La tutela dei minori stranieri

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1 Correlare COnsolidare Reti REgionali e Locali per un'accoglienza REsponsabile Progetto cofinanziato da Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi. La tutela dei minori stranieri Avv. Anna Brambilla - ASGI

2 Minore straniero STATUS TUTELA Richiedente asilo Accompagnato Non richiedente asilo Non accompagnato

3 Elementi fondamentali età inferiore agli anni 18 minorenne straniero richiedente asilo / non richiedente asilo accompagnato / non accompagnato non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell'u.e. manifestazione o meno della volontà di richiedere asilo con / senza genitori presenti, affidatari o tutori

4 Normativa di riferimento Superiore interesse del minore Art.28 D. Lgs. 286/98 In tutti i procedimenti amministrativi e Giurisdizionali finalizzati a dare attuazione Al diritto all unità familiare e riguardanti I minori deve essere preso in considerazione Con carattere di priorità il superiore Interesse del fanciullo art. 3 Convenzione ONU Diritti del fanciullo Assistenza e rappresentanza Tutela Art. 343 e ss. c.c. Affidamento Art. 2 e ss. L. 184/1983 Adozione Art. 6 e ss. L.184/1983

5 Art. 19, co. 1 D.Lgs. 286/98 richiedente asilo D.Lgs. 251/07 D.lgs. 25/08 Art. 29 bis D.Lgs. 286/98 famiglia Ricongiungimento e coesione familiare Artt. 29, 30 e 31 D.Lgs. 286/98 Conversione del pds al compimento della maggiore età art. 32 D. Lgs. 286/98 Minori non accompagnati art. 32 e art. 33 D. Lgs. 286/98

6 Ingresso dei minori in Italia: respingimento espulsione reato di ingresso e soggiorno irregolare

7 Minori stranieri: espulsione e respingimento Il minore straniero e inespellibile, salvo che per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato (con provvedimento adottato, su richiesta del questore, dal Tribunale per i minorenni ex art. 31 c. 4 TU 286/98), e salvo il diritto a seguire il genitore o l affidatario espulsi (TU art. 19 co.2), Il minore straniero in quanto inespellibile ha diritto ad un permesso di soggiorno art. 28 DPR 394/99 permesso di soggiorno per minore età, per motivi familiari, per integrazione sociale del minore Il respingimento o l'esecuzione dell'espulsione di persone affette da disabilità, degli anziani, dei minori, dei componenti di famiglie monoparentali con figli minori nonché dei minori, ovvero delle vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali sono effettuate con modalità compatibili con le singole situazioni personali, debitamente accertate (art. 19 c. 2 bis TU 286/98 aggiunto dal D.L. 89/2011 convertito con L. 129/2011) Non ci sono limiti normativi espressi al respingimento dei minori salvo quelli previsti anche per gli adulti: In nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione

8 Minori stranieri: il reato di ingresso e soggiorno irregolare Secondo quanto disposto dall art. 10bis D. Lgs. 286/98 Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente Testo Unico è punito con l ammenda da a euro reato di ingresso e soggiorno irregolare Sebbene non sia espressamente prevista un esclusione dei soggetti minorenni dall ambito applicativo dell art. 10 bis una lettura costituzionalmente orientata della norma deve portare a ritenere che tale fattispecie di reato non possa essere configurata con riguardo ai minori in quanto: Il minore che si trova in stato di abbandono non può essere espulso ma deve ricevere protezione in base alla legislazione italiana in materia di adozione e affidamento e ha comunque diritto ad un permesso di soggiorno È dubbia la sussistenza dell elemento psicologico del reato sia perchè il minore si affida verosimilmente a soggetti adulti per fare ingresso in Italia e comunque ha legittime aspettative di tutela sia relativamente alla consapevolezza del disvalore sociale dell atto commesso La criminalizzazione del comportamento del minore (ingresso irregolare) appare contrastante con i principi enunciati dalla Convenzione ONU sui diritti dell infanzia (diritto del minore privato del suo ambiente familiare a ricevere protezione e aiuti speciali dallo Stato in cui si trova) Cfr. Tribunale per i Minorenni di Bari decreto Tribunale dei minorenni di Bologna decreto est. Martello

9 Da una lettura congiunta e costituzionalmente orientata delle disposizioni del TU il reato non viene integrato in molti casi tra cui: 1) lo straniero che si presenta ai valichi di frontiera senza avere i requisiti per l ingresso ma è temporaneamente ammesso sul T.N. per necessità di pubblico soccorso, 2) lo straniero che è stato fatto entrare in modo incolpevole perché vittima di tratta o di favoreggiamento dell ingresso o del transito illegale compiuto da altri soggetti a fini di sfruttamento; 3) le ipotesi in cui vengano accordate misure di protezione temporanea per motivi umanitari, in conseguenza di afflusso massiccio di sfollati, 4) lo straniero che sia genitore, anche naturale, di minore italiano residente in Italia, a condizione che non sia stato privato della potestà genitoriale secondo la legge italiana; 5) lo straniero familiare di cittadino comunitario che renda disponibile passaporto e visto entro 24 ore dalla richiesta; 6) i minori stranieri; 7) lo straniero che sia in attesa della risposta alla domanda di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno; 8) lo straniero familiare di cittadino italiano, comunitario o non comunitario,che sia nelle condizioni di ottenere un permesso di soggiorno per motivi familiari, se era titolare di un permesso di soggiorno scaduto da non meno di un anno; 9) lo straniero familiare di cittadino comunitario che soggiorna per un periodonon superiore a tre mesi che accompagna o raggiunge, se è in possesso di passaporto ed è entrato con visto;) lo straniero espulso che permane in Italia per diniego del nullaosta da parte dell A.G.; 10) lo straniero vittima di violenza o grave sfruttamento per cui sia in fieri un percorso ex art. 18 T.U; 11) lo straniero che abbia ottenuto un provvedimento di sospensione dell efficacia esecutiva, in pendenza di ricorso, di un provvedimento di diniego di permesso di soggiorno o di espulsione; 19) lo straniero che abbia chiesto o ottenuto laspeciale autorizzazione dal tribunale per i minorenni ai sensi dell art. 31, co. 3, T.U.; cfr. G. SAVIO, Il reato di cui all art. 10 bis t.u. 286/98 e altre fattispecie connesse alla condizione dello straniero irregolare.

10 I minori accompagnati in Italia : ricongiungimento e coesione familiare

11 Minore accompagnato in Italia con genitori o parente affidatario Il minore è presente in Italia con almeno un genitore o cittadino straniero affidatario Se il genitore o parente affidatario è titolare di permesso di soggiorno Il minore è iscritto nel permesso di soggiorno o carta fino al compimento del 14 anno di età e segue la condizione giuridica del genitore o del cittadino straniero affidatario. Al 14 anno ha diritto ad un permesso di soggiorno per motivi familiari. - art. 31, co.1 e 2, D.Lgs.286/98 -

12 Ricongiungimento familiare Il familiare si trova nel Paese d'origine ed entra in Italia con regolare visto per ricongiungimento Viene rilasciato un pds per motivi familiari Chi può effettuare il ricongiungimento (art. 28 D. Lgs. 286/98) Il diritto a mantenere o a riacquistare l'unità familiare nei confronti dei familiari stranieri è riconosciuto, alle condizioni previste dal presente testo unico, agli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi o per motivi familiari N.B. I cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari non possono effettuare il ricongiungimento. In particolare è possibile fare richiesta di ricongiungimento familiare per i titolari di: permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo non inferiore a un anno permesso per asilo politico, permesso per protezione sussidiaria, permesso per motivi di studio, per motivi religiosi, permesso per motivi familiari, permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo permesso per attesa cittadinanza Permesso di soggiorno per ricerca scientifica (indipendentemente dalla durata del permesso) Carta blu (indipendentemente dalla durata dl permesso) NB: il possesso della ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno abilita all inoltro della domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare

13 Il ricongiungimento familiare: chi può essere ricongiunto Chi può essere beneficiario di ricongiungimento familiare (art. 29 D. Lgs 286/98): a) coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni; b) figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l'altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso (adottati, affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli) c) figli maggiorenni a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale d) genitori a carico o oltre 65 anni (solo senza altri figli nel Paese d'origine o altri figli impossibilitati al loro sostentamento) È inoltre consentito l ingresso, per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, del genitore naturale che dimostri il possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito previsti dalla procedura per il ricongiungimento. Ai fini della sussistenza di tali requisiti si tiene conto del possesso degli stessi da parte dell altro genitore. È consentito l ingresso in Italia per ricongiungimento familiare degli ascendenti diretti di primo grado di minore non accompagnato titolare dello status di rifugiato. N. B. Ai fini del ricongiungimento si considerano minori i figli di eta' inferiore a diciotto anni al momento della presentazione dell'istanza di ricongiungimento. I minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli.

14 I requisiti oggettivi per il ricongiungimento familiare Disponibilità oggettive del familiare che ricongiunge: a) alloggio conforme ai requisiti igienico sanitari, nonché idoneità abitativa; b) reddito minimo annuo; c) assicurazione sanitaria Salvo quanto previsto dall'articolo 29, lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilita': a) di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali. Nel caso di un figlio di età inferiore agli anni quattordici al seguito di uno dei genitori, è sufficiente il consenso del titolare dell alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà; b) di un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale aumentato della meta' dell'importo dell'assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere. Per il ricongiungimento di due o piu' figli di eta' inferiore agli anni quattordici ovvero. Ai fini della determinazione del reddito si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente. b-bis) di una assicurazione sanitaria o di altro titolo idoneo, a garantire la copertura di tutti i rischi nel territorio nazionale a favore dell'ascendente ultrasessantacinquenne ovvero della sua iscrizione al Servizio sanitario nazionale, previo pagamento di un contributo il cui importo e' da determinarsi con decreto del Ministro del lavoro

15 I requisiti oggettivi per il ricongiungimento familiare - Il reddito minimo annuo - Richiedente ,90 annui - 442,30 mensili 1 familiare ,85 annui - 663,45 mensili 2 familiari ,8 annuali - 884,6 mensili 3 familiari ,75 annuali ,75 mensili 4 familiari ,7 annuali ,9 mensili 2 o più minori di 14 anni ,8 annuali - 884,6 mensili 2 o più minori di 14 anni e un familiare ,75 annuali ,75 mensili Al fine di dimostrare la disponibilità del reddito si tiene conto, non solo del reddito specifico del richiedente, ma anche di quello prodotto dai familiari conviventi(opportunamente documentato). I soggetti titolari dello status di rifugiato non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito. In ogni caso, la valutazione sulle risorse economiche sufficienti non può portare ad una applicazione automatica del limite minimo stabilito in base all importo annuo dell assegno sociale ma dovrà invece tener conto della natura e solidità dei vincoli familiari, della durata dell unione matrimoniale, della durata del soggiorno nello Stato membro, dei legami familiari, culturali o sociali con il Paese d origine

16 Sentenza Corte di Giustizia Europea del 4 marzo procedimento Chakroun c. Paesi Bassi (C-578/08) la direttiva n. 2003/86 deve essere interpretata alla luce dell obiettivo di favorire la riunificazione familiare quale diritto umano fondamentale gli Stati possono indicare una certa somma come importo di riferimento, tenendo conto del salario minimo ovvero della pensione minima nazionale, ma non possono imporre un importo di reddito minimo al di sotto del quale qualsiasi ricongiungimento familiare sarebbe automaticamente respinto, a prescindere da un esame concreto della situazione di ciascun richiedente, poiché in tale situazione si verrebbe meno agli obblighi di individualizzazione dell esame delle domande di ricongiungimento previsti dall art. 17 della direttiva (necessità di tener conto della natura e solidità dei vincoli familiari, come ad es. la durata dell unione matrimoniale, della durata del soggiorno nello Stato membro, dei legami familiari, culturali o sociali con il Paese d origine). La direttiva non consente di introdurre nelle legislazioni nazionali di trasposizione una disparità di trattamento a seconda che i vincoli familiari si siano formati rispettivamente anteriormente o successivamente all arrivo del richiedente nel Paese membro. La sentenza della Corte di Giustizia europea è suscettibile di avere implicazioni anche in relazione alla normativa italiana qualora quest ultima venga interpretata nel senso di impedire automaticamente il rilascio del nulla-osta al ricongiungimento per la mancanza del reddito minimo previsto dall art. 29 del d.lgs. n. 286/98 senza una valutazione individualizzata che tenga conto, in un ottica di bilanciamento, la possibilità di far prevalere elementi quali ad es. la durata dell unione coniugale, che possano invece compensare scostamenti dall importo reddituale di riferimento. Appare scarsamente coerente con tali obblighi comunitari la modifica apportata dall art. 1 c. 19 della Legge 94/2009 all art 29 del T.U. immigrazione, con riferimento al requisito dell idoneità abitativa dell alloggio del richiedente il ricongiungimento familiare, che deve essere accertato dai competenti uffici comunali sulla base di criteri non esattamente precisati

17 I requisiti oggettivi per il ricongiungimento familiare - L alloggio idoneo- Documentazione richiesta per l alloggio: a) copia del contratto di locazione, contratto di comodato gratuito o atto di proprietà dell alloggio; b) idoneità abitativa e certificazione igienico-sanitaria, cioè il certificato comunale attestante che l alloggio rientra nei parametri previsti dalla legge e che sia conforme alle norme sanitarie; c) nel caso il richiedente sia ospitato: dichiarazione autenticata del titolare dell alloggio, attestante il consenso al ricongiungimento dei familiari nominativamente indicati con riferimento alla parte di alloggio messa a disposizione del lavoratore dipendente (modello S2); d) nel caso di ricongiungimento con un figlio di età inferiore agli anni 14, sia solo che al seguito di uno dei genitori, l idoneità abitativa può essere sostituita dal consenso del titolare dell alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà La circolare del Ministero dell Interno n dd. 18 novembre 2009 ha fatto presente che i Comuni, nel rilasciare la certificazione relativa all idoneità abitativa, possono fare riferimento alla normativa contenuta nel Decreto del 5 luglio 1975 del Ministero della Sanità, che stabilisce i requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione e che precisa anche i requisiti minimi di superficie degli alloggi, in relazione al numero previsto degli occupanti (superficie dell abitazione, la composizione dei locali, l altezza minima, l aerazione, l impianto di riscaldamento.)

18 I requisiti soggettivi per il ricongiungimento familiare - La certificazione attestante il legame familiare - Può essere presentata alla Rappresentanza diplomatica nel Paese d origine direttamente dal familiare con il quale ci si vuole ricongiungere La certificazione deve essere tradotta, legalizzata e validata dalla Rappresentanza diplomatica In caso di mancanza di idonea documentazione, in ragione della mancanza di un autorità riconosciuta o comunque quando sussistano fondati dubbi sull autenticità della documentazione è possibile procedere al rilascio dell attestazione del vincolo familiare (genitori/figli) previo svolgimento di esame del DNA a spese dell interessato

19 Il ricongiungimento familiare dei rifugiati e dei titolari di protezione sussidiaria Il ricongiungimento familiare dei rifugiati è disciplinato dall art. 29bis del D. Lgs. 286/98 Il rifugiato può chiedere il ricongiungimento per le medesime categorie di familiari previste dall art. 29 ma non deve dimostrare il possesso dei requisiti previsti per gli stranieri soggiornanti ad altro titolo (reddito, alloggio idoneo) è consentito all istante di fornire la prova del vincolo familiare attraverso la produzione di certificazioni rilasciate dalla Rappresentanze diplomatiche italiane nel Paese di origine ai sensi dell art. 49 DPR 5 gennaio 1967, n. 200, o con altri mezzi atti a provare l esistenza del vincolo familiare, tra i quali gli attestati di organismi internazionali ritenuti idonei dal ministero degli affari Esteri l art. 30, comma 1 lett. c) T.U. prevede il permesso di soggiorno per motivi familiari ai familiari del rifugiato in possesso dei requisiti per il ricongiungimento, anche a prescindere dalla regolarità del loro soggiorno. Ai sensi del comma 2 dell art. 22 del d.lgs. n. 251/2007 i familiari del titolare dello status di rifugiato (coniuge e figli minori) presenti sul territorio nazionale, pur non avendo individualmente diritto allo status di protezione internazionale, hanno i medesimi diritti del titolare stesso, ed in loro favore è disposto il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di famiglia. I titolari di protezione sussidiaria devono dimostrare il requisito dell alloggio idoneo ma per il ricongiungimento di due o piu' familiari e' richiesto, in ogni caso, un reddito non inferiore al doppio dell'importo annuo dell'assegno sociale Richiedenti asilo, titolari di protezione temporanea e umanitaria non possono invece chiedere il ricongiungimento famliare

20 La fasi della procedura per il ricongiungimento familiare Prima fase Seconda fase Compilazione e invio moduli telematici sito internet Ministero dell Interno Consegna documenti attestanti il rapporto di parentela presso Rappresentanza consolare italiana Convocazione da parte dello Sportello Unico per la consegna di duplice copia dei documenti Verifica dei requisiti soggettivi da parte della Rappresentanza consolare Verifica dei requisiti oggettivi da parte dello sportello unico e richiesta di parere alla Questura circa insussistenza motivi ostativi (180 giorni) Esito negativo: diniego ricorso al Tribunale ordinario del luogo di residenza Esito positivo: rilascio nulla osta Possibile segnalazione SIS richiesta cancellazione Esito negativo: diniego ricorso al Tribunale ordinario del luogo di residenza Esito positivo: rilascio visto di ingresso Ingresso in Italia: entro 8 giorni comunicare l ingresso allo Sportello Unico e attendere convocazione per ritiro documentazione utile a chiedere il permesso di soggiorno tramite invio kit postale L attesa per l appuntamento in Prefettura è può durare anche 4 6 mesi durante i quali l interessato non ha accesso a nessun servizio o prestazione poiché non ha ancora potuto richiedere il permesso di soggiorno.

21 La coesione familiare Fatti salvi i casi di rilascio o di rinnovo della carta di soggiorno, il permesso di soggiorno per motivi familiari è rilasciato: a) allo straniero che ha fatto ingresso in Italia con visto di ingresso per ricongiungimento familiare, ovvero con visto di ingresso al seguito del proprio familiare ovvero con visto di ingresso per ricongiungimento al figlio minore; b) agli stranieri regolarmente soggiornanti ad altro titolo da almeno un anno che abbiano contratto matrimonio nel territorio dello Stato con cittadini italiani o di uno Stato membro dell'unione europea, ovvero con cittadini stranieri regolarmente soggiornanti; c) al familiare straniero regolarmente soggiornante, in possesso dei requisiti per il ricongiungimento con il cittadino italiano o di uno Stato membro dell'unione europea residenti in Italia, ovvero con straniero regolarmente soggiornante in Italia. In tal caso il permesso del familiare è convertito in permesso di soggiorno per motivi familiari. La conversione può essere richiesta entro un anno dalla data di scadenza del titolo di soggiorno originariamente posseduto dal familiare. Qualora detto cittadino sia un rifugiato si prescinde dal possesso di un valido permesso di soggiorno da parte del familiare; d) al genitore straniero, anche naturale, di minore italiano residente in Italia. In tal caso il permesso di soggiorno per motivi familiari è rilasciato anche a prescindere dal possesso di un valido titolo di soggiorno, a condizione che il genitore richiedente non sia stato privato della potestà genitoriale secondo la legge italiana.

22 Quesito A Sono una cittadina marocchina e vorrei chiedere il ricongiungimento familiare con un minore marocchino, figlio di una mia amica d infanzia, che mi è stato affidato tramite kafalah. Posso farlo? Siccome sono in attesa della concessione della cittadinanza italiana cambia qualcosa se attendo di ottenerla?

23 La kafala (o kafalah o kafặla) è un istituto giuridico previsto dal diritto islamico in base al quale un bambino bisognoso di protezione può essere affidato, da un giudice o da un autorità amministrativa, ad un istituzione pubblica o sociale oppure ad una famiglia mussulmana che si prenderà cura della persona del bambino e dove necessario sei suoi beni. Non è equivalente all adozione, non consentita dal diritto islamico, perché non incide sul rapporto genitore-figlio non facendo sorgere alcun vincolo di filiazione ma solo un obbligo di mantenimento. La kafala prevista nell ordinamento marocchino può essere negoziale o giudiziale.

24 La Corte di Cassazione con sentenza n del 2008 ha riconosciuto l idoneità della kafala ai fini del ricongiungimento familiare, attraverso un interpretazione costituzionalmente orientata dell art. 29 D. Lgs. 286/98 equiparando il minore beneficiario della kafala (makful) al minore affidato e consentendo al cittadino extracomunitario affidatario in base alla kafala (kafil) il ricongiungimento. La Corte di Cassazione con sentenza n del 2010 ha invece negato l ammissibilità della kafala quale presupposto per il ricongiungimento quando il richiedente sia cittadino italiano in quanto al cittadino italiano sarebbe applicabile quanto disposto dal D. Lgs. 30/2007 che però individua quali beneficiari del ricongiungimento i discendenti di età inferiore ai 21 anni non includendo espressamente tra gli stessi i minori affidati.

25 Questa interpretazione della Corte è stata contestata perché: - il concetto di discendente non può considerarsi diverso da quello di figlio - non esiste una definizione comunitaria di famiglia e gli Stati membri sono lasciati liberi di decidere se includere o meno i minori affidati tra i discendenti - deve essere preso in considerazione il superiore interesse del minore - il D. Lgs. 30/07 si applica anche ai cittadini italiani solo se le disposizioni sono di maggior favore quindi proprio in virtù del criterio di maggior favore e del divieto di disparità di trattamento appare opportuno applicare anche ai cittadini italiani quanto disposto dall art. 29 D. Lgs. 286/98. Le pronunce dei Tribunale di merito sono contrastanti: - In senso favorevole al ricongiungimento richiesto da cittadini italiani in favore del minore kafil si veda Corte d appello Venezia decreto del e Tribunale di Tivoli decreto In senso negativo si veda Corte d appello di Roma decreto che ha riformato il decreto del Tribunale di Tivoli di cui sopra N. B. La Corte di Cassazione sez. IV con ordinanza del n. 996 ha tuttavia rimesso alle sezioni unite della Corte la decisione su un ricorso presentato avverso il decreto della Corte d appello di Roma del al fine di valutare l applicabilità anche ai cittadini italiani dell art. 29 D. Lgs. 286/98

26 L ammissibilità della kafala ai fini del ricongiungimento (così come ogni altra modalità di affidamento) è stata riconosciuta anche in assenza di una precedente convivenza nel Paese d origine. Ed infatti il mantenimento dell unità familiare (posto alla base del diritto al ricongiungimento) non richiede un precedente rapporto di coabitazione tra le persone interessate venuto meno a seguito dell emigrazione.

27 Quesito B Sono un cittadino straniero. Vivo in Italia da dieci anni. Sono stato sposato per tre anni con un altra cittadina straniera regolarmente soggiornante dalla quale ho avuto due figlie. Attualmente però viviamo separati. Io continuo a vedere le bambine e a contribuire al loro mantenimento anche se le bambine sono affidate esclusivamente alla madre e anche se la madre non vuole più vedermi. Cinque anni fa sono stato arrestato e sono stato condannato ad un anno di reclusione per maltrattamenti in famiglia. La pena è stata sospesa. A seguito di tale condanna non ho più avuto problemi penali e ho seguito un percorso presso un SERT. Ho chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno ma ho ricevuto un diniego motivato dalla mia pericolosità sociale. Mi hanno detto che posso fare ricorso contro il diniego ma vorrei sapere quali sono le mie possibilità e quali sono le valutazioni che può fare il Giudice.

28 Il diritto all'unità familiare trova espressa enunciazione in numerose norme internazionali, prime fra tutte l'art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo in base al quale ogni persona ha diritto alla sua vita privata e familiare ed è vietata l'interferenza di un'autorità pubblica se non in casi eccezionali per ragioni di sicurezza nazionale o pubblica (comma 2). Art. 5 comma 5 D. Lgs. 286/98: Nell'adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell'articolo 29, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonche', per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale.

29 La giurisprudenza che ha riconosciuto da una parte la necessità di valutare l'esistenza di vincoli familiari e l'effettiva pericolosità sociale e dall altra la non automatica ostatività di condanne penali. Il Consiglio di Stato, muovendo proprio dall art. 5 comma 5 del D. Lgs. 286/98, ha dato, nell ultimo periodo, una applicazione estensiva e costituzionalmente orientata della previsione, proprio in ossequio all art. 8 della CEDU, ritenendo che, anche al di fuori dei presupposti per l esercizio del ricongiungimento familiare, occorre tenere conto, in sede di diniego o revoca del permesso di soggiorno, dei vincoli familiari dello straniero (cfr. Cons. di Stato sez. VI, sent n rel. De Nictolis; Cons. di Stato, sez. VI ordd n. 1480, n 1469, n. 1468; n. 691; n n. 537). la Corte di Cassazione, chiamato a pronunciarsi in materia di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari, ha evidenziato la necessità della formulazione di un giudizio di pericolosità sociale che conforti la valutazione che lo straniero rappresenta una minaccia concreta ed attuale per l ordine pubblico o la sicurezza, risultando del tutto insufficiente a tal fine il richiamo generico al tipo di condanne e/o delitti, occorrendo invece l esplicitazione delle ragioni della perdurante attualità della pericolosità sociale, alla luce delle esigenze di carattere familiare (Corte cass. Sez. I. ord n. 8795).

30 Quesito C Sono un cittadino uruguayano. Vivo con mio nipote di quattro anni avente la cittadinanza italiana. Non ho il permesso di soggiorno. Mio nipote è molto legato a me e anche il padre. Un conoscente mi ha detto che non posso essere espulso ma che non posso avere il permesso di soggiorno perché mio nipote è troppo piccolo. E vero?

31 L art. 19 co. 2 lett. c del D. Lgs. 286/98 stabilisce un divieto di espulsione per il cittadino straniero c) degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge, di nazionalità italiana; Ai cittadini stranieri conviventi con il coniuge o con un parente entro il secondo grado di nazionalità italiana può essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari ex art. 28 lett. b) DPR 394/99 e art. 30 D. Lgs. 286/98

32 Recentemente la Corte di Cassazione mutando un precedente orientamento ha riconosciuto come valida sia la manifestazione di volontà resa dal minore sia anche la manifestazione di volontà a base della convivenza resa dal rappresentante legale del minore (ad. Es. genitori) sulla base di quanto disposto dalla Convenzione ONU sui diritti dell Infanzia (vedi Corte di Cassazione n e poi Corte di Cassazione n. 6694). La Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata con L. n. 176 del 1991, all art. 12, introduce l obbligo di tener conto delle opinioni del minore in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo riguardi solo se si tratti di fanciullo capace di discernimento e tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità prevedendo, peraltro, che il minore possa essere ascoltato non solo direttamente, ma anche tramite di un rappresentante o di un organo appropriato, compatibilmente con le regole della legislazione nazionale.

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