PRINCIPI E TECNICHEDI GESTIONEDELVERDE

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1 - Associazione di cultura e formazione Ambientale Sede legale: via domodossola, TORINO Sese operativa: via san grato, Coassolo T.se (TO) tel/fax 0123/ , cell C.F PRINCIPI E TECNICHEDI GESTIONEDELVERDE Finalità delle lezioni Il verde ornamentale, sia esso urbano come extraurbano, pubblico come privato, è un argomento che presenta oggi un rinnovato interesse. Per questo motivo sembra opportuno approfondirne e principali meccanismi tecnici e sociali. A monte di una corretta gestione del verde risulta di notevole importanza la progettazione, durante la quale vengono già previste le principali operazioni di manutenzione. Negli ultimi anni il panorama del verde ornamentale mostra la tendenza a tralasciare le operazioni gestionali mentre si fa largo una spiccata sensibilità da parte della Pubblica Amministrazione nei confronti della progettazione. Una corretta gestione del verde prevede sia monitoraggi sia manutenzione. E' infatti importante che tecnici specializzati svolgano periodici sopralluoghi per verificare lo stato dell'area verde, in particolare assicurandosi della condizione fitosanitaria delle specie presenti per poi decidere gli interventi corretti. La manutenzione ordinaria, dal punto di vista pratico, deve poi attenersi alle indicazioni tecniche e, a questo riguardo, acquistano particolare importanza le maestranze. Le lezioni intendono informare su come e perché gli interventi concreti di manutenzione ordinaria debbano attenersi a scelte tecniche e su quali basi queste debbano essere effettuate. Obiettivi formativi Si fornirà agli allievi un panorama del radicamento nella tradizione storica dell'arte dei giardini che fornisca le conoscenze fondamentali per lo sviluppo di un attitudine teorico -pratica alla cultura dell'organizzazione spaziale delle aree verdi. Si affronteranno le principali tecniche utilizzate negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle aree verdi urbane ed extraurbane. Verranno sviluppati i temi principali relativi ad una gestione moderna ed innovativa degli spazi verdi che prenda in considerazione numerosi aspetti dell ambito del verde ornamentale come fruizione, funzioni ecologica e sociale, autosostentamento, ecc. Le lezioni teoriche saranno completate da lezioni pratiche che consentano agli allievi la verifica sul campo delle nozioni acquisite in aula.

2 - Associazione di cultura e formazione Ambientale Sede legale: via domodossola, TORINO Sese operativa: via san grato, Coassolo T.se (TO) tel/fax 0123/ , cell C.F Seguono alcuni diagrammi di dettaglio degli obiettivi formativi. MONITORAGGIO Stato Fitosanitario Specie erbacee e arbustive Analisi Visiva Periodica Specie arboree - VTA - Eliminazione parti malate Trattamenti fitosanitari (quando, come e perche ) Monitoraggi periodici Endoterapia (quando, come e perche ) MANUTENZIONE Irrigazione Manutenzione ordinaria Specie erbacee Specie arbustive Specie arboree Irrigazione (aspersione) Sfalcio dei prati Potature Sostituzioni Irrigazione (aspersione/goccia) Potature Sostituzioni Irrigazione goccia (se necessaria) Potature Diradamenti Sostituzioni Durata del modulo e modalità didattiche

3 Modulo 1 principi e tecniche di gestione del verde pubblico 15 ore di lezione teoriche in aula. 1 giorno di lezione pratico-applicativa. Visita guidata durante lo svolgimento di operazioni manutentive da parte di ditte specializzate (ad esempio cantieri di potatura di alberate cittadine); osservazioni in campo sulle diverse modalità gestionali del verde urbano. 1. Le radici storiche del verde contemporaneo - Il verde nelle diverse culture dell antichità: Grecia, Roma, Islam - Il giardino europeo: Rinascimento, Barocco e Romanticismo - Giardini antichi e contemporanei a confronto: similitudini e differenze 2. La gestione degli spazi verdi: monitoraggio e manutenzione - Il monitoraggio Perché monitorare le aree verdi? Lo stato fitosanitario nelle specie vegetali: analisi ed interventi. - Manutenzione ordinaria: irrigazione. Irrigazione ed economia della risorsa idrica: quale un punto di incontro? Tipologie di irrigazione nel verde ornamentale - Principi di manutenzione ordinaria e straordinaria di specie erbacee, arbustive ed arboree (sfalci, potature, sostituzioni, ecc.) 3. Gestire il verde oggi: una nuova concezione - Gli aspetti economici, sociali ed ecologici su cui fondare scelte gestionali innovative 3 ore 9 ore 4 ore

4 Modulo 2 tecniche di ingegneria naturalistica TECNICHE DI INGEGNERIA NATURALISTICA Finalità delle lezioni I temi della tutela ambientale e la recente politica dello sviluppo sostenibile abbracciano anche le problematiche legate alla sicurezza idrogeologica e, più in generale, alla gestione territoriale. In questo settore, l'ingegneria Naturalistica rappresenta uno strumento operativo che offre soluzioni tecniche sempre più diffuse. Anche la richiesta di interventi a basso impatto ambientale e rispettosi della biodiversità è un fatto ormai acquisito. Per questi motivi c'è bisogno di una sempre maggior specializzazione in termini di pianificazione, progettazione e soprattutto di esecuzione degli interventi territoriali che facciano uso di queste tecniche. L Ingegneria Naturalistica è una disciplina tecnica che utilizza le piante vive negli interventi antierosivi e di consolidamento in genere in abbinamento con altri materiali (pietrame, reti metalliche, biostuoie, geotessuti, ecc.). I suoi campi di applicazione sono molteplici e spaziano dai consolidamenti di versanti e frane alle sistemazioni idrauliche di lame, gravine e corsi d acqua, dall inserimento ambientale delle infrastrutture viarie al recupero di cave e discariche, dai consolidamenti dei sistemi dunali al verde urbano. Obiettivi formativi Le lezioni sono finalizzate alla conoscenza delle problematiche connesse agli interventi di recupero ambientale con riferimento all applicazione delle tecniche di ingegneria naturalistica. L'obiettivo è di dare una formazione di base a contenuto tecnico-operativo sull'utilizzo delle tecniche di ingegneria naturalistica nella pianificazione del territorio legata ai temi della sicurezza idrogeologica e del ripristino ambientale. Il risultato atteso è una maggior diffusione della conoscenza dell'ingegneria naturalistica quale disciplina tecnico-scientifica innovativa, ma anche un utilizzo corretto ed efficace delle tecniche proposte. Durata del modulo e modalità didattiche

5 Modulo 2 tecniche di ingegneria naturalistica 12 ore di lezione teoriche in aula con esempi progettuali pratici (simulazioni di interventi e applicazioni) 1 giorno di visita ad uno o più cantieri dove si sono adottate tecniche di ingegneria naturalistica Introduzione al corso Significati di ingegneria naturalistica Principi applicativi dell'ingegneria naturalistica Linee guida e approcci progettuali agli interventi di ingegneria naturalistica Introduzione all ingegneria naturalistica - Principi e definizioni - Rapporto tra recupero ambientale e ingegneria naturalistica - Aspetti normativi, direttive tecniche e figure professionali - Metodologie, tecniche ed ambiti di applicazione - Interventi di recupero di strade, cave e discariche con tecniche di I.N. l'ingegneria naturalistica tra passato e futuro: concetti generali, applicazioni, vantaggi e limiti; le opere di sostegno in legno: efficacia, progettazione ed esecuzione; tecniche di ingegneria naturalistica di uso frequente nella sistemazione dei versanti e nella protezione dei corsi d'acqua: criteri di scelta, caratteristiche costruttive, funzionalità; l'utilizzo del materiale vegetale nella ricomposizione: criteri di scelta, le specie, il reperimento, le caratteristiche bio-tecniche; l'organizzazione del cantiere: le problematiche operative e la sicurezza; l'impresa specializzata in interventi di ingegneria naturalistica: organizzazione, formazione e mercato del lavoro;

6 Modulo 2 tecniche di ingegneria naturalistica la progettazione degli interventi con tecniche di ingegneria naturalistica - caso concreto: esercitazione.

7 Modulo 3 Principi e tecniche per l operatore nella disinfestazione ambientale PRINCIPI E TECNICHE PER L OPERATORE NELLA DISINFESTAZIONE AMBIENTALE Finalità e obiettivi delle lezioni Negli ultimi anni le problematiche legate alla presenza di ospiti sgraditi delle nostre città, i cosiddetti animali sinantropi, hanno subito un consistente incremento. Parte delle cause sono da ricercarsi nelle mutate condizioni ambientali, che favoriscono soprattutto lo sviluppo degli insetti, parte all adattabilità degli animali stessi, la cui incredibile plasticità ha permesso loro di poter vivere in ambienti del tutto nuovi. Ma buona parte delle colpe è ascrivibile all uomo stesso che, con le sue abitudini (abbandono o trascuratezza di case o interi quartieri, aumento degli scarti alimentari, concentrazione della popolazione, introduzione di nuove pratiche agricole, abuso di pesticidi e conseguente sviluppo di fenomeno di resistenza, incremento dei commerci con paesi tropicali, ecc.) ha involontariamente creato tutta una serie di condizioni favorevoli all insediamento ed al proliferarsi di tutta una serie di animali poco graditi ai più e oggettivamente sgradevoli, molesti o addirittura pericolosi in sé o per le malattie che possono veicolare. Per questa ragione la richiesta di interventi di ditte specializzate è ultimamente aumentata sia da parte di privati cittadini, sia delle pubbliche amministrazioni. Spesso però l offerta non marcia di pari passo con la domanda, soprattutto in termini qualitativi. Così operatori non adeguatamente preparati si trovano a dover affrontare situazioni che non sono alla loro portata. Con conseguenze facilmente immaginabili. Lo scopo di questo modulo è quindi quello di fornire una panoramica sul mondo della disinfestazione e porre le giuste basi per intraprendere il più proficuamente possibile una carriera in questo settore, che troppo spesso lascia il campo ad improvvisazioni. Durata del modulo e modalità didattiche 15 ore di lezione teoriche in aula 1 giorno di visita ad azienda del settore

8 Modulo 3 Principi e tecniche per l operatore nella disinfestazione ambientale Disinfezione e disinfestazione Il disinfestatore: dall antico ciaparat al moderno pest control operator Linee guida della disinfestazione ambientale I progetti di controllo Gli organismi sinatropi e le specie bersaglio gli insetti gli altri artropodi i roditori gli uccelli altri animali indesiderati I tipi di lotta lotta chimica lotta biologica lotta integrata I prodotti principi attivi formulazioni dosi d impiego e soluzioni finali I mezzi attrezzature per la distribuzione dei prodotti trappole, esche, dissuasori ed altri presidi La sicurezza sicurezza attiva e passiva mezzi di protezione individuale Formazione permanente una scienza in continua evoluzione libri, riviste, fiere, associazioni del settore Casi pratici disinfestazione di focolai di sviluppo culicidico (zanzare) trattamenti in ambiente contro insetti volanti eliminazione di nidi di calabrone difesa di un fabbricato dalla presenza di colombi di città

9 Modulo 4 Principi per l operatore di campo nella lotta biologica integrata alle zanzare PRINCIPI PER L OPERATORE DI CAMPO NELLA LOTTA BIOLOGICA INTEGRATA ALLE ZANZARE Finalità delle lezioni Dal 1995 è in vigore in Piemonte una legge per il finanziamento di piani di controllo delle zanzare. Gli Enti che vogliono beneficiare di questi finanziamenti devono attenersi a precise direttive regionali. Queste ultime prevedono che i piani di controllo si basino su specifiche conoscenze scientifiche, sul monitoraggio del territorio e sul coordinamento tecnico delle attività di lotta. Tali attività devono essere affidate a personale tecnico specializzato. Altre Regioni si stanno comportando in maniera analoga. Da allora, oltre 15 piani di lotta hanno preso il via ed un centinaio di tecnici ne sono stati coinvolti. Ogni anno vi è un certo turnover e nuovi progetti partono. I progetti più grandi provvedono autonomamente alla formazione del personale, mentre la maggior parte incarica i tecnici previo concorso, con valutazione del curriculum personale. Poiché non esistono scuole che qualifichino tali professionalità, diventa importante utilizzare altre strade per raggiungere una conoscenza di base sull argomento. Il presente modulo è stato studiato con questo fine e sarà interamente tenuto da tecnici che hanno un esperienza specifica più che decennale nel settore. Durata del modulo e modalità didattiche 10 ore di lezione teoriche in aula 1 giorno di visita a centri tecnico-operativi e di uscita in campo La Legge Regionale 75/95 ed i suoi regolamenti di applicazione Le zanzare 1. cenni di sistematica 2. morfologia dei diversi stadi di sviluppo 3. ciclo biologico ed etologia 4. importanza sanitaria

10 Modulo 4 Principi per l operatore di campo nella lotta biologica integrata alle zanzare 5. le principali specie italiane 6. la zanzara tigre Gli ecosistemi d acqua dolce 7. i focolai di sviluppo larvale 8. la risaia: il maggiore focolaio europeo 9. gli altri invertebrati d acqua dolce La lotta alle zanzare 10. storia ed attualità 11. lotta fisica: la prevenzione 12. lotta chimica larvicida 13. lotta chimica adulticida 14. lotta biologica: i nemici della zanzare 15. lotta biotecnologia 16. l ultima arma: la difesa personale I piani di lotta alle zanzare 17. le esperienze nazionali ed internazionali 18. il caso Piemonte 19. struttura ed organizzazione Il Tecnico di Campo 20. attrezzatura di base 21. tecniche di campionamento 22. mappatura del territorio 23. cartografia e digitalizzazione dei dati 24. monitoraggio delle infestazioni 25. specializzazioni del Tecnico di Campo

11 Modulo 5 La raccolta differenziata integrata dei rifiuti urbani LA RACCOLTA DIFFERENZIATA INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI Finalità e obiettivi delle lezioni Il cosiddetto Decreto Rochi ha stabilito per i Comuni l obiettivo del 35% di raccolta differenziate per l anno Le lezioni affrontano i diversi aspetti relativi all implementazione dei circuiti di raccolta differenziata fornendo una panoramica di elementi teorici e alcuni casi di studio pratici. Lo scopo è fornire adeguate e qualificate risposte tecniche e nel contempo puntuali indirizzi operativi a potenziali addetti del settore. Durata del modulo e modalità didattiche 12 ore di lezione teoriche in aula 1/2 giornata di visita ad azienda del settore il rifiuto e sua classificazione l ambiente e il rifiuto la normativa di riferimento dimensionamento della raccolta differenziata le infrastrutture funzionali alla raccolta differenziata il coinvolgimento del cittadino e il recupero della differenziata gli ecocentri il compostaggio domestico. ripartizione delle competenze e ruolo delle Province e dei Comuni; la gestione di particolari categorie di rifiuti (es. beni durevoli; veicoli a motore e rimorchi; rifiuti sanitari; etc.)

12 Modulo 6 Principi di coltivazione delle piante officinali PRINCIPI DI COLTIVAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI Finalità delle lezioni Il consumo di piante medicinali ed aromatiche da parte dell industria farmaceutica, alimentare, liquoristica, cosmetica ed erboristica è in continuo aumento in tutto il mondo. In Italia, mentre i settori della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti finiti hanno fatto registrare negli ultimi 10 anni un notevole incremento, quello della coltivazione stenta a svilupparsi e la superficie investita in Italia a piante officinali erbacee rimane modesta. Ciò dipende principalmente da fattori economici ma anche da questioni culturali. Le lezioni affronteranno in modo semplice ed esaustivo le fondamentali tecniche di produzione, di trasformazione, di controllo e commercializzazione delle piante officinali e dei loro principali derivati. Obiettivi Il corso è finalizzato a fornire i principi legati alla conoscenza dei fondamentali metodi e contenuti culturali e scientifici riguardanti la coltivazione delle piante officinali. Le lezioni potrebbero fornire le basi per chi volesse intraprendere questo tipo di attività e comunque arricchire le conoscenze degli allievi. Durata del modulo e modalità didattiche 10 ore di lezione teoriche in aula 1 giornata di visita ad azienda del settore breve inquadramento storico sulle coltivazioni officinali breve inquadramento della normativa nazionale le piante da coltivare i terreni e le attrezzature necessarie

13 Modulo 6 Principi di coltivazione delle piante officinali manodopera e macchinari i costi di produzione/trasformazione le rese ed i redditi la coltivazione biologica delle piante officinali la commercializzazione dei prodotti Il mercato italiano e piemontese ambiti e settori occupazionali lezione pratica

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