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7 Rieccoci!!! Come va? Siamo la nuova redazione e abbiamo realizzato il nuovo giornalino scolastico: il titolo è sempre lo stesso, mentre la copertina è nuova, rappresenta la nostra vivacità e la voglia di stare insieme, di ascoltare la musica e di colorare il mondo con la nostra allegria. All interno troverete squisite ricette, simpatici annunci, recensioni di libri e di musica, divertenti barzellette e storie di tutti i tipi. Anche quest anno lo scopo del nostro lavoro è quello di mantenere l adozione di Christie, una bambina ugandese di tre anni, ospite del Moyo Babies Home, perciò speriamo di raccogliere tanti soldi e aiutare così la nostra piccola amica, facendole sentire tutto il nostro affetto. Un ringraziamento alle insegnanti per la loro disponibilità e a tutte le classi per la loro collaborazione. Leggete e divertitevi a più non posso! La redazione

8 Ecco i fantastici componenti della redazione : RAGAZZI DELLA 1^A Bassetti Pietro Benini Matteo Merlini Anna Tamburella Luana RAGAZZI DELLA 1^B Labanti Riccardo Lolli Martina Morreale Mattia Nanni Sara Perla Valentina Tassinari Sofia RAGAZZI DELLA 1^C Aroni Silvia Bernardoni Sara Grazio Alex Senatore Ugo Tadic Nella RAGAZZI DELLA 1^D Carrara Beatrice Fabbri Laura Mezzetti Giulia Ranieri Orfeo RAGAZZI DELLA 1^E Bulacu Cristian Cavazza Filippo Neri Martina Papandrea Domenico Piccioni Elena

9 CHI E IQBAL MASIH Ecco la storia di questo grande ragazzino Fu un operaio tessile e sindacalista pakistano, simbolo della lotta contro il lavoro infantile. Iqbal nacque nel 1983 e già a quattro anni cominciò a lavorare in condizioni di schiavitù, dopo che il padre l aveva venduto per ottenere un prestito di 12 dollari Iqbal fu costretto a lavorare incatenato a un telaio per circa sedici ore al giorno, al salario di 1 rupia al giorno, l'equivalente di 3 centesimi di euro attuali. Cercò parecchie volte di sfuggire al direttore della fabbrica, che lo puniva gettandolo in una sorta di pozzo nero quasi senza aria, che Iqbal chiamava "la tomba". Nel 1992 partecipò di nascosto a una manifestazione del Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato e improvvisò un discorso che denunciava la condizione di lavoro dei bambini della fabbrica di tappeti in cui lavorava. Gli avvocati del sindacato contribuirono a liberarlo dal lavoro minorile e il segretario del sindacato (che un giorno aveva trovato il bambino rinchiuso nella cavità sotterranea e per questo aveva fatto arrestare il direttore della fabbrica), lo indirizzò allo studio e all'attività in difesa dei diritti dei bambini. Dal 1993 Masih cominciò così una serie di conferenze internazionali sensibilizando l opinione pubblica mondiale sui diritti negati ai bambini nel suo paese e sui diritti internazionali dell infanzia. Nel dicembre del 1994 ottenne un premio di dollari sponsorizzato dall azienda calzaturiera Reebok, con i quali Iqbal avrebbe voluto finanziare una scuola nel suo paese. In una conferenza a Stoccolma affermò che "Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite". Nel gennaio 1995, partecipò ad una Convention contro la schiavitù dei bambini a Lahore. Grazie a lui, circa tremila piccoli schiavi poterono uscire dal loro inferno: sotto una pressione internazionale, il governo pakistano chiuse decine di fabbriche di tappeti. A causa del duro lavoro e dell'insufficienza di cibo, Iqbal non era cresciuto correttamente: all'età di 10 anni aveva già il volto di un vecchio e le mani devastate per il lavoro ininterrotto cominciato dall'infanzia; a dodici anni pesava e misurava come un bambino di sei. Il 16 aprile del 1995,Iqbal Masih venne assassinato mentre giocava in bicicletta davanti a casa sua. Il processo che vide imputati gli assassini materiali non avrebbe mai chiarito del tutto i dettagli della vicenda, sebbene appare certo che il suo omicidio sia stato opera di sicari della locale "mafia dei tappeti". La polizia pakistana, molto probabilmente collusa con tale mafia, aveva scritto nella sua relazione: «l'assassinio deriva da una discussione tra un contadino ed Iqbal». La sua morte ebbe una forte eco in tutto il mondo. In Italia nel 1998 la regista Cinzia T.H. Torrini realizzò il film Iqbal. Noi abbiamo visto questo film che ci ha profondamente commossi. CLASSE IB

10 Le speranze del popolo tibetano Le olimpiadi di Pechino e il conflitto Cina -Tibet In molte città europee manifestazioni di protesta al passaggio della fiaccola olimpica. I giochi olimpici sono un evento sportivo che viene celebrato ogni quattro anni e che prevede la competizione tra i migliori atleti del mondo. Le olimpiadi nascono nel 776 A. C. ad Olimpia,nell antica Grecia; a quel tempo costituivano un occasione per interrompere le guerre e dedicarsi allo sport. Il premio per i giochi era soltanto simbolico:un ramoscello intrecciato con il quale si cingeva il capo del vincitore. I giochi vengono poi sospesi nel 393 d.c. I primi giochi olimpici moderni sono inaugurati da re Giorgio I di Grecia nel Anche oggi,come nell antichità, lo scopo dei giochi è quello di promuovere pace,amicizia e uguaglianza tra gli atleti di tutto il mondo. Le fiamma olimpica viene accesa in Grecia più di quattro mesi prima l inizio dell evento e viene trasportata con una torcia da una serie di atleti, chiamati tedofori, fino a luogo in cui si tengono i giochi; alla cerimonia d apertura l ultimo atleta che entra nello stadio, con la torcia, accende il braciere che rimarrà acceso fino alla fine delle olimpiadi. I giochi olimpici del 2008 si svolgeranno a Pechino. Purtroppo su queste olimpiadi si staglia l ombra oscura della repressione cinese in Tibet,una regione dell Asia centrale,ricca d acqua e di giacimenti di oro e uranio. Le mire coloniali della Cina sul Tibet sono state una costante della storia; nel 1950 l esercito cinese ha invaso il Tibet reprimendo duramente qualsiasi forma di autonomia interna e accusando i monaci tibetani buddisti di essere come il veleno. Nel 1959 nasce un movimento di resistenza tibetano che culmina in una protesta contro i cinesi che la reprimono con forza:migliaia di uomini e donne vengono massacrati e il Dalai Lama è costretto all esilio politico. Le olimpiadi del 2008 sono state un occasione per attirare l attenzione del mondo sulla questione tibetana. In Europa ci sono state varie manifestazioni di protesta al passaggio della fiaccola olimpica. A Roma i manifestanti si sono stesi a terra davanti alla sede dell ambasciata cinese, a Londra i pro Tibet hanno cercato di fermare un tedoforo e ci sono stati duri scontri con la polizia, lungo tutti i cinquanta chilometri di percorso;nonostante ciò il premier inglese Gordon Brown ha salutato la fiaccola olimpica a Downing Street. Stesa sorte è toccata a Parigi dove i manifestanti hanno protestato davanti alla Tour Eiffel. E andata diversamente a San Francisco e a Buenos Aires dove la fiamma olimpica è passata senza difficoltà.

11 Alcuni leader politici internazionali forse non parteciperanno alla cerimonia inaugurale dei giochi in segno di protesta. Le Olimpiadi di Pechino 2008 sono entrate anche nella campagna per le presidenziali statunitensi. Hillary Clinton ha chiesto formalmente al presidente George W. Bush di non partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi l'8 agosto "in assenza di modifiche all'atteggiamento del governo cinese nei confronti del Tibet". Si riuscirà in questo modo ad aiutare il popolo tibetano? Le violazioni dei diritti umani in Tibet o Il diritto alla libertà di parola è sistematicamente violato ILllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll o Migliaia di tibetani sono tuttora imprigionati,torturati e condannati senza processo,le condizioni carcerarie sono disumane. o Le donne tibetane sono costrette subire la sterilizzazione e l aborto. o I tibetani sono perseguitati per il loro credo religioso. o Monaci e monache sono costretti a sottostare a sessioni di educazione patriottica,a denunciare il Dalai Lama e a dichiarare obbedienza al partito comunista Il percorso della fiaccola olimpica a cura della classe 1 A

12 GITA DELLE CLASSI IA-IB-IC-ID-IE Viaggio di Istruzione del 9 Aprile 2008 (ma ci possiamo anche divertire???) Destinazione: Castello di Bevilacqua e cittadina di Montagnana (Verona) Programma: Ore 8,00 partenza Chiaramente oggi tutti puntuali, anzi in anticipo! Ore 10,30 arrivo al Castello Tutti assonnati dopo il viaggio Ore 11,00 visita guidata al Castello e alla cittadina di Montagnana Abbiamo sbagliato Castello cosa facciamo??? Ripartiamo ma si poteva prenotare un pullman con il navigatore satellitare??? Ore 13,30 Pranzo al sacco Ora di libertà, si mangia!!! Mi raccomando non gettate i sacchetti!!! Ore 14,30 Laboratori didattici e attività all interno del Castello Ci faranno vestire da castellani? Partecipiamo con entusiasmo L oggetto del ricordo della gita è l arco, ma non è da usare come arma di difesa contro i professori!!! Alle casse, lasciamo un bel bottino per questo ricordino! Ore 18,00 Partenza dal Castello No!!! E già ora di rientrare a casa!!! Ore 20,30 Arrivo a Sasso Marconi Questa volta, purtroppo, non abbiamo sbagliato meta, è finita la pacchia, domani si ricomincia!!! Valentina Perla I B

13 IL CASTELLO DI BEVILACQUA Un castello maestoso Un passato assai curioso È in provincia di Verona Io l ho visto di persona Quante sono le avventure Raccontate dalla gente Dai giardini alle cucine Qui non manca proprio niente! Mamma mia, poi che paura Nella sala di tortura! Qui tra gabbie e trabocchetti Ne han ridotti in più pezzetti Se poi vai nell armeria Ti spaventi e scappi via Poiché tutto fa pensare Che si può finire male Poi però c è un bel giardino Dai colori assai brillanti Dove gli alberi ed i fiori Fan stupire tutti quanti Riccardo Labanti IB

14 Al castello di Bevilacqua siamo andati E dallo stupore ci siamo guardati Era tutto molto antico E il giardino era fiorito Principesse e paggi ci hanno accolto Con un gran sorriso nel volto Panini e cioccolata abbiamo mangiato E subito dopo il laboratorio è iniziato Frecce ed arco abbiamo impugnato E un borsellino abbiamo creato Per poco siamo stati amanuensi E abbiamo scritto pensieri intensi La scrittura gotica abbiamo imitato E un segnalibro abbiamo realizzato Infine la storia del castello abbiamo ascoltato E tante cose abbiamo imparato Nel Medioevo per un attimo siamo stati E poi dal sogno ci siamo svegliati. Laura Fabbri 1^D

15 Castellani per un giorno Dentro al castello ci siamo trovati e siamo rimasti tutti incantati ci siamo immersi in un atmosfera medievale che a volte diventava spettrale Poi che paura! Siamo entrati nella sala della tortura. Tanti strani arnesi ci hanno stupito che a momenti mi tremava un dito! Con l arco le frecce abbiamo tirato e il bersaglio abbiamo centrato il borsellino di cuoio abbiamo costruito e subito ci è servito! Abbiamo fatto gli amanuensi per un oretta e la scrittura è stata perfetta! Nel ritorno abbiamo visitato Montagnana una cittadina molto strana era circondata da mura possenti che ai nemici facevano tremare i denti! Siamo entrati in un altra dimensione che ci ha fatto battere il cuore per l emozione! Beatrice Carrara 1^D

16 C ERA UNA VOLTA C era una volta una principessa che voleva sposarsi, ma non riusciva a trovare il principe adatto alla sua bellezza. Questa principessa viveva in un enorme castello con i genitori con i genitori che erano anziani. Ogni giorno alla corte si presentavano centinaia e centinaia di pretendenti, ma nessuno riusciva a superare una terribile prova : muniti di arco e frecce si doveva mirare alla mela sulla testa della principessa ma,per paura di colpirla, tutti si rifiutavano.venne allora un principe cieco che, nonostante il suo difetto, superò la prova. Principessa e genitori, increduli,non sapevano cosa fare,ma alla madre venne un idea :pensò di che farlo scontrare con un SUSSULUGIO :una belva feroce con il corpo da leone, la testa da lupo,le ali di aquila e gli artigli da pantera.questo animale aveva una dote particolare :era un animale silenziosissimo,il più silenzioso sulla terra. Se il principe fosse riuscito a ferire quella creatura avrebbe sposato la fanciulla. Armato di scudo e di spada il principe iniziò a combattere contro la creatura. Dopo una dura battaglia il principe vinse e la principessa,innamorata del suo coraggio, lo sposò subito e vissero felici e contenti. Riccardo Labanti I B

17 Viaggio nel medioevo Storie di vita contadina La vita nel 1100,non conosco esattamente l anno in cui ci troviamo,non è proprio semplice. Forse è migliore del tempo di mio padre o di mio nonno, ma comunque è abbastanza dura. Come dicevo, non so in che anno ci troviamo, ma so perfettamente in quale mese ed in quale giorno, se la luna in questo momento sta crescendo oppure calando, riesco a capire se pioverà molto o poco e conosco tutta una serie di cose che sono assai utili per chi come me coltiva la terra. Credo di avere avuto un po di fortuna a vivere proprio in questo momento, in fin dei conti i campi ora rendono bene e i raccolti sono abbondanti, grazie al fatto che abbiamo capito che, con la rotazione triennale delle colture, la terra non si impoverisce e,anzi, offre maggiori raccolti rispetto al passato. Abbiamo cominciato ad utilizzare strumenti molto efficaci e resistenti, anche se il fabbro se li fa pagare parecchio, come l aratro, l erpice e la falce. Strumenti questi che oltre a durare molto fanno risparmiare parecchio tempo e anche fatica. I raccolti, soprattutto quelli di grano, sono stati talmente buoni che ultimamente ho anche iniziato a macinarmelo. Con un mio mulino. Sfruttando il fatto che dai miei poderi passa un torrente che in un certo punto fa una bella cascata con una grande portata di acqua, ho potuto costruire insieme alla mia numerosa famiglia (siamo sei tra fratelli e sorelle) un piccolo mulino le cui pale alimentate dall acqua fanno muovere le macine. Chiaramente non consumiamo in famiglia tutta la farina che riusciamo a produrre e quindi, oltre ai prodotti della terra, possiamo anche vendere al mercato del villaggio dove abitiamo tutta la farina di cui non abbiamo bisogno. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al fatto che finalmente io e la mia famiglia possiamo lavorare su terra che in pratica è nostra, grazie all affrancamento dagli obblighi verso il duca nostro feudatario. Il fatto di potere disporre di più prodotti agricoli e farina di quella che ci occorre per vivere, ci permette di andare ogni tanto al mercato per vendere o scambiare tutto questo con altre merci. Che sia un bel momento lo si vede anche da come nei mercati, più quelli della città vicina che non quello del nostro villaggio, ci sia una grande varietà di merce. Tessuti, attrezzi per ogni lavoro, botteghe di falegnami, fabbri, vetrai in grado di realizzare tutto quel che serve sia per il lavoro che per le abitazioni. Poi ci sono grandi banchi di commercianti che sbarcano da paesi lontani spezie, seta, e le cose più diverse. La città in occasione dei mercati sembra proprio viva, quasi il centro del mondo, a giudicare dal numero di persone e merci e animali che ci sono. In queste occasioni sono solo dispiaciuto che uno dei miei fratelli, il settimo e il più giovane di tutti non sia con noi. E partito ormai da due anni per una crociata con l intento andare a liberare la terra santa dai musulmani. In confidenza io non credo che sia stato proprio questo a spingerlo in questa avventura, lui non era praticamente mai andato in chiesa prima di partire. Penso piuttosto che stia cercando di diventare ricco, magari commerciando o addirittura facendosi assegnare un piccolo feudo lontano, grazie ai servizi che sta rendendo ai crociati combattendo. Dal canto mio preferisco non arricchirmi a questo modo, ma essere abbastanza sicuro di rimanere in vita con il mio lavoro di contadino, mugnaio e anche commerciante. Alessandro Ceol 1 A

18 LA CROCIATA DEI BAMBINI Da un manoscritto di un monaco benedettino Durante l epoca delle crociate,incontrai una bambina che mi colpì molto. Nel 1096 Urbano II aveva convinto tutto il popolo a partecipare alla crociata. Era una sorta di guerra santa. Infatti volevano riprendersi il Santo Sepolcro che era occupato dai Turchi. Dicevano che volevano farlo solo per motivi religiosi ma,detto tra noi,gli interessavano più le ricchezze che si trovavano in Palestina. Ma non è di questo che voglio parlare. Vi voglio parlare di evento particolare avvenuto nella prima metà del Non si può definire una vera crociata,perché era stata organizzata autonomamente. Era la cosiddetta crociata dei bambini. Una bambina,di nome Isabella,era povera e aveva perso i suoi genitori quando era piccola. La seguivo molto e,ogni giorno,le portavo da mangiare. Non potevo portarla con me in monastero,ma le trovai una casa abbandonata,la sistemai,e ogni giorno andavo a trovarla, Con lei c erano anche tre ragazzini:roxi, Fiore e Francesco. Non usciva mai senza di loro. Un giorno,mi prese da parte in un angolo e mi disse: Senti,io e i miei amici vogliamo renderci utili,insomma,vogliamo fare la crociata dei bambini!!!. Appena la sentii scoppiai a ridere,ero sorpreso di come una bambina debole e ammaccata,potesse avere così coraggio. Purtroppo lei non scherzava. Il giorno dopo,si fece costruire delle armi dal fabbro lì accanto che conosceva bene i bambini e,purtroppo,quando arrivai, vidi che erano già pronti a partire. Isabella aveva chiamato tutti i bambini delle campagne vicine e ormai non potevo più fermarli. Rimpiango di non aver fatto abbastanza per fermarli perché,poverini,erano solo bambini. Decisi però di accompagnarli. Alle tre di pomeriggio,salirono sui muli,guidati da me e da alcuni contadini che avevano deciso di venire. Erano passati ormai mesi e le provviste erano finite. Arrivammo finalmente a Marsiglia e lì ci imbarcammo, assieme a noi c erano tanti altri bambini. Purtroppo a causa di una tempesta la nostra imbarcazione si capovolse e molti bambini morirono annegati Altri,tra cui Isabella,Roxi,Francesco e Fiore vennero presi dai Turchi. Io mi salvai per miracolo e ritornai al convento. Purtroppo seppi in seguito che Isabella e i suoi amici erano morti di tifo ed ora anch io io,sto per morire. Rimpiangerò per sempre di aver lasciato andare quei bambini Spero che queste pagine possano,un giorno, essere lette da qualcuno. Luana Tamburella 1 A

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20 Nella stalla del contadino Geppo c era un cavallo che pensava di non valer nulla. Guardava gli altri cavalli e pensava : Quelli sono più utili di me, io non valgo nulla come la mia vita, inoltre non so fare alcuna cosa per i miei amici cavalli. Passavano i giorni, le settimane, i mesi e anche gli anni, il cavallo era già grande, maturo e pronto a decidere del suo avvenire. Ma sempre quel barlume di incapacità gli gironzolava in testa. Così disse : Se sono nato ci sarà un motivo e la mia vita dovrà pur aver un senso, e di buon umore partì. Lasciò la stalla e i suoi amici e,con il nome di Bob, si diresse in cerca di qualcosa, di cui neanche lui sapeva il significato profondo, di un qualcosa di grande e di smisurata importanza. Al galoppo lasciò i suoi amici e andò verso i monti incantati che, sotto i suoi occhi, svettavano alti verso il cielo. Dopo ore e ore di viaggio il cavallo raggiunse una fitta e tetra foresta. Davanti a lui sbucò come per incanto un piccolo e paffuto gnomo che gli chiese: Chi sei? Da dove vieni? Dove vai?. Il povero Bob di fronte a tutte quelle domande scosse il capo e contemporaneamente la sua folta criniera lucente e pettinata. Poi con gli occhi insospettiti e con un filo di voce domandò : Eh.. dove siamo? Siamo a Rocca del Bosco! rispose gentilmente lo gnomo, se vuoi ti porto a conoscere Grandegnomo, è il più anziano e il più saggio di tutti gli gnomi di Rocca di Bosco. Bob, però aveva troppa fretta e salutò lo gnomo. Proseguì il suo viaggio, tra foreste e prati, campagne e colline, finalmente si trovò ai piedi di quelle colossali rocce, che l avevano incantato. Le montagne che, sotto i suoi occhi stanchi, toccavano il cielo, lo sorprendevano e, data l emozione, cominciò a scalare le loro pareti. Era quasi in cima, era affaticato e stremato dal freddo, ma una luce di speranza brillava dentro di lui, permettendogli così di raggiungere la cima. Un sipario scuro cominciava a coprire il paesaggio e Bob si distese su un prato che copriva la cima di quella montagna e si addormentò. I primi bagliori rosati dell aurora lo svegliarono : si scrollò alcuni fili d erba dal pelo e ripartì per il suo lungo viaggio. Dopo un po alzò gli occhi e vide che da un ramo di un pino pendeva un ragazzo che chiedeva aiuto, lui andò sotto l albero e il ragazzo si lasciò cadere,finendo sano e salvo in groppa al cavallo. Non si sa bene che cosa successe loro, ma il cavallo imparò che anche lui valeva qualcosa e comprese il senso della sua esistenza : vivere per una buona causa e fare il possibile per gli altri. Lorenzo Dindelli 1^ D

21 OGGI IL MONDO SI E NASCOSTO SOTTO LA NEBBIA Come tutte le mattine io mi svegliai, mi lavai, mi vestii e uscii per andare a scuola. Mi guardai intorno e pensai: questo posto è bellissimo, è il regalo di una mattina di novembre, forse perché novembre si era offeso quando mi ero lamentata di essere nata in un mese così grigio. Ed ecco oggi che sorpresa mi ha voluto donare! In realtà novembre è un mese magico e questa mattina mi ha regalato un viaggio in una nuova dimensione. Ho aperto la porta di casa e mi sono ritrovata in un mondo nuovo. Ho sentito tanta felicità e ho capito che le stagioni hanno sentimenti, proprio come le persone. Non ci sono i buoni o i cattivi: ogni stagione, come ogni persona, ha qualcosa di buono. Ho avuto voglia di correre e di toccare quel mondo ovattato, ma impalpabile che mi faceva sentire la voglia di girare nel vuoto, di sentirmi trasportata in aria e di farmi cullare dalla natura e ho provato il desiderio che non finisse mai. La mia scuola mi sembrava un castello fra le nuvole e il suo sentiero di sempreverdi sembrava infinito. Volevo percorrerlo, ma il dovere mi ha spinto verso il portone di ingresso. Sul varco la figura della bidella era ben visibile: l ambiente intorno non era magico. Era la solita vecchia scuola, ma le finestre rendevano ancora possibile il mio viaggio magico. Sofia Tassinari IB

22 IL MIO PAESE Abito nel cuore di Sasso Marconi, ridente cittadina in provincia di Bologna.Vasto quasi 100 chilometri quadrati,il territorio dai 76 m. di altitudine sale fino ai 655 del roccioso Monte Adone. Il paese prende il nome da Sasso di Glosina, nome medioevale della rupe che domina la confluenza tra Reno e Setta e da Guglielmo Marconi, lo scienziato che inventò la radio e che qui realizzò i primi decisivi esperimenti. Il territorio è ricco di testimonianze storiche( reperti di epoca etrusca e romana,chiese e pievi, dimore signorili ed edifici rurali)come Villa Griffone,casa paterna di Marconi( oggi è sede del Museo dedicato allo scienziato), il rinascimentale Palazzo de Rossi e il settecentesco borgo di Colle Ameno. Non mancano i monumenti naturali: la Rupe e il Contrafforte Pliocenico.Le antiche tradizioni locali continuano a vivere in manifestazioni visitatissime, come l ultracentenaria Fira di Sdaz ( antica festa della tradizione contadina dell 8 settembre) e la Tartufesta.Numerosi sono gli insediamenti umani di epoca preistorica rilevati in questa zona. Sono da segnalare testimonianze di epoca etrusca e romana( acquedotto). Per tutta l età comunale il territorio resta diviso in varie parti, ma con la signoria dei Bentivoglio inizia un periodo più fiorente:sorgono le prime dimore signorili dell aristocrazia prima, della borghesia poi.nell età napoleonica si crea il comune di Praduro di Sasso e nel 1828 la configurazione territoriale è praticamente quella attuale. Durante la seconda guerra mondiale molti edifici vengono distrutti, ma segue una rapida ricostruzione. Le bellezze naturali, il clima gioioso che si respira camminando per le vie tranquille del paese mi fanno amare questo posto che mai vorrei lasciare.vedere il Sasso che domina e sembra accoglierti e proteggerti con le sue colline che circondano il paese è una emozione a cui non posso rinunciare come attraversare la piazza e sentire le campane che richiamano alla vista del Santuario della beata Vergine.La cornice è fantastica in ogni stagione: d inverno quando nevica Sasso sembra trasformarsi in un paesino d alta montagna, in primavera il verde delle colline riempie il cuore di gioia, in estate i campi di girasoli donano allegria e i colori dell autunno qui sono morbidi, non grigi e cupi come quelli della città che pur non è lontana! Vorrei girare tutto il mondo, ma sempre qua vorrei tornare. SOFIA TASSINARI IB

23 Classe IIC Vi ricordate di me? Sono il detective John Street vi volevo informare che ho appena aperto un agenzia a Sasso Marconi, si trova accanto all ufficio di Tecno-casa, in Viale Kennedy: vedrete presto illuminarsi una scritta investigation -. Venite da me per un indagine, siate sicuri che troverò sempre la verità. (Samantha) Stiven si affrettò ed entrò sulla scena del crimine: un giovane era stato ucciso a coltellate in casa sua. Era molto alto, robusto, scuro di capelli. La moglie si disperava e dava la colpa alla suocera che lei aveva visto entrare in casa mentre, alle 15.30, stava uscendo per andare a lavorare. (Emanuele) E un ufficio al primo piano, poco spazioso, con il minimo indispensabile per lavorare: una scrivania piccola e antica, piena di cassetti, un computer una vecchia penna, che Desan teneva con se e una miriade di fogli. Naturalmente anche la cuccia del suo inseparabile amico a quattro zampe, Bobi, un meticcio vecchiotto, ma intelligentissimo a trovare indizi. (Martina) Stava per andarsene, quando sul marciapiede comparve Giorgio,il suo ex, ubriaco come al solito, che, con uno strattone la tirò a sé: voleva che tornasse con lui. La ragazza, che da qualche tempo aveva chiuso con il giovane si ritirasse prontamente e, cominciando ad urlare, attirò su di loro l attenzione dei passanti, obbligandolo ad andarsene (Silvia) Il detective Conan lavorava nel 15 distretto a New York, ora, a 29 anni, si è trasferito a Sasso Marconi per motivi personali. E un bel ragazzo alto circa 1,78 m; solitamente veste con camicie bianche e sopra una giacca nera, lunga quasi fino alle ginocchia: meglio dire che ha un leggero soprabito. Poi pantaloni neri, le scarpe invece non sono ben abbinate:indossa infatti scarpe da tennis bianche e rosse, comode ma in netto contrasto con l abbigliamento. (Simone) il nostro detective è un tipo molto buffo, simpatico, ma anche abilissimo nel suo lavoro. Si chiama John Stevenson e, come si può vedere dalla foto sulla sua scrivania, in questura, gli piace molto la pappa. Non gradisce saltare i pasti neanche per lavoro. Ha 50 anni, due figli, porta occhiali ed ha la mania di mettere le cravatte sopra l impermeabile nelle indagini si concentra e niente lo distrae, non si fa sfuggire neanche un indizio. (Vanessa) Il 22/02/08 a Sasso Marconi fu ritrovato un cadavere dietro un cespuglio in via della Pace.Il giovane detective statutinese,paul Gray,che aveva appena aperto un agenzia investigativa in via del Mercato,di fronte al Campo del Prete,venne subito chiamato sul luogo del ritrovamento.quella mattina,alle 7,30,un ragazzino,che andava alla scuola media,aveva visto la mano pallida di un uomo uscire dal cespuglio e aveva dato allarme (Nicolò)

24 Un ragazzino di 12 anni a scoperto, di fronte alla sua abitazione, una vecchia casa misteriosa. Sospetta che lì c è stato un delitto : una notte aveva sentito l urlo di una donna che, entrata nella casa nel pomeriggio, non era più uscita. ( Andrea ) Serena stava sfilando in quel momento sulla passerella:era bellissima:vestito da sera nero,scarpe brillante,capelli raccolti,insomma,era perfetta,:aveva un aria strana e barcollava come se fosse ubriaca.il suo sguardo era come fulminato.dopo pochi secondi dall ingresso in passerella e qualche passo così incerto,cadde atterra,sbattendo violentemente la testa. Morì sul colpo Arrivò più tardi un agente di polizia,che aveva trovato nelle docce delle modelle,un bicchiere di plastica che conteneva tracce di veleno. (Giulia) Era il 22 maggio di un anno fa,quando ricevetti una telefonata dal commissario Banks. Ufficio del detective Katie Parker? sì risposi. Sono il maresciallo Carl Banks,in giornata arriverà un nostro uomo a portarle un caso. Click tutututu,aveva esso giù. Nel pomeriggio un ometto basso e largo bussò alla mia porta ed entrò.senza dire nessuna parola posò sulla mia scrivania un fascicoletto dal titolo Caso Bill Stuart e se ne uscì silenzioso come era entrato. (Isabella) Ero seduta alla mia scrivania quando squillò il telefono. Risposi:era il comandante dei carabinieri. Mi recai con la moto ad una villa dove la padrona di casa, tornata dalla sua passeggiata aveva trovata la porta d entrata socchiusa. Si era insospettita e preoccupata ed aveva chiamato i carabinieri. Quando questi arrivarono, trovarono nel perquisire la casa, probabilmente un ladro, sgozzato nello sgabuzzino della scope. Dopo tutti gli esami di rito,portarono via il corpo e noi iniziammo a interrogare i presenti (Federica) In una tranquilla sera d estate, nella cittadina di Sasso Marconi accade una cosa imprevista il signor Ringo,con il suo cane, passeggia va in un boschetto appena fuori dal centro abitato,quando una lama di coltello gli trafisse il fianco destro.in quello stesso momento l uomo si sentì mancare il fiato e cadde a terra. Mollò il guinzaglio e cercò di fermare con le mani il sangue che fuoriusciva abbondante dalla ferita. Capì che gli ultimi momenti della sua vita stavano passando e che mancava poco tempo alla morte; non cercò di capire chi avesse voluto toglierli la vita,

25 ma ripensò a tutti i momenti felici trascorsi con sua moglie e sua figlia (Nicole) Maddie Cooper fa la detective. E una donna di colore di trentasei anni. Tiene i capelli neri corti con la frangia che cade su un occhio. Maddie a delle particolarità: una voglia di fragola su una caviglia, porta sempre con sé un ombrello rosa, anche se non piove e una sciarpa nera attorno al collo. In realtà la giovane donna non è una vera e propria detective ma una grande curiosona: si mette sempre in mezzo ad una difficile indagine su un delitto e, alla fine, grazie alla sua intelligenza riesce sempre a trovare il colpevole. Nei mesi estivi viene a Sasso, dove abitano i suoi zii materni e passa le sue giornate nella locale stazione dei Carabinieri. (Diana) La mattina del 17 ottobre suona il telefono alla centrale dei Carabinieri di Sasso Marconi per un omicidio.la vittima è Natascia Clinton una ricca signora presidente dell azienda Nutterful di Bologna.La signora Clinton è stata trovata cadavere nell ufficio della filiale di Sasso,alle nove e mezza della sua vecchia segretaria,la signora Saturini.Il detective della famiglia accorso sul posto con la moglie,è il famoso Money. Questi si prepara a risolvere il mistero. Inizia le indagini con gli interrogatori degli iniziati e dei testimoni e arriva subito a un vicolo cieco, ponendosi la domanda:chi è l assassino? Improvvisamente la moglie ha un intuizione: qual è l arma del delitto? (Isacco) James Frey è un superdetective che, oltre a essere un uomo molto intelligente è intuitivo, e anche bello:ha i capelli neri e corti e gli occhi talmente blu, che appena lo guardi è la prima cosa che noti. È magro, ma non molto alto. Dimostra coraggio nelle situazioni difficili e pericolose che affronta con il suo lavoro. Gentile quando ci si rivolge a lui, abbastanza bravo e ordinato in casa. Insomma un uomo modello. E sul lavoro? È molto ricercato qui a Sasso, dove si è trasferito di recente. È nota a tutti la sua abilità nel risolvere i casi più intricati. (Josephin) Ha risolto brillantemente il caso. Quelle lettere stavano per Angelo Venturini, nome e cognome del commercialista mentre la povera signora veniva strangolata con il robusto filo da pesca, ella incideva con le forbici due lettere, le iniziali dell assassino sul tavolo. Sono state persino rinvenute delle tracce di sangue sulla punta delle forbice con le quali probabilmente la vittima ha ferito il suo aggressore. Evidentemente nella confusione e nella paura, aveva tralasciato di fare scomparire questo elemento importante. Per quanto riguarda

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