INDIRIZZI E VINCOLI RELATIVI ALLE MODALITA DI PROGETTAZIONE DI RETI FOGNARIE

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1 INDIRIZZI E VINCOLI RELATIVI ALLE MODALITA DI PROGETTAZIONE DI RETI FOGNARIE 1. Ambito di applicazione Definizioni Progetto di nuove urbanizzazioni Prescrizioni tecniche da seguire nella progettazione delle opere smaltimento delle acque meteoriche da insediamenti residenziali e direzionali smaltimento delle acque meteoriche da insediamenti commerciali e produttivi Strade e parcheggi pubblici di nuova realizzazione Contenuti di ciascun elaborato del progetto esecutivo Planimetria dell area da servire Planimetria con l indicazione della rete di progetto Profili altimetrici delle condotte Particolari delle sezioni di posa Particolari costruttivi dei manufatti Relazione tecnica Materiali /11

2 1. Ambito di applicazione L ambito di applicazione del presente documento è costituito dalle nuove fognature pubbliche previste da operatori privati a servizio di aree di ampliamento o ristrutturazione urbana residenziale e non, che saranno successivamente gestite da COGESER S.p.a. (in seguito: COGESER). Tali opere dovranno essere progettate secondo le prescrizioni fornite da COGESER e comunque nel rispetto della legislazione vigente a livello nazionale e regionale, nonché dei regolamenti locali di igiene. Si rimarca che le prescrizioni di seguito riportate sono di carattere assolutamente generale e quindi non esaustive; pertanto, in presenza di alcune situazioni locali particolari, essere potranno essere modificate ed integrate dopo la presa visione del progetto. 2. Definizioni Per ciò che riguarda il presente documento, con riferimento all art. 2 dell ex D.Lgs. n. 152/99 e s.m.i. ed alla normativa e regolamenti regionali vigenti in materia (in particolare: Regolamenti regionali 24 marzo 2006, n. 3 e n. 4), valgono le seguenti definizioni: Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale, e da servizi, derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche. Acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento. Acque reflue urbane: acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato. Evento meteorico: una o più precipitazioni atmosferiche, anche tra loro temporalmente distanziate, di altezza complessiva di almeno 5 mm, che si verifichi o che si susseguano a distanza di almeno 96 ore da un analogo precedente evento; Acque meteoriche di dilavamento: la parte delle acque di una precipitazione 2/11

3 atmosferica che, non assorbita o evaporata, dilava le superfici scolanti. Acque di prima pioggia: quelle corrispondenti, nella prima parte di ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita sull intera superficie scolante servita dalla rete di raccolta delle acque meteoriche. Acque di seconda pioggia: la parte delle acque meteoriche di dilavamento eccedenti le acque di prima pioggia. Superficie scolante: l insieme di strade, cortili, piazzali, aree di carico e di ogni altra analoga superficie scoperta; Scarico: qualsiasi immissione diretta tramite condotta di acque reflue liquide, semiliquide e comunque convogliabili nelle acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Acque di scarico: tutte le acque reflue provenienti da uno scarico. Fognature separate: la rete fognaria costituita da due condotte, una che canalizza le sole acque meteoriche di dilavamento e può essere dotata di dispositivi per la separazione e la raccolta delle acque di prima pioggia, l altra che canalizza le altre acque reflue unitamente alle eventuali acque di prima pioggia. 3. Progetto di nuove urbanizzazioni La costruzione di nuovi tratti di fognatura pubblica (da realizzare da parte degli operatori privati o da parte di COGESER e comunque con oneri a carico dei proponenti) viene realizzata su autorizzazione del Sindaco, sulla base di un progetto esecutivo redatto dai proponenti, con parere preliminare favorevole vincolante da parte di COGESER. Il progetto, da consegnare all Ufficio Tecnico Comunale e a COGESER in duplice copia, deve essere firmato dal progettista incaricato e contenere almeno i seguenti allegati tecnici: -corografia della zona in scala 1:10000; -planimetria dell area da servire (scala di riferimento 1:1000/1:2000); -planimetria con l indicazione della rete di progetto (scala di riferimento 1:500/1:1000); -profili altimetrici delle condotte; -particolari delle sezioni di posa; 3/11

4 -particolari costruttivi dei manufatti; -relazione tecnica contenente le caratteristiche generali dell opera e i calcoli idraulici e statici effettuati; 4. Prescrizioni tecniche da seguire nella progettazione delle opere Nella progettazione di nuove reti fognarie, ai sensi delle Direttive in ordine alla programmazione e progettazione dei sistemi di fognatura emanate dalla Regione Lombardia quali norme tecniche di attuazione del PTUA (cfr. DGR 29 marzo 2006 n. 8/2244), occorrerà privilegiare soluzioni atte a ridurre le portate meteoriche circolanti nelle stesse reti, sia unitarie sia separate; la fognatura dovrà quindi essere generalmente impostata a reti separate, prevedendo, ove possibile, lo smaltimento delle acque meteoriche sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo e, in via subordinata, in corpi d acqua superficiali smaltimento delle acque meteoriche da insediamenti residenziali e direzionali Le acque meteoriche di dilavamento ricadenti sulle coperture o sulle superfici scolanti dedicate al passaggio pedonale possono essere smaltite direttamente negli strati superficiali del sottosuolo e, in via subordinata, in corpi d acqua superficiali. Le acque meteoriche di dilavamento ricadenti sulle superfici scolanti dedicate al passaggio di autoveicoli o adibite a parcheggio possono essere smaltite direttamente negli strati superficiali del sottosuolo e, in via subordinata, in corpi d acqua superficiali, previa interposizione di idonei manufatti di disoleazione e dissabbiatura (da prevedere nel caso di smaltimento negli strati superficiali del sottosuolo, al fine del mantenimento della capacità di smaltimento delle opere di dispersione) e di un pozzetto di ispezione e campionamento (in seguito: PIC). Qualora le acque meteoriche debbano essere convogliate in corpi d acqua superficiali o, per un giustificato motivo, in fognatura, si dovrà provvedere, attraverso opere di volanizzazione, a limitare la portata scaricata entro i limiti compatibili con la capacità idraulica del ricettore e comunque entro quelli indicati di seguito: - 2 lt/sec. per ogni 1000 mq. di superficie scolante impermeabile. 4/11

5 Non sono in alcun modo ammessi condotti di troppo pieno dalle opere di dispersione o dalle opere di volanizzazione verso i condotti fognari. Nel calcolo del volume delle eventuali vasche da prevedere per il rispetto dei limiti indicati potrà essere tenuto in conto dell utilizzazione della capacità d invaso residua del sistema fognario, mediante opportuni sistemi di controllo, nonché di invasi aggiuntivi idonei allo scopo smaltimento delle acque meteoriche da insediamenti commerciali e produttivi Le acque meteoriche di dilavamento ricadenti sulle coperture, possono essere smaltite direttamente negli strati superficiali del sottosuolo e, in via subordinata, in corpi d acqua superficiali. Le acque meteoriche di dilavamento ricadenti sulle superfici scolanti, diverse da quelle a cui si applicano le disposizioni sullo smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio disciplinate dal Regolamento regionale 24 marzo 2006 n. 4, possono essere smaltite direttamente negli strati superficiali del sottosuolo e, in via subordinata, in corpi d acqua superficiali, previa interposizione di idonei manufatti di disoleazione e dissabbiatura (da prevedere nel caso di smaltimento negli strati superficiali del sottosuolo) e di un PIC. Sulle acque meteoriche di dilavamento ricadenti su superfici scolanti a cui si applicano le disposizioni di cui al Regolamento regionale 24 marzo 2006 n. 4, deve essere attuata la separazione di prima e seconda pioggia, con successivo accumulo in vasche a perfetta tenuta ed eventuale trattamento della prima pioggia, in conformità al regolamento stesso. Lo scarico della prima pioggia avverrà nella rete fognaria, secondo i valori qualitativi di emissione limite adottati da COGESER per le proprie reti e secondo i valori quantitativi di emissione limite ed i criteri indicati di seguito: - 1 lt/sec. per ogni ettaro di superficie scolante impermeabile, fatta salva una portata minima di 1 l/s per superfici inferiori all ettaro, da scaricare nella rete fognaria ad evento meteorico esaurito. Le acque di seconda pioggia, non soggette alle disposizioni dell art. 3 comma 3 del Regolamento regionale 24 marzo 2006 n.4, possono essere smaltite direttamente negli strati superficiali del sottosuolo e, in via subordinata, in corpi d acqua 5/11

6 superficiali, previa interposizione di idonei manufatti di disoleazione e dissabbiatura (da prevedere nel caso di smaltimento negli strati superficiali del sottosuolo) e di un PIC. In tutti i casi, fatta salva la specifica disciplina sulle acque di prima pioggia e di lavaggio di cui al Regolamento regionale 24 marzo 2006 n. 4, qualora le acque meteoriche debbano essere convogliate in corpi d acqua superficiali o, per un giustificato motivo, in fognatura si dovrà provvedere, attraverso opere di volanizzazione, a limitare la portata scaricata entro i compatibili con la capacità idraulica del ricettore e comunque entro quelli indicati di seguito: - 2 lt/sec. per ogni 1000 mq. di superficie scolante impermeabile. Non sono in alcun modo ammessi condotti di troppo pieno dalle opere di smaltimento o dalle opere di volanizzazione verso i condotti fognari. Nel calcolo del volume delle eventuali vasche da prevedere per il rispetto dei limiti indicati potrà essere tenuto in conto dell utilizzazione della capacità d invaso residua del sistema fognario, mediante opportuni sistemi di controllo, nonché di invasi aggiuntivi idonei allo scopo Strade e parcheggi pubblici di nuova realizzazione Le acque meteoriche di dilavamento delle strade e dei pubblici parcheggi possono essere smaltite, in ordine preferenziale: - ove esistente, nella rete bianca della pubblica fognatura (solo se la stessa non recapita a valle nella rete mista e comunque previa verifica di compatibilità idraulica della rete esistente); - direttamente negli strati superficiali del sottosuolo e, in via subordinata, in corpi d acqua superficiali, previa interposizione di idonei manufatti di disoleazione e dissabbiatura (da prevedere nel caso di smaltimento negli strati superficiali del sottosuolo) e di un PIC. Qualora non sia attuabile lo smaltimento su suolo o negli strati superficiali del sottosuolo e non sia parimenti possibile raggiungere un corpo idrico superficiale, le condotte di smaltimento delle acque bianche andranno dimensionate per volanizzare in caso di eventi meteorici intensi le acque meteoriche che verranno convogliate mediante bocca tarata nella pubblica fognatura esistente, previa verifica di compatibilità idraulica della stessa. 6/11

7 5. Contenuti di ciascun elaborato del progetto esecutivo 5.1. Planimetria dell area da servire In questa tavola va indicata dettagliatamente l area da servire, la sua suddivisione in lotti, tutte le costruzioni (evidenziandone l altezza dei fabbricati e l eventuale presenza di parcheggi sotterranei), esistenti e da realizzare, con l indicazione per ciascuna del numero di abitanti insediati o da insediare, le strade, le piazze e i parcheggi, esistenti e di progetto. Con campiture differenti, andranno indicate le diverse tipologie di superfici scolanti, alle quali corrisponderà un assegnato valore del rapporto di impermeabilizzazione Planimetria con l indicazione della rete di progetto In questa tavola va individuato il tracciato planimetrico delle rete di progetto, con la sua suddivisione in tronchi, di cui andranno indicati i diametri, le pendenze e i materiali, con particolare riguardo per la segnalazione dei punti di recapito, sia il recapito un collettore di fognatura esistente o un corso d acqua superficiale; sempre in questo elaborato grafico, vanno indicati (posizione planimetrica a mezzo di opportuno simbolo) tutti i manufatti presenti in rete, ovvero: - pozzetti d ispezione, da posizionarsi ad una distanza non superiore a 40 metri e in ogni caso in presenza di un cambio di diametro, di direzione, di una confluenza e in corrispondenza della sezione iniziale di tutti i tronchi di testa; - caditoie pluviali, con relativi allacciamenti alla rete, per la raccolta delle acque provenienti dalle superfici pavimentate ad uso pubblico; indicativamente si deve assumere una distanza massima tra due caditoie successive di 20 m; inoltre, la loro localizzazione non deve interferire con le altre reti di servizi presenti in sede stradale; - allacciamenti privati e relativi pozzetti; - eventuale sistema di separazione e raccolta delle acque di prima pioggia; - eventuali vasche di laminazione delle portate meteoriche; - eventuali pozzi perdenti o trincee drenanti; - eventuali scaricatori; 7/11

8 - eventuali stazioni di sollevamento; - eventuali altri dispositivi Profili altimetrici delle condotte In questa tavola, la cui redazione prevedrà una scala verticale pari ad almeno 10 volte quella orizzontale, dovranno essere riportati i profili altimetrici di tutte le condotte da realizzare, con l indicazione di: - punti quotati sul terreno; - posizione (ascissa dall origine del profilo) di pozzetti d ispezione ed eventuali altri manufatti; - quota fondo condotti; - quota cielo condotti; - diametri dei tronchi; - materiali; - pendenze; - distanze parziali; - distanze progressive; - vie percorse. Inoltre, nel caso di un cambiamento di diametro, i profili andranno tracciati in modo da allineare i cieli delle condotte, al fine di evitare condizioni di funzionamento in pressione a seguito dell innesco di profili di rigurgito dovuti ad immissioni laterali; oltre alla modalità precedentemente richiamata, risulta ammissibile esclusivamente l allineamento delle condotte conseguito attraverso l allineamento delle linee di pelo libero corrispondenti alle portate di dimensionamento. Le reti fognarie dovranno essere realizzate in modo che le pendenza minima di ciascun tratto sia 0,2% nel caso di collettori di acque nere e 0,1% nel caso di tronchi convoglianti acque bianche e che i diametri interni non siano inferiori a 20 cm per quanto attiene alle reti convoglianti acque nere e 30 cm per quanto attiene alle reti convoglianti acque bianche Particolari delle sezioni di posa In questa tavola si dovranno rappresentare in dettaglio le differenti tipologie di sezioni di posa previste, con i particolari delle trincee di scavo e delle 8/11

9 caratteristiche dei materiali di riempimento. Le reti separate dovranno essere realizzate sfalsate in primo luogo planimetricamente, ad evitare che interventi di qualsivoglia tipo sulla più profonda vengano ostacolati dalla presenza di quella più superficiale, e in secondo luogo altimetricamente, al fine di rendere possibili eventuali incroci, con la rete delle acque nere a profondità maggiore. Inoltre, entrambe devono essere collocate, quando possibile, al di sotto delle tubazioni della distribuzione idrica, garantendo che tra l estradosso della rete più superficiale e la generatrice inferiore della rete dell acquedotto vi sia un franco di almeno 30 cm Particolari costruttivi dei manufatti In questa tavola dovranno essere rappresentati, nella scala più opportuna, i particolari costruttivi di tutti i manufatti presenti in rete; nel caso di più manufatti di una stessa tipologia, sarà sufficiente la rappresentazione di un loro stereotipo. I manufatti presenti in rete sono gli stessi già individuati nel paragrafo Relazione tecnica Nella relazione tecnica, oltre alla descrizione degli interventi di progetto, devono essere dettagliatamente descritti tutti i calcoli idraulici e statici effettuati. Per quanto riguarda la parte idraulica, relativamente alla determinazione delle portate di origine meteorica, è necessario specificare il modello di trasformazione afflussi-deflussi e la curva di possibilità pluviometrica con assegnato tempo di ritorno e/o lo ietogramma di progetto utilizzati (si consiglia di utilizzare la curva di possibilità pluviometrica dedotta dai dati registrati dalla stazione pluviometrica di Carate Brianza con tempo di ritorno T=10 anni). Successivamente, per ciascun tronco di calcolo (e a tal proposito è tassativa la corrispondenza tra la denominazione sulla relazione e le denominazioni sulla planimetria e sulla tavola dei profili), vanno individuati tutti i parametri che hanno influito sulla determinazione della portata meteorica di progetto, siano essi di diretta acquisizione, come lunghezze dei tronchi e relative superfici tributarie, che derivati dall applicazione del modello a questi ultimi. Considerazioni analoghe si possono estendere anche al calcolo delle portate di origine civile. 9/11

10 In definitiva, per ciascun tronco di progetto deve essere individuata la portata massima (bianca o nera) che questo deve convogliare. Il successivo dimensionamento dei tronchi verrà realizzato attraverso l usuale relazione del moto uniforme per condotte a pelo libero, imponendo un valore del grado di riempimento massimo del 65%: per ciascun tronco, dovrà indicarsi il materiale utilizzato e quindi il valore del parametro di scabrezza assunto nel calcolo (anche in questo caso è tassativa la corrispondenza tra relazione tecnica, planimetria e tavola dei profili). Una volta effettuati i dimensionamenti, si procederà alla verifica dei limiti di velocità; per le pendenze che comunemente ricorrono nelle zone di pianura, l unica verifica da farsi riguarda la velocità minima di autopulizia nei collettori di acque nere: in pratica, si verificherà che con la portata nera di punta sia garantita una velocità non inferiore a 0,5 m/s, ritenuta la minima per riprendere in sospensione i solidi sedimentati. Nel caso di verifica negativa, andranno previsti opportuni dispositivi di lavaggio. Nel caso di scarico delle acque in corso d acqua superficiale, a conclusione della parte idraulica, è necessaria la verifica di compatibilità idraulica tra la portata scaricata e il cavo ricettore, nonché il dimensionamento della eventuale vasca volano. Infine, nel caso fossero presenti in rete manufatti richiedenti un dimensionamento idraulico, quali, ad esempio, una stazione di sollevamento, un pozzetto deviatore delle acque di prima pioggia o un bacino di laminazione, nella relazione andranno indicati tutti i calcoli relativi al loro dimensionamento. Relativamente ai calcoli statici, è necessario riportare le verifiche delle sezioni di posa. Nella relazione, vanno specificati il modello di calcolo utilizzato e, per ciascuna sezione verificata, i parametri geotecnici e l entità dei carichi utilizzati nei calcoli nonché i risultati delle verifiche; nel caso alcune dovessero dare esito negativo, eventualità che si può presentare nei tratti iniziali delle condotte di testa per valori molto bassi del ricoprimento, che comunque deve avere un valore minimo di mt 0,5, si propone quale migliore soluzione la calottatura dell intera sezione della tubazione, fino alla prima sezione in cui la verifica statica risulta nuovamente soddisfatta. 10/11

11 6. Materiali Relativamente ai materiali, la scelta è lasciata alla discrezione del progettista, che dovrà tenere conto delle caratteristiche intrinseche di ciascun materiale e del campo di diametri ricoperto. Qualora fossero utilizzate condotte in grès ceramico, si prescrive che tali condotte siano conformi alla norma UNI EN295, siano dotate di giunzione a tenuta idraulica in poliuretano e trattate con verniciatura interna ed esterna. Qualora fossero utilizzate condotte in cemento armato, si prescrive l uso delle sole condotte in calcestruzzo armato turbocentrifugato, conforme alla norma UNI U EN 1916 classe 2 e 3, con incastro a bicchiere, guarnizione elastomerica incorporata e rivestimento interno con vernice epossidica di spessore non inferiore a 300 micron. Qualora fossero utilizzate condotte in PEAD strutturato o PVC strutturato, si prescrive l uso esclusivo di condotte conformi alla norma pr EN tipo B, con classe di rigidità pari a 8 KN/m2 e connessione a manicotto o a bicchiere; si prescrive inoltre che il rinterro di tali condotte sia realizzato o con misto di ghiaia e sabbia o con cemento. Qualora fossero utilizzate condotte in PVC, si prescrive l uso esclusivo di condotte conformi alla norma UNI EN 1401, con classe di rigidità pari a 8 KN/m2; stante il comportamento fragile di tale materiale, è consigliato l uso solo a seguito di completa calottatura in calcestruzzo della tubazione. Qualora fossero utilizzate condotte in PRFV (resine termoindurenti rinforzate con fibre di vetro) si prescrive l uso esclusivo di condotte conformi alla norma UNI 9032 classe D con indice di rigidità trasversale RG non inferiore a KN/m2 e connessione a manicotto. 11/11

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