RIABILITAZIONE RETI IDRICHE CON TECNOLOGIE INNOVATIVE A SCAVI RIDOTTI

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1 RIABILITAZIONE RETI IDRICHE CON TECNOLOGIE INNOVATIVE A SCAVI RIDOTTI G.R. Tomasicchio, C.Zippo, A.Palazzo, P.Molfetta QUADERNI C.I.T. N. 2 Marzo 2006

2 Il presente rapporto di ricerca è stato redatto dal Gruppo Area Tecnologica del C.I.T. con il contributo del Ministero dell Istruzione e della Ricerca, Progetto 1105/102. Contributi straordinari Istituti e/o Enti di Ricerca ad esclusione delle Università nelle aree ricomprese nell obiettivo 1. Decreto Direttoriale 9 Ottobre 2002 prot. N.1105/2002 i

3 Indice generale Indice generale Introduzione Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Approcci risolutivi Principali tecnologie di riabilitazione Importanza di conoscere il sottosuolo Il concetto costi sociali Tecnologia open-cut Tecnologie Trenchless (no-dig) La cultura Trenchless Tecnologie Trenchless applicate alle reti idriche Riabilitazione Interventi di riabilitazione manutentiva Interventi di riabilitazione completa Sostituzione Pipe bursting Pipe Splitting Pipe Crushing Installazione di nuove condotte Riabilitazione dei giunti Materiali e tecnologie innovative Materiali innovativi Proposta di una nuova tecnologia Modalità di impiego del prodotto autosigillante.. 82 Appendice. Costi delle tecnologie Trenchless Bibliografia vii

4 Indice delle figure Indice delle figure Figura 1 - ATO insediati (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004)...5 Figura 2 - Confronto tra i volumi di acqua persi nel caso di piccole e grandi perdite...19 Figura 3 - Costi al variare delle perdite (Milano,1996)...21 Figura 4 - Confronto fra cantiere open trench e cantiere trenchless (www.istt.com)...22 Figura 5 - Cantiere tipo "open-cut"...34 Figura 6 - Cantiere "Trenchless" tipo (www.chirulli.it)...36 Figura 7 - Applicazione del cement mortar lining con test Girevole (www.astt.com.au)...44 Figura 8 - Particolari del cement mortar lining...44 Figura 9 - Cement mortar lining: schema operativo tipo (www.istt.com)...45 Figura 10 - Applicazione di epoxy spray lining (www.astt.com.au)...45 Figura 11 - Epoxy spray lining: particolare della testa (www.astt.com.au)...46 Figura 12 - Epoxy spray lining: schema operativo tipo (www.istt.com)...46 Figura 13 - Roll Down (www.astt.com.au)...48 Figura 14 - Macchina per la riduzione del diametro (www.istt.com)...48 Figura 15 - U-Liner (www.istt.com)...49 Figura 16 - Subline...50 Figura 17 - Sliplining...51 vi

5 Indice delle figure Figura 18 - Sliplining: schema di installazione (www.astt.com.au)...52 Figura 19 - Cured in place lining: fase di inserimento (www.astt.com.au)...54 Figura 20 - Particolari di inserimento ed avanzamento della guaina (www.cepasrl.com)...54 Figura 21 - Cured in place lining: fase di polimerizzazione (www.astt.com.au)...55 Figura 22 - UV lining (www.astt.com.au)...55 Figura 23 - Pipe Bursting...59 Figura 24 - Pipe Bursting: schema operativo (Simicevic & Sterling, 2001)...59 Figura 25 - Pneumatic pipe bursting: particolari della testa (Simicevic &Sterling, 2001)...61 Figura 26 - Hydraulic pipe bursting: contrazione ed espansione della testa (Simicevic &Sterling, 2001)...62 Figura 27 - Pipe bursting statico: particolari della testa (Simicevic & Sterling, 2001)...63 Figura 28 - Pipe Splitting: particolari della testa (www.ukstt.org.uk)...65 Figura 29 - Pipe crushing: particolari della testa (Simicevic & Sterling,...66 Figura 30 - Directional drilling: fase di realizzazione del foro pilota (www.astt.com.au)...68 Figura 31 - Directional drilling: fase di alesatura e tiro (www.astt.com.au)...69 Figura 32 - Perforatrice da superficie (www.istt.com)...69 Figura 33 - Perforatrice da buca (www.astt.com.au)...70 vii

6 Indice delle figure Figura 34 - Directional drilling: applicazioni tipo (www.miraservizi.it)...72 Figura 35 - Sistemi walk over (www.miraservizi.it)...73 Figura 36 Schema tipo di applicazione di prodotti autosigillanti alle reti idriche interrate...82 Figura 37 - Confronto fra i costi di costruzione delle tecnologie tradizionali e di quelle no-dig per lavori di installazione in Germania di condotte di medio diametro (Mhoring, 1987)...88 viii

7 Indice delle tabelle Indice delle tabelle Tabella 1 - ATO previsti e ATO insediati (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004)....4 Tabella 2 - Popolazione degli ATO che hanno risposto(comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004)...6 Tabella 3 - Grado di copertura percentuale medio dei servizi (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004)...8 Tabella 4 - Dotazione giornaliera pro-capite (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004)....9 Tabella 5 - Il sevizio di acquedotto: dati generali (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004)...10 Tabella 6 - Indicatori del servizio di acquedotto (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004)...14 Tabella 7 - Bilancio idrico...17 Tabella 8 - Compensi Horizontal Directional drilling (Italian Association for Trenchless Technology, 2004)...91 Tabella 9 - Compensi C-Compact/U-Liner(Italian Association for Trenchless Technology, 2004)...91 Tabella 10 - Compensi Pipe Bursting/Splitting (Italian Association for Trenchless Technology, 2004)...92 Tabella 11 - Compensi Rolldown (Italian Association for TrenchlessTechnology, 2004)...92 Tabella 12 - Compensi Sliplining (Italian Association for Trenchless Technology, 2004)...93 vi

8 Indice delle tabelle Tabella 13 - Compensi Subline (Italian Association for Trenchless Technology, 2004)...94 Tabella 14 - Compensi Cured in Place Pipe (Italian Association for Trenchless Technology,2004)...95 Tabella 15 - Compensi sistemi georadar (Italian Association for Trenchless Technology, 2004) vii

9 Introduzione Introduzione In un periodo, quello attuale, caratterizzato dalla riduzione della disponibilità idrica a causa della variazione delle condizioni climatiche ed al contemporaneo aumento dei consumi, è quanto mai necessaria una gestione più efficiente e razionale della risorsa idrica finalizzata in primo luogo al contenimento delle perdite attraverso un approccio di tipo attivo. Un approccio attivo ha innanzitutto bisogno di una approfondita conoscenza della rete attraverso una continua azione di monitoraggio e, sulla base delle priorità emerse, della pianificazione di un adeguato programma di interventi di riabilitazione degli elementi della rete che hanno perso nel tempo le loro iniziali caratteristiche idraulico-strutturali e funzionali. In tale contesto ha importanza la conoscenza delle tecnologie attualmente disponibili per la riabilitazione e sostituzione degli elementi danneggiati di una rete idrica. Accanto alle tradizionali tecnologie di intervento che consistono nella riparazione/sostituzione con scavo a cielo aperto si sono sviluppate, in Italia ancora limitatamente rispetto altri paesi, tecnologie innovative, finalizzate ad eliminare o contenere gli scavi, note generalmente con il nome di Trenchless Technology (letteralmente tecnologia senza trincee ) o più comunemente con quello di no-dig Technology (letteralmente tecnologie senza scavi ). 1

10 Introduzione L obiettivo del presente lavoro è fornire un quadro sintetico delle diverse soluzioni attualmente utilizzate, non soltanto in Italia, evidenziando, per ciascuna di esse, vantaggi e limiti nonché costi e loro effettive possibilità di applicazione. 2

11 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Capitolo 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Al fine di descrivere sinteticamente lo stato dei servizi di acquedotto si riportano di seguito i dati presentati dal Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica nell annuale Relazione al parlamento sullo stato dei servizi idrici, I dati sono stati raccolti per mezzo di una scheda-questionario compilata direttamente dalle Autorità d Ambito (AATO) sulla base delle informazioni rilevate dalle stesse Autorità attraverso le ricognizioni effettuate ai sensi dell art. 11 comma 3 della Legge n. 36/1994 (Legge Galli). 3

12 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Tabella 1 - AATO previsti e AATO insediati (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004) REGIONE Piemonte Valle d Aosta Lombardia Trentino A.A. (NL) Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna AATO previsti insediati % insediati Totale Dei 91 AATO previsti, come riportato in Tab. 1, al 31 Dicembre 2004 ne risultavano insediati 87, pari al 96% del totale, distribuiti in diciannove regioni (Fig.1). La popolazione residente negli ATO insediati è pari a circa il 97% di quella complessiva nazionale. Dei quattro AATO non ancora insediati, tre sono in Friuli ed uno in Piemonte (Fig. 1). 4

13 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Figura 1 - ATO insediati (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004) Nella Tabella 2, per ogni regione, è riportata la popolazione residente (Fonte: Censimento ISTAT 2001), fluttuante (si intende la quota parte di popolazione che, sia su base stagionale che giornaliera, si aggiunge a quella residente) e la loro somma. I dati degli abitanti fluttuanti, a differenza di quelli residenti che provengono dal censimento del 2001, sono stati 5

14 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite comunicati direttamente dalle AATO. Alcune AATO hanno considerato solo gli abitanti stagionali legati al turismo, mentre altre hanno considerato anche i flussi dovuti al pendolarismo giornaliero, motivo per il quale i dati della popolazione fluttuante sono da considerarsi con qualche riserva. Tali dati rappresentano la base per l interpretazione dei valori degli indicatori sullo stato dei servizi idrici. Si noti che, mentre solo 4 AATO non hanno fornito il valore della popolazione residente, ben 23 AATO non hanno fornito quello della popolazione fluttuante. Tabella 2 - Popolazione degli AATO che hanno risposto(comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004) REGIONE Piemonte Valle d Aosta Lombardia Trentino A.A. (NL) Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna residente (ISTAT 2001) n.d t.r. (%) POPOLAZIONE fluttuante n.d n.d. n.d t.r. (%) Residente + fluttuante n.d

15 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Totale n.d. : non disponibile t.r. : tassi di risposta regionali espressi come rapporto percentuale tra la popolazione residente negli ATO che hanno risposto e la popolazione residente negli ATO del contesto territoriale di riferimento. Nella Tabella 3 è riportato per ogni Regione il grado di copertura percentuale del servizio di acquedotto, definito come rapporto percentuale tra gli abitanti residenti + fluttuanti che usufruiscono del servizio ed abitanti totali (residenti + fluttuanti). Si è avuto un buon tasso di risposta pari al 95% della popolazione residente nazionale. Dai valori riportati in Tabella 3 si può osservare una buona copertura del servizio, in nessuna Regione è, infatti, inferiore al 92%. In Toscana ed in Veneto si registrano i valori più bassi, pari rispettivamente al 92.0% e 92.2%. Il valore di copertura medio è pari al 96%. 7

16 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Tabella 3 - Grado di copertura percentuale medio dei servizi (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004) REGIONE Piemonte Valle d Aosta Lombardia Trentino A.A. (NL) Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ACQUEDOTTO % t.r. (%) n.d Media n.d. : non disponibile t.r. : tassi di risposta regionali espressi come rapporto percentuale tra la popolazione residente negli ATO che hanno risposto e la popolazione residente negli ATO del contesto territoriale di riferimento. In Tabella 4 sono riportati i valori della dotazione idrica giornaliera pro-capite (volume giornaliero medio di acqua disponibile per ciascun abitante). Il valore medio di dotazione idrica giornaliera, del tutto accettabile, risulta pari a 286 l/ab*d. Anche in questo caso si ha una buona copertura della risposta, mediamente pari al 94% della popolazione residente nazionale. 8

17 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Tabella 4 - Dotazione giornaliera pro-capite (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004) REGIONE Piemonte Valle d Aosta Lombardia Trentino A.A. (NL) Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Dotazione giornaliera pro-capite l/ab./giorno t.r. (%) n.d Media n.d. : non disponibile t.r. : tassi di risposta regionali espressi come rapporto percentuale tra la popolazione residente negli ATO che hanno risposto e la popolazione residente negli ATO del contesto territoriale di riferimento. Nella Tabella 5 è riportato, per ogni regione, il volume di acqua captato, il volume fatturato e la ripartizione percentuale dei volumi captati in funzione della fonte di approvvigionamento (pozzi, sorgenti, acque superficiali). Il prelievo annuo dei gestori degli 83 ATO che hanno fornito il proprio dato (corrispondente al 94% della popolazione residente nazionale) è pari a 7.579,83 9

18 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite milioni di metri cubi. Le acque sotterranee rappresentano, su scala nazionale, la fonte primaria di approvvigionamento (82% del volume totale captato) solamente il 17% proviene invece da fonti superficiali. La Sardegna e la Puglia sono le regioni che maggiormente fanno ricorso alle acque superficiali per il loro approvvigionamento (rispettivamente per il 73% e il 56%). Tabella 5 - Il sevizio di acquedotto: dati generali (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2004) Vol. Fonte del prelievo REGIONE Volume captato (Mm 3 ) Volume fatturato (Mm 3 ) capt. - Vol. fatt. t.r. (%) Pozzi (%) (media) Sorg. (%) Acque superf. t.r. (%) (%) Piemonte Valle d Aosta Lombardia Trentino A.A. Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia R. Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna TOTALE 522,57 23, ,26 210,90 215,14 496,92 396,76 86,44 178,05 908,11 263,77 n.d. 691,86 540,37 117,00 254,77 612,90 292, ,83 n.d. : non disponibile 367,17 12, ,86-272,04 146,30 119, ,68 210,51 49,84 120,53 521,26 136,05 n.d. 321,76 237,63 40,05 109,88 336,97 103, ,23 29,7 45,9 78,7-21,3 35,1 44,5 27,6 46,9 42,3 32,3 42,6 48,4 n.d. 53,5 56,0 65,8 56,9 45,0 64,5 40, ,4 21,1 79,5-64,4 99,0 32,2 60,6 52,0 62,0 15,3 20,2 19,0 n.d. 45,0 17,0 1,0 42,3 53,6 16,0 48,5 23,0 78,1 16,9-24,2 1,0 61,7 6,8 20,0 36,9 62,7 79,3 78,0 n.d. 54,8 27,0 72,0 38,4 27,6 11,0 34,2 15,5 0,8 3,6-11,4 0,0 6,1 32,6 28,0 1,1 22,0 0,6 3,0 n.d. 0,0 56,0 27,0 17,4 18,4 73,0 17,

19 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite t.r. : tassi di risposta regionali espressi come rapporto percentuale tra la popolazione residente negli ATO che hanno risposto e la popolazione residente negli ATO del contesto territoriale di riferimento. La differenza fra il volume captato e quello fatturato è comunemente definita con il nome di perdite in rete. Dai valori dei volumi captati e fatturati riportati nella precedente Tabella 5, è possibile osservare come la loro differenza raggiunga, particolarmente in alcune regioni, valori molto elevati. I valori più grandi di perdite si registrano in Basilicata e Sardegna, dove il volume fatturato è pari rispettivamente al 34,2% e 35,3% di quello captato, corrispondenti a perdite rispettivamente pari al 65,8% e 64,7% del volume captato. I valori più bassi di perdite si registrano, invece, in Lombardia ed Emilia Romagna. Le perdite in Puglia sono circa pari al 56% del volume di acqua captata, questo significa che ogni anno viene perso un volume d acqua di circa 300 Mm 3. Il volume di acqua perso annualmente in Puglia è maggiore del volume di uno dei più grandi invasi lucani che alimentano il sistema! Il valore medio delle perdite in rete, a livello nazionale, è pari al 40% del volume di acqua captata. I dati riportati nella successiva Tabella 6 sono stati presentati dal Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica nella Relazione sullo stato dei servizi idrici Anno Al 31/12/2002, dei 91 ATO individuati, ne risultavano insediati 74 (81% del totale), corrispondenti al 77% dell intera popolazione nazionale. 11

20 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Dei 74 ATO insediati, 52 avevano ultimato le ricognizioni delle opere di acquedotto, fognatura e depurazione secondo quanto disposto dall'art. 11, comma 3, della legge 36/94. Detti Ambiti sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e comprendono complessivamente 4190 Comuni, corrispondenti al 60,2% dell intera popolazione residente nazionale. Nonostante restino escluse vaste aree, localizzate in maggioranza al nord, ove le ricognizioni non sono tuttora ultimate, i dati raccolti ben rappresentano lo stato dei servizi idrici in buona parte del territorio nazionale. Nella Tabella 6 si è riportato, per ciascuna regione, il valore della perdita annua per Km di rete totale (adduzione + distribuzione) e l età media, espressa in anni, delle reti di adduzione e distribuzione. Tali parametri, insieme al valore delle perdite di cui si è detto in precedenza, sono gli indicatori più frequentemente utilizzati per valutare lo stato di manutenzione delle infrastrutture. In particolare l età, è il parametro frequentemente utilizzato per la pianificazione degli interventi di sostituzione di opere interrate, quali appunto le tubazioni, il cui stato di manutenzione è difficilmente valutabile. Il valore medio delle perdite annue per Km di rete totale, pesato sugli abitanti serviti, è pari a circa m 3 /Km, corrispondente ad un valore medio di circa 1/3 di litro/sec Km. In Emilia Romagna, Umbria e Marche le perdite medie annue risultano inferiori a 3000 m 3 /Km, mentre i valori più elevati, superiori a m 3 /Km, pari ad oltre 0,5 litro/sec Km, si registrano in Lazio, Campania e Puglia. Questi ultimi sono 12

21 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite valori molto elevati, non sono affatto compatibili con una moderna gestione di un sistema acquedottistico. I dati raccolti per le diverse Regioni risultano molto differenti tra di loro ed inoltre non sembrano correlabili con i valori dell età delle reti di distribuzione, facendo, quindi, avanzare qualche riserva sulla loro esattezza, molte volte sono infatti il risultato di stime e non di misure dirette. L'età media delle condotte di adduzione, riferita a tutti gli Ambiti considerati, è pari a 32 anni. L età medie regionali si discostano poco da tale valore, risultando nella quasi totalità dei casi comprese tra 25 e 34 anni. Fanno eccezione solamente il Piemonte e la Puglia che presentano un età media delle adduttrici pari rispettivamente a 45 e 43 anni. In generale si è riscontrata, all interno delle rispettive regioni, una elevata omogeneità delle età delle condotte di adduzione. L età media delle reti di distribuzione, pesata rispetto alla lunghezza delle stesse, riferita a tutti gli Ambiti considerati, è di 30 anni, il 75% supera i 22 anni ed il 25% i 38. Il valore più basso si è rilevato in Puglia (18 anni), quello più elevato in Umbria (41 anni). 13

22 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Tabella 6 - Indicatori del servizio di acquedotto (Comitato per la vigilanza sull uso della risorsa idrica, 2003) Perdite annue Età media Età media REGIONE per Km di rete delle adduttrici delle reti di distribuzione (m 3 /Km) (anni) (anni) Piemonte Veneto Emilia R. Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia TOTALE Per quanto riguarda la Puglia, si osserva anche che a fronte di un valore dell età media delle reti di distribuzione che è il più basso, appena 18 anni, si ha una perdita circa pari al 56% del volume di acqua immesso in rete. Non tutta l acqua è effettivamente persa nel sottosuolo, le perdite in rete sono infatti costituite dalla somma di perdite apparenti e perdite reali. Le prime sono costituite dai consumi non autorizzati (usi illegali, furti d acqua, ecc.) e da consumi autorizzati ma non misurati per errori dei sistemi di misura. Le perdite apparenti sono stimate essere circa pari al 10% del volume totale di acqua immesso in rete. 14

23 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Le perdite reali sono invece costituite dai volumi di acqua persi nelle reti di adduzione, avvicinamento e distribuzione, per rotture delle condotte o scarsa tenuta dei giunti, e dai volumi persi dai serbatoi molto spesso a causa di malfunzionamenti delle valvole a galleggiante. Le perdite reali e apparenti sommate ai consumi autorizzati ma non fatturati forniscono il valore del volume di acqua erogato ma non contabilizzato. Le perdite reali rappresentano generalmente più del 70% di quelle totali, motivo per il quale i principali provvedimenti sono rivolti al loro contenimento piuttosto che alla riduzione di quelle apparenti. Le perdite d acqua comportano costi diretti (per l approvvigionamento, il trattamento e il trasporto dell acqua persa) e costi indiretti (danni a strutture e sottoservizi). Tutt altro che remoti sono infine i danni alle persone che anche le più piccole perdite sono in grado di causare attraverso improvvisi collassi della pavimentazione stradale e formazione di ampie voragini Per una corretta identificazione delle componenti di ciascuna delle due tipologie di perdita si riporta in Tabella 7 lo schema introdotto dall International Water Association (IWA), a cui generalmente fa riferimento la letteratura internazionale. Secondo tale schema, il volume di acqua immesso nel sistema è dato dalla somma fra i consumi autorizzati e le perdite d acqua. I consumi autorizzati sono a loro volta costituiti dal volume di acqua fatturato, coincidente con il volume contabilizzato, e da quello non fatturato. Quest ultimo è generalmente costituito da 15

24 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite acqua utilizzata per il lavaggio delle condotte, dei serbatoi, delle strade, nelle esercitazione e negli interventi antincendio, ecc. I consumi autorizzati ma non fatturati sono solitamente stimati essere inferiori all 1% del volume totale di acqua immesso in rete. 16

25 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Tabella 7 - Bilancio idrico Volume in ingresso nel sistema Consumi autorizzati Perdite d acqua Consumi autorizzati fatturati Consumi autorizzati non fatturati Perdite apparenti Perdite reali Consumi misurati e fatturati Consumi fatturati e non misurati Consumi non fatturati e misurati Consumi non fatturati e non misurati Consumi non autorizzati Inaccuratezza dei dispositivi di misura Perdite nelle condotte di adduzione e/o di avvicinamento Perdite e scarichi di troppo pieno dai serbatoi di stoccaggio del servizio Perdite sui tubi di servizio a monte del contatore delle utenze Acqua contabilizzata Acqua non contabilizzata 17

26 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite 1.1 Approcci risolutivi Tradizionalmente il problema delle perdite è stato affrontato dagli enti gestori attraverso un approccio di tipo passivo limitandosi ad intervenire solamente in presenza di grosse perdite ovvero di segnalazione da parte degli utenti. Un approccio di questo tipo, anche se in alcuni casi può risultare vantaggioso (basso costo dell acqua ed elevata disponibilità), è caratterizzato da evidenti limiti quali una scarsa conoscenza della rete, un continuo deterioramento dei suoi elementi, un aumento nel tempo delle perdite. Infatti con un approccio di tipo passivo, come detto, si tende ad intervenire solo in presenza di perdite molto evidenti che, in quanto tali, vengono rapidamente localizzate e riparate limitando i volumi di acqua persi. Al contrario, le perdite più piccole che avvengono nel sottosuolo senza produrre effetti visibili dalla superficie, con un approccio di tipo passivo, sono destinate a continuare indefinitivamente nel tempo, costituendo, quindi, l aliquota più significativa del volume di acqua persa. A tal proposito la Figura 2 evidenzia come, in termini di volumi persi, le perdite di minore entità possono essere molto più gravose di quelle più evidenti. 18

27 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite Figura 2 - Confronto tra i volumi di acqua persi nel caso di piccole e grandi perdite Il continuo aumento dei consumi degli ultimi anni e la difficoltà di reperire nuove fonti di approvvigionamento hanno reso il controllo passivo delle perdite quanto mai inappropriato. In tale contesto è necessario attuare una più efficiente gestione della risorsa idrica finalizzata al controllo delle perdite secondo un approccio di tipo attivo. Per attuare un controllo attivo delle perdite è necessario innanzitutto definire correttamente le differenti tipologie di perdite che possono interessare la rete idrica e successivamente attuare un continuo monitoraggio delle pressioni e delle portate della rete. Sulla base dei dati ricavati dal monitoraggio è quindi possibile definire il programma di interventi di riabilitazione dell intera rete. L attuazione di un piano di controllo di tipo attivo non può prescindere da una valutazione di tipo economico che, facendo un bilancio fra i costi delle perdite e degli interventi, ne giustifichi o meno l attuazione da parte dell ente gestore. Ammettendo l impossibilità di annullare completamente le perdite in una rete acquedottistica, è importante individuare il cosiddetto livello economico di perdite inteso come l entità delle 19

28 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite perdite (m 3 /s) a partire dalla quale il valore dell acqua recuperata è maggiore del costo degli interventi di riparazione. A tal fine, in Figura 3 con la curva rossa e blu si sono rappresentati rispettivamente il costo delle perdite e degli interventi in funzione dell entità delle perdite stesse. Il costo delle perdite si può assumere con crescita lineare all aumentare delle perdite stesse, il costo degli interventi aumenta in modo iperbolico al diminuire dell entità della perdita. Di conseguenza la funzione somma (curva in nero) ha un punto di minimo, l entità delle perdite corrispondente a tale punto rappresenta proprio il ricercato livello economico di perdite. Al di sotto di tale valore, il costo dell acqua recuperata è minore del costo degli interventi, l ente gestore in questo caso non avrebbe un ritorno economico che giustifica l intervento. A causa delle difficoltà di determinazione della curva del costo degli interventi (dipendente dal tipo di tecnologia utilizzata, dal tipo di terreno, dal materiale della condotta da riparare, ecc.,) si assegna al livello economico di perdite un valore convenzionale, solitamente pari al 5-10% del volume di acqua immesso in rete. 20

29 1 Lo stato dei servizi idrici: il problema delle perdite COSTI ( ) COSTO DELLE PERDITE COSTO DEGLI INTERVENTI 5-10 % PERDITE (mc/sec) Figura 3 Costi al variare delle perdite (Milano,1996) Una corretta gestione della risorsa idrica dovrebbe quindi prevedere una politica di controllo delle perdite attraverso la quale contenere la loro entità ad un valore più prossimo al 10% del volume di acqua immesso in rete. Tale valore viene considerato come perdita fisiologica di un acquedotto, ovvero al di sotto del quale difficilmente si riesce ad andare, ne tantomeno si ha convenienza ad andare, a causa del notevole incremento dei costi degli interventi di individuazione e riparazione. 21

30 2 Principali tecnologie di riabilitazione Capitolo 2 Principali tecnologie di riabilitazione Le tecnologie utilizzate per il ripristino delle reti idriche possono essere distinte in due categorie: da un lato le tradizionali tecniche di riparazione/sostituzione delle condotte con scavo a cielo aperto (tecniche open cut / open trench ), e dall altro tecnologie alternative note generalmente con il nome di Trenchless Technology (letteralmente tecnologia senza trincee ) o più comunemente con quello di no-dig Technology (letteralmente tecnologie senza scavi ). Figura 4 - Confronto fra cantiere open trench e cantiere trenchless (www.istt.com) 22

31 2 Principali tecnologie di riabilitazione 2.1. Importanza di conoscere il sottosuolo Prima di entrare nel merito delle attuali tecnologie di riabilitazione/sostituzione delle condotte, va sicuramente menzionata la Direttiva 3/3/99, con la quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha, più o meno direttamente, posto l attenzione sul tema delle tecnologie innovative per la posa di condutture interrate senza scavi a cielo aperto. La direttiva per la razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici tenta di definire un insieme di regole la cui finalità è quella di razionalizzare la gestione del sottosuolo, ambiente nel quale sono presenti le numerose reti di servizio delle nostre città. Secondo la direttiva tutti gli interventi previsti lungo le strade urbane devono essere orientati alla minimizzazione delle interferenze con la mobilità, con le attività economiche e residenziali, rimandando all uso di sistemi non effrattivi della superficie. E anche ovvio che la scelta di intervento è vincente solo se preceduta da accurate, coscienziose e scrupolose indagini e seguita, in fase di esecuzione, da complesse operazioni di verifica. Una tecnica non si può improvvisare in cantiere e questo perchè il sottosuolo rappresenta una incognita da trattare con la massima precauzione. E evidente quindi che il sottosuolo sta sempre più assumendo maggiore importanza nello sviluppo delle città e nell efficienza della vita lavorativa ed urbana. Il sistema delle reti tecnologiche che vi è alloggiato è indispensabile per l organizzazione della vita comunale ed alle necessità dei cittadini. È un patrimonio 23

Al momento attuale tutte le regioni con l esclusione del Trentino Alto Adige dove non trova applicazione hanno recepito la legge 36/94.

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