I primi 50 anni di vita

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2 I primi 50 anni di vita Ritratto di Alberto De Simoni (Istituto di Istruzione Superiore "A. De Simoni", Presidenza)

3 2 i primi 50 anni dell'istituto La nascita dell'istituto Il nostro fu uno dei primi 45 istituti tecnici d'italia. «Fu creato contemporaneamente a quelli di Como e di Cuneo con R. D. del 1 ottobre 1865, registrato alla Corte dei Conti il giorno 16 di detto mese». Così scriveva il preside Silio Manfredi nel Cenno storico con cui si apriva l'annuario Poco dopo, un pubblico Avviso, firmato dal Prefetto Giacinto Scelsi in data 22 novembre, annunciò alla cittadinanza: «Le scuole della sezione di "Agronomia ed Agrimensura", "Meccanica e Costruzione" di questo Istituto Tecnico Provinciale saranno aperte ai primi del prossimo futuro gennaio 1866, e verrà dato ugualmente l'intiero primo corso d'istruzione secondo i programmi Governativi». Il Prefetto Giacinto Scelsi annuncia l'apertura dell'istituto per il gennaio (Archivio Storico del Comune di Sondrio) Il Regio Decreto di fondazione dell'istituto, datato 1 ottobre L'istruzione tecnica nella Legge Casati Questo nuovo tipo di scuola era stata istituita dal Governo piemontese il 13 novembre 1859, con la legge n. 3725, nota come "Legge Casati", che, estesa successivamente all'intero territorio nazionale, costituì l'atto di nascita del sistema scolastico del Regno d'italia e, con qualche modifica, fu operante fino alla riforma Gentile del Il provvedimento intendeva unificare in un sistema fortemente centralizzato e laico tutte le scuole preunitarie, articolando l'istruzione in quattro aree: elementare, tecnica, secondaria classica e superiore. In particolare, l'istruzione tecnica prevedeva due gradi: una scuola tecnica di durata triennale, alla quale si accedeva dopo le elementari, e un successivo istituto tecnico di tre anni, articolato in varie sezioni con speciali insegnamenti, secondo le condizioni delle varie province. Suo scopo era quello di «dare la conveniente "cultura generale e speciale" ai giovani che intendono dedicarsi a determinate carriere del pubblico servizio, alle industrie, ai commerci ed alla con-

4 i primi 50 anni dell'istituto 3 dotta delle cose agrarie» (art. 272). Data la loro "finalità professionalizzanti" legate alle esigenze formative del mondo economico, le scuole tecniche e gli istituti tecnici, fino al 1877, furono alle dipendenze del Ministero dell'agricoltura, Industria e Commercio. Questo Ministero nel 1865, anno di fondazione dell'istituto, era retto dal tiranese conte Luigi Torelli ( ). In quegli anni il Ministero della Pubblica Istruzione si occupava solo dell'istruzione secondaria classica (Ginnasio e Liceo), finalizzata alla selezione di un'élite che doveva costituire la futura classe dirigente. Il conte Luigi Torelli, promotore della fondazione dell'istituto Tecnico di Sondrio. La domanda di istruzione La creazione di un istituto tecnico a Sondrio rispondeva a una richiesta da tempo espressa dalle autorità e dagli intellettuali locali. Fin dal 1844, per esempio, Francesco Visconti Venosta, rilevava la scarsa funzionalità dei ginnasi privati di Ponte, Tirano e Bormio e l'esiguità dei loro iscritti e per questo proponeva di chiudere queste scuole, convogliando le risorse verso l'istituzione di «una scuola tecnica in cui si insegnassero le migliorie d'ogni maniera da praticarsi nella agricoltura del paese, e come meglio crescere e conservare il bestiame, e tante utili pratiche di domestica economia, cose tutte nelle quali il popolo valtellinese è stazionario da secoli». 2 La proposta, pur riflettendo una realtà produttiva ancora legata prevalentemente al lavoro dei campi, mostrava una chiara consapevolezza della necessità di superare il monopolio di un'istruzione esclusivamente umanistica ed elitaria. Il processo evolutivo auspicato dal Venosta cominciò a realizzarsi dopo l'annessione della provincia al Regno d'italia, quando questa scottante tematica trovò spazio anche sulle pagine dei periodici locali. Ad esempio il settimanale La Valtellina 3 nel numero del 9 agosto 1861, in un articolo firmato da G. A. M., reclamava l'istituzione di scuole tecniche che garantissero «un'istruzione comune della quale si giovassero così le classi più agiate come il popolo minuto e che predisponesse l'intelletto a qualunque varietà di applicazioni pratiche ne' commerci, nell'agricoltura, nella ingegneria e nelle industrie fabbrili». In particolare, rilevava l'importanza di impartirvi «l'insegnamento sulla maniera generale di tenere i registri in semplice e doppia scrittura, sulla compilazione dei libri relativi a ciascun sistema di amministrazione, sulle pratiche più utili del conteggio e sullo stile usato nella trattazione degli affari mercantili». Si cominciava a sentire la necessità di ragionieri e di geometri. Lo stato della scuola nella provincia Ma qual era la situazione dell'istruzione pubblica locale nel 1865? Una chiara fotografia del fenomeno è desumibile dalla

5 4 i primi 50 anni dell'istituto perfezionare l'industria agricola, e gradatamente anche l'industria manufattrice». 4 La Statistica generale della provincia di Sondrio, pubblicata nel 1865, a cura del prefetto Giacinto Scelsi. (Riproduzione facsimile del 1999) lettura della Statistica generale della Provincia di Sondrio, curata dall'allora Prefetto avv. Giacinto Scelsi. Su una popolazione di abitanti, erano analfabeti (il 57%, contro il 77% dell'italia). Accanto alle 518 scuole elementari, frequentate da alunni, con 300 insegnanti (poco preparati e mal pagati), vi erano ancora i tre ginnasi privati, cui si era aggiunto il Liceo Ginnasio Statale, con annesso Convitto Nazionale: in totale 125 iscritti, in sensibile diminuzione rispetto al 1860 (quando erano 145). Nel capoluogo però erano state aperte anche le Scuole tecniche, i cui alunni in 5 anni erano saliti da 22 a 71. Analizzando questi dati, lo Scelsi sottolineava la necessità di «fondare un Istituto industriale e professionale, tendente a fornire di abili agronomi, agrimensori, periti meccanici e costruttori questa Provincia, cui giova grandemente estendere e I primi anni dell'istituto Come già detto, fu proprio in quel 1865 che il sogno si avverò. «Nel primo anno di vita il nostro Istituto contava ben sette professori, ma appena 15 alunni, dei quali 11 erano nati a Sondrio e 4 in altri comuni della provincia. La spesa annua complessiva per il suo mantenimento era prevista in L , di cui erano a carico della Provincia e il resto a carico dello Stato. Il Comune di Sondrio si assunse e conservò poi il carico di fornire i locali, la suppellettile non scientifica e gli oggetti di cancelleria e di servizio. Fu preside in quel primo anno il dott. Antonio Zanetti da Chieve (Cremona), insegnante di Agraria, Economia e Statistica. L'opera educativa [degli insegnanti], ispirata ai più elevati e patriottici sentimenti, dovette riuscire assai efficace, ché, quando, non ancora finito quell'anno scolastico, scoppiò la guerra coll'austria [la terza guerra d'indipendenza, nrd], nove dei quindici alunni, dell'età fra i 15 e i 18 anni, lasciarono l'istituto per arruolarsi nei Corpi dei Volontari e nella legione dello Stelvio ed uno, Antonio Miotti da Sondrio, cadde da valoroso nel fatto d'arme di Vezza d'oglio». 5 Fabio Besta Tra quei giovani patrioti vi furono anche due fratelli di Teglio, il cui destino sarebbe stato in diverso modo legato al nostro Istituto. L'uno era il sedicenne Giannetto Besta, di cui parleremo più avanti (vedi p ). Il secondo era il ventunenne Fabio Besta, nato nel 1845: un giovane maestro elementare, abilitato all'insegnamento della ginnastica, che nel 1869 ottenne come privatista il diploma di ragioniere, con una media di 288/340 (85/100), per poi diventare, nel

6 i primi 50 anni dell'istituto 5 marzo del 1872, docente incaricato di Computisteria e Ragioneria. Ritratto di Fabio Besta. (Istituto di Tecnico Commerciale "A. De Simoni" di Sondrio: Aula docenti). Un suo opuscolo relativo alla partita doppia, stampato a Sondrio nel 1870, fu ritenuto tanto importante per l'apporto originale che dava alla pratica amministrativa, che gli valse la nomina alla cattedra universitaria di Ragioneria nella Scuola superiore di Commercio di Venezia, in Ca' Foscari (ottobre 1872). A Venezia operò per il resto della sua vita professionale fino al 1919, fornendo grandi contributi allo sviluppo della Ragioneria scientifica e allo studio delle sue basi storiche. Dopo la sua morte (1921) il suo pensiero fu divulgato e sviluppato da numerosi seguaci, tra cui Vittorio Alfieri e Gino Zappa ( ), fondatore dell'economia Aziendale L'opera fondamentale di Fabio Besta è La ragioneria, che fu pubblicata in 3 volumi dal 1891 al 1916 e che solitamente viene ricordata come "Il Trattato del Besta". 6 L'ordinamento dell'istituto «A norma del Regolamento 18 ottobre 1865, l'istituto ebbe nel secondo anno di vita un notevole ampliamento: alle primitive sezioni di "Agronomia e agrimensura" e di "Meccanica e costruzioni" fu aggiunta quella di "Amministrazione, commercio e ragioneria"». 7 Negli anni successivi si ebbero vari cambiamenti, finché, alla fine degli anni 70, con la "Riforma Coppino" 8, l'ordinamento dell'istituto acquistò una struttura stabile che sarebbe durata fino alla riforma Gentile del Il corso degli studi venne elevato a 4 anni, con il primo biennio in comune, nel quale furono notevolmente rafforzati gli insegnamenti di cultura generale letteraria e scientifica, ritenuti fondamento necessario per l'efficacia dell'istruzione professionale. Il secondo biennio fu invece diviso in tre sezioni: "Agrimensura" (Geometri), "Commercio e Ragioneria" e "Fisico- La circolare del 1871, con cui il Ministero dell'agricoltura preannunciava la futura riforma degli Istituti Tecnici, a dieci anni dalla loro istituzione.

7 6 i primi 50 anni dell'istituto Matematica". Mentre le prime due avviavano gli alunni ad esercitare una precisa professione, la terza li preparava all'università, anticipando il ruolo del futuro Liceo Scientifico. Con tale riforma venne elevato il livello culturale degli istituti tecnici, che passarono definitivamente sotto il controllo del Ministero della Pubblica istruzione (1877). Fu però molto ridotta la loro originaria vocazione professionalizzante, tanto che Quintino Sella commentò amareggiato: «Nella nostra scuola tecnica, di tecnico non c'è assolutamente nulla». L'andamento dell'istituto era controllato da una "Giunta di vigilanza", della quale, oltre al Preside, facevano parte anche un rappresentante del Provveditorato, uno della Provincia e uno del Comune, Il suo ruolo era quello di stabilire un collegamento tra l'istituto e gli Enti locali, al fine di far conoscere quali fossero le opportunità di lavoro offerte dalle industrie, dalle amministrazioni e dal commercio. Una nuova sede Nei primi anni della sua vita, il Regio Istituto di Sondrio svolse la sua attività presso differenti locali della città, che il Comune affittava da privati. Nel 1869 il Consiglio comunale, interpretando il volere della cittadinanza, deliberò un programma per la costruzione di un grande fabbricato ad uso delle scuole cittadine, la cui popolazione era in crescita. Per alcuni anni l'opinione pubblica fu divisa sulla scelta dell'area da destinarsi al nuovo edificio. La maggioranza optava per un terreno periferico di proprietà dei fratelli Caimi, situato 80 metri a sud di piazza Vittorio Emanuele II (che nel 1909 sarebbe stata intitolata a Giuseppe Garibaldi). L'opposizione, dalle colonne della Valtellina, obiettava che il sito era inadatto perché poco accessibile e inquinato dalla vicina filanda Rossi (situata all'inizio della attuale via Trento, di fronte all'attuale palazzo delle Poste). Infatti da questa fabbrica Mappa di Sondrio disegnata dal geom. Giacomo Fiala nel 1879, l'anno in cui fu inaugurato il nuovo Edificio scolastico. Si noti come questo era collocato ai margini del centro cittadino, poco sotto piazza Vittorio Emanuele II. A sud dell'istituto, all'inizio di via Circonvallazione (l'attuale via Trento), sorgeva la Filanda Rossi. A nord-est domina il Convitto Nazionale, con l'attiguo Ginnasio-Liceo "G. Piazzi".

8 i primi 50 anni dell'istituto 7 Consiglio il 20 marzo 1877 e subito i lavori furono appaltati alla ditta Tomaso Buzzi. La spesa prevista era complessivamente di lire (equivalenti a più di euro attuali), a cui si fece fronte assumendo «un mutuo, da coprirsi mediante sottoscrizione dei cittadini, con l'interesse annuo del 4%, netto da imposte». Aderendo a una richiesta del Comune, anche il Ministero del Tesoro contribuì con la somma di lire. Piazza Vittorio Emanuele II vista dall'alto, in una cartolina di fine Ottocento. In secondo piano: a sinistra l'istituto Tecnico e a destra, sul fondo, la filanda Rossi. (collezione Cittardini) «sovente emanavano putride esalazioni» 9, per cui si proponeva di sfruttare l'area comunale contigua al Palazzo del Tribunale (sull'attuale corso Italia). Finalmente, dopo 8 anni di discussioni, nel gennaio 1877, il Consiglio comunale decise l'acquisto dell'area Caimi e affidò all'ing. Francesco Polatti il «progetto per costruzione di un fabbricato ad uso delle Scuole Elementari e Tecniche di Sondrio e per la sistemazione di via Cereria (detta anche strada di Albosaggia e, in seguito, via alla Stazione, corrispondente all'attuale corso Vittorio Veneto) per l'accesso a detto fabbricato». 10 Il Polatti, che fu docente di Topografia e Costruzioni e preside dell'istituto dal 1874 al 1876 e nel , nel contempo era impegnato nella costruzione della sede della Banca Popolare ( ). Il suo progetto, dopo aver acquisito il parere favorevole dell'ufficio del Genio Civile Governativo, fu approvato dal La struttura dell'edifico Il fabbricato, disposto longitudinalmente lungo via Cereria, aveva una pianta rettangolare con due avancorpi laterali, che delimitavano un cortiletto recintato, «utile per lasciar svolazzare gli alunni durante il tempo di ricreazione». Era strutturato su tre piani completamente separati e comprendeva «tutti i locali necessari tanto per le scuole elementari maschili, che per le femminili e per la Regia Scuola Tecnica». Alle scuole elementari maschili era destinato il pian terreno con l'ingresso dalla L'Istituto Tecnico visto da via della Stazione (l'attuale via Vittorio Veneto), in una cartolina di fine Ottocento. (collezione Cittardini)

9 8 i primi 50 anni dell'istituto cancellata posta sulla via Cereria. Sul piano si trovavano 7 aule, un ripostiglio, un locale per le «latrine» e un locale per la «porteria». I locali erano disposti a doppia schiera con corridoio centrale di disimpegno, per poter sfruttare al massimo lo spazio. Le scuole elementari femminili, a cui si accedeva attraverso la scala a nord (che dava sull'attuale via Ragazzi del 99), erano disposte al primo piano, organizzato in maniera identica a quello terreno. Il secondo piano era invece riservato alle "Scuole tecniche", con accesso dalla scala a sud, davanti alla quale si può ancora notare la scritta «R. ISTITUTO TECNICO e R. SCUOLA TECNICA». Il piano comprendeva 3 aule normali (destinate alle 3 classi delle scuole tecniche) e 7 aule speciali: «gabinetto di fisica e storia naturale, locale di disegno, locale per la direzione, locale d'aspetto per professori, locale del bidello e due localetti destinati per abitazione di maestri, ma da potersi destinare per un'altra scuola in caso di bisogno». In effetti in questo settore furono ospitati gli alunni dell'istituto Tecnico, i quali in quell'anno ammmontavano a 44. L'inaugurazione L'anno scolastico iniziò nel nuovo edificio, che fu solennemente inaugurato a metà del mese di novembre 1878 (probabilmente domenica 17). Il Corriere valtellinese ne diede notizia martedì 26 novembre, in un numero dedicato in buona parte all'attentato contro il re Umberto I, avvenuto a Napoli il 17 novembre. «Se la mancanza di spazio non ce lo avesse impedito, ne avremmo dato, se non altro, un qualche cenno ai nostri lettori sin dal numero di martedì scorso [19 novembre]. Il nuovo Edificio scolastico, attualmente sede di alcuni uffici dell'amministrazione Provinciale. La foto è stata scattata nel 1934, durante i lavori di recupero dell'area antistante, su cui sarebbe sorto il Palazzo della Provincia. In quel periodo l'edificio era interamente utilizzato dall'istituto Tecnico: infatti le scuole elementari si erano spostate da 11 anni nel nuovo fabbricato di via C. Battisti. Da notare al centro il monumento al re Vittorio Emanuele II e a sinistra la Lapide dedicata ai caduti. In alto a destra la torretta che ospitava l'osservatorio Meteorologico. (Archivio Istituto De Simoni)

10 i primi 50 anni dell'istituto 9 L'inaugurazione ebbe luogo coll'intervento delle Autorità scolastiche, civili e militari e di ogni ordine di cittadini. [ ] Nell'elaborato discorso con cui fu iniziata la solennità dal signor Sindaco [avv. Longoni, ndr] le prime parole furono per l'egregio architetto ing. Francesco Polatti, parole a cui noi pure sentiamo il bisogno di associarci. Diffatti la distribuzione interna dei locali risponde interamente alle esigenze scolastiche» e all'obbiettivo principale, che «stava riposto, anziché nell'eleganza, nell'economia ad ogni costo.[...] Le parole dell'avvocato Longoni riscossero meritati applausi, e noi approviamo senza riserva molte delle acute considerazioni colle quali accompagnò il suo discorso massime nel tessere la storia del nostro risorgimento che doveva condurlo a dar ragione della dedica del palazzo all'augusta memoria del Re liberatore.[ ] Colla distribuzione dei premi, rallegrata dai concenti della brava nostra banda cittadina, fu posto termine ad una solennità, che lasciò nell'animo degli intervenuti la maggiore delle soddisfazioni, quella cioè di avere veduto finalmente, per opera dell'attuale amministrazione comunale compiuto, uno dei voti più fervidi e della presente e di parecchie delle passate generazioni». In quello stesso numero il Corriere valtellinese parlava anche di un fatto «scandaloso» che ebbe come protagonista «un giovanotto, or ora uscito dagli studi tecnici». La sera del 20 novembre, nel corso di una manifestazione cittadina di ossequio alla Casa Savoia, accompagnata da una esibizione della Società Filarmonica, costui «si permise di gridare: Abbasso la marcia reale». Prontamente lo zelante preside dott. Carlo Bressan denunciò il ragazzo al Tribunale, ma, come riferisce La Valtellina del 13 dicembre, in pochi giorni lo scandalo fu ridimensionato dall'intervento A sinistra: La facciata est dell'edificio scolastico così come appare oggi, dopo i lavori di ristrutturazione effettuati prima di ospitare alcuni uffici dell'amministrazione provinciale. Al centro campeggia ancora il monumento a Vittorio Emanuale II. A destra: Un particolare dell'ala sud della costruzione, dove si apriva il portone di accesso alla Regia Scuola Tecnica e al Regio Istituto Tecnico, come attestano le iscrizioni opportunamente conservate.

11 10 i primi 50 anni dell'istituto della Procura generale presso la Corte d'appello di Milano, «col domandare non farsi luogo a procedimento contro lo studente». La dedica al re Vittorio E- manuele II fu suggellata il 1 giugno 1879, con la collocazione, davanti alla facciata principale, del busto marmoreo, opera dello scultore di Monza Luigi Crippa, raffigurante il sovrano deceduto l'anno precedente. Il monumento è rimasto al suo posto fino ai giorni nostri, anche se l'edificio ha cambiato più volte destinazione, ospitando successivamente (dal 1939) la Regia Scuola secondaria di avviamento professionale "Luigi Torelli", poi (dal 1962) l'istituto Professionale Statale per il Commercio "Fabio Besta" e infine alcuni uffici dell'amministrazione provinciale. Il busto marmoreo di Vittorio Emanuele II, collocato sulla facciata est dell'edificio scolastico il 1 giugno Alberto De Simoni Nacque a Bormio il 3 giugno Studiò dapprima a Bormio presso i Gesuiti e poi filosofia e lettere a Milano e infine diritto nell'università di Innsbruck e Salisburgo. Ritornato in patria, esercitò l'avvocatura e curò l'edizione delle sue opere di diritto. Dapprima lodato dai Grigioni, fu poi duramente condannato per aver pubblicato, benché in forma anonima, il Ragionamento giuridico-politico sopra la costituzione della Valtellina e del Contado di Chiavenna (1788) e II prospetto storico politico apologetico del governo della Valtellina (1791), in cui rivendicava i diritti della sua patria. Dovette fuggire a Milano, ove ebbe la protezione del governo austriaco. Durante la Repubblica Cisalpina, il vicepresidente Melzi l'incaricò di compilare un codice civile e criminale per la Repubblica Italiana. Nel 1803 Napoleone lo nominò membro dell'istituto nazionale, nel 1804 membro del Tribunale costituzionale d'appello del Dipartimento del Lario (del quale faceva parte la Valtellina); nel 1807 divenne consigliere della Suprema Corte di Cassazione. Noto per la sua accortezza, si dice che Napoleone lo chiamasse "la mia volpe montanara". Morì a Morbegno il 30 gennaio In alto: Ritratto di Alberto De Simoni. (Istituto di Istruzione Superiore "A. De Simoni", Sondrio: Presidenza) In basso: Frontespizio della prima opera scritta da De Simoni, in forma anonima, nel 1788, per difendere i diritti della Valtellina. (Biblioteca civica "Pio Rajna" di Sondrio)

12 i primi 50 anni dell'istituto 11 L'intitolazione ad Alberto De Simoni Nel 1880 iniziò la presidenza del dott. Costantino Gorini (professore di Computisteria-Ragioneria), che avrebbe ricoperto la carica fino al Il 27 agosto 1883 l'istituto venne intitolato all'insigne giurista valtellinese Alberto De Simoni ( ), come sancito dal Regio Decreto concernente la denominazione degli istituti tecnici e nautici del Regno del 27 agosto E' la denominazione che si è conservata fino ai giorni nostri. Ritratto del dott. Costantino Gorini, preside dal 1880 al (Istituto Tecnico Commerciale "A. De Simonini" di Sondrio: Aula docenti) Regio Decreto che stabilì l'intitolazione dell'istituto ad Alberto De Simoni (1883). L'incremento degli iscritti «Il numero degli scolari [dell'istituto Tecnico, ndr] si mantenne basso fino verso l'anno 1900 [in media 32 per anno, ndr], tanto che, sembrando ad alcuni troppo gravosa per la Provincia la spesa per la conservazione dell'istituto, venne avanzata perfino la proposta di sopprimerlo. Ma l'istituto trovò nel Consiglio provinciale dei validi sostenitori e fu conservato, anzi incontrò col tempo maggiori simpatie, sia per i risultati didattici veramente apprezzabili sia perché i suoi insegnanti parteciparono sempre attivamente alla vita economica di Sondrio e della Valtellina: la Società Agraria, il Comizio Agrario, la Banca Popolare, la Società Enologica, il Comitato di Sezione della Croce Rossa Italiana, il Comitato Valtellinese della "Dante Alighieri" sono, infatti, istituzioni che ebbero sviluppo o che furono promosse e bene avviate anche per merito di insegnanti dell'istituto». 12 Dopo l'anno 1900 il numero degli alunni (che era di 15 nel 1861) si accrebbe, arrivando a 108 all'inizio della Grande guerra,

13 12 i primi 50 anni dell'istituto Anno scolastico Iscritti (licenziati) Anno scolastico Iscritti (licenziati) Anno scolastico Iscritti (licenziati) (-) (4) (8) (6) (6) (24) (2) ? (10) (24) (7) (6) (58) Tab. 1. Andamento degli iscritti al R. Istituto Tecnico "A. De Simoni" dal al Scuole Ginnasi Licei Sc. tecniche Ist. tecnici Sc. complementari Scuole normali Totale scuole secondarie Tab. 2. Andamento degli iscritti alle scuole secondarie statali e pareggiate in Italia dal al per poi raggiungere quota 208 (175 alunni e 33 uditori) nel , alla vigilia della riforma Gentile, che avrebbe abolito la sezione Fisico-Matematica e ristrutturato l'ordinamento dell'istruzione tecnica. (Tabella 1) Questo incremento delle iscrizioni rifletteva un fenomeno di dimensione nazionale. Infatti tra il 1896 e il 1914 l'italia conobbe, in forte ritardo, una vera e propria fase di decollo industriale, anche se concentrato nel triangolo Genova-Torino-Milano. La mutata congiuntura economico-sociale favorì un rilancio delle scuole tecniche e degli istituti tecnici (Tabella 2), che negli anni precedenti «si erano trasformati in scuole di cultura generale e quindi si erano svincolati da ogni finalità professionalizzante e chiusi alle esigenze del mondo produttivo». 15 Nel primo quindicennio del Novecento aumentò la domanda di istruzione tecnica «da parte della piccola e media borghesia e degli strati superiori della classe operaia», che vi vedevano la possibilità di inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro «come quadri tecnici intermedi, nell'ambito della nascente struttura industriale italiana e in quelle attività commerciali, amministrative e dei servizi ad essa collegate e quindi in sensibile espansione». Se nell'ambito dell'istruzione classica si ebbe un limitato incre-

14 i primi 50 anni dell'istituto 13 mento del 27,6%, nelle scuole e istituti tecnici il balzo fu del 163,8% 14 Il cambiamento ebbe conseguenze anche nell'andamento dell'istruzione tecnica della nostra provincia, dove peraltro, nonostante lo sviluppo dei trasporti ferroviari e delle centrali idroelettriche, l'economia rimase prevalentemente agricola e conobbe un vistoso incremento dell'emigrazione. Tale contesto spiega la mancata apertura di una sezione industriale. Le onorificenze Allo sviluppo quantitativo si accompagnò anche un progresso sul piano qualitativo, come dimostrarono i vari riconoscimenti ricevuti dall'istituto in occasione di diverse esposizioni, mostre e concorsi, minuziosamente elencati dal preside Silio Manfredi nel già citato Annuario : «1- Medaglia d'argento, conferitagli all'esposizione generale italiana in Torino nel 1884; 2- Attestato di benemerenza, conferitogli dalla Società Meteorologica Italiana per la raccolta di osservazioni meteorologiche; 3- Menzione onorevole, conferitagli all'esposizione generale italiana in Torino nel 1898; 4- Medaglia di bronzo, conferita ai professori Vigoni dott. Tito [ docente di Agraria, Estimo e Storia Naturale, in servizio dal 1898 al 1927, ndr] e Sperotti Edoardo [docente di Computisteria e Ragioneria, ndr] in rappresentanza dell'istituto per lavori esposti nella mostra di Ragioneria applicata alle aziende agrarie, tenutasi in Roma nel maggio 1908 per iniziativa della Società degli Agricoltori italiani; 5 e 6- Diploma di merito distinto e Medaglia d'argento grande, assegnatigli nel secondo Concorso scolastico nazionale di Ginnastica naturale - giugno indetto dall'istituto Nazionale per l'incremento dell'educazione fisica in Italia ; 7- Diploma di merito distinto, assegnatogli nel primo Esperimento scolastico interno di Educazione fisica indetto dal Ministero della P. I. ; 8- Diploma di merito distinto, assegnatogli nel secondo Esperimento scolastico interno di Educazione fisica indetto dal Ministero della P.I.». 17 Le professioni dei licenziati Manifesto dell'esposizione di Torino, in cui fu conferita all'istituto la medaglia d'argento. Ogni anno il preside era tenuto a stendere una Relazione finale, tenendo conto anche delle relazioni dei singoli professori. Nella sua Relazione sull'andamento dell'istituto nell'anno scolastico , inviata alla Deputazione Provinciale di Sondrio in data 24 luglio 1906, il preside Giannetto Besta rilevava che «i licenziati, specialmente della sezione di Ragioneria, sono sempre ricercati, in seguito alla buona prova data da tutti coloro che si impiegarono nelle Banche o anche nelle Case di commercio». Di fatto, tra i 18 licenziati nel 1906, 5 furono assunti come ragionieri presso aziende, 2 si laurearono in Scienze

15 14 i primi 50 anni dell'istituto Agrarie, 1 divenne ingegnere e direttore di una fabbrica, 3 divennero impresari di opere pubbliche, e 1 si dedicò alla libera professione. Più in generale, fra i 473 alunni diplomati al "De Simoni" nel primo cinquantennio di vita, 70 ottennero una laurea e tra questi 47 divennero ingegneri; 30 coprirono ruoli dirigenziali, 37 ebbero un impiego in istituti bancari, 9 divennero docenti di istituti tecnici e 5 docenti universitari. 19 Ex alunni illustri Tra i nomi più illustri, oltre al già citato Fabio Besta, ricordiamo l'on. Mario Cermenati ( ) ed Eugenio Togliatti ( ). Il lecchese Cermenati conseguì la licenza Fisico-Matematica nel 1886: laureatosi in Geologia all'università di Roma, vi occupò la cattedra di Geologia e Paleontologia e successivamente quella di Storia delle scienze naturali. Fu deputato al Parlamento nelle file dei democratici radicali e sottosegretario di Stato in alcuni ministeri dei Governi Boselli e Orlando. I Togliatti abitarono a Sondrio dal 1902 al 1908, nel periodo in cui il padre ricoprì l'incarico di amministratore del locale Convitto Nazionale. Palmiro, il più giovane, futuro dirigente del PCI ( ), vi frequentò l'attiguo Ginnasio, mentre Eugenio fece i suoi studi al "De Simoni" ottenendo a pieni voti la licenza Fisico- Matematica. Cresciuto alla scuola di Corrado Segre e Gino Fano, si laureò in Matematica all'università di Torino, dove fu libero docente di Geometria descrittiva. Passò poi all'ateneo di Zurigo e infine, nel 1926, a quello di Genova. Annoverato fra i grandi matematici del Novecento, fu anche membro dell'accademia dei Lincei. Un cenno merita anche la figura di Ugo Martinola ( ). Diplomato in Fisico-Matematica nel 1909, si laureò in Ingegneria civile al Politecnico di Torino. Professore di Costruzioni nel nostro Istituto, Busto in bronzo del prof. Fabio Besta. (Tomba di famiglia, Cimitero di Sondrio) Il monumento a Mario Cermenati in piazza del Grano a Lecco. Eugenio Togliatti.

16 i primi 50 anni dell'istituto 15 esercitò anche la libera professione, progettando in città un gran numero di edifici con uno stile inconfondibile che caratterizza «l'immagine urbana della nuova borghesia sondriese» 20 durante il Venntennio fascista. Tra le sue opere ricordiamo il Monumento ai caduti di Sondrio. (vedi p. 110). Le prime alunne Su 473 alunni diplomati fino al 1915 troviamo solo 18 ragazze, la prima nel Due ottennero la licenza di Fsico- Matematica e 16 quella di Ragioneria. Una si laureò, 5 furono impiegate presso un'azienda, mentre tutte le altre si dedicarono alla cura della famiglia. Erano i primi timidi segni del movimento di emancipazione della donna, la quale fino ad allora era stata relegata al ruolo di "angelo del focolare". Le cose cominciarono a cambiare nel Primo dopoguerra. Infatti le alunne che ottennero il diploma tra il 1918 e il 1923 furono ben 27. Ottobre 1914 Alla vigilia della Grande Guerra Come al solito, l'ottobre 1914 si aprì con la sessione autunnale degli esami di riparazione, di ammissione e di licenza e, come al solito, pochi giorni dopo, il 16 ottobre, alle ore 9, iniziarono le lezioni del nuovo anno scolastico, il cinquantesimo dalla fondazione, un anno che però sarebbe stato diverso dagli altri: i venti di guerra soffiavano sull'europa e presto avrebbero sconvolto anche l'italia. Una delle prove proposte dal Ministero per l'esame di licenza parlava «delle relazioni dei commerci e delle industrie con la guerra».21. Per farci un'idea di come era allora l'istituto, dobbiamo limitarci ad un attento esame del Registro di quell'anno, conservato nell'archivio della nostra scuola: purtroppo a quei tempi non si era ancora affermata l'usanza di raccogliere le informazioni più importanti in un apposito Annuario, come si sarebbe fatto in seguito, tra il 1924 e il Il preside Giannetto Besta In quell'anno era preside il prof. Giannetto Besta ( ), di Teglio, fratello del Ritratto del prof. Giannetto Besta, preside dal 1897 al (Lapide nella tomba di famiglia, Cimitero di Sondrio). più illustre Fabio, di cui abbiamo già parlato (vedi p. 4). Un personaggio che aveva passato gran parte della sua vita al "De Simoni": dopo avervi frequentato il corso di Agrimensura (Geometri), aveva conseguito la licenza nel 1868 e dal 1875 vi aveva insegnato Fisica e Chimica, finché, nel 1897 era stato nominato preside.

17 16 i primi 50 anni dell'istituto Avrebbe ricoperto tale carica per ben 26 anni, fino al 1923, quando, con l'avvento del regime fascista e l'introduzione della Riforma Gentile, gli sarebbe subentrato il dott. Silio Manfredi. Morì a Sondrio nel 1933 e fu sepolto nel Cimitero cittadino, nella cappella gentilizia della famiglia, accanto al fratello Fabio. 22 Presidente della Giunta di Vigilanza era l'avv. Giuseppe Botterini de Pelosi ( ), Senatore del Regno dal La Giunta sarebbe stata soppressa dalla Riforma Gentile (1923). L'organizzazione dell'istituto Il corso di studi, cui si poteva accedere dopo aver ottenuto la licenza tecnica o aver superato un esame di ammissione, era distribuito su 4 anni. Il primo anno era ad indirizzo comune, mentre i successivi erano articolati su tre indirizzi: Fisico-Matematica (FM), Commercio-Ragioneria (CR) e Agrimensura (A) (corrispondente all'attuale corso Geometri), caratterizzati da diversi curricoli. La situazione può essere sintetizzata nella seguente tabella: Tab. 3 Quadro riassuntivo dei diversi indirizzi attivati nel Regio Istituto Tecnico di Sondrio, con specificazione dei rispettivi curricoli e degli alunni iscritti nell'anno scolastico Anni Alunni iscritti Materie (ore settimanali per materia) Totale ore sett. I (comune) 33 Italiano (6), Francese (3), Storia (3), Geografia (3), Matematica (6), Storia naturale [Zoologia e Botanica] (3), Disegno ornamentale(6) 30 II FM 10 Italiano (5), Francese (3), Tedesco (3), Storia (3), Geografia (3), Matematica (5), Storia Naturale [Mineralogia e Geologia] (3), Disegno (6) 31 CR 7 Italiano (5), Francese (3), Tedesco (3), Storia (3), Geografia (3), Matematica (5), Storia Naturale [Mineralogia e Geologia] (3), Computisteria (4), Calligrafia (2) 31 A 9 Italiano (5), Francese (3), Storia (3), Geografia (3), Matematica (5), Storia Naturale [Mineralogia e Geologia] (3), Disegno ornato (2), Disegno di Costruzioni (2), Disegno topografico (6) 32 III FM 5 Italiano (4), Francese (2), Tedesco (5), Storia (2), Matematica (5), Fisica (5), Chimica (3), Disegno architettonico (4) 30 CR 9 Italiano (4), Francese (2), Tedesco (4), Storia (2), Fisica (5), Chimica (3), Ragioneria (5), Economia politica (3), Diritto civile (3), Calligrafia (1) 32 A 13 Italiano (4), Storia (2), Fisica (5), Chimica (3), Geometria descrittiva (3), Agraria e contabilità agraria (4), Disegno di Costruzioni (5), Disegno topografico (6) 32

18 i primi 50 anni dell'istituto 17 Anni Alunni iscritti Materie (ore settimanali per materia) Totale ore sett. IV FM 4 Italiano (6), Tedesco (5), Matematica (5), Fisica (3), Chimica (esercitazioni) (4), Disegno architettonico (6) 29 CR 8 Italiano (6), Francese (2), Tedesco (5), Matematica (2), Ragioneria (9), Scienza finanziaria (4), Diritto commerciale e amministrativo (4), Calligrafia (2) 32 A 11 Italiano (6), Chimica (esercitazioni) (4), Agraria (3), Estimo (4), Costruzioni (lezioni, esercitazioni) (5), Topografia (lezioni, disegno, esercitazioni) (9), Legislazione rurale (2) 33 L'anno scolastico comprendeva 3 trimestri, che si concludevano con uno scrutinio finale. Gli esami di riparazione per le materie insufficienti si tenevano a luglio e ad ottobre. Le lezioni si svolgevano su 6 giorni, dalle 8:30 alle 11:30 e, dopo un intervallo di 2 ore, dalle 13:30 alle 16:30. Gli alunni iscritti erano 110, di cui solo 2 femmine (1 a Fisico-Matematica e 1 a Commercio-Ragioneria). 21 erano nati a Sondrio, 39 nella provincia di Sondrio, 41 in altre province e 9 all'estero. Coloro che non avevano residenza in città o non potevano raggiungerla quotidianamente con mezzi di trasporto erano ospitati nel Convitto Nazionale o nel Collegio Salesiano o presso famiglie private. Copertina dell'albo fotografico realizzato dall'istituto nel 1936 (Anno XIV E.F.), per la Mostra Didattica Nazionale. (Archivio storico Istituto "A. De Simoni") Le immagini dell'istituto riprodotte nelle pagine che seguono sono desunte da questo documento. Il collegio salesiano di Sondrio in una foto del 1898 (Archivio storico Salesiani Sondrio). Gli alunni residenti fuori città erano ospitati nel Collegio salesiano o nel Convitto nazionale o presso famiglie private.

19 18 i primi 50 anni dell'istituto Il Convitto Nazionale di Sondrio, con l'attiguo Liceo-Ginnasio "Piazzi", in una foto degli anni 30. Si noti, a sinistra dell'ingresso, la Lapide commemorativa dei caduti. (Archivio A. Del Felice) 1 2 Come eravamo (negli anni Trenta) 3 Foto 1: la Presidenza dell'istituto. Foto 2: la Segreteria. Foto 3: la Biblioteca. Foto 4: l'aula di Agraria: il prof. Tito Vigoni, insegnante di Agraria e Estimo dal 1898 al 1925, circondato dai suoi alunni. Foto 5: l'aula di Fisica e Chimica.. Foto 6: il gabinetto di Chimica. Foto 7: il gabinetto di Scienze Naturali. Foto 8: l'aula di Disegno. Foto 9: l'osservatorio Meteorologico. Foto 10: l'anemografo dell'osservatorio Meteorologico.

20 i primi 50 anni dell'istituto

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