APPENDICE 2 LA MISURA DELL EFFICIENZA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "APPENDICE 2 LA MISURA DELL EFFICIENZA"

Transcript

1 127 APPENDICE 2 Argomenti di approfondimento LA MISURA DELL EFFICIENZA Una delle componenti essenziali della qualità organizzativomanageriale è senza dubbio l efficienza. Storicamente, l analisi dell efficienza è legata alla creazione di indici ad hoc di stampo tipicamente economico/aziendale che misurano la produttività del sistema confrontando l output con l input. Il limite principale di questo approccio, tuttora ampiamente diffuso data la sua relativa semplicità di applicazione e la sua adattabilità a sistemi di valutazione di tipo normativo (che generalmente si avvalgono di misure puntuali relative a singoli aspetti del fenomeno), consiste nel fatto che le caratteristiche del processo produttivo vengono considerate separatamene producendo una rappresentazione parziale della realtà; si tenta talvolta di ovviare utilizzando a posteriori metodologie di aggregazione degli indicatori che spesso contengono un certo grado di arbitrarietà o si basano su ipotesi restrittive o non si prestano a facili interpretazioni. Un approccio alternativo oggi fortemente consolidato è rappresentato dalla cosiddetta analisi di frontiera. L uso delle frontiere come metodo per stabilire standard di riferimento nell analisi dell efficienza si sviluppa a partire dal lavoro di Farrell (1957) il quale ha inoltre introdotto la nota distinzione tra i tre aspetti dell efficienza già ricordati nei precedenti paragrafi e che qui si ribadiscono: l efficienza tecnica ovvero la capacità di minimizzare la quantità di input impiegata per un dato livello produttivo o di massimizzare la produzione ottenibile a parità di risorse impiegate;

2 128 MISURARE LA PERFORMANCE DEL SISTEMA SANITARIO l efficienza allocativa o gestionale ovvero la capacità di allocare al meglio le risorse, impiegando la combinazione di input ottimale dati i prezzi di mercato o di acquisizione; l efficienza complessiva o di costo ovvero la capacità di minimizzare i costi totali di produzione, raggiungendo sia l efficienza tecnica sia quella allocativa. L analisi di frontiera consiste sostanzialmente nell individuazione della frontiera che consente di associare a ogni quantità di input il massimo livello di produzione tecnicamente ottenibile o, analogamente, a ogni livello di produzione il minimo impiego di risorse. In altri termini la frontiera consente di delimitare lo spazio produttivo nel quale trovano collocazione specifiche combinazioni di input e output. Un analoga definizione è quella di «luogo geometrico dei punti tecnicamente efficienti»; l efficienza relativa di una specifica unità produttiva può dunque essere misurata in termini di distanza rispetto ai punti appartenenti alla frontiera. In questo senso la frontiera rappresenta uno standard di riferimento della produzione, poiché quantifica il «valore limite» ossia il massimo prodotto realizzabile da determinati fattori quando essi vengono utilizzati nella maniera più efficiente possibile, dato lo stato della tecnologia e delle procedure. Le unità produttive che si posizionano sulla frontiera sono quelle che realizzano trasformazioni tecnicamente efficienti, tali che un maggior livello di produzione risulti ottenibile solo aumentando la quantità dei fattori in input. Tradizionalmente i metodi di stima delle funzioni di frontiera vengono classificati in due grandi categorie: i modelli parametrici e i modelli non parametrici. Semplificando al massimo, si può dire che l approccio parametrico si basa su procedure di stima di tipo econometrico applicate a una specifica forma funzionale mentre quello non parametrico viene svincolato dalla necessità di specificare a priori una forma funzionale che risulta invece definita solo sulla base dei dati osservati. Quest ultimo elemento rappresenta un grosso vantaggio in quanto dall imposizione di ipotesi teoriche sul sistema di produzione spesso non perfettamente coerenti con la realtà osservata (e in assenza, come può accadere, di strumenti effettivamente in grado di dimostrare tale coerenza) potrebbero derivare rilevanti effetti di distorsione sui risultati dell analisi. D altro canto l applicazione delle tecniche non parametriche richiede un elevata numerosità delle unità di osservazione a causa della forte sensibilità dei risultati agli errori di misurazione e alla presenza di eventua-

3 Appendice li outlier cioè di valori anomali che si discostano significativamente da quelli relativi a tutte le altre unità osservate. Appartengono alla tipologia dei modelli parametrici i cosiddetti modelli multilevel* che si applicano a dati organizzati secondo una struttura gerarchica (ad esempio, in ambito sanitario, le prestazioni ospedaliere potrebbero essere raggruppate per reparto, per ospedale, per ASL di appartenenza dell ospedale, ecc.). Ciascun livello al quale vengono rilevate le unità di analisi, e le corrispondenti variabili in studio, costituisce una fonte di variabilità che può essere analizzata mediante questo approccio: in altre parole il modello consente di stimare gli effetti individuali e di contesto (cioè attribuibili all appartenenza a un dato gruppo) e le loro reciproche relazioni. Presupposto e fondamento del modello è la correlazione tra le osservazioni micro (unità di primo livello), cioè quelle che appartengono allo stesso gruppo (dove i gruppi costituiscono le unità di secondo livello), la quale si realizza mediante un campionamento a più stadi. Tale dipendenza, ossia la relazione esistente tra livello micro e livello macro, può costituire, come già detto, il vero oggetto di interesse dell analisi multilevel. Prima di adottare l approccio multilevel occorre dunque capire quando la struttura dei dati consente un applicazione multilevel (cioè è possibile, ma non necessario, impostare il disegno campionario e la successiva analisi in modo da adattarla a un esplorazione delle relazioni micro/macro che sono ovviamente considerate di interesse in relazione agli obiettivi dello studio) e quando invece esige un applicazione multilevel (nel senso che i dati sono naturalmente clusterizzati e quindi ignorare questo tipo di struttura provocherebbe una perdita significativa di informazione con ovvie conseguenze sull interpretazione del fenomeno). Alcune interessanti applicazioni dei modelli multilevel per la misurazione dell efficienza sono state effettuate nell ambito di indagini valutative sui reparti ospedalieri in cui la scelta di questo tipo di approccio è stata dettata da specifiche esigenze, in particolare: * L applicazione più classica (ma traslabile ad altri ambiti tra cui anche quello dell analisi delle performance sanitarie) dei modelli multilevel è quella relativa alle scienze sociali, dove l interazione tra l individuo e l ambiente è storicamente l oggetto prioritario di interesse. In questo particolare ambito tale metodologia si è posta come punto di incontro tra due approcci opposti cioè quello di tipo macro (analisi «ecologica») e quello di tipo micro (ad esempio, indagini di popolazione in cui i fenomeni vengono analizzati solo a livello individuale). Questo ha consentito di evitare gli estremismi derivanti da tali impostazioni (rispettivamente la cosiddetta fallacia ecologica e la cosiddetta fallacia atomistica che consistono appunto nell estendere all individuo le relazioni emerse a livello macro e, viceversa, nell attribuire caratteristiche individuali a gruppi e strutture più complesse) e di studiare in che modo l aggregato «ambiente» condiziona direttamente o indirettamente le scelte, i comportamente, i processi decisionali dell individuo.

4 130 MISURARE LA PERFORMANCE DEL SISTEMA SANITARIO raccordo tra fonti informative diverse cioè tra archivi di dati raccolti con finalità indipendenti: ad esempio, misure di output (quali la numerosità dei casi trattati, la durata della degenza e i finanziamenti ottenuti sulla base del sistema dei DRG) possono essere desunte dai dati SDO mentre le variabili da considerare come input sono generalmente ricavabili dalla rilevazione dei flussi delle attività gestionali ed economiche delle strutture ospedaliere; valorizzazione della struttura gerarchica dei dati: esistono ad esempio nell organizzazione ospedaliera delle unità superiori (reparti) che presumibilmente esercitano un effetto sulle unità di base (ricoveri, giorni di degenza, ecc.) contribuendo alla determinazione delle singole dimensioni dell efficienza; l approccio multilevel consente di stimare tale effetto e di superare i limiti dell analisi multivariata classica la quale risulterebbe infatti inadeguata se, come in questo caso, si volessero effettuare confronti tra i reparti (a causa dell esistenza di una correlazione intra-gruppo), tanto più se si volesse tener conto di tutti gli altri fattori di complessità che influiscono sui risultati e che quindi vanno in qualche modo controllati nelle valutazioni; analisi del trend: la struttura gerarchica dei dati può coinvolgere anche la componente temporale (sempre con riferimento al settore ospedaliero, si potrebbe studiare come è variata nel tempo l appropriatezza dei ricoveri e in questo caso i tre livelli della gerarchia sarebbero ad esempio rappresentati rispettivamente dai reparti, dall anno di rilevazione e dalla variabile di output data dai singoli ricoveri o dalle giornate di degenza). In uno studio condotto nella regione Lombardia e finalizzato a un analisi dell efficienza delle strutture ospedaliere attive sul territorio, è stato applicato un modello di regressione multilevel considerando come variabili risposta i giorni di degenza, il numero di casi trattati e il fatturato totale (cioè la somma delle remunerazioni ottenute per ogni caso trattato) e come variabili esplicative il numero totale dei posti letto, il personale totale, il totale delle apparecchiature mediche e il totale dei servizi forniti dall ospedale. I dati sono stati analizzati sia a livello di ospedale sia a livello di singolo reparto: dai risultati è emerso un effetto fortemente significativo (nel senso di una correlazione positiva) della variabile posti letto sulle variabili giorni di degenza e fatturato totale e, in misura più ridotta, della variabile totale apparecchiature (correlazione negativa) sulla variabile giorni di degenza. La dimensione del personale in servizio nell ospedale si correla positivamente con le variabili di output ma il valore del coefficiente varia significativamente a seconda del tipo di reparto considerato, ad indicare il maggiore/minore fabbisogno di personale in relazione all output del reparto stesso.

5 Appendice Sulla base di questi risultati e delle stime effettuate a livello aggregato (cioè di ospedale, considerando tutti i reparti), è stato poi costruito un indice sintetico che ha permesso di stilare una graduatoria dei vari ospedali a seconda del livello di efficienza raggiunto (Bolzan 2002). LA MISURA DELL EFFICACIA Prima di accennare agli aspetti più tecnici è opportuno ribadire che il primo fondamentale passo verso l analisi dell efficacia è la definizione dell outcome, la quale di per sé implica non pochi problemi concettuali e metodologici. Si è già più volte ribadita la necessaria distinzione, all interno di una valutazione multidimensionale della qualità dell assistenza sanitaria, tra l output cioè il prodotto aziendale e l outcome ossia il risultato in termini di ricaduta dell intervento posto in atto sulla salute individuale e collettiva. Data la molteplicità dei fattori, interni ed esterni al sistema sanitario, che contribuiscono (con una diversità di ruoli, funzioni, intensità di impatto, ecc.) alla determinazione dell esito di salute, questo viene spesso interpretato come un costrutto multidimensionale alla cui misurazione partecipano una serie di indicatori relativi ai vari aspetti connessi alla salute. Alcuni autori hanno tentato una classificazione degli outcome distinguendo tre categorie principali (Cittadini 2002): 1. Outcome di contesto: non descrivono direttamente i risultati, in termini di salute, dell assistenza fornita bensì i fattori e le condizioni che influiscono, in senso positivo o negativo, sull effetto prodotto dall assistenza stessa. Gli outcome di contesto sono quindi identificabili con quegli aspetti della performance che insieme concorrono a generare un certo esito, quali l accessibilità, l appropriatezza, lo stato di salute preesistente o indipendente dall intervento assistenziale: Ad esempio i tempi di attesa, che sono correntemente considerati un indicatore di accessibilità e rispondenza, rappresentano un fattore interno al sistema che può condizionare la realizzazione dell outcome; analoghi esempi sono la percentuale di ricoveri inappropriati, che è un indicatore di inappropriatezza o, relativamente alle variabili esogene al sistema, i cosiddetti eventi sentinella ossia quei fenomeni epidemiologici e/o clinici che preannunciano il manifestarsi di un evento patologico sulla persona o sulla popolazione e che possono essere assunti come indicatori dello stato di salute.

6 132 MISURARE LA PERFORMANCE DEL SISTEMA SANITARIO 2. Outcome clinici: descrivono i risultati conseguenti a uno specifico trattamento medico, chirurgico o riabilitativo effettuato sulla base di standard scientificamente validi e riconosciuti (linee-guida). Vari esempi di indicatori di esito clinico possono essere desunti dalla letteratura nazionale e internazionale: ad esempio nell ambito dei trial clinici e degli studi di disease progression così come nell ambito delle varie scale di misurazione adottate per la valutazione dei sintomi, o dello stato funzionale, ecc. 3. Outcome inerenti lo stato di salute inteso in senso lato: descrivono la qualità della vita salute-correlata tenendo conto di una molteplicità di aspetti quali la comorbosità, la disabilità fisica e/o mentale conseguente alla malattia, lo stato psicologico, gli effetti collaterali di interventi o farmaci, ecc. Un tipico esempio di misura di questo tipo di outcome è la scala SF-36 (e la sua versione ridotta SF-12), che viene spesso definita come indicatore di «stato di salute generico» in quanto basata su valori universalmente accettati ossia su una definizione ampiamente condivisibile e generale (cioè non specifica per età, patologia o terapia) di benessere individuale. Riguardo agli aspetti più tecnici, agli indicatori di efficacia si estendono considerazioni simili a quelle espresse a proposito degli indicatori di efficienza; in particolare si può anche in questo caso affermare che agli indicatori univariati, i quali cioè valutano separatamente singoli aspetti (spesso soggetti a «discutibili» sintesi a posteriori) dei processi, delle attività e dei risultati andrebbero «preferiti» metodi di analisi multivariata che privilegiano una visione di insieme dei fenomeni e che valorizzano la struttura di relazione delle variabili esaminate. In tal senso i modelli multilevel rappresentano anche in questo caso un valido supporto in quanto consentono di effettuare confronti coeteris paribus cioè a parità di condizioni (caratteristiche di contesto, caratteristiche dei soggetti coinvolti nella valutazione,* ecc.) e quindi di produrre stime di «efficacia relativa», indagando al tempo stesso le relazioni tra i vari attori che, a diversi livelli, giocano un ruolo nella determinazione dei risultati. * In particolare il controllo di quest ultima variabile consente di prevenire i cosiddetti meccanismi di «selezione avversa» che possono essere messi in atto dai valutatori al fine di modificare a loro vantaggio gli indicatori di efficacia (ad esempio, nelle valutazioni di efficacia clinica possono essere scelti solo i pazienti con esiti più favorevoli, inficiando ovviamente i risultati dell analisi).

7 Appendice L approccio multilevel permette di «modellizzare» le tre tipologie in cui, secondo alcuni autori, deve essere distinta l efficacia: efficacia di tipo A che comprende gli effetti dell istituzione o agente (in particolare le risorse e la capacità di management) e gli effetti dei fattori socioeconomici di contesto; efficacia di tipo B che include solo l effetto delle risorse dell agente (che sono osservabili); efficacia di tipo C che considera soltanto la capacità di management (che non è direttamente osservabile). In tutti e tre i casi l analisi multilevel consente di stimare tali effetti e le loro reciproche interazioni. C. LA MISURA DEL «PUNTO DI VISTA DEL PAZIENTE» Le opinioni dei pazienti riguardo all assistenza effettivamente ricevuta o della quale sono potenziali fruitori è parte integrante della qualità relazionale. Si riporta, a scopo esemplificativo, una breve sintesi di un recente studio (Wensing e Elwyn 2002) che è sembrato estremamente interessante in quanto enuclea e sviscera gli aspetti salienti della questione. In questo studio sono stati effettuati una revisione, riferita all ultimo decennio, e un tentativo di classificazione delle tecniche di valutazione delle opinioni dei pazienti a partire dall individuazione di quelle che possono essere identificate come le dimensioni più significative del punto di vista degli utenti del sistema sanitario. Più precisamente, lo studio tenta, in prima analisi, di rispondere al quesito circa la maniera in cui possono essere scomposte (in una tassonomia che riguardi anche le definizioni e la relativa terminologia tecnica) le opinioni dei pazienti, il loro modo di esprimerle e la maniera di valutarle. Viene quindi proposta una modalità di aggregazione in base alla quale è possibile individuare: 1. Le preferenze, ossia le idee che i pazienti hanno su come dovrebbe essere l assistenza sanitaria. Generalmente il termine si riferisce specificatamente all opinione individuale dei pazienti riguardo a un trattamento clinico; strettamente correlati al concetto di preferenza vi sono altri costrutti teorici quali le aspettative, i bisogni percepiti, i desideri, le priorità (termine quest ultimo utilizzato per intendere le opinioni e gli orientamenti nei confronti dei servizi sanitari, e non

8 134 MISURARE LA PERFORMANCE DEL SISTEMA SANITARIO verso trattamenti come nel caso delle preferenze, in una popolazione di cittadini o pazienti). 2. Le valutazioni, ossia le «reazioni» dei pazienti agli aspetti più salienti del contesto, del processo e dei risultati dell assistenza, sulla base del proprio vissuto; concetti affini alle valutazioni sono: soddisfazione, giudizi, lamentele, commenti, ecc. 3. I report, ossia le osservazioni oggettive che i pazienti fanno dell organizzazione e dei processi, indipendentemente dalle loro preferenze e valutazioni (ne è un esempio la registrazione dell attesa per ottenere una data prestazione priva del giudizio soggettivo sulla durata di tale attesa e quindi della percezione/valutazione della qualità dell assistenza ricevuta). Concetti analoghi sono esperienza e percezione delle performance professionali. Per ciascuna delle suddette categorie vengono prima descritti e criticati i metodi di valutazione (quantitativi e qualitativi) oggi più frequentemente usati e quindi enucleati i limiti e i vantaggi di ciascuno, con la raccomandazione finale che, indipendentemente dalla metodologia applicata, vengano adottati gold standard (ossia criteri condivisi di validità, accuratezza, affidabilità) per validare e rendere comparabili i risultati. Un secondo obiettivo dello studio è quello di classificare i risultati delle valutazioni delle opinioni dei pazienti in base al loro possibile utilizzo al fine di migliorare la qualità dell offerta assistenziale. Lo spunto suggerito dallo studio permette di immaginare, anche per il nostro Paese, almeno cinque approcci differenti: il primo concerne le ricadute delle opinioni dei pazienti sui comportamenti e sulle opinioni dei pazienti stessi (in generale, report e resoconti pubblici relativi ai differenti fornitori di prestazioni potrebbero includere dati e indicatori sulle valutazioni effettuate dagli utenti di quelle prestazioni). il secondo focalizza l attenzione sulla potenzialità informativa delle opinioni dei pazienti rispetto all agire dei singoli operatori sanitari. Ad esempio, tutto ciò che riguarda la formazione professionale potrebbe avvalersi delle analisi e delle evidenze emerse relativamente al punto di vista dei pazienti; analogamente, le informazioni sulle opinioni dei pazienti potrebbero innescare un meccanismo di feedback con i professionisti del settore.

9 Appendice il terzo approccio propone di sfruttare il feedback del paziente (così come risulta da indagini ad hoc, da rilevazione delle lamentele, da gruppi di consenso, ecc.) per migliorare determinati aspetti della qualità dell assistenza, ad esempio per rivedere ed eventualmente modificare linee-guida di buona pratica derivate esclusivamente da indicazioni cliniche o «etiche»; il quarto riguarda la valutazione di impatto: le opinioni dei pazienti dovrebbero essere raccolte e valutate anche in relazione a possibili effetti sui processi e sugli esiti dell assistenza sanitaria. A tal fine occorre selezionare opportuni indicatori di outcome derivandoli dagli obiettivi: in altre parole, come più volte ribadito a proposito di ogni componente della performance, anche in questo ambito la definizione degli obiettivi è preliminare alla misurazione dei risultati ottenuti e al loro confronto con quelli attesi. il quinto e ultimo enfatizza l opportunità e il valore insiti nella rilevazione delle esperienze dei pazienti e delle loro preferenze al fine di concordare scelte e strategie di politica sanitaria. Affinché ciò avvenga è necessario esplorare e valutare le priorità e i bisogni assistenziali nel territorio, interagire con le organizzazioni dei cittadini e accogliere le loro specifiche richieste (che possono riguardare sottogruppi con opinioni/aspettative/esigenze significativamente differenti da quelle di gruppi più ampi o della popolazione generale) e in sostanza procedere ad analisi più complesse e dettagliate affinché le opinioni individuali e collettive degli utenti diventino uno degli input della programmazione e realizzazione degli interventi. Naturalmente, le potenzialità delle opinioni dei pazienti dipendono dalla bontà dei metodi utilizzati per la loro raccolta e valutazione nonché dalla congruità dei metodi stessi con gli obiettivi che lo studio delle opinioni si propone. Nell articolo in esame viene dunque nuovamente prospettata una classificazione che identifica diverse tipologie di obiettivi e di corrispondenti indicatori. Ovviamente, nell analisi di impatto non ci si può sottrarre alla possibile scoperta e interpretazione di risultati negativi o meglio all evidenza che il coinvolgimento del paziente può essere un obiettivo di performance potenzialmente in grado di provocare effetti sfavorevoli sul sistema (ad esempio, un eccessiva o non realistica aspettativa degli utenti nei confronti delle prestazioni o dei servizi richiesti può dar luogo a un aumento dei costi, così come un comportamento «difensivo» dei forni-

10 136 MISURARE LA PERFORMANCE DEL SISTEMA SANITARIO tori di assistenza verso la propria organizzazione può sfociare in un aumento, ovviamente non auspicabile, delle procedure cliniche non necessarie o delle prestazioni inappropriate, ecc.). Infine, in questa analisi allargata dei metodi di valutazione delle opinioni dei pazienti occorre anche tener conto della loro reale applicabilità in termini di comprensione e acquisizione da parte di tutti gli attori coinvolti. In altre parole esiste e quindi va gestita l eventualità che medici, pazienti, decisori, ecc. non dispongano delle capacità e delle competenze per utilizzare concretamente tali strumenti o che esistano, all interno della struttura organizzativa, barriere che in qualche modo limitano la loro applicazione e le loro potenzialità; tali ostacoli vanno individuati e possibilmente superati attraverso strategie e azioni che devono a loro volta essere valutate quantificando il successo del metodo (in termini appunto di recepimento e consenso).

Management nell Azienda Sanitaria

Management nell Azienda Sanitaria Management nell Azienda Sanitaria Dr. Paolo Menichetti Perugia, ottobre 2011 1. Finanziamento del S.S.N. 2. Management nell azienda sanitaria: budget 3. Management nell azienda sanitaria: controllo direzionale

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO NELLE AZIENDE SANITARIE Le presenti linee di indirizzo regionali per la gestione del rischio clinico nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Unità

Dettagli

Il sistema di gestione dei dati e dei processi aziendali. Il sistema di controllo interno

Il sistema di gestione dei dati e dei processi aziendali. Il sistema di controllo interno Il sistema di gestione dei dati e dei processi aziendali Il sistema di controllo interno Argomenti della lezione 1 - Controllo Interno: definizione e componenti 2 - Ambiente di controllo 3 - Valutazione

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

Proposta di miglioramento del ciclo di gestione della performance

Proposta di miglioramento del ciclo di gestione della performance (ai sensi Delibera CiVIT n. 112/2010, p. 3.7.3) Organismo Indipendente di Valutazione ASL Salerno Salerno 25 novembre 2011 2 1. Il ciclo di gestione della performance dell ASL di Salerno: una premessa

Dettagli

Il sistema di misurazione e valutazione della CCIAA di BRINDISI Adeguamento dei sistemi di misurazione e valutazione ai sensi del dlgs 150/2009

Il sistema di misurazione e valutazione della CCIAA di BRINDISI Adeguamento dei sistemi di misurazione e valutazione ai sensi del dlgs 150/2009 Il sistema di misurazione e valutazione della CCIAA di BRINDISI Adeguamento dei sistemi di misurazione e valutazione ai sensi del dlgs 150/2009 Versione 1.0 1 Indice 1. COS E IL SISTEMA DI MISURAZIONE

Dettagli

La ricerca della qualità delle cure in nefrologia L accreditamento di eccellenza di una funzione specialistica

La ricerca della qualità delle cure in nefrologia L accreditamento di eccellenza di una funzione specialistica La ricerca della qualità delle cure in nefrologia L accreditamento di eccellenza di una funzione specialistica Alberto Giangrande, Divisione di Nefrologia e Dialisi, Azienda Ospedaliera Ospedale di Circolo

Dettagli

REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007

REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007 REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007 GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO Il rischio clinico rappresenta l eventualità di subire

Dettagli

7. FONTI DEI DATI, DIMENSIONI DI ANALISI E INDICATORI STATISTICI

7. FONTI DEI DATI, DIMENSIONI DI ANALISI E INDICATORI STATISTICI 7. FONTI DEI DATI, DIMENSIONI DI ANALISI E INDICATORI STATISTICI 7.1. FONTI DEI DATI Per la realizzazione dell atlante sanitario della Regione Piemonte sono state utilizzate le basi dati dei seguenti sistemi

Dettagli

Check Up del Pronto Soccorso

Check Up del Pronto Soccorso Check Up del Pronto Soccorso INDICE 1. Premessa... 3 2. Obiettivo... 4 3. Metodologia di intervento... 5 3.1 I principali contenuti del Check Up... 6 3.2 Joint Commission International... 10 4. Output

Dettagli

La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità

La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità Responsabile scientifico: Prof. Andrea Vettori, Docente di Healthcare management Università degli studi Guglielmo Marconi, Roma Autori:

Dettagli

I N D I C E RIASSUNTO...6 INTRODUZIONE...7. Motivazione e Obiettivi generali del CASE MANAGEMENT...11

I N D I C E RIASSUNTO...6 INTRODUZIONE...7. Motivazione e Obiettivi generali del CASE MANAGEMENT...11 I N D I C E RIASSUNTO...6 INTRODUZIONE...7 Motivazione e Obiettivi generali del CASE MANAGEMENT...11 CAPITOLO 1 - Elementi di un Contesto Ideale per la gestione del CM 1.1 Linee guida clinico/operative

Dettagli

1 IL MODELLO CONCETTUALE

1 IL MODELLO CONCETTUALE 1 1 IL MODELLO CONCETTUALE IL CONTESTO DI PERFORMANCE Per performance si intende il grado con il quale un sistema realizza gli obiettivi che si è posto (figura 1.1). Da tale definizione, universalmente

Dettagli

QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI

QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI L ACCREDITAMENTO INTERNAZIONALE ALL ECCELLENZA Fondazione Poliambulanza ha ricevuto nel dicembre 2013 l accreditamento internazionale all eccellenza da parte di

Dettagli

Studio di fattibilità Deliverable A. Sistema Informativo Nazionale Dipendenze ESTRATTO

Studio di fattibilità Deliverable A. Sistema Informativo Nazionale Dipendenze ESTRATTO Studio di fattibilità Deliverable A Sistema Informativo Nazionale Dipendenze ESTRATTO INDICE A. STUDIO DI FATTIBILITÀ... 3 PREMESSA...3 A.20 SCOPO DELL APPLICAZIONE...4 A.20.10 NECESSITÀ UTENTE...4 Necessità

Dettagli

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO.

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO. ALLEGATO A MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO. il sistema organizzativo che governa le modalità di erogazione delle cure non è ancora rivolto al controllo in modo sistemico

Dettagli

Analisi costo-utilità (CUA)

Analisi costo-utilità (CUA) Analisi costo-utilità (CUA) ASPETTI FONDAMENTALI La CUA nasce per ovviare ai limiti della CEA, per analizzare i risultati dei possibili interventi di salute prendendo come riferimento la qualità in termini

Dettagli

4. IL PUNTO DI VISTA DEL VOLONTARIATO

4. IL PUNTO DI VISTA DEL VOLONTARIATO 12949_09 Disparità nell accesso dei malati oncologici ai trattamenti terapeutici e assistenziali 4. IL PUNTO DI VISTA DEL VOLONTARIATO ONCOLOGICO: ASSISTENZA DOMICILIARE, SOSTEGNO PSICOLOGICO E INFORMAZIONE

Dettagli

LA VALUTAZIONE ECONOMICA

LA VALUTAZIONE ECONOMICA LA VALUTAZIONE ECONOMICA IN SANITÀ OBIETTIVI DIDATTICI Introdurre il concetto di valutazione economica Definire le principali caratteristiche di una corretta analisi economica Acquisire le conoscenze delle

Dettagli

Monitoraggio dell erogazione regionale dell assistenza sanitaria

Monitoraggio dell erogazione regionale dell assistenza sanitaria Gli indicatori di salute e di performance del sistema sanitario in Italia Roma 14-15 giugno 2004 Monitoraggio dell erogazione regionale dell assistenza sanitaria Nerina Dirindin Università Torino - Master

Dettagli

Sicurezza dei pazienti e gestione del rischio clinico: Quadro generale di riferimento

Sicurezza dei pazienti e gestione del rischio clinico: Quadro generale di riferimento ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI MASSA E CARRARA Sicurezza dei pazienti e gestione del rischio clinico: Quadro generale di riferimento Carlo Manfredi Sabato 28 novembre

Dettagli

Il mantenimento del ciclo di gestione della performance. Le attività di helpdesk

Il mantenimento del ciclo di gestione della performance. Le attività di helpdesk Il mantenimento del ciclo di gestione della performance Le attività di helpdesk Dicembre 2014 Introduzione e indice del documento Le attività di helpdesk sono state progettate con l obiettivo di supportare

Dettagli

Progetto QPCO: Qualità Percepita della Cura in Ospedale

Progetto QPCO: Qualità Percepita della Cura in Ospedale Progetto QPCO: Qualità Percepita della Cura in Ospedale Indagine di soddisfazione rivolta agli utenti dei servizi di degenza INTRODUZIONE L applicazione di strumenti per la rilevazione della soddisfazione

Dettagli

Dr. Michele Cedrone, Ospedale San Giovanni dell Addolorata, Roma

Dr. Michele Cedrone, Ospedale San Giovanni dell Addolorata, Roma Confronto dei Criteri, degli Indicatori e degli Standard scelti per la valutazione multi-dimensionale dell attività di 4 Strutture Complesse di Ematologia certificate ISO 9001-2000 Dr. Michele Cedrone,

Dettagli

I T A L I A N J O U R N A L O F P U B L I C H E A L T H. Raccomandazioni circa le linee guida praticabili in ambito BPCO

I T A L I A N J O U R N A L O F P U B L I C H E A L T H. Raccomandazioni circa le linee guida praticabili in ambito BPCO Raccomandazioni circa le linee guida praticabili in ambito BPCO Introduzione Il lavoro è proseguito con l indicazione di una Esistono diverse Linee Guida che prendono serie di premesse che preludono alle

Dettagli

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 20 gennaio 2009 INDICE Sezione Contenuto 1. Il programma Responsible Care: scopo e campo di applicazione

Dettagli

LA PSICOLOGIA SOCIALE Introduzione

LA PSICOLOGIA SOCIALE Introduzione Universita per gli stranieri DANTE ALIGHIERI LA PSICOLOGIA SOCIALE Introduzione Prof. Vincenzo Maria ROMEO La psicologia sociale si è formata, occupandosi delle folle e dei comportamenti collettivi 4 Si

Dettagli

01/02/2008 DANILO MASSAI / ALESSANDRO MANCINI

01/02/2008 DANILO MASSAI / ALESSANDRO MANCINI LA SALUTE PER TUTTI EFFICACIA Qualità dell assistenza (uso ottimale delle risorse) SERVIZI SANITARI (sistema sanitario, strutture, operatori) EQUITA Razionamento (uso appropriato delle risorse) RISORSE

Dettagli

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Allegato 1 Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Indice Premessa... 2 1. Ambito di applicazione... 2 1.1 Definizione... 2 1.2 I destinatari...

Dettagli

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE ICF CLASSIFICAZIONE INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE COMMISSIONE DISAGIO E DISABILITÀ A. S. 2010- PREMESSA

Dettagli

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA FIRENZE 1 PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: RIFERIMENTI CONCETTUALI E NORMATIVI POSTI A CONFRONTO CON LA REALTÀ AZIENDALE FIRENZE 2 INDICE PREMESSA 3 MOTIVAZIONI

Dettagli

LINEE GUIDA per L AUTOVALUTAZIONE Dalla Teoria alla Pratica

LINEE GUIDA per L AUTOVALUTAZIONE Dalla Teoria alla Pratica LINEE GUIDA per L AUTOVALUTAZIONE Dalla Teoria alla Pratica A sostegno delle istituzioni scolastiche che vogliano intraprendere un percorso di autovalutazione attraverso l utilizzo del CAF 1 PARTE III..ALLA

Dettagli

DRG e SDO. Prof. Mistretta

DRG e SDO. Prof. Mistretta DRG e SDO Prof. Mistretta Il sistema è stato creato dal Prof. Fetter dell'università Yale ed introdotto dalla Medicare nel 1983; oggi è diffuso anche in Italia. Il sistema DRG viene applicato a tutte le

Dettagli

OBIETTIVI 2014 DELLE AZIENDE SANITARIE DELLA REGIONE BASILICATA. AO San Carlo

OBIETTIVI 2014 DELLE AZIENDE SANITARIE DELLA REGIONE BASILICATA. AO San Carlo OBIETTIVI 2014 DELLE AZIENDE SANITARIE DELLA REGIONE BASILICATA AO San Carlo 2014 SOMMARIO PREMESSA E LOGICHE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE 2014... 3 AREA N. 1... 6 OBIETTIVO 1.1: APPROPRIATEZZA ORGANIZZATIVA...

Dettagli

La soddisfazione lavorativa del personale ospedaliero. Prof. Alberto Franci - Brescia 2012 1

La soddisfazione lavorativa del personale ospedaliero. Prof. Alberto Franci - Brescia 2012 1 La soddisfazione lavorativa del personale ospedaliero. Prof. Alberto Franci - Brescia 2012 1 Quadro dei vari elementi della soddisfazione lavorativa dei professionisti dei servizi socio - sanitari Si constata:

Dettagli

1. Analisi della rilevanza dell idea-progetto e specificazione delle alternative progettuali

1. Analisi della rilevanza dell idea-progetto e specificazione delle alternative progettuali Studi di Fattibilità e Analisi Costi Benefici L esperienza maturata dalla Proind Srl nel supporto e nell assistenza tecnica alle Pubbliche Amministrazioni in materia di valutazione di investimenti pubblici,

Dettagli

Carta del Malato. Azienda Ospedaliera Universitaria Seconda Università degli Studi di Napoli

Carta del Malato. Azienda Ospedaliera Universitaria Seconda Università degli Studi di Napoli Carta del Malato Azienda Ospedaliera Universitaria Seconda Università degli Studi di Napoli La "CARTA EUROPEA PER I DIRITTI DEL MALATO": cos'è e perché nasce Il diritto alla salute come prerogativa internazionale,

Dettagli

GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE

GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE D r. C a r l o D e s c o v i c h U.O.C. Governo Clinico Staff Direzione Aziendale AUSL Bologna Bologna 26 Maggio 2010 INDICATORE

Dettagli

I progetti aziendali e i Piani per la Salute : la qualità fra teoria e pratica.

I progetti aziendali e i Piani per la Salute : la qualità fra teoria e pratica. I progetti aziendali e i Piani per la Salute : la qualità fra teoria e pratica. Se uno degli obiettivi a medio - lungo termine del Servizio Sanitario è il governo clinico, ossia l organizzazione che si

Dettagli

PROGETTI FORMATIVI PER LE PROFESSIONI SANITARIE, 2015. Innovazione e cambiamento al servizio del management

PROGETTI FORMATIVI PER LE PROFESSIONI SANITARIE, 2015. Innovazione e cambiamento al servizio del management Innovazione e cambiamento al servizio del management PROGETTI FORMATIVI PER LE PROFESSIONI SANITARIE, 2015 Le nuove proposte per lo sviluppo del Dossier Formativo nell'area dell organizzazione, della qualità,

Dettagli

A cura di Elena Barbera, Elisa Ferro, Claudio Tortone DoRS Regione Piemonte (Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute)

A cura di Elena Barbera, Elisa Ferro, Claudio Tortone DoRS Regione Piemonte (Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute) PROGETTARE MATERIALE COMUNICATIVO EFFICACE DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE: PRE-TEST SPERIMENTALE DI UNA BROCHURE BASATA SU TEORIE SPECIFICHE PER AUMENTARE LE CONOSCENZE J.R.D. Whittingham 1, R.A.C. Ruiter 1,

Dettagli

8 PASSI DI PREVENZIONE A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAMBINI

8 PASSI DI PREVENZIONE A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAMBINI 8 PASSI DI PREVENZIONE A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAMBINI LE PROPOSTE DELL ACP NELL AMBITO DELLE CURE PRIMARIE PEDIATRICHE Il contesto - Le vaccinazioni rientrano in una funzione più ampia e articolata

Dettagli

Direzione Generale Sanità

Direzione Generale Sanità SICUREZZA DEL PAZIENTE E ACCREDITAMENTO IN ITALIA IL PERCORSO DI REGIONE LOMBARDIA Enrico Burato AO Carlo Poma di Mantova Gruppo di lavoro regionale per la programmazione delle attività di risk management

Dettagli

LA GESTIONE PER LA QUALITÁ NELLE AZIENDE SANITARIE

LA GESTIONE PER LA QUALITÁ NELLE AZIENDE SANITARIE LA GESTIONE PER LA QUALITÁ NELLE AZIENDE SANITARIE CARLO FAVARETTI Direttore Generale - Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari - Trento PAOLO DE PIERI Staff del Direttore Generale - Azienda Provinciale

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

Impatto dei sistema di finanziamento a DRG sull innovazione tecnologica in sanità Evidenze e proposte emerse dal caso italiano

Impatto dei sistema di finanziamento a DRG sull innovazione tecnologica in sanità Evidenze e proposte emerse dal caso italiano Impatto dei sistema di finanziamento a DRG sull innovazione tecnologica in sanità Evidenze e proposte emerse dal caso italiano Giuditta Callea Cergas Università Bocconi La ricerca Impatto del sistema di

Dettagli

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO 6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO Nel comprendere le strategie formative adottate dalle grandi imprese assume una particolare rilevanza esaminare come si distribuiscano le spese complessivamente sostenute

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Direzione per il Personale. La gestione del colloquio di valutazione

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Direzione per il Personale. La gestione del colloquio di valutazione UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI Direzione per il Personale - Settore Sviluppo Risorse Umane - SISTEMA DI VALUTAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE La gestione del colloquio di valutazione INDICE INTRODUZIONE

Dettagli

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono:

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono: Presentazione La ricerca è parte integrante del ruolo e della responsabilità dell infermiere. Il suo coinvolgimento nella ricerca spazia a diversi livelli, dalla progettazione e conduzione di uno studio

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H

REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H INDICE Articolo 1- Ambito di applicazione... 3 Articolo 2- Fonti normative... 3 Articolo 3- Definizione... 3 Articolo 4- Obiettivi e finalità del Distretto...

Dettagli

LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE TRA IL PERSONALE INFERMIERISTICO

LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE TRA IL PERSONALE INFERMIERISTICO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO MASTER / COORDINAMENTO LA LEADERSHIP INFERMIERISTICA NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI SUL LAVORO: RICERCA SULLA REALTA DELL INTERAGIRE

Dettagli

Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie

Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie Mostra Dettagli Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie Il sistema sanitario è un sistema complesso in cui interagiscono molteplici fattori

Dettagli

COMUNE DI BONASSOLA METODOLOGIA VALUTAZIONE

COMUNE DI BONASSOLA METODOLOGIA VALUTAZIONE COMUNE DI BONASSOLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE Sommario CAPO I....2 METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI DEI TITOLARI DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA...2 ART. 1 - MISURAZIONE DELLE PERFORMANCE

Dettagli

ERG S.p.A. Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

ERG S.p.A. Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi ERG S.p.A. Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi Approvate dal Consiglio di Amministrazione dell 11 marzo 2014 1 Sommario 1. Il Sistema di Controllo Interno e di

Dettagli

Modulo I: le domande di valutazione

Modulo I: le domande di valutazione INDICAZIONI PER L AGGIORNAMENTO DELLA VALUTAZIONE INTERMEDIA E LA RICERCA SUL CAMPO Modulo I: le domande di valutazione Introduzione La definizione delle domande di valutazione è un elemento fondamentale

Dettagli

1 Definizioni. 1 Comuni di Grosseto, Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Roccastrada, Scansano.

1 Definizioni. 1 Comuni di Grosseto, Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Roccastrada, Scansano. 1 Definizioni 1.1 Premessa Il COeSO è un'azienda speciale di tipo consortile: un consorzio di comuni cioè, quelli della zona socio sanitaria Grossetana, 1 nato per gestire in modo associato i servizi socio

Dettagli

Il processo di Budgeting nelle aziende sanitarie

Il processo di Budgeting nelle aziende sanitarie Master EMSS VIII edizione Lugo, 15 Aprile 2010 Il processo di Budgeting nelle aziende sanitarie Prof.ssa Monia Castellini Monia Castellini Università di Ferrara 1 Obiettivi conoscitivi Il Budget nel sistema

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITA DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA Aggiornamento delle Linee guida per la metodologia

Dettagli

LABORATORIO DI MANAGEMENT SANITARIO

LABORATORIO DI MANAGEMENT SANITARIO Lean Production Lean Thinking Volume sul Sistema Toyota Caccia e lotta agli sprechi KAIZEN LAB Accreditamento Fondi Interprofessionali Provider ECM Intesa Listino Corsi accreditati ECM FORMAZIONE ECM Corsi

Dettagli

L esigenza di coniugare la valutazione dell efficacia produttiva con la valorizzazione dei

L esigenza di coniugare la valutazione dell efficacia produttiva con la valorizzazione dei TITOLO IV LA VALUTAZIONE E LA PREMIALITA DEL PERSONALE Premessa L esigenza di coniugare la valutazione dell efficacia produttiva con la valorizzazione dei comportamenti coerenti con la missione, i valori

Dettagli

Prefazione Prefazione all edizione italiana

Prefazione Prefazione all edizione italiana Prefazione Prefazione all edizione italiana Autori XV XVII XX Parte 1 Capire il sistema sanitario e il ruolo del marketing Capitolo 1 Il ruolo del marketing nell organizzazione sanitaria 3 Panoramica:

Dettagli

REGOLAMENTO COSTITUTIVO E DI FUNZIONAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA

REGOLAMENTO COSTITUTIVO E DI FUNZIONAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA REGOLAMENTO COSTITUTIVO E DI FUNZIONAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA INDICE RIFERIMENTI NORMATIVI PREMESSE Art. 1 Oggetto del regolamento Art. 2 Assetto organizzativo Art. 3 Strutture, Programmi

Dettagli

Determinanti, modelli di diffusione e impatto di medical device cost saving nel Servizio Sanitario Nazionale

Determinanti, modelli di diffusione e impatto di medical device cost saving nel Servizio Sanitario Nazionale Determinanti, modelli di diffusione e impatto di medical device cost saving nel Servizio Sanitario Nazionale Documento elaborato dall Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari Nell ambito

Dettagli

Applicazione del modello del Case Management all interno di un servizio psichiatrico territoriale

Applicazione del modello del Case Management all interno di un servizio psichiatrico territoriale ARTICOLI ORIGINALI Applicazione del modello del Case Management all interno di un servizio psichiatrico territoriale A cura di Donatella Brusa* 37 Questo elaborato si colloca all interno di un cambiamento

Dettagli

CORSO INTEGRATO DI ECONOMIA AZIENDALE

CORSO INTEGRATO DI ECONOMIA AZIENDALE OSPEDALE MARTINI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO INTEGRATO DI ECONOMIA AZIENDALE LEZIONI Prof. Artemio BRUSA Sintesi concetti sulla contabilità analitica nel S.S.N.

Dettagli

DOCUMENTO DI INDIRIZZO SULLA COMUNICAZIONE PUBBLICA IN SANITÀ

DOCUMENTO DI INDIRIZZO SULLA COMUNICAZIONE PUBBLICA IN SANITÀ DOCUMENTO DI INDIRIZZO SULLA COMUNICAZIONE PUBBLICA IN SANITÀ 1. Premessa generale sulla comunicazione in Sanità 1.1 I diritti di salute e informazione La salute è un diritto fondamentale della persona

Dettagli

LE POLITICHE DI TUTELA DELLA SALUTE NELLA REGIONE LOMBARDIA. Antonio G. Mobilia Direttore Generale ASL Città di Milano

LE POLITICHE DI TUTELA DELLA SALUTE NELLA REGIONE LOMBARDIA. Antonio G. Mobilia Direttore Generale ASL Città di Milano LE POLITICHE DI TUTELA DELLA SALUTE NELLA REGIONE LOMBARDIA Antonio G. Mobilia Direttore Generale ASL Città di Milano LA SITUAZIONE ITALIANA ASL con gestione diretta degli Ospedali ASL senza alcun ospedale

Dettagli

AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI

AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI Provincia Autonoma di Trento AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI Trento via Degasperi 79 VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE Reg. delib. n. 473 2011 OGGETTO: Riorganizzazione delle attività

Dettagli

COME COSTRUIRE REPORT COMMERCIALI ESSENZIALI

COME COSTRUIRE REPORT COMMERCIALI ESSENZIALI COME COSTRUIRE REPORT COMMERCIALI ESSENZIALI ******* Formazione Unindustria Treviso 29 Novembre 2004 Indice Brevi richiami all attività direzionale e al budget...2 L Attività Direzionale... 2 Il Budget...

Dettagli

Misurazione e monitoraggio della complessità assistenziale Monitoraggio dei livelli ottimali di staffing Strumenti disponibili e tendenze

Misurazione e monitoraggio della complessità assistenziale Monitoraggio dei livelli ottimali di staffing Strumenti disponibili e tendenze Misurazione e monitoraggio della complessità assistenziale Monitoraggio dei livelli ottimali di staffing Strumenti disponibili e tendenze Filippo Festini Università di Firenze, Dipartimento di Pediatria,

Dettagli

Igiene e infezioni ospedaliere: un nesso quantificabile

Igiene e infezioni ospedaliere: un nesso quantificabile 24 Statistica & Società/Anno 3, N. 2/ Demografia, Istruzione, Welfare Igiene e infezioni ospedaliere: un nesso quantificabile Gianmaria Martini Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi di Bergamo

Dettagli

S I S T E M A D I M I S U R A Z I O NE

S I S T E M A D I M I S U R A Z I O NE S I S T E M A D I M I S U R A Z I O NE [PIANO DELLA PERFORMANCE] 2013 PRI NCIPI FO NDANTI Sulla base di quanto previsto dalla recente normativa in materia il Sistema di misurazione e valutazione della

Dettagli

SOLUZIONI DI GOVERNO: HEGOS

SOLUZIONI DI GOVERNO: HEGOS SOLUZIONI DI GOVERNO: HEGOS Il governo della salute è oggi una politica di gestione obbligata per conciliare i vincoli di bilancio, sempre più stringenti, con la domanda di salute dei cittadini. L ICT

Dettagli

PROGRAMMA 1 RIDUZIONE DELLE DISPARITÀ NELL ACCESSO DEI PAZIENTI AI MEZZI DIAGNOSTICI E ALLE TERAPIE

PROGRAMMA 1 RIDUZIONE DELLE DISPARITÀ NELL ACCESSO DEI PAZIENTI AI MEZZI DIAGNOSTICI E ALLE TERAPIE PROGRAMMA 1 RIDUZIONE DELLE DISPARITÀ NELL ACCESSO DEI PAZIENTI AI MEZZI DIAGNOSTICI E ALLE TERAPIE ex. Art. 3 Rete solidale e collaborazioni internazionali del DM del 21 luglio 2006 Programma straordinario

Dettagli

Protocollo dello studio

Protocollo dello studio Protocollo dello studio Indagine su disturbi e malattie respiratorie e fattori ad essi correlati nella popolazione infantile residente nell area di S. Polo e nel resto del comune di Brescia Premessa A

Dettagli

Organismo indipendente di Valutazione

Organismo indipendente di Valutazione 2010 Organismo indipendente di Valutazione Sistema di misurazione e valutazione della performance del Parco Nazionale dei Monti Sibillini - Regolamento Il documento regolamentare definisce la metodologia

Dettagli

Introduzione al management in sanità

Introduzione al management in sanità A13 373 Marco Pauletto Franco Tartaglia Introduzione al management in sanità Organizzazione aziendale e psicologia del lavoro Copyright MMX ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it

Dettagli

MODULO HEALTH - SAMPLE TEST (rev 4) 10 domande

MODULO HEALTH - SAMPLE TEST (rev 4) 10 domande MODULO HEALTH - SAMPLE TEST (rev 4) 10 domande (16 ottobre 2008) Domanda 1 1.1 Concetti 1.1.1 Sistemi Informativi Sanitari (SIS) 1.1.1.1 Definire un Sistema Informativo Sanitario (SIS) come un sistema

Dettagli

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11 Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390 Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11 Cartella Geriatrica dell Unita di Valutazione Geriatrica e Linee guida del Piano Assistenziale Individuale.

Dettagli

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11. Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390

Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11. Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390 Supplemento Ordinario n. 3 al B.U. n. 11 Deliberazione della Giunta Regionale 10 marzo 2008, n. 42-8390 Cartella Geriatrica dell Unita di Valutazione Geriatrica e Linee guida del Piano Assistenziale Individuale.

Dettagli

L approccio per processi è uno dei principi fondamentali per la gestione della qualità.

L approccio per processi è uno dei principi fondamentali per la gestione della qualità. Esempio 3: approfondimento gestione per processi Nell ambito di un organizzazione, l adozione di un sistema di processi, unitamente alla loro identificazione, interazione e gestione, è chiamata approccio

Dettagli

L ESPERIENZA SULLA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

L ESPERIENZA SULLA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA SAN MARTINO L ESPERIENZA SULLA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO Autori: Dott. Rita Rosso (Direttore Ufficio Qualità, Accreditamento e URP) Dott. Roberta Serena (Direttore

Dettagli

Nuovi strumenti professionali per il self-audit, il governo clinico e la ri-creazione della Medicina Generale: il MilleGPG e il SISSI

Nuovi strumenti professionali per il self-audit, il governo clinico e la ri-creazione della Medicina Generale: il MilleGPG e il SISSI Professione Nuovi strumenti professionali per il self-audit, il governo clinico e la ri-creazione della Medicina Generale: il MilleGPG e il SISSI Saffi Giustini, Gerardo Medea, Ovidio Brignoli, Claudio

Dettagli

CAPO 2. Principi e Strumenti di. Organizzazione e Gestione

CAPO 2. Principi e Strumenti di. Organizzazione e Gestione CAPO 2 Principi e Strumenti di Organizzazione e Gestione 27 capo 2 Principi e Strumenti di Organizzazione e Gestione 28 I Principi di Organizzazione titolo IV I Principi di Organizzazione Art. 18 - Principi

Dettagli

STRATEGIC Management Partners

STRATEGIC Management Partners STRATEGIC Management Partners Strategic Report Creare un vantaggio competitivo nella relazione IT e business Gianluca Quarto Sintesi 2 E un dato di fatto che i sistemi informatici rappresentano uno strumento

Dettagli

Linee Guida per l applicazione del D. Lgs. 38/2014

Linee Guida per l applicazione del D. Lgs. 38/2014 Linee Guida per l applicazione del D. Lgs. 38/2014 1. Premessa Il Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 38 recante Attuazione della Direttiva 2011/24/UE concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti

Dettagli

TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE

TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE Materiale di supporto alla didattica Tecnologie dell informazione e della comunicazione per le aziende CAPITOLO 3: Progettazione e sviluppo

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integritàdelle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integritàdelle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integritàdelle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Testo revisionato e approvato dalla Commissione il 29/05/2013

Dettagli

ASL AVELLINO Commissario Straordinario dott. Mario Nicola Vittorio Ferrante TITOLO DEL PROGETTO SVILUPPO DEGLI STRUMENTI DEL GOVERNO CLINICO E DELAL VALUTAZIONE DELLA QUALITA E DSELAL SICUREZZA DELEL PRESTAZIOINI

Dettagli

Premessa. Il Presidente della Federazione Nazionale ALICE Dr. Giuseppe D Alessandro

Premessa. Il Presidente della Federazione Nazionale ALICE Dr. Giuseppe D Alessandro Premessa L Ictus Cerebrale, pur essendo in Italia la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza di morte, non ha ricevuto finora, a differenza di altre malattie altrettanto gravi per l

Dettagli

Introduzione alla Business Intelligence. E-mail: infobusiness@zucchetti.it

Introduzione alla Business Intelligence. E-mail: infobusiness@zucchetti.it Introduzione alla Business Intelligence E-mail: infobusiness@zucchetti.it Introduzione alla Business Intelligence Introduzione Definizione di Business Intelligence: insieme di processi per raccogliere

Dettagli

ALUNNI CON BES. 9 settembre 2014 Alessandra Scabia

ALUNNI CON BES. 9 settembre 2014 Alessandra Scabia ALUNNI CON BES (classificazione, strategie di intervento, indicazioni operative, stesura del PDP, strumenti compensativi e misure dispensative, valutazione) 9 settembre 2014 Alessandra Scabia Il Bisogno

Dettagli

Fase 3: Mettere a fuoco il disegno della Valutazione

Fase 3: Mettere a fuoco il disegno della Valutazione Fase 3: Mettere a fuoco il disegno della Valutazione Per usare il tempo e le risorse nel modo più efficiente possibile, la valutazione deve essere concentrata sui problemi di grande interesse per i committenti

Dettagli

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo Indice 1. Premessa 3 2. Il sistema di misurazione e valutazione delle performance 4 3. Criteri per la

Dettagli

Gli strumenti di gestione del rischio

Gli strumenti di gestione del rischio Gli strumenti di gestione del rischio Patrizio Di Denia Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna patrizio.didenia@ior.it 19 Novembre 2008 Sappiamo che. Gestione del rischio Individuazione del rischio Incident

Dettagli

L appropriatezza nell organizzazione sanitaria: un ripiego o un opportunità? Riflessioni su principi e criteri di valutazione

L appropriatezza nell organizzazione sanitaria: un ripiego o un opportunità? Riflessioni su principi e criteri di valutazione Padova, 5 maggio 2012 L appropriatezza nell organizzazione sanitaria: un ripiego o un opportunità? Riflessioni su principi e criteri di valutazione Prof. Ferdinando Romano The World Health Report 2008

Dettagli

1 Premessa. Daniela Borzatta. 52 Statistica & Società/Anno 2, N. 1/Strumenti

1 Premessa. Daniela Borzatta. 52 Statistica & Società/Anno 2, N. 1/Strumenti 52 Statistica & Società/Anno 2, N. 1/Strumenti Il Management ospedaliero e la gestione strategica delle competenze nella società della conoscenza. Indagine empirica svolta presso l Azienda Sanitaria di

Dettagli

RELAZIONE SULLA PERFORMANCE 2012

RELAZIONE SULLA PERFORMANCE 2012 RELAZIONE SULLA PERFORMANCE 2012 .. 1 1. Presentazione La Relazione sulla Performance 2012 riassume la valutazione annuale del Ciclo di gestione della performance. In particolare la Relazione è lo strumento

Dettagli

I DCA 429/12 e 431/12: l omogeneità delle funzioni valutative su tutto il territorio regionale e gli strumenti della valutazione

I DCA 429/12 e 431/12: l omogeneità delle funzioni valutative su tutto il territorio regionale e gli strumenti della valutazione I DCA 429/12 e 431/12: l omogeneità delle funzioni valutative su tutto il territorio regionale e gli strumenti della valutazione Dott. Gianni Vicario - Laziosanità ASP Contesto ELEVATA COMPLESSITA ASSISTENZIALE

Dettagli

Le indicazioni ed i progetti del Ministero della salute per la gestione del rischio clinico, per il coinvolgimento e la sicurezza dei cittadini

Le indicazioni ed i progetti del Ministero della salute per la gestione del rischio clinico, per il coinvolgimento e la sicurezza dei cittadini II GIORNATA DELLA SALUTE L alleanza con i cittadini Dal consenso informato al coinvolgimento nelle scelte di cura Savona, 15 dicembre 2007 Le indicazioni ed i progetti del Ministero della salute per la

Dettagli