PERIODICO DI INFORMAZIONE SOCIO SANITARIA DELL ULSS N. 10 VENETO ORIENTALE

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1 PERIODICO DI INFORMAZIONE SOCIO SANITARIA DELL ULSS N. 10 VENETO ORIENTALE Anno VI Numero 1 Aprile Il saluto del nuovo Direttore Generale Carlo Bramezza A pag 5 La prevenzione della febbre del Nilo La diffusione della malattia. Compiti per istituzioni e privati cittadini A pag Storie di peritonei, dialisi e reni. Con il rene di mia moglie sono ritornato a vivere A pag 12-13

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3 Una nuova ambulanza all ospedale di Portogruaro. Da febbraio la guardia medica di San Donà è nella Casa di riposo Monumento ai Caduti. Guide tascabili per i soccorsi extraospedalieri. Il saluto del nuovo Direttore Generale dell ULSS10. SOMMARIO La prevenzione della Febbre del Nilo (West Nile) La diffusione della malattia. Compiti per istituzioni e privati cittadini. Quarantenne colpito da arresto cardiaco ritorna alla vita di tutti i giorni dopo essere stato sottoposto a ipotermia terapeutica IN QUESTO NUMERO Il gioco d azzardo può creare dipendenza patologica. Sul sito dell ULSS10 la locandina da esporre nei luoghi in cui si praticano giochi con vincite in denaro. Con la nuova organizzazione territoriale dei tribunali previsti disagi all impianto di sostegno dei minori. Pillole di storia. Storie di peritonei, dialisi e reni. La testimonianza. Con il rene di mia moglie sono ritornato a vivere. Pronti per l intervento chirurgico in 4 ore. Nuova dialisi all ospedale di San Donà. L attività del Servizio di Integrazione Lavorativa (Sil). Costi standard e gestione oculata delle risorse nella evoluzione della sanità. Volontariato. Tante speranze e tanto lavoro di prevenzione al diabete. Viaggia in autobus il messaggio che invita a scaricare i referti via web. Volontariato. La nuova sede Angsa di Passarella; il centro diurno La clessidra ; le associazioni analizzano il nuovo Piano socio sanitario regionale. Notizie dai comuni. Posta dei lettori. Le ricete del soriso Trimestrale dell ULSS 10 Veneto Orientale DIRETTORE RESPONSABILE: Mauro Zanutto DIRETTORE EDITORIALE: Carlo Bramezza COMITATO DI REDAZIONE Luigi Basso, Ornella Moretto, Pierpaolo Pianozza, Federico Rigutto, Mauro Zanutto REDAZIONE Piazza De Gasperi San Donà di Piave (Ve) STAMPA Tipografia Colorama Via Garda, 13 - San Donà di Piave (Ve) PROGETTO GRAFICO Tipografia Colorama ANNO VI NUMERO 1 Registrazione Tribunale di Venezia N. 19 del 13 settembre 2008 LINK DELL AZIENDA 3

4 ATTUALITÁ DA FEBBRAIO LA GUARDIA MEDICA è NELLA CASA DI RIPOSO MONUMENTO AI CADUTI IN GUERRA Da mercoledì 13 febbraio la Continuità Assistenziale, o Guardia Medica, ha cambiato sede; è stata trasferita dal quarto piano dell ospedale di San Donà alla Casa di Riposo Monumento ai Caduti in Guerra, con accesso da via Dante. Il servizio è stato reso operativo dalla data di trasferimento per evitare qualsiasi tipo di disagio all utenza e osserva il consueto orario: notturno tutti i giorni dalle ore alle ore 8.00; nei giorni prefestivi dalle ore alle ore 20.00; nei giorni festivi dalle ore 8.00 alle ore 20.00, ed è attivabile per telefono componendo lo Abbiamo colto con favore la disponibilità del Centro Servizi Residenziali ad ospitare la Continuità Assistenziale con uno spirito di apertura al territorio spiega il direttore generale Carlo Bramezza -. La nuova sede permetterà un sensibile miglioramento dell accessibilità al servizio per l utenza. Questa sinergia agevola la popolazione che avrà la necessità di rivolgersi alla Guardia Medica aggiunge il presidente della Casa di Riposo, Fabio Bonadio. Allo stesso tempo si attua un economia di scala che in tempi di crisi è doverosa, in particolare nell interesse degli utenti. GUIDE TASCABILI PER I SOCCORSI EXTRAOSPEDALIERI L ACQUISTO PER MERITO DI TRE BENEFATTORI Dallo scorso febbraio gli operatori dei pronto soccorso di San Donà, Portogruaro e Jesolo, possono contare su due nuove guide tascabili, prodotte con il contributo della Confartigianato di San Donà e di Portogruaro, e dell azienda Videosound di San Donà. Premesso che il nostro personale di pronto intervento è in grado di operare autonomamente e con la massima professionalità nelle situazioni di emergenza spiega il primario Franco Laterza questi vademecum sono un importante contributo aggiuntivo nei casi di soccorso avanzato extraospedaliero. Le guide Protocolli operativi extraospedalieri e Farmaci in pronto soccorso sono inoltre plastificate per essere usate in condizioni meteorologiche critiche; la prima è stata redatta da un gruppo di lavoro costituito da personale medico e infermieristico e approvata dal collegio di direzione dell ULSS10; la seconda guida è stata prodotta da un gruppo di lavoro coordinato dal primario Franco Laterza. Appreso di questa iniziativa volta a salvare vite umane, non ho avuto dubbi: l ho subito sostenuta motiva il presidente di Confartigianato, Ildebrando Lava - e cercato di estenderla anche ai colleghi del portogruarese, considerato che questa ULSS opera in tutta la Venezia orientale. Siamo radicati nel territorio e tutto ciò che serve a migliorare la vita della popolazione ha il nostro appoggio aggiunge il presidente di Confartigianato-Portogruaro, Luigino Giusto. Presente alla consegna del materiale anche Luigi Salierno ed Eleonora Biral in rappresentanza dell azienda Videosound. UNA NUOVA AMBULANZA ALL OSPEDALE DI PORTOGRUARO 4 Dallo scorso gennaio al pronto soccorso di Portogruaro è in servizio una nuova ambulanza. Il mezzo è un Fiat Ducato 250, provvisto degli ultimi ritrovati tecnologici: dall impianto di condizionamento ad alta efficienza alla dotazione di due sirene elettroniche: bitonale e pluritonale di tipo americano. L ambulanza è provvista delle apparecchiature dedicate al soccorso avanzato. Per la rianimazione cardio-polmonare è provvista di un monitor-defibrillatore multiparametrico implementato con un sistema di trasmissione ECG a 12 derivazioni tramite telefono. Questo consentirà la trasmissione dei dati elettrocardiografici completi al centro cardiologico di riferimento, e la verifica, anche a distanza, del quadro clinico del paziente. Il veicolo è inoltre equipaggiato di ventilatore polmonare automatico e di sistemi di infusione programmata; dal punto di vista traumatologico è dotato di moderni dispositivi di estricazione e di immobilizzazione, sia per persone di età adulta che pediatrica, che permettono il migliore approccio e trattamento del paziente politraumatizzato.

5 ISTITUZIONALE IL NUOVO DIRETTORE GENERALE Cari lettori, utilizzo con grande piacere lo spazio messo a disposizione da 10 in salute per presentarmi e per illustrarvi le linee guida alla base del mio mandato che, come avvenuto per le altre Aziende sanitarie del Veneto, è stato affidato dal presidente della Regione, Luca Zaia. Ho 45 anni, sono trevigiano, ho una laurea in giurisprudenza e provengo professionalmente dall ambito sociale, avendo gestito una serie di case di riposo nel trevigiano e a Chioggia. Sin dal primo giorno di insediamento all ULSS10 Veneto Orientale ho cercato di conoscere più possibile questa realtà in tutti i sui aspetti: ho cercato di capire quali sono i problemi da affrontare e da risolvere, quali sono le eccellenze da valorizzare e quali le dotazioni disponibili, ho voluto conoscere tutti i collaboratori che poi sono il vero motore di questa Azienda. Ho visitato inoltre le strutture ospedaliere e del territorio, incontrato i venti sindaci del Veneto orientale recandomi personalmente da loro per acquisire le richieste e le esigenze che provengono da un ambito territoriale ampio e complesso. Quattro sono i punti cardine su cui si articolerà il mio mandato: la riduzione delle liste d attesa, per le quali sarà necessaria un organizzazione generale che spazierà trasversalmente dall ambito sanitario a quello amministrativo; l attenzione alle nuove povertà e ai disagi sociali, per i quali servirà un costante dialogo e confronto col territorio; un attenzione alla medicina turistica, perché dobbiamo considerare che ogni estate il litorale di questa Azienda accoglie circa 16 milioni di presenze turistiche, è il più popolato d Italia e pertanto necessita di un organizzazione straordinaria di uomini e mezzi per l assistenza medica; infine il risanamento del bilancio dell Azienda, tasto particolarmente dolente. Vari decreti collegati alla spending review hanno pesantemente ridotto i trasferimenti pubblici al Servizio Sanitario Nazionale, i quali a cascata si sono ripercossi sui servizi all utenza, costringendoci a rivedere l organizzazione degli stessi, inclusi i Livelli Essenziali di Assistenza. Ciò non significa che verranno tagliati servizi all utenza ma che cercheremo di spendere meglio le risorse a disposizione. Con voi lettori, e utenti, voglio essere chiaro e diretto sino alla fine della mia direzione all ULSS10: vi assicuro che farò tutto il possibile per garantire e migliorare i servizi di cui avrete bisogno, cercando di risparmiare sino all ultimo centesimo su tutto ciò che non è, e non sarà strettamente necessario a migliorare la nostra e la vostra sanità. Perché al centro del mio lavoro ci sarà sempre il cittadino. La squadra che mi affiancherà nei prossimi cinque anni di lavoro contribuirà a concretizzare, con professionalità ed esperienza, quanto vi ho esposto: la dottoressa Patrizia Benini continuerà a svolgere l ottimo lavoro fatto dal 2008 alla guida della direzione sanitaria; la dottoressa Michela Conte, trevigiana, proveniente dall ULSS9 Treviso, metterà a disposizione tutte le proprie capacità professionali alla direzione amministrativa; Maria Carla Midena, già dipendente dell ULSS10, ha contribuito in Regione, nell ambito del Piano Socio Sanitario, all individuazione della funzione distrettuale associata alla nuova figura del direttore dei Servizi Sociali, pertanto tale incarico le calza a pennello. Vi auguro una buona lettura. Carlo Bramezza Direttore Generale ULSS10 Veneto Orientale 5

6 PREVENZIONE febbre del Nilo La diffusione della malattia. Compiti per istituzioni e privati cittadini La malattia Il virus West Nile, o della febbre del Nilo, provoca una malattia infettiva presente da molti anni in diverse zone del mondo e da alcuni anni è stata segnalata anche in Veneto e in altre regioni italiane. La trasmissione dell infezione avviene attraverso la puntura della zanzara che a sua volta si infetta pungendo gli uccelli che sono il vero serbatoio del virus. Nell 80% delle persone infettate non compaiono sintomi di malattia mentre in circa il 20% si ha febbre, congiuntivite, cefalea, dolori muscolari, a volte eruzioni cutanee. Nell 1% circa dei malati, soprattutto se di età superiore a 60 anni affetti da patologie croniche, si può avere l interessamento del sistema nervoso con quadri di encefalite, meningite o mielite. Le caratteristiche del vettore e la trasmissione dell infezione La trasmissione del virus della febbre del Nilo avviene tramite la puntura della zanzara della specie culex, della quale se ne conoscono due sottospecie: la culex pipiens molestus che punge solo l uomo e predilige ambienti intensamente abitati, sviluppandosi in raccolte d acqua stagnante ricche di materiale organico, come i tombini stradali e fognature; la culex pipiens pipiens che si insedia in zone rurali, punge anche gli uccelli e si sviluppa in raccolte d acqua limpide, ricche di carico organico vegetale. Quest ultima zanzara si infetta pungendo gli uccelli e trasmette poi, con la sua puntura, il virus all uomo e agli animali. Le dimensioni del fenomeno e il profilo epidemiologico dell infezione Il numero di casi di malattia riguardanti persone residenti nei Comuni del territorio dell ULSS 10 notificati nel 2012 è risultato largamente superiore ai casi registrati nei due anni precedenti. CASI DI MALATTIA ANNO NR Il profilo epidemiologico dei casi di malattia non sembra subire modificazioni riguardo all età e le caratteristiche dei malati. La maggior parte dei soggetti ammalati sono persone di età superiore a 60 anni con preesistenti condizioni morbose (diabetici, cardiopatici, pneumopatici, neoplastici ). CASI DI MALATTIA PER ETA Fasce d età Nr >60 26 Si rileva inoltre che il maggior numero di casi di malattia si è verificato in persone domiciliate in comuni del litorale ed in residenti in zone rurali dei comuni dell entroterra. Non tutte le zanzare di questa specie presenti in un dato luogo sono infettate dal virus della West Nile quindi, tanto più lungo è il periodo di esposizione alla puntura della zanzara e tanto più alta è la probabilità di essere punti da una o più zanzare infette, che trasmettono il virus. Numero casi di malattia per Comune Caorle Eraclea Jesolo COMUNI ENTROTERRA zona rurale zona urbana Totale

7 Il maggior numero dei casi di malattia di West Nile si è registrato nei mesi di agosto e settembre, periodi di massima densità del vettore, tuttavia alcuni casi si sono verificati anche nel mese di ottobre. Anno 2012 Nr. casi Maggio 0 Giugno 0 Luglio 0 Agosto 10 Settembre 21 Ottobre 4 Totale 35 Nel corso dei mesi estivi sono state inoltre accertata 6 sieropositività al West Nile Virus in altrettanti donatori asintomatici e due nei familiari di persone che hanno avuto la malattia. Inoltre il virus è stato trovato nei cavalli e nelle zanzare in comuni in cui non si sono registrati casi di malattia nell uomo. L osservazione epidemiologica del fenomeno che si è verificato nell estate 2012, permette di documentare che: il virus è diffuso su gran parte del territorio dei comuni dell ULSS 10; il numero dei malati e quello dei donatori di sangue positivi al virus, indicano la presenza di un elevato rischio di trasmissione dell infezione all uomo; l infezione è più frequente nelle persone che sostano all aperto nelle ore serali quando è maggiore l esposizione alla puntura di zanzara (zone del litorale), e nelle persone residenti in zone periferiche, ossia in particolare nei comuni dell entroterra; le persone che maggiormente si ammalano sono quelle con età superiore ai 60 anni; La prevenzione dell infezione La prevenzione dell infezione si basa su azioni rivolte all ambiente, rappresentate da estesi interventi di disinfestazione sia in aree pubbliche che private e su misure comportamentali e di protezione individuale. Gli interventi di bonifica ambientale Costituiscono la misura di prevenzione più importante nella lotta al vettore e sono rappresentati da tutti gli interventi realizzati dall uomo per evitare la riproduzione della zanzara. PREVENZIONE Alcuni esempi: coprire con reti a maglia stretta i contenitori fissi ed i tombini; svuotare ogni settimana i sottovasi; evitare di lasciare in giardino contenitori, barattoli e manufatti con l apertura verso l alto favorendo la raccolta di acqua piovana; Altro intervento utile a creare un ambiente poco favorevole all insediamento dell insetto è rappresentato dal periodico falcio dell erba e taglio delle siepi. Interventi di disinfestazione contro le larve L intervento di disinfestazione più efficace è quello di impedire alle larve di svilupparsi, trasformandosi in zanzare (trattamento larvicida). E un intervento che si può fare: coprendo l apertura del contenitore di acqua con una rete a maglie fitte che impedisce alle zanzare di entrare per deporre le uova; mettendo una pastiglia di prodotto larvicida nella raccolta d acqua ogni 10 giorni; inserendo nelle vasche d acqua che non si possono svuotare un certo numero di pesci rossi che si nutrono di larve di zanzara; inserendo, nelle raccolte d acqua, dei fili di rame che producono una sostanza che intossica le larve di zanzara; cospargendo la superficie dell acqua di olio minerale che, creando un film impermeabile che, impedisce alle larve di respirare. Interventi di disinfestazione contro le zanzare Gli interventi contro le zanzare adulte sono necessari quando la densità dell insetto è elevata. Questi trattamenti devono affiancarsi (non sostituire) agli interventi di bonifica ambientale e a quelli contro le larve dell insetto. Per lo svolgimento periodico dei trattamenti adulticidi si debbono usare sostanze a base di piretro nebulizzandole, nell ambiente circostante alle abitazioni, sulla vegetazione e sui prati. La protezione degli ambienti di vita La protezione degli ambienti di vita richiede l impiego di zanzariere alle finestre, uso di zampironi, lampade a ultrasuoni o a raggi UV. La protezione individuale La protezione individuale con mezzi fisici, chimici e comportamentali rappresenta una delle più importanti azioni che la persona può compiere per difendersi dalla puntura della zanzara. Molto utile risulta coprire la parti del corpo come braccia, gambe e caviglie quando nei mesi estivi si sta all aperto molto tempo, usando preferibilmente vestiti di colore chiaro che non attirano le zanzare. Molto utili per proteggersi dalla puntura dell insetto sono le creme e spray insetto-repellenti sulle parti del corpo scoperte. Luigi Nicolardi Direttore del Dipartimento di Prevenzione 7

8 PREVENZIONE IL RUOLO CENTRALE DELLE ULSS, DEI COMUNI E DEI PRIVATI NELLA LOTTA AI VETTORI DI WEST NILE Il piano di sorveglianza della Regione Veneto La sorveglianza epidemiologica del virus West-Nile, o febbre del Nilo, in Veneto è stata attivata nell estate del 2008, quando furono segnalati casi in equini di un allevamento nella provincia di Rovigo. La sorveglianza rapida nei ricoverati per meningoencefalite ad eziologia sconosciuta, ha permesso di identificare, sempre nel 2008, 6 casi umani di malattia neuroinvasiva da WNv (West Nile virus) nella stessa provincia. Nel 2009, in seguito al ripetersi di casi umani di WN (6 casi tra cui un decesso) e al crescente numero di province interessate (Rovigo e Venezia), la Regione Veneto ha attivato un piano di sorveglianza integrato clinico e veterinario per la sorveglianza attiva e il monitoraggio della circolazione della West-Nile nell uomo, nelle zanzare e negli animali. Nel corso dell anno 2010 sono stati notificati 3 casi autoctoni di malattia di cui 2 della provincia di Venezia (di questi uno ricoverato e reso noto dalla Regione Friuli) e un caso nella provincia di Vicenza. Inoltre è stato segnalato un caso importato relativo ad un soggetto di ritorno dalla Romania. Nel 2011 la Regione Veneto, sulla base di disposizioni del Ministero della Salute, ha nuovamente attivato il sistema di sorveglianza integrato a livello regionale. Grazie a questo sono stati notificati 9 casi di malattia neuroinvasiva da West-Nile, nel periodo compreso tra fine agosto e fine settembre, tra cui 2 decessi. Nel 2012 la sorveglianza è continuata, e ha fornito degli aggiornamenti rispetto a quella attivata nell anno precedente. Nel periodo di sorveglianza fissato dal 15 giugno al 30 novembre, sono stati segnalati 21 casi di malattia da West-Nile virus. Si tratta di soggetti residenti principalmente nelle Aziende Ulss 9 di Treviso e Ulss 10 Veneto Orientale. Parallelamente, come da indicazioni per le stagioni estate-autunno 2012 disposte dal Centro Nazionale Sangue, è stata attivata una prevenzione della trasmissione del virus mediante le trasfusioni, basata sulla sorveglianza attiva dei donatori di sangue, con l introduzione del test di amplificazione genica nelle province di Treviso, Belluno e Venezia. Ebbene, dai controlli effettuati, sono stati individuati 14 donatori positivi al test NAT: 11 afferenti alla provincia di Venezia e 3 a quella di Treviso. 8 Il sistema di sorveglianza in Veneto per il Il ruolo delle Ulss. La sorveglianza effettuata nell anno 2012 conferma l individuazione territoriale di specifiche aree a circolazione virale e con presenza di casi umani che riguardano in modo specifico le aziende sanitarie: Ulss 9 Treviso, Ulss 10 Veneto Orientale, Ulss 12 Venezia, Ulss 13 Dolo, Ulss 14 Chioggia, Ulss 18 Rovigo, Ulss 19 Adria. Le ULSS, in particolare, hanno il compito di supportare i comuni nella predisposizione dei piani d intervento attraverso: il coordinamento della gara d appalto per conto dei comuni; la promozione, nelle sedi opportune (Conferenza dei Sindaci) della necessità di attuare piani di intervento condivisi e coordinati; la ricerca di alleanze promuovendo azioni che portino ad un maggior coordinamento delle azioni di controllo anche attraverso altri Enti sovracomunali (municipalizzate) attuare le verifiche di efficacia degli interventi di disinfestazione; la predisposizione dell attività informativa nei confronti della popolazione. Il contributo dei privati nella lotta ai vettori I contenitori artificiali che trattengono l acqua piovana come: pneumatici, secchi, abbeveratoi per uccelli, piscine o vasche non usate, scoli otturati, pozzanghere, sono siti ideali per lo sviluppo delle zanzare. Questi contenitori spesso si trovano in proprietà private ed è quindi compito di ogni proprietario, o titolare di aree residenziali e commerciali, ispezionare regolarmente la sua proprietà e gli edifici per individuare l esistenza di condizioni favorevoli alla proliferazione delle zanzare e per eliminarle. E inoltre compito del privato: trattare con prodotti larvicidi e con periodicità quindicinale tutte le raccolte d acqua ineliminabili, come ad esempio tombini, fossati di scolo ed altro; utilizzare zanzariere alle finestre e zampironi per evitare la presenza di zanzare, proteggendosi inoltre dalla puntura di zanzara durante la permanenza all aperto con l uso di prodotti insettorepellenti.

9 ATTUALITÁ OSPEDALE DI SAN DONA QUARANTENNE COLPITO DA ARRESTO CARDIACO RITORNA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI DOPO ESSERE STATO SOTTOPOSTO A IPOTERMIA TERAPEUTICA SCREENING MAMMOGRAFICO: TRAGUARDO RAGGIUNTO NEL 2012 I tumori alla mammella, dell utero e dell intestino rappresentano tre delle principali cause di morte per neoplasia in Italia. Su questo fronte l ULSS10 ha da tempo rafforzato l attività degli screening di prevenzione e risultati si stanno ora concretizzando, tanto che, per quanto riguarda la prevenzione del tumore alla mammella, nel 2012 è stato centrato l obbiettivo fissato dalla Regione Veneto: l 80% delle donne invitate al controllo si sono sottoposte alla mammografia. Più nel dettaglio, lo scorso anno il Centro Screening del Dipartimento di Prevenzione dell ULSS10 ha invitato donne (nella fascia d età compresa tra 50 e 69 anni) a sottoporsi alla mammografia; tra esse 9950 hanno eseguito il controllo, permettendo all ULSS10 di raggiungere l importante risultato. Dati alla mano, il direttore generale dell ULSS10, Carlo Bramezza, ha ringraziato gli operatori del Centro Screening, il personale ospedaliero e i Medici di Medicina Generale, per Il 2013 è iniziato con l ottima evoluzione di un evento che avrebbe potuto essere tragico per un quarantenne del sandonatese. La persona ha invece potuto riabbracciare moglie e figli e ritornare alla vita di tutti i giorni senza alcuna conseguenza fisica, grazie ad una catena della sopravvivenza iniziata con la moglie aiutata per telefono dagli operatori del Suem, proseguita con l intervento del personale di pronto soccorso e coronata con l impiego di un apparecchiatura elettromedicale all avanguardia, da poco disponibile nella terapia intensiva di San Donà. Il sandonatese colpito da arresto cardiaco è stato infatti ricoverato al pronto soccorso e successivamente trasferito in terapia intensiva per essere sottoposto ad un processo di ipotermia terapeutica. Il paziente è rimasto in arresto cardiaco per un tempo relativamente prolungato, pertanto è stato subito deciso di applicare il nuovo protocollo e utilizzare la nuova apparecchiatura- spiega il primario della terapia intensiva, il dottor Fabio Toffoletto -. Con il repentino abbassamento della temperatura corporea abbiamo cercato di salvare il cervello e altri organi vitali rimasti in assenza d ossigeno. Il tutto è stato possibile mediante il processo di ipotermia che permette di inibire il processo degenerativo celebrale degli organi vitali. Il procedimento viene attuato applicando placche refrigeranti su tutto il corpo del paziente, le quali abbassano la temperatura corporea a 32 gradi centigradi per circa 24 ore. Successivamente il paziente è stato riscaldato a 37 gradi con la stessa apparecchiatura; la temperatura è stata poi stabilizzata per le successive 48 ore. In pratica è lo stesso principio di funzionamento di un frigorifero che ci permette di mantenere inalterate le strutture viventi diminuendo il loro metabolismopuntualizza il dottor Toffoletto -. La nostra Azienda è una delle poche in Veneto a poter applicare questo protocollo d intervento, con cui si possono dare notevoli possibilità di recupero a pazienti colpiti da infarto di varia natura. Il principio dell ipotermia terapeutica è noto da anni: uno dei suoi pionieri è stato lo scienziato russo Vladimir Negovsky che osservò gli effetti benefici del freddo sui soldati feriti nella campagna di Russia, durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo recentemente tale tecnica è tuttavia rientrata nelle linee guida per il trattamento di pazienti con arresto cardiaco. la collaborazione fornita con impegno e professionalità. Pur consapevole delle limitate risorse disponibili spiega Bramezza l Azienda s impegna a consolidare questo risultato che, oltre a mettere in luce l efficacia delle attività di prevenzione, è volto a tutelare la salute delle donne. Colgo l occasione per invitare tutti i cittadini che rientrano nelle fasce di diritto, a partecipare gratuitamente ai programmi di screening oncologici. Le fasce di diritto e altre informazioni sugli screening, sono disponibili sul sito internet nella sezione Strutture/Dipartimento di Prevenzione. 9

10 ATTUALITÁ IL GIOCO D AZZARDO PUO CREARE DIPENDENZA PATOLOGICA SUL SITO DELL ULSS10 LA LOCANDINA DA ESPORRE NEI LUOGHI IN CUI SI PRATICANO GIOCHI CON VINCITE IN DENARO Da gennaio 2013, gli esercenti nei cui locali si possono praticare giochi con vincite in denaro e scommesse su eventi sportivi e non sportivi (come slot machine, gratta e vinci, lotterie istantanee, ed altro), devono obbligatoriamente esporre apposite indicazioni che riguardano il rischio di dipendenza nella pratica di giochi, nota anche come ludopatia. Lo prevede la legge 189 dell 8 novembre 2012 che coinvolge nella prevenzione il Servizio Sanitario Nazionale. A questo proposito, il Dipartimento per le Dipendenze dell ULSS10 mette a disposizione sul internet l apposita locandina da esporre negli esercizi pubblici. In essa viene indicato chiaramente agli scommettitori del gioco d azzardo il pericolo tangibile di sviluppare una dipendenza patologica, la quale determina rischi per la salute della persona, per la sua socialità e per il proprio nucleo familiare, nonché il rischio di perdere di ingenti somme di denaro. Coloro i quali pensano di essere a rischio o di avere già un problema con il gioco d azzardo, sono invitati a contattare il Dipartimento per le Dipendenze, dove gli specialisti dell ULSS10 forniranno tutto il supporto necessario per la cura di questa patologia. I segnali che preannunciano una dipendenza nella pratica di giochi: Crescente esborso di denaro e di tempo dedicati al gioco; diventare nervosi se non si gioca; pensare di recuperare le perdite continuando a giocare o sperando in supervincite; pensare di controllare o influenzare la fortuna con riti scaramantici; mentire a familiari ed amici; indebitarsi e commettere illeciti per procurarsi denaro. MESSAGGIO PROMOZIONALE 10

11 CON LA NUOVA ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DEI TRIBUNALI CI SARANNO DISAGI ALL IMPIANTO DI SOSTEGNO DEI MINORI ATTUALITÁ Su invito del direttore generale Carlo Bramezza, l assessore regionale ai Servizi Sociali Remo Sernagiotto, il presidente della commissione regionale Sanità Leonardo Padrin, il presidente della Conferenza dei Sindaci Andrea Tamai e funzionari della Regione Veneto, lo scorso gennaio nella sede centrale dell ULSS10, hanno discusso della nuova organizzazione della giustizia locale e dei disagi che determinerà per l intero impianto di sostegno ai minori. La nuova organizzazione dei tribunali infatti, fissata la scorsa estate con un decreto legislativo del Consiglio dei Ministri, ha accorpato le sede distaccata di San Donà a Venezia, e quella di Portogruaro a Pordenone. Ciò significa che l area del portogruarese, per quanto riguarda la tutela dei minori, dovrà far riferimento al Tribunale per minori di Trieste, pertanto a normative e protocolli della Regione Friuli Venezia Giulia, diversi da quelli veneti. Rilevato il problema, il direttore generale dell ULSS10 ha contattato Regione e Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale. La risposta è stata immediata: Premesso che la Regione Veneto ha maturato nel tempo una diversa sensibilità sulla problematica dei minori, e che il Veneto è stato il primo in Italia a istituire il Pubblico Tutore dei Minori - ha dichiarato l assessore Sernagiotto al termine dell incontro svoltosi a San Donà - questa ULSS sarà costretta a operare e a dividersi tra modelli di organizzazione e di gestione molto diversi. Non solo: le famiglie, operatori socio-sanitari e gli enti locali, dovendo far riferimento al tribunale di Trieste, saranno costretti ad affrontare ulteriori disagi dovuti alla lontananza. Per questi motivi chiederemo al prossimo Governo che i minori del Veneto orientale continuino ad essere gestiti dal tribunale di Venezia. I disagi derivati dalla tutela dei minori attraverso le competenze del tribunale friulano rischiano di compromettere la rete dei volontari dedicata al sostegno (circa 900 gli Amministratori di Sostegno e 100 Pubblici Tutori) con la conseguenza che nasceranno notevoli difficoltà operative. Dobbiamo affrontare subito la situazione per prevenire la compromissione della rete di assistenza ai minori- ribadisce il direttore generale Carlo Bramezza-. Pertanto, tra i miei primi provvedimenti, ho convocato Regione e Conferenza dei Sindaci: appena insediato il nuovo Governo scriveremo delle lettere congiunte e le invieremo al ministero di competenza, per chiedere che la gestione dei minori resti allo stato attuale. Pillole di storia a cura del dottor Fabio Toffoletto Non tutti sanno che...è importante lavarsi le mani Il Generale inverno oltre alla neve e al freddo ci porta anche mali di stagione come l influenza, il raffreddore e molto altro. Ebbene uno dei veicoli più importanti nella trasmissione delle infezioni è il contatto con le mani. Ogni giorno le nostre mani afferrano infatti i più vari oggetti, toccano innumerevoli persone e possono veicolare infezioni da noi verso gli altri e viceversa. Il rimedio è semplice: è sufficiente lavarsi le mani con frequenza, con semplice acqua e sapone, per abbattere in maniera drastica la carica batterica che trasportano. La prima persona che riscontrò l importanza del lavaggio delle mani fu Ignaz Semmelweis, medico ungherese che lavorava a metà dell 800 in una delle prime cliniche ostetriche al mondo, a Vienna. La piaga più frequente in quei tempi era l elevatissima mortalità materna che affliggeva le donne che partorivano, dovuta alla cosiddetta febbre puerperale; basti pensare che dal 10 al 35% delle donne afflitte da questa febbre morivano. Era una vera e propria strage. Anziché concentrarsi sulla sola malattia, Semmelweis scoprì che buona parte dei suoi colleghi e degli studenti di medicina eseguivano o assistevano autopsie a mani nude e dopo, senza lavarsele, andavano ad assistere le donne che partorivano, causando a queste poverette delle setticemie dovute al passaggio dei germi dai cadaveri alle donne. Allora i batteri e i virus non erano ancora stati identificati come causa di malattie infettive, pertanto queste morti venivano considerate inevitabili. Semmelweis scoprì inoltre che lavandosi le mani con una semplice soluzione contenente cloro la mortalità delle donne passò in sei mesi dal 18,3% all 1,2%. Problema risolto? Tutt altro. L epilogo di questa scoperta fu infausto. Il medico ungherese non fu assolutamente creduto, venne denigrato da tutti i suoi colleghi e, ironia della sorte, giudicato pazzo. Il pioniere delle tecniche antisettiche morì all età di soli 47 anni in un manicomio, in seguito alle ferite riportate dalle guardie del manicomio stesso. Lavarsi le mani da un lato ci permette quindi di fare del bene sia a noi stessi che agli altri, dall altro di rendere onore a questo pioniere della scienza internato e morto in manicomio a causa delle sue idee. 11

12 OSPEDALE STORIE DI PERITONEI, DIALISI E RENI 12 I reni svolgono molte importanti funzioni per il nostro organismo. La più importante è l escrezione delle scorie prodotte dall organismo stesso nei suoi numerosi e normali processi metabolici, per mezzo della produzione di urina (diuresi), inoltre i reni concorrono a mantenere in equilibrio gli elettroliti (sodio, potassio, calcio, fosforo ) eliminano l acqua in eccesso, e hanno importanti funzioni endocrine. Producono, per esempio, l Eritropoietina, che stimola la formazione dei globuli rossi, vari ormoni che regolano la pressione arteriosa e il metabolismo del calcio e del fosforo e l attivazione della vitamina D. Quando i reni non sono più in grado di adempiere a tali funzioni, perché colpiti da una severa patologia renale primitiva o secondaria, acuta o cronica, occorre ricorrere ad un trattamento sostitutivo uno dei quali è la dialisi peritoneale. L inizio della dialisi può rappresentare una sorta di fallimento agli occhi del paziente, che ha già fatto molti sforzi per curarsi e rallentare la progressione della malattia. E incredulo, confuso e impaurito, si chiede come tutto ciò possa essere accaduto proprio a lui e quale sarà il suo futuro. Teme che la dialisi modifichi troppo radicalmente le sue abitudini e le sue aspettative. Per accettare la terapia dialitica è fondamentale poterla conoscere, ricevendo informazioni corrette e precise, essere accompagnati dall equipe sanitaria in un percorso comune nella struttura di cura, che permetta al paziente di convivere attivamente con la malattia. La scelta del trattamento dialitico sostitutivo deve essere pertanto consapevole e condivisa dal paziente e dalla sua famiglia. COME FUNZIONA LA DIALISI PERITONEALE Per depurare l organismo dalle tossine uremiche che vi si accumulano a causa dell insufficienza renale, la dialisi peritoneale sfrutta come filtro una membrana sierosa naturale detta peritoneo, che riveste l intestino e gran parte dei visceri addominali e li fissa alle pareti stesse della cavità addominale. E quindi una dialisi intracorporea. Per poterla effettuare è necessario un piccolo intervento chirurgico, generalmente effettuato in anestesia locale, che serve a posizionare il catetere peritoneale in addome. Nella nostra ULSS l intervento viene effettuato con un breve ricovero presso la Chirurgia dell ospedale di San Donà di Piave, dal chirurgo Giuseppe Da Giau, e dalla nefrologa Cristina Bonesso o da un collega nefrologo. Successivamente il paziente è seguito da un equipe medico-infermieristica dedicata, che dal 2000 si occupa di dialisi peritoneale presso la Nefrologia e Dialisi all ospedale di San Donà di Piave. Il trattamento viene eseguito generalmente al domicilio del paziente, autonomamente o con l aiuto di un familiare, dopo un adeguato periodo di addestramento che viene effettuato presso il Centro Dialisi di San Donà di Piave.L addestramento è una fase molto importante e delicata in cui il paziente e i suoi familiari vengono istruiti ad eseguire le semplici manovre previste. La Dialisi Peritoneale consiste nell introdurre in addome un liquido dializzante che durante un periodo di sosta variabile depura l organismo dalle scorie e drena i liquidi in eccesso. In questo periodo il paziente può svolgere le sue attività abituali, in quanto non avverte alcun sintomo o fastidio. Il medico e il paziente concordano generalmente orari e tempi del trattamento al fine di adattarlo il più possibile agli impegni lavorativi, di studio o familiari del paziente. Il trattamento può essere effettuato manualmente durante la giornata o con l aiuto di un piccolo apparecchio detto Ciclyer,durante la notte. Sfatiamo alcune convinzioni diffuse: la terapia non prevede uso di aghi, non c è passaggio di sangue o di liquido sporco o infetto; mentre il liquido dialitico lavora nell addome,il paziente può muoversi liberamente, senza dover ricorrere a una stanza sterile per essere effettuata, ma solo di un ambiente pulito e non è vietata la presenza di animali. INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI ALLA DIALISI PERITONEALE La dialisi peritoneale è sicuramente più fisiologica per l organismo ed è di pari efficacia depurativa e ultrafiltrativa rispetto all emodialisi (metodica più diffusa effettuata generalmente tre volte alla settimana in ambiente ospedaliero), così pure la spettanza di vita è sovrapponibile tra le due metodiche. In dialisi peritoneale la depurazione avviene però in maniera più graduale e continua nelle 24 ore, ciò permette al paziente di mantenere per molto tempo la diuresi residua (cioè la capacità del rene di produrre urina) e di seguire una dieta più libera e con un maggior introito di liquidi rispetto all emodialisi. La dialisi peritoneale indicata ed applicata in particolar modo in ambito pediatrico,per coloro che vogliono mantenere una regolare attività lavorativa o di studio,per chi vuole fare qualche viaggio, per chi ha problemi cardiovascolari e per chi vuole avere una certa autogestione della malattia. Consente di arrivare al momento del trapianto in condizioni cliniche sicuramente mi-

13 gliori e senza aver intaccato il patrimonio vascolare degli arti superiori, cosa che invece avviene con l emodialisi per la necessità di confezionare chirurgicamente la fistola artero-venosa. Ovviamente ci sono alcune controindicazioni alla dialisi peritoneale,di ordine clinico (pregressi interventi addominali severamente demolitivi che comportino la perdita di gran parte del peritoneo, diverticoliti frequenti etc.), di carattere sociale e familiare o psicologico,che possono condizionare la scelta trai due tipi di dialisi. DALL AMBULATORIO DI DIALISI PERITONEALE AL DOMICILIO DEL PAZIENTE L ambulatorio di dialisi peritoneale è attivo all ospedale di San Donà dal 2000.E aperto dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.30; dopo tali orari, per ogni eventuale problema è possibile rivolgersi al Centro Dialisi di San Donà di Piave: nelle ore notturne e nei giorni festivi vi sono sempre un medico e un infermiere disponibili per le urgenze. Il personale dedicato all ambulatorio è infatti composto da un medico e da un infermiere appositamente formati, che congiuntamente prendono in carico il paziente e la sua malattia. L infermiere svolge attività di educazione sanitaria nei confronti del paziente e dei suoi familiari, nell addestramento alla tecnica dialitica e successivamente di controllo dell aderenza dialitica da parte del paziente, educa alla dieta da seguire e all igiene personale e dell ambiente. Il medico prescrive la terapia farmacologica e dialitica, valuta con periodici esami la quantità di dialisi necessaria e avvia il paziente, se possibile, alla lista trapianti. NESSUNA RINUNCIA A VIAGGI E VACANZE Al fine di agevolare i pazienti in dialisi peritoneale, tutto il materiale necessario viene fornito con cadenza mensile tramite corriere, in modo anonimo e gratuito, direttamente al domicilio del paziente o, quando lo richiede, nel luogo di vacanza preventivamente concordato col personale dell ambulatorio. La dialisi peritoneale è il trattamento più indicato per coloro che hanno la necessità di viaggiare per lavoro o che amano farlo per piacere o che hanno i familiari domiciliati in un altra città.e una metodica dialitica che cerca di adattarsi allo stile di vita del paziente senza costringerlo a rinunciare ai suoi progetti di vita. Il team dell ambulatorio della Dialisi Peritoneale OSPEDALE CON IL RENE DI MIA MOGLIE SONO RITORNATO A VIVERE Tutto ha inizio con la visita di leva: un esame delle urine evidenzia la perdita di proteine e di globuli rossi. A distanza di 30 anni scopre che i suoi reni non funzionano più e che l insufficienza renale si è aggravata al punto da richiedere prima la dialisi e poi il trapianto. La moglie non indugia e con un atto di amore estremo dona un rene al marito che, a 53 anni, può iniziare così una nuova vita. Protagonisti di questa storia i coniugi Giuliano Melchiori e Maria Teresa Gasparrini, di Musile di Piave, i quali si sono rivolti all unità di Nefrologia e Dialisi di San Donà per intraprendere il percorso che li ha portati al trapianto. Ho scoperto l insufficienza renale nel 1978 e da allora ho sempre condotto una vita normale, facendo controlli periodici - spiega Giuliano Melchiori. Tutto questo sino al 2008 perché poi, a causa di problemi familiari, sono stato costretto a trascurare la mia salute. Quando ha scoperto la gravità della situazione? L ho scoperta nel 2011 quando ho chiesto di fare una visita: mi sentivo sempre stanco, avevo sempre freddo e dormivo poco. Nel primo esame erano emersi valori fuori da ogni limite tollerabile, il medico mi fece fare un secondo esame che però confermò la grave situazione. Sono stato spedito d urgenza dal nefrologo, sono entrato in dialisi e successivamente incluso nella lista d attesa per il trapianto renale. Quale tipologia di dialisi ha scelto? Il personale del reparto mi ha illustrato con chiarezza le due strade percorribili: emodialisi o dialisi peritoneale. Ho scelto quella peritoneale perché rispetto all emodialisi mi ha permesso di non rinunciare al mio stile di vita, al lavoro, e di andare in vacanza portandomi appresso le sacche per il trattamento. Com è maturata la decisione di avere il nuovo rene da sua moglie? Ne abbiamo parlato in famiglia. Oltre mia moglie anche mio figlio e un mio fratello si erano offerti di donarmi un rene. Io e mia moglie abbiamo però deciso che lei sarebbe stata la soluzione migliore per tutti, ovviamente qualora il suo rene fosse risultato compatibile. Quando la eseguito il trapianto? Il trapianto è avvenuto il 24 dicembre 2012 al centro trapianti rene e pancreas di Padova. Con 12 giorni di degenza abbiamo fatto tutto. Quali sensazioni avete provato dopo l intervento, sia lei che sua moglie? Ci siamo risvegliati nella stessa sala operatoria. Non appena ho visto che anche lei si era svegliata dall anestesia, le ho chiesto come stava. Stavamo bene entrambi e in quel momento abbiamo capito che per noi iniziava una nuova vita. E cambiato qualcosa nel vostro rapporto coniugale dopo il trapianto? A parte l umore, l energia e le forza fisica che ho ritrovato dopo anni di malessere, ci sentiamo più legati di prima, c è più armonia di coppia, condividiamo tutto, vediamo la vita in modo diverso. Com è stata la riabilitazione dopo il trapianto? I primi mesi siamo stati seguiti nel centro trapianti di Padova sempre in collaborazione con la Nefrologia e Dialisi di San Donà. Vorrei lanciare un messaggio per chi sarà costretto ad affrontare un percorso simile al nostro è il seguente, non facile ma fattibile. Prego Affidatevi alla Nefrologia e Dialisi di San Donà perché sarete in buone mani. Qui ho trovato accoglienza e professionalità, il personale ci ha fatto sentire protagonisti della terapia. Siate inoltre riconoscenti al donatore, perché donare un organo non è un gesto scontato, e siate riconoscenti anche con chi ha autorizzato la donazione di un organo di persona deceduta. Vorrei infine ringraziare il personale che ci è stato vicino in questi mesi: i medici Cristina Bonesso e Gatto Stefano, gli infermieri Daniela Bettega e Teresa Ricotta, il coordinatore infermieristico Gabriele Franzin. I coniugi Melchiori e lo staff di neufrologia e dialisi 13

14 OSPEDALE 14 Il Dottor Paolo Sorrentino OSPEDALE DI SAN DONA DI PIAVE PRONTI PER L INTERVENTO CHIRURGICO IN 4 ORE All ospedale di San Donà gli esami precedenti all operazione chirurgica in regime di day week surgery si effettuano con un unico accesso e nell arco temporale di 4 ore. Ciò è possibile mediante un percorso che permette al cittadino-paziente di usufruire di un check-up omnicomprensivo: degli esami strumentali basati sulla storia personale alla visita medica che stabilisce le condizioni generali, al giudizio sull idoneità a concludere il percorso nell ambito della day week surgery ; in tal modo è possibile togliere l incombenza al paziente di recarsi più volte in ospedale per l esecuzione dei vari esami, permettendo un notevole risparmio di tempo e di stress. Tutto questo è stato reso possibile grazie a un lavoro di un equipe multidisciplinare perfettamente funzionante che coinvolge, oltre alla figure cardine di chirurgo e di anestesista, l assistenza infermieristica, la Radiologia, il Laboratorio, la Cardiologia e personale amministrativo spiegano il primario chirurgo Paolo Sorrentino e il primario anestesista Fabio Toffoletto -. I risultati raggiunti oggi ci permettono di affermare che tale attività pone la nostra Azienda al livello delle migliori, In un momento molto delicato per la sanità italiana e per la Ginecologia in particolare, dove in presenza di una riduzione delle risorse in termini economici e di personale fa da contraltare un aumento delle aspettative di salute, l unità di Ostetricia e Ginecologia diretta dal dottor Antonino Di Lazzaro ha organizzato un convegno che il prossimo aprile porterà a San Donà di Piave gran parte dei primari di Ostetricia e Ginecologia del Triveneto, alcuni componenti delle commissioni ministeriali e cattedratici di 5 università italiane. Gli argomenti sul tavolo di discussione sono vari. La sessione mattutina sarà dedicata all Ostetricia con due principali temi: l analisi delle migliori pratiche cliniche e l individuazione di protocolli operativi tendenti a ridurre il rischio clinico in sala parto; la riduzione dei parti cesarei come fissato dalle direttive ministeriali. Nella sessione pomeridiana spazio a tre argomenti di Ginecologia: l organizzazione dell Oncologia Il Dottor Fabio Toffoletto con in più un alto livello di umanizzazione. I pazienti che negli ultimi due anni hanno usufruito di un percorso unico, che si conclude con la comunicazione della data precisa dell intervento chirurgico, sono circa All ospedale di San Donà oltre l 80% dei pazienti che necessitano di intervento chirurgico in day week surgery viene sottoposto al percorso unico. Qualora il paziente debba avere necessità di ulteriori valutazioni o accertamenti, è sempre compito della struttura in cui si trova richiedere ulteriori valutazioni agli specialisti di pertinenza. Anche in questo caso il paziente viene posto al centro dell attenzione medica e usufruisce di un percorso completamente dedicato. Il check-up omnicomprensivo offre i seguenti vantaggi: minima interferenza con le abitudini di vita lavorativa e non, programmazione delle visite e dell intervento con date precise, esecuzione degli esami effettivamente necessari per la valutazione del paziente con il miglior rapporto d impatto economico sia per il paziente che per la struttura sanitaria. 140 GINECOLOGI DA TUTTO IL TRIVENETO A SAN DONà Ginecologica con la partecipazione di oncologi di fama nazionale; la moderna gestione clinica delle tumefazioni annessiali con i nuovi orientamenti in tema di terapia medica dell endometrosi; le controversie che riguardano l Uroginecologia. Infine, l assemblea dei ginecologi aderenti all Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), con l elezione del rappresentante regionale. L obiettivo che ci si è posti nell organizzazione di questo meeting spiega il dottor Antonino Di Lazzaro, responsabile scientifico del convegno - è cercare di migliorare qualitativamente la nostra attività diagnostico-terapeutica, creando delle linee guida comuni, capaci di orientare il nostro comportamento, aumentando così la sicurezza per le pazienti e per gli operatori del settore. Il convegno dal tema Hot Topics in Ostetricia e Ginecologia si svolgerà il 12 aprile presso il Park Hotel Continental di San Donà di Piave.

15 ATTUALITÁ ARRIVANO I FONDI PER L EDILIZIA SANITARIA NUOVA DIALISI ALL OSPEDALE DI SAN DONà E NATO IL PORTALE BESSY All ospedale di San Donà entro l anno saranno avviati i lavori di ampliamento al monoblocco ovest che ospiterà la nuova Dialisi e, in una fase successiva, una piattaforma ambulatoriale e la day surgery con relative sale operatorie. L intervento prevede inoltre un ampliamento del blocco operatorio ospedaliero con l integrazione di 2 nuove sale operatorie alle 4 esistenti. Il tutto grazie al trasferimento della Regione Veneto di 6 milioni di euro destinati all edilizia sanitaria, erogati in due tranche. Il progetto, realizzato dall ingegner Peter Casagrande e dal geometra Simone Dall Antonia del Servizio Tecnico ULSS10, prevede un ampliamento della superficie di circa 850 m2 ad alta tecnologia (sale operatorie ecc.) e di circa 700 m2 a media tecnologia. Al piano terra, il progetto prevede la completa ristrutturazione del servizio di dialisi. L ampliamento, che per la dialisi sarà di circa 230 m2, permetterà l aumento di 6 posti letto in aggiunta agli 8 attuali. Sono inoltre previste due ampie sale dedicate alla cura dialitica, locali per infermieri e caposala, mentre la parte attualmente in uso verrà dedicata ad ambulatori e studi. L attuale zona adibita alle sedute dialitiche verrà trasformata in zona ambulatoriale con studi medici e segreteria, mentre gli odierni ambulatori verranno utilizzati come area di stoccaggio. Gli utenti avranno inoltre a disposizione nuovi spogliatoi con servizi igienici e un ampliata sala d aspetto comprensiva di segreteria di reparto. La seconda tranche del finanziamento permetterà successivamente di proseguire con il completamento del primo piano dove nascerà l area poliambulatoriale, ossia una zona in cui raggruppate le attività ambulatoriali (compresa la libera professione) oggi dislocate in varie unità operative. Sempre in questa fase dei lavori verrà completato anche il secondo piano, dedicato alla day surgery con 2 sale chirurgiche e locali annessi, nonché con sale di degenza dedicate. Contestualmente sarà ampliato anche il blocco operatorio con la realizzazione di 2 ulteriori sale operatorie e locali di servizio. Riprendendo una frase del presidente della Regione Veneto, questo finanziamento è benzina nel motore - spiega il direttore generale dell ULSS10, Carlo Bramezza -. L ampliamento del monoblocco ovest ci permettrà di riqualificare una parte importante dei servizi erogati all utenza, ad iniziare dalla Dialisi che necessita di spazi più ampi e confortevoli, sia per gli utenti che per il personale che vi lavora. Approda su internet il progetto internazionale Bessy (Blood as Ethical good for Social Capital and Safety) con la regia dell ULSS10. E infatti attivo da alcuni mesi il nuovo portale multilingue attraverso cui Italia, Croazia, Slovenia, Albania, organizzazioni non governative ed enti pubblici, interagiscono per fornire una risposta efficace e comune ai problemi della scarsità e della sicurezza nella donazione del sangue, nonché alla promozione del sangue come bene etico, in tutta l area dell Adriatico. L Azienda ULSS10 è capofila del progetto Bessy, coordina pertanto le attività del progetto nonché i vari incontri internazionali tra i partner aderenti. Nell ambito del progetto si sta sviluppando inoltre un software/database da condividere tra i partner del settore non profit coinvolti nelle donazioni di sangue. A breve partirà anche una campagna promozionale basata su criteri e principi comuni nelle donazioni di sangue, mirata a reclutare nuovi donatori, in particolare nella fascia d età compresa tra 16 e 25 anni. 15

16 ATTUALITÁ 16 L ATTIVITA DEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE LAVORATIVA (SIL) Sono 307 le persone con disabilità o situazioni di disagio che, grazie all intervento del Servizio di Integrazione Lavorativa (SIL), nel corso del 2011 hanno potuto svolgere un periodo di tirocinio lavorativo all interno di aziende o cooperative sociali. La finalità del SIL è infatti quella di favorire l inserimento delle persone deboli nei confronti del mondo del lavoro, per invalidità e/o svantaggio, attraverso percorsi personalizzati di accompagnamento e sostegno. Il lavoro è parte significativa del processo di socializzazione e di integrazione di ciascun cittadino, è una condizione per l accesso ai Servizio Inviante diritti di cittadinanza ma anche una condizione per acquisire un ruolo adulto, identità e visibilità sociale; il SIL affianca pertanto il sostengo educativo e la mediazione sociale agli strumenti legislativi che sostengono il diritto al lavoro. Sono destinatari delle azioni erogate da questo servizio le persone in condizione di disabilità ai sensi della legge 68 del 1999, di svantaggio (legge 381/91) e di disagio sociale, seguite dai servizi sociali comunali, che necessitino di accompagnamento per inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. I servizi distrettuali che si rivolgono al SIL per un progetto di integrazione lavorativa sono: il servizio Disabilità in Età Adulta, il servizio Età Evolutiva, il servizio di Salute Mentale, il servizio per le Dipendenze, il servizio di Consultorio PROGETTI ATTIVATI Tirocini Disabilità in Età Adulta 175 Salute Mentale 70 Dipendenze 22 Comuni 40 Sono 32 dipendenti dell ULSS10 che nel 2012 hanno maturato i requisiti per il pensionamento. Come oramai consuetudine da qualche anno, la direzione strategica ha conferito loro un riconoscimento per il lavoro svolto in Azienda. Questi i nominativi del personale in quiescenza, in ordine di data: Tiziano Bardellotto, Virginia Girardi, Adone Brocchetto, Egidio Ferro, Gianfranco Furlan, Ida Balduit, Fernando Tuzzato, Daria Berkovic, Alida Favro, Giovanna Dimasi Maria, Benito Ponte, Luigia Maria Rita Carrer, Daniele Marco Valvason, Maria Grazia Marigonda, Roberta Carletto, Loredana Antelmi, Donatella Campaner, Frnacesca Rolanda Puppo, Enzo Cattelan, Fanny Vezzà, Salvatore Russo, Maria Luisa Rossetto, Michele Marin, Speranza Maria Gusso, Narciso Ennio Trevisiol, Giuseppe Sacchi, Vanda Lucchetta, Anna Battiston, Sergio Maurutto, Giuseppe Ragusa, Pier Maria Pili, Giorgio Regazzo. Familiare, Servizi Sociali Comunali. Il processo per l integrazione lavorativa prevede la presa in carico della persona da parte di uno dei servizi invianti, i quali hanno il compito di predisporre un progetto globale. Lo stesso viene approvato attraverso lo strumento dell UVMD (Unità di Valutazione Multidimensionale) e vede coinvolte tutte le figure professionali che a diverso titolo hanno in carico la persona interessata. Nell ambito di tale progetto il SIL attiva e gestisce un piano di integrazione lavorativa finalizzato alla riabilitazione della persona. Il SIL predispone quindi dei progetti personalizzati che tengono conto delle potenzialità sul piano dell autonomia, della socializzazione e della relazione, nonché delle competenze e capacità utili per una integrazione graduale nel mondo del lavoro della persona disabile o in situazione di disagio. Per la realizzazione degli interventi il SIL si avvale di un Assistente Sociale ed Educatori Professionali formati nelle metodologie educative e della mediazione lavorativa. Il servizio dal 2013 ha una nuova sede a San Donà di Piave, in Via Girardi 23; ha una sede anche a Portogruaro presso il Distretto Socio- Sanitario numero 2. Il team del Servizio di Integrazione Lavorativa (SIL) IL PERSONALE DELL ULSS IN QUIESCENZA NEL 2012 Anche il circolo ricreativo C.R.U.S.L. di San Donà di Piave ha premiato i propri pensionati nell ambito della cena annuale che si è svolta lo scorso febbraio al ristorante Borgo Ronchetto di Salgareda. Nella foto il consiglio direttivo e alcuni sostenitori del circolo.

17 ATTUALITÁ COSTI STANDARD E GESTIONE OCULATA DELLE RISORSE NELL EVOLUZIONE DELLA SANITA I CONTENUTI DEL MEETING ORGANIZZATO DALLA DIREZIONE SANITARIA DELL ULSS10 Strategic budget management: dai costi standard alla gestione dell innovazione, è questo il tema affrontato in un convegno multidisciplinare svoltosi lo scorso 7 dicembre a Noventa di Piave su iniziativa della direzione sanitaria dell ULSS10, con l organizzazione della Farmacia Ospedaliera e il coinvolgimento delle figure tecnico-scientifiche dell area vasta veneziana (farmacisti ospedalieri, provveditori, controlli di gestione, servizi economici-finanziari), figure a supporto delle unità operative che erogano servizi e prestazioni agli utenti. Relatori al convegno il direttore sanitario dell ULSS10 Patrizia Benini, il direttore amministrativo dell ULSS9 Fabio Perina, l ex direttore di struttura ospedaliera dell ULSS10 Rita Finotto, il responsabile del controllo di gestione dell ULSS14 Vanni Stangherlin, i direttori di farmacia ospedaliera dell ULSS18 e dell ULSS12 Annalisa Ferrarese e Nerina Burlon, il responsabile del Network Italiano Sanitario Alberto Pasdera. Perché una gestione strategica delle risorse assegnate? Perché l incremento delle aspettative di vita della popolazione, con l aumento del numero di anziani, dei pazienti fragili, delle malattie croniche e della necessità di realizzare cambiamenti nell assistenza sanitaria soprattutto nel territorio- risponde la dottoressa Benini- ci impone di trovare delle soluzioni innovative nei processi, nell organizzazione, nelle modalità di erogazione dei servizi alla popolazione per poter offrire standard di cura elevati pur in questo contesto economico difficile cui conseguono diversi vincoli di bilancio. Perché occorre definire i costi standard per le patologie? Perché solo una reale valutazione di quanto costa realmente un paziente che usufruisce di prestazioni ospedaliere, permette di pianificare i servizi offerti all utenza in un ottica di ottimizzazione delle risorse, e di valutare quanto offriamo in qualità alla popolazione, inoltre è fondamentale per distribuire correttamente le risorse ai reparti -afferma dottor Pasdera-. Le risorse rese disponibili possono così, in un circolo virtuoso, essere impiegate per gestire l innovazione, per le nuove tecnologie sanitarie, per le nuove tecniche diagnostiche, per la medicina rigenerativa, per l accesso alle cure con farmaci ad alto costo. Qual è il ruolo della direzione amministrativa nella realizzazione di tale circolo virtuoso? Le politiche della direzione amministrativa nella conduzione di un azienda sanitaria sono cruciali. La scelta di un forte sviluppo dell informatica in sanità, realizzata all ULSS 19 risponde il dottor Perina- ha permesso di monitorare i processi aziendali nel dettaglio e di rendere accessibili più informazioni sia al management aziendale che ai responsabili di unità operativa. Quali sono oggi le caratteristiche ideali di un professionista sanitario? Per sostenere le sfide di un contesto altamente competitivo anche in sanità- dice la dottoressa Benini oggi i professionisti non devono possedere solo competenze tecniche specifiche nella disciplina di appartenenza, ma devono avere anche un orientamento costante all aggiornamento, capacità gestionali delle risorse a loro affidate, economiche e umane, una grande responsabilità sociale, una grande capacità di ascoltare e coinvolgere il proprio staff. Come devono essere allora gli obiettivi annuali dati ai responsabili dei servizi e quali le figure aziendali che possono supportare i clinici nel raggiungimento degli stessi? Gli obiettivi annuali aziendali per il miglioramento di qualità dei servizi offerti ai pazienti, che contengono anche obiettivi di budget per vari reparti ospedalieri risponde la dottoressa Finotto - devono essere chiari, semplici, essenziali e facilmente perseguibili. Figure di rilievo, seppur non a contatto diretto con i pazienti, possono supportare i clinici con la loro professionalità nella gestione delle risorse assegnate e nell appropriatezza del loro impiego; possono essere i farmacisti ospedalieri, chiamati a valutare i più efficaci percorsi terapeutici nell ambito di alcune patologie o l introduzione di alcuni dispositivi medici per il monitoraggio dell ossimetria fetale per la riduzione dei parti cesarei. Non scordiamo infine che altrettanto cruciale è il ruolo dei provveditori. Qual è il contributo finale che un responsabile del controllo di gestione, nell ambito di questo tema, vuol dare ai nostri lettori? Lo sviluppo della cultura della misurazione della performance aziendale sta rendendo i risultati realizzati sempre più oggettivi, meno autoreferenziali e soprattutto confrontabili tra le varie aziende sanitarie commenta il dottor Stangherlin -. Pensando in un ottica sociale di condivisione, i tempi sono maturi perché per il bene dei pazienti le aziende sanitarie che ottengono le migliori performance mettano a disposizione il proprio know-how alle altre aziende al fine di ottenere un livellamento verso l alto di tutto il Sistema Socio- Sanitario Regionale. 17

18 VOLONTARIATO ASSOCIAZIONE DIABETICI BASSO PIAVE TANTE SPERANZE E TANTO LAVORO DI PREVENZIONE AL DIABETE IL NUMERO DEGLI AFFETTI NELLA VENEZIA ORIENTALE SALE AL 5% LA MEDIA REGIONALE E STABILE AL 3,4% 18 Lo scorso febbraio i presidenti dell Associazione Diabetici Basso Piave e Portogruarese hanno incontrato il nuovo direttore generale dell ULSS10. E stata l occasione per chiedere al direttore generale, Carlo Bramezza, di creare una struttura adatta per cura delle infezioni del piede diabetico, perché solo la Diabetologia di San Donà svolge oltre 1800 medicazioni all anno; mentre le associazioni si attiveranno per attivare, a proprie spese, uno screening del piede diabetico eseguito da medici podologi laureati di 1 livello, mediante una collaborazione attiva fra Associazione Diabetici e Istituto Podologico Italiano di Roma diretto dal professore universitario (La Sapienza di Roma) Mauro Montesi. Le associazioni hanno inoltre chiesto collaborazione per realizzare lo screening gratuito per il fondo dell occhio, mediante uno strumento utilizzabile da personale paramedico o da volontari. Lo strumento fotografa il fondo dell occhio senza l ausilio del liquido dilatante; successivamente la foto verrà inviata via web all oculista, il quale l analizzerà nel proprio studio indicando la diagnosi. Da tener presente che tutti questi screening hanno un immediato riscontro: ridurre le liste d attesa per le visite oculistiche e una prevenzione dei ricoveri. Le associazioni hanno chiesto ancora, all ULSS10, di munirsi di quattro (uno per diabetologo ) Holter Glicemico, strumenti forniti dalle case farmaceutiche in comodato d uso a titolo gratuito. L Holter Glicemico è la novità tecnologica più interessante degli ultimi anni nel campo della diabetologia, perché offre la possibilità ad ogni persona, affetta da diabete, di conoscere realmente e in maniera continua l andamento della glicemia. È in pratica un memorizzatore che raccoglie dati, e li restituisce al diabetologo quando l apparecchio viene riportato al Centro. Lo strumento è composto da un sensore, un trasmettitore e un monitor. Il sensore, che ha approssimativamente il diametro di un capello umano, viene inserito sotto la pelle dell addome e controlla continuamente il livello di glucosio del liquido interstiziale (il liquido tra le cellule). Questi valori vengono inviati infine al monitor tramite un trasmettitore, ogni cinque minuti per un massimo di sette giorni consecutivi. Le associazioni, in collaborazione con il Controllo di Gestione dell ULSS10, hanno elaborato le statistiche dell aumento dei diabetici nel nostro territorio. Osservando il continuo aumento dei casi e che la media dei diabetici in quest area geografica è sensibilmente elevata rispetto alla media regionale, (qui siamo al 5% contro il 3,4% regionale) si può affermare che questi ci devono far riflettere. Gli stessi dati saranno illustrati anche nella sede della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, con il supporto del Dipartimento di Prevenzione dell ULSS10 e con un impegno pratico affinché, parte delle associazioni presenti in ogni singolo comune, si attivino con un fronte unico per prevenire il diabete. Ultimo argomento affrontato la richiesta di una nuova riorganizzazione delle diabetologie di Jesolo, Portogruaro e San Donà di Piave, creando una struttura semplice di Diabetologia, composta da un équipe di professionisti (medici, infermieri, dietiste, podologi) specializzati nella gestione del paziente diabetico. Piede diabetico Giovanni Franchin Presidente Associazione Diabetici Basso Piave

19 A FOSSALTA DI PIAVE 6,79% DEI RESIDENTI ASSISTITI PER DIABETE: VOLONTARIATO

20 ATTUALITÁ VIAGGIA IN AUTOBUS IL MESSAGGIO CHE INVITA A SCARICARE I REFERTI VIA WEB 12 EURO RISPARMIATI PER OGNI REFERTO SCARICATO ONLINE Lo scorso febbraio è iniziata la campagna informativa della Regione Veneto che mira ad estendere e potenziare il servizio di scarico dei referti via internet da parte dei cittadini. Dall 1 febbraio all 1 marzo 160 autobus sono transitati nei territori di Adria, Arzignano, Chioggia, Feltre, Legnago, Mirano, Monselice, San Donà di Piave, Thiene e Verona per portare un messaggio utile a tutti i veneti: Il referto? E online sul sito della tua azienda sanitaria ed ospedaliera. Si tratta di una campagna informativa promossa dalla Regione Veneto, realizzata dal Consorzio Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, in collaborazione con l Azienda ULSS 9 Treviso nell ambito del progetto Veneto ESCAPE. Questa iniziativa dal 2009 al 2012 ha permesso di dematerializzare l intero processo documentale in tutte le aziende sociosanitarie venete, rendendo disponibili i referti via internet ai quasi 5 milioni di cittadini che costituiscono la popolazione residente in regione. L analisi dei dati preliminari del progetto rileva che la percentuale di chi scarica i referti via web è mediamente pari al 57%. Un dato destinato a crescere, considerando l opportunità di raggiungere quei cittadini che ancora non sono consapevoli dell esistenza di un servizio che permette di risparmiare 12 euro per ogni referto scaricato via web, vale a dire 72 milioni di euro annui in Veneto. Tra le 11 aziende interessate dalla campagna c è anche l ULSS10 Veneto Orientale. Nell ambito di questa ULSS le immagini che invitano i cittadini a prelevare i referti online sono state veicolate mediante agli autobus dell azienda ATVO. L ULSS10 ha inoltre avviato una distribuzione di locandine e pieghevoli, presso farmacie e medici di famiglia, in cui vengono fornite le istruzioni dettagliate per scaricare i referti e prenotare la propria visita dal computer di casa collegato a internet. COME RITIRARE IL REFERTO ONLINE Al momento dell accettazione chiedi il codice di accesso per effettuare il ritiro del referto a distanza. Collegati all indirizzo internet clicca su Ritiro referti e inserisci il tuo codice fiscale e codice di accesso. In pochi istanti i risultati dei tuoi esami saranno consultabili, potrai stamparli o salvarli sul tuo computer. Perché prelevare il referto da internet. Eviti lunghe code agli sportelli. Puoi leggere e scaricare il documento in qualsiasi luogo sia presente un computer collegato alla rete. Risparmi tempo e denaro perché il referto è disponibile 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Il referto prelevato da internet è sicuro e ha valore identico a quello cartaceo. Solo tu o chi ha la tua autorizzazione può visualizzarlo. COME PRENOTARE LA VISITA CON ICUP Collegati al sito internet e, nell area dei link utili, clicca su icup: il CUP on-line. Al primo accesso cliccare su nuovo utente e registrare i propri dati personali. Il sistema invierà una sulla tua casella di posta elettronica e ti chiederà di confermare la registrazione. Ora è possibile prenotare la visita specialistica compilando la ricetta rossa che appare a video. Oppure è possibile annullare o stampare eventuali promemoria della prenotazione. Perché prenotare la visita su internet Puoi effettuare la prenotazione 24 ore su 24 e 7 giorni a settimana. Eviti le file agli sportelli o le lunghe attese al call-center telefonico. Risparmi tempo e denaro. Puoi prenotare on-line visite ed esami sia con il Servizio Sanitario Nazionale (ricetta rossa), sia in libera professione (a pagamento), da qualsiasi computer collegato ad internet. 20 MATTEO MILAN: ORO E ARGENTO AGLI SPECIAL OLYMPICS La XXIV edizione dei giochi invernali Special Olimpycs, svoltasi dal 10 al 14 gennaio scorso a Merano (Bolzano), si è conclusa con due successi nelle gare di sci per Matteo Milan. Il ventenne, di San Donà di Piave, iscritto alla società A.d.s. Zoldo Alto, ha infatti conquistato l oro nella discesa libera e l argento nello slalom gigante, entrambe le gare nella categoria intermedi. Matteo Milan frequenta il Centro diurno polifunzionale per disabili dell ULSS10. Lo staff del Centro diurno e la Direzione Generale dell ULSS10 si complimentano con Matteo per i prestigiosi risultati ottenuti.

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