Premessa Giocare d azzardo può sviluppare una dipendenza. Non un vizio, ma una patologia che può essere curata. Spesso però è faticoso e non proprio

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2 Premessa Giocare d azzardo può sviluppare una dipendenza. Non un vizio, ma una patologia che può essere curata. Spesso però è faticoso e non proprio semplice abbandonare una serie di comportamenti e di pensieri che, almeno in un primo momento, hanno procurato piacere e divertimento. Le difficoltà che incontra una persona che decide di porre fine al gioco d azzardo, si affiancano alla sfiducia di chi vede il giocatore come qualcuno che promette e si dispera, ma che in fondo non cambierà mai. Molti giocatori desiderano dimenticare tutti i danni e tutta la sofferenza che il gioco d azzardo ha portato nelle loro vite e in quelle delle persone a cui vuole bene. Quest esperienza però non si potrà mai cancellare. Ogni giocatore lo sa bene per cui può, invece di dimenticare, riorganizzare i propri pensieri, atteggiamenti e comportamenti per difendersi dal ritorno di fiamma della voglia di giocare. Si potrebbe paragonare anche a un grande amore che finisce. Se dopo tanto tempo lo incontrate per strada, probabilmente vi farà ancora effetto ricordare il passato con quella persona, ma se siete preparati, dopo un primo momento di turbamento, ritornerete alla vita di prima senza fare qualcosa di cui vi potreste pentire. Questo libro, che nasce dal lavoro quotidiano con chi tutti i giorni si impegna per smettere di giocare d azzardo, non vuole essere un manuale da seguire pedestremente per raggiungere l obiettivo, ma una serie organizzata di stimoli che possono condurre alla consapevolezza che si può smettere e comunque stare bene, anzi meglio di prima. Il percorso si rivolge principalmente al giocatore o alla giocatrice, ma anche ai loro familiari, con indicazioni su cosa sia più opportuno fare. Nella prima parte verranno proposti alcuni temi generali, per inquadrare meglio le difficoltà legate a un cambiamento. Si passa poi ai quattro percorsi, che si focalizzano su aspetti importanti dell esistenza di ogni persona. Continua con quattro capitoli che si soffermano su temi che sono trasversali al comportamento del giocatore d azzardo. Al termine ci sono una serie di riferimenti e indirizzi che potrebbero essere utili per continuare il percorso affidandosi a dei professionisti. É opportuno leggere prima tutto il volume, annotando cosa sia più fattibile fare delle tante attività proposte, per prendere poi in considerazione da che parte sia più opportuno cominciare. Ho poi riunito il materiale da compilare, in modo da renderne la sua fruizione più comoda. Una volta terminato un percorso, si potrà proseguire con gli altri, ma anche ritornarci, per approfondire alcune tematiche o riprendere dei concetti che sono rimasti un po sullo sfondo. L'idea è la circolarità del processo e la grande scoperta che alcuni concetti incontrati qualche mese prima, possano suonare in maniera diversa a una seconda lettura. Durante il cambiamento è sempre opportuno prendere in considerazione di contattare un Servizio pubblico o privato che si occupa di gioco d azzardo patologico. Il loro aiuto potrebbe esserti utile e determinante. Ho anche inserito delle note di diverso genere: letteraria, musicale, tecnica, scientifica, legale e critica. Sono elementi che dovrebbero aiutare a aumentare la consapevolezza e essere da stimolo per una maggiore riflessione. In conclusione una breve considerazione. In questi ultimi anni si è fatta spazio una nuova parola: ludopatia. É un neologismo per definire il gioco d azzardo patologico che non ha nessun significato scientifico e tantomeno sensato. Non esiste la patologia del gioco, ma quella del gioco d azzardo che è una cosa ben diversa. I giochi come quelli che fanno i bambini ma anche gli adulti, non creano nessuna dipendenza soprattutto perché non c è una posta in denaro come premio, solo il divertimento e la spensieratezza di trascorrere qualche ora con persone amiche. Al suo posto si potrebbe usare la parola azzardopatia, che meglio spiega e inquadra dove veramente nasce il problema.

3 Avvertenze per il giocatore Nel tuo processo di cambiamento ci potranno essere degli intoppi e non sarà possibile stabilire un tempo preciso per ogni passaggio. Ogni persona ha il proprio. Non sarà un percorso lineare e ci saranno, probabilmente, delle ricadute. Ricordati, anche se fa male, che il denaro che hai perso ormai è perso. L unica cosa che puoi fare e non perderne dell altro. Non ti aiuterà continuare a dire bugie e a coprire con sotterfugi vari la realtà delle cose. Dovrai impegnarti a fondo, mettendo in pratica dei cambiamenti nel tuo modo di vedere te stesso e gli altri, di fare e di pensare e qualche volta la fatica non sarà ripagata, apparentemente. Se verrai aiutato da qualcuno, le cose miglioreranno più velocemente. Ti chiederò di pensare, compilare schede, scrivere e mettere in pratica quello che reputi ti possa aiutare a non giocare più. Infine userò per semplicità la parola giocatore al maschile. È sottointeso che intendo anche le giocatrici. Le persone del gentil sesso non me ne vogliano! Avvertenze per i familiari Scoprire di avere un coniuge, un parente, o un amico giocatore d azzardo patologico non è mai piacevole, sopratutto perché spesso la scoperta avviene quando la persona è sommersa dai debiti, che potreste essere anche chiamati a ripianare voi. Spesso sono anche avvenuti anche dei furti in casa, più o meno importanti. A una buona dose di rabbia, si aggiunge così l incredulità e la non capacità di capire come si è arrivati fino a quel tragico punto. Per sostenere un giocatore nel suo percorso di cambiamento occorre pattuire delle decisioni e mantenerle. La vostra fiducia è stata tradita, ma non per un capriccio o un vizio, ma per una patologia. Questo non attenua le responsabilità del giocatore, ma vi offre la speranza che sia possibile cambiare e stare tutti un po' meglio. Il gioco Roger Caillois, nel suo I giochi e gli uomini del 1958, ha sviluppato un interessante e utile analisi che permette di determinare gli ambiti entro cui è possibile definire il gioco, attività che ha molteplici caratteristiche: è libero, perché un giocatore non può essere obbligato; è separato, perché ha dei limiti di spazio e di tempo; è incerto, perché lo svolgimento e il risultato non possono essere conosciuti in anticipo; è improduttivo, perché non crea beni o ricchezza, salvo uno spostamento di proprietà quando si gioca d'azzardo; è regolato, perché risponde a regole proprie che sospendono momentaneamente le leggi ordinarie; è fittizio, perché il giocatore è consapevole delle differenze rispetto alla vita normale. I diversi giochi possono essere distinti poi in quattro categorie: Agon (dal greco "campo di battaglia"). Sono i giochi di competizione, attività in cui vengono create artificialmente condizioni di parità tra i giocatori perché emerga il valore del vincitore. L'agon può avere carattere "muscolare", come in un incontro sportivo, oppure "cerebrale", come in una partita a scacchi. Alea (dal latino "gioco di dadi"). Sono i giochi dove il caso è il solo artefice della vittoria. Il giocatore non può che aspettare il verdetto della sorte e nessuna qualità o impegno può aiutarlo. C'è quasi sempre una posta in gioco e quindi un rischio al quale sarà proporzionale la ricompensa. In questa categoria si collocano i diversi giochi d azzardo. Mimicry (dall'inglese "imitazione" o "illusione"). Sono i giochi in cui si assume un'identità fittizia. In queste attività si vive in un mondo fittizio in cui si gioca a credersi o a far credere agli

4 altri di essere un altro, come il bambino che "fa finta di", ma anche il mascheramento durante il Carnevale. Ilinx (dal greco "vortice" o "gorgo"). Sono i giochi in cui si cerca la vertigine, perdendo per un attimo la stabilità e la lucidità e accedendo a un momentaneo stato di trance o disorientamento percettivo. Rientrano in questa categoria le giostre, i girotondi vorticosi, le acrobazie e le altalene. Caillois dice anche che esiste una "vertigine di ordine morale", riscontrabile in alcuni giochi che improvvisamente possono degenerare in una rissa disordinata, ma anche in alcuni atteggiamenti adulti, come la strana eccitazione che si prova nel tagliare gli steli più alti di un prato o nel far precipitare a valanga la neve da un tetto. Molti giochi, infine, possono essere combinazioni, in percentuali variabili, di due o più categorie. Un gioco può, per esempio, iniziare come alea con l'estrazione a sorte di una posizione nel campo di gioco e/o dei compagni di squadra, e proseguire poi come agon. Quando il gioco diventa un azzardo? Per gioco d azzardo si intende qualsiasi tipo di gioco che soddisfi queste tre caratteristiche: Ha una posta in denaro oppure in oggetti di valore La posta non è ritirabile prima di aver avuto l esito del gioco Il risultato del gioco è basato principalmente sul caso (gioco di alea) Brevissimi cenni di storia del gioco d azzardo La parola azzardo deriva dall'arabo az-zahr, che significa dado, con un chiaro riferimento all uso di questo antico oggetto per sfidare la sorte e indovinare la combinazione vincente. Questa attività così antica si differenzia evidentemente dall attività del gioco che fanno i bambini e gli adulti, per passatempo o come sport. A chi verrebbe in mente di catalogare il gioco della pallacanestro come azzardo? Sebbene in qualsiasi gioco il fattore aleatorio, alias il caso, svolga un ruolo da non sottovalutare, nel gioco d azzardo si gioca proprio contro la sorte. Si punta del denaro, che non può più essere ripreso e si scommette che quel dato evento finirà in un modo o in un altro. Molti dei classici giochi d azzardo sono nati in epoca lontana, strutturandosi poi in luoghi dove poter giocare più o meno comodamente e legalmente. Intorno alla prima metà del 1600 nacquero i casinò. In parallelo, come spesso accade, il mercato illegale offriva identici prodotti. Nello stesso periodo veniva organizzato il gioco del Lotto, molto diffuso nel nostro paese. Parliamo quindi di un comportamento antico, che si perde nella memoria dei popoli. Nella metà dell 800 anche la letteratura si occupava del fenomeno, descrivendone soprattutto la frenesia e i danni che portava questa attività. In Italia e in quasi tutti i paesi l atteggiamento prevalente era sempre stato quello del proibizionismo o comunque di un numero molto limitato di giochi controllati dallo Stato. Tutti o quasi, negli anni passati, sognavano di fare 13 alla schedina del Totocalcio, inventato nel 1946, dove occorreva indovinare i risultati di tredici incontri di calcio e si vinceva anche con il dodici. Era talmente difficile che fare 13 era diventato anche un modo di dire, per definire una persona particolarmente fortunata. Gli ultimi vent anni in Italia Dal 1992 le cose cambiarono un po, per trasformarsi definitivamente quando il nostro paese decise di entrare in Europa, dove serviva avere i conti in regola e il gioco d azzardo diventò una buona fonte di denaro da riversare nelle casse dello Stato. Negli anni successivi vennero introdotti nuovi giochi, con l ottica di sottrarre spazio al gioco illegale ma, soprattutto, di usarla come leva fiscale. Con il tempo la situazione mutò ulteriormente e, alle entrate erariali, si affiancarono i guadagni delle imprese che investivano nel mercato del gioco.

5 Anno di introduzione di alcuni giochi I giochi più popolari nel Indagine Demetra-Nomisma Numero di giocatori in Italia (in milioni) Lotto 14.4 Superenalotto 11.6 Lotterie istantanee Gratta e Vinci 10.1 Lotterie nazionali 5.5 Scommesse sportive 2.7 Concorsi a pronostico (totocalcio, 2.3 totogol, totip) Non si nasce giocatori d azzardo Le ricerche hanno scoperto che esistono delle basi biologiche che predispongono determinate persone a giocare d'azzardo; uomini e donne con una certa propensione al rischio e alla ricerca di sensazioni forti, ma si tratta anche di un comportamento appreso. Perché fin da piccoli nell ambiente familiare, oppure durante lo sviluppo e in età adulta si può essere esposti al gioco d azzardo. La prima volta che una persona entra in un casinò, oppure si siede davanti a una slot, oppure gratta o mette dei segni su una schedina, non ha proprio tanto chiaro cosa fa. Spera di vincere, questo di sicuro è nella sua mente, per il resto non ha particolari strategie o modi con cui vincere. Molte persone giocano una volta alle slot, si stufano e se ne vanno, anche se vincono. Altri invece provano qualcosa di diverso. Quell esperienza segna la persona, che inizia un pellegrinaggio costante verso il luogo del piacere, del divertimento, del distacco. Spesso, alla fine del percorso, si troverà con un pugno di mosche, debiti e tanta sofferenza, ma quegli effetti sono ancora troppo lontani per impaurirlo. Diventa però un tecnico del gioco e conosce, o pensa di conoscere, tutti i trucchi per vincere. Peccato che non funzionino quasi mai. Essendo un comportamento appreso nel tempo, in altrettanto tempo lo si può disimparare, sostituendolo con attività divertenti, piacevoli e

6 salutari. É un lungo percorso che si può iniziare in qualsiasi momento. Smettere un po per volta o immediatamente? Occorre prendere coraggio e dirsi che non è più opportuno continuare a giocare. Dirsi che si giocherà sempre meno per poi un giorno svegliarsi e non avere più voglia di giocare è un pensiero non realistico. Molti fumatori smettono scalando le sigarette, altri raccontano di aver smesso da un giorno all altro. Il problema di un approccio a scalare è la riattivazione di tutti i meccanismi del gioco, per non parlare della vincita, che inevitabilmente fa parte del processo. Se mentre state scalando il numero di volte che giocate, fate una vincita, che cosa potrà facilmente accadere? Senza essere Nostradamus credo proprio che riprendere a giocare ancora più di prima. Quindi occorre non giocare più neanche un euro a qualsiasi gioco d azzardo e, per quanto sia pesante, questa è l unica strategia efficace in un percorso di cambiamento. I nostri bisogni Come esseri umani passiamo la nostra intera vita a soddisfare dei bisogni. Lo psicologo statunitense Abraham Harold Maslow, nel 1954, schematizzò il suo pensiero disegnando una piramide, con alla base i bisogni primari e fisiologici, poi quelli di sicurezza, di affetto, di stima, fino a quello più alto, volto alla piena realizzazione del potenziale umano. Se si pensa a un bambino piccolo, sono molto importanti i primi tre stadi. Mangiare poco, essere maltrattato o non sentirsi ben voluto non aiuterà a soddisfare i bisogni in maniera corretta e questo si riverberà inevitabilmente sul nostro benessere. Crescendo si accederà agli altri livelli, mantenendo soddisfatti i bisogni precedenti e ampliandoli. I bisogni fisiologici sono i tipici bisogni di sopravvivenza come la fame, la sete e il desiderio sessuale per riprodursi e sono funzionali al mantenimento fisico dell'individuo. Nella scala delle priorità i bisogni fisiologici sono i primi a dover essere soddisfatti, in quanto alla base di tali bisogni vi è l'istinto di autoconservazione. I bisogni di sicurezza sono i bisogni di appartenenza, stabilità e protezione, che giocano un ruolo fondamentale soprattutto nei primi anni di vita e insorgono nel momento in cui i bisogni primari sono stati soddisfatti. I bisogni di affetto sono principalmente di natura sociale e rappresentano il desiderio di essere un elemento della comunità sociale apprezzato e benvoluto. Più in generale il bisogno d'affetto riguarda l'aspirazione ad avere amici, ad avere una vita affettiva e relazionale soddisfacente, ad avere dei colleghi dai quali essere accettato e con cui avere scambi e confronti.

7 Il bisogno di stima risponde alla necessità di essere percepito dalla comunità sociale come un membro valido, affidabile e degno di considerazione. Molte persone possono sentirsi valide al di là dei loro meriti e riconoscimenti reali, mentre altre possono soffrire di forti sentimenti di inferiorità e bassa autostima, anche se l'ambiente sociale ha un atteggiamento globalmente positivo nei loro confronti. Il bisogno di autorealizzazione è l aspirazione individuale a essere ciò che si vuole essere, a diventare ciò che si vuole diventare, a sfruttare a pieno le proprie facoltà mentali, intellettive e fisiche in modo da percepire che le aspirazioni sono coerenti ai pensieri e alle azioni. Ogni individuo tenderebbe, quindi, alla propria realizzazione attraverso il compimento di uno sviluppo che passa anche dalla soddisfazione di bisogni basici. Se occorre impegnarsi molto a mettere insieme il pranzo per la cena, difficilmente si potranno sviluppare le proprie tendenze d artista. Questo però non deve distrarre dal reale compito, cioè diventare quello che ognuno vuole essere. Ci possono essere situazioni che facilitano e altre che ostacolano il percorso, ma solo attraverso una costante tensione verso un obiettivo alto, si può diventare degli individui realizzati. Ognuno individuerà quali obiettivi porsi; mi auguro che non ti porrai la ricchezza attraverso il gioco. Infine quale bisogno andava a soddisfare il tuo giocare d'azzardo? Perché cambiare? Certe abitudini sono difficili da lasciare. Lo sa molto bene chi ha scoperto di avere il diabete ed ha dovuto cambiare la sua alimentazione. Lo sa anche chi, avendo il braccio destro rotto, ha dovuto imparare a scrivere con la sinistra, prima che l osso fratturato si fosse sistemato. Quando si è costretti da eventi esterni, ci si adatta abbastanza bene, non senza qualche fatica. Ma se quell abitudine fa stare bene, allora tutto è più difficile. Di solito un giocatore ha già provato a non giocare più. Magari l astinenza è durata poche ore, qualche giorno o qualche settimana, poi si è tornati in sala slot o a comprare Gratta e Vinci. Aver tentato, ma non esserci riusciti demoralizza e fa pensare di non avere altra scelta se non continuare a giocare, sperando che un giorno ci si sveglierà e non si avrà più voglia. Ahimè non sarà così. Forse leggi queste righe perché sei stanco di dire bugie, sei sommerso dai debiti, rischi di perdere il lavoro e tuo marito, o tua moglie, ti hanno minacciato di lasciarti. Forse non sei proprio convinto che sia opportuno cambiare ma, controvoglia, stai prendendo in considerazione l idea. Continua la lettura pensando a quali, tra i cambiamenti proposti, stai già mettendo in pratica, quali invece puoi sperimentare da subito, quali invece pensi sia meglio prendere in considerazione tra un po e quali invece non pensi neanche sia possibile realizzare, talmente sono difficili. Tutte le volte

8 che troverai un righello come quello qui sotto, fermati e collocati con un segno della matita o della penna, dove pensi di essere in quel momento. Ti aiuterà a focalizzare meglio la tua situazione. Gli stadi del cambiamento 1 Il cambiamento non è un fenomeno del tipo "tutto o niente", ma un processo graduale che attraversa specifici stadi, seguendo un percorso ciclico e progressivo. Le persone che non prendono neanche in considerazione un cambiamento, si collocano nel settore della precontemplazione, caratterizzato dal mancata riconoscimento di avere un problema. In pratica non si accorgono di avere un problema. Se inizia a creparsi un po quella certezza di non avere nessuna difficoltà, si passa allo stadio della contemplazione, dove emergono dubbi e contraddizioni che portano ad una sempre più marcata ambivalenza, in questo caso sul gioco. Da una parte si vorrebbe smettere per determinati motivi, dall altra si hanno altrettanti buoni motivi per continuare a giocare. Se prevale l idea che sarebbe ora di smettere, si passa allo stadio della determinazione. In questa fase viene pensata e ricercata attivamente una soluzione che, una volta messa in pratica, porta il giocatore nello stadio dell azione. Fase in cui i cambiamenti vengono concretamente sperimentati e vissuti. Se hanno successo, dopo sei mesi circa, il giocatore entra nella fase del mantenimento, in cui le nuove abitudini hanno il tempo di consolidarsi fino ad un definitivo abbandono del comportamento precedente, che aveva creato tutti quei problemi. Questo percorso non è lineare bensì circolare, perchè in qualsiasi punto del percorso può verificarsi una ricaduta che riporta la persona agli stadi precedenti. 1 Secondo il modello di Prochaska e DiClemente

9 Guarda il disegno che rappresenta il ciclo del cambiamento. A che punto ti collochi rispetto alla tua intenzione di smettere di giocare? Puoi usare questo schema anche e soprattutto per questioni anche più specifiche, piuttosto che generali. Per esempio potresti essere già in una fase di azione rispetto ad alcuni cambiamenti, mentre per altri essere ancora nella fase di precontemplazione. Quando avrai finito di leggere tutto quanto, torna in questa pagina e dettaglia meglio i cambiamenti che desideri fare, collocandoli nello schema. Cambiamento 1 Cambiamento 2 Cambiamento 3 Precontemplazione Contemplazione Determinazione Azione Mantenimento Uscita definitiva Ricaduta Scheda 1 Nota letteraria mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, se proprio voglio trovare qualcosa che mi faccia digerire tutta questa faccenda, finisco per pensare ai fiumi, e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metta tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare diritto allo scopo, devi ammettere che c è qualcosa di assurdo, ed è esattamente quello che pensarono anche loro, c è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c è da non crederci, è che qualsiasi fiume, non importa dove sia o quanto sia lungo, qualsiasi fiume, proprio qualsiasi fiume, prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, e non questo fiume o quello, ma tutti i fiumi, come se fosse una cosa obbligatoria, una specie di regola uguale per tutti, che è una cosa da non credere, veramente, pazzesca, ma è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto, tanto che tutti, dico tutti, alla fine, navigano per una strada tre volte più lunga del necessario, anzi, per essere esatti, tre volte virgola quattordici, giuro, il famoso pi greco, non ci volevo credere, in effetti, ma pare che sia proprio così, devi prendere la loro distanza dal mare, moltiplicarla per pi greco e hai la lunghezza della strada che effettivamente fanno, il che, ho pensato, è una gran figata, perché, ho pensato, c è una regola per loro vuoi che non ci sia per noi, voglio dire, il meno che ti puoi aspettare è che anche per noi sia più o meno lo stesso, e che tutto questo sbandare da una parte e dall altra, come se fossimo matti, o peggio smarriti, in realtà è il nostro modo di andare diritti, modo scientificamente esatto, e per così dire già preordinato, benché indubbiamente simile a una sequenza disordinata di errori, o ripensamenti, ma solo in apparenza perché in realtà è semplicemente il nostro modo di andare dove dobbiamo andare, il modo che è specificatamente nostro, la nostra natura, per così dire... Tratto da City di Alessandro Baricco Tipologie di giocatori 2 Il fenomeno del gioco d azzardo è oggetto di studi da parecchi anni e molti si 2 Lavanco, Varveri, 2006

10 sono impegnati a fornire un identikit del giocatore. Un primo passo per inquadrare meglio la situazione è rappresentata da questa schematizzazione. Il giocatore sociale è colui che gioca solo per divertirsi e per rilassarsi. A seconda del tempo che dedica al gioco può dirsi giocatore occasionale o abituale. È in grado di controllarsi e di smettere di giocare in qualunque momento e riconosce nel gioco può rappresentare un problema e non solo una potenziale fonte di danno economico. Il giocatore eccessivo, anche detto problematico, non ha il pieno controllo sul gioco e sulle sue conseguenze. I debiti oppure i problemi sul lavoro iniziano a incidere sulla qualità della vita, danneggiando il benessere personale, familiare, lavorativo e sociale. Il giocatore patologico è colui per il quale il gioco d azzardo rappresenta una dipendenza. Il bisogno di giocare è sempre più forte: aumentano frequenza, tempi di gioco e denaro investito. Le relazioni familiari ed amicali si compromettono, la persona può compiere azioni illegali, sentirsi in preda al panico e in alcuni casi togliersi la vita. Nota critica Se un giocatore patologico non gioca più, non torna a essere un giocatore sociale. Semplicemente non è più un giocatore. Molte persone pensano di smettere di giocare, ma che ogni tanto sia possibile giocare una schedina, fare qualche partita a poker con gli amici, oppure giocare a carte a Capodanno. Queste leggerezze si possono pagare molto care. Il ritrovarsi in un determinato ambiente, con particolari emozioni potrebbe quasi sicuramente riattivare il desiderio. Seppure quest esperienza non rappresenterà nulla di particolare per il giocatore, potrebbe essere l inizio di un lento riavvicinamento al gioco. È altamente rischioso giocare a qualsiasi gioco d azzardo, anche quelli che apparentemente non lo sono, come alcune trasmissioni televisive con premi. Mantenere una distanza abissale da quel mondo rappresenta una delle migliori strategie per rimanere astinenti nel tempo. Nota tecnica Il Rapporto Italia 2011 dell'eurispes indica che il gioco d'azzardo è una pratica diffusa. Un italiano su quattro (25,7 percento) gioca almeno una volta al mese, uno su dieci (11,2 percento) almeno una volta a settimana, il 6,5 per cento gioca invece più di una volta a settimana, lo 0,7 percento gioca tutti i giorni. Il 25,8 per cento degli intervistati invece gioca raramente, circa una volta all'anno, il 29,1 per cento non ha mai giocato negli ultimi 12 mesi. Oltre il 70 percento degli italiani ha almeno speso qualche euro per un qualsiasi gioco. È una pratica diffusa nelle fasce d'età più elevate: l'8,7 dei 45-64enni e l'8,8 per cento degli over 65 gioca più volte a settimana, il 14 per cento degli over 65 gioca una volta alla settimana. Ma il gioco è diffuso anche nelle fasce più giovani: il 15,7 per cento degli under 24 gioca almeno una volta alla settimana. Nelle fasce intermedie invece il gioco è meno diffuso, il 28,4 per cento dei 35-44enni gioca una volta al mese, il 30,9 per cento dei 25-34enni gioca una volta l'anno. L'indagine "Anziani e azzardo"di Auser, gruppo Abele, Coop Piemonte e Libera del 2013 ha rilevato che su mille anziani intervistati, il 70,7percento ha giocato almeno una volta nell'ultimo anno. Nel 16,4percento dei casi i questionari hanno rilevato una situazione problematica di gravità medioalta. Il 30percento degli anziani gioca a Lotto e Superenalotto, il 26,6percento al Gratta e vinci e alle lotterie istantanee.

11 Per i familiari Fate molta attenzione a come voi gestite il gioco d azzardo. Anche per voi probabilmente una partita a carte con gli amici non è assolutamente pericolosa. Non occorre demonizzare il gioco, ma esiste un alternativa a quel determinato modello? Esistono alternative altrettanto piacevoli e divertenti al pokerino con gli amici o alla tombola natalizia? Non sottovalutate poi l influenza che il vostro comportamento ha nei confronti dei bambini. É sempre necessario premiare i figli con dei soldi? Esistono alternative al denaro per gratificare se stessi e gli altri? Sulla paura È un emozione molto importante, temuta dai più perché hanno insegnato, soprattutto ai maschietti, che non bisogna avere paura di niente e di nessuno. Il meccanismo della paura è molto primitivo e funziona come reazione a qualcosa di imprevisto. La risposta alla paura può essere la fuga, il congelamento e il combattimento. È anche un meccanismo che si attiva molto velocemente e non lascia certo il tempo di riflettere su quale sia l opzione migliore. Quando un tempo molto lontano eravamo minacciati da bestie feroci, non potevamo certo valutare cosa fare con calma. O scappavi o combattevi e il nostro cervello è ancora fermo a quei meccanismi basici. Questa emozione però può salvare la pelle. Se fuggiamo e ci salviamo, possiamo vivere un altro giorno, se niente ci fa paura, i nostri giorni sono contati, per cui la paura ci tiene in vita. Per un giocatore d azzardo patologico avere paura del gioco è una cosa positiva e salutare. Se ho paura di qualcosa, mi posso preparare per difendermi e quando la voglia di giocare mi assale, so cosa fare per non soccombere. Sei un giocatore d azzardo patologico? Quello che segue è un test per valutare meglio se il tuo modo di giocare desta preoccupazione. Ripensa agli ultimi 12 mesi, leggi le domande e metti una crocetta in base alla frequenza con la quale ti sono capitate le situazioni in oggetto. Non barare con te stesso! 1 Hai scommesso più di quanto potessi realmente permetterti di perdere? 2 Hai avuto bisogno di giocare più soldi per ottenere la stessa sensazione di eccitazione? 3 Sei tornato a giocare col proposito di recuperare il denaro perso per rifarti? 4 Hai chiesto prestiti o hai venduto qualcosa per avere i soldi da giocare? 5 Hai pensato di avere un problema col gioco d azzardo? Mai Alcune volte La maggior parte delle volte 6 Il gioco ti ha causato problemi di salute, inclusi Quasi sempre

12 stress o ansia? 7 Alcune persone ti hanno criticato per il tuo modo di giocare o ti hanno accusato di avere un problema di gioco, a prescindere dal fatto che tu ritieni che ciò sia vero o meno? 8 Hai pensato che il gioco ti ha causato problemi economici o ne ha causati al tuo bilancio familiare? 9 Ti sei sentito in colpa per il tuo modo di giocare o per ciò che accade quando giochi? Totale punteggio Scheda 2 Canadian Problem Gambling Index Punteggio totale ottenuto Classificazione 0 Giocatore non problematico Da 1 a 2 Giocatore a rischio Da 3 a 7 Giocatore problematico di gravità media 8 o maggiore Giocatore problematico di gravità elevata Se hai totalizzato zero punti (giocatore non problematico) probabilmente le preoccupazioni di avere problemi con l azzardo sono eccessive: confrontati con un operatore del Servizio Pubblico (Ser.D.) o del Privato, e cerca di capirne il motivo. È probabile che tu non abbia necessità di alcun trattamento, ma in ogni caso monitora il tuo comportamento di gioco a scopo preventivo. Se hai totalizzato 1 o 2 punti (giocatore a rischio) significa che qualche elemento problematico esiste e vi sono probabilità che continuando a giocare la situazione, già precaria, peggiori. La lettura e l applicazione dei suggerimenti contenuti in questo libro ti potranno essere d aiuto per iniziare un processo di cambiamento. Se hai totalizzato 3 punti o più (giocatore problematico di gravità media o elevata) la tua situazione presenta importanti elementi preoccupanti legati all azzardo. Continua a leggere e a sperimentare lungo il percorso, ma potrebbe essere anche necessario avviare una forma di terapia più strutturata con l aiuto del Ser.D. o di un operatore del privato. Le nuove frontiere dell azzardo: l online e il virtuale Lo sviluppo tecnologico ha favorito e trasferito parte del volume di gioco verso nuovi territori non meno reali, perché anche lì si giocano soldi veri. Ormai tutti i giochi sono disponibili sulla rete, con meccanismi identici a quelli presenti in una sala slot, in tabaccheria o nelle ricevitorie. Inoltre sono sempre disponibili e non chiudono per vacanza o giorni di riposo; 365 giorni all anno, 24 ore su 24, senza nessun limite temporale, se non la stanchezza del giocatore e la fine dei soldi

13 sulla carta di credito o sul conto. Oltre a giocare da casa propria, con gli smartphone, i tablet e altri dispositivi sempre online si può giocare da qualsiasi posto una persona si trovi, con un rischio maggiore di attivare una dipendenza. Come se non bastassero gli eventi reali, lo sanno bene gli inglesi che puntano su qualsiasi evento possa capitare su questo pianeta, sono disponibili da qualche tempo anche dei giochi virtuali, come corse di cavalli o incontri di calcio che avvengono solo come simulazione di un computer, dove il giocatore può provare comunque a indovinarne il risultato. Nota tecnica Nel 2012 il numero dei giocatori attivi online, in un mese, è stato 790mila mentre nel 2011 erano stati 792mila, secondo una elaborazione di Gioconews.it su dati Aams. In particolare il bingo ha realizzato una raccolta lorda di 147 milioni di euro, gli Skill Games e il poker a torneo milioni di euro con 372mila giocatori. Per quanto riguarda le scommesse e i concorsi a pronostico e Superenalotto la raccolta è arrivata a toccare i milioni di euro con 490mila giocatori. Sul fronte delle lotterie la raccolta è stata pari a 35 milioni. I casinò games hanno raccolto milioni, con 92mila giocatori, invece il poker cash ha raccolto milioni, con 285mila giocatori. Per il familiari Questo tipo di strumento per giocare viene utilizzato sia dagli adolescenti, di norma più tecnologici, ma anche dagli adulti, per cui occorre fare attenzione a determinati comportamenti. Se spesso si isolano, se passano molte ore al computer o al telefonino, se frequentano poche persone, se notate un maggiore nervosismo e cambi di umore, occorre capire se la persona è troppo coinvolta con la tecnologia e se dietro a tutto ciò c è il gioco. Se in casa c è un minore, educatelo all uso del computer, fategli compagnia mentre chatta o scrive su Facebook, in modo non solo da controllare, ma da capire come utilizza quello strumento, che potrebbe diventare pericoloso. Esistono anche dei programmi che, impostati dall adulto, vietano l ingresso in determinati siti o ne limitano l accesso per un numero determinato di ore.

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