ACCANTO. Progetto di formazione per titolari e necrofori d Aziende di Onoranze Funebri

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1 ACCANTO Progetto di formazione per titolari e necrofori d Aziende di Onoranze Funebri PREMESSA Il presente progetto ha origine dalla collaborazione instauratasi tra l Azienda di Onoranze Funebri Maffioli Sas di Mantova e la nostra Associazione (Associazione Maria Bianchi, Suzzara). Dopo i primi contatti, volti soprattutto ad una reciproca conoscenza, si è congiuntamente deciso di iniziare una serie articolata d interventi allo scopo di riuscire a sostenere psicologicamente, con maggiore efficacia e competenza, i familiari/amici in lutto per la perdita di un loro caro. Oltre all ipotesi di formazione qui presentata, la collaborazione si caratterizza anche tramite: comunicazione ai clienti, da parte di On. Fu. Maffioli, della possibilità di usufruire dei servizi offerti dall Associazione Maria Bianchi a sostegno delle persone in lutto (gruppo di auto-mutuo-aiuto, sostegno psicologico individuale, servizio di comunicazione epistolare, mediateca specializzata) tramite volantino appositamente predisposto realizzazione di una brochure destinata alle persone in lutto contenente una serie di riflessioni-consigli sugli aspetti emotivo-comportamentali che caratterizzano questa delicatissima fase della vita. Appare quindi evidente come questo progetto di formazione s inserisca in un tentativo molto più articolato e complesso che, oltre a risultare decisamente innovativo in questo campo, presenta una collaborazione tra pubblico-privato che s inserisce a pieno titolo nelle nuove dinamiche del mercato e del terzo settore no-profit. 1

2 PROGETTO DI FORMAZIONE Le caratteristiche specifiche di questo percorso formativo partono inevitabilmente dal precedente tentativo ( Training Tanatologico elaborato da Laura Sibilla); non si può quindi prescindere da ciò che si è già tentato di avviare con competenza e attenzione ma che, purtroppo, non ha dato gli esiti previsti. Sono infatti i problemi emersi e le riflessioni sugli stessi che, in questo caso, devono essere considerati come i punti di partenza per una seconda, necessariamente diversa, ipotesi. Una riflessione avuta con Laura S. e la lettura integrale del progetto, lo scambio avvenuto all interno dell associazione e le nostre esperienze formative maturate dal 1986 (per Asl, hospices, Centri di servizio, ordini professionali socio-sanitari, decine di associazioni ) hanno permesso quindi di evidenziare i seguenti aspetti problematici: 1. forte concorrenza imprenditoriale tra molte Aziende di Onoranze Funebri 2. chiusura comunicativa e indisponibilità alla collaborazione reciproca (vissuta più come rischio che occasione di crescita e distinzione) 3. limitato interesse alla formazione relazionale da parte del personale professionale delle Aziende (l interesse e la disponibilità all investimento economico è più rivolto a forme pubblicitarie classiche che alla valorizzazione delle risorse interne). Il progetto che è stato poi presentato e che non ha trovato adesioni (nonostante la diffusione capillare) si caratterizzava come notevolmente impegnativo sia per il numero di ore (quaranta) che per le modalità e il coinvolgimento richiesto ai partecipanti. L indubbia qualità dello stesso e la completezza metodologica-organizzativa, presupponevano però l adesione di persone già convinte e motivate e non, come invece sembra oggettivamente essere, operatori che vanno aiutati a maturare e crescere professionalmente. Sono stati poi ipotizzati altri impedimenti, quali ad esempio la frequenza settimanale o bisettimanale in orario di servizio, la quota di partecipazione che potrebbero forse avere ulteriormente ostacolato la partecipazione. Da queste premesse, s ipotizza allora un percorso formativo notevolmente diverso per molti aspetti, proprio nel tentativo (perché di tentativo si tratta) di evitare i precedenti condizionamenti, arrivando ad offrire una nuova proposta. 2

3 DESTINATARI L offerta è naturalmente rivolta a tutti i titolari e necrofori ma lo scopo è quello di iniziare coinvolgendo anche un numero limitato degli stessi, sfruttando al massimo alcuni positivi rapporti di reciproca stima professionale tra alcune Aziende nel mantovano e l assenza di conflittualità imprenditoriale. Questa scelta appare oggettivamente la più realistica, considerando la situazione complessiva; un primo, anche limitato, gruppo di operatori disposti a qualificarsi potrebbe inoltre fungere da stimolo futuro per meccanismi di emulazione e confronto- in favore di chi ora si dimostra meno sensibile. OBIETTIVI Si mantengono naturalmente gli obiettivi presenti nel progetto Training tanatologico ma non tutti in maniera manifesta; risulta cioè importante fare emergere, nella fase di diffusione del corso, specialmente ciò che è nella pratica più facilmente realizzabile e che può incidere velocemente nella gestione del servizio. E necessario, in altri termini, che l occasione formativa sia presentata soprattutto (non unicamente!) come una possibilità per migliorare il servizio a partire dalla quotidianità del lavoro: se così non fosse è probabile il ripetersi del fenomeno precedente (assenza di adesioni). In un secondo momento, una volta iniziati gl incontri, si potranno gradualmente inserire quegli elementi più complessi di riflessione che costituiscono lo scopo ultimo del percorso. FASI Il progetto è suddiviso in tre fasi: 1. diffusione iniziale; 2. realizzazione degl incontri con gli eventuali partecipanti; 3. accompagnamento e consulenza al gruppo per i primi 5.6 mesi di attività allo scopo di renderlo progressivamente autonomo ed in grado di coinvolgere futuri aderenti. 3

4 STRUTTURA Fase 1 diffusione dell iniziativa E probabilmente la fase più delicata e ricca d incognite. Presentare questo progetto in nome dell Associazione Maria Bianchi (in collaborazione con /con il patrocinio di ), realtà comunque esterna e non in concorrenza con le Aziende, potrebbe impedire (o diminuire) la preoccupazione di chi non vuole confrontarsi con altri e rifiuta di aderire ad iniziative di colleghi-rivali. Fase 2 percorso di formazione Tre (3) incontri iniziali di 2h ½ massimo l uno, a cadenza settimanale, con la possibilità di modificare le date e l orario secondo i partecipanti. L impegno iniziale limitato e la flessibilità prevista possono risultare un incoraggiamento alle adesioni e un incentivo alla disponibilità. I tre incontri sono gestiti con la modalità del lavoro in piccoli gruppi (uno o più secondo il numero), fortemente finalizzati ad elaborare quelle metodologie di contatto con familiari in lutto che rimotivino la mission personale degli operatori, aumentando la percezione dell autostima professionale, fattore di base per qualunque successivo cambiamento comunicativo-relazionale. Non sono quindi previste lezioni frontali ma elementi di riflessione psicologica che saranno inseriti e proposti durante gl incontri. Largo spazio verrà quindi dato alle problematiche che porteranno i partecipanti e alle loro specifiche richieste, proprio per creare una situazione all interno della quale gli aderenti si sentano protagonisti e soggetti attivi, non fruitori passivi di consigli e teorie. E evidente, così facendo, che non è possibile stabilire a priori con esattezza e invariabilità i contenuti che verranno affrontati e discussi durante gl incontri, proprio perché un percorso formativo di questo genere non può prescindere dal vissuto personale dei partecipanti (a differenza dei corsi informativi che sono invece centrati sulla trasmissione e riflessione di contenuti e saperi). Ma è altrettanto sicuro che la gestione in itinere della formazione stimolerà riflessioni, confronti e nuove letture di esperienze sulla base di alcuni contenuti che si provvederà a far emergere e che sintetizziamo in: 1. la conoscenza delle principali dinamiche relative all elaborazione del lutto 2. i segni, i riti, i gesti, le ritualità come occasioni di elaborazione 3. la capacità di essere accanto alle persone in lutto nella fase pre e postcerimonia funebre come espressione di competenza professionale. 4

5 Fase 3 accompagnamento e consulenza Il gruppo di operatori coinvolti sarà sostenuto anche dopo il termine dell esperienza (fase 2) nei seguenti modi: formalmente 2 incontri da realizzare nei mesi successivi per riflettere-verificarecondividere le esperienze maturate alla luce degli elementi emersi nei precedenti incontri informalmente mantenere i contatti tra associazione-partecipanti tramite visite periodiche, telefonate, , in maniera da creare un collegamento costante nel tempo che permetta di consolidare il vissuto di gruppo e di formazione permanente.. DURATA La durata complessiva del progetto è di circa 5-7 mesi. METODOLOGIA Il percorso formativo (fase 2) è realizzato utilizzando prevalentemente una metodologia attiva e caratterizzata da forte coinvolgimento personale (ma graduale) del corsista che si realizza tramite: focus-group progettazione d interventi in piccoli gruppi con supervisione testimonianze dirette e indirette interazioni tra partecipanti-coordinatori analisi di casi concreti simulazioni e role-playing. Nella fase 3 saranno realizzati incontri di tipo valutativo e di ridefinizione, basati principalmente sull analisi, progettazione e verifica degli interventi realizzati (i problemi emersi, i cambiamenti, le difficoltà ). STRUMENTI Per la realizzazione della fase 2 e 3 sono necessari: + sala di medie dimensioni con possibilità di spostare liberamente le sedie + lavagna a fogli o simile + fotocopiatrice + materiale di cancelleria per i partecipanti. 5

6 CONDUTTORI Il progetto nel suo complesso è condotto da: dott. Nicola Ferrari, responsabile della formazione e dei progetti dell Associazione Maria Bianchi. Co-conduttori: volontari esperti dell Associazione Maria Bianchi (Matilde Motta, facilitatrice gruppo di auto-aiuto per persone in lutto - Franco Tosi, co-docente, responsabile Mediateca) Il responsabile Formazione e Progetti Dott. Nicola Ferrari Suzzara,

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