Guida per l aspirante imprenditore. Questo progetto è co-finanziato dall Unione Europea con fondi FESR Programma Central Europe ( )

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1 Guida per l aspirante imprenditore Questo progetto è co-finanziato dall Unione Europea con fondi FESR Programma Central Europe ( )

2 / Guida per l aspirante imprenditore Sapere e saper fare. Il progetto Cultural Capital Counts. / Quali sono i nostri reali obiettivi? / Quali sono i nostri risultati? / Mettersi in proprio. Il progetto per l attività in proprio. 01 / Introduzione / Scrivere un business plan è fondamentale. 02 / Come prepararlo. 03 / I contenuti / Chi è la persona che si mette in proprio? 03.2 / L idea di partenza / La ricerca: saperne di più. 04 / La pianificazione / Il rapporto con il mercato / L organizzazione / La forma giuridica / Il piano economico-finanziario. 05 / Completare un progetto. 06 / Schema sintetico. 07 / Il lavoro autonomo: «Come fare per aprire la partita Iva?». 08 / Quanto costa avviare un impresa individuale? 09 / I regimi fiscali agevolati per le attività di impresa o di lavoro autonomo in forma individuale / Iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo / Nuovi contribuenti minimi. 10 / Le agevolazioni regionali a supporto degli investimenti per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese / Imprenditoria Femminile L.R. 1/ / Imprenditoria Giovanile L.R. 57/ / Il Microcredito: che cos è e a chi serve. A cura di Rita Bonucchi e del Servizio Nuova Impresa di Verona Innovazione.

3 Sapere e saper fare. Esiste un profondo legame tra il genio creativo e il saper fare che si genera dal patrimonio culturale intangibile e che caratterizza in maniera unica ed univoca l identità di un territorio e le persone che lo animano. Il sapere e saper fare sono competenza e mestieri trasmessi di generazione in generazione, costantemente ricreati e rappresentano una categoria patrimoniale irrinunciabile per la nostra economia, soprattutto l attuale. Verona e la sua provincia sono una fucina di tradizioni tipiche dei mestieri d arte, qualsiasi sia il settore merceologico e d interesse, che si sono tradotte molto spesso in attività imprenditoriali, manufatti e prodotti noti in tutto il mondo, ma non si limitano solo all artigianato tradizionale. Ci sono infatti una serie di professioni culturali parte fondamentale di quel sistema creativo e della società della conoscenza, che oggi guida le economie avanzate. In ogni materia ed in ogni prodotto si coniugano storia, territorio, abilità, ingegno e si esprimono un identità ed uno stile di vita. Non sono oggetti, sono processi culturali da valorizzare assieme all atto sociale di creazione e rielaborazione che ne permette la produzione e la pratica. Con questa pubblicazione Verona Innovazione, Azienda Speciale della Camera di Commercio, vuole riassumere i risultati del progetto Cultural Capital Counts e dare le informazioni e strumenti necessari a chi vuole realizzare la propria idea d impresa. Sarà compito dei futuri imprenditori trasformare le competenze del passato in know how e in prodotti che li distinguono nei mercati di domani. Sarà compito nostro supportarli in questa avventura. Maurizio Danese Presidente di Verona Innovazione, Azienda Speciale della Camera di Commercio

4 Il progetto Cultural Capital Counts. Culture Capital Counts (CCC) è un progetto europeo che ha l obiettivo di promuovere lo sviluppo regionale, concentrandosi sulle risorse immateriali come le tradizioni, pratiche sociali e artistiche, conoscenze e talenti. Per tre anni ( ) dieci regioni europee, inclusa la provincia di Verona (unico partner italiano assieme alla Regione Piemonte), hanno lavorato in sinergia per utilizzare il loro patrimonio culturale quale leva strategica per lo sviluppo dell economia del territorio. Il progetto fa parte del programma di cooperazione territoriale Central Europe un iniziativa dell Unione Europea per promuovere lo sviluppo economico, ambientale e sociale nell Europa Centrale. / Quali sono i nostri reali obiettivi? Focalizzarci sulla specificità e qualità della vita delle nostre regioni permetterà di comprendere perché cittadini, visitatori ed imprenditori hanno deciso di stare qui e non altrove. Comprendere è il primo passo per migliorare. Creare una strategia operativa basata sui beni culturali immateriali favorirà lo sviluppo sostenibile delle regioni per aumentarne la competitività. Condividere con le imprese del territorio le risorse culturali intangibili che da tempo traducono nei loro prodotti e l unicità che li contraddistingue nel mondo.

5 / Quali sono i nostri risultati? Dalla conoscenza delle tradizioni, della cultura e delle tipicità del territorio veronese, raccontate nella pubblicazione Verona, cultura di un territorio, all elaborazione di un progetto imprenditoriale. Verona Innovazione ha deciso di lavorare sulla valorizzazione in chiave imprenditoriale. Attraverso la realizzazione di un percorso formativo che permettesse di identificare le specificità territoriali per poi trasferirle, attraverso un approccio concreto, in una dimensione di business che consentisse al partecipante di sviluppare nuove idee e soluzioni imprenditoriali. In concreto hanno partecipato al percorso formativo 60 persone e dei 56 progetti presentati ne abbiamo selezionato 24 per supportarli ulteriormente. I nostri sei esperti si sono impegnati in undici focus group e 240 ore di consulenza one to one per dare ai partecipanti tutti gli strumenti necessari a differenziare e realizzare la propria idea. Raccogliere questi strumenti e renderli disponibili ad altri che vogliano intraprendere un percorso simile è stata un altra sfida del progetto. La web app.(link) fa raccontare ad alcuni partecipanti la propria storia e fornisce strumenti utili. Favorire la nascita e la sopravvivenza delle start-up è la missione del Servizio Nuova Impresa che quotidianamente fornisce informazione e formazione per chi vuole mettersi in proprio. Questa guida è dedicata a tutti coloro che hanno scelto di orientarsi verso il lavoro autonomo e la microimpresa e si chiedono come iniziare, alla ricerca di strumenti semplici e di immediata applicazione. / Mettersi in proprio. Mettersi in proprio è un espressione riferita a qualsiasi attività di lavoro non dipendente. Le motivazioni per mettersi in proprio sono tante, spesso legate alla mancanza di un lavoro dipendente, oppure alla realizzazione di un sogno, al desiderio di creare e di vedere crescere qualcosa in cui crediamo. Ti piacerebbe fare qualcosa di tuo, decidere ogni giorno tutto ciò che riguarda lo svolgimento delle attività, l organizzazione, la cura dei clienti e il livello qualitativo? Tutto questo è affascinante: significa avviare e organizzare un attività, cioè creare valore, con le proprie forze. Ma richiede molto impegno e molte risorse, personali, tecniche e finanziarie. Significa, prima di tutto, prendersi responsabilità. Sei tu che scegli di metterti in proprio, con quale idea, in che modo. Sei tu che risponderai delle tue decisioni, giuste o sbagliate. Sono due le figure tipiche del mettersi in proprio, l imprenditore e il lavoratore autonomo (definito nel nostro sistema come chi esercita arti o professioni, art c.c.). Per entrambe le figure è necessario uno strumento specifico per descrivere l idea imprenditoriale, i tempi e i modi dell avviamento di un attività, le decisioni principali. Di seguito trovi le indicazioni per impostare un progetto di piccola attività in proprio, cioè un business plan limitato e commisurato alle esigenze di chi si mette in proprio aprendo un attività autonoma, consulenti e prestatori di servizi, artigiani e microimprenditori: il tuo passaporto per l autonomia.

6 Il progetto per l attività in proprio. 01 / Introduzione. Il business plan è un documento scritto nel quale vengono esposte tutte le informazioni sul futuro imprenditore, valuta il progetto imprenditoriale e le caratteristiche dell ambiente in cui si intende sviluppare il progetto. I motivi per cui anche i lavoratori autonomi dovrebbero preparare scrivere un business plan sono tanti. Il più importante è l aiuto che dà nella valutazione e realizzazione del progetto, permettendo di seguire un percorso già definito, che consente di chiarirsi le idee su molti aspetti che altrimenti non sarebbero stati considerati e anticipare l analisi di problemi che si presentano dopo l avvio dell attività. Le analisi e le considerazioni effettuate sulla decisione di mettersi in proprio e sull attività da iniziare assumono una concretezza che non potrebbero avere se rimanessero espresse solo nella nostra mente. Avere un punto di riferimento scritto, inoltre, ti permette di essere sempre cosciente di quello che avevi deciso di fare e confrontare l effettiva realtà. Il progetto scritto permetterà di effettuare dei cambiamenti se le condizioni del mercato lo richiedono. Il business plan ti servirà non solo nella fase della creazione d impresa, ma anche nella gestione successiva / Scrivere un business plan è fondamentale. Al futuro lavoratore autonomo / artigiano / microimprenditore: per verificare la reale convenienza del progetto di lavoro autonomo, dal punto di vista commerciale, economico e finanziario; per evidenziare i punti di forza e di debolezza del progetto; Ai potenziali finanziatori (banche, ecc.): per decidere il finanziamento di un impresa; per l ammissione a leggi di finanziamento agevolato (proposte da Regione, Provincia o Comune). per avere una guida nella gestione successiva all apertura.

7 02 / Come prepararlo. Non è necessario attenersi a uno schema rigido, ma è meglio che un progetto segua un impostazione logica e risponda ad una serie di interrogativi. Prendi appunti sin dall inizio, meglio se sul computer, perché è molto facile fare confusione tra tanti materiali che si raccolgono. Il documento dovrà essere chiaro e completo; sarebbe opportuno inserire eventuali fotografie, documentazione o articoli di giornale che potrebbero essere utili per illustrare meglio il proprio progetto imprenditoriale a chi dovrà esaminarlo. Non spaventarti, lo sforzo che fai oggi per scrivere il business plan sarà ampiamente ripagato durante l attività d impresa. 03 / I contenuti / Chi è la persona che si mette in proprio? Anche se hai definito bene l idea, non è possibile valutarla senza collegarla alla persona che la realizzerà. Nel lavoro autonomo la persona è fondamentale, la definizione stessa contenuta nel Codice Civile specifica che la professione o l arte viene esercitata direttamente dalla persona che promuove l attività. Ma per un consulente, un artigiano o una microimpresa avviene esattamente lo stesso: il fattore umano è fondamentale e il successo dipende dalle persone. Dovrai, quindi, descrivere le tue conoscenze, competenze, attitudini, esperienze, deve essere chiaro perché sei tu la persona adatta a svolgere l attività. Chi sono? Cosa so fare? Cosa ho fatto finora? Cosa mi riesce bene? Per cosa sono portato? 03.2 / L idea di partenza. Forse ci pensi da anni, o forse ti è venuta in mente improvvisamente. È la tua idea. Una volta individuata, dovrà essere sviluppata con un certo metodo. Non basta che piaccia o sia di moda, deve essere analizzata rispetto al mercato di riferimento. È necessario acquisire tutte le informazioni possibili per capire se l idea è valida, realizzabile e adatta al territorio. È meglio studiare attentamente tutti gli aspetti che riguardano l attività che si vuole intraprendere prima dell avvio, per verificare se la nostra attività non è solo frutto della nostra voglia di metterci in proprio, ma una fonte di guadagni e di soddisfazioni personali. Dovrai definire: Qual è l idea che intendo sviluppare? Perché quest idea? Quali sono le motivazioni che mi spingono verso quella particolare idea? Quali sono gli obiettivi che vorrei raggiungere in futuro?

8 03.3 / La ricerca: saperne di più. A questo punto hai chiarito bene l idea che vuoi realizzare e la persona che la sostiene, ma non basta. Per capire se un attività può avere successo, bisogna analizzarla nell ambiente e nel contesto dove effettivamente verrà realizzata. Raccogli informazioni su concorrenti e clienti, ti serviranno anche in altre sezioni del business plan. Per compiere questa ricerca puoi farti aiutare dai servizi per la creazione d impresa, ma dovrai metterti in gioco anche personalmente. Alla fine di questo lavoro conoscerai meglio il settore nel quale stai per entrare, le caratteristiche della concorrenza, i comportamenti dei clienti. / La ricerca sulla concorrenza. Stai per entrare in un ambiente e devi conoscerlo bene. Questo significa conoscere i concorrenti e le loro caratteristiche, le normative e l evoluzione del settore. La presenza di concorrenti non deve spaventarti, è una caratteristica normale dei mercati maturi. Quali sono i concorrenti diretti? Quanti sono in totale? Dove sono localizzati? Che prezzi praticano? Che qualità offrono? Come promuovono il loro prodotto/servizio? Quali sono i loro punti di forza e i loro punti di debolezza? Esiste un associazione di categoria? Il settore di attività in cui intendo inserirmi è in fase di sviluppo? Come prevedo il futuro del mio settore di attività? Si prevedono delle normative che limiteranno la mia attività futura? Prova a identificare i concorrenti e le loro politiche, magari attraverso l acquisto dei loro prodotti e l osservazione dei loro negozi. Non dimenticare che può essere interessante osservare anche realtà fuori dalla nostra zona, perché possono mostrare innovazioni e soluzioni interessanti. Inoltre, il collega di un altra provincia non ti riterrà propriamente un concorrente e magari ti racconterà qualcosa della sua impresa. Oltre a questo, naturalmente, potrai studiare la concorrenza attraverso i materiali di comunicazione (la pubblicità, un depliant, un profilo su un social network.) e pubblicazioni specializzate. / La ricerca sui clienti. Le imprese traggono i loro profitti dalla soddisfazione di clienti e consumatori, dai loro bisogni. Ma chi sono questi clienti? Devi studiare l ambiente dove l impresa opererà, per capire: Chi e quanti sono i potenziali clienti? Che tipo di bisogni sentono? Quanto sono disposti a spendere per soddisfarli? Dove comprano? Come raccolgono informazioni e come prendono le decisioni? Ricorda che non basta avere buoni prodotti per avere successo, nel nostro mercato è necessario trovare una formula vincente tagliata su misura per i clienti. Hai provato a studiare le attività esistenti fingendoti un potenziale cliente? Controlla se esistono ricerche sui comportamenti dei clienti nel tuo settore, molte sono consultabili gratuitamente. A cosa serve: a prendere decisioni, aumentare la competitività e la rapidità di azione, diminuire i costi a medio termine (rifacimenti, sanzioni, adeguamenti). Come si fa: raccogliere le informazioni e scegliere una modalità di classificazione, dedicare ogni settimana un po di tempo alla lettura e all aggiornamento, preferire la forma digitale per le informazioni. Partecipare a conferenze e seminari, a corsi di aggiornamento e specializzazione, selezionare fonti di informazione su internet come newsletter e forum professionali, identificare una serie di soggetti detentori di informazioni e inserirli nel network. Utilizzare i servizi per il supporto alla creazione d impresa, gli sportelli informativi, le associazioni professioni e di imprenditori. Un esempio: sottoscrivere siti web e blog per seguirne gli aggiornamenti. Un consiglio: non smettere mai di cercare informazioni, non fermarsi dopo l avvio dell attività, la ricerca non finisce mai. E perché, ogni tanto, non fare ricerca anche sulla propria impresa? Controlla la visibilità e la reputazione sul web.

9 04 / La pianificazione. / A cosa serve. Ottimizzazione delle risorse, diminuzione dello stress, identificazione anticipata dei fattori critici di rischio. / Come si fa. Formalizzare un sistema di pianificazione prima dell apertura dell impresa e mantenerlo aggiornato. / Esempio. Scrivere il business plan secondo i modelli forniti dai servizi di supporto alla creazione d impresa. In alcuni casi può essere utile ampliare l orizzonte temporale della pianificazione. / Il consiglio. Anche se si parte da dimensioni ridotte, immaginare e progettare anche i passi successivi, una dimensione diversa, con più scenari / Il rapporto con il mercato. Probabilmente ti sei posto sin dall inizio alcuni interrogativi, sui prodotti o servizi da proporre, oppure sui prezzi da praticare. Ora è il momento di legare gli elementi che hai raccolto durante la ricerca con le decisioni di marketing. Si tratta di decidere cosa offri, a che prezzo, tramite quali canali e con quale comunicazione. Ricorda che i clienti non arrivano da soli e che è importante che la tua impresa abbia un avvio rapido. Descrivi i prodotti o il servizio che vuoi fornire e i prezzi a cui prevedi di vendere. Cosa chiarire? La tipologia di clientela a cui ci si rivolgerà e come si cercherà di farli diventare clienti. Qual è il servizio che offro? Quali sono le sue caratteristiche distintive? Quali bisogni soddisfa? Quali sono le differenze più importanti tra il nostro servizio e quello della concorrenza (prezzo, qualità, tecnologia, novità, ecc.)? Perché dovrebbero venire ad acquistare da me invece di andare dai concorrenti? Che cosa li attira? Dove intendo stabilire la sede della mia attività? Perché ho scelto quel particolare luogo per il mio prodotto/servizio? Quale sarà il prezzo a cui intendo vendere il mio prodotto/servizio? Il mio prezzo è coerente con la tipologia di clientela a cui mi rivolgerò? Come prevedo di distribuire il mio prodotto/servizio (con consegna a domicilio, con costi di spedizione o trasporto a mio carico, direttamente presso il cliente, ecc.)? Come penso di far conoscere il mio prodotto/servizio? Che tipo di comunicazione prevedo di utilizzare (insegna, il passaparola, cartelli, messaggio televisivo o radiofonico, ecc.)?

10 04.2 / L organizzazione. Ma chi farà tutte queste cose che stai scrivendo nel business plan? Tu, la tua famiglia, dei collaboratori? Conviene descrivere bene la divisione del lavoro tra il futuro imprenditore, gli eventuali collaboratori, gli eventuali soci. Come prevedo di strutturarmi? Penso di utilizzare del personale esterno? Con quale forma contrattuale (collaboratori coordinati continuativi, prestatori occasionali, dipendenti a tempo determinato, indeterminato, part-time, ecc.)? Quali saranno i compiti di ognuno? 04.3 / La forma giuridica. La forma giuridica determina costi e adempimenti, è quindi una decisione importante per la quale vale la pena di farsi consigliare dagli appositi servizi delle Camere di Commercio (Servizio Nuova Impresa) oppure dal proprio commercialista. Per prendere una decisione appropriata è necessario aver già chiarito, grazie alla redazione del progetto d impresa, il presunto volume d affari, i rischi, le responsabilità verso i terzi, i rapporti con eventuali colleghi e collaboratori. Le forme giuridiche del lavoro autonomo sono varie. La più diffusa è la forma individuale: un artigiano, un programmatore di software, un ristoratore o una decoratrice floreale possono esercitare la loro attività in forma individuale. Ricorda che la legge determina per quali professioni intellettuali è poi necessaria l iscrizione in appositi albi o elenchi. Alternative alla forma individuale sono l associazione professionale e la società tra professionisti. Di seguito una panoramica di sintesi delle forme giuridiche previste dal nostro ordinamento. Impresa individuale Società di persone Società di capitali Impresa individuale Impresa Familiare Società in nome collettivo Società in accomandita semplice Società a responsabilità limita SRL unipersonale Società a responsabilità semplificata Società per azioni Società in accomandita per azioni Società cooperative Atto costitutivo Apertura partita IVA Atto notarile (o scrittura privata autenticata) Atto notarile (o scrittura privata autenticata) Atto notarile (o scrittura privata autenticata) Atto notarile Atto notarile Atto notarile Atto notarile Atto notarile Atto notarile Numero soci Titolare Titolare e familiari Almeno 2 Almeno 2 di cui 1 accomandatario Almeno 2 Un solo socio Almeno 2 o unipersonale Almeno 2 Almeno 2 di cui 1 accomandatario Minimo 3 soci Capitale sociale minimo Nessun limite Nessun limite Nessun limite Nessun limite Minimo 1 euro e < Nessun limite Responsabilità dei soci Personale e Illimitata Personale e illimitata del titolare Illimitata Amministratori Non previsti Non previsti Solo soci Illimitata per i soci accomandatari Solo accomandatari Limitata alla quota apportata Limitata alla quota apportata Limitata alla quota apportata Limitata alle azioni sottoscritte Soci o Terzi Soci o Terzi Soci o Terzi Soci o Terzi Illimitata per i soci accomandatari Solo accomandatari Limitata alla quota apportata Soci o terzi Assemblea Non prevista Non prevista No organo obbligatorio ma forma di attività decisionale No organo obbligatorio ma forma di attività decisionale Obbligatoria Obbligatoria Obbligatoria Obbligatoria Obbligatoria Obbligatoria Collegio Sindacale (SPA) Organo di Controllo (SRL) Non previsto Non previsto Non previsto Non previsto Obbligatorio con capitale sociale > o se previsto da atto costitutivo o con determinate dimensioni Obbligatorio con capitale sociale > o se previsto da atto costitutivo o con determinate dimensioni Non previsto dal modello standard Obbligatorio: durata 3 anni rinnovabile Obbligatorio Obbligatorio con capitale sociale > o se previsto da atto costitutivo o con determinate dimensioni

11 / Impresa sociale. Individuata dal Dlgs 155/06, non rappresenta un soggetto giuridico a sé, ma una nuova qualificazione che può essere assunta da soggetti costituiti con qualsiasi forma giuridica, in presenza di queste condizioni: 1. Operatività nei settori considerati ad utilità sociale (art. 2 Dlgs 155/06): istruzione, educazione e formazione (anche extra-scolastica); tutela dell ambiente e dell ecosistema, valorizzazione del patrimonio culturale; trismo sociale; formazione universitaria e post-universitaria; ricerca ed erogazione di servizi culturali; servizi strumentali alle imprese sociali; assistenza sociale, sanitaria e socio-sanitaria. 2. Divieto di distribuzione degli utili ai soci, dal momento che l arricchimento che si persegue con l impresa sociale è l incremento del ben-essere delle collettività in cui si opera. / Start up innovativa. è una società di capitali di diritto italiano, costituita anche in forma cooperativa, o società europea avente sede fiscale in Italia, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente: lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. La normativa prevede poi una serie di requisiti particolari affinché una società possa qualificarsi come start-up innovativa. Verifica l elenco dei requisiti su startup.registroimprese.it / Il piano economico-finanziario. Prima o poi bisogna parlare di denaro. La descrizione degli investimenti necessari per avviare l attività, le risorse finanziarie (denaro) e le fonti di finanziamento a cui rivolgersi, i costi e i ricavi dell attività con il relativo profitto (guadagno) o perdita. Le informazioni di carattere economico-finanziarie devono essere previste per i primi tre anni di attività. Quali beni di investimento (ristrutturazione di locali, arredamento, impianti, automezzi, computer, stampante, tel./fax, insegna per i negozi, ecc.) mi servono per l attività (Piano degli investimenti)? In che tempi? Ho definito il mio capitale che prevedo di destinare alla mia attività? Ho previsto i ricavi che dovrebbero derivare dalla vendita dei miei prodotti/servizi (Conto Economico)? Ho previsto i costi necessari per avviare e gestire l attività (acquisti di merce, stipendi ai dipendenti, affitto, utenze, consulenze, pubblicità, tasse varie, ammortamento dei beni d investimento, interessi sui prestiti di denaro, spese varie, ecc.) (Conto Economico)? Ho previsto le uscite di denaro a fronte dell acquisto dei beni di investimento e dei costi (Piano finanziario)? Ho previsto le entrate di denaro date dal mio capitale e dai ricavi dell attività (Piano finanziario)? Quante altre risorse finanziarie (denaro) mi serviranno oltre al mio capitale? Quali sono le fonti di finanziamento meno costose? Dopo aver predisposto il proprio business plan, si suggerisce di valutare attentamente se le informazioni che sono state inserite sono complete, credibili e precise; essendo il progetto ancora sulla carta sarà così possibile intervenire dove si ritiene che si possa migliorarlo, per renderlo realizzabile se non vi convince, o più economicamente vantaggioso, se i risultati della gestione sembrano scarsi. 05 / Completare un progetto. Ogni progetto è una storia, questa guida vuole solo aiutare con uno schema, e può essere completato con dati e informazioni più specifiche rispetto all attività che si vuole esercitare e ai mercati che si vogliono toccare. Può essere utile aggiungere qualche nota rispetto ai fattori di rischio che contraddistinguono l attività che si è scelta oppure una collezione di immagini relativa alle realizzazioni già compiute. Per le decisioni e attività più cruciali tra quelle citate nel progetto è consigliabile approfondire descrivendo chi fa, che cosa, entro quando, con quali risorse.

12 06 / Schema sintetico. Chi sono (chi siamo) L idea di business La ricerca La ricerca Piano di marketing: la segmentazione Piano di marketing: la politica di prodotto Piano di marketing: la politica di prezzo Piano di marketing: la distribuzione Piano di marketing: la comunicazione Previsioni economico finanziarie Organizzazione Programmazione Quali competenze, realmente, mi porto dietro dal mio precedente lavoro, dalle mie esperienze di vita, dai miei hobby? Qual è il mio livello professionale? Sono preparato? Come si esprime, come si definisce l idea? Quali bisogni del mercato andiamo a soddisfare? Qual è la missione dell impresa (la sua ragione d essere)? Cosa conosco dell ambiente competitivo? Cosa so dei potenziali clienti? Chi sono i potenziali clienti e come essere classificati e descritti? Quanti prodotti terremo in assortimento? Con quale struttura dell assortimento? Quanto valgono per i clienti i nostri prodotti e servizi? Quali livelli di prezzo sono applicati dalla concorrenza? Come avviene l incontro tra domanda e offerta? C è qualcuno che mi aiuta a promuovere le vendite? Cosa faremo per far sapere non solo che esistiamo e abbiamo una certa offerta? Come si chiama l attività? Come ne diffonderemo la notorietà? Quali costi e ricavi, entrate e uscite verranno generati dall impresa? Quali investimenti sono necessari? Qual è la suddivisione delle responsabilità? Quali sono le competenze in gioco? Chi si aiuta/o affianca? Dettagliamo esattamente chi fa, cosa fa, entro quando, con quali risorse Se ho frequentato corsi di cucina e sempre cucinato per le feste di tutti gli amici mi porto dietro delle competenze per l avvio di una attività di chef a domicilio. Per una organizzatrice di matrimoni: la mia attività permette ai futuri sposi di rilassarsi e godersi una cerimonia di gusto, organizzata nei minimi particolari, con un occhio al risparmio Per un consulente web: i miei concorrenti sono gli appassionati che costruiscono siti web a tempo perso e le web agency. Nella mia zona la più conosciuta è Future Web, che produce siti e si occupa del loro posizionamento sui motori di ricerca ( ) Per una decoratrice d interni: i miei potenziali clienti sono architetti e privati. I primi ( ) - Attenzione alle conseguenze su fornitori, magazzino, produzione, investimenti, scorte... Il nostro amico ha atteso un prodotto perché si trattava di un favore, il futuro cliente non si comporterà così e ci giudicherà anche comparando il nostro assortimento con quello della concorrenza È necessario che i prodotti e servizi vengano remunerati esattamente secondo il valore che significano per i clienti Un laboratorio di pasta fresca può vendere direttamente ai clienti, magari ad alcuni ristoranti, ma anche a negozi di pasta fresca che a loro volta venderanno il prodotto ai consumatori finali Per un consulente di informatica è utile inserirsi in un social network di tipo professionale (LinkedIn) Probabilmente non ci siamo preoccupati finora dei costi, non erano significativi. Ora abbiamo bisogno di conoscerli per prendere le decisioni Non è detto che ce la facciamo da soli! Una decoratrice guadagna di più se riesce a organizzare gli incarichi in modo da risparmiare spostamenti Non sai dove recuperare guide e informazioni per redigere il tuo business plan? Esiste un luogo dove i futuri imprenditori e le start up stanno condividendo materiali, strumenti e link e quant altro può aiutarti a sviluppare la tua idea d impresa:

13 07 / Il lavoro autonomo: «Come fare per aprire la partita Iva?». Eccoti arrivato alla meta! Il tuo progetto è stato verificato e validato con la stesura del business plan, gli ingredienti della tua idea ci sono ormai tutti e la tua motivazione è ancora più forte. Manca soltanto un passo fondamentale: la nascita dell impresa. Ma da dove si parte? Tanti ti suggeriscono Devi aprire partita Iva!. Ancora oggi nel gergo abituale chiunque intenda avviare un impresa parla di apertura della partita iva. Fino a qualche anno fa l apertura, o meglio, la richiesta del numero di partita iva costituiva a tutti gli effetti il primo e principale passo di tutto l iter burocratico necessario. Attualmente costituisce uno degli adempimenti di avvio del lavoro autonomo, sicuramente importante, ma non il solo. Il numero di partita iva viene assegnato sia alle imprese che ai liberi professionisti. / Imprese. Le imprese svolgono attività di: Artigianato, Commercio, Servizi, Agricoltura, Industria. Come abbiamo visto le imprese possono costituirsi in forma individuale o in società. Parlando di microimprese interessate a valorizzare il patrimonio culturale gestite da un unica persona, la forma giuridica di riferimento è senza dubbio quella dell impresa individuale. L artigiano ne costituisce un esempio per eccellenza. In questo caso per richiedere il numero la partita iva e avviare l impresa dal 2010 si utilizza la procedura della Comunicazione Unica telematica. In un unica soluzione via web si procede: alla richiesta del numero di Partita Iva all iscrizione in Camera di Commercio: al Registro delle Imprese e nel caso di artigiani all Albo degli Artigiani all iscrizione all INPS all iscrizione all INAIL: obbligatoria per gli artigiani all invio al SUAP Sportello Unico Attività Produttive del Comune competente di eventuali comunicazioni se previste. Nel caso di società invece sarà necessario rivolgersi ad un notaio per tutti gli adempimenti. Per fare la Comunicazione Unica si segue la procedura prevista indicata su utilizzare il programma ComunicaStarweb, avere a portata di mano la propria firma digitale (contenuta nella CNS-Carta Nazionale Servizi o nella SmartCard) e posta elettronica certificata, possedere le credenziali di Telemaco con un fondo da alimentare con carta di credito o altri sistemi bancari da utilizzare per il versamento di diritti e imposte della pratica e infine sottoscrivere un contratto gratuito con la Camera di Commercio per avere l abilitazione alla trasmissione telematica. La pratica telematica Com.Unica quindi può essere fatta: da soli collegandosi al sito attraverso sportelli convenzionati; rivolgendosi al professionista di fiducia (commercialista). / Liberi professionisti. Sviluppare un attività di lavoro autonomo mirata esclusivamente a valorizzare i mestieri in forma artistica, o il capitale culturale in una modalità che non preveda l utilizzo di mezzi e di un organizzazione, significa esercitare una libera professione. I liberi professionisti svolgono un attività esclusivamente artistica o di tipo intellettuale come ad esempio un attività di consulenza. Non si iscrivono alla Camera di Commercio. Denunciano l inizio dell attività con la richiesta del numero di Partita Iva direttamente allo sportello dell Agenzia delle Entrate compilando il modello AA9/11 o inviandolo telematicamente (autonomamente registrandosi sul sito dell Agenzia delle Entrate, scaricando l apposito programma, oppure avvalendosi della consulenza di un professionista). Per quanto riguarda la gestione previdenziale, se esiste un albo professionale versano i contributi alla propria cassa professionale altrimenti se non esiste un albo versano i contributi all INPS, in quella che viene chiamata gestione separata.

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