro non sembra preoccupare i suoi membri più di tanto. La BEI è guidata da banchieri ed è proprio la mentalità da banchieri a regnare sovrana nella sede del Lussemburgo. In altre parole molto spesso le istanze finanziarie di investimenti sicuri e buoni ritorni hanno prevalso sulle istanze ecologiche e sociali. Grazie a direttive ampie come quella di ampliare gli interessi e le politiche europee la BEI ha avuto carta bianca, favorita anche da un controllo democratico ridotto al minimo per decenni. Trasparenza, responsabilità e comportamenti sociali e ambientali, obiettivi chiave di qualsiasi seria istituzione UE, sono entrati nel mirino della BEI solo da poco: da quando la banca ha richiamato su di sé una maggiore attenzione e subito controlli più approfonditi. Ma va detto che in questi domini la BEI ha ancora molta strada da fare. GRAZIE A DIRETTIVE AMPIE COME QUELLA DI AMPLIARE GLI INTERESSI E LE POLITICHE EUROPEE LA BEI HA AVUTO CARTA BIANCA. La cultura bancaria chiusa e ben radicata della BEI venne chiaramente alla luce quando nel 1998 la società civile chiese di accedere alle carte. A quel tempo i dipendenti della banca risposero: Siamo responsabili solo verso il mercato. Una riforma dell accesso ai dati e altre importanti norme furono al centro della prima relazione del Parlamento europeo sulla BEI nel 1999, appena 40 anni dopo la sua costituzione! Da allora la società civile ha sollevato regolarmente delle critiche e ogni anno il Parlamento europeo pubblica raccomandazioni sulla necessità di maggiore trasparenza nei prestiti e di rapporti in cui la banca riferisca anche qualitativamente e non BANCA PUBBLICA NEL PUBBLICO INTErESSE solo quantitativamente sulle sue operazioni. In qualche misura la continua pressione esterna ha influito in positivo sulla posizione della BEI verso gli azionisti esterni. Le comunicazioni sono più aperte di dieci anni fa e la banca ha dedicato del tempo a discutere le proprie politiche e prassi con i vari azionisti. Il veto posto di recente dalla BEI sul commodity trader Glencore dopo una lettera aperta di 51 parlamentari europei (vedi più avanti) dimostra che la sensibilità della banca alle pressioni può portare risultati concreti. Anche il Trattato di Lisbona fu una vera svolta nel controllo del Parlamento europeo sulla BEI. Senza mezzi termini il Trattato dava alla banca mandato di promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso i prestiti esterni all UE. Il parlamento ne approfittò per acquisire un maggiore controllo ottenendo un potere codecisionale sul mandato di prestiti esterni della BEI. Il Trattato è un utile strumento, sia per il parlamento sia per la società civile, con

5 7 8 cui spingere la BEI a rendere conto del suo operato. In questi tempi di crisi economica inoltre la BEI ha catturato l attenzione dei responsabili politici. In un simile contesto il suo budget è passato dai 50 miliardi di euro del 2008 ai 78 miliardi del Da allora la BEI si è distinta finanziando progetti di ogni colore politico, dai prestiti obbligazionari UE al sostegno della primavera araba, dalla garanzia delle forniture energetiche dell UE al salvataggio delle sue banche. In tempi di grosse restrizioni del budget la BEI offre un alternativa allettante. La banca raccoglie denaro sui mercati finanziari dove la sua tripla A (1) le consente di prenderlo in prestito a buone condizioni. Ciò significa che può spendere senza gravare sul proprio bilancio. Sempre che tutto fili liscio. Per una banca, specie in periodi di incertezza economica, l eccesso di esposizione è un azzardo. E quando i prestiti non vengono restituiti tocca ai contribuenti sostenerne il carico. Più cresce la BEI, più aumentano i problemi. Se vogliamo che il massimo istituto finanziario impieghi il suo denaro nel pubblico interesse, la qualità dovrà prevalere sulla quantità e sarà più che mai necessario un impegno sulla sostenibilità. Gli ultimi dieci anni hanno dimostrato che con un maggiore controllo è possibile influenzare la BEI in positivo. Ma è anche vero che le cose si muovono troppo lentamente e che ci sono ancora da superare alcuni enormi ostacoli. Per farlo occorrono uno sforzo superiore e richieste di più ampio respiro. Il presente strumentario si concentra su alcuni dei problemi principali e spiega come orientare il gigante nell ombra verso una migliore direzione. SE VOGLIAMO CHE IL MASSIMO ISTITUTO FINANZIARIO IMPIEGHI IL SUO DENARO NEL PUBBLICO INTERESSE LA QUALITÀ DOVRÀ PREVALERE SULLA QUANTITÀ. 1: La sua tripla A tuttavia è stata minacciata in seguito alla retrocessione di alcuni azionisti della banca, gli stati membri. Una retrocessione richiederebbe alla BEI di prestare denaro a maggior costo, il che potrebbe renderlo irrilevante. DOVE 2. ha sbagliato la BEI SICUREZZA ENERGETICA DELL UE SVILUPPO SOSTENIBILE INVESTIMENTI IN PRIVATE EQUITY PARTENARIATI PUBBLICO/PRIVATO TRASPARENZA?

6 9 QUANDO 2.1 la trasparenza diventa invisibile Se alla fine degli anni 90 pretendeva di essere responsabile solo verso i mercati, negli ultimi dieci anni la BEI ha saggiamente modificato la propria strategia. Nella sua Politica di trasparenza la BEI informa che la trasparenza sulle modalità con cui prende le decisioni... rafforza la sua credibilità e la sua responsabilità verso i cittadini. La trasparenza contribuisce inoltre a migliorare l efficacia e la sostenibilità delle operazioni riducendo i rischi di corruzione.... (2) Per migliorare la propria immagine di istituzione trasparente, negli ultimi anni la BEI ha scelto come sua nuova sede un palazzo di vetro fatto costruire apposta in Lussemburgo. Ma come commenta il famoso architetto Helmut Jahn, purtroppo la trasparenza non coincide con la visibilità attraverso un edificio: non è un idea fisica ma un atto intellettivo. La messa in pratica del suo impegno alla trasparenza è proprio ciò con cui si scontra la BEI. Che opera ampiamente al di fuori del programma per l efficacia degli aiuti (3) e nel novembre del 2011 si è piazzata maluccio nell Indice di trasparenza degli aiuti comparendo in posizione molto arretrata rispetto alle altre istituzioni finanziarie internazionali. (4) Inoltre il Parlamento europeo (5) e le organizzazioni della società civile hanno ripetutamente sollecitato la BEI affinché operasse in modo più trasparente. In particolare i prestiti BEI tramite intermediari finanziari, in prevalenza banche commerciali e fondi azionari, pongono, a quanto sembra, seri problemi di trasparenza (6). Tali prestiti destinati alle piccole e medie imprese sono meno trasparenti dei normali prestiti diretti perché i destinatari finali restano anonimi. I prestiti sono tracciabili fino alla porta degli intermediari ma quel che accade dopo rimane un mistero per il pubblico. Sia gli intermediari sia la BEI sono ben lieti di ripararsi sotto la cosiddetta clausola di riservatezza aziendale contenuta nel contratto. 2: EIB, Transparency policy, p2, I.2, May 2011, 3: Il programma di efficacia degli aiuti fa riferimento all importanza del migliore aiuto per l eliminazione della povertà.. La Dichiarazione di Parigi (2005), pietra miliare del programma, è sottoscritta dalla comunità internazionale dei donatori, dai paesi in via di sviluppo e dalle organizzazioni della società civile. In essa sono definiti i 5 principi fondamentali su cui deve poggiare l aiuto allo sviluppo per essere efficace: armonizzazione, titolarità, allineamento, gestione dei risultati e responsabilità reciproca. Counter Balance, Corporate welfare and development deceptions, p. 11, 12, February 2010, 4: Publish What You Pay, Aid Transparency Index, November : European Parliament, Granting an EU guarantee to the EIB against losses under loans and guarantees for projects outside the EU, February 2011, 6: Counter Balance, Hit and run development, p 17, November I PRESTITI SONO TRACCIABILI DINO ALLA PORTA DEGLI INTERMEDIARI MA QUEL CHE ACCADE DOPO RIMANE UN MISTERO PER IL PUBBLICO. Ne consegue un flusso finanziario sempre più opaco e, come indica correttamente la politica di trasparenza della BEI, ciò accresce il rischio di corruzione, vedi il caso di James Ibori, ex governatore dello stato nigeriano del Delta ricco di petrolio. James Ibori scappò dalla Nigeria nell aprile 2010 in seguito all imputazione sollevata a suo carico dalla EFCC (Economic and Financial Crimes Commission) nigeriana che lo accusa di avere liquidato illegalmente i beni dello stato del Delta per restituire un prestito privato contratto mentre era governatore. Venne arrestato a Dubai e processato a Londra dove aveva trasferito gran parte del denaro rubato. Nell aprile 2012 è stato dichiarato colpevole di essersi appropriato indebitamente di fondi pubblici nigeriani per milioni di dollari e condannato a 13 anni di carcere. Ibori è una figura archetipica dell élite corrotta che usava il proprio potere e la propria posizione ordendo piani per arricchire sé stessa e il proprio entourage. Il suo nome compariva nel casellario giudiziario del Regno unito e nel 2007 un tribunale britannico congelò beni probabilmente di sua proprietà pari a 35 milioni di dollari USA. Publish what you fund, 2011, aid transparency index IDA - Banca Mondiale Fondo globale AfBD Olanda RU - DFID Svezia US - MCC Danimarca EC EuropeAid EC - ECHO UNDP EC - DG Allargamento Estonia IADB EBRD AsDB Banda mondiale IFC Belgio Svizzera Finlandia Germania KfW, Corea KOICA Repubblica Ceca Giappone Austria US PEPFAR, Norvegia Canada Francia Nuova Zelanda Lussemburgo, Hewlett Irlanda Lituania GAVI Australia EIB US - USAID Germania GIZ Stato USA Slovenia Slovacchia Corea EDCF Spagna Portogallo DoD - USA RU CDC Lettonia Tesoro USA Italia, Ungheria Polonia Romania Bulgaria Grecia Cina Cipro Malta Media Indice di trasparenza degli aiuti

7 11 IN TEMA DI TRASPARENZA LA BEI È MOLTO INDIETRO RISPETTO AD ALTRE ISTITUZIONI QUALI LA BANCA MONDIALE E LA BANCA AFRICANA DI SVILUPPO Attraverso il fondo di private equity Emerging Capital Partners Africa Fund II la BEI ha investito in compagnie nigeriane probabilmente di facciata che servivano a pulire il denaro di Ibori. Nell ottobre 2007 in una dichiarazione giurata la EFCC citava tre società attraverso le quali, previa corruzione, sarebbe stato trasferito denaro per conto di Ibori. L Emerging Capital Partners (ECP) investì in queste società. I legami che l EFCC e altri organi di polizia hanno ipotizzato tra compagnie sostenute dall ECP in Nigeria e partner di James Ibori sollevano molti interrogativi sull adeguatezza delle verifiche messe in atto sia dall ECP sia dalla BEI. A fronte delle accuse di riciclaggio rese pubbliche dall ottobre 2007, l ECP ha continuato a collaborare con queste società. Al momento sta indagando sul caso l OLAF, Ufficio europeo per la lotta antifrode. Negli ultimi anni i prestiti tramite intermediari sono aumentati e oggi si valutano intorno al 20 per cento degli investimenti della BEI (2010). La tendenza che sembra essere in aumento potrebbe avere implicazioni pericolose se la BEI non migliorerà la trasparenza, ad esempio rendendo noti maggiori dettagli sui beneficiari e l impatto di quei prestiti. Ciò si rende necessario perché la struttura dei prestiti tramite intermediari è estremamente opaca e difficile da indagare. Come sempre trasparenza e corruzione sono due facce della stessa medaglia: se non si sa chi riceve il denaro, non si sa neppure il modo in cui viene speso. Inoltre esternalizzando molti dei suoi compiti la BEI esternalizza anche alcune delle sue responsabilità. Perciò l affidare a terze parti l effettuazione di adeguate verifiche (come nel caso dell Emerging Capital Partners già citato) è una pericolosa tendenza che può mettere a repentaglio la qualità e gli esiti positivi degli investimenti BEI. In generale nei prestiti diretti la BEI fornisce al pubblico maggiori informazioni. Ma se da un lato vengono fornite informazioni generali, altri documenti specifici quali le schede informative di un progetto o le condizioni che fanno parte del sostegno della BEI mancano del tutto o vengono fornite solo a richiesta, previa approvazione del progetto stesso da parte del consiglio di amministrazione della banca. Non sono disponibili neppure i dati sulle fasi di valutazione e completamento del progetto. Anche se è soggetta alla convenzione di Aarhus, la banca non si è conformata alle sue disposizioni e si rifiuta di fornire le informazioni ambientali che dovrebbero essere divulgate attivamente tra i cittadini dell UE per garantire il diritto di accesso ai documenti come sancito dai trattati. Anche qui esistono senza dubbio margini di miglioramento. Sviluppo alla 2.2Rovescia Come banca di investimenti la BEI si impegna molto a finanziare grandi progetti infrastrutturali in campi quali l energia, i trasporti e le risorse naturali. Si privilegiano i progetti redditizi che richiedono grandi investimenti e sono condotti da protagonisti di spicco in grado di garantire ritorni sicuri, protagonisti come Glencore. Gigante delle commodities con sede in Svizzera, Glencore è leader mondiale del settore e principale azionista di Mopani Copper Mine (MCM), un consorzio minerario attivo nella cintura di rame dello Zambia. La MCM ha ricevuto dalla BEI 48 milioni di euro a condizioni agevolate. Le risorse naturali sono un settore vitale per l UE garantendo le materie prime all industria e l MCM con il suo principale azionista Glencore è un partner solido e produttivo dal punto di vista finanziario. In breve era un buon affare per una banca di investimenti, ma non prevedeva nulla a favore degli zambiani, che anzi ne (7) Dall entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2007 la BEI ha il mandato di promuovere lo sviluppo attraverso i suoi prestiti fuori dall UE (art. 208, 209 e 212 della versione consolidata del trattato sul funzionamento dell Unione europea, 2010) (8) nel giugno 2011 la BEI annunciava che avrebbe indagato sul caso Glencore e cessato i prestiti alla società per il futuro, il che avvenne assai dopo che il prestito era stato interamente erogato. Mentre all inizio negò che ci fossero problemi in relazione al progetto, la BEI tornò sui suoi passi dietro pressione delle ONG, di alcuni parlamentari europei e delle critiche della stampa. vennero danneggiati. Nello Zambia e in altri paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) la BEI opera in base al Trattato di Cotonou, che prevede un chiaro mandato di sviluppo (7) e per il quale la banca utilizza in parte denaro proveniente dal Fondo europeo di sviluppo. Mandato con cui la BEI ha sempre combattuto e che sembra remare contro gli aspetti e le aspettative da finanza aziendale della banca. I temi finanziari prevalgono mentre altre ricadute generate da progetti che la BEI sostiene restano spesso fuori dal quadro. Per fortuna nel caso di Mopani il quadro venne ricomposto dalla società civile e dalla stampa. Invece di essere un grande affare, ecco che cosa fu dal punto di vista zambiano: a parte i profitti l MCM lascia un impatto devastante sull ambiente, la sua politica sociale è contrassegnata da una gara al ribasso il cui contributo alle casse dello Zambia è misero.(8) LA GRAN PARTE DELLE SOCIETÀ MINERARIE FINANZIATE DALLA BEI IN AFRICA NEGLI ULTIMI ANNI HANNO CONSOCIATE IN GIURISDIZIONI SEGRETE. 12

8 SOSTENERE l insostenibile Nonostante una nuova fonderia finanziata dalla BEI, le emissioni di biossido di zolfo e altre sostanze tossiche restano eccessive incidendo gravemente sull ambiente e sulla salute delle comunità che vivono vicino alla miniera Mopani. Lo sversamento acido dalla miniera inquinò l acqua potabile avvelenando persone. La miniera è stata chiusa dal comitato di controllo ambientale dello Zambia nel 2012 per violazione delle norme ambientali. L ambiente lavorativo non sicuro ha provocato molte vittime tra i lavoratori e i contratti precari hanno consentito alla MCM facili licenziamenti: un esempio significativo ebbe luogo nel 2008 quando centinaia di lavoratori vennero licenziati dopo la caduta del prezzo del rame. Inoltre le casse dello Zambia non hanno tratto alcun beneficio dall investimento della BEI. Da un ispezione fiscale è emerso che l MCM aveva trasferito illegalmente i profitti alla società madre di Zugo in Svizzera. Il punto cruciale è che non si tratta di un caso isolato. La maggior parte delle società minerarie finanziate dalla BEI in Africa (9) negli ultimi anni hanno sussidiarie in giurisdizioni segrete quali la Svizzera, il Delaware, le Isole Cayman e altre e molte di esse sono state sotto tiro per avere violato norme sociali e ambientali. Per un paese come lo Zambia ciò equivale a un disastro: negli ultimi dieci anni oltre l 80 per cento dei prestiti della BEI a quel paese è andato al settore minerario. 9) Dal 2000 la BEI ha finanziato 29 progetti minerari per oltre 750 milioni di euro. (10) Solo il 25 per cento dei prestiti BEI nei paesi in via di sviluppo finisce alle compagnie locali; il 35 per cento va alle compagnie degli stati membri dell OCSE (Eurodad, 2011). (11) La lettera è disponibile in rete all indirizzo org/?p=1270 Se la tendenza dovesse continuare, il denaro per lo sviluppo finanzierebbe la fornitura di risorse naturali all Europa aumentando i profitti delle compagnie occidentali (10). Ma il problema ha implicazioni più vaste. Progetti energetici quali Montraco II in Mozambico o Guelbs in Mauritania sono finanziati con il pretesto di promuovere lo sviluppo mentre gran parte dell energia finirà all esportazione o all industria lasciando le comunità locali letteralmente al buio. Di volta in volta i paesi in via di sviluppo si ritrovano con sempre meno risorse di quante ne avevano prima che la BEI vi finanziasse dei progetti. Questo è sviluppo alla rovescia. Per cambiare le cose ci vorranno regole vincolanti e controllo democratico. Un primo passo in questa direzione è avvenuto nella primavera del 2011, quando 51 parlamentari europei di varia appartenenza politica hanno firmato una lettera aperta in cui chiedevano una moratoria del finanziamento pubblico di progetti minerari fino alla definizione di adeguate regole e norme che garantissero uno sviluppo sostenibile dei progetti (11). DI VOLTA IN VOLTA I PAESI IN VIA DI SVILUPPO SI RITROVANO CON SEMPRE MENO RISORSE DI QUANTE NE AVEVANO PRIMA CHE LA BEI VI FINANZIASSE DEI PROGETTI. Oltre a proclamare che la lotta contro i cambiamenti climatici è una priorità, la BEI sostiene l obiettivo UE di una crescita a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima dentro e fuori l UE. Ma i suoi proclami sono in palese contrasto con i finanziamenti alla fonte di energia più inquinante: la lignite. La BEI è pronta a finanziare TES 6, una nuova centrale a lignite a Šoštanj in Slovenia. Con una capacità di 600 MW TES 6 sostituirà le unità 1-4 della centrale esistente aggiungendovi l unità 5. I promotori del progetto dichiarano che la nuova unità aumenterà il rendimento riducendo le emissioni di CO2 per unità di energia prodotta (grazie alla chiusura delle vecchie unità) ma dimenticano di dire che in realtà impedirà le riduzioni nazionali necessarie per la Slovenia (12). La lignite è il peggiore combustibile fossile in termini di emissioni di CO2. La presenza di TES 6 si tradurrà nell emissione di 3,1 milioni di tonnellate di CO2 l anno, quasi il totale delle emissioni concesse alla Slovenia da qui al 2050 (se tagliasse come convenuto le emissioni dell 80 per cento in linea con gli obiettivi UE). Anche i funzionari del governo sloveno hanno lanciato l allarme. Il direttore dell ufficio governativo per i cambiamenti climatici Jernej Stritih ha affermato che il progetto potrebbe vanificare qualsiasi possibilità di un ambiziosa politica climatica di lungo periodo in Slovenia(13). TES 6 venne proposta nel 2003 e inclusa nel programma governativo di sviluppo del Nel settembre 2007 la BEI si accordò per un primo prestito di 35 milioni di euro che raggiunse i 550 milioni in aprile Tuttavia il prestito dipende ancora da una garanzia del governo sloveno di oltre 440 milioni di euro per un prestito che deve essere ancora approvato. Ci sono alternative al carbone più amichevoli per l ambiente quali un maggiore sfruttamento di fonti energetiche alternative (pari oggi al 24 per cento della produzione totale di elettricità (14)) investendo in soluzioni a rendimento superiore e potenzialmente nel gas. Il sostegno della BEI per Šoštanj è preoccupante perché apre la porta ad altri prestiti per impianti a carbone: c è già da parte di altri paesi dell Europa centrale e orientale un notevole interesse per le centrali a carbone. Soltanto in Polonia sono al vaglio IL SOSTEGNO DELLA BEI PER ŠOŠTANJ È PREOCCUPANTE PERCHÉ APRE LA PORTA AD ALTRI PRESTITI PER IMPIANTI A CARBONE 12 CEE Bankwatch Network 2011: 13 CEE Bankwatch Network, Focus: Sostanj (TES6) lignite project in Slovenia and the European in-house banks, June DG Energy Slovenia Renewable Energy Fact Sheet,

9 15 16 progetti per una capacità combinata di 12 GW e il paese guarda alla BEI come a una fonte di finanziamento. Le possibilità che la BEI intervenga sono reali: Šoštanj non è un caso isolato: dati recenti pubblicati da CEE Bankwatch Network (15) che descrivono nel dettaglio i prestiti BEI per l energia degli ultimi quattro anni ( ) mostrano che la banca ha finanziato progetti a combustibili fossili per oltre 16 miliardi di euro. Sono compresi 1,7 miliardi di euro per il carbone come ad esempio il prestito per una centrale a carbone a Karlsruhe in Germania (500 milioni nel 2008). I prestiti per impianti a carbone non si sono ridotti dopo il periodo in esame, dal momento che nell ottobre 2011 la BEI ha siglato un accordo di circa 75 milioni per la centrale a carbone di Bielsko Biala in Polonia. Attenti alle alternative! Ma è importante considerare che anche il finanziamento BEI di fonti alternative deve procedere con cautela. Negli ultimi anni la BEI è stata coinvolta in diversi progetti insostenibili di grandi dighe sotto l egida dell energia verde. Tra il 2003 e il 2011 ad esempio la BEI ha investito 335 milioni di euro in dighe idroelettriche in Africa, pari al 30 per cento di tutti i prestiti BEI per l energia nell intero continente. Tra questi progetti insostenibili di grandi dighe figurano il progetto idroelettrico Nam Theun II nel Laos, che ha costretto all allontanamento forzato indigeni e ha avuto un impatto su contadini, e la diga assai controversa di Bujagali 15 CEE Bankwatch Network: Carbon rising - European Investment Bank energy lending , December Resta positivo il fatto che negli ultimi anni i prestiti BEI per le rinnovabili e l efficienza energetica siano cresciuti: nel 2010 i finanziamenti delle rinnovabili hanno superato quelli destinati ai combustibili fossili. Ma se volesse tener fede all impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici la BEI non dovrebbe concedere più alcun prestito per il carbone. È necessaria inoltre una strategia chiara di graduale eliminazione dei prestiti BEI per i combustibili fossili per rispondere adeguatamente al Parlamento europeo che nell aprile 2011 chiedeva alla banca di allinearsi all obiettivo UE di un rapido passaggio a un economia a basso contenuto di carbonio e di adottare un piano per la graduale eliminazione dei prestiti per i combustibili fossili.(16) in Uganda (vedi altri dettagli sul progetto nel prossimo capitolo). La BEI è interessata ad altri progetti analoghi quali la diga Grand Inga nella Repubblica democratica del Congo che dovrebbe produrre MW, cioè il doppio della gigantesca Diga delle Tre Gole in Cina. Anche se ufficialmente l impianto dovrebbe fornire elettricità a 500 milioni di africani, l energia sarà destinata principalmente all esportazione nelle miniere e nei paesi confinanti, ma tra i possibili beneficiari compare anche l Europa. Le grandi dighe possono avere i seguenti impatti negativi: deforestazione, danni alla biodiversità, violazioni dei diritti umani, distruzione del patrimonio culturale, privatizzazione dell acqua, corruzione e distrazione di risorse a favore dell industria a detrimento delle popolazioni locali. Allo stesso tempo i vantaggi economici delle grandi dighe vengono spesso ingigantiti. Le dighe di grandi dimensioni al contrario tendono a offrire prestazioni inferiori rispetto agli obiettivi di produzione di energia mentre i forti ritardi nella costruzione e il forte superamento dei costi sono abituali. In più l energia prodotta è costosa, non accessibile alla popolazione locale, e va prevalentemente a favore dei progetti industriali come nel caso delle miniere. Ciò è parte di quanto emerso dai lavori della Commissione mondiale sulle dighe, organismo internazionale indipendente che ha svolto ricerche sugli impatti ambientali, sociali ed economici dello sviluppo delle grandi dighe in tutto il mondo. Se vuole finanziare davvero l energia sostenibile, la BEI dovrà valutare attentamente quali tipi di progetti siano in grado di fare realmente la differenza contribuendo ad alleviare la povertà e a produrre energia senza distruggere i mezzi di sussistenza e l ambiente. I dati si basano sulla metodologia di CEE Bankwatch Network e possono differire da quelli della BEI. Bankwatch non considera progetti di energie rinnovabili le grandi centrali idroelettriche (sopra i 10 MW) e neppure gli impianti di conversione in energia dei rifiuti solidi. Bankwatch non classifica come progetti di efficienza energetica la costruzione di nuove centrali (neppure di cogenerazione) né i progetti che puntano ad aumentare il consumo di combustibile per aumentare il rendimento dell installazione. euro (milioni) anno Finanziamenti EIB per le rinnovabili efficienza energetica e combustibili fossili Combustibili fossili Rinnovabili Efficienza energetica Investimenti in nuovi tipi di generazione del calor e e dell elettricità (totale ) UE15 (Vecchi stati membri) combustibili fossili rinnovabili UE12 (Nuovi stati membri) Source: Carbon Rising, CEE Bankwatch Network, 2011 DI SOLITO L ENERGIA PRODOTTA DALLE GRANDI DIGHE È COSTOSA, NON ACCESSIBILE ALLA POPOLAZIONE LOCALE, E VA PREVALENTEMENTE A FAVORE DEI PROGETTI INDUSTRIALI

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