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1 SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA E INDIVIDUALE DEL PERSONALE IN ATTUAZIONE DELLE LEGGI DI RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO (L.15/2009 E D.LGS.150/2009) ADEGUATO ALLE DISPOSIZIONI INTRODOTTE DAL D.LGS N.141. (APPROVATO CON DELIBERAZIONE G.C. N. 26 DEL 30/01/2014) 1. INTRODUZIONE 1.1. Quadro normativo La legge-delega 4 marzo 2009 n. 15 ed il decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150, di seguito Decreto, introducono, in sostituzione del vecchio concetto di produttività individuale e collettiva sopravvissuto al processo di contrattualizzazione della pubblica amministrazione, la nuova nozione di performance organizzativa ed individuale. L articolo 7 del Decreto dispone, in particolare, che le amministrazioni pubbliche valutano annualmente la performance organizzativa e individuale e che, a tal fine, le stesse adottano, con apposito provvedimento, il Sistema di misurazione e valutazione della performance, di seguito Sistema. L articolo 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, nel testo novellato dall articolo 57, comma 1, lettera b), del Decreto, collega la performance organizzativa all amministrazione nel suo complesso e alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola l amministrazione. L articolo 7, comma 2, lettera a), del Decreto, assegna la funzione di misurazione e valutazione della performance di ciascuna struttura organizzativa nel suo complesso, all Organismo indipendente di valutazione della performance (OIV) di cui all articolo 14 del Decreto stesso. A tal riguardo si precisa che, anche la CIVIT ha ribadito nella delibera n.121 del che detto organismo non è obbligatorio per gli enti locali ai sensi dell'art.14 del D.Lvo n.150/09 e che i comuni pertanto, possono nell'ambito dell'autonomia loro riconosciuta in materia, prevedere un diverso organo di valutazione che nel caso del Comune di Atessa è già individuato nel Nucleo di Valutazione nel vigente Regolamento comunale di organizzazione degli Uffici e Servizi. L articolo 8 del Decreto definisce gli ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa. L articolo 9 del Decreto, nell introdurre la performance individuale, distingue tra la valutazione dei dirigenti e la valutazione del personale con qualifica non dirigenziale, stabilendo espressamente: - al comma 1, che la misurazione e la valutazione della performance individuale dei dirigenti e del personale responsabile di una unità organizzativa in posizione di autonomia e

2 responsabilità è collegata agli indicatori di performance relativi all ambito organizzativo di diretta responsabilità; al raggiungimento di specifici obiettivi individuali; alla qualità del contributo assicurato alla performance generale della struttura ed alle competenze professionali e manageriali dimostrate; alla capacità di valutazione dei propri collaboratori dimostrata tramite una significativa differenziazione dei giudizi; - al comma 2, che la misurazione e la valutazione della performance individuale del restante personale sono effettuate dai dirigenti e che esse sono collegate al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali, nonché alla qualità del contributo assicurato alla performance dell unità organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate ed ai comportamenti professionali e organizzativi. Il presente Sistema di valutazione ha ad oggetto sia la misurazione e la valutazione della performance organizzativa, sia la misurazione e la valutazione della performance individuale, con specifico riferimento: a) ai dipendenti incaricati di posizione organizzativa (di seguito PO ); b) al rimanente personale. Il Sistema, nel rispetto di quanto previsto dall articolo 7 del Decreto, ed in base alle direttive adottate dalla CIVIT con delibera n. 89 del 24 giugno 2010, individua: le fasi, i tempi, le modalità, i soggetti e le responsabilità del processo di misurazione e valutazione della performance; le procedure di conciliazione relative all applicazione del Sistema; le modalità di raccordo e integrazione con i sistemi di controllo esistenti nell Ente; le modalità di raccordo e integrazione con i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio Ciclo della performance Gli atti della programmazione, compresi quelli relativi alla valutazione, costituiscono il ciclo della performance dell Ente. Il Bilancio, la Relazione Previsionale e Programmatica, il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) e/o il Piano Dettagliato degli Obiettivi (PDO) o altri strumenti analoghi, costituiscono il piano della performance dell Ente. Il Sistema disciplina le modalità e i tempi con cui l Ente attua il Ciclo di gestione della performance di cui all articolo 4 del Decreto, definisce gli obiettivi e gli indicatori di cui all articolo 5 del Decreto ed effettua il monitoraggio della performance di cui all articolo 6 del Decreto. A tal fine, nell ottica di assicurare la qualità, comprensibilità ed attendibilità degli strumenti di rappresentazione della performance, l Ente redige i documenti previsti dall art.10 e dall art.11 del Decreto Sistema premiale I criteri di misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale del personale dipendente troveranno applicazione a decorrere dall anno 2014 nell ambito del nuovo sistema premiale delineato dal Decreto, con riguardo ai seguenti istituti economici di natura incentivante: 1. premi legati al merito e all incremento della professionalità (art.31 comma 3); 2. progressione economica orizzontale (art.23); 3. attribuzione di incarichi e responsabilità (art.25); 4. retribuzione di risultato (art.19 comma 3); 5. accesso a percorsi di alta formazione e crescita professionale (art.26); 6. progressione di carriera (art.24); 7. bonus annuale delle eccellenze (art.21); 8. premio annuale per l innovazione (art.22); 9. premio di efficienza (art.27). Le forme incentivanti di cui ai punti saranno attivabili solo dopo l intervenuta disciplina da parte del CCNL. 2. AMBITI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA

3 2.1. Gli ambiti Ai sensi dell articolo 8 del Decreto, il sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa concerne: a) quanto agli obiettivi oggetto di misurazione e valutazione: l attuazione di piani e programmi, ovvero la misurazione dell effettivo grado di raggiungimento dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, nonché del livello previsto di assorbimento delle risorse; la modernizzazione ed il miglioramento qualitativo dell organizzazione e delle competenze professionali, nonché la capacità di attuazione di piani e programmi; l efficienza nell impiego delle risorse,con particolare riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonché all ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi; la qualità e la quantità delle prestazioni e dei servizi erogati, anche alla luce delle Linee guida per la definizione degli standard di qualità emanate dalla CIVIT con delibera n. 88 del 24 giugno 2010; il raggiungimento degli obiettivi di promozione delle pari opportunità; b) quanto alla misurazione e valutazione degli obiettivi programmati: l impatto delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività; la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi anche attraverso modalità interattive; c) quanto al coinvolgimento di soggetti esterni all Ente: lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, anche attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione Gli obiettivi La Relazione Previsionale e Programmatica rappresenta il documento di programmazione della performance strategica annuale e triennale degli obiettivi e strategie del programma di mandato dell'amministrazione. Il PEG/PDO o altro strumento analogo, rappresentano i documenti di programmazione operativa e attuativa degli indirizzi e degli obiettivi strategici. Essi sono approvati, di norma, entro 30 giorni dall approvazione del Bilancio. Il processo di individuazione degli obiettivi è definito nelle linee guida di mandato e con la Relazione Previsionale e Programmatica (che contiene altresì le direttive generali finalizzate alla redazione del PEG/PDO e del piano della performance), da predisporre di norma, entro il mese di settembre di ogni anno, con riferimento all anno successivo. Il periodo ottobre-novembre è dedicato alla messa a punto degli obiettivi da parte delle PO. Entro la fine del mese di novembre le P.O. propongono all'amministrazione gli obiettivi destinati a realizzare le priorità politiche, previa verifica delle risorse finanziarie, strumentali ed umane effettivamente disponibili, tenendo conto, per quanto attiene in particolare alle risorse finanziarie, dei dati contenuti nel progetto di bilancio annuale di previsione. La proposta di ciascuna PO deve contenere, fatta salva la verifica di cui sopra, anche degli obiettivi strategici, realizzabili nell anno di riferimento ovvero articolati su un orizzonte triennale, unitamente, in quest ultimo caso, ai correlati obiettivi operativi che individuano le fasi dell obiettivo strategico che si concludono nell anno di riferimento. Le PO procedono, in particolare: alla verifica della significatività degli obiettivi proposti; alla individuazione di eventuali obiettivi trasversali, ovvero di obiettivi che abbiano implicazioni sulle attività svolte da altri. Il mese di dicembre è dedicato alla stesura del piano esecutivo di gestione e/o piano degli obiettivi o altro strumento analogo, di cui il piano della performance viene ad essere parte integrante. Il PEG/PDO definisce, nel quadro dei principi generali di parità e di pari opportunità previsti dalla legge, le priorità politiche delineate all'inizio dell attività di programmazione traducendole, sulla base delle risorse da allocarsi nel bilancio, in obiettivi per le PO, da raggiungere attraverso piani e programmi recanti l'indicazione delle fasi di realizzazione degli obiettivi stessi, delle relative scadenze, delle strutture organizzative

4 coinvolte e di indicatori che consentano la misurazione dei risultati conseguiti con riferimento a tempi certi di realizzazione. Ogni PO, di norma entro 15 giorni dall approvazione del PEG/PDO da parte della Giunta Comunale, assegna ai dipendenti del proprio settore gli obiettivi individuali e/o di gruppo, precisando gli indicatori di valutazione degli stessi ed i pesi relativi, nonché i tempi di realizzazione La misurazione e la valutazione degli obiettivi programmati Il Nucleo di valutazione (NIV) effettua il monitoraggio dell attuazione degli obiettivi acquisendo dalle PO, di norma, con cadenza almeno semestrale, i dati necessari. Il monitoraggio rileva, nel corso dell esercizio ed alla fine dello stesso, lo stato di realizzazione degli obiettivi identificando gli eventuali scostamenti, le relative cause e gli interventi correttivi adottati, allo scopo di valutare l adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi raggiunti. Nella logica della valutazione partecipata il NIV sottopone alle PO, nel corso di appositi incontri che, di norma, avverranno nei mesi di luglio e di gennaio, gli esiti del monitoraggio sia allo scopo di approfondire le cause degli scostamenti e le modalità degli interventi correttivi adottati, sia di acquisire la documentazione a sostegno ritenuta necessaria per la conseguente relazione all amministrazione. Ciascuna PO, con la cadenza di cui sopra, effettua il monitoraggio degli obiettivi individuali o di gruppo assegnati ai dipendenti del proprio settore, acquisendo da essi i dati necessari. All esito del monitoraggio finale il NIV effettua la valutazione della performance organizzativa in forma di percentuale di raggiungimento degli obiettivi programmati Dalla misurazione e valutazione alla rendicontazione sociale La programmazione degli obiettivi, nonché la misurazione e la valutazione del loro grado di raggiungimento, vedono interessate tutte le unità organizzative, che risultano coinvolte in un processo che si alimenta di indicatori di efficienza tecnica, efficienza economica ed efficacia, ma che deve considerare anche indicatori di impatto e strumenti di valutazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi. Di qui la necessità di avviare una integrazione graduale e senza soluzione di continuità fra gli strumenti di controllo interno oggi in essere e gli strumenti della rendicontazione sociale, passando da una concezione autoreferenziale ad una concezione di apertura ai cittadini ed agli utenti che ponga in primo piano: l impatto delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettività; la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi anche attraverso modalità interattive. A tali fini sono pubblicati sul sito istituzionale dell Ente nelle apposite sezioni relative alla c.d. "Amministrazione Trasparente", secondo le modalità previste dal Programma triennale per la trasparenza e l integrità di cui all articolo 11, comma 2, del Decreto, i documenti previsti dall articolo 11, comma 8, del Decreto stesso; sono avviate le procedure tese all instaurazione di modalità consolidate di rendicontazione sociale attraverso l individuazione dei valutatori esterni, cd. stakeholder chiave (ad es. associazioni di utenti e consumatori) e, d intesa con essi, delle attività di ricaduta sociale dell Ente e dei connessi indicatori, così come, peraltro, confermato dalle Linee guida per la definizione degli standard di qualità emanate dalla CIVIT con delibera n. 88 del 24 giugno La rendicontazione sociale l Ente è impegnato ad avviare lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, anche attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione, ripensando e organizzando le proprie attività nell ottica della rendicontazione sociale, la quale è lo strumento con cui l Ente

5 relaziona sulle ricadute sociali delle attività da esso svolte alle categorie di soggetti (stakeholder) che possono influenzarle, esserne influenzate o esserne interessate. Essa si affianca agli strumenti del bilancio tradizionale (quello dei valori economici e finanziari), per rispondere alle esigenze dell Ente che, con la rendicontazione sociale, intende rendere conto dei fatti realizzati e dei valori assunti ad ispirazione della gestione, tenendo conto dell interesse degli stakeholder. L Amministrazione assume la responsabilità politica della rendicontazione sociale, mentre quella tecnica è assunta dalle P.O sotto il coordinamento del segretario dell Ente. Le attività di ricaduta sociale sono le attività dell Ente che hanno rilevanza esterna. Gli stakeholder chiave sono individuati, per ogni attività di ricaduta sociale, fra tutti gli stakeholder ritenuti più importanti, cioè con maggior influenza sull attività specifica considerata. Il dialogo ed il coinvolgimento dei diversi gruppi di stakeholder chiave sono gestiti da un apposita struttura di relazione, la quale: indice riunioni mirate, soprattutto nelle fasi di verifica ed aggiornamento delle attività di ricaduta sociale e dei connessi indicatori di performance, coinvolgendo le strutture organizzative dell Ente interessate; promuove la costituzione dell assemblea degli stakeholder e ne coordina le attività. 3. AMBITI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE 3.1. Dipendenti incaricati di posizione organizzativa Elementi oggetto di valutazione La performance della singola PO è misurata sulla base dei seguenti criteri, la cui applicazione sviluppa complessivamente un massimo di punti 200: a) conseguimento degli obiettivi stabiliti nel PEG/PDO o altro strumento analogo, ovvero la valutazione del rendimento, cui viene riservato un totale di punti 100; b) comportamenti tenuti allo scopo di ottenere i risultati prefissati, ovvero la valutazione del comportamento, cui viene riservato un totale di punti La valutazione del rendimento Con riguardo alla valutazione del rendimento, gli obiettivi devono essere: - predeterminati ed espressamente indicati negli strumenti programmatici dell'amministrazione ed in particolare nel PEG/PDO o altro analogo strumento; - coerenti con la missione istituzionale dell Ente; - specifici e misurabili in modo chiaro e concreto; - significativi e realistici; - correlati alle risorse finanziarie, strumentali ed umane assegnate alla PO; - riferibili ad un arco temporale determinato corrispondente, di norma, ad un anno; - negoziati con la PO ai fini dell oggettiva possibilità di conseguimento. - quantificabili e definiti. Gli indicatori della performance sono sottoposti a costanti attività di monitoraggio allo scopo di verficare le performance realizzate alla luce delle aspettative dell'utenza. Saranno oggetto di valutazione solo gli obiettivi che abbiano le caratteristiche previste dall art.5, comma 2, del D.Lgs. 150/2009. I restanti obiettivi assumeranno rilievo nella valutazione del comportamento Modalità di valutazione del rendimento Il punteggio complessivamente riservato alla valutazione del rendimento (punti 100), è ripartito tra i singoli obiettivi assegnati in relazione al peso ad essi preventivamente attribuito. In sede di individuazione dell obiettivo va precisato se il suo parziale conseguimento, ed in caso affermativo in quali termini percentuali, esso possa essere comunque oggetto di valutazione parzialmente positiva. In caso contrario, il parziale conseguimento

6 dell obiettivo equivarrà a mancato conseguimento e sarà quindi valutato punti 0. Il mancato conseguimento dell obiettivo, ove derivante da fatti e/o atti imprevedibili sopravvenuti non imputabili alla PO, equivarrà a conseguimento pieno dell obiettivo a condizione che la PO abbia tempestivamente rappresentato le cause ostative all' Amministrazione nel momento in cui esse si sono palesate. In tal caso l organo di governo ha facoltà di assegnare alla PO uno o più nuovi obiettivi sostitutivi realizzabili nella parte residuale dell esercizio. Nella fattispecie da ultimo considerata sarà oggetto di valutazione l obiettivo sostitutivo La valutazione del comportamento Con riguardo alla valutazione del comportamento, sono individuati i seguenti criteri: a) la direzione ed organizzazione, intese come la capacità di chiarire gli obiettivi e tradurre gli stessi in piani e programmi, coordinando ed ottimizzando le risorse disponibili, specie umane; b) l innovazione e la semplificazione, intese come la capacità di stimolare l innovazione e la semplificazione delle procedure amministrative sostenendo in modo attivo e costruttivo gli interventi a tal fine necessari a livello gestionale, organizzativo e tecnologico, favorendo l attività di formazione ed iniziativa personale dei propri collaboratori; c) l integrazione, intesa come la capacità di lavorare in gruppo e di collaborare con gli organi di governo, il segretario dell Ente, le altre PO, i dipendenti del proprio settore ed il personale di altri settori od enti, al fine della realizzazione degli obiettivi e della risoluzione dei problemi; d) l orientamento all utente, inteso come la capacità di ascoltare e mettere in atto soluzioni che, nel rispetto delle regole organizzative, non comportino un applicazione pedissequa e distorta delle norme, ovvero la c.d. burocratizzazione, al fine sia della soddisfazione dell utente interno ed esterno all Ente che del raggiungimento di alti traguardi qualitativi dei servizi erogati; e) la valutazione del personale, intesa come la capacità di valutare i propri collaboratori, dimostrata tramite una significativa differenziazione dei giudizi; f) la responsabilizzazione, intesa come la capacità di responsabilizzare i propri collaboratori attraverso l attribuzione della responsabilità di procedimenti amministrativi; g) il rispetto dei termini, inteso come la capacità di garantire la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del settore a cui la PO è preposta, nel rispetto dei termini previsti, in considerazione anche di quanto previsto dall art.2, comma 9, della legge n.241 e s.m.i Modalità di valutazione del comportamento Il punteggio complessivamente riservato alla valutazione del comportamento (punti 100), è così ripartito: a) direzione ed organizzazione = max punti (bassa): comportamento lavorativo concentrato non sulla programmazione delle attività, ma sulla risoluzione dei singoli problemi all atto della loro manifestazione e sulle urgenze; 6-15 (media): comportamento lavorativo concentrato sulla programmazione delle attività in relazione alla priorità delle problematiche; (alta): comportamento lavorativo concentrato, in base alla priorità delle problematiche, sulla programmazione delle attività e sull individuazione degli eventuali ostacoli e delle relative soluzioni al fine del raggiungimento degli obiettivi (ad es. rappresentare un punto di riferimento per la risoluzione di problemi lavorativi derivanti dall attività dei propri collaboratori e gestione di eventuali rapporti conflittuali

7 verificatisi fra i collaboratori stessi); b) innovazione e semplificazione = max punti (bassa): comportamento indifferente rispetto alle innovazioni ed ai cambiamenti intervenuti (ad es. incapacità di proporre gli interventi necessari a seguito di modifiche normative e gestionali); 6-15 (media): comportamento attuativo di interventi innovativi proposti da altri o, comunque, provenienti da input esterni; (alta): comportamento propositivo ed attuativo di interventi innovativi nell ambito del proprio settore; c) integrazione = max punti (bassa): comportamento indifferente rispetto all integrazione ed alla collaborazione; 6-10 (media): comportamento partecipativo all integrazione ed alla collaborazione richiesta da altri o, comunque, proveniente da input esterni; (alta): comportamento sollecitativo dell integrazione e della collaborazione (ad es. proposta di convocare conferenze di organizzazione per la risoluzione di problemi intersettoriali, disponibilità a modificare l organizzazione del lavoro nell interesse generale dell Ente, ecc.); d) orientamento all utente = max punti (bassa): comportamento normativo di risposta ai bisogni dell utente esterno ed interno; 6-10 (media): comportamento volto ad ascoltare e mettere in atto soluzioni che, nel rispetto delle regole organizzative, non comportino un applicazione pedissequa e distorta delle norme (c.d. burocratizzazione); (alta): comportamento interpretativo dei bisogni dell utente, interno ed esterno, al fine di una ricerca della migliore soluzione, anche mediante il coinvolgimento di altri soggetti interessati; e) capacità valutativa = punti (bassa): comportamento tendente alla valutazione uniforme dei propri collaboratori; 6-10 (media): comportamento orientato alla valutazione critica del comportamento dei propri collaboratori; (alta): comportamento propositivo degli interventi gestionali da intraprendere a seguito della valutazione dei propri collaboratori; f) responsabilizzazione = max punti (bassa): indifferenza nei confronti del processo di responsabilizzazione dei propri collaboratori e tendenza all accentramento delle competenze; 6-10 (media): processo di decentramento delle competenze solo parziale; (alta): decentramento di competenze e responsabilizzazione dei collaboratori in forma piena; g) rispetto dei termini e sensibilità alle scadenze = max punti 25 (in detrazione) Si valuta la capacità di rispettare i termini di conclusione dei procedimenti amministrativi e delle scadenze fissate dall'amministrazione, sia in condizioni di assoluta normalità sia in quelle di emergenza, garantendo la conclusione dei procedimenti, il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed il rispetto dei tempi programmati : 0 punti in casi di rispetto pieno dei termini e delle scadenze; 5 punti in meno in caso di mancato rispetto del termine previsto in misura non superiore al 5%; 10 punti in meno in caso di mancato rispetto del termine in misura non superiore al 10%; 15 punti in meno in caso di mancato rispetto del termine previsto in misura non superiore al 15%; 20 punti in meno in caso di mancato rispetto del termine previsto in misura non superiore al 20%; 25 punti in meno in caso di mancato rispetto del termine previsto in misura non superiore al 25%.

8 I punteggi riportati nella valutazione dei criteri previsti dalle lettere da a) ad f) vanno tra loro sommati, mentre il punteggio riportato nella valutazione del criterio previsto dalla lettera g) va detratto. I Responsabili di PO una volta compilate le schede dei propri dipendenti con i relativi punteggi assegnati le trasmettono tempestivamente e comunque non oltre il 10 febbraio, agli interessati ed al Nucleo di valutazione. La mancata trasmissione delle schede entro il predetto termine comporterà per il Responsabile la non attribuzione di punteggio di cui alle lettera e) Criteri per l erogazione della retribuzione di risultato La retribuzione di risultato compete solamente alle P.O. che abbiano conseguito complessivamente almeno 140 punti, a condizione che abbiano però riportato: almeno 70 punti nella valutazione del rendimento; almeno 70 punti nella valutazione del comportamento. La proposta di valutazione delle PO è effettuata dal Nucleo di valutazione entro il mese di febbraio di ogni anno e con riguardo all attività svolta nell anno precedente, sulla base di apposita scheda tipo (All. A) da comunicare agli interessati ed al Sindaco. Al fine di garantire l'attribuzione selettiva delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance, nel rispetto del principio di necessaria differenziazione nella valutazione nonché del principio generale della riforma in base al quale una quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance deve essere attribuita al personale dipendente con la valutazione migliore, alle PO che abbiano conseguito almeno 140 punti la retribuzione di risultato è erogata nella seguente misura percentuale: - punti 140 = 60% ; - punti da 141 a 164 = 70%; - punti da 165 al 176 = 80%; - punti da 177 a 188 = 90%; - punti da 189 a 200 = 100% La valutazione comportante un punteggio complessivamente inferiore al 60% rispetto a quello massimo attribuibile costituisce insufficiente rendimento che, unitamente agli altri presupposti contemplati dall art. 55-quater, comma 2, del D.Lgs. 165/2001, comporta l apertura di un procedimento disciplinare finalizzato all eventuale applicazione della sanzione prevista dalla norma stessa, nonché giusta causa per la revoca dell incarico di posizione organizzativa. Il NIV, entro il mese di febbraio, trasmette alle P.O. ed al Sindaco le schede di valutazione con i punteggi attribuiti. Il Sindaco ha facoltà di rilevare eventuali scostamenti dalla proposta di valutazione del NIV, motivandone le ragioni. Dette schede all esito della valutazione espressa in via definitiva, unitamente alle schede di valutazione del rimanente personale, dovranno essere trasmesse, rispettivamente, a cura del NIV e di ciascuno dei Responsabili di PO, al Responsabile del Settore Risorse Umane per la predisposizione dei provvedimenti di liquidazione dei compensi spettanti nonché per la pubblicazione delle stesse sull'apposito link "Amministrazione aperta" del sito istituzionale dell'ente.

9 3.2. Dipendenti non incaricati di posizione organizzativa Elementi oggetto di valutazione La performance del singolo dipendente è misurata sulla base dei seguenti criteri, la cui applicazione sviluppa complessivamente un massimo di punti 100: livello di conseguimento degli obiettivi individuali e/o di gruppo assegnati; competenze dimostrate; comportamentiprofessionali; comportamenti organizzativi Obiettivi individuali e/o di gruppo Sono previsti punti 25. Questo criterio misura il livello di conseguimento degli obiettivi assegnati dalla PO a singoli dipendenti della propria struttura e/o anche a gruppi di essi. In coerenza con gli atti di programmazione dell Ente la PO assegna a tutti i dipendenti della propria struttura, di norma entro 15 giorni dalla data di approvazione del PEG/PDO o altro strumento analogo, gli obiettivi per l anno di riferimento. Gli obiettivi sono definiti per iscritto, previo confronto con i dipendenti interessati, ed illustrati in apposita riunione. Gli obiettivi possono essere oggetto di modifica in qualunque momento nel corso dell anno, con le stesse procedure previste per la loro definizione, ma non oltre il 30 novembre. Entro il mese di gennaio dell anno successivo rispetto a quello di riferimento la PO, sulla base degli obiettivi assegnati e dei contenuti ed indicatori degli stessi, accerta il livello di conseguimento di ogni obiettivo, individuando le cause del mancato conseguimento nei casi diversi dal conseguimento pieno. Ove l obiettivo sia stato conseguito in misura inferiore al 70% al dipendente, e/o al gruppo, è attribuito un punteggio pari a zero. In caso di conseguimento dell obiettivo in misura pari ad almeno il 70%, il punteggio è così attribuito: pari al 70% ma inferiore all 80% = punti 10 pari all 80% ma inferiore al 90% = punti 15 pari al 90% ma inferiore al 100% = punti 20 pari al 100% = punti Competenze dimostrate Sono riservati punti 30. Questo criterio misura il livello di competenze possedute e dimostrate dal dipendente in ordine all applicazione, con precisione, di norme e conoscenze tecnicospecialistiche, tenuto conto della categoria di inquadramento e delle mansioni svolte. Il punteggio è così attribuito: livello scarso = punti 0 livello sufficiente = punti 10 livello discreto = punti 15 livello buono = punti 20 livello ottimo = punti Comportamenti professionali Sono riservati punti 30. Questo criterio misura la capacità del dipendente di raggiungere gli obiettivi assegnati e di

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