Rassegna del 26/08/2015

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1 Rassegna del 26/08/2015

2 INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 26/08/2015 SI PARLA DI NOI Gazzetta Mantova 26/08/15 P. 12 Il circuito dei viali Tris di cantieri tra dossi e gimcane 1 Gazzetta Mantova 26/08/15 P. 17 «Paese ripulito a tempo di record» 2 Provincia Di Cremona 26/08/15 P. 28 Rifiuti, anche a Rivarolo arriva il porta a porta 3 RIFIUTI Gazzetta Mantova 26/08/15 P. 25 Una discarica in via Ponte XXI Clara Rubini 4 La Voce Di Mantova 26/08/15 P. 13 Borgo Virgilio, parte questa mattina la disinfestazione dalle zanzare 5 POLITICA LOCALE Gazzetta Mantova 26/08/15 P. 11 Via libera a 2 nuovi dirigenti: presto il bando di assunzione 6 Gazzetta Mantova 26/08/15 P. 25 Fusione fra comuni oltre le barricate Giulio Geretti 7 COMPETITORS Resto Del Carlino Modena 26/08/15 P. 13 Via i rifiuti dalle ex scuole elementari Silvia Saracino 8 Gazzetta Di Modena 26/08/15 P. 23 L'amianto del terremoto finisce tutto a Mirandola Francesco Dondi 9 RIFIUTI: SCENARIO Italia Oggi 26/08/15 P. 12 Senza debiti, non può spendere Maicol Mercuriali 10 ENERGIA: SCENARIO Corriere Della Sera Milano 26/08/15 P. 11 Nuova centrale idroelettrica sull'adda Il boom (discusso) degli impianti «verdi» 11 Corriere Della Sera 26/08/15 P. 25 La macchina costruita (in segreto) per riprodurre il Sole sulla Terra Anna Meldolesi 12 Sole 24 Ore 26/08/15 P. 21 Asse Terna-Rte per rafforzare la cooperazione Celestina Dominelli 14 Indice Rassegna Stampa Pagina I

3 D circuito dei viali Tris di cantieri tra dossi e gimcane Dalla piscina allo stadio lavori per gas e teleriscaldamento Fino al 31 ottobre continui cambi di corsia e piede sul freno Imbuto, gimcana, dosso. È il circuito dei cantieri, con le vene aperte della strada e la grammatica dei cartelli a regolare l'andatura di automobilisti e centauri metropolitani. Una lunga teoria di frecce e operai stilizzati, curvi a spalare nel loro triangolo giallo. Così lungo i viali Montegrappa e Isonzo, uniti dalla cerniera dei lavori in corso. Fortuna che le due corsie - stesso senso di marcia - consentono di operare in parallelo senza dover chiudere e dirottare il traffico altrove. Altrimenti sai che avvitamento, già così la viabilità è a ostacoli. Lavori importanti, robusti quelli in corso lungo i viali Montegrappa e Isonzo, dove le vene della strada sono state aperte e divaricate per la posa del tubo del gas e l'estensione della rete del teleriscaldamento, come informa Tea sul suo sito. La chiusura del cantiere, che si allunga per circa due terzi del percorso totale, fino allo stadio, è stimata per il 31 ottobre. Altri due mesi d'imbuto e gimcana, quindi, con l'orizzonte dell'autunno sempre più vicino e l'ansia che la riapertura delle scuole metta il tappo ai viali. Code ai semafori e andatura a singhiozzo nelle ore di punta. Si vedrà, magari i lavori finiscono prima. Intanto, i disagi sono limitati e tollerabili nella città dal respiro ancora pigro, in quest'ultimo ritaglio d'agosto. S'imbocca viale Montegrappa scacciando il ricordo fastidioso dei lavori di viale Montello, dilatati dall'inciampo della bomba della seconda guerra mondiale. Acqua passata. Un freccia ordina di curvare nella corsia di destra, mentre il finestrino del guidatore incornicia il cantiere numero uno, che aggancia subito la curiosità. L'incisione nell'asfalto è profonda e sul ciglio della ferita riposa un escavatore. La strada torna quindi a moltiplicarsi per due, ma il sollievo dura pochi metri perché già davanti alla piscina Dugoni s'incontra il secondo cantiere, questa volta sulla corsia di destra. Ci si "butta" dolcemente a sinistra. Si passa oltre e due cartelli avvertono già dell'interruzione successiva (terza e ultima): l'omino stilizzato curvo sulla pala e il segnale di corsia chiusa. Dopo il semaforo all'incrocio con piazzale Vittorio Veneto, l'imbuto piega di nuovo a destra, mentre sulla sinistra sfila il cantiere più lungo dei tre. Frecce, new jersey bianchi e rossi, metri e metri di rete metallica, altre ruspe, il taglio nell'asfalto. La corsia si restringe come un corridoio, a destra la vista riposa sul verde dei giardini di Palazzo Te. Ma guai a distrarsi, perché in coda al cantiere ecco il "salto", un dislivello che obbliga a frenare e scalare la marcia. E l'ultimo ostacolo, poi viale Isonzo ritrova il suo corso, e il piede cerca l'acceleratore. (ig.cip) II olrcubu dcì eìa,ft,di w, 1 ru dosd e ginxane Si parla di noi Pagina 1

4 «raese npunto a tempo m record» Polemica sui rifiuti dopo la Fiera, la giunta replica alla minoranza L'area dei lago / CURTATbNE(Grazie) «Alle 12 di lunedì mattina Grazie era già stata completamente ripulita e non c'era alcun problema». L'amministrazione di Curtatone risponde alle accuse lanciate dal gruppo di opposizione in merito ai rifiuti che sarebbero rimasti in alcuni punti delle vie della frazione ad una settimana di distanza dalla fine della Fiera. «Prima abbiamo dovuto smontare tutto - spiegano il sindaco Carlo Bottani, l'assessore Luigi Gelati e l'ingegnere Giovanni Trombani- e poi c'è stata la pulizia generale ma senza particolari ritardi, perché l'intervento è stato concluso lunedì. La via indicata dalla minoranza, via 8 Marzo, tra l'altro non è nemmeno tra quelle coinvolte direttamente nella Fiera - aggiunge Gelati - i pochi rifiuti sono stati un caso isolato e quanto al frigo abbandonato segnalato da una cittadina, era stato rimosso già il giorno seguente la chiusura della manifestazione». Trombani ricorda infine che «l'amministrazione impone a Mantova Ambiente un monitoraggio, in quanto è consapevole dell'attenzione che i cittadini pongono alla pulizia». (ele.car.) Ne^_m e capanom m ti Si parla di noi Pagina 2

5 Rifiufi, anche a Rivarolo arriva il porta aporta RIVAROLOMANTOVANO-È arrivato anche per Rivarolo il momento della raccolta differenziata `porta a porta'. L'amministrazione comunale avvierà dal primo gennaio 2016 il servizio che nei paesi limitrofi da anni era in funzione. «Sono diversi mesi che in Municipio prepariamo questa novità», afferma il sindaco Massimiliano Galli. «Come amministrazione siamo soddisfatti di poter portare questo servizio anche a Rivarolo. All'inizio sicuramente ci sarà qualche cosa da aggiustare ma l'importante è iniziare. A scuola educavamo i bambini a dividere i rifiuti e poi a casa non lo potevano fare». L'attuazione del servizio sarà preceduta da una serie di operazioni d'informazione alla cittadinanza. «Le prime ad essere coinvolte saranno le utenze `non domestiche', che saranno contattate dal personale di Mantova Ambiente incaricato di rilevazioni statistiche», spiega il sindaco. «A settembre verranno ordinati i contenitori per la raccolta differenziata, ai primi di novembre ogni singola utenza, domestica e non domestica, riceverà una comunicazione ufficiale unitamente ad una tabella informativa dei contenitori in consegna. A fine novembre verranno infine consegnati i contenitori per la raccolta differenziata». Come ultimo saranno organizzati degli incontri pubblici, due a Rivarolo ed uno a Cividale, per spiegare le modalità del sistema di raccolta e nel mese di gennaio 2015, il lunedì mattina, un operatore sarà presente in Comune per ogni chiarimento. (p.c.) Si parla di noi Pagina 3

6 Una scarica in via Ponte XXI Leggendo il bottarispostatra la mia concittadina Piazza e Allegretti evinco che sono in previsione opere di riqualificazioned i alcune vie dei nostro Comune e la costruzione di un palazzetto dei lo sport: benissimo, me ne rallegro! lo risiedo da49 anni neliafrazione di Romanore invia Ponte XXI che è ormai una striscia di asfalto priva di segnaletica stradale orizzontale. Provvedo personalmente alla manutenzione dei cigli stradali in quanto l'erba e le sterpaglie impediscono lavisibilitàe immettersi nellavia è sempre rischioso. Via PonteXXI è la latrina dei Comune, basta percorrerla per attestarne il degrado e la sporcizia; vengono lasciati rifiuti di ogni genere: plastica, vetro, carta, carcasse di animali... Per lo schifo che mi genera questa visione in svariate occasioni ho provveduto personalmente a raccogliere e sacchi di immondizia. il lerciume spesso richiama gruppi di cani randagi obbligandomi a barricarmi in casa. La casa cantonale a ridosso del la ferrovia è una di scarica a cielo aperto; i guard a ridosso dei fosso sono lamiere accartocciate. Via PonteXXI ètotalmente priva di ogni forma di illuminazione. In paese è stata installata una serie infinita di lampioni anche dove esisteva già un'altra forma di illuminazione pubblica. Una decinadi questi faretti non potevano essere messi in via PonteXXI? Negli anni ho visto rifiorirevia Stazione, via San Cataldo. La mia via è così da quando sono nata e mi sorge il dubbio che, visto il valore storico raggiunto, sia ormai sottoposta ai vincoli dei Beni culturali e ambientai i. lo vengo ricordata e considerata dal Comune di Borgoforte, ora Borgo Virgilio, solo ed esclusivamente in occasione della riscossione di imposte, tasseetributi vari. Amministratori del Comune di Borgo Virgilio, prima di costruire un palazzetto dello sport non è forse più giusto e corretto dare a tutti i cittadini i servizi basilari? Clara Rubini Rifiuti Pagina 4

7 Borgo Virgilio, parte questa mattina la disinfestazione dalle zanzare BORGO VIRGILIO - Questa mattina la ditta Mantova Service srl eseguirà per conto del Comune di Borgo Virgilio un servizio di disinfestazione da zanzare e iphantria nelle area comunali a verde attrezzate elencate negli allegati all' avviso che è stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune. In caso di condizioni meteo avverse gli interventi saranno rimandati a data da destinarsi. Il servizio sarà effettuato attraverso l'utilizzo di prodotti registrati ed autorizzati dal ministero della sanità e con l'impiego di personale specializzato. Due i tipi di interventi: uno contro le larve al fine di interrompere il ciclo di sviluppo delle future zanzare (si interviene trattando i possibili siti di riproduzione (tombini, pozzetti dell'acqua piovana, vasi); l'altro contro gli adulti, intervenendo direttamente sui luoghi di riposo (come siepi o cespugli) e ovunque siano presenti. (mavin) ; SanGiorgio:inarrivadail5nilOprolughi V1 oo,o o<wam e Moloredurenlelogiklnhid:grereS9e. arr' oadolsead i Rifiuti Pagina 5

8 Id o lo 1 nuovi* dirigenti: presto il bando dí assunzione Il Comune si appresta ad assumere altri due dirigenti. Ieri la giunta ha deciso di indire il bando per individuare i responsabili dei settori lavori pubblici e urbanistica, attualmente affidati ad interim, il primo al dirigente dei servizi sociali e il secondo al segretario generale. I due dirigenti verranno assunti cori contratto a tempo determinato per la durata del mandato del sindaco Palazzi e saranno esterni, provenienti o dal settore pubblico oppure da quello privato. Nei prossimi giorni verrà redatto materialmente il bando con i requisiti dei candidati e i termini per la presentazione delle domande. «I due nuovi dirigenti verranno assunti entro l'anno» assicura il primo cittadino. La procedura potrebbe essere anche più veloce. L'ultimo dirigente assunto, il responsabile del settore finanze, è arrivato in Comune il 1 agosto scorso, con bando emesso a metà luglio. Rumors darebbero per certo il ritorno di Carmine Mastromarino alla guida dei lavori pubblici mentre, per quanto riguarda l'urbanistica, la partita è apertissima. Attualmente i dirigenti in Comune sono sei (con i due nuovi saliranno, dunque, a otto): Alessandro Beltrami, Ernesto Ghidoni, Annamaria Sposiio, Irma Pagliari, Alberto Rosignoli, Paolo Perantoni, oltre al segretario Annibale Vares chi. \I, iiiluclnri: i.i iii(cn i neilcomane Politica locale Pagina 6

9 Fsiene fra c uni agre le barricate Sono un cittadino suzzarese e le scrivo in merito al la questione della fusione dei comuni della Bassa, dopo aver seguito con interesse, ma da profano, il dibat tito sviluppatosi fino a oggi. Mi pare, forse per un mio limite, che ancora una volta le opposizioni siano affette da un'impreci sata teoria del complotto, adducendo motivazioni che trovano una pronta smentita negli artico li susseguitisi sulle pagine di que sto quotidiano. Scelta calata dal l'alto? L'intervista al sindaco Ivan Onga ri del 9 agosto titola così: "Sulle fusioni decida lagente". Mi trovo d'accordo con l'ipotesi, sostenuta su queste pagine, della creazione di un comitato apol itico, che si preoccupi di sviscerare la questione della fusione in tutte la sue sfaccettature e nel modo più chiaro possibile alla cittadinanza, prima del referendum previsto per legge! Perdita d'identità del comune più piccolo? Mi sembra che si debbafare innanzitutto un po' d ordine: se si parla d'identità poli tica, ben venga un'amministrazione unica, più forte, meno numerosa (con conseguente rispar mio) a patto che rappresenti gli interessi di tutti i paesi partecipanti. In questo senso l'accusa d attaccamento alla poltrona si ritorcerebbe contro gli stessi accusatori, dato che la fusione implicherebbe lo scioglimento delle giunte comunali. Se vogliamo parlare invece di identità culturali, non vedo come un provvedimento di questo tipo possa alterare tradizioni secolari. Per quel che mi riguarda, nato a Suzzara e cresciuto a Sailetto (come noto diviso tra Suzzarae Motteggiana) non mi sono mai accorto di una sostanziale differenza da una sponda all'altra del fiume Zara. È sul piano economico tuttavia che si gioca la vera partita: la fusione dovrebbe portare in dote lo svincolo dal patto di stabilità per5 anni e maggiori trasferimenti +20% rispetto al 2010, cosa che invece le unioni, unica vera alternativa (peraltro già battuta con scarsi vantaggi) delle opposizioni, non farebbero. Credo che la fretta e l'insistenza con laquale la giunta di Suzzara spinge verso la fusione (con Motteggiana in primis) derivi dalla paura di perdere a breve tal e opportunità: lo Stato potrebbe infatti abolire i vantaggi della fusionee imporla per i territori sotto un certo numero di abitanti. Fusione quindi come tentativo da percorrere irrimediatamente, auspicato oltre che da diversi cittadini che già hanno scritto, anche dagli addetti ai lavori come l'ex dipendente dei comuni virgiliani, che ricordaatutti la cattiva sorte toccata all'esperimento unione tra i comuni di Motteggiana, Borgoforte e Virgilio. Non si capisce dunque il motivo per cui Motteggiana intende ritentare la carta del l'unione, questa volta con Pegognaga, smarcandosi da Suzzara, con la quale ha già diversi servizi in comune. Per concludere, ritengo che la fusione debba essere considerata come una delle poche cure alla penuria di risorse che ormai da anni affligge le amministrazioni locali. Masi sa, il cambiamento presuppone dei rischi, solo il tempo ci potrà dire se la medicina funziona. Giulio Geretti Politica locale Pagina 7

10 Dopo la denuncia dei residenti, il Comune sollecitato l'intervento di Ai di SILVIA SARACINO LA DENUNCIA dei residenti di San Marino sul degrado alla ex scuola materna, pubblicato ieri sulle nostre pagine, ha fatto centro. IERI il Comune ha infatti inviato ad Aimag la richiesta, in forma scritta, di sgomberare il cortile della ex scuola dall'ammasso di vecchi mobili e attrezzatura varia lasciato dalle associazioni che occupavano l'edificio prima del terremoto. E la situazione è quindi destinata a risolversi entro pochi giorni. «NON potevamo intervenire prima perchè si tratta di un edificio di proprietà del Comune» si affrettano a spiegare dalla multiutility. Nelle scorse ore i tecnici hanno iniziato a dividere i rifiuti per capire dove portarli: in discarica quelli irrecuperabili e nei centri di raccolta quelli che si possono riciciclare. A SOLLEVARE il caso sono stati i volontari del `gruppo dello sfalcio' che per conto dell'amministrazione comunale gestisconoin forma volontaria e gratuita - tutta la manutenzione del verde pubblico della frazione. I volontari avevano chiesto al Comune una sala nella ex scuola per gestire meglio la loro attività. L'EDIFICIO, una delle scuole presenti sul territorio risalenti al Ventennio fascista, da parecchi anni è stata trasformata in sede di associazioni di volontariato e culturali, ospitando, tra gli altri, anche i musulmani del centro isla- I rifiuti accatastati davanti all'edificio mico. LA scossa di terremoto del 29 maggio ha reso inagibile l'edificio che da quel momento è rimasto in stato di abbandono. Il Comune ha presentato il progetto di riparazione danni post sisma alla Regione la quale non ha ancora dato il via libera. LA ex scuola di San Marino, che tra l'altro è anche tutelata dalla Soprintendenza, resta dunque imbrigliata nella burocrazia come molti altri edifici pubblici che attendono l'approvazione del progetto e il relativo finanziamento. E nel frattempo avanza il degrado. ENTRO la fine dell'anno, spiegano nel dettaglio dagli uffici tecnici del Comune, dovrebbe arrivare il via libera e da gennaio potrebbero partire i lavori di ristrutturazione. AL termine dei lavori le associazioni dovrebbero rientrare ma il Comune dovrà acquistare nuovi arredi, perchè ovviamente quelli vecchi sono tutti finiti al macero. E questo comporterà una spesa maggiore, a carico di tutti i cittadini. Competitors Pagina 8

11 anto del terremoto sce tutto a doia Oltre ila tonnellate saranno conferite alla discarica privata di via Belvedere Rieco subentra alla ditta esclusa dalla white list. Ecco alcuni dei siti "conta inati" 1 MIRANDOLA Sarà la discarica di via Belvedere, di proprietà della Rieco, società di Claudio Reggiani, ad accogliere le oltre 5mila tonnellate di materiale contenente amianto del cratere sismico. L'accordo, ratificato dall'imprenditore e dal commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, sarà valido fino al termine del 2015, salvo proroghe e prevedeva una base d'asta iniziale di 1,8 milioni (Iva esclusa). La Rieco si era classifica al secondo posto nella graduatoria, superata nell'offerta economicamente più vantaggiosa dalla toscana Programma Ambiente Apuan e. Il contratto è stato però rescisso dopo che la ditta venne raggiunta da un provvedimento antimafia. La Regione ha così chiuso l'accordo con la Rieco, che ora si prepara ad accogliere i materiali amiantati che da oltre tre anni stazionano sia nei cantieri domestici che in quelli industriali. Ma se l'accordo con Rieco, che detiene anche una quota di Aimag in qualità di socio correlato, è ormai sancito, non è ancora stato ufficializzato il vincitore del bando per il "Servizio di rimozione, trasporto e conferimento ad impianto di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi contenenti amianto". Un lavoro da oltre 4 milioni di euro che ha portato a quantificare, sulla base di campagne di sopralluoghi dedicate, il quantitativo di rifiuto da rimuovere e trasportare: indicativamente circa 5145 tonnellate. Il materiale è suddiviso nelle seguenti tipologie: lastre intere, rotte e frammenti di lastre stoccate in zone separate dalle macerie (256 tonnellate); piccoli pezzi e manufatti stoccati in zone separate dalle macerie (240 tonnellate) suddivisi in 60 cisterne per acqua, 25 canne fumarie, 30 tubazioni, due casette per animali; cumulo macerie frammiste ad amianto (3877 tonnellate); copertura danneggiata (772 tonnellate). Ad esempio si opererà all'ex campo di concentramento di Fossoli dove sono state individuate, all'interno del cantiere diverse tubazioni e canne fumarie, ancora da In alto un'azienda agricola crollata e bidoni asan Felice A fianco la Bellentani di Massa smontare e da accatastare in una sola zona. Sono invece 5 gli interventi "in quota" previsti a Cavezzo mentre a Finale si lavorerà anche nella golena del canale Diversivo e alla Bellentani in cui è prevista la bonifica completa. A Mirandola, oltre a diverse strutture agricole (in totale sono 19), ci sarà un'importante azione anche sul capannone di Mortizzuolo di Roberto Menga, tra i più danneggiati e al centro di numerose rimostranze. Altri interventi sono preventivati a Novi (2), San Possidonio (2), Ravarino (1) e San Felice (2) tra cui una piccola azienda agricola nei pressi del cimitero di via Canalino. Sempre a San Felice, negli interventi a terra, si provvederà a smaltire bidoni e amianto tra via Marzanella a Rivara, cumuli in via Borgo e sacconi non lontano dalle vecchie scuole di Dogaro. Stessa strategia che sarà adottata anche a Mirandola mentre Finale attende il trasporto nella discarica della Rieco anche del cemento rimasto nel piazzale del centro sportivo e le conseguenze dell'abbattimento degli spogliatoi del campo Robinson. Ma un po' tutta la Bassa è costellata di piccole discariche a cielo aperto che andranno sanate non appena il nuovo servizio di smaltimento e trasporto andrà a regime. 'á)francescodondi IIPRODUZIONE RISERVATA cu--.offi ftiscrtmtuu%li-kdx Competitors Pagina 9

12 Sogliano al Ruhicouc e ricco grazie ai r fluti. Dei 4,5 mlra di avanzo, può irrrriegccrne solo 250mila curo Senza debiti, non può spendere comune ro a lo è penalizzato dalpatto i sta ilitác DI MAICOL MERCURIALI ogliano al Rubicone, piccolo comune sulle colline cesenati, nel cuore della Romagna, è famoso per tre cose: il celebre formaggio di fossa, le teglie di Montetiffi e i rifiuti. Non quelli che produce, ma quelli che smaltisce nel polo di Ginestreto: un impianto moderno, un modello per la gestione e la valorizzazione dell'immondizia. Qui vengono trattate- 350mila tonnellate di rifiuti all'anno, dai quali si recuperano materie prime (tra cui 15 mila tonnellate all'anno di compost per l'agricoltura) e si produce energia (dal biogas si ottengono 30 milioni di Kwh all'anno mentre gli impianti fotovoltaici hanno una potenzia di 7000 KW). La gestione è affidata alla Sogliano Ambiente Spa, società di cui il Comune detiene l'80% delle quote e grazie alla quale entrano nelle casse pubbliche cospicue somme di denaro. Quelle risorse che negli anni hanno permesso a Sogliano di alleggerire la pressione fiscale (le tasse sulle casa erano azzerate o ai minimi ben prima che il governo decidesse di togliere l'imu sulla prima casa e ancora oggi la Tasi non si paga), di spingere sul sociale, di investire sulla cultura e poi ancora sgravi per le imprese e 00/ s3h{i{i{i{i{i{i{i{ip//0//0//0//0//0//0//ls,s :, cnnnr n ^ '%// /D / QWntinrs Sabattiiii incentivi per le famiglie che decidevano di trasferirsi lì. Insomma, Sogliano al Rubicone, anche grazie all'intuizione di investire nei rifiuti, è diventato un modello di pubblica amministrazione. Nel dibattito sui Comuni virtuosi e spreconi, ospitato sulle pagine di ItaliaOggi, l'esperienza del municipio romagnolo è significativa. Anche perché non è più tutto così rosa e fiori, come spiega il sindaco Quintino Sabattini che, guidando una lista civica vicino al centrodestra, quattro anni fa ha centrato una storica vittoria elettorale, scalzando il Pd. «Al di là delle più nefaste previsioni la mannaia del patto di stabilità si è abbattuta anche sul nostro comune», è stato l'annuncio ferragostano del primo cittadino romagnolo. «E difficile da spiegare, praticamente impossibile da comprendere ma il risultato al momento attuale è esattamente questo. Il Comune di Sogliano Al Rubicone essendo virtuoso, senza debiti e senza mutui da pagare, risulta avere un avanzo di bilancio di ,5 euro», una somma notevole considerando che ci sono poco più di tremila residenti. «Fino a pochi giorni fa era stato richiesto uno svincolo di almeno euro per far fronte alle spese di investimento quali strade, opere pubbliche e quant'altro. La risposta è stata che possiamo spendere al momento soltanto euro, di tutti questi soldi che sono comunque nostri e rimangono in tal modo inutilizzati». E tra frane e incendi dolosi, il territorio comunale avrebbe bisogno di diversi interventi per una sua messa in sicurezza. Ma come si sente un sindaco che tiene la tassazione al minimo, il cui Comune riesce ad avere un avanzo milionario, ma che non può spendere queste risorse per i suoi cittadini? «Nessun commento, ma soltanto una doverosa informazione per rendere edotti i cittadini di quale strada stia seguendo questo nostro strano paese che si chiama Italia che, al di là di ogni credo politico, ha ormai inchiodato le piccole amministrazioni locali in una croce dalla quale sarà impossibile scendere per molti anni a venire. Se ne era parlato, ma la gravità di queste misure non era stata percepita appieno sul nostro territorio, adesso la situazione sta degenerando ed il timore fondato è che tutto il nostro tenore di vita ne venga coinvolto. L'amministrazione farà il possibile - conclude Sabattini - ma certe scelte obbligate costringono a scegliere fra cosa limitare e cosa mantenere della nostra programmazione». -C Riproduzione riservata Rifiuti: Scenario Pagina 10

13 Nuova centrale idroelettrica sull'adda Il boom (discusso) degli impianti «verdi» CREMONA Continua la corsa a nuove centrali idroelettriche lungo i fiumi che attraversano la campagna cremonese. Per lo più, mini impianti tecnologicamente all'avanguardia che sfruttano salti d'acqua di alcuni metri per produrre energia «verde». Come a Pizzighettone, dove il consiglio comunale ha approvato la convenzione con la Edison per la costruzione di una centrale interrata da 4,5 megawatt sull'adda, lungo la sponda opposta rispetto a quella già in funzione a Maleo. I lavori sono già cominciati e dovrebbero concludersi entro il «Sono previsti particolari accorgimenti per ridurre al minimo l'impatto ambientale», sottolinea l'assessore all'ecologia, Cristina Carminati. Non lontano, a Crotta d'adda, si era parlato dell'apertura di un'altra centrale, ma per ora il progetto è stato bloccato per le sue eccessive dimensioni. E grande, ma non così tanto, l'impianto di Isola Dovarese, sull'oglio, che sfrutta una cascata di quattro metri. Produce 6 milioni di kilowattora all'anno, che corrispondono al consumo medio di energia di famiglie e consentono di evitare l'emissione in atmosfera di tonnellate di anidride carbonica. E questo fa dire al sindaco Gianpaolo Gansi di I il «essere orgoglioso del vicino». L'energia AVolongo, invece, la costruzio- Gli impianti idroelettrici in Lombardia sono 488; assicurano circa 13 mila GWh di energia all'anno ne di una centrale si è appena conclusa ed è in corso il collaudo. In cambio dell'opera, il Comune ha ottenuto la riqualificazione di una vasta area. La realizzazione di questi impianti, però, è spesso accompagnata da polemiche e timori. Come quelli espressi dall'ambientalista Marco Pezzoni: La domanda «Sono progetti interessanti, di energia è di ma a patto che rispettino il pae- 66 mila GWh: il saggio e non pregiudichino la deficit è di circa questione fondamentale per 25 mila GWh l'agricoltura e non solo, cioè la nonostante le qualità e la quantità dell'acqua altre centrali dei fiumi». (G.B.) (Fonte : Terna) 2 RIPRODUZIONE RISERVATA Energia: Scenario Pagina 11

14 La macchina costruita (in segreto) per riprodurre il Sole sulla Terra Gli scienziati che inseguono il sogno dell'energia pulita e il ' itata. «Science»: è una svolta di Anna Meldolesi e i governi di mezzo mondo avessero la lampada di Aladino e un unico desiderio da esprimere, probabilmente sarebbe la fusione nucleare. L'energia così ottenuta unirebbe i vantaggi delle fonti rinnovabili con quelli del petrolio : sarebbe pulita, senza emissioni di anidride carbonica, disponibile giorno e notte, con il bello e il cattivo tempo. Per riuscirci bisognerebbe replicare sulla Terra ciò che accade nel Sole, ma i problemi tecnologici e ingegneristici sono imponenti. La comunità internazionale ha scommesso tutto o quasi sul gigantesco reattore ITER, finanziato da Europa, Cina, India, Giappone, Corea, Russia e Usa con 20 miliardi di dollari. I lavori per costruirlo sul suolo francese procedono, ma tra ritardi e costi che lievitano non entrerà in funzione prima del Il Golia della fusione dovrà vedersela con un grosso concorrente americano (National Ignition Facility) e anche con una piccola pattuglia di Davide. Company private, finanziate da capitali di ventura, che inseguono approcci alternativi. Prima fra tutte la misteriosa Tri Alpha Energy : nessun sito web, un quartiere generale di basso profilo a sud di Los Angeles, nessuna chance di entrarvi senza firmare un accordo di riservatezza. Ha 15o impiegati e un gruzzolo di 15o milioni di dollari raccolti da investitori come il cofondatore di Microsoft Paul Allen e la società russa Rusnano. La filosofia della Tri Alpha è stata a lungo improntata alla segretezza : poche pubblicazioni e molti brevetti, fino all'annuncio fatto in questi giorni al simposio organizzato per commemorare il fondatore Norman Rostoker, fisico dell'università della California a Irvine morto a Natale. La company ha dichiarato di aver costruito una macchina detta C-2U capace di mantenere stabile a io milioni di gradi Celsius una massa di combustibile da fusione e di essere pronta ad abbattere Il record. Cosa significa? Immaginate due cannoni puntati uno contro l'altro, ognuno lungo una decina di metri, pronti a sparare un anello di gas incandescente. I due anelli di plasma viaggiano a una velocità vicina a un milione di chilometri l'ora, fondendosi al centro in una massa a forma di sigaro. Con una serie di trucchi i ricercatori sono riusciti a stabilizzare questo fenomeno per 5 millisecondi e, volendo, avrebbero potuto andare oltre. Sembra un battito di ciglia ma è un balzo in avanti clamoroso se si pensa che per decenni ci si era fermati a 0,3 millisecondi (Science usa la parola svolta, «breakthrough»). Nessun contenitore può sopportare il calore di simili esperimenti, perciò il plasma deve essere confinato. ITER lo farà dotando di magneti il suo reattore a ciambella, il classico tokamak. La company californiana, invece, lavora con un dispositivo lineare e sfrutta per l'imbottigliamento il campo magnetico prodotto dal flusso del plasma. Il prossimo anno verrà messa alla prova una nuova macchina (C-2W), da cui la Tri Alpha si aspetta prestazioni ancora migliori. Un aumento di dieci volte della temperatura (a ioo milioni di gradi) basterebbe per innescare la fusione di un combustibile classico costituito da due isotopi dell'idrogeno (deuterio e trizio). L'obiettivo dichiarato però è raggiungere l'inferno di oltre 3 miliardi di gradi, per utilizzare un combustibile più facile da produrre e più docil e: un mix di protoni e boro che darebbe come prodotti finali tre particelle alfa, quelle che hanno ispirato il nome della compagnia. «In questo modo si eviterebbe il problema dei neutroni che danneggiano le pareti del reattore. Ma il sistema è molto più dispendioso dal punto di vista energetico», commenta il vicepresidente dell'istituto nazionale di Fisica nucleare Eugenio Nappi, che continua a preferire la fusione convenzionale. L'Infn è coinvolto nello studio dei materiali per il tokamak di ITER, e Nappi coordina anche un altro progetto antagonista, Ignitor. «Il consorzio internazionale dovrebbe prendere a modello il Cern», sostiene il fisico. Probabilmente abbiamo bisogno sia della velocità di Davide che della solidità di Golia. Solo così possiamo sperare di portare sulla Terra un pezzetto di RIPRODUZIONE RISERVATA Energia: Scenario Pagina 12

15 i i 'EGLI STATI UNITI Come funziona il reattore La società americana Tri Alpha Energy lavora, in segretezza, alla realizzazione di un dispositivo per produrre energia sfruttando la fusione nucleare. I laboratori si trovano in California h.ae cannoni agli estremi sparano ri anello dl plasma r:l<asc no Gli anelli si scontrano II plasma crea uri campo nella c mera centrale Magnetico : he lo mantiene dove generano una sospeso e concentrato massa a forma di sigaro Fasci di combustibile L Irierione di ulteriori fasci r comh.istih - mantiene alba la temperatura Cannone Cannone Anello di plasma Camera centrale Gíasrnoideaforma di sigaro Anello cfi plasma ann a una velocità a un ll ore di r ametri l'ora La macchina è capace dl mantenere stabile a 10 milioni di gradi Celsius la massa di combustibile cnmerea Dall'alto: Norman Rostoker, fisico e fondatore di Tri Alpha Energy (morto nel 2014 a 89 anni) e due dei finanziatori principali: Paul Allen, cofondatore di Microsoft, e l'imprenditore russo Anatoly Chubais Al lavoro Uno dei due estremi del reattore della società Tri Alpha Energy che serve perla fusione Energia: Scenario Pagina 13

16 Le due società siglano un Mou per lavorare insieme nella gestione delle reti elettriche se Terna- te per rafforzare la cooperazione Celestina Dominelli la relazione c'è ed è di lunga data. Visto che, proprio attraverso il confine francese e dai cugini d'oltralpe, è transitata buona parte dell'energia elettrica che la penisola ha importato negli anni passati. Senza contare che, tra Italia e Francia, sono già attive quattro interconnessioni e un'altra, la Piemonte-Savoia, è in costruzione e, una volta in esercizio, farà sì che l'asse con la Francia sialapiù importante frontiera elettricaper il nostro paese. Ora, però, Terna e la sua omologa transalpina, Rte (Réseau de transport d'électricité), hanno deciso di compiere un passo avanti formalizzando una collaborazione che servirà a entrambe per affrontare al meglio le sfide presenti e future del mercato elettrico europeo. Così ieri l'ad di Terna, Matteo Del Fante, e il numero uno di Rte, Dominique Maillard hanno siglato un memorandum of understanding con l'obiettivo di intensificare la cooperazione tecnica in diverse aree, nel solco di una proficua e storica collaborazione tra i due paesi e tra le due più grandi reti di trasmissione dell'energia elettrica nel Vecchio Continente (1o5mila chilometri per Rte, chilometri per Terna). Continua > Energia: Scenario Pagina 14

17 Sottoscritto un memorandum of understanding Terna e Rte si alleano per rafforzare la cooperazione nelle reti elettriche Celestina Dominelli sodalizio solido, insomma,potenziato da questoulteriore tassello. «Questo accordo - ha spiegato il numero uno di Terna Del Fante - è un ulteriore passo avanti nel rapporto di proficua collaborazione che da anni unisceterna e il suo omologo francese ben oltre la vicinanza geografica. L'importanza del memorandum risiede anche nel suo fondamentale respiro europeo, poiché riguarda tutte le principali tematiche su cui si giocherà il futuro del sistema elettrico continentale, dove le reti avranno un suolo sempre più centrale anche per la piena integrazione della produzione da fonti rinnovabili e per una maggiore indipendenza energetica a livello europeo». La cooperazione tra i gestori direte, gli ha fatto eco l'ad di Rte Maillard, «è cruciale per la buona integrazione dell'europa continentale così come dell'area del Mediterraneo. Firmando questo accordo, Rte e Terna riaffermano la volontà di collaborare con l'obiettivo comune di contribuire alla realizzazione di un sistema elettrico europeo affidabile, competitivo e in grado di guardare avanti». I fronti di collaborazione sono svariati, a cominciare dalle possibili alleanze nello sviluppo delle infrastrutture. Come detto, tra i due paesi esistono già sinergie molto strette e almomento i due gruppi sono impegnati nella realizzazione del nuovo cavo interrato che collegherà le stazioni elettriche dipiossasco e Grand'Ile. La nuova linea di i9o chilometri, all'avanguardia per soluzioni ingegneristiche, tecnologiche e ambientali usate e inserita da Bruxelles tra i progetti di interesse comune, consentirà di aumentare del 6o 0 la capacità d'importazione di elettricità in Italia dalla Francia. Terna e Rte, però, sono intenzionate a mettere in campo una strategia comune anche nello sviluppo di ulteriori progetti nel centro-sud dell'europa. Dove, peraltro, si ricorderà, nei mesi scorsi è stato avviato il progetto di "market coupling" (accoppiamento dei mercati) che ha consentito di "allineare" i mercati elettrici di tre delle cinque frontiere italiane (Francia, Austria e Slovenia) tramite la sincronizzazione delle rispettive Borse elettriche e il coordinamento dei gestori di rete (Tso). Ma l'asse tra i due gruppi potrebbe accendere un riflettore anche sull'area del Mediterraneo dove, come ha ricordato anche Del Fante in più occasioni, non mancano i possibili sp azi di manovra, apartire dal Focus sullo sviluppo delle infrastrutture nel Centro-sud Europa ma anche sullo scambio di dati e sulla formazione del personale *Per market couplin ("accoppiamento dei mercati") si definisce il meccanismo di coordinamento tra mercati elettrici organizzati in diversi Stati nazionali finalizzato alla gestione delle congestioni sulle reti di interconnessione (scambi transfrontalieri). Si pone come obiettivo la massimizzazione dell'utilizzo della capacità di interconnessione secondo criteri di economicità (garanzia che i flussi di energia siano diretti dai mercati con prezzi minori verso quelli con prezzi relativamente più elevati). progetto diuncollegamento elettrico con la Tunisia che potrebbe aumentare la capacità di importazione c on la frontiera Nord e fare della penisola un paese ditransito dell'energia elettrica. Naturalmente un occhio sarà puntato anche sull'evoluzione dei mercati elettriche suipossibili scenari futuri che, come nel gas, disegnano una sempre maggiore integrazione trale reti elettriche secondo la direzione tracciata dal Terzo pacchetto energia. Su questo fronte, Terna e Rte mirano a ritagliarsi un ruolo di leadermettendo a fattorcomune le esperienze acquisite a beneficio di tutti gli altri gestori di rete e rafforzando di fatto quella cooperazione che è già sancita, in sede europea, sia nell'entso-e (la rete che riunisce tutti i gestori del Vecchio Continente e di cui Del Fante è stato di recente nominato vicepresidente) sia nel Coreso, nato con l'obiettivo di aiutare in modo proattivo i Tso nel garantire la sicurezza e l'approvvigionamento a livello regionale europeo e che èpresieduto da Pier Francesco Zanuzzi, ad diterna Rete Italia. Tra i possibili versanti di collaborazione con quello che viene considerato un partner naturale, c'è poi ovviamente anche lo scambio di dati, nonché la possibilità di strutturare dei programmi di formazione di personale altamente specializzato per ottimizzare i processi dibusiness e la gestione delle situazioni di emergenza, come già accaduto in passato. Insomma, Terna e Rte hanno deciso di rafforzare ancor di più i rapporti già esistenti, anche per poter parlare con una sola voce a livello europeo, sia che si tratti dei piani promossi da Bruxelles in campo energetico sia che si tratti della definizione del futuro quadro regolatorio e di meccanismi di incentivazione adeguati peri gestori direte. kipr00 lido NE RISERVATA Energia: Scenario Pagina 15

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