Il governo Letta si è appena salvato

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1 VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 ANNO N. 223 In Italia (con "Sette") EURO 1,80 Milano, Via Solferino 28 - Tel Servizio Clienti - Tel Fondato nel Roma, Piazza Venezia 5 Tel Giustizia civile Mediazione, via alla riforma Così si evitano i processi Candidati Dylan e Vecchioni per il premio Nobel Su Io Donna Lo speciale sulla moda di autunno e inverno di Isidoro Trovato a pagina 43 di Laffranchi e Tiozzo apagina61 Domani il magazine in edicola con il Corriere Loreto (AN) Il premier reagisce alle fibrillazioni della maggioranza Letta su Berlusconi: non è un perseguitato Il Cavaliere: il governo resta se rispetta i patti Giannelli STABILITÀ, SOLO DA NOI FA ORRORE di ANTONIO POLITO Dopo il messaggio tv di Berlusconi, Enrico Letta dice la sua sui contenuti più scomodi del discorso. Spiega che «in Italia rispettiamo l autonomia della giustizia» e che «non ci sono perseguitati». Il Cavaliere, tornato a Roma per inaugurare la sede della rilanciata Forza Italia, parla del governo: «Ci restiamo se rispetta i patti». DA PAGINA 8 A PAGINA 11 Fuccaro, Galluzzo Guerzoni, Martirano, Meli Trocino, Verderami Una Chiesa meno ossessionata dai precetti. Dialogo con divorziati, omosessuali e con chi ha abortito Le parole rivoluzionarie del Papa «No all ingerenza spirituale nella vita delle persone» C è l accordo con gli indonesiani Moratti vende l Inter Intervista di papa Francesco a Civiltà Cattolica. Bergoglio parla di Dio che «approva l esistenza con affetto» di una persona omosessuale e di ogni persona. E così si rivolge a divorziati e risposati, alle donne che hanno abortito, a coloro che si sono sentiti «feriti» da una Chiesa che deve riscoprire «la misericordia». Liberi. «Siamo ancora una Chiesa capace di scaldare il cuore?», si domanda il Pontefice. L esortazione a cambiare «atteggiamento» è la «prima riforma» da compiere. «Dio nella creazione ci ha resi liberi: l ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». E ancora: «Non possiamo insistere soltanto sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi». ALLE PAGINE 2 E 3 Vecchi L analisi IL RUOLO DELLE DONNE IL PRIMATO DEL VANGELO di LUIGI ACCATTOLI La novità di papa Francesco l avevamo negli occhi ma fino a ieri non c era la parola per dirla, ora l abbiamo ed è questa: prima il Vangelo e poi la dottrina. Quel primato è affermato con chiarezza nell intervista alle riviste dei Gesuiti e può essere interpretata come una parola d ordine mirata a superare vecchi bastioni, perché dice Bergoglio è tempo di «aprire nuovi spazi a Dio», partendo dalla certezza che egli è «in ogni vita umana» e dunque anche in quella dell omosessuale, del risposato, del tossicodipendente. CONTINUA A PAGINA > Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano Il governo Letta si è appena salvato da una crisi che già ci si interroga sulla prossima. Berlusconi fa capire che la potrebbe aprire sulle tasse, Renzi che la potrebbe aprire per vincere le elezioni, e il premier fa capire che ha capito e che quindi «giocherà all attacco». La politica all italiana è l opposto del calcio all italiana: tutti all attacco, e nessuno che pensa mai a difendere. Ben diversa è quella tedesca. Nonostante l incertezza sull esito del voto di domenica, dal quale nessuno sa che maggioranza parlamentare uscirà, c è infatti in Germania certezza di stabilità politica: tutti sanno che Angela Merkel sarà per la terza volta Cancelliera, e che la sua politica proseguirà grosso modo immutata. Questo paradosso meriterebbe una riflessione, soprattutto da parte di chi in Italia lamenta che la stabilità è sì una buona cosa, ma poi non tanto, perché sospende la lotta politica, inceppa l alternanza, offende i sentimenti identitari degli elettori. C è invece in Europa un grande Paese dove la gente la pensa diversamente: viva il conflitto e l identità, ma è più importante ciò che il governo fa, e se lo fa a vantaggio della nazione. Così se i liberali, attuali alleati della Merkel, resteranno fuori dal Bundestag, la Cdu farà l alleanza con i suoi avversari socialdemocratici, e sarebbe la terza volta nella storia; d altro canto la Spd, se pure servisse per vincere, esclude di allearsi con la sinistra della Linke preferendole la Cdu; e nessuno si alleerà mai con il nuovo partito anti euro, qualsiasi sia il suo risultato. Verso il voto tedesco LA GERMANIA E L ASSE INCRINATO CON PARIGI di MICHELE FARINA Domani la XX Giornata mondiale dell Alzheimer. Numeri da emergenza sociale: 36 milioni di malati di demenza nel mondo, cifra che quasi raddoppia ogni due decenni, nessuna possibilità di guarigione in vista. In Italia il piano nazionale per le demenze si è arenato due anni fa su un tavolo della conferenza Stato-Regioni. A PAGINA 31 LE STAGIONI DEL CUORE I numeri nel nostro Paese: viaggio tra famiglie e medici. Domani la Giornata mondiale Alzheimer, un milione di storie di MASSIMO NAVA La storia ha sempre confermato il «teorema» secondo il quale la costruzione europea progredisce o si blocca in base al livello d intesa fra Francia e Germania. Ma oggi i destini dell Europa quanto dipendono dal motore franco-tedesco? ALLE PAGINE 14 E 15 de Feo, Lepri Si può credere che i due maggiori partiti tedeschi siano più indecisi sulle loro radici, meno dotati di un retaggio ideale e culturale, e che per questo accettino di mescolarsi in modi innaturali, a differenza dei nostri, tetragoni, teutonici addirittura nel difendere le loro identità? Difficile: perché i partiti tedeschi esistono da sempre, si chiamano sempre allo stesso modo, e fanno parte delle famiglie politiche europee. Mentre quelli italiani hanno pochi anni di vita, cambiano nome di continuo e in Europa non sanno dove sedersi. Dunque la peculiarità del sistema politico tedesco deve essere un altra: e cioè che costringe i partiti a confrontarsi costantemente con il bene comune, e chi non riesce a servirlo paga un prezzo. È la prova che la stabilità, prima ancora che delle leggi elettorali, è frutto di cultura politica. In Germania il premio di maggioranza non c è, e capita spesso che non ci sia una maggioranza dopo il voto. Ciò non impedisce al nostro sistema, col premio, di essere molto più instabile di quello tedesco. Capisco che per noi italiani una politica così stabile debba sembrare noiosissima. Basti pensare che i tedeschi chiamano la Merkel mutti, la mamma, per riferirsi a quel suo stile «frugale, sobrio, volutamente sciatto». Un tipo così da noi non susciterebbe l interesse di un Signorini o di un Briatore. Ma del resto non si può avere tutto nella vita: si vede che i tedeschi hanno rinunciato a un po di divertimento in cambio di un po di benessere. RIPRODUZ ONE RISERVATA L avvocata uccisa Udine, fermo per il delitto «Volevo sequestrarla» di ANDREA PASQUALETTO di FABIO MONTI Accordo tra Massimo Moratti ed Erick Thohir: il magnate indonesiano ha acquistato il 70% dell Inter. (Nella foto a sinistra Erick Thohir; sopra, Massimo Moratti e Javier Zanetti con la Coppa Italia vinta il 29 maggio 2011). ALLE PAGINE 64 E 65 De Rosa con un analisi di Mario Sconcerti di PAOLO DI STEFANO Inter indonesiana? Tant è. Verrà il giorno in cui il L Duomo diventerà canadese e la Nutella pachistana. È la globalizzazione, bellezza. A PAGINA 57 A PAGINA 23 FOTOPRESS / FABRIZIO TERRUSO e ANSA / PAOLO SALMOIRAGO Ue: niente sconti sul deficit. Ma studia vincoli meno rigidi Varato il piano dell Italia per attrarre investimenti Il Consiglio dei ministri vara il piano «Destinazione Italia», una serie di iniziative per attirare gli investimenti esteri, Tra queste ci sono le privatizzazioni e in prima fila, nel piano del governo, ci sarebbero Poste Vita (ramo assicurazioni di Poste italiane), AnsaldoBreda (treni), Ansaldo Sts (segnalamento per ferrovie e metropolitane), Ansaldo Energia. E poi, un po meno probabile, l ipotesi del gruppo Finmeccanica. Intanto la Ue, dopo che il nostro governo ha fatto trapelare un rapporto deficit/pil al 3,1% anziché al 3, ricorda che il limite va rispettato. Ma emerge che a Bruxelles si studiano vincoli meno rigidi. ALLE PAGINE 5 E 6 R. Bagnoli, Basso, Marro Offeddu, L. Salvia Cinque indagati a Equitalia «Tangenti per non pagare le tasse» di FIORENZA SARZANINI Falsificazione della cartella esattoriale oppure accesso abusivo nel sistema informatico per far risultare pagati gli importi contestati. Si muoveva su due livelli il sistema messo in piedi per consentire a imprenditori e professionisti di non versare le somme pretese da Equitalia e provocare un danno da 21 milioni di euro. A PAGINA 27 L esattore tra gabelle e tentazioni di GIAN ANTONIO STELLA Bisogna conoscere «u camejuzzu i focu», bruciato ancora oggi nelle piazze di Calabria, per capire quanto l odio per la figura dell esattore delle tasse si sia conficcato nella carne stessa di tanti italiani. Ben prima d essere riacceso dalle inchieste come quella di ieri su certe mele marce dentro Equitalia. CONTINUA A PAGINA 27

2 2 Primo Piano Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera Vaticano L intervista di Francesco Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Non è possibile Papa Francesco Bergoglio paragona la comunità cristiana a «un ospedale da campo» parlando con «Civiltà Cattolica» E aggiunge: «È inutile chiedere a un ferito se ha gli zuccheri alti» «La Chiesa non sia ossessionata L aborto Il confessionale non deve essere una sala di tortura. Penso anche alla situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito nel quale ha pure abortito Igay I gay sono feriti sociali, perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati La religione può dire la sua ma Dio nella creazione ci ha resi liberi CITTÀ DEL VATICANO «Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite... E bisogna cominciare dal basso». Resterà nella storia, l intervista che papa Francesco ha concesso a padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica. Sei ore di colloquio in tre giorni, 29 pagine pubblicate in contemporanea da altre 16 riviste della Compagnia di Gesù nel mondo. E, al centro, la preoccupazione formulata a Rio de Janeiro, parlando della gente che scappa dalla Chiesa come nel Vangelo i discepoli si allontanano verso Emmaus: «Siamo ancora una Chiesa capace di scaldare il cuore?». L esortazione a cambiare «atteggiamento», la «prima riforma» da compiere. Una Chiesa «Madre e Pastora», prima che maestra. Che accompagni le persone come Gesù i due discepoli smarriti di Emmaus. Anziché pensare al «colesterolo», e insistere «sempre» e anzitutto sui principi non negoziabili, bisogna tornare all essenziale, il kerygma, l annuncio del Vangelo: «La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: "Gesù Cristo ti ha salvato!"». Omosessuali, divorziati, donne che hanno abortito. Il Papa parla a tutti coloro che si sono sentiti «feriti» da una Chiesa che deve riscoprire «le viscere materne della misericordia». E discorre di tante cose, anche dei suoi gusti artistici: Dostoevskij e Hölderlin e i Promessi sposi, La strada di Fellini, la Magnani e Fabrizi, Mozart e Puccini, Caravaggio e Chagall. Ma soprattutto dispiega l idea di una Chiesa vicina e aperta a tutti. Che non scambia la fede con la «certezza totale» che «non va bene». Perché «se il cristiano è restaurazionista, legalista, se vuole tutto chiaro e sicuro, allora non trova niente». Non è «relativismo», dice. Ecco le parole di un Papa che chiede una «conversione», la metànoia che in greco viene dal verbo metanoein e significa «cambiare mente», modo di pensare. Ciò che diceva Ignazio di Loyola: «E siano spesso esortati a cercare Dio nostro Signore in tutte le cose...». da divorzio, gay e aborto» Omosessuali e divorziati La Chiesa è «la casa di tutti, non una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate», dice Francesco: «Non dobbiamo ridurre il seno della Chiesa universale a un nido protettore della nostra mediocrità». E quando padre Spadaro gli chiede dei «cristiani che vivono in situazioni non regolari per la Chiesa o complesse» e parla di divorziati risposati e coppie gay, spiega: «A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono feriti sociali perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati. Ma la Chiesa non vuole fare questo». E ancora: «La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile. Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l omosessualità. Io allora le risposi con un altra domanda: "Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l esistenza con affetto o la respinge condannandola?". Bisogna sempre considerare la persona. Qui entriamo nel mistero dell uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Accompagnare con misericordia». Riforme. «Mai stato di destra» Francesco spiega che «le riforme organizzative e strutturali sono secondarie, vengono dopo» e non avvengono a «breve» perché c è bisogno del «tempo del discernimento» per «un cambiamento vero, efficace». Dice che da giovane lo consideravano «ultraconservatore» perché decideva troppo in fretta. «Ma non sono mai stato di destra». E spiega che i dicasteri vaticani non devono «diventare organismi di censura». Cambiare atteggiamento Ma «la prima riforma deve essere quella dell atteggiamento». Si guardi ai lontani: «Invece di essere solo una Chiesa che accoglie, cerchiamo pure di essere una Chiesa che trova nuove strade, che è capace di uscire da se stessa e andare verso chi non la frequenta, chi se n è andato o è indifferente. Chi se n e andato, a volte lo ha fatto per ragioni che, se ben comprese, possono portare a un ritorno». L aborto. «Misericordia, non tortura» «Questa è anche la grandezza della Confessione: valutare caso per caso, discernere qual è la cosa migliore da fare per una persona che cerca Dio», spiega Francesco: «Il confessionale non è una sala di tortura, ma il luogo della misericordia nel quale il Signore ci stimola a fare meglio che possiamo. Penso anche alla situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito nel quale ha pure abortito. Poi questa donna si è risposata e adesso è serena con cinque figli. L aborto le pesa enormemente ed è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Che cosa fa il confessore?». Temi etici L essenziale è annunciare il Vangelo: «Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna farlo in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione». E poi «una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza». Bisogna «trovare un nuovo equilibrio, altrimenti anche l edificio morale della Chiesa rischia di cadere come un castello di carte». È dalla «proposta evangelica» che «poi vengono le conseguenze morali». Donne al vertice della Chiesa «Bisogna lavorare di più per fare una profonda teologia della donna», dice Francesco. «Il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti. La sfida oggi è proprio questa: riflettere sul posto specifico della donna anche proprio lì dove si esercita l autorità nei vari ambiti della Chiesa». «Io, peccatore» e Caravaggio «Quel dito di Gesù verso Matteo. Così sono io», dice il Papa citando la Vocazione del Caravaggio. «È il gesto di Matteo che mi colpisce: afferra i suoi soldi: no, non me!". Significa che identifica Matteo non nell uomo con la barba, secondo tradizione, ma nel ragazzo in fondo: «Questo sono io: "un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi". È quel che ho detto quando mi hanno chiesto se accettavo la mia elezione a Pontefice». Gian Guido Vecchi RIPRODUZIONE RISERVATA Le riforme Le riforme organizzative e strutturali sono secondarie La prima riforma deve essere quella dell atteggiamento (...) Il popolo di Dio vuole pastori e non chierici di Stato L annuncio La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti La cosa più importante è invece il primo annuncio: «Gesù Cristo ti ha salvato!»

3 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Primo Piano 3 Il quadro La Vocazione di San Matteo di Caravaggio. Il Papa: «Io come lui, un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi. L ho detto quando ho accettato il pontificato» Il compositore «In musica amo Mozart, ovviamente. Quell Et Incarnatus est della sua Missa in Do è insuperabile» Gli scrittori «Amo moltissimo Dostoevskij (sopra) e Holderlin Di Hölderlin quella lirica per il compleanno di sua nonna» Il dipinto Tra i pittori papa Francesco ammira Chagall «con la sua Crocifissione Bianca» L analisi FINE DELL «INGERENZA SPIRITUALE» NELLA VITA DELLE PERSONE Prima il Vangelo e poi la dottrina. E sul governo della Chiesa: più donne Il film La strada di Federico Fellini (1954). Il Pontefice: «Mi identifico con quel film, c è un implicito riferimento a San Francesco» Il libro I Promessi Sposi: «L ho letto tre volte e ce l ho adesso sul tavolo per rileggerlo. Manzoni mi ha dato tanto» SEGUE DALLA PRIMA Il Papa ne tira anche due o tre applicazioni al governo della Chiesa che dice dovrà andare nella direzione della collegialità, del decentramento, delle donne: debbono esservi donne dove si decide, afferma con nettezza. L intervista affronta una dozzina d argomenti ma il cuore è lì, nel primato da attribuire alla predicazione del Vangelo e non ai «piccoli precetti», alle tante «dottrine», alla ricerca esagerata della «sicurezza dottrinale». Il singolo argomento anzi, poniamo il tema scottante dell omosessualità, come tutti gli altri, il Papa lo svolge a partire da quel principio. E solo leggendo così le sue risposte le capiremo. Ecco dunque la Chiesa che predica il Vangelo anche all omosessuale e cerca di vederlo come lo vedrebbe Cristo: «Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l esistenza con affetto o la respinge condannandola?». È la stessa risposta se vogliamo che il Papa aveva dato ai giornalisti sull aereo tornando da Rio de Janeiro il 29 luglio: «Chi sono io per giudicare un gay?». Ma ieri ha aggiunto: Dio ci ha «resi liberi», la Chiesa ha la sua pedagogia sull uso della sessualità ma non ha il diritto di compiere alcuna «ingerenza spirituale» nella vita delle persone. Occorre sempre rispettare afferma Francesco il «mistero dell uomo». Come per l omosessuale così Al Convento di Assisi Salvare il creato I francescani e l ecologia Ambiente e piano energetico tra approvvigionamento, consumo e riuso: sono stati i temi al centro dell evento organizzato dal Sacro Convento di Assisi per il meeting internazionale sull ecologia «Nostra madre terra» in occasione dell ottava Giornata per la salvaguardia del creato. «"Nostra madre terra" è anche un programma Rai, prodotto dalla Custodia Generale del Sacro Convento di Assisi», hanno spiegato i religiosi. La trasmissione (registrata ieri) andrà in onda domani su Rai 1. Sempre ieri è stato presentato anche il nuovo libro della storica Chiara Frugoni dal titolo «San Francesco e il lupo, un altra storia». RIPRODUZIONE RISERVATA Il rischio È verosimile che questo forte rilancio dello spirito del Concilio Vaticano II possa dare il via alla contestazione dell insegnamento del Pontefice dentro la Chiesa Il direttore Il gesuita e il colloquio: vive in Dio e tiene gli occhi sulla realtà CITTÀ DEL VATICANO C è qualcosa che l ha sorpresa in particolare, padre? «Tutto». Padre Antonio Spadaro, 47 anni, da due direttore della Civiltà Cattolica, si concede un sorriso, ma la sua non è una battuta. Studioso della Rete e blogger, teologo appassionato di letteratura ha scritto saggi su Flannery O Connor e Pier Vittorio Tondelli parla dell intervista a Francesco come di «un esperienza spirituale». Però fa notare una cosa: «Molti magari non l avranno colta, nel testo scorre via, ma è significativa dell atteggiamento del Papa...». E quale? «A un certo punto parla di quando insegnava letteratura, dei suoi studenti che avrebbero voluto leggere le opere contemporanee più "piccanti" anziché i classici. E lui spiega d aver "destrutturato" il programma: li ha fatti partire dalle letture che volevano, disponibile ad accogliere le loro esigenze, e così li ha aperti al gusto della parola letteraria fino a passare ad altri autori, ad esprimere se stessi nella scrittura...». Perché «esperienza spirituale?» «Parlando con lui si percepisce autorevolezza, ma mai distanza. Oltre a registrare prendevo appunti, mi sono sentito a disagio e ho smesso: distraeva dalla conversazione. Francesco non pone distanze. La sua è un accoglienza interiore profonda, di pace, la pace profonda di quest uomo... Ecco: ho visto un uomo che vive in Dio e questo lo aiuta a tenere aperti gli occhi sulla realtà. Quello che noi gesuiti chiamiamo "discernimento"...». La spiritualità di Ignazio di Loyola è centrale nel Papa gesuita... «Assolutamente sì. Cercare e trovare Dio in tutte le cose. Il fatto che la comunicazione del Vangelo non è in astratto ma a persone precise in contesti precisi. E non richiede condizioni previe se non una coscienza aperta. Mi ha colpito quando mi ha detto che a volte il cuore delle persone non è così aperto a Dio, però c è sempre un pezzetto... Francesco invita a tenere un pezzetto del cuore aperto, e poi il Signore darà i suoi frutti». A tutti: a cominciare dai «feriti»... «Il Papa è appassionato di frontiere. Le periferie esistenziali. Bisogna vivere sbilanciati, la Chiesa Samaritana che si china sull uomo ferito. Il cuore dell intervista sta in quella definizione splendida: l ospedale da campo. Se uno è ferito a morte non puoi pensare al colesterolo...». I temi etici? «Attenzione, lui dice: sono un figlio della Chiesa. Su questo è chiaro. Semmai il discorso è che non vengono prima, non si può solo e sempre insistere su quelli. Il Papa insiste sul cuore del Vangelo, il messaggio di salvezza che va predicato a tutti». G. G. V. R PRODUZIONE R SERVATA per i divorziati risposati, così per le donne che hanno abortito, anche per le vite distrutte «dai vizi, dalla droga o da qualunque altra cosa». Queste non sono revisioni di regole o dottrine, precisa il Papa: «Il parere della Chiesa lo si conosce e io sono figlio della Chiesa». Come a dire che neanche il Vescovo di Roma può mutare quel «parere». Ma ciò che il Papa argentino si ripromette di fare è più di un aggiustamento dei precetti, è di «trovare un nuovo equilibrio» tra la predicazione del Vangelo e l annuncio delle dottrine: «Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi», non è possibile «rinchiudere la Chiesa in piccoli precetti». Per parlare davvero all umanità di oggi, ai tanti feriti della vita, è necessario «un annuncio di tipo missionario, che si concentra sul necessario, sull essenziale», e cioè sulla «proposta evangelica» che deve essere «più semplice, profonda, irradiante». Nell insieme dell intervista Francesco elenca tutti gli input avversi alla sua veduta evangelica, tesa a soccorrere l uomo ferito e ad accompagnarlo con misericordia: il martellamento dei precetti nella vita pubblica, la tendenza degli uffici di Curia a trasformarsi in «organismi di censura», il lamento «su come va il mondo barbaro», l ostinazione a «recuperare il passato perduto». Dopo l elenco, ecco le parole severe con cui il Papa delle periferie enuncia la sua diagnosi: seguendo una tale «visione statica e involutiva» la fede «diventa un ideologia tra le altre». Da dove viene a Francesco l idea di cercare un «nuovo equilibrio» dove il Vangelo sia sulla scena e la sua applicazione alla morale, alle leggi, alla politica sia un momento successivo e minore? Questa opzione era nella scelta «pastorale» del Vaticano II e ha ispirato le sue riforme. In Italia è stata interpretata come «primato dell'evangelizzazione» e come «scelta religiosa». La provenienza di quell idea è dunque autorevole ma la sua applicazione ha già incontrato resistenze ed è verosimile che il forte rilancio che si propone di farne papa Francesco possa dare il via alla contestazione del suo insegnamento all interno della Chiesa. Luigi Accattoli RIPRODUZIONE RISERVATA

4 4 Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera

5 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Primo Piano 5 I conti pubblici Il governo Deficit,l Europaterràcontodellacrisi «Italia,attentiallimitedel3%».IlTesorotaglialestimesulPil,pareggiodibilancionel2014 Il caso La commissione Alt bipartisan «Va riscritto il decreto assumi-precari» I nodi Oggi il Consiglio dei ministri affronterà i nodi della crescita e dei conti I nodi da sciogliere Imu: il rebus seconda rata L abolizione della prima rata dell Imu sulla prima casa è stata finanziata con2,4miliardi.orail governo deve individuare nella legge di Stabilità la copertura per l abolizione della seconda rata ROMA Conferma del 3% nel rapporto deficit/prodotto interno lordo e calo del Pil più forte, a -1,7% contro la precedente stima di -1,3%, nel Crescita nel 2014 modesta, all 1%, mentre si sposta dal 2013 al 2014 il pareggio strutturale di bilancio. Sono questi i tre punti più importanti che oggi il consiglio dei ministri dovrebbe approvare nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def). Al di là delle indiscrezioni, l assetto finale con cui verrà confezionata la nota è molto atteso: i tecnici di via XX Settembre hanno ricalcolato il totale delle entrate e delle uscite di questi ultimi 8 mesi e le cifre finali saranno l architrave contabile sulla quale si costruirà la legge di Stabilità che dovrà essere pronta entro il 15 di ottobre. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha confermato che oggi ci sarà l approvazione della nota mentre ha escluso che ieri Palazzo Chigi abbia affrontato il problema dell Iva. Il lavoro del governo viene seguito da vicino da Bruxelles. Dopo la visita a Roma del commissario agli Affari economici Olli Rhen ieri fonti della commissione hanno fatto un pò pedissequamente filtrare una nota per confermare che «l Italia si è impegnata a prendere misure ad hoc se il deficit supererà il 3%». Uno scenario tutt altro che impossibile dopo la revisione al ribasso delle stime sul Pil a -1,7% che porterebbe automaticamente il nostro deficit a quota 3,1%. Al ministero si ostenta sicurezza precisando che basteranno interventi di «manutenzione del bilancio» escludendo nuove manovre. Tutto è comunque suscettibile di nuovi aggiustamenti a seconda di come andranno le elezioni in Germania. Non a caso il Wall Street Journal, citando indiscrezioni vicine alla Commissione, ha sostenuto che ci sarebbero ipotesi di allentamento del vincolo del 3% per dare più ossigeno alla ripresa. Per il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta «se fosse vero ne vedremo delle belle, sarebbe la fine dei cultori del rigore». Intanto, nelle retrovie del ministero dell Economia ferve il lavoro per cercare di disinnescare il nuovo caso di tensione dentro la maggioranza: il probabile aumento dell Iva. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha confermato che tutti sono d accordo nel cercare di fermare Iva, è caccia alle coperture Per evitare l aumento dell Iva dal primo ottobre alla fine dell anno la maggioranza dovrebbe trovare un miliardo di euro. Alle famiglie l incremento costerebbe euro l anno ROMA Un decreto legge da riscrivere, quello sulla stabilizzazione dei precari del pubblico impiego approvato il 31 agosto su proposta dal ministro della Pubblica amministrazione, Gianpiero D Alia, perché sa troppo di sanatoria: assunzioni facili a discapito dei concorsi pubblici aperti a tutti e dell efficienza gestionale. I posti liberi andrebbero infatti coperti innanzitutto spostando il personale già in servizio. È questo il verdetto della commissione Lavoro del Senato, che ieri ha approvato col voto di tutti i partiti della maggioranza e con l astensione del Movimento 5 stelle il parere sul decreto 101. Parere formalmente «favorevole» a patto però che il provvedimento «sia modificato secondo le osservazioni e indicazioni sopra esposte». Che smontano pezzo per pezzo il decreto, chiedendo profonde modifiche, secondo quanto aveva già suggerito il senatore Pietro Ichino (Scelta civica). «In modo da evitare» quattro rischi. 1) L aumento dei contratti a termine, che gonfierebbe il bacino dei precari (circa 250mila, di cui l incremento dal 21 al 22% che «avrebbe un effetto recessivo». E che si sta «cercando una soluzione per trovare le coperture con il ministro Saccomanni». Il punto di caduta è comunque difficile. I margini per trovare risorse sono molto esigui con tutte le altre poste da soddisfare come il taglio al cuneo fiscale, le missioni all estero, la seconda rata Imu e la cassa integrazione in deroga. Sull Iva la discussione è stata vivace anche ieri dopo il cartellino giallo consegnato a tutti i Paesi europei dalla Commissione La soglia del deficit DopolavisitaaRoma del commissario agli Affari economici Olli Rhen, l Italia resta sotto la lente dell Europa. L Ue siaspettamisureadhoc nelcasoincuiildeficit superasseil3%delpil 134mila nella scuola). La commissione rileva una «contraddizione» tra le sanzioni ai dirigenti che ricorrono a nuovi contratti a termine e la disposizione del decreto che prevede la rinnovabilità dei contratti in corso fino al ) «L affievolimento del principio costituzionale» che nella pubblica amministrazione si entra per concorso. La commissione boccia in particolare la norma che riserva ai precari il 50% dei posti messi a concorso. 3) Il «depotenziamento» delle norme vigenti sulla mobilità dei dipendenti pubblici. Le sanzioni a carico dei dirigenti che non rilevano le eccedenze di organico e avviano le procedure di mobilità per gli esuberi, si legge nel parere, sono state inasprite «per ben tre volte», ma sono «rimaste totalmente disapplicate, al centro e in periferia». Il decreto anziché rimediare finisce per configurare «sanatorie surrettizie per le omissioni passate da parte del management pubblico». Secondo la commissione, l autorizzazione a nuove assunzioni dovrebbe essere subordinata alla verifica che i posti richiesti Competitività in 50 misure Il piano«destinazione Italia» contiene 50 misure per attirare investimenti esteri e favorire la competitività delle imprese italiane. Il piano è aperto alla consultazione pubblica per tre settimane che ha scoperto una evasione complessiva di quasi 200 miliardi di euro con l Italia in testa (36 miliardi) seguita dalla Francia (32) e la Germania (26). Mentre il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato ha precisato che l aumento Iva «scatterà in automatico», per il sottosegretario all Economia Pierpaolo Baretta «abbiamo il 50% di possibilità che il rincaro ci sia davvero». Sui danni collaterali da eventuale aumento Iva l Alleanza delle cooperative ha fatto due conti e denunciato che se davvero dal primo gennaio si passerà dal 4 al 10% per le coop di servizi sociali «verrebbero a mancare prestazioni per 500 mila cittadini e 42mila operatori perderebbero il lavoro». Una buona notizia arriva dal responsabile del Tesoro per la gestione del debito Maria Cannata secondo la quale «nei primi 8 mesi dell anno il costo medio delle emissioni dei Titoli di stato italiani è stato pari al 2,08%». Un dato molto buono. E anche per questo gli «investitori sono tornati a comprare». Roberto Bagnoli Cuneo fiscale da tagliare ConlaleggediStabilitàil governo intende tagliare il cuneo fiscale come chiestoagranvoceda imprese e sindacati. Intanto l Ue spinge perché il carico fiscale sia spostato dal lavoro a rendite e patrimonio non si possano coprire attraverso la mobilità. In questo senso il parere bipartisan boccia anche le 120 assunzioni previste per l Agenzia per la coesione territoriale istituita dal decreto. Prima appunto bisognerebbe provare a coprire l organico con personale già in servizio presso le pubbliche amministrazioni. 4) La «deroga al principio programmatico della spending review» quando i precari stabilizzati andassero a occupare posti che si potrebbero coprire trasferendo personale già assunto. La commissione osserva anche che il decreto correttamente subordina la stabilizzazione dei precari al fatto che ci siano posti vacanti e disponibilità finanziarie e questo fa «prevedere che le immissioni in ruolo effettive saranno in numero assai limitato», ma aggiunge che è comunque fuorviante alimentare l idea che questi precari debbano essere assorbiti esclusivamente nel settore pubblico. Enrico Marro Inumeri chevuolelaue di LUIGI OFFEDDU Oggi l Irlanda è uscita ufficialmente dalla recessione. Che c entra con l Italia? Niente. Ma c entra assai con le preoccupazioni che spingono la Commissione Ue a mettere in guardia proprio l Italia. Bruxelles vede il quadro generale: la ripresa che serpeggia qua e là, e i Paesi un tempo cicale che continuano a sbandare, riattivando il rischio del contagio. L Italia è al centro di tutto, è la malata più citata negli uffici dei leader. Se sbraca Roma, difficilmente reggeranno Parigi o Madrid. E le promesse violate sono tentazioni per tutti, anche per le cicale guarite. La sbandata sull Imu fa paura, ma ancor più la possibile giravolta sull aumento Iva: l Italia è già oggi, avverte Bruxelles, il Paese primatista nei mancati introiti dell Iva. E anche nel tasso di instabilità politica: forse ciò che la Ue teme di più. Ma tutto si tiene, alla fine: le misure varate e congelate, il debito che galoppa, il tetto del deficit insidiato, e un governo nel quale Bruxelles continua a dichiararsi fiduciosa scosso dalle tensioni. Il monito Ue non va preso come la bacchettata di una maestrina antipatica. Nasce da un timore condiviso. E ascoltare, per una volta, magari conviene. Anche perché la stessa Ue potrebbe essere sul punto di una virata: secondo indiscrezioni del «Wall Street Journal», si studia un allentamento dei vincoli sul deficit, grazie a nuovi, complicatissimi calcoli sul deficit strutturale. Potrebbero giovarsene la Spagna, o l Italia. Ma l idea naviga tra funzionari ed esperti, manca il via libera dei vertici Ue. Che, com è noto, non è mai fulmineo. Offerte 14 Roma (Ciampino).99 SOLO ANDATA, DA Prenota entro la mezzanotte del 23 Settembre 13. Offerta valida per viaggiare dal Lunedì al Giovedì, da Ottobre a Dicembre. Tasse incluse. Soggetto a disponibilità, termini e condizioni. Per ulteriori informazioni visita il sito Ryanair.com. Spese opzionali escluse. Partenze da Roma (Ciampino).

6 6 Primo Piano Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera I conti pubblici Lo sviluppo I provvedimenti Fisco amico Per gli investimenti stranieri superiori a una certa soglia si propone un regime di tax agreement: l impresa che arriva in Italia e l Agenzia delle entrate concordano in via preventiva e non modificabile l entità dei versamenti per un periodo di tempo definito. Tribunali Il piano prevede di concentrare su Milano, Roma e Napoli tutte le controversie già ora rientranti nelle materie di competenza del tribunale delle imprese e che coinvolgano società con sede all estero. Perridurreitempidellecausesi propone di rafforzare gli incentivi alla mediazione. Lavoro Semplificazione delle normeconuntesto unico sul mercato del lavoro da tradurre anche in inglese e riduzione del cuneo fiscale.epoiduevariazionisultemadei contratti di lavoro: l apprendistato semplificato, rimesso all autonomia delle parti, e quello di reinserimento, perchièinmobilitàoppureincassa integrazione. Turismo e cultura Per puntare sul turismo e sulla cultura il piano propone di prevedere la possibilità di dare in concessione a soggetti privati la gestione di beni culturalichelostatononèingradodi valorizzare. Nuova classificazione degli alberghi e incentivi alle imprese turistiche che si aggregano. Cessioni Entroilmesedi ottobre il comitato privatizzazioni metteràapuntola lista delle società da dismettere in tutto o in parte. Il piano riguarderà sia le società quotate sia quelle non quotate e sarà realizzato o con bandi che fissino i requisiti dei possibili compratori oppure mettendo sul mercato una parte dei titoli. DestinazioneItalia,menofiscoeburocrazia Via al piano per attrarre investitori. Da Poste Vita ad Ansaldo, spinta alle privatizzazioni Poste Vita, il ramo assicurazioni di Poste italiane. A seguire AnsaldoBreda, che costruisce treni, Ansaldo Sts, che si occupa di segnalamento per ferrovie e metropolitane, Ansaldo Energia. E poi, un passo più indietro, l ipotesi del gruppo Finmeccanica. Sarebbero queste le aziende in prima fila per il nuovo ciclo di privatizzazioni al quale il governo lavora e che ieri ha fatto un altro passo con la discussione in consiglio dei ministri di «Destinazione Italia», il piano per attirare gli investimenti esteri, che oggi ci vedono fermi all 1,6% dello stock mondiale. 50 misure Dai tribunali alla riduzione del cuneo fiscale, le misure per la competitività Piano in 50 mosse Il documento esaminato ieri a Palazzo Chigi fissa 50 interventi mirati su tutti quei punti che oggi allontanano gli investitori stranieri: dalla riduzione dei tempi della giustizia alla «certezza del fisco» con gli accordi fra aziende straniere e Agenzia delle entrate, dai contratti semplificati per l apprendistato fino alla revisione dell abuso del diritto, con la condanna da parte del Fisco solo in caso di colpa e non di errore lieve. Adesso il piano sarà in consultazione pubblica per tre settimane, poi trasformato in uno o più provvedimenti. I bandi per le dismissioni Le privatizzazioni saranno possibili per società quotate e non. Potranno passare attraverso «procedure competitive», cioè un bando che fissi i requisiti per i possibili compratori, oppure mettendo sul mercato una parte 1,6 percento.laquotadiinvestimenti esteri che arrivano in Italia rispetto al volume complessivo degli investimenti mondiali. Il governo punta ad aumentare la quota attirando investitori stranieri del capitale. La lista sarà messa a punto entro ottobre dal comitato privatizzazioni, guidato dal direttore generale del Tesoro, Vincenzo La Via con l aggiunta di due esperti. Ma alcuni dossier sono già in stato avanzato, in particolare quello su Poste Vita. Negli ultimi anni la società ha visto passare la raccolta sul mercato da 24 a 60 miliardi, per l anno prossimo si prevede una crescita di altri 7 miliardi. Con 11 miliardi di fatturato e mezzo miliardo di utile, Poste Vita vale metà dell intero gruppo. Ma non ha il peso della rete di sportelli e nemmeno del sevizio universale, cioè il contratto con lo Stato per la consegna delle lettere. Un boccone ghiotto per chi vuole entrare con forza nel nostro mercato assicurativo. Qualche sondaggio riservato sarebbe già stato fatto da alcuni gruppi stranieri, come i tedeschi di Alliance e i francesi di Axa. Incassi per un miliardo L obiettivo del piano privatizzazioni, che dovrebbe essere accennato anche nella nota di aggiornamento al Def oggi sul tavolo del governo, sarà di almeno un miliardo. Ricordando che la vecchia versione del Def, presentata dal governo Monti, metteva sul piatto per il 2013 un punto di Pil, che di miliardi ne vale 15. In ogni caso, promette il premier Enrico Letta, l intervento riguarderà «cose che è giusto privatizzare perché non sempre il privato è meglio del pubblico, come si è visto in passato». Ieri a Palazzo Chigi non sono mancate le perplessità. Il ministro dell Ambiente Andrea Orlando ha prospettato il rischio di una «svendita dei gioielli di famiglia» o di «sindrome dell outlet» come la chiama lo stesso documento del governo. Letta ha ascoltato, promettendo che si deciderà «caso per caso» e rimandando ad un approfondimento nella seduta di oggi. A differenza delle anticipazioni, a gestire il piano per attirare gli investimenti stranieri non sarà una nuova società. Ci si affiderà a Invitalia, l agenzia del Tesoro che si occupa di sviluppo d impresa, con l amministratore delegato Domenico Arcuri che parla di «compito molto gravoso del quale siamo orgogliosi». Il governo ha preferito evitare il moltiplicarsi delle poltrone e affidarsi a chi già si occupa della materia: a giorni proprio Invitalia farà da advisor per la privatizzazione della Fiera del Levante. Attirare gli investitori esteri Ma non ci sono solo le privatizzazioni in «Destinazione Italia». Per gli investimenti stranieri superiori a una certa soglia si propone un regime di tax agreement: l impresa che arriva in Italia e l Agenzia delle entrate concordano in via preventiva e non modificabile l entità dei versamenti per un periodo di tempo definito. Il piano prevede di concentrare su Milano, Roma e Napoli tutte le controversie già ora rientranti nelle materie di competenza del tribunale delle imprese e che coinvolgano società con sede all estero. Per ridurre i tempi delle cause si propone di rafforzare gli incentivi alla mediazione. E poi due variazioni sul tema dei contratti di lavoro: l apprendistato semplificato, rimesso all autonomia delle parti, e quello di reinserimento, per chi è in mobilità oppure in cassa integrazione. Per puntare sul turismo e sulla cultura il piano propone di prevedere la possibilità di dare in concessione a soggetti privati la gestione di beni culturali che lo Stato non è in grado di valorizzare. Lorenzo Salvia Il Tesoro Torna il Btp Italia per 10 miliardi L emissione del prossimo Btp Italia atteso per novembre potrebbe essere di 10 miliardi, viste anche le difficoltà delle volte scorse a soddisfare la domanda. Così il direttore generale del Tesoro per il debito Maria Cannata. L ultima emissione di Btp Italia il 16 aprile ha avuto ordini per oltre 17 miliardi. Le prime tre emissioni del 2012 hanno raccolto oltre 27 miliardi. L intervista Recchi: scelte giuste Su tasse e giustizia servono certezze MILANO «Siamo soddisfatti del programma, che è molto ambizioso. È una sorta di business plan: se il nostro Paese riuscirà a realizzarne un quarto, l Italia sarà trasformata radicalmente e sarà un territorio più moderno non solo per le imprese straniere ma soprattutto per quelle italiane». Il presidente dell Eni Giuseppe Recchi, 49 anni, è anche delegato di Confindustria per gli investitori esteri e ha fornito al governo numerosi spunti per la formulazione di «Destinazione Italia». Il piano dell esecutivo «introduce misure di pianificazione su aspetti importanti per la competitività in numerosi settori» e affronta alcuni dei «grandi temi choc» con cui si confrontano e scontrano le imprese straniere come fisco e giustizia, che solitamente trasmettono all investitore estero un senso di incertezza tale da tenerlo spesso lontano dal nostro Paese. «L apertura di un ufficio dedicato all Agenzia delle entrate significa la costruzione spiega Recchi di competenze specifiche al servizio delle imprese straniere, che potranno avere su certi temi anche un confronto preventivo con una controparte autorevole italiana: questo è determinante per togliere l incertezza alle aziende che vogliono Misure concrete Èlabaseperuna politica industriale competitiva Ora va realizzata intraprendere un business». Sul fronte della giustizia, invece, «è positivo il fatto che nei tribunali delle imprese già esistenti a Milano, Roma e Napoli sia previsto aprire uffici competenti di multinazionali straniere». Al di là dei singoli provvedimenti, per Recchi «è importante l impatto culturale del piano, che mostra una presa di coscienza dei problemi: il Paese per aumentare i ricavi non può affidarsi solo all imposizione fiscale e ormai anche gli amministratori pubblici hanno capito l importanza di attrarre investitori sul proprio territorio. Come del resto fanno già gli altri Paesi europei. Per troppi anni spiega Recchi ci siamo appoggiati all idea che in Italia si vive bene e tutti vogliono venire da noi. Ma la realtà è che le imprese, incluse quelle italiane, se ne vanno verso Paesi più efficienti come la Svizzera, l Austria o gli Stati Uniti». Per attrarre investimenti è determinante la «credibilità» di un Paese: «Nei pacchetti di attrattiva gli Stati mettono i piani industriali, che però vanno compiuti. Le imprese devono sapere cosa aspettarsi, conoscere il piano energetico o delle infrastrutture. Servono piani strategici di lungo termine eseguiti nel breve in modo efficace per costruire la propria credibilità». Francesca Basso

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8 8 Primo Piano Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera Centrodestra Le strategie BerlusconilancialanuovaForzaItalia «Algovernofinchérispettaipatti» Il Cavaliere difende le larghe intese: destabilizzante una crisi ora Decadenza La seduta pubblica Eil4ottobre potrà parlare in Giunta ROMA Il giorno di San Francesco, patrono d Italia, Silvio Berlusconi potrà, se lo vorrà, lanciare un messaggio alla nazione dalla sala Koch del Senato dove la giunta per le Elezioni e le Immunità si riunirà in seduta pubblica per decidere sulla sua decadenza da senatore. Il 4 ottobre, dunque, è la data scelta «d intesa» dal presidente del Senato e dal presidente della giunta per chiudere la fase intermedia della contestazione dell elezione del senatore Berlusconi (condannato a 4 anni per frode fiscale e, quindi, incappato nelle maglie della legge Monti-Cancellieri-Severino) che poi sfocerà a metà ottobre nel voto finale dell aula. La prima data utile, visto l obbligo di concedere alla difesa almeno 10 giorni di preavviso, era lunedì 30 settembre. Ma dopo un rapido confronto, Pietro Grasso e Dario Stefàno hanno convenuto che si poteva tranquillamente andare a venerdì 4 ottobre anche per mostrare al diretto interessato e al Pdl che non c è accanimento sui tempi. Il giorno di San Francesco, dunque, Berlusconi potrebbe salire la breve scaletta coperta da una guida rossa che dal piano aula conduce alla sala Koch. La seduta è pubblica. Ma all interno della sala Koch (sede storica della biblioteca del Senato prima del suo trasferimento alla Minerva) potranno prendere posto solo i senatori componenti della giunta e i funzionari parlamentari. Per evitare che tifoserie contrapposte trasformino il tutto in una puntata del «Grande fratello» si è deciso che il pubblico verrà sistemato in una sala di palazzo Madama attrezzata con schermi per il In Senato I lavori Dal 9 settembre lagiuntaperle elezioni ha iniziato a riunirsi sulla decadenza di Berlusconi da senatore dopo la condanna nel processo Mediaset Il voto Mercoledì la relazione di Augello(Pdl), contraria alla decadenza, è stata bocciata(con 15votisu23). Il presidente Stefàno(Sel) è il nuovo relatore circuito chiuso. Il segnale audio video, tuttavia, verrà tramesso anche all esterno grazie a una diretta streaming che non ha precedenti per la giunta. L iniziativa in questo senso l ha presa il presidente Stefàno: «Ho condiviso con il presidente del Senato l indicazione del 4 ottobre, per non avere sovrapposizione con i lavori dell aula, ma anche perché vanno organizzati gli aspetti logistici. È una seduta pubblica e vogliamo fare in modo che i lavori di quella seduta possano esser ascoltati alla radio o servendosi di un tablet». Inizialmente si era pensato di riservare alcuni posti nella sala Koch per i parlamentari, ma il timore di un tifo da curva ha sconsigliato questa soluzione. Se quella sarà una giornata davvero campale dipende da Berlusconi. Il Cavaliere che nel suo videomessaggio di 48 ore fa ha annunciato che è lui il leader anche in caso di decadenza può infatti scegliere due strade. La prima: non andare alla seduta pubblica, magari lasciando la difesa tecnica all ultimo dei suoi avvocati, e così facendo derubricherebbe i lavori della giunta a pura routine. La seconda: presentarsi nella sala Koch, magari accompagnato dal professor Franco Coppi (Niccolò Ghedini non può difenderlo in questa sede perché è senatore), e sfruttare anche questa occasione per avere il massimo dell impatto mediatico. In ogni caso, se si presenterà il 4 ottobre, il Cavaliere avrà diritto di parlare per ultimo anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo aver ascoltato il relatore (Dario Stefàno) e gli altri componenti della giunta che vorranno rivolgergli delle domande. Il 4 ottobre ci potrebbe essere poi un faccia a faccia imbarazzante tra Berlusconi e l ex senatore del Pdl Ulisse Di Giacomo che ha diritto di partecipare all udienza pubblica in quanto primo dei non eletti in Molise per il partito del Cavaliere. Se passa la decadenza, infatti, Di Giacomo conquisterà il seggio senatoriale di Berlusconi che a febbraio si era presentato in tutte le regioni ma che alla fine, appunto, ha optato per l elezione in Molise. La seduta pubblica, dopo il possibile intervento del leader della nuova Forza Italia, si trasforma in camera di consiglio (segreta) che dovrà fare la sua proposta per l aula. Ma c è anche una terza strada per il Cavaliere. Dimettersi prima del voto finale dell aula. Per l ex ministro Paolo Romani (Pdl) questa soluzione «è una possibilità, ma è una decisione che spetta a lui». Sulla pena che presto dovrà scontare Berlusconi, poi, interviene anche uno dei suoi avvocati, Piero Longo, che non abbandona la strategia della drammatizzazione: «Io non farei né i domiciliari né i servizi sociali, andrei in galera senza nessun dubbio. In carcere (il partito di) Berlusconi prenderebbe due o tre punti in più alle elezioni». Dino Martirano ROMA «In questo momento la stabilità è un bene, la crisi significherebbe destabilizzazione. E noi non abbiamo a cuore l interesse nostro ma quello del Paese». Silvio Berlusconi lo dice durante l inaugurazione della nuova sede di Forza Italia, in piazza San Lorenzo in Lucina, non lontano da Montecitorio, annunciando che d ora in poi si tornerà dovunque alla vecchia denominazione. Il ritorno alle origini, al simbolo di Forza Italia, risponde a una duplice ragione: da un lato L incontro TornatoaRomadopoun lungo periodo a Milano, ha pranzato con Letta, Confalonieri e Ghedini «il termine Pdl non comunicava alcuna emozione»; dall altro, come ricorda un ministro, occorre recuperare «l idea di un partito liberale di massa» che per Berlusconi vuole dire «aprire le porte a chi vuole impegnarsi per il futuro di tutti gli italiani, dandosi da fare per garantire la democrazia in questo Paese». Il governo non rischia di cadere per decisione del Pdl-Forza Italia. Però, avverte l ex premier, «staremo in questo esecutivo finché manterrà i provvedimenti promessi e gli impegni assunti: l abolizione dell Imu sulla prima casa, il non aumento dell Iva e la riforma di Equitalia». Questo, insomma, era il patto sulla base del quale è nato l esecutivo Letta, quelli erano stati «i punti cruciali della campagna elettorale e rispettarli, per noi, è un obbligo nei confronti degli elettori». Il Cavaliere, il giorno dopo il videomessaggio con cui ha confermato che resterà in campo anche se decaduto dal seggio di senatore, precisa di avere dato «prove di responsabilità straordinaria quando è stato formato questo governo». Continueremo a farlo, insiste, «con disponibilità e serietà straordinarie nonostante ciò che sentiamo dire dai signori della sinistra». Per fare nascere l esecutivo di larghe intese, ad esempio, «abbiamo accettato i ministeri che ci hanno assegnato, cinque su ventitré». Non saremo certo noi, è il sottotesto, a buttare all aria il tavolo. Tuttavia, poiché «i signori della sinistra hanno difficoltà a tenere fede ai patti che hanno stipulato con noi, faremo nei prossimi giorni una riunione dei gruppi parlamentari e prenderemo le decisioni che la maggioranza riterrà più opportune, guardando all interesse non nostro ma del Paese». Tornato a Roma, dopo un lungo periodo a Milano, Berlusconi, prima di inaugurare la nuova sede di Forza Italia, incontra a pranzo Fedele Confalonieri, Gianni Letta e l avvocato Niccolò Ghedini. I primi due si sono spesi con forza affinché il Cavaliere imboccasse la strada che poi ha preso, cioè quella di non fare saltare tutto. Del resto, Le frasi L impegno Apriamoleportea chi vuole impegnarsi per garantire la democrazia in questo Paese Ponte Cavour Camera dei Deputati R O M A V Pia di Sp NUOVA S Piazza Sa VECCHIA SEDE Via dell'umiltà quanto è stato discusso in un successivo incontro con i ministri, ricevuti a Palazzo Grazioli subito dopo, e reso di pubblico dominio nella cerimonia in piazza San Lorenzo in Lucina, conferma la linea di «responsabilità movimentista». Un modo, questo, per passare il cerino nelle mani del Pd, scegliendo di incalzare l alleato di governo proprio sulle misure economiche e arrivando a un eventuale Giustizia È ipocrisia dire che laleggeèugualeper tutti. Le sentenze si rispettano se il giudice è imparziale redde rationem su di esse e non sulla giustizia. Su quest ultimo tema il Berlusconi di ieri non molla la presa ma adopera parole meno aspre. «Non sapete quante lettere ricevo da parte di persone che hanno subito un trattamento ingiusto», afferma ricordando di essere stato coinvolto in una cinquantina di processi e ribadendo di essere vittima di una persecuzione giudiziaria. BastaconilPdl IlterminePdlnon comunicava alcuna emozione, occorre tornare a un partito liberale di massa Ecco perché aggiunge: «È un ipocrisia dire che in Italia la legge è uguale per tutti. Le sentenze si rispettano quando sono emesse da un giudice imparziale, quando ciò non avviene è giusto criticarle». Ma dal Csm giunge una replica molto aspra con cui si manifesta «amarezza e sconcerto per l ennesima ripetizione di giudizi sprezzanti e di attacchi infondati che colpiscono in modo indiscriminato la magistratura italiana». Del resto, che l opinione di Berlusconi sulle toghe sia quella espressa nel videomessaggio è nota. E un ulteriore conferma giunge dallo sfogo al quale hanno assistito alcuni parlamentari rimasti a conversare con lui al termine dell inaugurazione della nuova sede: «Avete visto che mi è successo? Mi vogliono fare sparire dalla circolazione, ma io tengo duro». E tenere duro significa anche chiamare alla mobilitazione sui referendum sulla giustizia giusta, una battaglia che Berlusconi e il Pdl-Forza Italia stanno conducendo assieme ai Radicali. Lorenzo Fuccaro Lorenzo_Fuccaro Il caso Il presidente russo accoglie Prodi a un convegno:«in Italia ho due grandi amici». L imbarazzo del Professore Putin:seSilviofossegaynonlotoccherebbero MOSCA Non era certo andato fino a Valdaj, a metà strada tra la capitale e San Pietroburgo, per sentirsi mettere sullo stesso piano di Silvio Berlusconi. Così quando l ospite Vladimir Putin ha detto di avere in Italia due grandi amici, Berlusconi, appunto, e Romano Prodi, l ex premier ed ex presidente della Commissione europea ha fatto un salto sulla sedia e ha subito alzato le mani al cielo, senza nascondere l imbarazzo: «Well, well, well!». Come a dire: «Attenzione, parliamo di cose e persone che non hanno nulla in comune». Ma Putin, che è da sempre famoso per la lealtà verso compagni di strada, alleati e amici, ha colto al volo l occasione per una difesa d ufficio dell amico Silvio, un po come faceva Berlusconi quando Putin veniva attaccato per la Cecenia o per la situazione dei diritti umani in Russia (e anche in questo caso non è ben chiaro se il rattoppo, cioè la difesa d ufficio, non sia peggio del buco). «Berlusconi viene processato perché vive con delle donne. Se fosse un omosessuale, allora nessuno lo avrebbe toccato con un dito». Fine dello scambio di battute, almeno di quelle sul leader del Pdl. Ogni anno Putin convoca giornalisti ed esperti internazionali (questa volta nella proprietà statale di Valdaj in un posto bello ma assai scomodo nelle foreste fra le due grandi città russe) e parla con una certa libertà di argomenti che al Cremlino vengono invece trattati nell ufficialità. Così dice che i missili usati il 21 agosto in Siria per lanciare il gas sono vecchi razzi di epoca sovietica che il governo di Assad non usa assolutamente (e questo proverebbe, a suo dire, che l attacco è stata una «provocazione» dei ribelli). Poi, dopo le parole su Berlusconi, attacca l Europa, che cerca di tirare l Ucraina dalla sua parte (e lui, invece, la vorrebbe in una nuova specie di Piccola Urss che sta creando). Anche in questo caso con «l amico Romano» si incomincia scherzando. Prodi aveva esordito ricordando una sua vecchia definizione, che l Unione Europea e la Russia sono «come caviale e vodka», vale a dire che vanno Abbraccio Il presidente russo Vladimir Putin (di spalle), 60 anni, saluta l ex presidente del Consiglioedella commissione europea Romano Prodi,74,ieri alla tavola rotonda del club di Valdaj, in Russia (Epa) bene assieme. Putin invece puntualizza: «Attenzione che stiamo parlando di due prodotti che sono entrambi russi». E poi, rimanendo nella metafora ma forse uscendo dallo scherzo, aggiunge rivolto all uditorio: «Loro sono abituati in Europa a vivere secondo il noto principio, prima mangiamo il tuo e poi ognuno di noi mangia il proprio». Prodi decide di mantenere il tono faceto. «Allora diciamo in altro modo: come whisky e soda». Ma Putin non gli fa passare nemmeno questa coppia di fatto: «No, whisky e soda assieme sono una schifezza. Perché guastare il whisky? Meglio berlo da solo». Ma in Italia la battuta del presidente russo sugli omosessuali non piace al governatore pugliese, Nichi Vendola. Che sceglie l ironia: «Fa davvero tenerezza Putin, noto esperto di diritti umani, nel difendere il suo amico Berlusconi. Putin dice che la colpa di Berlusconi è di non essere gay. Peccato, anche perché i due si piacciono molto». Fabrizio Dragosei

9 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Primo Piano 9 Il taglio del nastro A sinistra Silvio Berlusconi con Maurizio Lupi, Renato Brunetta, Sandro Bondi, Angelino Alfano, Daniela Santanchè, Denis Verdini e Rocco Crimi (Imagoeconomica). In alto, l ex premier nella nuova sede di FI (Liverani). A destra in alto, Michela Vittoria Brambilla, Beatrice Lorenzin e Nunzia De Girolamo (JpegFoto). In basso l esterno della nuova sede in piazza San Lorenzo in Lucina (Agf) La vicenda 1994 L esordio del partito Berlusconi fonda Forza Italia nel gennaio del Nello stesso anno, il«movimento» organizzato in club partecipa alle elezioni politiche: Berlusconi diventa presidente del Consiglio alla guida di una coalizione che comprendean,legaeccd 2007 La svolta del Predellino Il 18 novembre 2007, Berlusconi, dal predellino diunautoapiazzasanbabila, a Milano, annuncia la nascita di un partito unico che riunirà «il popolo delle libertà». «Anche Forza Italia si scioglierà annuncia Invitiamo tuttiavenireconnoi» 2009 FieAnaddio NasceilPdl Amarzodel2009uncongresso fondativo dà vita al nuovo partito, il Pdl, nel quale confluiscono Fi e An, guidata da Gianfranco Fini. Il primo segretario del partito, figura non prevista da Fi, viene nominato solo due anni dopo, nel 2011: è Angelino Alfano 2010 La diaspora dei finiani Nel 2010 esplodono le tensioni tra Berlusconi e Fini. Ad aprile, si verifica un duro battibecco tra i due, nel quale Berlusconi chiede a Fini di lasciare la presidenza della Camera. Fini risponde con il celebre: «Altrimenti che fai? Mi cacci?». Durante l estate i finiani danno vita alla scissione: nasce Fli Il partito La trattativa sulle scrivanie. L ex premier difende il ruolo del segretario: portatemi nel suo ufficio Stanzeepotere,paratadifrontealleader Attacco ad Alfano sul caso Sicilia, ma il blitz dei falchi fallisce ROMA Mentreluisfilatutti sorridono e attendono un sorriso. Daniela e Angelino sorridono anche loro, persino bisbigliano, non sono nemici, si mostrano complici. Parlano sottovoce, in modo serissimo, come se scambiassero un segreto. Lui poco distante osserva i quadri, i manifesti, le fotografie, valuta e giudica: la nuova sede di Forza Italia è anche una mostra, una personale sul berlusconismo. Il Cavaliere si compiace dell allestimento, Daniela eangelinoloprecedonooloseguono, a seconda dei corridoi, a distanza simmetrica l uno dall altra. Siinauguralanuovasededel nuovo partito, piazza San LorenzoinLucina,primopianodiPalazzo Fiano: fu dimora di Massimo D Azeglio, a centro metri c è il portone che fu simbolo del potere andreottiano, poco tempofa,primadellagrandecrisifinanziaria, c erano gli uffici di banche d affari come Nomura e Lehman. Un altra epoca, come la storia della nascita di Forza Italia e dei milioni di voti che sono cresciuti ed evaporati a seconda degli anni, delle elezioni, e che ora la rinascita della vecchia formula ha l obiettivo di recuperare. Accanto ad Angelino Alfano e a Daniela Santanchè c è Denis Verdini: la metratura delle stanze, la distanza dagli spazi riservati al Cavaliere, disegnano un ideale gerarchia che comprende anche Brunetta, Schifani, la Biancofiore e la Brambilla. Lui magari verrà poco e solo in modo saltuario, come ha semprefattoconlesedidelsuopar- ROMA Se è vero che in politica conta ciò che appare, allora poco importaseberlusconiinfondononcicrede:agliattirestacheilcavaliereieriha indossato i panni del leader«responsabile», quelli di «Silvio lo stabilizzatore»,chefamostraditenerealgovernoe promette di aiutarlo a stare in sella. È una tattica adottata appena un anno fa, Enrico Letta l ha intuito, e siccome «io nonvogliofarelafinedimonti»,ilpremierhaintesofarlosaperepertempoe pubblicamente al Cavaliere, con quell «iononc hoscrittojocondor»chesa di Carosello. Il disegno di Berlusconi è chiaro, non vuole assumersi l onere di aprire la crisi, in attesa di verificare fino achepuntoilpdresisteràallatentazione di rompere gli indugi: tentazione che adettadiberlusconi «sifarà giorno dopo giorno sempre più forte con l approssimarsi del loro congresso». La lettura mattutina della rassegna stampa dalle dichiarazioni di Epifani all intervista della Bindi l ha convinto di avere ragione. Il punto è che, annunciando di non voler uscire di scena, il capo del centrodestra ha spostato dalla giustizia all economia il terreno del conflitto. È l Iva il nuovo campo di battaglia,edèlìcheilcavalierescorgei primi sbandamenti tra le truppe democratiche, persino nella compagine di governo: infatti, per un Fassina (antirenziano) che propone di modificare l intesa sull abolizione totale dell Imu così da evitare l aumento dell imposta sul valore aggiunto, c è un Delrio(renziano) che ritiene «difficile» cambiare ora un accordo già sottoscritto. Non proprio una mano d aiuto al premier... L Iva funesta che tanti danni potrebbe addurre al governo, rischia di trasformarsi così nella Stalingrado delle larghe intese, con il Pdl a protestare La sede storica Anche a Milano tornano le vecchie bandiere Viale Monza torna all antico. Daieri,lastoricasededi Forza Italia a Milano(anche senonlaprima)tornaad esporre alle finestre le bandiere del primo partito fondato da Silvio Berlusconi, dopo la«parentesi» del Pdl iniziata nel L incontro L ex premier incontra i senatori siciliani Alfano twitta: compatti tito,malavicinanzaalcapoèin- dice di influenza e dunque di potere. Per ogni scrivania c è stata una trattativa. Simormoradiunblitztentato da Verdini, incoraggiato da Daniela: commissariare la Sicilia, dunque quel Castiglione che si è permesso di assicurare un sostegno suo e di altri parlamentari siciliani ad un eventualelettabis.anchealfanoèsiciliano, chi insinua lo dipinge come mandante di un possibile tradimento. Gli interessati, tutti, smentiscono, di certo il Cavaliere ha chiamato Castiglione, ha incassato fiducia e meno parole inlibertàperilfuturo.perorala questione è chiusa, si inaugura lanuovasededelpartitoeanche una sorta di pace interna fra gli anfitrioni del pomeriggio. Più tardi Berlusconi incontra i senatori siciliani e lo stesso Alfano, che twitta soddisfatto: «Uniti e compatti attorno al leader». L assicurazione del sostegno algovernoattutiscelelotteperil controllo del movimento, Berlusconihamessoatacereidubbi dei falchi su Alfano e forse i Il controllo Leparoledisostegnoal governo hanno attutito le lotte interne perché venga «onorata la parola data dal governo», facendo presa sull elettorato.selettanonriuscisseatrovareun rimedio, l escalation sarebbe nei fatti, ma comunque il Cavaliere non farebbe saltare il banco. L idea di aspettare la reazione della «sinistra» è legata a un altro obiettivo, accennato durante l incontro con i suoi ministri: «Come si comporterebbe il Quirinale se il Pd aprisse la crisi? Se le Camere non si possono sciogliere per Silvio Berlusconi ha detto parlando di sé in terza persona si potrebbero sciogliere per MatteoRenzi?». Ecco il vero target del Cavaliere, che attende di verificare quale sarebbe in quel caso il comportamento dell arbitro,concuiirapportisisonoadirpoco raffreddati. E c è un motivo se vuole saggiare la«terzietà» di Napolitano: attento com è ai sondaggi, ha notato un certo mutamento del Colle nella percezione dell opinione pubblica. Sulla sua scrivania è in evidenza un report della Swg,resonotoil6settembreda Agorà, programma di Rai3: quel test fatto una settimana dopo la nomina dei senatori a vita rilevava un calo degli indici per il capo dello Stato, sceso a quota 43%, come se a detta degli esperti che ne hanno parlato con Berlusconi ilcolleavesseassuntounprofilo«politico» al cospetto dei cittadini. falchistessi,seèverocheunaltolà, per un eccesso di autonomia, è arrivato anche a Daniela, lateoricadellarotturaedelvoto subito, e direttamente dall inquilino più importante dei nuovi uffici.«portatemi nella stanza del segretario», una frase che valecome20mqinpiù. Al taglio del nastro, accanto al Capo e dunque consacrati, ci sonoanchebondieschifani,ilriservato Rocco Crimi, da anni tesoriere, mai una parola fuori posto, mai una gaffe. Dietro, nei corridoi, nei saloni, attendono la mano del Cavaliere almeno un centinaio di deputati e senatori, incaricaedex,comequelmario Pepe che riusciva ad offrire tre cenenellastessasera,intreluoghi diversi, ad alcune migliaia di elettori, alle porte di Roma: alle nove mangiava con una comitiva, alle dieci un altra apparizione, nel terzo ristorante pagava l ultimo conto, insieme al dolce. Per tutti, anche per Pepe, Forza Italia è il passato e insieme il futuro: il sorriso di Berlusconi una promessa di candidatura, quando sarà; un abbraccio del Capo,cheriservailgestoapochi eletti, fra cui Donato Bruno, quasi una garanzia. Si inaugura una sede, ma si celebra un modello, non ancora tramontato: il Cavaliere promette di non andare in pensione e dunque non ci andranno nemmeno loro. In strada c è un maxischermo: ogni tanto va via la voce, anche le immagini saltano. Berlusconi dice che «bisogna aprirsi ad internet»! Marco Galluzzo Il retroscena Le reazioni al videomessaggio hanno convinto il capo del centrodestra a spostare lo scontro dalla giustizia all economia EilCavaliere«stabilizzatore» preparagiàlabattagliasull Iva Insomma, l operazione è evidente: il leaderdelcentrodestramiraafarsìche la tesi sostenuta nel suo videomessaggiotroviconfermanelcasodiunacrisi di governo, così da poterla esplicitare in modo più diretto in un eventuale campagna elettorale. Ed è certo che Berlusconi non muterà schema in questa fase, mutuando la strategia dei suoi «nemici»,quelpcidilottaedigoverno che ora vorrebbe far rivivere in Forza Italia: tenendo i suoi uomini a palazzo Chigi,vorrebbe conlemanilibere incalzare il Palazzo sull economia e arringare la piazza con i referendum radicali sulla giustizia. E allora sì, «tenete duro», ha detto ieri ai ministri, anche se nessuno ci ha davvero creduto. D altronde, la sera prima in tv, Alfano era stato a dir poco eloquente prefigurando il destino delle larghe intese:«il governo andrà avanti. Dopodiché decideremo nelle riunioni di partito cosa fare». Un passaggio sfuggito a molti, non al presidente del Consiglio. E se Letta(Enrico) non porta scritto in testa Jo Condor, «nemmeno noi»,gliharispostolupi.ilpremierteme il processo di «montizzazione», Berlusconi vuol rendere invece la pariglia a quegli«alleati» che«hanno pensato di fare il congresso sulla mia testa». Avanti così, l esecutivo arriverebbe logorato alla prossima finestra elettorale: quella di marzo. Si vedrà chi staccherànelcasolaspinaecomereagiràilcolle.comehadettoieriprodia Putin che chiedeva lumi sull Italia, «la politicadanoinoncifaannoiaremai». Francesco Verderami

10 10 Primo Piano Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera Governo I nodi A Palazzo Chigi IlpremierLetta,46anni,coniministri Emma Bonino, 65, Flavio Zanonato, 63 e Filippo Patroni Griffi, 58(Granati) Ilpremieravverte: noncisonopersecuzioni Lagiustiziafunziona «Inutile un agonia, giocherò all attacco Nonc hoscrittojocondorintesta» ROMA «Presto andrò all attacco a tutto campo, vedrete... Sennò la fine è segnata. Una lenta agonia non serve al Paese». Non ne può più, Enrico Letta, dei «giochini» dei partiti, delle minacce esplicite e degli avvertimenti sotterranei. E poiché ha capito che nel Pdl (come nel Pd) rischiano di prevalere le pulsioni elettorali, il capo del governo alza la voce e rimarca che non resterà a Palazzo Chigi a tutti i costi. A farsi triturare giorno dopo giorno a vantaggio del Cavaliere, che ha fretta di lanciare la nuova Forza Italia, o a beneficio di Renzi, che scalpita per prendersi il Pd e andare a votare: «Non c ho scritto Jo Condor in testa, l ho imparato fin da bambino... Al momento opportuno giocheremo all attacco». L uscita amarcord, rubata al celebre personaggio del Carosello tv, il premier l ha studiata a tavolino. Ed è una formula che rilancia i moniti e gli avvertimenti filtrati negli ultimi giorni dagli infissi di Palazzo Chigi: Le larghe intese Gli equilibri nell esecutivo Il28aprilegiurail governo Letta: ha il sostegnodipd,pdle Sc. Cinque i ministri berlusconiani, tra cui il vicepremier Alfano Dopo l Imu tensioni sull Iva Il28agostoèabolita l Imu: esulta il Pdl, perplessità nel Pd. Ora a creare tensioni è l aumento Iva l rischi sul caso Berlusconi La condanna dell ex premiereilvoto sulla decadenza da senatore accendono lo scontro Pd-Pdl La citazione da Carosello «Echec hoscritto,jocondor?».ilpremierenricoletta,a proposito delle critiche al governo, ha rispolverato ieri un tormentone di Carosello, da uno sketch pubblicitario dellaferrero.lafrase divenutadiusocomuneconl assonanzaa«giocondo»,comeadire:«echesonofesso?» vienedaglispotdellanutellainondadal 71al 76.Duei protagonisti: Jo Condor, il rapace cattivo, che disturba la comunità protetta dal Gigante Amico, il buono, chiamato in soccorso dagli abitanti del paesino. Jo Condor finisce sempre per essere sconfitto. E in tutte le puntate ripete sempre:«e che c ho scritto, Jo Condor?». «Non mi farò logorare, né chiudere in un angolo. I partiti devono scegliere, o si sta al governo o si sta fuori». Concetti che il capo dell esecutivo non declina in astratto, ma lega al più esplosivo degli argomenti, la decadenza di Berlusconi: «In Italia lo stato di diritto funziona e l autonomia della magistratura la vogliamo rispettare». Il videomessaggio gli è arrivato come una chiamata alle armi, da respingere con forza. «Siamo in uno stato di diritto, non ci sono persecuzioni» è la replica di Letta, per nulla disposto a tergiversare sulla Costituzione per salvare il governo. A restare col cerino in mano, insomma, il premier non ci sta. «Si cerca di usare il governo come punching ball, tutti se le danno di santa ragione...». Ma lui non resterà in silenzio, impugnerà il patto di governo benedetto da Napolitano e denuncerà i «cortocircuiti» tra il suo impegno sulle riforme e gli opposti interessi delle forze politiche. Ma cosa ha in mente, quando dice che presto giocherà all attacco? Il messaggio ha una doppia lettura, sulla quale per tutto il giorno i parlamentari amici (e quelli nemici) si sono esercitati. Di certo vuol dire che il capo del governo sente ora di avere diverse frecce al suo arco, dalla legge di Stabilità alla delega fiscale, dalle riforme costituzionali al finanziamento pubblico: su questi temi ha voce in capitolo e intende usarla tutta. Ma c è anche la lettura politica, perché, come dice il lettiano Francesco Sanna, «quelle di Enrico sono carezze a doppio taglio». L altra metà del messaggio è rivolta tutta al Pd, che arriva all assemblea dilaniato dalla battaglia sulle regole. «I rischi più grandi verranno dal tuo partito», lo ha messo in guardia un ministro. E anche i suoi parlamentari lo hanno avvertito: «Enrico, Renzi vuole le primarie il primo dicembre perché, se dovessero slittare, non avrebbe più i tempi tecnici per tirar giù il governo». Interpretazioni dalle quali Letta, stanco del «gossip», si tiene alla larga. Per marcare la distanza dallo scontro fra Renzi e Cuperlo ha scritto ai «cari democratici» annunciando che, per la prima volta, diserterà il parlamentino. «Non parteggerò per nessuno», è la promessa. Ma prima di tirarsi fuori chiede al futuro segretario di non terremotare il governo, ma di aiutarlo «a svolgere al meglio il suo servizio al Paese». Perché se le larghe intese andranno in pezzi «l uscita dalla crisi sarà più lenta...». Monica Guerzoni Offerta valida per immatricolazioni fino al 30/09/2013 per B-MAX 1.4 GPL 86CV e C-MAX 1.6 GPL 120CV a fronte di rottamazione o permuta di qualsiasi vettura. Solo per vetture in stock, grazie al contributo dei Ford Partner. IPT e contributo per lo smaltimento pneumatici esclusi. Messaggio pubblicitario con fi nalità promozionale. B-MAX: consumi da 4,1 a 7,6 litri/100 km (ciclo misto); emissioni CO 2 da 104 a 144 g/km. Esempio di fi nanziamento per B-MAX a ,00. 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11 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Primo Piano 11 Centrosinistra Le strategie Su Twitter Pd,assembleaalviasenzaregole Lettasismarca:nonhocandidati Si tratta a oltranza. Appello trasversale per recuperare iscritti ROMA Assemblea al via, masenzalenuoveregole.ladue giorni del Partito democratico prende avvio questo pomeriggio alle 17, a Roma, mentre la Commissione congresso continua le sue sedute fiume (l ultima ieri sera), senza arrivare all auspicato compromesso. E con nuovi focolai di malcontento che si innescano nel partito, a cominciare dalla questione del tesseramento, sul quale arriva unappelloapiùfirme,chesuona come una condanna dell azione della segreteria degli ultimimesi.esematteorenziannuncia la sua presenza alla due giorni di via della Conciliazione, il premier Enrico Letta diserta, assente giustificato, inviando una lettera in cui rivendica la neutralità («non parteggio per nessuno dei candidati») e richiede il sostegno al governo del nuovo segretario. Nella guerra di trincea che si combatte da settimane, i renziani provano ad avanzare lungo la linea di confine, erodendo terreno. Si combatte su più fronti: la data del congresso, le modalità di svolgimento, gli automatismi segretario e premiership e molte Chiuse le indagini LasegretariadiBersani rischiailprocesso conl accusaditruffa altre questioni che sembrano tecniche ma sono anche politiche. Per esempio, il costo delle primarie. Le casse del Pd non sono floridissime e un obolo per le primarie sarebbe un modo per compensarne i costi. E così si pensa di non far pagare nulla agli iscritti e chiedere una cifra di2o3europerinoniscritti.è evidentechepiùsichiedeepiù Truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna. È la motivazione contenuta nell avviso di fine indagine(di solito l anticamera del rinvio a giudizio) inviato a Zoia Veronesi, la storica segretaria di Pier Luigi Bersani. Lo ha rivelato il Corriere di Bologna: l inchiesta del pm Giuseppe Di si scoraggia la partecipazione. E per questo i renziani vorrebbero far pagare pochissimo o non far pagare affatto. Anche, e soprattutto, sulla data si discute animatamente. I renziani vogliono fare in fretta. Da statuto il congresso dovrebbe essere il 7 novembre. Ma la soluzione più realistica, per i renziani, è il 24 novembre. Bersaniani e sostenitori di Cuperlo, invece, sono per prenderla con piùcalma,slittandoall 8oal15 dicembre. Questioni di lana caprina, apparentemente. Ma votare più tardi aumenta le possibilità di sopravvivenza della legislatura: non ci sarebbero i tempiperandareavotareafebbraio. E poi il tesseramento, drasticamente calato quest anno. Oggi verrà diffuso un appello perché si lanci una grande campagna, con firme di peso: Fabrizio Barca, Pippo Civati, Debora Serracchiani, Laura Puppato, Goffredo Bettini, Felice Casson. Non allineati, anche se non necessariamente tutti della stessa area. Ognuno, però, ansioso di aprire Giorgio ha indagato sul ruolo della dirigente come«raccordo a Roma con le istituzioni centrali» che di fatto non ci sarebbe stato, nonostante il compenso di 140 mila euro lordipercepitotrail2008eil2010dalla Regione. Indagato anche Bruno Solaroli, ex capo di gabinetto del governatore Errani. Cuperlo: Berlusconi come Totò Berlusconi come Totò? Il paragone è di Gianni Cuperlo. «Una cosa va riconosciuta», scrive su Twitter il deputato pd candidato alla segreteria, «ci sono altri illustri precedenti di insofferenza verso gli iter processuali». E allega un video: unascenadelfilm«la cambiale» dove Totò, ingaggiato come falso testimone in un processo, si confronta con il giudice in un aula di tribunale il partito, come dice Casson: «Il segnochedevedareilpdèquellodibuttaregiùimuriinternie di aprire finestre e porte all esterno. Bisogna incentivare la partecipazione». E mentre Luciano Violante riferisce di«non avere chiara l ideadipartitodirenzi»,i sostenitori del sindaco ribattono punto su punto sulle questioni delle regole. Come i congressi regionali: il sindaco di Firenze vorrebbe farli contestuali alle primarie, i sostenitori di Cuperlo prima. Probabilmente si faranno, come punto di mediazione, dopo. Quando, è da decidersi. Renzi vorrebbe presto, entro febbraio-marzo, per non essere un generale senza esercito. Altri ricordano che ci sono due anni di tempo dall elezione del leader. La discussione sulle regole continuerà probabilmente fino all ultimo secondo utile. E solo alla fine si scoprirà se l auditorium della Conciliazione avrà un nome consono al clima dell assemblea. Alessandro Trocino L intervista Il deputato democratico Il renziano Nardella: «Se siamo remissivi l esecutivo si logora» Chiè ROMA Èunmessaggioalpartito,maanchealpresidente del Consiglio, quello che Dario Nardella, ex vicesindaco di Firenze e ora deputato renziano, vuole inviare alla vigilia dell assemblea nazionale del Partito democratico. Onorevole, il problema è sempre lo stesso: il non facile rapportotrailpdeilgovernodellelargheintese. «Con il suo videomessaggio Berlusconi ci sta facendo entrare in una lunga campagna elettorale. Tiene il Paese ostaggio dei suoi problemi, nascondendoli, con abilità, prima dietro la battaglia sull Imu, ora dietro quella sull Iva. Di fronte a questa offensivaberlusconianailmodoincuiilpdstareagendononva affatto bene». Equindi? «Equindil unicacosadafareaquestopuntoèaccelerareil passaggio del congresso». Che c entra il congresso? «C entra eccome. Finora c è chi si è crogiolato nell illusione che il governo potesse essere più forte quan- topiùdebolieranoipartitichelosorreggo- no.ecosìilpdhafinitoperessereremissivo, silente, congelato nell immobilità. Non solo: hapersovotienonriesceaimporreunasua agenda.questononfabenenemmenoalgoverno. Perché alla fine o ci logoriamo noi, e l esecutivo segue la nostra sorte, o esplodiamo e facciamo saltare il governo un secondo prima.mac èunmodoperevitarequestaderiva: instaurare con il governo una dialettica partendo dai nostri temi». Però così il governo finirebbe per fibrillare ugualmente. «No: un partito incalza un governo che sentesuoedicuiperciònonmetterebbearepentaglio la vita. Invece non lo fa, non instaura una dialettica, con un governo che considera amico. E sappiamo tutti che brutta finefannoigoverniamici...». Sta dicendo che a Letta conviene che RenziguidiilPd? «Certo. Così smetteremo di inseguire i videomessaggi di Berlusconi, come facciamo davent annielasmettiamodidirechesiamo un partito responsabile, nascondendo dietro la parola responsabilità le nostre debolezze, la nostra subalternità e la nostra incapacità di dettare noi l agenda e di non lasciarlo fare al Cavaliere. Con un partito e una leadership forti il governo viene messo in sicurezza». Beh, onorevole Nardella, essere responsabili è un ritornello del centrosinistra da anni. «A furia di ripetere questa parola responsabili finisce che se l Iva non aumenta il merito è di Brunetta, mentre se si alzalacolpaènostra.cosìnonva». MaperchémaiLettadovrebbefidarsidiRenzi,cheglidedica spesso e volentieri delle frecciatine? «La fiducia non si misura sulle battute pubblicate dai giornali, ma sulla chiarezza dei rapporti politici. Lo stimolo di Renzifaràsolodelbenealgoverno.Comeglifaràbeneunpartito che non si limita solo a votare sì alla fiducia, ma che cerca di discutere, esaminare e condividere le priorità politiche dell azione governativa». Maria Teresa Meli Alla Camera Dario Nardella, 37 anni, deputato, eletto alle Politiche in Toscana conilpd,ex vicesindaco difirenze.ètra i«fedelissimi» di Matteo Renzi In vendita unicamente nei negozi esclusivi Louis Vuitton e su louisvuitton.com. Tel

12 12 Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera bl m e c m

13 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Primo Piano 13 Parlamento Il caso Omofobia,primosì dellacamera Scontro(ebaci)inAula Ok alle aggravanti, maggioranza divisa Grillo contro Boldrini: oggetto del potere ROMA Alle otto di sera nell aula di Montecitorio i deputati del Movimento 5 Stelle si baciano: maschi con maschi, femmine con femmine. È l ultimo atto di protesta di una giornata parlamentare interamente dedicata all omofobia: la legge ieri è passata alla Camera, alla fine. E dice che adesso anche l omofobia sarà punita dalla legge Mancino come già succede per il razzismo, la xenofobia, l antisemitismo. Ci sono voluti vent anni per arrivare a questo primo «sì» di un ramo del Parlamento. Ma la maggioranza ieri si è spaccata. E le polemiche non sono certo mancate. Tutto questo in una giornata a Montecitorio in cui la presidente della Camera Laura Boldrini è tornata nuovamente nel mirino del M5S e questa volta per voce del capo. È andato giù pesante Beppe Grillo sul suo blog: «La Boldrini è un oggetto di arredamento del potere, non è stata eletta ma nominata da Vendola». E la presidente, anche questa volta come mercoledì scorso dopo l attacco di un deputato del M5S, si è limitata a rispondere pacatamente, scrivendo. Questa volta su Twitter: «Grazie alle parlamentari di diversi partiti per la solidarietà contro un offesa a tutte le donne». La scelta per Palazzo Madama Gruppo M5S, Lezzi e Taverna al ballottaggio Alle otto di sera la Camera ha detto sì ad una legge che il Pd Ivan Scalfarotto ha portato avanti contro tutte le difficoltà: 228 voti a favore, 57 contrari, 108 astenuti. Il voto finale, come tutti gli altri della giornata, è stato a scrutinio segreto. Ma i conti sono stati facili: i voti a favore alla fine sono stati soltanto quelli del Pd e di Scelta civica, mentre il Pdl, la Lega e Fratelli d Italia Barbara Lezzi, 41 anni Paola Taverna, 44 anni LaprovocazioneIdeputatidelM5SsibacianoinAula:uominiconuomini,donnecondonne (Ansa) hanno votato contro e Sel e M5S si sono astenuti, con grandi polemiche. Tutto per via di quel sub emendamento presentato dal deputato di Scelta civica Gitti (e frutto di una faticosissima mediazione). È un L emendamento Un caso l emendamento che«esenta» le associazioni politiche e religiose Entrambe donne, entrambe grilline di ferro. Barbara Lezzi, 41 anni da Lecce, e Paola Taverna, romana 44 enne, si trovano a competere per la carica di presidente del gruppo al Senato. L assemblea dei portavoce a Palazzo Madama, in diretta streaming, ha infatti assegnato 23 preferenze a ciascuna nell elezione del prossimo capogruppo, il cui incarico durerà tre mesi. La prima è nota per i toni perentori utilizzati in alcuni interventi, la seconda aveva addirittura composto alcuni versi sferzanti nei confronti dei colleghi «aperturisti». Il ballottaggio si terrà probabilmente martedì o mercoledì. emendamento che esenta dall azione antidiscriminatoria della legge Mancino le organizzazioni politiche, sindacali, culturali, sanitarie, di istruzione e religiose, rischiando di creare zone franche nel contrasto alle discriminazioni, a questo punto di tutte le categorie protette dalla legge Mancino. Un emendamento che ha provocato non poche reazioni all interno del mondo omosessuale, fra queste quella di Aurelio Mancuso presidente di Equality Italia: «Con questo emendamento la legge Mancino è distrutta e consentirà alle organizzazione razziste, xenofobe, antisemite, omofobe piena immunità di incitare e difendere le proprie idee di violenza e odio. È evidente che si evincono profili di anticostituzionalità». In aula alla Camera ieri pomeriggio anche il deputato di Sel (dichiaratamente omosessuale) Alessandro Zan ha criticato la scelta del relatore Scalfarotto (anche lui ieri ha dichiarato in Aula la sua omosessualità già nota) di condividere quell emendamento di Scelta civica. Ha detto Zan: «Possiamo solo sperare che quell emendamento venga modificato al Senato», mentre lo stesso Scalfarotto ha voluto difendere quella scelta, unica a suo dire, per poter portare a casa un risultato storico. Spiega il deputato Scalfarotto: «È la prima volta che in Italia viene riconosciuto nell ordinamento legislativo un gruppo Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) che merita di essere tutelato. E questo è un risultato impensabile fino ad ora nel nostro Paese. Dobbiamo tenerlo presente. Ci stiamo perdendo dietro ad un dettaglio guardando l albero e perdiamo di vista la foresta». Secondo Ivan Scalfarotto l emendamento contestato «serve soltanto a tutelare chi la pensa diversamente, come ad esempio chi è contrario ai matrimoni gay. Dobbiamo capire che questo tipo di tutela è già prevista da una legge, dall articolo 4 della legge 108 del E che questa va ad agire soltanto sulla legge Mancino, altre leggi dove si tratta la discriminazione non vengono minimamente toccate». Alessandra Arachi Il votolacortesidividesullanomina:elettocon8votisu15 Consulta, Silvestri presidente «Dubbi sul Porcellum» ROMA Gaetano Silvestri è il nuovo presidente della Corte costituzionale. Ma la sua nomina rispecchia il momento politico del Paese: avviene a maggioranza, con 8 voti a favore contro i 7 per l ex (e riconfermato) vicepresidente, Luigi Mazzella. Esito che fa pensare a una Consulta spaccata, anche perché Mazzella e Silvestri sono stati eletti dal Parlamento, ma il primo con l appoggio del centrodestra, il neopresidente con quello del centrosinistra. Silvestri, 69 anni, di Patti (Messina), guiderà la Corte fino al 28 giugno 2014, quando scadrà il suo mandato di giudice costituzionale di 9 anni. Sulla spaccatura minimizza: «La Corte ha diviso i propri voti tra me e il collega Mazzella e un minuto dopo ha ritrovato l unità. Sono certo che si lascerà subito dietro le spalle questo passaggio. È una votazione democratica che rispetta i criteri dello Stato di diritto, i colleghi hanno espresso il loro voto liberamente e segretamente. Io cercherò di svolgere il mio mandato senza pensare a chi mi ha votato e chi no. Mi sento il presidente di tutta la Corte. L unanimità è dei regimi, L istituzione La nuova guida Gaetano Silvestri (foto Massimo Di Vita),69anni,natoaPattiin provincia di Messina, è il nuovo presidente della Corte costituzionale. Ordinario di Diritto costituzionale all Università di Messina, è stato membro del Consiglio superiore della magistratura dal 1990 al 94. Nel2005èstatoeletto dal Parlamento alla Consulta Il ruolo della Corte La Corte costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi dello Stato e delle Regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteridellostatoesuquellitralo StatoeleRegioni,etraleRegioni. Ècompostada15giudici:5 nominati dal presidente della Repubblica, 5 dal Parlamento e 5 dalla magistratura se ci sono posizioni che si confrontano, il risultato è più vicino al giusto». E ancora: «C è una tendenza, non solo in Italia, a scaricare sul potere giudiziario decisioni che il potere politico non riesce a prendere». Prima di lui Franco Gallo era stato eletto con 14 voti e Alfonso Quaranta con 10, mentre Ugo De Siervo a fine 2010, come lui, con un solo voto di vantaggio. All esame della Corte costituzionale nei prossimi mesi questioni molto delicate. Il 9 ottobre si pronuncerà sull ammissibilità del caso Abu Omar, l imam di Milano preso in Italia e portato in Egitto. Al centro, il segreto di Stato: la Consulta si è già pronunciata dichiarando ammissibile il conflitto sollevato contro la Corte d appello di Milano da Palazzo Chigi e ora dovrà affrontare il primo vaglio sul conflitto contro la Cassazione. No comment di Silvestri, invece, sulla possibilità che la Consulta si debba pronunciare sulla questione della legge Severino: «Se dovesse pervenire sottolinea Silvestri verrà calendarizzata, sarà nominato un relatore e la Corte si pronuncerà nella sua interezza, sia sull ammissibilità sia sull esito. Ora non posso pronunciarmi, potrebbe sembrare che io voglia anticipare un opinione che è possibile debba dare nella sede competente». E sulla legge elettorale, Silvestri osserva: il cosiddetto Porcellum presenta «aspetti problematici rispetto al premio di maggioranza senza soglia. Questo non significa anticipare un giudizio di costituzionalità, che è altra cosa». Flavio Haver

14 14 Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera Esteri A Berlino Una performance contro Angela Merkel e Mario Draghi(Reuters) Verso le elezioni Il partito sostiene il ritorno al marco. L ipotesi di una nuova grande coalizione Anti-euroallesogliedelParlamento IncuboperlaMerkeleilContinente Il sondaggio a tre giorni dal voto premia«alternativa per la Germania» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO Allarme blu, come i colori del partito anti-euro fondato in primavera dall economista Bernd Lucke e diventato in pochi mesi la principale novità della politica tedesca. A tre giorni dal voto, Alternativa per la Germania (AfD) viene accreditato per la prima volta da un sondaggio Insa pubblicato dalla Bild di una percentuale di voti (il 5%) in grado di superare la soglia di sbarramento. Era da tempo che si parlava di un area di consensi variabile, difficile da calcolare. Ora la possibilità concreta che una pattuglia di euroscettici arrivi in Parlamento sta movimentando le ultime battute della campagna elettorale. Una eventuale affermazione dei nemici della moneta unica e sostenitori del ritorno del marco rappresenterebbe una svolta significativa negli equilibri della prossima legislatura. In primo luogo perché potrebbe rendere impossibile la riconferma dell attuale maggioranza «nerogialla» (cristiano-democratici, cristiano-sociali e liberali) che sostiene il governo Merkel. Guardando ai numeri, con Alternativa per la Germania in Parlamento che vi entrino i liberali oppure no sarebbe molto probabile un accordo per un governo di grande coalizione tra Cdu-Csu e socialdemocratici. In secondo luogo, la presenza nel Bundestag di Lucke e dei suoi uomini potrebbe tenere sotto pressione il futuro governo e condizionare almeno in parte i comportamenti di quei settori delle schieramento conservatore che in passato hanno espresso riserve sulle politiche di aiuto ai Paesi europei indebitati. Alternativa per la Germania è favorevole ad una «rottura ordinata» della zona euro e non ritiene un tabù il ritorno al marco. Lucke, cinquantuno anni, docente di macro-economia all università di Amburgo, sostiene la necessità di creare unioni di valute di dimensioni più piccole e ritiene che i Paesi dell Europa meridionale non possano rimanere inchiodati alle politiche indispensabili per restare nella moneta unica. In un primo L attesa Alle urne Domenica la scelta per il Bundestag Dopodomani la Germania elegge il nuovo Bundestag, la Camera Bassa del Parlamento: i seggi elettorali aprono alle 8 e chiudono alle 18. Le tv Ard e Zdf diffonderanno gli exit poll a partire dalle 18; dalle disponibili le prime proiezioni Larghe intese Gli scenari dopo i risultati in Baviera Gli ultimi sondaggi danno come probabile una grande coalizione tra Cdu e Spd. Secondo la stampa tedesca sono già in corso le manovre per un governo di larghe intese, accelerate dalle elezioni del 15 settembre in Baviera: liberali fuori dal Parlamento regionale I numeri Il sondaggio elasoglia di sbarramento Secondo l ultima rilevazione Insa pubblicata dalla Bild, gli euroscettici di Alternativa per la Germania avrebbero raggiunto la soglia del 5%, la Cdu-Csu sarebbe al 38%, la Spd al 28%, i Verdi all 8%, la Fdp (i liberaldemocratici attuali alleati della Merkel) al 6%, la Linke al 9% tempo i dirigenti della Cdu si sono chiesti se contrastare con forza i nuovi avversari o ignorarli. Con l avvicinarsi delle elezioni il confronto si è fatto più serrato. L ultimo ad intervenire è stato il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, secondo cui sostenere che la Germania starebbe meglio senza l euro è «profondamente sbagliato, del tutto non credibile e pericoloso per il nostro benessere». Non ci voleva forse il vecchio leone cristiano-democratico per ricordare anche che la Germania si avvantaggia più di tutti della moneta unica perché è un Paese Intervista L imprenditore di origini italiane Grillo Il leader degli industriali «La moneta unica va tenuta e rafforzata» Ulrich Grillo NatoaColonianel1959, antiche origini italiane, da gennaio guida l Associazione degli industriali tedeschi. Le industrie di famiglia sono attive nella lavorazione di zinco e zolfo leader nel campo delle esportazioni. Intanto i dirigenti di AfD oltre a Lucke un altro economista, Joachim Starbatty, capolista a Berlino, e Beatrix von Storch, duchessa di Oldenburg e lontana parente di Filippo di Edinburgo girano la Germania spiegando agli elettori di non essere un partito «monotematico». Nel campo della politica internazionale guardano con attenzione ad un nuovo rapporto con la Russia. In politica interna alcune delle loro parole d ordine, come per l appello per una immigrazione più legata alla qualificazione e meno garantita dal welfare, assomigliano a quelle dell estrema destra. La possibilità che il nuovo partito attragga consensi in quel mondo, che non ha tradizionalmente rappresentanza politica a livello nazionale, è stata messa in rilievo più volte dagli esperti. A Berlino, pochi giorni fa, nel corso di una manifestazione di Alternativa per la Germania, sono stati bruciati vicino alla Porta di Brandeburgo fac-simile di banconote da 500 euro. Un gesto che è sembrato ignorare alcuni terribili precedenti storici. Paolo Lepri Pazienza Tutto parla in favore dell euro. Macivuoletempo: per ristrutturare un azienda servono 5anni,ildoppio per un economia L Italia IlPaesesta andando nella giusta direzione, e ho grande rispetto per il premier Lettacheho appena incontrato FRANCOFORTE «La settimana scorsa ero in Italia e ho avuto l onore di parlare con il Presidente del Consiglio Letta. Il dettaglio delicato era il mio nome, Grillo, che da voi gode naturalmente di una certa popolarità. Dopo il nostro colloquio (il premier) ha twittato: #Chigi ho appena ricevuto #Grillo... il presidente degli industriali tedeschi. È stato un discorso molto interessante e ho grande rispetto per lui e per il suo Governo». Di ritorno da Roma, Ulrich Grillo, capo del Bdi, la potente Associazione degli industriali tedeschi (con 100 mila società e 8 milioni di dipendenti) a pochi giorni dalle elezioni tedesche spiega al Corriere della Sera perché è convinto che l euro sia una necessità. Signor Grillo, c è un partito, Alternativa per la Germania, che vuole abolire l euro, pensa che entrerà nel Bundestag(Parlamento)? «È una questione ancora aperta. In una democrazia ritengo sia giusto discutere i pro e i contro. Ma per me e per la maggior parte dei tedeschi è chiaro: l euro ha dei vantaggi politici e anche quelli economici sono tangibili». Ha fiducia nel futuro dell euro? «Sono un ottimista. La moneta è forte, ci aiuta nel business, oltre il 20% delle riserve mondiali sono legate all euro. Tutto parla in favore dell euro. E per questo sono certo che lo manterremo e lo rafforzeremo ulteriormente. Ma non dobbiamo essere impazienti. È un processo che ha bisogno di tempo. Per ristrutturare un impresa ci vogliono 5 anni, per un economia almeno il doppio. Anche la Germania (una decina di anni fa, prima delle riforme, ndr) era il malato d Europa». Quale coalizione di governo sarebbe la migliore? «Il presidente del Bdi non deve dire quale sia meglio per la Germania. Vogliamo un governo affidabile, che decida e applichi le decisioni e che si impegni a mantenere la Germania un Paese industriale. Anche a livello della Ue». Venendo all Italia, da cui è appena tornato, quali sono le sue aspettative? «Sono certo che ci sia la volontà di andare nella giusta direzione; me ne sono reso conto nei miei colloqui delle ultime settimane. È naturale che sia oneroso, ma lentamente i dati migliorano. Il peggio è passato e sembra raggiunto il turnaround (il punto di rilancio). E ne sono contento, perché è importante, anche per tutta l Europa, se Italia, Francia e Germania stanno meglio. Inoltre la cooperazione italo-tedesca fra associazioni industriali è molto stretta e amichevole; e questo è importante per la competitività dell Europa a livello globale». LasuafamigliaconilnostroPaesehaunrapporto particolare, viste le origini. «Sì, i Grillo provengono dall Italia, ma sono passati già 400 anni, da quando fuggirono da Sondrio per sottrarsi alle guerre di religione. In particolare, a scappare era stato Johan Baptista Grillo, e io faccio parte dell undicesima generazione dopo di lui. Nel corso degli anni i Grillo si sono trasferiti nella Ruhr (nel Nordreno Vestfalia, nord ovest della Germania). E due fratelli, Federico e Guglielmo, appartenenti alla sesta generazione, furono poi fra i fondatori del Ruhrgebiet (la regione al cuore della Rivoluzione industriale, ndr), e costituirono le prime acciaierie, miniere di carbone e una banca». E quali sono i suoi antenati diretti? «Federico era l imprenditore più attivo e arrivò a possedere circa 20 partecipazioni in diverse società. Ma morì senza lasciare eredi. Invece il fratello Guglielmo, il mio avo diretto, aveva avuto nove figli. Aveva attività nella lavorazione dello zinco e UN CERTO MONDO CAMMINA ROSSETTI. ShOp fratellirossetti COM

15 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Esteri 15 L analisi La Francia deve fare le riforme strutturali o sarà spacciata fondò nel 1842 le Grillo-Werke, fabbriche divenute importanti nel mondo per la lavorazione dello zinco e dello zolfo». Reputa ancora importanti le differenze di religione? «Siamo protestanti e siamo fuggiti, ma oggigiorno questo non ha più importanza. Io amo l Italia, il suo modo di vivere e la cucina italiana. Speroditrovareancheiltempo,infuturo,distudiare l italiano». Che cosa significa avere una famiglia con 400 anni di storia? «La tradizione, oltre a essere qualcosa di molto bello è anche importante, perché dà una certa sicurezza, anche per i dipendenti, che sanno di lavorare per un impresa carica di tradizione. E alcunilavoranodanoigiàdatreoquattrogenerazioni». Ha attività anche in Italia? «Sì, abbiamo una società commerciale a Bardolino, sul lago di Garda». Aprirebbe una produzione in Italia? «Attualmente non lo prendiamo in considerazione». Marika de Feo L ASSEINCRINATOCONPARIGI METTEARISCHIOANCHEBERLINO La locomotiva tedesca ha bisogno di un Unione forte di MASSIMO NAVA DaitempidideGaulleeAdenauer,la costruzione europea progredisce o si blocca in base al livello d intesa fra Francia e Germania. La storia continentale, i conflitti, i trattati, la moneta unica hanno sempre confermato il«teorema».maoggi?quantoancoraidestini dell Europa dipendono dal motore franco-tedesco? SeladomandavienepostaaParigi,il peso politico della Francia viene accentuato, con la ferma convinzione di riuscire a scalfire (magari con la complicitàdeipaesidelsud)idogmitedeschi in economia, soprattutto se domenica Angela Merkel, nonostante il trionfo annunciato, fosse costretta alla grande coalizione con i socialdemocratici. SeladomandasifaaBerlino,viviene spiegato che la posizione della Germania, salvo qualche correttivo di politica sociale interna, peraltro drammaticamente urgente, non cambierà dopo le elezioni. Si aggiunge che sono già state fatte concessioni importanti. La Germania non ha nessuna volontà di dominio continentale, anzi ne ha una storica paura, salvo la prerogativa di dettare le regole del modello europeo, con la presunzione di farlo nell interesse di tutti: cicale e formiche. La somma di complessi di superioritàed inferioritànonfazero,mauninsieme di complicazioni. Lo si vede nella politica estera, laddove le divergenze fra Parigi e Berlino rasentano lo strabismo:nonsoloquandositrattadiintervenire militarmente, ma anche nella Strabismo In politica estera, le divergenze rasentano lo strabismo: la Francia guarda al Mediterraneo, la Germania flirta con Russia e Cina proiezione degli interessi strategici. La Francia guarda al Mediterraneo e alle ex colonie, la Germania flirta apertamenteconrussiaecina.lafranciadifende l eccezione culturale, la Germania firmerebbe subito il trattato di liberoscambiocongliusa.lafranciamostra muscoli che non ha, la Germania ostenta neutralismo e esporta armi. Ma lo si vede soprattutto nel confronto impietoso fra lo stato di salute dei due Paesi, a partire dal decennio Chirac-Schröder, anche se entrambi pretendono di rappresentare il modello di società europea immaginato dai padri fondatori. La Germania in crescita ha ristrutturato lo Stato sociale, rilanciato economia e esportazioni, tagliato il costo del lavoro, sia pure al prezzo di precariato diffuso. La Francia in recessione ha gonfiato la spesa pubblica e l assistenzialismo, perso quote di mercato, aumentato la disoccupazione, rinviato le riforme strutturali, nonostanteitentatividisarkozyeiripensamenti di Hollande. Il divario di ricchezza prodotta e competitività fra i due Paesi è cresciuto,nonsoloneigiudizidelleagenziedi rating. La Francia può soltanto vantare un welfare più generalizzato, che però non fa diminuire precariato e povertà, e una fortissima crescita demografica. Il che non è di per sé indice di fiducia nel futuro, vista l aria depressa che aleggia sulle facce dei francesi. Di questo passo, le domande d attualità sono altre: quanto sia vicina l implosione della coppia franco-tedesca e se sia ancora possibile una ritrovata intesa fra Parigi e Berlino per rilanciare l Europa e salvare l euro. Di certo, non sono di aiuto le ondate di germanofobia (Le Monde diplomatique parla di«nazionalismo capitalistico»), l euroscetticismo populista che serpeggia in entrambi i Paesi, le teorie sull uscita o il ridisegno dall euro supportate anche da economisti e accademici. La debolezza francese non serve a Berlino, che necessita di contrappesi forti per non essere continuamente accusata di essere troppo potente o di non esserlo abbastanza per esercitare un autentica leadership. La Germania potente, ma invecchiata e in calo demografico, ha bisogno di un Europa forte per non finire ai margini della competitività internazionale. La Francia deve ritrovare una «road map» delle riforme strutturali ed economiche. La Germania deve riflettere sui limiti della propria politica, sulla presunzione del modello unico di salute finanziaria e sui disastri sociali che ha indirettamente provocato nel resto d Europa. Ma il tempo stringe. Le elezioni europee di primavera potrebbe essere una prova senza appello.

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17 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Esteri 17 SvoltaDopolaseriedigestidistensividapartedelregime Obamadàcreditoall Iran Versol incontroconrouhani Teheran: non vogliamo la guerra con nessuno DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK «Dobbiamo mostrare un eroica flessibilità in diplomazia» è la frase pronunciata dalla leadership di Teheran più attentamente studiata in questi giorni al dipartimento di Stato e al Consiglio per la Sicurezza Nazionale, l occhio internazionale della Casa Bianca, dove si stanno soppesando le mosse da mettere in campo col regime di Teheran quando, la prossima settimana, Barack Obama e il presidente Hasan Rouhani si incroceranno all Onu. Incontri ufficiali non ne sono ancora previsti, ma, mentre fino a ieri a Washington una circostanza simile era pressoché esclusa, adesso il portavoce di Obama, Jay Carney, dice che un incontro è possibile, se Rouhani dimostra di essere serio nelle sue intenzioni di dialogo. Sarebbe un evento storico, visto che di incontri ufficiali Usa-Iran ad alto livello non ce ne sono stati da quando gli Ayatollah sono al potere. Rouhani manda in continuazione segnali di apertura e non fa mistero di voler usare l assemblea dell Onu per spezzare l isolamento nel quale l Iran si è confinato da anni, sfidando la comunità internazionale col suo programma nu- Aperture Il nucleare Il presidente iraniano Rouhani ha dato segnali di apertura a cominciare dallo scambio epistolare con Obama. Rouhani hadettoche l Iran non mira alle armi nucleari e la Guida Suprema Khamenei lo ha autorizzato a riaprire i negoziati ATeheran Il presidente iraniano Hassan Rouhani intervistato a Teheran dalla giornalista Ann Curry della tv americana «Nbc»(Reuters) Zarif,sidirebbecheaTeheransièdavveroapertaunastagionenuova:gliauguriagliebreiperle loro festività religiose, la promessa che Teheran non militarizzerà mai il suo nucleare civile, segnali di una presa di distanze dal siriano Assad che rimane un alleato ma del quale si depreca l uso di armi chimiche, assicurazione che il regime iraniano non intende mettere in discussione l Olocausto. E poi, due giorni fa, la liberazione di alcuni attivisti che erano stati imprigionati per reati politici e ieri addirittura la notizia che il presidente Rouhani sarà accompagnato alle Nazioni Unite dall unico parlamentare ebreo eletto nel parlamento iraniano. Per qualche ora ci si era perfino illusi che il regime degli ayatollah avessedecisoditogliereilucchettiaisitidifacebooketwitter,mapoisiècapitocheunamomentanea apertura era dipesa solo da un guasto tecnico. Consapevoli che in passato chi aveva tentato aperture a Teheran non aveva l appoggio delle autorità religiose, alla Casa Bianca cercano ora di capire se Rouhani sia davvero in una situazione diversa rispetto ai suoi predecessori. E la frase di Ali Khamenei, pronunciata davanti a un assemblea di «pasdaran», sembra andare in questa direzione. Il neopresidente di certo accredita questa lettura affermando, anche nell intervista concessa alla rete televisiva Usa Nbc di avere un mandato pieno a trattare. La sua settimana a New York promette di essere molto spettacolare: a parte il discorso all Onu e i contatti diplomaticiepolitici tracuiquelloconilpresidente francese François Hollande, Rouhani avrà incontri pubblici e concederà diverse interviste agiornalietvusa.ilsuoministrodegliesteriè già a New York per organizzare questa«offensiva della simpatia». Quanto a Obama, non fa mistero anche nell intervista concessa ieri a Telemundo della sua volontà di verificare se, con Rouhani è possibile aprire quel confronto che Ahmadinejad rifiutò con disprezzo: «Può aprirsi uno spazio per la diplomazia, ma Teheran deve dimostrare coi fatti che rinuncia a militarizzare i suoi programmi nucleari». Massimo Gaggi Intenzioni Il portavoce della Casa Bianca: il presidente Usa potrebbe vedere il leader iraniano. Il francese Hollande ha accettato di incontrarlo cleare. Gli Usa diffidano, temono che Teheran metta in campo vaghe promesse all unico fine di allentare l embargo internazionale che opprime la sua economia. Ma Obama ha percepito che conrouhanialpostodiahmadinejadilclimaa Teheranècambiatoedèdispostoacorrerequalche rischio per verificare se stavolta si può apriredavverounspazioperladiplomazianelmuro contro muro tra Washington e il regime sciita. I tentativi falliti del passato giustificano lo scetticismo che viene soprattutto dalla destra Usa, con la«national Review» che avverte il presidente:«attento, stai candendo un altra volta in una trappola: se allenti la morsa ne approfitteranno e non ti concederanno nulla». Per questo, al di là delle sorprendenti aperture a raffica di Rouhani, alla Casa Bianca si cerca di capire se a Teheran si sta muovendo davvero qualcosa in profondità. Certo a seguire le mosse quotidiane (molte lanciate addirittura via Twitter) del presidente e del suo ministro degli Esteri, Mohammad Javed di ROBERTO TOTTOLI Altri segnali Il governo ha fatto gli auguri di Nuovo Anno ebraico via Twitter,ei ministri sono attivi sui social network(banditi dal 2009). Sono stati riaperti la casa del Cinema, il sindacato del settore, e il quotidiano riformista Neshat. Rilasciati 12 prigionieri politici tra cui l avvocato Nasrin Sotoudeh(foto) La«democrazia» di Khamenei Con le timide ma significative aperture del Presidente Rouhani e l ombra della Guida suprema Ali Khamenei, l Iran mette alla prova la sua capacità di controllare dissensi interni e infrangere l isolamento internazionale. L uscita di Ahmadinejad prelude forse a una nuova stagione, meno urlata e di contrapposizione, anche se per alcuni si tratterebbe solo di cambiamenti di facciata, resi evidenti dalla «democrazia islamica» iraniana che circoscrive alquanto il potere degli organi eletti. Poche espressioni come «democrazia islamica» sono state citate, utilizzate, discusse e criticate nei Paesi musulmani e in Occidente. Con forti contrapposizioni tra chi vi legge un binomio possibile e chi invece dei concetti contrastanti. Dalla Rivoluzione islamica del 1979 in Iran vige un ordinamento con istituzioni democraticamente elette: un presidente e un parlamento, tra l altro con presenza femminile. Ma nell ordinamento sciita dell Iran, pensato e definito dal fondatore Khomeini, parlamento e presidente non sono i vertici dello stato. Ogni atto parlamentare deve essere vagliato dal consiglio dei Guardiani, che fa riferimento alla Guida suprema, oggi Ali Khamenei, che ha l ultima parola su tutto. L autorità ultima spetta perciò a colui che conosce meglio di ogni altro ayatollah o mullah la tradizione, scelto esclusivamente per le sue conoscenze religiose. E raccoglie in sé la leadership dell Iran e degli sciiti iraniani. Qui come altrove il concetto di democrazia islamica si regge su un equilibrio precario e paradossale: combinare suffragio universale e credenziali religiose, con le inevitabili divergenze su dove vada posto questo limite. Ed è in Iran che questo equilibrio appare da sempre precario, stretto tra grandi partecipazioni popolari e speranze frustrate, tra presidenti della Repubblica di personalità diverse e Guide Supreme attente e consapevoli del loro ruolo. La partita tra Khamenei e Rouhani è in fondo appena iniziata. Fervido sostenitore di Ahmadinejad, e ricambiato, Khamenei non ha mancato di appoggiare strette autoritarie e di contenere tentativi di liberalizzazione, ricevendone in cambio legittimazione e appoggio. Rouhani non ha mai nascosto la sua vicinanza a Khamenei, benché la sua fama di moderato riemerga nei suoi primi atti. Potrebbe essere un equilibrio destinato a cadere o solo un gioco delle parti.

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19 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Esteri 19 Intervista Il capo di Stato maggiore della Difesa illustra le sfide militari del futuro e delinea i contorni della sua«spending review» BinelliMantelli:«Ilmondononaspetta CiservonoleForzeArmated Europa» «Acquistiamo gli F35 e utilizziamo le caserme per farci scuole e ospedali» ROMA C è un corridoio illuminato, in via XX Settembre, non un passaggio segreto o una grotta di spiriti, che collega direttamente Palazzo Caprara con Palazzo Baracchini. Il capo di Stato maggiore della Difesa, l ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, 62 anni, di Breno (Brescia), già comandante di cacciamine e incrociatori (come il mitico «Garibaldi»), lo percorre, partendo da Palazzo Caprara, almeno due volte al giorno così raccontano i suoi più stretti collaboratori per passare dall altra parte. Alla fine del corridoio c è la porta del ministro della Difesa, Mario Comando Luigi Binelli Mantelli, 62 anni, capo di Stato maggiore della Difesa. A destra, militari italianiinafghanistan Mauro. Contatti intensi, tra i due, negli ultimi tempi, considerando l escalation in Siria e la fine ingloriosa delle primavere arabe, in Libia come in Egitto. L ammiraglio Binelli Mantelli è preoccupato: «Dobbiamo assolutamente cogliere l occasione del prossimo Consiglio europeo di dicembre 2013 per la sicurezza e la difesa. L ultima volta si riunì cinque anni fa e in cinque anni il mondo è totalmente cambiato, il mondo non ci aspetta, non aspetta l Europa, la situazione geostrategica è in costante evoluzione e per fronteggiarla servirebbe un unica direzione politica, un unico meccanismo decisionale. Solo così gli Stati Uniti d Europa, le Forze Armate d Europa, acquisirebbero una reale consistenza operativa, un effettiva disponibilità di asset comuni, una complementarità di funzioni...». Per farsi capire, l ammiraglio fa degli esempi: se la Spagna dispone di droni, gli inglesi d intelligence, l Italia e la Francia delle uniche due portaerei continentali (la «Cavour» e la «De Gaulle»), però manca tra tutti il gioco di squadra e regna invece una sostanziale diversità di vedute, ecco che l arma della deterrenza europea si rivelerà spuntata. «Perciò confido molto aggiunge Binelli Mantelli anche nel secondo semestre europeo del 2014 a guida italiana. Quella sarà un altra occasione per tentare di affermare il principio». Nel frattempo, però, come un buon padre di famiglia, il capo di Stato maggiore della Il dibattito Dopoguerra Il progetto di una difesa comune europea risale ai primi anni Cinquanta Il ruolo della Germania Unodeipuntipiù delicati da esaminare nell Europa del Dopoguerra fu subito la necessaria partecipazione dell esercito tedesco Il piano francese Il premier francese René Pleven presentò un progetto di collaborazione militare, sostenuto dall Italia di Alcide De Gasperi: il piano elaborava la proposta di Jean Monnet per un esercito europeo formato da 6 divisioni, sotto comando Nato e gestito da un ministro della Difesa europeo. Ilpianofumolto discusso ma non venne realizzato. Ancora oggi ladifesacomuneètema di dibattito in Europa Difesa è chiamato, a causa della crisi, a rivedere le spese in casa propria: entro il 2024 il personale delle Forze armate dovrà ridursi da 190 a 150 mila unità. Mentre le risorse così risparmiate dovranno essere destinate soprattutto per rinnovare gli armamenti e mantenerci così al livello degli Alleati: 256 aerei se ne andranno in pensione e così 46 navi su 60 (le vecchie fregate anni 80 hanno già preso la strada del Perù). «Ci sono state tante polemiche sull acquisto degli aerei F35 riflette l ammiraglio. Ma è sbagliato fare demagogia. Io vedo ancora volare gli Spitfire e pure gli Harrier hanno ormai un quarto di secolo. I mezzi cioè invecchiano, si deteriorano e dunque diventano anche assai pericolosi per la sicurezza dei nostri soldati. Mi spiego? Spendere per la Difesa non vuol dire sprecare risorse, ma investire: pensate ai nostri Lince in Afghanistan. Quello è «made in Italy» che ci viene invidiato (e richiesto) da tutto il mondo. I Lince hanno salvato molte vite umane: non è stato forse un buon investimento? Allora dico: piuttosto che rinunciare a un F35, preferirei che le tante caserme dismesse (e i porti, gli aeroporti, ndr) che presto torneranno al Demanio, venissero riutilizzate per farci scuole, ospedali, nuove carceri, centri per rifugiati. Mi è piaciuto l appello di papa Francesco a ospitare i poveri nei conventi. Anche le nostre vecchie caserme, volendo, lo dico agli enti locali, saranno a completa disposizione». I militari italiani all estero sono circa 5.600, impegnati in 23 Paesi e 33 missioni, che il governo ora si appresta a rifinanziare. Alla fine del 2014 terminerà quella Isaf in Afghanistan che dura da 10 anni ed è costata la vita a 53 nostri soldati. Un prezzo terribile da sopportare. «Due giorni fa conclude amaro Binelli Mantelli ho incontrato il presidente e il ministro della Difesa della Somalia. Mi hanno detto che finalmente anche nel loro Paese esiste una prospettiva di stabilità, di governabilità. E la stabilità, in Somalia come in Afghanistan, in Libia come in Kosovo, si basa sulla sicurezza. Senza stabilità non c è sviluppo, senza sicurezza non c è futuro. Camillo Benso Conte di Cavour mandò 18 mila uomini a combattere in Crimea. Un sacrificio di vite altissimo. Ma anche quello fu un investimento. Perché, poi, Cavour poté sedersi al tavolo con le Grandi potenze. E ottenne, alla fine, l Unità d Italia». Fabrizio Caccia

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23 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre # Cronache La ricostruzione La corsa Silvia Gobbato martedì scorso va a fare jogging con un collega all ippovia, lungo il fiume Comór. L amico la distanzia di 400 metri e l attende all incrocio dove lei non arriverà mai L aggressione Nicola Garbino, 36 anni, vaga nel parco in attesa di mettere a segno il suo piano: rapire qualcuno e poi chiederne il riscatto. Si imbatte in Silvia e l aggredisce: lei tenta di difendersi, lui perde il controllo e l accoltella L occultamento Garbino trascina il cadavere per 7-8 metri, ai margini dello sterrato, in un campo circondato da alberi. Un passante riferisce all amico di aver notato un cellulare a terra accanto a macchie di sangue ILLUSTRAZIONI DI FRANCO PORTINARI Udine È un disoccupato iscritto fuori corso all università. Nascondeva un coltello insanguinato L assassino di Silvia confessa «Volevo rapirla per soldi» Fermato un uomo: non la conoscevo, avevo problemi economici DAL NOSTRO INVIATO UDINE Ha scelto lei perché era sola, correva piano e, soprattutto, aveva un cellulare. È toccato a Silvia ma poteva toccare a chiunque. La cosa più importante era che la vittima avesse con sé un telefonino perché questo prevedeva il suo folle piano: sequestrare una donna, legarla a un albero e chiedere il riscatto. Usando, appunto, il suo cellulare. Nicola Garbino, trentaseienne udinese di Zugliano ancora iscritto alla facoltà ingegneria, senza lavoro, l aveva pensata così. L hanno fermato ieri i carabinieri di Udine mentre si aggirava con fare sospetto vicino al luogo del delitto, mentre in precedenza un testimone l aveva notato vagare in bicicletta in stato confusionale fra le campagne della prima periferia di Udine. «Mi avete beccato», ha confessato subito senza troppi giri di parole. È dunque lui l assassino di Silvia Gobbato. Sua la mano che martedì scorso ha sferrato i dodici fendenti contro la praticante avvocato di San Vito al Tagliamento mentre faceva jogging sul sentiero dell ippovia di Cormór. I carabinieri guidati da Fabio Pasquariello hanno deciso di bloccarlo davanti a un centro commerciale, il Città Fiera di Martignacco, dopo che l avevano visto recuperare qualcosa in mezzo a un prato. Era in sella a una mountain bike rossa e aveva uno zainetto. Dentro, le prove schiaccianti della sua colpevolezza: il coltello a Vittima lama larga usato per uccidere e i vestiti ancora sporchi di sangue che indossava il giorno del delitto. «Sangue umano», hanno stabilito subito gli inquirenti. Si sono rincorse voci che lo davano in cura al Sert, il servizio di recupero dei tossicodipendenti, o al Centro di igiene mentale. «Si tratta di un pazzo», dicevano. Ma il suo nome non è mai figurato fra gli ospiti degli istituti di igiene mentale della provincia, né fra quelli dei tossicodipendenti. Nulla di tutto questo. E neppure risultano precedenti a suo carico. «Per La follia «È un pazzo», dicevano. Ma il suo nome non è mai figurato negli istituti di igiene mentale noi era un illustre sconosciuto», ha precisato il questore di Udine, Antonio Tozzi. No, Nicola Garbino era semplicemente un disoccupato, quasi un bamboccione. Più disadattato che gaudente. «Un tipo schivo, solitario, taciturno», dice di lui la vicina di casa. «Persona gentile, graziosa, io non credo a tutto quello che mi state dicendo», aggiunge con gli occhi lucidi un signore di questa via di Zugliano dove lui abita in una casa borghese, con papà, mamma e fratello. Davanti al pm Marco Panzeri ha confessato la sua pazzia. «Non volevo ucciderla ma lei ha reagito». Ha detto di aver fermato Silvia minacciandola con la lama. Poi la colluttazione, l accoltellamento e la fuga. Avrebbe vagato a piedi per ore nei campi, poi avrebbe ripreso la macchina e sarebbe tornato a casa, non prima di sbarazzarsi dell arma del delitto e dei vestiti insanguinati. Ha raccontato i suoi problemi che pensava di risolvere così, con un sequestro lampo un po sgangherato. Cercava una scorciatoia per evadere da una vita agra, costellata di fallimenti ma non di crimini. «Che fosse un perfetto sconosciuto è però la cosa che più preoccupa ha aggiunto Tozzi. Devo dire che oggi Udine è uscita da un incubo ed è tornata serena». Sul sentiero del delitto ieri c era anche monsignor Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine. Ha voluto benedire la zona «per ridare un segno di speranza da un luogo che è stato dissacrato». Si è poi stretto in un abbraccio ai familiari di Silvia. Non una parola, solo un lungo silenzio. Andrea Pasqualetto L amico Il collega avvocato che faceva jogging con lei: «Non dovevo correre avanti, il senso di colpa mi tormenterà» Il dolore Dopo il fermo dell assassino di Silvia: «Finalmente posso vivere il mio dolore senza pensare ad altro» Il padre Aveva detto: «Il suo modo di non far trapelare emozioni può indurre in errore chi lo ascolta e farlo giudicare sospetto» RIPRODUZIONE RISERVATA Giorgio, sospettato per un giorno: «Ho sbagliato» DAL NOSTRO INVIATO UDINE Quando l ha saputo è scoppiato a piangere. Chiaro: ha vissuto tre giorni da mostro e la notizia che l assassino aveva un nome e quel nome non era il suo ha liberato una parte delle crescenti angosce che lo hanno torturato dal giorno del delitto. Giorgio Ortis ha detto «finalmente posso vivere il mio dolore senza pensare ad altro». Naturalmente il suo dolore è lei, Silvia Gobbato, l amica del cuore, la collega di studio con la quale stava facendo progetti di lavoro e di vita. «Ora so cos è successo... Devo anche pensare a convivere con questo senso di colpa gigantesco. Se quel giorno non l avessi lasciata correre da sola, Silvia sarebbe ancora viva. È una cosa che mi tormenterà per il resto della vita». Silvia Gobbato, 28 anni, in un immagine tratta dal suo profilo Facebook: è stata accoltellata martedì scorso a Udine, mentre faceva jogging al parco. Per l omicidio ieri è stato fermato Nicola Garbino, 36 anni Sono queste le parole che ha voluto consegnare a Rosi Toffano, l avvocato da lui nominato per difendersi dall accusa più infamante: omicidio volontario. «Atto dovuto», aveva precisato prudentemente il procuratore di Udine, Antonio Biancardi. Ma la macchina mediatica si era ormai messa in moto e Giorgio era l unico indagato e quindi già un po carnefice. Fidanzato, avvocato, assassino. Un nuovo mostro. «Io capisco gli inquirenti che lo stanno indagando, perché questi accertamenti vanno fatti per forza soprattutto su chi è stato l ultima persona a vedere Silvia diceva suo padre Gianni, pure lui avvocato, quando il mistero era ancora fitto. Giorgio si è messo a disposizione per qualsiasi chiarimento. Noi stiamo vivendo questo doppio dramma: quello della cara, carissima Silvia che è stata uccisa e in questo modo terribile; e quello di Giorgio che deve spiegare e giustificarsi sapendo che comunque i riflettori sono tutti puntati su di lui. Ma non vorrei sovraespormi in queste dichiarazioni perché il vero dramma è quello di Silvia e della sua famiglia. Bisogna rispettare quel dolore prima di ogni altra cosa». Un esempio di equilibrio. Interrogato per ore, Giorgio era tornato sul luogo del delitto per ricostruire i dettagli della maledetta corsa fra i campi di grano del Cormór, in quel percorso alle porte di Udine frequentato da ciclisti e podisti. «L avevo lasciata indietro perché andavo più veloce...». Ma mentre lo diceva, davanti a sé aveva gli occhi di chi non può credergli fino in fondo. «Il suo modo di rispondere, di non far trapelare troppo le emozioni, può indurre in errore chi lo ascolta ed essere giudicato sospetto aggiungeva il padre. Ma io vi assicuro che lui dentro sta morendo, è come me». Ad aggravare la sua posizione c era poi il fatto che quando ha visto il corpo martoriato e seminascosto di Silvia, ha preferito non intervenire, non toccarla. Possibile? Vedi la tua ragazza esanime e non fai nulla? Ebbene, non aveva mosso un dito perché era rimasto scioccato. Non riusciva nemmeno a comporre il numero per dare l allarme al padre, tanto da dare il suo cellulare a chi aveva vicino. «Non ce la faceva, tremava», ha poi detto quest ultimo. «Ma capisco anche chi deve fare l inquirente e vede un comportamento del genere, apparentemente freddo e distaccato e dunque poco rassicurante». Ha cercato di capire tutti, l avvocato Ortis, e ora che ha capito chi ha massacrato Silvia, ha scelto il silenzio. A.P. RIPRODUZIONE RISERVATA I precedenti Germania Mimmo ucciso perché reagì a uno sputo Il 28 maggio scorso un uomo che ancora oggi non ha un nome uccide Domenico Lorusso, ingegnere informatico di 31 anni, in un giardinetto che costeggia il fiume Isar, a Monaco di Baviera. Nessun movente, nessuna conoscenza diretta, niente. Solo la sua presenza al momento sbagliato nel posto sbagliato Domenico, per tutti Mimmo, stava tornando a casa in bicicletta con Gilda, la sua fidanzata. Quel tizio è sbucato dal buio e ha sputato addosso a lei. Mimmo ha chiesto spiegazioni. È morto accoltellato Badia al Pino Gabriele Sandri morto sull auto fra gli amici È l 11 novembre del La morte aspetta Gabriele Sandri, 26 anni, su una Megane Scenic nell'autogrill di Badia al Pino, lungo l'autostrada A1 in direzione Firenze. Il ragazzo è seduto sui sedili posteriori di quell auto in mezzo a due amici. È al sicuro, non ci sono motivi per temere nulla. Ma sullo sfondo c è un accenno di rissa fra un gruppo di tifosi laziali come Gabriele e un altro di ragazzi Juventini. La Polizia stradale interviene, un agente spara e centra Gabriele anche se il colpo parte da grande distanza Roma Uno sparo e Marta Russo cadde per terra Il 9 maggio del 1997 Marta Russo, studentessa di giurisprudenza all'università La Sapienza di Roma, stava camminando accanto a un amica in un vialetto della Città universitaria. Anche lei si è trovata nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Aveva 22 anni, l ha uccisa un colpo di pistola esploso dalla finestra al secondo piano dell Istituto di Filosofia del diritto. A sparare furono due assistenti universitari, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Testimoni spiegarono che i due erano alla ricerca del «delitto perfetto»

24 24 Venerdì 20 Settembre 2013 Corriere della Sera

25 Corriere della Sera Venerdì 20 Settembre 2013 Rimini Romena, 33 anni, era dipendente di una piccola pensione. Sentiti la titolare e il figlio La donna con il coltello nel cuore Cameriera trovata morta: era il suo ultimo giorno di lavoro Cronache 25 DAL NOSTRO INVIATO Il giallo La moto Si cercano tracce sulla moto La titolare L ultima ad aver visto Flo RIVABELLA (Rimini) La vita e gli affetti di «Flo», romena di 33 anni dalla treccia nera e l aspetto gradevole, sono ancora lì, nella hall della pensioncina guardata a vista dagli agenti della mobile e passata al setaccio dagli uomini della scientifica. Una valigia e tanti pacchetti pieni di regali: dolci, magliette colorate e confezioni di pasta italiana per il figlio adolescente che la aspettava in Romania, l unico rimasto dopo la morte del fratello dodicenne, annegato l anno scorso in un affluente del Danubio. Doveva essere una giornata speciale, ieri, per «Flo», Florentina Ciobanu, cameriera alla pensione «Scilla», lungomare di Rivabella (frazione di Rimini): una palazzina bianca dall aspetto un po trascurato, ma che comunque anche quest estate, per il secondo anno consecutivo, le aveva dato lavoro, oltre che vitto e alloggio. Finita la stagione, vuote ormai le spiagge, la donna aveva in tasca il biglietto della corriera per la Romania, partenza fissata nel pomeriggio. E invece qualcuno ha fermato «Flo» e i suoi sogni per sempre. L hanno trovata in cucina, stesa per terra e con un coltello piantato nel petto. Un colpo terribile, sferrato dall alto verso il basso, che le ha sfondato il cuore, uccidendola sul colpo. Una storiaccia tutta da decifrare. «Si lavora a tutto campo, per ora non ci sono fermati o indagati» afferma il capo della mobile, Nicola Vitale. Le ipotesi variano dal delitto passionale, alla rapina degenerata. Ma per il momento le indagini sono circoscritte all ambiente della pensione «Scilla». Titolari sono una madre e il figlio: Ida Polichetti, 62 anni, e Marco, 39. Entrambi sono stati sentiti per Su «Oggi» Amanda: «Non torno, mi hanno rubato 4 anni» Il delitto I due titolari e la ragazza uccisa hanno dormito nella pensione (foto Bove) tutta la giornata dagli inquirenti, guidati dal sostituto procuratore Daniele Ercolani, come persone informate dei fatti. È attorno ai loro racconti che si snoda l inchiesta e, a quanto si capisce, i lati «Dal 30 settembre seguirò il processo da casa. Non sarò in aula perché già mi hanno rubato quattro anni di vita». Amanda Knox ha deciso di restare a Seattle e non parteciperà al nuovo processo d Appello ordinato dalla Cassazione dopo l assoluzione nel processo per l omicidio di Meredith Kercher. La ragazza lo ha rivelato, in un intervista esclusiva, al settimanale Oggi già in edicola. oscuri sono più di uno. Il delitto è avvenuto tra le 11 e mezzogiorno. I due titolari e la cameriera hanno trascorso la notte nella pensione. Verso le 5.30 Marco è andato in una vicina frazione ad aprire un bar di sua proprietà. Quindi, stando alla sua versione, avrebbe fatto alcune commissioni, tra le quali ritirare i biglietti da viaggio di «Flo», per poi portarli all albergo e ritornare quindi al bar. Su di lui convergono le attenzioni degli inquirenti, che gli hanno messo sotto sequestro lo scooter con il quale si è spostato di prima mattina e l auto della socia con la quale è poi tornato alla pensione. La madre invece è stata vista verso le 9 stendere il bucato assieme alla cameriera romena. Poi, a quanto racconta la titolare, verso le ha tirato fuori l auto dal garage. «Sono entrata nella hall e ho chiamato "Flo" che era al piano superiore. Ho aspettato quasi venti minuti, poi sono salita, l ho trovata a terra sanguinante e ho avvertito il 118». Prima dei soccorsi, la donna ha telefonato al figlio («Vieni, vieni, è successa una cosa terribile»). Una ricostruzione che non sembra convincere del tutto gli investigatori. Non si esclude anche l ipotesi di una terza persona, qualcuno che si è intrufolato nella pensione per uccidere la donna. Anche se la tempistica del delitto e la presenza della titolare rendono questo scenario abbastanza improbabile. Francesco Alberti RIPRODUZIONE RISERVATA Gli arresti e la linea dei pm LA LINEA DURA VERSO GLI ANARCHICI «TERRORISMO» LE FIAMME AL BANCOMAT di GIOVANNI BIANCONI ROMA Anche un organizzazione «priva di centro decisionale, caotica e nello stesso tempo orizzontale, dove nessun gruppo imponga la propria autorevolezza», può diventare una «associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico», sulla scia delle bande armate degli anni Settanta. E poco importa che sia «informale», fatta di «mille singoli o gruppi che non si conoscono tra loro». Basta l adesione a un progetto collettivo, e la decisione di attuarlo attraverso azioni sia pure simboliche. Lo dicono gli stessi militanti, nelle loro rivendicazioni: «Il percorso informale internazionale trova forza nell azione diretta, nel sentirsi vicini ogni momento agli altri in lotta, anche mentre si compie un azione di sabotaggio o di distruzione... Con le nostre armi a disposizione, incendiarie o esplosive, attaccheremo tutto il sistema di potere, centralizzato e non, da ogni lato dove più nuoce senza ripensamenti». Con questa premessa, l incendio di un bancomat o una tanica di benzina lasciata davanti a un portone possono diventare un «attentato con finalità terroristiche o di eversione». Accusa pesante, che contempla pesanti condanne, piovuta su due giovani della provincia di Roma di 29 e 26 anni, arrestati ieri su ordine di un giudice che li considera due soldati della Fai/Fri, la Federazione anarchica informale/fronte rivoluzionario internazionale; una sigla a disposizione di chiunque aderisca al progetto, con la quale ad esempio è stato firmato dal «Nucleo Olga» di Genova, il 7 maggio 2012, il ferimento del dirigente dell Ansaldo Roberto Adinolfi. Per i magistrati i due ragazzi ammanettati ieri, incensurati e impiegati in lavori saltuari, sono autori, con altri complici non tutti individuati, di una dozzina tra attentati, furti, incendi e danneggiamenti realizzati in ossequio al programma anarchico di attacco al sistema istituzionale. A loro carico i carabinieri della Sezione anticrimine del Ros di Roma hanno raccolto elementi che vanno dalla presenza delle macchine sui luoghi delle azioni alle impronte digitali e genetiche trovate su alcuni reperti. Nella ricostruzione dell accusa, la dozzina di micro-attentati avvenuti tra il novembre 2010 e il dicembre 2012 sono inseriti nella campagna lanciata a livello internazionale dalla Fai/Fri, ripresa dai due anarchici dei Castelli romani con scritte sui muri, esposizione di striscioni, sfondamenti di vetrine, danneggiamento alle pompe di benzina, lancio di bottiglie molotov. Come sarebbe accaduto il 22 dicembre 2011, quando due attentati incendiari colpirono, a Frascati, le sedi della Deutsche Bank e della Banca popolare di Sondrio. L attacco fu rivendicato da un volantino firmato «Fai-Individualità sovversive anticivilizzazione», nel quale si dichiarava «solidarietà e supporto ai prigionieri», nonché alle «Cellule e individualità informali in tutto il mondo». Secondo gli investigatori del Ros era una «risposta di adesione» ai pacchi-bomba inviati pochi giorni prima in vari Paesi europei dalla «Cellula Guarda il video con una chiamata gratuita al I filmati Anarchici in azione in una banca, nelle immagini diffuse dai Ros Free Eat e Billy», dal nome di due anarchici detenuti in Indonesia. Sostiene il giudice che proprio la richiesta e l adesione alla solidarietà internazionale rappresenta «la reale minaccia di nuove azioni nei confronti di obiettivi individuati o da individuare», tra cui gli attentati addebitati ai due giovani dei Castelli. Che peraltro, nei loro incontri e dialoghi osservati nei pedinamenti e ascoltati dalle microspie dei carabinieri, si muovevano con «modalità perfettamente aderenti a quanto previsto dal documento d area Ad ognuno il suo modi per sabotare questo mondo», adottando precauzioni e tecniche per evitare di essere seguiti e intercettati. Senza riuscirci, evidentemente, visto che le cimici del Ros hanno captato frasi come: «Qualsiasi cosa ti succede (...) mi chiudo in un silenzio che mi possono anche spaccare la faccia tutto il giorno (...) non parlo neanche sotto tortura, neanche coi macchinari medievali cioè io mi aspetto l arresto tanto (...) mi chiudo in un silenzio tombale». Oppure: «Comunque già da prima abbiamo dato l esempio», riferendosi, ritengono gli inquirenti, agli attentati compiuti e ad altri che stavano progettando. E ancora, in una fase di tentati reclutamenti: «I miei marcano male... marcano proprio da centro sociale», facendo risaltare accusano gli investigatori «una mentalità che trascendeva quello che ci si poteva aspettare da un militante che aderiva solamente alle normali dinamiche antagoniste e anarchiche, però di "piazza"». RIPRODUZIONE RISERVATA

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