il nastro azzurro PERIODICO NAZIONALE DELL ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO FRA COMBATTENTI DECORATI AL VALORE MILITARE

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1 il nastro azzurro PERIODICO NAZIONALE DELL ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO FRA COMBATTENTI DECORATI AL VALORE MILITARE ANNO XLVII - N. 5 - SETT./OTT Bimestrale - Poste Ital. S.p.A. Sped. in abb. postale D.L. n. 353/2003 (Conv. in L. 27/2/2004 n. 46) Art. 1 comma 2, DCB Roma

2 IL NASTRO AZZURRO APRE LA SOTTOSCRIZIONE PER LA TOMBA DEL GENERALE DOUHET A seguito della segnalazione pervenutaci con la lettera pubblicata a pag. 5, la Presidenza Nazionale dell Istituto del Nastro Azzurro ha deciso di aprire una sottoscrizione a favore del restauro e del mantenimento in condizioni dignitose della tomba del generale Giulio Douhet. Giulio Douhet è stato il primo e più grande studioso e teorico della dottrina di impiego bellico del mezzo aereo. Oggi più che mai la sua teoria si sta dimostrando valida. Per questo l Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare si fa promotore della sottoscrizione tesa al restauro ed al mantenimento in condizioni decorose della tomba di questo grande italiano. Chi, apprezzando la correttezza e l esigenza dell iniziativa, volesse partecipare, può effettuare un versamento sul conto corrente dell Istituto del Nastro Azzurro specificando nella causale: Per la tomba del generale Giulio Douhet Le coordinate bancarie sono pubblicate in questa stessa pagina in basso. È possibile partecipare come: sottoscrittori semplici versando 20 Euro; sottoscrittori sostenitori versando 50 Euro; sottoscrittori benemeriti versando 100 Euro o più. L Istituto del Nastro Azzurro invierà a tutti coloro che aderiranno all iniziativa un attestato di benemerenza e due fotografie della tomba: prima e dopo. Con l occasione, l Istituto del Nastro Azzurro si rivolgerà alle altre Associazioni Combattentistiche e d Arma aderenti ad Assoarma, affinché la presente iniziativa costituisca l avvio di un grande progetto di recupero della memoria dei grandi della storia militare italiana. * * * IL NASTRO AZZURRO SOSTIENE L INIZIATIVA DI STORIA IN RETE TESA AL RIPRISTINO DELLA FESTA NAZIONALE DEL 4 NOVEMBRE Il 4 novembre 2008 ricorre il 90 Anniversario della Vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale. Con tale evento l Italia unificò sotto la sua Bandiera tutti i territori fino allora ancora irredenti tra i quali le città di Trento e Trieste. Con la Legge 937/77 è stata abolita la Festa Nazionale del 4 Novembre: è giunto il momento di ripristinarla. L iniziativa di Storia in rete è benemerita perché va in tal senso e, per questo, il Nastro Azzurro la sostiene. Chiunque voglia aderire può farlo anche autonomamente esprimendo il proprio pensiero all indirizzo E.mail: Comunicazioni Pag. 2 Propositi per il Congresso 2009 a Bologna 3 Una bella notizia 3 Raduno di ASSOARMA dell 1 e 2 novembre a Trieste 3 Lettere al Direttore 4 Medaglie d Oro eccellenti: Ernesto Cabruna Anniversario dell Istituzione dell Arma dei Carabinieri 8 Festa della Marina Militare Anniversario della Guardia di Finanza 12 Detto fra noi 14 Elenco delle Federazioni 15 Finalmente anche Rovigo ha il suo Albo Eroico dei decorati al V.M. 19 Battaglia di El Alamein: la svolta eroica 20 Il mio otto settembre La Battaglia di Pantelleria 24 Cronache delle Federazioni 26 Recensioni 30 Abbonamenti e Potenziamento Giornale 31 Oggettistica del Nastro Azzurro 32 In copertina: Immagini delle cerimonie per la ricorrenza dell Anniversario della Marina Militare, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza IL NASTRO AZZURRO Ha iniziato le pubblicazioni a Roma il 26 marzo 1924 (La pubblicazione fu sospesa per le vicende connesse al secondo conflitto mondiale e riprese nel 1951) Direz. e Amm.: Roma p.zza Galeno, 1 - tel fax Sito internet: Direttore Editoriale: Giorgio Zanardi - Presidente Nazionale dell Istituto - Direttore Responsabile: Antonio Daniele - Comitato di Redazione: Giorgio Zanardi, Antonio Daniele, Carlo Maria Magnani, Giuseppe Picca, Bruno Stegagnini, Antonio Teja, Antonino Zuco - Segretaria di Redazione: Barbara Coiante - Autorizzazione del Tribunale Civile e Penale di Roma con decreto n del Progetto Grafico e stampa: Arti Grafiche San Marcello s.r.l. - v.le Regina Margherita, Roma - Finito di stampare: luglio 2008 Per abbonarsi i versamenti possono essere effettuati su C/C Postale n intestato a Istituto del Nastro Azzurro, oppure su C/C Bancario CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA - Filiale di Roma - P.zza Madonna Loreto, 24 - c/c n CIN IT A - ABI CAB IBAN: IT69A C.F Abbonamento ordinario: 20 Euro; sostenitore: 25 Euro; benemerito: 30 Euro e oltre. Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

3 IL NASTRO AZZURRO 3 PROPOSITI PER IL CONGRESSO 2009 A BOLOGNA Azzurri carissimi, il Consiglio Nazionale del 16 giugno 2008 ha stabilito che il nostro prossimo Congresso si svolgerà a Bologna nel mese di ottobre Tutti dobbiamo fin d ora cominciare a pensare agli argomenti da dibattere in questa nostra tradizionale assise triennale. Per quanto riguarda quelli di iniziativa presidenziale, quattro mi sembra meritino di cominciare ad essere presi subito in considerazione. Il primo è quello relativo alla necessità di apportare una ulteriore modifica al nostro Statuto che consenta di estendere ai Soci simpatizzanti la possibilità di accedere anche alle cariche nazionali, come già ho avuto occasione di accennare in un precedente editoriale. Altrettanto importante sarà la proposta di attribuire alle personalità preposte pro tempore alla guida degli Enti decorati al Valor Militare, iscritti alle nostre Federazioni, la qualifica di Soci aderenti pro tempore per tutto il periodo nel quale ricopriranno l incarico della massima responsabilità dell Ente decorato. Al termine del loro mandato, la qualifica verrà attribuita a chi li sostituirà nella guida dell Ente o nel Comando del Reparto decorato a noi associato. Sarà poi compito delle TUTTI DOBBIAMO FIN D ORA COMINCIARE A PENSARE AGLI ARGOMENTI DA DIBATTERE IN QUESTA NOSTRA TRADIZIONALE ASSISE TRIENNALE. PER QUANTO RIGUARDA QUELLI DI INIZIATIVA PRESIDENZIALE, QUATTRO MI SEMBRA MERITINO DI COMINCIARE AD ESSERE PRESI SUBITO IN CONSIDERAZIONE. rispettive Federazioni territorialmente competenti valutare l opportunità e la possibilità di proporre ai decaduti l iscrizione come soci simpatizzanti. Il terzo argomento da affrontare è relativo alla realizzazione della digitalizzazione dell archivio Sabaudo che è ora detenuto in forma cartacea dalla Federazione di Torino, mentre il quarto riguarda l aspirazione di riportare il Gruppo Medaglie d Oro in seno al nostro Istituto. A questi quattro argomenti, che abbiamo tutti il dovere di dibattere a Bologna, vanno aggiunti quelli che ogni Federazione riterrà di porre in discussione per singoli locali problemi. Colgo l occasione per interessare ogni nostra Federazione a controllare con i preposti ai Reparti e agli Enti decorati, di loro giurisdizione, se percepiscano o meno i soprassoldi delle Medaglie al Valor Militare di cui essi sono insigniti invitandoli, se non ne fruissero, a promuovere la relativa richiesta presso il Ministero dell Economia e delle Finanze e Tesoro della loro provincia perché, con ogni probabilità, quando il soprassoldo verrà ottenuto, lo stesso verrà probabilmente ceduto in tutto o in parte alla loro Federazione, come è già avvenuto ovunque questo interessamento locale sia stato svolto. Con il più affettuoso buon rientro dalle vacanze estive, vi abbraccia il vostro Presidente. Giorgio Zanardi UNA BELLA NOTIZIA Cinquanta Ufficiali di complemento della Marina Militare del corso Santarnecchi usciti dall Accademia Navale di Livorno nel 1958 hanno aderito con entusiasmo alla proposta loro rivolta di essere Soci simpatizzanti del nostro Istituto. Tutti questi Ufficiali, grazie all iniziativa del loro ex capo corso Comandante medico Domenico Russo, da 50 anni si riuniscono, anno dopo anno, in una diversa città d Italia con le rispettive famiglie per rinnovare il loro senso di attaccamento alla marina Militare, dando vita ad un ammirevole esempio di amor di Patria che merita tutto il nostro compiacimento. RADUNO DI ASSOARMA DELL 1 E 2 NOVEMBRE 2008 A TRIESTE Si sta consolidando il programma del Raduno di Trieste al quale il Nastro Azzurro intende partecipare in modo corale. La mattinata di sabato 1 novembre p.v., vedrà coinvolte le sole Presidenze delle Associazioni partecipanti ad alcune cerimonie, Messa in memoria dei Caduti, cerimonia a S. Saba, Basovizza e S. Giusto. Nel pomeriggio alcune Associazioni: ANGET, Finanzieri, Fanti, Marinai e Aeronautica, onoreranno i loro Caduti presso i monumenti a loro dedicati. Dalle varie piazze saranno allietate dal suono di diverse Fanfare, tra le quali la Fanfarina del Nastro Azzurro della Federazione di Brescia. Un concerto della Banda Militare dell Esercito al Teatro Verdi concluderà la giornata. Domenica 2 novembre p.v. con inizio alle ore 9.00 le cerimonie prevedono, dopo l alzabandiera in piazza dell Unità d Italia, lo schieramento in rada dei mezzi navali e sulla piazza dei radunisti, lo sbarco dei Bersaglieri al molo loro dedicato, gli onori ai Gonfaloni di Trieste e Gorizia decorati di M.O.V.M., ai Labari, ai Medaglieri ed alla bandiera di Guerra del Reggimento di Formazione. Dopo gli interventi commemorativi ed un probabile lancio di paracadutisti, si svolegrà, tra le 12 e le 13, lo sfilamento dei partecipanti. Notizie di dettaglio complete di piantine, orari, indirizzi di alberghi convenzionati e mense, ecc. saranno inviate ai primi di settembre, con apposita circolare, a tutte le Federazioni provinciali.

4 4 IL NASTRO AZZURRO LETTERE AL DIRETTORE Caro Direttore, leggendo gli articoli apparsi sul n. 2 (marzo/aprile 2008) de Il Nastro Azzurro dedicato, in apertura, al 60 Anniversario della promulgazione della Costituzione italiana, mi è apparso evidente il diverso rispetto per la verità storica che è riscontrabile fra il messaggio inviato dall On.le Vannino Chiti, quale Ministro per i Rapporti con il Parlamento e gli scritti, in proposito, sia del Direttore Editoriale e sia del Direttore Responsabile, e cioè Suo. Infatti, il primo pone l accento oltre che sulle ferite apportate all unità nazionale da vent anni di dittatura e sulla celebrazione incentrata sulla riscoperta sostanziale dei suoi valori fondanti e cioè su una serie di frasi in politichese che, in buona sostanza, dicono ben poco pur lasciando aperta (se non addirittura spalancata) la porta alla vulgata della Repubblica nata dalla Resistenza alla quale, peraltro, oramai credono in pochi Il Direttore Giorgio Zanardi rivendica invece che alla Guerra di Liberazione, condotta dalle potenti forze anglo-americane con i loro alleati, hanno, in Italia, contribuito principalmente i Reparti dell Esercito Regio (tenendo anche conto del numero dei Caduti, quadruplo rispetto a quello dell intero movimento partigiano) ricostituitosi man mano al Sud mentre, come avviene nelle celebrazioni del 25 aprile, la loro partecipazione non ha avuto, per evidenti ragioni politiche, il dovuto riconoscimento. Del Suo intervento ho molto apprezzato la lucida disamina dei dolorosi fatti con i quali si era chiusa per il nostro Paese, con una gravissima sconfitta, la vicenda bellica, con il seguito dell onta dell 8 settembre e la successiva guerra civile nonché, al termine della guerra fra gli alleati ed i tedeschi - per quanto concerne l Europa - la ricostituzione dei Partiti, la creazione della Costituente, il Referendum e, infine, la promulgazione, un anno e mezzo dopo, della Costituzione che, ormai sessantenne, necessiterebbe di un aggiornamento specie per quanto riguarda il Titolo V. Da ultimo, ho letto con molta attenzione ed interesse la rievocazione delle imprese eroiche della MOVM Ettore Viola (fondatore, fra l altro, dell Istituto del Nastro Azzurro); di Maria Brighenti, prima donna decorata di MOVM; dei veri motivi della resa di Pantelleria nel giugno del 1943 nonché del ricordo del Maresciallo Giovanni Pezzulo, caduto in Afghanistan in missione di pace, a firma di Giuseppe Valencich Perdoni se mi sono dilungato eccessivamente e voglia accettare i migliori e più cordiali saluti. Giuseppe Cesare Maria Cigliana Ardito Tenente degli Alpini c.a. Caro Cigliana, mi perdoni Lei se ho tagliato troppo la sua lunga lettera, ma spero di averne salvaguardato il pensiero fondamentale, che sfonda una porta aperta, situata però in un mare di nebbia: quanto Lei ricorda a commento degli articoli che ha letto, devo constatare, con vivo interesse e grande attenzione (e per questo La ringrazio anche a nome della redazione), è vero. Però, mi permetta di confutare una delle sue affermazioni e precisamente quella relativa alla vulgata della Repubblica nata dalla Resistenza alla quale, peraltro, oramai credono in pochi. In effetti, la nostra Repubblica è nata proprio dalla Resistenza, intesa essenzialmente come movimento politico e non come azione bellica. Il direttivo politico della Resistenza era il Comitato di Liberazione Nazionale nel quale già coesistevano gli embrioni di quelli che sarebbero stati i futuri partiti della rinata democrazia italiana. Tra di essi, il tentativo di egemonia da parte dei Comunisti e dei loro alleati Socialisti era già evidente quando le armi dovevano far sentire la loro voce ancora a lungo. Il Re, pur ritenendo utile l attività del C.L.N., non lo considerava un interlocutore istituzionalmente valido e non gli annetteva l importanza politica che esso, invece, si stava conquistando. L importanza dell attività bellica delle Forze Armate ricostituitesi al sud sotto la bandiera sabauda non è mai stata riconosciuta appieno perché si sarebbe minata alla base l importanza politica del C.L.N. che, in realtà, fu solo in grado di fiancheggiare, con opportune azioni di disturbo svolte dai partigiani, l avanzata alleata supportata invece in forze dai militari italiani fedeli al Re, durante i due lunghi anni della Guerra di Liberazione. Liberata l Italia e cessate le ostilità, il C.L.N. aprì il fronte politico interno ponendo le basi per il referendum istituzionale Monarchia-Repubblica del 2 giugno Per fare ciò, i neonati partiti italiani, soprattutto quelli di sinistra, fecero a gara ad addebitare al Re tutte le responsabilità politiche della disfatta, dal ventennio fascista, alla seconda guerra mondiale combattuta nelle condizioni in cui era stata combattuta (dalla parte sbagliata, completamente impreparati, ecc ), dal disastro dell 8 settembre alla spaccatura in due del Paese, e così via... Ci si può solo meravigliare che la Repubblica abbia vinto di stretta misura e non con un plebiscito, tanto fu intensa la propaganda. In sintesi, la nostra Repubblica è davvero nata dalla Resistenza, ma non perché la Resistenza sia stata decisiva nella sconfitta del nazifascismo, bensì perché essa aveva in se il DNA repubblicano. Antonio Daniele

5 IL NASTRO AZZURRO 5 Signor Presidente, da un articolo che ho letto sulla rivista Aeronautica (n. 3, Marzo 2008) a firma di Maurizio Piva, di cui si riportano i seguenti stralci: L ultima domenica di febbraio, riprese le mie ricerche iniziate in Accademia per la mia tesi di laurea sul grande teorico del potere aereo sono giunto sulla tomba del generale (Douhet - ndr) e della sua consorte Teresa Casalis sepolti a Roma nel cimitero monumentale del Verano La tomba mostrava chiari segni di lunga dimenticanza. Piante rampicanti ricoprivano gran parte della lapide ed anche parte della dedica lasciata dalla moglie, lettere in parte rovinate, spezzate ed altri segni facevano supporre che nessuno fosse passato a curare il sepolcro da molti anni Compiuta sommaria pulizia, trascritta la lapide e scattate alcune immagini, è scattato il rammarico per qualcosa che è a rischio di andare dimenticato o ancor peggio perduto A Giulio Douhet sono state dedicate scuole, piazze, viali. Perché non rendergli onore risistemando anche la sua tomba? Il testo anzidetto (ridotto all essenziale ndr) ben rappresenta, a mio avviso, un tema che ritengo importante: stiamo facendo tutto quello che possiamo per testimoniare e difendere nella società italiana i valori della militarità? viviamo in un mondo dove oltre alla realtà contano sempre più anche l immagine, la comunicazione, la mediaticità : portare avanti i propri valori significa dunque non solo viverli, ma anche spiegarli opportunamente, diffonderli, e infine difenderli dagli attacchi che possono giungere sia da chi li avversa direttamente, sia semplicemente dall oblio, dal tempo che passa. In questo contesto, la vicenda raccontata dall autore dell articolo circa il nostro Generale Douhet - uno dei pochi militari italiani moderni di riconosciuta fama mondiale ci ricorda che anche una semplice pietra può parlare, perché è insieme simbolo, testimonianza e messaggio di ciò che gli uomini hanno fatto. Quando una lapide o un monumento è in stato di abbandono, consunta ed evanescente, sgretolata e sporca, magari imbrattata dai vandali o addirittura lordata da immondizie, chi la vede riceve un immagine negativa e il giudizio sull uomo, sul gesto o sulla categoria ne può risultare intaccato. I Caduti raccolti nei Sacrari Militari hanno chi li cura con costanza (Onorcaduti), ma chi si occupa di salvare la dignità e il decoro della memoria dei singoli militari o dei reparti che sono fuori da quelle strutture? Personalmente sono socio di tre Associazioni d Arma, e a ciascuna pagherei volentieri annualmente un extra quota a favore di un fondo dedicato a questo tipo di opere. Mi sono permesso di scriverle, indirizzando questa stessa lettera anche ad altri Presidenti di Associazioni ed Enti con le medesime finalità morali, perché come cittadino e soldato ritengo che nei nostri tempi serva più Patria, e in qualche modo sia giusto agire. Da solo posso fare ben poco, ma l unione fa la forza RingraziandoLa per la Sua cortese attenzione, Le porgo Distinti saluti Piero Pastorello Caro Pastorello, il Presidente Nazionale, Comandante Giorgio Zanardi, è rimasto profondamente colpito dal messaggio di patriottismo, italianità e culto per il genio nazionale e militare dimostrato dalla sua bella lettera (che, per ragioni di spazio, ho dovuto ridurre in alcune parti) relativa alla vicenda esposta da Maurizio Piva circa lo stato di degrado e abbandono della tomba di Giulio Douhet. È rimasto così colpito da decidere, seduta stante, di lanciare una sottoscrizione al fine di intervenire con fondi adeguati. A pagina 2 di questo stesso numero ci sono le indicazioni su come partecipare, ovviamente su base del tutto volontaria, alla sottoscrizione. Ma vediamo chi era Giulio Douhet e perché è giusto che si faccia qualcosa di concreto nel senso da Lei indicato. Egli è stato il primo e più grande studioso e teorico della dottrina di impiego bellico del mezzo aereo. Pubblicò le sue teorie nel libro Il dominio dell aria, ancora oggi testo base all Accademia Aeronautica e per tutti gli studiosi del settore. La teoria esposta da Douhet preconizzava un aeronautica capace di conquistare e mantenere il dominio dell aria in modo da poter portare, semi indisturbata, l offesa in grande profondità nel territorio nemico fino ad ottenere, grazie al solo impiego del mezzo aereo, la sua completa e totale capitolazione. Nella visione strategica del Douhet, le forze di superficie dovevano semplicemente resistere (impedendo la violazione delle frontiere da parte del nemico) mentre l aviazione faceva massa nel cielo. Chi ha raccolto e tradotto meglio in pratica le teorie douhettiane sono le Forze Armate statunitensi che hanno nella componente aerea la loro punta strategica nella cui dottrina di impiego il riferimento alle idee di Douhet è sempre presente. Un recente esempio della validità del Douhet sono state le operazioni aeree del 1999 in Kosovo: i paesi NATO hanno impiegato le sole aeronautiche e, dopo circa due mesi di attacchi condotti in condizioni di vera e propria supremazia aerea, hanno ottenuto la capitolazione del regime dittatoriale di Milosevich. Come si può osservare, il genio di chi, già dagli anni venti del secolo scorso, ha saputo preconizzare la teoria vincente di impiego delle forze aeree non può essere dimenticato: e si tratta di un genio italiano. Antonio Daniele

6 6 IL NASTRO AZZURRO MEDAGLIE D ORO ECCELLENTI: ERNESTO CABRUNA Tenente dei Carabinieri (Tortona, Alessandria, 2 giugno Rapallo, Genova, 9 gennaio 1960) - Aveva appena diciotto anni quando, il 18 ottobre 1907, varcò la soglia della Legione Allievi Carabinieri di Roma. Era già vice brigadiere quando nel 1911, volontario, partecipò alla campagna italo-turca e alle operazioni che, nel maggio 1912, un contingente di nostre truppe condusse nell Egeo per la occupazione delle isole di Rodi e Coo. Lo scoppio della Grande Guerra, nel 1915, trovò Cabruna nel grado di brigadiere, Comandante della Stazione di Salbertrand in Piemonte, sul confine francese. Ancora una volta volontario, venne assegnato alla 10^ Compagnia Carabinieri Mobilitata, con cui raggiunse il fronte il 5 ottobre Nel maggio del 1916 chiese di diventare aviatore ed il 12 luglio venne assegnato al Deposito dell Aeronautica di Torino. Dopo tre mesi era pilota di apparecchio Farman 14 e il 10 dicembre 1916 era già in zona di guerra, assegnato alla 29^ Squadriglia aeroplani da ricognizione Farman, impegnata in un intensa, febbrile attività quotidiana di ricognizione; erano le giornate preparative della nona e della decima battaglia dell Isonzo. Nel giugno del 1917, Cabruna, promosso nel frattempo maresciallo d alloggio, era di nuovo al Deposito dell Aeronautica di Torino dove conseguì il brevetto di pilota sui biplani Nieuport. Tornato subito in prima linea, venne assegnato alla 84^ Squadriglia da caccia, per poi passare all 80^ e infine alla gloriosa 77^ sui campi di Aiello e di Marcon, con velivoli Nieuport e Spad. Dal libretto di volo risultano al suo attivo in quel periodo novecento ore di volo di guerra, otto velivoli avversari abbattuti ed altri due incendiati su un campo nemico, un drakenballon nemico distrutto. Cabruna si rese celebre soprattutto per la sua audacia che assunse spesso toni da leggenda e che trovò consacrazione nelle motivazioni delle ricompense al Valore che gli furono conferite. Per il ciclo di operazioni portate a termine nei cieli del Carso e del Piave, Cabruna ottenne la Medaglia d Argento al Valor Militare: Pilota da caccia abile e ardimentoso - si legge nella motivazione - dimostrava, in ogni circostanza, calma e sangue freddo ammirevoli eseguendo importanti e numerosi voli di guerra. Il 1918, segnò la fase più intensa e proficua dell aviazione italiana che, riaffermando il proprio dominio dell aria, offrì un contributo notevole alla vittoria decisiva delle nostre armi. In questo quadro, Cabruna compì gesta estremamente ardimentose. Il 29 marzo 1918 avvistò, nel cielo di Conegliano, un apparecchio da bombardamento austriaco e dieci caccia di scorta che stavano per inoltrarsi al di sopra del territorio nazionale. Accettò la sfida e, passando con straordinaria abilità attraverso i cacciatori avversari, attaccò il bombardiere, abbattendolo. I gregari, allora, si dispersero e ripiegarono sulla loro base, rinunciando alla missione. Sul modulo per la relazione del volo sono annotate queste parole: Affrontati, da solo, undici apparecchi nemici, abbattutone uno, messi in fuga gli altri - Cielo del Piave 29 marzo Il Bollettino ufficiale del Comando Supremo del 25 giugno 1918 riporta la motivazione della sua promozione per meriti di guerra a sottotenente dei Carabinieri in servizio permanente con anzianità 4 aprile 1918: Avvistato e raggiunto, da solo, nel cielo di Conegliano un apparecchio nemico scortato da dieci caccia, fra i quali tre rossi, che si ritiene siano montati dai migliori Assi austro-germanici, rinunciò di darsi colà all avventura pazza di affrontarli, cosa che però fece non appena li vide decisi a volgersi in territorio nostro, dando con sublime temerarietà combattimento, sempre da solo, a tutti undici, riuscendo, mercé abilissime manovre, ad isolare il rosso capo pattuglia e scompigliare e disperdere i rimanenti dieci, che, tutti alla spicciolata fuggirono planando in loro territorio rinunciando definitivamente ad effettuare la ricognizione o il bombardamento. L impresa fornì lo spunto al famoso illustratore Achille Beltrame del La Domenica del Corriere per una copertina a colori apparsa sul settimanale milanese nel settembre 1918, dal titolo 1 contro 11. L intensa attività di volo e le vittorie riportate fece guadagnare nel 1918 al Cabruna la seconda Medaglia d Argento al Valor Militare: Audacissimo pilota da caccia - dice la motivazione - con tenace volontà ed ardire prodigò l opera sua instancabile e meravigliosa con zelo ed entusiasmo. Il 26 settembre a Cabruna venne affidato un importante servizio di crociera sulle posizioni tenute dagli austriaci dal Piave al Trentino. Decollando dalla base di Marcon presso Mestre, egli risalì tutto il Piave, sorvolando gli altipiani e quindi, giunto al termine del suo compito di osservazione, si diresse su Brescia per atterrare nel campo di Castenedolo. Stava già planando, quando d improvviso si ruppe una tubazione della pompa dell olio. Il liquido spruzzò ovunque colpendo al viso il pilota che, accecato, perse per alcuni instanti il controllo dell apparecchio che urtò contro la terra molle di un seminato e si capovolse. Cabruna venne ricoverato presso l ospedale militare di Brescia con commozione cerebrale grave, frattura della clavicola destra ed escoriazioni in più partì del corpo. Dopo un mese appena era di

7 IL NASTRO AZZURRO 7 nuovo in squadriglia. Il 31 ottobre, in volo di crociera sulle difese austriache, si spinse fino al suo vecchio campo di Aiello, ormai in mano avversaria, ed attaccò una squadriglia di caccia mentre rullava per il decollo: riuscì a colpire due apparecchi che si incendiarono. Fu la sua ultima impresa. Per l azione, particolarmente meritoria perché compiuta in condizioni fisiche assai precarie, venne insignito della Croce di Guerra al Valor Militare. Al termine del conflitto a Cabruna venne concessa, in commutazione della seconda Medaglia d Argento, la Medaglia d Oro al Valor Militare: «Magnifico asso cacciatore dell aviazione, nella perfetta esecuzione di ordini, come in arditissime iniziative, in combattimenti sostenuti e vinti con incredibile audacia anche da solo contro un numero stragrande di temuti e ben agguerriti avversari, spesso in stato cagionevole di salute, prodigò in ogni circostanza di guerra la sua meravigliosa instancabile attività con tempra di romano eroismo. Nell ultima grande offensiva, cui volle ad ogni costo partecipare, uscendo dall ospedale ove era degente per ferita, pur avendo ancora il braccio destro immobilizzato e dolorante e perciò trovandosi in condizioni di assoluta inferiorità, con inarrivabile tenacia di volere ed animosità, attaccava in lontano campo d aviazione vari apparecchi nemici pronti a partire e ne incendiava due. In altra occasione si lanciava in mezzo a un gruppo di trenta apparecchi nemici, abbattendone uno ed ostacolando agli altri il raggiungimento del loro obiettivo, essendo per lui la superiorità numerica del nemico stimolo ad ingaggiare la lotta. Nelle più varie e difficili circostanze, compiendo in complesso oltre 900 ore di volo, senza esitare di fronte alle più audaci imprese, rese alla Patria grandi e segnalati servizi. - Aiello, ottobre Cielo del Piave, giugno, luglio, novembre 1918». L AEROPLANO DI CABRUNA Lo SPAD S.XIII era un biplano da caccia monoposto prodotto durante la prima guerra mondiale dalla SPAD, sigla che identificava l azienda francese Société (anonyme) Pour l Aviation et ses Dérivés. Fu uno dei migliori velivoli del conflitto e uno di quelli prodotti in maggior numero: esemplari con ordini per altri che vennero cancellati con l armistizio. Lo SPAD S.XIII era uno sviluppo del precedente S.VII e del meno riuscito S.XII. Sull S.XIII vennero introdotte un gran numero di modifiche, tra cui timone ed ali di maggiori dimensioni, atti a beneficiare di sostanziali miglioramenti aerodinamici. Il motore, il francospagnolo Hispano-Suiza 8B a 8 cilindri a V, grazie alla maggior potenza espressa di 220 CV, garantiva un considerevole incremento delle prestazioni del velivolo. Il velivolo francese era più veloce dei pari ruolo britannico Sopwith Camel e del tedesco Fokker D.VII, ma la sua minore maneggevolezza lo rendeva piuttosto ostico nelle mani di piloti inesperti, in particolare durante le manovre di atterraggio, a causa della sue scarse caratteristiche di veleggiatore e della sua repentina entrata in stallo. Era invece ottima la sua solidità come le sue doti di picchiata. Lo S.XIII fu pilotato, tra gli altri, dagli assi Georges Guynemer e Rene Fonck, in forza alla francese Armée de l Air, e dallo statunitense Eddie Rickenbaker in forza all United States Army Air Service, al quale alla fine del conflitto furono confermate 26 vittorie. A bordo di questo tipo d aereo venne abbattuto l asso degli assi italiano, il Maggiore Francesco Baracca (34 vittorie), colpito al capo da una fucilata mentre sorvolava le trincee austriache sul Montello, il 19 giugno Il velivolo venne utilizzato anche da altre Aviazioni tra le quali il servizio aereo della American Expeditionary Force dell U.S. Army, che ne ricevette 893 e che utilizzò fino al Dopo la fine del conflitto venne impiegato anche dal Giappone, dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia. Equipaggio: 1 Primo volo: 4 aprile 1917 Entrata in servizio: fine maggio 1917 Costruttore: SPAD Esemplari costruiti: Lunghezza: 6,30 m Apertura alare: 8,10 m Altezza: 2,35 m Superficie alare: 21,1 m Peso a vuoto: 566 kg Peso massimo al decollo: 845 kg Motore: Hispano-Suiza 8B: Potenza: 220 CV (164 kw) Velocità massima: 234 km/h Velocità variometrica: 2 m/s Autonomia: 350 km Tangenza: m Mitragliatrici: 2 Vickers 303 da 7,7 mm 2

8 è stato aperto dalla deposizione in mattinata di due corone d alloro, una L evento all Altare della Patria, l altra al Sacrario dei Caduti presente all interno del Museo Storico dell Arma. Nella suggestiva atmosfera di Piazza di Siena, a Villa Borghese, si è svolta, in serata, la cerimonia del 194 Anniversario della Istituzione dell Arma dei Carabinieri alla presenza del Presidente della Repubblica On. Sen. Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, del Ministro della Difesa On. Avv. Ignazio La Russa, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Vincenzo Camporini e di quelli di Forza Armata, del Comandante Generale dell Arma dei Carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, e di numerose autorità politiche e istuzionali. Particolarmente nutrita la partecipazione allo schieramento (presenti anche rappresentanze delle Gendarmerie a cavallo straniere) che ha reso gli Onori al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel suo discorso augurale, il Presidente ha ricordato i militari caduti nell adempimento del dovere teso essenzialmente a salvaguardare il rispetto della legge contro ogni forma di sopraffazione e di violenza. La loro memoria contribuisce a rinsaldare e diffondere i valori di libertà e democrazia fondamento della nostra Carta Costituzionale. La storia e le tradizioni dell Arma, da sempre attenta nel suo radicamento sul territorio alla centralità della persona, alla tutela della sicurezza di ogni cittadino, all ordinato sviluppo della collettività ed alla promozione della pacifica convivenza civile, dimostrano infaticabile impegno per una società più giusta e solidale e costituiscono eredità preziosa, fonte di insegnamento per le nuove generazioni. Consapevole della quotidiana e meritoria opera svolta dai Carabinieri, il Paese si stringe oggi con affetto intorno all Arma. Il Ministro della Difesa, On. Avv. Ignazio La Russa, ha voluto rendere omaggio al Tricolore simbolo della Patria, Bandiera sempre onorata dai Carabinieri del passato e del presente e che, certamente, anche in futuro sarà difesa dai Carabinieri. A quasi due secoli dalla sua fondazione, l Arma dei Carabinieri è una risorsa insostituibile per il sistema di difesa e sicurezza nazionale e dimostra un eccezionale vitalità: una innovazione riuscita del 1814, che ancora oggi reputiamo come una delle più moderne tradizioni italiane. La tutela dell ordine e della legalità è, oggi più che mai, segnata dalla diversità e dalla fluidità delle minacce: dalla criminalità diffusa e locale a quella organizzata e transnazionale, al terrorismo internazionale Nei Teatri di operazione all estero i Carabinieri, insieme ai Contingenti delle altre Forze Armate, sono interpreti delle più alte virtù della Nazione: la solidarietà, l umanità, il rispetto per le culture diverse. L apprezzamento della Comunità internazionale conferma la grande professionalità e l indiscusso prestigio dei nostri militari I brillanti risultati conseguiti nel 2007 dalle Stazioni Carabinieri ne confermano la vitalità insostituibile

9 IL NASTRO AZZURRO 9 per una effettiva risposta dello Stato alle richieste di sicurezza dei cittadini In questa particolare congiuntura sociale e politica, in cui dai cittadini sale una richiesta non rinviabile di sicurezza e legalità, noi Vi chiediamo, Carabinieri di ogni ordine e grado, di rinnovare i Vostri sforzi e confermare le Vostre capacità, nell interesse della Nazione. L Italia sa che ancora una volta sarete all altezza di questo compito.. Sono state poi consegnate le Ricompense alla Bandiera di Guerra dell Arma ed ai militari che si sono particolarmente distinti in servizio per abnegazione, dedizione e senso del dovere, spinti anche all estremo sacrificio. In particolare, alla Bandiera dell Arma è stato conferito il Diploma di 1^ Classe con Medaglia d Oro. Momenti di particolare commozione si sono avuti durante la consegna delle Medaglie d Oro alla memoria ai militari caduti nell adempimento del proprio dovere. Il momento clou della manifestazione è stato il tradizionale carosello equestre del Reggimento Carabinieri a Cavallo: un alternarsi fluido e ritmico di figure complesse, eseguite con grande abilità e perizia, degna di quella tradizione della cavalleria italiana della quale i carabinieri del Reggimento e l Arma intera sono fedeli e rigorosi custodi, che hanno trovato il loro culmine nella carica: un turbinare di pennacchi tra il balenio delle sciabole sguainate e lo sventolare dello stendardo, al grido di Pastrengo! in memoria dell eroica battaglia del 30 aprile Con gli onori al Presidente della Repubblica che, accompagnato dal Ministro della Difesa, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Comandante Generale dell Arma, ha lasciato Piazza di Siena, la manifestazione è giunta al termine. La coreografia, le luci ed i colori hanno sicuramente contribuito ad emozionare lo spettatore, ma ciò che resta è la vicinanza dell Arma al cittadino, ben sintetizzata nello slogan Carabinieri, patrimonio della comunità. RICOMPENSE Diploma di 1^ Classe con Medaglia d Oro alla Bandiera dell Arma: Per la molteplicità e incisività degli interventi effettuati dall'arma dei Carabinieri nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio culturale nazionale che, in perfetta sinergia operativa tra le diverse componenti specializzate e territoriali e in piena unità di intenti con le strutture ministeriali, attraverso una meticolosa opera di ricostruzione delle vicende storiche e giudiziarie contribuivano in modo determinante al definitivo rientro in Patria di reperti archeologici di inestimabile valore storico-artistico illecitamente esportati all'estero, suscitando unanime, incondizionato plauso delle più alte cariche dello Stato per la meritoria opera svolta nell'assicurare alle future generazioni la coscienza e la conoscenza del proprio passato e dell'identità collettiva.territorio nazionale ed estero Medaglia d'argento al Valore Militare al Carabiniere Daniele Condemi: Libero dal servizio ed in abiti civili, con straordinario coraggio, ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava ad affrontare cinque pericolosi malviventi sorpresi in flagrante rapina ai danni di un istituto di credito. Esponendosi a violenta azione di fuoco, replicava con l'arma in dotazione, ferendo uno dei malfattori che, abbandonata l'arma, si dava a precipitosa fuga unitamente ai correi. Il suo intervento permetteva altresì la liberazione di due ostaggi (padre e il proprio bambino) tenuti sotto minaccia delle armi di uno dei rapinatori. L'operazione si concludeva con l'arresto dei cinque rapinatori e di un sesto complice - due dei quali già appartenenti ad organizzazione eversiva - il recupero dell'intera refurtiva ed il sequestro di ingente quantitativo di armi e munizioni. Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere "; 21 aprile 2006 in Civitavecchia (RM): Medaglia d'oro al Valor Civile "alla memoria" all'appuntato Scelto Ciro De Vita; Medaglia d'oro al Merito Civile "alla memoria": al Maresciallo Capo Stefano Piantadosi e all'appuntato Scelto Michelino Vese; Medaglia d'oro al Merito Civile all Appuntato Scelto Giuseppe Festagallo; Medaglia d'oro al Valore dell'arma "alla memoria" all'appuntato Scelto Roberto Sutera; Per la stessa azione è stata conferita la Medaglia d'argento al Valor Militare al Carabierie Francesco Denaro; Medaglia d'oro al Valor Civile al S.Ten. (ora Ten.) Nicola Di Maggio, al Maresciallo Capo Raffaele Martucci, al Maresciallo Giuseppe Caroppa, all'appuntato Salvatore Davide Arena e al Carabiniere (ora Carabiniere Scelto) Martino Decorato; Il "premio annuale ai Comandanti di Stazione" è stato assegnato al Luogotenente Giovanni Santoriello, Comandante della Stazione di Torino Pozzo Strada (TO), al Maresciallo Aiutante s.ups Vittorio La Notte, Comandante della Stazione di Grado (GO), al Luogotenente Mario Petrini, Comandante della Stazione di Cagliari Sant'Avendrace (CA), al Maresciallo Aiutante s.ups Francesco Mingolla, Comandante della Stazione di Pescara Scalo (PE) ed al Maresciallo Aiutante s.ups Natale Innocenzo Malagrinò, Comandante della Stazione di Botricello (CZ).

10 10 IL NASTRO AZZURRO Martedì 10 giugno 2008, alla presenza del Capo dello Stato, la Marina Militare ha celebrato la propria festa annuale. L arma del mare fa coincidere la data della celebrazione annuale con l impresa che il suo più popolare eroe, l Ammiraglio Luigi Rizzo, compì il 10 giugno 1918 nelle acque di Premuda, affondando la corazzata Santo Stefano, vanto della marina austriaca, con un audacissimo attacco compiuto con due piccoli MAS. A questa vicenda di coraggio e sprezzo del pericolo, si è sempre informata la nostra Marina Militare, un arma che fa dell audacia la sua punta di lancia. Il Capo di Stato maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato come la scelta di celebrare il 147 Anniversario della Marina Militare, e il 90 anniversario dell impresa di Premuda, a Venezia sia non solo un sentito omaggio a Venezia, al suo Gonfalone, al Sindaco, alle Autorità, alla cittadinanza, che accoglie la Marina con generosità ed affetto ma soprattutto la consapevolezza che, sebbene le basi operative della Marina Militare siano state da tempo trasferite altrove, resta qui una parte importante della Marina: il suo passato, con il patrimonio storico del Museo Navale, la sua identità, coltivata nel prestigioso Istituto di Studi Militari Marittimi, e la sua proiezione futura, con la Scuola Navale Morosini, che avvicina al mare giovani liceali di tutta l Italia. Così, il legame fra la Marina e Venezia continua, forte e fecondo. È recente l intesa per la sistemazione dell Arsenale, finalmente destinato ad una fruizione più ampia e condivisa, con la creazione, fra l altro, di un Polo Museale delle tradizioni marittime nazionali. Dunque, Venezia resta il centro culturale della Marina e non solo della nostra

11 IL NASTRO AZZURRO 11 Marina. Ci sembra che da qui meglio si percepisca il valore dei rapporti marittimi che oggi si misurano sugli scenari della globalizzazione. In questa prospettiva, in ottobre, l Arsenale accoglierà nuovamente, il Simposio delle Marine, un tradizionale grande appuntamento che riconosce nel dialogo e nella cooperazione internazionale, gli strumenti più efficaci per la sicurezza marittima Il Ministro della Difesa, On. Avv. Ignazio La Russa, a poi preso la parola ricordando che anche nel perduto secondo conflitto la Marina ha scritto pagine di eroismo a cominciare dall affondamento, nel porto di Alessandria d Egitto, delle corazzate britanniche Valiant e Queen Elizabeth con gli SLC (Siluri a Lenta Corsa), i famosi maiali. Quella tradizione e quelle esperienze vivono tuttora nei nostri moderni reparti d assalto a cominciare da quelli del Comando Subacquei e Incursori. Un pensiero commosso va a tutti i marinai caduti per la Patria in ogni tempo, e in ogni luogo, ai tanti che riposano in fondo al mare, nelle loro navi e nei loro battelli. Alla Marina Militare, che della leggendaria impresa di Premuda ha fatto la ricorrenza della propria festa, va il saluto di tutte le Istituzioni Il Ministro ha poi aggiunto oggi riaffermiamo il valore della Patria e il ruolo strategico che l Italia deve svolgere nello scenario internazionale. La partecipazione a numerosissime missioni internazionali impone di mantenere elevato il dibattito sulle prospettive e sul ruolo dell Italia, ma anche sulla necessità di disporre di uno strumento militare nazionale adeguato, per risorse e mezzi, ai compiti sempre più gravosi che in tale contesto si attribuiscono alle Forze Armate e alla risposta in termini di capacità, efficienza e preparazione che, giustamente, da esse si pretende Oggi lo scenario internazionale è radicalmente mutato e l Italia contribuisce alla lotta contro nuove minacce alla stabilità e alla sicurezza. Ma immutati restano i valori e gli ideali che animano gli appartenenti alla Marina La Marina svolge un ruolo fondamentale: le nostre navi solcano i mari per controllare i flussi migratori, contrastare il terrorismo, le attività illegali e il crescente fenomeno della pirateria. Non meno importante è il ruolo della Marina nella cooperazione internazionale, attraverso numerose iniziative che le hanno valso una riconosciuta leadership regionale, per rafforzare le condizioni di sicurezza nel complesso scacchiere mediterraneo. Da qui la necessità di assicurare il mantenimento delle capacità operative della flotta, pur nel processo di rinnovamento e ammodernamento attualmente in atto Il Presidente della Repubblica, On. Sen. Giorgio Napolitano, a conclusione della cerimonia, ha consegnato alcune onorificenze a personale della Marina Militare particolarmente distintosi nel corso dell ultimo anno. Inoltre, è stata conferita la Medaglia d Oro al Merito Civile al navigatore solitario Giovanni Soldini.

12 12 IL NASTRO AZZURRO 234 ANNIVERSARIO DELLA GUARDIA DI FINANZA Il giorno 19 giugno 2008, il Comandante Generale della Guardia di Finanza Generale di Corpo d Armata Cosimo D Arrigo, dopo la deposizione di una corona all Altare della Patria si è trasferito, presso lo Stadio dei Marmi del Foro Italico di Roma dove, alla presenza del Capo dello Stato, On. Sen. Giorgio Napolitano, ha avuto luogo la celebrazione del 234 Anniversario dell Istituzione della Guardia di Finanza. Nel leggere il suo Ordine del Giorno Speciale, il Comandante Generale dell Arma ha sostenuto che La Guardia di Finanza è oggi un Istituzione essenziale per lo sviluppo sano ed equilibrato del nostro Paese perché, fedeli alla propria vocazione e alla propria missione, i Finanzieri contrastano ogni forma di criminalità economica e finanziaria; tutelano il corretto funzionamento dei mercati e, quindi, le imprese legali, il made in Italy, i consumatori, gli utenti, i risparmiatori; continuano a vigilare i confini; lottano contro tutti i traffici illegali, in terra e in mare; concorrono al mantenimento dell ordine e della pubblica sicurezza; partecipano, con il loro specialistico contributo, alle missioni di pace all estero cui il Paese fornisce il proprio apprezzato contributo. Festeggiare il 234 Anniversario di Fondazione significa avere consapevolezza della propria storia e del proprio ruolo e rinnovare l impegno a servire la Nazione con dedizione, abnegazione, professionalità e spirito di sacrificio DECORAZIONI CONCESSE Medaglia d'argento al Valore della Guardia di Finanza Appuntato Scelto Franco GASPARE BONO, Appuntato Scelto Vincenzo VALENTI Medaglia di Bronzo al Valore della Guardia di Finanza Maresciallo Capo Stefano SCARAGGI, Maresciallo Ordinario Gaetano RICCHIUTI, Brigadiere Angelo Paolo MONTALBO Promozione straordinaria per benemerenze di servizio al grado di Vicebrigadiere Appuntato Scelto Gelfrido MAZZA Encomio Solenne Ten.Col. Sergio NAPOLETANO, Maresciallo Capo Antonio FUSCO, Maresciallo Capo Roberto D'ORIA Ten.Col. Paolo ZEMELLO, Cap. Luca MEOLI, Maresciallo Capo Pio PIPOLI, Maresciallo Ordinario Cristiana Maria CANNELLI Ten.Col. Antonello MAGGIORE, Cap. Rosario VICEDOMINI, Maresciallo Aiutante mare Leonardo CORNACCHIA, Maresciallo Aiutante mare Giuseppe PALUMBO, (in rappresentanza dell equipaggio del Pattugliatore P03 DENARO )

13 IL NASTRO AZZURRO 13 Al termine della cerimonia il Presidente della Repubblica ha assegnato personalmente alcune decorazioni al personale della Guardia di Finanza particolarmente distintosi nell attività di servizio svolta nell arco dell anno. Il Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, ha fatto pervenire un messaggio nel quale, mentre ha rinnovato i sensi della stima del Governo nei confronti delle Fiamme Gialle, ha particolarmente sottolineato che L alta missione attribuitagli dallo Stato conferma la Guardia di Finanza nell insostituibile attività a salvaguardia dell ordine economico, a garanzia dei principi di solidarietà e giustizia sociale, contro frodi e illegalità, nell interesse dell intera collettività... La Bandiera della Guardia di Finanza La Bandiera della Guardia di Finanza è decorata al Valor Militare come da elenco qui sotto. A tali decorazioni se ne aggiungono numerose altre al Valor Civile, nonché di altri Ordini nazionali e internazionali. 5 CROCI DI CAVALIERE DELL ORDINE MILITARE D ITALIA; 3 MEDAGLIE D ORO AL VALOR MILITARE; 4 MEDAGLIE D ARGENTO AL VALOR MILITARE; 6 MEDAGLIE DI BRONZO AL VALOR MILITARE; 2 CROCI AL VALOR MILITARE; LO STADIO DEI MARMI Lo Stadio dei Marmi al Foro Italico fu progettato come logico proseguimento dell Accademia di Educazione Fisica per l allenamento quotidiano degli allievi dell Accademia stessa. Le gradinate perimetrali in marmo bianco di Carrara furono ottenute sopraelevando il terreno di 5,50 m. I due corpi di fabbrica affiancati che delimitano l accesso al campo sono destinati ai servizi e ai magazzini per gli attrezzi. Infine, sulle gradinate furono poste le 60 statue (in realtà 59) offerte dalle province d Italia. Gli artisti prescelti per la progettazione dello Stadio avrebbero anche dovuto sovrintendere, dietro compenso di lire, le successive fasi della lavorazione. Fu inaugurato insieme all Accademia di Educazione Fisica nel 1932.

14 14 IL NASTRO AZZURRO ISTITUTO: ASSOCIAZIONE APOLITICA L Articolo 2 del nostro Statuto Sociale afferma che l Istituto del Nastro Azzurro è apartitico e apolitico. È questo il principio fondante di una dottrina sociale di un Sodalizio che intende contribuire all esercizio e alla diffusione di altissimi valori morali. Tra questi valori è compresa la giustizia, che è lo scopo primario della politica. L Istituto non può né deve prendere parte attiva alla politica, ma non può né deve estraniarsi del tutto da essa perché sia realizzata nella società la giustizia. Senza la quale, lo ricorda Sant Agostino, la società si ridurrebbe ad una banda di ladroni (De Civitate Dei - IV,4). La giustizia è un valore di carattere morale e la sua realizzazione rientra nell ambito delle attività di servizio che l Istituto esprime. Attività caratterizzate da forte contenuto morale, ma non politico, perché la politica spetta ai pubblici ordinamenti. Questi, tuttavia, per bene operare hanno bisogno di stimoli e di controlli al fine di impedire il loro accecamento etico che deriva dall interesse e dal potere: pericoli mai totalmente eliminabili. Le norme del nostro Statuto e le direttive nazionali, a me sembrano esprimere chiaramente la volontà di collaborare alla realizzazione di una società giusta. Società, cioè, dove ciascuno riconosce e pone in atto i propri doveri, ma anche società che a ciascuno sa offrire e assicurare ciò che gli compete, in dignità, libertà e giustizia. Luigi Turchi IL MUSEO DI PIANA DELLE ORME SI ARRICCHISCE DI UN F-104 L ameno museo all aperto di Piana delle Orme si estende in contrada Borgo Faiti, alle porte di Latina, e raccoglie numerosi interessanti cimeli della seconda guerra mondiale a testimonianza degli aspri combattimenti che si svilupparono tra il 1944 e il 1945 nella zona. Con una singolare e pittoresca cerimonia, il 15 marzo 2008 l Aeronautica Militare ha donato al museo un F-104. Si potrà obiettare che il velivolo non c entra niente col tema del museo, ma si tratta pur sempre di una macchina che ha segnato un epoca: quella della guerra fredda. L F-104 è stato particolarmente amato dai piloti sia per la notevole attenzione che richiedeva, sia per le prestazioni talmente elevate che gli hanno permesso di rimanere, sebbene con i dovuti aggiornamenti avionici, in linea con l Aeronautica Militare fino al 2004, cioè a ben cinquant anni dal suo primo volo: un vero record di longevità per un aereo da caccia. Star della manifestazione, il generale Giorgio Bertolaso, primo pilota italiano a volare sull F-104 e il generale Tiziano Tosi, Comandante della Squadra Aerea, entrambi entusiasti testimoni delle eccezionali prestazioni dello spillone. L autentico amore dei piloti per questo straordinario velivolo ha consentito all Aeronautica Militare di superare quella che è stata la più grave crisi economica in cui si è venuta a trovare tra gli anni 80 e 90, crisi che ha, di fatto, impedito alla nostra Arma Azzurra di transitare in quel periodo sul nuovo F-16, come invece hanno fatto tutte le forze aeree dell area europea NATO. Come si dice nel gioco dell oca, noi abbiamo dovuto saltare un giro e, mentre i tedeschi, gli olandesi, i belgi, i danesi, ecc transitavano sull F-16 mantenendosi perfettamente allo stato dell arte, noi dovevamo accontentarci degli aggiornamenti avionici dell F-104. Certo il velivolo era eccezionale, dava grandi soddisfazioni, ma era inevitabilmente superato: la nostra difesa aerea non era più all altezza di quelle degli altri paesi della NATO e denunciava qualche obsolescenza anche nei confronti del Patto di Varrsavia. Aspettando l Eurofighter, l A.M. ha dovuto affiancare il Tornado ADV all F-104, ormai non più idoneo ad operare da solo negli scenari attuali dove la componente elettronica è sempre più preponderante, e poi ha dovuto comunque acquisire, sia pure con un contratto di leasing quinquennale, l F-16 che ormai si sperava di saltare. Morale: l F-104 è stato un grande protagonista dei nostri cieli, ma forse, per amore o per forza, gli abbiamo davvero chiesto troppo. E ora è giusto che stia nei musei. Antonio Daniele RICORDO DI MARIO RIGONI STERN Non potendolo citare nella rubrica Azzurri nell azzurro del cielo desidero spendere due parole in ricordo di Mario Rigoni Stern, scrittore meraviglioso e accattivante, Medaglia d Argento al Valor Militare sul campo, ex deportato in un lager nazista. L ho incontrato l anno scorso a luglio ad Asiago, amena località che frequento dal 1952, dove era nato il 1 novembre del 1921 e dove il 16 giugno u.s. ci ha lasciato. Gli avevo chiesto un appuntamento sia per convincerlo ad iscriversi al nostro Istituto sia per chiedergli se poteva scrivere poche righe per il nostro periodico. Mi ero preparato l argomento: La bellezza e necessità di ricordare, di testimoniare nella giusta prospettiva storica, l identità nazionale ai giovani. Avendo letto tutti i suoi lavori, compresi gli articoli scritti su La Stampa dal 1963 ai giorni nostri, ero convinto di invitarlo a nozze. Gli portai alcuni numeri del Nastro Azzurro un Labaretto ed un fermacarte; eravamo seduti ad un Caffè e la sua affabilità mi aiutò a cercare di essere convincente. Prese nota sulla sua agenda ed il risultato fu un graditissimo si per l articolo, ma solo dopo la fine del libro che stava scrivendo, (l avrà finito?) ed un diplomatico per il resto staremo a vedere, ma ci sono cose.. che lasciava poco spazio alla speranza di averlo tra di noi. Ci eravamo salutati dandoci appuntamento per quest anno. Peccato. Continuerò a rileggere, soprattutto nei momenti in cui stanco sento il bisogno di pace e di serenità, i suoi libri. Provate anche voi: l alpino cantore della natura, della pace e dell amore, della verità senza orpelli vi affascinerà. Antonio Teja

15 IL NASTRO AZZURRO 15 FEDERAZIONE RECAPITI PRESIDENTE O COMMISSARIO (*) APERTURA ALESSANDRIA Via Fiume Alessandria - Tel ANCONA Via XXIX Settembre 2/E Ancona Tel AOSTA Via C. Chamonin Aosta - Tel AREZZO Via Ricasoli Montevarchi (AR) Tel ASCOLI PICENO Corso Vittorio Emanuele Ascoli Piceno Cell ASTI Corso Einaudi Asti Tel/Fax BARI Via Cardassi Bari Tel Cell BELLUNO Via Mezzaterra 73 2 piano Belluno Tel BERGAMO Via Verdi Bergamo Tel BIELLA Via Roma Sandigliano (BI) - Cell BOLOGNA Via Marsala Bologna Tel BRESCIA Via Moretto 79/A Brescia Tel BRINDISI c/o Stazione Marittima Brindisi - Tel CAGLIARI Via dei Giudicati Cagliari Tel CAMPOBASSO Via Roma Campobasso Tel CASERTA Via Luigi Settembrini Caserta Tel Cell CATANIA Via G. Oberdan 31/C Catania - tel CATANZARO Corso Mazzini Catanzaro Tel CHIETI Via Arniense Chieti Tel COSENZA Via F. Alimena Cosenza Tel CREMONA Via Chiese Cremona Tel Cell Gen. Luigi TURCHI Cap. Paolino ORLANDINI Gen. Attilio POLITANO Sig. Stefano MANGIAVACCHI Cav. Franco Bruno CRUCIOLI Col.Comm. Filippo SCIRE RISICHELLA Gen. Giuseppe PICCA Geom. Italo SAVASTA (*) T.Col. Arbace MAZZOLENI Conte Tomaso VIALARDI di SANDIGLIANO Cav. Giorgio BULGARELLI Gen. Carlo Maria MAGNANI C.te Comm. Vincenzo CAFARO Cav.Uff. Antonio DI GIROLAMO Mer/Sab h Mar/Ven h Lun/Ven h.9-12 Lun/Ven. Mar/Gio/Sab h da Lun. a Ven. h Mar/Mer/Ven h.9-11 Martedi h.9-12 Giovedi h Comm. Pasquale MASTRANTUONI da Lun. a Ven. h.9-12 Sig. Mario SCHERILLO (*) Dott. Raffaele MESSINA Avv. Giuseppe PALAJA di TOCCO Comm. Biagio ROSSI Avv. Pasquale PISANI Prof. Tommaso DONATO (*) Lun/Gio h Lun/Mer/Ven h Mar/Mer/Ven h

16 16 IL NASTRO AZZURRO FEDERAZIONE RECAPITI PRESIDENTE O COMMISSARIO (*) APERTURA CUNEO Frazione Loreto 48/a Fossano (CN) - Cell Col.CC. Fortunato CUZZOCREA (*) FERRARA Corso Giovecca 165 (C. Patria) Ferrara Tel FIRENZE Via S.M. Maddalena Caldine (FI) Tel FOGGIA Via Marchianò Foggia Tel FROSINONE Via F.Brighindi Frosinone - Tel FORLI Via Jacopo Feo Forlì Tel GENOVA Piazza Sturla Genova Tel GORIZIA Via D. D Aosta Gorizia Tel GROSSETO Via de Pretis Grosseto Tel IMPERIA Via Foce Imperia Tel Cell L AQUILA Via B. Novelle L Aquila Tel LA SPEZIA Viale Amendola La Spezia Tel Cell LATINA Piazza S. Marco 4 (c/o Casa del Combattente) Latina Tel LECCE Via Flascassovitti Lecce Tel LECCO Via Cavour 78 (c/o UNUCI) Lecco Tel LIVORNO Via Piave Livorno Tel LUCCA Via Cascine Arliano - Lucca Tel MACERATA Piazza Annessione Macerata Tel./Fax Cell MANTOVA Corso Vittorio Emanuele Mantova Tel MASSA-CARRARA Galelria Leonardo da Vinci 4/ Massa Tel MILANO Via S. Barnaba Milano Tel MODENA Via V. Reiter Modena Tel Avv. Giorgio ANSELMI Gen. Bruno STEGAGNINI T.Col. Giovanni Battista CORVINO Cav. Alberto IANNACE (*) Cav. Stenio RAVAIOLI Com.te Tullio PISACANE Sig. Rinaldo ROMANO Magg. Guglielmo FRANCINI Cavaliere del Lavoro Giacomo ALBERTI Magg. Umberto SCONCI Mar.llo Renzo PEDRIGI Cav. Luigi CASALVIERI Cav. Luigi DELICATO S.Ten. Giuseppe FACCINETTO Ing. Giovanni ANDREANI C.A.(aus) Nunzio PELLEGRINO Vice Presidente Sig.ra Cav. Sandra VECCHIONI Dott. Franco LANFREDI Gr.Uff. Elio BORGOBELLO (*) Gen. Arnaldo CASSANO Cmte Carlo SABATINI Mar/Gio h Mercoledi h Giovedi h Mercoledi h Lun/Ven h Da Lun. a Ven. h Mar/Gio/Sab h.9-11 Lun/Ven h da Lun. a Ven. h.9-11 Mar/Ven. h Martedi h Sabato h Lun/Mer/Ven h Mar/Gio h Sabato h da Lun. a Ven. h Lun/Ven h

17 IL NASTRO AZZURRO 17 FEDERAZIONE RECAPITI PRESIDENTE O COMMISSARIO (*) APERTURA NAPOLI Piazza Plebiscito Napoli Tel NOVARA Via S. Nazzaro 1/B (c/o Ass.Comb.) Novara Tel PADOVA Riviera S. Benedetto 30/A Padova Tel PALERMO Piazza S.F. di Paola 2 (c/o Caserma R. Settimo) Palermo Tel PARMA Via Cavour 28 (c/o UNUCI) Parma Tel PAVIA Via A. Gazzaniga Pavia Cell PERUGIA Località Pitigliano San Giustino (PG) Tel./Fax Cell PESARO E URBINO Via dell Arsenale Pesaro (PU) Tel PESCARA Piazza S. Caterina da Siena Pescara Tel PIACENZA Via Romagnoli Piacenza Tel PISA Via Venezia Cevoli di Lari (PI) Tel PISTOIA Viale Italia Pistoia Tel PORDENONE Via dell Aviere Pordenone Tel RAVENNA Via Ofanto Ravenna Tel REGGIO CALABRIA Salita Cappuccinelli dir. Zag Reggio Calabria Tel REGGIO EMILIA Via D. Alighieri 7 (c/o EDILGEO) Reggio Emilia Tel Cell RIETI Via A. Ghepardi Rieti Tel./Fax RIMINI Via Gadames Rimini Tel ROMA Piazza Galeno Roma Tel Fax e.com/ ROVIGO Via Levico Rovigo Tel./Fax Avv. Gennaro PERRELLA Gen. Manlio ATTISANO Gen. Saulle GUIDA T.Col. Giovanni Battista RUBINO Gen. Alberto PIETRONI (*) Col. Raffaele BABUSCIO (*) Cav.Uff. Angelo DI NATALE (*) T.Col. Luigi LEONARDI Amm. Guido NATALE Gr.Uff. Mario BOSONI Sig. Franco CITI (*) Mar.llo Giampiero MONTI Dott. Aldo FERRETTI Amm. Mauro CATTAROZZI (*) Ten. Alberto CAFARELLI (*) Geom. Giuseppe RONCHETTI Mar/Giov h Lun/Mer/Ven. h.9-11 Mar/Ven h da Lun. a Ven. h Mar/Mer/Sab h.9-12 Lun/Mer h Gio h e Ven h Giovedì Lun/Sab h Mar/Sab h Sabato h.9-11 Sabato h o su appuntamento Da Lun a Sab h.9-11 Avv. Francesco Maria PALOMBA (*) Cap. Aleardo Maria CINGOLANI Gen. Antonino ZUCO Geom. Graziano MARON Venerdi h.9-12 da Lun a Ven h Da Lun a Ven h.15-19

18 18 IL NASTRO AZZURRO FEDERAZIONE RECAPITI PRESIDENTE O COMMISSARIO (*) APERTURA SALERNO Via Carmine Salerno Cell SASSARI Viale Sicilia Sassari Tel SAVONA Via Paleocapa 24 (c/o Hotel Suisse) Savona Tel Cell SIENA Via Aretina Loc. Arbia Siena Tel Cell SIRACUSA Corso Gelone Siracusa Tel./Fax SONDRIO Via Fossati Sondrio Tel Cell TARANTO Via Cugini Taranto Tel TERAMO Via Gabriele D Annunzio Teramo Tel Cell TERNI Via F. Cesi Terni - Tel./Fax TORINO Via S. Domenico Torino Tel TRAPANI Via Cosenza Casasanta (TP) - Tel TRENTO Via Adamello Trento Tel./Fax Cell TREVISO Vicolo S. Pancrazio Treviso Tel TRIESTE Via XXIV Maggio Trieste Tel UDINE Via Stabernao Udine Cell VARESE Via C. Battisti Varese Tel VENEZIA Castello 5016/B Campo S.Severo Venezia Tel VERCELLI Via Roma Sandigliano (BI) Cell VERONA Largo Don Chiot 27/A Verona Tel VICENZA Corso Palladio 98/A (Pal.Trissino) Vicenza Tel Col. Mario PRIVITERA Comm. Gavino CONGIU Geom. Costantino FACCO (Segretario) Sig. Marco CETOLONI (*) Avv. Francesco ATANASIO Cav. Alberto VIDO C.F. Luca BELLONE de GRECIS Sig.ra Anna TRIMARELLI (*) Dott. Marcello GHIONE Magg. Carlo BERTOLOTTI Cav.Uff. Giuseppe MASCARI (*) Sig. Francesco VOLPI Gr.Uff. Walter OMICCIOLI Dott. Giuseppe VUXANI Gr.Uff. Vittorio ZANUTTA Sig. Ferdinando MANCINI Comm. Arnaldo DARAI Conte Tomaso VIALARDI di SANDIGLIANO Gen. Amos SPIAZZI di CORTE REGIA Mons. Ezio Olivo BUSATO Da Lun a Sab h.9-19 Da Lun a Dom h.24 Mar/Gio h Da Lun a Ven h.9-11 Da Lun a Ven h Mar/Ven h Mercoledi da Lun. a Ven. h da Lun a Ven h Mer/Sab h Lun/Gio h.9-11 Giovedi h.9-12 da Lun. a Ven. h Sabato h Mar/Gio h.10-11

19 IL NASTRO AZZURRO 19 FINALMENTE ANCHE ROVIGO HA IL SUO ALBO EROICO DEI DECORATI AL V.M. Grazie alla determinazione, all amore per i valori di Patria della Federazione Provinciale di Rovigo dell Istituto del Nastro Azzurro, alla tenacia del suo Presidente Graziano Maron e al sostegno morale del Presidente Nazionale Com.te Giorgio Zanardi, tra molteplici difficoltà, è stato redatto e pubblicato l Albo Eroico al Valor Militare della Provincia di Rovigo. L opera è stata presentata ufficialmente alla cittadinanza rodigina Sabato 17 Maggio 2008 con una cerimonia svoltasi presso l Auditorium del Liceo Scientifico Paleocapa di Rovigo, alla presenza di Autorità Militari e studenti. La scelta di tale Sede è stata voluta dalla Federazione rodigina dell Istituto del Nastro Azzurro per meglio testimoniare tra i giovani l amore per la Patria e per la Pace che da sempre hanno animato e sempre animeranno il cuore e le gesta dei nostri soldati. Il Col. Carlo Masutti, del Comando Operativo Forze Aeree di Poggio Renatico (FE), il Cap. di Fregata Franco Maltese, Comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia (VE), il Gen. di Divisione Enrico Pino, Comandante Militare Esercito Veneto con sede in Padova, nei rispettivi interventi, hanno relazionato agli studenti e ai convenuti, le loro esperienze di soldati al servizio della Pace e della Patria. Gli studenti del Liceo Scientifico presenti, quindi, hanno ascoltato una lezione di storia vissuta in prima persona dalla viva voce di alcuni dei protagonisti di oggi. Nel corso dello stesso evento, il Signor Dissette, il Signor Veronesi, la Signora Citrini, vedova Pieghi, e la Signora Stoppa, vedova Milani, Eroi di ieri, venivano premiati dal Presidente Nazionale e dal Presidente Provinciale. Il moderatore del Convegno, Ing. Placido Maldi, ha abilmente gestito i tempi della manifestazione che ha toccato vette di entusiasmo, da parte dei convenuti e degli studenti, quando questi ultimi hanno tributato un ovazione spontanea alle parole del Presidente Nazionale Com.te Giorgio Zanardi, dimostrando di aver recepito lo spirito dell Istituto del Nastro Azzurro: Patria e Pace, valori e principi da divulgare ai giovani. Il Com.te Giorgio Zanardi ha concluso i lavori rivolgendosi agli studenti: concludo a modo mio, tu che sei il più alto vieni qui.... La sciarpa dell Istituto del Nastro Azzurro della Federazione Provinciale di Rovigo, della quale era stato omaggiato un attimo prima dal Presidente Graziano Maron, è così stata nuovamente donata a un rappresentante degli studenti tra scroscianti applausi. I Decorati al V.M. citati nell Albo Eroico della Provincia di Rovigo, così come tutti gli Eroi, non erano guerrafondai ma, fedeli sino al sacrificio, contribuirono a difendere la loro, la nostra Patria e la pace. È giusto e doveroso ricordarli e farli ricordare e la pubblicazione dell Albo Eroico è un modo per farlo. La cerimonia si è conclusa con una colazione nel corso della quale, tra l entusiasmo generale, sono stati esaltati i valori patriottici e la solidarietà della città di Rovigo alle Forze Armate impegnate nelle missioni di Pace contro il terrorismo mondiale. Nell occasione è stato donato alle autorità militari presenti un ricordo della Federazione Provinciale di Rovigo dell Istituto del Nastro Azzurro ed un libro della città.

20 20 IL NASTRO AZZURRO BATTAGLIA DI EL ALAMEIN: LA SVOLTA EROICA Sono passati sessantasei anni da quell estate terribile di guerra. Eravamo giunti al secondo anno di combattimenti nel deserto africano. Il generale Erwin Rommel alla testa dell Armata Corazzata Italo tedesca aveva condotto la seconda avanzata nel deserto in modo fulmineo. In poco più di tre mesi aveva portato le divisioni dell Asse ad un centinaio di chilometri da Alessandria. La corsa aveva allungato il percorso che i rifornimenti dovevano coprire per giungere in linea. Malta, base della Royal Navy britannica nel Mediterraneo, era stata messa a tacere, almeno per un po. Tobruk, espugnata dal XXXI Guastatori del Maggiore Paolo Caccia Dominioni, era caduta di schianto, lasciando alle esauste truppe di Rommel ogni genere di materiali, mezzi, carburanti ed oltre prigionieri. Il Cairo sembrava a portata di mano e chi sperava di fermare Rommel per dare il via alla eliminazione di Malta con l perazione C3, andò a cozzare con la suscettibilità del Generale. Sicuro di potercela fare con le forze a disposizione Rommel forzò la mano del destino e perse. Senza la possibilità di rifarsi. L Armata Corazzata Italo Tedesca si è dovuta arrestare dove il generale Derek Auchinleck, Comandante dello scacchiere Medio Orientale britannico, aveva previsto: la stretta fascia di deserto delimitata dalla costa a nord (Golfo degli Arabi) e dalla depressione di El Qattara a sud. Qui gli Inglesi obbligheranno gli Italo Tedeschi ad una terribile battaglia di logoramento, fatta di artiglierie e masse corazzate, lanciate in attacchi reiterati contro forze inferiori per numero, non per qualità e caratteristiche dei combattenti. Alla fine di agosto del 1942 il maresciallo Rommel, comandante delle truppe italo-tedesche dell Africa settentrionale, tentò, lanciando una grande offensiva contro le posizioni britanniche di El Alamein, il colpo che aveva mancato pochi mesi prima quando era giunto su quelle fatali posizioni con un pugno di uomini e qualche carro armato inseguendo il nemico in ritirata. Rommel era consapevole che questa sarebbe stata, quasi certamente, l ultima buona occasione che il destino gli offriva. Conosceva infatti il progressivo potenziamento dell armata britannica, rinforzata da numerosi reparti affluiti nel Delta del Nilo da ogni parte dell Impero ed attestata su formidabili posizioni difensive. L offensiva iniziata il 30 agosto quindi si basava sostanzialmente sull elemento sorpresa e sulla speranza che le qualità manovriere della nostra armata corazzata avrebbero potuto sopraffare l avversario malgrado la situazione obiettivamente difficile. Purtroppo il calcolo si dimostrò errato. Nelle precedenti campagne Rommel aveva operato su terreno libero, manovrando i suoi carri in azioni a vasto raggio. Ad El Alamein dovette invece agire su un fronte ristretto, limitato a nord dal mare e a sud dalla invalicabile depressione

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