Soddisfazione OVERALL Confronto con gli standard di mercato

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1 La valutazione overall è quindi calcolata sommando coloro che rispondono in linea con le aspettative oppure supera le aspettative. Dall analisi della tabella successiva emerge che l 88,5 delle utenze ritengono che i servizi resi da Veritas siano in linea con le aspettative e contemporaneamente conferma quanto già emerso nella rilevazione CSI e cioè l ottima performance di Veritas soprattutto rispetto allo standard nazionale e a quello dei centri medio piccoli. Si fa presente che i clienti domestici sono risultati più soddisfatti rispetto alle utenze non domestiche, diversamente dal 2007 quando i due dati erano più o meno in linea. Soddisfazione OVERALL Confronto con gli standard di mercato Di seguito si riportano i risultati dell indagine della percentuale degli utenti insoddisfatti, soddisfatti, deliziati rispetto al totale clienti Igiene Urbana, su alcuni servizi sia per l Area relazione che per l Area Prod./Servizio. Per l area Relazione i risultanti sono più che buoni. Infatti l 88,5% degli intervistati ha dichiarato di essere soddisfatta mentre il 77,9% è soddisfatta della cortesia e competenza del personale che deve sommarsi però al 17,2% che per tale caratteristica è rimasta addirittura deliziata del servizio offerto. In tale Area sono da migliorare i tempi di attesa, di risposta ai reclami e la facilità di accesso al servizio telefonico che presentano una insoddisfazione compresa tra il 15% e il 18%. Clienti insoddisfatti soddisfatti deliziati Area Relazione V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 161

2 Per quanto riguarda l Area produzione servizi sono da ritenersi più che buoni risultati ottenuti soprattutto in considerazione dei deliziati nel servizio Asporto oggetti voluminosi (37,6%) e nell efficienza dimostrata nella raccolta porta a porta (20%). Si segnalano per gli insoddisfatti, per valori superiori al 30%, il costo del servizio rispetto alla qualità, la pulizia delle strade e l odore dei contenitori. Clienti insoddisfatti soddisfatti deliziati Area Prod./Servizio Le ultime due tabelle non evidenziano nessun calo nel livello di soddisfazione. Per quanto riguarda l Area Relazione i valori sono sensibilmente migliorativi rispetto al 2009 e sugli stessi livelli raggiunti nel Per l Area Produzione/ Servizio i valori si mantengono costanti sugli stessi livelli dei due anni precedenti mentre subisce un calo sensibile la soddisfazione sul costo del servizio rispetto alla qualità del servizio V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 162

3 Livello di soddisfazione - Trend Area Relazione Livello di soddisfazione - Trend Area Produzione/Servizio Segnalazione e reclami Nella tabella seguente si riportano le segnalazioni ed i reclami per le tre zone principali del Comune di Venezia: terraferma, estuario e centro storico, con l indicazione del numero di segnalazioni e di reclami ogni 1000 utenti. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 163

4 Le segnalazioni sono in genere richieste di informazioni, segnalazioni di oggetti abbandonati in strada, richieste di intervento specifiche relative ad alcuni servizi. Nel 2009 le numerose segnalazioni registrate per la terraferma riguardavano maggiormente la collocazione dei cassonetti durante la costruzione della linea tranviaria e per il Centro Storico erano relative a richieste di intervento (anche per quanto riguarda gli ingombranti) soprattutto durante i giorni di acqua alta. Segnalazioni e reclami Erogazione del servizio spazzamento Poiché il territorio servito è molto articolato e complesso, variando dalla specificità veneziana alle strade, piazze e portici del centro città, ad alta densità abitativa e ad ancor più alta frequentazione, alle zone più periferiche densamente o mediamente popolate e a quelle semi rurali, scarsamente urbanizzate, il servizio deve essere calibrato ed adeguato ad ogni singola zona, nel rispetto dei principi fondamentali di eguaglianza ed imparzialità. Si riporta la quantità raccolta di rifiuti stradali da spazzamento registrata nell anno 2009, riferita all ultimo dato ufficiale. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 164

5 Per quanto riguarda la quantità di rifiuti da spazzamento bisogna osservare che questa variabile non è osservabile per il centro storico di Venezia (a parte la zona di Piazzale Roma ed una piccola parte di Santa Marta), in quanto tali rifiuti vengono imputati (per necessità di servizio) insieme ai rifiuti urbani. Per lo stesso motivo le tonnellate raccolte di rifiuti urbani risultano molto sovrastimate (specie perché la maggior parte dei rifiuti da spazzamento nel centro storico sono prodotti dai turisti). Servizio spazzamento Erogazione del servizio raccolta Per quanto riguarda la raccolta l indicatore più importante del servizio è rappresentato dalla quantità totale di raccolta e dalla percentuale di raccolta differenziata. Si riporta anche la quantità sempre riferita al 2009, ultimo dato ufficiale a disposizione del totale di rifiuto prodotto. Servizio Raccolta rifiuti V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 165

6 Come si può vedere la quantità di rifiuto procapite (tra differenziati e non) raccolta nel centro storico è molto più alta rispetto le altre due zone territoriali. In questo caso pesante è l effetto della presenza turistica. Se si tenesse conto dei turisti (e considerando che questi sono presenti in tutto il territorio, terraferma ed estuario) si passa ad una produzione pro-capite l anno di molto inferiore. Oltre al servizio normale di raccolta VERITAS effettua anche la raccolta di oggetti voluminosi a domicilio, gratuitamente per rifiuti al di sotto di un metro cubo. Ciò nonostante molto spesso si trovano anche oggetti ingombranti abbandonati che vengono recuperati dall azienda. Gli indicatori individuati per rappresentare il servizio sono i seguenti: numero totale di asporto ingombranti per appuntamento, numero di appuntamenti ogni 1000 utenze, numero di interventi per asporto oggetti voluminosi abbandonati, numero di interventi ogni 1000 utenti, rapporto tra interventi asporto oggetti abbandonati ed interventi su appuntamento. Appuntamenti per rifiuti ingombranti e abbandonati Il rapporto interventi asporto oggetti abbandonati su interventi per appuntamento indica che in terraferma ogni 4 interventi per appuntamento se ne fa uno per rifiuti abbandonati, nell estuario il rapporto è di quasi 1 a 2 (1 intervento per rifiuti abbandonati ogni 2 appuntamenti) e nel centro storico il rapporto è di circa 1 intervento rifiuti abbandonati ogni 6 appuntamenti. Infine si riporta la disponibilità di contenitori stradali. Nella tabella seguente sono riportati i volumi totali a disposizione ed i volumi per residente (al ). Si osserva che per il centro storico di Venezia viene riportato il volume totale a disposizione per tipologia di rifiuto ma non quello per abitante, essendo questo ultimo poco significativo dato che in questa zona la raccolta è porta a porta. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 166

7 Tipologia di contenitori: volumetria a disposizione Nella Tabella Tipologia di contenitori sono riportate le volumetrie a disposizione dei cittadini, ovviamente condizionate alla frequenza di svuotamento, mediamente giornaliera per il secco. Ad esempio il volume disponibile giornaliero per cittadino della Terraferma è di circa 49 litri. Si consideri che un sacchetto della spesa riempito di rifiuto secco rappresenta un volume di 15 litri ed è utilizzato per un nucleo famigliare di tre persone in media. Nella tabella sono stati riportati i volumi a disposizione considerando esclusivamente i contenitori stradali (cassonetti e campane). Non si è tenuto conto di altri contenitori, pure a disposizione della cittadinanza, come per esempio i cassoni scarrabili messi a disposizione nei giorni di mercato e delle 2 isole interrate collocate a Marghera e Favaro rispettivamente. Sono stati riportati i contenitori solo per le tipologie di rifiuto ritenute più importanti. Il cittadino ha a disposizione anche gli ecocentri dove portare vari tipi di rifiuto Servizio di derattizzazione disinfestazione disinfezione e pulizia del litorale Dal 2006 gli interventi di lotta e controllo dei ratti e di altre specie animali moleste sono di competenza dell Amministrazione Comunale. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 167

8 Per l effettuazione del servizio, gli Uffici dell Area dirigenziale competente per l igiene urbana del Comune di Venezia e Veritas S.p.A. (precedentemente tramite ARTI S.p.A.)., con la consulenza dell Azienda U.L.S.S. 12 di Venezia Servizio Veterinario, elaborano annualmente un Piano di gestione tecnico-economico che individua tutti gli interventi di lotta e di controllo necessari a garantire la tutela e l igiene ambientale delle aree pubbliche, sostenendo e sviluppando tutte le attività necessarie a tale scopo. Nell anno 2009 sono stati effettuati interventi programmati di derattizzazione su aree pubbliche e scuole del Comune di Venezia e interventi antilarvali nei confronti di zanzare che interessano caditoie stradali, 160 scuole, e 80 tra aree verdi e parchi pubblici. Inoltre sono stati effettuati interventi straordinari di derattizzazione, disinfezione e disinfestazione e rimozione di carcasse di animale su segnalazione del Comune di Venezia e/o indicazione della cittadinanza. E prevista la presenza di personale addetto alla pulizia dei litorali a fruizione libera nel periodo aprile settembre da effettuarsi al Lido, Pellestrina, Oasi di Ca Roman e Alberoni. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 168

9 8. 1 I COSTI DEL SERVIZIO I costi 2011, individuati nella tabella successiva, sono quelli riepilogativi risultanti dalle schede di cui al capitolo 8 e sono relativi alle diverse fasi del sistema di gestione dei rifiuti, in base ad ognuna delle tre zone territoriali tenuto conto anche alle modalità di svolgimento del servizio, definite nei precedenti capitoli. I costi indicati nella tabella seguente costituiscono, inoltre, la base per la definizione del presente Piano Finanziario della Città di Venezia e della relativa tariffa da applicare. Prospetto Riepilogativo dei Costi Anno 2011 V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 169

10 La tabella successiva raggruppa gli stessi costi del Servizio in base ai vari servizi e costi DESCRIZIONE SERVIZIO Costo RACCOLTA RIFIUTI URBANI LAVAGGIO CASSONETTI OPERATORE UNICO RACCOLTA FORU LAVAGGIO BIDONI FORU RACCOLTA CARTONI, VPL AD UTENZE COMMERCIALI RACCOLTA E LAVAGGIO CAMPANE CARTA E VPL RACCOLTA TESSUTI/PELLAMI RACCOLTA VERDE E RAMAGLIE CON CONTENITORI FRONT LOADER PULIZIA E RACCOLTA c/o MERCATI RIONALI RACCOLTA RIFIUTI INGOMBRANTI SU APPUNTAMENTO E ABBANDONATI SUL SUOLO PUBBLICO RACCOLTA RUP GESTIONE STAZIONE TRASBORDO E TRASPORTO RIFIUTI SACCA S. BIAGIO GESTIONE CENTRO DI RACCOLTA GESTIONE ECOCENTRO GESTIONE MANUTENZIONE MEZZI LAVAGGIO E SANIFICAZIONE AUTOMEZZI INTEGRAZIONE RACCOLTA DIFFERENZIATI SERVIZIO ADDIZIONALE TOTALE COSTI RACCOLTA RIFIUTI SPAZZAMENTO GENERALE E DOMENICALE SPAZZAMENTO DI MANTENIMENTO SPAZZAMENTO MECCANIZZATO SERVIZIO SPAZZAMENTO PER MANIFESTAZIONI VARIE SERVIZIO DERATTIZZAZIONE DISINFESTAZIONE E DISINFEZIONE SERVIZIO PULIZIA CADITOIE SERVIZIO PULIZIA FOSSATI SERVIZIO PULIZIE SPIAGGIE SERVIZI INTEGRATIVI SERVIZIO PULIZIA DA ALGHE TOTALE COSTI SPAZZAMENTO TOTALE COSTI SERVIZI COSTI INDIRETTI DI PRODUZIONE (coordinamento, gestione servizi, registrazione formulari, MUD, ecc.) COSTI AMMINISTRATIVI TIA, RISCOSSIONE, CONTENZIOSO COSTO PERSONALE COMUNALE ISPETTORI AMBIENTALI TOTALE COSTI SERVIZI COMPLEMENTARI TOTALE COSTI SMALTIMENTO RIFIUTI * CREDITI INESIGIBILI 1% TIA QUOTA AATO TOTALE ALTRI COSTI TOTALE COSTI RISORSE FINANZIARIE PER INVESTIMENTI RISORSE FINANZIARIE PER GESTIONE TIA SPESE GENERALI 8% UTILE DI IMPRESA 3% IRAP TOTALE TOTALE GENERALE V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 170

11 8. 2 COMPOSIZIONE DEI COSTI TOTALI Dall analisi dei dati riportati nella tabella riassuntiva di cui al paragrafo precedente emerge che in merito alla composizione dei costi complessivi per la gestione dei rifiuti 2011 la quota preponderante del 39%, è costituita dai servizi di raccolta, mentre al costo per gli smaltimenti (al lordo dei ricavi da cessione dei materiali) è riconducibile una quota del 22% e ai servizi di spazzamento la quota dell 20%. Nel complessivo i costi diretti ammontano quindi a circa all 81% del totale, essendo le rimanenti quote costituite dal 19% per spese generali di gestione legate alla fatturazione e ai costi indiretti e dal 3% per costo d uso capitale e Irap. Composizione dei costi anno 2011 V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 171

12 8. 3 I COSTI DEL SERVIZIO IN BASE AL D.P.R. 158/1999 Nelle tabelle seguenti è riportata una sintesi della struttura dei costi previsti dall Allegato 1 del D.P.R. 158/99 e di come gli stessi vanno allocati, accompagnati da una breve descrizione. I Costi operativi di gestione (CG) sono dati dalla sommatoria dei Costi di gestione del rifiuto indifferenziato (CGIND) e dei Costi di gestione del rifiuto differenziato (CGD). I Costi di gestione del rifiuto indifferenziato (CGIND) comprendono: Costi spazzamento e lavaggio strade e piazze pubbliche (CSL); Costi di raccolta e trasporto Rsu (CRT); Costi di trattamento e smaltimento Rsu (CTS); Altri Costi (AC). Costi di Gestione Indifferenziato (CGIND) V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 172

13 I costi di spazzamento e lavaggio strade e piazze pubbliche (CSL) sono quantificati sulla base dei costi diretti per l erogazione dei servizi di spazzamento, ammortamenti esclusi, avendo scorporato inoltre una quota minima pari all 50% dei costi del personale (inclusa nella successiva voce dei Costi generali di gestione CGG). Costi di gestione di raccolta e trasporto rsu (CRT). Sono quantificati sulla base dei costi dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti indifferenziati erogati in base al contratto, comprendendo eventuali costi di travaso e di trasporto fuori bacino al netto di una quota parte del costo del personale (inclusa nella successiva voce dei Costi generali di gestione CGG). I Costi di gestione del ciclo della raccolta differenziata (CGD) comprendono: Costi di raccolta differenziata per materiale (CRD); Costi di trattamento e riciclo (CTR+); Proventi vendita di materiale ed energia (CTR-). Costi di Gestione Differenziato Costi di raccolta differenziata per materiale (CRD) Sono quantificati sulla base dei costi diretti per l erogazione dei servizi di raccolta differenziata e di raccolta dei rifiuti ingombranti, ammortamenti esclusi, avendo scorporato inoltre una quota parte del costo del personale (inclusa nella successiva voce dei Costi generali di gestione CGG). Costi di trattamento e riciclo (CTR) Sono quantificati sulla base dei costi diretti di trattamento, recupero o smaltimento dei rifiuti provenienti dalle raccolte differenziate e degli ingombranti. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 173

14 Proventi vendita di materiale ed energia (CTR-) Sono quantificati sulla base dei ricavi dalla cessione del materiale proveniente dalle raccolte differenziate, inclusi contributi riconosciuti dal CONAI per la raccolta degli imballaggi. I Costi comuni comprendono: Costi amministrativi dell accertamento, della riscossione e del contenzioso (CARC); Costi generali di gestione (CGG); Costi comuni diversi (CCD). Costi comuni CC Costi amministrativi dell accertamento, della riscossione e del contenzioso (CARC) Tali costi comprendono le spese logistiche dell ufficio tariffazione e del personale che segue la definizione della tariffa, il suo accertamento, il contenzioso e la riscossione (con le relative spese). Costi generali di gestione (CGG) Comprendono le spese generali, e una quota pari al costo del personale impegnato nei servizi operativi di raccolta del rifiuto indifferenziato, raccolte differenziate (quota scorporata dalle voci CRT CRD e CSL). Si ricorda che secondo quanto previsto dal D.P.R. 158/99 nei CGG vanno ricompresi i costi relativi al personale in misura non inferiore al 50% del loro ammontare. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 174

15 Costi comuni diversi (CCD) Comprendono altri costi legati alla gestione dei servizi e non specificamente riferibili ad alcuni di essi. In particolare, nelle presenti valutazioni sono stati definiti comprendendovi: i costi tecnici indiretti; i costi dei materiali di consumo e dei servizi a rete; I Costi d'uso del capitale comprendono: Ammortamenti (AMM); Accantonamenti (ACC); Remunerazione del capitale investito (R). Ammortamenti (AMM) Sono quantificati sulla base degli ammortamenti di mezzi e attrezzature impiegate in servizi di raccolta e trasporto o di spazzamento e degli ammortamenti per strutture e attrezzature di uso generale di proprietà del gestore. Accantonamenti (ACC) Remunerazione del capitale investito (R) V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 175

16 In base alle argomentazioni su esposte, tenendo conto che è il 100% della quota del costo del personale di cui alle voci CSL, CRT e CRD è stata imputata nei CGG, i costi di ogni singola voce di tariffa in base ai criteri del D.P.R. 158/99 risultano così distribuiti: Tabella Voci di Costo accorpate secondo DPR 158/99 PREVISIONE COSTI SERVIZIO IGIENE AMBIENTALE 2011 CSL Costi spazzamento lavaggio CRT costi raccolta trasporto rsu CTS costi trattamento rsu AC altri costi CGIND Costi gestione Indifferenziata CRD costi raccolta differenziata per materiale CTR costi di trattamento e riciclo CGD Costi Gestione Differenziato TOTALE CG Costi Gestione CARC costi accertamento riscossione contenzioso CGG costi generali di gestione CCD costi comuni diversi TOTALE CC Costi Comuni CK costi di ammortamento e d'uso del capitale TOTALE CK Costi d'uso capitale Totale Componenti di costo della Tariffa V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 176

17 8. 4 RIPARTIZIONE DEI COSTI TRA QUOTA FISSA E VARIABILE A partire dalla strutturazione della tariffa così come calcolata nella tabella alla pagina precedente, è possibile procedere alla sua scomposizione nella parte fissa e nella parte variabile, secondo quanto definito dal D.P.R. 158/99. L articolo 3 comma 2 del D.P.R. 158/99 ha disposto che la tariffa, di tipo binomio, è composta essenzialmente da : Una quota fissa, riferita alle componenti essenziali del servizio quali il costo del servizio, gli investimenti e i relativi ammortamenti; Una quota variabile rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all entità dei costi di gestione. Le voci di costo da attribuire rispettivamente alla parte fissa e alla parte variabile della tariffa, elencate dettagliatamente al punto 3 dell allegato 1 al DPR 158/99, sono quelle della rappresentazione riportata di seguito. Il metodo normalizzato così come impostato dal DPR 158/99 è molto preciso nel definire la ripartizione delle voci di costo tra la quota fissa e la quota variabile della tariffa, concedendo così margini di manovra molto contenuti. Come già argomentato in precedenza l unico elemento discrezionale lasciato all ente preposto all applicazione della tariffa consiste nella scelta di imputazione dei costi del personale. Infatti, ai sensi del punto 2.2 dell allegato 1 al DPR 158/99, vanno ricompresi nei costi generali di gestione (CGG) quelli relativi al personale...in misura non inferiore al 50% del loro ammontare. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 177

18 In base all analisi dei dati di costo e dei parametri a disposizione è risultata, come riportato nella tabella seguente, una ripartizione tra la quota fissa e variabile della tariffa pari rispettivamente al 70% e 30%. Determinazione quota fissa e variabile secondo i parametri DPR 158 V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 178

19 8. 5 RIPARTIZIONE TRA UTENZE DOMESTICHE E NON Il comma 6 dell art 49 del D.lgs 22/97 stabilisce che la tariffa sia articolata per fasce di utenza e territoriali. L articolazione per fasce territoriali riconosce la possibilità di individuare differenti modulazioni tariffarie in funzione della diversa collocazione sul territorio dell utenza e quindi del diverso grado di fruizione del servizio. L articolazione per fasce di utenza consiste invece nella suddivisione del gettito tariffario, e di conseguenza dei relativi costi, tra utenze domestiche e utenze non domestiche. Il D.P.R. 27 aprile 1999 n. 158 dispone in merito alla ripartizione dei costi tra le utenze domestiche e quelle non domestiche quanto segue: art. 4 comma 2 L ente locale ripartisce tra le categorie di utenza domestica e non domestica l insieme dei costi da coprire attraverso la tariffa secondo criteri razionali, assicurando l agevolazione per l utenza domestica di cui all art. 49, comma 10 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. art. 5 comma 1 Stabilito, ai sensi dell art. 4 comma 2, l importo complessivo dovuto a titolo di parte fissa dalla categoria delle utenze domestiche, la quota fissa da attribuire alla singola utenza domestica viene determinata secondo quanto specificato nel punto 4.1 dell allegato 1 al presente decreto, in modo da privilegiare i nuclei familiari più numerosi e le minori dimensioni dei locali. art. 5 comma 2 La parte variabile della tariffa è rapportata alla quantità di rifiuti indifferenziati e differenziati, specificata per Kg. prodotti da ciascuna utenza. art. 5 comma 4 La quota variabile della tariffa relativa alla singola utenza viene determinata applicando un coefficiente di adattamento secondo la procedura indicata nel punto 4.2 dell allegato 1 al presente decreto. Dalla normativa qui sopra richiamata si desume quindi che per la ripartizione dei costi fissi del servizio di igiene urbana bisogna adottare criteri razionali, mentre per la parte variabile occorre fare riferimento alla produzione media procapite di ciascuna utenza così come elaborata dalla Sezione nazionale del Catasto Rifiuti. Allo stato attuale non risulta che siano mai state pubblicate queste produzioni medie procapite. In mancanza di tali dati la suddivisione dei costi potrebbe essere effettuata utilizzando le indicazioni della Circolare del Ministero dell Ambiente n. gab/99/17879/108 del , la quale dispone che l attribuzione avvenga stimando che: 1. i rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche, moltiplicando le superfici a ruolo per gli indici di produzione Kd previsti dall Allegato 1 al D.P.R. 158/99; 2. i rifiuti da attribuire alle utenze domestiche si ottengono per sottrazione dal totale dei rifiuti indifferenziati e differenziati (escluso gli imballaggi entrati nella raccolta differenziata). V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 179

20 In base a questo criterio, tenendo conto dei Kd adottati (vedi paragrafo 7.7), la produzione complessiva dei rifiuti delle utenze non domestiche, applicata sulla totalità delle superfici, risulta pari tonnellate. E prevista anche la possibilità simmetrica e speculare alla precedente partendo dalla stima dei rifiuti prodotti dalle utenze domestiche e attribuendo la differenza rispetto alla produzione totale alle utenze non domestiche. Per far questo è stato preso il dato delle famiglie residenti risultanti all anagrafe demografica del Comune di Venezia ed applicando, per ognuna, la produzione giornaliera determinata, secondo il numero dei componenti, in base alle verifiche puntuali effettuate in alcuni comuni della Regione Veneto. La produzione totale ottenuta è pari a tonnellate come evidenziato nella tabella successiva: 1 comp. 2 comp. 3 comp. 4 comp. 5 comp. 6 o + comp. totale numero famiglie Produz.ne Famiglia Kg/gg 0,8577 1,4216 1,8126 1,9801 2,1783 2,8432 Produz.ne Famiglia Kg/anno 313, , , , , ,768 Produz.ne totale annua in Kg Produzione Totale in tonnellate Con lo stesso criterio si sono sviluppate le produzioni ipotetiche attribuibili alle seconde case tenendo conto che le stesse sono state equiparate alle utenze di 4 componenti o dei sei componenti rispettivamente nel caso le stesse siano riferite alle 2 case in uso ai residenti (5.941) o alle 2 case dei non residenti (9.206). In questa ipotesi la somma totale dei rifiuti delle utenze domestiche, comprese le seconde case, risulta pari a tonnellate, di cui riferite ai residenti e ai non residenti. La somma delle produzioni rifiuti delle due macro categorie analizzate (utenze domestiche e non domestiche) pari a tonnellate determina una differenza di tonnellate rispetto alle tonnellate totali di produzione rifiuti che va a sommarsi a quella delle utenze non domestiche, trattandosi di produzioni addebitabili al flusso turistico che gravita sulla città di Venezia. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 180

21 Produzione utenze domestiche residenti case Produzione in base ai kd utenze non domestiche Produzione utenze non dom per fenomeno turistico che sul totale della produzione corrisponde alla percentuale del 40% e del 60% da attribuire rispettivamente alle utenze domestiche e non domestiche. I valori così ottenuti, tenuto conto anche dell induttività del calcolo, si avvicinano alle attuali percentuali di suddivisione del 42% e 58%, in attesa sia possibile determinare una distinzione in maniera più precisa, anche attraverso la pesatura effettiva dei rifiuti. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 181

22 8. 6 UTENZE DOMESTICHE - I COEFFICIENTI KA E KB Secondo quanto previsto al punto 4.1 dell allegato 1 al DPR 158/99, la parte fissa per le utenze domestiche è determinata sulla base della superficie dell alloggio, occupato dall utente, corretta mediante l applicazione di un coefficiente di adattamento (Ka) che tiene conto della reale distribuzione delle superfici degli immobili in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare. I valori di tali coefficienti sono quelli indicati nelle tabelle 1a o 1b dell allegato 1 del DPR 158/99 e sono stati elaborati, sulla base dei dati ISTAT, per tre aree geografiche (Nord, Centro e Sud) e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai abitanti. (la tabella 1b è riferita ai comuni con popolazione inferiore ai abitanti). Non essendo previsti dalla normativa margini discrezionali nell applicazione di questo coefficiente, si ritiene obbligatorio applicare i valori espressi nella tabella 1 a dell allegato 1 al DPR 158/99 e riportati di seguito. tabella 1 a del DPR 158 Per quanto riguarda la quota variabile della tariffa delle utenze domestiche l art. 5 comma 2 del DPR 158/99 prevede che deve essere rapportata alla quantità di rifiuti prodotti da ciascuna utenza. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 182

23 Nel caso non siano state effettuate tecniche di pesatura individuale dei rifiuti conferiti è possibile adottare un sistema presuntivo, prendendo a riferimento la produzione media comunale procapite, desumibile da tabelle predisposte annualmente sulla base dei dati elaborati dalla Sezione nazionale del Catasto dei rifiuti, secondo le modalità indicate al punto 4.2 dell allegato 1 al Decreto e con l applicazione di un Kb quale coefficiente di adattamento che soddisfi ai valori di cui alla tabella 2a. tabella 2a del DPR 158 V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 183

24 8. 7 UTENZE NON DOMESTICHE - I COEFFICIENTI KC E KD Il punto 4.3 dell allegato 1 al DPR 158/99 stabilisce che la parte fissa per le utenze non domestiche è determinata sulla base della superficie dei locali (mq) in cui si svolge l attività, corretta mediante l applicazione di un coefficiente potenziale di produzione Kc che tiene conto della quantità potenziale di produzione di rifiuto connesso alla tipologia di attività. Gli intervalli dei valori attribuibili a tale coefficiente, indicati nelle tabelle 3a o 3b dell allegato 1, sono stati elaborati per tre aree geografiche (Nord, Centro e Sud) e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai abitanti. (la tabella 3b riferita ai comuni con popolazione inferiore ai abitanti non viene riportata in quanto ininfluente) Secondo quanto stabilito dall art. 6 comma 2 del DPR 158/99 la parte variabile della tariffa per le utenze non domestiche deve essere rapportata alla quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico di raccolta da ciascuna utenza. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 184

25 La norma stabilisce che l Ente preposto all applicazione della tariffa organizzi e strutturi sistemi di misurazione di dette quantità e che, nella fase transitoria, applichi, qualora non abbia provveduto alla misurazione, un sistema presuntivo, prendendo a riferimento un coefficiente potenziale di produzione Kd che tiene conto della quantità di rifiuto minima e massima connessa alla tipologia di attività secondo gli intervalli dei valori attribuibili a tale coefficiente, indicati nelle tabelle 4a dell allegato 1. Le due ultime tabelle rappresentano le 35 classi di utenze non domestiche adottate dal Comune di Venezia nell anno 1999 a seguito dell istituzione della tariffa. Appare evidente che il numero delle classi adottato non è uniforme rispetto alle 30 classi di attività previste dal D.P.R. 158/99. La diversità dipende dalla circostanza che in fase di istituzione della tariffa il Comune ha ritenuto opportuno assegnare ad alcune attività che risultavano, in base alla norma, accorpate nella stessa classe originaria, dei coefficienti Kc e Kd diversi pur nel rispetto dei range minimi e massimi previsti dalle tabelle di cui al Decreto, ritenendo più corretta una diversificazione delle produzioni in base alla realtà cittadina. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 185

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