La cultura assicurativa in Italia: il trasferimento del rischio e il modello distributivo. Milano, 18 Maggio 2011

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1 La cultura assicurativa in Italia: il trasferimento del rischio e il modello distributivo Milano, 18 Maggio 2011

2 Carol Z. Perez Console Generale degli Stati Uniti d America a Milano

3 Simone Crolla Consigliere Delegato, American Chamber of Commerce in Italy

4 Peter Geipel Amministratore Delegato e Direttore Generale, Pramerica Life S.p.A.

5 La cultura assicurativa in Italia: il trasferimento del rischio e il modello distributivo. L importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Prof. Sergio Paci Università L. Bocconi Milano, 18 maggio 2011 Prof. Sergio Paci

6 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Mutamento del quadro ambientale in molti paesi che accentua l opportunità di avere consapevolezza dei rischi a cui le persone e le imprese sono esposte e di adottare scelte informate e consapevoli per il desiderato livello di copertura dai rischi a cui sono esposte: Cambiamenti del contesto sociale familiare Evoluzione demografica e aumento aspettative di vita Riduzione del sostegno pubblico in periodi di carenza di risorse Accresciuta difficoltà e variabilità ambientale Ridotta stabilitàdelle forme di impiego piùtutelate e riduzione tendenziale di forme di solidarietà a livello aziendale Prof. Sergio Paci 1

7 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Necessità di sviluppare financial education nei paesi a più alto reddito. Raccomandazioni e studi in sede OCSE a partire dal 2005 per l insieme dei prodotti finanziari e poi anche in modo specifico per i rischi assicurativi e pensionistici nel Emissione di raccomandazione ai paesi circa le migliori pratiche in merito. Sviluppo della ricerca, degli interventi e valutazione degli effetti in molti paesi, fra cui l Italia. Prof. Sergio Paci 2

8 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa L OCSE definisce l educazione finanziaria riferita al settore assicurativo come : Il processo attraverso il quale gli individui 1. Migliorano la comprensione dei rischi e dei prodotti assicurativi e Attraverso a) informazione b)istruzione c) supporto oggettivo Sviluppano competenze e fiducia per - diventare maggiormente consapevoli dei rischi e dei prodotti -comprendere a chi chiedere aiuto - adottare azioni efficaci per una adeguata copertura del loro profilo di esposizione ai rischi nel lungo periodo. Prof. Sergio Paci 3

9 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Informazione. Si tratta di informazione specifica mirata agli obiettivi perseguiti di consapevolezza e scelte informate e anche se in parte sovrapposta, non eguale alle regole sulla trasparenza e simili finalizzate alla protezione giuridica dei consumatori. Queste regole sono focalizzate per riequilibrare la forza delle parti e proteggere i diritti dei consumatori. Le informazioni mirano invece a migliorare la conoscenza, la capacità la responsabilità delle persone, sono mirate a fronteggiare le asimmetrie di conoscenze a sfavore del consumatore. Quindi non tutela, ma informazione di qualità in grado di incoraggiare, e rafforzare la consapevolezza la conoscenza e le capacità. Per questo l informazione deve essere di qualità idonea: a) attendibile b) obiettiva c) intellegibile d) rilevante. Prof. Sergio Paci 4

10 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Istruzione, per acquisire attraverso la formazione e la guida le competenze e capacitàper capire la loro esposizione ai rischi e la termini e concetti assicurativi Supporto (advice) obiettivo, circa i rischi rilevanti e le tematiche assicurative per fare il miglior uso delle informazioni e della istruzione che hanno ricevuto. Quindi 1. Sviluppare consapevolezza dei rischi, dei propri bisogni di protezione 2. Favorire scelte informate e consapevoli 3. Attraverso: l informazione finalizzata a questi obiettivi -La formazione e istruzione cioè trasferire conoscenze- il supporto obiettivo. Prof. Sergio Paci 5

11 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Due aree importanti per il processo educativo: - Consapevolezza del rischio - scelta e processo decisionale Prof. Sergio Paci 6

12 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Ruolo di molte istituzioni: Governo. Autoritàper la protezione dei consumatori e la stabilità del sistema assicurativo, istruzione pubblica, associazioni, imprese. Importanza di capire le variabili che impattano sulla percezione e che influenzano le decisioni, comprese le variabili personali e comportamentali. Importanza della percezione dei rischi in cui sono coinvolte le persone tipicamente malattie e durata della vita umana. Fra questi rischi opportunitàdi approfondire quelli relativi alla sfera più personale, riferiti alla sopravvivenza, morte, gravi malattie. Rilevanza di fattori particolari nella percezione e nelle scelte. Interesse generale e del settore assicurativo a conoscere meglioil comportamento dei propri potenziali clienti. Esempio : scelta fra capitale e rendita vitalizia, indispensabile per un corretto sviluppo del mercato delle rendite. Rilevanza per le coperture caso morte di variabili diverse dal sesso per prezzare le coperture dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia. Prof. Sergio Paci 7

13 Importanza dell educazione finanziaria e assicurativa Importanza di comprendere le esposizioni più rilevanti Importanza di sviluppare supporto obiettivo e indipendente. Le forme di advisor indipendenti e il ruolo dei potenziali conflitti di interessi. Il pagamento del servizio attraverso commissioni o fees. Prof. Sergio Paci 8

14 La cultura assicurativa in Italia: il trasferimento del rischio e il modello distributivo Milano, 18 Maggio 2011

15 Il Concetto di Trasferimento del Rischio Milano, 18 Maggio 2011 Giampaolo Scarso, Amministratore Delegato Marsh Risk Consulting

16 1. Contesto di Riferimento Il Comportamento delle PMI Italiane 1 (1/2) Polizze Sottoscritte - Quota % Campione Imprese 100,00% 90,00% 86,00% Campione di ,00% 70,00% 60,00% 50,00% 61,50% 67,70% imprese, fino a 250 addetti, distribuite sul 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% 28,30% 30,10% 15,10% 6,50% 3,40% 22,60% 11,50% 13,80% territorio nazionale Focus sulla spesa Incendio e danni Rischi tecnologici Furto Merci trasportate Credito e cauzioni Polizze Sottoscritte - Quota % Campione Imprenditori Copertura expo/invest. estero Business interruption Responsabilità civile terzi e dipendenti Responsabilità civile prodotto Responsabilità civile inquinamento Polizze a vantaggio dei dipendenti assicurativa: 100,00% 90,00% Per attività d impresa Per la persona dell imprenditore 80,00% 70,00% 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% 43,70% 22,40% 33,90% 23,00% 43,30% 1 Fonte: Indagine ANIA sulla domanda di assicurazione delle piccole imprese (2010) Vita: Rischio Morte Vita: Risparmio Vita: Previdenziale Sanitaria Infortuni 1

17 1. Contesto di Riferimento Il Comportamento delle PMI Italiane 1 (2/2) Approccio non strutturato alla gestione del rischio Ridotto numero di polizze sottoscritte (2 3 contratti in media) Concentrazione della spesa sui rami elementari Incendio Furto RCT/O Propensione alla attivazione delle coperture più evolute correlata alla dimensione (n addetti) Fattore esperienza (incidenti pregressi) come driver di acquisto Comportamento di acquisito simile anche per le coperture rivolte alla persona 2

18 1. Contesto di Riferimento L evoluzione del Rischio in un Contesto Economico Globale Business Trend Business sempre più globale Crescita del livello di delocalizzazione / terziarizzazione della produzione Dinamiche di Business più veloci ed imprevedibili: decisioni piùrapide cicli di vita dei prodotti e dei servizi più brevi Nuove tecnologie, nuovi concorrenti Maggior focus su brand e servizi Global crisische ha ulteriormente accelerato i mutamenti già in atto Risk Trend Aumento generale dell esposizione al rischio e presenza di rischi emergenti: cambiamenti climatici compliance corporate governance volatilità prezzi materie prime rischi geopolitici infortuni sul lavoro ambiente.. Incremento dei requisiti di autodisciplina, transparency e disclosurerichiesti alle aziende 3

19 2. Come Gestire il Rischio Le Possibili Soluzioni Risk Strategies Risk Avoidance Rischio troppo elevato rispetto al rendimento Risk Exploitation Rischio come fonte di vantaggio competitivo Risk Reduction Trasferimento del rischio non conveniente Risk Transfer Convenienza al trasferimento del rischio Risk Retention Ritenzione del rischio economicamente e finanziariamente giustificabile Strategia di controllo Strategia di sviluppo di un Strategia tesa a ridurre Strategia di rimozione Strategia di accettazione mediante l uscita da vantaggio competitivo la probabilitàe/o del rischio dal del rischio date le sue attivitàche possono basato sulle competenze l impatto del rischio ad portafoglio agendo su dimensioni accettabili di esporre l azienda, la in azienda di gestione dei un livello giudicato driver / attivitàe/o sugli severità e la probabilità business unito il rischi accettabile effetti; suo potenziale di progetto a una perdita (prevalentemente trasferimento ad altri accadimento dell evento eccessiva non attraverso soluzioni operatori economici avverso compensata dai organizzative e/o potenziali guadagni contrattuali) 4

20 3. Il Concetto di Trasferimento del Rischio Cosa, Come, Quando, Perchè Danni Diretti Incendio, guasto macchine, danni da eventi naturali, furto, atti vandalici Danni Indiretti RC Terzi e Prestatori d Opera RC Inquinamento Perdita di profitto da interruzione di attività conseguente a danno materiale e diretto Danni a terzi (cose e persone), infortuni sul lavoro, malattie professionali Inquinamento graduale, accidentale Ramo Danni -Esempi - Trasporti Danneggiamento, perdita o furto di merci trasportate Caso Vita, Caso Morte, Miste Garanzie complementari Keyman Previdenza complementare, offrono un reddito complementare alla pensione pubblica, garantiscono il pagamento di un capitale/rendita ad una certa data (se in vita) o alla morte ass.to Invalidità permanente, LTC (perdita autosufficienza), Dread Disease (malattia particolarmente grave), PermanentHealthInsurance(incapacitàdi percepire reddito) Rischi morte/ip delle figure chiave dell azienda; tutela il patrimonio aziendale Ramo Vita -Esempi - 5

21 3. Il Concetto di Trasferimento del Rischio Cosa, Come, Quando, Perchè Assicurare Riassicurare Risk Transfer Soluzioni assicurative Implementare soluzioni di Alternative Risk Transfer (es. SocietàCaptivedi Assicurazione o Riassicurazione) Implementare soluzioni di copertura finanziaria Trasferire contrattualmente Condividere mediante alleanze e JV Esternalizzare, terziarizzando,. 6

22 3. Il Concetto di Trasferimento del Rischio Cosa, Come, Quando, Perchè Rischi con idoneo profilo di rischio Rischi che residuano dopo aver attuato adeguate misure di prevenzione e protezione Non Attuabile Non Conveniente 7

23 3. Il Concetto di Trasferimento del Rischio Cosa, Come, Quando, Perchè Stabilizza il conto economico con un approccio di m/l periodo Protegge la posizione finanziaria Ottimizza i costi nel breve periodo Può agevolare l accesso al credito (in una fase di restrizione dell erogazione dello stesso) Innesta un meccanismo virtuoso di miglioramento continuo che porta nel tempo benefici misurabili 8

24 4. La Metodologia per la Determinazione del Rischio da Trasferire: Fasi Progettuali Definizione Modelli di Analisi e Valutazione dei Riferimento e Metriche di Mappatura dei Rischi Rischi Valutazione Ottimizzazione Soluzioni di Gestione, Controllo e Comunicazione Comprensione delle attivitàdi gestione del rischio in essere, Impianto dei Modelli dei processi, dei rischi e di valutazione sui quali saràbasato l assessmentdei rischi Identificazione dei rischi tramite intervista e/o survey tecnico ingegneristici, loro catalogazione e prioritizzazione Modelling statistico attuariale delle perdite storiche, Gap assessment rischi vs controlli e programma assicurativo in essere, Identificazione delle aree di intervento, Condivisione con i process owner Formalizzazione del Piano di intervento gestionale e di Ottimizzazione del programma di finanziamento e trasferimento, Attivitàdi monitoraggio e follow-up 9

25 4. La Metodologia per la Determinazione del Rischio da Trasferire: Mappatura e Quantificazione + - Rischio Inerente - - Rischio Residuo - 5,00 5,00 Severità Severità 4, ,00 5 Rischio Residuo 3, ,00 non accettabile 2, , ,00 1,00 0,00 0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 Frequenza 0,00 0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 Frequenza 10

26 4. La Metodologia per la Determinazione del Rischio da Trasferire: Gap Analysis Rischi/Coperture Assicurative 11

27 4. La Metodologia per la Determinazione del Rischio da Trasferire: Ottimizzazione del Costo Totale del Rischio Per valutare la convenienza economica delle proposte risultanti dall analisi è necessario effettuare anche valutazioni ti tipo quantitativo al fine di: Ottimizzare il rapporto ritenuto / trasferito secondo logiche di ottimizzazione finanziaria; Valutare le effettive condizioni proposte dal mercato assicurativo e il relativo pricing; Rivedere i modelli di ritenzione / trasferimento sulla base delle effettive condizioni proposte dagli assicuratori; La metodologia utilizzata si basa su considerazioni riguardanti l indicatore Costo Totale del Rischio (TCOR) il quale esprime il costo totale sostenuto dall azienda per finanziare l esposizione al rischio. Nella sua versione base si ha che: TOTAL COST OF RISK (TCOR) = sinistri ritenuti + premi assicurativi lordi Sinistri in Franchigia Costi Assicurativi Costo Totale del Rischio 90esimo Percentile 99esimo Liquidato Teorico Stima Premio 90esimo Percentile 99esimo Percentile Media Percentile Teorico Media Franchigia per Evento Entità Annua Lorda Sc. 15% Min Sc. 15% Min Total Cost of Risk Optimization Media 90esimo percentile 99esimo Percentile 12

28 4. La Metodologia per la Determinazione del Rischio da Trasferire: Monitoraggio, Reporting, Follow-Up Le attività di monitoraggio e reporting sono personalizzate rispetto all organizzazione oggetto di analisi. Alcune best practice sono comunque identificabili: Integrazione con i processi e il calendario di reporting dell Azienda; Allineamento con i cicli di budget per i quali l assessment costituisce un Input informativo (es. bilancio, piano di audit, remarketing programma assicurativo, etc.); Collegamento ai KPI mediante Key Risk Indicators; Previsione di meccanismi di early warning con conseguente escalation; L attività di follow-up avviene tipicamente con cadenza annuale attraverso una pianificazione delle tempistiche allineata alle esigenze di rinnovo dei programmi ed al calendario di reporting. 13

29 La cultura assicurativa in Italia: il trasferimento del rischio e il modello distributivo Milano, 18 Maggio 2011

30 I principali trend nella distribuzione assicurativa Milano, 18 Maggio 2011 Guido Meardi, Partner, McKinsey& Company, Inc. Italy CONFIDENTIAL AND PROPRIETARY Any use of this material without specific permission of McKinsey & Company is strictly prohibited

31 Negli ultimi 10 anni in Europa si è assistito ad una proliferazione dei canali distributivi STIME Alternativo MIL-CJY /CL Brokers Diretto Salariati GWP 1, 6 2 mercati europei principali, Miliardi Euro, E Banche Agenti Vita Danni 1 Mercato totale (Retail + Commercial) 2 Paesi: Germania, Francia, UK, Italia, Spagna, Olanda; Danni include assicurazione sanitaria FONTE: Statistiche Nazionali McKinsey & Company 1

32 MIL-CJY /CL C è stato un cambiamento nella distribuzione dei prodotti assicurativi Vita in Europa Life Broker/Consulenti Indipendenti Banche Agenti/Produttori diretti Dal dominio del canale agenti e produttori diretti al progresso della bancassicurazione 2008 FONTE: CEA. Statistiche nazionali McKinsey & Company 2

33 In Italia nel Vita, il canale bancassurance e i promotori finanziari hanno fortemente incrementato la raccolta premi 2009 e nel 2010 Premi lordi contabilizzati (lavoro diretto domestico) 1 Miliardi di euro CAGR Per cento MIL-CJY /CL Delta Per cento Agenti 2 Promotori Banche 3 72,8 22,6 5,5 44,7 69,0 22,2 5,7 41,1 60,6 20,0 5,2 35,4 53,1 19,3 5,3 28,5 79,5 19,8 13,0 46,7 69,0 14,9 10,6 43,5 2,2-3,3 24,2 1,1 49,7 2,8 142,4 4 64,0 Quota canale banche Per cento M ,4 59,5 58,4 53,7 58,8 63,0 1 Non include i premi di fondi pensione (pari a 1,5 miliardi di Euro nel 2009) e delle imprese U.E. 2 Include agenti, broker e gerenze 3 Include banche e uffici postali 4 Influenzato dalla vendita della polizza Freedomda parte di Mediolanum Vita (7,2 miliardi di Euro di premi contabilizzati nel 2009) 5 Novembre 2010 vs novembre Crescita Agenti +12% Promotori +34% Banche +29% FONTE: ISVAP McKinsey & Company 3

34 MIL-CJY /CL In Italia nel Danni, il canale dominante è quello agenziale ma altri canali hanno tassi di crescita piùelevati Premi lordi contabilizzati (lavoro diretto domestico) Miliardi di euro, per cento CAGR Per cento 100% = ,6 Agenti ,9 Brokers 2 Internet 3 Banche e Promotori 1 Comprende le gerenze Non comprende i premi raccolti da broker tramite le agenzie Dato stimato 4 Influenzato dall uscita di Zurich dal mercato italiano (domicilio in Irlanda dal 2010) M ,2 16,3 17,7 FONTE: ISVAP, ANIA McKinsey & Company 4

35 MIL-CJY /CL I broker e gli Independent Financial Advisor costituiscono un canale importante In tutta l Europa, per quanto ad oggi meno sviluppato in Italia 2009, % Consolidato ( 50) Quota di mercato IFAs/brokers Emergente (20-50) Nascente ( 20) Vita 30% di quota di di mercato europea 2009 in GPW 1 Danni 32% di quota di di mercato europea 2009 in GPW Gross premium written FONTE: McKinsey McKinsey & Company 5

36 La presenza della bancassurance danni in Europa si è diffusa ma rimangono significative differenze in termini di quote di mercato Danni % Market share 10% MIL-CJY /CL 5 9% 1 4% 0% N/A Praticamente assente nel 1990 in fase di sviluppo nel per diventare un concorrente nel ~10 1 Dati 2008 per France, UK, Spain, Portugal, Italy, Netherlandse Germany, per gli altri FONTE: CEA. Statistiche nazionali - McKinsey & Company 6

37 MIL-CJY /CL In Italia la Bancassurance Danni ha ancora una quota di mercato molto limitata ma negli ultimi 10 anni èaumentata ad un tasso annuale del 20,3% Milioni di EURO, per cento Bancassurance Danni 1 Premi lordi contabilizzati (lavoro diretto) ,3% H 2010 YoY crescita Per cento Market share Per cento 40,7 54,9 13,5 19,0 27,7-3,3 31,6 21,5 6, ,3 27,5 2 0,6 0,9 0,9 1,0 1,2 1,1 1,5 1,7 1,8 2,3 2,7 3,5 1 Include sportelli postali e promotori 2 Crescita 1H 2010 vs. 1h 2009 SOURCE: ISVAP McKinsey & Company 7

38 MIL-CJY /CL Ci sono otto operatori principali sul mercato diretto italiano, con due nuove entranti dal , premi lordi contabilizzati Milioni di euro ,8% p.a CAGR Per cento - - 6,2 4,1 0,8 2,4 7, , Quota di mercato Per cento Quota su Auto Per cento 2,5 3,8 2,7 4,3 2,7 4,3 2,8 4,6 2,8 3,0 4,7 4,9 Due nuovi entranti: Quixa e ConTe FONTE: ISVAP, ANIA McKinsey & Company 8

39 MIL-CJY /CL Anche gli schemi di affinity si stanno rapidamente affermando in Europa, con una crescita media dei premi negli ultimi 3 anni superiore al 10% Grande distribuzione / retailer Modello distributivo: Pubblicità visibile negli store per attrarre i clienti, con prodotti assicurativi diretti retail-branded; vendita nel negozio in punti dedicati (shop-in-shop) o alla cassa Prodotti: : prodotti assicurativi stand-alone sia vita sia danni (es., auto, casa, viaggi) e assicurazioni legate ai prodotti venduti (es., garanzia estesa) Concessionari Modello distributivo: offerta di prodotti assicurativi nei concessionari al momento della vendita del veicolo Prodotti: Auto (c.ca 80% dei premi sottoscritti dai concessionari) e altri prodotti legati all auto, quali ad esempio garanzia estesa, protezione dei pagamenti e GAP (guaranteed assets protection) Aziende, club e associazioni Modello distributivo : accordo quadro con aziende e associazioni, marketing attraverso l organizzazione e sottoscrizione tramite canale diretto o agenti/broker Prodotti: Qualunque tipo di prodotti, sia vita che danni Banche dirette Modello distributivo: Cross selling di prodotti assicurativi attraverso banche dirette, o attraverso referral all assicuratore o attraverso processi IT integrati tra assicuratore e banca Prodotti: Qualunque tipo di prodotti, sia vita che danni FONTE: McKinsey McKinsey & Company 9

40 MIL-CJY /CL Un certo numero di forze esterne incideranno sulla distribuzione in futuro Innovazione tecnologica Aumento utilizzo di Internet e mobile Le nuove tecnologie ampliano i canali fisici Piattaforme di aggregatori che selezionano il prodotto Cambio delle preferenze dei consumatori Futuro della distribuzione Cambiamenti regolamentari Proliferazione dei canali Commoditization prodotti Incremento sensitività al prezzo Riduzione della fedeltà del cliente Comportamenti di acquisto meno prevedibili Sviluppo macroeconomico e geografico Rallentamento economico che incide sulla crescita premi Invecchiamento della popolazione Aumento della domanda privata di servizi pubblici Qualità della consulenza e professionalità Trasparenza dei costi Indipendenza della consulenza FONTE: Rielaborazione di European Insurance Distribution 2015: Seizing the Opportunity, McKinsey McKinsey & Company 10

41 MIL-CJY /CL Il potenziale impatto delle possibile tendenze è modellato in tre diversi scenari estremi Scenario 2 Ritorno alla consulenza Tecnologia Sviluppo macro - economico Scenario 1 Svolta tecnologica Preferenze dei consumatori Regolamentazione Scenario 3 Irrigidimento della Regolamentazione McKinsey & Company 11

42 MIL-CJY /CL Quanto sono probabili questi scenari? Domanda Tecnologia Sviluppo macro - economico Scenario 2 Ritorno alla consulenza Quale èlo scenario piùprobabile. per il vita? per il danni? Svolta 1? tecnologica? Preferenze dei consumatori Scenario 1 Svolta tecnologica Regolamentazione Scenario 3 Irrigidimento della Regolamentazione 2 3 Ritorno alla consulenza Regolamentazione???? McKinsey & Company 12

43 MIL-CJY /CL Allegati McKinsey & Company 13

44 MIL-CJY /CL Diverse iniziative regolamentari della Commissione Europea sono focalizzate sul tema della consulenza finanziaria/assicurativa Implicazioni Principles for selling practices of PRIPs 1 Commission drafting Le tariffe dovranno diventare più trasparenti Maggiori requisiti di formazione per gli adviser Maggior pressione per limitare i conflitti di interesse UCITS key investor document (KID) 2011 Maggior competizione di prezzo per via di tariffe più facilmente comparabili Maggiori costi per fornire tutte le informazioni richieste IMD2 In discussion Maggior trasparenza su tariffe applicate e sulle commissioni Maggior competizione tra i diversi canali distributivi 1 Packaged retail investment products FONTE: European Commission; press search; McKinsey McKinsey & Company 14

45 La cultura assicurativa in Italia: il trasferimento del rischio e il modello distributivo Milano, 18 Maggio 2011

46 Tavola rotonda Partecipanti: Loris Besana, Accident& Health Manager, Chubb Insurance Company Enrigo Borgo, Direttore Mercato, Cassa di Risparmio di Asti Peter Geipel, Amministratore Delegato e Direttore Generale, Pramerica Life SpA Claudia Martinez, Servizio di Vigilanza Intermediari, ISVAP Guido Meardi, Partner, McKinsey& Company, Inc. Italy Sergio Paci, Professore Ordinario, Dipartimento di Finanza, Università Bocconi Giampaolo Scarso, Amministratore Delegato, Marsh Risk Consulting Moderatore: Riccardo Sabbatini, Il Sole 24 Ore

47 La cultura assicurativa in Italia: il trasferimento del rischio e il modello distributivo Milano, 18 Maggio 2011

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